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Perché insegnare storia dell’arte?

In un Paese come il nostro, ci si aspetterebbe che lo studio della Storia dell’Arte, la principale risorsa che
abbiamo ereditato, sia uno dei pilastri della formazione scolastica. Forse non è stata evidenziata
sufficientemente come disciplina, dato che è stata decurtata in diversi istituti con la riforma dell’ex ministro
dell’istruzione Mariastella Gelmini del 2008, che abolì o ridusse drasticamente l’insegnamento di una
materia fondamentale, per un Paese che possiede oltre la metà dei beni artistici del Pianeta. Continuare ad
impedire ai ragazzi di maturare un’adeguata conoscenza del patrimonio artistico, significa, infatti ostacolare
non solo una formazione culturale degna di questo mondo, ma anche lo sviluppo civico che noi tutti ci
auguriamo e che si sviluppi la conoscenza e il rispetto per quell’ insieme di valori territoriali, ambientali,
storici ed artistici che chiamiamo Cultura. Un adolescente che cresce educato in questa direzione, sarà un
individuo meno soggetto al degrado che sempre più dilaga nelle nostre città. La storia dell’Arte ci permette
di conoscere le nostre origini, è stata la prima attività che ha distinto l’uomo dagli animali, infatti il disegno
nacque prima della scrittura ed è stato la prima forma di comunicazione degli uomini. Aiuta ad ampliare la
propria conoscenza culturale, serve per riconoscere, apprezzare e preservare le opere d’ arte, si è in grado
di interpretare monumenti e opere d’ arte che si incontrano viaggiando, ma anche capire il valore dei
monumenti presenti nel proprio territorio, perché la conoscenza è il primo passo verso la necessità di
protezione dei nostri beni artistici. Durante il mio corso di studi che va dalle scuole medie, fino all’
Università, ho avuto modo di conoscere e apprezzare l’arte in ogni suo piccolo dettaglio, partendo dalla
pittura nelle caverne per poi arrivare agli artisti del 900. Durante i miei anni scolastici, ho cambiato vari
professori di arte soprattutto alle superiori, e ogni professore aveva un suo modo di coinvolgerti nello
studio. Ho imparato che la lettura di un opera d’ arte fatta con criterio ci aiuta a mantenere viva la memoria
di una cultura antica. Un tempo davanti alla Venere del Botticelli, era semplice stupirsi, mentre davanti
alla Prima Comunione di Picasso non c’era molto da immaginare se non la sua solo potenza accademica.
In seguito le cose sono mutate dall’ estetica che ci circonda, gli artisti hanno analizzato l’estetica delle loro
anime, del sociale, della morale, della dannazione delle periferie depresse delle nostre città. Sono molti
quelli sanno riconoscere e apprezzare un Renoir, un Degas, un Monet, pochi sono quelli che comprendono
l’espressionismo, l’astratto, il cubismo, l’informale e le varie correnti artistiche che si sono susseguite fino ai
nostri giorni con un arte contemporanea per alcuni versi incomprensibile. Credo che nel grande libro della
storia dell’arte, sono le ultime pagine quelle più complesse da spiegare e per quelle dell’arte dei nostri
giorni occorrono grandi doti. Infatti l’arte contemporanea richiede un approccio senza pregiudizi,
approfondito dalla conoscenza dei meccanismi dell’arte.. Quindi una società avviata da tempo alla
desertificazione culturale, necessita di uno sforzo considerevole per farle riprendere il volo. Complimenti a
chi oggi nonostante tutto e tutti, si assume l’onere di insegnare, di emancipare, di elevare le menti nel
complesso e articolato campo dell’arte.