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Negli ultimi anni le case editrici hanno lasciato grande spazio alla produzione di

dizionari bilingui spagnolo e italiano. Oggigiorno ce ne sono tantissimi:

Rigual e Giordano (Herder) – Italiano Italiano-spagnolo spagnolo-italiano (HER)


Lavacchi e Martinez – Dizionario spagnolo-italiano spagnolo-italiano (LET)
Laura Tam (Hoepli) – Grande dizionario spagnolo spag-ital italiano-spagnolo (HOE)
Sañe (Zanichelli) – Il dizionario spagnolo spagnolo-italiano italiano-spagnolo (ZAN)

Questi ultimi due, tra l’altro, sono i maggiori e hanno cambiato il titolo rispetto
alle prime edizioni: nelle precedenti edizioni il titolo descrittivo era “Dizionario”
con le combinazioni linguistiche. Ora, invece, HOE = GRANDE dizionario…; ZAN
= IL dizionario…

Le parti introduttive dei dizionari sono molto importanti perché contengono quel
che andremo a trovare nel dizionario, però molto spesso presentano delle lacune.

Ad esempio, da un questionario è risultato che nei dizionari citati non ci sono


informazioni sul gruppo di utilizzatori a cui è destinato il dizionario. Solo uno, il
LET, riporta questa indicazione, anche se non in modo esplicito: abbreviazioni,
info sulla fonetica e note grammaticali sono in una lingua (italiano), quindi
possiamo dedurre che questo dizionario privilegia i madrelingua italiani.

Per quanto riguarda il tipo di utente, nessun dizionario si rivolge a una categoria
speciale. Solo nell’HER veniamo a sapere che i due autori hanno pensato di
indirizzare il dizionario soprattutto agli studenti.

Per quanto riguarda il numero e il tipo di lemmi e accezioni, solo l’HOE e lo ZAN
evidenziano la presenza di arcaismi, parole in disuso e specialismi, mentre gli
altri sottolineano l’attualità e l’aggiornamento della lingua.

La direzionalità del dizionario può essere individuata dal numero di pagine


presente in ciascuna sezione, in particolare la prevalenza netta di una sezione.
Per esempio, il dizionario HER ha una prevalenza di pagine nella sezione italiano-
spagnolo, il che fa capire che tende alla monodirezionalità. Tuttavia non è sempre
così facile, perché ci sono dizionari dove il distacco è minimo o dove le due sezioni
sono quasi bilanciate. Perciò si tratta di differenze poco significative.

La tendenza o la scelta di privilegiare un tipo di utenti, oltre che nell’introduzione


dovrebbe esserci nelle impostazioni del dizionario bilingue. Ne esistono due tipi:

 Impostazioni legate alla direzionalità o funzione prevalente del dizionario


 Marche restrittive e discriminatori semantici: la scelta della lingua in cui
si indicano le marche (registro, campo lessicale…) e i discriminatori
semantici (sinonimi, specificazioni…) è un indice di direzionalità e
funzionalità del dizionario. Se questi indicatori sono
 Stessa lingua del lemma: privilegiano la funz. Codificazione (Attivo)
 Lingua dei traducenti: privilegiano la funz. Decodificazione (Passivo)
Dizionario bidirezionale: lingue diverse nelle due sezioni  privilegia una
delle due funzioni
Dizionario monodirezionale: una lingua, quella dell’utente a cui è
indirizzato. Attivo  sezione L1-L2; Passivo  sezione L2-L1

I bidirezionali, in particolare, privilegiano la funzione di codifica (attivi):


un utilizzatore passivo che usa il dizionario per tradurre una parola
straniera nella propria lingua può avere delle difficoltà nell’utilizzo.

Oltre alla lingua usata, è anche la presenza stessa delle marche a


informare della direzionalità e funzionalità del dizionario. Si tratta infatti
di informazioni necessarie per codificare, ma spesso inutili per
decodificare.

 Informazione grammaticale: a funzioni diverse corrisponde una diversa


organizzazione delle due sezioni.
Funzione di decodifica l’info grammaticale dovrebbe limitarsi al lemma,
perché per il traducente si tratta di un dato superfluo visto che è già noto
all’utente. Nella produzione è invece importante che siano i traducenti ad
essere dotati di informazioni grammaticali. Ad esempio, nel LET la
sezione spagnolo-italiano sono i lemmi ad essere dotati di informazioni
grammaticali, mentre nella sezione italiano-spagnolo la categoria
grammaticale dei lemmi, se è una sola, non viene specificata, mentre i
traducenti sono dotati delle stesse informazioni che presentano nell’altra
sezione.
 Parole grammaticali:
Dizionari bidirezionali  privilegiano la funzione attiva, quindi ci si
aspetta maggiori informazioni sulle parole grammaticali quando queste
sono traducenti.
Dizionari monodirezionali  dovrebbero concentrare l’informazione in
corrispondenza delle parole nella L2 per venire incontro alle esigenze
dell’utente madrelingua L1
Nei dizionari prima citati, però, si osserva che le parole grammaticali
vengono trattate con superficialità e imprecisione, non si differenziano
nella funzione e direzionalità. Questo si può notare in parole come
incluso o todavía, per le quali certi dizionari non offrono degli elementi
sufficienti per scegliere la traduzione corretta, altri addirittura
presentano un solo traducente che può rivelarsi inadeguato
 Parole culturali:
Madrelingua  conosce già le connotazioni culturali, ha bisogno solo di
indicazioni traduttive;
Straniero  ha bisogno di connotazioni semantiche e culturali e poi di
indicazioni traduttive.

 Impostazioni legate al livello nella L2 o all’occupazione degli utenti


 Scelta dei lemmi: fattore legato ai destinatati dell’apprendimento
Dizionari di apprendimento  lemmario in base al tipo di studente a cui
si rivolge (in base a età, livello linguistico ecc.)
Dizionario terminologico  lessico specialistico

Scelte diverse legate alla dimensione dei dizionari e quindi che mirano a
soddisfare esigenze diverse, comprendendo anche parole di uso meno
frequente (arcaismi, cultismi ecc.)

In nessun dizionario però si dice niente sui criteri di selezione

 Scelta delle accezioni: fattore legato al tipo di utente (es: più è alta la
competenza linguistica più accezioni di uso specifico ci sono)

In nessun dizionario però si commenta o specifica queste accezioni:


l’assenza di un criterio di selezione impedisce all’utente di scegliere il
dizionario che meglio si adatta alle sue esigenze

 Presenza di lessico specialistico: sono più numerosi nei dizionari con


più lemmi e le loro presentazioni sono diverse nei vari dizionari
ZAN  parla esplicitamente dell’inserimento di specialismi nel lemmario
HOE  in copertina include “terminologia e fraseologia specialistica”

In nessun dizionario però sono indicati i criteri di scelta del lessico


specialistico

In molti casi il dizionario non è di aiuto per la traduzione del lessico


specialistico. Si può vedere bene nei testi giuridici o informatici o
automobilistici (come si traduce autoadattivo?).
Non solo: ci sono parole comuni che sono termini del lessico specialistico
(es: cría nei testi che parlano di fauna selvatica non si traduce con
allevamento ma con riproduzione).
Bisogna osservare anche che queste parole sono esempi di un lessico
specializzato ma si trovano nella zona di transizione tra lingua comune e
lingue speciali: ambito giornalistico, pubblicità e documentari televisivi.

Come migliorare la qualità dei dizionari, identificare con precisione gli utenti
destinatari e soddisfarne le esigenze?

 Studi metalessicografici: coinvolgere tutti coloro che si occupano della didattica


di una lingua straniera in un altro Paese (insegnati di scuole di primo e secondo
grado; collaboratori linguistici; professori universitari ecc.) facendoli sperimentare
e valutari i dizionari presenti nel mercato, basandosi sulle esigenze degli studenti
e delle figure professionali che devono formare.