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“Cristo vive in me” (Gal 2,20)

Vivere da giovani cristiani oggi nel mondo:


fondamenti e strumenti per una vita spirituale

Una regola spirituale


Carissimo,

ti affido questa strada di libertà: sono piccole luci poste lungo il tuo cammino per indicarti la direzione della

vita, una vita che sia nella verità. La verità ti farà libero: essa sola!

Accogli questa "regola spirituale"con fiducia. Libererà in te le energie più belle della gioia, dell'amore, della

bontà, della magnanimità, della forza.

Attenzione però: la "regola"non ci salva. La "regola"ci dà il tracciato della vita lungo cui camminare; ci fa

vedere che è possibile anche andare fuori strada e ce ne dà la coscienza quando effettivamente ci fosse capitato.

Ma a salvarci è soltanto la grazia di Cristo, col dono dello Spirito Santo: Gesù è la forza, la medicina che

guarisce le nostre malattie perchè ritornino le energie infiacchite dal peccato. E così possiamo finalmente amare

veramente. Capaci di guardare in faccia a Dio chiamandolo: Abbà (papà). Insieme al nostro fratello Gesù, in un

incontro con Lui che ci svela, nelle sembianze di Dio, il volto di tutti i fratelli, faremo una scoperta

meravigliosa: è possibile camminare nella verità, nella libertà e nell'amore, verso il Padre che ci ama e ci

chiama tutti, ad uno ad uno, col nome più bello: "Figlio mio sei tu, io oggi ti ho generato". Un "oggi" che non

tramonterà mai.

il tuo Patriarca
“Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi” (Gal 5,1): una regola?
È solo Dio Padre che conduce la tua vita spirituale. Te la dona nel Battesimo e nella Cresima e la nutre
nell’Eucaristia.
La fa crescere in te con il dono dello Spirito Santo, che è la tua vera guida spirituale.
La regola della tua vita è il Signore Gesù, da conoscere, seguire, amare, testimoniare.
Maria è la compagna di strada, nella quale vediamo il modello del vero discepolo, che fa di Gesù ogni giorno la
sua via e la sua vita.
La comunità cristiana, consegnandoti la persona di Gesù, ti dona tuttavia queste indicazioni concrete: uno
strumento perché tu possa essere sempre vigilante e il tuo impegno non si perda, ma abbia un punto chiaro di
riferimento.

Perché serve una regola? Io voglio essere libero nella mia vita.

La vita cristiana è piena disponibilità all'opera di Dio. Egli vuole essere il protagonista in prima persona del tuo
cammino. Non per condurti a una vita disincarnata, né spiritualista, poco concreta; invece perché tutta la tua
vita, nella sua ordinarietà e concretezza, sia realmente la vita di Cristo, a cui il Padre ti ha unito per opera dello
Spirito Santo.
La sua iniziativa è libera e inaspettata... Ma tu hai il dovere di preparare il cuore, di metterti in ascolto, di farti
trovare.
Regola vera di ogni cristiano, donata dal Padre, è la persona di Gesù: su di essa occorre misurarsi in un
confronto costante con il Vangelo. Ma corriamo il rischio a volte di trascurare qualche aspetto importante. Per
questo tu ricevi in dono questa regola, non per ostacolare la tua libertà, ma, come gli argini fanno scorrere
meglio un fiume, così tu possa procedere speditamente nel seguire il Signore.
Ti viene donata dalla comunità, perché il tuo cammino non è solitario, e il Signore ti ha posto in questa
comunità, tua madre e maestra nella vita in Cristo, secondo lo Spirito Santo.

A cosa vuole servire questa regola? Come la posso usare?

Serve a dare indicazioni concrete di cammino, per offrire un orizzonte di impegno.


La nostra Chiesa ha voluto esprimere in essa il proprio modo concreto di vivere la fede oggi; ha voluto qui
provare a far parlare la sua vita, perché possa diventare anche la tua vita.
Confròntati con essa, lasciati provocare, personalmente e in gruppo.
Non trascurare nessun punto, perché è solo nel suo complesso che essa contiene la proposta piena di vita
cristiana.
Date queste indicazioni, poi, questa regola tace, per lasciare spazio alla voce e all’azione dello Spirito nella tua
vita e nella vita della Chiesa, fino a condurci alla piena maturità di Cristo.

Alcune cose, sì, le capisco; ma su altre avrei qualcosa da dire... E poi mi sento molto
inadempiente.

Accettare una regola significa porsi con umiltà di fronte al proprio cammino di vita: e d'altronde, per compiere
bene la scalata non si accettano forse con umiltà le indicazioni della guida alpina, anche quando non si
comprendono?
Ricordati poi che sei per via, e perciò non presumere di essere già giunto. Non temere di proporti orizzonti
esigenti: la strada di Dio va percorsa passo dopo passo, con pazienza, accettando forse anche di non capire
subito tutto; tuttavia senza rinunciare alle grandi prospettive. Accetta la fatica e non temere se ti sentirai ancora
all'inizio: non conta prima di tutto dove sei arrivato; conta che tu sia in cammino! Preparati poi alla tentazione,
perché più ti avvicinerai al Signore e alla sua volontà, più il maligno cercherà di distrarti e allontanarti.

Può un cristiano vivere secondo un'altra regola?

Questa non è una regola religiosa o monastica, che si possa scegliere: in essa invece la nostra Chiesa cerca di
proporti le vie sicure per incontrare il Signore e vivere di Lui. Forse si potrà esprimere in modi e con parole
diversi, perché il Vangelo supera qualunque sua mediazione. Ma certamente non si può essere cristiani senza
questo confronto radicale con il Signore Gesù e le esigenze del Vangelo che questa regola ti propone.
Maria, la madre e prima discepola di Gesù, è con noi e per noi maestra di strada: lei ha preso sul serio il suo
Figlio Gesù e su di lui ha costruito la sua vita nell'obbedienza al Padre.
Non pensare mai, però, che sia una regola, o la sua osservanza, a salvarti. Tu sei il destinatario dell’amore di
Dio, e solo Lui ti salva.
“Fate questo in memoria di me” (1 Cor 11,24): l'Eucaristia della Domenica
Il senso della storia è Dio Padre che ci dona suo Figlio. L'Eucaristia è il luogo e il tempo dove ciò avviene per
te ogni domenica. Vivi la celebrazione con tutte le tue energie, ma non trascurare questo appuntamento, perché
la sua ricchezza non dipende dal tuo impegno o dalla tua voglia: è sempre il suo dono.

Ma non è l'amore verso il prossimo il senso della mia vita?

Celebrare l’Eucaristia non è estraniarsi dalla vita, ma tuffarsi invece nella sua sorgente. In essa scopri con
meraviglia che la tua vita e il tuo amore non risiedono nel tuo cuore, ma sgorgano dal cuore di Dio: nulla hai
che tu non abbia ricevuto, neppure la capacità di amare. Essa ti viene donata dal Signore, che ti ha amato per
primo.
Nell'Eucaristia la comunità dei credenti incontra il Risorto, vivo e realmente presente, celebra l'amore di Dio,
che si è compiuto nella morte e risurrezione di Gesù, e da questo amore si lascia plasmare e condurre in una
storia intessuta di amore, verso la sua pienezza in Paradiso.
L’Eucaristia convoca la Chiesa, la nutre di Cristo e ne costituisce la norma di vita nella logica del dono totale di
sé.

Non capisco come ci si può arricchire partecipando alla Messa senza ascoltare, con il cuore
colmo di altri mille pensieri. Mi chiedo, talvolta, se non è il caso di vivere questo momento solo
quando sono pienamente "cosciente" di quello che faccio.

Làsciati sorprendere dal dono di Dio: Egli ti fissa un appuntamento, per incontrarti. Vuoi forse decidere tu i
tempi della sua visita? Làsciati conquistare dalla sua presenza. Come pensare che i tuoi impegni o la tua voglia
possano distoglierti dall'incontro con Lui, che ogni domenica il Signore ti offre?
La comunità poi vive nell'Eucaristia della domenica il culmine e la fonte della sua vita: qui si ritrova convocata
dal Signore e da qui riparte nella gioia della Pasqua: non sarebbe di Cristo se non fosse impiantata su questo
fondamento; e se non fosse di Cristo, sarebbe vuota.
Capita che molti pensieri distraggano la tua attenzione: mentre cerchi di evitare le condizioni che ti portano a
distrarti, offri anche le distrazioni al Signore nella preghiera. È la tua vita che entra con prepotenza nel tuo
rapporto con Dio; e come potrebbe restarne fuori? Il ricordo delle persone e delle realtà che la distrazione ha
portato nel tuo cuore diventa così preghiera per loro.
L'amicizia con il Signore ti condurrà giorno dopo giorno a penetrare sempre di più nel dono di Dio che si
compie nell'Eucaristia.

È facile partecipare a celebrazioni in ambienti particolari, come in montagna, con gli amici, con
canti belli e un prete che mi piace, dove mi viene spontaneo pregare. Ma spesso invece trovo la
Messa così formale, così povera, che mi sembra un contenitore vuoto...

La natura e l'arte ci donano un ambiente che con la sua bellezza ci introduce discretamente e magnificamente
all'incontro grande che ci viene donato nell'Eucaristia.
Per quanto sta in te, e mettendo a servizio della comunità tutte le tue capacità, abbi cura della celebrazione
dell'Eucaristia perché risplenda di bellezza. È un gesto di amore, di riconoscenza e di festa a Dio che ti dona suo
Figlio e un servizio prezioso ai fratelli.
Il tuo impegno nella liturgia non sia però una distrazione dalla celebrazione: l'amore con cui lo compi lo
trasformi in occasione di maggior partecipazione al mistero celebrato.
E non lasciare poi che l'esteriorità prevalga nel tuo vivere la Messa: ciò che la rende preziosa è sempre e solo la
Sua presenza, mentre il contesto, l'ambiente, i canti e tutte le altre nostre cure sono chiamati a manifestarla, e
senza mai riuscirci pienamente. Partecipare talvolta anche a celebrazioni più povere (per quanto mai per colpa
tua sciatte e trascurate) ti può educare a cercare sempre l'essenziale. Se poi a volte ti sembrerà solo una
celebrazione formale e ripetitiva, ricordati che è la tua indifferenza e freddezza che tradisce la ricchezza e la
vitalità del dono che Dio Padre ti fa.

A volte mi sembra che la celebrazione sia un momento bello e ricco della mia vita, ma che tutto
si concluda lì; come prepararsi e cosa "portar via"?

La Messa della domenica risplende nella settimana. Làsciati guidare dalla celebrazione a incontrare il Signore,
gustando anche il dispiegarsi lungo l'anno liturgico della storia della salvezza.
È un segno di attenzione verso la Messa della domenica coltivare il desiderio di parteciparvi meditando le
letture e custodendole nel cuore.
Quando puoi, e se ti è possibile almeno una volta alla settimana, sarà bello partecipare alla Messa feriale: nella
sua semplicità è il segno gratuito e feriale della tua accoglienza di questo dono; diventa certamente un aiuto per
prepararti a vivere con maggiore intensità l'appuntamento domenicale.
Recupera poi l'esperienza dell'incontro personale con il Signore, che avviene nell'Eucaristia, fermandoti ogni
giorno in preghiera: un dialogo a cuore aperto con Lui, da amici, da portare avanti con fedeltà.
“Ascoltate e voi vivrete” (Is 55,3): il pane della Parola
Dio parla nella tua vita: èducati a riconoscerlo mettendoti in ascolto delle Scritture. Poni particolare attenzione
quando vengono proclamate nella liturgia. Ogni giorno poi dedica del tempo per leggere e meditare la Parola di
Dio. Se la tua attenzione sarà paziente e costante, diventerà un po' alla volta la trama della tua vita.

Ma perché proprio la Bibbia? La sento spesso distante dalla mia vita, dalle mie esperienze,
dalle mie parole. Ci sono tanti altri testi belli, che mi parlano più immediatamente...

Molte parole è bello ascoltare: ti fanno riflettere, ti dicono qualcosa, esprimono bene i tuoi sentimenti o le tue
aspettative. Sono la testimonianza di uomini, che spesso fa eco all’esperienza di Dio.
Ma a una sola Parola occorre obbedire. Una sola Parola non passa mai. In essa, attraverso la testimonianza di
uomini, ti parla Dio stesso. Vi è perciò un modo diverso di leggere gli scritti e le Scritture... Ogni parola scritta
da uomini va accostata con attenzione e rispetto; ma la Parola di Dio va letta con venerazione, cercando in essa
non solo e non tanto alcune idee con cui confrontarsi, quanto e piuttosto la volontà di Dio, la sua parola sulla
tua vita. Quando ascolti la Parola di Dio non leggi un libro: incontri la persona del Signore Gesù.
Può darsi che altri testi risplendano di più in bellezza letteraria e immediatezza comunicativa. Ma vale la pena
affrontare la fatica del confronto con quella parola che Dio ha scelto per parlarci.

Ma Dio non parla nei fatti della mia vita?

Certamente, e sarà importante farvi bene attenzione. E tuttavia come potrai comprendere quello che Dio ti dice,
se non conosci la lingua che parla? Per poter così cogliere e interpretare bene i segni di Dio nella tua vita,
occorrerà che tu ti sia esercitato ad ascoltare la sua voce nella sua Parola, imparando a conoscere lo stile di Dio
per poterlo poi riconoscere nel tuo quotidiano. E poi scoprirai che spesso sarà proprio la lettura della Parola di
Dio che accenderà luci sulla tua vita di oggi: ti capiterà così di scoprire il senso e la direzione di quello che stai
vivendo, magari proprio lasciandoti illuminare dal Vangelo di quella Domenica o dal salmo di quel giorno...

E se il Vangelo mi dice qualcosa che non mi piace (è esigente... non capisco...)?


Mi capita poi che ascolto, ascolto: ma non riesco mai a fare...

Non avere fretta, e non credere di essere tu che trasformi la tua vita unicamente con il tuo impegno. Non capita
mai che “ho ascoltato, ho capito, e ora faccio...”. Piuttosto lascia che la Parola di Dio penetri dentro di te, lascia
che impregni un po’ alla volta la tua intelligenza, i tuoi sentimenti, la tua volontà; ed essa compirà in te quello
che ti comanda, ti donerà quello che ti chiede...
E non avere paura di ascolti esigenti e non pretendere di capire tutto subito: làsciati piuttosto condurre dalla
mano di Dio, perché non c’è decisione nella vita cristiana che non nasca dall’ascolto, che non sia obbedienza
alla Parola...

Mi piace di più quando ascolto la Parola in comunità... mi piace di più leggerla da solo...
Come scegliere quale testo leggere?

La Parola di Dio è stata scritta per essere proclamata nella comunità. Quando perciò è possibile godi
dell’ascolto comunitario della Parola di Dio, che ha il suo culmine nella Liturgia: in essa in modo del tutto
singolare è Cristo che parla nella sua Chiesa, e la Parola ascoltata diventa evento nella celebrazione. Il tuo sia
così un ascolto “sulle ginocchia della Chiesa”.
Occasione preziosa di un ascolto comunitario e guidato possono essere gli Esercizi spirituali: nel silenzio carico
di Dio e nella preghiera guidata dal suo amore trovi il vero nutrimento e sostegno della tua vita e la ricarica per
riprendere il cammino di tutti i giorni.
L’ascolto della Parola di Dio però trovi spazio quotidianamente nella tua vita: rileggendo le letture della
Domenica, oppure leggendo in modo continuativo un testo (in modo che non sia la tua voglia che ti propone
quale testo leggere...). Nel silenzio (perché non vi è ascolto fuori di esso) esercitati nella comprensione del
testo, per mezzo degli strumenti anche di studio che puoi avere a disposizione; ma poi lascia che la Parola di
Dio metta in questione la tua vita. E non preoccuparti di leggere molto ogni volta: non è importante quanta
Parola ascoltiamo, ma quanta ne assimiliamo.
“Lasciatevi riconciliare con Dio” (2 Cor 5,20): il Sacramento del perdono
Il Signore ti dà la certezza di un amore che non ti abbandona mai, anche se tu ti allontani da Lui. Celebrare
questo amore nel sacramento della Riconciliazione è il gesto concreto del perdono di Dio di cui la tua umanità
ha bisogno. Sforzati di accostarti ad esso con regolarità e non permettere che la fatica e la pigrizia ti privino di
questa gioia.

La Riconciliazione è un sacramento "obbligatorio"? O serve forse solo per agevolare la mia vita
di cristiano? Io non mi sento gran peccatore. Non basta regolarsi con le persone? Non basta
chiedere perdono a Dio da solo?

Vi è sempre la tentazione di guardare alla nostra vita di cristiani come a una serie di cose da fare, e di
considerare perfino i sacramenti come dei pedaggi da pagare... Ma se tu apri tutta la tua vita all'amore di Dio, se
ti scopri immensamente amato al di là di ogni tua aspettativa o merito, allora tutto diventa risposta, ricerca e
custodia di questo amore. Ci vuole coraggio a stare davanti a un amore così totale, perché la sua luce mette ben
in evidenza anche le tue povertà e le tue ombre...
È dentro questa grande storia d'amore che ti scopri peccatore: il tuo peccato non sta tanto nella materialità degli
atti, quanto nell'inadeguatezza dell'amore, che non sa farsi poi vita concreta.
È bello scoprire che il cuore di Dio batte per me, figlio che va lontano...
Così la Riconciliazione non è un sacramento obbligatorio, ma necessario e da riscoprire nella sua bellezza,
perché ti ricostituisce dentro questa meravigliosa storia d'amore. Non potrai fare a meno del suo perdono perché
non potrai più stare lontano da Lui.

Io vado a confessarmi se e quando mi sento... Ma cosa vuol dire "pentirsi"?


L'effetto della confessione non si vede nella mia vita quotidiana: sì, magari per un po' mi sento
risollevato, ma poi ricado e tutto è come prima.

Può l'amore essere consegnato alle voglie? O non diventa, invece, regola perfino delle tue voglie? Così sarà
importante, e frutto della crescita nell'amore, trovare una certa periodicità nell'accostarti alla celebrazione della
Riconciliazione: protrarre l'intervallo a oltre un mese significa confinare questo sacramento nell'ordine
dell'episodicità.
Proprio la regolarità costruisce una storia di conversione; diventa, un po' alla volta, vivere tutta la vita
all'insegna del suo perdono; da amati, cioè. È così che progressivamente vedrai nel concreto i frutti del perdono:
essi non sono magìa della formula, ma passi di un cammino. Così, da una storia di perdono nasce una vita
nuova per te, capace di costruire una cultura nuova, di accoglienza e perdono, per il mondo.

Perché occorre andare da un prete, un uomo come me? Mi vergogno, e poi ho paura di essere
giudicato... È così difficile trovare un prete che vada bene: se mi conosce troppo, magari poi mi
rinfaccia quello che gli dico; se non mi conosce, forse non mi capisce...

Ogni perdono umano ha bisogno per essere vero di un segno concreto, tangibile. Guarda la bellezza
dell'invenzione di Dio: egli sceglie una persona, non in forza di personali doti o di un carattere singolare, ma
unicamente della Sua grazia, e la costituisce nella Comunità ecclesiale perché possa giungere a te la Sua voce,
di cui umanamente non puoi fare a meno per essere perdonato.
Il tuo peccato, poi, ferisce tutta la Chiesa, come il male di una delle membra interessa tutto il corpo: il
sacramento della Riconciliazione ti riconduce alla pace anche con tutta la comunità, presente nella persona del
prete, risanando insieme con te anche tutto il Corpo di Cristo.Se ti sfiora il timore del giudizio del prete,
ricordati che egli è lì solo per farti udire la voce di Dio che ti perdona, mentre deve lasciare da parte ogni
valutazione puramente umana.
Sèntiti sempre libero di rivolgerti a qualunque prete, anche se può essere utile avere un confessore abituale, che
ti conosca un po' e che ti possa accompagnare in questo cammino di conversione.

Di che cosa devo chiedere perdono? Non so cosa dire. Non riesco a dire tutto... dico sempre le
stesse cose... A volte poi alcune cose che per il Vangelo e per la Chiesa sono peccati non mi
sembrano tali...

In un dialogo franco e aperto con il Signore, nutrito della sua Parola, lascia che sia Lui a mettere in luce le tue
lontananze concrete. Misurati non tanto sulle tue aspettative o sulle tue idee, ma sul suo amore. La sua Parola
metta in causa la tua vita: confròntati con essa, che si concretizza nei Comandamenti; ricordati che sei chiamato
a vivere l’amore fraterno e la solidarietà; un punto di riferimento importante saranno poi le implicazioni e le
indicazioni che provengono dal tuo appartenere alla comunità ecclesiale, di cui sei reso parte nel Battesimo.
Vivi così la piena libertà che ti fa essere quello che sei davanti al Signore: è bello scoprire che davanti a Lui non
occorre mascherarsi e sembrare quello che non si è.
Èducati a questa libertà dedicando ogni giorno nel tuo tempo di preghiera uno spazio per lasciarti "giudicare"
dalla sua Parola nell'esame di coscienza.
Spesso poi ti sembrerà di dover ripetere sempre le stesse cose, ma ricordati che esse si collocano in modo nuovo
perché tu sei cambiato, e comunque lasciati stupire dall'amore di Dio, che sempre ti accoglie, senza stancarsi
mai di te.
“In ogni cosa rendete grazie” (1 Tess 5,18): la preghiera nella vita di ogni giorno
È necessario dedicare una parte della giornata solo a Dio, perché tutto il tuo tempo sia veramente suo. Fissa un
tempo e un luogo per essere fedele, e impara a dialogare con Lui come con un amico. La Liturgia delle Ore, che
è la preghiera della Chiesa, e in particolare le Lodi e i Vespri, diventi un po’ alla volta la tua preghiera.

Ma perché bisogna pregare: non basta vivere bene da cristiani, e andare a Messa la domenica?
E poi come pregare?

Un rapporto fecondo e prezioso con una persona che si ama non può ridursi a qualche momento, per quanto
prezioso. Tanto più se questa persona è il Signore della tua vita. Come sarà veramente il Signore, se non
imparerai a dedicargli tempo e attenzioni? Non vivrai vera comunione col Signore nella tua vita se non vivrai
momenti di comunione esplicita nella preghiera.
Così dall'Eucaristia della domenica si diparte un'esperienza di incontro con Dio che trova ogni giorno il suo
spazio.
Ricordati che a pregare si impara pregando, e la tua consuetudine con il Signore ti farà crescere nel tuo rapporto
con Lui. Parti dall'ascolto della Parola e apriti poi al dialogo confidente con il Signore. In questo dialogo e
ascolto puoi servirti anche di alcuni Salmi. Un po' alla volta poi làsciati condurre alla preghiera della Chiesa, la
Liturgia delle Ore.

Non ho tempo. In situazioni particolari è più facile... A volte non ne ho voglia, mi manca la
volontà. Non sempre mi dà gioia.
La preghiera è più facile se comunitaria, ma rischio di parteciparvi poco...

Vi sono situazioni in cui la preghiera fiorisce spontanea sulle tue labbra, altre in cui fatichi a metterti davanti al
Signore e a vivere la comunione con Lui. Ma la preghiera abbia il primo posto nella tua giornata: nulla,
nemmeno le cose che sembrerebbero le più importanti, ha il potere di far passare in secondo piano la preghiera.
Sapremo essere fedeli al Signore in ogni altro campo tanto quanto avremo imparato a essere fedeli in questo. E
questa fedeltà umile ti sorreggerà nelle difficoltà e nelle gioie del tuo quotidiano. Sappi che proprio
dall'infedeltà alla preghiera nasce l'infedeltà al Signore in tutta la nostra vita.
Il primo passo è stabilire un tempo e un luogo nel corso della giornata in cui vivere la tua fedeltà.
E ricordati che la gioia dello stare con il Signore si assapora nella profondità di una vita consegnata al suo
amore, ma non va confusa con la semplice soddisfazione sensibile.
Il respiro della preghiera comunitaria sostenga il tuo cammino personale, mentre la profondità della tua
preghiera personale nutra e riempia il momento comunitario.

La Liturgia delle Ore non è la preghiera dei preti e dei monaci?

La Chiesa, cioè tutta la comunità, corpo del Cristo, si unisce continuamente alla preghiera di Gesù, e la distende
nel tempo per mezzo della Liturgia delle Ore. Nella comunità c'è sempre qualcuno che anche a nome tuo si
rivolge al Padre nello svolgersi della giornata, secondo le diverse Ore; i monaci e i preti in particolare si sono
assunti l'impegno di rappresentare tutta la comunità. Ma anche tu sei invitato a partecipare almeno in alcune
occasioni alla celebrazione comunitaria della Liturgia delle Ore.
E anche quando non puoi partecipare alla celebrazione comunitaria, cerca di unirti a questa preghiera, almeno
in qualche sua parte, sentendoti partecipe di questo coro che si innalza a Dio da tutto il mondo. Se poi condividi
questa tua ricerca con qualcuno nella tua famiglia, cerca di trovare spazi di preghiera comune: celebrare
assieme tra fratelli, o sposi, o genitori e figli la lode di Dio è un grande sostegno alla tua costanza e un prezioso
segno di Chiesa.

Ma i Salmi sono difficili!

La preghiera coi Salmi è certamente difficile, ma ad essa ti puoi accostare con la pazienza di chi si lascia un po’
alla volta coinvolgere: la consuetudine con questi testi aprirà strade preziose e ricche per la tua preghiera: in
essi è Dio stesso che pone sulla tua bocca le parole da dire...
Nelle Scritture spesso Dio si manifesta e parla ai suoi amici nei sogni; per noi la Liturgia delle Ore è il luogo
ordinario in cui Dio parla. La quotidiana frequentazione di questa preghiera ti farà ritrovare in essa la Parola
che Dio dice a te e alla tua comunità per quel giorno: attraverso le Parole dei Salmi e delle preghiere Dio pone
nella tua vita il segno della sua presenza, l’orientamento per la comprensione, la consolazione, la gioia...
“Se ti è caro ascoltare, imparerai” (Sir 6,33): crescere da uomini e da cristiani
Dio ha per te un progetto di libertà: crescere come persona responsabile e capace di valutare la realtà è la
condizione per realizzarlo. Preòccupati della tua formazione, approfittando delle occasioni che ti sono offerte
dalla comunità cristiana e sapendo anche far tesoro degli stimoli che ti vengono dalla scuola e dagli altri
ambienti in cui vivi e cresci.

Perché per essere liberi bisogna crescere?

Essere uomo significa avere il dono grande di non cessare mai di crescere, di avere strade aperte davanti, nuove
possibilità di futuro in cui investire la nostra persona.
Essere uomo è così per dono di Dio un esigente cammino che non permette mai di sedersi, di accontentarsi di
quello che si è. Si vive con pienezza e libertà solo se ci si assume la bellezza e la fatica del cammino di crescita.
Non dimenticare mai che la tua identità di cristiano ti costituisce in una condizione permanente di discepolato:
per tutta la tua vita tu sarai discepolo di un Maestro che non cessa di guidarti "sempre più su". Seguire Lui è la
vera e piena libertà.
Tu poi sei arricchito da molti doni di Dio, che devi scoprire giorno per giorno e investire nella tua vita. Tra di
essi non puoi trascurare le tue capacità e la tua intelligenza.

Ma non basta il catechismo fino alla Cresima?

L'esigenza formativa cresce con l'età: accontentarsi del catechismo fatto da bambini significa restare bloccati in
una dimensione che un po' alla volta non basta più alla tua personalità che matura e si sviluppa.
Ricordati così che il tuo cammino formativo sarà sempre in crescita, nella misura in cui tu saprai accogliere le
tue responsabilità.
Occorre poi curare una formazione cristiana corrispondente al livello culturale generale di formazione, perché
la tua fede non resti estranea alla tua consapevolezza: se la vita di fede è parte integrante della tua vita (e non
una parentesi), deve crescere di pari passo con lo sviluppo intellettivo e culturale.

La formazione è solo intellettuale?

L'aspetto intellettuale ha certamente la sua importanza, ma non può essere l'unica dimensione della tua
formazione: occorre che essa punti ad essere integrale, mettendo insieme armonicamente una crescita umana,
che fa maturare i germi di bene che il Signore ha posto in te nella creazione secondo il suo progetto; culturale,
che ti guida a saperti leggere e a leggere il mondo; spirituale, che ti conduce alla piena maturità del tuo essere
discepolo del Signore.
Accorgiti e sappi contemplare la bellezza che Dio ha messo nella sua creazione e nel cuore dell'uomo.
Poni particolare attenzione alla conoscenza delle Scritture, applicandoti anche allo studio di esse: la Parola di
Dio si è consegnata a un testo storicamente situato; la cura per l'approfondimento anche scientifico è segno di
rispetto e di amore, mentre ti preoccupi anche di conoscere e di interiorizzare il contenuto della fede, secondo
l'insegnamento della Chiesa.
La capacità di leggere la storia nella luce di Dio è una responsabilità che nessun cristiano può scrollarsi di
dosso.
Il compito che il Signore ti affida nel mondo, per mezzo della tua vocazione, del tuo mestiere o del tuo servizio
esige da te l'onestà di curare la tua formazione specifica, che ti abìlita a una presenza autenticamente
responsabile e non dilettantistica.

Dove ci si forma?

Cerca in primo luogo di approfittare delle occasioni che ti forniscono gli ambienti in cui vivi (la scuola,
l'università, il lavoro e tutti i luoghi in cui ci incontriamo con la gente). Lì sei chiamato a vivere con impegno il
tuo cammino formativo.
La comunità poi ti offre momenti formativi, in generale attraverso il gruppo parrocchiale. Sii esigente nel
richiedere cammini formativi seri e impegnativi.
Sappi approfittare anche delle numerose proposte che vengono offerte sia dalla comunità parrocchiale (incontri,
conferenze, campi estivi...), sia dalla nostra diocesi (scuole bibliche, teologiche e di formazione, esercizi
spirituali,...), sia da altre realtà (associazioni, movimenti, monasteri...).
“Per me vivere è Cristo” (Fil 1,21): una vita da cristiani
Fa' della tua vita una risposta all'amore di Dio, cercando e attuando la strada che Lui ha preparato per te. Cura
che tutte le dimensioni della tua vita siano secondo il progetto di Dio. Uno stile di vita all'insegna
dell'essenzialità e della povertà liberamente scelta per il Signore ti darà la vera libertà. Vivi anche la tua
affettività e la tua sessualità come un dono di Dio e una chiamata all'amore.

Ma un cristiano ha uno stile diverso dagli altri? Il Signore mi chiede forse di essere uno fuori del
tempo?

Seguire il Signore Gesù è un'avventura che non può essere ridotta a qualche spicciolo di preghiera. Esige di
penetrare nella tua vita concreta: tutta la tua vita di preghiera e di incontro con il Signore è solo la spina dorsale
del tuo condurre le tue scelte.
Il Signore ti chiede di essere "suo" in questo tempo. E questo a volte può chiedere anche scelte controcorrente,
un urto contro mentalità opposte al Vangelo.
Ma il Signore non ti chiede mai qualcosa se prima non te l'ha donato!
La vita cristiana esige anche dei “rinuncio” che a volte costano: è una lotta senza tregua contro ogni tipo di
schiavitù. Per essere capace di rinunciare ad ogni costo al male, che è percorrere strade diverse da quelle di Dio,
allenati ogni giorno.
In un mondo pieno di parole, renditi disponibile all’ascolto di ogni fratello.
L'attesa del Signore che viene e l'esigenza di farci trovare pronti, lungi dall'ingenerare nel tuo cuore angoscia o
tristezza, sostengano invece il tuo impegno e ti consolino nei momenti difficili del cammino.

E se il Signore mi chiede qualcosa che non voglio, che è difficile? Non devo forse realizzarmi?
Non devo scegliere io cosa fare della mia vita? E la mia autonomia?

Vi è vera autonomia lontano dal Signore o contro di Lui? E la più assoluta autonomia non è forse una sublime e
perversa forma di schiavitù?
Sei chiamato ad essere libero nell'affidarti: essere cristiani è prima di tutto radicale obbedienza a un progetto
che Dio ha preparato per te, nella disponibilità e nella fedeltà che non si appoggiano sul tuo impegno, ma si
lasciano condurre dalla sua chiamata. Ciò che conta infine non sarà quello che farai, ma questa tua disponibilità
e obbedienza totale al Signore. Non temere perciò quando Egli ti chiede scelte radicali: afferma ancora una
volta che è il tuo Signore. Lo potrai riconoscere solo nella preghiera.
L’incontro con la sofferenza dei fratelli (e forse con la tua, a volte) relativizza ogni cosa, ti conduce ad accettare
la volontà di Dio nonostante tutto e in modo particolare ti apre gli occhi sul volto di Cristo sofferente, e il tuo
cuore si dilata ad abbracciare una profondità così sconfinata.

Oggi se non vivo alla moda, se non posseggo determinate cose, non sono nessuno. Forse il
Signore vuole che io sia escluso dai miei amici?

Come diventa importante andare al cuore delle cose, e non fermarsi all'apparenza! E come si può impostare un
rapporto, come pensare di essere apprezzato per l'apparire?
Seguendo Gesù, che si è fatto povero ed è vissuto da povero, il cristiano sa godere delle cose come dono di Dio
ricevuto gratuitamente, ma non attacca il cuore a nulla, e da nulla si lascia riempire la vita, se non dal Signore.
Vivi perciò con sobrietà nell’uso delle cose, temperanza nel soddisfare i tuoi bisogni e desideri, riconoscendo in
tutto un dono di cui ringraziare: allora emergerà ciò che sei, e diventerai capace di rapporti profondi, gratuiti
fino in fondo.
Un cammino di povertà ti aprirà strade di libertà, per non essere legato a nulla in ogni scelta; ti permetterà poi
di renderti solidale con chi la vita ha reso povero, e ha bisogno del tuo aiuto.

Cosa c'entra Dio con la mia sessualità? Non è un istinto?

La capacità di amare è un dono grande di Dio, che ci rende simili a Lui, che è amore...
La sessualità, che segna tutta la nostra persona e non soltanto l’aspetto fisico, è la via concreta attraverso la
quale, per mezzo anche dell'istinto, Dio ci chiama all’amore, a donare noi stessi a qualcuno. È Dio, il quale ti ha
creato uomo o donna, che ti rende capace di donare te stesso alla scuola di Gesù, che ha donato la sua vita per
noi. Essere casti, cioè vivere l'affettività e la sessualità secondo il progetto di Dio, significa aprirsi al dono di sé,
senza permettere all’egoismo e alle emozioni di diventare i nostri padroni; si tratta invece di valorizzare,
orientare e governare i nostri desideri, sapendo anche resistere alla tentazione di strumentalizzare al proprio
piacere l'affetto e la corporeità delle altre persone o di cercare soddisfazioni solitarie.
Sarà importante vivere i rapporti di amicizia e di amore all'insegna del rispetto reciproco, della gradualità, della
pazienza. Nel progetto di Dio l'esercizio pieno della sessualità nel rapporto sessuale è il segno grande del dono
totale, assoluto e per sempre che si attua solo nel matrimonio.
Per mostrare più pienamente la bellezza del suo amore, a qualcuno Dio può chiedere di consacrare anche la sua
affettività a Lui, nel Celibato e nella Verginità per il Regno dei cieli, nei quali l'affettività si apre a mostrare in
modo singolare l'assolutezza dell'amore di Dio, che vivremo pienamente in paradiso, e si dilata ad abbracciare il
mondo intero. Il Matrimonio nel Signore e la Verginità per il Regno sono così due grandi doni di Dio per la
Chiesa e per il mondo.
In questo cammino potrà forse aiutarti un linguaggio o un atteggiamento volgare? La visione di spettacoli
pornografici? Il trattare le persone in modo meno che rispettoso? Il dono della sessualità è grande e prezioso, e
perciò anche delicato. Èducati al dono di te stesso anche nelle piccole occasioni quotidiane, cercando senza
esitazione la riconciliazione con Dio nei momenti di fallimento.
“Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35): una
fede da condividere
L'incontro con Gesù non può rimanere confinato nel tuo intimo: fallo fiorire nella solidarietà concreta da vivere
come atteggiamento di fondo; ma impegnati anche in un servizio particolare, perché il tuo amore abbia sempre
un segno concreto. Non temere poi se devi testimoniare la tua fede anche con le parole e con gesti coraggiosi: il
Signore sarà con te.

Fatico io a credere: come posso condividere la mia fede?

La fatica di credere fa parte dell'esperienza di ogni cristiano. Ma non ti può sottrarre la bellezza di trasmettere
una gioia, magari iniziale e in cammino.
Renditi trasparente al Signore, perché chi ti incontra possa in te incontrare il Signore Gesù, e possa così essere
salvato. Non sei chiamato a trasmettere un'idea di cui essere sicuro: apri invece il tuo - magari faticoso -
rapporto con il Signore, perché altri possano dissetarsi a questa sorgente.
La fede non ti permette di racchiudere nel tuo intimo quello che è un evento dirompente che ti è dato per la vita
del mondo.

E dove il Signore mi chiede di testimoniarlo? Quali sono gli strumenti, le modalità di una vera
testimonianza?

Non ci sono confini nel tempo o nello spazio: se il Signore ti ha preso il cuore, tutta la tua vita canterà di Lui.
Spesso la tua testimonianza non sarà fatta di parole e discorsi: sarà il tuo stile di vita che discretamente si farà
annuncio di un incontro che dà la gioia vera e trasforma le nostre giornate.
Seguendo Gesù, che non è venuto per essere servito ma per servire, fa’ della tua vita un servizio, perché
donandola insieme alla Sua sia il segno vivo della tua unione con Lui, che ti è donata nel Battesimo e nella vita
spirituale.
Nel modo che tu riesci a individuare, impegnati in un servizio particolare all’insegna della gratuità.
Il tuo impegno trova in particolare il suo ambito nella città dell'uomo, che sei chiamato ad amare come Gesù
amava la sua città: di essa sentiti responsabile e contribuisci a farne un luogo di rispetto e promozione
dell'uomo, nella continua ricerca del bene comune.
Sarà bello poi poter rendere ragione della tua vita e della tua fede anche con le parole, quando ti si sarà richiesto
o se ne presenterà l'opportunità.

Perché occorre un servizio concreto: non basta che io mi impegni ogni giorno? Come mi devo
scegliere il servizio? E quando condizioni che non dipendono da me (malattia, mancanza di
tempo...) mi impediscono di fare servizio?

Perché il tuo servire non sia puramente nominale, ma abbia sempre un segno concreto. Se hai, hai per dare, e
solo nel dono del tuo tempo, dei tuoi minuti preziosi si rende vero il dono della tua vita.
Non si sceglie il proprio servizio: si riconosce piuttosto la chiamata del Signore nelle capacità ricevute e nelle
esigenze della comunità, nell’orizzonte della società umana.
Può accadere poi che il Signore ti chieda una scelta di servizio totalizzante nella tua vita: è un dono grande,
perché ti permette di unirti in modo più visibile al Signore Gesù.
Ma sappi che comunque l'amore e il servizio non possono essere confinati a un aspetto della vita: ne diventano
invece la trama profonda, capace di emergere in qualunque situazione. Così, se con onestà ti troverai a non
poter proprio custodire il segno della donazione della tua vita (un servizio concreto), non turbarti e ricordati che
il Signore ti donerà occasioni preziose in cui farlo emergere nella tua quotidianità.

A volte la testimonianza può sembrare difficile in ambienti in cui non c'è interesse e sensibilità
per coglierla.

Quando si annuncia il Vangelo, prima o poi si trova certamente l'opposizione; e l'indifferenza è una sottile
forma di opposizione. Ti scontrerai anche tu con il maligno che cerca di distrarre in tutti i modi dal seguire il
Signore e distoglie dall'interesse per il Vangelo. Ma non temere: il Signore ha vinto il male e il Vangelo
possiede una sua forza. Tu con serenità e pace sii un testimone e semina la Parola: essa camminerà nei cuori e
nella storia molto di più di quello che riusciamo a vedere, poiché non è parola nostra, ma del Signore.
E se, a volte, ti sembrerà di non avere abbastanza coraggio o forza, non lasciarti fermare: se tu sei docile, il
Signore ti metterà sulla bocca le parole da dire e ti darà la luce e la forza per essere suo discepolo, anche se non
mancheranno fatica, difficoltà, incertezze e, a volte, anche sofferenza.
“Voi siete il corpo di Cristo e sue membra” (1 Cor 12,27): la Chiesa
Non sei cristiano da solo: la comunione con Dio è vissuta sempre dentro una comunità. Èducati al senso di
Chiesa nell’appartenenza alla tua Chiesa locale radunata dal Padre intorno a Cristo pastore, presente in mezzo
ai credenti nel Vescovo. Vivi la comunità nella concretezza della tua parrocchia, anche attraverso l’esperienza
del gruppo. Sentiti però sempre in comunione con i credenti di tutto il mondo, e con il Papa, segno dell’unità di
tutti i cristiani.

Credere a Gesù ancora ancora può essere facile; ma la Chiesa? A volte mi delude, mi
indispone... Non è forse una creazione dell'uomo? Nella storia infatti ha fatto molte cose
sbagliate...

Dio, che certo vuole avere con te un rapporto personale, ti raduna a far parte del suo popolo, del corpo di Cristo.
Non si incontra Dio se non attraverso Gesù Cristo, nel suo corpo, che è la Chiesa.
Per amore il Signore ci chiama, mai da soli, ma sempre in una comunione concreta di fratelli e sorelle in Cristo,
a camminare verso di Lui e dietro di Lui insieme a loro.
È Dio a edificare la comunità per mezzo della sua Parola, dei Sacramenti e dei molti doni, ciascuno nel suo
ordine. Così Dio raduna la comunità intorno al suo Figlio Gesù, vero centro della vita della comunità.
Ma di essa tu sei parte integrante, e mentre la ricevi come dono da parte del Signore, ne sei anche responsabile.
In Maria puoi contemplare il "mistero" e la vita della Chiesa, compiuto secondo il progetto di Dio.
Certo, la Chiesa non è esente da povertà e peccati: essa tuttavia custodisce integra la fede e ti permette di vivere
nella comunione con il Signore. Da parte tua poi mantieni vivo anche il senso critico, contribuendo a custodirla
nella fedeltà al Vangelo e al Signore; tuttavia non con la supponenza di un giudice, ma con l'amore di un figlio
per la madre. Sentiti comunque impegnato tu per primo ad un cammino di conversione.

Si parla tanto di Chiesa: ma io dove ne faccio esperienza?

Il Signore raduna i suoi discepoli nella Chiesa locale intorno al Vescovo, successore degli apostoli: in essa è
presente tutta la ricchezza della Chiesa. La partecipazione alle proposte e alle attività diocesane è una buona
strada per crescere nel senso di Chiesa, mentre il Vicariato ne è un ulteriore strumento.
Il Vescovo è posto dal Signore nella comunità come pastore e guida, testimone autentico e garante della fede,
punto di riferimento per la celebrazione dell'Eucaristia e di tutti i sacramenti. Anche se le occasioni di
incontrarlo direttamente possono essere poche, la tua fede vive nella comunione con lui; non trascurare così le
possibilità di ascoltarlo, di pregare con lui, mentre ti fai attento alle sue linee pastorali.
Impara ad amare la tua comunità concreta, la tua parrocchia, con le sue ricchezze proprie insieme a limiti e
piccolezze: essa custodisce la presenza del Signore nella carne. Di essa ciascuno è protagonista, e mentre riceve
dalla comunità, in essa è anche chiamato a dare, secondo la propria chiamata: nessuno è spettatore e puro
recettore.
In essa la presenza del Vescovo è garantita dal parroco che egli ha inviato, insieme con eventuali altri presbiteri
suoi collaboratori. Abbi cura perciò della comunione con lui, che si esprime in una franca e sincera
collaborazione, facendo riferimento a lui nella vita della comunità. Prega per lui e invoca dal Signore che
chiami ancora giovani al sacerdozio, perché non manchi mai nella comunità la presenza e il servizio del prete.

A volte posso anche apprezzare la vita della mia comunità; ma non riesco a capire e a vivere
una dimensione più ampia. Il Papa, poi: è una figura lontana; a cosa serve?

Se la tua esperienza ordinaria di Chiesa si esprime nella Chiesa locale, non dimenticare tuttavia che da ogni
parte della terra Dio raduna il suo popolo; così tu sei in comunione con tutti i cristiani del mondo intero, come
anche con tutti coloro che hanno professato la fede e ora sono morti. Per essi ricordati di pregare, mentre sai che
anch'essi ti accompagnano con le loro preghiere.
Puoi fare esperienza della comunione con le Chiese in tutto il mondo quando ti capita di trascorrere dei periodi
di tempo lontano da casa: partecipa alla vita della comunità locale, almeno nella celebrazione dell'Eucaristia
festiva; è la stessa Chiesa, che vive in un altro territorio, e incontri tuoi fratelli.
Segno di questa comunione universale è il Papa di Roma. Amare il Papa ed ascoltarlo è il modo più immediato
di vivere questa apertura all'universalità.
Come cristiano, poi, sei chiamato ad avere viva sollecitudine per i nostri fratelli cristiani di altre confessioni,
per quell'unità della Chiesa per cui Gesù ha pregato. La nostra solidarietà e compagnia, tuttavia, si dilatino ad
ogni uomo, creato e amato da Dio.
“Camminate secondo lo Spirito” (Gal 5,16): l’accompagnamento spirituale
Dio ti guida sempre mediante il dono dello Spirito Santo, che realizza in te l’immagine di Gesù. Cerca un
fratello -di solito un prete- che, docile allo Spirito, ti accompagni a capire i segni della presenza del Signore
nella tua vita e a rispondere con generosità. Il tuo rapporto con lui non può essere episodico: nella continuità sia
segnato da fede, realismo e libertà.
Nel tuo cammino poi sarai aiutato da tante persone che il Signore ti farà incontrare.

Ma perché ho bisogno di un padre spirituale: non mi basto da solo? E la mia autonomia?

La tua vita deve essere vissuta da te da protagonista; questa Regola poi va incarnata nel quotidiano con il
discernimento che lo Spirito ti condurrà a fare, mediata e concretizzata nella comunità della quale sei parte
viva.
Affìdati a Maria, docile allo Spirito Santo, e impara a rivolgerti a lei nella tua preghiera. Con l'Ave Maria,
mentre saluti la Madre di Dio, ti lasci guidare da lei a dire il tuo "sì" al progetto di Dio su di te ogni giorno,
come Maria dall'Annunciazione in poi.
Ma oggi (e forse sempre) è difficile camminare senza una guida e riconoscere da soli i segni di Dio, e tu non
disprezzare il dono del Signore, credendoti capace di procedere da solo: un'esperienza spirituale senza guida
non è mai priva di rischi, e può anche andare alla deriva.
Abbi così un padre spirituale, che ti aiuti a ritrovare l’ordine della tua vita spirituale nella prospettiva dell’unità
della tua vita. È un fratello che veglia su di te, per vedere se davvero tu cerchi Dio.

Di che cosa parlo con lui? Quale autorità gli devo riconoscere? E se la penso diversamente da
lui?

Egli ti starà a fianco per riconoscere la tua vocazione, attuarla nel quotidiano e spingerti alla fedeltà al Signore:
una guida perché tu sappia accorgerti dei segni di cui il Signore cosparge la tua vita. Aprigli il cuore senza
nascondergli nulla; parla con lui della scoperta dei doni che Dio ti ha fatto, dei tuoi problemi religiosi, affettivi,
familiari, morali, vocazionali..., delle tue esperienze positive e negative, dei tuoi sentimenti e desideri: insomma
della tua vita, perché sia sempre più secondo il Signore, guidata dallo Spirito.
Egli ti ascolterà e ti aiuterà a confrontare la tua vita con la volontà di Dio. Con lui occorrerà avere un rapporto
fedele e continuativo. Riconoscigli l’autorità spirituale, che gli proviene dal servizio che sta esercitando nei tuoi
confronti. Solo tu puoi compiere la scelta di essere docile alla volontà del Signore, e nessuno potrà mai
sostituirsi a te, scegliendo al posto tuo. Solo al Signore dovrai rendere conto della tua vita. E tuttavia fidati del
tuo padre spirituale: egli non ha la soluzione ai tuoi problemi, ma ti indica la strada da percorrere. Lascia
soprattutto che sveli in te anche quegli aspetti o quelle chiamate che tu non vedi con chiarezza e che spesso
vorresti tenere nascosti.

Dove lo trovo?

Nel tuo cammino sarai aiutato da tanti fratelli che nella comunità ti suggeriranno il sentiero da prendere e ti
indicheranno i segni del Signore, anzi da tutti gli uomini che Egli porrà sulla tua strada. Certamente qualcuno
assumerà un ruolo e un significato tutto particolare con una vera amicizia spirituale.
Il padre spirituale però sia uno solo, a cui fare riferimento: una persona matura nella fede e nella vita spirituale,
alla quale lo Spirito Santo fa il dono di poterti accompagnare come fratello in un tratto di strada nella sequela
dell'unico Signore; qualcuno che conosca per esperienza diretta la docilità al Signore e la vita secondo lo
Spirito, e sia capace di trasmetterla.
Nessuno può imporsi come padre spirituale, né spetta a te sceglierlo; ma se lo cercherai, scoprirai che il Signore
l'ha già preparato per te, e l'ha già posto sul tuo cammino; tu non esitare e fatti accompagnare.

Deve essere per forza un prete?

Nulla vieta che a rendere attuale la presenza amorosa e fedele di Dio possa essere un laico o un religioso, uomo
o donna; purché sia guidato dallo Spirito Santo. Spesso è un prete: nell'ordinazione egli ha ricevuto lo Spirito
Santo per guidare la comunità, e questo suo compito si esercita anche talvolta accompagnando le persone per le
vie di Dio.
Consegna della Regola spirituale

Con questa preghiera il Patriarca consegna la Regola spirituale ai giovani durante la Festa.
Sarebbe bello che poi questa consegna venisse ripetuta in ogni comunità, anche periodicamente, da parte del
parroco. Durante un momento di preghiera (per esempio la Veglia di Pentecoste), i giovani della parrocchia si
assumeranno personalmente questa Regola come cammino di vita. I giovani potrebbero riesprimere le
domande della prima parte con parole proprie.

P. Figli carissimi,
che cosa chiedete alla Chiesa?

T. Chiediamo una vita piena di gioia e di speranza.

P. Questa è la gioia vera:


Dio ci ama e ci ha donato il suo Figlio Gesù
perché lo seguiamo sulla via della croce
e, credendo in lui, abbiamo la vita.
Su di noi è sceso lo Spirito Santo
per portare a compimento in noi l'opera di Dio
e condurci alla pienezza della vita nell'amore.

T. Chiediamo allora a Dio la sua misericordia


e alla nostra Chiesa
di consegnarci la persona viva di Gesù risorto;
e insieme di condurci a seguirlo,
donandoci le indicazioni concrete di cammino
per essere suoi discepoli giorno per giorno
e non allontanarci mai da lui.

P. Benedetto sei tu, o Padre,


che generi i tuoi figli nella Chiesa
per mezzo del Battesimo.

T. Benedetto sei tu,


che ci doni vie concrete su cui camminare
da figli secondo la tua volontà.

P. Benedetto sei tu, Signore Gesù Cristo,


via, verità e vita,
unica salvezza per tutti noi.

T. Benedetto sei tu,


che ci fai parte del tuo Corpo, la Chiesa,
e ci offri in essa piccole luci
che ci mantengono sicuri
nel nostro seguirti.

P. Benedetto sei tu, Spirito Santo,


consolatore e guida sicura,
che plasmi in noi l’immagine del Cristo.

T. Benedetto sei tu,


che tracci per noi strade di felicità,
e sostieni la nostra fatica
nel percorrere i sentieri esigenti
della docilità alla volontà del Padre.
P. Benedetto sei tu, Signore,
che nella tua Chiesa promuovi e disponi
multiformi cammini di santità
e in Maria ci dai una compagna di strada,
immagine della Chiesa
e grande modello di fede e di amore.

T. Benedetto sei tu,


che oggi per mezzo della Regola spirituale
ci offri i punti di riferimento comuni
della nostra chiamata alla santità.

P. E ora, Padre, ti preghiamo:


benedici questi tuoi figli
ai quali, con la Regola spirituale,
consegnamo indicazioni concrete di cammino.
Dona loro di vivere la vita in Cristo
nella tua Chiesa
per la vita del mondo.
Accogli la loro disponibilità
e custodisci il loro proposito
di vivere secondo il Vangelo,
discepoli del tuo Figlio Gesù,
crocifisso e risorto.
Siano luce del mondo
e la loro testimonianza vissuta
attragga al Signore Gesù
gli uomini e le donne del nostro tempo,
perché tutti insieme
possiamo essere accolti dal tuo amore,
quando sarai tutto in tutti.
Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.

P. E la benedizione di Dio Onnipotente


Padre e Figlio e Spirito Santo
discenda su di voi e con voi rimanga sempre.

T. Amen.

Preghiera
Signore Gesù, Figlio di Dio e nostro fratello,
Crocifisso per amore, unico Salvatore degli uomini;
noi crediamo in te e vogliamo seguirti sulla tua strada
che è fedeltà al Padre
e dono di te stesso agli uomini;
perché tutti siano salvi.

Vienici incontro, o Signore,


e noi ti spalancheremo il cuore.
Sconfiggi la paura della nostra debolezza
e, nella nostra fragilità, donaci di assaporare la tenerezza
del perdono del Padre.
Donaci il tuo Santo Spirito
perché bruci i nostri egoismi
e ci infonda il gusto e la gioia
di donarci e di amare;
perché tutti comprendano che la vita è bella
quando è condivisa
come un pane spezzato con chi ha fame.

Cammina con noi sulle strade del mondo


perché siamo portatori di speranza,
testimoni d’un amore senza confini.

Amen.