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‘SPED. ABB. POST. gr. 1VI70 LEIDO S60 d ORGANO DELLA ‘SOCIETA ITALIANA GESTALT PSICOSOCIALE RIVISTA SEMESTRALE DI PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE S00 PIO FANTASIA E SOGNO IN PSICOTERAPIA DELLA GESTALT: Nuove ipotesi teoriche e metodologiche di Caterina De Vito, Maria Menditto, Filippo Rametta Liattivita artistica sta nel far rivivere in noi stessi una sensazione che si sia sperimentata, e dopo averla fatta rivivere in noi stessi trasformare tale sensazione in mo. vimento, o in linee, 0 in colori, o in suoni, o in forme espresse con le parole, cosi che altri possa provare quel- la stessa sensazione Lev Nikolaevie Tolstot La formulazione di una teoria diventa universale quando si inserisce nel processo evolutivo dell'uma- ita, La storia del pensiero & segnata infatti dalle intuizio- ni geniali di coloro che hanno saputo integrate in un unico, coerente modello teorico le acquisizioni del assato, le istanze della societa contemporanea ¢ le indicazioni e le speranze di questa proiettate nel fa. turo. Una volta chiarificata un'idea, una volta creata una struttura fissando il movimento, questa diviene patri- monio culturale comune e sostegno per successive Helaborazioni. Configurare una nuove gestalt, giun- “amumansencineacsinneseeseenneennttnesncnnnittenenenne | | gere all'insight, lascia spesso affascinati per la sua semplicita ¢ spontaneita A volte dimentichiamo che questa é il frutto, la giuc sta ricompensa, di un lungo, faticoso ed oscuro lavo. +0 che potrebbe facilmente scoraggiare, Far proprio un processo che & gia in nuce, destruttu- rare e ristrutturare gli elementi vecchi e nuovi, sinte. tizzare il tutto in un pensiero al tempo stesso innova. tivo e comprensibile cosi che altri possa provare quella stessa sensazione, caratterizza il potere creativo del. Fintelletto di coloro che da sempre contribuiscono al progresso culturale dell'umanita. Cosi Freud, Jung e Perls rappresentano punti fermi che consentono a tutti noi di sviluppare nuove idee, partendo dalle loro intuizioni, Quando una psicoterapia supera il ristretto ambito della “cura” ¢ diventa stimolo culturale comune, vuol dire che ha risposto alla reale sofferenza della societa del proprio tempo. Freud intul le notevoli istanze di liberta della pro- ria epoca, da troppo tempo represse, che se non opportunamente ascoltate avrebbero potuto determi- fare, come in effetti avvenne, il generale sovverti- mento dell'ordine precostituito. Cost Jung, di fronte all’olocausto delle guerre mon- diali, cercd di ridefinie il significato della morte non gid come “fine”, ma come momento di trasformazio- ne verso altre forme, recuperando alla Storia genera- Ie dell’Umanita una visione di speranza, Al pari di Freud e Jung, Perls tento di rispondere alle paure ed alle sofferenze del proprio tempo, indi- vidvando soprattuito nel!’azione consapevole Vele- mento essenziale per avviare una ricostruzione ed una ricomposizione delle frantumazioni in atto. De allora il contesto & cambiato: viviamo in una so- cieta accelerata, iperstimolata; ai “figli dei fiori” (che si affermavano attraverso Yanticonformismo) si sono sostituiti i “giovani rampanti” (che si affermano at- traverso il sucesso); nuovi personaggi sono entrati in scena e stanno coinvolgendo lintcro pianeta senza pit confini definiti: 'Informazione, il Terrorismo, la Destoricizzazione, la Droga, il Contagio, lInquina- mento, Eterna Giovinezza, I'Immagine, lTllusione. In una societ& preconfezionata come la nostra, dic venta sempre pit difficile trovare spazi disponibili per mantenere il contatto con noi stessi, con i nostri bisogni, con le nostre scelte, Per molti di noi sembra che i sogni rapprescntino uno dei pochi momenti di spontanea cteativita, non finalizzati ad un “prodotto”. Con questa curiosita abbiamo iniziato la nostra ricer- ca sul mondo onitico, consapevoli del fatto che se avessimo abbandonato le nostre idee “preconcette” avremmo affrontato l'ignoto e forse trovato qualcosa di nuovo, Nella nostra ricerca ci proponiamo, attra- verso innovazioni teoriche e metodologiche, di am- pliare il punto di vista gestaltico tentando di creare modalita di intervento pia rispondenti al contesto attuale ¢ alla nostra personale visione del mondo. Pregio del lavoro sui sogni in Psicoterapia delia Gestalt (P.dG.) & quello di far speri- mentare alla persona la riappro- ptiazione delle proiezioni attra- verso la rappresentazione delle parti del sogno per giungere al- Vintegrazione. Spesso, perd, al fine di diventare pitt efficace possibile, il terapeu- ta opera una selezione delle sce- ne o degli clementi del sogno basandosi sulla sua sensibilita ed intuizione, frutto di Iunga espe- rienza, e sulla “osservazione” del paziente (comunicazione non verbale, conoscenza della sua storia, reazione emoti- va tispetto al racconto delle varie scene, etc,). Questa prassi, molto utile per focalizzare 'attuale di- namica emergente e per rendere pit veloce il proces- So, si presta purtroppo ad alcuni inconvenienti. Spes- 50 il significato del sogno é rappresentato con figure ambigue che, oltre favorite le proiezioni del pa- iente, agevolano le proiczioni del terapeuta stesso. Alcuni elementi vissuti a livello consapevole dal pa- ziente come poco rilevanti ed a volte quindi imme- diatamente tralasciati nel racconto, sono invece mol- to significativi. Un terapeuta troppo sicuro del pro- prio intuito pottebbe dirigere ia sua attenzione, con- dizionando cosi anche quella del paziente, sugli ele- menti pit attraenti che ‘meglio si prestano ad una drammatizzazione; in tal modo egli diventa, al posto del proprio paziente, un regista di sicuro successo, Questi ed altri inconvenienti costituiscono il risvolto negativo della direttivita, che a volte caratterizza il lavoro gestaltico con i sogni. Proprio per l'ambiguita de! materiale onitico trovia- mo molto utile attenuare, in alcune fasi del lavoro con il sogno, Yintervento del terapeuta nel dare una patticolare direzione al lavoro. Consentire con tna pausa il titiro in se stesso del paziente, quasi a voler riproporre un ritmo biologico fra attenzione al mondo esterno (veglia) e attenzione al mondo interno (sonno) permette alla persona di avere una visione globale degli elementi lasciando affiorare solo quelli che in quel momento & possibile affrontare. II proporre L'identificazione con patti alienate di sé, che in qualche modo i paziente non si pud permet. tere di vivere come pioprie, produce a volte, pitt che tuna riappropriazione, un faticoso e rocambolesco sla. Wu he la” di Robert Deni, cit china, tempera cre srapp lom del paziente che riesce a soddisfare le esigenze del rerapeuta-regista senza riconoscere questi aspetti come propri. Attraverso Ia fase del ritiro questo pericolo sempre presente pud essere attenusto. In tale situazione le icolta che creano Pimpasse alla persona hanno la possibilita di strutturarsi in una gestalt che piano piano acquista una sua forma e appare come fanta- sma, che spaventa l'individuo e interrompe la sua consapevolezza. ‘AMBIGUITA, FANTASMA. E FANTASIA Di fronte ad una apparizione del genere nessun processo logico di pensiero pud essere utile per af frontare o destratturare if nostro nuovo ed antico nemico. Tutte le paure sembrano infatti attrarsi reciproce- mente per attuare sinergicamente il blocco della persona nel terrore Avete mai provato @ convincere un bambino dell'is- razionalita della sua paura e fargli capire che In sua stanza buia non ospita aleun “lupo cattivo"? Anche se provate a datgli spiegazioni razionalmente ed accendete la luce tipetutamente, ogni volta che la stanza torna buia il bimbo risente la presenza mi- nnacciosa del “lupo cattivo”; piuttosto che timprove- rate o ridicolizzare il bimbo spaventato pud essere pid utile fornirgli un fucilino 0 una trappola per lu- pi, anche solo simbolici, In altre parole & necessario ricorrere all’uso della fantasia che @ la sola che pud aggredite il fantasma. Questltimo utiizza un Tinguaggio spesso incom- prensibile ai processi logici “attuali” e quindi diffi- cilmente accessibile alla coscienza, Lindividuo pur potendo diventare consapevole di id che lo blocca in un determinato momento, si vi- ve spesso del tutto impotente nella sua passivita. Nella migliore delle ipotesi vivra questo aspetto di sé come fastidioso, di sicuro intralcio al raggiungi- mento dei suoi obiettivi e pericoloso per Ia stabilita della propria identira, Liobiettivo fondamentale di un proceso logico troppo rigido & quello di “convergere sul punto” tralasciando od eliminando quello che distoglie dal- Jo “scopo finale”. Tutto cid che, pur essendo vitale, rimane emarginato dai processi produttivi, continua ad agire creando sempre pid fastidio con la propria presenza. “au Mon ragioniam di lor, ma guarda e passa. te, Inferno, canto III, 51). Questi clementi “ambigui” che da un Jato catturano Ja nostra attenzione ¢ dallaltro vengono tralasciati per proseguire il cammino intrapreso, invece di ¢s- ” (Dan- sere integrati nella totalita, magari a prezzo di ung tidefinizione degli obiettivi prefissati, vengono post in ombra e ricoperti da “candide lenzuola” che ce muffano la loro originaria forma. Vengono cos tte sformati in elementi ancor pit ambigui in quanto ancor pitt incomprensibili: si viene a creare il fanta sma, “Fantesmina” di Proncesco Ramet “Un avtacua. (fantasma) é la proiezione di una drammatica umana fatta di conilitti, emozioni, pas- sioni, desideri, paura, angoscia o fiducia, insomma & Ja proiezione di una forma di esistenza. Delinea di- rettamente il mondo corrispondente a un suo deter- minato modo di essere. In questo senso, esso non appare come... qualcosa che non é. Appare in sé”. (H. Maldiney, 1988), Proiezione, il fantasma, ma proiezione che ricopre un'esperienza drammatica, un'emozione incontenibile, Entita ambigua, maschera, “persona” creata per na- scondere una ambiguita maggiore: quella di colui che non é riuscito a contenere le nostre paure infantili, troppo preso com'era a controllare le propri. Protezione di sé attraverso la proiezione, ma protezio- ne anche dellaltro a cui apparteniamo in modo strug gente Erediti ambigua: & come ricevere quale dono un antico maniero, patrimonio familiare segno di un “ticco” riconoscimento, che da un lato ci ticonnette ai nostri avi, ma dalPaltro ci costringe ad eleggere in quel luogo oscuro la nostra abituale dimora, im- ponendoci di accettare tutto cid che in esso & con- tenuto, pena la perdita infamante del “bene”. Messaggio ambiguo ma sigido, doppio legame che non consente deviazioni o “uscite d’emergenza”. L'ambiguité, clemento inevitabile dell’esistenza ume- na, che influenza il nostro modo di percepire la realti, di vivere emotivamente i nostri rapporti, di- viene particolarmente distruttiva allorché impedisce la scelta di quella polarita che in un determinato momento sentiamo come necessaria per la nostra crescita. Ogni trasformazione, ogni cambiamento, partenza, separazione, contiene in sé inevitabili elementi ‘di | cwezza della propria identita, percepita come luni ambiguita: cos come un genitore sperimenta il vuo- to della solitudine e contemporaneamente la gioia ¢ | Torgoglio per Yautonomia del figlio, che ha deciso di lasciare 1a casa dove ha vissuto per trasferirsi in un'altra al fine di sperimentare e vivere la propria nuova esistenza. A volte questo evento, naturale momento di passag- gio fra un'identita ed un'altra, fra una sponda e l’al- tra, viene vissuto unicamente come attentato alla si ca per sé possibile. La consapevolezza dell’individuo si blocca ¢ tutte le = energie disponibili vengono utiliczate per fermare il | movimento, con Fillusione di impedire il cambiamen- fo Lambiguité, che & movimento nelle situazioni di passaggio ¢ che comprende in sé il conflitto tra ap- partenenza e separazione, pud diventare struttura ri- - ida, che rende Vindividuo fragile ¢ incapace, vul- rerabile e quindi necessariamente pit difeso. A seconda di come si sviluppa questo processo, ci possiamo trovare di fronte ad una persona flessibile, in movimento e capace di “adoperare la fantasia” Galileo) per cresre un nuovo modello personale originale, oppure ad una persona identificata rigida- mente in una sola polarita ¢ che produce sempre ‘uovi fantasmi appartenenti alla polarita opposta. “La staticta, come assenza di trasformazioni, @ pura illusione,... che ci fa perdere il significato pit tangi- bile della nostra esistenza, I movimento € te conseguenti mutazioni devono essere consapevolmente accettati ed integrati nella gestalt della propria storia, per poter fluire libera- mente nella nostra vita € non rappresentare una forza minacciosa e destabilizzante. “pr cui pasove Vere Somuele cated di guella tetra dimara” a Percepire il cambiamento significa ‘levare gli or- meggi’, abbandonare la sterile sicurezza di una tigi- da identificazione con la vecchia gestalt della propria storia ed affrontare V'incerta ma eccitante avwentura con Ja vita, per riformulare una sempre nuova con- figurazione, una sempre nuova immagine del sé. Tutto questo nell’umile consapevoleza che ogni metamorfosi... € un momento estremamente delica- to: si abbandonano le vecchie protezioni, i vecchi gusci, e non si @ ancora abbastanza forti per sfrutta- te appieno le nuove acquisizioni” (Rametta, 1989), Affrontare cid che & sconoscitito con Ja fiducia nelle nostre capaciti di non smarrirci ed in quelle del- Pambiente di sostenere 1a nostra ricerca, ci fa muo- vere con curiosita verso il non familiare. Cid ci con- sente di attivare la fantasia quale funzione esplorati- va che manipola il sé ed il diverso da sé per inte- grare il “vecchio” con il “nuovo”. In questo processo V'intenzione raggiunge il risulta- to, il pensiero si traduce in realta, utilizzando la Jantasia quale strumento essenziale per la creazione della nostra identita Gia Perls aveva intuito la forza esercitata dalla fan- asia nella vita dell’individuo. Ma, preoccupato com’era di trovare une via per opporsi alla deperso- nalizzazione imperante in quegli anni, si focalizzd soprattutto sul pericolo che questa potesse essere utilizzata per non ingaggiare un valido rapporto con la realta, Si oppose cioe all'identificazione della fantasia con Villusione. Erving e Mitiam Polster attribuiscono alla fantasia una forza propositiva e creativa fornendo valide in- dicazioni sulla sua utilizzazione nella prassi terapeu- tica, Secondo i Polster “la fantasia pud essere usata per quattro fini principali: 1) il contatto con un evento, un sentimento 0 una caratteristica personale a cui si oppone resistenza; 2) il contatto con una persona attualmente non reperibile o con una situazione in- conclusa; 3) l'esplorazione dell'ignoto e 4) esplora- zione di aspetti di sé nuovi o poco familiari” (1986), Liincontro con Erving ¢ Miriam Polster ci ha fatto rivalutare Vimportanza ¢ Ja forza della fantasia nel processo terapeutico, FANTASIA E COSTRUZIONE DEL SE Consentiteci ora di aprire una parentesi. Sperimentata e consolidata Ia validita della P.d.G. per il tratramento dei disturbi nevrotici, resta da ve- rificare se questo approccio terapeutico contiene in sé validi strumenti per affrontare problematiche di tipo psicotico. Cid rappresenta Ia “sfida” inevitabile che accomuna oggi tutti gli orientamenti psicotera- pici che sono consapevoli dei propri limitt attuali. Formulata questa necessaria premessa, cerchiamo di individuare quale apporto pud dare alle ricerche in atto una rivelutazione della funzione svolta dalla fantasia nella costrazione del sé. Nel senso comune fare fantasie appare la cosa pit semplice, elementare che un esse- fe umano pud realizzare. Si @ convinti da pit parti che ab. bandonare la nostra capacita 0 predisposizione a “fantasticare” coincida con lacquisire “I'eta del- Is ragione” che & indispensabile per affrontare in modo maturo ed efficiente Ja nostra realtd. La cultura del nostro tempo sem- bra imporci una strada obbligata: Pabbandono di quelle attivita, di pensiero e non, che non portino alla produzione di qualcosa che sia valutabile in termini economi- ci. Cosi anche la capacita creativa e la fantasia sono state “imbriglia- te” ed asservite alle esigenze di mercato. La genialita viene spesso ticonosciuta e consentita solo a coloto i quali individuano prodot- ti ¢ carattetistiche che determina. no il raggiungimento di un sicuro successo, Si & perso cioé il contatto con cié che la fantasia pud rappresentare nella vita di un individuo adulto, Ricerche in campo educativo sullo sviluppo del pensiero divergente, in antitesi ad un’istruzione che utiliza unicamente strumenti per sviluppare il pensiero convergente, dimostrano come questo bisogno eccessivo di efficienza coinvolga drammaticamente anche il mondo infantile. Si viene sempre pitt 2 limitare il contatto con tutte quelle attivita legate alf'irrazionale, all’immagina- rio, al fantastico, che consentono un armonico sviluppo della personalita la quale ne- cessita di impegno e disimpegno, attenzione e di- strazione, contatto ¢ ritiro, La capacita di vivere il “qui ed ora” presuppone Taccettare gli inevitabili “intervalli”, a prima vista inutili ed infruttuose perdite di tempo, che sono in- dispensabili al mantenimento del nostro equilibrio. L’apparente “nulla” dei momenti di pausa é in real- ta pregno di attivita di cui non siamo ancora consa- pevoli, che possono spaventarci in quanto apparen- temente incontrollabili e senza forma. Le caratteristiche che Arieti cita come “semplici at- teggiamenti c condizioni per favorite la creativiti’ sono: T'isolamento, Vinattivita, il sognare ad occhi aperti, il pensiero libero, uno stato di disponibilita # cogliere le somiglianze, la credulita, il ricordare e COME UN FANTASMA (ons Reon nine career Cire ntene Poet een OF Cree nn Tina ad ogni parola eee baciare te Sete mi accare Sonne: i oer) Reamer) eee) PR ote ee Ney ro Foto di Diego Dionisio, il rivivere interiotmente i conflitti traumatici del passato, la vivacita e la disciplina ‘Afferma lo stesso Autote: “Vediamo ripetutamente la dicotomia del process creativo, perfino nelle condizioni che ho appena rac. comandato. Mentre alcune di queste condizioni chiedono Ia sospensione del controllo e apertura alle effusion quasi eutomatiche delle fonti primarie, altte richiedono Ia pitt grande disciplina, acutezza, controllo, valutazione e discussione. E tutte devono verificarsi in un'atmosfera generale di devozione, de- dizione ¢ determinazione” (1986). In altri termini Ja capacita creativa presuppone fra gli elementi indispensabili la fantasia Questa si manifesta come la capacita dellindividuo di strutturare in un’unica gestalt elementi apparente. mente inconciliabili utilizzando simultaneamente pensiero logico ¢ analogico. Fra le caratteristiche essenziali della fantasia ci sem bra importante evidenziare: a) la capacita di recuperare aspetti della realta che il processo logico lascerebbe fuori; ») il riconnettere le immagini che emergono dallo sfondo in una gestalt pia ampia; 0) seguire le leggi vincolate alle categorie spazio/ temporali e quelle svincolate da esse; @) il contenere Visrazionale connettendolo al pro- cesso logicos ©) il fungere da traduttore tra pensiero logico analogico. Appate evidente che la fantasia implica aver acquisito Ja capacita di structurare destruttutare la realta, di appartenere e differenziarsi. Le allucinazioni dei disturhi psicotici, al contratio, sono frutto di una disgregazione dell'lo che & incapa. ce di sentirsi coeso, di essere simultaneamente osser- vatore e osservato, La capacita di produrre fantasie implica la capacita di distinguere fra il reale ¢ il non reale e la ricerca di una loro pitt creativa integrazione, L’allucinazione non ha la capacita di operare tale distinzione lascian- do Vindividuo nello stato di Caos: tutto viene perce- pito come reale ed attuale, sprofondando la persona in un pozzo che non offre alcun appiglio per poter risalire alla luce. T terapeuta potrebbe fornire tale “appiglio” per fer. mate la caduta. Ma I'individuo deve potersi raffigura- te “proteso verso” e capace di “afferrare” I terapeuta deve da un lato “esserci” nella relazione, fungere da contenitore alle crisi di disgregazione del pa. ziente e dall‘altro deve lavorare per costruire la capacita fantastica che & indispensabile per la manipolazione del sé, per dare forma al Caos. Contenuta la ctisi il terapeuta deve infatti stimolare la capacita progettuale del paziente di porsi degli obiettivi e di individuare le vie possibili per la loro realizzazione “Ora i progetti vengono, per definizione, dalla fanta- sia, ¢ in questo senso la divisione tra spazio ¢ corpi rigidi viene dalla fantasia... Quando noi ci troviams a riflettere sul mondo, riscontziamo che “é fatto co- i”. Ma cid accade dopo un lunghissimo seguito di operazioni progettate, cominciate fin dalla culla (se non prima) come prolungamento di azioni istintive. » Liinfante gioca, cio® progetta su tutto cid che gli ca- pita @ tiro, ¢ solo attraverso questi progetti ed esperi- ‘menti inconsapevoli impara come & fatto il mondo. Non appena, poi, dictro il progerto si presenta unin. tenzione, (e cid accade prestissimo), Pesperimento “tiesce 0 non riesce”, l'infante mette alla prova un'in- terpretazione, ¢ le interpretazioni riuscite gli fanno dire: “il mondo @ fatto cosi*. Pensiamo, ad esempio alla terza dimensione. Solo dopo non esser rivscito ripetutamente ad afferrare, né la tazza, né la luna Vinfante impara a formaligzare certi movimenti, ¢ os- serva che gli permettono di impadronitsi della taza € non della luna. Si distinguono, cost, i vati piani. Tuome continua a progettare e formalizzare per biso- gni non immediati: al limite, del tutto disinteressate- mente. Quando cid avviene... questo prolungamento del gioco come proiezione di operazioni possibili si chiama “scienza”, Ecco perché, in qualsiasi scienza, & tanto necessaria la fantasia” (V, Mathieu, 1988), cost come & necessaria la fantasia per affrontare in modo pieno Ia propria vita: Ja scienza & fondamentalmente ricerca per dare forma alle possibilitd cosi come la tera. ia & ricerca comune della struttura possibile del sé In questa ricerca 2 essenziale la capacita del terapeuta di uilizeare la propria fantasia che pud diventare reale momento di contatto ed essa stessa contenitore delle al- lucinazioni del paziente, Come Pacqua che scorre pud assumere magicamente Ja forma del vaso che la contiene, cos lo spazio inde- finito pud essere strutturato, discriminato ¢ quindi conosciuto; il tutto pur mantenendo il movimento interno, Per quanto fin qui detto & importante sottolincare la necessita di discriminate il tipo di esperimento da pro- porre in funzione della situazione attuale del pazien- te, Si rende necessario, quindi, quando si lavora con pa- ienti molto gravi, con possibili nuclei psicotici, uti lizeare quegli esperimenti che consentano pit che un’espansione dei confini dell'lo, una loro individua- zione. Questo argomento merita ulteriori approfondimentis in questa direzione & impegnata la nostra ricerca ¢ satemo grati a tutti coloro che volessero dare il loro contributo di idee, Come gia abbiamo avuto modo di esprimere, i distur- bi psicotici costringono tutti noi all umilta e alla con- tinua rielaborazione delle nostre esperienze e delle nostre teorizzazioni. Spesso quando si & convinti di aver raggiunto la verita ci si accorge come Sisifo che @ necessatio ricominciare: forse questa lesperienza € la sofferenza che vivono le persone con disturbi psicotici, L'importante & non scoraggiarsi, accettare i propri limiti, riattivare le proprie energie ¢ rimettersi in cammino.