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Scheda di Piazza Lavater

Una lotta che dura da 5 anni contro un posteggio che non serve, ma stravolgerà la piazza.

La storia
Progetto in project financing presentato dalla ditta Comer a dicembre 2004, per 237 posti per
residenti e 245 a rotazione. Riceve dal Commissario Albertini la dichiarazione di “interesse
pubblico” ad aprile 2005. Tutto avviene nell’ombra ed è solo per caso che la notizia arriva nella
piazza. L’idea a noi sembra completamente folle perché manca lo spazio. Tra maggio e giugno
nasce il comitato per la difesa della piazza che presenta ricorso al Tar.

Primavera 2006
In campagna elettorale Letizia Moratti promette il riesame dei posteggi contestati. Il posteggio di
piazza Lavater è incluso fra quelli al riesame, in quanto era stato presentato ricorso.

Ottobre 2006
Presentiamo alla commissione del riesame numerose osservazioni contrarie al posteggio, facendo
leva sui seguenti argomenti:
1) Bellezza della piazza, sicuramente compromessa.
2) Danni agli alberi (attestate da dichiarazioni di 2 botanici dell’Università di Milano)
3) Danni alle case.
4) Problemi di traffico (gravissimi durante il cantiere e probabili anche dopo) per la vicinanza di
una scuola, di un commissariato, di una chiesa e di esercizi commerciali.
5) Inutilità del posteggio, anche in relazione alle nuove politiche del Comune che mirano ad
allontanare le auto dal centro città e per la gran quantità di mezzi pubblici che passano nella zona:
Metropolitana, Passante Ferroviario, varie linee di tram e autobus.

Febbraio 2007
La commissione del riesame si pronuncia, sconsigliando la realizzazione del posteggio.

Settembre 2007
Vengono dipinte le strisce gialle e blu nel quartiere, che era rimasto l’ultimo spicchio confinante col
centro privo di strisce. La situazione traffico e posteggi migliora sensibilmente.

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Maggio 2008
La Comer ricorre al Tar della Lombardia per chiedere un atto formale del Comune di Milano. Il Tar
dà ragione alla Comer ed impone al Comune di provvedere entro settembre o per sì o per no.

Settembre 2008
Noi pensavamo che si sarebbe trattato di un atto formale, che recepisse il parere della commissione
di riesame. Invece gli uffici cambiano improvvisamente idea, nonostante l’utilità del posteggio
sembri sempre meno motivata.
Il risultato di questo “riesame del riesame” è basato principalmente su vecchi documenti, cioè su
quelli che avevano spinto il comune ad accettare il progetto.
Fra i documenti “recenti”, spiccano invece la dichiarazione della Direzione Regionale per i beni
culturali e paesaggistici della Lombardia nettamente contraria al posteggio (“Le emergenze
architettoniche e paesaggistiche sopra delineate evidenziano notevoli elementi di interesse
culturale che rendono la realizzazione di un parcheggio interrato in Piazza Lavater inopportuna, in
quanto lesiva dei valori paesaggistici individuati con D.M. 22 giugno 1965”) e una nuova indagine
del settore mobilità che certifica la mancanza di necessità di posteggi per residenti dopo la
creazione delle strisce gialle.

Primavera 2009
Riprende l’iter del posteggio che passa ancora per la sovrintendenza ai beni paesaggistici della
Lombardia; è mutato il direttore ed il parere di settembre è prima confermato e solo
successivamente mutato in uno favorevole. Ci sono anche 2 discussioni in Consiglio di Zona, in cui,
pur raccogliendo consenso tra i cittadini, ci troviamo davanti ad un fronte compatto di tecnici
comunali e consiglieri politici (non solo della maggioranza).

Purtroppo, alcune raccomandazioni degli uffici hanno il pessimo risultato di far stravolgere la
viabilità della piazza. L’ultimo progetto prevede di unire l’aiuola dell’edicola e quella dei cani, in
modo da bloccare il passaggio diretto da via Morgagni a via Cadamosto e costringendo le auto a
passare davanti a Lavater n.3 e n. 5, invertendo il senso di marcia davanti al n. 3.

Nel complesso, verranno ristrette le carreggiate eliminando quasi totalmente la sosta e la fermata
dalla piazza e da due strade limitrofe. Non sarà più possibile neanche fermarsi per scaricare la
spesa.

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Ottobre 2009,
La commissione paesaggistica del comune esamina il progetto e lo boccia, ma anche qui il parere
cambia dopo tre settimane senza che il progetto sia mutato in modo significativo.

Giugno 2010,
Il comitato organizza una giornata in piazza per raccogliere firme. L’evento ha molto successo ed
una petizione al Sindaco viene firmata da quasi 2000 cittadini della zona e 85 esercenti. La
petizione viene consegnata al Sindaco assieme a vari disegni di bambini nel mese di luglio. Siamo
invitati alla seduta congiunta di due commissioni comunali a Palazzo Marino e ad un nuovo
colloquio col Sindaco. Di fronte alle nostre argomentazioni il Sindaco decide un’indagine
suppletiva presso gli uffici per esaminare i problemi di:
1) Preservazione del verde
2) Sicurezza del parcheggio rispetto alle norme antincendio.
Inoltre promette che prima di approvare il progetto in giunta sarebbe passata in piazza a parlare con
i cittadini per spiegare loro che il parcheggio sarebbe stato un bene. Durante l’estate i pareri sono
arrivati ed hanno sostanzialmente confermato le nostre preoccupazioni. Il Sindaco non si è visto.

Tutti i permessi arrivano dopo una bocciatura

Ogni qualvolta una commissione o un ufficio ha dovuto esprimersi in merito al progetto, questo è
stato dapprima bocciato o solo successivamente approvato, con motivazioni “stiracchiate” e dopo
diversi “contatti” fra la ditta proponente e i soggetti dell’Ente.
Ciò è valso per:
1) la posizione delle rampe di accesso e di uscita, rivolte entrambe verso il centro città.
Tuttavia, alla fine le rampe non sono state spostate, probabilmente per non ridurre il numero
dei posti macchina, andando però a scapito della viabilità.
2) Il giudizio della Commissione di riesame.
3) Il parere del sovrintendente Famiglietti, che non è comunque mai cambiato.
4) Il parere del sovrintendente Turetta, in cui il progetto viene sonoramente bocciato, salvo
essere approvato poco dopo, dicendo in soldoni che ormai si era andati troppo avanti e che
l’approvazione veniva assentita per non causare danni al Comune.
5) Le Conferenze dei servizi di maggio e giugno 2009, in cui il progetto viene bocciato a
maggio, salvo essere recuperato in una seconda conferenza di giugno, non conclusa entro i
termini previsti, ma solo dichiarandola chiusa entro giugno a posteriori, con tavole arrivate

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nel mese di agosto.
6) I due pareri della commissione Comunale di novembre 2009, di cui il primo nettamente
negativo ed il secondo incomprensibilmente favorevole.
7) Il parere dei vigili del Fuoco del settembre 2010, che dapprima richiedeva di ripresentare
tutta la documentazione e poi si è accontentato di una lettera che attestava che tutto era
conforme alla legge senza però riportare calcoli e misure.

Quelli che non sono ancora cambiati sono i pareri della Guardia Forestale e del settore Arredo
Urbano in materia di tecniche di scavo. La ditta proponente ha presentato una nuova descrizione
dello scavo che a noi non sembra soddisfare le esigenze. Vedremo cosa farà il Comune.

Cosa ci preoccupa

1) Verrà stravolta una piazza di Milano che risale al piano Beruto di fine ‘800
2) Quando gli alberi deperiranno, si perderà un microclima che d’estate porta molto refrigerio
al paragone delle strade vicine non alberate
3) Questo posteggio attualmente non serve, e alla fine parcheggiare sarà più difficile di adesso
4) In piazza, in via Cadamosto e via Ramazzini si perderà anche la possibilità di fermare
davanti a casa per carico e scarico
5) Almeno cinque anni di cantiere e lavori davanti alla scuola Stoppani
6) L’esperienza di altri posteggi analoghi in zona 3: via Ampere, via Bazzini, Piazza Bernini,
Piazza Novelli, Largo Rio De Janeiro insegna che questi cantieri non vanno aperti

Ci chiediamo

1) Perché il Comune insiste tanto su un progetto così malfatto che dopo 5 anni non è ancora
approvato né approvabile?
2) Perché il Comune non si uniforma alla volontà dei residenti che a stragrande maggioranza
sono contrari?
3) Perché tutti questi avanti e indietro: bocciature prima e promozioni stentate dopo?
4) Perché proseguire con un piano posteggi che ha già creato tanti danni in zona 3 e non solo?
5) Perché non decidersi a fermare le auto che entrano a Milano fuori dal centro?

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Inoltre

1) non siamo un gruppo di persone contrarie a tutto; dieci anni fa abbiamo sopportato il cantiere
del passante ferroviario che ha bloccato via Pancaldo e Piazza S. Francesca Romana per anni,
ma nessuno ha protestato. La pubblica utilità in quel caso era evidente.