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RUDIMENTIS REPETITA NON JUVANT

I rudimenti, ossia il grado iniziale della nostra disciplina, per molti batteristi rappresentano
una specie di Sacra Bibbia.
Nei tre conservatori dove ho insegnato, mi sono capitati molti allievi malati di “rudimentite”,
affezione causata dallo studio monocorde e controproducente (solo sul tempo forte) che ho
cercato di guarire con una sorta di cura omeopatica.
Similia similibus curantur (si curino i simili con i simili). Questo, in estrema sintesi, il principio
dell'omeopatia. I simili nel nostro caso erano (sono), ovviamente, gli stessi rudimenti, ma di
nuova generazione. Poco, o per niente, conosciuti perché, per molti insegnanti, risulta più
comodo usare i vecchi metodi sui quali hanno studiato.
Quando scrivevo articoli per giornali e riviste del settore musicale, ricevei una lettera da un
giornalista del “Corriere della sera” che mi chiedeva perché I negozianti mettevano in mostra
tutti testi stranieri e e mai qualcuna delle mie pubblicazioni. Gli risposi che i negozianti
esponevano i libri più venduti. E quelli più venduti, in un paese nel quale anche la lingua è
sovrastata da termini anglofoni, erano ovviamente i metodi d'oltreoceano.
Questa realtà ha divulgato, oltre ogni misura, lo studio ossessivo e noioso dei classici
rudimenti, con il quale non si controlla l'andamento, non si esercita la lettura e si acquista
sicurezza solo verso il cosiddetto ritmo tetico (da tesis-battere) cioè sull'accento più forte
della misura.
Secondo Pierre Boulez, l'autore di Le marteau sans maître e Improvisation I sur Mallarmé
(composizioni nelle quali le percussioni sono protagoniste), al tempo dei conservatori vi
erano “vuoti didattici”; perché molto raramente si spiegava cos'era divenuto il ritmo dopo
Stravinskij e Bartok.
Purtroppo, a uno strumentista il ritmo, oltre a spiegarlo, bisogna anche farlo acquisire. E
siccome ogni allievo, per pregi e difetti, è diverso dall'altro ne consegue che ogni esercizio
dovrebbe anche essere personalizzato.
Per i miei allievi, ho sempre scritto esercizi su misura che, grazie alla lungimiranza del mio
allievo, amico e collega Walter Scotti (che li aveva pazientemente annotati) ho trasferito nel
tritticico, costituito da: Il suono della percussione; Oltre i rudimenti e Timpani.
Berlioz diceva che «La musica può dare l'idea dell'amore e non viceversa». Confucio, molto
tempo prima aveva detto «La musica è il ritmo». Musica e ritmo: un binomio inscindibile
anche quando si studiano e si eseguono semplici esercizi di tecnica definiti rudimenti.
In basso un esempio di rudimenti alternativi, per tamburo e batteria, definiti dalla Southern
percussion USA «Rudimenti di nuova concezione, che dovrebbero essere aggiunti a quelli
usati in tutto il mondo. Lungi dall’essere ripetitivi, coprono tre aspetti principali per un
musicista: lo sviluppo della tecnica sul tamburo e l’intero set, la lettura e il fraseggio (che
può essere praticato in uno stile classico o jazz)».

UN ADDIO SENZA RIMPIANTI


È GRADITO ANCHE DAI SANTI

L'anno con la pandemia


è il peggiore che ci sia
se la vit'ancora amiamo
dal contagio ci salviamo
Ignorante o uomo colto
mascherina sempre al volto
se mantieni la distanza
non ci vuole l'ambulanza

fai tacere la civetta


con un urlo e la bacchetta
poi col canto del cuculo
puoi mandarla a dorso mulo

Non piangiamoci addosso


se vogliam saltare il fosso
senza esser baconiani
l'avvenire è in nostre mani

Non mollare e tieni duro


e stai dritto come un muro
le rinunce e l'astinenza
fanno perder l'avvenenza

Benvenuto il nuovo anno


se le doglie se n'andranno
Con l'amore e la passione
non si va mai in pensione