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CAPITOLO 9 - EDILIZIA SOSTENIBILE

L’edilizia ecosostenibile ha il compito di conciliare sviluppo e innovazione con la sostenibilità ambientale

EDILIZIA BIOCOMPATIBILE
L’edilizia biocompatibile ha due grandi obiettivi:
- sostenibilità ecologica
- il benessere degli abitanti

LA SOSTENIBILITA’ ECOLOGICA
Per raggiungere quest’obiettivo si propone di:
- utilizzare risorse rinnovabili nella quantità inferiore a quella di rigenerazione dell’ecosistema dal quale sono prevalente rispetto del
principio della filiera corta
- limitare la produzione di sostanze inquinanti durante tutto il ciclo di vita dell’edificio per permettere all’ecosistema nel quale sono
immesse di biodegradarle e di renderle non pericolose
- ridurre i consumi energetici
- ricorrere in fase di realizzazione a fonti di energia rinnovabili per ridurre l’uso di energia prodotta da fonti non rinnovabili
- ridurre i consumi idrici domestici mediante l’adozione di tecnologie in grado di limitare gli sprechi e di favorire il recupero dell’acqua
piovana per usi secondari

IL BENESSERE DEGLI ABITANTI


Il benessere degli abitanti si può definire come uno stato psicofisico che contribuisce alla salute dell'individuo → individuo sano genera meno
conflitti sociale ed è più disponibile alla cura dell’ambiente.
La scelta del luogo dove costruire la casa è di fondamentale importanza per il benessere degli abitanti.
Il sito deve essere il meno possibile contaminato da radiazioni naturali.
Tra le principali fonti di radiazione naturale va indicato il radon.
Il radon 222 è un gas radioattivo che si forma in seguito al decadimento dell’uranio, rimane stabile per 3,8 giorni poi decade emettendo
particelle alfa.
La potenziale presenza del radon è indicata dalle caratteristiche geologiche e dei suoli dell’area studiata.
Il radon che fuoriesce dal suolo penetra nelle abitazioni all’interno delle quali può raggiungere concentrazioni elevate in grado di generare
disturbi alle persone.

La presenza del radon può essere eliminata attraverso:


- la depressurizzazione delle fondazioni
- l’aspirazione del gas sotto le fondazioni
- l’aspirazione del gas dal pozzo di drenaggio

LA CLASSIFICAZIONE ENERGETICA
L’attestato di prestazione energetica definisce le linee guida nazionali, valide per tutte le regioni, per la redazione della certificazione
energetica degli edifici, la cosiddetta classe energetica dell’immobile.
La nuova scala di classificazione della prestazione energetica degli immobili, entrata in vigore nel 2015 è composta da 10 classi:
- A4
- A3
- A2
- A2
- B
- C
- D
- E
- F
- G
La classe di appartenenza dell’edificio è determinata tramite l'indice di prestazione energetica globale dell’edificio stesso in termini di energia
primaria non rinnovabile. Questo indice tiene conto del fabbisogno di energia primaria non rinnovabile necessaria per:
- la climatizzazione invernale
- la produzione di acqua calda sanitaria
- la climatizzazione estiva
- ventilazione
L’unità di misura per determinare il fabbisogno di energia primaria è il KWh/m2 anno.

DETERMINAZIONE DELLA CLASSE ENERGETICA


La classificazione si determina mediante la comparazione dell’edificio da certificare con “l’edificio di riferimento”.
La nuova APE prevede:
- l’obbligo del certificatore di svolgere un sopralluogo prima di redigere il certificato
- che il certificato abbia validità di 10 anni
- che all’interno degli annunci immobiliari si inserisca una targhetta precompilata che specifichi la classe energetica dell'immobile
- che il soggetto che redige l'APE sia abilitato secondo le disposizioni del Regolamento 75/2013
- che si istituisca un sistema informativo comune per tutto il territorio nazionale per la gestione del catasto energetico

L’edificio di riferimento è una struttura della quale si conoscono le caratteristiche termiche ed energetiche, che presenta peculiarità simili agli
immobili da certificare per geometria, orientamento...
EDIFICI AD ENERGIA QUASI ZERO (NZEB)
Edifici ad energia quasi zero → fa riferimento a tutti quegli edifici, siano essi di nuova costruzione o già esistenti, con fabbisogno energetico
quasi nullo, coperto in misura significativa da fonti rinnovabili prodotte all’interno del confine energetico dell'edificio.

TRASMISSIONE DEL CALORE


Gli edifici sono soggetti a processi di scambio termico classificati in tre categorie:
1. conduzione: è la trasmissione di calore che avviene nei corpi solidi, liquidi e gassosi
2. convenzione: è la propagazione del calore che avviene nei corpi liquidi e gassosi
3. irraggiamento: è la propagazione dell’energia termica sotto forma di onde radianti

ZONE CLIMATICHE
Le zone climatiche sono aree del territorio italiano accomunate da temperature medie simili.
La suddivisione del territorio in zone climatiche mira e stabilisce la durata giornaliera di attivazione e i periodi di accensione degli impianti
termici al fine di contenere i consumi di energia.
Il territorio nazionale è suddiviso in sei zone climatiche:
- zona A
- zona B
- zona C
- zona D
- zona E
- zona F
Alla zona climatica A appartengono solo i comuni di Lampedusa e Linosa e di Porto Empedocle.
Il periodo stagionale di funzionamento degli impianti di riscaldamento inizia quando la temperatura media esterna inferiore per 3 giorni
consecutivi a 12°, viceversa, termina quando la temperatura media esterna rimane per 3 giorni consecutivi superiore a 12 °C.

I GRADI/GIORNO (GG)
Il grado/giorno è il parametro tecnico utilizzato per determinare il fabbisogno termico per il riscaldamento delle abitazioni in una zona
climatica.
I gradi/giorno si ricavano dalla sommatoria delle differenze positive tra le temperature convenzionali ideali per l'ambiente riscaldamento e la
temperatura media giornaliera rilevata all’esterno dell’abitazione.

CASA PASSIVA
La casa passiva è un’abitazione a consumi zero. In particolare, la casa è costruita in modo da non richiedere l’impianto di riscaldamento
durante la stagione fredda. Nei mesi invernali il comfort termico è assicurato:
- dall’irraggiamento solare
- dal calore generato dagli elettrodomestici
- dagli abitanti stessi

REQUISITI DELLA CASA PASSIVA


Costruzione passiva → soddisfa i seguenti requisiti:
- fabbisogno energetico utile richiesto per il riscaldamento
- fabbisogno energetico utile richiesto per il raffrescamento
- carico termico invernale
- carico termico estivo
- tenuta all’aria
- fabbisogno energetico primario
Per realizzare gli obiettivi indicati, la casa passiva viene dotata di:
- pareti trasparenti orientate al sole
- massima coibentazione delle superfici esterne
- ventilazione naturale
- pannelli solari o pompe di calore per disporre di acqua calda a zero emissioni

ORIENTAMENTO DELL’EDIFICIO
Gli apporti solari all’edificio variano con l’orientamento. L’edificio correttamente orientato richiede meno energia termica sia per essere
riscaldato sia per essere rinfrescato.

COIBENTAZIONE DELL’EDIFICIO
La coibentazione di un edificio mira a ridurre il passaggio di calore: in estate, dall’esterno verso l’interno; in inverno, dall’interno verso
l’esterno.
In particolare i materiali utilizzati per coibentare la casa passiva sono riciclabili perché ottenuti da prodotti naturali di origine vegetale o
minerale.
La coibentazione si traduce in:
- risparmio economico per il soggetto che la attua
- riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera
- risparmio economico per la CE

LA COIBENTAZIONE DEL TETTO


La coibentazione del tetto è rilevante ai fini del risparmio energetico. Un tetto non coibentato contribuisce per il 20% alla dispersione di
calore.
Le coperture esistenti possono essere coibentate dall’interno utilizzando pannelli isolanti di origine vegetale o minerale.
LA COIBENTAZIONE DELLE PARETI E I PONTI TERMICI
Le pareti esterne non coibentate concorrono per il 40% alla dispersione del calore di un edificio. Per questo è importante migliorare
l’efficienza termica dell’edificio.

PARETI ESTERNE
L’isolamento termico delle pareti esterne ha lo scopo di limitare lo scambio di calore tra l’ambiente interno e quello esterno.
La coibentazione è più efficace se abbinata alla parete ventilata.
Questa tecnica prevede la formazione di un’intercapedine di alcuni centimetri tra la parete stessa e il rivestimento esterno.
Offre vantaggi economici:
- riduzione di spesa per il riscaldamento e il raffrescamento della casa
e vantaggi ambientali:
- riduzione delle emissioni di CO2
- riciclaggio dei materiali isolanti termici

PONTI TERMICI
La dispersione di calore si può verificare anche nel nodo solaio-parete. → fenomeno definito “ponte termico”.
Quando la temperatura dell'ambiente è superiore a quella dello spigolo interno del solaio si possono verificare fenomeni di:
- condensa (formazione muffe)
Per ovviare a tale inconveniente occorre eliminare il fenomeno del ponte termico.

VENTILAZIONE DELL’EDIFICIO
La ventilazione dell’edificio è una tecnica che concorre a migliorare il rendimento termico dell’edificio stesso.
In inverno → la ventilazione naturale favorisce il rimescolamento dell’aria calda con quella fredda riscaldando quest'ultima.
Il tipo di ventilazione utilizzata nella casa passiva è la più efficiente → per limitare la perdita di calore utilizza un impianto di ventilazione
azionato con motore elettrico a bassa potenza. Il sistema prima di espellere l’aria calda la convoglia in uno scambiatore di calore a flusso
all’interno del quale il calore è ceduto all’aria fredda in ingresso.

PANNELLI SOLARI E POMPE DI CALORE


L’energia necessaria a riscaldare e illuminare l’edificio può essere prodotta tramite:
- pannelli solari
- pompe di calore

PANNELLI SOLARE
I pannelli solari si suddividono in:
- pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica
- pannelli termici per la produzione di acqua calda

PANNELLI FOTOVOLTAICI
Il loro utilizzo è dovuto da una parte alla crescente coscienza ecologica dei cittadini, dall’altra agli incentivi finanziari statali che rendono
sempre più economica la loro installazione.
- installazione di tipo “grid connected” → il pannello è collegato direttamente alla rete elettrica
- installazione di tipo “stand alone” → non è collegato alla rete

L’orientamento dell’impianto fotovoltaico che garantisce la massima captazione delle radiazioni solari è quello a sud.
L’inclinazione dei pannelli solari influenza la quantità di irraggiamento che colpisce il modulo fotovoltaico.
L’angolo di inclinazione dei pannelli fotovoltaici dipende dalla latitudine del luogo in cui sono installati e varia secondo il periodo dell’anno.

L’inclinazione ottimale del pannello fotovoltaico varia nel corso dell’anno.


Per ovviare a tale inconveniente si ricorre a un dispositivo, denominato “inseguimento del sole”, in grado di variare nell’arco della giornata e
nelle stagioni l’inclinazione del pannello oppure si adotta un’inclinazione media di 30-35°.

PANNELLI TERMICI
Si suddividono in due tipologie:
- a sistema aperto → circola solo l’acqua che sarà utilizzata per il riscaldamento dell’abitazione e per l’igiene personale dei suoi
abitanti
- a sistema chiuso → il sistema pannello è costituito da due circuiti separati (nel primo circola continuamente il fluido riscaldante)
(nel secondo l’acqua)
Lo scambio di calore avviene nello scambiatore a flusso all’interno del quale il liquido riscaldante cede il calore all’acqua che verrà utilizzata
per il riscaldamento e per scopi igienico-sanitari.
E’ composto dai seguenti elementi:
- un pannello o collettore
- uno scambiatore di calore
- un serbatoio

POMPE DI CALORE
Nella casa passiva la pompa di calore è utilizzata per soddisfare il fabbisogno energetico dell’edificio e raggiungere il livello di comfort
desiderato.
E’ una macchina termica il cui principio di funzionamento è inverso a quello di un frigorifero: produce calore anziché freddo.
La pompa di calore utilizza come sorgente ambientale di calore:
- l’aria → l’aria è la fonte di calore più utilizzata
- l’acqua → le attuali macchine utilizzano quella di falda perchè rispetto a quella di superficie la sua temperatura, durante l’anno, è
quasi costante
- terra → alla profondità di 1.5-1.8 m dal livello di campagna, la temperatura rimane pressoché costante per tutto l’anno.
A tale altezza viene collocato un collettore all’interno del quale scorre un fluido che cattura il calore della terra e lo cede al liquido
refrigerante della pompa di calore.
Le pompe di calore sono suddivise in varie tipologie, le principali delle quali sono le seguenti:
- acqua-acqua
- fonte di energia esterna acqua
- liquido riscaldato acqua
- acqua-aria
- fonte di energia esterna acqua
- gas riscaldato aria
- aria-aria
- fonte di energia esterna aria
- gas riscaldato aria
- aria-acqua
- fonte di energia esterna aria
- liquido riscaldato acqua
Le pompe di calore si compongono di quattro elementi
1. evaporatore
2. compressore
3. condensatore
4. valvola d’espansione
Pompa di calore → 4 fasi
- I fase: la fonte di calore esterna fornisce energia all’evaporatore all’interno del quale il liquido refrigerante del circuito della pompa di
calore evapora
- II fase: il compressore comprime il gas prodotto dall’evaporazione del liquido refrigerante aumentando la temperatura
- III fase: nel condensatore il gas caldo cede il calore all’acqua dell’impianto di riscaldamento della casa
- IV fase: il gas è convogliato nella valvola di espansione all’interno della quale si espande, perde di pressione, si raffredda.
Il fluido refrigerante ritorna alla fase liquida.

CASA ATTIVA
Essa è un edificio che produrrà più energia di quanta ne consuma. L’obiettivo è di rendere sempre più conveniente economicamente la
costruzione di una casa ecosostenibile.