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Settimanale di Preghiera Domenica 26 Gennaio 2020 - III Tempo Ordinario anno XXII N° 926

Non di solo Pane


III Domenica del Tempo Ordinario

La Domenica della Parola


Papa Francesco, con la Lettera apostolica rocchiali. Afferma infatti: "La Bibbia non può essere
Aperuit Illis (30 settembre 2019), ha istituito la solo patrimonio di alcuni e tanto meno una raccolta di
Domenica della Parola di Dio: "Stabilisco, per- libri per pochi privilegiati. Essa appartiene, anzitutto, al
tanto, che la III Domenica del Tempo Ordinario popolo convocato per ascoltarlo e riconoscersi in quella
sia dedicata alla celebrazione, riflessione e di- Parola. Spesso, si verificano tendenze che cercano di
vulgazione della Parola di Dio. Questa Domeni- monopolizzare il testo sacro relegandolo ad alcuni cir-
ca della Parola di Dio verrà così a collocarsi in coli o a gruppi prescelti. Non può essere così. La Bib-
un momento opportuno di quel periodo dell'an- bia è il libro del popolo del Signore che nel suo ascolto
no, quando siamo invitati a rafforzare i legami passa dalla dispersione e dalla divisione all'unità. La
con gli ebrei e a pregare per l'unità dei cristiani. Parola di Dio unisce i credenti e li rende un solo popo-
Non si tratta di una mera coincidenza tempora- lo" (n. 4).
le: celebrare la Domenica della Parola di Dio 'Abbiamo urgente necessità - ribadisce il Papa - di
esprime una valenza ecumenico, perché la Sacra diventare familiari e intimi della Sacra Scrittura e del
Scrittura indica a quanti si pongono in ascolto il Risorto, che non cessa di spezzare la Parola e il Pane
cammino da perseguire per giungere a un'unità nella comunità dei credenti. Per questo abbiamo biso-
autentica e solida" (n. 3). gno di entrare in confidenza costante con la Sacra Scrit-
L'intento del Santo Padre è quello di far diven- tura, altrimenti il cuore resta freddo e gli occhi riman-
tare la Sacra Scrittura più centrale e importante gono chiusi, colpiti come siamo da innumerevoli forme
tra i fedeli, nelle famiglie, nelle comunità par- di cecità" (n. 8).

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 926 pagina 2


Santi del giorno: Santa Paola Romana, vedo-
va - sant'Alberico di Citeaux, abate (XI

“La pazienza è amara, ma dolce è il suo


frutto”. (J. Jacques Rousseau)
Domenica
Gennaio
3^ settimana Tempo Ordinario
26
TO

I Santi del Giorno: Timoteo e Tito


Parola di Dio La legge e lo spirito, la tradizione e la novità, il passato e il futu-
in briciole ro: nel Vangelo queste dimensioni apparentemente opposte tro-
vano una sintesi armoniosa al servizio della vita e dell'umanità.
Dimensioni che hanno nei due più stretti collaboratori di san Pa-
La luce che illumina tutte olo un'espressione concreta: con il loro servizio al Vangelo essi
le genti diedero un'anima alla Chiesa del loro tempo, lasciando un'eredità
Pagina curata da Don Luciano V. M. giunta fino a noi. Timoteo era nato a Listra da madre giudea; ac-
“Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato compagnò Paolo in Asia Minore, divenendo poi vescovo di Efe-
la letizia.” so. Tito, di origine greca e convertito da Paolo durante i suoi
(Is 8,23b-9,3) viaggi, andò a Gerusalemme con Paolo e Timoteo all'incontro
La visione profetica di Isaia con gli apostoli come testimone dell'universalità del messaggio di
riguarda la Galilea delle genti. Cristo; fu poi vescovo di Creta. A loro sono indirizzate le uniche
Quel luogo, cioè, che è più a lettere del Nuovo Testamento rivolte a singoli e non a comunità.
contatto con le popolazioni
pagane e dove, probabilmente,
nessuno penserebbe che Dio
Vangelo Mt 4,12-23 “ Da allora Gesù cominciò a predicare e a di-
non trovi dei fedeli. Eppure,
re: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”.
secondo il profeta, proprio da
lì arriverà la luce che illuminerà Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò
non soltanto il popolo eletto, nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla
ma tutte le genti. La liberazio- riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si
ne del giogo dell’oppressione compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
si manifesterà proprio da que- «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il
sti luoghi lontani dai centri del Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre
potere di quel tempo. La Gali- vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra
lea è il luogo nel quale la luce di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e
a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».Mentre
del mondo, Gesù Cristo, vive
camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone,
gran parte della sua vita: è lui
chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in
la luce che illumina tutti gli uo- mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi
mini che ancora siedono in farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo
terra tenebrosa. Egli illumina seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio
ogni uomo che si apre alla sua di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a
rivelazione e al suo amore: tra Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi
questi ci siamo anche noi, subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù
quando gli permettiamo di toc- percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, an-
carci con la sua luce e con la nunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie
sua misericordia. e di infermità nel popolo.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 926 pagina 3


Mia piccola Galilea, quanto ti voglio bene. meditazione di Don Luciano

Gesù si trasferisce da Nazareth a c’è in me e che c’è in te. Dove leva la polvere del mio deserto
Cafarnao, in Galilea, presso il c’è tenebra là Gesù si trasferisce, interiore. Nella lieve brezza del
pescoso lago di Genésaret (mare dove c’è miseria, qualsiasi mise- mattino riconosco la presenza di
dell'arpa o della cetra). Non è una ria, là il Dio liberatore pone la Dio, la voce dell’infinito che con
scelta occasionale ma voluta, sua tenda. Non è una presenza struggente insistenza continua a
dettata dalla logica divina che passiva e innocua quella di Gesù dirmi: «Convertiti, perché il re-
dall’alto scende verso il basso, ma esigente: «Convertitevi, per- gno dei cieli è vicino». Mia pic-
penetra nei bassifondi, parte dai ché il regno dei cieli è vicino». I cola Galilea quanto ti voglio be-
piccoli inferni che gli uomini, cambiamenti non avvengono ne. Qui, tra mille contraddizioni,
con estrema facilità, costruisco- con il tocco di una bacchetta posso cambiare, mi viene data la
no in questa misera “valle di la- magica, ma richiedono una deci- possibilità di partecipare ad un
crime”. Galilea, luogo di confine sione personale, un cambiamen- banchetto che non è di quaggiù.
fra i territori dipendenti da Erode to di prospettiva. I gioghi si Qui incontro Gesù che ha scelto
Antipa ed il fratellastro Erode rompono, la povertà diventa di incominciare da me, da questa
Filippo; entrambi vi riscotevano gaudio, il deserto si trasforma in miseria, dal mio peccato. Anche
le tasse e vi era pure una guarni- lussureggiante oasi solo attraver- se domani mi incamminerò ver-
gione romana. I potenti si arric- so la conversione. Le mie tene- so il sontuoso tempio di Gerusa-
chivano e la gente impoveriva. bre si trasformano in luce quan- lemme per offrire le tortore del
Galilea delle genti. Terra di in- do esco da me stesso, l’alba sor- mio ennesimo tentativo di con-
contro tra varie popolazioni, ge quando decido di mettermi in versione, poi tornerò nella mia
luogo abitato dai pagani, da mi- viaggio. La conversione non è Galilea. Qui la misericordia divi-
scredenti, da gente avvolta dai mai un avvenimento sociale, ma na non viene mai meno, qui in-
meandri delle tenebre e quindi personale. Per trasformare la contro gli esuli figli di Eva, la
bisognosa di una piccola luce, di Galilea devo cambiare il mio mia famiglia, intravedo la porta
una lieta notizia. Gesù parte cuore. Devo percorrere la “via di casa mia.
proprio dalla Galilea, dalle tante del mare”, devo lasciarmi avvol- don Luciano
Galilee, dalla piccola Galilea che gere dal soffio del vento che sol-

Contemplo: Il nostro futuro


Preghiamo la
Parola

L’unico motivo è questo: siamo In realtà noi istintivamente pen-


Signore, grazie che qui perché scelti da Dio, siamo sempre a ciò che dobbia-
mostri fiducia nei
miei confronti, perché nell’essere, nella vita- perché la mo fare noi, a ciò in cui abbia-
semini la tua Parola prima scelta è quella che ci fa mo mancato, dimenticando che
nel terreno della mia esistere, che ci fa viventi- siamo la radice di tutto è l’amore di
vita. Mi dimostri così
che mi ritieni capace qui perché lui ci ama. Gesù per noi, non la qualità
di diffondere anch’io, Noi siamo quindi coloro che dell’amore con cui ricambiamo.
nel mio piccolo, la tua Gesù ama. E’ la nostra defini- Questo ci dà una scioltezza,
luce, e diventare a mia
volta luce, per rischia- zione fondamentale, che ci fa un’intuizione di fede straordina-
rare le tenebre del essere e dà sostegno a tutta la ria, ci permette di mettere il no-
mondo che mi cir-
nostra esistenza. E’ la verità stro futuro nelle mani di Gesù.
conda, rendendolo
più ricco di amore e sommamente necessaria di cui (C. M. Martini, Le tenebre e la luce, pp.47-
di verità. Amen ! 49)
dobbiamo nutrirci abbondante-
mente.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 926 pagina 4


Santi del giorno: San Vitaliano, Papa; san Gildui-
no, diacono (XI sec.).

“Sii gentile, perchè ogni persona che incontri sta


già combattendo una dura battaglia.” (Platone)
Lunedì
Gennaio
27
3^ settimana Tempo Ordinario

TO

Il Santo del Giorno: sant'Angela Merici


Parola di Dio Nel mondo, ma non “del” mondo: la chiamata di tutti
in briciole i cristiani a costruire il Regno di Dio in mezzo agli
uomini, senza però sottomettersi alla “logica monda-
na” fu il motore del carisma e della spiritualità di
sant'Angela Merici, fondatrice della Compagnia delle
Lasciarsi ispirare da Dio
Pagina curata da Don Luciano V. M. Dimesse di Sant'Orsola. Per l'epoca la sua idea rap-
“Davide andava sempre più crescendo in presentò una via profetica, che offriva un ruolo fino
potenza e il Signore, Dio degli eserciti, era ad allora inedito per le donne, le Orsoline, infatti, vi-
con lui.” (2 Sam 5,1-7.10) vevano da consacrate nel mondo. Angela era nata a
Davide rafforza sempre più il Desenzano nel 1474 ma rimase orfana da piccola. La
suo potere e nessuno può morte improvvisa anche della sorella la segnò profon-
contrastarlo. Il testo ne dà la damente: divenne terziaria francescana e intraprese
una vita di preghiera. Nel 1516 si spostò a Brescia;
spiegazione profonda: Dio è
compì diversi pellegrinaggi e a 50 anni andò in Terra
con lui. Quando permettiamo
Santa. Il viaggio contribuì alla fondazione, nel 1535,
a Dio di abitare nelle nostre
della Compagnia. Morì a Brescia nel 1540 ed è santa
vicende quotidiane ed esse dal 1807.
sono ispirate dalla buona co-
scienza e dalla volontà di fa-
re bene, sicuramente il Signo-
re è con noi e nessuno può Vangelo Mc 3,22-30: “ Anche Satana, se si ribella contro se stesso
ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito.”
fermare le nostre imprese;
anche se ci sono delle diffi- In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dice-
coltà, esse addirittura, servo- vano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per
no a confermare che egli ci mezzo del capo dei demòni». Ma egli li chiamò e con parabole
accompagna e ci fanno capire diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è
che siamo sulla giusta strada. diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una
Infatti, le opere che vengono casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi.
dal male e che portano al ma- Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può
le riescono sempre molto fa- restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un
cilmente, ma lasciano dentro uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto
uno stato di inquietudine e di allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà
amarezza. Le opere che, inve- perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestem-
ce, sono ispirate da Dio sono mie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito San-
spesso difficili e faticose, ma to non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».
lasciano nel cuore una grande Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
pace.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 926 pagina 5


Non dobbiamo stupirci meditazione di don Luciano Vitton Mea

Una specie di grande sim- saggio. “C’è qualcosa, nel sta colpevole chiusura sbarra
posio, un vero e proprio fondo del cuore dell’uomo, la strada del profondo, impe-
consulto. Vengono da Geru- che resiste a Dio e si oppone dendo alla luce del Salvatore
salemme, sono degli esperti, disperatamente al suo irrom- di penetrarvi con la sua forza
conoscono nei dettagli la leg- pere nella nostra vi- risanatrice. Perciò un simile
ge e le Sacre Scritture. Il ver- ta” (Francesco Lambiasi). Di peccato, finché è in atto, non
detto, meglio la diagnosi, questo tremendo mistero ci è suscettibile di perdo-
non lascia appello: «Costui è parla proprio il brano evan- no” (Francesco Lambiasi).
posseduto da Beelzebùl e scaccia i gelico di Marco. Infondo è il Non temo i miei peccati, le
demòni per mezzo del principe dei mistero stesso del male. Stra- mie fragilità, quella voragine
demòni». Un modo come un no gioco. Mentre i dottori che mi separa da quello che
altro per screditare Gesù, per della legge emettono il loro “dovrei essere”. Temo il Pec-
renderlo innocuo, ridicolo verdetto, non si accorgono di cato che giustifica il mio
agli occhi della gente. Se, per essere loro stessi strumenti peccato, che mi fa accarezza-
i parenti, Gesù è un pazzo, del Maligno, avvolti nelle re con compiacimento i miei
per i dotti venuti da Gerusa- tenebre, incapaci di ricono- limiti trasformandoli in un
lemme è un indemoniato, un scere il bene. E’ il peccato surrogato del bene, del vero
uomo posseduto da Satana. più grave, una chiusura che bene. Temo il diavolo che
Non dobbiamo stupirci. An- sbarra le porte alla salvezza, non vuole la mia felicità, che
che noi spesso cerchiamo di la “bestemmia” contro lo falsifica la realtà, che tenta di
narcotizzare il Signore, lo Spirito Santo che non può allontanarmi dalla misericor-
emarginiamo, lo releghiamo essere perdonata. “Neppure dia e dal perdono di Dio.
in un angolo, lontano dal Dio può costringere l'uomo Ecco perché amo quella pic-
centro dei nostri interessi. a cambiare il proprio atteg- cola luce, la luce del confes-
Gli chiudiamo la bocca, lo giamento di rifiuto, se questo sionale dove tutto viene per-
liquidiamo con dei sottili ra- giunge fino al punto di capo- donato e dove il diavolo vie-
gionamenti, ridimensioniamo volgere la realtà e di imputa- ne sconfitto e cacciato lonta-
con estrema facilità la straor- re al Santo, al Signore, una no da me.
dinaria novità del suo mes- complicità col maligno. Que-

Contemplo:
Preghiamo la Amore che previene e perdona
Parola

Signore Gesù, guarda Sono davvero in pace con il mai, non verrà mai meno alla
la mia povertà, la leb- pensiero che Gesù mi ama e sua fedeltà, nonostante le nostre
bra del mio peccato,
vienimi incontro e sal- quindi mi perdona, o sono sem- infedeltà.
vami. Aiutami ad ac- pre un po’ ansioso per quello Spesso non riusciamo a perdo-
cettare con fiducia la
mia condizione di pec- che in me non funziona, per ciò narci i nostri difetti, le nostre
catore e a presentarla
con umiltà a te, con la che non riesco a fare, per cui remore, le nostre manchevolez-
fiduciosa speranza che non riesco a essere all’altezza ze, e però Gesù le ha già perdo-
solo da te potrò rice-
vere una parola di sal- dell’amore di Gesù? nate e non è in collera con noi;
vezza che mi cambia
continuamente la vita E’ giusto che questo interrogati- ci comprende, ci rilancia, ci ab-
e mi rende ogni gior- vo ci preoccupi; ma sempre sul- braccia.
no di più testimone
gioioso della tua opera lo sfondo della certezza che Ge- (C. M. Martini, Le tenebre e la luce, p. 50)
di salvezza. Amen!
sù ci ama e non ci abbandonerà

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 926 pagina 6


Santi del giorno: San Giacomo, eremita; beato
Bartolomeo Aiutamicristo da Pisa, religioso.

“Morire non è nulla, non vivere è spaventoso”.


(Victor Hugo)
Martedì
Gennaio
28
3^ settimana Tempo Ordinario

TO

Il Santo del giorno San Tommaso d’Aquino


Parola di Dio Un’intera esistenza vissuta come un unico canto dedi-
in briciole cato al Corpo e al Sangue di Cristo, un inno perpetuo
custodito tra le strofe del “Pange lingua”, canto liturgi-
co composto per l’istituzione della festa del Corpus
Domini. San Tommaso d’Aquino è questo, ma non
Diffondere la bellezza e la solo: la sua monumentale opera lo pone tra i più gran-
gioia del mistero di Dio di teologi di ogni tempo e la sua eredità ha fornito un
Pagina curata da Don Luciano V. M. saldo fondamento alla teologia moderna. Nato nel
“...Davide benedisse il popolo nel nome del 1224 a Roccasecca (Frosinone) e divenuto domenica-
Signore…. ”
no a Montecassino, il suo cammino formativo lo portò
(2Sam 6,12b-
15.17-19) a far dialogare l’antica filosofia con la sensibilità euro-
Siamo di fronte alla descrizio- pea del suo tempo: studiò a Napoli, Colonia, Parigi
ne di una vera e propria azione dove cominciò anche l’impegno dell’insegnamento. È
liturgica, dove sorprendono conosciuto per la “Summa theologiae”, ma in realtà
alcune parole tanto simili a ciò ebbe alcune intense esperienze mistiche. Morì a Fossa-
che viviamo nella stessa litur- nova nel 1274.
gia dell’Eucaristia: offrire sacri-
fici, comunione, benedire, di-
stribuire...La liturgia descritta
ha una cornice ben precisa Vangelo Mc 3,31-35:
che è quella della gioia; la gioia “ Perché chi fa la vo-
che riconosce come nulla non lontà di Dio, costui
ci sia di più grande che essere per me è fratello, so-
convocati dal Signore, nutriti rella e madre”.
dalle sue parole e dai sacrifici
distribuiti, che nella Messa so- In quel tempo, giun-
no il corpo stesso del Salvato- sero la madre di Ge-
re. E in questa liturgia vi è an- sù e i suoi fratelli e,
che la presenza della bellezza
stando fuori, manda-
che traspare nella danza com-
piuta da Davide, nelle vesti che rono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli
indossa, nel suono degli stru- dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle
menti che accompagnano stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è
l’ingresso dell’arca. Abbiamo mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguar-
anche noi bisogno di gioia e di do su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco
bellezza nelle nostre liturgie mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di
per divenire inviati credibili
che diffondono la bellezza e la Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».
gioia del mistero di Dio.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 926 pagina 7


“Non ospiti ma familiari di Gesù” pagina curata don Luciano Vitton Mea

Il Vangelo mostra Gesù Per comprendere il senso all’ambiente umano di pro-


intento ad annunciare la inteso da Gesù, quando venienza, ma di anteporre
Parola a una folla numero- antepone alla madre coloro l’obbedienza al piano di
sa che lo circonda. Gli rife- che ascoltano la Parola di Dio che si è rivelato, e alla
riscono che fuori c’è sua Dio e la conservano, biso- Parola di salvezza che ci è
madre e i fratelli. Con mol- gna ricordare che Maria è stata donata.
to garbo e finezza spiritua- perfetta nell’ascoltare e I valori naturali della fami-
le dice che in quel momen- nell’osservare la Parola di glia vengono recuperati e
to “sua madre e i suoi fra- Dio: perciò non solo non è sublimati nella comunità
telli”, che egli sta servendo esclusa dalla beatitudine, cristiana con la
e amando, sono coloro che ma è a partire da lei che la “comunione”, l’amicizia, la
sono seduti attorno a lui beatitudine si allarga a tutti fraternità, la condivisione
per ascoltarlo. Poi afferma i credenti in Gesù. dei beni, l’avere un cuor
che può dirsi parente di Il nuovo popolo di Dio solo e un’anima sola. La
Gesù chi fa la volontà di non fa riferimento alla co- Chiesa, fedele alla sua vo-
Dio. Si stabilisce così una mune origine di Abramo, cazione, è in Cristo sacra-
gerarchia, che pone al pri- ma alla comune fede nella mento di salvezza, posta
mo posto la parentela spiri- Parola fatta carne, Cristo nel mondo per condurre gli
tuale, creata dai vincoli del- Gesù. uomini alla pienezza
lafede e dell’accoglienza Per lui, come per i cristiani, dell’amore.
della parola che salva; poi non si tratta di rinnegare i
viene la parentela biologica, valori delle proprie radici
che crea i vincoli di sangue. sociali e culturali, legate

Preghiamo la Contemplo:
Parola
Cosa devo chiedere al Signore?

Signore, aiutaci a vede- Non conta tanto l’assenza di della non solo con la mano de-
re la madre, il fratello,
passioni, di illusioni, ma il saper- stra con cui ci accarezza, ma
la sorella, nelle persone
che incontriamo. Facci si lasciar maturare a poco a po- anche con la sinistra, con cui
semplici, alleggerisci il co dalle circostanze, lasciarsi le- talora ci dà qualche schiaffo,
nostro animo dall'egoi-
smo, dall'orgoglio, dal- vigare con la carta a vetro dagli qualche forte segno che occorre
la presunzione. Donaci eventi, per divenire sempre più cambiare direzione.
uno sguardo limpido
che sappia andare oltre equilibrati e affidabili. Cosa chiedo allora al Signore,
le apparenze. Facci Così come Pietro: non si lecca ringraziandolo per quanto in me
diventare madre, fra-
tello, sorella per chi è le ferite del tradimento ma, una è suo dono e implorandolo di
solo. Rendici umili, volta sbagliato, si riprende con supplire con la sua grazia a
perché anche noi pos-
siamo accettare l'aiuto coraggio, guardando il Maestro. quanto mi manca?
dell'“altro”. Veglia su Dobbiamo avere la certezza che (C. M. Martini, Le tenebre e la luce, pp. 66-
di noi, Signore ed inse- 68)
gnaci l'Amore.
Dio ci forma attraverso tutte le
situazioni. Egli ci ama e ci mo-

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 926 pagina 8


Santi del giorno: San Valerio di Treviri, vescovo;
beata Boleslava Maria Lament, religiosa.

“ Essere semplici è la cosa migliore al mondo”.


(G. K. Chesterton)
Mercoledì
Gennaio
29
3^ settimana Tempo Ordinario

TO

Il Santo del Giorno: san Costanzo di Perugia


Parola di Dio Dal primo vescovo di Perugia ci arriva oggi un messag-
gio forte: i cristiani sono coraggiosi, non si lasciano ab-
in briciole battere dalle avversità della vita, non desistono davanti a
coloro che rifiutano il Vangelo. A san Costanzo di Peru-
gia, infatti, la tradizione attribuisce una storia segnata
dalla persecuzione ma guidata da una grande determina-
“Dov’è Dio?”… “Dio abita zione. Diversi i racconti attorno il suo martirio, che pe-
nel mio cuore”. rò aiutano a collocare la vicenda negli anni dell'impera-
Pagina curata da Don Luciano V. M. tore Antonino Pio o del successore, all'incirca alla metà
“...egli edificherà una casa al mio nome e del secondo secolo. Secondo la tradizione Costanzo fu
io renderò stabile il trono del suo regno arrestato e portato davanti al console Lucio, venne
…..” (2Sam 7,4-17)
quindi flagellato e poi gettato nell'acqua bollente, da cui
Tutto questo brano si fonda su uscì però indenne. Riportato in carcere, convertì le
un contrasto profetico: non guardie che lo aiutarono a fuggire. Catturato una secon-
da volta, fu rinchiuso ad Assisi e a Spello e poi ucciso a
sarà Davide a costruire una
Foligno.
casa a Dio, ma Dio costruirà
una casa qualificata come una
dinastia che renderà il suo Re- Vangelo Mc 4,1-20
gno per sempre. Il Nuovo Te- In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì
stamento chiarisce che Gesù è attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a
“quel” tempio, edificato di pie- sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava
loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate.
tre viventi, presenza viva di Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo
Dio per sempre. Ognuno di la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'altra parte cadde sul terreno
noi è pietra viva di questa casa sassoso, dove non c'era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non
era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici,
e membro del tempio stesso seccò. Un'altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non
che è Gesù. Ed è per questo diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spunta-
che come pietre vive dovrem- rono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi
ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Quando poi furono da soli, quelli che era-
mo fuggire la sete no intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli
dell’esteriorità e delle apparen- diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che
sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non
ze inserendoci invece con lu- vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e ven-
minosa umiltà nel disegno sal- ga loro perdonato». E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potre-
vifico di Dio, che in Gesù ci te comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lun-
go la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l'a-
ha fatto davvero suoi figli ed è scoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli
divenuto per noi Padre. Possa seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola,
ogni volta che l’uomo abbattu- subito l'accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostan-
ti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa
to e deluso grida la doman- della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi
da:”Dov’è Dio? Dove abita sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupa-
Dio?, risuonare sempre la ri- zioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffo-
cano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati
sposta certa:“ Dio abita nel sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l'accolgono e portano
mio cuore, tempio dello Spiri- frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».
to Santo”.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 926 pagina 9


Un Dio contadino Meditazione di don Luciano Vitton Mea

La parabola del buon se- E’ qui che, nonostante tut- so duro dall’ arido vento
minatore fa parte delle to, incontro la misteriosa della mia cattiveria. Osser-
semplici e quotidiane realtà presenza di un Dio che va Clemente Alessandrino:
del vivere di ogni persona. non si arrende, che conti- “c’è un solo coltivatore
Fa parte di quel terreno nua tenacemente a semina- della terra che è negli uo-
esistenziale che trovo nel re. E’ un Dio contadino mini, colui che semina dal
sacrario del cuore, nel re- quello che calpesta la pol- principio, dalla fondazione
condito, dove solo Dio verosa strada del mio cuo- del mondo, i semi che pos-
con passo felpato semina re; ha deposto le vesti della sono crescere, colui che ha
la Parola che deve portare gloria e ha indossato gli fatto piovere al tempo op-
frutti di vita eterna. Quan- abiti umili dell’agricoltore. portuno la parola del Si-
do mi incammino sul viot- Ripulisce, strappa, brucia, gnore; i tempi e i luoghi in
tolo della mia interiorità si fa strada tra il loglio del cui è ricevuto fanno la dif-
provo un senso di paura, mio egoismo. Continua a ferenza”. Nel mio povero
di smarrimento, quasi di seminare, nonostante tut- cuore i tempi e i luoghi
nausea. Quante spine, to, continua a seminare. non riesco a conoscerli per
quante pietre, quale deser- Dio spreca se stesso per questo li affido alla miseri-
to … Eppure questo è il questo lembo di misera cordia del Dio contadino.
mio pezzo di terra, il mio terra, questo pezzo di cam- don Luciano
campo, la mia proprietà. po ricoperto di sabbia, re-

Preghiamo la Contemplo:
Parola L’errore della stoltezza

Il grande affare degli Come non conoscere nella stol- se che non ci riguardano.
esseri umani è sforzar-
si di partecipare al re- tezza un peccato oggi molto co- Quante volte capita anche a noi
gno di Dio. mune? Vivere magari in maniera di essere un po’ credenti-
Abbiamo la vita intera
per cogliere l'opportu- osservante, compiere le pratiche increduli, credenti per una pro-
nità di partecipare, di
entrarvi.
religiose, ma come se Dio non fessione formale, ma increduli
Però Dio è in diritto di ci fosse, senza la fede profonda in quanto non aderiamo vera-
precluderci per sempre
l'ingresso. e la partecipazione interiore ne- mente al Dio vivo che ci viene
Per essere più chiari: cessarie. incontro con le sue esigenze?
siamo noi stessi a chiu-
derci le porte! Nell’errore della stoltezza tutti Quante volte siamo anche noi
Nel Regno possiamo possiamo cadere quando se ne un po’ ipocriti?
entrare tutti, in Gesù
Cristo, grazie al pove- presenti l’occasione. (C. M. Martini, Le tenebre e la luce, p. 81)
ro, al piccolo, all'esclu-
so, al più vulnerabile. Non dobbiamo pensare dunque
(Padre Alejandro Solalinde) troppo facilmente che sono co-

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 926 pagina 10


Santi del giorno: Sant'Armentario di Pavia,
vescovo; beato Sebastiano Valfrè, sacerdote.

“Il coraggio non è la forza di andare avanti, è


andare avanti quando non hai più le forze”.
Giovedì
Gennaio
30
(Napoleone Bonaparte) 3^ settimana Tempo Ordinario

TO

Il santo del giorno: santa Martina


Parola di Dio
Perché il mondo “teme” il Vangelo? La risposta sta nel
in briciole sangue versato dei martiri: la loro testimonianza di fede è
un “rischio”, un pericolo per l'ordine costituito in cui do-
mina la logica del più forte. Oggi il Martirologio ci pre-
senta la figura di santa Martina, di cui non abbiamo noti-
La benevolenza del Si- zie biografiche certe, anche se l'antichità del culto ne atte-
gnore è eterna sta la storicità. Secondo la tradizione, Martina era una
Pagina curata da Don Luciano V. M. diaconessa vissuta nel III secolo, figlia di nobili. Arrestata
per la sua fede e condotta davanti al tribunale dell'impe-
“Ora, Signore Dio, la parola che hai pro- ratore Alessandro Severo, si rifiutò di compiere un sacri-
nunciato sul tuo servo e sulla sua casa
confermala per sempre …” ficio al dio Apollo. Non solo, davanti a lei le statue degli
dei romani andarono in pezzi. Il suo coraggio le costò la
(2 Sam 7,18-19.24-29) vita: portata al X miglio della via Ostiense venne decapi-
Davide, dopo tanti anni al ser- tata. La prima notizia storica del suo culto risale al VII
secolo quando papa Onorio I le dedicò una chiesa.
vizio di Dio, ormai sa che le
sue promesse si realizzeranno
a tempo debito, secondo mo-
dalità che solo l’Altissimo co-
nosce. Intanto, quello che può
fare è quello di ringraziare Dio Vangelo Mc 4,21-25: “Se
uno ha orecchi per ascoltare,
per la benevolenza che egli ascolti!”.
continua a dimostrare verso il
suo casato. Inoltre, Davide In quel tempo, Gesù dice-
osa chiedere al suo Signore il va,alla folla,: «Viene forse la
dono di una benedizione per lampada per essere messa
sé e per la sua famiglia. Il re, sotto il moggio o sotto il let-
infatti, sa che se Dio benedice, to? O non invece per essere
la prosperità e la pace scende- messa sul candelabro? Non
ranno sulla sua famiglia, per- vi è infatti nulla di segreto
ché la benevolenza del Signo- che non debba essere mani-
re è eterna e non si dimentica
festato e nulla di nascosto che non debba essere messo in
di coloro che sono fedeli.
luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Diceva lo-
Quante volte, in una giornata,
ringraziamo Dio? E quante ro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura
volte ci ricordiamo di chieder- con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato
gli la sua benedizione, ogni di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà
volta che intraprendiamo un tolto anche quello che ha».
lavoro o un’attività?

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 926 pagina 11


La lampada che fa luce alla nostra vita pagina curata da don Luciano

Oggi Gesù ci dice che è chiamo in base a quello no di più ogni relazione,
Lui la lampada che fa che vediam o noi, ogni situazione ed ogni
luce alla nostra vita, alla all’apparenza. Certo, la passaggio della nostra
nostra strada. Ma con luce di Gesù è luce diret- vita. In questo modo cia-
queste parole vuol dirci ta, la nostra, invece, è scuno di noi, con le sue
anche che, se uno si pro- sempre luce riflessa, ma scelte concrete, nello
fessa suo discepolo, deve di sicuro è sempre la scorrere della quotidiani-
essere a sua volta luce stessa luce, la luce di Ge- tà, deve diventare a sua
sui sentieri della vita in sù, l’unica vera luce che volta lampada che illumi-
ogni situazione, in ogni illumina il mondo e la na il cammino e che fa
circostanza, con chiun- vita degli uomini. Pro- luce alla strada che
que si trovi. Fuor di me- prio in virtù della risur- l’umanità percorre.
tafora, dobbiamo lasciare rezione del Signore Ge-
l’incombenza del giudi- sù, il Vangelo è per noi il
zio al Signore, anche testo base, che plasma e
perché spesso noi giudi- deve plasmare ogni gior-

Preghiamo la
Parola Contemplo:
Siamo nelle mani di
Il regno di Dio è qui
Dio: una frase fatta, una
realtà grandiosa. Ogni atto ispirato dalla fede fa Dobbiamo quindi grandemente
Una frase fatta quando
non ci credo. parte della dinamica dell’uscire rallegrarci, perché il regno di
Una realtà grande: se da sé: ogni gentilezza al di là di Dio è qui, non dobbiamo aspet-
siamo nelle mani di Dio
siamo in buone mani. quello che è puramente richiesto tare chissà quali occasioni: è nel
Sono mani esperte che
dalle norme rigide di cortesia; compiere il proprio dovere con
mi conoscono.
Sono mani capaci, che ogni gesto di carità, di bontà; dedizione, nel perdonare agli
sanno funzionare.
Sono mani buone, che ogni attenzione verso l’altro, o- altri le mancanze quotidiane, nel
lavorano solo per il be- gni prevenzione gratuita di un porsi come piccoli di fronte al
ne.
Come una madre alza desiderio altrui; ogni accettazio- regno di Dio.
fino a sé il bambino, (C. M. Martini, Le tenebre e la luce, p. 159)
così Dio.
ne di situazioni un po’ pesanti,
Essere nelle mani di ogni momento di perdono an-
Dio è farsi alzare fino a
lui. che in piccole cose di famiglia,
(Don Adriano Valleggi) sanno già di questo eccesso, so-
no questa vita cristiana.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 926 pagina 12


Santi del Giorno: San Metrano, martire (III sec.);
san Giulio d'Orta, sacerdote.

“Cadere non è un fallimento. Il fallimento è


rimanere là dove si è caduti”. (Socrate)
Venerdì
Gennaio
31
3^ settimana Tempo Ordinario

TO

Il Santo del Giorno: san Giovanni Bosco


Parola di Dio Formare «onesti cittadini e buoni cristiani»: quanto bisogno oggi
in briciole c'è ancora della visione carismatica e profetica di don Giovanni
Bosco, padre e guida per i giovani. Un prete che, come ha ricorda-
to a Panama papa Francesco «non se ne andò a cercare i giovani
Non vi è immunità di fron- in qualche posto lontano o speciale, ma imparò a vedere tutto
te a certe situazioni quello che accadeva nella città con gli occhi di Dio». Per questo
Pagina curata da don Luciano egli seppe fare il primo passo, «abbracciare la vita come si presen-
ta», e poi il secondo: «creare con loro una comunità». Questo stile
“Ponete Urìa sul fronte della battaglia più
dura; poi ritiratevi da lui perché resti colpi- lo ha reso modello per gli educatori e santo amato in tutto il mon-
to e muoia.” (2Sam 11,1- do. Era nato nel 1815 a Castelnuovo d'Asti, oggi Castelnuovo Don
4a.5-10a.13-17)
Bosco. Prete nel 1841, fondò la Società Salesiana nel 1854, mentre
Certamente Davide non mo- nal 1872 con santa Maria Domenica Mazzarello (1837-1881), fon-
stra un comportamento adatto dò l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Morì nel 1888.
a una persona del suo rango.
Svogliato, passionale e per
giunta assassino di un inno-
cente. Ma ciò che lascia per-
plessi è soprattutto il fatto
che, nonostante la sua amicizia Vangelo Mc 4,26-34: “Così è il regno di Dio: come un uo-
mo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di
con Dio, si lascia tentare e ca- giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo
de miseramente. Questo ci fa sa.”
riflettere: non vi è cammino di In quel tempo, Gesù diceva, alla folla, : «Così è il regno di
preghiera e di impegno cristia- Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o
no che possa assicurarci vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come,
l’immunità di fronte a certe egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente pri-
tentazioni. Dobbiamo ricorda- ma lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e
re che, se non commettiamo quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché
certi peccati, non è perché sia- è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo para-
mo già santi, ma forse soltanto gonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo de-
perché non ne abbiamo avuto scriverlo? È come un granello di senape che, quando viene
ancora l’occasione. Questa seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono
considerazione ci fa guardare sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più
con meno durezza e più com- grande di tutte le piante dell'orto e fa rami così grandi che gli
prensione a coloro che sono uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con
caduti in certi peccati. Non molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola,
siamo migliori di loro, e questo come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro
dobbiamo averlo sempre pre- ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
sente.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 926 pagina 13


Il modello della grandezza cristiana meditazione di don Luciano

Solo un granello di senape un gesto d’amore, di uno re, diventavano grandi”. (L.
diventa il più grande di tut- sguardo che infonde corag- Pozzoli). Quella del gra-
ti gli ortaggi. Solo ciò che è gio, di una parola che salva, nello di senape è l’unica
piccolo è destinato a diven- di una coperta che la prov- legge scritta nel cuore di
tare grande. Gesù celebra videnza stende sulle nostre Dio, nei cieli stellati, negli
la piccolezza umana, con- miserie. “Gesù era innamo- abissi marini. E’ la legge
fonde i grandi con il disar- rato di tutto ciò che è pic- della vita, la sinfonia che
mante sorriso dei bimbi, colo, fragile, inconsistente, muove l’universo, il miste-
con la debolezza dei miseri, non appariscente. Tante ro che fa diventare un pic-
col nulla dei poveri. Il gra- volte la sua attenzione si è colo seme un albero così
nello di senape, il più pic- fermata con particolare grande che gli uccelli del
colo di tutti i semi, è il mo- simpatia sulle piccole cose, cielo possono ripararsi alla
dello della grandezza cri- come se volesse riscattarle sua ombra. Solo l’uomo
stiana. Mi piace sentirmi dalla loro condizione di umile dilata il suo cuore e
piccolo, essere accolto tra oscurità. E quando lo lo fa diventare un nido per
le braccia di Colui che tutto sguardo era rivolto alle per- Dio e per i fratelli. Il Si-
può, mettere la mia mano sone, aveva una predilezio- gnore ama tutto ciò che è
nella mano di un Padre che ne per i piccoli e per gli piccolo!
non mi lascerà mai solo. La umili: ai suoi occhi i grandi don Luciano
vera sapienza è proprio diventavano piccoli e i pic-
questa: sentirsi bisognosi di coli, i bambini in particola-

Contemplo:
Preghiamo la
Parola L’impazienza e la fuga

O Signore, c'è una La consolazione del nostro cuo- Ogni giorno sperimentiamo co-
guerra e io non possie- re consiste in una grazia che toc-
do parole.
me l’impazienza e la fretta, carat-
Tutto quello che posso ca la sensibilità e gli affetti più terizzate dalla cultura tecnologi-
fare è usare le parole
di Francesco d'Assisi.
profondi, inclinandoli ad aderire ca, ci fanno sentire pesante ogni
E mentre prego questa alle promesse di Dio vincendo la ritardo nella manifestazione del
antica preghiera io so
che, ancora una volta,
fretta, l’impazienza e la delusio- disegno divino.
tu trasformerai la guer- ne; è una grazia assai necessaria E la nostra poca fede nel leggere
ra in pace e l'odio in
amore. Dacci la pace,
a noi. i segni della presenza nascosta di
o Signore, e fa’ che le Quando il Signore sembra in ri- Dio si traduce nell’impazienza e
armi siano inutili in
questo mondo meravi- tardo nell’adempimento delle nella fuga, tipica dei discepoli di
glioso. sue promesse, questa grazia ci Emmaus.
(Santa Teresa di Calcut-
ta) consente di resistere nella spe- (C. M. Martini, Le tenebre e la luce, pp. 59-
60)
ranza e di non venir meno
nell’attesa.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 926 pagina 14


I santi del giorno: San Trifone, martire (III
sec.); beata Anna Michelotti, religiosa.

“Felice di essere. Di essere cosa? Semplicemente


di essere”. (Julien Green)
Sabato
Febbraio
1
3^ settimana Tempo Ordinario

TO

Santo del giorno: Santa Brigida d’Irlanda


Parola di Dio
Santa Brigida d'Irlanda (da non confondere con l'o-
in briciole
monima svedese vissuta nove secoli dopo) è il volto
femminile dell'evangelizzazione delle popolazioni
pagane dell'isola irlandese iniziata da san Patrizio. La
sua testimonianza è uno stimolo a non dimenticare
Vangelo Mc 4,35-41:
il valore che le donne da sempre hanno nella vita
In quel medesimo giorno, ve- pastorale della Chiesa. Nata attorno alla metà del V
nuta la sera, Gesù disse ai suoi secolo, di Brigida si sa che fu la fondatrice di uno
discepoli: «Passiamo all’altra dei primi monasteri irlandesi e che ebbe un ruolo
riva». E, congedata la folla, lo fondamentale nell'annuncio del Vangelo ai pagani
presero con sé, così com’era, irlandesi. Occupò un posto autorevole nella nascen-
nella barca. C’erano anche al-
te Chiesa irlandese del suo tempo, guidando sia il
monastero maschile che quello femminile di Kilda-
t r e ba rc h e c o n lu i .
re, a una sessantina di chilometri a sud ovest da Du-
Ci fu una grande tempesta di
blino. La sua morte avvenne intorno all'anno 524.
vento e le onde si rovesciava-
no nella barca, tanto che ormai
era piena. Egli se ne stava a
poppa, sul cuscino, e dormiva.
Allora lo svegliarono e gli dis- Medita
sero: «Maestro, non t’importa
che siamo perduti?». Si destò, Bisogna prendere Gesù così come è, e non per quello che
minacciò il vento e disse al può avere o può dare. Bisogna prenderlo nella barca e
mare: «Taci, càlmati!». Il vento non altrove; non ci sono altri luoghi capaci di dare Gesù.
cessò e ci fu grande bonaccia.
La barca (Chiesa) capace di dare Gesù sono complemen-
Poi disse loro: «Perché avete
tari e lo stesso nostro stare sulla barca purtroppo non ci
paura? Non avete ancora fe-
eviterà di affrontare in prima persona il mare tumultuoso
de?». E furono presi da grande
dei problemi.
timore e si dicevano l’un
l’altro: «Chi è dunque costui, Le angosce e gli affanni della vita non devono vedere Ge-
che anche il vento e il mare gli sù protagonista, ma noi e lui insieme senza mai dubitare
obbediscono?». del suo intervento e della sua autorevole presenza.
Anche quando, al nostro sguardo limitato, sembra silen-
zioso, dormiente o peggio ancora, indifferente.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 926 pagina 15


Non di solo Pane SOS
Non di Solo Pane
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Si comunica ai lettori di Non di Solo Pane che chi ha intenzione di fare
un’offerta a titolo di contributo spese stampa non deve più usare il prece-
dente bollettino postale, bensì recarsi presso gli Uffici Postali con la propria
carta d’identità e il codice fiscale (tessera sanitaria)ed eseguire il versamen-
to su POSTEPAY N. 5333171080666908 con la causale “contributo spese
stampa Non di Solo Pane”. (il costo di tale operazione è pari a 1 euro).

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versamento su POSTEPAY
N.5333171080666908
con la causale “contributo spese
stampa Non di Solo Pane”.
26 gennaio 2020 - 3^ domenica Tempo Ordinario -

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Settimanale di preghiera per la famiglia

Coordinatrice Anno XXII - n. 926


Fiorella Elmetti Domenica 26 gennaio 2020
Anno A - Anno XXII - N° 926

Redazione Chiuso il 18/01/2020


don Luciano Vitton Mea, Numero copie 1350
don Carlo Moro, don Fabio Marini,
Stampato in proprio
don Diego Facchetti, Fiorella Elmetti,
Tiziana Guerini, Cristina Sabatti e Marina Tanfoglio

Grafica e stampa
don Luciano Vitton Mea

Ideato da
don Luciano Vitton Mea