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CENNI STORICI PROBABILITÁ CLASSICA

LA PROBABILITÁ DI UN EVENTO LA PROBABILITÁ DI DUE EVENTI

LO SPAZIO CAMPIONARIO

CASI FAVOREVOLI E CASI


POSSIBILI

TABELLA A DOPPIA
DIAGRAMMA AD ALBERO CALCOLO COMBINATORIO
ENTRATA
PROBABILITÁ

DEFINIZIONE DEFINIZIONE DEFINIZIONE


SOGGETTIVA FREQUENTISTICA CLASSICA
QUADRO STORICO
▪ La probabilitá viene studiata per
essere applicata nei giochi d’azzardo
fino al XVII secolo.
▪ Nel XVI secolo si interessano
Girolamo Cardano e Galileo Galilei.
▪ Nel XVII secolo si interessano al
problema Blaise Pascal e Pierre de
Fe r m a t , h a n n o u n a l u n g a
corrispondenza in proposito che
anche se non é mai stata resa
pubblica contribuisce a dare un
notevole impulso al calcolo della
probabilitá.
▪ Nel 1657 Cristian Huygens pubblica
un trattato in cui espone I risultati
r a g g i u n t i d a Fe r m a t e Pa s c a l
aggiungendo un contributo
personale.

QUADRO STORICO
▪ Nel 1713 Jacob Bernoulli scopre la
legge dei grandi numeri.
▪ Nel XVIII secolo molti matematici fra
cui Leibnitz, Bayes e Lagrange
danno importanti contributi e
ampliano progressivamente i campi
di applicazione a vari problemi
scientifici.
▪ Nel 1812 Pierre Simon Laplace
ripropone in modo organico I
risultati raggiunti e si rende conto
che l’enorme complessitá di alcuni
problemi reali non permetteva piú di
usare solo gli strumenti classici ma
richiedeva un approccio di tipo
probabilistico
Elenco-delle-opere.docx

EVENTO CASUALE CERTO


O IMPOSSIBILE
▪ La Probabilitá Classica si utilizza per calcolare la probabilitá che un evento
aleatorio si verifichi o meno.
▪ Un evento E si dice casuale o aleatorio quando il suo verificarsi dipende
unicamente dal caso.
▪ Ad esempio il lancio di una moneta.

▪ Se é possibile stabilire che un evento si verificherá con assoluta certezza é


detto certo e nel caso contrario é impossibile
▪ Un esempio di evento certo é la probabilitá che lanciando un dado esca un
numero compreso fra 1 e 6 mentre la probabilitá che esca un numero
maggiore di 90 a tombola é impossibile.

LO SPAZIO CAMPIONARIO
▪ Si dice spazio campionario e si indica con Ω l’insieme di tutti i possibili esiti di un
esperimento aleatorio.
▪ Esempio:
evento: estraiamo un numero a tombola
spazio campionario: Ω = {1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,..88,89,90}
▪ Non é necessario scriverlo ogni volta ma bisogna avere presente da quanti elementi
é formato.
▪ Un altro esempio ricorrente é quello del dado:
evento: tiriamo un dado regolare a 6 faccie e osserviamo che numero esce
spazio campionario: Ω = {1,2,3,4,5,6}
esercizi

LA PROBABILITÁ DI UN
EVENTO
▪ La probabilitá di verificarsi di un evento E relativo ad uno spazio campionario
Ω in cui tutti gli eventi hanno la stessa probabilitá di verificarsi é:

p (E) =

▪ Dove k é il numero di eventi elementari o favorevoli dell’evento E, e n é il


numero degli eventi elementari che compongono lo spazio campionario Ω.

esercizi
𝑛
𝑘

ESEMPIO
▪ Proviamo a calcolare la probabilitá che tirando un regolare dado a 6 faccie
esca un multiplo di due.
▪ Casi possibili: Ω = {1,2,3,4,5,6}

▪ Casi favorevoli: E = {2,4, 6}


3
▪ Probabilitá: p (E) = = = 0,5
6
▪ Per trasformare il risultato in una percentuale basta moltiplicare per 100,
quindi in questo caso c’é una probabilitá del 50%.
𝑛
𝑘

OSSERVAZIONE

▪ Essendo l’evento un sottoinsieme dello


spazio campionario si ha che 0 ≤ k ≤ n

quindi la frazione sará compresa per


forza tra 0 e 1 e di conseguenza 0 ≤ p (E) ≤
1.
▪ La probabilitá percentuale invece sará
compresa fra 0 e 100.
𝑛
𝑘

L’EQUIPROBABILITÁ
▪ L’equiprobabilitá é spesso sottointesa in parole ricorrenti come: “tirare un
dado regolare a 6 faccie” o “estrarre a caso una pallina da un urna”
▪ É ovvio che se il dado é truccato o la pallina non viene scelta a caso non si
verifica piú l’ipotesi dell’equiprobabilitá e non é possibile calcolare con
esattezza la probabilitá dell’evento.
▪ Esempio: Barbara dipinge tre carte nel seguente modo, la prima con una
faccia rossa e l’altra bianca, la seconda con entrambe le faccie rosse e la
terza con entrambe le faccie bianche. Dice che se estrae una carta a caso
dopo averle mischiate (senza guardare e poi la appoggia sul tavolo) e la
carta é rossa allora c’é il 50% di probabilitá che anche l’altra era rossa.
▪ Questo perché se la carta é rossa c’é il 50% che sia quella rossa da entrambi i
lati e il 50% che sia quella rossa solo da un lato.
▪ Che errore ha commesso Barbara?

SOLUZIONE
▪ Anche se nel testo compare la parola “a caso” non c’é equiprobabilitá, non
tutti i casi hanno la stessa probabilitá di avvenire per il semplice motivo che
non li abbiamo presi tutti in considerazione.
▪ Dobbiamo considerare che nel mischiarle le carte possono girarsi e quindi lo
spazio campionario corretto é: Ω = {(rosso,bianco);(rosso,rosso);
(bianco,bianco);(bianco,rosso);(rosso,rosso);(bianco,bianco)}
▪ Calcoliamo la probabilitá, i casi da considerare sono i 3 in cui esce la faccia
rossa e di questi 3 casi 2 sono quelli favorevoli.
▪ p (E) = 2/3 = 66,67% circa

CASI FAVOREVOLI E CASI


POSSIBILI
▪ CON UN DIAGRAMMA AD ALBERO
CASI FAVOREVOLI E CASI
POSSIBILI
▪ CON UNA TABELLA A DOPPIA ENTRATA