Sei sulla pagina 1di 13

La gestalt.

Ghilli Giorgia IIID.


Fonti: Treccani, Wikipedia,
Walteptonio.it, imaginepsolo.
Origine.
La Gestalt sorse in Germania nel XX (1900) secolo e si sviluppò grazie agli psicologi: Ernst
Mach, Kurt Koffka, Wolfgang Köhler , Max Wertheimer.
Il termine, quindi, deriva dal tedesco "ġëstàlt" e significa "forma"; psicologia della forma e
della rappresentazione.
Partiamo col dire che la percezione è la capacità di carpire informazioni dal mondo esterno
attraverso: la vista, il tatto, l'udito, il gusto, l'olfatto e la luce.
La gestalt si basa sulla nostra esperienza percettiva del mondo, ad esempio: se un individuo ha
vissuto una vita travagliata, quest'ultimo durante un incontro con una persona giubilante
percepirà l'estraneo in modo negativo.
In opposizione, alla teoria prima citata, vi era la teoria associazionista: essa affermava che il
processo di percezione fosse una sommazione di stimoli (percezione del pugno sulla pelle unito al
dolore del colpo ricevuto).
Quindi, gli psicologi della forma credevano che le forme si creassero sulle leggi
percettive innate, legate al sistema nervoso, mentre gli psicologi associazionisti credevano che
le sensazioni si costituissero sulla base dell'esperienza passata dell'individuo.
La Gestalt contribuì a sviluppare le indagini sull'apprendimento, sulla memoria,
sul pensiero e nell'ambito della psicologia sociale.
Nel 1923 Wertheimer enunciò una serie di leggi, sulla cui base gli stimoli si organizzano in
forme:
-Legge della buona forma.
-Legge della vicinanza.
-Legge della somiglianza.
-Legge della continuità.
-Legge della chiusura.
-Legge dell'esperienza passata.
-Legge del moto comune.
-Legge dello sfondo.
-Legge della pregnanza.
Buona forma.
A parità di tutte le
altre condizioni, il
campo percettivo si
segmenta in modo che
risultino entità per
quanto possibile
equilibrate, armoniche,
costituite secondo un
medesimo principio in
tutte le loro parti.
Vicinanza.

A parità di tutte
le altre
condizioni, gli
elementi del campo
visivo che sono
fra loro più
vicini tendono a
essere raccolti in
unità.
Somiglianza.

A parità di tutte
le altre
condizioni, gli
elementi del campo
visivo che sono
tra
loro simili tendono
a essere raccolti
in unità.
Continuità.

A parità di tutte le
altre condizioni, la
mente
percepisce facilmente
l'immagine quando è
continuativa, senza
interruzioni, anche se
insesistene.
Chiusura.

A parità di tutte le altre


condizioni, gli elementi
accostati
approssimativamente sono
percepiti come una figura
chiusa
Esperienza
passata.
A parità di tutte le
altre condizioni, gli
elementi del campo visivo
che danno origine a una
figura familiare o dotata
di significato tendono a
formare un’unità.
Moto comune.

A parità di tutte le
altre condizioni, gli
elementi che si muovono
nella stessa direzione
vengono inseriti nello
stesso gruppo.
In questa legge possono
coincidere anche la legge
della vicinanza, della
somiglianza e il
moto/destino comune.
Sfondo.
A parità di tutte le altre
condizioni, alcuni elementi
di sfondo vengano percepiti
principali.
A tale teoria si collegano
altre due: principio di
area (l'oggetto più
piccolo, della
composizione, viene
percepito come principale e
quello più grande
secondario) e il principio
di convessità (le figure
convessi sono associati
alla figura mentre quelle
concave allo sfondo).
Pregnanza.
A parità di tutte le altre
condizioni, gli elementi ambigui
sono interpretati nel modo più
semplice e i bordi in contatto
potrebbero essere considerati
adiacenti o sovrapposti
Tra gli studiosi italiani della Teoria
della Gestalt sono da ricordare almeno Fabio
Metelli, per studi nel campo della percezione
visiva, ed in tempi recenti Gaetano Kanizsa, dei
cui studi è particolarmente noto il fenomeno
percettivo detto Triangolo di Kanizsa. Altri
autori di rilievo, che hanno contribuito a
diffondere lo studio della Teoria
della Gestalt nelle università italiane,
sono Paolo Bozzi e Giovanni Bruno Vicario. Alla
diffusione della Gestalt in Italia contribuì
anche Cesare Musatti, comunque più noto per il
suo impegno di psicoanalista. Nino Di Salvatore
(fondatore della Scuola politecnica di design di
Milano nel 1954) effettuò studi di Scienza
della Visione.
La psicologia della Gestalt, per via
dell'influenza e delle tradizioni di ricerca
avviate da questi grandi maestri, rappresentò
uno dei principali programmi di lavoro della
psicologia sperimentale italiana tra gli anni
cinquanta ed i primi anni ottanta, prima di
essere progressivamente sostituita
dal cognitivismo.