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Biologia del comportamento

Il sonno è una funzione biologica basilare,


come alimentarsi e respirare

Il sonno esiste in tutti gli esseri viventi in forma più


o meno evoluta

Senza sonno si morirebbe


Perché dormiamo?

Perchè trascorriamo almeno un terzo della nostra vita facendo facendo qualcosa
che lascia la maggior parte di noi solo con pochi ricordi sfuggenti?

Cosa succede se non dormiamo abbastanza?

Il sonno ha una funzione ristorativa ?


Ma perché si dorme?

Nella maggioranza degli studi e delle sperimentazioni della neurofisiologia e della


neuropsicologia si afferma che dormire è una necessità istintiva dell’uomo; se si
paragona lo stato di veglia e lo stato di sonno alle funzioni digestive il primo è
analogo alla ricerca del cibo e all’atto del mangiare, mentre il secondo al digerire,
all’impiegare le componenti nutritive del cibo e dunque acquistare forza.

Infatti tutto il metabolismo (soprattutto nella fase REM) aumenta, aiutando così
l’organismo a immagazzinare energia.

Vi sono peraltro molte altre funzioni caratteristiche del dormire, vediamone


alcune: l’apparato renale e il fegato eliminando le tossine più efficacemente di
quando si è svegli; il sistema immunitario produce più anticorpi; il midollo osseo
"fabbrica" globuli rossi in gran numero; l’ormone somatotropo (quello della
crescita) viene escreto in quantità considerevoli. Tutto ciò, dunque, mostra il
sonno come una fase attiva della vita quotidiana assolutamente necessaria a
completare l’equilibrio di tutto il corpo e di conseguenza quanto possa essere
nocivo non dormire.
Numerose teorie identificano la funzione del sonno nel recupero fisico, nella
facilitazione delle funzioni motorie, nel consolidamento dell’apprendimento della
memoria. E’ ormai noto che le infezioni sistemiche attivano numerose citochine, molte
delle quali hanno un effetto sul sonno. La natura e la funzione di questa relazione
sonno/infezione/immunità non sono tutta- via ancora state chiarite.
Possibili funzioni del sonno

 Ristoro

 Conservazione dell’energia

Immunologica

Termoregolatoria

Protezione nei confronti dell’upregulation

 Integrità neuronale
Già dai tempi remoti dell’umanità i misteri del sonno hanno affascinato
poeti, artisti, filosofi e mitologi di tutte le civiltà. Spesso il sonno veniva
interpretato come uno stato dell’essere, più vicino alla morte che alla veglia.

Sonno e veglia, i due processi base della vita, sono come due mondi differenti, dotati di
controlli e funzioni indipendenti. Il sonno è stato però sempre solo inteso, fino alla metà
del XX secolo, come uno stato passivo di assenza della veglia.
Il fenomeno del sonno non fu oggetto di osservazioni sistematiche per tutto il XIX
secolo, tuttavia importanti scoperte furono fatte già dal fisiologo Kohlschütter, che
aveva scoperto che il sonno era più profondo nelle ore iniziali e che tale profondità
aveva delle oscillazioni cicliche con decadimento esponenziale della massima
profondità nel corso del tempo.
Solo la scoperta dell’elettroencefalografia (EEG), nel 1875 , e quella delle
onde alfa da parte di Berger permisero di costituire le basi per la ricerca
moderna. Rapidamente si scoprirono che differenti fasi del sonno provocava
modificazioni dell’EEG .

Tuttavia solo nel 1953 si comprese che il sonno consisteva in realtà di due
stadi completamente diversi: il sonno senza movimenti rapidi oculari (NREM)
e sonno con movimenti rapidi oculari (REM, Rapid Eye Movements). Questa
scoperta ha rappresentato la svolta decisiva nello studio dei meccanismi
neurofisiologici di base del sonno e dei loro correlati clinici.
POLISONNOGRAFIA

Si monitorizzano simultaneamente:

EEG (attività cerebrale)

ECG (attività cardiaca)

EMG (tono muscolare)

EOG (movimenti oculari)


Il sonno è un comportamento

La ricerca più attendile sul sonno negli esseri umani


si conduce nei laboratori del sonno.

Al soggetto verranno effettuate misurazioni


elettrofisiologiche, montando elettrodi sullo scalpo
per l’elettroencefalogramma (EEG) e sul mento per
controllare l’attività muscolare, registrata come
elettro-oculogramma (EOG)

EEG

Una persona normale mostra due modelli basilari di


attività : alfa e beta
L’attività alfa consiste in onde regolari, di frequenza media compresa tra 8 e 12 Hz

Il cervello produce quest’ attività quando una persona giace a riposo

L’attività beta consiste in onde irrregolari di frequenza media di frequenza compresa tra
13 e 30 Hz. Questa attività mostra desincronizzazione, la persona è vigile e attenta agli
eventi ambientali oppure è impegnata in compiti cognitivi.
Tipica notte di sonno di una studentessa universitaria :

• Il soggetto diventa diviene sonnolento ed entra presto nello stadio 1 del sonno,
caratterizzato dalla presenza di attività theta (3,5-7,5 Hz). Questo stadio rappresenta
in realtà una transizione tra il sonno e la veglia, le palpebre del soggetto si aprono e
chiudono lentamente, gli occhi si muovono verso l’alto e verso il basso.

• circa 10 minuti più tardi la studentessa entra nello stadio 2

•EEG è generalmente irregolare, e contiene periodi di attività theta, fusi del sonno e
complessi K.

Consistono in rapide e improvvise deflessioni


verso l’alto e verso il basso, insorgono
spontaneamente,ma possono essere indotti da
rumuri improvvisi
• La studentessa adesso sta proprio dormendo

•Circa 15 minuti dopo, il soggetto in esame entra nello stadio 3 del sonno,
segnalato dal prodursi di attività delta (elevata ampiezza e di frequenza
inferiore a 3,5 Hz).

•Il distacco 3 e 4 stadio non è netto, lo stadio 3, contiene dal 20 al 50% di


attività delta, mentre lo stadio 4 ne contiene più del 50 %.

Dopo l’addormentamento circa 45 minuti dopo l’inizio della stadio 4, è possibile


notare una brusca modificazione di molte delle misure fisiologiche registrate.

EEG diviene più desincronizzato, con scariche di onde theta, gli occhi saettano
davanti e indietro sotto le palpebre chiuse (EOG), e inoltre è possibile notare
perdita del tono muscolare. (sonno REM)
Sonno REM : rapid eye movement

Gli stadi da 1 e 4 sono generalmente definiti come sonno NREM

Gli stadi 3 e 4 sonno quelli del sonno ad onde lente

Durante una notte di riposo si alternano si alternano periodi di sonno REM e


NREM.

Durante la fase REM si diventa paralizzati la maggior parte dei nostri


motoneuroni centrali e spinali sono fortemente inibiti, nel contempo il nostro
cervello è molto attivo, il flusso ematico cerebrale e il consumo di ossigeno
sono accelerati.

Sebbene il sonno sia un periodo durante il quale siamo poco responsivi


all’ambiente, non è corretto definirlo come uno stato di incoscienza
 Insonnia

 Narcolessia
Insonnia

 L’insonnia rappresenta un problema occasionale per circa il 25% della


popolazione e persistente nel 9% dei casi.

 5 -10 ore

 l’insonnia è un sintomo , se è causato da dolore o disagio, allora bisogna


garantire il sollievo fisico per garantire il sonno

 Pazienti che assumono farmaci ipnotici sviluppano tolleranza e


soffrono di sintomi di rebound , alla sospensione del farmaco.Il paziente
senza assunzione di farmaco sviluppa una sintomatologia da astinenza ,
sindrome definita insonnia da farmacodipendenza.
Una particolare forma di insonnia è causata dall’incapacità di dormire e
respirare nel contempo.

APNEA MORFEICA

 i soggetti si addormentano e quindi smettono di respirare, durante una crisi


di apnea morfeica , il livello di anidride carbonica stimola i chemiorecettori e la
persona si sveglia, annaspando in cerca di aria.

Il livello ematico di ossigeno torna normale, l’individuo si addormenta di


nuovo e il ciclo ricomincia.
Narcolessia

disturbo neurologico caratterizzato da sonno in momenti inadeguati

Sintomo principale della narcolessia è l’attacco di sonno


caratterizzato da un bisogno incontrovertibile di dormire, che può
svilupparsi in qualsiasi momento.

Il sonno dura generalmente da 2 a 5 minuti.


Cataplassia

Durante un attacco di cataplassia, l’individuo improvvisamente si piega a terra

La persona giace immobile completamente cosciente, per un periodo variabile da


pochi secondi a diversi minuti.

Ciò accade durante la fase REM, la paralisi muscolare si verifica in un momento


Inadeguato.
La narcolessia umana è un disturbo genetico influenzato da fattori ambientali
sconosciuti

Lin et al. (1999) hanno scoperto che la mutazione di un gene specifico è


responsabile della narcolessia canina.Il prodotto di questo gene consiste nel
recettore di un neurotrasmettitore peptidico recentemente scoperto
denominato ipocretina
Disturbo del comportamento in sonno REM

Disturbo neurologico in cui la persona non sviluppa paralisi durante il sonno REM e
quindi mette in atto i propri sogni

Disturbo neurovegetativo con almeno una componente genetica, spesso si associa a


disturbi neurovegetativi come morbo di Parkinson e artrosi sistemica multipla.
Alcuni comportamenti dasadattativi possono verificarsi durante il sonno ad
onde lente.

Questi comportamenti includono :

 bagnare il letto ( enuresi notturna)

 camminare nel sonno ( sonnambulismo)

 esperire sonni notturni ( pavor nocturnus)

Schenck et al. Hanno riportato 19 casi di individui che si alimentano durante


la notte, mentre dormono, disturbo dell’alimentazione correlata al sonno,la
persona si alza cerca del cibo, lo consuma durante un attacco di
sonnambulismo, di solito senza ricordare nulla dell’episodio al mattino
seguente.
Orologio biologico

La maggior parte dei nostri comportamenti segue ritmi regolari

I ritmi giornalieri del comportamento e dei processi fisiologici esistono nel


mondo animale come in quello vegetal

Questi cicli sono generalmente chiamati ritmi circadiani (modificazione


ciclica che si produce approssimativamente nell’arco delle 24 ore ), alcuni
di questi ritmi consistono in risposte passive alle variazione di luminosità
La luce serve da zeitgeber ( dal tedesco che significa “datore
di tempo), sincronizzando il ritmo endogeno.

Studi su animali di specie diverse hanno dimostrato che, se


mantenuti al buio, oppure costantemente esposti alla luce
soffusa), un breve periodo di luce intensa basta a modificare
la regolazione dell’orologio interno, producendo un avanzamento
o ritardo di fase al momento in cui si somministra la luce.

ES. se si espone l’animale ad una luce intensa subito dopo il


tramonto, l’orologio biologico si sposta indietro, come se fosse
ancora pomeriggio, così come se l’esposizione alla luce avviene
in tarda notte, l’orologio biologico si sposta in avanti come se
fosse già l’alba.
Anche l’uomo esibisce ritmi circadiani, il nostro normale periodo di inattività
comincia qualche ora dopo l’inizio della parte buia del ciclo giorno-notte e persiste
per una quantità di tempo variabile , nella parte luminosa

Senza i benefici della moderna civilizzazione, probabilmente andremmo a dormire


prima e ci sveglieremmo più presto di quanto sarebbe nostra abitudine.

In condizioni di illuminazione costante, i nostri orologi biologici si


desincronizzerebbero, perdendo o guadagnando tempo.

La lunghezza dei cicli varia nelle diverse persone ma, nella maggior parte dei casi,
questa situazione si tradurrebbe in un “giorno” di circa 24 ore.
Alterazione dei ritmi circadiani

Quando le persone modificano bruscamente i loro ritmi giornalieri, di


attività, i ritmi circadiani interni, controllati dal SNC si desincronizzano
rispetto a quelli dell’ambiente esterno.

Questa desincronizzazione tra ritmi interni e ambiente esterno causa


disturbi del sonno e alterazione dell’umore i interferendo con il
funzionamento individuale nelle ore di veglia

La sindrome da Jet lag è un fenomeno fenomeno temporaneo.

Dopo qualche giorno, le persone che hanno attraversato i diversi meridiani si


addormentano con maggiore facilità al momento appropriato e il loro stato di
vigilanza giornaliera migliora.