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LEZIONI DI

DIRITTO PENALE
PARTE SPECIALE
Ratio
necessità di assicurare il buon andamento e la imparzialità
della amministrazione pubblica, garantendo l’efficienza
della azione amministrativa attraverso il divieto di utilizzare
i pubblici poteri per realizzare deliberate ed ingiustificate
preferenze o indebiti favoritismi
Reati contro la Pubblica Amministrazione

I delitti contro la pubblica amministrazione, ad


eccezione delle ipotesi di cui agli articoli 316bis e
316ter, si configurano come reati propri in quanto
presuppongono la titolarità da parte del soggetto
attivo di una determinata qualifica pubblicistica
Qualifiche

 Il pubblico ufficiale
 L’incaricato di pubblico servizio
 L’esercente un servizio di pubblica utilità
Art, 357, I comma, c.p.

Agli effetti della legge penale sono pubblici


ufficiali coloro i quali esercitano una
pubblica funzione legislativa, giudiziaria o
amministrativa.
Art. 358, I comma, c.p.

Agli effetti della legge penale, sono incaricati


di un pubblico servizio coloro i quali, a
qualunque titolo, prestano un pubblico
servizio
Art. 359 c.p.

servizio di pubblica necessità è una attività di natura privata,


esercitata dai soggetti privati in nome e per conto proprio,
svincolata da ogni collegamento soggettivo con la pubblica
amministrazione, ma oggettivamente caratterizzata da un rilievo
pubblicistico, in ragione della natura degli interessi coinvolti e
dunque sottoposta a controllo da parte dello Stato.
Art. 314 c.p.
Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, avendo
per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la
disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è
punito con la reclusione da quattro anni a dieci anni e sei mesi
Si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni quando il
colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa,
e questa, dopo l’uso momentaneo, è stata immediatamente restituita
Peculato

È dibattuto in dottrina se il bene giuridico tutelato


sia il buon andamento della pubblica
amministrazione oppure il patrimonio della
pubblica amministrazione. Se quindi il reato sia
mono-offensivo oppure plurioffensivo.
Peculato

 Reato proprio non esclusivo


 Condotta appropriativa denaro o altra utilità
 Dolo generico
 Pura condotta
Art. 316bis c.p.
Malversazione a danno dello Stato

Chiunque, estraneo alla pubblica amministrazione, avendo


ottenuto dallo Stato o da altro ente pubblico o dalle
Comunità europee contributi, sovvenzioni o finanziamenti
destinati a favorire iniziative dirette alla realizzazione di
opere od allo svolgimento di attività di pubblico interesse,
non li destina alle predette finalità, è punito con la
reclusione da sei mesi a quattro anni
Bene giuridico tutelato

 Correttagestione delle risorse pubbliche


destinate a fini di incentivazione economica

 Buon
andamento della Pubblica
Amministrazione
Presupposti
 il
finanziamento sia funzionale allo sviluppo economico
del Paese;
 sia di provenienza pubblica
 abbiacondizioni più favorevoli rispetto a quelle del
mercato;
 abbia un vincolo di destinazione pubblica.
Art. 316ter c.p.

Salvo che il fatto costituisca il reato previsto dall’articolo 640bis,


chiunque mediante l’utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o
di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante
l’omissione di informazioni dovute, consegue indebitamente, per
sé o per altri, contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre
erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o
erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dalle Comunità
europee è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Indebita percezione di erogazioni pubbliche

 Reato comune
 Di evento
A forma vincolata
Art. 317 c.p.

Concussione
Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio
che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri,
costringe taluno a dare o a promettere indebitamente,
a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito con la
reclusione da sei a dodici anni
Art 629 c.p.

Chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno


a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un
ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da
cinque a dieci anni e con la multa da euro 1.000 a euro 4.000.
La pena è della reclusione da sei a venti anni e della multa da
da euro 5.000 a euro 15.000, se concorre taluna delle
circostanze indicate nell’ultimo capoverso dell’articolo
precedente.
Concussione ed estorsione
È configurabile il reato di concussione quando la costrizione o la
minaccia si concretizza nel compimento di un atto del proprio ufficio,
strumentalizzato per perseguire illegittimi fini personali; sussiste il delitto
di estorsione aggravata ai sensi dell’art. 61 n. 9, quando l’agente
pone in essere, nei confronti di un privato, minacce diverse da quelle
consistenti nel compimento di un atto o di un comportamento del
proprio ufficio, sicchè la qualifica di pubblico ufficiale si pone in un
rapporto di pura occasionalità, avente la funzione di rafforzare la
condotta intimidatoria nei confronti del soggetto passivo
Bene giuridico tutelato

prestigio della pubblica amministrazione quale


riflesso del dovere di fedeltà e correttezza del
funzionario pubblico, e quindi la imparzialità e
buon andamento della pubblica
amministrazione.
Concussione

La concussione è quel delitto a


cooperazione della vittima, e si
caratterizza per la costrizione
Art. 319quater c.p.

Induzione a dare o promettere utilità


Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il pubblico ufficiale
o l'incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua
qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere
indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità è punito
con la reclusione da da sei anni a dieci anni e sei mesi.
Nei casi previsti dal primo comma, chi dà o promette denaro o
altra utilità è punito con la reclusione fino a tre anni.
Costrizione ed induzione

Diversa intensità della pressione


prevaricatrice

Diverso oggetto della prospettazione


Sent. 12228 del 24.10.2014

Grado di cooperazione della vittima


Costrizione

consiste nell’obbligare taluno a compiere una


azione che altrimenti non sarebbe stata compiuta
o ad astenersi dal compiere una azione che
altrimenti sarebbe stata compiuta.
Elementi costitutivi costrizione

- l’antigiuridicità del danno prospettato

- l’assenza di un movente opportunistico di


vantaggio indebito per il privato
Induzione

comprende quei comportamenti del pubblico


agente, pur sempre abusivi, penalmente rilevanti,
che non si materializzano però nella violenza o
nella minaccia di un male ingiusto che non lascia
altra scelta al privato
Dicotomia

minaccia/non minaccia
danno ingiusto/indebito vantaggio
vittima/concorrente nel reato
Delitti di corruzione

Tutti i delitti di corruzione sono dei reati a concorso


necessario bilaterale, richiedono cioè la presenza di
due soggetti contrapposti che operano in maniera
speculare con condotte illecite convergenti,
entrambe indispensabili per il perfezionamento della
fattispecie tipica.
Delitti di corruzione

 condotte complementari, l’una necessaria all’altra.


 Concorso necessario
A forma libera
Delitti di corruzione

A differenza della concussione e della induzione


indebita, quindi, vi è una piena partecipazione
volitiva spontanea del privato e non vi è alcun abuso
da parte del pubblico agente nei confronti del
privato.
Art. 318 c.p.

Il pubblico ufficiale che, per l’esercizio delle sue


funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve,
per sé o per un terzo, denaro o altra utilità, o ne
accetta la promessa, è punito con la reclusione
da uno a sei anni.
Atto

include non soltanto gli atti formalmente


amministrativi, ma ogni concreto esercizio dei poteri
inerenti all’ufficio, come gli atti interni al
procedimento (pareri, richieste etc), gli atti di
governo, gli atti normativi, gli atti di diritto privato, i
comportamenti materiali.
Art. 319 c.p.

Atto contrario ai doveri d’ufficio


Il pubblico ufficiale che, per omettere o ritardare, o per
aver aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio,
ovvero per compiere o per aver compiuto un atto
contrario ai doveri d’ufficio, riceve, per sé o per un terzo,
denaro o altra utilità, o ne accetta la promessa, è punito
con la reclusione da sei a dieci anni.
Atto contrario ai doveri di ufficio

include ogni attività giuridicamente


rilevante che sia espressione del concreto
esercizio dei poteri inerenti all’ufficio.
Contrarietà ai doveri d’ufficio

non è richiesta la violazione di specifici doveri


ma è sufficiente la inosservanza dei doveri che
genericamente contraddistinguono l’attività
amministrativa.
Art. 319bis c.p.

La pena è aumentata se il fatto di cui all’art. 319 ha


per oggetto il conferimento di pubblici impieghi o
stipendi o pensioni o la stipulazione di contratti nei
quali sia interessata l’amministrazione alla quale il
pubblico ufficiale appartiene nonché il pagamento
di rimborsi o tributi.
Art. 319ter c.p.

Se i fatti indicati negli articoli 318 e 319 sono commessi per favorire o
danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo, si
applica la pena della reclusione da tre a otto anni.

Se dal fatto deriva l’ingiusta condanna di taluno alla reclusione non


superiore a cinque anni, la pena è della reclusione da quattro a dodici
anni; se deriva l’ingiusta condanna alla reclusione superiore a cinque
anni o all’ergastolo, la pena è della reclusione da sei a venti anni
Atto giudiziario

qualsiasi atto funzionale ad un


procedimento giudiziario, quindi tutti gli atti
che in qualche modo vanno ad influire sul
corretto svolgimento del processo
Dolo specifico

È necessario che l’azione illecita sia posta


in essere al fine di favorire o danneggiare
una parte in un processo civile penale o
amministrativo.
Art. 320 c.p.

Le disposizioni degli articoli 318 e 319 si applicano


anche all’incaricato di un pubblico servizio.

In ogni caso, le pene sono ridotte in misura non


superiore ad un terzo
Art. 321 c.p.

Le pene stabilite nel primo comma dell’articolo 318,


nell’art. 319, nell’art. 319bis, nell’articolo 319ter e
nell’art. 320 in relazione alle suddette ipotesi degli
artt. 318 e 319, si applicano anche a chi dà o
promette al pubblico ufficiale o all’incaricato di un
pubblico servizio il denaro o altra utilità
Art. 322 c.p.

Chiunque offre o promette denaro od altra utilità non


dovuti ad un pubblico ufficiale o ad un incaricato di
un pubblico servizio, per l’esercizio delle sue funzioni o
dei suoi poteri, soggiace, qualora l’offerta o la
promessa non sia accettata, alla pena stabilita nel
primo comma dell’art. 318, ridotta di un terzo.
Art. 322 c.p.

Se l’offerta o la promessa è fatta per indurre un


pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico
servizio a omettere o a ritardare un atto del suo ufficio,
ovvero a fare un atto contrario ai suoi doveri, il
colpevole soggiace, qualora l’offerta o la promessa
non sia accettata, alla pena stabilita nell’art. 319,
ridotta di un terzo.
Art. 322 c.p.

La pena di cui al primo comma si applica al pubblico ufficiale o


all’incaricato di un pubblico servizio che sollecita una promessa o
dazione di denaro o altra utilità per l’esercizio delle sue funzioni o
dei suoi poteri.

La pena di cui al secondo comma si applica al pubblico ufficiale o


all’incaricato di un pubblico servizio che sollecita una promessa o
dazione di denaro od altra utilità da parte di un privato per le
finalità indicate dall’art. 319.
Istigazione alla corruzione passiva

 l’autore della proposta può essere chiunque

 Destinatario della proposta deve invece essere un pubblico


ufficiale o incaricato di pubblico servizio
Istigazione alla corruzione attiva

L’offerta corruttiva è avanzata dal pubblico


agente, sicchè autore del rifiuto deve essere
il soggetto privato.
Art. 323 c.p.

Abuso di ufficio

Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato il pubblico ufficiale o
l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio,
in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in
presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi
prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio
patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto, è punito con la reclusione
da uno a quattro anni.

La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno carattere di


rilevante gravità
Bene giuridico tutelato

 buon andamento della pubblica amministrazione che


poggia sui caratteri della imparzialità e della
correttezza

 la
tutela si allarga anche all’interesse del privato che
subisce un danno ingiusto.
Elemento costitutivo

condotta realizzata dal pubblico ufficiale


nello svolgimento delle funzioni o
dall’incaricato di pubblico servizio nello
svolgimento del servizio.
Violazione di norme

Restano quindi escluse le disposizioni


contenute in circolari o provvedimenti
amministrativi
Ulteriore elemento

 Vantaggio per sé o per un terzo


 Un danno
 ogni forma di aggressione ingiusta alla sfera della
personalità per come tutelata dalle norme
costituzionali.
Art. 323bis c.p.

Se i fatti previsti dagli articoli 314, 316, 316-bis, 316-


ter, 317, 318, 319, 319-quater, 320, 322, 322-bis e 323 sono di
particolare tenuità, le pene sono diminuite.
Per i delitti previsti dagli articoli 318, 319, 319-ter, 319-
quater, 320, 321, 322 e 322-bis, per chi si sia efficacemente adoperato
per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori,
per assicurare le prove dei reati e per l'individuazione degli altri
responsabili ovvero per il sequestro delle somme o altre utilità
trasferite, la pena è diminuita da un terzo a due terzi.
Art. 325 c.p.

utilizzazione di invenzioni o di scoperte conosciute per ragioni di


ufficio
Il pubblico ufficiale, o l’incaricato di un pubblico servizio [358]
che impiega, a proprio o altrui profitto, invenzioni o scoperte
scientifiche, o nuove applicazioni industriali, che egli conosca
per ragione dell’ufficio o servizio, e che debbano rimanere
segrete, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con
la multa non inferiore a euro 516
Art. 326 c.p.

rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ ufficio


Il pubblico ufficiale o la persona incaricata di un pubblico
servizio che, violando i doveri inerenti alle funzioni o al servizio, o
comunque abusando della sua qualità, rivela notizie di ufficio, le
quali debbano rimanere segrete, o ne agevola in qualsiasi modo
la conoscenza, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Se l’agevolazione è stata colposa si applica la reclusione fino ad
un anno.
Art. 326 c.p.

il pubblico ufficiale o la persona incaricata di un pubblico


servizio, che, per procurare a sé o ad altri un indebito profitto
patrimoniale, si avvale illegittimamente di notizie di ufficio, le
quali debbano rimanere segrete, è punito con la reclusione da
due a cinque anni. Se il fatto è commesso al fine di procurare a
sé o ad altri un ingiusto profitto non patrimoniale o di cagionare
ad altri un danno ingiusto, si applica la pena della reclusione fino
a due anni
Notizie

tutte le conoscenze che riguardano atti


o attività connesse al funzionamento di
un pubblico ufficio o di un pubblico
servizio.
Rivelazione ed agevolazione

La rivelazione non è richiesto alcun contributo da parte di


chi riceve la notizia; la rivelazione determina
immediatamente la conoscenza della notizia.
Attraverso la agevolazione, invece, vengono rimossi gli
ostacoli alla conoscenza del segreto, implicando quindi un
contributo operativo da parte del soggetto che apprende
quindi la notizia.
Elemento psicologico

- Dolo generico primo comma


- Colpa secondo comma
- Dolo specifico terzo comma
Art. 328 c.p.

Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico


servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo
ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza
pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e
sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è
punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
Art. 328 c.p.

Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o


l’incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla
richiesta di chi vi abbia interesse non compie l’atto del suo
ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito
con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a euro
1.032

Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di


trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa
Tempestivo intervento

finalità di giustizia
di sicurezza pubblica
di ordine pubblico
di igiene e sanità.
Rifiuto

Reato di pura condotta


Dolo generico
Errore ex art. 47, III comma, c.p.
Omissione

 la formale richiesta dell’interessato


 il
mancato compimento dell’atto entro i termini
previsti
 la mancata esposizione delle ragioni del ritardo
entro trenta giorni. Anche in questo caso è
sufficiente il dolo generico.