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I moti dell’animo

Leonardo da Vinci, Ritratto di Ginevra de' Benci, 1474, National Gallery of


art, Washington

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Ginevra de' Benci era la figlia di Amerigo Benci, ricco banchiere forse amico del
padre di Leonardo, Ser Piero da Vinci. è ricordata da Lorenzo il Magnifico come una
delle donne più colte della società fiorentina del tempo. Opera delicatissima con
riflessi fiamminghi, riflette la bellezza interiore ed esteriore della protagonista, resa
immortale dal maestro. Il cespuglio di ginepro dietro la donna, allude al suo nome
Ginevra e l’amore del Bembo per la donna è stato cantato in innumerevoli versi dai
poeti della cerchia fiorentina: un amore appassionato e casto, secondo i dettami del
canone neoplatonico e il ritratto è l’unione dell’immagine dell’amata e l’animo del
suo innamorato.26 Nessun artista come Leonardo ci insegna la bellezza del creato. La
sua forza derivava da una grande voglia di sapere. Leonardo, in effetti, è un caso
irripetibile per l’umanità, il maestro infatti lascia all’umanità i codici vinciani, circa
6000 pagine sopravvissute di appunti, disegni e annotazioni che risultano un
immenso patrimonio di pittura, tecnica e scienza. Solo per fare alcuni esempi il genio
di Vinci disse “il sole non si muove” quaranta anni prima di Copernico, suggerì di
usare “occhiali per vedere la luna” prima di Galileo, inventò il primo carro armato
prendendo spunto da una tartaruga e riuscì a creare il primo veicolo per volare
semplicemente guardando gli uccelli. Il maestro infatti, osservando i movimenti dei
volatili, capì che nel volo non c'era nulla di magico ma solo semplice e mera
meccanica. Tutto questo grazie ad una curiosità e genialità affascinante: Leonardo
non si dava limiti, si faceva domande e ipotizzava risposte; immagina e sognava,
stupendosi ogni volta della bellezza del creato.

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Stefano Zuffi (a cura di), I generi dell’arte, Il ritratto, Electa editore, 2011 p.96.

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Ma soprattutto Leonardo era pittore, che con pochissime opere è riuscito a
diventare il punto centrale dell’arte Occidentale. La ricerca dell’animo umano nella
pittura sarà per tutta la vita il suo scopo, rivelandosi di importanza fondamentale per
lo sviluppo dell’arte. Con Leonardo anche il pittore è uomo vitruviano, anzi lo è forse
più degli altri: lui è la vera copula mundi27 e mostra che l’arte non vuole solo curare
la nostra anima, ma vuole anche mostrarla con i “moti dell’animo” che ricercano
l’interiorità, le emozioni, il profondo dell’uomo attraverso la pittura e la
fisiognomica.28
Il maestro di Vinci disse infatti in un suo celebre scritto:
“Farai le figure in tale atto il quale sia sufficiente a dimostrare quel che la figura
ha nell’animo; altrimenti, la tua arte non sarà laudabile”.

Quindi sensazioni ed emozioni devono essere trasmesse allo spettatore, ed è una


affermazione che cambierà per sempre la pittura: da Leonardo a Van Gogh diventerà
questo l’obbiettivo della pittura europea con volti, paesaggi e colori perché l’arte non
cura solo l’anima, è l’anima.

27
Philippe Daverio, Guardar lontano Veder vicino, Rizzoli, 2013, Milano, p. 160.
28
Flavio Caroli, La storia dell’arte raccontata da Flavio Caroli, Electa editore, Milano, 2012

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