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Matteo Nobile

20101211

Mercati Weekly – 20101211

Equity

ultimo

settimana

mese

World

1256.520

0.75%

1.63%

Europe

95.620

1.94%

2.04%

USA

1183.870

1.22%

3.45%

Emerging

1114.790

-0.62%

-0.57%

Govi

ultimo

settimana

mese

USA 2y

0.636

0.168

0.213

USA 10y

3.319

0.314

0.690

EU 2y

1.078

0.220

0.150

EU 10y

2.954

0.097

0.513

Risks

ultimo

settimana

mese

iTraxx 5y

107.499

0.599

1.915

CrossOver 5y

456.995

-10.468

-5.284

Financial 5y

166.035

18.296

18.202

VIX

17.610

-0.400

-3.000

Currency

ultimo

settimana

mese

EURUSD

1.323

-1.40%

-4.04%

USDCHF

0.981

0.78%

1.06%

USDJPY

83.950

1.72%

2.03%

GBPUSD

1.580

0.15%

-1.98%

EURCHF

1.298

-0.67%

-3.03%

Comm

ultimo

settimana

mese

Commodity

605.210

-0.58%

3.99%

Precious

1923.270

-1.62%

17.80%

Industrial

440.630

1.83%

31.65%

Energy

293.750

-0.87%

4.13%

Agri

474.960

0.01%

64.05%

New Normal, come Old Normal: i dati macroeconomici

di produzione continuano a mostrare segni di

miglioramento. Le politiche monetarie continuano ad essere super espansive, tranne in Cina, e anche Trichet si è convinto a lasciare aperte le finestre di finanziamento per le banche.

Eppure la disoccupazione non cala, i governi devono tagliare a destra e a manca, approvando budget che sembrano piani quinquennali di sovietica memoria. Le banche hanno smesso di stringere i cordoni del credito, ma non li hanno di certo rilasciati. Diciamo che dopo anni di vacche grasse, per ottenere un credito, è necessario avere le carte in regola (qualcuno inizia a dire che si danno i crediti a chi non ne ha bisogno).

In questa situazione, la reazione dei mercati si

presenta quanto di più sbilanciata sui beni reali che

mai:

azionario che continua a recuperare, tranne che nei paesi emergenti dove risulta leggermente negativo (possibile politica restrittiva Cinese e tensioni in Corea); spread in restringimento, ma solo sulla parte CrossOver, quella più vicina, in termini di rischio, agli azionari. Fanno male invece gli spread finanziari che non ne vogliono sapere di seguire il movimento degli azionari (e peggio fanno i subordinati). Tassi in ripresa, con movimenti su tutta la curva ed in particolare (sul mese) sulla parte lunga, risalita di 0.5% per l'Europa e di 0.7% per gli USA. Sembra poco, ma

per una obbligazione decennale, significa 3%-4% in meno di valore in capitale. Commodity, sul mese, davvero vigorose, soprattutto per la parte di metalli industriali e agricole, buone quelle sui metalli preziosi e stabili quelle energetiche.

Le valute ormai sono invece allo sbando con l'EUR sempre alle prese con i “disastri” dei vari stati periferici (che sono sempre meno periferici), e il USD che deve vedersela con l'enorme quantità di liquidità presente sul sistema (debasement).

Se la soluzione ai problemi doveva essere politica infine, si vedono i primi compromessi almeno sul lato

statunitense dove il congresso in mano ai conservatori e una presidenza democratica dà il via ad una serie

di “io ti lascio, se tu mi lasci”. Si rinnovano quindi i tagli fiscali applicati da Bush parecchi anni fa, in cambio di

aiuti per la disoccupazione. Un approccio che sa tanto di coperta corta sotto la quale ci si vogliono infilare tutti.

Nella prossima settimana spicca l'annuncio dei tassi da parte del FOMC, anche se in realtà, viste le premesse, è difficile attendersi qualcosa di diverso dal “solito” 0%-0.25%. Verso fine settimana però, il leading indicator di novembre che potrebbe dare qualche idea in più su cosa potrebbe succedere nei primi mesi del 2011. In arrivo anche i dati IFO, PMI e ZEW tedeschi, e anche in questo caso, è pensabile non aspettarsi rilevamenti superiori alla boom-bust line.

Matteo Nobile

Considerazioni – Economia in espansione perenne

20101211

Qualche economista torna a chiedersi se un modello basato sull'espansione economica continua sia di nuovo sostenibile.

È

possibile che la ricchezza continui a crescere in modo perpetuo ?

In

effetti, in fin dei conti, le risorse naturali che si possono sfruttare sono limitate. Probabilmente, anche la

quantità di “valore aggiunto” che si può agganciare alle materie prime è allo stesso modo limitato, o almeno,

la sua crescita marginale tende ad un valore molto basso; così come la possibilità di una crescita

demografica continua risulta piuttosto difficile da sostenere.

Eppure

esempio, di riuscire a riciclare praticamente tutto l'alluminio in circolazione. Certo, riciclare richiede comunque energia e l'energia non è infinita, o sì ? Anche in questo caso, c'è energia ed energia. L'idroelettrica, la solare e l'eolico sono fonti praticamente illimitate (almeno fino a quando il nostro sole continuerà a brillare). Petrolio, carbone e nucleare sono decisamente più limitate.

una grande parte delle materie prime si possono riciclare, con la Svizzera che si vanta, ad

Piuttosto, si potrebbe leggere nelle speranze degli economisti, che la crescita dei prossimi anni si rivolga soprattutto al consumo da parte dei paesi emergenti che si affacceranno, sempre più, ad un netto miglioramento della qualità di vita.

Anche in questo caso, la qualità di vita non può probabilmente espandersi in termini marginali in modo continuo e sostenuto. Ad un certo punto, il miglioramento inizierà a diventare ridotto. Piuttosto, ci si può chiedere come farà quella enorme massa di cinesi e indiani (per citare le 2 masse maggiori) ad accedere alla ricchezza necessaria per potersi permettere un migliore standard di vita.

Ecco che si ripresenta, in forma meno evidente, il problema della distribuzione della ricchezza. Magari non nella forma “comunista” citata in altre occasioni, ma se si vuole che qualche centinaio di milioni di persone inizi a spendere, sarà necessario dargli qualcosa da spendere, siano questi versamenti diretti (salari) che versamenti indiretti (pensioni per la vecchiaia, assicurazioni disoccupazione, … che si finanziano con le tasse).

Ed ecco che, pur non volendolo fare tramite il sistema fiscale, anche Zuckerberg (quello di Facebook, fortuna stimata a quasi 6 mia di USD) annuncia di voler far parte del “Club dei generosi” e di voler donare, prima o poi, metà della propria ricchezza in beneficenza.

Chissà che non si arrivi davvero, prima o poi, a misurare la ricchezza in un modo meno brutale che il PIL e la

crescita dello stesso, prendendo in considerazione la sua distribuzione sia in termini assoluti, che in termini

di crescita.

Il “miglioramento economico” in tal caso, potrà quindi essere migliorato su almeno 2 dimensioni e soprattutto,

si potranno, forse, fornire strumenti un po' più flessibili che non la politica monetaria e la politica fiscale per

migliorare le condizioni economiche di un paese.

Matteo Nobile

Chart (daily a 3 mesi)

Matteo Nobile Chart (daily a 3 mesi) MSCI World Dollar Index iTraxx HiVol 5y 20101211 SPGS

MSCI World

Matteo Nobile Chart (daily a 3 mesi) MSCI World Dollar Index iTraxx HiVol 5y 20101211 SPGS

Dollar Index

Matteo Nobile Chart (daily a 3 mesi) MSCI World Dollar Index iTraxx HiVol 5y 20101211 SPGS

iTraxx HiVol 5y

20101211

Matteo Nobile Chart (daily a 3 mesi) MSCI World Dollar Index iTraxx HiVol 5y 20101211 SPGS

SPGS Commodity

Matteo Nobile Chart (daily a 3 mesi) MSCI World Dollar Index iTraxx HiVol 5y 20101211 SPGS

Inflation

Matteo Nobile Chart (daily a 3 mesi) MSCI World Dollar Index iTraxx HiVol 5y 20101211 SPGS

EUR Yield