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ewINFLUENZE CLIMATICHE sulla DISTRIBUZIONE degli INQUINANTI 

Attività umane che influenzano l’atmosfera: 


-attività industriali: inquinanti volatili (SO2, particolato,idrocarburi, CFC, Met.) 
-combustione fossili: CO2, CO, SO2, NOx, CH4, PAH, ecc. 
-trasporti: CO2, CO, SO2, NOx, CH4, PAH 
-diminuzione vegetazione 
-incendi foreste: CO2, CO, NOx, PAH 
- agricoltura: CH4 da scorie animali; N2O da denitrificazione di suoli fertilizzanti 
Effetti negativi: 
-piogge acide 
-produzione di inquinanti ossidanti (smog fotochimico) 
-aumento di gas che assorbono radiazioni IR (effetto serra) 
-diminuzione strato O3 protettivo UV (buco ozono) 
-corrosione materiali 
AZOTO in Atmosfera 

78.08% in volume 
Essenziale per la sintesi di biomolecole N2 atmosferico viene fissato da parte di 
microorganismi. Per reazione fotochimica non si dissocia facilmente (≠ da O2), ma a 

>100 Km sì: N2 2N 


 
Protossido di azoto prodotto da batteri nel processo di denitrificazione nel ciclo 
dell’azoto: deriva da fertilizzanti azotati 
Nella stratosfera:contribuisce alla distruzione dell’O3   
 
NECESSITÀ DI RIDURRE I FERTILIZZANTI!

   
 
 
EFFETTI ANTROPOGENICI sul Ciclo dell’AZOTO 
 
Ciclo dell’Azoto 

 
 
 
 
 
Stato di ossidazione dell’azoto 

OSSIGENO in ATMOSFERA 
20.95% in troposfera 

Essenziale per: -ossidazioni biologiche (CH4+ O2----> CO2 + H2O) 

- combustioni 
-aumenta per fotosintesi 
Si pensa che tutto l’O2 sia stato prodotto fotosinteticamente in atmosfera ricca di CO2 
O atomico --->prodotto fotochimicamente --> 
Ad alte quote O2 molecolare assente 
 
 
 
 
Prodotto nella ionosfera dove si ha trasmissione delle onde radio ad alta frequenza 
 
OZONO 
 
O2 + O + M O3 + M 
M  è  una  molecola  extra  (generalmente  N2)  che  assorbe  l’eccesso  di  energia  rilasciato 
dalla reazione la concentrazione massima si ha tra 25-30 Km ed è di 10 ppm 
La reazione 2O3 --->3O2 è favorita termodinamicamente :l’ozono è instabile  
Si decompone per reazione fotochimica (c.a 20%) O3-->O2 + O O3 + O→ O2+O2 
Assorbe radiazione UV (UV-C con O2, UV-B (poca 280-320nm), UV-A non 
sono pericolose) 
Nella stratosfera – “Buco dell’ozono”: la sua decomposizione è catalizzata 
da varie specie: NO, N2O, H·, OH·, HOO·,ClO·,Cl·,Br ·. 
Nella  troposfera  l’ozono  si  produce  per  smog  fotochimico,principalmente dalle emissioni 
degli autoveicoli O2 + N2←-Alta t--->2NO 
NO  è  responsabile  della  formazione  di  ozono  troposferico  in  presenza  di  forte 
illuminazione (reaz. Fotochimica) 
Conseguenze: danni alle vie respiratorie, ai materiali (ad es. pneumatici) ed effetto serra 
CO2 in atmosfera

 
 
PIOGGE ACIDE 
 
Precipitazioni rese acide da acidi più forti della CO2 1) H2SO4 2) HNO3 3) HCl 
NO--->  HNO3  poco  solubile  in  H2O,  non  reattivo  resta  in  atmosferamolto  solubile  in 
H2O,  molto  reattivo  anche  se  volatile:  si  sottrae  all’atmosfera  quindi  effetti  nocivi  su 
piante, animali, materiali, ecc.  
Es: 2H+ + CaCO3 Ca2+ + CO2 + H2O –>corrosione monumenti 
Volatilità causa problemi di globalizzazione dei fenomeni: da locali a regionali 
Foreste  distrutte:  dal  bacino  della  Ruhr  (Germania-  foresta  Nera)  alla  Penisola 
Scandinava 
Il particolato atmosferico 
Polveri  totali  sospese  materiale non gassoso(liquido-solido) caratterizzato da una 
bassa  velocità  di  deposizione  tale  da  rimanere  sospeso  in  atmosfera  per  un  certo 
tempo  Aerosol  atmosferico  sistema  multifase  disperso,  contenente  gas e particelle 
sospese.Le  particelle  dell’aerosol sono costituite da una miscela di fase liquida e/o solida 
e  le  dimensioni  del  diametro  (dae)  variano  da  pochi  nm  a  100μm  (particelle  giganti). 
Particelle  con  dimensioni  superiori  a  100  μm  sono  rare  in  atmosfera  poiché  la  loro 
massa è tale da farle depositare rapidamente al suolo 
PM10 Particelle totali sospese con diametro inferiore a 10 μm, si misura in μg/m3 
PM2.5 Particelle totali sospese con diametro inferiore a 2.5 μm, si misura in μg/m3 
PM2.5  /PM10  Rapporto  utile  per  conoscere  la  frazione  delle  particelle  più  fini  e quindi 
più pericolose per la salute dell’uomo 
ORIGINE DEL PARTICOLATO 
Sorgenti  primarie:  emissioni  di  particelle  in  atmosfera  da  processi  di  combustione 
(traffico,  riscaldamento  domestico,  emissioni  industriali,centrali  energetiche  a 
combustione) 
Sorgenti  secondarie:  formazione  di  particelle  a  partire  da precursori gassosi attraverso 
reazioni  fotochimiche  e  processi  di  condensazione  in  particolare  composti  organici 
volatili (VOC) 
Limiti PM10 applicati in Italia :livello di attenzione -50 μg/m3 (7 gg consecutivi) 
livello di allarme - 75μg/m3 
EU  Direttiva  Figlia  della  96/62  EC  abbassamento  dei  limiti  di  PM10;  PM2.5  come 
nuovo indicatore per inquinamento atmosferico. 
Applicazione di un fattore di correzione pari a 1.3 per concentrazioni 
rilevate con TEOM (metodo di campionamento che sottostima) 

Qualità dell’aria in ambiente urbano 


Fattori di pressione per la qualità dell’aria in ambiente urbano (SORGENTI): 
TRAFFICO  VEICOLARE:stile  di  vita  dei  cittadini:  in  Italia,  diminuzione  del  4,2%  dal 
‘90 al ‘98 del trasporto pubblico in città caratteristiche tecniche di veicoli e combustibili: 
nonostante  l’incremento  del  traffico  privato  e  merci,  per  effetto  delle  norme  su  veicoli  e 
carburanti  è  prevista  entro  il  2020  una  riduzione  del  20%, rispetto al 1995, per tutti gli 
inquinanti tradizionali (no CO2)) 
RISCALDAMENTO DOMESTICO.ATTIVITA’ INDUSTRIALE 
ENTITÀ  DEL  PROBLEMA:  circa  il  70%  della  popolazione  europea  vive  negli 
agglomerati  urbani,  che  coprono  il  25%  del  territorio.  Importanti  effetti  sullo  stato  di 
salute dei cittadini 
Principali inquinanti atmosferici in ambiente urbano 
Stato  di  qualità  dell’aria  in  ambiente  urbano:  confronto  tra  le  [  ]  di  alcuni  inquinanti 
condei  valori  di  riferimento,  indicati  dalla  normativa  sulla  base  di  considerazioni 
sanitarie 
INQUINANTI  TRADIZIONALI  (macroinquinanti):  SO2,CO,NO2,O3,polveri  totali 
sospese.. 
INQUINANTI NON TRADIZIONALI (microinquinanti): benzene, PM10, IPA... 
INQUINANTI  PRIMARI:  CO, benzene (traffico), SO2 (settore energetico): una riduzione 
delle emissioni corrisponde ad una riduzione delle concentrazioni 
INQUINANTI  SECONDARI:  si  formano  da  uno  più  precursori  in  seguito  a  reattività 
chimica.  La  relazione  tra  riduzione  delle  emissioni  e  diminuzione  delle  concentrazioni 
atmosferiche  non  è  così  semplice  (es.  O3  e  PM10)Esempio  O3:  risultato  di  complesse 
reazioni  chimiche che coinvolgono NOx (NO+NO2) e i VOCs (composti organici volatili), 
catalizzate dalla radiazione solare (t = ore o giorni) 
Max  di  concentrazione  in  zone  remote  sottovento  alle  città:  nelle  campagne 
dell'hinterland  di  Milano,  nel  ’99  calo  del  25-30%  dei  quantitativi  di  frumento 
NOx(marmitte catalitiche): [O3] 
VOCs : effetto negativo per l’inquinamento da PM10 
L’inquinamento  dell’aria  è  un  fenomeno  da  considerare  nel  suo  insieme:  emissioni, 
miscele di inquinanti, reazioni chimiche, trasporto.. 
Gli effetti 
Elevate concentrazioni di sostanze inquinanti nell’aria urbana: 
- danni sui beni materiali (corrosione dei monumenti)- danni alla vegetazione (es. O3) 
-  diminuzione  della  visibilità:  la  riflessione  solare  ad  opera  del  particolato  atmosferico 
di dimensioni nell’ordine della λ del visibile è il fenomeno principalmente responsabile 
-effetti  sulla  salute  umana:Diverse  ricerche  epidemiologiche  mostrano  un  aumento  di 
mortalità  e  ricoveri  ospedalieri  nei  giorni  di  maggior  inquinamento  atmosferico:  es. 
aumento  lineare  dello  0.5-  1%  nella  mortalità  giornaliera  per  incrementi  di  [PM10]  di 
10 μg/m3 provvedimenti straordinari che siano efficaci nel ridurre le emissioni negli 
stessi  giorni  (stato  di  attenzione:  “una  situazione  di  inquinamento  atmosferico 
suscettibile di determinare una condizione di rischio ambientale e sanitario”. 
Per il PM10: limite di attenzione = 50 μg/m3; limite di allarme = 75 μg/m3) 
Per  diversi  inquinanti  atmosferici,  es.  benzene,  PM10,  IPA  (es.  benzo[a]pirene), 
cancerogeni  per  l’uomo,  non  è  possibile  individuare  un limite al di sotto del quale non vi 
siano rischi necessari provvedimenti con un’efficacia continuativa per il rispetto degli 
obiettivi di qualità, rivolti alla protezione a lungo termine della salute e 
dell’ambiente nelle aree urbane ( [PM10] = 40μg/m3 media annua, DM 25/11/94)