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Università degli Studi di Salerno - Facoltà di Ingegneria

Matematica I / Analisi Matematica I


7 Febbraio 2011

BOZZA DELLO
SVOLGIMENTO DELLA PROVA SCRITTA

Gli studenti che devono sostenere l’esame da 6 crediti svolgono gli esercizi da 1 a 6.
Gli studenti che devono sostenere l’esame da 9 crediti svolgono gli esercizi
1,2,3,4,7,8,9,10.

NOTA BENE
Ogni risposta deve essere adeguatamente giusti…cata ed i passaggi corredati degli
opportuni dettagli formali.

1. Risolvere, nel campo complesso, la seguente equazione:

Im [(2 i) z] = 1:

Risoluzione. Essendo z 2 C; sia z = x + iy, l’equazione diventa:

Im [(2 i) (x + iy)] = 1;
Im [(2x + y) + i (2y x)] = 1;
2y x = 1:

Ricordando, quindi, che ogni numero complesso z = x + iy può essere rappresentato


come un punto, di coordinate (x; y) ; su un piano (di Gauss), possiamo concludere
che la soluzione è data da tutti i numeri complessi z = x + iy 2 C corrispondenti ai
punti della retta del piano di equazione 2y x 1 = 0:

2. Calcolare il seguente limite:


p
4
1 + 4x2 1
lim :
x!0 (e x + 1) log (4 3 cos x)

Risoluzione. Utilizzando i seguenti limiti notevoli:


p
1+x 1
lim = ;
x!0 x
log (1 + x)
lim = 1;
x!0 x
1 cos x 1
lim 2
= ;
x!0 x 2

1
si può riscrivere il limite proposto come segue:
1=4
zp }| {
4
p 1 + 4x2 1 2
4
1 + 4x2 1 2
4x 1
lim = lim 4x = :
x!0 (e x + 1) log (4 3 cos x) x!0 log [(3 3 cos x) + 1] (1 cos x) 3
e x+1 3 2
x2
| {z }| 3 3{zcos x } | x {z }
2
1 1=2

3. Studiare e disegnare il gra…co della seguente funzione:


jxj
2
f (x) = e (x 1) :

Risoluzione.

(a) Dominio. La funzione è de…nita 8x 2 R j (x 1)2 6= 0; ovvero: D = R r f1g :


(b) Simmetrie. La funzione non presenta particolari simmetrie.
(c) Segno e Intersezioni con gli assi. Trattandosi di una funzione esponenziale,
essa è sempre positiva nel dominio e non si annulla mai. Inoltre, interseca l’asse
delle ordinate nel punto A = (0; 1) :
(d) Comportamento agli estremi del dominio. Asintoti. Poiché:

lim f (x) = 1;
x! 1

esiste l’asintoto orizzontale di equazione y = 1: Per tale motivo, si può a¤ermare


che non esistono asintoti obliqui, mentre esiste l’asintoto verticale completo,
x = 1; poiché:
lim f (x) = +1:
x!1

(e) Studio Crescenza, Decrescenza, Massimi e Minimi. Per la presenza


del modulo, può essere conveniente studiare separatamente la derivata della
funzione: 8
> x
>
>
< e (x 1)2 ; x 0;
f (x) = x
>
>
>
: (x 1)2
e ; x < 0:
La derivata prima, dunque, sarà:
8 x
>
>
>
> x + 1 (x 1)2
>
< e ; x 0;
0 (x 1)3
f (x) = x
>
>
> x + 1 (x 1)2
>
>
: e ; x < 0:
(x 1)3

2
Si ha, perciò, che la funzione è localmente crescente in ogni punto dell’insieme
] 1; 1] [ ]0; 1[ e localmente decrescente altrove. Inoltre, esiste un punto
di massimo relativo in M = 1; e1=4 ed un punto di minimo assoluto in
A = (0; 1) il quale risulta essere anche un punto di non derivabilità della
funzione, infatti:
f 0 (0) = 1 6= 1 = f+0 (0) ;
pertanto A è un punto angoloso per la funzione. Inoltre, la funzione è illimitata
superiormente.
(f) Studio Concavità, Convessità, Flessi. La derivata seconda è:
8 x
>
>
>
>
3
2x + x 2
4x + 5 (x 1)2
>
< e ; x 0;
0 (x 1)6
f (x) = x
>
>
> 2x
>
3
x 2
8x + 3 (x 1)2
>
: e ; x < 0:
(x 1)6
Se ne omette lo studio.
(g) Gra…co. Il gra…co della funzione è il seguente:

4. (Facoltativo) Sia f (x) una funzione derivabile. Dimostrare che se f è pari allora
f 0 è dispari, e viceversa se f 0 è dispari allora f è pari.

Risoluzione. Supponiamo che la f (x) sia pari e sia D0 il dominio di derivabilità


della funzione. Allora:
8x 2 D0 : f ( x) = f (x): (1)
Quindi, per la regola di derivazione delle funzioni composte si ha:

D [f ( x)] = f 0 ( x);

3
e, dunque, per la (1), si ha:

D [f ( x)] = Df [(x)] =) f 0 (x) = f 0 ( x);

ovvero f 0 (x) è una funzione dispari.

Viceversa, supponiamo per assurdo che f (x) non sia pari, allora f (x) 6= f ( x)
almeno in un intorno ]x0 ; x0 + [: Ora, detta g(x) = f (x) f ( x), con g(x)
dipendente da x (ovvero non costante) e derivando ambo i membri, per la regola
di derivazione delle funzioni composte, e supponendo che f 0 (x) sia una funzione
dispari, ovvero che f 0 (x) = f 0 ( x); risulta:

g 0 (x) = D [f (x) f ( x)] = f 0 (x) + f 0 ( x) = 0;

quindi è raggiunto l’assurdo che scaturisce dall’aver supposto f non pari. Pertanto
f (x) è una funzione pari.

5. Calcolare il seguente integrale de…nito:


Z
2 (sin x 1) cos x
dx:
0 2 sin x + cos2 x

Risoluzione. Osservando che D [2 sin x + cos2 x] = 2 cos x 2 sin x cos x; è su¢ -


ciente moltiplicare e dividere per ( 2) e si ha, immediatamente, che:
Z
1 2 2 (sin x 1) cos x 1 =2 1
dx = log 2 sin x + cos2 x 0
= log 2:
2 0 2 sin x + cos2 x 2 2

6. Studiare il carattere della seguente serie numerica


X
1
2 + sin n
:
n=1
n

Risoluzione. Poichè per ogni n 1 si ha


2 + sin n 1
;
n n
X
1
1
essendo sin n 1 per ogni n 1, e poichè la serie armonica
diverge posi-
n=1
n
X1
2 + sin n
tivamente, allora per il criterio del confronto si ha che anche diverge
n=1
n
positivamente.

4
7. Determinare, al variare del parametro reale k le soluzioni del seguente sistema
lineare: 8
>
> kx + k¸y + z + t = k
<
x k¸y + z = 3k¸
>
> 2x + 2z + kt = 4
:
(1 k) x + 2y + t = 2k
Risoluzione. Consideriamo le matrici completa A ed incompleta A0 :
0 1
k k 1 1 k
B 1 k 1 0 3k C
A0 = B
@ 2
C;
0 2 k 4 A
1 k 2 0 1 2k
0 1
k k 1 1
B 1 k 1 0 C
A=B @ 2
C:
0 2 k A
1 k 2 0 1

Essendo jAj = 2k (k 1)2 ; possiamo dedurre che quando k 6= 0; 1; il sistema am-


mette un’unica soluzione essendo rkA = 4 = rkA0 . Tale unica soluzione si può
calcolare con il teorema di Cramer o di Gauss ed è pari a:
2 (k 2) k 2 2k + k 2 + 4 2 (k + 2)
(x; y; z; t) = ; ; ; ; 8k 6= 0; 1:
k k 2 (k 1)2 k k
Per k = 0 il sistema non è compatibile in quanto, per il Teorema di Rouché-Capelli,
i ranghi delle matrici, completa e incompleta, sono diversi, infatti:
0 1 0 1
0 0 1 1 0 0 1 1 0
B 1 0 1 0 C B C
A0 = B C ; A00 = B 1 0 1 0 0 C ;
@ 2 0 2 0 A @ 2 0 2 0 4 A
1 2 0 1 1 2 0 1 0
rkA0 = 3 6= 4 = rkA00 :
Per k = 1 il sistema è compatibile ed esistono 12 soluzioni, infatti:
0 1 0 1
1 1 1 1 1 1 1 1 1
B 1 1 1 0 C B 1 1 0 3 C
A1 = B C ; A01 = B 1 C
@ 2 0 2 1 A @ 2 0 2 1 4 A;
0 2 0 1 0 2 0 1 2
rkA1 = 2 = 2 = rkA01 :
Tali soluzioni si possono determinare, per esempio, con il teorema di Gauss. Il
sistema equivalemte sarà:
x +¸y + z + t = 1
2¸y t = 2¸
e le soluzioni sono del tipo:
(x; y; z; t) = (3 + a b; a; b; 2a 2) ; 8a; b 2 R:

5
8. In R4 si consideri il sottoinsieme:

W1 = (x1 ; x2 ; x3 ; x4 ) 2 R4 j 2x1 + x2 + x4 = x1 x4 = 0 :

(a) Veri…care che W1 è un sottospazio vettoriale di R4 e determinarne una base e


la dimensione.

Risoluzione. W1 è un sottospazio vettoriale di R4 perché è chiuso rispetto


alla somma ed al prodotto per uno scalare. Infatti:
i. Innanzitutto, possiamo veri…care se vale la condizione necessaria. Si
consideri, allora, il vettore nullo di R4 : 0 2 R4 se veri…ca le equazioni del
sistema che caratterizza W1 :

0 + 0 + 0 = 0;
0 0 = 0:

Dunque, banalmente 0 2 R4 :
ii. W1 è chiuso rispetto alla somma. Presi due generici elementi di W1 :
x = (x1 ; x2 ; x3 ; x4 ) ; y = (y1 ; y2 ; y3 ; y4 ) 2 W1 ; bisogna dimostrare che anche
la somma x + y 2 W1 : Sia, allora:

x + y = (x1 ; x2 ; x3 ; x4 ) + (y1 ; y2 ; y3 ; y4 ) = (x1 + y1 ; x2 + y2 ; x3 + y3 ; x4 + y4 ) :

x + y 2 W1 se le sue componenti veri…cano le equazioni del sistema che


caratterizza W1 :

2 (x1 + y1 ) + (x2 + y2 ) + (x4 + y4 ) = (2x1 + x2 + x4 ) + (2y1 + y2 + y4 ) = 0;


| {z } | {z }
0 (poiché x2W1 ) 0 (poiché y2W1 )

(x1 + y1 ) (x4 + y4 ) = (x1 x4 ) + (x1 x4 ) = 0;


| {z } | {z }
0 (poiché x2W1 ) 0 (poiché y2W1 )

dunque x + y 2 W1 :
iii. W1 è chiuso rispetto al prodotto per uno scalare. Analogamente,
presi un generico elemento di W1 : x = (x1 ; x2 ; x3 ; x4 ) ed uno scalare 2 R;
bisogna dimostrare che anche il prodotto x 2 W1 : Sia, allora:

x= (x1 ; x2 ; x3 ; x4 ) = ( x1 ; x2 ; x3 ; x4 ) :

x 2 W1 se le sue componenti veri…cano le equazioni del sistema che


caratterizza W1 :

2 ( x1 ) + ( x2 ) + ( x4 ) = (2x1 + x2 + x4 ) = 0;
| {z }
0 (poiché x2W1 )

( x1 ) ( x4 ) = (x1 x4 ) = 0;
| {z }
0 (poiché x2W1 )

6
dunque x 2 W1 :

Possiamo, allora, concludere dicendo che W1 è un sottospazio di R4 : Il


sistema lineare omogeneo che rappresenta W1 è dato da:
2x1 + x2 + x4 = 0
x1 x4 = 0
dunque: dim W1 = 2 e una sua base sarà, per esempio,
BW1 = f(1; 3; 0; 1) ; (0; 0; 1; 0)g :
Si considerino, inoltre, i sottospazi:
W2 = (x1 ; x2 ; x3 ; x4 ) 2 R4 j x1 + x2 x3 + 2x4 = x1 = 0 ;
W3 = h(1; 1; 2; 3) ; ( 1; 2; 0; 1) ; (1; 7; 6; 11)i :
(b) Trovare una base e la dimensione di W2 e di W3 .

Risoluzione. Il sistema lineare omogeneo che rappresenta W2 è dato da:


x1 + x2 x3 + 2x4 = 0
x1 = 0
dunque: dim W2 = 2 e una sua base sarà, per esempio,
BW2 = f(0; 1; 1; 0) ; (0; 2; 0; 1)g :
In…ne, i vettori che generano W3 sono linearmente dipendenti, infatti:
0 1
1 1 2 3
rk @ 1 2 0 1 A = 2;
1 7 6 11
dunque: dim W3 = 2 e una sua base sarà, per esempio,
BW3 = f(1; 1; 2; 3) ; ( 1; 2; 0; 1)g :

(c) Individuare una base e la dimensione di W2 + W3 e di W1 \ (W2 + W3 ).

Risoluzione. Per determinare la dimensione di W2 + W3 è su¢ ciente unire


una base di W2 ed una base di W3 e stabilire il massimo numero di vettori
linearmente indipendenti:
0 1
0 1 1 0
B 0 2 0 1 C
rk B
@ 1
C = 4:
1 2 3 A
1 2 0 1

7
Dunque dim (W2 + W3 ) = dim R4 = 4 e una sua base sarà, per esempio,

BW2 +W3 = f(0; 1; 1; 0) ; (0; 2; 0; 1) ; (1; 1; 2; 3) ; ( 1; 2; 0; 1)g ;

oppure la base canonica

BR4 = f(1; 0; 0; 0) ; (0; 1; 0; 0) ; (0; 0; 1; 0) ; (0; 0; 0; 1)g :

Essendo W2 + W3 = R4 ; è immediato che W1 \ (W2 + W3 ) = W1 \ R4 = W1 ;


pertanto la dimensione ed una sua base sono quelle di W1 :

9. Sia : R3 ! R3 l’endomor…smo tale che (x; y; z) = (3x; 3x y; 2x + 2y + 2z):

(a) Dire se è diagonalizzabile, motivando la risposta. Calcolare dimensione e


base per ciascun autospazio.

Risoluzione. Scriviamo dapprima la matrice associata all’endomor…smo:


0 1
3 0 0
A =@ 3 1 0 A:
2 2 2
Trattandosi di una matrice triangolare inferiore, i suoi autovalori coincidono
con gli elementi della diagonale principale, quindi A ammette 3 autovalori
distinti 1 = 3; 1 = 1; 1 = 2 e, pertanto, è diagonalizzabile. Inoltre, utiliz-
zando la de…nizione di autovettore, è facile determinare una base per ciascun
autospazio:

BV3 = f(4; 3; 14)g ; BV 1= f(0; 3; 2)g ; BV2 = = f(0; 0; 1)g :

(b) Ortonormalizzare la base di R3 ottenuta unendo le basi degli autospazi.

Risoluzione. Data la base di R3 ottenuta unendo le basi degli autospazi:


8 9
< =
BR3 = (4; 3; 14); (0; 3; 2); (0; 0; 1) ;
:| {z } | {z } | {z };
v3 v2 v1

ci accorgiamo che il terzo vettore è già normale, pertanto il primo vettore della
base ortonormalizzata sarà u1 = v1 : Il secondo vettore sarà, quindi, dato da:
u02 (0; 3; 0)
u2 = 0 = = (0; 1; 0) ;
ku2 k 3
con

u02 = v2 proju1 v2 = (0; 3; 2) [(0; 3; 2) (0; 0; 1)] (0; 0; 1)


= (0; 3; 2) (0; 0; 2) = (0; 3; 0) :

8
In…ne, il terzo vettore sarà dato da:

u03 (4; 0; 0)
u3 = 0
= = (1; 0; 0) ;
ku3 k 4

dove

u03 = v3 proju1 v3 proju2 v3


= (4; 3; 14) [(4; 3; 14) (0; 0; 1)] (0; 0; 1) [(4; 3; 14) (0; 1; 0)] (0; 1; 0)
= (4; 3; 14) (0; 0; 14) (0; 3; 0) = (4; 0; 0) :

Allora una base ortonormalizzata è

BR3 = f(0; 0; 1) ; (0; 1; 0) ; (1; 0; 0)g :

(c) Determinare una base e la dimensione per ker e Im :

Risoluzione. Un sistema lineare omogeneo che rappresenta il nucleo è:


8
< 3x = 0
3x y = 0
:
2x + 2y + 2z = 0

da cui si ha che dim ker ' = 0; essendo, infatti, il rango massimo della matrice
associata: Dal teorema della dimensione risulta, poi, che dim Im ' = 3 e, per-
tanto, una base di Im ' è, per esempio, BIm ' = f(3; 3; 2) ; (0; 1; 0) ; (2; 2; 2)g :

10. (Facoltativo).Sia A una matrice quadrata tale che A2 A I = O; dove O è la


matrice nulla e I la matrice identica. Dimostrare che A è invertibile e determinare
la sua inversa.

Risoluzione. Essendo A2 A I = O; si ha, facilmente, sommando ad ambo i


membri la matrice identica I; che:

A2 A = I; (2)

da cui:
A (A I) = I:
Dunque, esiste la matrice A I tale che moltiplicata (a destra) per A restituisce
la matrice identica, ovvero A I è la matrice inversa destra di A e, pertanto, A è
invertibile a destra. Analogamente, dalla (2) si ha:

(A I) A = I;

9
poiché, è commutativo il prodotto righe per colonne di una matrice per sé stessa o
per la matrice identica:

AA = AA;
AI = IA:

Pertanto A I è anche la matrice inversa sinistra di A e, dunque, A è invertibile


anche a sinistra. Concludendo, abbiamo dimostrato che la matrice A è invertibile e
la sua inversa è data dalla matrice A I:

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