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Richiesta urgente di rettifica da Banca Etica

Padova, 9 settembre 2016

Abbiamo letto l’articolo pubblicato su “Altroconsumo Finanza” e intitolato “Etico conviene?”, in cui sconsigliate decisamente l’acquisto di
azioni di Banca popolare Etica. Non è la prima volta che la vostra testata attacca strumentalmente Banca Etica. Questa volta però avete
fornito ai vostri lettori informazioni scorrette e vi chiediamo quella che riteniamo una doverosa rettifica.

Altroconsumo sconsiglia l’acquisto di azioni di Banca Etica affermando che “una volta acquistate le azioni di Banca Etica, il
risparmiatore rischia di non riuscire più a riavere indietro il suo capitale” e che “la banca non si assume impegni per riacquistare le tue
azioni” e ancora, “non puoi uscire dall’investimento in qualunque momento, ma solo quando riesci a trovare un acquirente”.

Affermazioni fuorvianti: sebbene Banca Etica non sia tenuta al riacquisto delle proprie azioni dai soci che le vogliano vendere, dal 2002
la banca si è dotata di un Fondo per il riacquisto delle proprie azioni proprio al fine di dare una risposta tempestiva ai soci che vogliano
vendere le azioni. Fino a oggi il fondo ha sempre avuto capienza sufficiente a soddisfare le richieste dei clienti. In media - nel periodo
01/07/2015-31/03/2016 – Banca Etica ha impiegato 13,59 giorni per dare esecuzione alle richieste di vendite pervenute dai soci.

Dalla nascita, nel 1999, a oggi il valore delle azioni di Banca Etica è costantemente cresciuto: chi ha acquistato azioni di Banca Etica
nel 2005 al prezzo unitario di 51,64 euro, nel 2015 detiene per quelle stesse azioni un valore di 57,5. E’ un aumento dell'11,35% in 10
anni, pari ad un tasso medio annuo (CAGR) dell'1,08% che noi riteniamo più che soddisfacente, vista la congiuntura economica di
questi anni che ha spesso gravemente penalizzato i risparmiatori, e l'andamento medio dei titoli bancari (si prenda a confronto Intesa
San Paolo, le cui azioni nello stesso arco di tempo hanno perso il 14,88%, pari all'1,60% annuo).

Appare inoltre spiazzante e a dir poco fantasioso che – per dimostrare una presunta poca eticità di Banca Etica – Altroconsumo utilizzi
contro di noi il basso tasso di sofferenze (pari a circa un ottavo di quello medio delle banche italiane!). Tutti sanno che l’elevatissimo
tasso di sofferenze è uno dei più gravi problemi del sistema bancario italiano e che la capacità di tenere questo tasso ai minimi è
indicatore di una buona capacità di fare banca, valutando bene l’impatto sociale e la sostenibilità economica dei progetti a cui dare
credito e accompagnando i clienti nel loro percorso.

L’articolo lascia intendere che il nostro basso tasso di sofferenze sia in qualche modo collegato a una ritrosia o eccessiva prudenza nel
concedere credito: ma i dati smentiscono questa illazione, visto che Banca Etica è una delle poche Banche italiane che non ha ceduto
al “credit crunch” nemmeno negli anni più duri della crisi, ma al contrario ha costantemente aumentato anno dopo anno i volumi del
credito a favore di famiglie, organizzazioni nonprofit e imprese sociali. La media del tasso di crescita dei nostri impieghi è stata negli
ultimi anni pari al 10% annuo, mentre il settore bancario ha sempre registrato tassi negativi (ossia una contrazione del credito erogato).

È poi falsa e pretestuosa l'affermazione in merito alla presunta impossibilità di verificare "l'eticità" dei progetti finanziati. Oltre a ricordare
che Banca Etica è l'unica banca italiana a rendere pubblici e geolocalizzati, attraverso il proprio sito web, tutti i dati di finanziamenti
erogati a imprese e organizzazioni, dobbiamo anche sottolineare che il nostro processo di valutazione del merito di credito coinvolge
ampiamente i soci della banca che, volontariamente e imparzialmente, analizzano di ogni progetto impatto sociale e ambientale. Un
percorso originale, innovativo, molto trasparente che banche alternative da tutto il mondo vengono a studiare.

Altroconsumo però, come già successo in passato, non ci ha mai chiesto approfondimenti o informazioni aggiuntive, e ha rifiutato i
nostri inviti per conoscere il nostro modello di valutazione. Salvo poi lanciarsi in attacchi strumentali.

Infine, la scelta Altroconsumo di paragonare il tasso di interesse medio applicato da Banca Etica sui finanziamenti con il tasso medio
applicato da Intesa San Paolo omette volutamente di chiarire che i clienti di Banca Etica sono famiglie, persone, organizzazioni
nonprofit e PMI, mentre il tasso medio applicato dalla più grande banca italiana include i tassi applicati alle grandi imprese, che
notoriamente ottengono tassi migliori. Il paragone – per essere onesti - andrebbe fatto tra il tasso applicato da Banca Etica e quello
applicato dalle grandi banche alla clientela retail e alle PMI.

E andrebbe poi evidenziato - bizzarro segnalarlo nei confronti di una associazione dei consumatori - che la struttura economica dei
nostri prodotti è pienamente trasparente e tutti i costi sono subito chiari e computabili, mentre spesso quella delle altre banche conta su
fattori di opacità e di aggravio "indiretto" che falsano il confronto del solo "spread" (si consideri la class action che la stessa
Altroconsumo ha vinto proprio nei confronti di Intesa SanPaolo).

Convinti che tra movimento del consumo critico (che include a nostro parere tutti coloro che lavorano per la filiera della sostenibilità
ambientale, equo-solidale e finanza etica) e associazioni dei consumatori dovrebbe formarsi un'alleanza naturale, siamo rammaricati
della scelta di Altronconsumo di approcciare invece queste materie in modo superficiale e con molti pregiudizi e ci auguriamo che in
futuro il vostro punto di vista possa arricchirsi delle chiavi di lettura di chi ogni giorno sperimenta forme di economie alternative orientate
a cambiare sul serio i rapporti di forza nelle relazioni economiche, promuovendo un ruolo di assoluto protagonismo e nuova
consapevolezza dei consumatori (e risparmiatori).

In attesa di quel giorno, comunque, vi chiediamo da subito di pubblicare questa nota di rettifica e ci riserviamo di valutare ogni via legale
per tutelare la corretta informazione su fatti e numeri che riguardano Banca Etica e i suoi soci e clienti.

Distinti saluti

Chiara Bannella
Ufficio Stampa Gruppo Banca Popolare Etica