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Tutti i film propongono una versione del femminile che vada in direzione della sua emancipazione, in un

mondo in cui la visione maschile è diventata la norma. C’è quindi la necessità di essere riconosciute, di
diventare dei soggetti attivi, ruoli solitamente affidati alle figure maschili.

4:47- 8:26 Questa scena, che e la prima in cui vediamo l’interazione tra Susan e David vediamo da subito
che è lei a condurre l’azione. Ruba la pallina di David, poi gli ruba la macchina e poi lo “guida” letteralmente
trascinandolo sulla macchina. Qui susanna è proprio il soggetto attivo. Si afferma con la sua eccentricità, la
sua determinazione, il suo dinamismo, la sua comicità. E’ lei a tenere il gioco di tutta la situazione ed è
quindi in questo caso David ad essere la spalla e Susan e non viceversa.

36:11- 39.11 Assistiamo ad una sovversione dei generi di appartenenza. Susan mette in discussione la
virilità di David, (gli fa indossare la vestaglia), si prende in gioco della sua dignità facendolo passare per
pazzo con la zia e lui non ha alcuna voce in capitolo.

Anche se trapela l’idea che una donna per non essere più oggettivata, debba comunque riconoscersi in certi
canoni dettati dall’occhio maschile, come se dovesse “mascolinizzarsi” per distinguersi. In questo film Susan
infatti indossa i pantaloni, guida la macchina, usa la comicità, usa l’intelletto. Quest’ultimo fondamentale
1:25:18 – 1:28:14 nella scena in cui riesce a farsi liberare della cella, interrogata dallo sceriffo assume un
atteggiamento un po gangstar, prova a fumare il sigaro, un po' irriverente e con questo suo atteggiamento
riesce ovviamente a rigirare la situazione a suo favore, tanto che poi riesce a scappare e ruba la macchina
dello sceriffo.

Susan decostruisce il sapere sterotipato che vedeva e vede la donna sempre educata, composta, ingabbiata
dalla società sessista e lei invece riesce completamente a liberarsene e a manipolare tutte le figure maschili
che incontra nell’arco del film.