Sei sulla pagina 1di 52

Appunti di meccanica quantistica per il corso di

Cristallochimica Mineralogica

Mauro Prencipe

Torino. Anno Accademico 2005/2006

Indice

1 Premesse fisico-matematiche

 

2

1.1 Stati di un sistema

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

2

1.2 Variabili dinamiche

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

3

1.3 Misure

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

5

1.4 Rappresentazioni

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

6

1.5 Relazioni di commutazione .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

9

1.6 Principio di Corrispondenza

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

10

1.6.1

Un esempio semplice: la particella nella scatola

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

12

1.7 Momento Angolare

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

13

1.7.1

Un esempio: Lo spin dell’elettrone .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

15

1.8 Autovettori del momento angolare .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

17

1.9 Equazioni del moto

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

17

2 Applicazioni a sistemi atomici e molecolari

 

19

2.1 L’atomo di idrogeno

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

19

2.2 Il Principio di Antisimmetria .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

20

2.3 Sistemi multielettronici .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

21

2.4 Sistemi multinucleari

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

24

2.5 L’energia elettronica nell’approssimazione monodeterminantale

 

26

2.6 Energia di correlazione

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

29

2.7 Metodo Variazionale

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

30

3 Spazio di Fock e seconda quantizzazione

 

32

3.1 Rappresentazione dello stato di un sistema nello spazio di Fock .

.

.

.

.

.

.

.

.

32

3.2 Operatori nello spazio di Fock

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

34

3.3 Equazioni di Hartree-Fock

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

37

3.4 Funzioni base

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

40

3.4.1

Un esempio: la molecola H 2

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

42

4 Applicazione alle strutture cristalline

 

43

4.1 Simmetria

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

43

4.1.1

Un esempio: il gruppo 4

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

46

4.2 Simmetria traslazionale .

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

48

4.3 Hartree-Fock periodico

 

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

50

 

1

Capitolo 1 Premesse fisico-matematiche

1.1 Stati di un sistema

In meccanica quantistica, lo stato di un sistema `e specificato da un vettore di stato che contiene in s´e tutte le informazioni sul sistema stesso, in linea di principio misurabili. Il generico stato del sistema viene identificato dal simbolo | e denominato vettore ket (notazione e nomenclatura dovuta a Dirac). Quando si faccia riferimento a un qualche stato particolare, `e d’uso etichettarlo con una lettera posta entro il simbolo ket; per esempio |A `e il vettore ket che descrive un dato sistema nello stato A. Ai vettori ket possono farsi corrispondere dei vettori bra, di simbolo generico |; i bra sono definiti implicitamente da equazioni del tipo

A|B = c

(1.1)

dove, con la notazione A|B si intende il prodotto scalare tra i vettori |B e A|, essendo quest’ultimo il bra corrispondente (immaginario coniugato) al ket |A e c un numero in generale complesso. Un’espressione | (o, pi`u in generale, · · · ) viene chiamata braket ed `e quindi un numero (infatti `e il prodotto scalare tra due vettori). I vettori ket possono essere moltiplicati per dei numeri (in generale complessi); si assume che gli stati corrispondenti ai vettori |A e c|A siano coincidenti. Lo stesso dicasi per i vettori bra. Il bra corrispondente al ket c|A `e A|c, dove c indica il complesso coniugato di c.

I vettori ket possono essere sommati per ottenere altri vettori ket, es.:

|C = c 1 |A + c 2 |B

(1.2)

dove c 1 , c 2 sono due numeri complessi. In tal caso si dice che lo stato corrispondente al ket |C `e una sovrapposizione degli stati corrispondenti ai ket |A e |B . Similmente:

C| = A|c 1 + B|c 2

(1.3)

Due stati A e B si dicono ortogonali se A|B = B|A = 0. Ancora, uno stato A si dice normalizzato se il ket corrispondente soddisfa all’equazione A|A = 1.

2

CAPITOLO 1.

PREMESSE FISICO-MATEMATICHE

3

Se nella (1.2) i ket |A e |B sono ortogonali (e normalizzati), i coefficienti c 1 e c 2 si ottengono

moltiplicando l’equazione, a sinistra, rispettivamente per gli immaginari coniugati A| e B|:

A|C =

c 1 A|A + c 2 A|B = c 1 · 1 + c 2 · 0 = c 1

(1.4)

B|C = c 1 B|A + c 2 B|B = c 1 · 0 + c 2 · 1 = c 2

D’altra parte, usando la (1.3), abbiamo:

 
 

c 1 = C|A

c 1 = C|A

(1.5)

c 2 = C|B

c 2 = C|B

Dal confronto delle (1.4) e (1.5) risulta allora che A|C = C|A e B|C = C|B . In definitiva, affinch`e un dato stato possa essere espresso in termini di sovrapposizione di altri stati, con coefficienti indipendenti dalla scelta della particolare rappresentazione (in ket o bra) conviene far valere la relazione generale

A|B = B|A

1.2 Variabili dinamiche

(1.6)

L’effetto della misura di un’osservabile viene specificato tramite l’azione di un operatore sul ket che descrive il sistema. A ogni osservabile (o variabile dinamica) nota in meccanica classica corrisponde un operatore quantistico construito a partire da certe regole che, nell’insieme, prendono il nome di principio di corrispondenza.

ˆ

Se F `e l’operatore corrispondente alla variabile dinamica F , l’effetto della misura di F su

ˆ

un sistema nello stato rappresentato dal ket |A `e indicato dall’espressione F |A . In generale,

dove |B rappresenta un (diverso) stato del sistema; in altre parole, la misura

di F comporta la transizione del sistema da uno stato A a uno stato (diverso) B. Vale pure

F |A = |B ,

ˆ

un’equazione corrispondente per i bra: A| F = B|, dove l’operatore F viene detto coniugato

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

.

Hermitiano (o aggiunto) di F . Un operatore si dice Hermitiano (autoaggiunto) se F =

F

Gli operatori che rappresentano osservabili sono Hermitiani. Ricordando la (1.6), ponendo

|B = F |C , abbiamo B| = C| F e:

ˆ

ˆ

ˆ ˆ

C| F |A = A| F |C

ˆ

(1.7)

Gli operatori F sono lineari nel senso che soddisfano equazioni del tipo

ˆ

ˆ

ˆ

F(c 1 |A + c 2 |B ) = c 1 F|A + c 2 F |B

ed analoghe sui bra.

(1.8)

Non sempre l’effetto della misura dell’osservabile F su un sistema in uno stato A porta alla transizione a uno stato diverso. In tali casi valgono equazioni del tipo

ˆ

F |A = a|A

(1.9)

CAPITOLO 1.

PREMESSE FISICO-MATEMATICHE

4

dove a `e un numero e si `e sfruttato il fatto che sia |A , sia a|A descrivono lo stesso stato A. Equazioni simili sono molto importanti nella teoria generale e prendono il nome di equazioni

ˆ

agli autovalori. Con riferimento all’equazione (1.9), |A si dice autovettore dell’operatore F (lo

stato A dicasi autostato) corrispondente all’autovalore a.

Gli autovalori di un dato operatore Hermitiano corrispondente a una variabile dinamica F sono numeri reali. Infatti, stante la (1.9), vale la corrispondente

ˆ

A| F = a A|

(1.10)

Moltiplicando la (1.9) a sinistra per A| e la (1.10) a destra per |A otteniamo:

  A| F|A = a A|A

A| F|A = a A|A

ˆ

ˆ

(1.11)

da cui a = a (cio´e, a `e un numero reale). Gli autovettori di un operatore Hermitiano corrispondenti ad autovalori diversi sono orto- gonali: siano infatti

ˆ

F|A = a|A

F|B = b|B

ˆ

(1.12)

con a diverso da b; moltiplicando per |A , da destra, l’immaginaria coniugata della seconda

delle (1.12) e tenuto conto che b = b, si ha:

ˆ

B| F |A = b B|A

(1.13)

D’altra parte, moltiplicando per B|, da sinistra, la prima delle (1.12), abbiamo

ˆ

B| F |A = a B|A

(1.14)

Sottraendo la (1.13) dalla (1.14) si ottiene (a b) B|A = 0 ed essendo per ipotesi a b

segue

in altre parole, se |A `e

F associato all’autovalore a, anche c|A `e un autovettore associato allo stesso

autovalore (si ricordi pure che |A e c|A descrivono lo stesso stato A). Un autovalore associato ad autovettori diversi (non proporzionali) si dice degenere. Una qualunque combinazione lineare di autovettori associati a un autovalore degenere `e ancora un autovettore associato al medesimo autovalore: se

= 0,

B|A = 0.

Si noti che se vale

ˆ

ˆ

F |A = a|A

ˆ

ˆ

allora c F|A = F c|A = a c|A ;

autovettore di

ˆ

F|A i = a|A i

(i = 1, n)

(1.15)

allora

ˆ

F

c i |A i =

i

i

F|A i = a c i |A i

c i ˆ

i

(1.16)

CAPITOLO 1.

PREMESSE FISICO-MATEMATICHE

5

Vediamo ancora una propriet`a riguardante il coniugato Hermitiano del prodotto di due opera-

ˆ

tori F

e G; posti F|A = |B e G |C = |D , si ha:

ˆ

ˆ

ˆ

B|D = A| F G |C = D|B = C| G F|A = A|( G F) |C

Allora,

( G F) = F G

dove si `e sfruttato il fatto che, per un qualunque operatore G, ( G ) = G. In una sezione suc-

(1.18)

(1.17)

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

cessiva si vedr`a che il prodotto di operatori non `e in generale commutativo ( F G

= G F ) e conta

quindi l’ordine con cui i prodotti sono effettuati. La (1.18) dice che il coniugato Hermitiano del prodotto di due operatori `e uguale al prodotto in ordine inverso dei coniugati Hermitiani

degli stessi.

1.3

Misure

Si assume che il risultato della misura dell’osservabile F su un sistema che si trovi in un

ˆ

autostato di F sia l’autovalore corrispondente a quell’autostato (o meglio, corrispondente al-

ˆ

F |A = a|A , a `e il risultato della

misura di F quando il sistema si trovi nello stato A descritto da |A . Se A `e normalizzato,

l’autovettore associato a quell’autostato). Dunque, se vale

ˆ

a = A| F|A .

Se il sistema si trova in uno stato B che non `e autostato di F , si assume comunque che il

ˆ

risultato della misura di F sia uno dei possibili autovalori di F . Non `e dato tuttavia conoscere

con certezza quale tra gli autovalori di

Si

assume pure che il valore B| F |B sia il valor medio di un gran numero di misure della stessa

osservabile su sistemi identici (e non pi`u misure ripetute della stessa osservabile sullo stesso sistema). Inoltre, per continuit`a fisica, la misura di un’osservabile F compiuta una seconda volta sullo stesso sistema deve dare lo stesso valore ottenuto con la prima misura. Sia a il risultato della prima misura di F su un sistema che si trova in uno stato B che non `e autostato

di F : sappiamo che a deve essere un autovalore di F ; ora, se ripetiamo la misura una seconda

volta, per la continuit`a fisica di cui sopra, sappiamo che il risultato deve essere certamente a:

questo vuol dire che, per la seconda misura, il sistema dove trovarsi in quell’autostato (A) di F associato all’autovalore a. Ma allora la prima misura ha causato la transizione del sistema dallo stato B allo stato A (collasso della funzione d’onda). Poich´e la misura di un’osservabile F su un qualunque stato B causa la transizione da B a un autostato A di F , si ammette che B (qualunque esso sia) sia sempre esprimibile come sovrapposizione di un certo numero di autostati di F ; la misura avrebbe l’effetto di proiettare

lo stato B su uno degli stati base da cui `e composto. In formule:

la misura non potr`a fornire che uno degli autovalori di

F sia il risultato di una singola misura: `e noto che

ˆ

ˆ

F , ma non si sa quale di questi.

ˆ

|B = c 1 |A 1 + ··· + c n |A n c i |A i (1.19)

i=1,n

B| F|B = c i c j A i | F|A j = c i c j a j A i |A j =

ˆ

ˆ

i,j

i,j

i,j

c i c j a j δ ij =

j

|c j | 2 a j

(1.20)

CAPITOLO 1.

PREMESSE FISICO-MATEMATICHE

6

dove δ ij (delta di Kr¨onecker) vale 1 se i = j, 0 altrimenti e si `e tenuto conto dell’ortonormalit`a degli autostati di F . Il valor medio di F nello stato B `e dunque una media pesata degli au- tovalori di F ; i quadrati dei moduli dei numeri (complessi) c i , coefficienti della combinazione lineare che esprime B in funzione degli A i , rappresentano i pesi nella media degli autovalori.

In

altri termini, ciascun |c i | 2 `e la probabilit`a che la misura di F dia come risultato l’autovalo-

re

a i , nello stato rappresentato da |B ; i c i sono allora le corrispondenti ampiezze di probabilit`a.

Poich´e B `e uno stato generico (qualunque) di un sistema, perch`e una misura di una data osservabile F sia sempre possibile, deve esistere un numero sufficiente di autostati di F con i quali esprimere qualunque stato B; in altre parole, gli autostati di F costitiscono un insieme completo. Data l’ortonormalit`a degli A i vale:

A j |B = c i A j |A i = c i δ ij = c j

dunque i c i sono i prodotti scalari

i

A i |B . Allora,

i

|B = c i |A i = A i |B |A i = |A i A i |B

i

i

i

(1.21)

(1.22)

Data la genericit`a di B vale allora la condizione di completezza:

i

|A i A i | = 1

(1.23)

Una variabile dinamica `e un’osservabile solo se dispone di un insieme completo di autostati.

1.4

Rappresentazioni

Per i risultati visti alla sezione precedente, un insieme completo di autostati A i di una qualunque variabile dinamica F pu`o essere usato per esprimere un qualunque stato B di un dato sistema.

I coefficienti c i della combinazione lineare che esprime B in funzione degli A i definiscono

univocamente B, cio`e, fissata una base di autovettori, B viene univocamente rappresentato dai coefficienti della combinazione lineare:

|B

|A

i

−→

(c 1 ,

,

c n ) ≡ {c i } i=1,n

(1.24)

Si

dice che l’insieme dei c i costituisce una rappresentazione di B nello spazio degli autostati

di

F . La rappresentazione dipende comunque dalla scelta di F , cos`ı come la rappresentazione

di

un vettore della geometria ordinaria, in termini delle sue componenti lungo tre direzioni,

dipende dallo specifico sistema di riferimento prescelto. Nella generalit`a dei casi il numero di autostati di una data osservabile non `e finito e neppure

`e discreto il che vuol dire che possono esistere infiniti autostati variabili con continuit`a in un

dato intervallo (che non `e detto sia finito). Un esempio classico `e quello delle coordinate di un oggetto: esistono infinite posizioni (coordinate espresse da tre numeri reali in un dato riferi- mento cartesiano) in cui un oggetto pu`o trovarsi e, supposto non vi siano vincoli particolari,

CAPITOLO 1.

PREMESSE FISICO-MATEMATICHE

7

tali posizioni possono variare con continuit`a in un dato intervallo. Essendo la posizione di un oggetto un’osservabile, detto |r il generico autostato dell’operatore posizione rˆ [r `e l’insieme delle tre coordinate spaziali (x, y, z)], per cui rˆ|r = r|r , un qualunque stato B potr`a essere rappresentato dai coefficienti c(r) = r|B i quali, essendo le coordinate r variabili con conti- nuit`a, sono in realt`a delle funzioni delle stesse. Al variare di r, il ket |r (o il bra r|) descrive tutti i possibili autovettori di rˆ e c(r) rappresenta l’intero insieme dei coefficienti che esprimo- no |B in funzione di |r . La funzione c(r) dunque `e la rappresentazione di |B nello spazio delle coordinate (rappresentazione di Schr¨odinger) ed `e normalmente indicata con il simbolo ψ(r) (funzione d’onda). Quanto detto a proposito dei c i , in merito alla loro interpretazione in termini di ampiezze di probabilit`a, si traspone facilmente al caso degli autovalori continui: la funzione ψ(r) `e l’ampiezza di probabilit`a che la misura della posizione di un oggetto dia come risultato r. La corrispondente densit`a di probabilit`a nel punto r `e |ψ(r)| 2 , mentre la probabilit`a che la misura posizionale dia un valore compreso nell’intervallo infinitesimo dr `e |ψ(r)| 2 dr.

Nel caso di autovettori continui, la condizione di completezza (1.23) viene conveniente espressa da

(1.25)

|r dr r| = 1

dove la sommatoria (discreta) sugli autostati `e stata sostituita da un integrale (sommatoria continua) sugli stessi. Risulta:

|B = 1 |B =

|r dr r|B = |r dr ψ B (r)

(1.26)

La rappresentazione di B in un altro sistema di riferimento r sar`a allora facilmente ottenibile dalla (1.26):

ψ B (r ) = r |r dr ψ B (r)

(1.27)

ammesso di conoscere la funzione di trasformazione r |r . Se |A `e un ket normalizzato che descrive lo stato di una particella,

A|A = 1.

Nella

rappresentazione di Schr¨odinger, per la condizione di completezza, si ha allora:

A|A = 1 = A|1|A = A|r dr r|A = dr ψ(r)ψ(r) = dr|ψ(r)| 2

(1.28)

Vale a dire: l’integrale su tutto lo spazio della probabilit`a di trovare la particella in una qualche posizione r vale 1. Diviene cos`ı evidente la necessit`a di usare funzioni d’onda normalizzate:

poich´e deve essere certa la probabilit`a di trovare la particella in qualche punto dello spazio, la somma (integrale) delle probabilit`a su tutte le possibili posizioni deve essere 1 (1 `e, per definizione, la probabilit`a dell’evento certo).

Anche gli operatori possono essere rappresentati nello spazio base degli autovettori di una

ˆ

qualche variabile dinamica. Con riferimento al caso discreto e finito, sia F un operatore e sia

{|A i } i=1,n un insieme completo (e finito) di vettori; l’insieme dei numeri

costituisce la corrispondente rappresentazione di

F . Gli f ij possono essere organizzati nella

ˆ

f ij = A i | F|A j

ˆ

CAPITOLO 1.

PREMESSE FISICO-MATEMATICHE

8

forma di una matrice quadrata di n righe ed n colonne:

ˆ

F

|A

i

−→

{f ij } i,j=1,n


 

f 11 ···

.

.

.

f n1

···

f 1n

.

f nn

(1.29)

ˆ

Consideriamo ora l’espressione

e moltiplicando a sinistra per A j |, si ottiene:

F |B = |C ; introducendo la condizione di completezza (1.23)

i

ˆ

A j | F|A i A i |B = A j |C

(1.30)

Indicati rispettivamente con b i e c j gli scalari A i |B e A j |C , l’equazione (1.30) pu`o allora scriversi come

c j = f ji b i

i

(1.31)

La sommatoria implicata nella (1.31) altro non `e che l’ordinario prodotto riga per colonna

della matrice rappresentativa di

tativo di |B . L’insieme dei c j [uno per ogni A j | nella (1.30)] costituisce il vettore colonna rappresentativo di |C . In sintesi:

F per il vettore colonna (n righe e una colonna) rappresen-

ˆ

ˆ

F|B = |C

|A i

−→

f 11 ···

.

.

.

f n1

···

f 1n

.

f nn

b

.

.

.

b

1

n

=

c

.

.

.

c

1

n

(1.32)

ˆ

Si noti che la rappresentazione di un operatore F nello spazio base dei suoi stessi autovettori

ˆ

|A i `e una matrice diagonale: gli elementi sulla diagonale principale sono gli autovalori di F,

e tutti gli altri sono nulli:

ˆ

A j | F|A i = a i A j |A i = a i δ ij

ˆ

F

|A i

−→

a

1

.

.

.

a

n

(1.33)

La ricerca degli autovalori di una data osservabile F viene perci`o anche detta diagonalizzazione

ˆ

(della matrice rappresentativa, in un qualche spazio) di F.

ˆ

Sappiamo che un operatore

F `e Hermitiano se coincide con il suo coniugato Hermitiano:

F ˆ = F . In tal caso, ricordando la (1.7):

ˆ

ˆ

ˆ

ˆ

A j | F|A i = A i | F |A j = A i | F|A j

f ji = f ij

(1.34)

Una matrice F i cui elementi coincidono con i complessi coniugati della matrice trasposta

(f ji = f ij ) viene detta Hermitiana; la (1.34) dice allora che la matrice rappresentativa di un

CAPITOLO 1.

PREMESSE FISICO-MATEMATICHE

9

operatore Hermitiano `e Hermitiana.

 

ˆ

ˆ

ˆ

La matrice rappresentativa dell’operatore

H, prodotto di due operatori

F

e

G, in una base

 

ˆ

ˆ

{|A i } i=1,n , ha elementi h ij

= A i | F G|A j .

Per la condizione di completezza:

 
 

ˆ

ˆ

 

h ij =

A i | F|A k A k | G|A j

 

(1.35)

 

k

La (1.35) `e l’elemento (i, j) della matrice prodotto riga per colonna delle due matrici rappre-

ˆ

sentative di F e G, rispettivamente:

ˆ

da cui:

ˆ

H

ˆ

ˆ

= F G

|A i

−→

h 11 ···

.

.

.

h

1n

.

h n1 ··· h nn

h ij =

k

f ik g kj

=

f 11 ···

.

.

.

f 1n

.

f n1 ··· f nn

g 11 ···

.

.