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THAT LONG

ITALIA
VIET VO DAO E KUNG FU

DISPENSA N°2
Riservato ai soci
SOMMARIO

LA STORIA DELLE ARTI MARZIALI VIETNAMITE pag. 2

LA PRATICA DELL'ARTE MARZIALE IN VIETNAM pag. 6

L'IMPORTANZA DELLA TRADIZIONE pag. 8

THAT LONG: UNA SCELTA IMPORTANTE! pag.10

CONSIGLI UTILI - TECNICHE, DENOMINAZIONE DELLE POSIZIONI pag.11

I GRADI - I GRADI NEL VIET VO DAO pag.15

GLI ARBITRI E LE COMPETIZIONI pag.16

PROGRAMMI D'ESAME DA CINTURA GIALLA A MARRONE pag.17

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LA STORIA DELLE ARTI MARZIALI VIETNAMITE
Sin dai tempi più remoti, in cui secondo la leggenda regnava la dinastia Hung Vuong, il
popolo vietnamita ha dovuto lottare incessantemente per sopravvivere e questo lo ha portato
ad una eccezionale avventura nella conoscenza dell'Arte Marziale. Nato dalla popolazione
"Tam Mieu o Giao Chi", respinto da potenti avversari oltre le montagne del Tibet, questo
popolo ha seguito il fiume rosso Hong Ha, e si è infine stabilito nella vasta valle del Tuong
Quan, situata nell'attuale nord Vietnam. Al tempo di queste peripezie, nel corso dei loro
pellegrinaggi attraverso le terre, cacciati da un luogo ad un altro, questo popolo ha saputo
resistere a tutte le avversità grazie ad un coraggio ed a una volontà eccezionali e grazie
soprattutto alla conoscenza profonda dell'Arte del combattimento. Una volta installatisi non
tardarono a consolidarsi e ad estendere i loro territori prima verso sud, poi verso est;
conquistarono le terre dei Champas, dei Khmers e dei Lao Qua per costruire infine un paese
al quale l'imperatore Gia Long (1802-1819) darà il nome di Vietnam. L'Arte del
combattimento è indissociabile dalla storia del popolo vietnamita; si è sviluppata con lui e
ha conosciuto dei periodi di fasto e di declino secondo il ritmo di sviluppo della
civilizzazione. E' per questo che abbiamo diviso la storia delle Arti Marziali Vietnamite in
dodici periodi.
x LA PREISTORIA - Epoca della leggendaria dinastia Hung Vuong (2879-111 a.C.)
x LA COLONIZZAZIONE CINESE - (111 a.C.- 906 d.C.)
x LA STRUTTURAZIONE - Sotto la dinastia Ngo, Dinh, Tien Le (906-1009)
x LA GRANDEZZA - Sotto la dinastia Ly, Tran (1010-1400)
x LA CADUTA - Sotto la dinastia Tran Mat; Ho, durante il secondo tentativo della
colonizzazione cinese dei Ming (1400-1427)
x LA RICONQUISTA - Dinastia Hau Le (1427-1527)
x PRIMA SCISSIONE Nord, Sud - Sotto le dinastie Le e Trinh a nord; Nguyen e Mac a
sud (1527-1789)
x L'UNIFICAZIONE - Ad opera dei Tay Son (1789-1801)
x IL RITORNO SUL TRONO DEGLI NGUYEN - Con l'aiuto dei francesi (1801-1873)
x LA COLONIZZAZIONE FRANCESE – (1873-1955)
x LA SECONDA SCISSIONE Nord, Sud - (1955-1965)
x L'INTERVENTO USA nella guerra tra nord e sud - (1965-1975)

LA PREISTORIA (2879 - III SECOLO a.C.)

In questo antico periodo solo i reperti archeologici permettono di ricostruire l'arte


guerriera attraverso i seguenti oggetti scoperti:
RIU: l'ascia di Van Dong Son, che la possiamo ritrovare incisa anche sul tam tam di cuoio
di Ngoc Lu, dove la moltitudine di disegni rappresentano gesta di guerrieri che illustrano
un Quyen o un Can Phap (combattimento con l'ascia).
DAO GAM: i coltelli, i dardi, come il famoso Qua Da Lung Hoa costruito in rame e
ritrovato a Vinh Phu, o il pugnale con manico conico scolpito; l'uno e l'altro permettono di
immaginare le tecniche di Doan Dao (l'arte del pugnale).

2
LAO O DAO: la punta della lancia scoperta a Dong Son rivela l'esistenza di forme di
combattimento utilizzanti le armi lunghe, a punta o taglienti ad una estremità.
CONG, NO, TEN: l'arco, frecce o freccette; la leggenda mitologica dell'arco magico di
Thuc An Duong Vuong fa conoscere le tecniche di Vien Chien (combattimento a distanza) e
di Tien Phap (tecniche di tiro).
GUOM, DAO O QUA: la spada, la scimitarra o grande coltello, come il Qua Dong scoperto
negli scavi di Kien An (città del nord Vietnam) in cui il manico di rame ha scolpito
l'immagine di un coccodrillo che si trasforma in drago, collegando così la leggenda di Lac
Long Quan (imperatore della preistoria del Vietnam) secondo la quale l'imperatore gettò
delle "palle metalliche di fuoco" nella bocca del mostro prima di decapitarlo. Altra storia
favolosa e drammatica sulla spada, quella di Thuc An Duong Vuong, che tranciò la testa di
sua figlia alla scoperta del suo tradimento. A partire dal coltello, dal pugnale, dal dardo, gli
uomini evolvono le tecniche di combattimento corpo a corpo con l'utilizzo delle armi
lunghe. E' per questo e a causa dell'influenza cinese, che nascono le spade, le sciabole e le
scimitarre, che sono all'origine delle tecniche di Guom Phap (tecniche di spada).

THUYEN: Il battello inciso sul tam di Ngoc Lu presuppone, non solamente un mezzo di
scambio commerciale, ma anche l'apparizione di navi da combattimento. Questi
combattimenti porteranno più tardi alla nascita del Thuy Chien Phap o tecniche di battaglia
navale.
NGUA: il cavallo, la scoperta di disegni rupestri e di pitture su vasellame, mostra
l'utilizzazione del cavallo sia come mezzo di locomozione che come prima forma di
cavalleria: il Ma Chien.

3
LA COLONIZZAZIONE CINESE (111 a.C. - 906 d.C.)

La colonizzazione cinese suscitò un onda di patriottismo tra i vietnamiti, che portò loro a
praticare costantemente delle tecniche di combattimento, con il fine di prepararsi alla
rivoluzione. In questo periodo, parallelamente allo sviluppo dell'arte guerriera, nascono delle
nuove correnti di arti marziali.
L'amministrazione degli eroi della rivoluzione. Oppressi dalle autorità cinesi, crudele ed
umiliante, il popolo non aveva altra aspirazione che potersi rivoltare per liberarsi dal giogo
dell'occupante. Questo da luogo a numerosi tentativi di rivolta che portano alla nascita di
eroi come Trung Nu Vuong, Trieu Trinh Nuong, Ly Nam De, Trieu Quang Phuc, ecc...
L'apparizione della guerriglia. L'eroe Trieu Quang Phuc, l'uomo della rivoluzione di Bai Say
(provincia di Hung Yen nel nord Vietnam), utilizzando le paludi come rifugio, praticava
attacchi di sorpresa causando molte perdite alle forze del colonizzatore cinese. Egli
utilizzava le tecniche di Nhuoc Thang Cuong (la flessibilità trionfa sulla forza) e di Doan
Thang Truong (il corto raggira il lungo) per opporsi ai guerrieri cinesi. Questo personaggio,
consacrato dalla leggenda, è considerato l'inventore della guerriglia in Vietnam.

LA STRUTTURAZIONE (906 - 1009)

Dopo tanti tentativi marcati di rivolta l'imperatore Ngo Quyen riuscì finalmente a liberarsi
dal giogo cinese, trionfando nella battaglia navale di Bach Dang Giang. In seguito Dinh Bo
Linh ristabilirà l'equilibrio della nazione domando la guerra civile giudata da Thap Nhi Su
Quan. In questo periodo si possono notare tre grandi linee di sviluppo della strategia militare
e dell'arte del combattimento:
- l'arte del combattimento navale dell'imperatore Ngo Quyen;
- l'arte della battaglia con la cavalleria e la fanteria dell'imperatore Dinh Bo Linh;
- l'organizzazione militare, dinastia dei Dinh.

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LA GRANDEZZA (1010 - 1400)

L'età d'oro delle Arti Marziali in Vietnam si pone sotto la dinastia dei Ly poi dei Tran.
Queste due dinastie contribuiscono, in effetti, all'organizzazione e alla realizzazione dello
sviluppo dell'arte marziale del paese. Il principio dello spirito cavalleresco viene visto
attraverso il Confucianesimo, il Taoismo e il Buddismo. Lo sviluppo si manifesterà sul
piano pratico con:
- la creazione ad Hanoi nel 1263 della Gian Vo Duong (Università delle Arti Marziali),
parallelamente all'Accademia delle Arti Marziali;
- l'obbligo per l'aristocrazia e per il popolo di praticare l'Arte Marziale;
- la nomina dei Maestri d'Arte Marziale (Thay Vo) per promuovere le tecniche di difesa nei
villaggi lontani;
- la creazione dei diplomi, delle licenze e dei Dottorati in Arti Marziali;
- l'incoraggiamento allo sviluppo dei metodi di Arti Marziali e di correnti filosofiche
attraverso eremiti e saggi: il Dong Ha, il Yen Tu, ecc...;
- il programma di espansione grafica del paese attraverso la conquista dei piccoli stati dei
Champas, dei Khmers, ecc...;
- la creazione dell'armata del popolo: il Nhan Dan Tu Ve.

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LA PRATICA DELL'ARTE MARZIALE IN VIETNAM

Anticamente, per imparare il Kung Fu Vietnamita, i bambini dovevano essere accompagnati


dai genitori al cospetto del Maestro, il quale, in seguito ad un lungo colloquio, valutava
l'idoneità del potenziale allievo sia sulla base delle caratteristiche fisiche che di quelle
psicologiche. Se il giovane veniva accettato, i genitori dovevano portare a casa del Maestro
alcuni doni consistenti in un pollo già bollito e un litro di vino di riso. Questo era necessario
per la cerimonia che si doveva svolgere in onore dei Maestri antenati o dei Patriarchi già
morti e per la presentazione dell'allievo. Da quel momento il ragazzo cominciava ad
allenarsi insieme agli altri allievi e allo scadere di ogni mese doveva portare oggetti in
omaggio al Maestro, che potevano essere riso o animali. Ogni anno il Maestro sceglieva un
giorno in cui celebrare l'anniversario della morte degli antenati e in quel giorno si
svolgevano le gare davanti a lui e ai suoi ospiti per dimostrare quanta capacità tecnica la
matricola avesse acquisito nel frattempo, o per dimostrare la raggiunta capacità dell'allievo
di poter insegnare a sua volta. Oggi, in Italia come in tutti gli altri paesi del mondo, la
palestra di Arte Marziale vietnamita è aperta a tutti: basta compilare un modulo di
ammissione a socio e pagare la quota associativa. Sotto questa forma, si raccolgono allievi e
la mentalità ed il clima di questa scelta non sono altro che una forma moderna imposta dalla
nostra società, che non garantisce così un legame personale fatto di reciproco rispetto e
gratitudine tra Maestro e allievo. Molti anni fa nessuna scuola di Viet Vo Dao era strutturata
come una moderna associazione o federazione, con un'amministrazione che teneva gli
elenchi dei propri iscritti. Di conseguenza ogni Maestro conosceva personalmente solo i suoi
allievi, ma non quelli degli altri Maestri della sua stessa scuola sparsi per le regioni del
Vietnam. A quei tempi i mezzi di trasporto non erano certo veloci ed occorrevano parecchi
giorni di cammino per recarsi da una scuola all'altra. Per questa serie di motivi il Maestro
Fondatore di ogni scuola aveva creato un proprio personale saluto, che veniva eseguito
all'inizio di ogni Quyen o combattimento, per divulgare il suo stile e permettere agli allievi
di regioni diverse di poter riconoscersi tra loro. Ogni Maestro generalmente apriva il suo Vo
Quan (palestra) all'interno della propria casa e normalmente curava i suoi allievi, tenendo
conto del carattere di ogni individuo. Ogni scuola aveva una cerimonia singolare e diversa
dalle altre: nello stile Vo Binh Dinh il VO SU (Maestro) sceglieva il giorno idoneo alla
presentazione per la cerimonia del giuramento e durante la cerimonia si sedeva su una sedia
di fronte agli allievi con due candele poste dietro di lui. La persona presentata prendeva tre
bastoncini di incenso, simbolo dei tre elementi fondatori (Am, Duong e Dao: Negativo,
Positivo e la Via) che accendeva contemporaneamente pronunciando il regolamento della
scuola che gli atleti si impegnavano a non violare:
x Abolire il furto, l'ingiustizia e l'adulterio
x Rispettare la fiducia e la fedeltà, rifiutando la falsità
x Non commettere mai nulla di inumano, di ingrato, contrario alla nostra filosofia e alla
virtù dei praticanti viet vo sinh
x E' vietato utilizzare il Viet Vo Dao come mezzo per opprimere la persona debole e
indifesa
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x E' vietato insegnare il Viet Vo Dao a qualsiasi persona che si trovi in uno stato mentale
confuso o malato

CHI VIOLA IL GIURAMENTO E QUINDI IL REGOLAMENTO MORIRA' DI


SCIABOLA O SPADA.

Allora il principiante si metteva in ginocchio, chinando la testa tre volte. Normalmente il


VO SU accettava solo un inchino alzandosi in piedi rinunciando agli altri due inchini (uno
per gli antenati dei Maestri e l'altro per il VO SU come per il padre). Da quel momento
l'allievo doveva imparare ogni giorno, finchè il Maestro decideva di mandarlo ad insegnare
il Kung Fu Vietnamita in altre città.

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L'IMPORTANZA DELLA TRADIZIONE

Staccare le radici della tradizione dall'Arte Marziale vuol dire pretendere che una pianta
possa vivere senza di esse. Sebbene l'Arte Marziale sia nata in tempi ormai remoti, con altri
codici di vita e con diverse radici culturali, non dovute solo all'epoca ma anche al continente
in cui si è sviluppata originariamente e sebbene sia mutata in qualche suo aspetto,
evolvendosi nella sua ginnastica ed adattandosi alla mentalità occidentale, non si può
trascendere dai suoi principi fondamentali. Troppo spesso accade che si perda la propria
dimensione, che ci si trovi a giudicare senza cognizione e soprattutto senza diritto; che si
venga a dialogare senza il necessario e doveroso rispetto che taluni meritano
incondizionatamente. Ed ecco che ancora una volta riappare la mitizzata figura del Maestro
(da non confondere con gli istruttori o allenatori). Chi si fregia di questo titolo deve essere
ben conscio del significato della parola ed è per questo che, anche se raro, c'è chi rifiuta
categoricamente tale appellativo sapendo come è pesante portarne il fardello. "Maestro" e
"Rispetto" sono vocaboli che corrono su binari paralleli. Per questo la persona del Maestro
non è cosa astratta e simbolica; per questo non si rischia mai di cadere nel feticismo. Portare
la sua borsa, dargli del "Lei" e chiamarlo Maestro anche al di fuori della palestra, servirlo
per primo a tavola o cedergli il posto qualora sia rimasto senza, non sono azioni da servitore
ma semplici sintomi di rispetto che vanno lanciati anche per svegliare chi non ne comprende
il significato. Parlare di lui con rispetto anche se la sua giovane età o gli occhi dal taglio non
orientale rendono più difficile "l'impresa". Il mondo occidentale ha dimenticato che tutte
queste premure erano usate non molti anni orsono semplicemente per il capo famiglia in
quanto guida della stessa, per rispetto verso tutti i sacrifici che egli ha fatto per mantenere il
nucleo unito, per educarla, per darle riparo e cibo. Analizziamo come è ridotta ora la società
del consumismo e della pubblicità: il nucleo familiare è ormai dissolto in un vago ricordo, il
senso dell'onore e della lealtà sono scomparsi a discapito di una crescente sete di
prevaricazione sociale. Ecco quindi che il Maestro come guida di una grande famiglia merita
forse qualche attenzione. Non è un idolo davanti al quale si deve pregare o inchinarsi ogni
volta che lo si incroci. Anche egli come noi tutti ama la buona cucina ed ammira le belle
donne. Anche egli a volte ha lo spirito travagliato, anche egli ama, ride, piange e come noi
commette errori. E' però colui che prima di noi ha incominciato a soffrire intraprendendo la
Via dell'Arte Marziale; ha dovuto superare mille ostacoli per potere arrivare al posto che
occupa. Ha un'esperienza infinitamente grande al cui confronto la nostra è ben poca cosa.
Egli è già in pieno viaggio mentre noi siamo solo ai primi passi. Ecco a cosa si devono le
attenzioni nei suoi confronti: il Maestro è la nostra guida. Mantenere le tradizioni nel THAT
LONG significa semplicemente rispettare chi di dovere; vuol dire non portare l'Arte
Marziale sullo stesso piano della società odierna, vuol dire mantenere i valori nella quale è
nata e senza i quali non avrebbe senso praticarla. E' quindi assurdo atteggiarsi a volte a
giudici per criticare l'operato del Maestro visto che neanche ci possiamo immaginare il
motivo dei suoi atteggiamenti. Tutte le sue decisioni sono per il bene del THAT LONG. In
sostanza le radici del THAT LONG sono legate al binomio Maestro-Rispetto.

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Ciò perchè noi crediamo ai valori fondamentali della vita: il rispetto, l'onore, la lealtà,
l'umiltà. Condanniamo invece la menzogna, l'egoismo, il tradimento, la superbia. Ecco
quindi che nella figura del Maestro bisogna avere cieca fiducia perchè è lui che ci guida
nella selva dell'Arte Marziale; non si può marciare a cuor sereno se non si ha fiducia nella
propria guida e siccome il THAT LONG è la via della serenità, diventa impossibile
praticarlo senza tale presupposto. Verso di lui si dovrebbe avere gli stessi riguardi che un
figlio deve ad un padre e non vogliatemene se il paragone può sembrare esagerato. Chi non
vuole marciare al nostro fianco è libero di andarsene, nessuno piangerà per lui. Ma se
decidete di intraprendere il "Viaggio" con noi, vi prego, lasciateci credere nei valori che
sembrano disperdersi alle soglie del duemila e senza i quali appenderemmo tristemente il Vo
Phuc al chiodo.

Maestro Ghezzi Giorgio con Maestro KIM DUC – 1991 Vietnam

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THAT LONG: UNA SCELTA IMPORTANTE!

Di solito coloro che intraprendono lo studio del THAT LONG sono spinti dal desiderio di
imparare a difendersi, oppure dalla volontà di mantenersi in forma, o più semplicemente
considerano la palestra un luogo come un altro per fare nuove amicizie. Ben presto il viet vo
sinh si renderà conto che questi sono una piccola parte dei benefici del THAT LONG. Non
dobbiamo dimenticare che l'Arte Marziale vietnamita è innanzitutto un'Arte e, in quanto tale,
se praticata con serietà e dedizione, conduce a risultati straordinari sotto più aspetti.
SUL PIANO FISIOLOGICO
L'attività fisica è un requisito indispensabile per uno stato di salute ottimale e, dal momento
che l'automazione del lavoro e l'evoluzione dei mezzi di comunicazione rendono la vita
odierna sempre più sedentaria, oggi più che mai è importante impiegare parte del proprio
tempo libero in un'attività fisica completa ed equilibrata. Gli esercizi di ginnastica e le stesse
tecniche di THAT LONG irrobustiscono il cuore, aumentano l'irrorazione sanguigna e,
quindi, migliorano l'alimentazione dei tessuti; inoltre aumentano la capacità polmonare, la
resistenza all'affaticamento e conferiscono un maggiore tono muscolare con importanti
benefici per l'apparato scheletrico e, in particolare, per la colonna vertebrale. Teniamo poi
presente che un fisico in buona forma sopporta meglio le malattie e ritarda l'invecchiamento.
SUL PIANO FISICO MOTORIO
L'allenamento dei Quyen e delle combinazioni delle tecniche da combattimento educano il
sistema locomotore: i riflessi migliorano, aumenta la coordinazione e si acquisisce una
maggiore mobilità articolare.
SUL PIANO ESTETICO
La pratica del THAT LONG sviluppa una muscolatura armoniosa, essenziale e ben definita;
inoltre, il costante allenamento comporta un elevato consumo di zuccheri ed impedisce
l'accumulo di tessuto adiposo.
SUL PIANO PSICOLOGICO
Anche sotto questo aspetto è innegabile il valore educativo del THAT LONG. Innanzitutto,
come ogni attività fisica, il THAT LONG distrae da ogni problema quotidiano e stimola la
produzione di adrenalina che migliora l'umore. C'è di più: con la pratica e la meditazione il
viet vo sinh forma il proprio carattere; i più aggressivi imparano a moderare la propria
impulsività, mentre i più timidi diventano più determinati. Correttezza ed umiltà sono i
comandamenti: il viet vo sinh è sempre pronto ad ascoltare gli altri e a mettere in
discussione se stesso, poichè questo è l'unico modo per continuare a crescere.
SUL PIANO SOCIALE
Essere un praticante di THAT LONG vuol dire saper difendere i propri diritti e quelli degli
altri, se necessario anche combattendo; vuol dire accettare le critiche ma respingere con
fermezza le aggressioni. Vuol dire avere fiducia in sè e nelle proprie capacità, quindi sapere
allontanare la paura per poter affrontare i problemi con lucidità e raziocinio.

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CONSIGLI UTILI PER IL PRATICANTE

Prima di iniziare lo studio del THAT LONG ricordiamo che in qualsiasi settore uno voglia
inserirsi deve tener presente che gli esercizi fondamentali e precisamente le basi, devono
essere studiate e imparate con cura, perchè da essi dipende la buona riuscita di tutto lo
studio. Se invece questa pratica viene ignorata (e questo spesso capita per la troppa fretta di
arrivare al traguardo) non si potranno mai ottenere dei buoni risultati. Così è da dirsi di
questa disciplina. E' pacifico, infatti, che non basta una conoscenza teorica, ma è
indispensabile quella scioltezza di movimenti che soltanto l'esperienza di un assiduo
allenamento può dare. Allenamento che non soltanto sviluppa la forza fisica, ma accresce
quella forza psicologica o spirito che è alla base del THAT LONG. Vediamo infatti che il
riuscire in un esercizio, anche se semplice, aumenta la fiducia in noi stessi, facendoci
dimenticare la nostra debolezza e le nostre lacune. Affrontando l'avversario riveleremo una
personalità diversa e molto più forte, personalità che si sviluppa inconsciamente ma che pur
tuttavia esiste.

BO PHAP: TECNICHE DI POSIZIONE

Sono queste delle tecniche base, necessarie per l'equilibrio nella combinazione di tecniche di
difesa o attacco. Per progredire è sufficiente eseguire tali posizioni quotidianamente in
ragione di un minuto per posizione, aumentando progressivamente fino a cinque minuti.
L'inizio è molto faticoso ma in seguito il risultato è estremamente soddisfacente.
Raccomandato come terapia per i soggetti che soffrono di reumatismi alle gambe, la
posizione Trung Binh Tan permette di ottenere un buon risultato anche ai praticanti che
hanno le anche bloccate. Osservazione importante: occorre praticare soprattutto le posizioni
medie e basse, mantenendosi durante la pratica al livello più basso possibile per aumentare
la potenza muscolare delle gambe. Anticamente questi esercizi venivano eseguiti su dei pali
di legno dell'altezza di due metri per sviluppare potenza muscolare ed equilibrio.

DENOMINAZIONE DELLE POSIZIONI

THUONG TAN POSIZIONI ALTE

TRUNG TAN POSIZIONI MEDIE

HA TAN POSIZIONI BASSE

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TAN PHAP ( SO MOT ) - TECNICHE DI POSIZIONE ( PRIMO TIPO )

LAP TAN POSIZIONE DIRITTA


CHUAN BI POSIZIONE D'ATTESA
TRUNG BINH TAN POSIZIONE DEL CAVALIERE
DINH TAN POSIZIONE FRONTALE
HAM DUONG TAN POSIZIONE DELL'ARCIERE
TA MA BO TAN POSIZIONE LATERALE
NHI TAN POSIZIONE LATERALE BASSA
TIEU TAN POSIZIONE DI DIFESA
XA TAN POSIZIONE DEL SERPENTE
HAC TAN POSIZIONE DELLA GRU

12
I GRADI

Un tempo, nell'insegnamento tradizionale, i gradi non esistevano o perlomeno non avevano


il significato che ora noi diamo loro. Il grado infatti è relativo: si riferisce unicamente al
rapporto tra Maestro e allievo e all'anzianità di pratica, e utilizza una terminologia derivata
dalla famiglia (per l'influenza confuciana, la terminologia familiare è abbastanza radicata
nella mentalità di un orientale tradizionale, che chiamerà "zio" il vecchio amico di famiglia).
Il Maestro sarà quindi il padre o il nonno; il compagno di corso più anziano (che ha cioè
incominciato prima lo studio dell'Arte) sarà il fratello maggiore, e i compagni di corso
venuti dopo saranno i fratelli minori; colui che ha studiato insieme al Maestro sarà lo zio e
così via. Nel THAT LONG i gradi sono determinati dal colore delle cinture che indossano i
praticanti e dalle striscette poste al termine della "fusciacca". La progressione dei minorenni
è determinata in modo diverso che negli adulti: essi hanno dei gradi intermedi (esattamente
la metà del programma di studio degli adulti) identificati da una striscetta nera posta al
termine della cintura. Così fino a 13 anni, poi assumono gli stessi gradi dei maggiorenni.

I GRADI NEL VIET VO DAO

NHAP MON MATRICOLA


DONG TU BAMBINI
TIEU DO RAGAZZI
VO SINH PRATICANTE DI ARTI MARZIALI
VIET VO SINH PRATICANTE DI ARTE MARZIALE VIETNAMITA
VO SI COMBATTENTE DI ARTI MARZIALI
DAI DO CINTURA ROSSA
DAI DEN CINTURA NERA
HUAN LUYEN ALLENATORE
HUAN LUYEN VIEN ISTRUTTORE
VO SU MAESTRO
DAI SU MAESTRO ESPERTO
GIAO SU PROFESSORE
SU TU, VO SU SANG LAP MAESTRO FONDATORE
THIEN SU MAESTRO MONACO

15
GLI ARBITRI E LE COMPETIZIONI
GLI ARBITRI E LE COMPETIZIONI
Dal grado minimo di cintura verde si può accedere al corso Arbitri durante il quale, oltre ad
imparare le regolamentazioni che comprendono le diverse competizioni, si intraprende, per
chi lo desidera, quella che potremmo identificare come "carriera arbitrale". Si incomincia,
infatti, a risiedere nelle gare come giudice d'angolo, poi dopo un'esperienza più o meno
lunga si può divenire giudice centrale; in modo parallelo vi è la nomina di giudice regionale,
nazionale ed internazionale. Il ruolo dell'Arbitro è un ruolo importante, fondamentale, e non
certo semplice; l'Arbitro non deve necessariamente essere un bravo combattente od un
grande atleta, deve però essere molto attento, maturo e soprattutto neutrale. L'Arbitro ha
un'elevata responsabilità poichè è da esso che dipendono, durante la gara, le sorti degli atleti
contendenti e l'immagine del THAT LONG.
Le diverse competizioni di THAT LONG possono essere:
x GARE TECNICHE: Quyen a mani nude o con armi
x GARE DI COMBATTIMENTO: Dau Tu Do a mani nude o con armi. Si dividono in
Semi Contact (contatto leggero), Light Contact (contatto medio), Full Contact (contatto
pieno). Le competizioni di Co Vo Dao possono svolgersi con l'utilizzo della stessa arma
oppure con armi differenti
x GARE A SQUADRE: Specialità da 3 a ...(Quyen, Dau Tu Do, Rotture, Acrobatica,
ecc..)

L'AREA DI COMBATTIMENTO
1 - Il tavolo ufficiale 5 - I giudici d'angolo
2 - Il cronometrista 6 - I gareggianti
3 - Le squadre 7 - L'area di gara (10x10m. o 8x 8 m.)
4 - L'arbitro centrale 8 - La zona neutra (circa 3 m.)

Le competizioni si dividono in diverse categorie secondo il grado degli atleti, il loro peso, il
loro sesso o la loro età, ma il tutto strettamente legato al numero degli atleti partecipanti alla
competizione stessa. Nel THAT LONG esiste anche la possibilità di partecipare a Gare
Interstili, dove si affrontano, lo dice la parola stessa, praticanti di diversi stili oppure, in
alcuni casi, di differenti Arti Marziali. Naturalmente tutti gli atleti devono indossare le
protezioni onde evitare inutili infortuni e devono gareggiare non con lo scopo di vittoria, ma
con il fine di progredire insieme nella conoscenza dell'Arte Marziale secondo lo spirito
cavalleresco degli antichi Samurai. 16
PROGRAMMI D'ESAME DA CINTURA GIALLA
A CINTURA MARRONE

PROGRAMMA MINORENNI

PROGRAMMA D'ESAME DA CINTURA GIALLA A CINTURA GIALLA UNA


STRISCIA (LI CAP 2-SI CAP 3)

x 10 Tecniche di posizione
x 10 Tecniche di parata
x 10 Tecniche di pugno
x 4 Tecniche di calcio
x Forme: Long Ho Hoi Quyen Phap - Than Dong Quyen
x 10 Tecniche di difesa personale
x Forma di cadute: Nhao Lan Quyen Mot
x Teoria (+2° Dispensa)

PROGRAMMA PER AGONISTI

x Pugni o calci combinati


x 3 Tecniche di spazzata
x 3 Tecniche di proiezione
x Combattimento libero (semi contact 1 minuto)

PROGRAMMA PER MARZIALISTI

x 5 Tecniche di forbice
x 3 Tecniche di calcio volante
x 7 Tecniche di caduta acrobatica

PROGRAMMA DI CO VO DAO PER AGONISTI E MARZIALISTI

ARMI: Long Gian o Bong


x Tecniche di parata
x Tecniche di attacco
x Tecniche di maneggio

17
PROGRAMMA D'ESAME DA CINTURA GIALLA UNA STRISCIA A CINTURA
VERDE (SI CAP 3-LI CAP 3)

x 10 Tecniche di posizione
x 10 Tecniche di parata
x 10 Tecniche di pugno
x 4 Tecniche di calcio
x Forme: Long Ho Hoi Quyen Phap - Than Dong Quyen
x 12 Tecniche di difesa personale
x Forma di cadute: Nhao Lan Quyen Mot
x Teoria (+2° Dispensa)

PROGRAMMA PER AGONISTI

x Pugni o calci combinati


x 4 Tecniche di spazzata
x 4 Tecniche di proiezione
x Combattimento libero (semi contact 1 minuto)

PROGRAMMA PER MARZIALISTI

x 6 Tecniche di forbice
x 4 Tecniche di calcio volante
x 9 Tecniche di caduta acrobatica

PROGRAMMA DI CO VO DAO PER AGONISTI E MARZIALISTI

ARMI: Long Gian o Bong


x Tecniche di parata
x Tecniche di attacco
x Tecniche di maneggio
x Tecniche di difesa

18
PROGRAMMA D'ESAME DA CINTURA VERDE A CINTURA VERDE UNA
STRISCIA (LI CAP 3-SI CAP 4)

x 10 Tecniche di posizione
x 10 Tecniche di parata
x 10 Tecniche di pugno
x 5 Tecniche di calcio
x Forme: Long Ho Hoi Quyen Phap - Than Dong Quyen - Lao Mai Quyen
x 14 Tecniche di difesa personale
x Forme di cadute: Nhao Lan Quyen Mot - Nhao Lan Quyen Hai
x Teoria (+Dispensa Alimentazione)

PROGRAMMA PER AGONISTI

x Pugni o calci combinati


x 5 Tecniche di spazzata
x 5 Tecniche di proiezione
x Combattimento libero (semi contact 2 minuti)

PROGRAMMA PER MARZIALISTI

x 7 Tecniche di forbice
x 5 Tecniche di calcio volante
x 11 Tecniche di caduta acrobatica

PROGRAMMA DI CO VO DAO PER AGONISTI E MARZIALISTI

ARMI: Long Gian o Bong


x Tecniche di parata
x Tecniche di attacco
x Tecniche di maneggio
x Tecniche di difesa
x Tecniche di parata (2° tipo)

19
PROGRAMMA D'ESAME DA CINTURA VERDE UNA STRISCIA A CINTURA
MARRONE (SI CAP 4-LI CAP 4)

x 10 Tecniche di posizione
x 10 Tecniche di parata
x 10 Tecniche di pugno
x 5 Tecniche di calcio
x Forme: Long Ho Hoi Quyen Phap - Than Dong Quyen - Lao Mai Quyen
x 16 Tecniche di difesa personale
x Forme di cadute: Nhao Lan Quyen Mot - Nhao Lan Quyen Hai
x Teoria (+Dispensa Alimentazione)

PROGRAMMA PER AGONISTI

x Pugni e calci combinati


x 6 Tecniche di spazzata
x 6 Tecniche di proiezione
x Combattimento libero (semi contact 2 minuti)

PROGRAMMA PER MARZIALISTI

x 8 Tecniche di forbice
x 6 Tecniche di calcio volante
x 13 Tecniche di caduta acrobatica

PROGRAMMA DI CO VO DAO PER AGONISTI E MARZIALISTI

ARMI: Long Gian o Bong


x Tecniche di parata
x Tecniche di attacco
x Tecniche di maneggio
x Tecniche di difesa
x Tecniche di parata (2° tipo)
x Tecniche di attacco (2° tipo)

20
PROGRAMMA MAGGIORENNI
PROGRAMMA D'ESAME DA CINTURA GIALLA A CINTURA VERDE
(SO CAP 2-SO CAP 3)

x 10 Tecniche di posizione
x 10 Tecniche di parata
x 10 Tecniche di pugno
x 4 Tecniche di calcio
x Forme: Long Ho Hoi Quyen Phap - Than Dong Quyen
x 12 Tecniche di difesa personale
x Forma di cadute: Nhao Lan Quyen Mot
x Teoria (+2° Dispensa)

PROGRAMMA PER AGONISTI

x Pugni o calci combinati


x 4 Tecniche di spazzata
x 4 Tecniche di proiezione
x Combattimento libero (light contact 1 minuto)

PROGRAMMA PER MARZIALISTI

x 6 Tecniche di forbice
x 4 Tecniche di calcio volante
x 9 Tecniche di caduta acrobatica
x Rottura di una tavola di legno con tecnica di taglio o pugno a martello

PROGRAMMA DI CO VO DAO PER AGONISTI E MARZIALISTI

ARMI: Long Gian o Bong


x Tecniche di parata
x Tecniche di attacco
x Tecniche di maneggio
x Tecniche di difesa

21
PROGRAMMA D'ESAME DA CINTURA VERDE A CINTURA MARRONE
(SO CAP 3-SO CAP 4)

x 10 Tecniche di posizione
x 10 Tecniche di parata
x 10 Tecniche di pugno
x 5 Tecniche di calcio
x Forme: Long Ho Hoi Quyen Phap - Than Dong Quyen - Lao Mai Quyen
x 16 Tecniche di difesa personale
x Forme di cadute: Nhao Lan Quyen Mot - Nhao Lan Quyen Hai
x Teoria (+ Dispensa Alimentazione)

PROGRAMMA PER AGONISTI

x Pugni e calci combinati


x 6 Tecniche di spazzata
x 6 Tecniche di proiezione
x Combattimento libero (light contact 2 minuti)

PROGRAMMA PER MARZIALISTI

x 8 Tecniche di forbice
x 6 Tecniche di calcio volante
x 13 Tecniche di caduta acrobatica
x Rottura combinata di due tavole di legno con tecniche di pugno e calcio (primi 4)

PROGRAMMA DI CO VO DAO PER AGONISTI E MARZIALISTI

ARMI: Long Gian o Bong


x Tecniche di parata
x Tecniche di attacco
x Tecniche di maneggio
x Tecniche di difesa
x Tecniche di parata (2° tipo)
x Tecniche di attacco (2° tipo)

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