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Le culture di Creta e Micene, per molti aspetti, strettamente legate

tra di loro, rappresentano due antiche civiltà, in parte


contemporanee, che fiorirono l’una nell’isola di Creta e l’altra
nella Grecia preellenica.
Col declinare della "civiltà cretese", detta anche "minoica" (da
Minosse), giunge al suo massimo rigoglio la civiltà corrispondente
del Peloponneso: la "civiltà micenea".
Fondando sopratutto sulle qualità marinare della sua gente, Creta,
svolgerà la funzione di tramite tra il Mediterraneo, l’Asia
occidentale, l’Egitto e l’Europa per mezzo di contatti e di traffici
piuttosto che con l’espansione territoriale e la conquista militare.
La civiltà cretese si sviluppa intorno alle Corti fastose dei Re;
dopo le primitive capanne e la successive casette con zoccolo in
pietra e muri di mattoni crudi, la casa del periodo medio-minoico
si fa più ampia, con più locali intorno ad un cortile per
trasformarsi, successivamente, in grandi edifici con ampie stanze
decorate di stucchi, di pitture di vivacissimi colori e di netti
contrasti, di colonne.
Vasti ed intricati corridoi e locali senza l’intento dell’imponenza e
del fasto badano più alla comodità e alla difesa contro il caldo che
alla bellezza esterna.
La pittura rivela un carattere impressionistico, un gran senso
decorativo e cromatico su scene ricche di aspetti naturalistici
(piante, fiori, animali, fauna marina…) o di motivi di spirali, di
cerchi, di gigli o di grandi bipenni, di rosette, di farfalle, di polipi
per farne piacevoli ornati di gusto curvilineo in cui viene sempre
evidenziato un effetto di movimento o come nella sala del trono di
Cnosso motivi floreali e animalieri su parete rosso vivo.
Nessuna opera d’arte esalta o ricorda imprese belliche; nessun
sovrano è venerato per la sua fama guerriera e ancora più tipica è
l’inesistenza di apparati difensivi o militari.
I grandi palazzi cretesi non hanno presidi militari ed hanno più
l’aspetto di ville che di fortilizi.
Proprio nel momento in cui la civiltà cretese comincia a rivelare i
suoi fatali declini intorno al 1500 a. C., un’altra civiltà, pur
largamente permeata da quella cretese, prende piede è la civiltà
micenea benché non riguardi la sola Micene ma anche la prossima
Tirinto.
E’ altra civiltà perché, a differenza di Creta, è terrestre, militare e
guerriera e originata da popolazioni ariane.
L’elemento di massima differenziazione sta nell’architettura:
Micene è un’agguerrita acropoli posta in posizione strategica e
fortificata da mura ciclopiche formate da irregolari, enormi blocchi
di pietra.
Ancora più possenti sono le mura ciclopiche di Tirinto anche qui a
protezione del palazzo reale impostato essenzialmente sul megaron
(consiste in un ambiente più interno in cui vi era un vestibolo,
sulla cui fronte sono due colonne di legno su basi di pietra;
un’antisala o propileo cui si accede per tre porte a doppio battente,
tra due ante; e una grande sala nel cui centro era un focolare
attorniato da quattro colonne disposte in quadrato e sostenenti il
tetto; di fianco al focolare era il trono) nel quale si svolgevano le
udienze reali, si banchettava, si riuniva la famiglia del Principe e si
ricevevano gli ospiti. Dal megaron deriverebbe, secondo alcuni
archeologi, il tempio greco.
L’arte micenea eccelle nell’oreficeria in particolare molto
espressive sono le maschere funerarie d’oro lavorate
magistralmente.
Altro campo fecondo è quello della ceramica che, come a Creta,
presenta una serie innumerevole di statuine e idoli di terracotta ma
in particolare i vasi con eleganti decorazioni dipinte a motivi
naturalistici; è frequente il motivo della piovra dai lunghi e sinuosi
tentacoli.
Intorno al 1100 a. C. la potenza micenea declina, sopraffatta
probabilmente dalle popolazioni provenienti dal Nord; la civiltà
micenea e quella precedente di Creta, hanno ormai chiuso il loro
ciclo quando Omero nella sua grande epopea ne esalta, a distanza
di secoli, gli ultimi fasti ma, esse, continueranno a costituire un
prototipo di civiltà e di creatività artistica che aprirà la strada alla
grande civiltà greca e al mondo della classicità.