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1 Le espressioni algebriche letterali

DEFINIZIONE. Chiamiamo espressione algebrica letterale un insieme di numeri, rappresentati


anche da lettere, legati uno all’altro da segni di operazione.

ESEMPI

2a  3x Si legge <<due a meno tre x>>

5ax  2a Si legge <<cinque ax più due a>>






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2 I monomi

DEFINIZIONE. Si chiama monomio un’espressione letterale in cui i numeri e le lettere sono legati
tra loro solamente dalle operazioni di moltiplicazione.

In un monomio è possibile distinguere una parte numerica, chiamata coefficiente, e una parte letterale.

ESEMPIO
parte letterale parte letterale parte letterale

1 2 2 2
5ab  a bc ab
4
coefficiente
coefficiente

 

REGOLA. Se in un monomio non figura alcun coefficiente si considera come coefficiente:

• il numero +1 se il monomio è preceduto dal segno più;

• il numero −1 se il monomio è preceduto dal segno meno.

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2 I monomi

DEFINIZIONI.

• due monomi si dicono simili quando hanno la stessa parte letterale, ovvero le stesse lettere con
gli stessi esponenti;

• due monomi si dicono opposti quando sono simili ed hanno coefficienti opposti;

• due monomi si dicono uguali quando sono simili ed hanno lo stesso coefficiente.

DEFINIZIONE. Il grado di un monomio rispetto ad una sua lettera è l’esponente con cui questa vi
figura.

DEFINIZIONE. Il grado complessivo di un monomio è la somma degli esponenti delle varie lettere
che in esso figurano.

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3 L’addizione algebrica di monomi

REGOLA. La somma algebrica di due o più monomi simili è un monomio simile ai monomi dati
avente per coefficiente la somma algebrica dei coefficienti dei monomi simili. Se i monomi non sono
simili la somma algebrica si lascia indicata.

ESEMPIO
2 1
8a2 b2c 2  ab  4a2 b2c 2  ab
3 4

 2 1
8  4 a b c   3  4ab 
2 2 2



11
12a b c  ab
2 2 2
12



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4 La moltiplicazione di monomi
Prima di eseguire la moltiplicazione di due monomi è utile ricordare che:

PROPRIETÀ. Il prodotto di due o più potenze aventi la stessa base è uguale ad una potenza che ha
per base la stessa base e per esponente la somma degli esponenti.

ESEMPIO
a3  a2  a  a321  a6

PROPRIETÀ. Il prodotto di due o più monomi è un monomio avente:


• per coefficiente, il prodotto dei coefficienti;
• per parte letterale, tutte le lettere presenti nei vari monomi, ciascuna scritta una sola volta e con
esponente uguale alla somma degli esponenti della stessa lettera.

ESEMPIO

3a b c 2ac 4a b


2 2 2

 3 2 4 a212 b21c 11  24a5 b3c 2


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5 La divisione di monomi
Prima di eseguire la divisione di due monomi è utile ricordare che:

PROPRIETÀ. Il quoziente di due o più potenze aventi la stessa base è uguale ad una potenza che
ha per base la stessa base e per esponente la differenza degli esponenti.

ESEMPIO
a5 : a2 : a  a521  a2
PROPRIETÀ. Il quoziente di due monomi, di cui il secondo non nullo, è un monomio avente:

• per coefficiente, il quoziente fra i coefficienti;



• per parte letterale, tutte le lettere presenti nel dividendo, ciascuna scritta una sola volta e con
esponente uguale alla differenza tra gli esponenti della stessa lettera che compaiono nel dividendo
e nel divisore.

ESEMPIO

  
15a5 b4c : 3a3 b2  15: 3 a53 b42c 10  5a2 b2c

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6 La potenza di un monomio
Prima di eseguire la potenza di un monomio è utile ricordare che:

DEFINIZIONE. Si dice potenza di un monomio il prodotto di tanti monomi, tutti uguali al monomio
dato, detto base, quanti ne indica l’esponente.

ESEMPIO

    
2
2ab  2ab  2ab  4a 2 2
b


REGOLA. La potenza di un monomio è un monomio avente:

• per coefficiente, il coefficiente elevato all’esponente della potenza;

• per parte letterale, tutte le lettere aventi ognuna per esponente il prodotto tra il proprio esponente
e quello della potenza.

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7 I polinomi

DEFINIZIONE. Il polinomio è la somma algebrica di più monomi non simili tra loro. Un polinomio
che non contiene termini simili si dice ridotto.

ESEMPIO

3ab  2b  ac

DEFINIZIONE. Si dice grado relativo di un polinomio rispetto ad una lettera il massimo esponente
con cui quella lettera compare nel polinomio. Il maggiore fra i gradi dei monomi che costituiscono un
 complessivo del polinomio.
polinomio rappresenta il grado

ESEMPIO

4a2 bc 2  a3 b2c 2  3a2 bc 3

• Il grado relativo rispetto alla lettera a è 3 • Il grado relativo rispetto alla lettera b è 2

rispetto alla lettera c è 3


• Il grado relativo • Il grado complessivo del polinomio è 7

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7 I polinomi
DEFINIZIONE. Un polinomio si dice ordinato secondo le potenze decrescenti (o crescenti) di
una lettera, quando gli esponenti della lettera stessa si succedono in modo decrescente (o
crescente).

ESEMPIO
Ordinato secondo le potenze
3x 5 y  5x 2 y  3xy  7 decrescenti della lettera x.

DEFINIZIONE. Un polinomio si dice completo rispetto ad una lettera quando essa vi compare con
tutte le potenze, da quella con esponente maggiore a quella con esponente di grado zero.

ESEMPIO
3 6 5
2a4  a3 b  a2 b2  ab3  b4 Completo rispetto alle lettere a e b.
4 7 4
DEFINIZIONE. Un polinomio si dice omogeneo quando tutti i suoi termini hanno lo stesso grado.

ESEMPIO 3 2 6
2a2 b2c  ab2c 2  a2 bc 2  a3 b2 Omogeneo di quinto grado.
4 3 5
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8 L’addizione algebrica di polinomi

ESEMPIO

Vogliamo risolvere l’espressione

 2 1  5 2 4 1 3  3 2 1 
a  ab  5b   a  ab  b   a  ab  b 
3 3
 2  3 3 5  5 6 
 Si tolgono le parentesi utilizzando le regole dei numeri relativi e del calcolo dei monomi:

1 5 4 1 3 1
 a2  ab  5b3  a2  ab  b3  a2  ab  b3
2 3 3 5 5 6
 Si esegue la somma algebrica degli eventuali termini simili:

 1 2 2 31 3
a  ab  b
15 3 5

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9 La moltiplicazione di un polinomio per un monomio

REGOLA. Per moltiplicare un polinomio per un monomio basta moltiplicare ciascun termine del
polinomio per il monomio.

ESEMPIO

 2 4 
ab c  3a b  bc  5ac  
2
 5 

 ab c  5ac  3a b  5ac  bc  5ac  


2 4
2
 5

 5a2 b2c 2 15a3 bc  4abc 2





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9 La moltiplicazione di due polinomi

REGOLA. Per moltiplicare due polinomi si moltiplica ciascun termine del primo polinomio per tutti i
termini del secondo e si esegue quindi la somma algebrica dei prodotti ottenuti.

ESEMPIO
 5 2 3 2  4 2 8 2 
 a b  ac   a c  b c 
 4 2  3 5 

5 2 4 2 8 2  3 2 4 2 8 2 
  a b   a c  b c  ac   a c  b c 
4 3 5  2 3 5 

5 2 4 2  5 2  8 2  3 2 4 2  3 2  8 2 
  a b   a c  a b   b c  ac   a c  ac   b c 
4 3  4  5  2 3  2  5 

5 12
  a4 bc  2a2 b3c  2a3c 3  ab2c 3
3 5


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10 La divisione di un polinomio per un monomio

REGOLA. Per dividere un polinomio per un monomio non nullo si divide ciascun termine del
polinomio per il monomio.

ESEMPIO

  
10a3 b5c 15a2 b3c 4  20a4 b3c 5 : 5a2 b2c 

     
10a3 b5c : 5a2 b2c 15a2 b3c 4 : 5a2 b2c  20a4 b3c 5 : 5a2 b2c   
 2ab3  3bc 3  4a2 bc 4


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11 I prodotti notevoli
Il prodotto della somma di due monomi per la loro differenza

ESEMPIO

2x  3y  2x  3y  
 4x 2  6xy  6xy  9y 2 

 4x 2  9y 2


REGOLA. Il prodotto della somma di due monomi per la loro differenza è uguale alla differenza

tra il quadrato del primo monomio e il quadrato del secondo monomio. In simboli:

a  b a  b  a2  b2

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11 I prodotti notevoli
Il quadrato di un binomio

ESEMPIO

2a  3b 
2

 2a  3b 2a  3b  4a2  6ab  6ab  9b2 


  4a2 12ab  9b2


REGOLA. Il quadrato di un binomio è uguale alla somma algebrica del quadrato del primo
 prodotto del primo monomio per il secondo, con il quadrato del secondo
monomio, con il doppio
monomio.

 
2
a  b  a 2
 2ab  b 2

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11 I prodotti notevoli
Il cubo di un binomio

ESEMPIO

2a  b 
3

 2a  b  2a  b  4a2  4ab  b2  2a  b 


2

 8a3 
 4a2 b  8a2 b  4ab2  2ab2  b3 

  8a3 12a2 b  6ab2  b3



REGOLA. Il cubo di un binomio è uguale alla somma algebrica del cubo del primo monomio, con il
triplo prodotto del quadrato del primo per il secondo monomio, con il triplo prodotto del primo per il
 monomio, con il cubo del secondo monomio.
quadrato del secondo

 
3
a  b  a 3
 3a 2
b  3ab 2
 b 3

Area 1 - Capitolo 2 - PAG. 109 16