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Avere una spiritualità serve alla mente e non solo

La riscoperta della spiritualità e religiosità in psicoterapia

Per religiosità si intende l’appartenenza a una confessione religiosa e una pratica di vita della religione
stessa; la spiritualità invece non sempre coincide con la religiosità, va oltre, è un legame intimo, profondo
con la trascendenza, è una ricerca personale del sacro, e include visioni del mondo che possono trovarsi al di
fuori delle religioni istituzionalizzate (Pargament 2013). Si tratta di temi nuovi che sono entrati da poco
nell’ambito psicoterapeutico; un tempo essi venivano considerati come ostacoli alla psicoterapia, come fonti
potenziali di psicosi, ricorsi a soluzioni magiche, espressioni di sentimenti di paura o di colpa, come
atteggiamento dogmatici e bigotti (Freud considerava la religione come nevrosi di massa) o quantomeno
poco importanti ai fini del benessere del paziente, in un’ottica di riduzionismo biologico-tecnicistico
(Mugnaini, Lassi, 2014, 9) Negli ultimi anni invece vi è stata una riscoperta di queste dimensioni anche
grazie ad esperienze come la mindfulness. Numerosi studi mettono in evidenza il ruolo chiave delle
esperienze spirituali nella promozione della salute mentale e fisica in quanto favoriscono la socializzazione,
accrescono il senso di altruismo, di amore del prossimo e della soddisfazione della vita, dando speranza e
rendendola significativa (Shaw, Bayne, & Lorelle, 2012, 271). Indipendentemente dalle convinzioni religiose
di ciascuno è indubbio l’effetto psicologico che può avere la religione e la spiritualità in genere. Dalle
ricerche risulta che i soggetti credenti hanno meno probabilità di assumere droghe, commettere crimini,
divorziare e suicidarsi. Godono anche di una migliore salute fisica e vivono più a lungo (Seligman, 2010,
72). Chi assiste con maggiore frequenza alle celebrazioni religiose si dichiara più felice nella vita di chi non
le frequenta (Meazzini, 2007, 39). Inoltre esiste una forte correlazione fra religione e bassi livelli di ansia e
depressione (Bonelli, Dew, Koenig, Rosmarin, &Vasegh , 2012, 6) e l’attendere a un servizio religioso per
più di una volta la settimana riduce la mortalità globale e i rischi sul fronte cardiovascolare (Graziottin,
2016). Questo anche perché le credenze spirituali e religiose inducono atteggiamenti di fiducia verso la vita
che diminuiscono lo stress e quindi possono portare ad un abbassamento della pressione arteriosa ed
all’assunzione di comportamenti di vita più sani (diminuzione di alcol, fumo e cattive abitudini alimentari)
(Mattia, 78). La Psicologia Positiva mette inoltre in evidenza come testi spirituali che riguardano virtù quali
il coraggio, il perdono, la perseveranza siano particolarmente adatti in ambito educativo nella formazione
degli studenti in quanto proposte di modelli da imitare (Seligman, Ernst, Gillham, Reivich & Linkins. 2009,
306). Le esperienze spirituali per di più incoraggiano le persone ad essere pazienti nell'affrontare i problemi
e a creare atteggiamenti positivi che accrescono i comportamenti adattivi e migliorano la qualità della vita,
insomma: sono terapeutiche.

Bibliografia
 Bonelli, R., Dew, R.E., Koenig, H.G., Rosmarin, D.H., Vasegh, S.(2012). Religious and Spiritual
Factors in Depression: Review and Integration of the Research. Depression Research and Treatment,
Volume 2012
 Daniele Mugnaini, Stefano Lassi, (2014) Orientamenti per il rispetto della spiritualità del paziente nella
pratica clinica, APPC
 Graziottin A. (2016). Spiritualità e salute: le ragioni medico-scientifiche.
https://www.alessandragraziottin.it/it
 Mattia, M. (2019) Spiritualità, migrazione e psichiatria. Un argomento scottante per la psicoterapia?
Psychotherapie-Wissenschaft 9 (1) 77–82
 Meazzini P. (2007). Ottimismo e felicita. Firenze: Giunti Editore.
 Pargament KI (2013) Ziele, die dem Menschen heilig sind. Zur Bedeutung der Zukunft für die
Gesundheit. Spiritual Care 2:8-16.
 Seligman M.E.P. (2010). La costruzione della felicita. Trento: Mondadori.
 Seligman M.E.P., Ernst R.M., Gillham J., Reivich K. and Linkins M. (2009). Positive education:
positive psychology and classroom interventions, Oxford Review of Education, 35(3) 293-311.
 Shaw, B. M., Bayne, H., & Lorelle, S. (2012). A constructivist perspective for integrating
spirituality into counselor training. Counselor Education and Supervision, 51(4), 270-280.

Domenico Ferraro