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MANUALE DEL

SOLARE TERMICO
Manuale tecnico per progettisti, installatori, esperti di energie rinnovabili
MANUALE DEL
SOLARE TERMICO
Manuale tecnico per progettisti, installatori, esperti di energie rinnovabili

PLEION Srl
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2 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 3
Indice dei contenuti

Indice dei contenuti E CARATTERISTICHE DELLA STRUTTURA IN ESAME

Introduzione 4 Dimensionamento dei componenti 3


1 Tipi di impianti solari 3
4.1 DIMENSIONAMENTO DEL CAMPO COLLETTORE
1.1 IMPIANTI SOLARI PER SOLA PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SANITARIA 4.1.1 DIMENSIONAMENTO DEL CAMPO SOLARE. LA NORMA UNI/TS 11300 - 4
1.1.1 IMPIANTI A CIRCOLAZIONE NATURALE 4.1.2 ESEMPI DI CALCOLO
1.1.2 IMPIANTI A CIRCOLAZIONE FORZATA PER UTENZE DOMESTICHE 4.1.3 CALCOLO DELLA SUPERFCIE SOLARE. IMPIANTO SANITARIO
1.1.3 CONFRONTO ENERGETICO CIRCOLAZIONE NATURALE - FORZATA 4.1.4 ESEMPI DI DIMENSIONAMENTO. ANALISI DINAMICA
1.1.4 IMPIANTI MEDI A CIRCOLAZIONE FORZATA CON SERBATOIO PER ACQUA CALDA SANITARIA 4.2 DIMENSIONAMENTO DELL’ACCUMULO SOLARE
1.1.5 PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SANITARIA CON BOLLITORI BIVALENTI 4.2.1 SCELTA DEL VOLUME
1.1.6 PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SNITARIA CON SERBATOIO DI PRERISCALDAMENTO 4.2.2 PRESTAZIONI (PRODUZIONE INIZIALE – CONTINUA)
1.1.7 IMPIANTI SANITARI CENTRALIZZATI PER MEDIE E GRANDI DIMENSIONI 4.2.3 DIMENSIONAMENTO DEGLI SCAMBIATORI
4.3 VERIFICA ACCOPPIAMENTO CAMPO SOLARE E ACCUMULO
1.2 IMPIANTI SOLARI IN INTEGRAZIONE
1.2.1 IMPIANTI CON SINGOLO SERBATOIO E PRODUZIONE INSTANTANEA 4.4 DIMENSIONAMENTO DEGLI ALTRI COMPONENTI DEL CIRCUITO SOLARE
1.2.2 IMPIANTI CON SINGOLO ACCUMULO TANK IN TANK 4.4.1 DIMENSIONAMENTO DEL VASO DI ESPANSIONE
1.2.3 IMPIANTI CON DUE SERBATOI 4.4.2 DIMENSIONAMENTO DELLE TUBAZIONI
1.2.4 IMPIANTI SANITARI CENTRALIZZATI PER MEDIE E GRANDI DIMENSIONI 4.4.3 DIMENSIONAMENTO DELL’ISOLANTE DELLE TUBAZIONI
4.4.4 DIMENSIONAMENTO DELLE TUBAZIONI

2 Componenti dell’impianto solare 3


5 Soluzioni per impianti termici ad alta efficienza 3
2.1 IL COLLETTORE SOLARE
2.1.1 PARAMETRI CARATTERISTICI DEI COLLETTORI SOLARI 5.0.1 IMPIANTI SANITARI
2.1.2 TIPOLOGIE DI COLLETTORI SOLARI 5.0.2 IMPIANTI INTEGRAZIONE
2.1.3 COMPONENTI DEL COLLETTORE SOLARE
2.1.4 L’EFFICIENZA DEL COLLETTORE SOLARE
2.1.5 LE NORME TECNICHE PER CERTIFICARE LE CARATTERISTICHE DI UN COLLETTORE SOLARE
2.2 IL CIRCUITO IDRAULICO CON I SUOI COMPONENTI
2.3 CENTRALINE SOLARI

3 Dimensionamento dell’impianto solare 3

3.1 GENERALITA’ NEL DIMENSIONAMENTO DEGLI IMPIANTI SOLARI.


3.2 DIMENSIONAMENTO DELLE RETI DI DISTRIBUZIONE SANITARIE. LA NORMATIVA 9182:2008
3.3 VALUTAZIONE DEL FABBISOGNO SANITARIO. LA NORMATIVA UNI/TS 11300 – 2
3.4 VALUTAZIONE DEL FABBISOGNO TERMICO SANITARIO E RISCALDAMENTO DAL TIPO

4 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 5
Introduzione

Introduzione

L’energia solare è l’energia associata alla radiazione solare e rappresenta la fonte primaria di energia sulla terra. Orientamento

Dalla sua energia derivano più o meno direttamente quasi tutte le fonti energetiche a noi disponibili quali i combus- In fase di progettazione di un sistema a collettori solari, sia
tibili fossili, l’energia eolica, l’energia del moto ondoso, l’energia idroelettrica, l’energia da biomassa, dall’energia esso un’installazione singola ed a maggior ragione per sistemi
geotermica all’energia delle maree. Inoltre può essere utilizzata direttamente per scopi energetici per produrre energia complessi a più batterie, uno dei fattori da considerare mag-
elettrica e calore con varie tipologie di impianto. giormente è l’orientamento dei pannelli. Considerando solo i
fattori astronomici, appare ovvio che l’orientamento ottimale
lo scopo di questo manuale è l’analisi degli impianti solari per la produzione di energia termica. Il Sole è una stella di dimensioni è verso Sud poiché corrisponde alla massima esposizione
medio-piccole costituita principalmente da idrogeno (circa il 74[%] della sua massa, il 92,1[%] del suo volume) ed elio (circa il 24- nell’arco della giornata, sorgendo il sole a est e tramontando
25[%] della massa, il 7,8[%] del volume), cui si aggiungono altri elementi più pesanti presenti in tracce. Per valutare quanto potrà a ovest.
produrre un impianto solare termico è necessario valutare i parametri che influiscono sulla radiazione solare che va a incidere sul
collettore. Tali parametri sono di due tipi: geometrici/astronomici e meteorologici. I primi sono dovuti alla rotazione della terra attor- La deviazione dei collettori solari rispetto la perpendicolarità
no al proprio asse e alla rivoluzione attorno al sole e possono essere determinati in modo esatto per via analitica, mentre, i secondi al sud cardinale viene definito “angolo azimutale”, con valore
vista la loro aleatorietà è necessario basarsi su analisi statistiche. 0° con collettore perfettamente a sud, +90° con collettore ori-
entato a ovest e a -90° con collettore orientato ad est.

Fattori geometrici-atronomici Questi due concetti possono essere espressi matem- Per tetti con esposizione est – ovest si predilige l’installazione
aticamente da due angoli: dei collettori sulla parte che da a ovest poiché sarà più espos-
La radiazione solare si presenta sulla fascia esterna dell’at- ta al pomeriggio e quindi meno soggetta alle nebbie o foschie
mosfera terrestre (massa atmosferica AM=0) con una potenza - L’angolo orario m =15(ts – 15) che tiene conto della mattutine, con temperature dell’aria maggiori e di conseguen-
media di 1367 [W/m²] distribuita in un campo di lunghezze rotazione giornaliera della terra (ts è l’ora solare), rappresenta za sarà possibile raggiungere un rendimento globale più alto.
d’onda compreso tra 0,25 3 3,5 μm, comprendente l’ultravi- la distanza angolare tra il sole e la sua posizione a mezzogior-
oletto (m<0,38μm), il visibile (0,38μm<m<0,78μm) e l’infra- no lungo la sua traiettoria apparente sulla volta celeste;tale Inclinazione
rosso (m>0,78μm)con una distribuzione spettrale secondo angolo è nullo a mezzogiorno, positivo nelle ore antimeridi-
l’andamento riportato in figura. ane e negativo nelle ore meridiane. Considerando che la terra Per quanto riguarda l’inclinazione ottimale è necessario fare
ruota di 360° in 24 ore, tale angolo è pari al numero delle ore una media tra le condizioni estive e quelle invernali e valutare
Tuttavia poiché la luce solare subisce un’attenuazione nell’at- di distanza dal mezzogiorno per 15°. se l’impianto viene utilizzato tutto l’anno o meno (se l’utiliz-
traversare l’atmosfera terrestre, alla superficie del nostro zo è solamente estivo si sceglierà un’inclinazione adatta solo
pianeta il valore della densità di potenza chiamata anche - La declinazione m =23,5 sin[360(285+n)/365] che tiene per tali condizioni). Una soluzione di compromesso tra le con-
irraggiamento solare scende a circa 1000 [W/m²] con mas- conto della rivoluzione annuale (n è il numero del giorno dizioni estive e invernali è l’adozione di un’inclinazione pari
sa atmosferica media di AM=1,5 raggiunto in condizioni di dell’anno), è l’angolo che la direzione dei raggi solari forma a alla latitudine del sito di installazione.
tempo sereno quando il Sole è allo zenit (ovvero i suoi raggi mezzogiorno sul meridiano considerato, col piano equatoriale.
sono perpendicolari alla superficie). È anche pari all’angolo che i raggi solari formano a mezzo- Ombreggiamento
giorno con la direzione dello zenit sull’equatore. Il suo valore
Inoltre i raggi solari arrivano al suolo con un’inclinazione, è positivo quando il sole sta al di sopra del piano equatoriale Infine è importante valutare l’influenza che l’ambiente circos-
rispetto al piano della superficie, che varia durante le ore del ed è negativo quando il sole è al di sotto di esso. tante può avere sulla resa dell’impianto, soprattutto a causa
giorno a causa della rotazione terrestre attorno al proprio di ombreggiamenti. Fondamentalmente si distinguono in due
asse e che dipende anche dal giorno dell’anno a causa dell’or- Noti questi angoli, la latitudine del sito in cui si installerà l’im- tipi di ombra: 21 GIUGNO

bita che la terra compie attorno al sole e al fatto che l’asse pianto, l’inclinazione e l’orientamento dei collettori è possibile 21 APRILE/AGOSTO

terrestre risulta inclinato rispetto a tale orbita. calcolare l’angolo di incidenza dei raggi solari sulla loro su- - L’ombra lontana corrisponde alla sparizione del sole diet- 21 MARZO/SETTEMBRE

β=
perficie per ogni ora di ogni giorno dell’anno. In questo modo ro la linea d’orizzonte. Si può supporre che a un dato istante,

β=

68°
si possono trovare l’inclinazione e l’orientamento ottimali per influenzi tutto il campo dei collettori; 21 FEBBRAIO/OTTOBRE

58
β

°
=
SOLE
massimizzare la captazione di energia da parte dei collettori. I - L’ombra vicina: gli ostacoli vicini danno un’ombra solo su

45
β=

°
35
°
pannelli solari se non correttamente posizionati in relazione al una parte del campo solare . 21 DICEMBRE
β=
miglior irraggiamento possono avere una perdita di efficienza 22°

23,5° Tropico settentrionale 23,5° tale da vanificare la convenienza economica. Questo obbliga il Utile da questo punto di vista è la creazione di un diagram-
progettista a tenere ben presenti tre parametri fondamentali: ma delle ombre o clinometrico su cui riportare le traiettorie β
l’orientamento, l’angolo di inclinazione e l’ombreggiamento. del sole relative al 21 giugno e 21 dicembre (traiettoria
massima – minima del sole sull’orizzontale) .
Tropico meridionale
21 DICEMBRE 21 GIUGNO Altezza solare alle ore 12.00

6 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 7
Tipi di impianti 1.1 Impianti solari per sola produzione di acqua calda sanitaria
1

1.1 Impianti solari per sola produzione


di acqua calda sanitaria Circuito Primario

ACS

Circuito Secondario

Circuito Secondario
L’acqua calda sanitaria secondo una tendenza edilizia sviluppatasi negli scorsi anni e in molti casi ancora presente, si ACS AFS
produce normalmente in maniera autonoma utilizzando per lo più la caldaia a gas che serve anche per il riscaldamento. AFS
In altri casi come al sud Italia o nelle isole viene utilizzato al suo posto lo scaldabagno elettrico oppure preparatori
Convenzione
istantanei a gas. Solo in pochi casi la produzione di acqua calda avviene con sistemi centralizzati come avviene invece nelle
strutture alberghiere o di ristorazione dove il costo dell’acqua calda, rappresenta una voce molto importante nel bilancio economico Circuito Primario
MISCELATORE ACS
aziendale perché diretta.
Fig 1 - Sistema solare con scambio indiretto FIg 2 - Sistema solare con scambio diretto
Per ridurre i consumi e rendere quindi indipendenti le strutture è necessario fare riferimento a sistemi tecnologicamente avanzati e
basati su fonti energetiche alternative, che siano in grado di produrre acqua calda con il vantaggio di ridurre i costi di gestione della
struttura e conseguente anche le emissioni si CO2 nell’atmosfera. La produzione più ecologica e economicamente vantaggiosa, è
quella ottenibile tramite un collettore solare ad alta efficienza, in grado anche nella stagione invernale e in determinate condizioni si CO2 nell’atmosfera. laddove non si disponga di energia elettrica o non si voglia
ambientali, di incrementare di 10-20°C la temperatura dell’acqua fredda in ingresso alla caldaia contribuendo così a ridurre il farne uso.
consumo. Gli impianti solari termici possono essere distinti in sistemi a circolazione naturale e a circolazione forzata. La produzione più ecologica e economicamente vantaggiosa,
è quella ottenibile tramite un collettore solare ad alta efficien- Questo principio molto semplice è utilizzato soprattutto nelle
za, in grado anche nella stagione invernale e in determinate zone a clima più caldo per poterne godere del massimo ben-
1.1.1 L’acqua calda sanitaria secondo una tendenza edili- condizioni ambientali, di incrementare di 10-20°C la tempera- eficio “investimento – ritorno economico”, oltre a essere zone
zia sviluppatasi negli scorsi anni e in molti casi an- tura dell’acqua fredda in ingresso alla caldaia contribuendo non soggette o raramente soggette al gelo perché si ha la
IMPIANTI A CIRCOLAZIONE NATURALE cora presente, si produce normalmente in maniera così a ridurre il consumo. possibilità di collocare il serbatoio all’aperto sopra il collet-
autonoma utilizzando per lo più la caldaia a gas che tore, anche se tali sistemi vengono garantiti per basse tem-
serve anche per il riscaldamento. In altri casi come al Gli impianti solari termici possono essere distinti in sistemi a perature “anche al di sotto dello zero grado Celsius” senza
sud Italia o nelle isole viene utilizzato al suo posto lo circolazione naturale e a circolazione forzata. alcuna protezione o per mezzo di resistenze elettriche di in-
scaldabagno elettrico oppure preparatori istantanei tegrazione.
a gas. Gli impianti solari a circolazione naturale sfruttano il principio
di Bernulli secondo il quale, grazie a un gradiente di tempera- Questi sistemi possono essere del tipo diretto, in cui l’acqua
Solo in pochi casi la produzione di acqua calda avviene con tura si da luogo a una differenza di densità che si trasforma calda sanitaria circola direttamente attraverso il collettore st-
sistemi centralizzati come avviene invece nelle strutture al- a sua volta in una differenza di pressione che genera la cir- esso che fa da assorbitore per l’energia catturata o del tipo
berghiere o di ristorazione dove il costo dell’acqua calda, rap- colazione naturale interna. indiretto dotati di circuito collettore chiuso assorbente che a
presenta una voce molto importante nel bilancio economico sua volta cede calore a un secondo sistema di contenimento
aziendale perché diretta. Se scaldato dal sole il fluido presente nel circuito collettore dell’acqua.
sale verso l’alto per differenza di peso rispetto a quando era
Per ridurre i consumi e rendere quindi indipendenti le strut- freddo, rendendo così possibile il fenomeno della stratificazi- I sistemi solari a circolazione naturale sono classificati come
ture è necessario fare riferimento a sistemi tecnologicamente one e zone a temperatura sempre più alte. sistemi prefabbricati e veduti come unità complete con col-
avanzati e basati su fonti energetiche alternative, che siano in lettore e serbatoio combinati;in Europa questi sistemi sono
grado di produrre acqua calda con il vantaggio di ridurre i cos- Grazie all’equazione di Bernulli è possibile valutare il salto testati in conformità alla normativa EN 12976 e il loro suc-
ti di gestione della struttura e conseguente anche le emissioni di pressione necessario a vincere le perdite di carico nel cir- cesso è dovuto al semplice montaggio, al minor costo di
Densità cuito solare e dovute fondamentalmente al diametro del tubo investimento e ridotto rischio di guasti oltre al minor costo
“perdite distribuite”, e alla presenza di gomiti, contrazioni, di gestione dell’impianto “quasi trascurabile in alcuni casi”.
1,02 espansori e altro “perdite concentrate”. Nella figura 1 si riporta il principio di funzionamento di un
1 pannello a scambio indiretto, è evidente la divisione tra il cir-
Densità [g/cm³]

L’equazione risulta essere: cuito assorbente e il circuito utile riscaldato in figura 2 il caso
0,98 riporta schematicamente il circuito idraulico di un collettore a
0,96 Densità scambio diretto.

0,94 I collettori a scambio diretto o chiamati anche a singolo cir-


0,92 Il sistema solare quindi non ha bisogno di pompe di circolazi- cuito non si sono inizialmente diffusi nel mercato a causa di
100°C 80°C 60°C 40°C 30°C 25°C 22°C 20°C 15°C 10°C 4°C 0°C one o sistemi di controllo elettrici necessari per poter gestire due principali problemi. Il primo legato all’utilizzo di acqua
il funzionamento del sistema, questa caratteristica è molto come fluido in quanto pur essendo un ottimo termovettore,
importante perché permette l’utilizzo di questi sistemi anche durante il periodo invernale può gelare durante le stagioni più
Grafico 1 - Andamento della densità dell’acqua in funzione della temperatura

8 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 9
Tipi di impianti 1.1 Impianti solari per sola produzione di acqua calda sanitaria
1

fredde all’interno del collettore solare e nelle tubazioni per tità di acqua attesa e per la quale è stato scelto il numero di Caldaia con produzione ACS
effetto del ghiaccio può portare alla rottura del sistema, ma pannelli. Si riporta in figure 3 l’esempio di un collegamento istantanea predisposta per il solare

questo non è stato l’elemento fondamentale perché come ac- bilanciato con terzo tubo.
cennato precedentemente alcuni produttori hanno concepito
nei loro sistemi, connessioni nelle parti soggette a minor tem- Nello schema in serie (figura 4) l’acqua in ingresso al pan-
peratura “normalmente nelle zone più basse dell’accumulo” nello successivo sarà più alta e quindi causa di inefficienza,
atte all’inserimento di resistenze elettriche di sicurezza in certi in quanto la resa dei successivi panelli tenderà a diminuire
casi anche già tarate, mentre per proteggere dal ghiaccio le progressivamente per effetto del ridotto incremento di tem-
tubazioni si possono utilizzare dei cavi scaldanti autoregolan- peratura conseguito e di conseguenza al minor quantitativo Acqua Calda
ti. Il problema principale dei primi collettori a scambio diretto di acqua riscaldata, diminuendo così le attese dell’impianto.
è stato il fenomeno della corrosione dovuto a materiali di bas-
sa qualità, non concepiti per poter immagazzinare acqua ad Gli impianti a circolazione naturale non dispongono di un Riscaldamento
elevate temperature e quindi soggetta. sistema automatico di regolazione della temperatura. L’acqua ambienti

sanitaria prelevata dal bollitore o direttamente dal pannello


Acqua fredda
Generalmente i sistemi a circolazione naturale funzionano nel caso di collettore a scambio diretto può variare notevol-
molto più lentamente rispetto a quelli dotati di pompe, in- mente in relazione alla radiazione solare e fascia oraria della Acqua Calda
oltre nel caso in cui non si faccia uso di energia elettrica e giornata anche se uscirà dal collettore alla temperatura mas-
Fig 5 - Collegamento idraulico con caldaia non predisposta al collegamento con il circuito solare. Valvola deviatrice miscelatrice termostatica.
dunque non si possa interrompere il trasferimento di calore sima di taratura della valvola miscelatrice.
dai collettori all’accumulo, per contenere la temperatura nel
serbatoio si deve ricorrere solo a valvole di scarico termico In piena estate e con scarso prelievo si possono raggiungere
che eliminano l’acqua calda e fanno entrare acqua fredda nel all’uscita dell’impianto elevate temperature prossime ai 90°C
circuito. Naturalmente questi impianti sono dotati di valvole e a queste temperature non è possibile inviare l’acqua diret- Caldaia con produzione
di sicurezza di sovra pressione e temperatura. tamente per il pericolo che possa provocare ustioni agli utenti ACS istantanea
oltre a poter rovinare alcuni componenti del generatore di
Di solito questo tipo di collettori viene impiegato negli impi- calore tradizionale come le guarnizioni in plastica ad esempio.
anti di piccole dimensioni di tipo residenziale con un collet-
tore per abitazione. Temperature maggiori di 50°C possono provocare ustioni in
modo molto rapido, ad esempio a 55°C si ha un ustione par-
Nel caso sia richiesta una maggior quantità di acqua o tecni- ziale in circa 30 secondi mentre a 60°C si ha ustione parziale
TS >48 °C
camente non è possibile installare un accumulo centrale nel in circa 5 secondi. È per tale ragione che è necessario instal-
locale tecnico per l’assenza di spazi, è possibile installare nel- lare un miscelatore a valle del sistema solare, oltre che a man- Acqua Calda

lo stesso circuito più collettori. la condizione necessaria è che tenere costante la temperatura dell’acqua miscelata al variare Riscaldamento
MISCELATRICE
ambienti
il collegamento idraulico tra i pannelli avvenga in maniera delle condizioni di temperatura , a garantire una maggiore ef-
bilanciata per mezzo di un terzo tubo “collegamento inver- ficienza energetica del circuito solare per le minori dispersioni TS
so nel lato ritorno preferibilmente” o regolatori di portata. di calore attraverso la tubazione di mandata. DEVIATRICE
Acqua fredda
Quindi è necessario disegnare con accortezza l’impianto per
TS <48 °C
evitare funzionamenti non lineari che non forniscano la quan- Non sempre l’impianto solare raggiunge le temperature utili
Fig 6 - Collegamento idraulico con caldaia già predisposta al collegamento con il circuito solare. Valvola miscelatrice tarata a 45-50°C.

Resistenza elettrica

T (°C)

ΔT - 4
ΔT - 3

ΔT - 2
ΔT - 1
Tempo
Acqua Calda

Acqua fredda

Fig 3 - Esempio di collegamento bilanciato Fig 4 - Andamento delle temperature nel collegamento in serie Fig 7 - Collegamento resistenza elettrica termostatica in integrazione. Impianto stand-alone.

10 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 11
Tipi di impianti 1.1 Impianti solari per sola produzione di acqua calda sanitaria
1

richieste per la mancanza di radiazione solare tipica di una disposta per l’ingresso di acqua preriscaldata alla temperatura In certi casi risulta interessante utilizzare un impianto so- Come si può ben capire il rendimento risulta essere inversa-
giornata nuvolosa, o nel caso in cui sia richiesta una maggio- idonea, verificando la presenza al suo interno di componenti lare naturale centralizzato di medie – grandi dimensioni in mente proporzionale all’irraggiamento della località essendo
re quantità di acqua; dovendo comunque garantire all’utenza in grado di resistere a temperature più alte di quelle dell’ac- preriscaldo a un già esistente sistema di accumulo a servizio costante la superficie captante.
l’acqua alla temperatura desiderata “40°C - 45°C” è necessa- qua fredda, o eventualmente avere all’interno una valvola a dell’intera struttura.
rio prevedere una fonte di integrazione esterna che vada ad tre vie per deviare l’acqua già calda verso i rubinetti. Nel caso È necessario però tener presente che a sua volta l’efficienza di
agire direttamente nell’accumulo solare come una resistenza la caldaia non sia già predisposta, dobbiamo predisporre un È il caso di impianti per strutture sportive, alberghi o condomi- un pannello risulta essere legata anche al grado di utilizzo del
elettrica oppure mettendo il circuito solare in serie a un gen- circuito di derivazione esterno oltre all’inserimento nel cir- ni. In questi casi per ridurre il costo delle modifiche idrauliche pannello ovvero al volume medio giornaliero di acqua spillata
eratore di calore tradizionale. cuito della valvola miscelatrice. necessarie per il collegamento del nuovo impianto o per il e questo perché un pannello installato in una struttura con un
problema di insufficiente spazio, questa può essere la solu- costante livello di prelievo,ha a disposizione in continuazione
Nel caso in cui volessimo mettere in serie una caldaia al cir- Nell figure 5-6-7 vengono riportati alcuni esempi di collega- zione più vantaggiosa. In questo caso sarà utile prevedere in ingresso acqua fredda da riscaldare, dando quindi la possi-
cuito solare, dovremmo accertarci che la caldaia sia già pre- mento. anche un sistema di pompaggio in grado di portare l’acqua bilità al pannello di riscaldare una maggiore quantità di acqua
calda dai pannelli all’accumulo non appena si dovesse raggi- rispetto al medesimo collettore con basso consumo dovendo
ungere nel campo solare una temperatura maggiore rispetto gestire un volume “stagnante” mediamente caldo.
alla parte inferiore dell’accumulo.
In tabella 1 si riportano i risultati derivanti dal test di certifica-
In questo modo è possibile sfruttare sin da subito la massima zione di due diversi pannelli solari a scambio diretto e indiret-
temperatura, riducendo allo stesso modo eventuali pendola- to con accumulo pari a circa 140 litri ciascuno, nelle medesime
menti del generatore oltre a dare la possibilità al campo so- condizioni di contorno con riferimento alla località di prova
lare di riscaldare una maggiore quantità di acqua, aumentan- Athene caratterizzata da un irraggiamento medio annuale di
do così l’integrazione solare. circa 1717 kWh/m².

Si riporta di seguito in figura 7-8 lo schema idraulico di colle- Mediamente è possibile ipotizzare un rendimento medio:
CENTRALE TERMICA gamento dell’impianto appena descritto.
- del 40% circa nel caso di consumi medi con sistema
Fig 7 - Collegamento bilanciato del campo solare.
Ma in termini di energia qual è l’efficienza media di un collet- a scambio diretto;
tore a circolazione naturale?
- del 34% circa con il medesimo profilo di consumo
L’efficienza di un sistema solare è definita dal rapporto tra ma con sistema a scambio indiretto.
l’energia prodotta QL in uscita e quella catturata in ingresso
Hc×Ac data dal prodotto dell’energia media su m² di superficie Si consideri che a monte dei risultati di confronto analizzati il
di apertura e l’area totale di apertura del collettore: secondo sistema presenta una superficie captante maggiore
del 25% circa.

Pannello a scambio diretto (1,57 m² di apertura)


Caldaia con produzione
ACS istantanea Cosumo giornaliero litri 50 80 110 140

Cosumo annuale kWha 578 929 1270 1621


UTENZE SANITARIE
Energia prodotta kWha 516 800 1051 1244

ACQUA FREDDA Rendimento solare % 19,1% 29,7% 39,0% 46,1%

BOLLITORE SANITARIO Pannello a scambio indiretto (2,01 m² di apertura)

ACQUA FREDDA Cosumo giornaliero litri 50 80 110 140

Cosumo annuale kWha 1270 1621


ACQUA FREDDA
Energia prodotta kWha nessun dato noto 1078 1261

Rendimento solare % 31,2% 36,5%

Fig 8 - Collegamento idraulico di un impianto a circolazione naturale di medie dimensioni in preriscaldo.


Tabella 1

12 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 13
Tipi di impianti 1.1 Impianti solari per sola produzione di acqua calda sanitaria
1

Irraggiamento Energia Energia caldaia Consumo Integrazione Rendimento


Catturato Esol Solare Qsol Qaux Annuale Qdem Solare Sfn Solare hsol
1.1.2 mento ad una centralina di regolazione. Si consideri però che
Luogo di installazione
con l’avvento delle pompe elettroniche idonee anche per il
[kWh/anno] [kWh/anno] [kWh/anno] [kWh/anno] [%] [%]
IMPIANTI A CIRCOLAZIONE FORZATA solare i costi di gestione di impianti medio piccoli risultano
Bolzano 2.593 972 803 1496 54,8 37,5 essere completamente sostenibili rispetto all’incremento di
Milano 2.463 961 817 1496 54,0 39,0
DOMESTICI risparmio ottenuto.

Torino 2.774 1022 755 1496 57,5 36,8 La centralina solare elettronica gestisce la pompa di circolazi-
one e quindi il trasferimento di energia dai collettori allo
Genova 2.672 1095 693 1496 61,2 41,0
Un impianto solare termico a circolazione forzata scambiatore secondo 2 diverse logiche. La più diffusa è basa-
Bologna 2.378 928 843 1496 52,4 39,0 è costituito da uno o più collettori collegati al ta su un differenziale di temperatura di accensione Dton=T1-T2
sistema di accumulo attraverso un circuito idraulico e spegnimento Dtoff=T1-T2 (isteresi solare), rispettivamente di
Firenze 2.799 1082 702 1496 60,6 38,6
comprendente un circolatore idraulico “da qui il solito pari rispettivamente a 8°C e 4°C, tra la temperatura più
Ancona 2.752 1044 738 1496 58,6 37,9 nome che ne deriva”, che assicura la circolazione alta presente nel collettore solare “T1” e la temperatura nella
del fluido termovettore oltre ad altri componenti parte fredda intermedia del bollitore “T2”, mentre la seconda
Perugia 2.747 1052 732 1496 59,0 38,3
necessari per la regolazione, messa in sicurezza e strategia si basa sul raggiungimento di un valore assoluto di
Pescara 3.066 1149 644 1496 64,1 37,5 esercizio dell’impianto.. temperatura nel collettore al di sopra del quale risulta vantag-
gioso il caricamento nel bollitore.
Roma 3.176 1247 553 1496 69,3 39,3
All’interno del circuito si può utilizzare sola acqua o una mis-
Napoli 3.055 1209 586 1496 67,3 39,6 cela di acqua e liquido antigelo. La cessione di energia dal Per un efficiente funzionamento dell’impianto nel caso si scel-
collettore all’accumulo avviene per mezzo di uno scambia- ga di far lavorare il sistema secondo differenziale è necessario
Bari 3.118 1195 599 1496 66,6 38,3
tore di calore interno o esterno all’accumulo. Gli impianti a valutare tale differenza al fine di non ottenere in continuazi-
Palermo 3.378 1311 495 1496 72,6 38,8 circolazione forzata possono essere utilizzati per diversi ob- one accensioni e spegnimenti senza ottenere in termini di
biettivi: produzione di acqua calda sanitaria, integrazione di temperatura incrementi interessanti. Per evitare che si veri-
Catania 3.378 1311 495 1496 72,6 38,8
impianti di riscaldamento a basa temperatura, riscaldamento fichi questo è necessario considerare come verrà effettuato
Tabella 2
dell’acqua per usi industriali e riscaldamento di piscine poten- il collegamento idraulico e quindi distanza, tipo di tubazione
do coprire piccole, medie e grandi dimensioni. con relativo isolamento al fine di poterne valutare la caduta
di temperatura lungo la tubazione di mandata.
Il collettore a scambio diretto per effetto dell’unico rendimen- la valutazione di questi impianti. Uno di quelli maggiormente La pompa di circolazione dimensionata sulla base della por-
to di trasformazione, risulta essere maggiormente performan- utilizzati risulta essere Polysun®. tata e perdite di carico totali del circuito che collega il campo Lo sviluppo degli impianti solari a circolazione forzata e la
te rispetto al collettore indiretto che necessita di due rendi- solare all’accumulo, è normalmente di tipo centrifugo in gra- loro affermazione nel mercato, fa di questa tipologia di im-
menti di trasformazione. Si riportano in tabella 2 i risultati di un collettore solare a cir- do di resistere alle temperature di ritorno dello scambiatore pianti termici solari la più diffusa e utilizzata per ogni tipo di
colazione naturale con accumulo 150 litri, con orientamento di calore e di lavorare con acqua fortemente addizionata di applicazione. Una delle criticità di questo tipo di impianti è
Per dare la possibilità di valutare il rendimento dell’impianto sud e inclinazione 30°, per una abitazione di circa 90 m² in prodotto anticongelante. Il vantaggio dei circuiti a circolazi- una maggiore complessità rispetto agli impianti a circolazi-
in determinate condizioni climatiche e di consumo, è possibile grado di richiedere 140 litri costanti per 365 giorni da 15°C a one forzata è che i vari elementi, in particolare i collettori e one naturale per la maggior presenza di componenti idraulici,
fare uso di alcuni programmi di simulazione per gli impianti 40°C, corrispondente al consumo di 2- 3 persone. lo scambiatore oltre all’accumulo termico, possono prendere anche se questa problematica può essere ovviata nel caso
solari. Così facendo è possibile sfruttare le prestazioni del posto dove si desidera. Per contro, la pompa è un componente progettazione e installazione adeguata.
sistema solare inserite all’interno del database del program- Dalle simulazioni effettuate a diverse latitudini è possibile in movimento che consuma energia e che richiede il collega-
ma a tarare i risultati attesi sulla base delle condizioni im- riscontrare un valore diverso per quanto riguarda la percen- In un impianto a circolazione forzata si può distinguere:
postate dall’utente. tuale di integrazione con minimo del 52% circa di Bologna a
un massimo del 73% circa in Sicilia, ma ciò che risulta mag- - il circuito chiuso solare che collega i collettori
I valori da impostare e richiesti sono: giormente evidente è la resa del pannello ovvero il rapporto allo scambiatore “circuito chiuso”;
tra l’energia termica fornita dal pannello Qsol e quella cattur- - il circuito per la produzione di acqua calda
- località di installazione; ata dalla superficie di apertura Esol, in quanto tale risultato T1
sanitaria “circuito aperto”;
- inclinazione del collettore; da conferma di quanto detto precedentemente, ovvero che un - il circuito di integrazione caldaia – pompa
- orientamento del collettore; collettore a scambio diretto mediamente è caratterizzato da di calore “circuito chiuso”;
- consumo di acqua medio giornaliero; un rendimento del 40%. - il circuito di riscaldamento “circuito chiuso”.
- profilo di consumo dell’utenza “concentrato
alla mattina, pomeriggio, sera o costante”; Un collettore solare a circolazione naturale si presta maggior- Il circuito solare di un sistema forzato oltre a circolatore deve
- temperatura dell’acqua di alimentazione mente ad essere utilizzato di più nei climi miti semplicemente T2
contenere altri componenti di seguito elencati in ordine di
R1
“acqua fredda della rete”; per il fatto che la disponibilità di irraggiamento “ore di soleg- installazione partendo dalla tubazione di mandata “calda”
- temperatura dell’acqua calda di erogazione dall’impianto; gia mento”risulta essere maggiore tale da poter compensare che collega i collettori al bollitore:
- tipo di generatore di calore in integrazione al pannello. il ridotto valore di rendimento rispetto a un sistema solare ad
alta efficienza magari a circolazione forzata. - valvola di intercettazione;
In commercio sono presenti più programmi che permettono - valvola di non ritorno;
Fig 9 - degasatore;

14 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 15
Tipi di impianti 1.1 Impianti solari per sola produzione di acqua calda sanitaria
1

Irraggiamento Energia Energia caldaia Consumo Integrazione Rendimento


- valvola di intercettazione; Per impianti di questo tipo di possono ottenere svariati tipi
Luogo di installazione Catturato Esol Solare Qsol Qaux Annuale Qdem Solare Sfn Solare hsol
- scambiatore interno al bollitore o esterno a piastre; di collegamento tra il circuito solare, la fonte di integrazione
[kWh/anno] [kWh/anno] [kWh/anno] [kWh/anno] [%] [%]
- valvola di intercettazione; e il tipo di impianto richiesto “solo acqua calda o anche per
- regolatore di portata “se pompa standard”; l’integrazione all’impianto di riscaldamento”. Bolzano 2.726 1412 646 1496 68,6 51,8
- rubinetto di carica impianto;
- circolatore; Si riporta in figura 10 lo schema più diffuso per semplicità, Milano 2.589 1357 686 1496 66,4 52,4
- valvola di sovra pressione “sicurezza” con attacco comodità e economicità.
Torino 2.917 1500 584 1496 72,0 51,4
per la raccolta di eventuale scarico di glicole;
- rubinetto per scarico impianto o lavaggio circuito; Come nel precedente paragrafo si riportano in forma tabellare Genova 2.810 1472 595 1496 71,2 52,4
- attacco per vaso di espansione; (tabella 3) i risultati ottenuti con il software di simulazione
- vaso di espansione “preceduto in certi casi Polysun® di un sistema solare a circolazione forzata con col- Bologna 2.500 1292 738 1496 63,7 51,7
da un vaso dissipatore”; lettore solare piano e accumulo mono serpentino da 150 litri
Firenze 2.943 1544 561 1496 73,4 52,5
- valvola di non ritorno; in preriscaldo alla caldaia, esposto a sud con inclinazione 30°,
- valvola di intercettazione; per una abitazione di circa 90 m² in grado di richiedere 140 Ancona 2.894 1544 599 1496 72,1 53,3
- separatori d’aria prima dell’ingresso campo collettore litri al giorno da 15°C a 40°C.
e nel caso di grandi impianti anche nella tubazione Perugia 2.888 1509 577 1496 72,4 52,2
di mandata; Dalla tabella 4 è possibile confermare come un impianto a
Pescara 3.224 1681 473 1496 78,0 52,1
- regolatori di portata in ingresso di ciascuna b circolazione forzata sia più efficiente rispetto a un sistema
a circolazione naturale, con un rendimento medio di trasfor- Roma 3.340 1787 374 1496 82,7 53,5
Nel settore residenziale questi tipi di impianto sono disponibi- mazione del 52% circa “valore medio annuale”.
li in kit pre dimensionati in relazione al numero di persone, Napoli 3.212 1709 432 1496 79,8 53,2
con un numero fissato di pannelli per taglia di bollitore.
Bari 3.278 1715 441 1496 79,6 52,3

Palermo 3.565 1900 299 1496 86,4 53,3

Catania 3.552 1897 303 1496 86,2 53,4

Tabella 3

1.1.3
Località Variazione Variazione Variazione
CONFRONTO CIRCOLAZIONE sul rendimento sull'energia sulla copertura
di conversione prodotta
NATURALE – FORZATA
Bolzano 38% 45% 25%
Milano 34% 1% 23%
Caldaia solo riscaldamento
con kit valvola deviatrice Torino 40% 47% 25%
Risulta interessante la comparazione dei risultati ot-
tenuti per le due famiglie di sistemi solari “circolazi- Genova 28% 34% 16%
one forzata e naturale”, sulla base delle medesime Bologna 32% 39% 21%
condizioni di contorno.
Firenze 36% 43% 21%

È evidente come un sistema a circolazione forzata sia media- Ancona 41% 48% 23%
mente in grado di produrre circa il 40% di energia utile in più Perugia 36% 43% 23%
ACQUA CALDA
rispetto a un sistema naturale, con un’integrazione sul con-
Pescara 39% 46% 22%
sumo finale “copertura” che varia da un massimo del 25% al
nord Italia e un minimo del 19% nel sud Italia. Roma 36% 43% 19%
Napoli 35% 41% 19%
Questa comparazione mette in evidenza la ragione che più ci
si avvicina a un clima mite minore risulta esserci variazione Bari 36% 43% 19%
sul risparmio conseguito, fino al limite in cui le due tecnologie Palermo 37% 45% 19%
ACQUA FREDDA
si eguagliano per effetto del fatto che l’elevato irraggiamento
Catania 38% 45% 19%
disponibile compensa la variazione di rendimento di trasfor-
Fig 10 - Schema impianto a circolazione forzata con bollitore bivalente a doppio scambiatore mazione della tecnologia sfavorita. Tabella 4

16 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 17
Tipi di impianti 1.1 Impianti solari per sola produzione di acqua calda sanitaria
1

1.1.4 bollitori in acciaio al carbonio accoppiati a scambiatori esterni 1.1.5 I flussi di circolazione (ricircolo) e post-riscaldamento devo-
a piastre. Nel caso in cui l’impianto richieda un elevato vol- no essere limitati il più possibile, per non diminuire la resa
IMPIANTI MEDI A CIRCOLAZIONE ume di accumulo o in centrale termica vi siano limiti tecnici PRODUZIONE DI ACQUA CALDA dell’energia solare disponibile a causa del conseguente au-
legati all’altezza massima disponibile per l’alloggiamento de- mento di temperatura nella parte inferiore dell’accumulo, che
FORZATA CON SERBATOIO PER ACQUA gli accumuli, è necessario suddividere l’intero volume in più SANITARIA CON BOLLITORI BIVALENTI essendo un punto di riferimento per l’accensione della pompa
accumuli, che dovranno essere collegati tra di loro in maniera (sonda T2) comporta una riduzione del differenziale di accensi-
CALDA SANITARIA bilanciata per mezzo di ritorno inverso o semplicemente con one e quindi un ritardo nello sfruttamento dell’energia solare.
valvole di regolazione.
Il solare termico è molto interessante nel caso di Il vantaggio di questi impianti è sicuramente il ridotto spazio
Nei sistemi di grandi dimensioni gli scambiatori di calore impianti che consumano molta acqua calda sani- occupato, la possibilità di sfruttare solo l’energia solare nel
Il solare termico è molto interessante nel caso di interni vengono sostituiti da scambiatori di calore esterni a taria come avviene nei condomini, hotel, strutture periodo estivo, attivando eventualmente la caldaia in certe
impianti che consumano molta acqua calda sani- piastre, per poter dare la possibilità al circuito solare di scam- pubbliche, sportive, calore di processo nelle indus- fasce orarie minimizzando così lo scambio con la parte inferi-
taria come avviene nei condomini, hotel, strutture biare energia con il bollitore utilizzando uno scambiatore di trie e il solar cooling. ore e quindi la flessibilità del sistema.
pubbliche, sportive, calore di processo nelle indus- maggiore superficie di scambio.
trie e il solar cooling. Nella configurazione più classica il serbatoio di accumulo di
Utilizzando uno scambiatore a piastre è necessario in fase un impianto solare sanitario è composto da due scambiato-
La prima necessaria considerazione che emerge quando si progettuale tenere conto: ri interni, il primo posto nella parte bassa dell’accumulo per
parla di tali impianti rispetto alle soluzioni oggi vendute come sfruttare il campo solare per il preriscaldamento e il secondo
kit pre-assemblati e pre-dimensionati, è che questi impianti - della portata nominale del circuito primario “glicolato” posto nella parte più alta per il collegamento alla fonte di
solari richiedono una progettazione accurata che tenga conto - concentrazione della miscela glicolata; integrazione di post-riscaldamento.
dell’utilizzo reale della struttura e del risultato atteso. - temperatura e portata in ingresso del circuito solare;
- temperatura in ingresso – uscita e portata del circuito In presenza di energia solare e mancanza di richiesta di acqua
Per tali impianti il campo collettore può raggiungere dimen- secondario “puffer”; calda il preriscaldamento può far aumentare la temperatura
sioni comprese tra 20 e 100 m² e quindi necessita di una cor- - potenza di picco; dell’acqua nel bollitore nella parte superiore per stratifica-
retta analisi riguardo la disposizione, il collegamento di cias- zione, tuttavia l’impiego di questi bollitori implica che né le
cuna fila, il dimensionamento delle tubazioni di adduzione, la Così facendo sarà possibile determinare: condutture, né il post-riscaldamento convenzionale alterino
presenza di valvole di bilanciamento per garantire la medesi- - la superficie di scambio necessaria; la stratificazione termica dell’accumulo. A tale scopo è utile
ma portata, di separatori d’aria per garantire l’eliminazione di - Il DTML; ricorrere a boiler di grandi dimensioni che sviluppi il più pos-
eventuali bolle di aria oltre a tanti altri concetti. - Le perdite di carico di ciascun circuito. sibile la massa di acqua verticalmente e quindi ottimizzare il
rapporto diametro su altezza.
Dal punto di vista economico gli impianti solari di grandi di-
mensioni hanno un contenuto costo specifico di impianto per-
ché il costo di alcuni componenti come pompe di circolazione, Collettori Solari

bollitore/i e eventuale scambiatore di calore possono essere


suddivisi sul costo dell’intero impianto, divenendo così meno
onerosi rispetto a quanto accade nei sistemi di piccole dimen-
sioni.
Caldaia solo riscaldamento
con kit valvola deviatrice
Nella progettazione di questi impianti bisogna prestare at-
tenzione al collegamento del campo solare, in particolare al
numero di collettori per singola fila e al collegamento tra cias-
cuna fila di collettori, al fine di poter bilanciare accuratamente
ogni singola fila evitando così di avere sottocampi caratter-
izzati da elevate perdite di carico e quindi basse portate con
conseguente aumento della temperatura media di lavoro e
possibile stagnazione. ACQUA CALDA

Lato accumulo la capacità può essere di tipo giornaliero o


plurigiornaliero. In questi casi la capienza varia da qualche
metro cubo di litri a qualche decina di metri cubi a secon-
da. I serbatoi di capienza non superiori a 3 m³ risultano es-
sere quasi sempre realizzati in acciaio al carbonio S235JR e
protetti contro la corrosione attraverso processi di zincatura, ACQUA FREDDA
smaltatura o vetrificazione al forno, verniciatura o ricoperta
di materiale plastico, mentre per volumi superiori si utilizzano Fig 11 - Schema impianto a circolazione forzata con bollitore bivalente a doppio scambiatore

18 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 19
Tipi di impianti 1.1 Impianti solari per sola produzione di acqua calda sanitaria
1

1.1.6 In alcuni impianti risulta necessario e interessante minuendo così la differenza di temperatura tra l’acqua fredda sempre caldo dal generatore, attraverso una pompa di ricircolo.
separare le diverse fonti di energia prevedendo per della rete e la temperatura richiesta dalle utenze, con conseg-
PRODUZIONE DI ACQUA CALDA ciascuna di queste un proprio accumulo “energeti- uente riduzione dei consumi. I motivi di ciò possono essere molteplici, si riportano di segui-
co”; ciò permette innanzitutto di separare la totale to le condizioni più importanti:
CON SERBATOIO IN PRERISCALDO potenza necessaria alla struttura in più generatori e Questi sistemi risultano essere più efficienti rispetto ai sistemi
di creare una “cascata” di energia basata sul livello bivalenti e spesso vengono utilizzati negli impianti di grandi - elevata superficie solare installata rispetto al solo volume
di energia e disponibilità della risorsa. dimensioni per: dell’accumulo solare o profilo di consumo concentrato delle
ore serali. In questo caso per evitare di raggiungere la mas-
In questo modo sarà possibile collegare inizialmente la risorsa - la semplicità di accoppiare il nuovo con il già esistente; sima temperatura nell’accumulo “esempio 80°C” con blocco
meno pregiata e di scarsa disponibilità e collegando in suc- - Il ridotto costo di installazione dovuto al tempo dell’impianto solare, si mette a disposizione il volume dell’ac-
cessioni fonti energetiche più pregiate. e materiale da computare; cumulo “caldaia” come raffreddamento nell’accumulo solare,
- mantenere la precedente configurazione impiantistica mettendo in sicurezza l’impianto solare da condizioni di sovra-
Per livello di energia e disponibilità l’accumulo solare si presta se ancora in buono stato e che non ha dato segni temperatura;
molto bene ad essere utilizzato come ingresso dell’acqua di disservizi nei periodi di picco.
fredda da riscaldare per essere successivamente collegato in - riduzione del numero di accensioni del generatore. Per
serie a un secondo accumulo mantenuto sempre caldo dalla Nel caso di generatore collegato a un proprio accumulo è pos- ridurre l’accensione della caldaia è possibile il ricircolo una
fonte energetica ausiliaria come caldaia o pompa di calore. sibile inserire l’accumulo solare in preriscaldo, intercettando volta raggiunta una determinata differenza di temperatura tra
solamente la tubazione dell’acqua fredda (figura 12). i due accumuli.
In questo modo l’acqua fredda prima di essere riscaldata dal
sistema ausiliario potrà essere riscaldata in parte “preriscal- In certi casi risulta interessante o necessario forzare lo scam- - Aumentare la disponibilità di acqua. Risulta immediata
data” o completamente dall’energia solare se disponibile, di- bio di energia tra l’accumulo solare e l’accumulo mantenuto l’opportunità di poter catturare maggior energia solare nel

Caldaia solo riscaldamento


Caldaia solo riscaldamento

ACQUA CALDA

ACQUA CALDA

Bollitore Bollitore
esistente esistente

ACQUA FREDDA
ACQUA FREDDA

Fig 12 - Impianto doppio accumulo con bollitore solare in preriscaldo al bollitore sempre caldo Fig 13

20 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 21
Tipi di impianti 1.1 Impianti solari per sola produzione di acqua calda sanitaria
1

caso in cui vi sia la possibilità di raffreddare l’accumulo solare Nel caso di caldaia istantanea non predisposte all’accoppia-
e quindi di aumentare la differenza di temperatura tra campo mento con un impianto solare è necessaria installazione in in-
solare T1 e accumulo solare T2 (figura 13). gresso del generatore di una valvola deviatrice. In commercio
sono disponibili dei kit pre assemblati composti dall’unione di
Nel caso di caldaia istantanea predisposta per essere collega- una valvola deviatrice e miscelatrice regolabili termicamente
ta a un impianto solare (dotata di valvola deviatrice interna e secondo il livello di temperatura richiesto, come rappresenta-
guarnizioni per alta temperatura) è possibile collegare l’accu- to in figura 15.
mulo solare all’ingresso della caldaia attraverso una valvola
miscelatrice, come rappresentato in figura 14. Nel caso di grandi impianti è possibile inserire uno o più ac-
cumuli prestando attenzione a realizzare un collegamento

Caldaia solo riscaldamento

Caldaia con produzione ACQUA CALDA


istantanea di ACS

Bollitore
esistente

ACQUA FREDDA

Fig 16
Acqua sanitaria

ACQUA FREDDA

Fig 14 - Impianto solare in preriscaldo a caldaia predisposta a impianti solari

Caldaia con produzione


istantanea di ACS Caldaia solo riscaldamento
ACQUA CALDA
Valvola 5 vie
miscelatrice/deviatrice

ACQUA CALDA

BollitorI
esistentI
Colelgati
in parallelo
ACQUA FREDDA
ACQUA FREDDA

Fig 15 - Impianto solare in preriscaldo a caldaia non predisposta a impianti solari Fig 17 - Impianto solare in preriscaldo a caldaia predisposta a impianti solari

22 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 23
Tipi di impianti 1.2 IMPIANTI SOLARI INTEGRAZIONE
1

bilanciato lato scambiatore solare o ingresso – uscita acqua 1.2 IMPIANTI SOLARI INTEGRAZIONE
sanitaria, come rappresentato in figura 16.

Nel caso di elevata superficie solare e quindi di potenza utile


è possibile utilizzare accumuli bivalenti collegando in serie gli
scambiatori interni. In questo modo sarà possibile aumentare la Prima di elencare le diverse soluzioni impiantistiche disponibili per l’esecuzione di un impianto solare in integrazione,
stratificazione dell’acqua riscaldata oltre a garantire una mag- si intende rispondere direttamente alla domanda: quanta energia è possibile recuperare con un impianto solare in
giore superficie di scambio, come rappresentato in figura 17. Schematizzazione dell’impianto in preriscaldo con il software inverno?
di progettazione Polysun®
Dal punto di vista energetico la configurazione di un sistema Per rispondere a questa domanda è necessario quantificare l’energia catturabile da una superficie unitaria esposta ai raggi solari.Si
solare in preriscaldo rispetto la soluzione tradizionale di un riportano in tabella i valori della radiazione globale (diretta più diffusa) media mensile di località di Bolzano sul piano orizzontale
unico accumulo bivalente, risulta essere maggiormente effi- e al variare dell’angolo di inclinazione, riportando anche gli aumenti percentuali alle varie inclinazioni considerate rispetto al piano
ciente per le note ragioni. La variazione di efficienza tra i due orizzontale. Dai valori riportati in tabella 6 e dall’andamento del grafico 2 è possibile osservare come in inverno a causa della bassa
sistemi dipende sostanzialmente dai volumi in gioco “massa inclinazione dei raggi solari sia opportuno inclinare la superficie a 45-60°, mentre in estate la maggior energia è catturabile con
termica del sistema solare” e dal profilo di consumo caratter- un’inclinazione inferiore prossima a 10-20° se non totalmente orizzontale in alcuni mesi estivi.
istico delle utenze “profilo giornaliero – serale”. In termini Titolo del grafico
numerici si possono riscontrare variazioni dell’ordine del 5 –
15 [%]. 6

Radizione incidente [kWh/m²]


Schematizzazione dell’impianto bivalente con il software
5
Si riporta di seguito l’analisi energetica di confronto tra i due di progettazione Polysun®
4 0°
sistemi con l’ausilio di Polysun®. L’esempio prevede:
20°
3
45°
- sistema bivalente doppio serpentino da 1000 litri 2
BIVALENTE PRERISCALDO VARIAZIONE 60°
con solare e caldaia; 1
- Sistema doppio accumulo con mono serpentino 90°
( Litri accumulo ) ( Litri accumuli ) %
0
solare e caldaia da 500 litri ciascuno
300 150 solare - 150 caldaia 13

Per entrambi i sistemi si sono considerate le seguenti condizioni: 500 250 solare - 250 caldaia 12,5 Titolo del grafico
1500 750 solare - 750 caldaia 9 3.000
- N°6 collettori piani da 2,3 m² di superficie di apertura
2000 1000 solare - 1000 caldaia 7
(orientamento sud – inclinazione 45°); 2.500 Fabbisogno di energia produzione
- Temperatura acqua sanitaria (ingresso costante acqua calda sanitaria
2.000

Energia [kWh]
Tabella 5
15° - uscita costante 40°C); Fabbisogno riscaldamento 60
- Consumo acqua sanitaria (profilo costante giornaliero 1.500 kWh/m2
di 1.000 litri). Fabbisogno riscaldamento 35
1.000 kWh/m2

Dal confronto dei risultati energetici delle due simulazioni en- 500 Energia solare termica al sistema
ergetiche si è riscontrata un’efficienza maggiore del sistema
0
in preriscaldo di circa 8,5 punti percentuali.
gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic

La stessa analisi è stata condotta per diverse taglie e con- Grafico 2


sumi, si riportano in tabella 5 alcuni dei risultati riscontrati.

Inclinazione della superficie Incrementi rispetto al piano orizzontale


Mese Unità 0° 20° 45° 60° 90° D(0°-20°) D(0°-45°) D(0°-60°) D(0°-90°)

Gennaio kWh/m² 1,52 2,34 3,05 3,26 3,11 35% 50% 53% 51%
Febbraio kWh/m² 2,41 3,25 3,88 3,98 3,56 26% 16% 39% 32%
Marzo kWh/m² 3,65 4,37 4,72 4,61 3,73 16% 7% 21% 2%
Aprile kWh/m² 4,63 4,97 4,85 4,48 3,21 7% -2% -3% -44%
Ottobre kWh/m² 2,61 3,27 3,69 3,7 3,16 20% 11% 29% 17%
Novembre kWh/m² 1,61 2,28 2,82 2,96 2,74 29% 19% 46% 41%
Dicembre kWh/m² 1,15 1,76 2,29 2,45 2,35 35% 23% 53% 51%

Tabella 6

24 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 25
Tipi di impianti 1.2 Impianti solari Integrazione
1
Titolo del grafico
70
Normalmente un impianto solare in integrazione è dotato di - dalle condizioni ambientali (condizione indipendente);
una superficie di captazione variabile da 6 a 25 m² in funzione - dal rendimento del collettore (dipende in funzione del 60 sezione 3
della superficie da riscaldare. Il rendimento termico di un col- tipo di pannello se piano o sottovuoto, in particolare dai val-
lettore è variabile dal 45 – 55 %. Appare ovvio quindi come ori caratteristici della curva di efficienza del pannello come il 50 sezione 5
sia interessante sfruttare l’energia solare anche nel periodo rendimento di picco h0 ,coefficienti a1 e a2; sezione 7
40
invernale per fare integrazione, soprattutto se il collettore è
T[°c] sezione 9
di tipo sottovuoto. la temperatura del bollitore T2 dipende: 30
sezione 11
- dalla stratificazione che avviene al suo interno (un accu- 20
mulo verticale favorisce la stratificazione dell’acqua contenu- solare
Il sistema edificio ta, come anche la presenza al suo interno di elementi che ne 10
riscaldamento
favoriscono il movimento naturale dell’acqua come setti sep-
0
Prima di analizzare la progettazione di un impianto termi- aratori o tubi stratificatori posti all’interno del bollitore e col- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24
co è necessario aver valutato precedentemente le caratter- legati con l’acqua di ritorno dell’impianto di riscaldamento);
istiche del sistema edificio. Le caratteristiche di un edificio - dall’altezza di connessione della tubazione dell’impianto sul
Grafico 3 - Andamento delle temperature nel bollitore. 28 Febbraio
ci permettono di valutare quale sarà il miglior impianto di
generazione e emissione.
bollitore rispetto l’altezza della sonda di riferimento bollitore;
- dalla temperatura di ritorno dell’impianto di riscalda-
Titolo del grafico
mento (nel caso di ritorno ad alta temperatura 45 – 50°C la 70 1
Un impianto che consuma molto e che richiede alte tem- centralina solare dovrà leggere nei collettori una tempera-
0,9 sezione 3
perature di mandata al sistema di emissione non potrà mai tura di almeno 51°C – 58°C, temperatura raggiungibile solo 60
integrarsi correttamente con un impianto solare. nelle ore centrali della giornata tipica di inverno. 0,8
sezione 5
50 0,7
Riscaldare un edificio in inverno significa utilizzare l’energia Sulla base di quanto sopradescritto risulta interessante sezione 7
0,6
40
solare nel periodo in cui è meno disponibile perciò è neces- l’analisi energetica di un sistema combinato attraverso il sezione 9
T[°c] 0,5
sario ottimizzarla, dandole la possibilità di lavorare in un software di analisi Polysun® che permette di valutare le
30 sezione 11
impianto di riscaldamento a bassa temperatura. Uno dei prestazioni di un sistema di integrazione. 0,4
punti cruciali nella realizzazione di un impianto combinato 20 0,3 solare
è l’integrazione con l’impianto di riscaldamento dell’edificio, L’impianto in considerazione risulta essere costituito da 4 pan- 0,2
in quanto una cattiva integrazione può portare alla comple- nelli sottovuoto. Il collettore risulta essere caratterizzato da: 10 riscaldamento
0,1
ta inefficienza del sistema. differenziale accensione
- area di apertura 1,92 m²; 0 0
Lavorando sulla struttura architettonica dell’edificio come il - rendimento di picco h0=0,662; 1 4 7 10 13 16 19 22 1 4 7 10 13 16 19 22 1 4 7 10 13 16 19 22
rapporto S/V ,il grado di isolamento dei corpi opachi e tras- - coefficiente lineare a1=0,735 W/mK
Grafico 4 - Andamento delle temperature nel bollitore. Dal 26 al 28 Febbraio
parenti è possibile ridurre il fabbisogno energetico dell’ed- - coefficiente quadratico a2=0,009 W/mK²
ificio, rendendolo più adatto a essere riscaldato con un
impianto termico solare. Questa prima analisi si presta per Il bollitore considerato risulta essere realizzato in acciaio
lo più alle ristrutturazioni, in quanto negli edifici di nuova al carbonio S235JR, di capacità 600 litri, con isolamento
costruzione la normativa ha imposto limiti severi al fabbi- in poliuretano rigido da 100 mm, scambiatore interno in dt
sogno energetico dell’edificio favorendo così l’integrazione acciaio V4A a scorrimento per la produzione istantanea di h0
100%
tra il sistema edificio e impianto solare. acqua sanitaria e scambiatore solare inferiore ad ampia su- Layer 12
91,7%
perficie. Layer 11
83,3%
In questo ultimo caso si consiglia di passare al capitolo 3, Layer 10
75,0%
“Dimensionamento del campo solare”. L’impianto è stato simulato considerando: Layer 9
66,7%
Layer 8
58,3%
• la località di Bardolino (VR) in zona climatica hint Layer 7
50,0%
E (2231 GG); Layer 6
La temperatura • pannelli installati su falda con inclinazione 17°; dm
41,7%
Layer 5
33,3%
• orientamento della falda a sud-ovest (5°); Layer 4
25,0%
Un impianto solare si attiva una volta disponibile una de- • assenza di ombreggiamento su campo solare. dw Layer 3
16,7%
terminata quantità di irraggiamento, ma soprattutto al Layer 2
raggiungimento di un certo differenziale di temperatura tra L’edifico in analisi risulta essere caratterizzato da: 8,3%
Layer 1
sonda campo solare (T1) e sonda bollitore (T2) normalmente • area utile 100 m²; 0%
d0
compreso tra 6 – 8°C. • rapporto superficie – volume (S/V) di 0,57;
• perdite di ventilazione e trasmissione pari a 3581 W
Per sua natura la temperatura T1 dipende: con temperatura esterna di progetto di -5°C. Fig 18 - Stratigrafia del bollitore in analisi

26 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 27
Tipi di impianti 1.2 Impianti solari Integrazione
1

• fabbisogno di acqua calda medio giornaliero riferito • sezione 7 “50%”; Nei giorni analizzati il fabbisogno di riscaldamento medio CARATTERISTICHE DEL SERBATOIO
alla domanda di 2 persone adulte corrispondente • sezione 9 “66-67%”; è stato di 43-44 kWh/giorno corrispondenti a una potenza
a 120 litri a 40°C che in termini di energia • sezione 11 “83-84%”; media nelle 24 ore di circa 1,8 kW. COMBINATO
corrispondono a 4,94 kWh con temperatura • temperatura solare che corrisponde alla sonda
di falda media di 9,5-10°C; presente nel campo solare T1; I risultati evidenziati mostrano come un impianto solare sot- Generalmente nei serbatoi combinati è possibile raggiunge-
• richiesta di riscaldamento di 6.593 kWh/anno. • temperatura riscaldamento che corrisponde tovuoto in integrazione ad un’abitazione a basso consumo re una temperatura massima di 95°C, maggiore rispetto al
alla temperatura di mandata all’impianto radiante; energetico sia in grado di ridurre i consumi energetici. limite imposto per gli accumuli sanitari normalmente garan-
L’analisi è stata condotta prendendo come riferimento gli • differenziale di accensione dell’impianto solare. titi fino a 85°C, eliminando così:
ultimi giorni di febbraio, mentre per un’analisi grafica più Tipicamente questi impianti sono caratterizzati da diversi
dettagliata è stato preso un giorno di fine mese. I seguenti Dall’analisi degli ultimi 3 giorni di febbraio è emerso che tipi di accumulo per quanto riguarda la produzione di acqua - la formazione di calcare;
grafici riportano l’andamento delle temperature nel bollitore 4 pannelli sottovuoto sono in grado di coprire mediamente calda sanitaria, i più comuni sono dotati di scambiatore in- - il controllo periodico dei sistemi di protezione
combinato in diverse altezze del volume: il 30% della totale energia, con un rendimento medio del terno a scorrimento rapido, scambiatore esterno a piastre o contro la corrosione come anodi;
sistema del 52% circa, perdite attraverso il circuito solare serbatoio tank in tank. - igienicità dell’acqua evitando il rischio leggionella
• sezione 3 sonda T2 parte bassa che corrisponde (uscita collettore, circuito solare, pompa di circolazione e nel caso di basse temperature di accumulo.
a circa il16-17% dell’intero volume; attacchi del bollitore) del 17-18% circa, senza considerare
• sezione 5 “33%” ; le perdite di accumulo che nel caso in analisi sono di circa Riguardo la pressione normalmente questi accumuli sono ga-
2-2,1 kWh/24h. rantiti per poter lavorare a pressioni non superiori di 3 bar.

Caldaia solo riscaldamento con deviatrice


interna sulla tub. di mandata

h circ. sol. Vista laterale rif. A


Esol Qsol
30,46 kWh 18,38 kWh 52,26%
Ritorno ricircolo
30,63 kWh 18,35 kWh 51,58%
15,46 kWh 9,16 kWh 51,48%
Mandata acqua calda

ACQUA CALDA

Qaux
28,6 kWh Ritorno
Qxfr
27,9 kWh impianto
15,92 kWh Pompa
47,4 kWh di ricircolo
15,80 kWh
7,96 kWh

Qrisc ACQUA FREDDA


38,38 kWh
41,62 kWh
Qtot 50,07 kWh Funzionamento del KIT di ricircolo Foto KIT di ricircolo
43,22 kWh
46,56 kWh ACQUA CALDA
55.01 kWh Quota solare
Qacs di copertura
4,94 kWh Se la miscelatrice è aperta lato acqua fredda
35,7% parte dell’acqua viene ricircolata
4,94 kWh
36,1%
4,94 kWh L’acqua entra nell’apposita tubazione corrugata del KIT
14,1% ricircolo. Scorre quindi per circa 1 metro all’interno del
serpentino rapido in acciaio INOX (interno al bollitore).
Viene quindi ripresa e mandata verso le utenze come
acqua calda. Il circolo dell’acqua è messo in moto dall’ap-
ACQUA FREDDA posita pompa.

Fig 19 - Bilancio energetico medio giornaliero Fig 20 - Schema impianto solare in integrazione. Produzione di acqua calda con scambiatore a scorrimento.

28 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 29
Tipi di impianti 1.2 Impianti solari Integrazione
1

1.2.1 Il serbatoio tank in tank è stato il primo tipo di accumulo in 1.2.2 In alcuni casi la soluzione migliore di un impianto solare in
grado di garantire il riscaldamento ambienti e la produzione integrazione per la produzione di acqua calda sanitaria, ri-
IMPIANTO CON SERBATOIO di acqua calda. Nato principalmente per la semplicità di re- IMPIANTO CON PRODUTTORE sulta essere quella di produrla istantaneamente per mezzo
alizzazione e i ridotti costi di fabbricazione è stato uno dei di produttore istantaneo esterno a piastre. Le condizioni che
COMBINATO TANK - TANK bollitori più utilizzati, anche se negli ultimi anni il suo utiliz- ISTANTANEO DI ACQUA CALDA portano questa tecnologia ad essere utilizzata, risultano es-
zo è diminuito grazie all’avvento di scambiatori rapidi inter- sere:
ni all’accumulo o esterni a piastre, più efficienti dal punto di
vista dello scambio termico (prestazioni iniziali e continue) . - preferenza tecnica di produrre istantaneamente (nel caso
di abitazioni mono residenziali con basse portate, ad esem-
Fisicamente questi accumuli sono dotati di un mini accumu- pio 20-25 l/min);
lo sanitario realizzato in acciaio al carbonio e vetrificato in
forno a 850°C oppure nella configurazione in acciaio inox, - necessità di poter ricoprire elevate portate fissando le
posizionato nella parte alta dell’accumulo tecnico. condizioni di temperatura di generazione in fase di proget-
tazione (sono disponibili elevate gamme di produttori 20-30
Il limite di questa tipologia di impianto risulta essere la l/min collegabili in parallelo fino a 3 – 4 unità ,passando a
prestazione continua nel caso di elevato consumo di acqua taglie maggiori 50 – 100 – 150 -200 l/min. Normalmente
o applicazioni di medie strutture abitative. si rendono disponibili le curve di produzione per ciascuna
taglia in funzione delle temperatura lato Puffer “acqua
tecnica” che lato acqua fredda “ingresso modulo” e calda
“uscita modulo”;

- completa assenza di volumi di acqua nel circuito di pro-


duzione (in alcune strutture soprattutto in locali pubblici
deve essere garantita l’igienicità dell’acqua contro la prolif-

SISTEMA A VASO APERTO


Per il collegamento del sistema di ricircolo
al bollitore si rimanda allo schema di riferimento

Caldaia solo riscaldamento ACQUA CALDA


Caldaia solo riscaldamento
con kit valvola deviatrice ACQUA FREDDA

Per il collegamento del sistema STAZIONE MODULO DI


di ricircolo al bollitore si rimanda SOLARE PRODUZIONE ACS
allo schema di riferimento
ISTANTANEA

ACQUA CALDA

ACQUA FREDDA SOLAR PUFFER

Fig 21 - Schema impianto solare in integrazione. Bollitore tank in tank. Fig 22 - Schema impianto solare in integrazione. Bollitore inerziale vuoto. Modulo a piastre solare e sanitario.

30 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 31
Tipi di impianti 1.2 Impianti solari Integrazione
1

erazione di batteri come quello della legionella); 1.2.3

Ovviamente questa soluzione necessita a monte di un ac- IMPIANTI CON DUE SERBATOI
cumulo di determinate dimensioni [l] per poter produrre la
portata di picco calcolata [l/min] nel periodo di punta [min],
Per il collegamento del sistema di ricircolo oppure deve essere presente un generatore di pari potenza.
al bollitore si rimanda allo schema di riferimento Tra le due soluzioni a livello di progettazione è preferibile la I primi impianti solari in integrazione venivano realizzati
prima in quanto permette di ridurre la potenza del genera- con due accumuli diversi in grado quindi di separare la pro-
ACQUA CALDA tore di calore, oltre a garantirne il miglior rendimento dato duzione di acqua calda sanitaria da quella di impianto, per
Caldaia solo riscaldamento dal suo funzionamento più continuativo e regolare. la mancata disponibilità tecnica ed economica di sistemi di
con kit valvola deviatrice ACQUA FREDDA
accumulo di integrati.
Con tale configurazione è possibile utilizzare accumuli in-
MODULO DI erziali Puffer con o senza scambiatore solare; la differenza A livello progettuale la soluzione con doppio accumulo può
PRODUZIONE ACS
ISTANTANEA
tra i due casi consiste principalmente sul dimensionamen- ritenersi la preferibile rispetto alla soluzione con singolo
to del campo solare, in particolare nel caso di campi solari accumulo per diverse cause; si riportano di seguito alcuni
SOLAR PUFFER
sovradimensionati è preferibile adottare la soluzione con elementi:
scambiatore esterno garantendo lo scambio termico, man-
tenendo sotto controllo il differenziale di temperatura del - richiesta di elevate quantità di acqua;
campo solare.
- fonte ausiliaria in integrazione con temperatura
Si riportano nelle figure 22-23-24 alcuni schemi di impianto. di mandata non superiore a 50°C (pompe di calore o calore

Fig 23 - Schema impianto solare in integrazione. Bollitore inerziale vuoto. Modulo a piastre solare e sanitario.
CAMPO SOLARE
Stato 1: Riscaldamento bollitore sanitario (es Pleion DSF-V)
Valvola NON ECCITATA
Uscita R2 non in tensione
Valvola commutata verso bollitore sanitario

CAMPO SOLARE
Stato 1: Riscaldamento bollitore lato impianto (SOLAR PUFFER)
Valvola ECCITATA
Uscita R2 in tensione
Raggiungimento della temperatura di set-point
nel bollitore DSF-V e conseguente segnale
in uscita dalla centralina per la deviazione
della valvola deviatrice verso bollitore
lato impianto
Caldaia solo riscaldamento
con kit valvola deviatrice

Caldaia 3 tubi
con deviatrice
interna

ACQUA CALDA

ACQUA CALDA
ACQUA FREDDA
SOLAR PUFFER SOLAR PUFFER
Ricircolo

Ritorno SOLAR PUFFER


MODULO DI
della temp. Eventuale
PRODUZIONE ACS collegamento
ISTANTANEA ACQUA FREDDA a ricircolo
sanitario

Collegamento idraulicamente
bilanciato come sotto

Fig 24 Fig 25 - Schema impianto solare in integrazione. Doppio accumulo sanitario e riscaldamento con valvola deviatrice

32 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 33
Tipi di impianti 1.2 Impianti solari Integrazione
1

di recupero a bassa temperatura. In questi casi è necessario Con il sistema a doppio accumulo è possibile decidere 1.2.4 L’utilizzo di impianti con accumuli inerziali in certe situazioni
prevedere un sistema di disinfestazione della legionella di la priorità di caricamento andando a integrare l’utilizzo risulta essere obbligatorio, i motivi sono molteplici e verranno
tipo termico, chimico o con raggi ultravioletti); che si ritiene più importante (se sanitario o riscaldamen- IMPIANTI CENTRALIZZATI elencati di seguito:
to, quest’ultimo ha rilevanza solo nel periodo di attività
- richiesta anche di raffrescamento nel periodo estivo (un ovviamente). PER GRANDI DIMENSIONI. - possibilità ti stoccare acqua a maggiori temperature senza
accumulo inerziale che in estate deve rimanere freddo non aumentare il rischio di depositi e deterioramento di sistemi di
può essere riscaldato nel momento del bisogno da acqua Normalmente si preferisce adottare la configurazione controllo della corrosione, conseguendo così a una maggiore
calda per produrre acqua calda sanitaria; standard con priorità al’accumulo sanitario e se ancora dis- garanzia del sistema;
ponibile all’integrazione verso il riscaldamento. Il passaggio
- bassa potenza di scambio della fonte ausiliaria e quindi da un bollitore all’altro può essere fatto per mezzo di: - minor volume utile di acqua calda sanitaria soggetta al
elevati tempi di ripristino (è il caso di sistemi in pompa di rischio della legionellosi;
calore o nei quali la caldaia non può superare determinate - una valvola deviatrice a 3 vie posta sul tratto freddo
potenze, inferiori a 10-15 kW); di ritorno dello scambiatore solare ( in aspirazione alla - volumi mantenuti a minor pressione con minor costi per la
pompa); messa in sicurezza;
- scelta impiantistica (centrale termica semplificata per la
mancanza di componenti esterni all’accumulo come moduli - una seconda pompa di alimentazione (questa soluzione Queste caratteristiche risultano essere adattano particolar-
solari e sanitari esterni, contenenti a loro volta numerosi è preferibile nel caso in cui si prevedono tante ore di funzi- mente a tutte le strutture di medie - grandi dimensioni come
accessori idraulici); onamento dell’impianto). condomini, hotel o servizi pubblici caratterizzati da un sistema
centralizzato di produzione di acqua calda sanitaria, dove l’im-
- scelta economica (in alcuni casi i produttori risultano pianto solare può essere inserito nell’impianto una volta cor-
essere più costosi di un accumulo apposito oltre al costo rettamente dimensionato per il fabbisogno delle varie utenze.
dell’installazione e regolazione del singolo componente).
Il campo solare sarà unico per l’intera struttura e fornirà energia
a uno o più accumuli posti in preriscaldo al sistema ausiliario o
integrato alla fonte energetica.

Normalmente un impianto centralizzato è caratterizzato da un


sistema di ricircolo dell’acqua calda sanitaria per ovvi motivi
legati alla disponibilità, ma ciò ovviamente rappresenta una
fonte di dispersione energetica importante e quindi un costo
che per lunghi periodi dell’anno, può essere coperta totalmente
dall’energia solare oltre a poter produrre il minimo utile.

Vi sono svariate soluzioni impiantistiche che permettono l’in-


tegrazione di un impianto solare all’edificio dal punto di vista
architettonico (posizionamento collettori e accumulo/i) e mec-
canico in funzione della fonte ausiliaria di riscaldamento.
Caldaia 3 tubi
con deviatrice Le diverse soluzioni dipendono:
interna

- dal tipo di fonte ausiliaria (unica per l’intero edificio


ACQUA CALDA
o singola per ogni utenza);
- dal tipo di produzione (accumulo unico centrale
o produttore istantaneo per singola utenza);
- richiesta

Eventuale
Nel caso di caldaie murali combinate modulanti e possibile in-
collegamento
a ricircolo
stallare in centrale un bollitore solare senza particolari problemi
ACQUA FREDDA sanitario tecnici legati alla centrale come spazi o ventilazione perché non
sono necessari generatori di supporto.

Fig 26 - Schema impianto solare in integrazione. Doppio accumulo sanitario e riscaldamento con doppia stazione solare

34 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 35
Tipi di impianti 1.2 Impianti solari Integrazione
1

Soluzione 1 - figura 27. valvola miscelatrice per impianti solari. Soluzione 2 - figura 28. sere installato anche in questo caso in qualsiasi locale non
essendo presente alcun sistema di generazione di calore.
Accumulo sanitario solare centralizzato e impianti autonomi Nel caso si tratti di caldaia senza valvola deviatrice sarà neces- Accumulo solare sanitario centralizzato e impianti autonomi
con caldaie murali a due circuiti per solo riscaldamento. sario accoppiare i due sistemi attraverso dei kit solari completi con caldaie murali a due circuiti per solo riscaldamento con Per il dimensionamento dell’accumulo si dovrà considerare
di valvola deviatrice – miscelatrice. accumulo secondario (da considerarsi come interno alla anche il volume totale derivante dalla somma dei volumi
L’impianto nella singola abitazione risulta essere costituito da caldaia o esterno). Questa soluzione può essere adottata in di accumulo per singolo appartamento oltre al volume di
una caldaia modulante predisposta ad impianti solari con devi- qualsiasi impianto centralizzato, l’accumulo solare può es- acqua presente nelle tubazioni stesse.
atrice interna da collegare alla rete centrale con una semplice

COPERTURA

COPERTURA Caldaia Caldaia


EDIFICIO
solo riscaldamento solo riscaldamento
UTENZA UTENZA
EDIFICIO

Caldaia combinata
produzione
istantanea ACS

UTENZA UTENZA

ACS

RICIRCOLO
ACS

RICIRCOLO
AFS

AFS
CENTRALE TERMICA

CENTRALE TERMICA
ACS ACS

RICIRCOLO RICIRCOLO

Eventuale
collegamento
a ricircolo
sanitario
AFS AFS

RETE IDRICA RETE IDRICA

Fig 27 - Schema funzionale impianto solare in integrazione. Doppio accumulo sanitario e riscaldamento con doppia stazione solare Fig 28

36 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 37
Tipi di impianti 1.2 Impianti solari Integrazione
1

Soluzione 3 - figura 29. L’impianto solare andrà collegato direttamente in centrale Soluzione 4 - figura 30. La prima valvola presente nel satellite è normalmente diretta
termica al bollitore caldaia, quindi dovrà essere verificata in verso la seconda valvola deviatrice per la mandata dell’im-
Centrale termica con accumulo sanitario solare e produzione fase di progetto la disponibilità di spazio in centrale. Centrale termica con accumulo sanitario solare in integrazi- pianto di riscaldamento e solo in presenza di bollitore san-
di acqua calda sanitaria. Impianti autonomi con caldaie per one. Impianto con satelliti di zona con doppia valvola devia- itario non riscaldato, la valvola devierà nella parte atta a
solo riscaldamento. Dal bollitore ausiliario verrà inviata in ogni singola utenza trice e accumulo sanitario. garantirne il riscaldamento dell’acqua contenuta.
acqua alla temperatura di progetto, mentre nel periodo di ri-
Questa soluzione può essere adottata in qualsiasi tipo di scaldamento verrà attivata una caldaia per singola abitazione. Questa soluzione serve per sfruttare l’energia termica solare
applicazione in quanto garantisce la produzione di acqua direttamente nei satelliti di zona. Anche in questo caso si
calda in maniera centralizzata senza la necessità di organi deve considerare nel calcolo del volume del serbatoio solare
di regolazione e contenimento finali. il contributo dei bollitori di alloggio.

COPERTURA

COPERTURA
EDIFICIO

EDIFICIO

Caldaia solo Caldaia solo


riscaldamento riscaldamento Bollitore interno
abitazione

UTENZA UTENZA

ACS UTENZA UTENZA

RICIRCOLO
DALLA CALDAIA
AFS
ACS
RICIRCOLO
CENTRALE TERMICA
AFS

CENTRALE TERMICA

ACS

ACS

RICIRCOLO Caldaia solo


RICIRCOLO riscaldamento
Eventuale
collegamento
a ricircolo
sanitario

AFS
AFS
RETE IDRICA
RETE IDRICA

Fig 29 Fig 30

38 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 39
Tipi di impianti

Soluzione 5 - figura 31.


Centrale termica con accumulo sanitario solare. Impianti con
Sono del tipo con valvole a due vie a portata variabile rispet-
tivamente per il circuito riscaldamento e acqua calda. 2
satelliti di zona a portata variabile. L’integrazione solare avverrà direttamente nello scambiato-
re a piastre presente nel satellite di zona.
Questa soluzione deve essere dotata nel circuito di distribuz-
ione di una pompa a portata variabile e di un by-pass di fine
colonna con auto flow aventi portata pari al 20% rispetto a
quella delle colonne stesse.

COPERTURA

EDIFICIO

UTENZA UTENZA

DALLA CALDAIA

ACS
RICIRCOLO

AFS

CENTRALE TERMICA

ACS
Caldaia solo
riscaldamento

Eventuale
RICIRCOLO
collegamento
a ricircolo
sanitario

AFS

RETE IDRICA

Fig 31

40 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 41
Componenti dell’impianto solare 2.1 Il Collettore Solare

2.1 Il collettore solare 2.1.1 Area di ingombro o area lorda. 2


PARAMETRI CARATTERISTICI Si intende la superficie effettivamente occupata dal compo-
nente comprensiva di involucro “base per altezza”. Con questo
DEI COLLETTORI SOLARI parametro più che le caratteristiche prestazionali, si definiscono
Solo in pochi casi la produzione di acqua calda avviene con sistemi centralizzati come avviene invece nelle strutture quelle dimensionali, necessarie per prevedere lo spazio di in-
alberghiere o di ristTra tutti i componenti presenti in un circuito solare, quello principale da cui dipendono le prestazioni stallazione.
dell’intero circuito è senza alcun dubbio il collettore solare, l’elemento captante e generatore di energia.
Le prestazioni del collettore solare dipendono soprattutto dal-
Esso può differire per forma, dimensione, caratteristiche costruttive, scelte dei materiali e rendimento energetico stagionaleUn la quantità di radiazione solare che riesce ad intercettare e, di Area di apertura.
collettore solare può essere interpretato per analogia a uno scambiatore di calore, infatti risulta essere costituito da un insieme di conseguenza, dall’estensione della superficie esposta al sole
componenti in grado di trasferire l’energia elettromagnetica di origine solare in energia termica e di trasferirla ad un mezzo liquido genericamente definita come area del collettore. Rappresenta la superficie attraverso la quale la radiazione so-
(acqua pura o miscelata in percentuale a glicole) circolante all’interno del circuito idraulico solare. lare penetra nel componente e raggiunge l’assorbitore. Può es-
Un collettore solare viene definito per diverse superfici, di sere definita come la superficie “reale” del collettore, come nel
seguito elencate e definite per ovviare il rischio di errore caso dei collettori vetrati, in cui è rappresentata dalla copertura
Tipicamente gli impianti solari vengono destinati I primi possono essere utilizzati in base alla loro caratteristica (figura 32). trasparente, oppure una superficie apparente, come nel caso dei
per riscaldare: costruttiva per: collettori a tubi evacuati in cui è rappresentata dalla proiezione
dell’assorbitore sul piano orizzontale.
- acqua calda sanitaria; - il riscaldamento di piscine;
- integrazione in impianti di riscaldamento - produzione di acqua calda sanitaria;
a bassa temperatura; - in alcuni casi per il riscaldamento degli ambienti (è il caso Area dell’assorbitore.
- riscaldamento di piscine; di zone geograficamente favorite o impianti termici
- produzione di calore. che sfruttano sistemi ad accumulo stagionale che permettono La piastra di captazione è l’elemento del collettore, la sua su-
di raggiungere temperature comprese tra 20-90°C). perficie è quella effettivamente interessata dai fenomeni di
Teoricamente la massima potenza solare specifica disponibile per scambio termico che determinano la produttività energetica del
un collettore solare risulta essere pari a 1.000 [W/m²], ma come in Nel caso di collettori tubolari l’utilizzo finale è destinato: componente.
qualsiasi sistema termodinamico non tutta l’energia raccolta può
essere resa utile per effetto della presenza di perdite di conversi- - alla produzione di Acqua Calda Sanitaria; In genere è inferiore di poco rispetto all’area di apertura nel
one, che nel caso di un collettore si suddividono in: - riscaldamento ambienti; caso di collettori piani e sottovuoto senza riflettore parabolico.
- riscaldamento di acqua per processi industriali in un campo
- ottiche di riflessione; di temperatura compreso tra i 30-110°C; La norma EN 12975 prevede la determinazione dei parametri di
- assorbimento; - impianti di SOLAR COOLING. efficienza caratteristici di un collettore come h0, a1, a2, C, IAM
- re irraggiamento dell’assorbimento. dall’area di apertura oppure di assorbimento. Questi parametri
verranno analizzati nei prossimi capitoli.
La potenza generata da un collettore non sarà costante
perché è soggetta da numerose variabili:

- ambientali radiazione solare (diretta – diffusa)


e aria ambiente;
- impostazioni di impianto (portata di lavoro del circuito solare SUPERFICIE LORDA
e logica controllo del circuito solare come differenziale SUPERFICIE DI APERTURA
di temperatura di accensione e spegnimento o
raggiungimento di un valore assoluto di temperatura
nel campo solare). SUPERFICIE DI ASSORBIMENTO

I collettori solari si dividono in 2 principali categorie: Copertura trasparente vetro

- PANNELLI PIANI; Assorbitore


- PANNELLI SOTTOVUOTO.

Tubazioni Coibentazione isolante Telaio

Fig 32

42 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 43
Componenti dell’impianto solare 2.1 Il Collettore Solare

2.1.2 Collettori solari piani vetrati 2


TIPOLOGIE DI COLLETTORI SOLARI Il collettore solare di tipo piano è il più diffuso ed economico e
risulta essere costituito da:

- uno o più vetri di copertura per ridurre le perdite termiche


verso l’esterno (è necessaria per poter realizzare “l’effetto serra”;

- una piastra captante la radiazione (l’assorbitore in rame o


alluminio trattato);

- un sistema di canali in rame normalmente e collegati alla pi-


astra attraverso particolari tecnologie di saldatura “a ultrasuoni
o laser ottimizzata” (per poter farvi circolare internamente il Collettori solari piani non vetrati Collettori evacuati tubolari
fluido termovettore solare e asportare l’energia catturata prec-
edentemente dalla piastra assorbente); I collettori solari piani vetrati appena analizzati in certe applica- Nei collettori evacuati l’intero involucro esterno è rappresen-
zioni si dimostrano eccessivamente sofisticati e quindi dispen- tato da un cilindro di vetro vuoto che rappresenta l’elemento
- un sistema di connessioni idrauliche per il collegamento ai diosi. Per utenze caratterizzate da una forte stagionalità come fondamentale del pannello sottovuoto.
canali (da ¾” 0 1” nei collettori tradizionali e non di grandi l’estate e da temperature di utilizzo relativamente basse come
dimensioni da 5-10 m², con attacco maschio femmina e battuta stabilimenti balneari, piscine e campeggi è possibile utilizzare Per funzionalità e struttura un collettore di questo tipo può es-
piana oppure con apposite componenti idraulici); collettori di più facile concezione in grado di soddisfare: sere paragonato a un thermos, composto quindi da due tubi di
finissimo vetro borosilicato ad alta resistenza agli shock chimi-
- una struttura isolante (necessaria per ridurre le perdite verso - fabbisogni limitati; ci, termici e meccanici, saldati fra di loro e svuotati dell’aria
il basso e laterali del collettore ); - costi interessanti. per creare il vuoto, quest’ultimo possiede ottime proprietà di
coibentazione eliminando le perdite per convezione. In ques-
- una struttura di contenimento (in grado di reggere il peso In questi casi si può ricorrere ai pannelli solari senza coper- to modo non vi è aria che circonda l’assorbitore e si ha una
del pannello e garantire un perfetto accoppiamento con la las- tura trasparente, isolamento e scatola di contenimento. riduzione quasi completa delle dispersioni, infatti la superficie
tra di copertura); esterna dei tubi di vetro assume la temperatura dell’aria ambi-
Per loro natura questi collettori sono maggiormente soggetti ente esterno.
- un fluido termovettore (acqua o miscela glicolata). a dispersioni termiche (convezione – conduzione – irraggia-
mento) ma nel caso in cui l’aria ambiente risulta essere di Il lato esterno del tubo interno è trattato con strati di vernice
1 Come già accennato questi collettori presentano sicuramente almeno 20°C sono in grado di erogare acqua calda a tem- speciale selettiva e ciò lo si nota dal colore.
1
un vantaggio economico anche se meno prestanti rispetto ad peratura prossima a 40-45°C con buona efficienza.
altri tipi di collettori, tuttavia sono caratterizzati da un rapporto I collettori così concepiti sono caratterizzati da:
2 costi - benefici particolarmente interessante, il che li rende adat- La classica configurazione prevede un assorbitore realizza- - un grado di vuoto;
Vetro solare 3 ti al largo pubblico soprattutto per impieghi civili e domestici. to in materiale plastico o in acciaio inossidabile rivestito di - spessore di parete;
8 7
trattamento selettivo. Sono più comuni le applicazioni con - diametro interno – esterno;
4
Assorbitore La quantità di calore prodotto da un impianto con pannelli di materiale sintetico per il ridotto rischio di degradazione del - lunghezza.
5

Isolamento termico 6
tipo piano dovrà comunque essere garantita in termini di quan- rivestimento selettivo accoppiato alle canalizzazioni dell’ac-
tità “energia specifica prodotta [kWh/m²]” e tempo “durabil- qua, di solito in polipropilene, polietilene o in PVC e comun- A seconda del tipo di circolazione e scambio ternico, i collettori
ità”, per tali ragioni il collettore deve essere contraddistinto da que un materiale avente le stesse caratteristiche dell’assor- sottovuoto possono essere suddivisi in due categorie principali
1 Irradiazione solare sul collettore soddisfacenti livelli di efficienza ma anche da buone caratter- bitore. a flusso diretto e tubi di calore.
istiche in termini di resistenza agli agenti atmosferici esterni
PERDITE OTTICHE
garantendone quindi le prestazioni per tutti gli anni di vita “ip- La connessione tra la canalizzazione e l’assorbitore può av- A FLUSSO DIRETTO
2 Riflessione nella lastra di vetro otizzabili indicativamente da 15 a 20 anni”. venire per mezzo di appositi giunti o ad incollaggio. In pre-
3 Assorbimento nella lastra di vetro
4 Riflessione nell’assorbitore senza di elevati livelli di irraggiamento solare e temperature Il funzionamento è simile a quello dei collettori piani con cir-
PERDITE TERMICHE
In commercio ve ne sono di svariati tipi e dimensioni anche se esterne i collettori scoperti possono risultare più efficienti colazione del fluido attraverso le canalizzazioni che possono
normalmente si trovano di area compresa tra 1,5 m² e 2,5 m² o dei sistemi con copertura vetrata. Le limitate differenze di essere del tipo:
5 Conduzione termica dei materiali presenti all’interno del collettore
6 Re irraggiamento dell’assorbitore nelle versioni speciali di grandi dimensioni 5 - 10 m². temperatura tra l’assorbitore e l’aria esterna, la bassa differen-
7 Convezione termica interna al collettore tra assorbitore za tra l’acqua in ingresso e uscita, l’assenza di perdite ottiche - a tubo compartimentato, realizzato da un tubo cilindrico
e copertura vetrata (lo stesso fenomeno è presente tra l’aria
ambiente e la superficie vetrata esterna) Il principio di funzionamento risulta essere particolarmente di riflessione ed assorbimento imputabili alla copertura traspar- diviso al suo interno in due sezioni semicircolari da un setto
semplice, la copertura trasparente consente alla radiazione so- ente, si possono tradurre in un notevole livello prestazionale longitudinale, in modo da essere percorsi da un fluido in entrata
EFFETTO UTILE
lare di raggiungere la piastra assorbente, riflettendo allo stesso soprattutto se presente un sistema di protezione dal vento. Il e ritorno secondo due direzioni opposte;
8 Energia utile per il riscaldamento dell’assorbitore, canalizzazioni momento la re irradiazione verso la volta celeste generata dalla circuito idraulico i questi sistemi risulta privo di sistema di accu-
e fluido termovettore.
piastra. mulo con scambio diretto. - ad U in modo da realizzare una serpentina con una sola curva;

44 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 45
Componenti dell’impianto solare 2.1 Il Collettore Solare

- a tubi coassiali, formata da due tubi cilindrici concentrici, 2.1.3 compreso tra 0,15 - 2 [mm] a seconda della qualità del prodot-
SUBSTRATO
(AREA DA RIVESTIRE) 2
inseriti uno nell’altro, con il fluido immesso nel tubo più interno to, con la differenza che le lastre di rame sono di solito più sottili
Rivestimento
che percorrendo l’estremo opposto rispetto al punto di immis- Componenti del collettore grazie alla caratteristica meccanica del rame.
sione “estremo inferiore” compie il percorso inverso all’inter- Atomo di superficie
Campo elettrico
no dello strato più esterno a contatto con il calore assorbito Allo stato grezzo tutti i materiali elencati sono caratterizzati da espulso dal target

dall’assorbitore proprietà ottiche scadenti rispetto a quanto richiesto da un as- Campo elettrico
primario
Argon (Ar+) Ione
Assorbitore sorbitore di un collettore solare. Accellerato al target
Target

In un collettore solare l’assorbitore risulta essere l’elemento Per tali ragioni l’assorbitore di un collettore solare è trattato al
fondamentale in quanto permette di catturare la radiazione lato che verrà esposto ai raggi solari con particolari rivestimenti Blocco
COMPARTIMENTATO COASSIALE magnetico
solare e di trasferirla sotto forma di energia termica al fluido altamente selettivi grazie all’utilizzo di tecnologie come Physi-
contenuto all’interno della circuitazione. Per tale motivo la sua cal Vapor Deposition con l’acronimo PVD; il processo permette
superficie deve essere in grado di ridurre il più possibile le per- il deposito di starti sottili altamente selettivi ottenuti dall’evap- MAGNETRON SPUTTERING CATHODE

dite per re irraggiamento verso la struttura di contenimento del orazione di composti chimici trattenuti e usati da un fascio
collettore e a sua volta verso la volta celeste. di elettroni emessi da un cannone elettronico o “sputtering - Fig 33
spruzzamento” con la polverizzazione catodica (processo per il
La capacità termica [kJ/K] è definita come la quantità di ca- quale si ha emissione di atomi, ioni o frammenti molecolari da
lore necessaria per innalzare di un grado la sua temperatura. un materiale solido detto bersaglio, bombardato con un fascio Peso per
Materiale Spessore Conducibil- Capacità
unità di area
Oggetti a bassa capacità termica si riscaldano e si raffreddano di particelle energetiche come ioni generalmente l’estrazione di della piastra consigliato ità termica termica
frontale
SIDNEY AU velocemente cambiando significativamente la loro temperatu- ioni di atomi e la loro deposizione sullo strato metallico dell’as-
sorbitore), figura 33. Rame 0,3 mm 2,5-3 [kg/m²] 386 [W/mK] 350 [J/kgK]
ra nel tempo, risentono molto delle condizioni esterne che nel
caso di un collettore coincidono con la temperatura dell’aria e Alluminio 0,6 mm 2 [kg/m²] 164 [W/mK] 900 [J/kgK]
l’irraggiamento. L’intero processo è computerizzato ed è controllato in ogni sua Acciao 2 mm 15-2 [kg/m²] 50 [W/mK] 450 [J/kgK]
fase secondo sensori ottici, al fine di aumentare la capacità di
Un collettore solare dovrà essere caratterizzato da un valore di assorbire e trattenere la maggior parte dell’energia assorbita. Tabella 5
capacità termica in grado di mantenere il più possibile costante
la sua temperatura interna, garantendo così un funzionamento Normalmente è possibile raggiungere valori di assorbimento a
regolare dell’impianto. superiori a 0,95 e parallelamente valori e di emissività di 0,9, timento. Mediante trattamenti meccanici o chimici la piastra
valore abbastanza elevato anche se una quota parte viene riuti- può essere inoltre sottoposta a microincisioni superficiali, in
- collettore a Sidney in cui all’interno del tubo che funge da Un assorbitore deve avere le seguenti caratteristiche: lizzata al fine di aumentare l’effetto serra che si crea all’inter- modo da offrire una superficie irregolare alle radiazioni inci-
involucro e inserito un tubo è inserito il sistema di canalizzazi- no del pannello (riscaldamento dell’aria interna al pannello) e denti, realizzando delle vere e proprie trappole luminose, da cui,
one ad U nella quale scorre il fluido ed esternamente al tutto - elevato coefficiente di assorbimento a nello spettro solare quindi la temperatura dell’assorbitore. grazie alle riflessioni multiple sulle pareti della cavità l’energia
vengono inseriti esternamente il tubo di vetro. per lunghezze d’onda comprese prevalentemente accumulata stenta ad uscire. Normalmente le lavorazioni atte a
tra l’intervallo 0,3 – 3 μm; In tabella 6 si riportano i valori di assorbimento e emissività al incrementare le prestazioni ottiche dell’assorbitore incidono sul
In particolare la soluzione più utilizzata risulta essere quella - basso coefficiente di emissione e nello spettro infrarosso variare del materiale dell’assorbitore e dalla sostanza di rives- costo totale con percentuali prossime al 30%.
con tubo tipo Sidney, di seguito è possibile cedere come sia in cui avviene il re irraggiamento, nell’intervallo
presente una tubazione principale di mandata e ritorno collega- delle lunghezze d’onda comprese tra 3 e 30 μm;
Coefficiente di assorbimento Coefficiente di emissività
ta a ciascun tubo sottovuoto contenente a sua volta una delle - buona conducibilità termica del materiale Materiale di rivestimento Substrato
a (spettro solare) e (infrarosso)
geometrie sopradescritte. che lo compone [kJ/kgK]
- buon coefficiente di scambio con il fluido termovettore; Nero di nickel (nickel e solfuri di zinco e nickel) Rame 0,95 0,07
- bassa capacità termica. Nero di nickel su nickel Acciaio 0,95 0,07
Nero di cromo su nickel Acciaio 0,95 0,09
L’assorbitore dovrà inoltre garantire stabilità ed affabilità Nero di cromo (ossidi di cromo) Rame 0,95 0,15
nel tempo, ovvero:
Nero di cromo Acciaio 0,91 0,07
Nero di cromo Acciaio galvanizzato 0,95 0,16
- mantenimento delle proprietà ottiche nel lungo periodo;
- inalterabilità fisica – chimica rispetto al variare Nero di rame (ossidi di rame) Rame 0,88 0,08
delle temperature di funzionamento, superiori Ossido di ferro Acciaio 0,85 0,08
anche a 200°C nel vaso di anomalie; Ossido di manganese Alluminio 0,70 0,08
- peso limitato; Rivestimento organico su ossido di ferro Acciaio 0,90 0,16
- inattaccabilità rispetto a fenomeni di ossidazione
Rivestimento organico su nero di cromo Acciaio 0,94 0,20
e corrosione.
Tinox (ossido di nitrio di titanio) Rame 0,96 0,04
Normalmente l’assorbitore è composto da una lamina metallica
in rame, alluminio o acciaio inox con spessore generalmente Tabella 6

46 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 47
Componenti dell’impianto solare 2.1 Il Collettore Solare

Le proprietà ottenute in seguito ai trattamenti si possono de- di collettori che si possono collegare in serie e questo Per ovviare il problema delle dilatazioni si inseriscono atmosferici e da possibili danneggiamenti. 2
gradare nel tempo soprattutto in presenza di infiltrazioni di pol- per le sole perdite di carico, mentre dal punto di vista nella serie dei compensatori, ovvero giunti di dilatazi-
vere ed umidità dovute alla mancata tenuta della guarnizione energetico vi è un limite legato alla temperatura di one nei quali scaricare gli allungamenti lineari che In fase di progettazione si deve prestare attenzione
di gomma che accoppia il vetro al telaio del collettore. uscita da ciascun collettore. possono essere calcolate noto il coefficiente caratter- allo spessore dell’intercapedine di aria che si viene
istico del materiale C [1/°C]: a creare tra l’assorbitore e la lastra di copertura,
Normalmente i collettori sono collegati in serie fino a sfruttando al meglio le proprietà isolanti dell’aria e
6 pannelli, per tale ragione il circuito idraulico dovrà impedendo contemporaneamente lo sviluppo di moti
Rete di canalizzazioni essere: convettivi disperdenti tra assorbitore e lastra vetra-
Nelle diverse varianti, i tubi o le canalizzazioni interne ta. Di solito questo spessore è compreso tra 1-4 cm,
La geometria delle tubazioni che formano la rete di - dimensionato per resistere ad elevate pressioni e alla piastra di ogni pannello sono comunque sempre spessori minimi potrebbero provocare il contatto tra
canalizzazione di ciascun collettore può essere del temperature caratteristiche della stagnazione, che si collegabili ad un distributore di ingresso e ad uno di assorbitore e piastra, viceversa la formazione di micro
tipo: potrebbero verificare per più periodi dell’anno e vita uscita, con sezione di diametro maggiore, per realiz- turbolenze nell’intercapedine.
dell’impianto; soprattutto la temperatura risulta es- zare il collegamento in serie o parallelo con gli altri
- SERPENTINA: la tubazione è unica formata da tratti sere la variabile maggiormente importante da tenere collettori. Dal punto di vista della trasmissione e dello scambio
rettilinei e curvature a gomito, in grado di ricoprire tut- in considerazione a livello progettuale e questo perché termico, il vetro si comporta in pratica come un filtro
ta la superficie dell’assorbitore. Con questa soluzione come abbiamo visto le reti di canalizzazione sono re- monodirezionale, in quanto è caratterizzato da:
si incrementa la differenza di temperatura del fluido alizzate in acciaio o rame. Per loro caratteristica en-
tra uscita e ingresso, oltre ad aumentare le perdite di trambi risentono meccanicamente degli aumenti di Coperture trasparenti - alti valori di trasparenza rispetto l’intero spettro
carico. Per quest’ultimo motivo si preferisce far circo- temperatura per effetto delle dilatazioni lineari, che solare (lunghezze d’onda in ingresso nel collettore)
lare il fluido a bassa portata diminuendo al minimo la dipendono dalla differenza di temperatura alla quale Lo studio della modalità di trasmissione della radiazi- - un comportamento opaco rispetto al lontano infra-
resistenza, inoltre questa circuitazione è preferita nel sono soggetti e dal coefficiente di dilatazione del ma- one solare attraverso mezzi trasparenti è particolar- rosso (lunghezze d’onda tendenzialmente in uscita dal
caso di realizzazioni di grandi superfici; teriale stesso (1,7x10-5 [°C-1] per entrambi i tipi). mente utile per comprendere il comportamento della collettore riemesse dalla piastra assorbente quando
copertura in un collettore solare, per tale ragione è riscaldata dal sole, creando così il cosiddétto effetto
- ARPA: costituita da due tubazioni principali oriz- - realizzato con materiali idonei a resistere nel tem- necessario ricorrere ad alcuni richiami di ottica. serra).
zontali a cui sono saldati rami verticali di sezione po alle proprietà chimico – fisiche del fluido.
minore che possono essere collegati tra di loro a sin- Il rapporto tra l’intensità della radiazione riflessa e Il vetro presenta un comportamento radiativo netta-
gola o doppia arpa. Questa distribuzione di collettori Dalla dimensione delle tubazioni e dalla geometria quello della radiazione incidente è detto coefficiente mente selettivo. Ciò vuol dire che le sue proprietà di
è idonea per high flow e per i sistemi a circolazione dei collegamenti dipende il numero di collettori che di riflessione r e si può calcolare con la seguente trasmissione, riflessione, assorbimento ed emissione
naturale. si possono collegare in serie, di solito fino a 6 ma in relazione: mutano a seconda:
alcuni casi si arriva anche a 12, secondo la tipologia
Dalla dimensione delle tubazioni principali, singoli e taglia. - dell’angolo d’incidenza della radiazione solare
canali e geometria di collegamento dipende il numero che lo investe;
dove: - della lunghezze d’onda che lo attraversa.

- Ii è la radiazione incidente; All’aumentare dell’inclinazione dei raggi solari rispet-


- Ir la componente riflessa; to alla normale alla superficie vetrata, diminuisce la
- It la componente trasmessa e rifratta. frazione trasmessa complessivamente ed aumenta
quella riflessa.
Le due componenti una parallela al piano di incidenza
rii e l’altra perpendicolare si possono calcolare secon- La radiazione solare diretta che attraversa il vetro è
do le seguenti due espressioni: variabile nel tempo, mentre la radiazione diffusa, pro-
pagandosi in modo uniforme in tutte le direzioni, può
considerarsi isotropa e si trasmette in maniera cos-
tante come se incidesse secondo un angolo medio tra
tutti quelli possibili.
Fig 34 - canalizzazioni a serpentina e ad arpa. Il ruolo principale del vetro è quello di ridurre le perd-
ite termiche del collettore. La radiazione solare che si Questi fenomeni non sono strettamente correlati
trasmette attraverso la superficie vetrata in parte è as- all’effetto serra accennato ma vanno considerati per la
sorbita dalla lastra assorbente, a sua volta trasmessa stima delle corrispondenti prestazioni ottenibili.
all’aria contenuta tra il vetro stesso e l’assorbitore, il
resto è perduto verso l’esterno. Per tale ragione il vetro Nel vetro si rileva un’elevata trasmittanza t delle radi-
dovrà trasmettere verso l’interno la maggior percen- azioni solari con lunghezza d’onda inferiore a 2,5 μ e
tuale di energia solare incidente limitando così le per- ciò è di vitale utilità visto che la maggior parte della
dite per riflessione e termiche dall’assorbitore verso radiazione solare, più del 95%, si trova al di sotto di
Fig 35 l’esterno, oltre a proteggere quest’ultimo dagli agenti tale soglia.

48 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 49
Componenti dell’impianto solare 2.1 Il Collettore Solare

Tipo e materiale
della copertura
Trasmittanza t nello spettro
solare (incidenza normale)
Isolamento termico della stabilità meccanica dell’intero sistema collettore, ma nel Normalmente la struttura è realizzata in metallo per una ques- 2
tempo le loro proprietà isolanti decadono alle alte temperature. tione di rigidezza, alluminio anodizzato o acciaio inossidabile
Lastra singola in vetro a basso Dal bilancio termico del collettore si è visto come siano presenti oppure in plastica per ridurre il peso del collettore come fibra di
0,92
tenore di ossido di ferro
delle perdite termiche verso il basso (parte inferiore dell’assor- È dunque possibile adottare un materassino isolante composto vetro, resine epossidiche, miscele di poliuretani.
Lastra singola in policarbonato 0,91
bitore per conduzione) e lateralmente (in parte per conduzione da strati di materiali diversi del tipo foglio di materiale riflet-
Lastra singola dovute alla superficie di contatto tra assorbitore e struttura di tente, strato in fibra minerale e poliuretano, partendo dall’as- I contenitori metallici sono quelli più utilizzati fornendo inter-
0,88
in polimetilmetacrilato
contenimento sorbitore verso la cassa posteriore del pannello. essanti rapporti costi - prestazioni. Bisogna prestare attenzione
Lastra singola in tedlar 0,85
all’accoppiamento involucro – piastra assorbente in quanto il
Lastra singola in vetroresina 0,85 L’isolante ha il compito di preservare l’energia catturata all’in- L’aerogel è la sostanza solida con il minore peso specifico [kg/ metallo essendo ottimo conduttore potrebbe formare dei ponti
Lastra singola in vetro normale terno del sistema collettore in tutte le condizioni di utilizzo ma m³], è composta dal 99,8% di aria e dal 0,2% di diossido di termici attraverso gli eventuali punti di fissaggio alla struttura.
0,83
da finestra
specialmente nel periodo invernale. silicio che è il principale componente del vetro.
Vetrocamera vetro – vetro 0,77
Vetrocamera vetro – vetroresina 0,73 L’isolamento termico interno deve essere realizzato con un ma- L’aerogel è mille volte più leggero del vetro e 3 volte più pe-
teriale dotato: sante dell’aria, sopporta altissime temperature ed è un ottimo Fluido termovettore
Tabella 7 - Tipologie di coperture trasparenti con relativi coefficienti isolante termico per la conduzione del calore “l’aerogel al car-
di trasmissione nello spettro solare - di basso valore di conducibilità termica [W/mK]; bonio è un buon isolante dell’irraggiamento termico in quanto Il fluido termovettore o termoconvettore è il mezzo che circol-
- in grado di mantenere inalterate nel tempo il carbonio assorbe la luce infrarossa responsabile del trasferi- ando all’interno alle reti di canalizzazioni asporta il calore as-
Con un’incidenza solare normale il fattore di trasmis- le proprie caratteristiche fisiche e meccaniche; mento di calore e inibitore convettivo perché l’aria non riesce a sorbito dall’assorbitore, per poi cederlo al circuito idraulico fino
sione dell’energia solare per vetri a basso contenuto di - resistente alle elevate temperature con punte che possono circolare all’interno del reticolo. allo scambiatore di calore dell’impianto.
ferro è superiore al 90%, mentre quello di riflessione si superare oltre i 200°C nel caso di malfunzionamento o fermo
aggira intorno all’8%. impianto. Al tatto si presenta come una schiuma leggera ma rigida. È Un fluido termovettore deve essere caratterizzato dalle seguen-
un materiale friabile quindi se la struttura dovesse essere sot- ti proprietà:
Questa proporzione varia poco fino ad angoli di inci- Il materiale isolante deve essere esente da qualsiasi gas evitan- toposta a certe pressione si potrebbe frantumare come un vetro,
denza di 60° per poi avere una sensibile diminuzione done così l’emissione all’interno del collettore con conseguente nonostante questa caratteristica l’aerogel è un materiale molto - buona capacità di scambio termico determinato
del primo a beneficio del secondo. condensa, che nel tempo potrebbe provocare danni all’assor- resistente è la sua capacità è dovuta alla sua microstruttura, da conducibilità e coefficienti convettivi;
bitore e contenitore. Inoltre bisogna prestare attenzione all’er- nella quale particelle sferiche di piccole dimensioni si fondono - elevata capacità termica di scambio [kJ/kgK];
Il coefficiente di assorbimento a presenta invece un meticità del pannello per evitare eventuali infiltrazioni di acqua insieme per formare una struttura tridimensionale altamente - bassa viscosività [mm²/s];
andamento più lineare anche se anch’esso dipende: che entrando potrebbe andare ad impregnare lo strato stesso porosa. - assenza di impurità;
riducendone quasi totalmente la proprietà termiche che lo car- - bassa acidità e quindi corrosività alle
- in lieve misura dalla direzione della radiazione atterizzano. Se assorbono umidità possono andare incontro a modificazioni alte temperature;
incidente; strutturali come la contrazione e deterioramento, ma essendo - atossica;
- In misura più elevata dallo spessore della lastra; Generalmente si utilizzano materassini in fibra minerale “lane per loro natura idrofili è possibile prevenire questa degradazione. - basso punto di congelamento e elevato punto
- dal suo contenuto di impurità; minerali ad alta densità” essendo caratterizzati da buoni valori di ebollizione;
di resistenza termica alle alte temperature, bassa emissione di - inalterabilità nel tempo;
Nello spettro solare il suo valore risulta essere com- gas e buona capacità isolante. - economicità.
preso tra 2 - 4% a seconda della qualità e spessore del Struttura di contenimento
vetro, mentre nell’infrarosso (sopra i 2,5 μm) la quota Per aumentare l’efficacia dell’isolamento, un buon accorgimen-
sale fino all’88%. to consiste nell’interporre tra la piastra assorbente ed il retro- La struttura di contenimento di solito è composta da vari ele-
stante materassino isolante un foglio di materiale riflettente menti assemblati tra di loro attraversamento processo di piega-
Il vetro comunemente impiegato nei pannelli solari è nell’infrarosso per impedire le perdite per radiazione verso la tura e accoppiamento, oppure composta da un unico elemento
4,000
temperato, a basso tenore di ossidi di ferro (<0,04%), parte posteriore dell’assorbitore. Alcuni prodotti impiegano prestampato.
in lastre fino a 2-2,5 m² di superficie con spessore da 4 strati di schiume poliuretaniche o similari, caratterizzati da pro- 3,950

Calore specifico [kJ/kgK]


a 6 mm e peso compreso tra i 10 – 16 kg/m². prietà isolanti nettamente superiori rispetto alle fibre minerali Sul lato esposto al sole la struttura è dotata di opportune 3,900
e da una certa rigidezza che può concorrere alla realizzazione guarnizioni per l’alloggiamento della copertura trasparente in 3,850
Le proprietà ottiche nella banda del solare del sistema modo da essere completamente ermetico, evitando così infil-
3,800
piastra assorbente – vetro di copertura sono definite trazioni di umidità e polvere, eliminando il problema condensa,
Conducibilità l Temperatura massima 3,750
attraverso il coefficiente ( ta ) denominato prodotto Materiale corrosione e inibizione dell’isolante.
[W/mK] [°C]
effettivo del coefficiente di trasmissione del sistema 3,700
vetrato di copertura e del coefficiente di assorbimento Lana di roccia 0.05 200 Le giunture tra i vari elementi laterali della struttura e la base 3,650
della lastra assorbente. del fondo devono essere opportunamente sigillate. Sta di fatto 3,600
Lana di vetro 0.05 160
che un eccessiva tenuta del collettore può dare origine all’im- -20 -10 0 20 40 60 80 100 110 120 130
Poliuretano espanso 0.027 110 possibilità di eliminare l’eventuale umidità e quindi condensa Temperatura fluido [°C]
interna alla struttura e formatasi per penetrazione durante la
Polistirolo espanso 0.04 80
fase di montaggio oppure per l’aumento di pressione dell’aria Grafico 6 - Andamento calore specifico glicole propilenico
Tabella 8 - Materiali isolanti e caratteristiche termiche all’interno associato alle alte temperature raggiungibili. in funzione della temperatura

50 MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION MANUALE DEL SOLARE TERMICO PLEION 51
Componenti dell’impianto solare 2.1 Il Collettore Solare

Nei sistemi solari termici tradizionali il fluido termovettore è (60%) e glicole propilenico (40%). 2.1.4 sia parte integrante del collettore e quindi in tutti in quei casi 2
in generale rappresentato da acqua contenente inibitori della in cui non sia possibile separare la quantificazione del proces-
corrosione, oppure nei climi caratterizzati da inverni rigidi da Dal grafico è possibile vedere come la capacità termica della L’efficienza dei collettori solari so di captazione (energia solare trasferita dal collettore al cir-
una miscela contenente glicole etilenico o propilenico anche se miscela nelle normali temperature di lavoro non supera il valore cuito) dall’energia ceduta al sistema di accumulo (scambiatore
preferito quest’ultimo essendo atossico rispetto al primo e con- di 3,9 [kJ/kgK], mentre nel medesimo campo di temperatura di calore o elemento captante), è il caso di alcune tipologie di
tenendo anche in parte inibitori della corrosione. l’acqua neutra è caratterizzata da un valore di capacità termica pannelli piani a scambio diretto con l’assorbitore che fa parte
pari a 4,186 [kJ/kgK], ovvero a 0,286 [kJ/kgK] in più rispetto, il I collettori solari termici in termini di efficienza sono caratteriz- integrante.
Negli impianti che utilizzano semplice acqua di rete è necessa- che ci porta a dire che con la miscela glicolata è possibile recu- zati da una curva caratteristica di efficienza, il cui andamento
rio stare attenti alla presenza di cloro e calcare, oltre a questo perare circa il 7% in più di effetto utile. definisce il punto di funzionamento del sistema collettore – am- La curva di efficienza si ottiene dall’unione di punti (linearizzazi-
aspetto di natura chimica, per mettere in protezione il circuito biente esterno. one) ricavati in laboratorio a seguito di più prove sperimentali.
collettore è necessario: All’aumentare della percentuale di glicole si ottiene un ab- La funzione polinomiale che descrive l’efficienza istantanea è:
bassamento del punto di congelamento e l’innalzamen- Lo scopo del collettore come già espresso è di trasformare la
- nel caso di impianto a circolazione naturale ricorrere allo to del punto di ebollizione. Risulta interessante tenere in radiazione luminosa in energia termica per poi poterla trasferire
svuotamento del circuito o nell’attivazione di apposite resisten- considerazione il fatto che la miscela glicolata in un cir- per mezzo di un fluido termovettore al circuito solare.
ze elettriche atte a mettere in protezione il circuito dalla for- cuito solare risulta essere soggetta a una pressione di la-
mazione del ghiaccio; voro prossima a 2,5 – 3 bar per tale ragione il punto di eb- Come tutti i corpi anche il collettore solare una volta riscaldato con
ollizione verrà raggiunto in un intervallo di temperatura trasmette all’ambiente esterno una parte dell’energia assorbita,
- mentre nel caso di un circuito forzato è possibile impostare compreso tra 125 – 145°C con percentuale del 40% circa. e ciò avviene attraverso i tre meccanismi fisici di trasferimento
nella centralina solare dell’impianto la funzione antigelo. Tale del calore “convezione, conduzione e irraggiamento”.
funzione fa accendere la pompa di circolazione dell’impianto Si riportano a titolo rappresentativo le curve isobariche di
solare una volta misurata dalla sonda collettore T1 una tem- una miscela al variare della pressione e concentrazione del- Per misurare l’efficienza di un collettore in modo standard si definita come media tra:
peratura inferiore al valore minimo imposto (es. 5°C) e il suo la miscela. Dal grafico è possibile individuare in base al tipo utilizza l’equazione che descrive per punto l’efficienza del col-
spegnimento al raggiungimento della temperatura di sicurezza e percentuale di miscela utilizzata il punto di temperatura lettore in funzione di tutti i parametri che ne caratterizzano il - Tm (temperatura media del fluido termovettore all’interno
(es. 8°C).