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Il Modello Standard

e alcuni suoi test fenomenologici


Stefano Cavallari
5 ottobre 2010
1
Indice
1 La struttura base del Modello Standard 3
1.1 Breve introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
1.2 Campi fermionici
(nellapprossimazione di una famiglia) . . . . . . . . . . . . . . 6
1.3 Campo di Higgs . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
1.4 Spettro di massa dei bosoni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
1.5 Linterazione elettromagnetica . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
1.6 Spettro di massa dei fermioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
1.7 Correnti cariche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
1.8 Interazione a quattro fermioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
1.9 Correnti neutre . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
2 Alcuni test del Modello Standard 22
2.1 Scattering elastico
e
e . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
2.2 Processi con correnti nutre . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
Bibliograa 28
2
1 La struttura base del Modello Standard
1.1 Breve introduzione
Il Modello Standard (nel seguito MS) `e una teoria che descrive le intera-
zioni nucleari di tipo elettromagnetico, debole e forte al ne di determinare
la dinamica delle particelle subatomiche conosciute. Si inserisce allinterno
della QFT: si tratta infatti di una teoria quantistica dei campi, interagente,
rinormalizzabile e i cui bosoni mediatori dellinterazione acquisiscono massa
attraverso il meccanismo di Higgs, dopo la rottura spontanea di simmetria.
E caratterizzato da alcune scelte particolarmente audaci che sono per`o
generalmente accettate grazie ai successi della teoria nellinterpretazione dei
dati sperimentali. Anche questo contribuisce a fare di questa teoria una delle
pi` u aascinanti e potenti della sica.
In questa trattazione, per comodit` a di calcolo e scrittura, considereremo
solo la prima famiglia (o generazione) fermionica e nella lagrangiana tralasce-
remo la parte legata allinterazione forte (ovvero al gruppo di gauge SU(3)).
E lecito farlo perche una teoria cos` semplicata `e completamente autosuf-
ciente e auto-consistente ed `e possibile aggiungervi i fermioni pi` u pesanti
(ovvero le rimanenti due famiglie) e includere linterazione forte in un secon-
do momento, senza cambiare nella sostanza la trattazione che svolgeremo.
La scelta fondamentale e al contempo pi` u rivoluzionaria nel-
la costruzione del MS, riguarda la simmetria di gauge che dovr`a
rispettare la nostra teoria: il gruppo SU(2) U(1). Il gruppo viene
equivalentemente indicato con laggiunta dei pedici L (left) e Y (hypercharge)
nel seguente modo: SU(2)
L
U(1)
Y
. Tali pedici si riferiscono al signicato
sico sotteso alla scelta del gruppo di gauge, che vedremo nel seguito. In
particolare al gruppo SU(2)
L
`e associata la simmetria di isospin debole e al
gruppo U(1)
Y
quella di ipercarica.
La prima famiglia fermionica `e composta dai leptoni e, e dai quark u e
d. Essi sono spinori di Dirac e in particolare con la notazione e indichiamo lo
spinore che descrive lelettrone, mentre con il neutrino elettronico, che
3
assumiamo essere lunico spinore unicamente left-handed. Questo
fa s` che, nella rappresentazione chirale
1
, la componente corrispondente allo
spinore di Weyl right-handed sia nulla e sopravviva solo quella left-handed,
ovvero:
=

L
0

e perci`o soddisfa
1
5
2
= .
Questa `e una delle scelte pi` u importanti e rivoluzionarie legate al MS ed
`e stata sollecitata da evidenze sperimentali: NON SI OSSERVA NEUTRI-
NO RIGHT HANDED! Ci` o implica che la trasformazione di parit`a non
pu`o pi` u essere una simmetria della teoria: linterazione debole viola la
1
La rappresentazione chirale `e caratterizzata dalla seguente espressione degli spinori di
Dirac:
=

e

=

,
dove
L
e
R
sono spinori di Weyl rispettivamente left e right.
4
parit` a
2
. Per questa ragione le componenti left e right-handed degli spinori
entrano nella teoria in un modo molto diverso rispetto a quanto non fanno,
per esempio, nel campo di Dirac. Infatti In questo caso, dal momento che
la parit`a `e conservata (`e cio`e una simmetria della lagrangiana), possiamo
scrivere lo spinore come:
=

dove
L
e
R
sono semplicemente le due componenti nella rappresenta-
zione chirale dello stesso spinore (che sono caratterizzate dallavere opposta
elicit` a). Nel MS le due componenti appariranno invece separatamente, in
un modo asimmetrico. Da questo possiamo osservare che gli spinori di Weyl
(ognuno dei quali ha due componenti) sono oggetti pi` u fondamentali di quelli
di Dirac.
Ogni spinore di Weyl ha un ssato valore di elicit` a, che cambia segno sot-
to trasformazione di parit`a. Essendo la trasformazione di parit` a esclusa dalle
simmetrie della teoria, possiamo equivalentemente dire che linterazione di
gauge conserva lelicit`a.
2
La trasformazione di parit`a `e quella in cui si inverte contemporaneamente il verso
di tutti e 3 gli assi delle coordinate spaziali, ovvero: (t, x) (t, x). Sotto questa
trasformazione i generatori dei boost si comportano come un vettore e cambiano perci`o
segno K K (perche cambia il segno della velocit`a v del boost), mentre i generatori
del momento angolare come uno pseudovettore, J J. Perci`o, nella rappresentazione
dellalgebra di Lorentz data dai seguenti generatori
J

=
J iK
2
,
loperazione di parit`a scambia tali generatori, J
i
+
J
i

. Riscrivendo lalgebra di Lorentz


in funzione dei generatori J

, si ottengono due copie dellalgebra del momento angolare


che commutano tra loro. Tale rappresentazione dellalgebra di Lorentz pu`o perci`o essere
etichettata da due seminteri: (j

, j
+
). Si ottiene cos` che la trasformazione di parit`a
manda la rappresentazione (j

, j
+
) in quella data da (j
+
, j

). Perci`o la rappresentazione
(j

, j
+
) del gruppo di Lorentz non `e allo stesso tempo una base per la rappresentazione
della trasformazione di parit`a, a meno che j

= j
+
, che `e proprio ci`o che avviene, per
esempio, nel campo di Dirac. In particolare, invece, gli spinori di Weyl
L
e
R
, che sono
gli elementi rispettivamente delle rappresentazioni

1
2
, 0

0,
1
2

, non sono una base per


la rappresentazione della trasformazione di parit`a (come avviene proprio nel MS).
5
Adesso possiamo intuire il signicato del pedice L nel gruppo SU(2): esso
si riferisce proprio al fatto che la materia (quindi la parte fermionica) entrer`a
nel modello sotto forma di doppietti di SU(2) (cio`e elementi che apparten-
gono alla sua rappresentazione fondamentale) che rappresentano particelle
solamente left-handed, mentre le particelle right-handed saranno singoletti
(cio`e scalari) di SU(2). Perci`o, per la parte right della materia, la simmetria
di gauge si riduce a quella del gruppo U(1), come nel caso elettromagnetico
dove a tale simmetria `e associata, via teorema di Noether, la conservazione
della carica elettrica.
A questo punto risulta pi` u chiaro anche il termine di ipercarica, asso-
ciato al gruppo U(1): esso serve proprio per distinguerlo dal gauge elettro-
magnetico, dal momento che, come vedremo, la conservazione della carica
elettrica non sar` a pi` u associata semplicemente a tale simmetria.
1.2 Campi fermionici
(nellapprossimazione di una famiglia)
La prima famiglia fermionica `e composta dai seguenti spinori di Weyl, a cui
vanno aggiunti i rispettivi coniugati:

eL
, e
L
, e
R
, u
L
, u
R
, d
L
, d
R
con
e
L
=
1
2
(1
5
)e
e
R
=
1
2
(1 +
5
)e, ecc.
Da un punto di vista della classicazione delle particelle, e e sono
leptoni, mentre u e d sono quarks, denominati rispettivamente up e down.
Abbiamo gi` a detto che la materia entrer` a nella teoria nella forma di dop-
pietti left e singoletti right, in particolare avremo i seguenti doppietti del
gruppo di isospin SU(2)
3
:
3
I generatori del gruppo di isospin T
i
soddisfano lalgebra di Lie di SU(2)
[T
i
, T
j
] = i
ijk
T
K
,
6
l
L

eL
e
L

e q
L

u
L
d
L

, (1)
a cui vanno aggiunti i singoletti:
e
R
, u
R
, e d
R
. (2)
Prima di procedere osserviamo qualcosa di assolutamente stupefacente:
mentre le componenti left e right dei vecchi fermioni di Dirac entra-
no nella teoria come due particelle distinte
4
, nei doppietti abbiamo
due particelle distinte, come il neutrino e lelettrone, che possono
essere mescolate attraverso una trasformazione di gauge SU(2).
Per i doppietti la derivata covariante ha la seguente espressione:
D

I i

gA
a

a
2
+ g

Y B

(3)
con a = 1, 2, 3.
Per i singoletti, si riduce a
D

I ig

Y B

I. (4)
Si ha che:
dove gli indici vanno da 1 a 3. Il fatto che x e y formino un doppietto

x
y

signica che:
T
3
[x` =
1
2
[x`, T
3
[y` =
1
2
[y`
e
T
+
[y` = [x`, T

[x` = [y`
con T
+
e T

deniti nelleq.22.
4
Osserviamo per`o che quando calcoleremo la massa di queste particelle (cio`e dopo la
rottura spontanea di simmetria), potremo tornare di fatto a considerarle come le due com-
ponenti con diversa elicit`a della stessa particella. Questo perche la parte elettromagnetica
risulta parity (e chiral) invariant, e le due componenti L e R hanno pure la stessa massa
e quindi POSSONO ESSERE CONSIDERATE come parte left e right di una medesima
particella che chiamiamo elettrone (e che e il nostro). Infatti il termine di massa sar`a, per
esempio:
m
e
( e
L
e
R
+ e
R
e
L
).
7
le
a
sono le matrici di Pauli (in quanto T
a
=
a
/2 sono i generatori
del gruppo SU(2)).
A
a

sono i 3 potenziali di gauge associati ai 3 generatori di SU(2) e B

`e quello associato allunico generatore del gruppo U(1).


I `e la matrice identit`a 2 2.
Y I `e il generatore del gruppo U(1).
Y `e il valore dellipercarica che attribuiremo convenzionalmen-
te ai vari campi per ottenere poi il corretto valore della carica
elettrica loro associata.
g e g

sono due distinte costanti di accoppiamento che intro-


duciamo dal momento che abbiamo un gruppo di gauge che
`e dato dal prodotto diretto di due gruppi distinti: uno `e il
gruppo di isospin debole SU(2), a cui associamo la costante
g, laltro `e il gruppo di ipercarica U(1), a cui associamo la
costante g

.
I termini cinetici fermionici della lagrangiana sono perci` o dati da:
L
1
= i

, (5)
dove con indichiamo in generale ogni campo fermionico (sia doppietto
che singoletto).
Il termine cinetico per i 4 potenziali di gauge `e semplicemente un termine
di Yang-Mills, ovvero:
L
2
=
1
4
F
i

F
i

1
4
G

, (6)
dove
F
i

A
i

A
i

+ g
ijk
A
j

A
k

, i = 1, 2, 3
e
8
G

.
A questo punto ci manca solo il termine potenziale della lagrangiana, che,
nelle teorie che conservano la parit` a `e del tipo V

.
A causa della strutturazione in doppietti e singoletti dei campi fermionici
introdotti nora, non `e possibile costruire un termine di potenziale che sia al
contempo Poicare e SU(2) U(1) invariante, come deve essere, perci`o tutti i
campi fermionici a questo livello sono massless. Anche i bosoni di gauge non
hanno termini di massa in quanto non rispetterebbero la gauge invarianza.
Lunico termine di potenziale gauge invariante potrebbe essere dato da
un accoppiamento del campo fermionico con un opportuno campo bosonico
(detto accoppiamento Yukawa).
1.3 Campo di Higgs
A questo punto si assiste a un altro dei passaggi pi` u stupefacenti
del MS: lintroduzione del campo bosonico , che dar`a poi origine
al bosone di Higgs . Senza che il bosone di Higgs fosse mai stato os-
servato (cosa che non `e ancora avvenuta), si introduce nella teoria il campo
, formato da un doppietto scalare complesso, che appartiene perci`o alla
rappresentazione fondamentale di SU(2), con valore di ipercarica di tutto il
doppietto Y = 1/2. Cio`e
=

, Y () =
1
2
. (7)
Notiamo che la derivata covariante `e quella delleq.3 con Y = 1/2.
Scegliamo il seguente termine di potenziale per il campo :
V () =


1
2
v
2

2
, (8)
dove v e sono due parametri scalari che introduciamo nella teoria.
Abbiamo ora che la lagrangiana
L
3
= (D

(D

) V (

) (9)
9
`e gauge SU(2) U(1) invariante e il potenziale ha il suo minimo lungo la
ipersfera

=
1
2
v
2
: il sistema `e soggetto a rottura spontanea di simmetria
(e al meccanismo di Higgs).
Rottura spontanea di simmetria via meccanismo di Higgs
Scegliendo per comodit` a il seguente stato di vuoto:
'0[[0` =
0
=
1

0
v

(10)
rompiamo la simmetria
5
. La simmetria di gauge non viene per` o comple-
tamente rotta, perche quella data dai generatori T
3
+ Y si conserva.
Sfruttando la parametrizzazione di Goldstone, otteniamo perci` o 3 bo-
soni di Goldstone massless e un bosone di Higgs massivo. A questo pun-
to passiamo alla gauge unitaria, facendo cos` sparire i bosoni di Goldstone
(meccanismo di Higgs) e otteniamo:
=
v + (x)

0
1

=
v + (x)

2
, con =

0
1

. (11)
Sostituendo tale espressione nella lagrangiana possiamo calcolare le masse
del bosone di Higgs e dei 3 bosoni vettori che dovranno acquisire massa in
conseguenza della scomparsadei 3 bosoni di Goldstone.
Come conseguenza del fatto che i 4 generatori del gruppo SU(2) U(1)
sono singolarmente tutti rotti dalla scelta del vuoto (`e infatti la combina-
zione T
3
+ Y che si conserva), dovremo ridenire i 4 potenziali di gauge
per farli corrispondere alle 3 combinazioni di generatori che sono rotte e a
quella residua. Questo fa capire che il MS non `e dato dalla giustapposizione
di un ipotetico SU(2) debole con il noto U(1) elettromagnetico, ma i grup-
5
Osserviamo che, dal momento che si tratta di una rottura spontanea di simmetria,
la scelta dello specico stato di vuoto che la realizza deve essere ininuente rispetto ai
risultati che la teoria produce. In pratica devo poter scegliere arbitrariamente tra tutti
gli stati di vuoto possibili, identicati dallipersfera del minimo del potenziale e la teoria
deve fornirmi sempre le stesse particelle con le stesse masse e accoppiamenti. Questo `e
proprio ci`o che avviene, a patto di ridenire opportunamente i campi fermionici e i bosoni
di gauge, che, con il vuoto scelto in eq.10, sono deniti nelle eq.12, 13 e 14.
10
pi (e quindi le due interazioni) sono intimamente mischiati a dare appunto
linterazione elettrodebole.
1.4 Spettro di massa dei bosoni
In luogo di A
1

e A
2

introduciamo:
W

=
1

A
1

iA
2

. (12)
Al posto della combinazione massiva di A
3

e B

deniamo:
Z
0

=
gA
3

g
2
+ g

2
, (13)
mentre la combinazione di A
3

e B

corrispondente al bosone massless `e


data da:
A

=
g

A
3

+ gB

g
2
+ g

2
. (14)
Infatti dai termini bilineari nei campi otteniamo i seguenti termini di
massa:
m

= v

2 (15)
M
W
=
vg
2
(16)
M
Z
0 =
v
2

g
2
+ g

2
(17)
M
A
= 0. (18)
In particolare dalleq.15 ricaviamo la massa di questa nuova particella
elementare scalare (ha infatti spin 0) della teoria che `e il bosone di Higgs.
A questo punto introduciamo un nuovo parametro che si riveler`a poi
molto utile per la verica sperimentale di quanto stiamo facendo: langolo di
Weinberg,
W
, cos` denito:
11
tan
W

g

g
, (19)
da cui si ottiene:
sin
W
=
g

g
2
+ g

2
e cos
W
=
g

g
2
+ g

2
. (20)
Sostituendo le eq.20 e 16 nelleq.17, otteniamo:
=
M
2
W
M
2
Z
0
cos
2

W
= 1. (21)
Osserviamo che se il campo non fosse stato un doppietto, questo numero
sarebbe potuto essere diverso. Sperimentalmente il parametro si verica
essere 1 con un errore entro il decimo di punto percentuale.
1.5 Linterazione elettromagnetica
Deniamo:
T

= T
1
iT
2
(22)
e riscriviamo la derivata covariante in termini dei nuovi bosoni di guage
W, Z e A:
D

I i

gA
a

a
2
+ g

Y B

I i
g

W
+

T
+
+ W

i
Z

g
2
+ g

g
2
T
3
g

2Y I

+
i
gg

g
2
+ g

2
A

(T
3
+ Y I) . (23)
Dalleq.18 vediamo che il bosone A `e lunico che rimane massless, `e luni-
co perci`o che si candida a corrispondere al bosone mediatore dellinterazione
elettromagnetica: il fotone. A si riveler` a poi essere eettivamente il cam-
po fotonico, in quanto sar`a proprio il bosone mediatore che si accoppia con
la corrente elettromagnetica (vedi eq.29 e 36). Notiamo al contempo che `e
12
opportuno che gli altri 3 bosoni siano massivi, in quanto saranno i media-
tori dellinterazione debole che deve essere a short-range (quindi con bosoni
mediatori massivi), dal momento che alle nostre scale non `e visibile.
A questo punto per identicare la simmetria relativa a T
3
+Y come quel-
la elettromagnetica, `e suciente denire loperatore carica elettromagnetica
come:
Q T
3
+ Y (24)
e, dal momento che la derivata covariante elettromagnetica `e per deni-
zione D

I ieA

Q (con Q carica elettrica della particella che compare


nella corrente elettromagnetica (vedi eq.36)), corrispondentemente si ha:
e
gg

g
2
+ g

2
= g sin
W
= g

cos
W
. (25)
Possiamo perci`o ricavare la carica elettrica delle due componenti originarie
di (vedi eq.7), ottenendo:
Q(
1
) = 1, e Q(
2
) = 0.
Dal momento che la prima componente `e carica mentre la seconda no,
riscriviamo il campo come:
=

. (26)
In conclusione osserviamo che tutti gli accoppiamenti della parte bosonica
del MS, sono espressi in termini di 2 parametri (g, g

), che possono essere pi` u


convenientemente sostituiti da (e,
W
).
1.6 Spettro di massa dei fermioni
Prima di scrivere il termine di potenziale della parte fermionica della lagran-
giana, assegniamo ai vari campi fermionici i rispettivi valori di ipercarica Y ,
in modo che restituiscano il valore della carica elettrica corretto. Avremo
perci`o:
13
Y (l
L
) =
1
2
, Y (e
R
) = 1
e
Y (q
L
) =
1
6
, Y (u
R
) =
2
3
, Y (d
R
) =
1
3
.
In questo modo infatti si ottiene:
Q(l
L
) = Q

eL
e
L

0
1

, Q(e
R
) = 1
e
Q(q
L
) = Q

u
eL
d
L

2/3
1/3

, Q(u
R
) = 2/3, Q(d
R
) = 1/3,
che sono i valori corretti per le cariche elettriche.
Possiamo nalmente scrivere il termine di accoppiamento Yukawa, che d` a
il potenziale della parte fermionica della lagrangiana:
L
4
= f
(e)

l
L
e
R
+ f
(u)
q
L

u
R
+ f
(d)
q
L
d
R
+ h.c.. (27)
Questo `e lunico accoppiamento campo bosonico-campo fermionico che
rispetta la gauge invarianza richiesta (ovvero Poincare e SU(2) U(1)). f
(e)
,
f
(u)
e f
(d)
sono 3 nuovi parametri che introduciamo nella teoria chiamati
accoppiamenti Yukawa.
La lagrangiana gauge invariante completa `e perci`o:
L = L
1
+L
2
+L
3
+L
4
. (28)
Con il campo dato in eq.26 in essa non compaiono termini di massa
sica, ma compare solo un termine di massa negativa associato al tachione
(cosa necessaria per avere rottura spontanea di simmetria). A questo livello
infatti la lagrangiana in eq.28 rappresenta la materia prima della rottura
spontanea di simmetria, dove tutte le particelle siche sono massless: `e il
brodo primordiale.
Facciamo la stessa rottura di simmetria che abbiamo visto per il caso
bosonico, sostituiamo cio`e leq.11 nelleq.28 . Cos` facendo, oltre ai termini
14
di massa bosonici gi`a visti (vedi eq.15, 16, 17 e 18), otteniamo le seguenti
masse per i fermioni:
m
e
=
vf
(e)

2
e m

e
= 0
m
u
=
vf
(u)

2
e m
d
=
vf
(d)

2
.
Notiamo che la rottura spontanea di simmetria lascia massless i neutrini.
In sintesi si verica che il bosone di Higgs si sostituisce alloriginario
campo , facendo cos` acquisire massa a tutte le particelle (`e appunto il
meccanismo di Higgs). Perci` o il bosone di Higgs viene interpretato
come il bosone mediatore della massa.
1.7 Correnti cariche
Al ne di identicare le correnti presenti nella teoria (che sappiamo dovranno
essere 4, una per ogni bosone di gauge), `e suciente analizzare i termini di
interazioni di gauge fermioniche presenti nelleq.5 scritta nella gauge unitaria,
ovvero:

l
L

g
2

/
A
g

2
/
B

l
L
+ q
L

g
2

/
A+
g

6
/
B

q
L
e
R
g

/
Be
R
+ u
R
2g

3
/
Bu
R


d
R
g

3
/
Bd
R
L
CC
+L
CN
, (29)
dove L
CC
si riferisce alla parte contenente le correnti cariche e L
CN
a
quella contenente le correnti neutre.
Deniamo ora le due correnti cariche:
J
+

=
eL

e
L
+ u

d
L
=
1
2

e

(1
5
) e +
1
2
u

(1
5
) d, (30)
dal momento che
15

eL

e
L
=
e
1 +
5
2

1
5
2
e =
e

1
5
2

2
e =
e

1
5
2

e
e similmente per tutti gli altri termini. Laltra corrente carica `e sempli-
cemente la complessa coniugata della prima:
J

J
+

. (31)
Queste sono chiamate correnti cariche perche sono operatori che alzano
e abbassano rispettivamente la carica elettrica dello stato su cui agiscono.
Osserviamo che leq.30 mostra come tali correnti siano proporzionali a
una corrente vettoriale (`e infatti del tipo

) meno una corrente assiale


(

5
). Questa viene indicata come la struttura V-A delle correnti deboli
cariche. Inoltre notiamo che le correnti cariche sono solamente left-handed.
Dal momento che la corrente vettoriale `e appunto un vettore
6
, mentre
la corrente assiale uno pseudovettore
7
, si ha che le correnti V-A non sono
6
Verichiamolo nella rappresentazione chirale del campo di Dirac, in cui deniamo le
matrici 4 4 nel seguente modo:

,
5
=

1 0
0 1

con

= (1,
i
),

= (1,
i
)
dove
i
sono le matrici di Pauli e 1 indica la matrice identit`a 2 2.
Gli spinori hanno invece la seguente espressione:
=

e

=

,
dove
L
e
R
sono spinori di Weyl rispettivamente left e right.
A questo punto si ha:
j
V

L
+

R
.
Sotto parit`a
L

R
e poiche
0
=
0
e
i
=
i
, si ottiene j
V
0
j
V
0
e j
V
i
j
V
i
.
Perci`o j
V

`e un vettore.
7
Analogamente a quanto fatto per la corrente vettoriale si trova che:
j
A

5
=

L
.
16
invarianti per trasformazione di parit`a
8
. In particolare, le correnti deboli
cariche non sono invarianti per trasformazione di parit`a.
1.8 Interazione a quattro fermioni
Figura 1: Linterazione a 4 fermioni vista come lapprossimazione a basse energie del
diagramma g
2
con corrente carica del MS.
Per linterazione mostrata sulla sinistra in g.1, nel limite di basse energie
(quando cioe il momento trasferito `e molto minore delle masse dei bosoni di
gauge, dove M
W
80GeV e M
0
Z
90GeV), possiamo utilizzare le regole di
Feynmann per generare la seguente lagrangiana eettiva, relativa al contri-
buto dato dalle sole correnti cariche, che identica la cosiddetta interazione
a quattro fermioni :
L
CC
eff
=
g
2
2M
2
W
J
+

. (32)
Facendo la seguente identicazione:
G
F

g
2
8M
2
W
, (33)
si ottiene che leq.32 coincide con la teoria fenomenologica precedente al
MS e sviluppata da Gell-Mann e Feynmann, indicata come teoria V-A.
da cui si vede che j
A

`e uno pseudovettore (sotto parit`a j


A
0
j
A
0
, j
A
i
j
A
i
).
8
Si ha infatti:

5
= j
V

j
A

e sotto parit`a
j
V
0
j
A
0
j
V

+ j
A

j
V
i
j
A
i
j
V
i
j
A
i
.
17
Questa teoria si basa sostanzialmente sullimitazione della QED: ha infat-
ti uninterazione del tipo corrente-corrente, con correnti che violano per`o la
parit` a (`e stata la prima evoluzione dalloriginaria interazione di Fermi). La
lagrangiana ecace che produce non pu`o per` o essere presa come una QFT
auto-consistente per linterazione debole, in quanto d`a una teoria non rinor-
malizzabile e dove non compaiono bosoni mediatori massivi. Questa caratte-
ristica `e per` o necessaria per giusticare lo short-range, da subito osservato,
dellinterazione debole. Nelleq.32 vediamo invece come le correnti cariche
siano mediate dal bosone massivo W: questa `e una novit` a assoluta rispet-
to ai modelli precedenti e costituisce uno dei successi pi` u signicativi del MS.
Dal momento che nella basse energie la teoria V-A descrive molto bene
una vasta quantit`a di dati sperimentali, usando leq.16 possiamo stimare il
valore di aspettazione del vuoto v che compare nelleq.10, ottenendo:
v = 2
1/4
G
1/2
F
250 GeV. (34)
Dalle eq.33 e 25 possiamo inoltre ricavare:
M
W
= 2
5/4
e

G
F
sin
W

37
sin
W
GeV. (35)
1.9 Correnti neutre
La parte relativa alle correnti neutre nelleq.29 pu`o essere riscritta nel se-
guente modo:
L
CN
= eJ
em

+
g
cos
W
J
0

, (36)
dove
1. e `e denito in eq.25.
2. J
em

= e

e +
2
3
u

u
1
3

d `e la corrente elettromagnetica.
18
3.
J
0

g
f
L

f
L

f
L
+ g
f
R

f
R

f
R

=
1
2

g
f
L

(1
5
)f + g
f
R

(1 +
5
)f

, (37)
con f =
e
, e, u, d e le costanti di accoppiamento della corrente debole
neutra date da:
g
f
L,R
= T
3
(f
L,R
) Q(f) sin
2

W
. (38)
Q`e loperatore carica elettrica e T
3
il generatore del gruppo SU(2)
9
. Dalle
eq.39 e 40 si ottengono i seguenti valori:
g

L
= 1/2, g

R
= 0
g
e
L
= 1/2 + sin
2

W
, g
e
R
= sin
2

W
g
u
L
= 1/2 2/3 sin
2

W
, g
u
R
= 2/3 sin
2

W
g
d
L
= 1/2 + 1/3 sin
2

W
, g
d
R
= 1/3 sin
2

W
.
Osserviamo che:
1. la corrente elettromagnetica `e una corrente neutra dal momento che,
essendo una quadricorrente di Noether conservata, la carica elettrica
ad essa associata si conserva (ovvero non varia la carica dello stato su
cui agisce). E inoltre una corrente vettoriale. Il risultato nale `e che
laccoppiamento elettromagnetico `e lunico che risulta invariante sotto
parit`a
10
: `e proprio la corrente elettromagnetica della QED.
9
Per calcolare queste costanti di accoppiamento bisogna riscrivere gli operatori Q e T
3
in funzione dei campi, ottenendo:
T
3
=
1
2

eL

eL
e

L
e
L
+ u

L
u
L
d

L
d
L

d
3
x (39)
e
Q =

e

L
e
L
e

R
e
R
+
2
3
u

L
u
L
+
2
3
u

R
u
R

1
3
d

L
d
L

1
3
d

R
d
R

d
3
x. (40)
10
Nel nostro mondo(cio`e alle nostre scale) non si vede la rottura della simmetria di
parit`a proprio perche vediamo solo linterazione elettromagnetica.
19
2. compare una nuova corrente debole neutra, che viola la parit` a ed `e me-
diata dal bosone massivo Z
0
. Questa `e una novit`a e un successo del MS
in quanto coi modelli precedenti si era solamente vista la necessit` a di
una extra corrente neutra, oltre a quella elettromagnetica, per ottenere
le corrette sezioni durto, ma non se ne conosceva lorigine e la natura.
A dierenza delle sue controparti cariche, la corrente debole neutra
non `e solamente left-handed, ne della forma V-A, ma, dal momento
che si accoppia al bosone dato dalla combinazione massiva di T
3
e Y ,
coinvolge un mix di V-A e V+A, che `e determinato da
W
.
Analogamente a quanto fatto per le correnti cariche, partendo dallaccop-
piamento delleq.36, possiamo generare la seguente lagrangiana eettiva per
linterazione a quattro fermioni nel limite di basse energie:
L
CN
eff
=
g
2
2 cos
2

W
M
2
Z
J
0

J
0
=
g
2
2M
2
W
J
0

J
0
, (41)
dove abbiamo usato leq.21.
Il MS predice perci`o lesistenza di nuove interazioni deboli neutre, che
hanno intensit`a comparabile a quella delle gi`a note interazioni di Fermi tra
correnti cariche (vedi eq.32 e 41).
In sintesi abbiamo che la lagrangiana eettiva totale per linterazione con
corrente debole, pu`o essere scritta (vedi eq.32, 33, 41 e 21) come:
1
4
L
eff
=
1
4

L
CC
eff
+L
CN
eff

=
G
F

J
+

+ J
0

J
0

. (42)
Concludiamo osservando che una richiesta base che ogni teoria di gauge
dellinterazione elettrodebole doveva rispettare, era quella di contenere, nel
limite di basse energie, le ben note correnti deboli cariche V-A. Il MS lo fa,
ma predice inoltre lesistenza, anche alle basse energie, di un nuovo insieme
di fenomeni associati alla corrente debole neutra. La loro scoperta speri-
mentale e la conseguente conferma dettagliata della struttura prevista, ha
20
portato allaccettazione generale di questo modello come il modello standard
dellinterazione elettrodebole.
21
2 Alcuni test del Modello Standard
Alcuni dei test pi` u signicativi gi` a superatidal MS sono:
lo studio delle sezioni durto di processi con correnti neutre.
il calcolo dellangolo di Weinberg,
W
.
la scoperta dei bosoni di gauge carichi e no, aventi gli accoppiamenti
e le masse prescritte (vedi eq.35 e 21). Le migliori misure ottenute al
presente, danno M
W
= 80, 425 0, 038 GeV e M
Z
= 91, 1876 0, 0021
GeV.
Un altro test cruciale sarebbe la scoperta del bosone di Higgs , con lindi-
viduazione del valore numerico della sua massa, che non `e ssato dalla teoria
in quanto dipende dal parametro (vedi eq.15). Questo rende dicile la
ricerca di , che `e ulteriormente ostacolata dallaccoppiamento molto debole
di coi fermioni nella lagrangiana (`e infatti dellordine di (m
f
/M
W
)e). Ci si
attende per`o tale scoperta dagli esperimenti al LHC.
2.1 Scattering elastico
e
e
Figura 2: Contributi della corrente carica e neutra allo scattering elastico
e
e.
A titolo illustrativo consideriamo lo scattering elastico
e
e mostrato in
g.2. Calcoliamo i contributi dati sia dalle correnti cariche che da quelle
neutre.
Nel caso di basse energie, partendo dalle eq.30, 32, 37 e 41 e utilizzando
le regole di Feynmann, si ottiene la seguente matrice di transizione:
22
T(
e
e
e
e) =
g
2
8M
2
W
[
e

(1
5
)e] [ e

(1
5
)
e
] +

1
2
[
e

(1
5
)
e
]

(1
5
)e 4 sin
2

W
e

. (43)
Combinando i due contributi e utilizzando leq.33, possiamo riscriverla
nel modo seguente:
T(
e
e
e
e) =
G
F

2
[
e

(1
5
)
e
] [ e

(a b
5
)e] , (44)
dove
a = 2 sin
2

W
+ 1/2, b = 1/2. (45)
Osserviamo che la teoria V-A avrebbe invece predetto a = b = 1.
In questa classe di processi, si ottiene che tutti i dati sono consistenti con
un valore dellangolo di Weinberg nelle vicinanze di:
sin
2

W
0, 22. (46)
2.2 Processi con correnti nutre
A questo punto per studiare un processo di scattering nel limite di basse
energie, possiamo calcolarne la matrice di transizione (come fatto nelleq.43),
dalla quale si ottiene facilmente la sezione durto del processo. E proprio
questo modo di procedere che permette di testare la teoria e ricavare i valori
dei parametri inseriti.
Vediamo ora alcuni esempi allargandoci anche alle altre famiglie fer-
mioniche, per le quali valgono le stesse cose viste nora. Dal momento
che,
il valore di G
F
delleq.33 `e noto,
la parte a CN deboli della lagrangiana `e data da (vedi eq.36):
L
CN
=
g
cos
W
Z

J
0

,
23
i valori delle costanti di accoppiamento g
f
L,R
per le successive famiglie
fermioniche sono tali che, per i = L, R, abbiamo:
g
e
i
= g

i
= g

i
, g
u
i
= g
c
i
= g
t
i
, g
d
i
= g
s
i
= g
b
i
.
e tutti i neutrini hanno g

L
= 1/2,
nelle previsioni del MS per processi a correnti deboli, lunico parametro
incognito `e langolo di Weinberg
W
.
Scattering

+ e

+ e e

+ e

+ e
Figura 3:
Questi due processi, descritti in g.3, sono puramente a correnti neutre.
Lampiezza del processo

+ e

+ e `e:
T

(,

) =
g
2
4M
2
Z
cos
2

W
g

u(k

(1
5
)u(k)

u(p

) [g
e
L

(1
5
) + g
e
R

(1 +
5
)] u(p, ), (47)
dove k, p sono i momenti entranti, k

, p

quelli uscenti e ,

gli spin
rispettivamente iniziali e nali delle particelle.
Utilizzando ancora le regole di Feynmann e le tecniche per il calcolo della
sezione durto del processo, si ottiene la seguente sezione durto totale:
(

e) =
8G
2
F

m
e
E

(g

L
)
2

(g
e
L
)
2
+
1
3
(g
e
R
)
2

, (48)
dove E

sono le energie iniziali (nali) del neutrino e E


e
lenergia
nale dellelettrone nel sistema di riferimento del laboratorio.
Per il processo con lantineutrino si ottiene invece:
24
(

e) =
8G
2
F

m
e
E

(g

L
)
2

1
3
(g
e
L
)
2
+ (g
e
R
)
2

. (49)
Dalle eq.48 e 49, vediamo che le misure delle sezioni durto totali tracciano
due ellissi nel piano (g
e
L
, g
e
R
), che si intersecano in 4 regioni permesse (vedi
g.4).
Le 4 soluzioni riettono lambiguit`a che abbiamo in conseguenza del fatto
che la sezione durto `e insensibile a entrambe le sostituzioni seguenti:
(i) g
L
g
L
, g
R
g
R
(ii) g
L
g
L
, g
R
g
R
(che corrisponde allambiguit` a vettore-vettore
assiale).
Perci` o, se vogliamo determinare
W
, necessitiamo di altre due misure
indipendenti.
Figura 4: Risultati sperimentali per i processi di scattering e e annichilazione e
+
e

degli
accoppiamenti con corrente neutra dellelettrone. g
V
= g
e
L
+ g
e
R
e g
A
= g
e
L
g
e
R
. Lunica
regione accessibile, comune a tutti e quattro i processi puramente leptonici, corrisponde a
quella data dal modello standard con sin
2

W
0, 22.
25
Scattering
e
+ e
e
+ e e
e
+ e
e
+ e
In questi due processi contribuiscono sia le correnti cariche che quelle neutre
(vedi eq.43 e g.2 e 5)
Figura 5:
Si ottengono le seguenti sezioni durto:
(
e
e) =
8G
2
F

m
e
E

(g

L
)
2

(1 + g
e
L
)
2
+
1
3
(g
e
R
)
2

(50)
(
e
e) =
8G
2
F

m
e
E

(g

L
)
2

1
3
(1 + g
e
L
)
2
+ (g
e
R
)
2

. (51)
La misura della sezione durto in eq.51 (realizzata sperimentalmente tra-
mite un reattore a neutrini) risolve lambiguit` a (i) sul segno sopra menziona-
ta, dal momento che il segno dellinterferenza delle ampiezze CN e CC si vede
nel termine lineare g
L
delleq.51. Questo lascia ancora due possibili soluzioni
in g.4, dovute allambiguit`a (ii).
Leetto della corrente neutra in e
+
e

Il vettore bosone Z pu` o contribuire allo scattering Bhabha e


+
e

e
+
e

tanto quanto a quello e


+
e

,
+

.
Consideriamo ora il caso pi` u semplice delle reazioni e
+
e

(o

) il cui diagramma `e mostrato in g.6.


La sezione durto che si ottiene `e la seguente:
d
d(cos )
=

2
2s

A(1 + cos
2
) + Bcos

, (52)
dove s `e la variabile di Mandelstam che ci d`a informazioni sullenergia nel
sdr del centro di massa e `e langolo fra le particelle

uscenti e quelle e

entranti.
26
Figura 6:
Alle basse energie, s <M
2
Z
, si ottiene:
A 1
4sG
F
e
2

2
g
2
V
(53)
B
8sG
F
e
2

2
g
2
A
, (54)
dove: g
V
= g
L
+ g
R
e g
A
= g
L
g
R
e abbiamo settato g
e
V,A
= g

V,A
.
In particolare possiamo vedere due eetti dovuti allinterazione debole.
1. C`e una modicazione della sezione durto totale (e
+
e

)
rispetto a quella della QED. Questo cambiamento corregge le sottostime
che si avevano precedentemente per i processi a correnti neutre. A basse
energie `e proporzionale a g
2
V
.
2. A causa del termine cos nelleq.52, abbiamo una forward-backward
(FB) asymmetry nella distribuzione angolare della sezione durto, che
a basse energie misura g
2
A
. Gi` a alle pi` u alte energie PETRA questo
eetto debole pu` o essere misurato, estraendo una regione accessibile
nel piano (g
V
, g
A
). Questa regione identica una delle due soluzioni
rimanenti, cioe quella della teoria standard con sin
2
0, 22.
Conclusioni
Dopo essersi goduti i successi del MS per un breve tempo, i sici sono oggi
alla ricerca di discrepanze nel modello (oltre che del bosone di Higgs). Que-
sta ricerca si basa sulla convinzione che deve esserci una teoria pi` u profonda
27
e fondamentale del MS, che potrebbe spiegare alcuni dei suoi parametri ap-
parentemente arbitrari, dando cos` una pi` u profonda comprensione di come
si comporta la natura.
Riferimenti bibliograci
[1] Ta-Pei Cheng, Gauge theory of elementary particle physics, Oxford
University Press, 2000.
[2] Michele Maggiore, A Modern Introduction to Quantum Field Theory,
Oxford University Press, 2008.
[3] Ernest M. Henley Alejandro Garcia, Subatomic Physics, terza edizione,
World Scientic Publishing, 2007.
28