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CLASSIFICAZIONE DEGLI STRUMENTI MUSICALI

AEROFONI CORDOFONI

SERBATOIO D'ARIA E
FIATI MANTICE CORDE PIZZICATE CORDE STROFINATE CORDE PERCOSSE
ANCIA DOPPIA

LEGNI OTTONI ALTRI… TASTIERA DITA PLETTRO ARCHI RUOTA TASTIERA BACCHETTE

IMBOCCATURA SEMPLICE,
ANCIA SEMPLICE ANCIA DOPPIA ANCIA LABIALE ANCIA LABIALE MANO TASTIERA
LIBERA O NATURALE

PISTONI, CILINDRI COULISSE

FLAUTO TRAVERSO CLARINETTO OBOE TROMBA TROMBONE DIDGERIDOO FISARMONICA CORNAMUSA CHITARRA CHITARRA CLAVICEMBALO VIOLINO GHIRONDA PIANOFORTE SALTERIO

FLAUTI DOLCI SAXOFONO CORNO INGLESE TROMBONE ORGANO A CANNE ZAMPOGNA LIUTO BANJO VIOLA

OTTAVINO FAGOTTO BASSO TUBA ARMONIUM CONTRABBASSO MANDOLINO VIOLONCELLO

CONTROFAGOTTO SOUSAPHON ARPA MANDOLA CONTRABBASSO

PIFFERO FLICORNI CETRA BALALAIKA

CORNETTA LIRA

CHITARRA ELETTRICA

BASSO ELETTRICO

IDIOFONI MEMBRANOFONI ELETTROFONI

PERCUSSIONI

A SUONO A SUONO
A SUONO DETERMINATO A SUONO DETERMINATO
INDETERMINATO

INDETERMINATO

XILOFONO PIATTI TIMPANI TAMBURI ORGANO ELETTRICO

METALLOFONO GONG GRAN CASSA SINTETIZZATORE

CELESTA TRIANGOLO TOM TOM CAMPIONATORE

CARILLON WOOD-BLOCK TAMBURO RULLANTE COMPUTER

CAMPANE LEGNETTI TEMERIN

CAMPANE TUBOLARI SONAGLI

KALIMBA-MUSIC BOX CIMBALI

SCACCIAPENSIERI CHARLESTON - HI HAT

SHINING
IL TIMBRO E LA CLASSIFICAZIONE DEGLI STRUMENTI MUSICALI

Il timbro

Fortemente legato alla differenziazione degli strumenti musicali è il cosiddetto


timbro, uno dei parametri distintivi dei suoni. Tale parola vuole indicare una qualità del
suono che per esprimerla si ricorre spesso ad un linguaggio mutuato da altre sensazioni.
Infatti ci esprimiamo dicendo che uno strumento ci sembra opaco, un altro freddo, un altro
brillante, nasale, argentino, neutro, caldo, ecc.
Dal punto di vista fisico il timbro si spiega col fatto che un suono, prodotto in
qualsivoglia modo, non è mai puro (rappresentabile con una sinusoide), ma composto da
più vibrazioni: le armoniche. In altre parole una nota emessa da uno strumento musicale
non ha una sola frequenza (quella fondamentale), ma a questa (più sentita) se ne aggiun-
gono altre. Trovare quali altre frequenze compongano una nota significa farne lo spettro.
È la presenza delle armoniche, dello spettro, che rende possibile il riconoscimento di u-
no strumento da un altro e, inoltre, una stessa nota presa in posizioni diverse su uno
stesso strumento (ad es. su una chitarra il Si3 suonato sulla corda libera è percepito diver-
so dal Si3 suonato sulla terza corda). Si può pensare che sia la presenza delle armoniche
(la “firma” del particolare strumento) a trasformare la semplice sinusoide che si avrebbe
se il suono fosse puro, come quello del diapason, in qualcosa di più complesso (ed e-
spressivo). È proprio questa trasformazione che ci porta a dire che il timbro dipende dal-
la forma dell’onda.

Le figure seguenti sono tratte da A. Frova Fisica nella musica ed. Zanichelli.

Confronto fra
un Re3 (146,83Hz)
sinusoidale puro
con un Re3 suonato
dalla corrispon-
dente corda di
un violoncello.

1
.

Sviluppo temporale di un’onda emessa da vari strumenti. 294Hz Re4, 659Hz Mi5, 98Hz Sol2, 349Hz Fa4, 233Hz Sib4,
262Hz Do4 (Do centrale), 392Hz Sol4, 349Hz Fa4.

Sviluppo temporale dell’onda emessa dai Do (Do1 32,70Hz; 65,41Hz; 130,8Hz; 261,6Hz; 523,3Hz; 1047Hz; 2093Hz) del piano-
forte.

La classificazione

La prima classificazione fu stabilita nel 1880 dall’organologo belga Victor-Charles


Mahillon. Egli organizzò il suo sistema raggruppando gli strumenti in 4 classi: autofoni,
membranofoni, aerofoni, cordofoni. L’attuale suddivisione pur mantenendo le 4 classi (salvo
mutare autofoni in idiofoni) e aggiungendocene una quinta, le suddivide ulteriormente in
vari sottogruppi.
Si ricordi sempre, seppur sembri una banalità, che il suono è prodotto da una sor-
(*)
gente in vibrazione. La modalità secondo cui la sorgente è posta in vibrazione, di come
la sorgente stessa è costituita e di come essa è connessa ad un corpo risonatore (assieme
costituente lo strumento musicale) è la base della classificazione su un principio acustico
(altre classificazioni potrebbero essere morfologiche, di natura pratica, ecc.) degli stru-
menti musicali.

Composta da: 1. Meccanismo di eccitazione (generazione della perturbazione) 2. Elemento oscillante (caratteristiche del
(*)

suono) 3. Risonatore (trasferimento al mezzo).

2
Di seguito è riportato un breve estratto della dettagliata, e vasta, classificazione in-
serita nel Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti della Utet.

Classificazione Caratteristiche Esempi


Il materiale che costituisce lo strumento
produce il suono grazie alle sue proprietà
Ídios proprio phoné suono
naturali di durezza e elasticità, senza
ricorso a tensione di corde o di membrane.
Due o più elementi battendo l’uno contro
A CONCUSSIONE Castagnette (nacchere).
l’altro producono il suono.
IDIOFONI
Lo strumento è percosso con un corpo Diapason. Campane tubolari.
A PERCUSSIONE
afono. Marimba. Xilofono. Triangolo.
A PIZZICO O A vibrare è una linguetta metallica fissa
Scacciapensieri.
LINGUAFONI ad un’estremità.
Lo sfregamento con le dita o con un arco
A FRIZIONE Glasharmonika.
produce la vibrazione.
Il suono è ottenuto ponendo in vibrazione
una membrana tesa sopra un risonatore.
La membrana è tesa sopra un telaio poco
TAMBURI A CORNICE Tamburello.
profondo.
MEMBRANOFONI La cassa, su cui è tesa una sola pelle, è
TAMBURI A PAIOLO Timpano.
emisferica o ovoidale.
Una bacchetta mette in vibrazione la
TAMBURI A FRIZIONE Caccavella.
membrana sfregandola.
Il suono è ottenuto per vibrazione di una o
più corde. L’eccitazione di queste può
essere prodotta mediante pizzico,
percussione o frizione.
Lo strumento consta di un semplice
Strumenti presenti in culture
supporto per le corde. Il risonatore è
CORDOFONI SEMPLICI extraeuropee.
accessorio e può non esserci.
O SALTERI
CORDOFONI Monocordo. Cetre da tavolo. Con
Con cassa di risonanza.
tastiera: clavicembalo, pianoforte.
Lo strumento consta di un supporto per le
corde e di una cassa di risonanza uniti.
CORDOFONI A giogo. Lire.
COMPOSTI
Arpe. Arpe.
A manico. Liuto. Mandolino. Chitarra.
Il suono è prodotto ponendo in vibrazione
direttamente l’aria.
LIBERI
La vibrazione dell’aria non è limitata
Ad ancia libera Fisarmonica. Canne ad ancia.
dallo strumento.
A rotazione Sirena.
Il suono è prodotto da una colonna d’aria
AEROFONI vibrante e limitata dalle pareti dello
strumento.
A fessura, su cui l’aria vi batte contro. Flauti.
STRUMENTI A FIATO
Ad ancia o zampogne. L’aria è immessa
Ciaramella. Oboe. Fagotto.
attraverso due linguette (ance).
Ad ancia semplice. Sassofono. Clarinetto
A bocchino (ancia labiale). Corni. Trombe.
Il suono è prodotto da impulsi elettrici.
La sorgente sonora è un circuito elettrico Tastiere elettroniche. Computer.
A OSCILLATORI
ELETTRÒFONI oscillante. Sintetizzatori.
AD AMPLIFICAZIONE Non sono dei veri e propri elettrofoni, ma
Chitarra elettrica, ecc.
ELETTRICA circuiti elettrici ne amplificano il suono.

3
Le tavole seguenti sono tratte dal vocabolario Zingarelli 1994 ed. Zanichelli.

4
5
•· CLASSIFICAZIONE DEGLI STRUMENTI MUSICALI

Risale ai trattatisti della Grecia classica la tradizionale classificazione degli strumenti


musicali in tre classi: a percussione, a fiato e corda. Tale suddivisione passò
sostanzialmente inalterata alla cultura romana, medioevale e rinascimentale. Gli studiosi
d'epoca rinascimentale e barocca (tra questi Virdung, Agricola, Zacconi, Praetorius,
Kircher, Mersenne) ne approfondirono gli aspetti anche in funzione dei nuovi sviluppi
della musica strumentale.
L' organologia come scienza autonoma e sistematica nasce nella seconda metà ,del XIX
secolo. Il fondatore dell'organologia moderna è il belga Victor-Charles Mahillon (1841-
1924) che fu il primo conservatore degli strumenti musicali del Conservatorio di
Bruxelles. Assumendo come criterio la natura del corpo che produce i suoni, Mahillon
(1880) suddivise gli strumenti in 4 classi: autofoni, a fiato, a membrana, a corda.
Successivamente Curt Sachs (1881-1959) e Erich Moritz Hornbostel (1877-1935)
ripresero la classificazione del Mahillon, approfondendola con ulteriori suddivisioni
in sottoclassi e specie e arricchendola con l'inserimento di strumenti appartenenti a
culture antiche, primitive e extra-europee. Nello studio comune Systematik der
Musikinstrumente (1914) è redatta la seguente classificazione:

IDIOFONI
o Autofoni:

MEMBRANOFONI: strumenti il cui corpo vibrant~ è costituito da una o più ~enlbrane


tese che vengono percosse o sfregate, ' -

AEROFONI: strumenti nt~i quali gli elementi vibranti_ so~,-colo~~. d'aria


contenute in tubi di materiale <rigido e di· (~a varl~ìle; le
vibr~ioni delle colonne d'aria sono prov.oQ:ate dalla i~issione
di altra aria nei tubi stessi. . · '

CORDOFONI: strutnenti forniti di una o più corde tese fra punti estremi fissi, le .
quali' soùdfatte Vìbrare mediàiite pizzico, percussìòne o sfregamento.
Alle quattro classi è stata aggiunta una quinta da Francis W. Galpin, autore di A Textbook
ofEuropean Musical Instruments, 1937.

ELETTROFONI: strumenti che pi.~ducono i suoni mediante vi:l\5raziom ereate da


ge)ie-ratori elettrQniei.

~ .
- ·- sùìià~B~tfg!Tsffiru-~NialiiTiò1f;;"S';Tehs,·· Hombosret"t·-~~n; ·p(5ssiamu -0ffrir~_,.~
estrema sintesi, uno schema di classificazione corredato da alcuni esempi.
39
SCHEMA DI CLASSIFICAZIONE

l - IDIOFONI o Autofoni

...------"" diretta: piatti, triangolo, gong, campane, campane tubolari


l.
a percussiOne
campanelli, vibrafono, glockenspiel, crotali (piattini o
cimbalini), nacchere (o castagnette), woodblock,

L indiretta:
marimba, xilofono, legnetti

celesta (a tastiera), carillon di campane

diretto: scacciapensieri, ragat1ella


a piZZICO
indiretto: scatola musicale o carillon
a scuotimento sonagliere, maracas, guito, frosta
a sfregamento annonica a biCchieri {Glashamuinika)

lll - AEROFONI

. - - - - - - " diretta: flauto diritto (dolce), flauto traverso, flauto di Pan,


ocarina
a imboccatura semplice
!. . ____. . indiretta:
r a insuftlaziolle <fuetta:
organo (a tastiera)

clarinetto, sassofono (ad ancia battente semplice), oboe,


oboe d'amore, corno inglese, fagotto, controfagotto,
bombarda (ad ancia battente doppia), armonica a bocca
ad ancia [semplice e doppia]

L .
a insuffiazione in<fuetta: (a serbatoio d'aria): :fisarn:\onica e bandoneon (a tastiera
o a bottoni) harmonium (a tastiera), cornamusa o
zampogna
a bocchino
l____. a insuffiazione diretta: corno, cornetto, flicorno, cornetta, tromba, trombone,
tuba, serpentone
40
W - CORDOFONI
,~·~ir-.------diretto: arpa, lira,. salterio, liuto, chitarra, mandolino, ukulele
apjzzico
..______ indiretto: clavìcembalo, spinetta, virginale e Lautenklavier {a
tastiera) ~.

. . . - - - - - • diretta: .cym.balon ungherese, cetra tedesca


a;: percussione
...__ _,.,..._ _.indiretta.: · davi:cor:do e pianoforte (a tastiera)

.-------• diretto (iii genere con un arco): violino~ viola, violÒDcello,


contrabbassu, viole rinascimentali (da gamba e da
a sfregamento braccio),' C.Iotta, ribeca, viella

1....- - - - • indiret:to: · .ghironda e·.Geigenwerk (a tastiera)

V -.ELETTROFONI

l. Strumenti meccanici chitarra e basso elettrico (strumenti meccanici di origine


con amplificazione tradizionale, senza cassa di risonanza, amplificati
elettricamente)

2. Strumenti originali· (in genere a tastiera)

a - a produzione meccanica
- a osciUatori onde Martenot, Teremin, trautonium, hellertion,
- elettromagnetici organo Hammond (a tastiera)
- elettrostatici Compton-organ (a tastiera)

b- a produzione elettronica e/o computer, sintetizzatore, campionatore di suoni, tastiera


digitale (microprocessori) digitale

Avvertenze
- Nella I e nella II categoria sono elencati strumenti che vengono abitualmente riuniti sotto la denominazione
di "strumenti a percussione" o "percussioni" e fanno parte della compagine orchestrale, insieme ai
"fiati" e agli "archi". Da un punto di vista semio grafico distinguiamo alloro interno strumenti a suono
indeterminato (invariabile in altezza, espresso esclusivamente in notazione ritmica) e strumenti a suono
determinato (variabile, graficamente espresso secondo l'altezza oltre che in notazione ritmica).
- Per quanto riguarda gli strumenti a fiato, presenti nelle mOderne formazioni orchestrali e cameristiche,
si usano normalmente i termini "legni" e "ottoni". I secòndi comprendono tutti gli strumenti a bocchino.
I primi riuniscono alloro interno tutti gli strumenti in legno (clarinetto, oboe, fagotto, ecc.) unitamente
al flauto (oggi in lega metallica, originalmente in legno) e al sassofono (in metallo, ma parente stretto
del clarinetto in quanto a prassi strumentale).
- La categoria degli strumenti digitali, evidentemente assente anche nella classificazione del Galpin,
si è aggiunta a partire dagli anni '50 con lo sviluppo tecnologico con i suoi riflessi sulla musica
elettronica e digitale.
41
TAVOLA SINOTTICA DEGLI STRUMENTI E DEL LORO AMBITO

dos do 7
O'rTAVINO
.fLAUTO
FLAUTO GRAVE in SoL (G}.

Qì;IOE
Oi30Ed~AMORE in LA ~---.~
CORN<HNGLESE- Oboe ;.,o-ai., in FA, (F)
CLA~OPICCO]::OinW> (Ej2_ __
CLARJNE;rTO PICCOÙl in DO (C)

SAssoF:oN9 coNTRALTO m·~~


SASSbFONo :rE'i-n~R'ewsù Q3 ~ì

- . {.!. ._-
TIMPANI III • 26 pellict
IV ~ 23 ~Dj<:i
~-.·-
32···p-•o_l·li.c·!__.· ---~-
!è_..29pollici
.
. __
V- 20 pollici (acuto)
XILoFoNo
CELESTA

-
c:==J
Suorù reali: estensione effettiva
Suoni reali: estensione Iimite ...
8hs -- - - -- - - ~

42
Ili STRUMENTI TRASPOSITORI

Per alcuni strumenti musicali la notazione non corrisponde all'altezza reale dei suoni
prodotti (suoni reali). Que8to avviene per due diversi ordini di cause:
l. Lo strumento produce una gamma dì suoni che si situano alle estremità dell'ambito
dei suoni musicali (all',estremo grave o all'estremo acuto), non potendo pertanto
essere notati in modo agevole e comprensibile sul pentagramma pur ri<>orrendo ad
un utilizzo razionale del setticlavio o a un numero ragionevole di tagli ac;ldizionali
In questi casi l'unica soluzione è la redazione convenzionale. della parte un'ottava
sotto o un'ottava sopra i suoni reali.

Casi tipici sono quelli dell' ottavino o [flauto] piccolo per la regione acuta e del
contrabbasso per la regione grave. Una situazione particolare è quella della musica per
chitarra, redatta su un solo pentagramma in chiave di sol, una ottava sopra i suoni reali:
questo per evitare una notazione pianistica o arpistica su doppio pentagramma, meno
economica rispetto alla tessitura e all'ambito della chitarra. Questi strumenti -non
propriamente traspositori, in quanto in alcun modo l'esecuzione può alterare la tonalità
espressa dalla notazione - si possono denominare semplicemente ottavizzanti.

2. Nelle posizioni e nelle diteggiature di base lo strumento produce una gamma di


suoni o una serie di armonici diversi dalla scala e dagli armonici di Do Maggiore
(situazione tipica degli strumenti non traspositori) ma corrispondenti ad un'altra
tonalità, legata quest'ultima al 'taglio' particolare dello strumento. Alla notazione,
adeguata alle diteggiature e alle posizioni di base, corrispondono suoni reali diversi,
'trasportati' in tonalità determinate dall'impostazione dello strumento.

Appartengono alla categoria di questi strumenti - propriamente detti traspositori - quasi


esclusivamente strumenti a fiato, riuniti per lo più in famiglie comprendenti le diverse
taglie. Un esempio antico è quello dei flauti diritti rinascimentali e barocchi, in cui le
varie taglie si succedono a distanza di quarta e di quinta: sopranino in fa, soprano in
do, contralto in fa, tenore in do, basso in fa (secondo l'alternanza delle due chiavi
principali). Lo scopq della 'famiglia' è quello di coprire tutta la gamma dei suoni,
cambiando strumento per le diverse tessiture senza cambiare diteggiature e tecnica di
base. Per questo motivo esistono le famiglie numerose dei clarinetti, dei sassofoni, delle
trombe, dei comi, ecc; anche flauti e oboi prevedono strumenti traspositori per le taglie
intermedie (p.e. flauto grave in sol, como inglese in fa, oboe d'amore in la). L'importanza
degli strumenti traspositori è evidente oggi soprattutto nella realtà bandistica. Infatti,
con lo sviluppo tecnologico nella costruziope di strumenti a fiato e l'applicazione di
dispositivi sempre più sofisticati, i 'fiati' utilizzati nel repertorio cameristico, solistico
ed orchestrale sono in grado di coprire le funzioni di più di uno dei membri di una
stessafamiglia. Così, soprattutto nell'ambito dei clarinetti, i 'parenti' sono ridotti in
numero e vengono impiegati allo scopo di differenziare il timbro piuttosto che per reali
problemi di estensione.

43
Nella pratica musicale è evidente che tanto all'esecutore strumentista quanto al pianista
accompagnatore- e soprattutto al direttore dell'esecuzione- è richiesto orientamento
sicuro e rapido della lettura (orizzontale e verticale) nel setticlavio, consapevolezza
tonale (melodica, armonica), approfondita e collaudata sensibilità intervallare.
Inoltre proprio a questi strumentisti è sempre e comunque indirizzato lo studio del
trasporto, pratica oggi apparentemente inutile per archi e tastiere, vista la destinazione
mirata delle stampe musicali. Per comi e trombe è sempre importante conoscere e
dominare la lettura in chiavi sostanzialmente abbandonate come mezzosoprano, soprano
e baritono.

PRINCIPALI FAMIGLIE DI 'FIATI' TRASPOSITORI

Strumento Effetto reale Strutnento Effetto reale

Flauto contralto in Sol 4a sotto .Comb conti: msiJ 2a magg .. sotto


Oboe d'amore in La 3a min. sotto . Como basso m'Si & 9a sotto
Como inglese in Fa sa sotto Conio:int,a ja min. sotto
·como ml.~~ 3a magg. sotto
Clarinetto picc. in La Conio
,'- --.-,sbl
in --
4a sotto
Clarinetto picc. in Mi ~ 3a min sopra Comoin'Fa ·'sa sotto
Clarinetto in Re 2a sopra Como in Mi 6a min. sotto
l Clarinetto in Do come scritto i Como mMI~ ·, 6a ma~g: sòtto
' "
Clarinetto in Si ~ 2a sotto Corno in Re 7a .min. sò~o
Clarinetto in La 3a min. sotto Como in ]le~ . ia magg. sotto
~~~~il'1B\.:.ìi<1i,~'V:t.f(~;'l/lfiyjlir'f1A,1{fr,1iff{;/j~'li:iiiitJt,i.;,Y!il/t.,"f't{
Clarinetto basso in La sa+3a min. sotto .·~~~?f~,~~~;:,~~;::;:_:,•,::~/:.).;,;~~:~~~~· l23-*·~~~~~~~~~:-~-':}~'-.'
Como di bassetto in Fa sa sotto Tromba;ui)~e · · 2a sopra ..
Saxofono sopr. in Si ~ • 2a sotto l Tro~b~ in Do come scritto l
Sax contr. in Mi ~ 6a magg. sotto Trombait1·Si~ 2a sotto.
Sax ten. in Si~ 9a sotto Tromba in Là 3a n»n. sotto
Sax barit. in Mi ~ sa+6a magg. sotto TrdÌnUafuLa~·· 3a magg. sopra
Sax basso in Si ~ · Tromba itì sor ·
. sotto due sve+2a sotto
h<itt16~ ~~s~ wsi~
4asotto
9a sotto

f{i;~~~:.~;.
l__non traspositori

44
T

il APPLICAZIONE DEL SETTICLAVIO


ALLA SCRITTURA STRUMENTALE

Chiave di sol (chiave di violino)

Per strumenti con estensione acuta: ottavino, flauto, oboe, clarinetto, sassofoni
(sopranino, soprano, contralto), tromba, violino

"Chiave di violino francese": è una chiave di sol posta sul primo rigo, di uso comune
in Francia tra il XVII e il XVIII secolo. Permetteva stampe eleganti, in cui l'intera
estensione del violino poteva essere pressoché integralmente contenuta nel pentagramma,
senza il ricorso ad antiestetici tagli addizionali.

E. JACQUET de LA GUERRE: Sonata I per violino e basso (1707), I

Continuò ad essere utilizzata per estensioni particolarmente acute: J.S. Bach se ne serve
per la redazione della parte dei due flauti diritti nel IV Concerto Brandeburghese.

Chiave di fa (chiave di basso)

Per strumenti con estensione grave: violoncello, contrabbasso, fagotto,


controfagotto, trombone, tuba

Chiave di do

Per strumenti con estensione medio grave: viola (contralto), violoncello,


trombone (tenore)

Alcuni strumenti, dotati di estensione notevole e di registri ben determinati, utilizzano


anche due o tre chiavi alternate. Alcuni esempi:

• violoncello: chiavi di Basso, Tenore, Violino


• viola: chiavi di Contralto e Violino
• fagotto: chiavi di Basso, Tenore, raramente Violino
• como: chiavi di Violino e Basso

45
l
•: TECNICA DEL TRASPORTO

Trasportare o effettuare il Trasporto significa leggere, esegUire o trascrivere un brano


musicale in una tonalità differente rispetto a quella in cui esso è scritto.
~.,.

J.S. BACH: Das Wohltemperierte Klavier I, Fuga II -· BWV 847

Originale in Do minore - voce superiore

Trasposizione in La minore, una 3• minore sotto

Il trasporto è vocale o strumentale.


Nel primo caso il trasporto può essere automatico: infatti, vocalizzando o intonando
le parole del testo poetico o utilizzando un sistema di lettura con do mobile, il trasporto
implica unicamente l'innalzamento o l'abbassamento della tonica di riferimento
all'altezza desiderata.
Differente è l'approccio se si vogliono intonare i suoni reali con i loro nomi di riferimento
ali' altezza assoluta, ivi compresi suoni alterati con segni di alterazione costanti o
temporanei. A questo punto scattano meccanismi del tutto simili a quelli che deve
impiegare lo strumentista che voglia trasportare un brano e debba anche cambiare
posizioni e diteggiature. Anche se oggi la diffusione della stampa e delle tecniche
computerizzate per la redazione delle edizioni possono quasi sempre evitare il ricorso
al trasporto estell!poraneo, la pratica del trasporto non deve essere abbandonata né
sottovalutata soprattutto dal punto di vista della sua valenza didattica.

Principi Fondamentali del Trasporto

l. L'individuazione della chiave in cui è opportuno leggere i suoni in rapporto alla


nuova tonica. Questa è una occasione in cui si rivela insostituibile la pratica del
setticlavio, tenendo però presente che i nomi delle note corrisponderanno talvolta
all'ottava reale dei suoni intonati, talaltra ad ottave diverse, all'acuto o al grave.
Esistono a tale scopo sistemi rapidi, piuttosto meccanici: in realtà è l'intervall() stesso
tra la tonica di partenza e quella di trasporto a suggerire immediatamente la chiave
da adoperare.
46

•·
A. CORELLI: Sonata op.V n. 7 per violino e basso, Sarabanda (Roma 1700), bb. 1-4
Largo

Remin ,~ f r r ® f r l r [ ~ l ['
Tonica
Largo

Famin ?l&l'iz~ 2 r r (f) r r r r ~ l c r


Tonica
Largo

Simin
13 ## ! r r Tonica
(f) r r r r ~ l F r
Largo

Mimin ~~ fr r cv r r r c ~ l (' r
Tonica

2. l'individuazione della tonalità di trasporto rispetto alla tonalità scritta, con esplicitazione
della nuova armatura di chiave e delle alterazioni momentanee: queste ultime
devono immediatamente essere inquadrate nella loro funzione di gradi alzati (+) o
gradi abbassati(-).
W.A. MOZART: Minuet KV 355

Originale in Re Maggiore
+ + -

r l JSiJ ~J * l j J.J J J §J l f ~] j

Trasposizione in Fa Maggiore, una 3• minore sopra

+ -
r 1 or &r
Regola pratica per la trasformazione delle alterazioni momentanee

Particolarmente difficile può rivelarsi la valutazione relativa dei segni di alterazione


nel contesto di modulazioni complesse e consecutive: anche a questo scopo esistono
regole pratiche apparentemente meccaniche, in realtà discendenti dalla collocazione
delle tonalità nel circolo delle quinte (vedi vol. I, pp. 130 e sgg.).

Due sono i casi che si possono presentare:. ;..,

l. La trasposizione implica uno spostamento in senso orario nel circolo delle quinte,
ovvero si procede da una tonalità con più bemolli a una con meno bemolli, da una
con bemolli a una con diesis, da una con meno diesis a una con più diesis, da una
47
con bemolli a una con nessun suon6 alterato. In questo caso si devono rilevare nella
Serie (per quinte ascendenti) dei diesis (fll#, do#, sol#, re#, 111#, mi#, si#) tanti suoni
quante sono le quinte ascendenti di distanza tra tonalità scritta e tonalità di trasporto.
Davanti a questi suoni i segni di alterazione momentanea saranno trasformati
ascendendo: bi, ~ ~ ~ ~ q q~ #, ~ ·# ~ x

~ Si~ Maggiore

'~b
3 quinte

Si ~ Maggiore ~ Re Maggiore
~~,, l 4 quinte ~~~-#~~~

Si minore --+ Sol# minore


3 quinte ~~g-~##~~~~~~~~

--+ La minore
4 quinte

2. La trasposizione implica uno spostamento in senso antiorario nel circolo delle quinte,
ovvero si procede da una tonalità con più diesis a una con meno diesis, da una con
diesis a una con bemolli, da una con meno bemolli a una con più bemolli, da una
con die~is a una con nessun suono alterato. In questo caso si devono rilevare nella
serie (per quinte discendenti) dei bemolli (s~, m~, la],, r~, soJP, do~, faJ,) tanti suoni
quante sono le quinte discendenti di distanza tra tonalità scritta e tonalità di trasporto:
davanti a questi suoni i segni di alterazione momentanea saranno trasformati
discendendo: x --+ # #--+q q~~ ~ ~ 1,1,

# Mi Maggiore ~ Re Maggiore
$*#. l 2 quinte
'~~ l

~ Fa Maggiore

4 quinte ~,~~~~~~~

2 quinte

Do Maggiore

48
5 quinte

'
Esempio di trasporto scritto emi' trascrizione in suoni reali, senza l'impiego del setticlavio:

A. CORELLI: Sonata op. V n. 7 per violino e basso, Sarabanda (Roma 1700), bb. 13-16

r l u r· p l @l
+
Remin '~(!) r t;r F lir· D Tonica
Il
un tono sopra_

Mimin '~(~) r ~r r +
l'C" p r!u r D ,·cp Il
Tonica
un tono sotto
+
Domin
~ ~~'&(!) r ~r r l§r· D rtTTa r D lTonica
Cf3
Esempio completo

Per concludere, sottolineiamo che la pratica della trasposizione rappresenta un esercizio


utilissimo per affinare la lettura a prima visti;' rendendo la al contempo più rapida e più
consapevole, e per sviluppare una notevole èlasticità dell'orecchio interno e della mente
musicale nella valutazione estemporanea di intervalli e modulazioni.

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