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Dalla rivista tedesca “Production Partner”

VERSE D:SIDER 10 E SUB 15


SELFPOWERED-CLUB-PA CON AMPLIFICATORI PWM E CONTROLLI DSP

Da quando gli amplificatori digitali PWM sono diventati anche utilizzabili come amplificatori
professionali, ci sono prospettive e possibilità completamente nuove per gli sviluppatori di Speaker:
oggi è possibile, senza un grande incremento di peso, “rendere attive” anche le casse più piccole,
cioè dotarle di amplificatori propri integrati.
Gli amplificatori PWM non hanno bisogno di nessun pesante trasformatore aggiuntivo e se la
cavano, grazie alla loro efficienza, con un dissipatore minimale.
Inoltre i moderni driver sono costruiti con un magnete al neodimio, quindi è possibile risparmiare il
50-70% sul peso di casse e amplificatori.
Indipendentemente da ciò, gli speaker attivi possono vantare una lunga serie di ulteriori vantaggi,
soprattutto quando ogni cassa in questo modo contiene un amplificatore proprio e anche un
controller digitale.
Amplificatori e controller possono così essere adattati in maniera ottimale sui loro rispettivi
speaker, e perdite e difetti causati dai cavi appartengono al passato; questo significa anche meno
apparecchi singoli in gioco (con questo anche meno fonti di errori).

VERSE

E adesso arrivano i nuovi speaker Verse. Non sono solo gli Speaker ad essere nuovi, ma anche il
marchio Verse. Ha avuto la sua origine da un grande produttore italiano nel campo musicale e qui è
stato creato il marchio Verse all'inizio del 2007. Da allora in casa Verse hanno l'intenzion di
produrre casse moderne e di alta qualità.
Lo sviluppo e la produzione dovevano rimanere locati nella casa stessa, così da avere diversi esperti
a disposizione, e per stipulare collaborazioni con altre aziende.
Come è noto, di produttori di driver PA di qualità in Italia ce n'è a sufficienza e, anche per quanto
riguarda gli amplificatori moderni, Powersoft ha avuto un rapido successo presso i connazionali.
La Powersoft è ritenuta il pioniere della tecnologia PWM e può già contare 10 anni di esperienza in
questo settore. Nel gergo tecnico si parla di un prodotto “consolidato” che non va messo in
discussione. Tutti gli Speaker Verse sono quindi equipaggiati con moduli Powersoft.

Il Modulo ha in ogni caso due canali e aziona quindi o toni alti e bassi di un satellite oppure un
Subwoofer in collegamento a ponte. Il DSP integrato effettua tutte le funzioni di limite e filtri e
mette inoltre a disposizione una serie di utili features aggiuntive, come il controllo e monitoraggio
remoto.

OPEN SYSTEMS

“Open Systems” accomuna entrambe le serie di nuovi speaker Verse, Insider MkII e D:Sider, che
attualmente consistono di tre Subwoofer e tre satelliti.
I satelliti sono disponibili nei modelli 10/2, 12/2 e 15/2, mentre i subwoofer nei modelli 15”, 18” e
2x15”.
In corrispondenza con i nomi, si possono mettere insieme diverse combinazioni, dalla più piccola di
due 10/2 Top e un subwoofer 15” al complesso Club System con quattro Top 15/2 e Subwoofer
18”.
La flessibilità è al primo posto per i sistemi Verse. Ovviamente tutti i satelliti possono essere usati
come monitor, non c'è neanche bisogno di chiederlo. La versione passiva del satellite
originariamente annunciata, tenuto conto del rapporto qualità-prezzo del modello attivo, non è più
tra gli obiettivi della ditta. Entrambe le serie sono perfettamente identiche per quanto riguarda la
dotazione del driver come dell'amplificatore e del DSP. L'unica differenza è nell'interfaccia RS485
nei modelli D:Sider, che hanno la possibilità di controllo e sorveglianza remota tramite software.
Per rendere il montaggio e l'utilizzo delle casse Verse il più possibile semplice e veloce, ci sono
appositi set di cavi per la corrente e per il segnale audio, entrambi che escono dal subwoofer e si
trasmettono al satellite. Sono inoltre disponibili come ulteriori accessori delle cover per il trasporto
e un kit avionico per i satelliti.
Il set consiste di due barre avioniche, un golfaro di sicurezza, quattro anelli per le barre avioniche, e
diverse viti di montaggio con rispettivi fori prefabbricati.
Se si vuole utilizzare la rete di controllo, è necessario come ulteriore accessorio anche un
convertitore da USB a RS485 e il corrispondente Software per PC della Verse.

SERIE D:SIDER

I satelliti della serie D:Sider portano la denominazione D:Sider 10, 12 e 15 e sono forniti con
woofer corrispondenti della stessa dimensione (in pollici).
Come Tweeter c'è un driver con una bobina di 1,7 pollici e membrana in titanio. Tutti i driver sono
muniti di magneti al neodimio e quindi, per casse di una simile potenza, particolarmente leggeri. I
case di tutta la serie sono realizzati in multistrato di betulla e ricoperti con una vernice ad alta
resistenza. La griglia è resistente, maniglie distribuite tutto intorno, c'è una flangia per pali stativi e
piedini di gomma stabili che arrotondano il look della cassa. Nel lato posteriore, in una scatola
metallica separata, si trova l'elettronica. Il modulo Powersoft include alimentatore, amplificatore e
controller, oltre ad una schedina di interfaccia ed il cablaggio necessario per la connessione alla
rete.
Tanto la connessione di rete tramite presa PowerCon quanto l'entrata audio dispongono di una presa
di connessione di output, per passare elettricità o segnale alla cassa successiva.
Nel satellite come elemento di controllo si trova un regolatore di guadagno e sei interruttori dietro la
piastra di copertura. Tramite i pulsanti si possono attivare le sei funzioni seguenti:

– filtro passa alto per la combinazione con un Subwoofer


– settaggio di equalizzazione, studiato appositamente per consentire l'uso del diffusore come
Monitor.
– settaggio di equalizzazione, per l'uso di due casse D:Sider affiancate.
– Funzione Loudness (equalizzazione dinamica del sistema).
– Rimozione automatica del feedback

Il sesto interruttore attiva la modalità utente, con il quale viene attivato un setup appositamente
predisposto dall'utente tramite software. Ulteriori dettagli su questa funzione sono nella descrizione
del Software.
I Subwoofer della serie sono costruiti in maniera simile ed esteticamente abbinati ai satelliti. I
modelli 15” e 18” dispongono già di 1,5 KW di potenza di amplificazione ed il Sub più grande, il
2x15” addirittura 2,8KW. L'area d'uso e di connessione dei Sub corrisponde completamente a
quello dei satelliti. Per l'uso come Subwoofer mono ci sono invece 2 entrate con relativa presa Link
per il canale destro e sinistro e anche due prese PowerCon per allacciare direttamente i satelliti alla
corrente.
Gli interruttori DSP si trovano qui vicino e includono il pulsante User Mode e anche un Phase
Reverse.

RETE E SOFTWARE

Tutti gli speaker della serie D:Sider dispongono di una interfaccia RS485, utilizzabile connettendo
un cavo ethernet RJ45 Neutrik alla presa link. Con un normale cavo di rete cat.5 si può creare una
connessione Daisy Chain da cassa a cassa. La prima cassa in linea deve essere connessa col
convertitore RS385-USB ed ecco pronta la rete. C'è solo una piccola precauzione da tenere a mente:
non confondere RS485 e Ethernet, perché nel D:Sider i due sono, solo all'apparenza, uguali.
I driver dell’interfaccia si sono installati senza problemi, ed il software ha rilevato subito gli altri
speaker connessi.
Nel cosiddetto Status-View (fig.15) poi tutti gli speaker in rete sono elencati con la loro condizione
e possibile appartenenza a un gruppo.

Se si ha a che fare con molti Speaker, si può avere una veloce vista d'insieme. In Info-View si
possono selezionare diversi dettagli, compresi i dati tecnici e versione del Firmware di ogni cassa.
Le funzioni DSP degli speaker si trovano in Edit View (fig.16 per satellite e fig.17 per Sub). Qui ci
sono i setup per le comuni funzioni di salvataggio, copia e funzioni per importare, esportare e di
link. Il campo comandi divide le funzioni in Equalizzatori, compressore, filtri passa basso e passa
alto, feedback remover, delay, loudness e livello. Nel terzo superiore viene mostrato il Banco Filtri
con sei filtri in totale e quello attuale e la curva; due file di LED virtuali mostrano il livello per le
frequenze alte e basse nelle casse. Display e comandi sono così ben fatti, che con questo software si
ha tutto subito sotto controllo senza dover dare nemmeno un'occhiata al manuale. Particolarmente
interessanti, perché si trovano raramente in uno speaker, sono le funzioni Loudness e Feedback
remover. La funzione loudness, come la conosciamo già dai più vecchi impianti Hi-fi, produce un
incremento degli alti e soprattutto dei bassi dipendente dal livello, perché l'orecchio umano
percepisce di meno queste frequenze a bassi volumi. Gli effetti del filtro Loudness sono mostrati
nella figura 4.
A volumi più alti il filtro si appiana sensibilmente e l'effetto si affievolisce.
Il feedback remover si basa sul conosciuto principio del riconoscimento automatico del feedback e
una regolazione automatica da questa analisi, di un filtro notch per le frequenze critiche.
Ci sono un massimo di 12 filtri, il cui tempo di rilascio può essere impostato da un minuto a
infinito. Fino a che punto questa caratteristica sia significativa nello speaker singolo – se non per
nulla – e non nel canale microfono, va provato caso per caso.

D:SIDER 10 IN DETTAGLIO

Al sistema suddetto appartiene il satellite D:Sider 10 con 500+150 Watt di potenza, un driver 10” in
cassa Bass reflex, dimensioni esterne di 494 x 351 x 347 mm ed un peso di 16 Kg.
Guardando per primo la risposta in frequenza (fig.1) si nota un bel percorso regolare con un
aumento di livello agli estremi presumibilmente voluto.
Questi andamenti a “vasca da bagno” nella risposta in frequenza sono regolati attentamente dai
produttori, perché tali speaker suonino naturalmente gradevoli in confronto diretto, il che può essere
utile per la vendita.
Per chi lo ritiene eccessivo, si può semplicemente raddrizzare la curva assestando l'equalizzatore
software.
Escludendo la “vasca da bagno”, quindi la curva tra 100Hz e 10kHz, si ha solo una ondulazione di
+/- 3dB.
Le frequenze di taglio inferiori e superiori (-6dB) stanno sui 72Hz e i 18kHz. Perciò il D:sider 10 è
già ben equipaggiato per molte applicazioni, anche senza Subwoofer. La cassa dà anche una buona
impressione nello spettrogramma dell'immagine 2. Il tweeter suona in maniera impeccabile, e
nell'ambito dei bassi c'è qualche piccola risonanza, che presumibilmente cala nella frequenza
propria della cassa. La figura 3 mostra una selezione della più importante impostazione dei filtri con
diversi filtri passa alto, così come filtri per l'utilizzo come monitor e in cluster con una seconda
cassa. Con l'aiuto del banco filtri di equalizzazione si può regolare ulteriormente la risposte in
frequenza, in vari modi che non possono essere tutti elencate qui.

SUB 15 RISULTATO DELLE MISURAZIONI


Il Sub 15 Subwoofer è costruito con uno chassis 15” in bass reflex, le cui misure sono 586 x 456 x
566. Il peso inclusivo di stadi di uscita integrati è di 32 kg, un peso facile da maneggiare.
L'immagine 5 mostra le risposte in frequenza del D:Sub15 dipendentemente dalle configurazioni
del filtro passa basso. In modalità standard la curva rossa è efficace. Attivando in modalità User il
filtro passa basso, le frequenze di taglio tra 80 e 140Hz possono essere cambiate. Un confronto dei
quadri comandi mostra, (satellite in fig.16 e Subwoofer in fig.17), che il Subwoofer dispone di
funzioni identiche tranne per compressore e feedback remover.

COMBINAZIONI

Almeno per quanto riguarda musica ad alto volume o l’uso DJ, il Top D:10 deve essere completato
con un Subwoofer. E' adatto per grandezza e potenza il D:Sider Sub 15, di cui abbiamo appena
parlato, che in base alle necessità può essere usato come Mono o affiancato da un secondo per un
uso Stereo. Sub e Top si combinano senza doverci pensare a lungo in modalità standard, cioè senza
doversi sforzare ad usare il Software in modalità User; così facendo si presenta una curva come
quella verde in figura 6.
La “vasca da bagno” nella risposta di frequenza viene ancora un po' accentuata nei bassi, cosicché si
presenta un suono già molto ricco, che può andare alla perfezione per molte applicazioni tipiche,
come in piccoli club ecc. Si può notare dall'immagine 7 come i sistemi interagiscano
armoniosamente. Nell'ambito della frequenza di crossover sui 140Hz le due curve sono esattamente
congruenti, cosicché entrambi gli speaker coinvolti si completano al meglio. La misurazione è stata
fatta con sistemi molto ravvicinati.
Allontanando ulteriormente il Top dal Subwoofer, è necessario un eventuale aggiustamento dei
Delay. Le misure risultanti si trovano in figura 8. A frequenze basse la curva sale quasi a 40ms, che
è inevitabilmente causato dall'accumulo di vari filtri a queste frequenze.
Il primo è un filtro crossover, poi un passa alto acustico sotto forma di cassa bass-reflex del
Subwoofer e ancora un'altro filtro passa alto aggiuntivo per proteggere il subwoofer dai segnali
delle basse frequenze estreme, di molto sotto della frequenza di lavoro. La figura 9 mostra cosa si
può fare in modalità User, con esempi di due ulteriori frequenze sommate di satellite e Subwoofer.
Se si vuole una risposta di frequenza più lineare, con mezzi semplici si può ottenere un tracciato
corrispondente alla curva verde (fig.9). Con una frequenza di taglio passa basso del Sub15 di 100Hz
e una frequenza di taglio passa alto del D10 di 140Hz, la curva, attorno ai 4dB di livello a confronto
con il livello ridotto del D10, diventa completamente dritta sui bassi. Le frequenze inferiori (-6dB)
stanno sui 43Hz circa, che ci fa sperare in bassi profondi. Il confronto tra satellite D10 da solo e
insieme al subwoofer è illustrato in figura 10.
Grazie al Subwoofer il sistema guadagna una completa ottava più bassa. Ma il subwoofer ha anche
altro da offrire. Si fa sentire molto più chiaramente a volumi alti. La figura 11 mostra le curve di
distorsione al 3% e al 10%. Qui è ancora più chiaro il guadagno portato dal Subwoofer. Le misure
a volume massimo sono state eseguite per la combinazione ma anche per il Top da solo. Il limiter
del Controller integrato fornisce un limite pulito del livello quando vengono raggiunti gli estremi
del sistema. Usato da solo il satellite raggiunge un livello massimo tra i 118 e i 127 dB.
Un accumulo di valore medio tra i 100Hz e i 10kHz arriva ai 120dB, ed insieme al Subwoofer sale
a 122dB. Considerando i bassi tra i 50 e 100 Hz, le proporzioni sembrano in qualche misura diversi.
Il Top da solo rimane sui 108dB e con il Subwoofer raggiunge i 123dB in media. In totale, la curva
di massimo livello per un sistema così compatto è molto buona. Nelle specifiche tecniche è
riportato un valore massimo di SPL di 129dB per il D10 e di 131 per il Subwoofer. Nella maggior
parte dei casi questi valori sono misurati come picchi misurati con un suono, quindi bisogna
aspettarsi valori più alti di circa 6dB rispetto al metodo con 185-ms di “burst sinusoidale”. Le nostre
misure sono state tutte effettuate in pieno spazio. Alcuni produttori si vantano, specialmente per i
Subwoofer, anche di valori di 6dB più alti a metà spazio.

DIRETTIVITA'
Per le misure della direttività nel D:10 va notato che il tweeter è verticalmente assimmetrico e la
principale direzione di irradiazione è rivolta di circa 50° verso il basso. Il vantaggio è ovvio se la
cassa è piazzata nella disposizione tipica, appena sopra l'altezza della testa, così che l'energia del
tweeter non sia indirizzata dritta sopra le teste degli ascoltatori, ma più giù, sul pubblico.
La tromba è studiata in modo da irradiare, piazzata in orizzontale, con un angolo di 100° verso il
basso di 50° verso l'alto, un'ampiezza sensibilmente minore. Le isobare corrispondenti nel piano
orizzontale e verticale sono mostrate nelle figure 13 e 14. Fuori dai -6dB, dalle isobare si può
leggere un comportamento di irradiazione dei tweeter di circa 80 x 50 gradi. Dai dettagli tecnici si
può leggere l'inclinazione asimmetrica di 100° e 50° nel piano verticale e 45° in quello orizzontale,
che descrive bene la situazione; non è necessario provare il comportamento asimmetrico tramite
ulteriori misure
La curva delle isobare è un po' inquieta e non molto rettilinea, come si vorrebbe idealmente, che
però non è una sorpresa in una cassa così piccola.
Quando viene utilizzato come monitor, la tromba, che ha una superficie quadrata, può essere
velocemente ruotata. L'asse principale è ruotato di 50° verso l'alto, in modo da indirizzare il suono
abbastanza in alto anche se il monitor è vicino. Ruotando la tromba si mantiene l'angolo di
irradiazione di 80 x 50 gradi nonostante la posizione distesa.
La contrazione limitata attraverso le interferenze nell'area di transizione, coincide con un ottava da
1 a 2 kHz di ampiezza, e restringe la libertà di movimento di fronte alla cassa nel piano orizzontale.

IN CONCLUSIONE

Gli Speaker della serie Open System del produttore italiano Verse consiste oggi di due serie (Insider
e D:Sider) con tre Top attivi e tre subwoofer, che sono dotati di stadi di uscita Powersoft-PWM e
controller DSP. I componenti utilizzati sono di alta qualità, la lavorazione e l'attrezzatura sono
ugualmente di alto livello e il prezzo di listino stesso può essere considerato favorevole. Molto
importante è anche la leggerezza e quindi la facile maneggiabilità di tutti i modelli. L'idea del
sistema permette inoltre l'espansione dell'insieme, dal piccolo impianto casalingo al potente Club-
PA. Tramite i controlli DSP integrati, Top e Subwoofer raggiungono risposte di frequenza
esemplarmente bilanciata e interagiscono perfettamente in fase, e questo semplifica la preparazione
del sistema. E' estremamente comoda la possibilità di utilizzare la rete ed il controllo a distanza, che
non solo aggiunge molte funzioni, ma consente un vero monitoraggio dell'intero sistema. Le
funzioni di network, qualità ed estensione delle casse Verse sono veramente uniche in questa fascia
di prezzo.
From “Production Partner” magazine
VERSE D:SIDER 10 E SUB 15
SELFPOWERED CLUB-PA WITH PWM AMPLIFIERS AND DSP CONTROLS

Since when the PWM digital amplifiers can be used also as professional amplifiers, there are brand
new perspectives and possibilities for the speaker developers: today it is possible, without a sensible
weight increase, to “activate” even the smaller speakers, i.e. provide them with their own integrated
amplifiers.
The PWM amplifiers don't need any additional transformer, and work just fine, thanks to their high
efficiency, with a minimal heat sink.
Moreover, the modern drivers are built with a Neodymium magnet, which saves 50-70% on the
speaker weight.
In addition to that, the active speakers have a wide range of further benefits, especially when each
one of them, being active, contains its own amplifier and digital controller.
Amps and controllers can therefore be adjusted perfectly on their respective speakers, and both
losses and faults caused by cables are already history; this also means fewer elements around
(therefore, also fewer sources of errors).

VERSE

Here come the new Speakers by Verse. Not just the speakers are new, but also the brand. Verse is
an offspring of a major Italian company, working in the fields of musical instruments, and was born
at the beginning of 2007. Since then, the Verse brand aimed to produce modern, high-quality
speakers.
Development and production had to stay located in the same house, in order to benefit from the
experts already in hand, and to cooperate with other firms.
It is known that in Italy there is plenty of quality PA drivers producers and, also concerning modern
amplifiers, Powersoft had a quick success among the Italians.
Powersoft is considered the pioneer of PWM technology and can already boast 10 years of
experience in this field. In technical jargon their products are called “official”, something about
which discussing are unnecessary. Each Verse speaker is therefore equipped with Powersoft
modules.

The module has in any case two channels, so it can action either the tweeter and woofer of a
satellite speaker or a subwoofer with a bridge connection.
The integrated DSP manages all the filters and limit functions; moreover it provides additional
features, such as remote control and monitoring.

OPEN SYSTEMS

“Open Systems” refers both to the new Verse speaker series, Insider MkII and D:Sider, which at the
moment consist of three Subwoofer and three tops.
There are three models of top, namely 10/2, 12/2 and 15/2, while the subwoofer models are
available in the models 15”, 18” and 2x15”.
These models can be combined in different ways, corresponding to the names: from the smallest
combination, consisting of two 10/2 tops and one 15” subwoofer, to the massive Club System with
four tops 15/2 and 18” subwoofers.
Flexibility is the main concern for Verse systems. Obviously, every single loudspeaker can be used
as monitor, goes without saying. A passive version of the satellite, at first announced, is not any
more among the objectives of the firm, given the optimal value-for-money ratio of the active model.
The two series have the same driver, amplifier and DSP. The only difference lies in the RS485
interface on the D:Sider models, which allow remote control and monitoring through PC software.
In order to ease as much as possible the assembling and usage of the speakers, there are proper
cable sets for audio signal and electricity, both of which can connect the subwoofer to the top,
creating a chain. Protection covers and a flying kit are also available as optionals. This Flying kit
consists of two flying bars, four doubles stud&ring, one eyebolt and several screws.
In order to use the control network you also need a USB-RS485 converter and the Verse software.

D:SIDER SERIES

The D:Sider tops are called D:Sider 10,12 and 15, and they are provided with a woofer of the same
size (inches).
The tweeter is a driver, with a 1,7” voice coil and a titanium membrane. Each driver is equipped
with neodymium magnets which makes them, compared with other equally powerful speakers,
particularly light. The cases for all models are made of birch plywood covered with a high-
resistance lacquer. The grate itself is tough, the handles are fairly allotted all around, there is a
flange for pole or tripod and rubber feet that round off the speakers look. The electronic parts can be
found on the backside, in a metal box. The Powersoft module includes a power supply unit, a
controller, an interface card and the necessary power cables.
Both the PowerCon network connection and the audio in also have an output socket, in order to
send power or sound signal to the next speaker. The commands on the satellite are a gain regulator
and six switches, hidden behind a covering plate. The switches activate the following functions:

- High-pass filter, to combine top and subwoofer


- Equalizer setting, especially intended for the use of the speaker as monitor.
- Equalizer setting, to be used with two D:Sider Tops side by side.
- Loudness function (dynamic equalization)
- Feedback remover

The sixth switch activates the “user” function, which activates a setup that the user can adjust
through software.
The subwoofers are very similar to the tops and made with matching outlook.
The 15” and 18” models have already 1,5KW of amplification power, and the biggest subwoofer,
the 2x15”, even reaches 2,8KW. The usage and connection area of the sub matches completely that
of the satellites. In order to use the subwoofer as mono there are two sockets with relative link
connection for left and right channel and also two PowerCon sockets to connect the satellites
directly to the electric network. The DSP switches are near here and they include the User button
and a Phase Reverse.

NETWORK AND SOFTWARE


Each D:Sider speaker is provided with a RS485 interface, that can be used by connecting an
Ethernet cable Neutrik RJ45 to the “Link” socket. With a normal network cable cat.5 you can also
create a Daisy Chain from speaker to speaker. The first speaker in the row must be connected with a
RS485-USB connector and that’s it, the network is ready. There is only one little precaution to keep
in mind: do not mistake the RS485 for an Ethernet cable, because for D:Sider the two looks exactly
the same.
The interface drivers can be installed without problems and the software quickly recognizes the
other connected speakers.
In the so-called “status view” (fig.15) all the speakers in the network are listed with their condition
and possible belonging to a group.
If many speakers are involved, you can easily have a quick overview. In info view you can select
several details, like the technical data and the firmware version of each speaker.
The DSP functions of the speakers can be found in Edit view (fig.16 top and fig.17 sub). Here you
can find the configurations for the common functions like save, copy, import, export and link. The
command panel divides the functions in equalizers, compressor, filters, feedback remover, delay,
loudness and gain. The upper third of the panel shows the Filter Bank with six filters in total, the
one actually in use and the curve; two rows of virtual LEDs show the level for high and low
frequencies in the speakers. Display and commands are so well done, that with this software you
have everything under control without reading the handbook even once. The Loudness and
Feedback remover functions are particularly interesting, since they are seldom found in a speaker.
The Loudness function, as we know it from older Hi-Fi systems, produces an increase of high and
especially lower frequencies, depending on the level, because the human ear perceives less these
frequencies at low volumes. The effect of the Loudness filter is showed in picture 4.
At higher volumes, the filter gets noticeably flatter and the effects softens.
The feedback remover is based on the principle of automatic feedback recognition and on the
adjustment, based on this analysis, of a notch filter for critical frequencies.
There is a maximum of twelve filters, whose release time can be set from one minute to infinite.
How much this features is significant on the single speaker – if at all – rather than applied to the
microphone channel, needs to be tested each time.

D:SIDER 10 IN DETAIL

The D:Sider 10 top belongs to the above-mentioned system, with its 500+150 Watts of power, a 10”
driver in Bass reflex case, overall size of 494 x 351 x 347 mm and its 16 Kg.
Looking at the frequency response first, (fig.1) you can notice a good steady course, with a level
increase at the edges, presumably made on purpose.
These “bathtub” frequency response diagrams are carefully adjusted by the producer, so as to make
the speakers sound naturally pleasant when compared, which can prove useful while selling them.

Those who feel it excessive, can simply straighten the curve with the software equalizer.
Excluding the “bathtub”, meaning the curve between 100Hz and 10kHz, there is an undulation of
no more than +/- 3dB.
The break frequencies both over and below (-6dB) stand between 72Hz and 18kHz; therefore the
D:Sider is already well equipped for many applications even without a subwoofer. The speaker also
gives a good impression in the spectrogram on picture 2. The tweeter sounds absolutely flawless
and concerning the low frequencies there is a little resonance, which presumably decreases at the
top's own frequency. Picture 3 shows a selection of the most important filters settings, with several
high-pass filters, as well as filters to use the speaker as a monitor and in cluster with a second top.
With the help from the filter bank you can adjust the frequency response further, in many ways that
cannot be listed here.

SUB 15: TESTS RESULTS

The Sub 15 subwoofer is built with a 15” chassis in bass reflex, size 586 x 456 x 566. Its weight,
drivers included, is 32kg, therefore easy to handle. Picture 5 shows the frequency responses of the
D:Sub 15, depending on the low-pass filter settings. In standard mode the red curve is effective.
Activating the low-pass filter in user mode, the cutoff frequencies between 70 and 140Hz can be
changed. A comparison between command panels shows (fig.16 for top, fig.17 for sub), that the
subwoofer is provided with identical functions but for compressor and feedback remover.

COMBINATIONS

At least concerning high-volume music or DJ use, the D:10 Satellite speaker must be completed
with a subwoofer. The D:Sider Sub15, about which we just spoke, is suitable for this purpose, and
can be used both as mono or, paired with a second Sub, as stereo.
Sub and Top are easily combined in standard mode, i.e. without taking trouble to use the software;
this way, the curve obtained is like the one showed in figure 6.
The “bathtub” in the frequency response is a bit more accentuated at low frequencies, so that the
sound is already deep; this fits perfectly many typical applications, as little clubs etc. You can
notice how, on picture 7, the systems interact tunefully.
In the field of crossover frequency about 140Hz the two curves are exactly congruent, so that both
the speakers involved complete each other at best. The test was made with speakers placed very
close to each other.
When placing the Top further away from the subwoofer, it is necessary to adjust the delay settings.
The resulting measurements are in diagram 8. At low frequencies the curve rises to almost 40ms,
which is inevitably caused by the build-up of several filters.
The first one is a crossover filter, then a acoustic high-pass filter consisting in the bass-reflex
chassis of the subwoofer, then again an additional high-pass filter to protect the subwoofer from the
extremely low signals, much below the operating frequency.
Figure 9 shows the possibilities of the user mode, with examples of the sum of two more top and
sub frequencies.
It is also possible, when a more linear frequency response is necessary, to produce a curve like the
green one (fig.9) with simple means. With a low-pass cut-off frequency of the Sub15 around 100Hz
and a high-pass cutoff frequency of the D10 of 140Hz, the curve gets completely straight, around
4dB of level compared with the reduce level of the D10.
The lower frequencies (-6dB) stand around 43Hz approx., which means we might have extreme
bass sounds. Figure 10 shows the comparison between D10 Satellite alone and together with a sub.
The subwoofer adds a whole lower octave to the system's sound range. Not only this: the subwoofer
has more to offer; it can be heard more clearly at high volumes.
Diagram 11 shows the distortion curves at 3% and 10%. Here the advantages of the subwoofer are
even clearer. Again, the tests have been conducted both with Top alone and combined.
The integrated controller limiter provides a clean level limit when the system reaches its extremes.
The satellite alone reaches its maximum level between 118 and 127 dB.
An average build-up between 100Hz and 10kHz reaches 120dB, and together with a sub it rises to
122dB. When considering the bass frequencies between 50Hz and 100Hz, the proportions are
somewhat different.
The top alone stands around 108dB (123dB with sub). In total, the maximum level curve for such a
compact system is excellent. The technical specifications report a max SPL value of 129dB (D10)
and 131dB (subwoofer). In most cases these values are measured as peaks with a given sound, so
one should expect values approximately 6dB higher than the ones measured with the 185-ms
“sinusoid burst” method. Our tests have been carried out in full space. Some producer boast,
especially concerning subs, values of 6dB higher at half space.

DIRECTIVITY

Concerning the D:10 directivity, one must notice that the tweeter is asymmetrical and the main
irradiation direction is 50° tilted down on the vertical plane. The advantage of this is clear when the
speaker is placed in its usual position, just above head height, so that the tweeter sound is directed
down towards the audience and not above it.
The horn is particularly made so that it radiates 100° wide down (towards the audience) and 50° up,
which is a much narrower range. The corresponding isobars are shown in figures 13 and 14. The
diagram shows a radiating behaviour of 80° x 50° outside -6dB. The technical specifications show
this asymmetrical 100° and 50° range on the vertical plane and 45° on the horizontal one, which
describes well the speaker behaviour; it is unnecessary to prove this feature with further tests.
The isobars curve is somewhat restless and not very upright, as it should ideally be, but this is not a
surprise for such a small loudspeaker.
When used as monitor, the horn, which has a square surface, can be quickly rotated. The main axis
is tilted 50° up, so as to radiate the sound quite high even when the speaker is near the listener.
When the horn is rotated, the 80° x 50° angle remains.
The limited contraction through interference in the transition areas, [coincide] with an octave 1-
2kHz wide, and narrows the freedom of movement on horizontal plane in front of the speaker.

CONCLUSIONS

The Open System speakers by the italian firm Verse consists today on two series (Insider and
D:Sider) with three active tops and three subwoofers, which are provided with power amplifier by
Powersoft PWM and DSP controller. The producer used high-quality parts, the gear and
manufacture are equally well made and the SRP itself can be considered favourable. An important
factor is the light weight of the speakers, which makes them easy to handle . The idea of an open
system also allows the user to expand it, from the small home system to the powerful Club-PA.
Through integrated DSP controls, both top and sub have perfectly balanced frequency response and
they wonderfully interact in phase, which makes easier the preparation of the system.
Also, using the network and the remote control is very convenient; not only it allows the user to
access many features, but also to monitor the whole system. Network functions, quality and
extension of Verse speakers are really unique in their price range.