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DANIEL PENNAC
LO SCRITTORE
CHE PARLA
CON L’ALDILÀ

JULIA ROBERTS
HO 50 ANNI
LASCIATEMI IN PACE

PAOLO VIRZÌ
Riccardo Scamarcio, IL MIO FILM
38 anni, protagonista
di Euforia, al cinema SUL RAGAZZO
dal 25 ottobre. CHE ERO
FOTO NEIL KIRK

ANNA CATALDI
LA DONNA CHE
VOLLE PRODURRE
LA MIA AFRICA

BRASILE
UN PAESE
TRA CRIMINI
E MISFATTI

SCAMARCIO
CONFESSIONI
D’AMORE
N. 42 SET TIMANALE | 24 OT TOBRE 2018
80042

Dopo il ruolo da protagonista in Loro di Sorrentino,


ISSN 1723-6673

9 771723 667009

l’attore pugliese interpreta un personaggio pieno di sentimento


in Euforia di Valeria Golino, dimostrando di essere passato
da giovane promessa ad attore maturo e consapevole
Enjoy responsibly.
C R AVAT TA N E R A O
P RO F O N D O B LU

Il Seamaster Diver 300M


vi porterà dalle profondità
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al mondo, sempre al centro
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24-25/11/2018

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SPORTIVI, GIORNALISTI,
CANTANTI, PRESENTATORI,
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NOSTRO TEMPO RIUNITI
A MILANO PER UN EVENTO
ECCEZIONALE.
TUTTE LE INFORMAZIONI
SU VANITYFAIR.IT

Storie. Storie ilmate, raccontate, tramandate, cantate. Storie di oggi


e di domani, dalla carta a Instagram. Per celebrare il racconto di questi
anni e accogliere su un palco i protagonisti della narrazione al tempo
della rivoluzione digitale, Vanity Fair ha pensato a un Festival che tenesse
insieme le molte declinazioni del racconto della realtà e aiutasse
a orientarsi in tempi così liquidi e confusi. Vanity Fair Stories, quindi.
Un incontro con i grandi narratori italiani e internazionali riuniti
a Milano il 24 e 25 novembre per una due giorni di talk, workshop
e anteprime completamente gratuita. Sul palco del Vanity Fair Stories
si alterneranno attori e attrici, registi e sceneggiatori, scrittori e giornalisti,
cantanti e youtuber. Tra i grandi ospiti che hanno già assicurato
la propria presenza Paolo Sorrentino, Valeria Golino, Alessandro Borghi,
Marco D’Amore, Miriam Leone, Carlo Verdone, Fabio Volo, Alessandro
Cattelan, Valeria Bruni Tedeschi, Tommaso Paradiso, Giovanni Veronesi,
Stefano Sollima, Saverio Costanzo, Peter Cameron e tantissimi altri.
- AR6079
PRIMO PIANO

Cristiano
Ronaldo, 33
anni, da questa
stagione
alla Juventus.
È accusato
da Kathryn
Mayorga di aver
abusato di lei
nel 2009
a Las Vegas.

CR7, sesso e calcio


J OHN RUS SO /C ON TOU R B Y G ET TY IM A G E S

una storia antica


Non è facile immaginare un #MeToo nel mondo più maschilista che c’è, quello del football.
Eppure l’accusa di Kathryn Mayorga a Cristiano Ronaldo può squarciare un velo sugli scheletri
nello spogliatoio e sulle tristi abitudini, non sempre lecite, degli addetti ai lavori del pallone
di JONATHAN WILSON

24.10.2018 Scrittore e giornalista sportivo, direttore di The Blizzard, trimestrale sul calcio VANITY FAIR I 19
PRIMO PIANO

uando il 25 maggio del 1958 Eduard Streltsov si presen- stuprato Kathryn Mayorga in un albergo di Las Vegas. Ronal-
tò a una festa nella dacha di Eduard Karakhanov, era do ripete che il rapporto fu consensuale, ma a Mayorga versò
una delle più brillanti promesse calcistiche al mondo: 375 mila dollari in cambio della irma di un accordo di riserva-
vent’anni, bello, e destinato secondo tutti a un ruolo tezza. Lei ai tempi denunciò i fatti alla polizia, ma riiutandosi
da protagonista nei Mondiali di calcio che si sarebbero di rivelare il nome dell’altra parte in causa. L’anno scorso, do-
aperti in Svezia due mesi dopo. po aver visionato alcuni documenti forniti da Football Leaks,
L’indomani mattina, mentre si concludeva il ritiro per i la rivista tedesca Der Spiegel ha rilanciato le accuse.
Mondiali della nazionale sovietica, fu arrestato e incri- Dal momento che Mayorga aveva mantenuto il silenzio, e che gli
minato per stupro. Eduard Streltsov non giocò ai Mon- altri mezzi d’informazione non avevano avuto accesso alle carte
diali, ma fu condannato a dodici anni di gulag. incriminanti messe a disposizione di Der Spiegel, ad approfon-
Cristiano Ronaldo non è il primo calciatore a venire accusato di dire furono in pochi. Mayorga ha nel frattempo cambiato avvo-
stupro. Le circostanze sono ovviamente molto cambiate, ma a cato, e quest’ultimo ritiene che l’accordo di riservatezza non sia
sessant’anni di distanza aio- vincolante, qualora gli altri
rano temi simili, specie nella documenti, in particolare
reazione collettiva alle accu- una serie di risposte fornite
se. Streltsov scontò cinque da Ronaldo ai suoi avvocati,
anni della sua condanna, tor- divengano pubblici. Ronaldo
nò a giocare a calcio e stupì sostiene che i documenti sia-
guidando la sua squadra, la no stati manipolati, e c’è chi
Torpedo Mosca, a vincere dubita che una volta in tri-
due scudetti, ma per il suo bunale, se a tanto si dovesse
Paese non giocò mai più. arrivare, possano essere giu-
Ancora oggi sono in molti a dicati validi.
non credere che il loro eroe

P
fosse colpevole, e gridano al iù prevedibili e depri-
complotto: Streltsov è stato menti sono state le re-
tolto di mezzo perché troppo azioni di parte su tutti
individuo, perché ritenuto un i fronti. Di chiaro c’è
potenziale disertore, o per- che si è veriicato un
ché aveva insultato un mem- episodio che merita ulterio-
bro del Politburo riiutando Per CR7 il rapporto fu consensuale, ri approfondimenti. Non è
le avance della iglia. Le ri- un’afermazione semplicisti-
sonanze simboliche che per ma a Mayorga versò 375 mila dollari per ca: esistono prove che vanno
i russi può avere un talento la irma di un accordo di riservatezza esaminate.
in erba stroncato dal sistema I pro-Ronaldo ipotizzano
sono evidenti. complotti, inserendo le ac-
Impossibile dire cosa accad- Kathryn Mayorga, 34 anni, americana, in un frame tratto dal video cuse in un più ampio piano
dell’intervista esclusiva realizzata dal giornale tedesco Der Spiegel.
de realmente nella camera da per fargli perdere la corona
letto di quella dacha, ma ne- di miglior giocatore dell’an-
gli archivi del Kgb ci sono fotograie della vittima, Marina Lebe- no, perdere una causa contro il isco spagnolo e lasciare il Real
deva, con entrambi gli occhi pesti, e nelle foto scattate a Streltsov Madrid (anche se in quel senso la cronologia è interessante: Ma-
subito dopo l’arresto si vedono tre grai evidenti sulla guancia. drid quanto sapeva? La squadra ha già annunciato azioni legali
Qualcosa era successo, come riconobbe Valentin Ivanov, com- nei confronti del quotidiano scandalistico portoghese Correio
pagno di squadra di Streltsov alla Torpedo: «Secondo me se da Manhã, colpevole di aver scritto delle presunte pressioni di
una ragazza va a passare la serata in periferia… allora uno cer- Ronaldo su Mayorga per imporle l’accordo di riservatezza). I
te cose se le aspetta… e per lei è uguale… ma io non credo che social media hanno vomitato su Mayorga insulti spregevoli, il ti-
l’abbiano incastrato, no. Magari è stato il padrone della dacha. more dei quali – dicono gli avvocati della donna – era tra i motivi
Non so chi l’abbia violentata, ma lei dice che è stato Streltsov. per i quali non denunciò immediatamente l’accaduto. Questo,
Insomma, una brutta storia». va da sé, è inaccettabile: nessuno dovrebbe avere così paura da
Ed è questa una delle grandi diicoltà dello stupro. Una vol- non denunciare una violenza.
ta che due persone si trovano insieme in una stanza, per chi Un gradino più giù ma non meno inquietanti sono quelli che,
sta fuori è molto diicile giudicare la consensualità di ciò che come un tifoso londinese della Juve di mia conoscenza, di-
accade. Per riassumere, l’accusa contro Ronaldo, che quest’e- cono: «Fategli portare a casa la Champions League e poi lo
state è passato alla Juventus dal Real Madrid per 112 milioni di abbattete», con un sinistro pragmatismo che appare privo di
S PIEG EL .DE

euro, è questa: nel 2009, mentre veniva perfezionata la sua ces- responsabilità morale. Mettiamo che Ronaldo facesse davvero
sione al Real Madrid da parte del Manchester United, avrebbe la magia durante la inale di Champions League, per poi venire

20 I VANITY FAIR 24.10.2018


PRIMO PIANO

condannato: quei goal, quel trionfo non ne risulterebbero mac- solo esiste la minima possibilità di un riiuto, la signorina inisce
chiati? nel gruppo uno». Le donne, per lui, erano un bonus del mestiere
Sul fronte opposto ci sono quelli per cui Ronaldo avrebbe già come un altro.
dovuto fare la ine di Asia Argento, estromessa da giudice di Quando nel 1950 il manipolatore di partite Dezso Solti arrivò in
X Factor per l’accusa di aver fatto sesso con un minorenne di Italia dall’Ungheria, uno degli espedienti a cui ricorreva per in-
17 anni. Ma i casi sono diversi: per la legge californiana, che graziarsi le squadre era procurare loro prostitute del suo Paese.
issa l’età del consenso a diciott’anni, il consenso non poteva E quando la nazionale scozzese arrivò in Argentina nel giugno
esistere. C’è poi il fatto eminentemente pratico che il giudice del 1977, proprio mentre l’Inghilterra se ne andava, i giocatori in-
di un talent show è ben più sacriicabile di un calciatore appe- glesi passarono agli altri i numeri di donne disponibili. Mi sono
na acquistato per 112 milioni di euro. In molti, tra chi di etica trovato in un bar con i dirigenti di due importanti squadre calci-
giornalistica e reato di difamazione s’intende poco, ritengono stiche che festeggiavano la chiusura di un acquisto, discutendo
che i media avrebbero dovuto occuparsi delle accuse con più apertamente della prostituta che la squadra venditrice avrebbe
tempestività o veemenza. procurato al direttore sporti-
Da qualche parte a metà vo di quella acquirente come
strada, e senza la minima «ricompensa».
percezione della sostanza, ci Nulla di tutto ciò è stretta-
sono i tweet in cui la Juven- mente illegale, anche se in
tus elogia la professionalità alcuni casi ci si avvicina, e
con cui si allena Ronaldo, e molto dipende dalla mora-
gli articoli un po’ sconcer- lità del singolo giocatore e
tanti in cui si dice che sta rea- delle donne coinvolte. Negli
gendo «nel modo migliore», ultimi tempi, però, a mano a
ovvero giocando al meglio. mano che i giocatori diven-
Le due cose non sono colle- tano sempre più ricchi e si
gate: un bravissimo calcia- allarga il divario fra loro e la
tore che si impegna al mas- maggior parte delle persone,
simo può tranquillamente i dettagli dei loro comporta-
essere, anche, un presunto menti si stanno facendo più
stupratore. inquietanti.
Nel 2007, per fare un esem-

C’
è inine l’assai più E se CR7 facesse una sua magia in pio, il quotidiano Daily Mir-
ampia questione ror riuscì a iniltrarsi al party
culturale del rap- Champions e poi venisse condannato, natalizio del Manchester Uni-
porto tra calciatori quel trionfo sarebbe macchiato? ted, che vedeva partecipare
e sesso. I calciatori diversi giocatori (anche se
sono isicamente prestanti, non, curiosamente, Cristiano
CR7 premiato a Zurigo nel 2017 dalla Fifa come miglior giocatore del mondo:
ricchi e avvolti da un alone Ronaldo, che pure all’epo-
con lui la compagna Georgina, la sorella Katia, la mamma Maria Dolores
di fascino. L’allampanato ex e il primogenito Cristiano Ronaldo Jr. ca militava nella squadra) e
attaccante dell’Inghilterra cento donne scelte per l’occa-
Peter Crouch, a chi gli chiedeva cosa avrebbe fatto se non fos- sione: reginette di bellezza, attrici di soap, ragazze avvistate nei
se stato un calciatore, rispose autoironico «sarei stato vergine», negozi. Mogli e idanzate erano assenti. «Quel mattacchione di
battuta che contiene un signiicativo fondo di verità. John O’Shea (all’epoca difensore della nazionale irlandese, ndr)
I calciatori passano buona parte delle loro vite in viaggio, lontani era attaccato al bar che ordinava birra e champagne, e intanto
da casa, ad annoiarsi negli alberghi: le opportunità sono tante, alzava la gonna alle ragazze che passavano», scriveva il Mirror.
e tante le persone educate a considerarle allettanti. Un uicio Può forse non sorprendere che in un ambiente del genere, dove
stampa che qualche tempo fa ha accompagnato una squadra per i giocatori è inimmaginabile che qualcuno possa dire loro di
della Premier League in un tour pre-campionato negli Stati Uni- no, si sviluppi una cultura di arroganza. Conosco un ex calcia-
ti mi dice che l’allenatore «se ne passava una diversa ogni sera». tore internazionale che, mentre sedeva a cena con la moglie, ha
Gli aneddoti di dongiovannismo e infedeltà non si contano. inilato una mano nelle mutandine di una giornalista, la quale di
Ma tutto questo non è certo una novità. Già nel 1925, il gran- lì a poco se n’è andata. Il movimento #MeToo ci sta raccontando
de attaccante ungherese Alfréd Schafer, allenatore del primo la facilità con cui i potenti si avventano sui più deboli e speran-
scudetto della Roma, dichiarava alla rivista Színházi Élet: «Io le zosi. È un problema che va ben al di là del calcio contempora-
donne le divido in due gruppi. Nel primo ci sono quelle per me neo, ma non per questo il calcio contemporaneo può evitare di
GE TTY I MA G ES

irraggiungibili. Loro non mi interessano. Il secondo è quello del- afrontarlo.


le donne che posso avere, e io mi occupo solo di loro. Di questo
gruppo, non una sola persona mi ha mai detto di no, perché se [traduzione di Matteo Colombo]

22 I VANITY FAIR 24.10.2018


THE NEW FRAGRANCE
2018 NEXT — 31
La sindaca Raggi e le prime proteste romane.
N.42 Il governo gialloverde regola spesa e tavola.
Piero Colaprico e i processi mediatici in tv.
Taylor Swift non ha segreti (al voto).
Daria e l’intrigo Jamal Khashoggi.
Riccardo Scamarcio,
38 anni, fotografato
da Neil Kirk.
T-shirt, Intimissimi.
SHOW — 65
Grooming Francesca È rock il primo album dei Greta Van Fleet.
Angelone@ Dakota Johnson, «criminale» al cinema.
Greenappleitaly.com
using Kiehl’s Age In mostra a Roma le sculture di Picasso.
Defender Serum. Simona Tabasco e I bastardi di Pizzofalcone.
Torna la serie Daredevil su Netflix.
Il nuovo romanzo di Esmé Weijun Wang.
COVER STORY
«C’è un bene che ci lega: le persone STORIE — 79
smettono di vedersi, ma la storia Léa Seydoux, neomamma, nel film Kursk.
Il segreto del successo di Daniel Pennac.
continua anche senza di loro» Julia Roberts debutta in tv con Homecoming.
Riccardo Scamarcio — 51 Wyatt Russell, dall’hockey al cinema.
Il momento d’oro di Giulia Bevilacqua. (FOTO)
Elodie, una vita in musica senza risparmiarsi.
Le Notti magiche di Paolo Virzì.

FOTO AM ILC AR E & A LE X. CA P P OTT O L IU J O, C AM ICIA X A CU S , P AN TA LO NI M AN UEL RI TZ , COL LA NA G IO VA NNI R A SPI NI


Anna Cataldi: La Mia Africa, il suo sogno.
Brasile rosso sangue, ai tempi di Bolsonaro.

STYLE — 131
I cappotti da scegliere per questo inverno.
La linea di gioielli firmata Gigi Hadid.
In pelle o effetto vernice, il trionfo del tartan.
Ginevra Rossini alla conquista di Instagram.

BEAUTY — 161
In forma con la «ricomposizione corporea».
Ispirazione lusso, ma a prezzi contenuti.
News: i nuovi rossetti di Rihanna.

LIVING — 175
Il fascino di Tangeri, città da romanzo.
Luca Guadagnino: Nobu, il global sushi.
Tutti in sella, a Verona e con cavalli favolosi.
Tra segni e stelle con Simon & the Stars.
Massimo Gramellini postino del cuore.

24 I VANITY FAIR 24.10.2018


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Vogue, il mensile più autorevole, e Glamour, il mensile femminile più
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letto. Per questo siamo l’editore italiano più seguito sui social.
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Viaggi e Living LAURA FIENGO Caposervizio

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REDAZIONE: PIAZZALE CADORNA 5 - 20123 MILANO - TEL. 02.85611

26 I VANITY FAIR 24.10.2018


NEXT

MEGHAN, UNA DI NOI

Dopo le speculazioni sui capelli (crespi, a causa


dell’interruzione dei trattamenti liscianti alla
cheratina) e sul cappotto abbottonato alle nozze
di Eugenie di York, la notizia è arrivata alle 9.39 del
15 ottobre dagli account ufficiali Twitter e
Instagram di Kensington Palace. «Le altezze reali,
duca e duchessa del Sussex, sono felici di
annunciare che aspettano un bambino per la
primavera 2019», scrive @KensingtonRoyal. La
favola continua: Harry, 34 anni, ex adolescente
IND IG O /G E TTY IM A G ES

ribelle, sarà padre. Meghan Markle, 37, ex attrice,


portatrice della rivoluzione a corte, è in media con
tutte noi: in Italia come in Gran Bretagna, si diventa
mamme più spesso dopo i 35 che prima dei 25.

24.10.2018 foto MAX MUMBY VANITY FAIR I 31


@kathaschulze

«A un sereno
Oktoberfest!».
È cresciuta sulle rive dell’Ammersee, All’ultima festa
un lago a sud di MONACO, da una della birra di
famiglia molto attiva a livello civico – sua Monaco, lo scorso
madre le diceva spesso: «Se sei sempre 22 settembre, si è
arrabbiato, allora fai qualcosa. Vale la fatta fotografare
pena cambiare le cose». La passione con l’altro leader
politica ha travolto anche lei, sin dal
del partito Ludwig
liceo, dove era rappresentante di classe
(«Perché non sono mai riuscita a frenare
Hartmann,
la lingua», ha dichiarato). Della sua vita in costume
privata si sa poco: i media tedeschi hanno tradizionale
calcolato che, seguendo la funzione di bavarese,
completamento automatico di Google, entrambi con
in molti si chiedono se la politica ha un il litro di birra in
partner o una idanzata. Sui social non mano (lei scura,
è una star: su Instagram ha circa 8 mila
follower, su Facebook 10 mila e su Twitter
lui bionda).
13 mila, che spesso delizia con immagini
di gelati, di cui è golosissima.

—«Alzati
quando tutti gli altri
sono seduti»

grintosa

SU DUE RUOTE
Katharina Schulze,
33 anni. Sostenitrice della
allegra bicicletta, si batte per
convertire Monaco, dove
vive, in città senza auto, sul
determinata
modello di Amsterdam
e Copenhagen.

Verde SPERANZA
«Salvare il mondo, pragmaticamente. Un passo alla volta». Parola di Katharina Schulze ,
33 anni, leader dei Verdi bavaresi, che domenica 14 ottobre hanno conquistato il 17,8% degli elettori,
ANDRE AS G E B ERT/ RE UTE RS/ C ON TRA S TO

più che raddoppiando l’8,6% del 2013. Dieci anni fa, ha completato i suoi studi di Scienze politiche
all’Università di San Diego, volando poi in Michigan a fare la volontaria per la campagna di Barack Obama.
Cinque anni fa entrava nel parlamento regionale. I suoi temi non sono solo quelli tradizionali dei «Grünen»
(energia pulita, sostenibilità) ma anche l’unità europea, l’accoglienza degli stranieri, i diritti civili.
I verdi hanno preso voti dalla Csu (che un tempo, in Baviera, viaggiava sul 60%), ossia dal centrodestra
logorato dalle risse del leader Horst Seehofer con Angela Merkel, e a sinistra dall’Spd, crollata
dal 20,6% al 9,6%, «che ha rincorso la destra sul tema dei migranti», dice Katharina.
di SILVIA BOMBINO

32 I VANITY FAIR 24.10.2018


Il ranger Oliver Lanyon
ispeziona la Grande
barriera corallina
al largo del Queensland,
Australia, minacciata
dall’aumento della
temperatura dell’acqua.

alla rivoluzione in-


Mai dire: subirà un’estinzione di massa, a

D dustriale a oggi, la
temperatura del pia-
neta si è innalzata di
un grado. Se non si
prenderanno provvedimenti per
limitare i gas serra – avverte ora
un rapporto dell’Onu, frutto di
che sarà mai?
Entro il 2030 la temperatura della Terra
ine secolo sarà completamente
scomparsa.
Nel 2015, con l’accordo sul cli-
ma di Parigi, 195 Paesi hanno
promesso di mantenere le con-
dizioni termiche del pianeta en-
tro i livelli di guardia. È però evi-
salirà di mezzo grado. Poco? No, tantissimo.
due anni di lavoro di 91 ricercatori dente, si legge nel rapporto Onu,
da 40 Paesi – il riscaldamento glo- L’Onu ha fatto i conti, eccoli che l’obiettivo è stato già virtual-
bale supererà la soglia di 1,5 gradi di LUCA VENTURA mente mancato: per centrarlo,
già nel 2030, e di 2 entro la ine del le emissioni di gas serra dovreb-
secolo. Ma che diferenza fa solo mezzo grado in più? L’Onu ha bero ridursi della metà nei prossimi 12 anni e passare a zero en-
fatto i conti. Tra il 14 e il 37% della popolazione globale subirà on- tro il 2050. Che fare? L’Onu indica strategie basate su risparmio
date di caldo record. Le persone esposte alla siccità saranno dai energetico, riforestazione e sostenibilità di tutti i settori produttivi.
350 ai 411 milioni in più. La barriera corallina – che fornisce cibo e Quanto a noi, ecco tre abitudini che ci fanno pensare: «Che sarà
protezione delle coste a mezzo miliardo di persone – entro il 2030 mai?», e che invece – se le cambieremo – aiuteranno il pianeta.

PICCOLI GESTI, GRANDI RISULTATI

DENTI PERFETTI, ANCHE SENZ’ACQUA UN CAFFÈ (MA CON LA MOKA) EMAIL SOLO SE NECESSARIE

Lavate spesso i denti e non dimenticate Le capsule monodose in plastica e alluminio Mandare anche un breve messaggio ha un
di passare il filo interdentale (che va poi buttato non sono né completamente né facilmente impatto sull’ambiente: si producono 4 grammi
nell’indifferenziata: di frequente contiene riciclabili: sono oltre 10 miliardi i pezzi venduti di diossido di carbonio (inviarne 60 è come
teflon). Ma è davvero necessario tenere l’acqua nel mondo ogni anno, e generano circa guidare un’auto di media cilindrata per un km).
aperta tutto il tempo? Il consumo è pari a circa 120 mila tonnellate di rifiuti, di cui 12 mila Ma si può provare a limitare il danno, perché
REU TE RS /C ON TRA S TO

sei litri al minuto. Ciò significa che in una solo in Italia. Meglio farsi un tè, allora? pure ricevere messaggi spam produce emissioni
famiglia di quattro persone, con due lavaggi Dipende: la maggior parte delle bustine gassose: a livello globale, ogni anno
al giorno, se ne sprecano quasi 1.500 al mese. contengono polipropilene, un materiale corrispondono a quelle di tre milioni di auto
Risciacquarsi la bocca alla fine, inoltre, plastico che le rende resistenti che consumano 7,5 miliardi di litri di benzina.
serve solo a rimuovere il fluoro del dentifricio. al calore ma che non è biodegradabile. La soluzione? Installare un filtro anti-spam.

34 I VANITY FAIR 24.10.2018


Cara Virginia, ora basta
Dopo mesi di disastri, il 27 ottobre a Roma, per la prima volta, una folla di cittadini delusi manifesterà
in Campidoglio per chiedere che il degrado abbia fine e proporre soluzioni. La sindaca Raggi è avvisata
di SILVIA BOMBINO
> U LTI M E N OTI Z I E <
Virginia Raggi,
40 anni, sindaca 15 MARZO 2018
di Roma dal In via Lunati, zona Portuense, 3 cassonetti
22 giugno 2016. della spazzatura prendono fuoco in pieno
Sotto, una veduta giorno. Il 5 aprile la sindaca Raggi spiega:
dei Fori Imperiali. nei precedenti 5 mesi sono andati in fiamme
230 cassonetti, ognuno costa 750 euro.

6 MAGGIO 2018
Elena Aubry, 26 anni, cade dal motorino
sulla Ostiense e muore, probabilmente
a causa di una grossa buca sull’asfalto.

8 MAGGIO 2018
In via del Tritone, in pieno centro, alle 10,
un autobus dell’Atac si incendia.
Dall’inizio dell’anno a oggi sono 21.
La causa è l’usura: si tratta della flotta
più vecchia d’Europa secondo la Cgil.

4 SETTEMBRE 2018
Marco Tocci, residente a Spinaceto,
porta a spasso il cane: viene aggredito
da una famiglia di cinghiali
e finisce al Pronto soccorso.

appuntamento è alle

L’
Il Movimento 5 Stelle ha sempre detto
10.30, in piazza del Cam- che Roma è una città complicata, e che
pidoglio, il 27 ottobre. ha ereditato debiti e scandali enormi.
«Continuiamo a riceve- «Certo, saremmo stupidi se non am-
re mail, commenti sui so- mettessimo che la missione era diicile.
cial, telefonate: c’è una voglia altissima Però questa spiegazione non può durare
di partecipare». Così Emma Amico- per sempre: dopo oltre due anni la città
ni, presidente di Fondaca, Fondazione è peggiorata, non è rimasta malconcia
per la cittadinanza attiva, e organizzatri- come l’hanno trovata. Ci sono fondi che
ce del gruppo Tutti per Roma. Roma per non vengono utilizzati, bandi che vengo-
tutti, 18 mila seguaci su Facebook, rac- no ritirati: paghiamo l’incompetenza di
conta l’entusiasmo per la prima manifestazione di protesta che si assessori scelti perché fedeli, non per le loro capacità».
svolgerà a Roma, slegata dai partiti, perché la città «risorga», come Vi deinite «democratici e antifascisti» ma non vi riconoscete in nes-
recita il volantino. sun partito e non volete costituirne uno. Non c’è il rischio che la vo-
Ormai siamo assuefatti ai problemi di Roma: davvero è la prima? stra rimanga solo una protesta tra tante?
«Sì, la prima volta che i romani, senza sigle e partiti, scendono in «Non siamo un’associazione o un comitato, ma volontari che si au-
piazza per fare sentire il loro scontento, tra buche, cassonetti incen- toinanziano. Abbiamo aperto una pagina Facebook perché vole-
diati, spazzatura ovunque, cinghiali e ratti per le strade, alberi che vamo passare dalle lamentele sul degrado all’azione: non voglia-
GETTY IM AG E S , P A NO S P IC TURES / LUZ

crollano, giardini abbandonati, autobus che esplodono». mo partecipare solo protestando o votando, ma raccogliendo idee
Perché adesso? e proposte che porteremo in Comune. Speriamo non restino poi sul
«Perché non se ne può più: lo spazio pubblico, le strade, le piazze, tavolo o diventino “belle delibere” senza alcun ritorno fattivo».
l’aria che respiriamo non sono più vivibili. La gente se ne va: le im- Su Twitter, il suo account è @snowinthecity. Si riferisce alla nevicata
prese non investono più in una città così, i giovani scappano appe- del 2012 che paralizzò Roma sotto la giunta Alemanno?
na possono, c’è un impoverimento anche culturale, umano. Un an- «Ho aperto quel proilo proprio perché passeggiavo per la città bloc-
no fa probabilmente non sarebbe stato possibile, ma dopo due anni cata, era tutto immobile, avevo del tempo “vuoto”. Era una cosa ro-
e mezzo di amministrazione della sindaca Virginia Raggi, cioè di chi mantica: non avrei mai pensato, all’epoca, che quella neve sarebbe
aveva promesso un cambiamento, adesso l’esasperazione è troppa». diventata uno dei simboli di un disastro che sembra senza ine».

36 I VANITY FAIR 24.10.2018


M OT I V I . C O M

D E S I G N E D BY F R A N C E S C O S C O G N A M I G L I O
BRAD PITT
Volteggi
d’amore
di NICOLA BAMBINI

quasi 55 anni (il 18

A dicembre), la vita sen-


timentale di Brad Pitt
ricomincia a disegnare
traiettorie imprevedibi-
li. Deposte le armi con Angelina Jo-
lie per il bene dei igli, all’attore sono
stati attribuiti tre lirt in pochi mesi. Il
primo con la designer Neri Oxman,
smentito però dalla stessa professo-
ressa del Mit: «Tra noi non c’è mai
stato nulla, solo tanta stima». Il se-
condo con Sat Hari Khalsa, «guari-
trice spirituale» con cui ha trascorso
una serata a un evento beneico. Il
terzo con Margaret Qualley, giova-
ne attrice conosciuta sul set di Once
Upon a Time in Hollywood di Quentin
Tarantino dove Pitt fa lo stuntman. I
sognatori con più fantasia hanno ipo-
tizzato invece un ritorno di iamma
REU TE RS /C ON TRA S TO

con Jennifer Aniston. Brad però schi-


va le voci e se la gode: con l’età s’im-
para anche ad atterrare morbidi.

38 I VANITY FAIR foto JUAN MEDINA 24.10.2018


Meno kebab, più pizza
Italiani «mangiaspaghetti»? Alla vigilia della Giornata mondiale della pasta, se lo augura il governo gialloverde.
Che, dai negozietti etnici alla Ferragni, vuole regolare anche la nostra spesa e la nostra tavola
di FRANCESCO BISOZZI

FRONTIERE
CHIUSE
a macellazione kosher? Va messa al bando. Quanto all’ac-

L qua, meglio quella che sgorga dalle sorgenti tricolori: nel


mirino del governo legastellato potrebbero inire persino le
bottigliette di Evian, la marca di acque minerali di lusso del
gruppo alimentare francese Danone, irmate da Chiara Fer-
ragni. Non c’è da stupirsi: il ministro dell’Interno Matteo Salvini punta
a sigillare le frontiere anche a tavola e quest’estate è arrivato a minaccia-
re la chiusura dei porti pure per le navi merci che importano cibi stra-
nieri, dal cosiddetto «parmesan» (simbolo del fake food) al riso asiatico.
«Mangiamo italiano», ha detto e ripetuto il vicepremier anti-sushi. La ri-
cetta di Salvini per proteggere il desco italico dall’invasione degli involti-
ni primavera sta ora prendendo corpo. Il ministro leghista dell’Agricol-
tura Gian Marco Centinaio, per esempio, ha fatto sapere che il governo
farà marcia indietro sul Ceta, l’accordo di libero scambio tra l’Unione
europea e il Canada, accusato di penalizzare l’industria agroalimentare
italiana. Nel contempo, il governo studia il modo per far sì che i destina-
tari del prossimo reddito di cittadinanza facciano la spesa solo nei nego-
zi italiani. Ma in futuro ci nutriremo esclusivamente di pizza, mozzarelle
e tiramisù? A pochi giorni da un appuntamento importante per l’enoga-
stronomia made in Italy (il 25 ottobre ricorre la Giornata mondiale della
pasta) abbiamo voluto vederci chiaro.
LA SPESA
CONTROLLATA
Il perimetro dei prodotti acquistabili con il reddito
ALLA
di cittadinanza non è ancora stato deinito. Ainché SORGENTE
i 780 euro promessi dai Cinquestelle favoriscano Le bottigliette della francese Evian
la crescita, il governo ha già brandizzate da Chiara Ferragni hanno
fatto sapere però che il sussidio suscitato polemiche per via del loro
potrà essere speso solo in negozi costo (8 euro). Il senatore di Fratelli
italiani: non è escluso che d’Italia Gianpietro Maffoni
vengano messi al bando anche ha presentato un’interrogazione
i prodotti commercializzati parlamentare per chiedere
da marche straniere. che vengano ritirate dal commercio.
L’acqua nel mirino sgorga dalle
sorgenti nel comune di Évian-les-Bains.
Fanno discutere le due proposte
SOVRANISMO di legge presentate dalla Lega per
GETTY IM AG E S , KA RM A P RE SS P HO TO

vietare la macellazione kosher


A TAVOLA e halal. Un’altra proposta, della STOP
deputata del Carroccio Silvana
Comaroli, punta a vietare le AL «PARMESAN»
insegne multietniche straniere, È passato un anno dall’entrata in vigore in via provvisoria del Ceta, l’accordo di libero
da quelle dei kebabbari ai bazar
scambio con il Canada che – per il governo – spiana la strada ai prodotti che sfruttano
bengalesi. I negozi etnici dovranno
chiudere inoltre alle 21, come assonanze italiche, come il «parmesan». Mentre la metà degli Stati membri dell’Ue ha già
previsto dal decreto Sicurezza. dato il via libera deinitivo al trattato, l’Italia si dice pronta a non ratiicare l’accordo.
Ma le esportazioni agroalimentari verso il Canada sono cresciute del 7,4% grazie al Ceta.

40 I VANITY FAIR 24.10.2018


l’ospite
inatteso NESSUNA PIETÀ
SUL DELITTO IN TV
di
PIERO
COLAPRICO

l microfono è tremante. Al- scoprirono le impronte digitali.

I lora non c’è dubbio, specie


se si dirige verso i metalli e i
vetri di un citofono: «Mi di-
spiace, non possiamo dire
niente», ripete una voce spossata,
ma quella voce, cari spettatori, ap-
partiene alla famiglia della vittima,
Adesso, a renderci tutti davvero
unici, in tutto e per tutto, è il Dna.
Ma, attenzione, esaminiamo il pro-
cesso Yara, concluso con l’ergasto-
lo per l’assassino, Massimo Bos-
setti, che con crudeltà ha aggredi-
to una tredicenne, lasciandola mo-
o dell’assassino. O magari è la colf. rire di freddo e paura. È stato iden-
E poi, importa davvero? E a chi? tiicato per il Dna nucleare. È l’u-
Sobbalza ancora il microfono, si nico valido, nella comunità giuridi-
accelera il passo e si modula la vo- ca e scientiica.
ce per raggiungere rari passanti Ma, nei programmi tv, s’è parla-
che, a volte, assumono espressioni to molto spesso, a sua difesa, del
sincere e stralunate: «Ah, perché, Dna mitocondriale. Come dire:
qui c’è stato un omicidio?». Un al- caro mio, hai l’impronta digitale, è
tro indizio deriva dall’uso della te- vero, ma lo vuoi identiicare o no
lecamera: se l’obiettivo si stringe in misurandogli le orecchie e l’am-
primi piani siamo davvero all’apo- piezza dal padiglione auricolare?
teosi del concetto di «buco della Per altro, avvertenza cruciale: in tv
serratura». chi rende il processo «mediatico»?
Il primo fattore del programma di Basta contare le presenze: sono gli
cronaca nera sembra ormai lo sti- avvocati, i quali possono muover-
le concitato di chi partecipa. Che si a favore del cliente (poi, vai a sa-
sia una tragedia, un omicidio, una pere a favore di chi si muovono…).
scomparsa, sono banditi due crite- Ma non possono esprimersi i ma-
ri: la calma e la certezza. Pensiamo CONDANNA DEFINITIVA gistrati incaricati delle indagini, gli
solo alla «mamma di Cogne», col- Massimo Bossetti, 47 anni, il carpentiere di Mapello specialisti della Scientiica, i mare-
che è stato condannato in via definitiva all’ergastolo, dopo
pevole oltre ogni ragionevole dub- che la Cassazione ha respinto il ricorso, per l’omicidio della
scialli. Dare addosso agli apparati
bio per l’omicidio del suo piccolo tredicenne Yara Gambirasio, il cui corpo venne ritrovato dello Stato, muti e impassibili, è un
Samuele, ma in tv una sera è colpe- il 26 febbraio 2011. A incastrare l’uomo, la prova del Dna. esercizio che costa poco e rende
vole, una sera innocente, una sera molto. Sino allo stupore della sen-
ecco la sua lacrima, un’altra la telegenia. Le telecamere scolpisco- tenza nella notte: «Condannato!».
no statue mobili, per un pubblico di amatori. Su questo terreno minato, da qualche tempo sono arrivati i com-
Qualche ignaro delle cose italiane racconta con supponenza il «fe- menti dei social. Ed è come se nell’antico derby tra innocentisti e
nomeno» della crescente morbosità nostrana per le indagini sui colpevolisti all’improvviso fosse stato via libera agli ultras armati
delitti e per i processi penali: sbaglia. Ma quale fenomeno nuovo? delle curve. Negli stadi, c’è chi lancia petardi sul portiere e motori-
Sentenza anni Sessanta del secolo scorso, non c’era Internet, ma ni contro il pubblico dell’anello inferiore. Se vengono beccati, pa-
la radio: condanna o assoluzione per il «delitto del Bitter» (omici- gano, anche duramente. Sui social no: nello stadio della nera puoi
dio per tradimento), venne celebrata in diretta, con gli altoparlan- augurare la morte a bambini che nascono e a persone malate e ti
ti piazzati sul palazzo di giustizia di Roma, tanto grande era la fol- senti in qualche modo prosciolto in anticipo, proprio come piace-
la che voleva sapere ed «esserci». Perché la divisione tra innocen- rebbe ad alcuni dei protagonisti dei casi di cronaca.
tisti e colpevolisti, come se fosse un derby crudele sulle disgrazie I quali, piano piano, grazie alle foto, alle sequenze dei tg, alle inter-
IPA, RIT RATT O DI ES TUD IO S ETA N TA

altrui, va avanti immutata, decennio dopo decennio. Ma rispetto viste, si sdoppiano: persone in crisi nella solitudine della cella, per-
al passato il pubblico oggi ha molte più possibilità sia di sapere, sonaggi coriacei nei passaggi con il pubblico. Maschere. Statue.
sia di essere ingannato. Così appaiono, e se ne va il minimo di pietas e i taccuini grondano
Sino alla ine dell’800, alcune identiicazioni di sospettati av- sangue, i microfoni tremano, l’indice della borsa della nera sale, il
venivano attraverso la forma dei padiglioni auricolari. Poi, si mercato della tragedia è tutto un crisantemo.

Piero Colaprico — 60 anni, giornalista e scrittore, il suo ultimo romanzo è Il fantasma del ponte di ferro, appena uscito per Rizzoli.

42 I VANITY FAIR 24.10.2018


35%
il privato
è privato
L’amore con l’inglese
JOE ALWYN lo tiene lontano
dai riflettori da due anni.
Permesse le vacanze a Turks
e Caicos, bocciati i red
65%
potere ai social
carpet. Gli ex Calvin Harris «Voto Dem», ha detto
e Tom Hiddleston hanno ai 112 milioni di follower.
lasciato il segno. Risultato? Boom
di registrazioni
tra i giovanissimi
in Tennessee, per le
elezioni di Midterm il 6
novembre. E la reazione
di DONALD TRUMP:
«La sua musica mi
piace il 25% in meno».

IRRESISTIBILE ASCESA
Il 9 ottobre ha tagliato un altro
record: è l’artista femminile ad aver
vinto più American Music Awards.
Il 21 novembre chiude il tour
mondiale Reputation, che ha fatto
volare il suo patrimonio sopra
i 320 milioni di dollari. Festeggerà
con l’amico Ed Sheeran.
CON TOUR B Y G ETT Y IMA G ES , G ETT Y IMA G ES

TAYLOR SWIFT

Il voto (non) è segreto


Dotata e ben educata. Popstar della porta accanto, ma inaccessibile. 28 anni, a 14 «emigrata» a Nashville,
ha saputo mescolare gli ingredienti giusti, a cui adesso aggiunge un inedito coming out politico.
Il suo credo? «Sono le brave ragazze ad andare lontano»
di STEFANIA SALTALAMACCHIA

44 I VANITY FAIR 24.10.2018


THE SPIRIT OF PROJECT
LIBRERIA COVER FREESTANDING, TAVOLO MANTA DESIGN G.BAVUSO
RIMADESIO.IT
CONSUMI

Ho un’idea
per il vostro
frigo

Mentre le banconote stanno scomparendo, anche le carte di credito Un esempio?


«Poniamo che io sia un cliente Mastercard
si smaterializzeranno. Parola di Raja Rajamannar, il capo e Mastercard abbia una partnership con la
della comunicazione di Mastercard che ci vuole sempre più comodi mia compagnia telefonica. Oggi che sono
di RAFFAELLA SERINI a Venezia potrei ricevere un messaggio in
cui si dice: “Sappiamo che sei in Laguna
ppena ci incontriamo, nello storico Hotel Danieli di e abbiamo riservato una esperienza speciale per te”. Magari po-

A Venezia, Raja Rajamannar (sotto) si accorge subi-


to del mio anello con la iniziale R. «R come Rafa-
ella, vero?». E subito mi mostra il suo, che ha pure
una R impressa sopra, quella di Raja. I dettagli, del
resto, devono essere fondamentali per uno che è a capo di una del-
le maggiori multinazionali al mondo: Raja Rajamannar è infatti
Chief Marketing & Communications Oicer di Mastercard. Che,
trei andare al teatro La Fenice e, solo perché sono cliente Master-
card, avere accesso al backstage, incontrare gli attori nei camerini.
Non è questa una esperienza memorabile che i soldi non poteva-
no comprare e che rende speciale l’azienda di cui sono cliente?».
Le «esperienze» sono l’ultima frontiera del marketing.
«È come essere in un videogame: in pochi anni siamo passati dal
livello 1 al livello 10, ma la sida rende il gioco ancora più appas-
durante l’ultima Mostra del Cinema, era presente a Venezia come sionante. La tecnologia sta cambiando il mondo e, per la prima
sponsor uiciale, e con una task force che ha organizzato eventi, volta nella storia, grazie ai social network, anche se hai una picco-
incontri e masterclass di rilievo. la compagnia puoi competere con le grandi. Per questo, oggi più
«Negli ultimi quindici anni la quantità di pubblicità a cui è sotto- che mai, bisogna avere grandi capacità di comunicazione».
posto ognuno di noi si è quintuplicata», spiega Raja. «Oggi la gen-
te scappa dalla pubblicità, addirittura paga per non vederla. Per
questo preferiamo creare momenti di cui i nostri clienti possano
godere. E che facciano venire voglia di diventare nostri “testimo-
di credito dentro al telefono
nial”, facendosi loro stessi e non portare più in giro il portafogli
portatori di pubblicità, con
post, selie… ». Pagare con lo smartphone sta diventando una pratica difusa: se-
Pubblicità 2.0 insomma. gnerà l’addio alla carta di credito come la conosciamo?
«Per usarla abbiamo indivi- «Sì, ed è fantastico: presto potremo tutti mettere la carta di credi-
duato delle passioni, come to dentro al telefono e non portare più in giro il portafogli! Noi ci
lo sport, la musica, il cine- stiamo lavorando da tre anni e abbiamo già fatto accordi con Goo-
ma. Sponsorizziamo eventi gle e Samsung. Seguire la tecnologia è importante per trovare mo-
che coinvolgano il pubblico, di di sempliicare la vita a tutti. Con Samsung, per esempio, stia-
e che portino i nostri consu- mo anche valutando l’idea di un frigorifero intelligente, che (ri)or-
GETTY IM AG E S

matori a vivere esperienze dina in automatico tutti i prodotti man mano che iniscono. Ma-
che senza di noi non potreb- stercard cura la transazione e la spesa arriva direttamente a casa.
bero avere». Comodo, no?».

46 I VANITY FAIR 24.10.2018


@SonyaEsman
#thefurlasociety
le vite
degli altri KHASHOGGI, EROE
ROMANTICO
di
DARIA
BIGNARDI

che il 2 ottobre lo ha aspet-


tato per ore fuori dal conso-
lato con in mano il numero
di un contatto del governo
turco che avrebbe dovuto
chiamare in caso di spari-
zione. Cosa che ha fatto. Ma
perché santi numi ci sarebbe
andato in quel consolato se
era ovvio quanto fosse peri-
coloso? Solo per sposare la
sua bella? O dietro c’è altro,
come suggeriscono cinici e
dietrologi, e che cosa? Un
intrigo internazionale per
riavvicinare Turchia e Usa
alle spalle dell’Arabia Saudi-
ta? La quale Arabia Saudita
non è certo un povero Stato
vittima dei cattivoni, ma un
Paese ricchissimo guidato
da un comando autoritario
ed ereditario dove i diritti
delle donne, delle minoran-
ze religiose e politiche, dei
prigionieri, degli stranieri e
ulla storia del giornalista saudita Jamal Khashoggi si JAMAL, UN GRANDE PATRIOTA degli omosessuali non esisto-

S potrebbe scrivere una stagione intera di Homeland tan-


to è intessuta di colpi di scena: amore, misteri, torture e
intrighi internazionali tra Occidente e Medioriente che
coinvolgono ino al presidente degli Stati Uniti, anche se
stavolta Trump rischia di farci addirittura una buona igura.
Secondo la prima versione dei fatti del Washington Post, il quo-
tidiano col quale Khashoggi collaborava, il giornalista potrebbe
Hatice Cengiz, 36 anni, fidanzata
di Jamal Khashoggi, dottoranda
all’Università di Istanbul.
«Lui ha usato la penna per il bene
del suo Paese», ha scritto Cengiz
in un articolo sul New York Times.
no. Peggio della Turchia, che
pure non brilla per traspa-
renza, democrazia e rispetto
dei diritti civili.
Khashoggi, in assenza di
prove parliamone al presen-
te, avrebbe 60 anni. È stato un giornalista importante in Arabia
essere stato sequestrato, picchiato, ucciso e sepolto nel giardino Saudita, cugino di quel Khashoggi miliardario, Adnan, che narra-
del consolato saudita dove il 2 ottobre scorso era entrato per recu- no le cronache rosa avesse regalato un diamante a Lory Del Santo,
perare il certiicato di divorzio che gli serviva per sposare Hatice ma negli ultimi anni aveva dovuto lasciare il suo Paese perché era
Cengiz, la idanzata turca trentaseienne della quale era follemente critico nei confronti del principe saudita Mohammed bin Salman,
innamorato. Nella prima fuga di notizie avrebbe avuto al polso il quale un anno fa lo aveva fatto bannare su Twitter e costretto a
un Apple Watch collegato all’iPhone lasciato alla idanzata che lasciare il Paese.
lo aspettava fuori dal consolato e che ha registrato l’aggressione, In un articolo uscito il 15 ottobre sul New York Times, Cengiz lo
EPA/ A NS A. RITR AT TO DI ES TU DIO S ET AN TA

in un’altra un video testimonia di quindici uomini arrivati in jet deinisce un patriota «che ha riiutato l’appellativo di dissidente
privato dall’Arabia Saudita – tra i quali un medico specialista in per deinirsi “un giornalista indipendente che usa la penna per il
amputazioni – che lo avrebbero fatto a pezzi e inilato dentro cer- bene del suo Paese”, per difendere i diritti umani e la libertà d’e-
te cassettine diplomatiche secretate. Per un’altra ancora, avrebbe spressione». Ovviamente a noi ragazze piace molto la versione ro-
avuto addosso una cimice sotto la camicia o dentro a una penna, mantica della faccenda per cui Jamal Khashoggi si sarebbe preso
e il corpo sarebbe stato smaltito tramite rete fognaria. In ogni ca- il rischio solo per potersi sposare, cosa che testimonia quanto il
so, niente di tranquillizzante per la sua famiglia e per la idanzata romanticismo sia pericoloso, sconsiderato e irresistibile.

Dove seguirla — Potete leggere DARIA su Twitter, @dariabig, e trovare tutte le sue rubriche su Vanityfair.it/daria-bignardi.

48 I VANITY FAIR 24.10.2018


Auto-reverse divano - design Giuseppe Viganò
Barracuda poltrona - design Giuseppe Viganò
Moon Invaders tavolino - design Gino Carollo
COVER STORY
«Sono un uomo del Sud,
da noi quando c’è
un problema
ci si chiede: si può
aggiustare il fatto?
Non facciamo la guerra,
aggiustiamo le cose»
RICCARDO SCAMARCIO

24.10.2018 foto NEIL KIRK VANITY FAIR I 51


VANITY
COPERTINA

RICCARDO SCAMARCIO

L’EUFORIA
di ritrovarsi

Con Valeria Golino


l’amore è inito, ma
il rapporto continua.
Ed è «stupendo».
Infatti, quando hanno
scelto di lavorare
insieme, lei come
regista e lui come
protagonista del nuovo
ilm, nonostante
la paura iniziale
«ci siamo divertiti
un sacco»
di SILVIA NUCINI foto NEIL KIRK
ser vizio PINA GANDOLFI

52 I VANITY FAIR 24.10.2018


UOMO DI SUCCESSO
Riccardo
Scamarcio,
38 anni, è
protagonista
di Euforia,
il nuovo film di
Valeria Golino:
presentato
all’ultimo
Festival
di Cannes, esce
il 25 ottobre.

24.10.2018 VANITY FAIR I 53


«NEL FILM CI SONO
ANCHE DELLE COSE MIE,
ESPERIENZE
CHE LE HO
RACCONTATO»
54 I VANITY FAIR 24.10.2018
24.10.2018 VANITY FAIR I 55
56 I VANITY FAIR
«FINIRE UNA RELAZIONE
DI TANTI ANNI È
UNA SCONFITTA,
NON SONO ANCORA GUARITO»
24.10.2018 VANITY FAIR I 57
L
La prima volta che ho visto Riccardo Sca-
marcio fuori da uno schermo, stava gio-
cando con un piccolo drone: volava alto e
lui rideva, come se non ci credesse. Glielo
aveva regalato la sua compagna, Valeria
Golino.
L’ultima volta che ho visto Riccardo Sca-
marcio su uno schermo, giocava con la
PlayStation, girava su un terrazzo con un
hoverboard – uno skateboard elettrico – e
anche questi giocattoli glieli aveva rega-
lati Valeria Golino, dandogli la parte da
protagonista nel suo ultimo ilm, Euforia,
la seconda prova da regista dell’attrice, la
prima prova, per tutti e due, per vedere se
ci si può non perdere, anche se si è perso
l’amore.
In Euforia, Scamarcio è Matteo: un uomo
ricco, un businessman di successo, omo-
sessuale, tossico, con un circo di amici e
con un fratello – Ettore, interpretato da
Valerio Mastandrea – che è il suo esatto
opposto: un uomo modesto di vita e di
ambizioni, un padre di famiglia in crisi.
Ettore ha un cancro, e Matteo decide di
farsi carico di lui, ospitandolo a casa sua,
ma tenendolo il più possibile all’oscuro
sulle sue reali condizioni. «Se ne occupa a
modo suo, come riesce e come può. Come
facciamo tutti, del resto. L’ho amato molto
questo personaggio», dice Scamarcio.
Ci incontriamo in una roulotte-camerino
parcheggiata sul lungomare fuori Bari,
lui ha tatuato sul collo un chiodo lungo e
sottile, ma è solo un trucco di scena del
ilm che sta girando in Puglia: Il ladro di
giorni di Guido Lombardi. Mentre parla e
racconta, fuma («devo smettere»), si infer-
vora («devo smettere») e anche si arrabbia
«e questo lo devo smettere più di ogni altra
cosa».

Che cosa le piace di questo uomo piuttosto


sconclusionato?
«Questo copione, scritto da Valeria con
Francesca Marciano, Valia Santella e con
la collaborazione di Walter Siti, mi ha

58 I VANITY FAIR 24.10.2018


trovavo anche delle cose mie, esperienze
che ho vissuto e le ho raccontato e che lei
ha avuto l’intelligenza di rimasticare, mo-
diicare e mettere dentro. Nonostante tutto
non volevo candidarmi perché non sapevo
come sarebbe stato essere diretto da lei
– per il suo primo ilm, Miele, ero il pro-
duttore – e lei ha iniziato a fare dei provini.
Ma questo attore non lo trovava. Così un
giorno l’ho chiamata: non le ho mai detto
“voglio farlo io”, ho parlato solo del copio-
ne. Alla ine della telefonata mi ha chiesto:
“Ma, insomma, tu lo faresti?”. Non le ho
nemmeno detto sì, ma ci siamo accordati
per il provino».
Com’è andata?
«L’idea mi faceva un po’ paura, perché
c’erano troppe cose in mezzo. E invece ci
siamo divertiti un sacco».
È stato strano lavorare insie-
me dopo essere stati una cop-
COMPAGNE DI CAST pia per dieci anni?
Sopra, Scamarcio «È stato bellissimo. Intenso.
in Euforia con Jasmine Stupendo. Non lo immagina-
Trinca, 37 anni, vo, non sapevo come potesse
che interpreta l’amante essere venire diretti da qual-
di suo fratello cuno con cui hai condiviso
(Valerio Mastandrea). tanto, con cui hai una grande
A destra, nel Testimone
intimità. Finire una relazione
invisibile, con Miriam
Leone, 33, e il regista di tanti anni è una sconitta:
Stefano Mordini, 50. così l’ho vissuta e così la vivo.
Il film arriverà È una cosa estremamente do-
in sala il 10 gennaio. lorosa dalla quale non sono
ancora guarito, perché non si
può guarire con uno schioc-
co di dita. L’amore che c’è
tra due persone che hanno
folgorato. Il modo in cui Matteo è disegna- giusti. In questo periodo storico di proces- vissuto tanto insieme non inisce così. C’è
to mi è sembrato subito molto moderno: la so alle intenzioni, io la penso diversamen- un bene che ci lega. Poi, purtroppo, succe-
sua omosessualità, la sua vita debosciata te. E anche Ettore va oltre e capisce». dono delle cose per cui la storia termina.
sono caratteristiche della sua persona date Ettore che, all’inizio della storia, quasi di- O, meglio: le persone smettono di vedersi,
per scontate. E anche io, nella recitazione, sprezza i soldi del fratello, poi se ne lascia ma la storia continua anche senza di loro».
non le ho mai dovute sottolineare, ma solo afascinare. Sapeva che il vostro rapporto sarebbe so-
accennare, come fossero delle nuance di «Disprezza i soldi perché, per la sua in- pravvissuto alla vostra relazione? Non è poi
colore. Il centro della storia è il rapporto dolenza, non è mai stato capace di guada- così scontato.
tra Matteo ed Ettore, e il tentativo di Mat- gnarseli. Gli stanno sul cazzo quelli che li «No, non lo sapevo. E non lo so manco
teo di interporsi tra suo fratello e la verità. hanno. Io non sono un materialista, ma le adesso: potremmo mandarci afanculo
Lo fa in modo tracotante, come un atto cose belle mi piacciono e non trovo ci sia anche domani. Abbiamo fatto il ilm insie-
di superbia, rimanendo lui il protagonista niente di strano nel comprarle. Non per me, ok. Ma chissà cosa succederà. Lei è
anche se il malato è l’altro, lo fa creando ostentazione, ovvio, ma per godersele. più intelligente e anche più sensibile di me.
un’euforia, appunto. Matteo, in un certo Detesto chi giudica questi comportamen- Io sono una testa di cazzo. Però ci siamo
senso, fa soltanto cose sbagliate, è giudica- ti. Valeria si è divertita a mettere in scena scambiati delle cose importanti: lei è cam-
bile sotto ogni punto di vista, ma non basta queste piccole questioni». biata stando con me, io sono cambiato tan-
il fatto stesso che lo voglia aiutare, al di là La Golino aveva pensato a lei per quella tissimo stando con lei. Infatti anche sul set
di come lo fa?». parte? eravamo in sintonia su tutto».
Basta, secondo lei? «No, perché quello in cui ha scritto il ilm Questa sintonia non è quella cosa che poi,
A ND RE A P IRRE LLO

«Secondo me, sì. Secondo me contano gli era un momento complicato. Poi però mi quando bisogna ricominciare con qualcuno
intenti. Ci sono persone che fanno cose ha dato il copione da vedere, per un pare- di nuovo, un po’ ti frega e ti fa disperare per-
giuste, ma con intenti sbagliati, e persone re, e da attore, animale, ho sentito un odo- ché pensi che non la ritroverai più?
che fanno cose sbagliate, ma con gli intenti re di personaggio pazzesco. Nella storia «Ma la vita è talmente sorprendente che

60 I VANITY FAIR 24.10.2018


chi lo sa cosa succederà. Io, nella mia esi-
stenza, non smetto mai di cercare. Vivo nel
presente, pensando qualche volta al passa-
to, qualche volta al futuro, ma nemmeno
poi tanto».
Perché?
«Ho imparato a ridimensionare la mia il-
lusione di poter interferire nelle dinamiche
fondamentali della vita: non credo più di
avere alcun potere».
E cosa decide, allora, la vita: il caso? Il de-
stino?
«Quell’idea pagana secondo la quale il fa-
to spetta agli dei, e il libero arbitrio è una
pura illusione. Dico così anche se credo in
Dio. Riconoscere i propri limiti non è un
atto di debolezza, ma solo di grande umil-
tà. E l’umiltà è conditio prima, come dice-
va Carmelo Bene».
Parliamo di politica?
«Ogni volta che l’ho fatto c’è stata della
polemica, ma non mi spavento. Le dirò, in
sintesi, che il cambiamento avvenuto nel
nostro Paese mi piace, anche se ci sono
delle cose che mi fanno paura, come acca-
de in tutti i cambiamenti».
Che cosa le fa paura?
«Si parla troppo poco di cultura. Mi pia-
cerebbe che chi sta al governo capisse che,
al di là delle conventicole di sinistra, a cui
questo governo sta sul cazzo a prescinde-
re, è importante dare, nel mondo creativo
e audiovisivo, un ruolo centrale al nostro
Paese. La cultura è un mezzo per incide-
re a livello politico e per formare persone
dotate di spirito critico, ma senza forconi.
Sono contento che Marcello Foa sia arri-
vato in Rai, perché è uno dei pochi giorna-
listi italiani ad avere aperto una rilessione
seria sulle dinamiche dell’informazione
che spesso procedono per sempliicazioni
volgari».
Che cosa spera da questo cambiamento?
«Che produca cultura civile fondata sulla
condivisione e sull’aiuto. Io sono un uomo
del Sud, da noi, quando c’è un problema,
si chiede: ma si può aggiustare il fatto, sì?
E allora aggiustiamolo. Non facciamo la
guerra, aggiustiamo le cose. Dentro il ver-
bo aggiustare c’è la parola giusto. Mi piace
questa cosa».
In questa pagina: pull, Aspesi. Pag. 51: camicia,
Salvatore Ferragamo. Pantaloni, Pence. Orologio,
Rolex. Pagg. 52-53: camicia, Giorgio Armani.
Orologio, Rolex. Pag. 54: camicia, Prada. Pag. 55:
T-shirt, Intimissimi. Orologio, Rolex. Pag. 56-57:
giacca e camicia, Giorgio Armani. Pantaloni,
Pence. Orologio, Rolex. Pag. 58: cappotto, Brunello
Cucinelli. Camicia, Giorgio Armani. Pantaloni,
Pence. Ha collaborato Giovanni Belletti. Grooming
Francesca Angelone@Greenappleitaly.com
using Kiehl’s Age Defender Serum. Per la location
si ringrazia Il Melograno, Monopoli (BA).

62 I VANITY FAIR 24.10.2018


mimimilano.com

VIA GESÙ 3
MILANO
SHOW

L’ISTINTO DI ST. VINCENT

Dopo l’esplosione di
suoni di Masseduction
dello scorso anno,
possiamo ascoltare
St. Vincent in purezza:
in MassEducation ci
sono le stesse canzoni
dell’album del 2017, ma
in versione acustica.
T RU NK A RCH IVE

Suonate, ha raccontato,
«seguendo l’istinto».

24.10.2018 foto BEN HASSETT VANITY FAIR I 65


Musica SHOW
ventenni del Michigan che, come da prassi
ormai, hanno conquistato clic e classiiche
e fatto parlare di sé prima ancora di pub-
blicare un intero album, che inalmente ar-
riva. Si intitola Anthem of the Peaceful Ar-
my ed esce il 19 ottobre.
Un appassionato ortodosso di hard rock
con un gruppo come i Greta può porsi
in due modi: essere tutto sommato felice
(inalmente i ventenni approfondiscono i
classici) o lamentarsi del fatto che nessu-
no si inventa più niente. Loro da anni si
dicono lusingati dai paragoni, come tutti i
bravi allievi appena usciti da scuola. «Non
ci vergogniamo di dire che ci siamo ispirati
ai Led Zeppelin», racconta Jake Kiszka, il
chitarrista. «Ma anche i Beatles, la musi-
ca roots americana ed Eric Clapton fanno
parte delle nostre basi musicali».
Allo studio ilologico degli Lp dei genitori
hanno aggiunto un’urgenza giovanile che è

Ritorno ai Settanta la cosa più rock che hanno. Ci credono e si


prendono molto sul serio. «Oggi, se accen-
di la radio, non ricevi mai segnali di musica
Sono ventenni ma si ispirano ai Led Zeppelin. Arriva il loro primo album autentica. È tempo che tutto questo cambi,
e i GRETA VAN FLEET puntano a riportare il rock al centro della scena i Greta Van Fleet hanno l’opportunità di
di FERDINANDO COTUGNO rimettere il blues rock al centro della sce-
na musicale», dice Sam Kiszka, il bassista,
è questo gruppo di Detroit, si chiamano Greta con un piglio vagamente populista che deve aver preso da un pre-

C’ Van Fleet, suonano praticamente come i Led Zep- sidente su Twitter. Il gruppo è formato da due gemelli (Jake e Josh,
pelin. Il cantante ha preso in prestito la voce da con la sua voce spudoratamente zeppeliniana), dal fratello Sam e
uno che conosco…». Lo ha detto, tra il sorpreso da un amico di famiglia, Danny Wagner, il batterista. Sono spun-
e il lusingato, il proprietario di quella voce da cui i tati dal nulla un anno fa, ma avevano formato la band nel 2012
Greta Van Fleet hanno tanto preso ispirazione, Sir Robert Plant, (Sam, il più piccolo, aveva dodici anni). Il 24 febbraio si esibiran-
il cantante dei Led Zeppelin. I Greta Van Fleet sono un gruppo di no per la prima volta in Italia, all’Alcatraz di Milano.

DALL’AUSTRALIA

Il ribelle contro le multe John il fricchettone


In Bottle It In, album appena uscito A volte il meglio della musica australiana fatica
di KURT VILE, c’è un pezzo intitolato
ad arrivare in Europa, ed è un piacere quando invece
One Trick Ponies, espressione
che descrive chi sa fare una cosa ci riesce. Il John Butler Trio viene da Fremantle e suona
sola, ma molto bene. da vent’anni un mix di reggae, folk, blues e rock. Butler è
«Ho un debole per le ripetizioni», un carismatico fricchettone, virtuoso della chitarra
confessa nel brano. Arrivato al settimo con idee politiche molto a sinistra. Suonano il 26 ottobre
album solista (senza contare i War all’Atlantico di Roma, il 27 al Gran Teatro Geox
on Drugs), il songwriter di Philadelphia di Padova e il 28 ottobre all’Alcatraz di Milano. F.C.
ha reso il suo trucco sempre più
efficace: canzoni come lunghe jam
session, melodie psichedeliche,
testi sulla difficoltà di vivere nel mondo
contemporaneo e una vasta
autoironia a impacchettare il tutto.
In Loading Zones racconta
la sfrontata libertà di un ribelle
che si esprime nel non pagare le multe
per divieto di sosta. F.C.

66 I VANITY FAIR
Cinema SHOW
CORTI D’AUTORE

(Quasi) nudi alla meta


Roma e ancora Roma. La Città Eterna conti-
nua a ispirare PAOLO SORRENTINO. Il regi-
sta premio Oscar firma un cortometraggio per
celebrare il primo compleanno di Rinascente in
via del Tritone. Una fascinazione che viene da
lontano: «Da bambino, quando vivevo a Na-
poli, vedevo la Rinascente come un posto miti-
co. Quando mio padre mi ci portava era una
festa». Il corto si intitola Piccole avventure ro-
mane e dura sei minuti. Si apre di notte, davan-
ti al Colosseo. Un fotografo (l’attore Francesco
Acquaroli) sta scattando un servizio di moda,
quando dopo un imprevisto si allontana dal set
e lascia soli i due modelli (Michela Begal e
Malcolm Lindberg), in lingerie. E qui comincia-
no le «piccole avventure»: del fotografo, che si
perde inseguendo una donna misteriosa (Lidia
Vitale), e della coppia, che vaga seminuda per
la città, fino ad arrivare alla Rinascente. Il fina-
le è sorprendente, ma non spoileriamo. Fino al
24 ottobre il corto è proiettato nella exhibition
Cinquanta area al piano -1 di via del Tritone, dove è alle-
sfumature stita anche una mostra. Il trailer invece è visibi-
le già dalle vetrine. PAOLA SALTARI
di Dakota
Se ultimamente vi sembra di vedere consacrazione e quello in cui ha con grazia e senso dell’umorismo, una criminale che firma
Dakota Johnson dappertutto c’è e da semisconosciuta si è il registro con un fuck you

Y U T SA I/ CON TO UR B Y G ETT Y IMA G ES , EVE RET T/ CO NT RA S TO , L IVIO BO RD O NE


cambiato pelle una volta per tutte.
un motivo: è dappertutto. Sui red L’uscita nelle sale a San Valentino trasformata in star (reggendo e nasconde un temibile segreto,
carpet più importanti, fotografata di Cinquanta sfumature di rosso (1) su di sé tutti e tre i film). in lei non c’è più nessuna
in compagnia della nuova fiamma ha infatti chiuso la trilogia tratta Ne è la prova 7 sconosciuti a El traccia della brava ragazza
Chris Martin, in prima fila dalla saga di E.L. James. Cinque Royale (2), che apre la Festa del che si faceva manipolare
nel movimento #MeToo, ma anni fa, quando è stato annunciato Cinema di Roma e uscirà in sala il da Christian Grey. Ancora più
soprattutto al cinema. Osteggiata che proprio lei era stata scelta per 25 ottobre, dove con Jeff Bridges, irriconoscibile è in Suspiria (3),
da parte del pubblico e snobbata interpretare Anastasia Steele, i fan Chris Hemsworth e Jon Hamm presentato alla Mostra
dai critici all’inizio della carriera, del romanzo hanno creato una è l’ospite di un fatiscente hotel di Venezia, dove invece è Susie
nessuno mette più in dubbio il suo petizione online chiedendo che al confine tra California e Nevada. Bannion, ballerina americana
talento. Il 2018 è stato l’anno della venisse sostituita: lei ha tirato dritto Nei panni di Emily Summerspring, che va a Berlino per
frequentare una scuola dove,
in realtà, si praticano le scienze
1 2 3 occulte. Nel remake horror
di Luca Guadagnino, che
tre anni fa l’aveva già voluta
in A Bigger Splash, Dakota
si sottopone a un tour de force
fisico ed emotivo che – dice –
l’ha lasciata traumatizzata.
Gli spettatori, contenti,
ringraziano. LUCA VENTURA

68 I VANITY FAIR 24.10.2018


Arte SHOW

Pablo il visionario
Dall’incontro tra DIANA PICASSO, nipote del maestro, e SILVIA VENTURINI FENDI, nasce una mostra
che ne presenta per la prima volta in Italia il genio scultoreo. Spesso dedicato alle donne
di ANNAMARIA SBISÀ

orme archetipiche,
LEGNO DIPINTO «diverse sfaccettature da

F
La Donna seduta,
familiarità con la una delle opere della cui solo alla ine si otter-
scultura classica, tori mostra Picasso. La rà una visione completa
e molte donne, elabo- scultura, alla Galleria di Picasso scultore», pre-
rate in ogni stilistica Borghese di Roma cisa la nipote Diana.
dal 24/10.
maniera. Il genio di Pablo si pre- Un giro nell’immaginiico
senta per la prima volta in Italia della Testa femminile predilet-
in versione scultorea, nella mostra ta da Picasso stesso, davanti alla
Picasso. La scultura, alla Galleria grandezza naturale di Donna con
Borghese di Roma dal 24 ottobre arancia, di una capra raigurata
al 3 febbraio 2019. gravida, della Donna con mela
C’è una doppia storia di cultura e con volto fuso dallo stampo di
di famiglia nell’incontro tra Silvia una scatola di sigari. Un percorso
Venturini Fendi e la curatrice Dia- di rottura modernista che sovver-
na Widmaier Picasso (nella foto in te tradizione e scultura classica:
basso), due donne che hanno sem- la Donna inginocchiata che si
pre sostenuto l’arte ino in fondo. pettina è accovacciata, le versioni
Dal loro binomio è nata la mostra di Pregnant Woman sono solenni
con oltre cinquanta sculture, vi- come igure korai della Grecia
deo e fotograie d’atelier, che sve- arcaica. Ci sono il vuoto e la tra-
lano un Picasso quasi sconosciu- sparenza di Donna in giardino
to, disseminato tra i capolavori e grandi lamiere anni Sessanta:
dell’antichità del museo romano. «Una mostra da guardare a tutto
Le opere sono state raccolte dal- tondo, pensando alle opere come
la nipote Diana: «Per Picasso la fossero i tasselli di un mosaico».
scultura rappresentava una sorta Mosaico creato innanzitutto dal
di laboratorio di rilessione, per binomio Fendi-Picasso: «L’arte è
dare movimento e dimensione al- insita in me come in Silvia, nella
la sua rappresentazione». sua famiglia e nella maison, come
Un circuito ad alta densità crea- dimostrano le numerose inizia-
tiva, questo creato da Diana Picasso con Anna Coliva, grazie alla tive, anno dopo anno». Ora con la titanica presenza di Picasso.
visione di Silvia Venturini Fendi, come da mecenatesca tradizione La scultura (parte del programma internazionale Picasso-Médit-
della maison: «Come me, Silvia è cresciuta immersa in innumere- erranée), mosaico dalle molte tessere: Picasso e la tri-dimensione,
voli forme di creatività e cultura». quella maestosa di Galleria Borghese, la generosità di Fendi, visio-
Il capitolo Picasso fa parte del progetto triennale per costituire il Ca- naria come l’installazione.
ravaggio Research Institute e il suo program-
ma espositivo, con cui Fendi sostiene Galle-
ria Borghese: «Siamo orgogliosi di aiancare
uno tra i più importanti e prestigiosi musei al «Per Picasso
mondo. Per Fendi è fondamentale valorizza- la scultura
re e supportare iniziative d’arte, soprattutto
all’interno della sua città natale». Vedi i recen-
rappresentava una
ti Fendi for Fountains, la riapertura del Palaz- sorta di laboratorio
zo della Civiltà Italiana con la mostra Matrice di riflessione per
di Giuseppe Penone, l’installazione Foglie di
pietra in Largo Goldoni, il supporto al Mondo dare movimento e
magico del Padiglione Italia a Venezia, la per- dimensione alla sua
GET TY IM AG E S

formance corale Revenge di Nico Vascellari,


lo scorso giugno al Maxxi.
rappresentazione»
La raccolta di sculture permette di vedere

70 I VANITY FAIR
Radar SHOW
in 5 domande

Il consiglio di lavoro più


importante che ha ricevuto?
«Più che un consiglio, una lezione
1
che ho imparato da Alessandro
Gassmann vedendolo lavorare
ai Bastardi di Pizzofalcone:
su un set non puoi permetterti
di distrarti. In questa fase ho
un grande desiderio di migliorare.
Vivo un periodo molto particolare.
Da ragazzina spensierata che ero,

GIA CC A E O REC C HIN O, LOUI S V UI TT ON. S TYL ING AN DRE AS M E RC A NTE@ ID COM M U NIC A TIO N. M AKE - UP A ND HA IR RE NOS P OLITIS @ VI C KY H A I R F US I ON US I NG S H I S E I DO & S E B A S T I A N P R OF E SS I ONA L
sono diventata una donna».

Qual è il suo modello


di attrice? 2
«Kate Winslet. Sa emozionarmi
in modo incredibile. Mi viene
in mente The Dressmaker -
Il diavolo è tornato. Non è il suo
film più importante, ma anche
una storia all’apparenza leggera
acquista grande profondità
quando a interpretarla
è un’attrice della sua bravura».

Un incontro impossibile
che sogna di fare? 3
«Anna Magnani. Vorrei poter
essere lì presente con lei
per vederla in azione su un set.
Ma anche per poterla conoscere
meglio come donna. E perché
amo, come diciamo noi a Napoli,
la sua cazzimma: concetto difficile
da spiegare, un mix di testa dura
e di un pizzico di stronzaggine».

La sua giornata
perfetta? 4
«Mi piacerebbe cominciare
svegliandomi la mattina non
troppo presto – ho tanto bisogno
di recuperare un po’ di ore
di sonno – e passare qualche ora
a leggere Ágota Kristóf. Amo da

Voglia di leggerezza impazzire i suoi libri. E, poi, finire


la giornata andando al cinema o
a teatro. Salire su un palcoscenico
Ora in tv in una fiction, SIMONA TABASCO studia per diventare grande è uno dei miei sogni».
attrice. Con due modelli: Kate Winslet e Anna Magnani (e il suo carattere)
Quali sono i suoi pregi
di ENRICA BROCARDO
e i suoi difetti? 5
on I bastardi di Pizzofalcone 2, la serie partita su Raiuno l’8 ottobre, Simo- «I miei pregi tocca agli altri

C
na Tabasco gioca in casa, ovvero a Napoli dove è nata 24 anni fa e dove trovarli. Un mio difetto è il grande
pessimismo. E poi sono
è ambientata la iction. Dopo l’esordio al cinema, nel 2014, in Perez., un
una piagnona. Piango per tutto,
ilm diretto da Edoardo De Angelis (lo stesso di Indivisibili), si è fatta co- dalla sindrome premestruale fino
noscere dal pubblico televisivo con È arrivata la felicità, dove interpretava alle piccole cose. L’ultima volta
un’estetista molto sopra le righe, ancora una volta napoletana. Le radici, che ho pianto è stata questa
insomma, non si mettono in discussione, «ma in questa fase della vita so- mattina ma, davvero, non posso
gno di allargare i miei orizzonti e di andare a vivere per un po’ fuori dall’Italia». Qui altre raccontarle per quale ragione».
cinque cose di lei che forse non sapete.

72 I VANITY FAIR foto LUISA CARCAVALE 24.10.2018


Tv SHOW
Stai attento, Daredevil
Una vecchia conoscenza e un nuovo
nemico. Nella terza stagione
di DAREDEVIL (dal 19 ottobre
su Netflix), Matt Murdock (interpretato
da Charlie Cox), avvocato cieco
di giorno e vigilante del quartiere
newyorchese di Hell’s Kitchen di notte,
dovrà vedersela con ben due nemici.
Il più atteso dai fan della serie Marvel
è Wilson Fisk, il terribile boss
interpretato da Vincent D’Onofrio
che abbiamo conosciuto nella prima
stagione e che Daredevil aveva spedito
dietro le sbarre. Ora è di nuovo
a piede libero e con un obiettivo:
vendicarsi del supereroe. Per riuscirci,
assolda l’assassino psicopatico
Bullseye, sempre tratto dal fumetto,
che ruberà il costume (e l’identità)
da diavolo al protagonista. M.CO.

Vi dispiace ce la godiamo, ma riconosciamo


che, come con il vino, è meglio
fantastica. Il segreto, d’altra parte,
è saperci ridere su. Ci sono riuscite
lasciarne la produzione per il grande bene Catastrophe e Fleabag,
se facciamo sesso? pubblico all’Europa meridionale».
Wanderlust ci prova lo stesso: si apre
due commedie graffianti molto
british, entrambe scritte e interpretate
Si può raccontare il sesso con A Toni Collette, che interpreta la con marito e moglie impacciati da donne, Sharon Horgan e Phoebe
l’umorismo asciutto e tagliente protagonista (sotto, con Steven nella posizione del missionario Waller-Bridge, che del politicamente
degli inglesi? È il dibattito Mackintosh), è stato detto che e continua con Joy sorpresa dal figlio scorretto hanno saputo fare un’arte.
che ha aperto in Gran Bretagna sarebbe diventata «la prima donna mentre si masturba, orgasmi La prima resta incinta di uno
Wanderlust (dal 19 ottobre ad avere un orgasmo sulla Bbc», improbabili e insegnanti arrapati. sconosciuto americano, con cui
su Netflix), la nuova serie Bbc genere la rete del servizio pubblico inglese, Le gag abbondano e Toni Collette, decide di metter su famiglia,
dramedy (che mescola elementi del mentre il Daily Mail ha definito già premio Emmy e Golden Globe la seconda è una ninfomane che
dramma e della commedia) su Joy la serie «la più bollente di sempre». per la serie United States of Tara, si racconta senza filtri. Wanderlust
e Alan, una coppia sposata che Peccato che il Guardian abbia fatto dove interpretava una casalinga ve le ricorderà, solo che è molto
decide di vivere una relazione aperta notare che di orgasmi sul canale dalle personalità multiple, è più «educata». MARGHERITA CORSI
per dare una scossa alla sua vita ce ne erano già stati e, secondo
sessuale, azzerata da quando lei ha l’Independent, quando si tratta
avuto un brutto incidente in bicicletta. di sesso, «non è che noi inglesi non

Torna l’incubo giudiziario di Steven Avery.


La seconda parte di MAKING
A MURDERER, il documentario-fenomeno
di Netflix, esce il 19 ottobre, dopo aver
rilanciato nel 2015 il trend del genere true
crime con il caso dello sfasciacarrozze del
Wisconsin che, dopo 18 anni in carcere per
uno stupro che non aveva commesso, è
stato condannato per un omicidio. Nella
nuova parte, le registe mostrano gli effetti
del documentario sull’opinione pubblica
e i tentativi di appello della famiglia Avery.

L’incubo Giudiziario
74 I VANITY FAIR 24.10.2018
Libri SHOW

Non ti
muovere
Ha una mamma «volante»,
di corsa dopo i doppi turni in cassa
al supermercato, e un papà quasi
invisibile. Sono separati e lui, a sei
anni, si considera già un «figlio-scatola», spedito tra gli
appartamenti dei genitori, quasi un cubo di Rubik che non
riescono a ricomporre. Parte così Leone (Einaudi, pagg. 227,
¤ 18,50) di Paola Mastrocola, scrittrice torinese già vincitrice
del Premio Campiello, oltre che finalista allo Strega con Palline
di pane. Il protagonista, per sopravvivere ai bulli della prima
elementare, fa «esercizi d’inesistenza», immobile come un albero,
sperando di essere lasciato in pace. Oppure prega: sul
marciapiede, a una festa o in una stanza affollata. In ginocchio
e a mani giunte, però, ottiene l’effetto contrario e attira
la curiosità morbosa. D’altronde, questa specie di Piccolo Principe
dei quartieri popolari ha un solo amico, Gesù, e a volte
ha il dubbio che sia solo «immaginario». Vorrebbe essere preso

In salute e in malattia per mano per elaborare la perdita della persona che ama
di più al mondo, invece si ritrova centrifugato in un dibattito
sulla (presunta) tolleranza religiosa a scuola. Le pagine regalano
una carezza ma anche un pugno, con un realismo disarmante.
Raccontando di un uomo che decide di morire, l’americana ALESSANDRA DE TOMMASI
di origini taiwanesi ESMÉ WEIJUN WANG narra di se stessa
di ANTONELLA LATTANZI
Colpo al Cuore
ono inserita nel sistema di salute mentale da quando sono ado-

S lescente». Così scrive di sé Esmé Weijun Wang, 35 anni, tra i mi-


gliori giovani romanzieri americani del 2017, decidendo di tra-
durre la propria esperienza in un romanzo, Il confine del paradi-
so (Lindau, pagg. 416, € 19,50; trad. T. Siciliano, in uscita il 31 ot-
tobre). Il conine è quello tra malattia mentale e sanità, realtà e orrori del-
la fantasia, amore per te stesso, i igli, tua moglie e attrazione per la morte.
Il confine del paradiso è la storia, raccontata da sei personaggi, di un uomo
«Il razzismo conta. Essere un Altro
in America conta – e la sconfortante
verità è che probabilmente continuerà
a contare». Così scrive Ta-Nehisi Coates
nella prefazione dell’Origine degli altri
di Toni Morrison (Frassinelli,
che decide di suicidarsi. Ma è anche la storia di una famiglia che si stringe pagg. 168, € 15,90; trad. S. Fornasiero,
attorno al corpo di quest’uomo, poi intorno al suo ricordo, come una me- dal 23 ottobre), libro tratto da un ciclo
dusa che si avvinghia e si allontana; perché una persona che fa di tutto per
di conferenze della scrittrice,
morire puoi amarla, certo, ma devi anche odiarla, altrimenti come fai.
Nel mezzo del ’900, David Nowak è un bambino ricco dell’America polac- premio Pulitzer, di Amatissima.
ca, ma capisce «molto presto di non essere come gli altri bambini che cono- Una lettura necessaria. LAURA PEZZINO
scevo, o di non essere bravo quanto loro a ingermi qualcosa che non ero».
S’innamora di Marianne, con cui ha una storia tragicamente interrotta. L’a-
merà per sempre, e lo spettro di lei sarà, per anni, il suo unico appiglio al-
la realtà. A Taiwan, per sfuggire al mondo, David conosce la futura moglie.
Le dà un nome europeo, Daisy. Tornano in America, dove hanno un iglio
e una iglia, ma quello che potrebbe essere un sogno americano diventa una
prigione. David, e poi Daisy, si chiudono in un mondo tutto loro da cui non
fanno uscire se stessi e nemmeno i bambini. Tutti gli estranei sono nemici.
Tutte le ombre sono esseri infernali.
In un romanzo che è un viaggio, ma anche una catarsi, Wang libera i tabù
della malattia perché diventino immagini della nostra mente, ma allo stesso
tempo pervade la storia di una lucina misteriosa, lontana, eppure risplen-
dente, che ha la capacità di trasformare un racconto di morte in un raccon-
to sulla vita, e per la vita.

76 I VANITY FAIR foto KRISTIN COFER 24.10.2018


le nostre terme, il vostro
nuovo boutique hotel

relilax.it7PHaaH9VTH 4VU[LNYV[[V;LYTL7HKV]HPUMV'YLSPSH_JVT;   


STORIE
CHI MI DARÀ L’OSCAR?
arà il tossico di Ben Is Back figlio di Julia Roberts (vedi pag. 90),

S o sarà il giovane gay di Boy Erased vittima di una «rieducazione»


sessuale? Uno di questi personaggi, al cinema fra dicembre
CO NT OUR B Y G ET TY IM A G E S

e febbraio, lo porterà a quell’Oscar che ha già sfiorato l’anno scorso,


con Manchester by the Sea? A 21 anni, figlio d’arte (papà Peter
lo ha diretto fin dal debutto, mamma Susan è poetessa), Lucas Hedges non vede
l’ora di stringere la statuetta, che «per me è sempre stata come il Santo Graal».

24.10.2018 foto ROBBY KLEIN VANITY FAIR I 79


VANITY
VIVE LA FRANCE

LA RABBIA
80 I VANITY FAIR 24.10.2018
IN ANTEPRIMA
Léa Seydoux, 33 anni,
è nel cast di Kursk,
che sarà presentato
il 21 ottobre alla Festa
del Cinema di Roma.

Per la prima volta dopo la nascita di


George, torna al cinema, dove è una
donna incinta che perde il marito.
Una storia vera, in cui Léa Seydoux
si è totalmente immedesimata.
Perché, dice, i personaggi non
vanno costruiti, ma «tirati fuori»
di SIMONA SIRI
foto ELLEN VON UNWERTH

GIOVANE
24.10.2018 VANITY FAIR I 81
82 I VANITY FAIR 24.10.2018
L
éa Seydoux avrebbe tutto per suscitare un particolare genere usato per gridare la disperazione di Tanya».
di invidia, quello che si riserva alle fortunate sotto ogni punto Essere diventata madre da poco l’ha aiutata?
di vista, sociale e genetico. Nata e cresciuta respirando cine- «Sì. Tanya è madre ed è incinta, io avevo partorito da poco, stavo
ma buono (il nonno è il presidente di Pathé, storica società allattando e avevo ancora gli ormoni in subbuglio, oltre a un seno
cinematograica), bella in modo tipicamente francese ovve- enorme, come forse avrà notato: in alcune scene sono davvero una
ro senza sforzo e pure da spettinata (anche se oggi non lo è), maggiorata».
Léa si è costruita una carriera eclettica che spazia da Woo- La vita di Adele ha vinto la Palma d’oro sia per il ilm sia per le prota-
dy Allen (Midnight in Paris) a Quentin Tarantino (Bastardi goniste, lei e Adèle Exarchopoulos. Il successo si divide equamente
senza gloria), passando per Ridley Scott (Robin Hood) e 007 tra attore e regista?
(Spectre, dove interpreta la Bond Girl Madeleine Swann). Il suo più «Continuo a pensare che la cosa più importante sia il regista, è lui
grande successo rimane La vita di Adele, storia d’amore e sesso tra che deve tirare fuori il meglio dagli attori. La prova sono quegli autori
due donne, Palma d’oro a Cannes 2013: un ilm che le ha regalato che lavorano con attori non professionisti e i cui ilm sono capolavo-
successo, premi, scandali, e pagine su pagine di giornali. Seydoux ri. Allo stesso tempo, non voglio sminuire il lavoro degli interpreti».
potrebbe insomma avere tutto, anche Forse, come in tutte le cose, è una que-
l’accento francese, per risultare insop- stione di chimica.
portabilmente antipatica, se non fosse «Vero, ma è la visione del regista che
che è così timida da fare quasi tenerez- fa la diferenza. Se la prestazione di
za. Te ne accorgi da come le si abbassa un attore è buona, dietro c’è sempre
la voce quando parla della sua recente un ottimo regista, mentre il contrario
maternità. O da quanto si scusa quan- è quasi impossibile».
do non riesce a trovare la parola giusta Lei si accorge se un regista la sta diri-
in inglese e allora la dice in francese. gendo bene o no?
Ci incontriamo a Toronto, dove pre- «Certo, ma purtroppo non c’è niente
senta Kursk, il ilm con cui ritorna sul- da fare. In quel momento sono nelle
le scene dopo la nascita di George, il sue mani».
bambino che lei e il compagno André Quest’anno ha fatto parte della giuria
Meyer hanno avuto nel gennaio 2017. di Cannes, presieduta da Cate Blan-
Interpreta Tanya, moglie di Mikhail SUCCESSE NEL 2000 chett. Che cosa ne pensa della polemi-
(Matthias Schoenaerts), marinaio rus- Seydoux con Matthias Schoenaerts, ca sulle poche registe donne ai festival?
so imbarcato sul sottomarino K-141 40 anni, che in Kursk interpreta «Sono d’accordo sul fatto che ci vo-
Kursk. È una storia vera: nel 2000 il suo marito, marinaio del sottomarino gliono più donne ovunque, non solo al
sottomarino afondò durante un’eser- affondato durante una esercitazione. cinema, è giusto sia data loro la possi-
citazione e le autorità russe ci misero bilità di esprimersi. Detto questo, non
più di quattro giorni per localizzare la sua posizione, mentre nel frat- credo che le donne vogliano essere selezionate in quanto donne, ma
tempo divulgavano notizie false sull’incidente sia ai familiari sia ai perché brave e capaci di dirigere ilm interessanti. Nessuna vuole
media. Del personale di bordo, 118 in totale, non si salvò nessuno. essere trattata come una minoranza».
Uno dei momenti più drammatici del ilm è proprio il doloroso ap- Il ruolo degli uomini come lo vede?
LE FOT O D E L S E RVIZ IO S O NO D ELL ’A G E NZ IA TRUNK A RC H IVE

pello che Tanya fa ai generali della Marina, pregandoli di dare a lei e «Fondamentale. In quanto uomini e in quanto padri: hanno respon-
alle altre mogli informazioni sui mariti intrappolati sott’acqua. sabilità enormi nel crescere igli che siano rispettosi delle donne.
Credo che il problema tra i due sessi inizi presto, nell’infanzia. Pren-
Che cosa l’ha attratta in questo ilm? da la scuola: già lì si deve educare all’uguaglianza, insegnare agli uo-
«Il fatto che sia una storia vera. E poi perché per la prima volta in- mini il rispetto e alle donne a far valere le proprie ragioni, ad alzare la
terpreto una madre. Essendolo diventata io stessa, ho trovato que- mano per parlare, cosa che spesso noi da bambine non facciamo».
sto ruolo molto adatto a me». Nel suo futuro c’è un ilm con Arnaud Desplechin e uno con Wes An-
Come ha costruito il suo personaggio? derson. Preferisce recitare in francese o in inglese?
«Non l’ho costruito. Credo che i personaggi siano già dentro di «Adoro recitare in inglese, mi sento più libera, come se fossi dav-
noi e che si debba tirarli fuori. Costruire implica una cosa ittizia. vero un’altra, più esotica. Il francese, oltre a essere una lingua più
Io ho usato l’onestà: sono diventata Tanya. Era l’unico modo per “giudicante”, mi costringe a fare troppo i conti con me stessa».
darle una voce sincera. Il fatto che sia una storia vera mi ha aiutato:
Styling Sophie Pera. In tutto il servizio: abiti, Louis Vuitton. Gioielli, Chopard.
anche solo leggendo quello che è successo, quello che le famiglie Make-up Sandrine Cano Bock@Open Talent Paris.
hanno dovuto subire, in me è cresciuta la rabbia, la stessa che ho Hair Laurent Philippon@Calliste Agency using Bumble and Bumble.

24.10.2018 VANITY FAIR I 83


VANITY
DI FAMIGLIA

Il segreto del suo successo?


Non avere mai avuto
«bisogno» di scrivere.
Siamo andati a trovare
lo scrittore francese
nel suo studio sulla Rive
Gauche, dove ci
ha raccontato della genesi
del suo ultimo libro
(in seguito a un grave lutto)
e dei nuovi «capri espiatori»
(ricordate la saga
di Malaussène?) dei nostri
giorni: i migranti

di SILVIA NUCINI
foto ERIC GARAULT

DANIEL PEΝΝAC
FRATELLO,
84 I VANITY FAIR 24.10.2018
LAVORI IN CORSO
Daniel Pennac,
73 anni. È appena
uscito in Italia
Mio fratello.
Lo scrittore
francese sta
lavorando a un
libro su Federico
Fellini, l’artista
da lui più amato.

DOVE SEI?
24.10.2018 VANITY FAIR I 85
L
o studio di Daniel Pennac è una specie di In che modo suo fratello Bernard assomigliava a uno
scatola marrone e démodé con annesso scrivano di metà Ottocento?
cucinino, inondato, di tanto in tanto, da «Il loro legame ha a che fare con il desiderio. Bernard,
un profumo di croissant. «È il forno qui come Bartleby, riiutava i desideri stupidi. Il suo motto
sotto», spiega, non si sa se assuefatto o in- era: “Evitiamo di aggravare l’entropia”. Il personag-
diferente a quell’odore così parigino. gio di Melville smette di giocare il gioco sociale degli
Non siamo a Belleville, il quartiere mul- uomini, ino al punto di non fornire nessuna spiega-
tietnico dove lo scrittore vive e dove ha zione dei suoi “preferirei di no”. Anche Bernard non
ambientato tutta la saga di Malaussène, dava spiegazioni del suo modo essenziale di vivere,
ma nell’arrondissement delle Grandes ma non per orgoglio, quanto piuttosto per non disper-
Écoles, Rive Gauche, «non lontano da dersi in cose futili, nei commenti degli altri. Viviamo
casa, ma abbastanza lontano per poter in una società in cui nulla si spiega e tutto si commen-
tenere separata la vita dal lavoro». Un por- ta. Mio fratello non commentava, non chiacchierava,
tatile Mac non proprio ultimo modello sta ma era un uomo divertente, ci facevamo grandi risate
sdraiato sulla scrivania. «Ma questo libro no, non è insieme».
nato qui, quanto piuttosto nei miei sogni: una mattina Racconta che Bernard non è stato un uomo fortunato
alle cinque mi sono svegliato e il libro era già tutto lì. da un punto di vista sentimentale: la moglie non esce
Dovevo solo prendere il bus e venire a scriverlo». benissimo da queste pagine. A proposito, sa se ha letto
Daniel aveva un fratello, si chiamava Bernard. Era il libro?
alto e magrissimo, ingegnere, marito, padre. È morto «Non lo so, ma credo di sì. Io non esprimo mai un
dieci anni fa, un caso di malasanità: una banale opera- giudizio su di lei, mi limito a raccontare. Un episodio
zione alla prostata ha tolto dal mondo un uomo che al su tutti: sulla tomba di mio fratello le chiedo: “Mi dici
mondo ci stava quasi in punta di piedi, compatto, de- una cosa bella di Bernard?”. E lei riesce a risponder-
sideroso di non disperdere le energie, con pochissimi mi: “Non l’ho mai tradito”».
desideri essenziali, quelli della sopravvivenza. Pensa che questa sua difficoltà afettiva avesse a che
Quando lui è morto, Pennac racconta di aver total- fare con il suo modo di essere, così asciutto?
mente perso il controllo del proprio corpo: cadeva «Da giovane era stato respinto da una donna che amava
ovunque, si faceva male, si è fatto anche picchiare in e questa cosa l’ha segnato per tutta la vita. Mi ricordava
una stazione del metrò. Voleva scrivere di lui, di quel il principe Myskin dell’Idiota di Dostoevskij: un uomo
fratello che era prediletto da tutta la famiglia, ma non sensibile al dolore che aveva intorno. Aveva una gravità
c’è riuscito per dieci anni, ino a quel risveglio dell’al- metaisica e un senso molto forte dell’innocenza, quella
ba, ino a quando ha capito che per parlare di Bernard dei bambini, dei folli, degli animali. Portava a casa cani
poteva raccontare anche di Bartleby lo scrivano, un e gatti trovati per strada, e li dava anche a me».
racconto di Melville – che lo scrittore ha portato in Come l’ha fatta stare scrivere questo libro?
scena dopo la morte del fratello – in cui un notaio di «Mi sono sentito calmo, dopo, perché mi è sembrato
New York assume un collaboratore che piano piano si di parlare con lui durante tutto il periodo della stesu-
sottrae a ogni richiesta, pronunciando sempre e solo ra, che comunque è stato breve».
una frase, «preferirei di no». Così è nato Mio fratello, il È la prima volta che sperimenta il valore curativo della
libro più intimo che Pennac abbia mai scritto. scrittura?
«In modo così diretto, sì. Però ogni mio libro mi ha
guarito: scrivere è energetico e totalizzante».
UNICA DATA ITALIANA Ma anche faticoso, o no?
Mio fratello «Faticosissimo. Mia moglie Minne mi dice sempre:
(Feltrinelli, quei libri ti manderanno all’ospedale. Io scrivo senza
pagg. 128, € 14; regole, quando mi pare. Nessuno per fortuna mi fa
trad. di Y. Mélaouah),
che Daniel Pennac
pressioni per pubblicare, così ho la libertà di inire i
presenterà libri quando lo dico io».
il 21 ottobre alle Quand’è che un libro è inito?
18.30 a Novara alla «Non certo quando hai scritto la parola “ine”. Un li-
Libreria Lazzarelli. bro è inito quando hai esaurito tutte le tematiche di
cui ti volevi occupare: politiche, afettive, stilistiche.

«VIVIAMO IN UNA SOCIETÀ IN CUI


NULLA SI SPIEGA
E TUTTO SI COMMENTA»
86 I VANITY FAIR 24.10.2018
«Quando ho saputo della sua morte, ho pianto. Lei
era pura energia, e mi è sembrato strano che l’energia
potesse inire, morire. Nella mia testa e nelle mie orec-
chie rimane il suono della sua risata. Nei miei ricordi
quella sensazione bellissima di stupore che aveva sem-
pre, anche dopo aver vissuto così tanto».
La scuola pubblica è un ottimo punto di osservazione
sulla società. Che cosa ha visto da dietro la cattedra?
«Nei miei trent’anni di insegnamento ho visto i ragaz-
zi trasformarsi da alunni in clienti della società del
consumo. Un ragazzino delle scuole medie decide di
tutti i suoi consumi, esclusa solo la casa, perché vive
ancora con mamma e papà. Questa trasformazione
ha reso diicile il lavoro degli insegnanti, trattati an-
che loro come prodotti di consumo».
Lei ha lasciato che accadesse?
«Ho cercato di contrastare questa tendenza semplice-
mente essendoci, e lavorando con – non contro e non
per – i ragazzi. Giocare, leggere, insegnare e imparare
insieme, andare al cinema e a teatro insieme, fargli il
regalo della curiosità intellettuale, questo ho fatto. Ho
cercato di non farli mai sentire soli: la clientelizzazio-
ne si basa sull’individualismo».
I cellulari non aiutano.
«Perché nessuno dice ai ragazzi che questi cosi si pos-
sono spegnere. Io se sono con qualcuno a cui suona il
cellulare, e si mette al telefono, me ne vado. Ma prima
di ogni comportamento c’è una domanda che dobbia-
mo farci: come ci comportiamo noi adulti? Quando
siamo coi nostri igli siamo lì per davvero? Al cento
per cento? O un terzo è lì e due terzi sul cellulare?
Dobbiamo stare insieme, così insieme che solo un’i-
nondazione può separarci, non certo una notiica di
Facebook».
Quando, a metà anni Ottanta, ha iniziato a raccontare
Belleville e il suo miscuglio di razze, avrebbe immagi-
nato il rigurgito razzista a cui stiamo assistendo?
Un libro è inito quando tu hai inito con lui». «A Belleville non è cambiato nulla, ma nella società
Questa libertà di scrivere o non scrivere è una conqui- sì. L’accettazione dell’altro dovrebbe essere un valore
sta che le è arrivata con il successo? morale, e invece è un valore economico. Accettiamo
«No no, mi deriva dal fatto che io non sono mai sta- gli altri quando abbiamo bisogno di loro: a inizio No-
to uno scrittore, ma un professore. Ho insegnato per vecento i minatori polacchi erano i benvenuti nelle
trent’anni – dal 1969 al 1999 – e il mio lavoro era stare nostre miniere di carbone, la disoccupazione arrivata

LE FOT O D E L S E RVIZ IO S O NO D ELL ’A G E NZ IA P A SCO & C O/ KA RM A P RE S S


in classe con gli alunni. Non ho iniziato a scrivere per negli anni Trenta li ha invece resi nemici. Il razzismo,
soldi – il mio stipendio mi consentiva una vita più che l’odio per lo straniero, è sempre esistito, ma ha luttua-
decorosa – ma per una necessità psicologica, forse to nella Storia a seconda dei bisogni. Malaussène di
patologica. Non ho mai scritto nemmeno per la fama, professione fa il capro espiatorio, ed è lo stesso ruolo
quella semplicemente è arrivata, e ha sorpreso me per che hanno gli stranieri: se qualcosa delle nostre so-
primo. Mi sono reso conto di essere diventato famo- cietà non funziona, è colpa loro. Eppure avremmo
so quando la gente ha iniziato a salutarmi per strada: potuto cambiare le cose».
“Bonjour Monsieur Pennac”». Come?
Perché ha avuto questo straordinario successo in Italia? «L’Europa ha fallito, perché ci siamo solo concentra-
«Per una serie di motivi. Primo fra tutti Stefano Benni ti sugli aspetti economici, e non culturali. Se i nostri
che mi ha presentato al meglio. Poi grazie alle tradu- bambini avessero fatto le scuole nei diversi Paesi eu-
zioni di Yasmina Mélaouah che, come tutti i grandi ropei, parlato le lingue del nostro continente, non po-
traduttori, è anche una brava scrittrice. E inine, cre- trebbero aver paura dello straniero. Accetterebbero
do, per questa idea di famiglia che si porta con sé Ma- l’incertezza che lo straniero porta con sé».
laussène». La certezza è rassicurante.
Lei è sempre stato pubblicato da Feltrinelli. Che ricor- «La certezza è una casa chiusa. Lo scrittore è un fab-
do conserva di Inge? bro che deve aprire quella porta».

88 I VANITY FAIR 24.10.2018


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IN TELEVISIONE
Julia Roberts,
51 anni
il 28 ottobre, è
protagonista della
serie Homecoming,
dal 2 novembre
su Amazon Prime.
Il 20 dicembre la
vedremo al cinema
in Ben Is Back.

90 I VANITY FAIR 24.10.2018


PRETTY
VANITY

Preferisce i personaggi che «non sai da che parte stanno».


Come Heidi, l’ambigua psicologa che interpreta nel suo
debutto tv. Nella vita, però, Julia Roberts ama i momenti
«leggeri». E non si interroga sugli anni che passano:
«Perché mai i 50 dovrebbero essere speciali?»
di SIMONA SIRI foto ALEXI LUBOMIRSKI

NON
HO
L’ETÀ
24.10.2018 VANITY FAIR I 91
a vera diva la riconosci anche da lonta-
no, dalla voce che si fa strada nel cor-
ridoio del grande albergo dove sono
ammassati curiosi e giornalisti. «Fa
caldissimo qui», dice mentre passa.
Tutti gli occhi si girano su di lei. È im-
possibile non guardarla. C’è chi scatta
qualche foto. Completo giacca panta-
lone rosso fuoco, treccia bionda porta-
ta da una parte, una magrezza che al-
cuni giornali di gossip hanno scritto sia
dovuta a una crisi col marito, ma che
lei smentisce senza doverlo fare diretta-
mente, semplicemente buttando qua e
là il nome di Danny (Moder, sposato nel
2002, ndr) durante l’intervista. Ecco
Julia Roberts.
Homecoming, la serie tv in arrivo su
Amazon Prime dal 2 novembre, rap-
presenta il suo debutto televisivo, e già
questa sarebbe una notizia. Qui a To-
ronto, presenta anche un ilm – Ben Is
Back, che uscirà in Italia a dicembre –
con il risultato che per qualche giorno
la sua faccia è dappertutto e i suoi look
analizzati nei minimi dettagli. «Con
l’età sono diventata molto selettiva»,
dice. «In realtà lo sono sempre stata, IL DOLORE DI UNA MADRE
ma ora di più. Però questi due progetti Dall’alto: Roberts con Lucas Hedges, 21 anni,
erano troppo interessanti per rinuncia- in Ben Is Back di Peter Hedges (padre di Lucas);
re. Ho girato ininterrottamente da no- nella serie Homecoming, dove interpreta una
vembre a giugno, con sole due settimane di pausa tra un progetto psicologa che si occupa dei reduci di guerra.
e l’altro. Non avrei mai potuto farlo senza l’appoggio della mia
famiglia». In Homecoming, tratto dall’omonimo podcast e creato
da Sam Esmail (Mr. Robot), Julia interpreta Heidi Bergman, una di qualcuno così velocemente. Come è successo a molti di noi,
specie di psicologa che lavora per una misteriosa struttura gover- sono caduta sotto l’incantesimo del suo genio creativo così unico.
nativa alla quale si rivolgono i reduci che vogliono reinserirsi nella L’altro motivo è la scrittura: gli sceneggiatori hanno fatto un incre-
vita civile. In Ben Is Back è Holly, madre del protagonista inter- dibile lavoro nel costruire una storia che parla di persone, cultura,
pretato da Lucas Hedges, un ragazzo dipendente dagli oppiacei governo, politica, e sono riusciti a metterla insieme in un modo
che dopo un periodo di riabilitazione torna a casa per trascorrere molto umano, aggiungendoci poi sopra un altro strato sinistro e
Natale in famiglia. «Quello che mi piace di questo ilm è l’aver tra- misterioso».
sformato una tragedia sociale che è sulle pagine di tutti i giornali, Di Heidi che cosa le piace?
sotto forma di numeri e dati, in una vicenda umana e familiare che «Sam pensa che sia un personaggio che fa cose cattive. Ma io non
si dipana per 24 ore sotto i nostri occhi». sono cattiva. O sì? È diicile parlarne senza rovinare la sorpresa.
In generale mi piacciono i personaggi che davvero non sai da che
Immagino che di progetti televisivi gliene abbiano oferti parecchi parte stanno. E a volte non lo sanno neanche loro».
negli anni. Perché ha detto sì a questo? In Homecoming, così come in Ben Is Back, recita accanto a due
«Un nome: Sam Esmail. Non credo di essere mai diventata amica giovani attori, Stephan James e Lucas Hedges. Pensa che la sua

«SONO NELLE MANI DEI MIEI FIGLI


ADOLESCENTI. MI RIPRENDONO,
DICONO CHE INSTAGRAM
NON LO USO NEL MODO GIUSTO»
92 I VANITY FAIR 24.10.2018
fama li possa intimidire in qualche modo?
«Non credo di essere una che mette paura, ma sarei una scioc-
ca a non tenerne conto e a non fare del mio meglio perché le
persone si sentano a proprio agio con me».
Ha superato da poco i 50 anni…
«Veramente li ho compiuti lo scorso ottobre, quindi vado per
i 51. Sinceramente non so che cosa dovrebbe succedere a 50,
quale tipo di entusiasmo. È come se la società facesse di tutto
per farti arrivare al traguardo eccessivamente eccitato. Per me
è stato un momento di felicità e di orgoglio».
Di recente è arrivata su Instagram. Si diverte?
«Sì, ma non tutti i giorni. È più un esperimento psicologico,
cui ho deciso di sottopormi. Essendo madre di igli adolescen-
ti, sono nelle loro mani. L’altro giorno mi hanno ripreso, soste-
nendo che non lo stavo usando nel modo giusto. “Ti facciamo
vedere noi”, mi hanno detto. Quindi se d’ora in avanti miglio-
ro è perché ho ottimi consulenti».
I suoi igli Hazel e Phinnaeus hanno 13 anni, Henry 11: sono
pronti a scoprire le sue commedie romantiche?
«Non vedo l’ora che mia iglia veda Il matrimonio del mio mi-
gliore amico. Mi aspetto che mi chieda cosa diavolo fosse suc-
cesso ai miei capelli».
Nel frattempo, Pretty Woman è diventato un musical a Broa-
dway.
«È incredibile. Quando me l’hanno detto pensavo a uno
scherzo. Molto di quel ilm è improvvisato, tante battute sono
frutto della nostra ironia. Pensare che adesso invece facciano
parte di Broadway è surreale».
Io sapevo che di improvvisata c’era la scena in cui Richard Gere
le schiaccia quasi la mano dentro la custodia della collana.
«Quella e molto altro. Garry (Marshall, il regista, ndr) e Ri-
chard non perdevano occasione per prendermi in giro o met-
termi in situazioni comiche. “Fai quello che vuoi, vediamo
come reagisce lei”, gli diceva Garry. E ha funzionato».
Tra vent’anni si vede ancora sul set?
«Dovrei avere la sfera di cristallo per saperlo».

1 2 3 4

LE FOT O D E L S E RVIZ IO S O NO D ELL ’A G E NZ IA TRUNK A RC H IVE

LE NUOVE SIGNORE DELLA TELEVISIONE


Hollywood, fatti in là. I nuovi ruoli più ambiti dalle attrici di grido sono in tv, dove si è spostata la creatività, soprattutto quando si
parla di personaggi femminili. Se Amy Adams ed Emma Stone sono le ultime star ad aver aggiunto una serie già cult al loro curricu-
lum, rispettivamente con Sharp Objects (1) su Sky Atlantic e Maniac (2) su Netflix, dal 12 ottobre su Amazon Prime Video vediamo
Isabelle Huppert e Diane Lane in The Romanoffs, la nuova creatura del papà di Mad Men Matthew Weiner. Le prossime? Meryl
Streep (3) ha già prenotato un posto nella seconda stagione di Big Little Lies, accanto a Nicole Kidman e Reese Witherspoon; Helen
Mirren (4) sarà l’imperatrice Caterina di Russia in Catherine the Great (nel 2019 su Sky Atlantic); mentre Helena Bonham Carter
interpreterà nella terza stagione di The Crown (nel 2019 su Netflix) la principessa Margaret, sorella della regina Elisabetta. E visto
che la tv è fondamentale per stare al passo con i tempi, anche l’ex modella convertita ad attrice Cara Delevingne non si è fatta
sfuggire l’occasione: sarà in Carnival Row, nel 2019 su Amazon Prime Video, accanto a Orlando Bloom. MARGHERITA CORSI

94 I VANITY FAIR 24.10.2018


VANITY
FIGLIO DI

Wyatt Russell

GIÙ
la maschera
Gli dicevano che avrebbe fatto l’attore, come papà Kurt e mamma Goldie Hawn.
Ma lui sognava un’altra carriera, sul ghiaccio. Poi, un incidente ha cambiato il suo futuro
di MARINA CAPPA foto ANDREAS LASZLO KONRATH

Q
uando era piccolo, tutti gli dicevano: «Tu ammette. «Quando ho dovuto abbandonare lo sport, rinunciando a
farai l’attore». Lui, invece, di fare il «i- quella che credevo fosse la mia strada, ho deciso che non sarei rima-
glio di» non aveva proprio intenzione. Sì, sto lì fermo a deprimermi, non volevo perdere tempo. Ho chiamato
da bambino aveva girato un paio di ilm un agente e lui mi ha mandato a fare un paio di provini. Dopo il pri-
con papà – Fuga da Los Angeles e Sol- mo, ho pensato: ce la posso fare. Salvo che un anno e mezzo dopo
dier – ma il suo vero obiettivo era un al- non mi aveva ancora chiamato nessuno e io mi dicevo: be’, non è
tro: giocare a hockey. Così, nonostante semplice come credevo».
una ascendenza famosa molto nutrita – Lui comunque segue il consiglio dei genitori – «Impara le battute,
è l’unico figlio di Kurt Russell e di Gol- presentati in tempo, non fare il cretino» – e insiste. Finché torna a
die Hawn, fratellastro di Kate Hudson – giocare a hockey, ma questa volta per un film: Questi sono i 40. Poi,
Wyatt Russell ha passato la prima par- in 22 Jump Street, passa ai campi da football. Uno dei registi del
te della sua vita sul ghiaccio. Era diven- film, Phil Lord, ricorda: «Era difficile non notare la somiglianza di
tato bravo: aveva cominciato a 15 anni, dopo essersi trasferito con Wyatt con suo padre, da subito, da come entrava nella stanza. Ed era
la famiglia a Vancouver, e poi era diventato professionista in Euro- così spontaneo, aveva un fascino naturale perfetto».
pa. All’inizio non era stata facile. Questo ragazzone biondo che tan- Adesso, sguardo cattivo e fucile spianato, torna con Overlord, che
to assomiglia a una versione giovane e più chiara di Jena Plissken (il sarà presentato in anteprima al Lucca Comics & Games e uscirà
protagonista di 1997: Fuga da New York, interpretato da papà Kurt) al cinema l’8 novembre. Il film (marchio J.J. Abrams) mescola war
per i compagni era un intruso, il califor- movie e horror: nella Seconda guerra
niano piombato in Canada con due ge- mondiale, alcuni paracadutisti ameri-
nitori star. Uno aveva anche minaccia- cani sono lanciati dietro le linee tede-
to di spaccargli i denti, così da poter fi- sche, ma a terra troveranno nemici non
nire sulle pagine di People e diventare fa- solo umani. L’anno prossimo invece ri-
moso. «Ma questo mi è servito a raffor- troveremo Russell al cinema con Amy
zarmi», ricorda lui a distanza di tempo, Adams e Julianne Moore nella Donna
«perché ho dovuto metterci un sacco di alla finestra: «Quando me l’hanno pro-
impegno per dimostrare che ero l’esat- posto, mi sono chiesto: che ci faccio io
to opposto di ciò che la gente credeva». in mezzo a tutti attori da Oscar?». In at-
E poi l’hockey aveva una cosa che tan- tesa che arrivi il ruolo della vita – pre-
to piaceva a Wyatt: per giocare doveva feribilmente «un cowboy» – Wyatt, che
indossare una maschera, che lo rendeva è stato sposato con la stilista Sanne Ha-
irriconoscibile. Timidezza? Difesa con- GRANDE FAMIGLIA mers, vive a Los Angeles con Meredith
tro curiosi e paparazzi? Oppure già il Kurt Russell, Hagner, di cui si è innamorato mentre
sentore di quello che sarebbe diventato 67 anni, e Goldie giravano insieme Folk Hero and Funny
TR UN K A RC HI VE, G ETT Y IMA G ES

il suo lavoro: l’attore. Hawn, 72, sono i Guy (anche in questo caso segue la stra-
Perché poi, a 24 anni, la vita del giovane genitori di Wyatt. da dei genitori, il cui amore era nato sul
Lei ha altri
Russell cambia rotta. Si rompe l’anca e due figli, Oliver
set, di Swing Shift). E incontra spesso
si strappa i legamenti del ginocchio: è e Kate Hudson, papà Kurt. «Ma una volta parlavamo
costretto a rinunciare all’hockey. «Oggi lui è padre anche sempre di hockey e di baseball, di cui lui
posso dire che questo incidente è stata di Boston Russell. è stato campione. Adesso invece mi in-
la cosa migliore che mi sia successa», segna un sacco di cose sul cinema».

96 I VANITY FAIR 24.10.2018


IN ANTEPRIMA
Wyatt Russell, 32
anni, è protagonista
di Overlord
(a sinistra) che sarà
presentato al Lucca
Comics & Games (31
ottobre-4 novembre)
e uscirà l’8 novembre.

24.10.2018 VANITY FAIR I 97


VANITY
TALENTI

FIGLIA DI MARIA
Elodie Di Patrizi,
in arte Elodie,
28 anni, seconda
ad Amici nel 2016,
ha partecipato
nel 2017 al Festival
di Sanremo.

Dopo il successo estivo, esce il nuovo singolo di Elodie, un inno al vivere senza
risparmiarsi. Soprattutto in una fase della sua vita in cui si è lasciata alle spalle certe
esperienze (non tutte belle) e ha cominciato a camminare sulle proprie gambe
di LAVINIA FARNESE foto CHIARA MIRELLI

24.10.2018 VANITY FAIR I 99


entro un fare fresco e lieve da ragazza all’ap- mettevamo sul marciapiede di via della Maddalena a Roma, vi-
parenza senza pensieri, Elodie ha occhi ver- cino al Pantheon, lui suonava, mamma raccoglieva i soldi per la
di randagi, squadrati e un po’ arrabbiati. Per pigione di 80 mila lire a Quartaccio».
i suoi 28 anni pieni di ferite da separazioni, Quando mollò?
poi provvisorie, ma che mentre le attraversa- «Avevo 19 anni. Conobbi un uomo più grande di 13. Andammo a
va bruciavano e basta. Spesso ha sentito di convivere. Non inì bene, ma mi aiutò a specchiarmi con il deside-
doversi allontanare: dalle periferie interiori rio imperante di dedicarmi solo a me».
delle case popolari, da una madre che non è Fu in quel momento che arrivò la svolta di Amici.
riuscita a esserlo, da un datore di lavoro che «E il tatuaggio di una croce
una sera si è permesso troppa conidenza. semplice, a scandire il passato
E da una scuola (quella di Amici di Maria sepolto, quel rinascere piano. Mi
De Filippi) di cui voleva conservare il segno, licenziai dai lavoretti che avevo,
non il marchio. Da una Emma (Marrone) un po’ modella e un po’ barista,
che per protezione rischiava di inghiottirla. per provare a non morire di fame
Così, la vita per lei si è trasformata presto in cantando. Iniziai in alcuni locali,
un contrappunto di addii e riprese, dove nel temendo il giudizio del pubblico,
cambiamento trovava la poesia. Se vuoi sco- coi tremori alle gambe e ai musco-
prire una persona, un’ora di gioco vale più di li del viso. Una sera uno mi dice:
un anno di conversazione, diceva Platone. E noi ce la siamo presa. “Manda una mail alla redazione
di Maria. Che hai da perdere?”.
Com’è messa in ilosoia? In efetti, niente». ULTIMO SINGOLO
«L’ho molto amata odiando Hegel, che mi parlava di razionale, Passò le selezioni. La cover del singolo
quando prima di lui per me ogni cosa che lo fosse contava zero». «Fu un’onda d’urto. Terapeutica». Rambla, appena
uscito, dove Elodie
Rambla, il brano colorato e caldo con cui porta nell’inverno l’estate Con Emma fu intesa a prima vista,
ha collaborato
del singolo Nero Bali, è un «carpe diem». la produsse per un po’, aprì i suoi con il rapper
«Un invito a divertirsi nel qui e ora, a mostrarsi allegri quando lo concerti, poi anche qui una sepa- Ghemon.
si è: in una festa non è detto ci si smarrisca, più facile ci si ritrovi». razione.
Dunque ballare. «Sentiva la mia inquietudine, era
«Mi ha sempre aiutato, anche da piccola: a convincermi che non la mia coperta di Linus. Ma io non sono abituata ad appoggiarmi
ce lo meritiamo, il peso di certi passaggi. A tutto c’è rimedio». a lungo, e mi terrorizzava l’idea di dipendere da lei, confondendo
La prima volta che le è servito? stima ed emulazione. È stato diicile staccarmi, ma dovevo vo-
«Con i miei genitori. Due tipi interessanti, nel bene e nel male». lare senza paracadute. Le resto grata, e siamo comunque legate».
Nel bene perché… Cosa servirebbe alle donne di oggi?
«Non si nascondevano. E così mi hanno subito dimostrato che gli «Autostima, sicurezza. Prima essere forti, poi tenere. Mai clementi
esseri umani possono non essere i supereroi che ci immaginiamo. sugli abusi. Facevo la cameriera, e il proprietario mi abbracciò da
Si diventa adulti meno bigotti, quando è così». dietro, con tutto il suo ingombro. Mi voltai, gli chiesi che stesse fa-
Nel male perché… cendo, si scansasse subito, sudi-
«Mia madre, modella delle cio e ridicolo, con pure la moglie
Antille francesi con origini afri- incinta. Lui mi dirà: “Ma quello
cane e indiane, mi ha avuta da era un gioco tra me e te”. Lo pi-
mio padre, italiano e musicista antai lì. Purtroppo sono tanti gli
di strada, giovanissima: non era uomini poco intelligenti».
pronta, e mi è mancata. Severi- È innamorata?
tà assente del tutto, al suo posto «Di un ragazzo di Lecce, Luca.
friabilità da cristalleria. Perse se Non pubblicizzo, ma è genero-
stessa, a un certo punto. Verni- so, passionale, balliamo insieme
ciava dal niente pareti di azzur- e ci stiamo piacendo sempre più.
ro. Scompariva, non si faceva Il calore è fondamentale, il fred-
trovare. Aveva come un mostro do è frigidità, non sentire, morte.
invisibile dentro che le faceva Un mese fa mi sono operata alle
fare cose che mai avrebbe volu- corde vocali, e mi hanno “spen-
to, e stava male, e non riusciva ta per un po’”, con l’anestesia to-
a scacciarlo via. Ho provato a tale. Quando mi sono risveglia-
starle vicino, a rincorrerla nei ta, l’ho immaginata così: un son-
suoi abissi, in quelle stranezze no senza percezioni. C’è una tale
euforiche e complicate da cui immensità nell’essere vivi».
non mi ha mai protetta».
In questa pagina: cappotto,
E suo padre? Circus Hotel. Pag. 99: completo,
«Prima che si lasciassero ci Marco Rambaldi. Styling Tiny Idols.

100 I VANITY FAIR 24.10.2018


VANITY
ALLA LIVORNESE

Un «debito personale» e un «atto d’amore». Paolo Virzì rievoca


il recente passato di Roma e del cinema che scoprì molti anni fa.
Con nostalgia, ma anche con il godimento di dirigere giovani attori
di MALCOM PAGANI foto PAOLO CIRIELLO

Le mie notti
102 I VANITY FAIR 24.10.2018
RITORNO ALL’ITALIA
Mauro Lamantia, 28 anni,
Eugenio Marinelli, 63,
Marina Rocco, 39,
Giancarlo Giannini, 76,
in una scena di Notti
magiche di Paolo Virzì,
che il 28 ottobre chiude la
Festa del Cinema di Roma.

MAGICHE
24.10.2018 VANITY FAIR I 103
F
iglio di un carabiniere e di una stesso sia un atto d’amore e di gratitudine nei confronti di quel cine-
cantante, cresciuto «in mezzo a ma, uno dei fenomeni di maggior rilievo dell’Italia contemporanea».
un bel cespuglio di trucidi» nel Non solo, però.
quartiere Sorgenti Corea di Li- «Non solo. Perché se da un lato avvicinarsi a quel mondo signiicava
vorno, padre di alcuni «preten- e signiica adesione al mito, dall’altro quella devozione si nutriva e
ziosi spettacoli teatrali in cui per si nutre di altri sentimenti. Viste da vicino certe divinità inarrivabili
sembrare vecchio mi cospargevo rivelavano la loro natura malconcia, disperata e spaventosa».
di borotalco i capelli» e paren- Quindi?
te stretto di una gavetta in cui ai «Quindi esisteva un conlitto generazionale e Notti magiche è anche
primi spot per Telegranducato un atto liberatorio da quel debito prezioso, ma ingombrante che tut-
«Ottica Mugnai, una questione ti noi di quella generazione abbiamo verso quel cinema con punte
di stile, solo in Piazza Attias» si umoristiche e dolcemente canzonatorie. C’erano questi magniici
alternava l’aspirazione della fuga, vegliardi che dal Neorealismo alla commedia avevano coperto tutti
Paolo Virzì incontrò la famiglia gli spettri del racconto e c’eravamo noi che ci rendevamo conto che
che lo avrebbe deinitivamente adottato soltanto a 21 anni. Dopo quell’ancien régime dagli onori così evidenti e opprimenti fosse an-
aver scorto una Roma composta e commossa nel giorno dei funerali che stanco, disincantato, disilluso e bisognoso di sangue giovane da
di Berlinguer, scoprì il suo vero volto qualche mese dopo, nel 1985, sacriicare sull’altare dell’immortalità. Ho voluto ricostruire quel
entrando al Centro Sperimentale di Cinematograia: «Non sapevo clima per certi versi ammaliante e per altri ridicolo anche perché il
neanche dove dormire e mi fermai in una pensione a due passi dal- periodo in cui è ambientato il ilm, durante il Mondiale di calcio del
la Stazione Termini. Le prostitute nigeriane che fumavano erba nei 1990, segna una cesura. Di lì a poco i maestri smisero di lavorare
corridoi. Le puttanone romane per strada. Un’aria torbida e mera- davvero e con il loro tramonto, tramontò anche l’Italia che eravamo
vigliosa e un bailamme felliniano che mi fecero subito sentire in una stati abituati a conoscere ino ad allora».
pagina di Bukowski. Ero arrivato a Los Angeles. Ero Arturo Bandini È un ilm autobiograico?
a Bunker Hill. Ebbro di una mitomania che da ragazzo di provincia, «Potrei risponderle che è sempre stato così. Che da Ovosodo ino a
con il sogno di evadere dal piattume di un’esistenza prevedibile e or- Caterina va in città e La prima cosa bella mi è accaduto di rielabo-
dinata, si ubriacava inalmente di rare e rievocare elementi biograici
una metropoli che sembrava piena o autobiograici, intenzioni, bugie
di promesse licenziose e possibili e ricordi perché il mio mestiere è
trappole che mi eccitavano e mi esattamente questo. Prendere cose
facevano battere il cuore». Con della mia vita e delle persone che
sensazioni, ricordi e «pagine di conosco e metterle in scena. Fellini
vecchi quaderni piene di appunti diceva: “Bisogna raccontare le co-
e disegni» raccolti all’epoca, in se che uno conosce”».
attesa di vedere il nuovo lavoro di Lei, Francesca Archibugi e France-
Checco Zalone che il regista livor- sco Piccolo, gli altri autori di Notti
nese ha sceneggiato, Paolo Virzì magiche, l’avete fatto.
ha realizzato uno dei suoi lavori «E le abbiamo trasformate in qual-
più riusciti, Notti magiche. Storia cos’altro. È bello che questo mate-
di tre ragazzi inalisti del Premio riale sia stofa utile a cucire
Solinas catapultati senza preavviso l’abito con disinvoltura e li-
nel mondo del cinema romano di inizio anni ’90 con il desiderio di DIETRO LE QUINTE cenza di alterare i contorni,
emulare Monicelli, Scola, Pontecorvo e Fellini. Storia di iniziazioni Virzì, 54 anni, sul set tanto è vero che abbiamo
sentimentali e declini, venerati maestri e soliti stronzi, fortune e di- con Giancarlo Giannini. mantenuto qualche nome
sgrazie, ambizioni, freddure, omicidi e albe aggirate al ritmo delle Notti magiche uscirà e qualche cognome reale
discussioni, delle trattorie fumose e dei tasti battuti ino allo spasimo al cinema l’8 novembre. nelle personalità evocate da
sulla Lettera 35. Dentro, come in tutti i ilm di Virzì, lacrime, cattive- lontano, ma al momento di
rie, passioni e sorrisi. Il piano sequenza della vita. «Avevo voglia di fare nostri certi personaggi
raccontare quel sentimento di allora perché è un sentimento che mi centrali, quei nomi li abbiamo cambiati mescolando tratti e peculia-
è rimasto dentro. Forse è solo la nostalgia di uno che sta diventando rità di tante anime diverse».
un vecchione, come quelli lì». Ricordi di quegli anni tra lezioni al Centro Sperimentale e incontri?
«Febbrili. Odori di cibo da asporto e di piedi. Di alberghetti in cui
Con rispettosa ironia, in Notti magiche l’omaggio ai maestri di ieri dividere con le mani il pollo acciufato in rosticceria. Di vecchie
è dichiarato. automobili usate dai colori improbabili con cui fendere la città da
«La molla che fa scattare la voglia di raccontare ha sempre a che fare un lato all’altro. Di straniamento quando, trascinato da Francesca
con un debito personale, con la riconoscenza, con un sentimento in- Marciano a casa Bertolucci, vedevo gli astanti bere il tè. “Ma io no
timo. È chiaro che certe immagini di quella stagione euforica e ribal- sò malato”, mi dicevo, “che lo bevo a fare il tè? Mica ho l’inluenza”.
da tornano ancora a farmi visita in forma di sogni o incubi minaccio- La sensazione dei 21 anni, del tempo in cui non hai nulla da perdere,
si, così come è chiaro che nei confronti di quei maestri alla cui corte della straziante inadeguatezza della mia età, della boria che davanti
entrammo di soppiatto, pulsi un debito di riconoscenza e che il ilm ai grandi discorsi teorici dei miei compagni d’avventura mi faceva

104 I VANITY FAIR 24.10.2018


dire: “Per realizzare un buon ilm servono un attrezzista e una buona di Ladri di biciclette si accorgerà che il copione lo irma una squadra
storia”. Notti magiche, in quel senso, è una nemesi. Ho fatto un ilm di calcio. C’è stato un tempo in cui in certe botteghe, per una forma
tutto a modino. Le luci. L’estate girata in pieno inverno. Lo storybo- solidaristica tra gente molto squattrinata, bastava passare per caso e
ard. Scritto e girato con perizia, rompendo i coglioni ai collaboratori: dire una battuta per ritrovarsi naturalmente padri di un capolavoro».
“Studiatevi la fotograia di Tonino Delli Colli, non faremo un ilm in Il suo reale contributo ai copioni di Scarpelli qual era?
agosto con gli esterni color cacarella, gli attori col trucco che cola e le «Al principio irrilevante, non c’era riga che non venisse riscritta. Mi
solite 18 comparse che fanno inta di camminare”». usava per dare vita a match dialettici. Ci insultavamo e passandoci
Nel suo primo ilm, Paso Doble, a preoccuparsi di armare un bilancio vicino sembrava fossimo a un passo dall’ucciderci, ma in realtà la-
generazionale erano quattro ventenni. Come i protagonisti di Notti voravamo divertendoci ino alle lacrime».
magiche. «Cos’altro c’è da raccontare», dice Fulvio nel ilm, «se non questa
«C’era scritto ilm e per convenzione lo chiamavamo ilm, ma non cosa bellissima e terribile del tempo che passa?».
era neanche un ilm. Era un’ingenuità totale l’operazione intera. Or- «Ed è curioso che a raccontarlo in forma soggettiva, in Notti magi-
ganizzammo una sola proiezione in un cinema livornese stipato di che, siano tre ventenni di estrazione diversissima, afratellati e al con-
cugini di terzo grado e parenti lontanissimi e io fuggii da un’uscita tempo rivali. Una ragazza romana di buona famiglia, considerata dai
laterale non appena partì la prima inquadratura. L’ambizione di parenti una disadattata appassionata di astrazioni inconcludenti e di
fare cinema, la provincia non te la attori francesi, un siciliano amante
perdona. Forse anche per quello “del rigore ilologico ed erudito”
cercai Roma, uno stagno diverso ma incline a tradirlo con l’ambizio-
in cui nuotare, la cesura netta con ne corrotta dell’intrattenimento,
l’ambiente originario». e un igliolo degli operai di Piom-
Come ci arrivò? bino arrapato e impertinente. At-
«Vedendo in tv una trasmissione traversare questa storia con i loro
Rai condotta da Monica Vitti in occhi pieni di innocente candore,
cui si parlava del Centro Speri- ma anche di aggressiva irriverenza,
mentale e tra una passerella e l’al- è stato divertente».
tra si mostravano i cortometraggi Come ha trovato i tre protagonisti?
di alcuni giovani registi tra cui «Abbiamo visto un migliaio di
Francesca Archibugi. Fino ad al- ragazzi e alla ine abbiamo scelto
lora, tra le proiezioni infantili che quelli che ci sembrava
mi vedevano veterinario e quelle portassero dentro gli ele-
dell’età adulta (facevo il supplente e mi immaginavo insegnante con IO FRA DI VOI menti che cercavamo. La
l’illusione che il maestro potesse procedere alla palingenesi morale Irene Vetere, 19 anni, una dei poesia di essere dei fuori
del cittadino), a fare il cinema non avevo mai pensato seriamente. tre giovani sceneggiatori sede e degli appassionati
Invece scoprii l’esistenza di una scuola di cinema, e come migliaia protagonisti di Notti magiche. sprovveduti. Dirigerli ha
di altri abitanti delle periferie del mondo mi sottoposi a orali e scritti. rappresentato un par-
Incredibilmente mi presero. C’era una borsa di studio da 650 mila ticolare godimento. A
lire al mese, la tessera per il cinema gratis, le meravigliose agevolazio- vent’anni l’attore ha una totale disponibilità a farsi manovrare, a farsi
ni della Prima Repubblica in cui si spendevano soldi nell’istruzione guidare e consigliare. Dopo, molto meno. Diventano delle adorabili
accumulando forse debito pubblico, ma garantendo un ascensore rotture di palle, gli attori, in un secondo tempo».
sociale che oggi certamente non esiste più. Chi vince il concorso nel Il ruolo del produttore è interpretato da uno strepitoso Giannini.
2018 e supera selezioni durissime si ritrova a pagare una retta tutt’al- «Io, Piccolo e Archibugi volevamo disegnargli addosso un vestito di-
tro che irrilevante. Io non avrei potuto. Non avevo le tasche vuote, sperato e ilare. Dentro il produttore Saponaro ci sono i tratti del Vit-
non le avevo proprio le tasche». torio Cecchi Gori post Rusić, come di tanti altri produttori. Abbia-
Nel ilm Roberto Herlitzka si chiama Fulvio e pensare a Scarpelli, mo creato delle maschere. Abbiamo giocato tra invenzione e realtà».
sceneggiatore della Grande guerra, uno dei suoi maestri, è inevitabile. È soddisfatto il 54enne Virzì di Virzì stesso?
«C’è un po’ di Scarpelli – anche se Furio era più tenero di così –, un «Oddio che domanda intima, mi fa arrossire. (Ride). Diciamo che
po’ di Zavattini con quell’ossessione per l’allieva prediletta e un po’ a seconda dell’umore posso essere molto contento o molto insod-
di Sergio Amidei che i giovani autori, proprio come il Fulvio di Notti disfatto. Da ragazzino pensavo che l’arte potesse cambiare il mon-
magiche, li cacciava fuori dall’uicio a spintoni». do, con il tempo i miei slanci sono diventati più tenui e si sono fatti
Che cos’è stato Scarpelli per lei? strada ruvidezza e disincanto. Il cinema è stato un comodo ripiego.
«Molto, se non tutto. Forse gli feci pena in dal primo istante o for- Una maniera per non smettere di giocare e sopravvivere alla vita.
se era contento di avermi incontrato per poter inalmente tornare a L’ho sfangata? Nonostante l’età, ancora non lo so».
mandare qualcuno a fare in culo. Aveva passato la vita a litigare feli- Provi a rispondersi.
cemente con Age e quando mi vide al Centro, mi disse quasi subito: «La cosa allarmante e afascinante di questo mestiere è che non lo
“Dopo le lezioni, cosa fai?”. Iniziai a frequentarlo e divenni allievo, sai mai ino in fondo. Non hai mai la sensazione di accomodarti per
galoppino, assistente, raccattaigli, garzone di copisteria, uditore alle sempre. E per questo noi registi siamo esseri così vulnerabili e terri-
riunioni di sceneggiatura. Però Furio, al contrario di alcuni suoi col- bili, sempre alla ricerca di rassicurazioni, spesso infrequentabili. In
leghi che usavano i ragazzi come “negri”, scrittori senza irma, i gio- questo eterno precariato rimaniamo immaturi e fragili. Vivi, quindi.
vani li faceva irmare tutti. Era zavattiniano. Se osserva i titoli di testa Comunque vivi. Con ancora una storia da raccontare».

106 I VANITY FAIR 24.10.2018


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108 I VANITY FAIR 24.10.2018


VANITY
MILADY

GIORNO
PER
GIORNO
Fra poche settimane Giulia Bevilacqua diventerà mamma di una bambina.
Poco dopo, uscirà il ilm che ha interpretato per Giovanni Veronesi. Un periodo d’oro
per l’attrice. Da vivere senza ansie, passo dopo passo, con meditata lentezza
di ENRICA BROCARDO foto AMILCARE & ALEX
ser vizio SARAH GRITTINI

24.10.2018 VANITY FAIR I 109


erché ho annunciato la gravidanza su Insta- Ci sono state discussioni sull’arredamento, i colori delle pareti…?
gram? Con mio marito Nicola ne abbiamo «Vengo da una famiglia di architetti, diciamo che un po’ impongo
parlato, ma in che altro modo avrei potuto il mio stile. Io lancio le idee, lui è quello pratico, che realizza i miei
fare? Ero arrivata al punto in cui si vedeva desideri».
la pancia e le persone cominciavano a chie- In quale altro modo vi completate?
dermi come mai non postassi più foto». «Siamo diversi sotto molti aspetti ma quello che mi ha subito con-
Giulia Bevilacqua diventerà madre tra un quistato del nostro rapporto è che tutti e due siamo rimasti assoluta-
mese. Una bambina. Il nome, dice, non lo mente fedeli a noi stessi».
ha ancora deciso. «Ce n’è uno che abbiamo Come avete festeggiato il primo anniversario di matrimonio, il 30
in mente in dal momento in cui ci hanno settembre?
detto che sarebbe stata femmina, ma po- «Siamo andati alle terme. Una volta lì, però, abbiamo scoperto che
tremmo ancora cambiare idea. Per ora è la lui non era capace di rilassarsi. Ha passato tutto il tempo a entrare
pupa. O anche il mostro, visto che si muove e uscire, avanti indietro come una palletta. Lo dicevo: siamo dife-
nella mia pancia come se volesse spostarmi renti. Ma non è stato un problema neppure in questo caso. Anzi,
tutti gli organi interni». l’abbiamo presa sul ridere».
Nel frattempo, ha già un posto d’onore al Ha dovuto rinunciare a qualche ilm o serie per via della gravidanza?
centro della collana che lei mi illustra cion- «A una iction molto bella. Ma quando ho girato Moschettieri del
dolo per ciondolo. «Ci sono tutti gli amuleti Re (uscirà il 27 dicembre, ndr) ero già incinta. L’ho scoperto dopo il
del mondo, il ferro di cavallo, il cornino, la secondo provino. Quando il regista, Giovanni Veronesi, mi ha chia-
coccinella, le corna, il chicco di cafè… No- mato per dirmi che la parte era mia, ero felicissima e terrorizzata.
stra iglia è l’universo qui al centro, e queste Non gli ho detto nulla perché il giorno dopo avevo una visita impor-
due faccine ai lati siamo mio marito e io che tante da cui dipendeva l’esito della gravidanza. Appena uscita dal
la proteggiamo. Me l’ha regalata Nicola per il mio compleanno, che medico, l’ho chiamato: volevo dirti che sono incinta ma, ti prego,
coincideva anche con il giorno in cui dovevo sottopormi a un test mio marito non deve sapere che ho avvisato te prima di lui».
per sapere se la gravidanza stava procedendo bene. Ecco la ragione E Veronesi che cosa le ha detto?
di tutti i portafortuna». «“Che bello, i bambini portano bene. Il ilm andrà benissimo!” (fa
Siamo sul set del servizio fotograico le corna)».
che vedete in queste pagine. Bevilac- Ha deciso quanto tempo prendersi lon-
qua si è presa una pausa dal doppio tano dal lavoro?
trasloco che la tiene occupata in que- «No. Alla mia agente ho chiesto tra
ste settimane. «Doppio perché devo quanto dovrei ricominciare. E lei:
portare le mie cose e spostarne altre “Mah, sei mesi”. La mia prima reazio-
dal vecchio appartamento di mio ma- ne è stata: facciamo anche un po’ pri-
rito a quello nuovo. Il resto del tempo ma, che me la porto sul set? Potrebbe
lo passo tra il negozio di vernici e il essere un modo di insegnare a mia i-
ferramenta». glia un senso di indipendenza, libertà,
Per lei e Nicola Capodanno – insieme coraggio».
da quattro anni, marito e moglie da Come donna si è mai sentita discrimi-
poco più di uno – si tratta non solo di nata in qualche modo sul lavoro?
diventare genitori per la prima volta, «Più che altro nelle sceneggiature.
ma anche di iniziare una vera e pro- Spesso si tende a raccontare storie di
pria convivenza. Finora, lei faceva
base a Roma, dove è nata e dove c’era
il suo lavoro di attrice, e lui a Milano. UN FILM IN COSTUME
«Pensavo di essere una pazza a mette- Dall’alto: con Anna Foglietta,
re su casa in un momento come que- 39 anni, in Tutta colpa di Freud
sto, invece un medico mi ha spiegato di Paolo Genovese, 2014;
nei panni della perfida Milady
che è un comportamento tipico dei in Moschettieri del Re
mammiferi: quando stanno per par- di Giovanni Veronesi, che uscirà
torire, sentono il bisogno di creare un al cinema il 27 dicembre.
“nido” per la famiglia».

«MIA MADRE MI HA DETTO CHE


NON SONO STATA CERCATA,
PHOT OM OVI E

NON ERO PROPRIO NEI LORO PIANI»


110 I VANITY FAIR 24.10.2018
in un cast di attori stranoti, Pierfrancesco Favino, Valerio
Mastandrea, Margherita Buy e tutti gli altri».
Come si è trovata a fare la quota rischio?
«Le racconto questo aneddoto: mi hanno detto che avrei
dovuto cominciare venti giorni in anticipo rispetto al pre-
visto. Oltretutto, con la scena più diicile, un monologo,
nel quale il mio personaggio, Milady, si confronta per la
prima volta con i moschettieri. Ero in soggezione, non
avevo mai lavorato con nessuno di loro e sapevo che sul
set sono delle canaglie».
E com’è andata?
«Quando abbiamo provato, si sono messi tutti a russare».
Il personaggio fra quelli che ha interpretato inora di cui è
più orgogliosa?
«Tanti. Sono contenta di aver portato una coppia omoses-
suale su Raiuno con È arrivata la felicità e il medico-mam-
ma di Amore pensaci tu, una donna che dedica molto tem-
po al suo lavoro e che, proprio per quello, deve scontrarsi
con una società che la giudica inadeguata come madre».
Com’era la famiglia da cui proviene?
«Mia mamma era architetto come mio padre, ma aveva
rinunciato al lavoro. Lui, però, era molto presente nella
gestione della famiglia, il suo studio era in casa, vicino alla
camera da pranzo. Lo aveva fatto apposta, per coinvolger-
la in tutti i progetti. Io ero troppo piccola per ricordarme-
ne – sono arrivata per ultima a nove anni di distanza dal
terzo iglio – ma mi hanno raccontato che ogni volta che
gli veniva aidato un nuovo progetto si sedeva a tavola e
annunciava: “Devo darvi una notizia”. Al che i miei fratel-
li si preoccupavano: “Oddio, arriva un altro iglio”».
Nove anni sono una bella diferenza.
«Evidentemente non sono stata proprio “cercata”.
Quando le chiesi come mai, mia madre, che spesso
parla senza pensare alle conseguenze, mi disse: “Be’,
amore, non è che proprio fosse nei nostri piani”. E, peg-
giorando la situazione, aggiunse: “Ma devi sapere che
in quel periodo papà e io ci stavamo lasciando e tu sei ri-
uscita a rinsaldare la famiglia”. Battute a parte, è anche
uomini “accompagnati” da una donna. Il personaggio femminile in questo che i miei sono stati un bell’esempio. Voglio dire: non è
è di sostegno». che siano stati sempre felici. Ricordo le litigate, i momenti di noia,
Lei ha iniziato con la tv. Era la cosa più facile? ma anche il loro impegno a superare i momenti diicili».
«Mentre ero ancora alla Scuola nazionale di cinema avevo iniziato Quando pensa a sua iglia immagina già scenari lontani? Come
a fare qualche provino. Quando mi presero per la serie Grandi do- sarà da adolescente? Che cosa farà da grande?
mani, avevo un sacco di dubbi. Studi i grandi ilm, i grandi registi e «No. Io afronto le cose giorno per giorno. A fare programmi a
un po’ sogni di fare quel tipo di carriera. Ne parlai con i miei inse- lunga scadenza ci pensa mio marito».
gnanti. La risposta fu: “Ma sei cretina? Vai a fare questa iction”». Immagino sia un po’ presto per rispondere, ma le piacerebbe re-
Il passaggio al cinema è stato difficile? plicare?
UNA P R ODU ZIO NE IN ES C LUS IVA P E R VA N ITY FA IR

«Sì. E mi dispiace che ci siano ancora pregiudizi nei confronti di «Mi piacerebbe che non fosse iglia unica. Ma aspettiamo un po’».
quelli che hanno fatto tanto televisione. Penso sia arrivato il momen- Ultima domanda, più facile: quale sarà il primo ilm che le farà ve-
to di avere l’opportunità di mettermi davvero alla prova in un ilm». dere?
Insomma, vuole un ruolo da protagonista. «Il mio fu Biancaneve e i sette nani, mi ci portò mio padre e mi ri-
«Be’, a 39 anni mi sembra sia arrivata anche l’età, no? Furio Andre- cordo che rimasi terrorizzata dalla strega cattiva. Meglio La carica
otti, uno dei miei primi insegnanti poi diventato uno dei miei migliori dei 101. Anzi gli Gli Aristogatti, con Romeo er mejo der Colosseo.
amici e che ha celebrato le mie nozze a Positano, mi dice sempre: Visto che crescerà a Milano, diamole qualche nozione romana di
“Tu raggiungerai il picco del successo verso i 50 anni”. Il problema è base».
che nessuno rischia più, anche se credo che la gente si stui di vedere
sempre le stesse facce che interpretano gli stessi ruoli. Veronesi con In questa pagina: maglione, Ermanno Scervino. Pagg. 108-109: cappotto,
Moschettieri del Re di rischi se n’è presi parecchi: un ilm in costume, Max Mara Atelier. Lingerie, Intimissimi. Collana con chiama angeli, Giovanni
Raspini. Ha collaborato Martina Antinori. Make-up Seiko Nishigori@The Green
una commedia – ancora più diicile – e me. Io sono la quota rischio Apple. Hair Giovanni Erroi@The Green Apple. Location Grand Hotel et de Milan.

112 I VANITY FAIR 24.10.2018


VANITY
PASSIONI

IL
SENSO
DI ANNA
PER L’ARICA
Tutti, Roman Polanski per primo,
la scoraggiavano. Ma per Anna Cataldi l’amore
tra la scrittrice Karen Blixen e il cacciatore
Denys Finch Hatton era un’ossessione.
Che diventò grazie a lei un ilm da 7 Oscar
di PAOLA JACOBBI foto DOUGLAS KIRKLAND
MA K I G A LIM B ERTI

ARRENDERSI MAI
Anna Cataldi è nata a Torino nel 1939. A destra, Robert Redford,
oggi 82 anni, e Meryl Streep, 69, in una scena del film La mia Africa
(1985), di cui la scrittrice è executive producer.

114 I VANITY FAIR 24.10.2018


24.10.2018 VANITY FAIR I 115
DOCUMENTI PREZIOSI
Il manifesto del film porta il nome di Anna Cataldi
come executive producer.

York, a Londra. Giorni e giorni lassù, in Danimarca, a stanare i


custodi delle proprietà letterarie di Karen Blixen. La sveglia pun-
tata alle quattro di mattina per telefonare in Australia, cercando
di convincere Peter Weir a dirigere il ilm. Alla ine, Weir rinuncia
e subentra Sydney Pollack che pretendeva di girare La mia Africa
alle Hawaii. Per fortuna cambiò idea.
«Tu non sai che cos’è una buona idea. I tuoi gusti non sono quelli In molti erano andati vicini alla chimera del ilm su Karen Blixen,
della massa. Tu appartieni a una minoranza». Con queste parole, tra questi anche David Lean e Orson Welles. Ma non se ne era mai
Roman Polanski, a Parigi nel 1978, cercava di dissuadere l’italiana fatto nulla.
Anna Cataldi dal produrre un certo ilm ambientato in Kenya. Si Nel corso degli anni, Anna incontra agenti e produttori americani
erano conosciuti a Gstaad, vicini di chalet e compagni sugli sci. capaci di esclamare «Blixen, la mia scrittrice preferita!» e subito
Polanski invitò l’amica a occuparsi di moda o di qualunque altra dopo dimostrare di non averne mai letto una riga. «Uno di que-
cosa purché adatta a lei, una signora dell’alta borghesia milanese, sti pensava che la storia d’amore tra Isak Dinesen (il vero nome
deinendo la sua idea un capriccio da dama del jet set annoiata. di Blixen, ndr) e Denys Finch Hatton fosse una relazione tra due
Polanski si sbagliava. L’idea di Anna, un ilm sulla storia d’amo- uomini e mi disse: “Nessuno andrà a vedere un ilm su due gay in
re della scrittrice danese Karen Blixen e l’aristocratico inglese Africa”».
Denys Finch Hatton, ambientata là dove i due si erano incontrati, Swifty Lazar, agente leggendario, la sconsigliò: «Creda a me, che
il Kenya non ancora cartolina turistica pop, sarebbe diventato La conosco il mestiere: nessuna major investirà un dollaro in un ilm
mia Africa, con Robert Redford e Meryl Streep, un successo inter- del genere». Sue Mengers, altra agente, la liquidò dicendo che la
nazionale, amato dal pubblico e coronato da sette premi Oscar. sua cliente, Barbra Streisand, sarebbe stata perfetta «ma non lo
Anna non era alla notte degli Oscar e nemmeno sul set in Kenya vuole fare». Il produttore Barry Diller le organizzò un appunta-
(la pagarono perché non ci andasse) ma senza di lei questo ilm mento con un altro pezzo grosso di Hollywood, Ray Stark, che
non si sarebbe mai realizzato. Arrivare al progetto inale fu un’av- ricevette Anna solo per prenderla in giro: «Ah, dunque lei è la nuo-
ventura durata otto anni della sua vita. La racconta nel libro La va amichetta di Barry?».
coda della sirena (Rizzoli, in uscita il 30 ottobre) che ha scritto Ma tutti avevano sottovalutato la sua testardaggine.
aiutata dalle agende di quegli anni che ancora conserva, nella sua Anna sorride orgogliosa, mentre mi mostra il manifesto del ilm
casa milanese. Agende che contengono nomi e numeri di telefono, ripiegato in quattro, con il suo nome tra gli executive producer.
MAKI G ALI MB E RTI, D O UG LA S KIRKL AN D/ P H OT O O P

stati d’animo e liste di cose da fare. Viaggi a Los Angeles, a New Su una delle vecchie agende la frase «Ho comprato Silence Will

ANCHE ORSON WELLES ERA ANDATO


VICINO ALLA CHIMERA DI
UN FILM SU KAREN BLIXEN,
MA NON SE N’ERA FATTO NULLA
116 I VANITY FAIR 24.10.2018
SOTTO IL CIELO DEL KENYA
Alcune scene della Mia Africa di Sydney Pollack,
tra cui il memorabile shampoo nella savana. Anna Cataldi
ci mise otto anni per riuscire a realizzare il progetto. Oggi la sua
avventura è raccontata nel libro La coda della sirena (Rizzoli),
in uscita il 30 ottobre, che Cataldi ha scritto anche grazie
alle agende dell’epoca che ancora conserva.

VANITY FAIR I 117


«QUANDO MI MISI IN MENTE
DI PRODURRE IL FILM, LA MIA
AMICA AUDREY HEPBURN
MI FECE DA MAESTRA»
Speak» è scritta in grande e seguita da un punto esclamativo. Si- Infatti, dopo la vicenda della Mia Africa, Anna Cataldi si è dedica-
lence Will Speak - The life of Denys Finch Hatton and his relation- ta a iniziative umanitarie e ha lasciato il cinema. Insomma voleva
ship with Karen Blixen è il libro di Errol Trzebinski, una delle fonti produrre questo ilm, non diventare produttrice, le chiedo. «Sì, e
della sceneggiatura del ilm. «Durante un safari, Anna aveva trova- comunque, per continuare, sarei dovuta rimanere a Hollywood
to nella sua tenda, accanto a un fucile e a una zanzara schiacciata, ma io volevo stare con i miei igli a Milano, le due cose non erano
una copia del mio libro», mi racconta Errol via email dal Kenya, compatibili».
dove ancora vive. «Aveva scattato una foto e poi l’aveva portata da Il cinema è stata una parentesi, dunque. Ma che parentesi. Gli
Foyles, una grande libreria di Londra, dove ha comprato il libro. incontri di Anna a Hollywood sono memorabili. Conobbe Oliver
Credo che lo abbia letto aiutandosi con un dizionario Italiano-In- Stone quando era uno sceneggiatore squattrinato, frequentavano
glese. Nel giro di poco tempo è arrivata al mio agente ed è riuscita gli stessi amici e «bisognava lasciarlo in pace perché stava scriven-
a comprarne i diritti». Durante la lavorazione del ilm, Errol fece do. Non sembrava che avrebbe combinato un granché e invece,
da assistente a Pollack e, ancora una sera, ci trovammo insieme a
oggi, ricorda le conversazioni con celebrare il suo primo Oscar, per la
il regista e soprattutto con Redford sceneggiatura di Fuga di mezzanot-
che voleva sapere da lei dettagli sul- te», racconta.
la personalità di Finch Hatton. Per qualche tempo, Anna visse
Anna aveva sentito parlare di Ka- ospite a casa di Franco Zeirelli
ren Blixen la prima volta dal foto- che stava girando il ilm Il campio-
grafo Peter Beard: la curiosità è ne, con Jon Voight, il padre di An-
diventata ossessione poco dopo. gelina Jolie. Un pomeriggio, Ange-
Aveva appena divorziato dal mari- lina e il fratellino James furono ai-
to Giorgio Falck. Una separazio- dati proprio ad Anna perché la loro
ne molto conlittuale, oggi non ne tata non era disponibile. In quel
vuole nemmeno parlare, ma ricor- periodo Voight seguiva i consigli di
da di essersi sentita schiacciata tra una specie di guru, una tizia che,
il cinismo degli avvocati e il DONNE IN VIAGGIO con l’aiuto di un pendolino,
potere di una grande famiglia Anna Cataldi in Africa con la figlia Jacaranda da bambina
consigliava alle star di Hol-
milanese. (poi riconosciuta da Carlo Caracciolo). Anna ha avuto altri due lywood che cosa mangiare e
Alla ine, i due primogeniti, figli da Giorgio Falck: Giovanni, scomparso nel 1993, e Guia. che cosa no. Voight preten-
Giovanni e Guia, vennero af- Sotto, il nuovo libro, La coda della sirena (Rizzoli, € 19). deva che tutti, anche i bam-
idati al padre. La terza iglia, bini, seguissero i suoi diktat.
Jacaranda (che anni dopo verrà riconosciuta da Carlo Quando si accorse che Anna aveva preparato una torta
Caracciolo), resta con la madre. Anna decide di parti- al cioccolato per Angelina e James, fece una sfuriata
re alla volta dell’Africa, con la bambina, per qualche e ne approittò anche lui per esprimere perplessità sul
mese. progetto della Mia Africa.
Destinazione casuale o quasi e anche il cinema entra Insomma sul ilm cadde a lungo quello che John Le
casualmente nella sua vita. Anna non era una cinéphile. Carré chiama (e Anna cita) «un grande silenzio arca-
«Per niente. Non sapevo nemmeno i nomi dei registi», no».
racconta. «Ma quando mi misi in mente di produrre il Poi, all’improvviso, il silenzio inisce. Si mette in moto
ilm, la mia amica Audrey (Hepburn, ndr) mi fece da un meccanismo di nuove coincidenze (compreso l’inte-
maestra. Mi disse che cosa vedere e come leggere i titoli resse della Coca-Cola a girare un ilm in Kenya), di in-
di coda, mi consigliò di imparare a conoscere il lavoro contri più o meno casuali (compreso uno, in ascensore,
di scenograi e direttori della fotograia». con Meryl Streep) e, alla ine, il ilm si fa.
Anna avrebbe voluto che fosse Audrey a interpretare Karen Blixen. In Italia, in pochi si accorsero del ruolo di Anna Cataldi nel suc-
Ma in quel periodo, l’attrice aveva smesso di recitare. «In seguito, cesso della Mia Africa ma Giovanni, il suo primogenito, era molto
fece ancora qualche altro ilm, su insistenza del suo agente, un per- orgoglioso di lei. «Ci teneva moltissimo, si appassionò alle vicen-
sonaggio orribile. Non mi è dispiaciuto che Audrey abbia riiutato de, vedeva questo progetto come il mio riscatto, dopo quel divor-
La mia Africa, alla ine, perché abbiamo fatto cose ben più impor- zio così travagliato», dice. Lo sguardo è triste.
tanti insieme. Per esempio, siamo state in Somalia, in quella che Dal 1993, Giovanni non c’è più: è morto in mare, durante un’im-
D. R.

per lei è stata l’ultima missione per Unicef e per me la prima». mersione all’isola d’Elba. A lui e alle sue sorelle è dedicato il libro.

118 I VANITY FAIR 24.10.2018


VANITY FAIR PROMOTION

VADEMECUM PER
GERUSALEMME GOURMET
C
Cosa si mangia a Gerusalemme? Assaf e Pappy spadellano e grigliano
Di tutto. La cucina spazia dai piatti a vista gli ingredienti comprati al mercato
classici del Medio Oriente a ricette vicino. Per assicurarsi un tavolo è sempre
provenienti dall’Europa dell’Est meglio prenotare. Lo stesso vale
e dal Mediterraneo, dove hanno vissuto per Mona, considerato uno dei migliori
per secoli solide comunità ebraiche. ristoranti di Israele anche per i drink
Per rendersene conto, basta fare un giro e l’atmosfera mondana.
al mercato Mahane Yehuda, tra 250 banchi Cene a parte, un viaggiatore ha bisogno
di frutta, verdura, pani e dolci, chioschi di rilassarsi spesso con qualcosa
di falafel e gelati, ristorantini come Azura, di buono. Dove? Si inizia da Menza
famoso per l’hummus più buono con una ricca “Israeli Breakfast” a base
del mondo. di uova, salmone, pane. Per merenda
Non solo street food. Gerusalemme e altri languori, la meta è il Kadosh Cafe,
ha un’ampia scelta di ristoranti di alto una pasticceria storica con dolci (e salati)
livello che raccontano la storia della città squisiti. Da Anna Italian Cafe invece
attraverso il gusto. All’Eucalyptus, si va per un aperitivo con vino, deliziose
chef Moshe Basson prepara ricette tartine e kosher.
d’ispirazione biblica usando spezie L’avrete capito, il panorama
e aromi che crescono da sempre sulle enogastronomico di Gerusalemme è vario
colline della città. Invece da Barood, e affascinante, e con Open Restaurants
si degustano le specialità sefardite, (open-restaurants.co.il) si presenta
come i “pastelicos” e le “albondigas”, l’occasione di conoscerlo meglio: dal 13
rispettivamente fagottini di carne e riso al 17 novembre il cibo è protagonista
e polpette al sugo. Per una cucina local- di tour, incontri con gli chef e visite
contemporanea, il ristorante di moda nelle cucine dei migliori ristoranti
è il Machneyuda, dove i tre cuochi Uri, per scoprire il lato più gustoso della città.

Per info: www.itraveljerusalem.com/it, www.facebook.com/itraveljerusalem.it


VANITY
INCHIESTA

BRASILE Il 28 ottobre il ballottaggio deciderà chi guiderà


il Paese. Grande favorito è Jair Bolsonaro,
ex militare che annuncia misure come
la liberalizzazione del porto d’armi o l’amnistia
per i poliziotti colpevoli di reati, e che si fa forza di un clima
di violenza crescente, di cui sono complici politici e forze
dell’ordine. Ma, avverte l’ex presidente Cardoso:
«Quando i leader politici approittano del risentimento
e della paura del popolo, la democrazia muore»
di CLAIRE GATINOIS foto VICTOR MORIYAMA

120 I
ROSSO SANGUE
VANITY FAIR 24.10.2018
CITTÀ IN FIAMME
A Natal, scontri con la
polizia. Capitale dello
Stato del Rio Grande
do Norte, la città
nel 2017 è stata la più
violenta del Brasile,
con 102 omicidi.

24.10.2018 VANITY FAIR I 121


C
«LA POLIZIA MI HA DETTO CHE
atena d’oro, orologio proiettili. È una battaglia spietata in cui chi non è un «fratello» è
vistoso, sguardo da un nemico da abbattere a sangue freddo. Gli scontri hanno cata-
criminale ma risata da pultato lo Stato in testa ai più violenti del Brasile. Secondo l’an-
bambino: João Miguel nuario nazionale sulla sicurezza pubblica, nel 2017 2.386 persone
(nome di fantasia) a hanno subito una morte violenta. Una media di 68 abitanti su 100
23 anni è già un pezzo mila: un record in questo Paese dove si uccide una persona ogni
grosso. Sul petto ha ta- dieci minuti – in maggioranza giovani, neri o di razza mista.
tuato «RN», simbolo João Miguel entra nel giro a13 anni. Dal piccolo traico delle rapi-
della sua appartenenza ne intasca tra i 10 e i 15 mila real (2.000-3.000 euro) al mese, vale a
al Sindicato do crime dire dieci volte il salario minimo. Abbastanza per una «bella vita»
do Rio Grande do Norte scandita da feste e whisky. Finché una rapina a mano armata ini-
(sindacato del crimine), sce male. E a 18 anni lui viene recluso nella prigione di Alcaçuz, a
la gang nata in questo 25 chilometri da Natal.
Stato brasiliano del Lì scopre il Sindacato RN, il più temuto e ammirato dai detenuti.
Nord-est. Star locale, Riluttante all’inizio, si lascia presto sedurre. Il «battesimo» ha luo-
il giovane ha ucciso tre membri del Primeiro comando da capital go il 5 maggio 2016, con qualche tiro di pô (cocaina), applausi e
(Pcc), banda rivale e massima organizzazione criminale del Brasi- molto alcol, in una delle celle dell’Ediicio n. 4, dove sono reclusi
le. Con il sorriso all’angolo della bocca, esibisce il bicipite tatuato: i prigionieri etichettati come «RN». I «sindacalisti» si trovano a
uno spettro che abbraccia tre croci. I suoi tre omicidi. pochi metri dagli Ediici n. 3 e n. 5 del carcere, riservati ai membri
A un’età in cui altri progettano di formare una famiglia, lui pensa del Pcc. Alcaçuz è una polveriera.
solo alla morte. «Se mi trovano, mi… (fa il gesto di una gola taglia- Il 14 gennaio 2017 vengono scoperti i corpi di 26 prigionieri impic-
ta, ndr). Se li incontro, li uccido!», riepiloga seduto a un tavolo cati, smembrati o decapitati: è il risultato di alcuni giorni di scontri
all’ultimo piano di un centro commerciale di Natal, capitale del tra il Pcc e i suoi rivali, e l’epilogo di una serie di massacri iniziati
Rio Grande do Norte. il primo gennaio in una prigione dello Stato di Amazonas, che ha
Dall’esplosione di questa guerra tra bande, continuano a volare provocato 133 morti.

122 I VANITY FAIR 24.10.2018


HO SBAGLIATO: DOVEVO UCCIDERLO»

LACRIME E FUCILI
Veglia per la morte
violenta di Heleno
Fernandes do
Nascimento, 47 anni, e
di suo figlio Jailson, 19.
Sopra, il reparto di
polizia «Operazioni
speciali», specializzato
in incursioni nelle
favelas a caccia
di trafficanti di droga
Nell’altra pagina,
la sorella di Heleno,
Francisca Santos.

24.10.2018 VANITY FAIR I 123


CUORE E FEGATO STRAPPATI Douglas Souza Franca, 21 anni, cameriere nel quartiere borghe-
«L’attacco è iniziato alle 16.20», racconta João Miguel. Le guar- se di Ponta Negra, ha visto andarsene così dieci amici d’infanzia.
die, in preda al panico, fuggono. Dopo tre giorni, afamato, il ra- «Ci sono sempre morti. Dicono che è per la droga, ma non si sa
gazzo uccide un membro del Pcc e gli strappa cuore e fegato, per più», dice. Mickaela Barbosa de Lima, 16 anni e già madre di una
poi divorarli. «Per vendetta e per fame», dice con orgoglio. bambina di 18 mesi, ha appena sepolto il marito diciannovenne
La ribellione, ilmata dai detenuti, rivela l’indigenza delle prigioni: il cui corpo, traitto da colpi di fucile, è stato trovato davanti alla
secondo i dati del ministero della Giustizia, i detenuti nel 2017 am- capanna del padre, un venditore di acqua di cocco. «Sono arrab-
montavano a 726.712 per 358.663 posti. biata con chi ha fatto questo e con lo Stato che non ci protegge.
All’indomani della carneicina, Robinson Faria, governatore del- Mio marito non aveva niente a che fare con il traico!», giura la
lo Stato eletto nel 2014 con il Partito Social Democratico (centro- giovane vedova con la pelle scura e lo sguardo perso.
destra), perde credibilità. Nel frattempo, «aumentano i discorsi Nel cuore delle aride terre di un Nord-est abbandonato da Bra-
di odio e incitamento alla violenza», osserva Ivenio Hermes, ex silia, Natal era un tempo famosa per la sua tranquillità e le sue
poliziotto a capo dell’Osservatorio sulla violenza letale intenzio- spiagge cullate dai venti dell’Atlantico. «Nel 2008, qui era un
nale nel Rio Grande do Norte (Obvio). paradiso», dice Ivenio Hermes. Eppure si uccideva già, e molto.
Heró Bezerra, del Parti- Nel 2003, l’Obvio ha regi-
to Rinnovatore Laburista strato 409 omicidi nello
brasiliano (Prtb) difensore
di «patria e famiglia», si è
«MIO PADRE AVEVA Stato. «La gente ha il gril-
letto facile», dice l’ex agente
presentato in campagna
elettorale con il generale
UN’ARMA, MIA MADRE di polizia. In questo «Far
West do Brasil» si spara per
Hamilton Mourão, noto per
aver evocato un possibile in- ANCHE. UNA VOLTA un’auto rubata, una rissa di
quartiere, una vendetta, un
tervento militare in caso di
anarchia.
Ma è Jair Bolsonaro, leader
SI COMPRAVANO tradimento o un divorzio.
Nel 2017, 149 donne sono
rimaste vittime di omicidio,
del Partito Social Liberale,
il più amato: il 7 ottobre, al
primo turno delle elezioni
AL MERCATO» ma solo 23 casi sono stati
classiicati come «femmini-
cidi». «La droga è spesso
presidenziali, ha ottenuto il 47,6% delle preferenze ed è il grande usata come un contenitore per catalogare i crimini di cui non si
favorito al ballottaggio del 28 ottobre. Ex capitano di fanteria, Bol- troverà il colpevole», dice Hermes.
sonaro non esita a lodare la dittatura militare (1964-1985). La sua Nonostante l’Estatuto do desarmamento, la legge che vieta il porto
popolarità è raforzata da un programma di sicurezza che ofre d’armi dal 2003, la maggior parte degli abitanti possiede un fucile
risposte semplici a un problema complesso: la liberalizzazione del o un revolver, e non esita a sfoderarlo. Nel 2017, sono state seque-
porto d’armi, l’abbassamento dell’età di responsabilità penale a strate quasi mille armi detenute illegalmente.
16 anni, l’amnistia per i poliziotti colpevoli di reati e la ine delle Rodrigo Pereira Moriyama, 42 anni, disoccupato, ha una pistola
riduzioni di pena. A suo avviso, esiste una correlazione diretta tra in casa e non ne fa mistero: «È così che mi hanno cresciuto. Mio
la violenza nel Nord-est e la presenza di governi socialisti. padre aveva un’arma, mia madre anche. Prima, si potevano com-
Nel Rio Grande do Norte, dove Luiz Inácio Lula da Silva, «Lula», prare al mercato. Oggi è un po’ più complicato, ma ci sono delle
è stato votato a grande maggioranza nel 2002, Jair Bolsonaro non reti. Chiediamo agli agenti di polizia. La gente ne vuole per via
è certo il favorito. Ma la sua ascesa persino in questo sertão deser- di tutti questi attacchi». Il quarantenne, di estrazione piccolo-bor-
tico, feudo della sinistra, conferma il disagio di un Paese dove non ghese, è stato dapprima sedotto dalla promessa di Bolsonaro di
ci si sente più sicuri. riconsiderare l’Estatuto do desarmamento. Poi ha cambiato idea.
«Dare armi a tutti è un po’ pericoloso», ammette. Rodrigo prefe-
TUTTI ARMATI rirebbe che solo chi sa farne uso, come lui, possa possedere una
Secondo uno studio realizzato in luglio da RealTime Big Data per pistola e conida che cinque anni fa non ha esitato a puntarne una
il canale RecordTv, l’85% degli elettori brasiliani si dice «molto contro un ladro. Era pronto a premere il grilletto quando è arriva-
preoccupato» dalla violenza. ta la polizia: «Mi hanno detto che ho sbagliato a non farlo. Avrei
A metà settembre, la guerriglia ha fatto un’altra vittima a Natal. dovuto ucciderlo. Loro non sapevano cosa farsene», racconta ri-
Sono da poco superate le 14 quando la polizia ci invita a seguire dendo.
quella che viene deinita una «operazione di routine». Un uomo
è stato ucciso per strada. Kerysson Atila Cassiano, 22 anni, ha ri- BOLSONARO, « MARTIRE » GUERRAFONDAIO
cevuto quattro proiettili al ventre, uno al petto e uno alla spalla, Mentre la polizia è soprafatta e impotente, la crisi, gli sprechi e
durante una raica di colpi sparati da due individui a bordo di una la corruzione svuotano le casse dello Stato. Nel 2017, i bilanci non
moto. «Nessuno ha visto niente, come al solito», dice un investiga- erano più in grado di pagare le forze dell’ordine del Rio Grande do
tore. La vittima giace sul marciapiede, nel quartiere di Quintas, Norte. «Non è solo la crisi. Il governo non vuole che le cose fun-
un decrepito sobborgo di Natal. Si pensa che avesse un debito con zionino», dice Nilton Arruda del sindacato della polizia del Rio
una delle due bande. L’assassinio sarebbe stato commissionato Grande do Norte. Qui come altrove, i signori della droga sono so-
per una manciata di real. Una ine comune nella regione. spettati di riciclare denaro con il sostegno dei partiti politici. «Le
Qui quasi tutti hanno un parente morto sotto i proiettili. Mateus indagini non vanno a buon ine, gli ispettori non sono suicienti.

124 I VANITY FAIR 24.10.2018


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TEMPI PERDUTI
La spiaggia di Ponta
Negra a Natal.
Un tempo la città
era famosa dal punto
di vista turistico
per il mare
e la tranquillità.

«DIECI ANNI FA QUI ERA UN PARADISO»


Non stiamo investendo nelle strutture tecnologiche. Non abbiamo da combattimento, sembrano operare un po’ a caso. Cala la notte
né archivi di Dna né impronte digitali», elenca Arruda. «I governi sulla favela di Passo da Patria mentre accompagniamo uno di que-
investono solo sull’esibizione delle forze dell’ordine». sti battaglioni. Dopo l’arrivo preceduto da esplosioni di petardi,
La polizia viaggia a bordo di furgoni blindati da cui i militari fanno un segnale di avvertimento inviato dai traicanti, i militari, noti
bella mostra di giubbotti antiproiettile e armi da guerra. Sono reclu- per i loro metodi brutali, hanno interpellato gli «individui dall’a-
te sottopagate (lo stipendio base è di circa 3.000 real mensili, 630 spetto losco», giovani inattivi che gironzolavano per il quartiere. Il
euro), spesso corrotte, addestrate più a fare la guerra che a proteg- giorno seguente, hanno ucciso un traicante. «Ci sono state pro-
gere il cittadino, e i loro abusi raggiungono di frequente le prime pa- teste, gomme bruciate nella favela. Ma agli occhi del resto della
gine dei giornali. Secondo il monitoraggio sulla violenza pubblicato popolazione le morti non sono così gravi quando si tratta di trai-
dal sito G1 del Grupo Globo, nel 2017 la polizia ha ucciso 5.012 canti», osserva una giornalista locale.
persone in tutto il Paese, 139 delle quali nel Rio Grande do Norte. Queste morti inutili non sono l’unica spiegazione dell’ascesa di
Questi «poliziotti assassini» – spesso assassinati a loro volta – ali- Jair Bolsonaro. Ma, insieme al sentimento di insicurezza che ge-
mentano la rabbia delle bande assetate di vendetta, che di frequen- nerano, hanno certamente portato avanti il discorso guerrafon-
te godono della simpatia degli abitanti delle favelas. È la logica del daio dell’ex capitano di fanteria. «La storia degli ultimi vent’anni
«sangue chiama sangue», cui le brigate segrete rispondono con dimostra che la democrazia può morire senza che ci sia necessa-
altre rappresaglie – le chacinas, stragi che prendono di mira gli riamente un colpo di Stato o la soppressione delle elezioni. Muore
assassini della polizia. «Abbiamo prodotto noi stessi delle bombe quando i gruppi e i leader politici approittano del risentimento e
umane», dice Bruno Paes Manso, ricercatore del Centro studi sul- della paura del popolo per sofocarla», ha scritto l’ex presidente
la violenza dell’Università di São Paulo. (dal 1995 al 2003) Fernando Henrique Cardoso sul quotidiano O
Questa spirale infernale viene denunciata dalla stampa, senza tut- Estado de S. Paulo. In seguito, Bolsonaro ha anche acquisito lo sta-
tavia che cambi alcunché. «La nostra polizia cerca di ristabilire tus di «martire» dopo che il 6 settembre è stato accoltellato. L’ex
l’ordine. Ma non c’è organizzazione, non ci sono obiettivi, non ci capitano con il suo discorso bellicoso e semplicistico ha fatto della
sono priorità», dice Isabel Figueiredo, ex vicesegretaria alla Pub- violenza un problema e una soluzione, una tragedia e un rimedio.
© 20 18 LE M ON DE

blica sicurezza di Brasilia, ora consulente del Forum brasiliano Ma dopo il ballottaggio, sarà quasi certamente lui il prossimo pre-
della pubblica sicurezza. sidente, in carica dal 1° gennaio 2019.
Infatti le truppe d’assalto, considerate l’élite delle forze dell’ordi-
ne, che pattugliano ogni giorno le «zone rosse» di Natal in tenuta [Traduzioni Madrelingua]

126 I VANITY FAIR 24.10.2018


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Per qualcuno è iper colorato,


per qualcun altro invece over
e coperto di pelo. Il cappotto
preferito è più di un indumento,
è il nostro rifugio invernale.
Cappotto di alpaca e piumino,
Semicouture. Maglioni
legati insieme come una sciarpa,
United Colors of Benetton.

24.10.2018 di S A R A H G O R E R E E V E S · foto P H I L I P G A Y VANITY FAIR I 131


Cappotto di lana,
Valentino.
Pagina accanto:
cappotto di pelo,
parka di nylon,
abito di seta e stivali,
tutto Balenciaga.

132 I VANITY FAIR 24.10.2018


SOTTO
COPERTURA Pelo, panno, lana pregiata. Monocromatici o stampati.
La wishlist per i cappotti di stagione prende forma
di SARAH GORE REEVES foto PHILIP GAY

24.10.2018 VANITY FAIR I 133


Cappotto di lana
con dettagli di pelle
e collo di pelliccia,
pantaloni decorati
con paillettes
e décolletées in pelle
di vitello, Louis Vuitton.
Pagina accanto:
cappotto e pantaloni
di lana fantasia principe
di Galles, maglione
a collo alto di cashmere
e stivali di camoscio,
Laura Biagiotti.
Poncho, United Colors
of Benetton.
Cappotto e giacca
di cammello con frange,
pantaloni in jersey
di lana e scarpe
maschili di pelle lucida,
tutto Max Mara.
Cappotto doppiopetto
di alpaca e lana,
Tagliatore 0205.
Tuta, Bottega Veneta.
Cowboy boots
con dettagli di plexiglas,
Sergio Rossi.
Pagina accanto:
cappotto stampato di
gabardine, abito di tulle,
calze di nylon tecnico
e décolletées
di vernice, tutto Prada.
Cappotto oversize
trapuntato di cotone
stampato, abito
di cotone e sneakers
di pelle con applicazioni
a rete e cristalli, Gucci.
Pagina accanto: cappello
e camicia legata come
foulard, Luisa Spagnoli.
Pelliccia ecologica
stampata,
Diego M Fur Free.

HANNO COLLABORATO
KRISTI VELIAJ E FRANCESCO
CALÒ. MAKE-UP WILLIAM
BARTEL@ARTLIST. HAIR BRUNO
SILVANI@ARTISTS UNIT.
MODEL ANNA MILA@IMG
MODELS. PRODUCTION
LOUIS 2 CREATIVE SERVICE.
FONDAZIONE
CINEMA
PER ROMA
STYLE

La collezione
(e il setting)
di Pierpaolo Piccioli
per la boutique
The House of Genius
di New York.
Accanto: Remo
Ruffini, presidente
e amministratore
delegato di Moncler.

Lo store geniale
C’
erano una volta le silate di moda, dove scoprire le collezioni che
Due boutique temporanee sarebbero poi comparse in boutique sei mesi dopo. Poi sono ar-
a Tokyo e New York rivati il democratico terremoto fast fashion e le esclusive edizio-
e una cinquantina di pop ni limitate con le maison che architettavano collaborazioni one
up shop in tutto il mondo shot con questo o quel creativo. Grosso modo ecco ciò che è av-
venuto negli ultimi venticinque anni di moda. Un mondo che forse oggi si ap-
segnano la rivoluzione presta a vivere una rivoluzione con il progetto Moncler Genius per mano di uno
di un marchio che da anni schivo signore comasco, Remo Ruini.
spopola con i piumini. Per l’organigramma aziendale è il presidente e amministratore delegato di
E che oggi esplora nuove Moncler. Per una qualsiasi enciclopedia fashion passerà alla storia come
l’uomo che ha trasformato i piumini da montagna in un perfetto indumen-
strade con otto creativi to da città. Dopo aver acquisito nel 2003 il marchio francese specializzato in
pronti a dare la loro abbigliamento d’alta quota, Ruini lo ha reinventato rendendo prima accet-
visione del brand, tabile e poi molto desiderabile un capospalla imbottito per un appuntamen-
per avvicinarsi sempre to di lavoro, un giro di shopping in centro, una serata all’opera. Ha lanciato
la quasi couture di Moncler Gamme Rouge, disegnata da Giambattista Valli
di più al pubblico per la donna, e Gamme Bleu, corrispettivo al maschile irmato Thom Brow-
di CR IST I NA M A N F R E DI ne. E quando altri imprenditori si sarebbero giustamente goduti un fatturato

24.10.2018 VANITY FAIR I 143


Da sinistra:
la collezione
Moncler 1952
che celebra
l’heritage del
brand attraverso
due fattori iconici,
il logo e il piumino.
La modella
e attrice Rola
al lancio della
Yellow Collection
a Tokyo. Sotto:
il rapper Meek
Mill con capi
della capsule 8
Moncler Palm
Angels, disegnata
da Francesco
Ragazzi.

che supera il miliardo di euro, ha resettato tutto, creando


Moncler Genius.
Addio stagionalità tradizionali, goodbye silate canoni-
che, sayonara alla comunicazione che punta i rilettori
su un’unica modalità di racconto. L’universo Genius è
la nuova interpretazione del prodotto per arrivare a par-
lare in modo il più possibile coerente con persone diver-
se per età, cultura, interessi e passioni. Nel febbraio scor-
so, la fashion people è stata invitata a Milano in una sim-
bolica casa dove otto creativi, tutti con background molto
diferenti, hanno svelato la loro personale visione del mar-
chio. Pierpaolo Piccioli (sì, proprio lui, il direttore creati-
vo di Valentino), Simone Rocha, Craig Green, Karl Tem-
pler, Sandro Mandrino, Kei Ninomiya, Hiroshi Fujiwara
e Francesco Ragazzi (l’anima di Palm Angels) hanno ela- Le House of Genius vanno al di là del puro spazio di ven-
borato dei modelli che, a partire dallo scorso giugno con dita, diventano luoghi interattivi dove lasciarsi pervadere
Fujiwara, si stanno alternando negli store, un mese per dall’esprit du temps secondo Moncler. Certo solo lì (e in
ciascuno, al ianco della linea main. Ottobre però diven- scala ridotta nei pop up, tra cui quello di via Montenapo-
ta strategico, non solo per l’arrivo in boutique degli attesis- leone a Milano) si possono trovare tutti i primi otto capi-
simi capi disegnati da Piccioli. Ma anche perché in tutto toli di una storia destinata a proseguire nel tempo. In più
il mondo hanno preso vita una cinquantina ci sono prodotti in edizione limitata che ogni
di pop up store dedicati all’interno dei mo-
nomarca o presso alcuni top retailer multi-
«Le House designer ha pensato per completare il proprio
racconto, come il vinile voluto da Piccioli con
marca. E soprattutto hanno aperto The Hou- of Genius vanno musiche del due volte premio Oscar Alexan-
se of Genius, ovvero due building tempora-
nei attivi ino a ine anno a Tokyo, nel quar- al di là dello dre Desplat, i bijoux romantici di Simone Ro-
cha, le scarpe very brit realizzate da Grenson
tiere di Aoyama, e New York, in Spring Stre-
et a Soho. «Volevamo che tutti potessero spe- spazio di vendita, per Craig Green. E ancora The Yellow, una
collezione inedita giocata sui toni del gial-
rimentare quanto avevamo proposto agli ad-
detti ai lavori con il debutto di questo proget-
sono luoghi lo e del nero, i colori del mondo Genius, con
T-shirt, berretti, matite, un gilet e custodie per
to», spiega Ruini, «così nelle due House of
Genius abbiamo ricreato il setting che aveva
interattivi» i computer portatili in piumino, una cover per
gli smartphone. «Vogliamo dare emozioni, e
accompagnato ogni collezione durante il lan- l’unico modo per riuscirci è dare tanto. Ven-
cio. Ci siamo messi in discussione, perché ci siamo resi dere non basta più, devi imprimere un senso a ciò che pro-
conto che il mondo stava cambiando. L’intento è quello di poni», aggiunge Ruini. «Dopo tanti successi, avevo la sen-
restare vicini al pubblico, e per farlo oggi bisogna ofrire sazione che stessimo un po’ invecchiando, dovevamo fare
nuovi stimoli, ampliare la propria community, modiicare qualcosa. Con The House of Genius e con i pop up invitia-
la cultura aziendale. Il risultato sono le otto collezioni che mo il pubblico a scoprire come siamo cambiati. Vogliamo
si susseguono nelle boutique. Ma anche questo approccio parlare a più persone possibili, perché l’esclusività annoia,
curatoriale allo shopping, cioè la nostra interpretazione di e proponiamo stili diferenti, per soddisfare interessi dife-
un concept store». renti. Solo una cosa resta uguale, la qualità».

144 I VANITY FAIR


INDOVINATE
QUANTI ne abbiamo

quest’
VENDUTI
ESTATE
E ?

ZERO
Ogni anno, quando arriva l’estate, ritiriamo dal mercato le nostre specialità,
per evitare che il caldo possa danneggiare la loro straordinaria qualità. È una
scelta che facciamo perché la qualità per noi non ammette compromessi.

Adesso Ferrero Rocher, Mon Chéri e Pocket Coffee sono tornati.


Pronti per il primo assaggio.

LA QUALITà PRIMA DI TUTTO.


STYLE

Come

GIGI nessuno mai


Inarrestabile, la supermodella
ha messo a segno un altro colpo da maestra
disegnando una linea di gioielli.
Parola d’ordine: stacking
di I LA R I A CH I AVACCI
foto FR ED M EY LA N

S
e c’è una cosa che colpisce istantaneamente di Gigi
Hadid è che quando il sorriso, generoso, le si apre sul
viso, illumina quello che le sta intorno. Non stupisce
che l’ultima collaborazione messa a segno dalla su-
permodella ventitreenne – che i marchi si contendo-
no non solo in passerella, ma anche come designer –
sia per un brand di gioielleria tra i più prestigiosi e cool
in circolazione. Messika ha infatti riconfermato, per
il secondo anno consecutivo, la linea di gioielli disegnata da Gigi
con una collezione dallo spirito bohémien e dal nome eloquente:
My Soul. «Amo ravvivare i miei look, di solito molto semplici: je-
ans e T-shirt, con un tocco sparkling. I diamanti sono perfetti per
questo, danno una sorta di upgrade alle tue mise, ma in maniera
discreta. Valérie Messika ha capito al volo cosa cerco in un gioiello
e mi ha aiutato a realizzarlo. Come cade sul corpo, delicatezza e
indossabilità per me sono requisiti essenziali».
I pezzi sono pensati per essere portati insieme, alla Gigi, tra le pri-
me ad adottare lo stacking di preziosi, cioè indossare orecchini, col-
lane, bracciali e anelli in sovrapposizione: più sono meglio è. «Per
me è importantissimo l’aspetto creativo, nella moda, nella gioielle-
ria, nell’arte in generale. Puoi esprimere chi sei anche attraverso i
gioielli, ed è divertente il processo che ti porta a scoprire cosa fa per
te». Sovrapporre nella vita di tutti i giorni, indossare un pezzo sta-
tement sul red carpet: «I gioielli sono quello che dà senso al look di
una serata speciale. È come se fosse l’ultimo tassello di un puzzle,
quello che definisce il personaggio che ho deciso di essere per quel-
la notte. Nella vestizione per il tappeto rosso i gioielli sono l’ultima
cosa che indosso».

Giacca, Sonia Rykiel. T-shirt e jeans, Levi’s. Mini orecchino,


Gatsby, mono orecchino Diamond Whirl, collana Move High Jewelry Addiction,
doppio anello e anello con pavé Move Romane e anello Etoile Polaire, tutto
della collezione My Soul Messika by Gigi Hadid.
Make-up Erin Parsons. Hair Bryce Scarlett.
Blue attitude STYLE

è anche la più gettonata per gli accessori di stagione


La nuance più rilassante per eccellenza

1. Borsa di pelle a mano e con tracolla, Liviana Conti (¤ 448). 2. Décolletées di vitellino semilucido con tacco metallizzato oro rosa, Vic Matié (¤ 325).
3. Borsa di pelle con dettagli di metallo e chiusura geometrica, Gianni Chiarini (¤ 198).

148 I VANITY FAIR di C A M I L L A G U S T I · foto S I M O N E G A L B U S E R A 24.10.2018


STYLE

Abito resinato effetto


vernice, iBlues (€ 139).
Camicia in crêpe
de chine misto seta,
Twinset Milano
(€ 188). Cappello
di lana con visiera
di pelle, Hermès
(€ 560). Borsa con
dettagli di naplak,
vernice e tessuto,
Elisabetta Franchi
(€ 280). Calzini,
Calzedonia. Stivali
di pelle, Aldo (€ 110).

In
TARTAN
we trust
Di pelle o vernice,
le superici viniliche
mixate alla stampa check
sono irresistibili
per l’autunno-inverno
di A NGE L IC A TOR E L L I
foto DA N I E L E M A R I

24.10.2018 VANITY FAIR I 151


1. 2.

1 — Giacca di misto lana,


Carla G (€ 299). Blusa
con profili a contrasto, OVS
(€ 29,99). Borsa di tessuto
stampa tartan, Valentino
di Mario Valentino.
2 — Blouson di lana con
collo di maglia, Alviero Martini
1 A Classe (€ 498). Dolcevita,
Intimissimi (€ 19,90).
Cappello di pelle ecologica,
Ferruccio Vecchi (€ 98).
3 — Cappotto doppiopetto
(€ 299) e gonna (€ 119) di panno
bouclé, Liu Jo. Camicia in crêpe
de chine, Stella Jean (€ 406).
Occhiali da sole Moschino
by Safilo (€ 180). Stivali
di suède, Loriblu (€ 595).
4 — Pantaloni, Gant.
Borsa di tessuto bouclé,
Carpisa (€ 49,95).

4.

3.

152 I VANITY FAIR 24.10.2018


1 — Cappotto di lana, Motivi (€ 189).
Camicia di misto lino, Kaos Jeans
(€ 129). Gonna di cotone, Pinko
(€ 170). Cuissardes di camoscio
elasticizzato, Baldinini (€ 850).
Occhiali da sole, Givenchy (€ 290).
2 — Pantaloni di lana tartan multicolor,
PT Pantaloni Torino (€ 285).
Stivali di pelle naplak, Casadei (€ 850).
3 — Giacca (€ 129) e pantaloni (€ 69)
di cotone tartan, Roberta Biagi. Mini
bag di pelle con dettagli di metallo,
The Bridge (€ 485). 4 — Gilet stampa
principe di Galles (€ 59) e camicia
di chiffon (€ 79), Naracamicie. Cappello
di pelle ecologica, Ferruccio Vecchi
(€ 98). Occhiali da sole, Dior (€ 270).

2.

1.

MAKE-UP MICOL SALVIONI USING YSL TOUCHE ÉCLAT@


GREENAPPLEITALY.COM. HAIR EMILIANO RICCARDI@
GREENAPPLEITALY.COM. MODEL LAURA SORENSEN@MONSTER.

4.

3.
154 I VANITY FAIR
STYLE

Ginevra Rossini,
imprenditrice, filantropa
e profilo influente
sul web, è entrata a far
parte di Condé Nast
Social Talent Agency:
la nuova agenzia
del gruppo
che si occuperà
di rappresentare e gestire
Social Media Talents.

di denaro. Adesso preferisco


usare la mia visibilità social.
Così facendo arriva in India
ogni centesimo raccolto».

In orbita
u Instagram la sua foto proilo è il logo
Qualcosa di Personale
Ginevra Rossini S della Nasa. Una issazione, quella per
lo spazio, che ha dato il nome alla sua
linea di abbigliamento: Give me Space, di
ispirazione dichiaratamente stellare. «Mi

Tutto lo spazio sono appassionata a questo genere di argo-


menti grazie a mio fratello, che ha 10 anni
meno di me e da piccolo voleva fare l’astro-

che c’è
nauta: era l’unica cosa che avevamo in
comune. Gli astronauti erano per noi dei
super uomini, con le loro lauree complicate
e le prove durissime da affrontare». Spazio
Ha fondato un marchio e una onlus in India. fisico, ma anche metaforico: la traduzione
Ha avuto idanzati famosi, e ora si prepara italiana del marchio significa lasciami spa-
zio. «È una frase che mi rappresenta: sono
a conquistare Instagram un tipo indipendente, ho bisogno della mia
di I LA R I A CH I AVACCI libertà». Archiviate le storie con Luigi Ber-
lusconi e con Andrés Velencoso – «Uomo
adorabile, peccato solo non mi abbia fatto
Olismo social nella zona più povera e rurale dell’India». conoscere Kylie Minogue» – non si apre su
i una bellezza disarmante, Ginevra Consapevole e grata della sua condizio- eventuali legami, anche se al dito ha un

D Rossini è anche una macchina da


guerra. Un anno fa ha dato vita alla
linea di abbigliamento Give me Space, e
ne privilegiata (nipote dell’imprenditore
Salvatore Ligresti, scomparso lo scorso
maggio), si impegna a fondo per restituire
anello con uno smile, «un regalo che non
tolgo mai».

da molti di più fa avanti e indietro dall’In- un po’ di quella fortuna: «Dopo la morte Pianeti & Co.
dia per seguire la sua Shanti International di mio padre ho trascorso un periodo da ltre ai capi Give me Space – «Sono
Onlus. Con i suoi 168 mila follower è uno
dei talenti della neonata Condé Nast So-
cial Talent Agency. «Penso che sia questo
Sibi Puthenpura, il sacerdote fondatore del
progetto Vanaprastha: è diventato per me
come un mentore, e ho deciso di fondare
O particolarmente orgogliosa delle
giacche» – Ginevra è l’espressione
di chi è effortlessly cool: «Non ho uno stile
il bello della vita: cercare di fare ogni co- la onlus per aiutarlo con l’orfanotrofio. vero e proprio, diciamo che sono una perso-
EL EO NO RA P ROIE TT I

sa al massimo, spingersi sempre più in là Lì convivono, grazie alla meditazione e na pratica e vivo in jeans. Per l’inverno amo
per trovare nuovi stimoli. Un giorno pos- all’approccio olistico della struttura, bam- i golf di cashmere Alanui e poi impazzisco
so essere a una cena di gala super fancy, bini di diverse provenienze e religioni. Ini- per l’usato. A Los Angeles svaligio tutti i
vestita di tutto punto, e il giorno dopo a zialmente organizzavamo eventi di raccol- vintage su Melrose Avenue, mentre a New
spalare un campo a due ore da Bangalore, ta fondi, dove però c’è molta dispersione York la mia mecca è The Vintage Twin».

156 I VANITY FAIR 24.10.2018


Con la natura al mio fianco,
bela ad ogni eta’.
*Proveniente dalle nostre coltivazioni biologiche a La Gacilly, in Francia.

GIORNATE

VISO ESTRATTO SUPER CONCENTRATO


DI ERBA CRISTALLINA*:
LEVIGA LE RUGHE DONANDO COMPATTEZZA
SENZA OLIO MINERALE
SCOPRI LA PROMOZIONE DEDICATA
SENZA PARABENI
ALLA TUA ROUTINE VISO PRESSO I PUNTI VENDITA
SENZA COLORANTI
E CONSULENTI DI BELLEZZA YVES ROCHER

yves-rocher.it
STYLE

DI CHE SEGNO SEI?


Non pensate
al solito oroscopo:
la collezione
Dodo Zodiaco
gioca con i simboli
senza visualizzare
i segni in modo
diretto. Il Leone,
per esempio,
è raffigurato
dalla corona.
I charms sono
d’oro rosa
e tridimensionali,
e costano
€ 190 l’uno.

NEWS
di PAOLA SALTARI
RAGAZZE SPORTIVE
Capi che si modellano sul corpo come una seconda
pelle, colori fluo, stampe multicolor ed effetti laminati:
è la nuova collezione Athleisure Be Fly. Stay Fly
di Patrizia Pepe, che mixa spirito sportivo e ultime
tendenze. Dalla giacca di nylon alla tuta scuba, online
la capsule è raccontata da social pills dall’atmosfera
futurista, firmate dal video maker Senio Zapruder.

IN HER SHOES
Si chiama London
Square la nuova
collezione tutta
femminile di boots
e stringate firmati
Timberland
(qui interpretata
dal vicedirettore
di Vogue UK
Sarah Harris). Al
lancio è dedicato
Timberland Studio,
un temporary con
ospiti d’eccezione
e workshop, dal 18
UN TRANQUILLO WEEKEND DI PAURA al 21 ottobre
in piazza XXV
S’ispira all’horror d’autore il corto realizzato Aprile 9, a Milano.
per la nuova campagna di Moose Knuckles, brand
specializzato in capispalla luxury. Kim Horton,
giovane ereditiera che studia in Italia, rientra
per le vacanze in Canada con un gruppo di amici.
Il maltempo li costringe però a passare la notte
allo Shady Maple Motel, dove accadrà di tutto... 24.10.2018
INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

NINTENDO LABO

TORNIAMO A GIOCARE INSIEME!


Meravigliosi giocattoli da ASSEMBLARE scatenando la fantasia.
Si collegano alla tecnologia di Nintendo Switch per creare esperienze interattive
uniche, che stupiranno giocatori di ogni età: ecco i nuovi kit di NINTENDO LABO

Nintendo Labo propone tre kit - Assortito,


Robot e Veicoli - che permettono di costruire
un totale di 9 Toy-Con fai-da-te: non e stupiranno genitori e nonni: si può andare
occorrono forbici, colla o altri utensili, i fogli a pesca, far suonare il piano a 13 tasti
modulari di cartone si trasfomano facilmente e creare musica personalizzata, realizzare
in pianoforte, motocicletta, canna da pesca, un’armatura per trasformarsi
sottomarino e molto altro, a seconda del in un potentissimo robot e affrontare
kit prescelto. Ogni «giocattolo» può essere fantastiche avventure. Bambini e ragazzi
personalizzato grazie all’utilizzo di stickers, diventano così protagonisti del gioco
colori e altri materiali reperibili in casa. che comprende anche un’importante fase
Successivamente, il Toy-Con viene collegato «attiva» manuale, coinvolgendo
alla console Nintendo Switch e ai Joy-Con la partecipazione di tutta la famiglia che può
per sbizzarrirsi in esperienze realistiche godere di un momento di condivisione ludica.
e divertenti che faranno impazzire i bambini Perché l’importanza di un gioco alla fine
è sorridere, tutti insieme e con passione.
NUOVO

Trattamento giorno e notte


formulato specificamente
per la pelle secca
NUTRE RIPARA
LENISCE PROTEGGE
La pelle ritrova confort,
vitalità, luminosità.
È visibilmente più bella.

Da scoprire su sisley-paris.com
BEAUTY
PALESTRA CONCENTRATA

Allenare i pettorali è l’esercizio


meno amato dalle donne, ma tra
i più utili per sostenere i muscoli
del décolleté. Il Siero Seno
Rassodante di Salba ha
sintetizzato gli effetti di una
sessione sulla cyclette ellittica,
che modella gambe e pettorali
allo stesso tempo, in un booster
a base di olio d’argan ed elastina
che dona alla pelle un turgore
immediato (€ 15,99).

24.10.2018 foto STEVEN KLEIN VANITY FAIR I 161


BEAUTY

PIÙ ELASTICHE
Con la variazione
di peso la pelle
fa «stretching».
Con acido
ialuronico
e alghe rosse
il fluido
Antismagliature
Elasticizzante
di Dermolab
Deborah
Milano
previene
e mitiga
gli inestetismi
(€ 13,90).

162 I VANITY FAIR 24.10.2018


Il numerino sulla bilancia
non è più un indicatore
della forma isica.
Strumenti di misurazione
2.0 e nuove ilosoie del
benessere hanno rottamato
il concetto di perdita di peso
in favore di ricomposizione
corporea. La trasformazione
alchemica di massa grassa
in magra avviene in sala
pesi ed è certiicata da selie
progressivi, come insegna
la super trainer Kayla Itsines
di ROSSELLA FIORE
foto STEVEN KLEIN

UN
CORPO
SU
24.10.2018
MISURA VANITY FAIR I 163
BEAUTY

U
La dieta giusta per il training
Ai due poli di un’ipotetica linea c’è da un lato la dieta iperproteica
di Alain Dukan e dall’altro quella del minestrone di Beyoncé. Estreme,
ma con spunti interessanti. «Il giusto regime dietetico non esclude n certo revisionismo sul tema «forma isi-
nulla e non eccede in un solo tipo di alimento», dice Emanuela Caorsi, ca» ha fatto sì che uno specchio sia diven-
nutrizionista olistica, influencer e consulente di Foodspring, azienda tato più aidabile di una bilancia. Il nume-
specializzata in alimenti e integratori per restare in forma. ro verso cui punta l’ago è una variabile tra
«Fondamentale è la qualità del cibo, che deve essere il meno raffinato le tante e non l’indicatore assoluto della
possibile. E, soprattutto, se ci si allena è importante dare al corpo condizione isica. Lo dicono i nutrizionisti
“carburante” tramite spuntini calibrati dai quali possa trarre energia
sostenuti dai personal trainer promotori di
e tenere alto il metabolismo, scongiurando l’effetto carestia che
costringe il fisico a bruciare le proteine del muscolo anziché il grasso». una rivoluzione copernicana che ha travol-
to dapprima gli strumenti di misurazione
del corpo e poi le modalità per raggiungere
la silhouette ideale. Il boom di vendite su
Amazon di bilance impedenziometriche a
uso domestico, cugine di quelle professio-
1. nali dei dietologi, dimostra il cambiamen-
to in atto, anche nella semantica di setto-
re: l’espressione «perdita di peso» è stata
rottamata in favore di «ricomposizione
corporea», ovvero della «trasformazione
alchemica del piombo in oro».
2.
Il processo comincia con un esame impe-
denziometrico di pochi secondi. Si sale su
3.
una pedana dotata di sensori e manipoli
che crea assieme al corpo un circuito chiu-
so attraverso il quale scorre un’impercetti-
bile frequenza elettrica che esamina tutti i
tessuti. «Grazie a questa valutazione è pos-
sibile misurare la percentuale di muscoli,
4. grasso, acqua, sali minerali e proteine per
capire dove e come agire per tornare in
5. forma», spiega Gianluca Bonomi, osteo-
pata e personal trainer di Audace Palestre
di Milano. «Al momento è l’esame più
accurato per programmare una ricompo-
sizione corporea “sartoriale”, ovvero una
6.
strategia alimentare e di allenamento che
converta la massa grassa in muscolo. Non
è detto che si debba perdere peso, anzi:
può accadere, infatti, che il numero sulla
bilancia aumenti, ma che lo specchio re-
stituisca un’immagine più asciutta», dice
7.
Bonomi.

Più forza, meno cardio


Secondo uno studio condotto dalla Uni-
1. Con vitamine E ed F deterge e preserva il film idrolipidico: Gel Mousse
Doccia di Dermon (¤ 12,50). 2. L’estratto di cassia angustifolia preserva versity of New South Wales di Sydney, in
l’acqua nella cute: Sos Nutri+ di Matis Paris (¤ 82). 3. Nutre e migliora il tono Australia, i polmoni sarebbero l’organo
della pelle grazie all’olio di neem, antiossidante, e di sesamo, lenitivo: Divine escretore primario del grasso. Conti alla
Cream Body Care di Biopoint (¤ 9,90). 4. Beauty treat profumato mano, dieci chili di grasso possono essere
S TIL L LIF E FE DE RICO M ILE TTO

post allenamento alle note di mela verde, pera, mughetto e loto: latte corpo trasformati in 8,4 chili di anidride carboni-
Accordo di Fior di Loto di Deborah Milano (¤ 6,90). 5. Con cromo
picolinato e tè verde ottimizza il metabolismo dei nutrienti: integratore Dima ca, espulsa dal corpo espirando. Ai pigri
Complex di Solgar (¤ 48). 6. Con vitamine A, C, E ed F promuove la sintesi potrà sembrare una buona notizia, ma non
del collagene: Defence Body Reborn Lifting Corpo Rigenerante di BioNike lo è: per sbloccare il carbonio nel corpo
(¤ 66,50). 7. Come snack prima dello sport, a base di frutta e noci bio: occorre fare comunque esercizio isico.
Barretta Proteica Cookie Dough di FoodSpring (¤ 2,69). «L’allenamento ideale per bruciare i grassi
deve essere personalizzato ed eseguito in

164 I VANITY FAIR 24.10.2018


GLI ATTREZZI GIUSTI
È tutta italiana
l’azienda leader
di attrezzature
da palestra
Technogym,
fondata nel 1983
da Nerio
Alessandri nel
garage dei
genitori.

sala pesi, dove si andrà a potenziare tutti portante è allenarsi non meno di due volte Itsines, australiana di 27 anni, titolare del
i distretti muscolari. Questo perché un a settimana e per 45 minuti». portale Sweat (suda) e di programmi it-
muscolo sviluppato brucia molte calorie ness di successo, che ha stilato tre regole
anche a riposo, innalzando il metabolismo Su Instagram si sapeva già per seguire l’avanzare del relookage. Ai
basale. La classica corsetta non serve, a La comunità digitale che gravita attorno suoi 10 milioni e più di follower su Insta-
meno che non si sia molto in sovrappeso. al topic itness ci era arrivata già da un gram suggerisce di fotografarsi ogni gior-
Perché, se fatta con l’intensità sbagliata, po’. Basta cercare su Instagram l’hashtag no, di incrementare lo sforzo a ogni sessio-
può portare a bruciare le proteine del mu- #bodytransformation per vedere quanti ne di allenamento e di mettersi in ascolto
scolo anziché il grasso», spiega Beatrice personal trainer o internauti si siano ai- del proprio corpo: se ci si sente più forti, se
Galeazzi, personal trainer di Audace Pa- dati a squat e stacchi pesanti (ovvero con la pelle diventa più luminosa, se incremen-
lestre. «Di solito le donne evitano la sala bilanciere) per ridisegnare il isico, e ai sel- ta il buon umore e cominciano a delinearsi
pesi perché temono di goniarsi. Niente di ie, lo specchio social degli anni Duemila, muscoli mai visti prima, allora si è sulla
più sbagliato: l’ormone responsabile dell’i- per monitorarne i progressi. Tra le promo- strada giusta. A quel punto, sapere quale
pertroia muscolare è il testosterone, che le trici più famose di questa nouvelle vague numero segnerà l’ago della bilancia non
donne hanno in piccolissima parte. L’im- la personal trainer multimilionaria Kayla avrà davvero importanza.

24.10.2018 VANITY FAIR I 165


BEAUTY

Il profumo
dei ricordi
Aerin Lauder ha distillato
in un jus fiorito i luminosi pomeriggi
dell’infanzia e le vacanze con nonna
Estée nel Sud della Francia
di M A R I A NGE L A M I A N I T I

A
erin Lauder è la nipote di Estée
Lauder. Appassionata di arte,
direttore Stile e Immagine per il
brand di famiglia Estée Lauder,
nel 2012 ha lanciato un lussuoso
marchio di lifestyle che porta il suo nome e si
declina in due direzioni, beauty e home decor,
perché come ci dice lei stessa: «La bellezza
è la mia eredità, la casa la mia passione». Le
lunghe gambe accavallate sotto un tailleur
bianco-nero, gli ingredienti del profumo pro-
tetti da campane di vetro sul tavolino di fron-
te al divano, Aerin Lauder ha voluto accanto
a sé Honorine Blanc, maître parfumeur, per
parlare di questa fragranza costruita partendo
da foglie di magnolia e limone arricchite con
assoluta di lentisco e galbano distillati insieme,
procedimento che crea una dimensione verde
e una ricchezza unica. Ha poi dato freschez-
za e sinuosità con assolute di rosa centifoglia,
gelsomino e giglio iorentino, ricchezza con
vetiver e muschio di quercia, calore radioso
con ambroxane. Come tutti i profumi della
sua linea, Aerin Éclat de Vert è legato a
BUON SANGUE ... esperienze e ricordi personali. «Desi-
Lo zio Leonard Lauder deravo qualcosa che mi ricordasse
disse: «Guardo Aerin, i soggiorni da nonna Estée, nel
e vedo Estée». Stessa vitalità: Sud della Francia. Aerin Éclat de
Aerin, 48 anni, firma
Vert mi ricorda la luce che iltra
collezioni beauty,
ma anche attraverso le foglie di magnolia».
di arredamento Che nonna era Estée Lauder?
e gioielli. «Rigorosa e creativa. Se secondo lei
stavamo troppo tempo in spiaggia ci
gridava “Venite su”, ma a me e mia sorel-
la, abituate alle onde dell’oceano, il Mediterraneo sembrava una piscina e cercava-
Arriva la luce mo sempre di ritardare il rientro».
Aerin Éclat de Vert Se pensa a un profumo legato a sua nonna, che cosa le viene in mente?
è la quarta «Beautiful, perché ricorda la semplicità e la bellezza del velo da sposa che lei ama-
fragranza della va moltissimo».
Premier Collection Lei è una donna molto ricca. Qual è la sua idea di lusso?
di Aerin Lauder «La famiglia in una casa accogliente: l’atmosfera della casa esprime la propria per-
(€ 199). Della linea sonalità, il luogo in cui ci si deve sentire abbracciati e aver voglia di tornare. Io, per
sono disponibili esempio, ho candele profumate che accendo a seconda del mood».
OBERTO G ILI

anche Body Cream Che cosa le piace di più della sua nuova fragranza?
e candela (€ 80) . «È un blend di contrasti che esalta le singole note. Ha personalità, da indossare di
giorno e di sera, quando si ha voglia di freschezza luminosa e intensa». Come lei.

166 I VANITY FAIR 24.10.2018


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Trattamenti e make-up hanno mutuato dalla moda la tendenza di avere prodotti ispirati al mondo
del lusso ma a prezzi contenuti. In sicurezza: nella cosmetica, la qualità è garantita per legge
di RO S SE L L A F IOR E

C Chiedersi che cosa ci sia dentro il vasetto di


una crema viso da cinque euro è legittimo,
e può succedere tutte le volte che ci si trova
davanti allo scafale per la cura della perso-
na in uno store della grande distribuzione.
Dai primi anni Duemila, l’heavy rotation,
l’abbondanza dell’oferta, ha condiziona-
to i meccanismi della moda con la nascita
della fast fashion, e ora anche il mondo della
cosmetica, che si sta popolando di prodotti
smart budget. Il primo a sperimentare la ve-
locità del mercato è stato il make-up, per la
gioia di teen e millennials. Il fenomeno si è
poi esteso anche allo skincare, il che di per
sé non è un male, al netto di alcuni dubbi da
sciogliere. Quando si parla di pelle, la que-
stione si fa più delicata: è importante sape-
re che ai cosmetici non vengono fatti scon-
ti. «Il solo fatto di trovarlo sullo scafale di
un supermercato indica già che un prodot-
to è sicuro, perché risponde agli obblighi di
legge. Il primo è quello di avere ingredienti
appartenenti a un registro apposito, quello
cosmetico, che riguarda i principi attivi for-
mulati per restare in supericie. Quelli
che invece sono pensati per arriva-
re al derma – per caratteristica ATTIVI DELUXE
molecolare o per la loro con- Tra gli ingredienti più
centrazione – sono iscritti nel costosi degli antiage
registro farmaceutico», spie- ci sono il tocoferolo,
ga Sergio Noviello, chirurgo e il pantenolo,
gli alfaidrossiacidi,
medico estetico, direttore del- il collagene
la clinica Milano Estetica. e il coenzima Q10.
Ma c’è molto di più da sapere.
«Alla base di un prodotto acces-
sibile c’è un compromesso tra qualità
e prezzo. Il che vuol dire che in quella for-
mula è presente almeno una quantità fun-
T RU NK A RC HIV E

zionale di attivi, ovvero quella minima de-


finita per legge perché sulla confezione si
possa scrivere un claim come “antiage” o

24.10.2018 foto JEM MITCHELL VANITY FAIR I 169


BEAUTY

“antiocchiaie”. A fare la differenza sul co- Doppiamente Eco


sto finale incide poi la concentrazione degli 1. Nutre e tonifica grazie all’olio
attivi: più è alta, più il prezzo lievita», spie- d’argan e di girasole biologici: Olio Gel
Elasticizzante, Vivi Verde Coop
ga Valeria Fabbroni, direttore commerciale (€ 5,50). 2. Con Frutti rossi bio toscani:
food e responsabile reparto cura della per- Maschera in tessuto idratante
sona Coop. Illuminante, Biofficina Toscana
«La forza dei prodotti smart budget sta (€ 5,80). 3. Con applicatore effetto
nell’economia di scala, ovvero nella possi- cooling ed estratto di stella alpina
bilità di lavorare su grandi volumi ottimiz- tonificante: Crema Contorno Occhi
zando i processi di produzione. La formula 1. 3. Rassodante, Lavera (€ 15,99).
deve rispettare gli standard di legge, quindi 2.

per chi si domanda se siano anche sicuri la


risposta è sì», dice Fabbroni. rinunciare al bugiardino, a una scatola con prodotto. Senza contare che spesso le lo-
Alcune voci che incidono sul prezzo non lavorazioni particolari o al cellophane. E ro formule contengono alte concentrazioni
sono immediatamente chiare al consuma- non dimentichiamo che tutto questo ha un di attivi, ingredienti esotici o molecole pre-
tore, ma sono determinanti. «La scelta dei impatto ambientale», dice Fabbroni. ziose», dice Fabbroni. Questo non vuol di-
fornitori può fare la diferenza e soprattutto Bisogna poi ricordare che rispetto ai marchi re tuttavia che prodotti meno blasonati non
il packaging, che incide per il 20% del co- deluxe, quelli più economici non prevedo- abbiano i loro plus. «La linea Vivi Verde Co-
sto inale. Per esempio, un vasetto costa me- no il compenso del brand ambassador, va- op, per esempio, è certiicata Natrue, uno
no di un lacone con erogatore. Un conteni- riabile non trascurabile. «Va detto però che degli enti più rigorosi per quanto riguarda il
tore di plastica è più economico di uno di le private label hanno il ruolo di innovato- controllo della provenienza degli ingredien-
vetro. Aggiungere una fragranza naturale o ri, in quanto sostengono ingenti investimen- ti dei prodotti naturali bio», dice Fabbroni.
sintetica può cambiare la cifra sullo scontri- ti in brevetti che inevitabilmente si traduco- E l’enigma del consumatore è così dissolto:
no. Non solo, per abbattere il prezzo si può no nella maggiorazione del prezzo inale del mai confondere il prezzo con il valore.

Ho puntato sul nuovo


Nella sua seconda vita da consulente possibile offrire prodotti di bellezza
e influencer, Alessandra Steinherr economici, intuitivi, efficaci
è stata incoronata beauty guru dai e gender free. E non da ultimo
suoi 180 mila follower su Instagram, belli da esibire in bagno».
dopo sei anni come beauty director Missione compiuta.
di Cosmopolitan Uk e dieci da La linea conta 20 prodotti certificati
Glamour Uk. Una carica meritata: cruelty free divisi in 5 famiglie:
lo skincare è la sua religione. «È il Plump & Glow, antiage, Maximum
nuovo make-up. Non si può pensare Moisture, idratante, Pollution
di avere un trucco perfetto se la base Solution, anti inquinamento, Pore
non è perfetta e idratata», racconta Balance, equilibrante, e Sleep Spa,
in un impeccabile italiano, dote ringiovanente notturna.
del papà altoatesino, in occasione del Il prezzo per prodotto varia dai 4
lancio internazionale a Londra della ai 6 euro, ma non comporta rinunce
sua linea di prodotti Alex Steinherr in termini di performance.
x Primark, nata in collaborazione Le formule contengono, infatti,
con il colosso di fast shopping i suoi «pilastri»: acido ialuronico,
irlandese. «Perché idratante,
ho deciso di fare niacinamide,
proprio una linea un booster per il
smart budget? rinnovamento
Perché di quelle cellulare, e squalene,
lussuose ne un protettivo del film
esistono già. Per idrolipidico.
me è stata una È una rivoluzione
sfida. Ho voluto per Primark e una
mettere a frutto scusa per fare beauty
la mia conoscenza shopping senza
del settore per troppi sensi
dimostrare che è di colpa.

170 I VANITY FAIR


L’alternativa
alla medicina estetica

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Alta tecnologia a servizio della bellezza.
Minimizzare i segni del tempo con un’azione
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CHARITY FASHIONISTA
Ci sono fazzoletti che hanno un guardaroba firmato
in limited edition: Denim, Militare e Rock.
E non solo belli, anche buoni: i Tempo by Diesel
sostengono la onlus Only The Brave Foundation
per la ricostruzione di una scuola vicino a Macerata
danneggiata dal sisma del 2016 (€ 1,49).

NEWS
NOTE DELICATISSIME
Il modo di dire
latino «nomen
omen» in questo
di ROSSELLA FIORE caso è calzante.
So Pure, «così
puro», è la prima
fragranza
PRIMA CANDELINA del brand BioNike,
A Sydney, all’ultima tappa del Fenty Beauty World priva di allergeni,
Tour, il brand di make-up inclusivo fondato da Rihanna adatta anche alle
ha festeggiato il suo primo compleanno. E c’è stato pelli intolleranti.
di che brindare: Fenty Beauty è stata la rivelazione Nessuno sconto
nel settore cosmetico con 100 milioni di dollari alla sensorialità:
di vendite nei primi 40 giorni dal lancio. Il regalo, però, il bouquet è
Rihanna lo ha fatto alle sue fan con l’ampliamento un’esplosione
della linea dei rossetti cult Stunna Lip Paint di note legnose,
Longwear Fluid Lip Color ultra mat e long lasting, fiorite e fruttate
ora in 5 nuance eccentriche (€ 22,90). (€ 39,90).

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IL COLORE VIOLA
La sua fonte di ispirazione è la moda, la sua ambizione quella
di creare una collezione di make-up che valorizzi tutte
le carnagioni. In questi ultimi anni ci hanno pensato in molti,
creando palette dalle sfumature infinite per sposare ogni tipo
di pelle. Il make-up artist di Yves Saint Laurent Tom Pecheux,
invece, ha fatto una scelta coraggiosa, in perfetto accordo con
l’identità della maison: «Ho scelto come colore cardine il viola,
per le mani e per gli occhi. Mi sono ispirato al fiore che decora
lo scollo di un abito della collezione A/I 2018-2019», racconta
in occasione del lancio parigino della linea trucco per l’autunno.
«Il viola sta bene a tutti gli incarnati. Sugli occhi, basta saperlo
GORU NWA Y

dosare stratificandolo a seconda delle occasioni», spiega.


Da osare tutti i giorni, invece, sulle mani: La Laque Couture
Mauve Alternatif è una nuance in limited edition (€ 28,40).

172 I VANITY FAIR 24.10.2018


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vita intenso (stanchezza, stress) e dell’ambiente urbano, il
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della pelle, conservare l’attività cellulare e il capitale del collagene.

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LIVING
DENTRO TANGERI

La sala da pranzo al Nord-Pinus,


storico e imperdibile piccolo hotel
di Tangeri. Alla scoperta della città
più cosmopolita del Marocco, aperta
tra due mari, dove anche la decadenza
è letteraria e «il passato è come la luce
del sole». Per scoprirla, girate pagina.

24.10.2018 foto PIETRO BARONI VANITY FAIR I 175


Viaggi

Nel Novecento ha richiamato


artisti, contrabbandieri,
spie da tutto il mondo.
Oggi la città bifronte
del MAROCCO , una faccia
sul Mediterraneo e l’altra
sull’Atlantico, è un mix
internazionale di atelier
di tendenza, caffè dove il tempo
si è fermato, ville luminose
e storie di avventurieri.
Ci siamo stati con la guida
speciale di una scrittrice
che la conosce bene
di LAURA PEZZINO
foto PIETRO BARONI

Tangeri dream

176 I VANITY FAIR 24.10.2018


CITTÀ APERTA
In senso orario, la scrittrice
spagnola Cristina López Barrio,
48 anni, nel bar di Villa
Joséphine, sul Monte Vecchio,
magione in stile coloniale;
la piscina della villa; la facciata
del Café Grand Central,
nel Piccolo Socco, e la grande
moschea che affaccia
su Piazza 9 aprile 1947.

24.10.2018 VANITY FAIR I 177


Viaggi

P
aul Bowles una volta ha detto che Tangeri è un posto
dove il passato e il presente esistono simultaneamente in
proporzioni diferenti, e dove il passato è una realtà tal-
mente isica che colpisce come la luce del sole.
Che la città più internazionale del Marocco abbia il Dna
imbevuto nei cinque sensi è la prima informazione che vi
viene sbattuta in faccia, con il vento dello Stretto, appe-
na sbarcati da un’anestetizzata Europa. È questo uno dei
due motivi per cui una moltitudine di scrittori – da Bow-
les, che vi scrisse Il tè nel deserto che Bernardo Bertolucci
trasformò nel ilm con la colonna sonora più struggente
di sempre, ai beat (Burroughs, Kerouac, Ginsberg) e anche Jean Ge-
net, Tennessee Williams – venne qui, a farsi masticare e rigettare dai
vicoli della medina. Mark Twain, già alla ine dell’800, scriveva: «Vo-
glio qualcosa di veramente e profondamente straniero, quanto di più
lontano dal centro della circonferenza». Lo trovò a Tangeri.
L’altro motivo è lo status straordinario che la città bifronte, una fac-
cia sul Mediterraneo l’altra sull’Atlantico, ha avuto ino a oltre la
metà del secolo scorso, quando venne dichiarata Zona Internazio-
nale sotto la guida di governi stranieri. Un cosmopolitismo che signi-
icava libertà e attirò le anime in fuga: contrabbandieri, spacciatori,
spie, traicanti, artisti. Perfetti soggetti da romanzo. Burroughs scris-
se che «Tangeri è uno dei pochi posti al mondo in cui, a patto che
non ti dedichi a furti, assassini o forme più o meno crude di violenza
antisociale, puoi ancora fare letteralmente quello che vuoi». Un’oasi
rimasta al di sopra delle leggi ino al 1956, quando ritornò al Maroc-
co nel frattempo diventato indipendente. E con la monarchia, arrivò
anche la ine di un’era.
«Camelot», la chiama la scrittrice spagnola Cristina López Barrio,
A RITMO DI MUSICA che ha ambientato qui il suo Nebbia a
Sopra, un membro della band Tangeri e che, in un principio di ottobre
Les Fils Du Détroit , che si da maniche corte e luci liquide, ci fa da
ritrovano ogni sera in un guida alla città. Quella che ha scritto è la
minuscolo locale nei pressi della
piazza della kasbah a suonare
storia di Flora, quarantenne malmarita-
(entrare e ascoltare costa ta e in quello speciale stato di infelicità
il prezzo di un tè alla menta). che ti fa temere «che non succederà mai
Il Grand Teatro Cervantes, più niente», che a Madrid trascorre una
fondato nel 1913 e ora notte di sesso con il misterioso Paul Din-
abbandonato, dove si svolge
il ballo in maschera descritto
gle. Che, come a volte accade, scompa-
nel romanzo. La Lettera 32 re, seminando però svariati indizi tra cui
dello scrittore americano Paul un ciondolo berbero e un romanzo do-
Bowles, conservata in un’ala ve compare il suo nome e che s’intitola,
speciale della Legazione guarda caso, Nebbia a Tangeri. Così Flo-
americana a Tangeri.
ra vola in Marocco dove, assieme ad Ar-
mand, sua controparte maschile, si met-
te sulle tracce dell’uomo e su quelle di
Bella Nur e Marina, rispettivamente au-
trice e protagonista del libro. Insomma,
un romanzo nel romanzo nel romanzo.
Nel suo essere spiraliforme, la storia ri-
produce la città: se alla ine la donna ri-
troverà l’amore o, meglio, se stessa, non
possiamo svelarlo. Quello che conta sa-
pere è che, da un viaggio, si torna sem-
pre trasformati.
Il tour di López Barrio, che quando rac-
conta la genesi della propria opera ha gli
occhi luccicanti di una sciamana del de-
serto, parte da piazza 9 aprile 1947,

178 I VANITY FAIR 24.10.2018


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per 12 settimane. ****Brevetto Europeo EP2532252 B1 - “Beverage to ameliorate skin condition”.
E poi i ristoranti: Le Nabab (4,
rue Al Kadiria) è un mix tra Ma-
rocco classico e rivista di arreda-
mento (fanno un’ottima tajine),
Las Chicas (52, rue Kacem Gue-
noun), che ha cibo vegano ma è
anche un concept store gestito
da donne (la madre della pro-
prietaria è Farida Benlyazid, fa-
mosa regista femminista), men-
tre il Club El Morocco (place
du Tabor) è perfetto per la sera,
quando il piano interrato si tra-

L
sforma in jazz club.
INDIRIZZI DOC a Tangeri dei cafè è
La Librairie des Colonnes,
tuttora una città per
fondata nel 1949 e incontro
per scrittori, come Mohamed maschi, magrissimi,
Choukri, attualmente il più occhi scavati di nero,
venduto. A destra, l’atelier della che ai tavolini lascia-
stilista Salima Abdel Wahab. no scorrere le ore men-
La cover di Nebbia a Tangeri
tre fumano di tutto, be-
di Cristina López Barrio (Dea
Planeta, pagg. 320, ¤ 16,50; vono ustionanti tè al-
trad. Iaia Caputo), che sarà la menta e giocano a
in Italia dal 23 al 26 ottobre. pachisi, un antico gio-
co indiano dove pedi-
ne che paiono zigulì rotolano su
chiamata anche Gran Socco, dove un tempo si teneva un caotico una tabella a forma di croce. Li potete incrociare al Café Baba (rue
mercato, con venditori di spezie e incantatori di serpenti, e che oggi è Zaitouni), dove passarono i Rolling Stones ma nessuno li riconobbe,
un traicatissimo svincolo stradale. È qui che Flora inizia a esplora- al Grand Café de Paris (place de France), frequentato da Flora ma
re la città e dove si trova ancora il Rif, l’unico cinema rimasto, dove ai anche da Patti Smith, e il Café Hafa (Marchan Tanger), appena fuo-
tempi della Tangeri internazionale Marina andava a rimirarsi il suo ri dalla medina (si raggiunge con uno dei taxi color ottanio), costru-
Rodolfo Valentino. Da un’antica porta si entra nella medina, la cit- ito nel 1921 su una serie di gradoni di pietra a strapiombo sul mare e
tà vecchia, con le stradine che si srotolano ino al Piccolo Socco, as- dove si ritrovavano i poeti beat. È qui che Marina incontra l’amico
sediato dai bar storici: sono il Café Fuentes, che ai tempi della guer- Samir, che tenta di rinconquistarla con delle uova magiche.
ra di Spagna era rifugio dei repubblicani e dove un uomo misterioso Prendendo al volo un taxi beige (quelli che possono uscire dalle mu-
paga i nostri tè (questa è una storia vera, non sappiamo chi fosse), e ra) si arriva a Villa Joséphine (231, rue Mesmoudi), dove Flora in-
il Café Grand Central, punto di ritrovo fascista dove è anche am- contra inalmente l’anziana scrittrice Bella Nur, che si reca qui ogni
bientata una scena nodale del romanzo. pomeriggio a bere cioccolata calda, usanza delle donne ebree sefar-
Per raggiungere la kasbah, la fortezza dove un tempo abitava il sulta- dite del secolo scorso (vale la pena ordinarla: è squisita). La magnii-
no, e non farsi confondere dai bianchi e dagli azzurri dei vicoli, servi- ca villa, costruita agli inizi del ’900, ha a sua volta una storia roman-
rebbe il ilo di Arianna, anche se Tangeri è fondata su un altro mito: zesca: tra i suoi proprietari ci fu anche il corrispondente del Times
quello di Anteo, il gigante iglio di Gea e Poseidone che ediicò la cit- Walter Burton Harris, la cui vita avventurosa ispirò la leggenda di In-
tà dandole il nome della propria sposa, Tingis, e che venne sconit- diana Jones. Oggi la struttura è un ristorante, una sala da tè e un ho-
to da Ercole che lo sollevò da terra togliendogli la forza. Dalla piazza tel, con dieci camere da sogno e una suite.
della kasbah, dove afaccia il cafè Le Salon Bleu in cui Flora e Ar- Il ritorno in città ha come meta la storica Librairie des Colonnes
mand consumano l’ultimo pranzo insieme, si arriva su una terrazza (54, blvd Pasteur), punto di inizio del romanzo (il proprietario, un
con una vista sublime: il vento, il porto, il blu e, là in fondo, poco più francese scontroso di nome Simon, ha aiutato la scrittrice nelle ricer-
di 10 miglia a nord, la Spagna. che) e luogo dove veniva chi cercava Bowles, morto nel 1999. A lui è
Percorrendo le mura, si giunge al Nord-Pinus (11, Riad Sultan), un dedicata un’ala della Legazione americana, dove sono conservate
sontuoso riad, oggi hotel e ristorante, al quale Cristina si è ispirata la sua Lettera 32 (anche se lui scriveva soprattutto a mano e a letto), le
per l’albergo gestito dalla sua protagonista Marina. La kasbah inte- foto con gli amici (Truman Capote lo venne a trovare nel 1949) e fra-
ra è uno scrigno, traboccante di paccot- si dai suoi libri. Come questa: «Non sap-
tiglia ma anche di gioielli preziosi, bou- Tangeri è uno dei pochi posti piamo quando moriremo e quindi pen-
tique sorprendenti come quella della sti-
lista tangerina Salima Abdel Wahab in cui puoi ancora fare siamo alla vita come a un pozzo inesau-
ribile. Eppure tutto accade solo un certo
(place du Tabor) che realizza meraviglio-
si abiti etno-chic che sono quasi opere
letteralmente quello che vuoi numero di volte. […] Quante volte guar-
deremo sorgere la luna piena? Forse ven-
-WILLIAM BURROUGHS
d’arte, e baracchini che vendono pollo. ti. Eppure tutto sembra senza limiti».

180 I VANITY FAIR 24.10.2018


enso del Gu
il S sto

di LUCA GUADAGNINO

Piacere Nobu, Mr Fusion


È partito dalla California, ma nel posto giusto (Beverly Hills). Ha inventato l’unione di Giappone e Sudamerica,
ma incontrando le persone giuste (Robert De Niro). Ascesa e luoghi del genialoide Matsuhisa, padre del global sushi

L
a Cienega Boule- della vasta cucina giappo-
vard è un’arteria nese di tradizione con i co-
molto importante lori e le sfumature aromati-
di Los Angeles che che del Sudamerica.

N
negli anni ’40 del
secolo scorso avreb- ascono così i suoi
be dovuto essere celebri piatti che
costruita come un’auto- in qualche modo
strada per collegare una danno l’avvio al
larga porzione della città concetto di cuci-
da nord a sud. na fusion, fusione
I lavori non furono mai di culture distan-
completati e adesso La ti, spesso tra l’Est e il Suda-
Cienega, con le sue due merica. Sashimi di ricciola
ampie corsie, è una strada con peperoncino jalapeño
famosa più che altro per i ricco dei succhi del lime,
ristoranti che ospita. Uno tiradito, un’ardita varia-
di questi è il trentenne Ma- zione sul tema del ceviche,
tsuhisa, fondato proprio merluzzo nero marinato al
qua nel 1987 da Nobu Ma- miso e arrostito sulla pelle,
tsuhisa. Come la maggior un classico ormai ahimè
parte dei ristoranti di lusso imitato ovunque.
losangelini, anche questo Nobu trova proprio a La
si presenta come un posto Cienega la sua grande for-
molto semplice e molto tuna, i clienti giusti della
conviviale: una villetta singola dove il décor spoglio IL SENATORE comunità del cinema che sanno come creare un
e spartano nippo incrocia la trasandata casualità Nobu Matsuhisa, 69 anni, consenso che non solo non è mai diminuito ma che
californiana, non come demerito ma come carat- prima di inventare ha permesso a Matsuhisa di fondare il suo impero
teristica speciica. Un grande bancone occupato i ristoranti di fusion sushi imprenditoriale: è con la complicità di Robert De
da uno sciame di maestri sushi accoglie chi vuole Nobu (oltre 20 nel mondo) Niro, infatti, che nasce l’idea di tradurre in un fran-
ha recitato: in Casinò
mangiare appollaiato su sgabello e una quindicina chise l’esperienza del ristorante di La Cienega.
di Martin Scorsese (1995)
di tavoli molto semplici per chi vuole sedere. Il ser- era il senatore Ichikawa. Nascono così nel 1993 i ristoranti Nobu che adesso
vizio è a cura di un gruppo sempre in cambiamento trovate in una ventina di città del mondo. Come nel
di giovani, per lo più uomini, spesso molto musco- caso degli atelier di Jöel Robuchon di cui ho scritto
losi (fateci caso) che in futuro potrebbero diventare attori o perino la settimana scorsa, anche Nobu Matsuhisa ha l’idea genialoide
star… e ultracapitalista di tradurre un’eccellenza in uno standard, risto-
Nel corridoio che conduce ai bagni e su cui afacciano le cucine ranti dove, in ogni angolo del globo, a ogni stagione e temperatu-
INS TA G RA M/ N OB UWO RLDWID E

accecate da forti neon, mille poster di ilmoni hollywoodiani con le ra, la clientela globalista e arricchita può ritrovare sempre i piatti
dediche delle maggiori star al proprietario Nobu. che ama, l’esotismo e l’esclusività inclusiva che la fanno sentire
Matsuhisa nasce in Giappone e dopo una lunga esperienza da chef meglio.
a Tokyo raccoglie la sida di un suo commensale peruviano di di- Forse adesso è auspicabile che un nuovo grande talento nasca per
scendenza giapponese: aprire un ristorante a Lima. rifondare in senso opposto l’esperienza gastronomica per nuovi
Ed è da questa esperienza dei suoi vent’anni che Nobu trova la territori di sostenibilità, dialettica, unicità… Ma questa è un’altra
chiave dell’enorme successo futuro, fondere le tecniche e gli stilemi storia.

182 I VANITY FAIR 24.10.2018


Room service

LOCATION, LOCATION...
Impossibile non notarlo passando
in vaporetto o sul «barchino»
sul Canal Grande: il Sina Centurion Palace
occupa l’antico Palazzo Genovese.
L’albergo ospita spesso opere
e installazioni d’arte come Volare,
una scultura di Lorenzo Quinn,
fino a fine novembre.

FOGLIA D’ORO
Finestre
ottocentesche,
ma niente stucchi
alla Casanova:
le 50 tra camere e
suite (qui una deluxe
suite, al «piano
nobile») disegnate
dall’architetto
Guido Ciompi sono
contemporanee
e vantano pezzi
di pregio. I bagni,
notevoli, sono invece
in foglia d’oro.

Venezia sul velluto


La Chiesa della Salute da una parte, la Collezione Guggenheim dall’altra, la François Pinault
Foundation sulla punta. Al crocevia dell’arte nel cuore del Canal Grande, dentro l’hotel
Sina CENTURION PALACE , dove il neogotico è design (e la cena con vista)
di LAURA FIENGO

FUOCO E ACQUA
Un grande camino in mezzo alle finestre
sulla Laguna, da contemplare anche
dal letto circondati dall’acqua. Questa
junior suite deluxe con divano orange
ospita fino a 3 persone (sinahotels.com).

BUBBLES LOUNGE ALLA ROMANA


18 champagne in lista, Il ristorante Antinoo si chiama
circa 30 di bollicine italiane, così in omaggio a una moneta
venete e no. Tra i finalisti come di epoca romana trovata durante
Best Waterside Hotel nella lista il restauro. L’alta cucina dello
Condé Nast Johansens 2018, chef veneziano Massimo Livan
al Centurion c’è una lounge è servita anche in terrazza
con una vista unica in città. (attenzione: prenotare per tempo).

184 I VANITY FAIR 24.10.2018


Più cereali, più vitalità.
Naturalmente senza glutine.

Best in gluten free


È autunno, siamo a cavallo!
Dagli esemplari per pochissimi alla Fiera per tutti, dalle gare al turismo, per l’EQUITAZIONE il momento è d’oro

da record
IL MIO REGNO PER UN PUROSANGUE
Dieci milioni di euro.
Può valere tanto – ma
in certi casi anche di più
– un esemplare di Straight
Egyptian. Parliamo
APPUNTAMENTO A VERONA di cavalli, o meglio
di cavalli arabi di linea
Dal turismo egiziana, la razza
equestre (nella foto) più nobile del mondo.
al benessere «Puri e belli come
degli animali,
i migliori dei diamanti»,
dal Westernshow
spiega Nayla Hayek.
alla Longines
FEI World Cup,
Allevatrice
che riunisce il gotha da quarant’anni,
del salto ostacoli: grande appassionata
tutto questo e molto di equitazione, è anche
altro a Fieracavalli chairman di Swatch Group
dal 25 al 28 ottobre e ceo di Harry Winston,
a Verona (che taglia la maison d’alta gioielleria
il traguardo che è stata sponsor del
delle 120 edizioni; sesto Straight Egyptian
fieracavalli.it). World Championship,
organizzato da Barbara
Morali. Il 13 e 14 ottobre,
a Vermezzo, alle porte
di Milano, sono arrivati
85 esemplari: «Un numero
altissimo, se pensiamo
che nel mondo ce ne
sono solamente 300»,
aggiunge Hayek.
DISEGNI ETERNI Tra i partecipanti anche lo
Non solo fiere o campionati, ma anche arte. Il palazzo della Civiltà Italiana sceicco del Qatar Hamad
con il suo monumento equestre è una delle illustrazioni sulla Città Eterna Bin Ali Al-Thani
commissionate da Louis Vuitton all’artista Miles Hyman. La mostra Rome (nella foto). PAOLA SALTARI
è aperta fino all’11 novembre al museo dell’Istituto Centrale per la Grafica.

186 I VANITY FAIR 24.10.2018


CONDÉ NAST CERCA
I SOCIAL INFLUENCER
DI DOMANI
Inizia il nuovo corso Beauty & Fashion 2018 di CN Social Academy,
JVUPSJVU[YPI\[VZJPLU[PÄJVLKPKH[[PJVKP:+()VJJVUP

*HUKPKH[PZ\SZP[VZVJPHSHJHKLT`JVUKLUHZ[P[

3HU\V]HLKPaPVULuNYH[\P[HLH]YnPUPaPVHUV]LTIYL

*VUPSJVU[YPI\[VZJPLU[PÄJVLKPKH[[PJVKP :WLJPHSWHY[ULY
Oroscopo
17 – 23 OTTOBRE di SIMON & THE STARS

Cancro, il cuore prende il volo


21.03 - 20.04 24.08 - 22 .09 23.09 - 22 .10

Ariete Vergine Bilancia


C’è chi dice che ogni lasciata è persa. Chi l’ha detto che i sogni passano Amici, complici, amanti: con gli ex
Per te, invece, è meglio lasciar perdere di moda? La Vergine si fa «vintage» si possono ricoprire diversi ruoli.
se non ne vale la pena. L’unico muscolo e ne rispolvera uno dal cassetto. Proprio Stefano De Martino e Belén si sono
che ti conquista non si allena in palestra. come Nile Rodgers, mitico produttore, riavvicinati, dopo che lei è tornata single.
Flavia Vento è casta da tre anni perché che torna a suonare in un disco Qualcuno tenta di riaffacciarsi nella tua
non si accontenta più del sesso con gli Chic dopo 25 anni. Amore o lavoro, vita? Occhio: tra i prodotti di stagione,
senza amore. Quando il cervello è in fuga, meglio andare sul sicuro e puntare su ciò la minestra riscaldata potrebbe rivelarsi
anche il cuore se la dà a gambe. che conosci bene. Le Freak? C’est chic! indigesta. Meglio restare Amici.

21.04 - 20.05 23.10 - 22 .11

Toro Scorpione
La vera sfida per affrontare guerre, divorzi il Segno Fortunato Sei gelosa del partner? Pensi abbia
e crisi economiche è spiazzare l’avversario. un’amante? Oppure sei tu ad avere
O i sudditi: la Regina d’Inghilterra una relazione clandestina? È il momento
lo farebbe con una mano finta delle scelte: prendi il toro per le «corna»!
che aziona quando è stanca di salutare. Se poi sei aperta di vedute, fai come
A volte, per superare una difficoltà Amanda Lear che non ha mai nascosto
di lavoro o d’amore, ci vogliono follia il suo grande amore per Dalí (e sua moglie).
e ingegno. Anche di seconda mano. Il triangolo no, non lo avevo considerato.

21.05 - 21.06 22 .12 - 20.01

Gemelli Capricorno
Non perdi occasione per dire la tua. Le sorprese si trovano solo nell’uovo
23.11 - 21.12
Neppure sui social: anche Lana Del Rey di Pasqua? No, purché le tue convinzioni
una mattina si è svegliata «partigiana»
e ha bacchettato Kanye West per essersi
Sagittario non nascano da convenzioni. Una novità
che arriva quando meno te l’aspetti
schierato a favore di Trump. Fai bene Se sul cuore avevi deciso di mettere ti lascerà a bocca aperta. Margherita Buy
a esprimere le tue opinioni. Ma se si tratta una croce sopra, puoi abbandonare l’ha chiusa per dare il bacio più bello
d’amore, occhio: rischi che prima il ritiro sentimentale: niente Preti sulla della sua carriera alla Ferilli. Se la grappa
o poi l’altro ti canti: O’ bella ciao! via, ma solo incontri divini. L’ha capito non basta, Chiedi la luna.

22 .06 - 22 .07
Claudia Gerini che esce 21.01 - 19.02
allo scoperto con un uomo misterioso.
Cancro Anzi no, è arrivata la smentita. Acquario
Giulietta e Romeo sarebbero stati L’importante è riaprire le danze: Calciobalilla, flipper, space invaders:
così famosi senza l’odio tra Capuleti prima o poi, l’Ammore arriva. le tappe del passaggio dal passato
e Montecchi? Solo un grande amore al presente. Un Oceano mare
supera grandi ostacoli: Piero Barone di cambiamenti si agita dentro di te. Inutile
ha perso la testa per la figlia di Allegri. negare quest’onda rivoluzionaria. Come
Che della cosa non è allegro per niente. ha intuito Alessandro Baricco che
Se il tuo cuore ha preso Il Volo, non
UN FILM PER TUTTI nel nuovo libro racconta i prodigi dell’era
permettere a nessuno di riportarlo a terra. digitale. Clicca il tasto: The Game start.
23.07 - 23.08 Dr Creator - Specialista in miracoli (1985) 20.02 - 20.03
È possibile far rivivere il passato? Harry
Leone Wolper è uno scienziato che cerca di Pesci
ILL UST RAZ ION E E ST UDIO S ET AN TA

Odi chi ti mette fretta: al mattino, clonare la moglie scomparsa trent’anni Col capo o con il partner, in questo periodo
alla discesa dal tram, o quando ti prepari prima. Aggrappato alle sue provette, però, ti piace andare controtendenza.
per una festa. Ora però, con Giove Ma per sposare nobili ideali, è necessario
non si accorge che accanto a lui sta
in arrivo, la festa la prepari tu: quella del tuo rompere ogni tipo di schema. Lord Ivar
matrimonio. Come Eleonora Daniele, nascendo un nuovo amore. Come insegna Mountbatten è il primo membro della
che si decide a sposare il suo fidanzato il Sole in Scorpione, i rami d’autunno royal family a unirsi in nozze gay. Specie
storico dopo 15 anni. Per fare il grande devono lasciar cadere le foglie secche in amore, non tutti i «contro» vengono
passo ci vuole tempo? Storie vere. per accogliere nuovi germogli di vita. per nuocere: God save the… lovers.

188 I VANITY FAIR 24.10.2018


SERRAMENTI DI CARATTERE.
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VANITY SECONDO VOI


Dove ci leggi? Quando? Attraverso l’hashtag #meandmyvanity i lettori si raccontano Condé Nast International
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190 I VANITY FAIR 24.10.2018


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MARCHE
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dell’emozione

TRAVELLER: IL NUMERO AUTUNNALE È IN EDICOLA


il postino
di
SI PUÒ CAMBIARE
MASSIMO
GRAMELLINI PER AMORE?
Caro Massimo, Mi dirai: ma come, proprio tu
che consideri l’amore una rivo-
Dopo anni di solitudine senti- luzione, neghi che sia possibile
mentale finalmente ho incon- cambiare per amore? Hai ragio-
trato un uomo che è riuscito a ne, Giorgia, però l’amore ha una
coinvolgermi profondamente: doppia impugnatura. Può essere
è dolce, affettuoso, vuole stare usato come una spada per spez-
sempre con me, è generoso e zare i nodi del proprio carattere
gentile. Ma – c’è sempre un ma e liberare nuove potenzialità
purtroppo, nella mia vita – c’è espressive. Ma può essere usato
un lato di lui che proprio non ac- anche come un bastone per ap-
cetto: spesso, quando usciamo la poggiarsi all’esistente, così da
sera, sempre in compagnia dei non essere costretti a cambiare.
suoi amici, beve troppo e fa uso Si direbbe che il tuo idanzato
di cocaina. Io non sopporto que- non ti abbia accolto nella sua vi-
sta sua mancanza di controllo, ta per trasformarla, ma per inte-
lo vedo debole, malato; poi non grarla. Forse agli inizi si sarà per-
mi lascia mai andare a dormire sino illuso che l’innamoramento
e, stando sveglia fino all’alba, potesse ribaltare le sue priorità.
il mio lavoro ne risente. Lui non Ma si deve essere presto accor-
ha problemi, vive di rendita e to che la storia con te riusciva a
la mattina dorme, non capisce conciliarsi benissimo con la sua
che io non posso vivere come lui. vita abituale, solo ingentilendola
Quando mi arrabbio e minaccio un po’. Tu gli ofri il sostegno e il
di lasciarlo, lui tace, mi abbrac- calore di cui ha bisogno, ma non
cia e piange, facendomi sentire come se fossi l’unica persona al gli togli un altro bisogno evidentemente ancora più essenziale:
mondo che conta per lui. quello di continuare a essere ciò che si è convinto di essere. Pa-
Secondo te un uomo di 50 anni può cambiare per amore? radossalmente potresti riuscirci soltanto lasciandolo. La vostra
— Giorgia rottura sarebbe un trauma anche per lui, ma non è detto che
basterebbe a indurlo a uscire dalla zona di conforto in cui è ab-
barbicato in da ragazzo. Avendo sempre lottato poco, potrebbe
olo se a deciderlo è lui. Non ho mai visto nessun cin- trovare più comodo arrendersi ancora una volta. Si tratta di uno

S quantenne, ma neanche nessun trentenne, cambiare do-


po avere incontrato l’amore. Ne ho visti tanti cambiare:
e dopo, in conseguenza del cambiamento, incontrare l’a-
more. L’esigenza che mette in moto il mutamento inte-
riore è sempre individuale e scollegata dalla molla della conquista
o dalla paura della perdita. Perché non si tratta di un desiderio,
ma di un bisogno. Di una pulsione repressa per troppo tempo che
schema che conosce bene. Gli verrebbe spontaneo sparire dalla
tua vita e dimenticarti ogni notte dentro una pasticca o un bic-
chiere di whisky.
Non credere che io non ti capisca, cara Giorgia. Chi ama è perva-
so da un fuoco che lo fa sentire onnipotente e quindi non soppor-
ta di ritrovarsi, rispetto all’amato, in una condizione di impoten-
za. Ma neppure l’amore più grande del mondo può costringere
all’improvviso diventa irresistibile. Un uomo come il tuo, che ha a mettersi in discussione chi non ha alcuna intenzione di farlo.
vissuto di rendita per tutta la vita, forse ha un problema enorme Devi sperare che qualche altro evento – non saprei dirti quale,
con l’autostima. Non avendo mai dovuto lottare per afermarsi in ma di sicuro sganciato dal vostro rapporto – riesca a toccarlo nel
nulla, ha inito per cercare stimoli là dove gli sembrava più facile suo punto debole, infrangendo la vetrina di cristallo che lo pro-
trovarli. In nome dell’amore che sicuramente prova per te potreb- tegge dalle insidie del cambiamento e facendo partire il classico
be rinunciare alla trasgressione notturna che gli svuota la mente meccanismo di crisi e rinascita che presiede a tutte le rivoluzioni
RIT RATT O E S TUD IO S E TA NTA

dai pensieri che non vuole pensare? Potrebbe svegliarsi alle sette esistenziali. Nell’attesa, temo che l’unico modo di amarlo consi-
del mattino con la curiosità di un pioniere esistenziale, e andare sta nell’accettarlo così com’è. O nel lasciarlo andare, se ad accet-
a correre al parco bevendo centrifughe allo zenzero? Temo di no. tarlo proprio non riesci.

Scrivere e leggere — Scrivete (non oltre i 1.000 caratteri) a: ilpostino@vanityfair.it. Tutte le risposte di Massimo Gramellini su vanityfair.it

192 I VANITY FAIR i l l u st r a zi o n e L E O N A R D B E A R D 24.10.2018