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Le belle storie riscaldano l’anima

Raffaello Sanzio, La Fornarina, 1518–1519 circa, Roma, Gallerie Nazionali di


Arte Antica, Palazzo Barberini

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Il principe Raffaello Sanzio rappresenta da sempre la perfezione nella pittura: la
divina sintesi dell’arte del Rinascimento. La grazia delle sue figure l’hanno reso nel
tempo un modello da imitare e addirittura da rifiutare per troppa perfezione. Affabile,
elegante e con un grande talento, il maestro diventerà presto uno degli uomini più
potenti del suo tempo. Avrà una vita breve, che però gli basterà per rimanere per
sempre negli dei della pittura occidentale.
La Fornarina ha fatto sognare milioni di persone per la sua grande storia d’amore
con il maestro. Certo, è un’ipotesi, però mi piace vederla così. Lei è Margherita Luti,
o Luzzi, figlia di un fornaio trasteverino a Roma, e si racconta che il primo incontro
fra i due avvenne fra le strade di Trastevere, dove sorge una casa quattrocentesca.
Dalla finestra si sarebbe affacciata la Fornarina e Raffaello vedendola, se ne
innamorò perdutamente e da quel giorno diventò la sua musa ispiratrice.
Addirittura, uno spassoso aneddoto racconta che il banchiere Agostino Chigi
debba ammettere sul cantiere della sua villa la donna di cui l’artista è innamorato, per
farlo continuare a lavorare56.
Quest’opera quindi Raffaello la dipinse per sé stesso, raffigurando la sua amata
come una venere punica, e non è un caso infatti che nella parte alta dell’opera si
intravede un cespuglio di mirto, attributo appunto a Venere e simbolo della fedeltà
matrimoniale.
Lei, bellissima e maliziosa, guarda lo spettatore. Il bracciale con in bella vista la
firma dell'artista diventa un evidente suggello d'amore del maestro, quasi a voler
sottolineare che questa donna è sua, interiormente ed esteriormente.
Come non amare questo quadro? Fa sognare. In passato è stato romanzato certo,
ma il racconto di questa umile fanciulla che fa innamorare il principe delle arti,
colpisce ancora. D’altronde una storia diventa bella quando è raccontata bene e noi,
in fondo, siamo un po’ le nostre storie.
Crea il romanzo della tua vita perché i bei racconti riscaldano l’anima.

56 Costantino D’Orazio, Raffaello segreto, Dal mistero della Fornarina alle Stanze Vaticane, Sperling & Kupfer, Milano
2015, versione eBook, p. 14.

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