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Il Manierismo

Il manierismo è il periodo che va dal secondo al settimo decennio


del XVI secolo.
La guerra tra Francia e Spagna portò a episodi drammatici,
culminati con il Sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi di
Carlo V, che devastarono la città, facendo allontanare molti artisti
dalla capitale.
Sempre nello stesso periodo, anche Firenze stava vivendo un
periodo di incertezza politica, con l’alternarsi dell’esperienza
repubblicana e dei governi dei “Medici”.
A questo clima tanto instabile corrisponde invece un movimento
culturalmente molto agiato, che segnò un rinnovamento del
linguaggio artistico.
Nacque allora il “Manierismo” termine coniato dalla critica del
‘700 con intento dispregiativo nei confronti di quegli artisti che si
presentavano come “discepoli dei grandi maestri” della maniera
moderna (Leonardo, Michelangelo e Raffaello) e poi passato a
indicare in generale questa nuova tendenza artistica che non fu
priva di risultati originali.
Le opere degli artisti del manierismo sono caratterizzate da alcuni
tratti comuni:
- La ripresa dei modelli figurativi dei maestri (soprattutto
Michelangelo e Raffaello);
- La creazione di immagini sofisticate;
- Un forte sperimentalismo anticlassico nelle scelte formali;
- Una ricercata artificiosità nell’elaborazione delle loro
composizioni.

La Licenza

La licenza è una deroga concessa per inserire caratteristiche


irregolari in un’opera d’arte.
È in genere usata per indicare le tipiche irregolarità che
caratterizzano le opere di questa fase. La massima perfezione
dell’arte secondo Vasari era stata raggiunta verso i primi anni del
‘500 da Raffaello e Michelangelo, superare questi vertici sarebbe
stato impossibile per qualsiasi altro pittore.
Gli artisti delle generazioni successive volevano imitare la
maniera dei Grandi, acquisendo in special modo la loro
naturalezza, senza però raggiungere i risultati sperati. Vasari
propose una soluzione che consiste nell’aggiungere alle regole
artistiche, una licenza, che potesse stare senza fare confusione o
guastare l’ordine.
L’idea che in un sistema di norme fosse tollerata la presenza di
trasgressioni implicava riconsiderare in modo sostanziale l’idea
tradizionale di arte come “mimesi” cioè come pura imitazione
della realtà e della natura.
Michelangelo non si limitava a raffigurare la realtà, ma aspirava a
migliorarla, si apriva la strada verso un’arte profondamente
soggettivistica. Spesso ad essere imitato era il tratto di
Michelangelo delle ombre colorate, con esiti affascinanti ma
impossibili in natura.
Esempi di infrazioni alle “regole” sono visibili quasi ovunque nel
‘5oo dalle fisionomie contorte di Rosso Fiorentino ai colori di
Pontormo, alle figure allungate di Parmigianino.
Spesso, inoltre, questa forzatura dell’effetto naturale delle cose è
attivata con una consapevolezza di ironia o con l’esplicita
intenzione di ottenere esiti bizzarri e sorprendenti.

La Controriforma

Le arti ebbero un ruolo di rilievo nelle tematiche affrontate dal


concilio di Trento, indetto nel 1545 per rispondere alla frattura
creata dalla riforma protestante di Lutero.
In architettura furono introdotti nuovi modelli di riferimento
molto rigidi. Un caso esemplare è quello della Chiesa del Gesù a
Roma, prototipo di tutte le chiese controriformate, i cui elementi
sono:
- Una pianta longitudinale a una sola navata adatta alla
predicazione;
- Una netta distinzione tra gli spazi del clero e quelli dei fedeli;
- Una facciata austera, senza decorazioni.
In pittura e in scultura si consigliò agli artisti l’impiego di un
linguaggio semplice, chiaro, didascalico antitetico agli eccessi
formali del manierismo.
L’arte doveva avere un ruolo didattico e invitare alla preghiera
questi dettami, poco seguiti a Venezia, furono invece
fondamentali per il nuovo corso della pittura romana.
Nel centro della cristianità si applicò quasi alla lettera quanto
deciso dal concilio di Trento.
Tra i primi a seguire queste nuove istanze furono i fratelli Taddeo
e Federico Zuccari, nelle cui opere si esprime alla perfezione
l’idea di severa sobrietà e chiarezza didattica teorizzata dal
concilio.
Tra i principali rappresentanti di questa stagione artistica spicca
Federico Barocci che, grazie a una maggior spontaneità, riuscì a
coniugare le leggi della controriforma ad atmosfere più
coinvolgenti ed emotive come nella Madonna del Popolo.
In Lombardia invece alcuni artisti diedero un’interpretazione più
libera da dettami del concilio, proponendo una pittura nella quale
alla semplicità e al decoro di unì un profondo senso del vero e
della concretezza del quotidiano.
Offrono ottimi esempi di questa tendenza i fratelli Giulio, Antonio
e Vincenzo Campi, che furono attivi al tempo dell’arcivescovo di
Milano Carlo Borromeo, uomo dall’intensa e tormentata
spiritualità che influenzò significativamente la scena artistica della
città. Il loro linguaggio (come nella tela “Cristo nell’Orto” di
Antonio Campi) è patetico e coinvolgente, la loro attenzione al
dato reale anticipa per certi versi la ricerca di Caravaggio.

Il Barocco
Il ‘600 è stata un’epoca complessa e ricca di sfaccettature che in
Italia ha visto affermarsi importanti correnti pittoriche: quella
classicista, barocca e naturalista, il cui maggior esponente fu
Caravaggio.
Il linguaggio classicista è caratterizzato da immagini eleganti e
idealizzate, molto equilibrate nella composizione e chiare nel
contenuto, in cui si fondono la maniera di Raffaello, la delicatezza
di Correggio e le tonalità calde di Tiziano. Questa tendenza si
diffuse soprattutto in Emilia, grazie all’opera degli artisti quali
Domenichino, Guido Reni e Guercino. Tutti cresciuti sull’esempio
dei Fratelli Carracci.
Annibale, Agostino e Ludovico, veri e propri iniziatori di uno stile
che sposa l’imitazione dei maestri all’attenzione del dato reale,
con un particolare interesse per i soggetti umili e per la
rappresentazione delle emozioni umane. Annibale Carracci Operò
anche a Roma e qui ebbe uno straordinario successo, sviluppando
uno stile di raffinata perfezione formale, mediato dall’esempio di
Michelangelo e Raffaello, come ben dimostrarono gli affreschi
realizzati sulla volta della galleria di Palazzo Farnese.
La pittura barocca è invece stravagante, spettacolare e
scenografica, caratterizzata da grande esuberanza decorativa e
dalla ricerca di coinvolgenti e stupefacenti allusioni prospettiche.
Il trionfo della Divina Provvidenza dipinto da Pietro da Cortona sul
soffitto di Palazzo Barberini a Roma offre una testimonianza
esemplare di questo nuovo linguaggio, sono tipici del gusto
barocco:
- Il vorticoso dinamismo delle figure;
- L’introduzione della quadratura architettonica come cornice
dello spazio scenico;
- L’impiego teatrale della luce;
- L’uso di un linguaggio allegorico e celebrativo;

Il Barocco in Italia

La culla dell’arte barocca in Italia fu senza dubbio Roma. In


architettura il nuovo stile si diffuse anche grazie alle importanti
committenze papali.
Oltre a Bernini e Borromini, si distinsero come architetti Pietro da
Cortona, Carlo Maderno e Carlo Fontana.
Il primo fu innanzitutto pittore ma dimostrò genialità e
autonomia di pensiero anche nella progettazione di edifici
religiosi.
Le chiese romane dell’epoca sono caratterizzate, in generale,
soprattutto dalla scenografia, all’alternarsi di superfici curve e
rettilinee e da una esuberanza decorativa. Un’altra città molto
importante per lo sviluppo del barocco fu Torino.
L’inizio della sua felicissima stagione architettonica coincide con
l’arrivo di Guarino Guarini che vi realizza alcuni capolavori quali la
“Cappella della Santa Sindone” e la “Chiesa di San Lorenzo”.
L’architettura di Guarini è caratterizzata da:
- La predilezione per le forme geometriche;
- Superfici molto dinamiche dai contrasti accentuati tra spazi
concavi e convessi;
- Disegni ingegnosi e complessi nelle cupole e nelle lanterne.
Presenta invece caratteristiche diverse l’architettura barocca a
Milano, città che stava attraversando una stagione di
rinnovamento artistico grazie all’azione del Cardinale Borromeo.
Gli edifici milanesi si distinguono per sobrietà e misura rispetto
agli esempi romani e torinesi. Oltre che per la scelta di materiali
meno lussuosi e pregiati.
Anche a Venezia il barocco assunse forme autonome che univano
il classicismo palladiano a ingegnose innovazioni architettoniche
con un’attenzione specifica per gli effetti luministici e una certa
sensibilità per gli elementi decorativi.
Capolavoro assoluto di questa fase è la chiesa di “Santa Maria
della Salute”, progettata da Baldassarre Longhena.
Infine, Napoli, capitale del vicereame spagnolo, fu all’arrivo in
città di artisti da altre regioni e in particolare alla presenza del
Bergamasco Cosimo Fanzago, che mise la firma a quasi tutte le
principali costruzioni cittadine del tempo.

Caravaggio
Il principale esponente della pittura naturalista fu Michelangelo
Merisi, meglio conosciuto con il nome di Caravaggio.
Ciò che lo contraddistinse fu il netto allontanamento dalla
corrente Classicista, in quanto proponeva una rappresentazione
della realtà tangibile.
Caravaggio nacque a Milano nel 1571, dove studiò presso un
allievo di Tiziano. Dopo essersi trasferito a Roma, si fece
conoscere inizialmente per i suoi dipinti raffiguranti figure
mitologiche, ma che contenevano già tracce del suo stile:
- il realismo nel rappresentare il soggetto e ciò che lo
circonda;
- l’utilizzo teatrale delle luci e i forti contrasti tra luci ed
ombre;
- le pose studiate e innaturali;
- un’inquietudine ricorrente nei soggetti rappresentati.
Nel suo primo lavoro commissionato pubblicò un ciclo di opere
contenenti le storie di san Matteo per conto della Cappella della
chiesa di San Luigi dei francesi a Roma.
Egli rinnovò l’iconografia religiosa, raffigurando figure sacre con
vestiti secenteschi, e raccontando scene di vita quotidiana al
posto di vicende evangeliche.
Nella tela dedicata alla “morte della vergine”, secondo le
testimonianze del tempo, utilizzò come modello per la madre di
Gesù il cadavere di una donna morta durante il parto.
Caravaggio non era esattamente un santo; ebbe più volte
problemi con le autorità, e ricevette una condanna a morte per
aver ucciso un uomo durante una rissa. Per evitare la pena,
Caravaggio fu costretto a lasciare Roma trasferendosi prima a
Malta, poi in Sicilia e a Napoli, dove realizzò le sue ultime opere,
caratterizzate da toni drammatici e violenti.
Morì all’età di 38 anni in circostanze misteriose mentre faceva
ritorno a Roma.
Dal suo esempio di arte nacque una vera e propria tendenza
pittorica, successivamente chiamata Caravaggismo.
Le principali città dove si possono trovare opere di Caravaggio
sono:
- Milano
- Firenze
- Roma
- Napoli

Il Seicento
Durante il corso del Seicento si svilupparono tre diverse correnti
più una sottocategoria:
- Pittura di paesaggio (vicina al classicismo);
- Pittura di genere (scene di vita quotidiana);
- Natura morta o Still life (frutta e fiori)
- Vanitas (specchi, candele, teschi)

Artemisia Gentileschi
Artemisia Gentileschi, figlia di Orazio, nacque e visse in una
Napoli influenzata dall’impronta di Caravaggio.
Ereditò dal padre il gusto per i colori intensi e delle stoffe
preziose, e fu influenzata dalle opere più crude e violente di
Caravaggio.
Un esempio è Giuditta e Oloferne, che raffigura un episodio
dell’antico testamento dove una donna ebrea decapita il
comandante dell’esercito nemico; in questa tela è riflessa la
sofferenza dell’autrice dovuta ad una violenza subita.

Bernini
Uno dei principali esponenti del Barocco italiano fu Gian Lorenzo
Bernini, un architetto, scultore, pittore e scenografo nato a Napoli
nel 1598.
Trasferitosi giovanissimo a Roma, già all’età di 20 anni realizzava
sculture per conto di uno dei maggiori collezionisti del tempo, il
cardinale Scipione Borghese, nipote di Papa Paolo V.
Già dalle prime opere si poteva cogliere le sue innovazioni:
- Il superamento dei canoni Manieristici, a favore di pose
naturali;
- L’abilità nella lavorazione del marmo, con cui rendeva alla
perfezione la qualità delle figure e degli oggetti riprodotti;
- Il coinvolgimento dello spettatore, dovuto alla tensione
emotiva dei personaggi;
- Un vivace dinamismo.
La sua prima commissione importante fu il baldacchino dell’altare
maggiore della basilica di san Pietro; qui Bernini introduce un
altro elemento caratteristico del suo stile: la fusione tra le arti, la
combinazione tra scultura e architettura.
Questa caratteristica diventò ricorrente per le sue successive
opere, come la cappella Cornaro nella chiesa di Santa Maria della
vittoria.
Altri tratti caratteristici del linguaggio di Caravaggio sono:
- La concezione illusionistica dello spazio;
- La ricerca di una teatralità;
- L’impiego di materiali preziosi, con una particolare
attenzione alla varietà e ai colori.
Uno dei suoi progetti più significativi da architetto fu la
riorganizzazione architettonica ed urbanistica di Piazza san Pietro,
in cui riuscì a coniugare le necessità liturgiche con le esigenze
estetiche.

Quadratura
A partire dal periodo rinascimentale, i pittori iniziarono a
dipingere donando tridimensionalità alle loro opere.
I primi tentativi risalgono a Giotto, per poi proseguire con quelli di
Brunelleschi, Piero della Francesca, Bellini e Bramante.
Diversamente dal Trompe-l’oeil, la quadratura è legata alla
prospettiva. La pittura veniva fatta su soffitti piatti o con volte a
botte, incentrando la prospettiva su un punto centrale.

Palazzo Barberini
Palazzo Barberini fu uno degli edifici più riusciti di Carlo Maderno,
iniziato nel 1625 per i famigliari di Papa Urbano VIII. Tra i suoi
collaboratori c’erano Bernini, Borromini e Pietro da Cortona.
Il palazzo è articolato in una pianta a forma di M; due ali fanno da
cornice alla facciata, caratterizzata da tre piani di portici e
loggiati.

Il Seicento in Europa
FRANCIA
Inizialmente aperta agli influssi italiani e fiamminghi, a partire
dalla seconda metà del secolo la Francia di Re Sole assunse un
linguaggio fatto principalmente di classicismo. I generi prediletti
erano la ritrattistica ufficiale e i temi tratti da mitologia o storia
antica, con soggetti raffigurati in atteggiamenti composti e severi.
SPAGNA
Il Seicento in spagna è il periodo di sviluppo del Barocco. I
principali centri furono Valencia e Siviglia, mentre Madrid rimase
più attaccata al manierismo.
I modelli presi in considerazione erano quelli italiani; alcune
opere del Cinquecento italiano sono infatti presenti nelle
collezioni reali di Madrid.
PAESI BASSI
L’arte olandese rappresenta un caso a sé. La religione calvinista
vietava i dipinti religiosi nelle chiese, e ciò si rifletteva nella scelta
dei soggetti e nello stile degli artisti.
FIANDRE
Le Fiandre erano possedimenti spagnoli, che mantennero uno
scambio con l’Italia ed elaborarono un linguaggio Barocco
fortemente influenzato dal Cinquecento italiano.

ROMA
Lo stato pontificio fu un vero e proprio palcoscenico per l’arte
secentesca. Tutti i pontefici volevano lascare un segno della
propria magnificenza, arricchendo la città di chiese. Ciò diede la
possibilità a numerosi architetti e scultori provenienti da tutta
l’Europa di emergere.

La Reggia di Versailles
La reggia di Versailles fu costruita per manifestare il potere regio.
Venne costruita a più riprese da diversi architetti e artisti.
La prima parte della costruzione fu affidata a François Le Vau nel
1661. L’edificio si sviluppava su due piani, sovrastati da un tetto
ad alti spioventi decorati con abbaini.
La seconda parte venne affidata a Mansart, un architetto reale
che creò i due corpi laterali, che ospitavano un teatro, una
cappella e spazi di lavoro per funzionari.
Osservando la reggia, si può notare l’assenza di superfici curve e
di alternanze tra forme concave e convesse.
Uno degli spazi più suggestivi è la galleria degli specchi, formata
da una successione di specchi da cui si intravedeva il parco.
Il parco fu realizzato a cura di Le Notre, e divenne subito uno dei
giardini più ammirati d’Europa. È composto da una serie di
terrazze decorate con fontane, specchi d’acqua o statue.

Il Rococò
La prima metà del Settecento fu caratterizzata dall’affermazione
del rococò. Il termine deriva dalla parola rocaille, decorazioni con
motivi a conchiglia.
Il rococò può essere definito come un raffinamento del barocco.
La novità consisteva nelle atmosfere più leggere, intime e
raffinate.
La capitale architettonica della corrente fu Vienna, rinnovata da
architetti aventi un gusto ornamentale.
A livello di pittura invece, il paese più contaminato fu la Francia,
che intanto divenne il nuovo centro di profusione delle nuove
tendenze artistiche, sostituendo l’Italia.

Definizioni

Art.9: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della


ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio
della nazione.
Museo: è un’istituzione permanente senza scopo di lucro a
servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico,
effettua ricerche sulle testimonianze materiali e immateriali
dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le
comunica e specificatamente le espone per scopi di studio e
diletto.
Archeologia: È la scienza che studia le civiltà e le culture umane
del passato e le loro relazioni con l’ambiente circostante,
mediante la raccolta e l’analisi delle tracce materiali che esse ci
hanno lasciato.
Restauro Integrativo: restauro di un’opera d’arte in cui si
sostituiscono le parti mancanti con parti nuove
Restauro Conservativo: restauro di un’opera d’arte che si limita a
conservare e ripulire le parti già esistenti, senza intaccare
l’originalità del materiale.
Museologia: Si occupa dell’istituzione museo dal punto di vista
teorico-storico ed è quindi volta alla ricerca dei significati e
dell’essenza del museo. È lo studio nelle sue funzioni essenziali:
Conservativa, Scientifica e Didattica.
Museografia: Si occupa più strettamente dell’ambito operativo-
architettonico, è quindi volta allo studio analitico-descrittivo. È
l’insieme di tecniche e pratiche per il corretto funzionamento di
un museo.
Icom:” International council of museums” è la principale
organizzazione internazionale che rappresenta i musei e i suoi
professionisti. L’organizzazione assiste la comunità museale nel
preservare e condividere il patrimonio culturale presente e
futuro, materiale e immateriale.
Neoclassicismo
Il neoclassicismo è una corrente sviluppatasi nel 1700 in tutta
l’Europa. Questo movimento è caratterizzato da un ritorno alla
classicità greca, con rappresentazioni di figure mitologiche.
L’epoca in cui si sviluppa è un epoca di rivoluzioni: prima in
america e poi in Francia (fine dell’ancien regìme).
A livello artistico ci si ispirava all’arte antica, grazie anche alle
numerose scoperte archeologiche di quel periodo (Ercolano nel
1738 e Pompeii nel 1748)
In questo periodo si iniziò a praticare il Grand Tour, un viaggio
intrapreso dai giovani di tutta l’Europa (delle classi più elevate)
per ampliare la loro formazione.
Lo sviluppo del neoclassicismo è causato maggiormente dalla
scoperta delle due città romane, ricche di opere d’arte che
vennero copiate dagli artisti di quel periodo.
Winckelmann: fu uno storico dell’arte che pubblicò i pensieri
sull’imitazione, secondo cui la storia dell’arte antica era composto
da 4 fasi:
1. Stile primitivo  arte arcaica;
2. Stile fidia  arte classica;
3. Stile bello  tardoclassicismo;
4. Stile “di imitazione”  fino alla caduta dell’impero romano.

Nascita del Museo Moderno


Per adattarsi alle esigenze del gran numero di visitatori (dovuto al
Grand Tour) iniziano a formarsi delle strutture che raggruppavano
opere d’arte di diverso calibro. Nascono così i primi musei
pubblici: il British Museum (1753) e la Galleria degli Uffizi(1769).
Successivamente iniziano a svilupparsi numerosi musei su tutto il
territorio italiano ed europeo: a Milano (Pinacoteca di Brera), a
Venezia (Galleria dell’Accademia) e a Bologna (Pinacoteca
Nazionale).

Jaques-Louis David
David nasce in una famiglia parigina borghese. Orfano del padre,
intraprende il percorso della pittura, ottenendo nel 1774 il Prix de
Rome, una borsa di studio nata per permettere agli studenti più
meritevoli nel campo delle arti a completare i loro studi in Italia,
considerata al tempo la culla del Classicismo.
In questo modo ebbe la possibilità di scoprire i maestri italiani
come Michelangelo Raffaello e Caravaggio.
Tra le sue prime opere al rientro in Francia ci furono:
Belisario chiede l’elemosina: parla di un Generale Bizantino,
Belisario, che dopo aver combattuto al servizio dell’imperatore
Giustiniano, venne ingiustamente accusato di tradimento e
trascorse una vecchiaia misera. David lo rappresenta mentre
riceve l’elemosina da una giovane donna.
Nel quadro si può notare Belisario con in braccio un bambino
mentre chiedono l’elemosina (Belisario ha gli occhi chiusi perché
cieco); alla loro sinistra una donna che dona qualche soldo ai due.
Belisario, il bambino e la donna alludono alla dolcezza; Belisario il
bambino e il soldato rappresentano le 3 età: infanzia, maturità e
vecchiaia.
Il soldato ha le mani alzate ed un’espressione sorpresa, perché ha
riconosciuto il Belisario.
Attorno alla scena si notano delle colonne greco-romane, e sul
lato sinistro si nota una città quasi in rovina. Questa città
rappresenta la preoccupazione di David per gli eventi che stavano
accadendo mentre realizzava l’opera.
Il quadro, realizzato nel 1781, è di dimensioni elevate (2,88 m x
3,12 m) ed è conservato nel Palazzo delle belle arti a Lille.
Giuramento degli Orazi
Morte di Marat
David e l’Età Napoleonica
Napoleone salì al potere con un colpo di stato nel 1799. L’intesa
tra Napoleone e David portò alla realizzazione di opere
celebrative, tra cui Bonaparte valica il Gran San Bernardo.
Successivamente all’ascesa al potere di Napoleone nasce lo Stile
Impero, in cui le opere celebravano la potenza e il lusso
dell’impero napoleonico.
Un esempio di stile Impero di David è il Ritratto di Madame
Récamier, che raffigura la moglie di un banchiere di Lione vestita
con abiti antichi, e rappresentata come una sacerdotessa della
dea romana.
Durante l’età napoleonica, la pittura veniva utilizzata come
propaganda al servizio del potere.
Nominato pittore ufficiale dell’imperatore, David formò numerosi
allievi , e le sue opere segnarono la produzione artistica di quel
periodo.

Antonio Canova
Antonio Canova aveva un metodo innovativo per sviluppare le
sue opere:
partiva da un disegno, in cui studiava come realizzare la scultura;
realizzava un bozzetto in argilla; produceva un modellino in gesso
a dimensioni ridotte; a volte realizzava poi un modello in argilla in
scala 1:1; infine scolpiva l’opera in un blocco di marmo.
Canova nasce a Possagno, in provincia di Treviso, in una famiglia
di scultori, e si trasferisce a Roma nel 1779.
La serie più famosa di Canova è Amore e Psiche.
Amore e Psiche è una serie di opere a soggetto mitologico. I
soggetti rappresentati sono Psiche, donna di straordinaria
bellezza, e il dio dell’amore, Eros (Cupido).
Secondo il mito, Afrodite (Venere), invidiosa della bellezza di
Psiche, decise di mandare il figlio per farla innamorare di un
uomo brutto, ma il figlio finì per scagliare una freccia contro se
stesso e si innamorò di lei.
Per ritrovare Eros, Psiche si rivolse ad Afrodite, che le impose una
serie di prove impossibili. L’ultima di queste era di scendere
nell’Ade e farsi dare da Persefone (Proserpina, dea
dell’oltretomba) un vaso senza aprirlo.
Psiche non resiste ed apre il vaso, cadendo in un sonno dal quale
solo Eros poteva risvegliarla.
Psiche viene infine resa immortale da Zeus (Giove) e accolta
nell’Olimpo.
L’opera è realizzata in modo da spingere l’osservatore a guardarla
da tutte le possibili prospettive. Le figure sono rappresentate con
uno schema a X. I due si abbracciano ma non si baciano (perché il
neoclassicismo non rappresenta scene di erotismo).
Altre opere di Antonio Canova sono:
Teseo sul Minotauro
Ercole e Lica
Paolina Borghese come Venere vincitrice
Ebe.

Preromanticismo
Il preromanticismo nasce tra la seconda metà del 1700 e la prima
metà del 1800 in contrapposizione al Neoclassicismo.
in Germania, in particolare, nasce il movimento Sturm und Drang
(Tempesta e Impeto).
Fussli, uno dei maggiori esponenti del preromanticismo tedesco,
studiò a Roma diversi anni, dove iniziò a rappresentare incubo,
follia e inconscio.
Un esempio delle sue opere è La disperazione dell’artista davanti
alle grandezze delle rovine antiche. Qui è rappresentata una
persona che piange sulle enormi rovine di una statua romana.
L’opera fa riferimento al neoclassico.
Il preromanticismo ha come temi principali il notturno,
l’inquietante, il macabro, il cimiteriale, l’inconscio.

Francisco Goya
Goya nacque a Saragozza. Durante la sua vita fu pittore di corte, e
lavorò su commissione per conto di famiglie reali.
Viene definito un pittore irrazionale, a causa della sua malattia
che lo rese sordo.
Goya cresce nella fine del 1700, in un clima artistico molto
eterogeneo.
Tra le sue prime commissioni si ricordano la Famiglia dell’infante
Don Luis di Borbone, commissionata dal fratello di Re Carlo III di
Borbone.
Una delle sue opere più conosciute è il 3 maggio 1808.
Il dipinto racconta uno degli episodi più violenti della guerra
d’indipendenza spagnola. La vicenda avviene di notte, e
rappresenta un’esecuzione tramite fucilazione.
Sullo sfondo buio si intravede il campanile di Madrid. Il buio è
squarciato da una lampada giapponese, e la luce è il simbolo
dell’illuminismo.
Il sangue rappresentato è poco, e si fonde con il terreno.
Il primo personaggio che salta all’occhio è quello vestito di bianco
con le mani in alto. La posizione ricorda quella di Gesù crocifisso,
e simboleggia quindi la vittima che si sacrifica per l’intero popolo.
Un particolare che rende concreta questa ipotesi è la parvenza di
una stigmate sulla mano destra.
Accanto al prigioniero c’è il cadavere di una vittima già uccisa, che
rappresenta ovviamente le vittime del massacro.
Sempre a sinistra c’è un altro uomo con un atteggiamento ostile
nei confronti dei soldati, marcato dai pugni chiusi, come se fosse
pronto a combattere, e rappresenta la rabbia, la frustrazione e il
desiderio di rivalsa.
Tra gli altri prigionieri c’è uno che si inchina con le mani sul volto,
che rappresenta coloro che si arrendono senza speranza.
Ognuno dei sopraffatti rappresenta una reazione diversa davanti
all’attacco francese.
I soldati sono rappresentati di spalle, in modo da far capire a chi
interpreta che stanno solo eseguendo degli ordini.
Tra le altre opere di Goya si ricordano:
Saturno che divora i suoi figli
Il sonno della ragione genera mostri
Maya desnuda e Maya vestida

Romanticismo
Il romanticismo nasce in Germania e si diffonde in Europa,
influenzando la letteratura, la musica, la pittura, la scultura,
l’architettura e il teatro.
I valori predominanti in questo periodo sono: il sentimento, la
spiritualità, la fantasia, l’amore per la patria, la ricerca
dell’identità nazionale.
La pittura romantica superò le regole stabilite dalle accademie,
che imponevano scelte sui soggetti e sulle tecniche.
Uno dei maggiori esponenti del Romanticismo è Francesco Hayez,
pittore italiano vissuto tra il 1791 e il 1882. La sua opera più
famosa è il Bacio.
Un altro esponente di questa corrente è William Turner, vissuto
tra il 1775 e il 1851.
Tra le sue opere si ricorda Pioggia, Vapore e Velocità.
In questo quadro è rappresentato un treno, soggetto
completamente innovativo rispetto a molti dei suoi quadri e dei
quadri fino a quel periodo. A sinistra si intravede un ponte ad
arcate, quasi eclissato dalla presenza del vapore e della pioggia.
Tutto il resto del paesaggio è nascosto, lasciando visibile solo il
treno e pochi altri elementi.
Parole chiave:
- Natura, “prova” dell’esistenza di Dio (vedi John Constable)
- Io, l’uomo attraverso l’arte esprime la propria soggettività, il
proprio IO (ad esempio Caspar David Friedrich, Il viandante
sul mare di nebbia)
- Immaginazione, esplorazione del sogno, dell’incubo,
dell’ignoto, del bizzarro e del fantastico
- Storia della nazione, si riprende il concetto dell’identità
nazionale.