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METODOLOGIE

PSICOEDUCAZIONE
Metodologia introdotta negli anni ‘80 nel campo delle scienze della salute al fine di incrementare la
consapevolezza della persona portatrice di un disturbo psichico, integrando la famiglia che però
viene vista come risorsa fondamentale, necessaria per poter fronteggiare la patologia. Inoltre tale
approccio sposta il focus sui punti di forza dei destinatari dell’intervento al fine di svilupparli in
modo da RIDURRE IL CARICO DI STRESS FAMILIARE sfavorendo le ricadute e,
contemporaneamente, PROMUOVE E MIGLIORA COMPORTAMENTI EFFICACI E il
FUNZIONAMENTO INTERPERSONALE E SOCIALE, attuando degli LIFE SKILLS
TRAINING.
I focus principali sono suddivisi in: una prima parte dedicata ad attività di informazione sulle
problematiche del paziente e indicate dalla committenza, una più pratica in cui si attueranno dei veri
e propri training volti allo sviluppo delle abilità.

1. INFORMAZIONE (lezioni frontali, seminari, opuscoli, video, convegni e seminari,


testimonianza)
2. STIMOLAZIONE COMPORTAMENTI E ATTEGGIAMENTI EFFICIENTI (gruppi
discussione, discussione dopo video)
3. SVILUPPO DELLE LIFE SKILLS (TRAINING LIFE SKILLS):
* Autoconsapevolezza
* Comunicazione efficace
* Gestione delle emozioni
* Capacità di relazioni interpersonali
* Gestione dello stress
* Problem solving
* Empatia
* Processi decisionali
* Assertività
* Pensiero critico

EDUCAZIONE SOCIO-AFFETTIVA
E’ un modello che si basa sulle teorie di MASLOW-ROGERS Bisogna appagare bisogni di base per
far emergere il bisogno di conoscenza e autoaffermazione. Rogers si impara tutta la vita.
Importante nella Socio-Affettiva e la conoscenza di sé, delle proprie emozioni per riconoscerle
anche nell’altro. Una volta che consapevolezza di me e dell’altro posso gestire in modo proficuo le
relazioni interpersonali. (ATTENZIONE modello Gordon solo per INSEGNANTI E GENITORI)

1. SVILUPPO CAPACITA’ COMUNICATIVE (ascolto attivo, messaggio io/tu)


2. CONOSCENZA DI Sé E DELLE PROPRIE EMOZIONI (circle time)
3. SVILUPPARE ABILITA’ DI RELAZIONE SOCIALE E INTERPESONALE (circle
time, gruppi riflessione)

PSICOLOGIA DELLA COMUNITA’


La base della psicologia della comunità è di ESAMINARE le problematiche e le risorse in un
dimensione sia INDIVIDUALE/SOGGETTIVA che OGGETTIVA/SOCIALE.
Questo approccio, attuando delle strategie interdisciplinari e Multidimensionali, ha come scopo la
PROMOZIONE DELL’EMPOWERMENT di PERSONE, GRUPPI, ORGANIZZAZIONI, e
COMUNITÀ LOCALI.

1. MAPPARE LA COMUNITA’ (ANALISI DELLA COMUNITA’ MARTINI E SEQUI, fase


iniziale brainstorming)
2. EMPOWERMENT INDIVIDUALE (vedi psicoeducazione, training)
3. ATTIVAZIONE RETI FORMALI ED INFORMALI DEL SOSTEGNO

RICERCA AZIONE
Tale strategia è stata sviluppata da Lewin ed alla base vi è la “teoria del Campo”, secondo la quale
percepisce l’individuo inserito in un sistema di forze, la cui interazione determina fenomeni sociali
e comportamenti individuali. Per cui la salute e il benessere dell’individuo è direttamente
dipendente dall’integrazione efficace del suo sistema. La particolarità di tale intervento è che
l’individuo non è solo un recettore passivo del progetto, ma sopratutto, un organizzatore attivo dello
stesso.

1. PRESENTANZIONE E COPROGETTAZIONE (presentazione progetto e individuale,


gruppi confronto dei temi, Brain storming riguardante le caratteristiche / dati salienti da esaminare e i
problemi / dubbi / riflessioni connessi)
2. ATTIVITÀ FORMATIVE E/O LABORATORI E/O FORMAZIONE (Messa in atto degli
interventi da parte di tutti gli attori coinvolti, Diario di bordo ( strumento a sfondo soggettivo). Di particolare
importanza per rilevare la collaborazione interattiva attraverso la modificazione delle proprie posizioni, in
quanto di volta in volta si può essere osservatori o osservati, role playing, tavoli di lavoro creativo, educazione
alla multiculturalità, produzione di lavori es. foto, quadri)
3. RIELABORAZIONE DELL’ESPERIENZA E RESTITUZIONE (gruppi ascolto per rielaborazione
dell’esperienza, restituzione da parte dello psicologo)
4. RICERCA (analisi dati ottenuti, SPSS)

PSICOLOGIA DELLA EMERGENZA


PROTOCOLLO DEFUSING (espressione dei sentimenti) -DEBRIEFING (intervento psicologico in fasi)

1. Introduzione, in cui viene illustrato il debriefing con le sue finalità


2. Discussione dei fatti, si ricostruiscono gli avvenimenti traumatici
3. Discussione di pensieri/cognizioni, i partecipanti esternano le proprie riflessioni
4. Discussione delle emozioni, gli individui confidano cosa hanno esperito durante l’evento. Questa spesso è la
fase più delicata in quanto provoca un coinvolgimento notevole
5. Discussione dei sintomi, qualora ce ne siano stati