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Laura baccara

L�immagine allo Specchio

Edizioni Babele books.

(il testo qui di seguito � la bozza inviatami dall�autrice, senza


revisioni, n� copertina o altro. D.B.)

- Si osserv� attentamente allo specchio, fece correre lo


sguardo sul torace nudo, ci� che vedeva non le piaceva per
niente. Qualcosa in lei stava cambiando e non voleva
neanche pensare a come sarebbe diventata . I suoi occhi si
bloccarono sulle protuberanze che stavano crescendo sul suo
fisico ancora acerbo, d�adolescente, ma che ben presto,
sarebbe sbocciato in quello di una donna. Quello che tutte le
ragazzine attendevano con ansia la infastidiva, perch� non
corrispondeva a ci� che sentiva profondamente dentro di s�.
Decise che avrebbe ignorato ci� che le stava accadendo e che
si sarebbe comportata come sempre. Un leggero sorriso le si
dipinse sul volto, avrebbe continuato a essere la stessa
identica persona. Sospir� sollevata.
�Andrea! Sbrigati dobbiamo andare�� la chiam� sua madre
fuori dalla porta del bagno.
Si rivest� rapidamente e usc� di corsa. Sua madre, una bella
signora di 49 anni, l�attendeva elegantemente vestita, pronta
per partire per le vacanze estive.
Prese le ultime borse che sua madre aveva in mano e si
scapicoll� gi� dalle scale per infilarsi nella Fiat 124. Era
impaziente di raggiungere Porto Ceresio, sul lago di Lugano,
dove da anni trascorrevano le vacanze. Avvertiva che
qualcosa di diverso sarebbe successo quell�anno, appoggi� la
testa al finestrino e osserv� la strada che lentamente scorreva
come il fluire dei suoi pensieri e dei suoi sogni. Fantasticava
sul suo futuro e sulla possibilit� di dividere la sua vita con
una donna. Si fece cullare cos� bene dalle immagini che
aveva dipinto nella sua mente che fin� per addormentarsi.
Le giornate estive trascorsero rapidamente tra partite di
calcio, perlustrazione dei boschi con le sue amiche del cuore,
gite con l�oratorio e pomeriggi in piscina. Passava le serate a
tradurre articoli di fotografia, dalle riviste americane e
inglesi, e ci� provocava la derisione della sorella pi� grande
che non capiva per quale assurdo motivo, mentre tutti i suoi
amici erano in giro a divertirsi, nelle serate estive, lei
rimaneva in casa a scrivere. La prendeva in giro per quel suo
modo di dedicarsi a qualcosa che sembrava inutile, ma in
realt� Andrea aveva ben chiare le idee sul suo futuro e ci�
che stava facendo l�avrebbe aiutata nel lavoro che aveva
deciso di svolgere a costo di qualsiasi sacrificio. Sacrifici.
Parola che suonava del tutto sconosciuta alla sorella
Marina,maggiore di sei anni, che voleva subito tutto ci� che
le piaceva, senza attendere, senza avere la pazienza di
lavorare e raggiungere poi l�obiettivo prefisso. Per questo
considerava Andrea una cretina rispetto a lei. Non scorreva
buon sangue tra loro due, e molto spesso si prendevano a
botte. Il fisico atletico di Andrea aveva fatto desistere Marina
da qualsiasi confronto diretto dopo che aveva avuto la
peggio, a suon di botte, in un paio di discussioni. Andrea non
era tipo di molte parole, aveva sempre e solo preferito fare i
fatti, cosa che l�avvicinava alla famiglia della madre. Per
questo si sentiva orgogliosa. Non aveva mai avuto grande
simpatia per il ramo paterno,parenti per i quali andava invece
pazza la sorella. Andrea frequentava i suoi amici durante il
giorno e,non molto spesso, le capitava di uscire insieme a
loro alla sera. Nei pomeriggi che non trascorreva in loro
compagnia, si dedicava alla fotografia. Le piaceva cercare di
trasferire sulla pellicola le emozioni che provava
nell�ammirare un panorama, un fiore, un viso particolare,e
cercava poi di trascrivere su carta ci� che quelle cose
potevano provocare nell�animo umano. Sapeva che era
un�impresa difficile e che solo pochi al mondo ce la
facevano,ma ce l�avrebbe messa tutta per riuscirci.
Quell�estate, Andrea, si rese conto che il suo interesse per le
donne si era fatto pi� intenso e profondo,ma non gli diede
molta importanza. In quel periodo, per lei, solo giocare, fare
sport e divertirsi era determinante.
Qualcosa di diverso le avrebbe fatto cambiare idea almeno in
parte.

- Quel giorno l�oratorio aveva organizzato una gita al


convento di Venegono, nei pressi di Varese, dove sarebbero
rimasti per tutta la giornata. Mentre si tirava su i pantaloni
che le stavano scendendo, not� ai margini del bosco, seduta
su una panchina, Paola. Deglut� rumorosamente un paio di
volte, non sapeva se avrebbe trovato il coraggio per
avvicinarsi. La osserv� da lontano, i capelli biondi lisci, gli
occhi azzurri, la carnagione chiara e i suoi modi l�avevano
sempre affascinata.
Si avvi� lentamente verso la panchina cercando di trovare
una scusa per iniziare una conversazione che non suonasse
stupida e priva di senso. Paola le sorrise dolcemente non
appena la vide avvicinarsi.
�Ti sei stancata di giocare a pallone?� le chiese.
�No�- le rispose d�istinto - abbiamo semplicemente finito la
partita.Posso sedermi qui?� le chiese nervosamente indicando
il posto di fianco a Paola .
Annu� senza parlare.
�Cosa fai qui tutta sola?� le domand� muovendo
ansiosamente le mani.
�Non mi andava di stare in mezzo agli altri.�
�Come mai, non stai bene?�
�Sto benissimo��
Il cuore di Andrea incominci� a correre, le sue mani
diventarono fredde e sudate, la sua mente si annebbi�
all�improvviso. Le mancava il fiato, e la saliva si era
praticamente azzerata.
�Io�volevo dirti una cosa�� da un po� che volevo farlo��
Paola la osserv� come se gi� sapesse di cosa voleva parlarle.
�Non � per caso � disse � perch� tempo fa ti ho detto che mi
guardavi con lo sguardo di quel tizio della pubblicit�, quello
che ti ho fatto vedere sul giornale?�
Andrea non replic�, si sentiva in difficolt�, come se quella
ragazza che aveva di fronte le leggesse nella mente, leggesse
le emozioni che aveva scritte nel cuore e che non riusciva a
nascondere.
�Forse da prima ancora�sai mi fa molto piacere quando
vieni a vedermi giocare a pallone e anche a pallavolo,e a
pallacanestro��
�Lo so,sei la pi� brava di tutti��
Andrea sorrise e si gonfi� il petto piena di orgoglio.
�Paola�- temeva che nel momento stesso in cui le avrebbe
detto quello che provava, lei l�avrebbe ricambiata con una
sberla -mi piaci�mi piaci molto davvero�� si ferm� per
attendere la sua reazione, s�irrigid� nell�attesa di sentire il
suono del ceffone nell�aria. Non lo avvert�.
Paola sorrise sollevata.
�Ti ci � voluto un po� per dirmelo�ma cosa non capivi?�
Andrea la scrut� stupita, le aveva tolto le parole.
Paola le sfior� la mano destra, e accarezz� la vena
superficiale che ne percorreva il dorso. Andrea deglut�
nuovamente, quella prova l�aveva spossata e si lasci� andare.
Si appoggi� con la testa sulle gambe di Paola. La ragazza
dagli occhi azzurri incominci� ad accarezzarle i capelli.
�Sai che se ci vedesse qualcuno��
�Non me ne frega niente�� replic� Paola.
In quell�istante si avvicinarono due delle signorine laiche che
accompagnavano sempre i ragazzi in gita insieme con il
parroco del paese, ma non a sufficienza per riconoscere
Andrea.
�Paola cosa fai? Accarezzi i bei giovanotti?�
Andrea si sollev� d�istinto. Le signorine la riconobbero
subito e la salutarono, poi si allontanarono.
�Forse � meglio che raggiungiamo gli altri, cosa ne dici?�
chiese Andrea pensando che Paola fosse stata infastidita da
quell�intrusione. In realt� non era cos�. Non sapeva ancora
cosa sarebbe successo in seguito, ma pensava che da quel
momento in poi sarebbero state ufficialmente insieme.
Dentro di s� non aveva la pi� pallida idea di cosa avrebbe
dovuto fare perch� la cosa potesse proseguire, Paola era la
sua prima ragazza.
�No, non mi va - disse mentre si sollevava dalla panchina -
vieni�- prosegu� tendendole la mano - andiamo da qualche
parte dove non ci pu� raggiungere nessuno.� Voleva fare
qualcosa che aveva visto fare alla televisione e che aveva
letto nei romanzi.
Andrea sorrise e si avvi� con lei verso il bosco, il suo cuore
batteva cos� forte che pensava le sarebbe saltato fuori dalle
orecchie e l�avrebbe visto saltellare davanti a lei, non riusciva
pi� a deglutire. Sapeva cosa sarebbe successo. Per la prima
volta avrebbe baciato una ragazza e non sapeva se ne sarebbe
stata all�altezza. Paola si ferm� di colpo, si appoggi� al
tronco di un albero. Si fissarono e osservarono per qualche
istante, quella ragazza bionda che aveva di fronte era bella,
cos� bella che aveva paura di farle del male. L�agitazione, le
emozioni si erano impossessate della mente di Andrea che in
quel momento era incapace di ragionare. Le osservava le
labbra, desiderava sentirle sotto le sue. Prese coraggio e si
avvicin�, si blocc� vicino a Paola, cos� vicino che poteva
sentirne il profumo. Si fissarono negli occhi, per un po�, poi
Paola le sorrise, le appoggi� le mani sul torace e Andrea
lasci� andare tutti i freni. Le sue labbra si posarono su quelle
della sua compagna, fu percorsa da un brivido, gioc� per un
po� con le sue labbra, poi d�istinto ne disegn� il contorno con
la punta della lingua. Paola non seppe resistere e socchiuse la
sua bocca per accogliere la lingua di Andrea. Si baciarono a
lungo, senza sosta, come se volessero nutrirsi l�una dell�altra,
poi un fischio proveniente dal convento mise termine a quei
momenti. In silenzio si avviarono lentamente verso il bus che
le attendeva.
�Perch� il tuo respiro si era accorciato?� le sussurr� Paola da
dietro le spalle poco prima di salire sul pullman che le
attendeva per rientrare.
Andrea si gir� .
�Sei tu - replic� sottovoce - che mi fai accorciare il fiato.�
Paola sorrise soddisfatta, compiaciuta di essere stata capace
di provocare sensazioni cos� violente, e si arrampic� sui
gradini del pullman.

- Francesco, Maria e Teresa stavano attendendo nella piazza


del paese l�arrivo di Andrea che era stranamente in ritardo.
Solitamente la loro amica era pi� puntuale di un orologio
svizzero.
�Tu l�hai vista, stamattina?� chiese Francesco, un bambino
biondo di qualche anno pi� giovane e grande amico di
Andrea. Si divertivano insieme a fare sport, erano come due
compagni.
�No, non � passata da me, doveva venire in mattinata ma non
si � fatta vedere� replic� Maria, la pi� grande del gruppo.
Capelli castani a caschetto, fisico robusto e piuttosto
mascolina nei modi di fare,divideva con Andrea la grande
passione per il calcio.
�Pensavo mi passasse a chiamare oggi pomeriggio -
intervenne Tea, la pi� giovane di tutti. Capelli neri e occhi
verdi, i chili di troppo sul suo fisico rivelavano l�innata
golosit� per i dolci - invece non l�ho proprio vista�sar�
successo qualcosa?�
�Aspettiamo ancora un po�, poi andiamo a
chiamarla!�esclam� Maria.
�Forse sta arrivando ora�� disse Francesco voltandosi verso
la strada principale di Porto Ceresio.
�Scusate il ritardo, ma mia mamma non riusciva pi� a trovare
una cosa e mi ha costretta a cercarla,non mi ha lasciato uscire
finch� non l�ho trovata�andiamo?�
�Sii,ti abbiamo aspettato finora - replic� Maria - non so se
riusciremo ad arrivare fino a Bissone oggi pomeriggio, �
lunga��
�Ci proviamo, vediamo fin dove arriviamo,anche perch�
devo essere indietro per le 7.�
�Anche noi!� esclamarono in coro Tea e Francesco.
�Paola non ha voluto venire?� chiese Maria, sapendo che
Andrea aveva un debole per quella ragazza.
Andrea la scrut� e le sorrise.

�No non poteva, doveva andare dal dentista a Varese con sua
mamma Sai quanto ci tiene ai suoi denti!� esclam�.
�Allora stasera andiamo? Guarda che quelle due deficienti di
mia sorella e tua sorella vanno alla festa��
�Beh, possiamo andare a dare un�occhiata.Ti sei fatta firmare
il permesso da tua mamma? Dobbiamo fare le cose in
regola.� aggiunse Andrea.
�Cosa fate gli investigatori?� chiese curiosa Tea
�Si,abbiamo preparato anche i biglietti da visita e ieri siamo
andati a casa di Andy a consegnarli. Li distribuiamo un
po��stasera sar� il nostro primo incarico.� disse Maria.
�A che ora andate?� chiese Francesco.
�Non so�credo che loro andranno per le 21 e noi ci
apposteremo un po� prima, per vederle arrivare.� precis�
Andrea.
Smisero di chiacchierare e si concentrarono sulla loro
passeggiata svizzera su due ruote. Era una bella giornata di
sole di fine Luglio, la loro meta era Bissone, a circa una
ventina di chilometri da Porto Ceresio. Erano abituati a farlo,
giravano spesso in bicicletta ed erano allenati. Andrea
spingeva gli altri a fare sempre meglio, non si fermava mai
dinanzi a nulla, neanche le distanze la potevano fermare.

- Paola osserv� timorosamente gli occhi azzurri di sua madre


Alycia, una bella donna slanciata e magra, coi capelli biondi
che le sfioravano appena le spalle. Stava in piedi di fronte a
lei, non sapeva come avrebbe reagito a quello che aveva
intenzione di dirle di li a pochi minuti. Era certa che la sua
mentalit� le avrebbe permesso di accettare una cosa simile,
ma non ne era sicura, in fondo era sempre un genitore, anche
se molto moderno e aperto.
� Mamma - inizi� titubante - ho bisogno di parlarti, di dirti un
paio di cose��
Sua madre la scrut� pensierosa.
�E� successo qualcosa di serio?�
�Non so�per� per me lo � - prosegu� cercando di trovare il
fiato e il coraggio per continuare a parlare. Sapeva che con
lei poteva dialogare di tutto, ma ci� che le doveva confessare
le metteva un po� di timore - volevo dirti che ho ��
�Ti sei fidanzata?� l�anticip� la mamma sorridendo in
maniera complice.
Paola annu� lasciandosi cadere sul suo letto.
�Sii�ma��
�Cosa? C�� qualcosa che ti preoccupa? C�� qualcosa che vuoi
sapere? �
�Si, mi sono fidanzata con�con Andrea!�
La mamma la osserv� in silenzio per qualche secondo.
�Si, e che problema avete?�
Paola la scrut� sorpresa, non aveva avuto nessun tipo di
reazione, era tranquilla come era sempre stata e la notizia non
l�aveva sconvolta per niente.
�Mamma hai capito quello che ti ho detto?�
�Si, certo tesoro,ho capito che tu e Andrea state insieme.
Giusto?�
Annu� nuovamente.
�E io ti ho chiesto se avete qualche problema. C�� qualcuno
che vi prende in giro? C�� qualcuno che vi infastidisce per
questo? Tesoro, dovresti conoscere tua madre ormai, a me
basta che tu sia felice. E�questa la cosa pi� importante per
me. Le vuoi bene davvero o � una semplice curiosit� la tua?�
Paola rimase in silenzio per qualche secondo.
�Le voglio bene. Sai, credo che io abbia iniziato per prima ad
accorgermi che lei mi piaceva, e lei ci ha impiegato una vita
per venirmelo a dire�� replic� sorridendo.
�Andrea � molto timida, dovevi aspettartelo, no? Da quanto
state insieme?�
�Da un paio di mesi.�
Sua madre si accomod� sulla sedia a dondolo che stava in
fondo al letto.
�Paola, quanto seriamente state prendendo questa cosa?�
�Abbastanza credo, in fondo abbiamo solo 16 anni��
�Si, ma Andrea mi sembra una ragazza che prende le cose
seriamente, o sbaglio?�
Paola sorrise divertita.
�Hai ragione��
�C�� qualcosa che vuoi sapere? C�� qualcosa che non sai?
Hai rapporti con lei?�
�No, mamma non ancora.�
�Ricordati, Paola, se non ti senti pronta non farlo a tutti i
costi. Capito? E mi raccomando, non voglio che andiate a
nascondervi chiss� dove, lo sai che puoi stare in casa, te l�ho
sempre detto.�
�Si, lo so - replic� sorridendo - mi viene da ridere al pensiero
di come reagir� quando le dir� che ti ho detto tutto��
Il campanello del cancello d�entrata alla villa interruppe la
loro conversazione.
�Vado io�� esclam� sua madre alzandosi dalla sedia e
scendendo rapidamente le scale.
Apr� la porta d�entrata e sorrise caldamente ad Andrea che
stava sulla bicicletta dinanzi al cancello.
�Merda - sussurr� - proprio lei doveva venire ad aprire?Lo
sapevo�- quella donna le piaceva, le era simpatica, ma c�era
qualcosa che la intimoriva - Buongiorno signora - esclam�
mentre saliva i gradini che portavano all�interno della villa -
c�� ��
�Sii � di sopra - replic� sorridendo - cosa fate oggi?�
�Non so, signora, forse andiamo a fare una passeggiata in
bicicletta fino a Riva San Vitale��
�Passate il confine allora? Ricorda a Paola di prendere la
carta d�identit�, la dimentica sempre. Siete solo voi due?�
Andrea la osserv� sospettosa, per qualche secondo pens� che
avesse compreso qualcosa ma cancell� istantaneamente quel
pensiero dalla sua testa.
�No, signora, vengono anche Maria, Francesco e Tea��
�Ok, vai su che ti aspetta.�
�Grazie.� replic� arrampicandosi su per le scale. Giunta
dinanzi alla porta della camera di Paola buss� un paio di
volte.
�Avanti��
�Ciao - esord� Andrea entrando nella stanza e guardandosi in
giro - che fai?�
�Sto mettendo un po�d�ordine, ieri sera non ho avuto tempo
perch� ti ho scritto questa cosa�� disse porgendole un
foglietto ripiegato e avvicinandosi.
Andrea indietreggi� istintivamente e si ritrov� con le spalle
appoggiate all�armadio.
�Devo preoccuparmi?�
Paola le sorrise mentre le appoggiava le mani sul torace.
Osserv� intensamente gli occhi scuri di Andrea, le accarezz�
il viso, le pass� le dita sulle labbra e poi l�abbracci�. Voleva
farsi desiderare e non cerc� le sue labbra.
�E� la tua risposta questa? � richiese preoccupata.
Paola la scrut� in silenzio e poi le sorrise tornando ad
abbracciarla.
�Mi saluti cos� oggi?�
Non se lo fece ripetere due volte, si sollev� e cerc� le labbra
di Andrea. Esplor� la cavit� della sua bocca, le piaceva il
calore che vi trovava e tutte le emozioni che le provocava.
�Va meglio adesso?� le sussurr�.
Deglut� rumorosamente, la sua eccitazione era tale che non
riusciva neanche a parlare.
�Io�io� ti��
�Lo so - replic� Paola, staccandosi leggermente - ma abbi un
po� di pazienza, non me la sento adesso. Ti ho promesso una
cosa,quando me la sentir� te lo dir� subito, non aspetter� che
tu me lo chieda.�
Andrea torn� a cercare le sue labbra mentre le mani
scivolavano sotto la camicetta azzurra della sua compagna. Il
contatto con la pelle calda le provoc� i brividi, i seni non
ancora completamente sbocciati si contraevano sotto le sue
mani, le emozioni che provava erano troppo violente e forti,
il suo cervello era andato in tilt e aveva perso il controllo.Si
sottrasse a quella morsa, tolse le mani e si allontan�
ansimante. Cerc� di riportare il respiro e il battito cardiaco
alla normalit�.
�Cosa c��? � le chiese Paola abbracciandola da dietro.
�Ti�- faceva fatica a dirlo, si sentiva in imbarazzo - voglio,
lo sai�� esclam� con il fiato corto e con il calore che ancora
le pervadeva il corpo.
Paola si mise di fronte a lei.
�Lo so, ma ti prego abbi pazienza. Ho solo paura, tutto qui,
non � che non ti voglio�ho paura e voglio superarla��
Andrea le lanci� un�occhiata indagatrice.
�Non mi credi? Tesoro mio ti desidero tanto quanto tu
desideri me,ma ho qualcosa che mi blocca. Mi vuoi
aspettare?�
Andrea sorrise. Non sapeva dirle di no quando le parlava in
quel modo, quel tono di voce dolce e tenero non le faceva
capire pi� niente.
In quel momento la porta della stanza si spalanc� di colpo.
Stefano, il fratello pi� grande di Paola, entr� nella camera
senza bussare.
�Allora che programmi avete, voi due, per oggi?�
�Ciao,andiamo in Svizzera in bici.�
�Ma come ti sei conciata?- chiese notando l�abbigliamento
disordinato della sorella- Ma vai in giro cos�? Non vedi che
hai la camicetta aperta.�
Paola si osserv� e sorridendo ad Andrea inizi� a
riabbottonarsi.
�Posso andare un momento in bagno?� chiese Andrea.
S�infil� nella stanza a piastrelle bianche con disegni e fiori
blue, si guard� allo specchio per una frazione di secondo, poi
apr� il rubinetto dell�acqua fredda ci infil� sotto i polsi e la
faccia. Non ce la faceva pi�.
�Andiamo - esclam� uscendo dal bagno - Paola ricordati la
carta d�identit�!�
Si avviarono tutte e tre gi� per le scale.
�Ti devo parlare�� sussurr� Paola da dietro le spalle.
Voleva mettere al corrente Andrea di quello che aveva detto
a sua madre, ma non sapeva come la sua compagna avrebbe
reagito, voleva essere da sola con lei per dirglielo.
Si trovarono con i loro amici e si avviarono tutti insieme
verso il confine che era a solo a due chilometri.
La fine dell�estate giunse rapidamente e Andrea torn� a
Milano per riprendere la scuola. Puntuale, ogni week end
tornava per� al lago. Le ore che trascorreva con Paola non
erano molte, anche perch� dedicava tantissimo tempo alla
pratica delle attivit� sportive, in cui riusciva perfettamente.
Giocava nella Standa Milano di basket e aveva anche iniziato
a praticare la pallavolo. Nei Sabato che rimanevano liberi
andava a sciare. Amava lo sport e, talvolta , temeva che
questa sua passione fosse pi� forte di quella che provava per
Paola. I mesi trascorsero velocemente e si ritrovarono tutti
sulle rive del lago per le vacanze di Natale.
Si arrampic� velocemente su per le scale, era pi� di due
settimane che non vedeva Paola. Si controll� l�abbigliamento
prima di bussare alla porta della camera della sua compagna:i
pantaloni di velluto blu, la camicia azzurra con il colletto
bianco e il pullover blu erano a posto. Si sentiva stranamente
eccitata quel giorno, e non sapeva trovarne la ragione. Non
ebbe risposta. Buss� nuovamente, ma nessuno rispose e
allora os� aprire la porta.
�Permesso�� chiese entrando discretamente.
Paola era in piedi in mezzo alla stanza e la salut� con un bel
sorriso. Lentamente le si avvicin� e la spinse contro la porta
d�entrata senza dire una parola. Andrea avvert� la chiave
girare nella toppa e le mani della sua compagna su di lei.
Sent� che frugavano sotto il pullover,sent� slacciare a uno a
uno i bottoni della camicia.
Si allontan� leggermente, sorpresa da quella foga improvvisa.
�Ehi�ehi�cosa succede? - le chiese - Va bene che sono
dieci giorni che non ci vediamo��
�Ti voglio adesso.� replic�.
Andrea la scrut� sorpresa, forse aveva superato quella paura
che le impediva di fare l�amore .
�Qui �in camera tua? Stai scherzando, vero?�
�No,qui in camera mia. Ho chiuso la porta a chiave e non pu�
entrare nessuno, neanche quel deficiente di mio fratello!�
Questa volta non doveva pi� trattenersi, non doveva pi�
controllarsi, poteva lasciarsi andare. Riprese Paola tra le sue
braccia, la fiss� per qualche secondo negli occhi e poi cerc�
le sue labbra, la sua bocca e la sua lingua. Poi, lentamente, la
spinse verso il suo letto, la fece sdraiare, le tolse il pullover
grigio e lo spettacolo che le si par� davanti le fece chiudere
gli occhi d�istinto. I brividi la percorsero fino alla testa.
�Sei�sei stupenda�� le disse ansimando.
Paola sorrise un po� tesa.
�Amore, rilassati,non essere cos� tesa�- le sussurr� mentre
le accarezzava il viso e si appoggiava su di lei - hai ancora
paura?�
Non le rispose.
Andrea si blocc� e si sollev� sui gomiti.
�Paola te la senti davvero? Hai paura? Non ti devi sentire
obbligata.�
Non replic�, ma avvicin� Andrea alla sua bocca e inizi� a
baciarla nuovamente con pi� impeto e passione. Andrea
cerc� con le mani il suo seno, poi scese con le dite sui
capezzoli, ci gioc� per un po� fino a quando non li sent�
irrigidire leggermente, allora li cerc� con la bocca, fece un
cerchio leggero con la lingua e poi li prese tra le labbra. Sent�
che il respiro di Paola si faceva pi� corto e affannato, allora
scese lentamente fino all�ombelico. Si sollev� per cercare gli
occhi della sua compagna.
�Amore�� le mormor� con voce tremula piena di emozione
e di eccitazione.
Andrea le slacci� i pantaloni e glieli sfil�. Inizi� a baciarle le
gambe e lentamente risal� fino all�inguine. A quel punto
Paola, rossa in viso, si sollev� e con foga sfil� la camicia ad
Andrea e inizi�,a sua volta, a baciarle il seno. Fece correre le
sue mani sulla cintura dei pantaloni e, slacciandoli, le infil�
all�interno. Andrea la blocc�, le prese i polsi e la spinse a
sdraiarsi nuovamente. Torn� a cercare la sua bocca, mentre
le sue mani non smettevano di desiderarla. Le infil� sotto gli
slip, l�ultimo indumento che le era rimasto e che le sfil�
delicatamente. Per reazione, Paola chiuse leggermente le
gambe come se, in quel momento, si sentisse esposta e cos�
debole da dover cercare una difesa.
�Paola�- le bisbigli� ansimando - cos� non posso amarti��
le appoggi� una mano tra le cosce e attese che la sua
compagna fosse cos� rilassata da aprirle da sola. Sapeva che
non doveva forzarla, in fondo era la prima volta per tutte e
due.
Paola si sollev� leggermente, era cos� eccitata che non
sentiva pi� neanche il battito del suo cuore. Accarezz� il viso
di Andrea con tutto l�amore che aveva, sapeva che poteva
fidarsi ciecamente di lei, la baci� e poi si lasci� andare
aprendo lentamente le gambe per permetterle di amarla
completamente. Andrea entr� lentamente dentro di lei,
avvert� un soffuso lamento di dolore ma poi solo il piacere
fino all�orgasmo. Paola era completamente sudata e tremava,
l�abbracci� per scaldarla.
� Ti amo.� le sussurr� all�orecchio morsicandoglielo
leggermente.
Paola si aggrapp� ad Andrea
�Ti voglio ancora��
Ricominciarono tutto da capo. Fecero l�amore per ore senza
rendersi conto del tempo che passava e poi,spossate,si
addormentarono l�una nelle braccia dell�altra. Un rumore
fastidioso le dest� di colpo. Era il telefono che squillava.Alla
fine qualcuno rispose.
Andrea diede un�occhiata a Paola tra le sue braccia, le baci�
la fronte.
�Ti ho fatto male? Come ti senti?� le chiese preoccupata
Paola sorrise.
�No, amore, mi hai fatto tutto tranne male�.
�Che ore sono?�
�Sono quasi le 7.20�.
�Merda -esclam�- sono in ritardassimo,mia mamma mi fa a
strisce�� prosegu� mentre si sollevava dal letto.
Paola non le stacc� gli occhi di dosso mentre si rivestiva.
�Andrea,sei stata dolcissima��
Le sorrise e si avvicin� nuovamente al letto mentre si infilava
il pullover blue. Si accomod� al suo fianco e l�abbracci�.
Sentire la sua pelle attraverso i vestiti le fece uno strano
effetto. Paola la baci� nuovamente. Avrebbe voluto rimanere
e ricominciare tutto da capo,senza sosta, ma non
poteva,doveva andare altrimenti qualcuno se ne sarebbe
accorto.
�Se fai cos� a casa non ci torno pi�disse.
Paola sorrise maliziosamente, sapeva essere provocante in
maniera disarmante. Sapeva portare Andrea a un punto
d�eccitazione dal quale era difficile tornare indietro. S�infil�
le scarpe e si avvi� verso la porta.
�Te ne vai cos�?� chiese.
Andrea si gir� di scatto e le venne da ridere. Ritorn� verso di
lei.
�Non credi dovresti rivestirti anche tu?�
�Sii - le sussurr�, mentre le appoggiava delicatamente le dita
sulle labbra- Vai che altrimenti arrivi tardi. Corri,scappa...�
concluse ridendo.
Andrea la baci� e poi usc� di corsa dalla stanza. Si avvi�
velocemente verso casa, era buio. Il campanile della chiesa
inizi� a battere i rintocchi delle 7.30, si avvertiva nell�aria
l�atmosfera natalizia. Il suo cuore correva ancora , si sfior� i
polpastrelli come se su di loro fosse rimasta la pelle di Paola,
avvert� il suo profumo e il suo sapore sulla bocca. Avrebbe
voluto mettersi a urlare. Era cos� felice che non riusciva a
calmarsi, non sapeva come avrebbe potuto giustificarsi con
sua madre se le avesse chiesto qualcosa.

- �Ma secondo te dov�� finita oggi pomeriggio?� chiese


Francesco scrutando Maria seduta sulla sua bicicletta da
cross.
La ragazza sollev� le spalle e si sistem� i capelli a caschetto.
�Non ne ho idea. Non l�ho proprio vista per tutto il giorno e
non mi ha detto niente ieri. Non so se � andata via con i
suoi�.
�Magari � andata a Varese� aggiunse Tea.
�Cosa facciamo stasera?�chiese Maria.
�Andiamo da Andrea?� disse Francesco.
�Va bene, magari ci racconter� qualcosa di quello ha fatto
oggi!�
�Io vado - esclam� Francesco girando la sua bicicletta - ci
vediamo stasera alle 8.30 sotto casa di Andrea, ciao�
concluse volando via.
Tea e Maria rimasero a osservarlo fino a quando non lo
videro scomparire dietro la curva della chiesa.
�Tu conosci bene Andrea��
Maria la scrut� con aria perplessa, certa che le avrebbe
chiesto qualcosa di spiacevole.
�Senti, ma secondo te Andrea�?�prosegu�.
La osserv� stranita, non capiva a cosa si stesse riferendo.
�Si,hai capito, pensi che a lei piacciono��
�Cosa?�
�Le donne�� esclam� Tea un po� intimidita.
Maria scoppi� in una sonora risata.
�Non lo so, non ne ho idea. Lo sai quanto sia importante per
lei lo sport, non credo che abbia in testa altro,non lo credo
proprio. E� sempre impegnata ad allenarsi, a fare mille cose,
figurati se ha tempo per pensare a quello!�
�No, sai perch� - prosegu� intimorita Tea - un po� di tempo fa
eravamo a casa mia a giocare in giardino e ha detto una cosa
che mi ha fatto pensare...�
Maria annu�.
�Perch� l�hai pensato?�
�Beh, il suo aspetto non � certamente molto femminile,anzi
sembra un ragazzo. La vedi anche tu: fianchi stretti, spalle
larghe, e poi quei muscoli che ha�non ho mai visto nessuna
ragazza fatta cos�.
Maria la osserv�, le persone si fermavano sempre e solo
all�apparenza.
�Credi che l�aspetto possa definire una persona?�. Era una
domanda troppo difficile e complicata per una ragazzina di
15 anni.
�Cosa vuoi dire?�
�Che il fatto che sia cos� fisicamente, che abbia tutti quei
muscoli,come dici, la renda per forza omosessuale?�
Tea arross� leggermente a sentire quella parola, come se
stessero parlando di qualcosa di proibito o particolarmente
sconcio.L�educazione rigida ricevuta nella sua famiglia aveva
il suo peso e in certe situazioni la faceva sentire a disagio.
�Si,cio� no, boh non lo so�vedi, anche a tennis e a pallavolo
batte tutti i ragazzi,a pallone poi � la pi� brava. Hai visto che
batosta ha dato al fratello di Paola.�
Maria sorrise, quel nome le fece rammentare il debole che la
sua amica aveva per quella ragazza. Sapeva che non avrebbe
potuto parlare, Andrea glielo aveva chiesto,non voleva far
sapere a tutto il paese chi le piaceva.
�Ti cambia qualcosa?�
�No�� Tea non sapeva cosa rispondere, Maria la metteva
sempre in difficolt�.
�Penso sia ora di andare, � quasi ora di cena. Ci vediamo
stasera sotto casa di Andrea e poi andiamo tutti a far le prove
per la processione della notte di Natale�
�Ok Maria, ma per piacere non dire niente ad Andrea�.
Maria annu� mentre si avviava pedalando verso casa.
- � Paola�Paola sei in casa?Sono tornata,vieni a darmi una
mano!� la esort� sua mamma.
Si scapicoll� gi� dalle scale. Avvertiva una felicit� e una
soddisfazione interiore che non aveva mai provato prima, era
certa che sua madre se ne sarebbe accorta.
�Ci sono dei pacchetti in macchina, li vai a prendere per
piacere�c�� anche la borsa della spesa� continu� mentre la
squadrava.
Paola si avvi� verso il Maggiolino bianco e nero senza
proferir parola. Port� tutte le borse in casa e si mise in cucina
a sistemare tutta la spesa.
�Cosa c��?- le chiese sua madre - Cos�hai da essere cos�
contenta?�
Paola la guard� ma non os� dire una parola. Non sapeva
come affrontare il discorso, ma lei le venne in aiuto.
�Non dirmi che �- inizi� sorridendo � hai avuto il tuo primo
rapporto?�
Annu� deglutendo,sentendosi leggermente in imbarazzo.
Sua madre le si avvicin� e l�abbracci� con forza.
�Come ti senti, cucciola? Vieni ne dobbiamo parlare con
calma,vieni�- le disse prendendole la mano e guidandola in
salotto - adesso ci sediamo qui e ne parliamo,tanto siamo in
casa da sole.Emanuela � gi� andata via? �chiese.
�Non lo so,non l�ho vista. Pu� darsi, deve aver risposto al
telefono��
�Allora come � andata? Ti ha forzato ?�
�No mamma,sono stata io.Anzi lei mi ha chiesto pi� volte se
me la sentivo, perch� non voleva che mi sentissi
obbligata�sono stata io che ho insistito�si vergognava un
po�.
�Tranquilla ��
Annu�.
�Dimmi come ti senti? �
Sorrise appagata.
�Non sono mai stata cos� bene. Sai, all�inizio avevo un po� di
timore, ma poi quando mi ha guardato negli occhi mi �
passato tutto!� esclam�.
Sua madre sorrise divertita.
�Le vuoi bene?�
�Si mamma,sai � stata di una dolcezza inimmaginabile��
�Lo sa che mi racconti tutto?�
�Si, glielo ho detto�si � arrabbiata un po�all�inizio, poi
quando ha saputo come hai reagito si � tranquillizzata.-
incominci� a ridere - Quando ti vede si sente male perch�
pensa a quello che sai e diventa di tutti i colori!�
Sua madre rise di gusto.
- � Tutti pronti?� chiese Andrea al nastro di partenza della
corsa campestre che li avrebbe portati a fare il giro di alcuni
paesi della vallata.
Si erano allenati tutti i giorni dietro ad Andrea che sembrava
essere la pi� preparata in materia. Quindici chilometri di
arrampicata in mezzo ai boschi, sullo sterrato e sull�asfalto.
�Non molto - esclam� Paola lanciando un�occhiata
indispettita alla sua compagna - guarda che non ho mai fatto
la capra di montagna! Sento che mi verranno le vesciche�
Andrea sorrise.
�Si � mai vista una capra di montagna con le vesciche?�
�Non prendermi in giro - disse dandole una pacca sulle spalle
� lo sai che non sono abituata a correre come fai tu�.
Andrea annu� con la testa.
�Maria hai portato qualcosa?� chiese girandosi verso la sua
migliore amica, sportiva come lei.
�Si, ho portato i cerotti, in caso di bisogno li abbiamo a
portata di mano.�
In quell�istante tutti i partecipanti iniziarono a muoversi. Si
avviarono sulla strada provinciale che portava verso Ponte
Tresa.
�Mi raccomando non fatevi prendere la mano, adagio i primi
chilometri, ne abbiamo tanti da fare e loro - prosegu� Andrea
guardando Paola e Teresa - non sono abituate�.
�Grazie!� esclamarono ironicamente, in coro, le due ragazze.
La corsa prosegu� normalmente fino al punto in cui
incominciarono ad arrampicarsi tra i sassi per dirigersi verso
Quasso al Monte. Paola non riusciva a tenere il passo,
rimaneva sempre indietro e distanziata dagli altri. Si sentiva
un peso. Avrebbe voluto tornare indietro.
Andrea si ferm� e la guard� arrancare sulle pietre. Sorrise.
Lo stava facendo solo per stare con lei. Come poteva non
volerle bene? Lasci� transitare tutti i concorrenti e poi le si
avvicin�.
�Ti fanno tanto male?� chiese sentendosi quasi in colpa. Non
avrebbe dovuto insistere.
Paola la fiss� negli occhi senza replicare.
�Avrei dovuto rimanere a casa�ad aspettarti!�
�Appoggiati,ti porto io�anzi no, sali sulle spalle�.
�Sei matta? - esclam� - Non ce la fai. Guarda - disse
indicando la salita tra i sassi che l�aspettava - peso troppo!�
�Non dire sciocchezze, sei una piuma! Dai, salta su che ti
porto, ti prometto che se non ce la faccio te lo dico.
Promesso!�
Paola si avvicin� e sal� a cavalcioni, non sarebbe riuscita a
fare un passo in pi�.
�Andiamo? Sei pronta?� le chiese di nuovo Andrea
sorridendo, orgogliosa di poter fare qualcosa per lei.
Paola le pass� amorevolmente una mano sul viso.
�Ti voglio bene! - le sussurr� avvicinandosi al suo orecchio -
Poi per� ti far� pagare le vesciche che mi sono venute.�
Andrea annu�, non poteva sprecare il fiato a parlare.
�Ma dove eravate finite?� chiese Maria raggiungendole.
�Le sono venute le vesciche come previsto �replic� Andrea
ansimando.
�Le ho detto che � una pazza��comment� Paola.
�No, ha ragione pi� avanti c�� l�asfalto e magari ce la fai,ma
qui non ci saresti riuscita!�
Terminarono la gara in tempo utile, nonostante il ritardo
accumulato per attendere Paola. In cuor suo Andrea era
dispiaciuta di non aver potuto dare il meglio di s�, ma aveva
avuto un�altra soddisfazione: la gara si era conclusa bene.
Non avrebbe potuto chiedere di pi�.

-La relazione con Paola termin� dopo circa due anni.


Entrambe erano arrivate alla conclusione che non potevano
continuare ad avere una storia nel modo in cui avevano fatto,
era doloroso ma dovevano separarsi. Ad Andrea piaceva
troppo l�attivit� sportiva e tendeva a trascurare Paola per
potersi allenare e partecipare alle gare. Dal canto suo, Paola
si era stancata di continuare a seguire Andrea sui campi
sportivi per poterla vedere, e di doversi poi accontentare del
tempo che le rimaneva per poter stare insieme a lei.Questa
decisione la faceva soffrire ma sapeva che avrebbe sofferto di
pi� nel dover proseguire una relazione in quella maniera. Si
separavano da amiche e lo sarebbero rimaste a lungo, non
c�era astio tra di loro, e questo avrebbe reso pi� facile
dividersi. Paola, in cuor suo, sperava che Andrea, prima o
poi, avrebbe rivisto i suoi sogni e sarebbe tornata da lei.
Purtroppo si sbagliava, l�amore che Andrea nutriva per lo
sport era pi� forte di qualsiasi altra cosa, ed infatti tutti i suoi
allenatori le dicevano che era nata per essere un�atleta. Non
sapeva che il destino le avrebbe scombussolato tutti i suoi
sogni di un futuro sportivo.
�Lo sai� - esord� Paola- non ce la faccio pi� davvero, mi
devi capire,non fai altro che allenarti e giocare partite. Tu e io
ci vediamo nei ritagli di tempo,quanti minuti mi hai dedicato
ultimamente?� le chiese un po� risentita.
Andrea la scrut� intristita perch� sapeva che la stava
perdendo, forse l�aveva gi� persa.
�Hai ragione, lo so�ma cosa ci posso fare?Vorrei dedicarmi
allo sport, vorrei farne la mia professione, e se mi ci butto a
capofitto non arriver� mai da nessuna parte. Lo sai questo?�
�Si certo,per� se le cose stanno cos� non puoi avere una
compagna. Io non me la sento di incontrarti per dieci minuti e
poi accontentarmi di vederti in campo mentre corri a destra e
a manca dietro una palla, con il timore che tu ti faccia male
come � successo il mese scorso quando non riuscivi pi� a
muoverti per il colpo che avevi preso. Credi mi diverta?�
�Scusami,non l�avevo mai vista sotto questo punto di
vista,non pensavo fosse cos� difficile stare fuori a
guardare��
�A parte questo,ti ricordi vagamente quando io e te siamo
state insieme?�
�Si, certo,l�altro giorno�dopo la partita di pallavolo��
sapeva che non era la risposta che Paola si attendeva.
�No, intendo quando abbiamo passato un po� di tempo
insieme�intendo quando abbiamo �?�
�Ah,quando�quando�- si sentiva un po� in imbarazzo -
abbiamo fatto l�amore?�
Paola annu�.
Non se lo ricordava ma sapeva che non era successo di
recente, e per questo si sentiva decisamente in colpa. La
voleva, la desiderava, ma c�era qualcosa che portava via la
sua concentrazione da lei.
�Lo vedi non te lo ricordi neanche pi�
Andrea le si avvicin�. Paola le sorrise.
�Stammi lontano�- l�avvis� sorridendo - altrimenti non
riesco a parlarti �.
Andrea si blocc�.
�Prendere questa decisione mi � costato parecchio - inizi�
cambiando tono - ti amo e lo sai, ma non ce la faccio ad
andare avanti cos�. Sono stanca e stufa di vederti solo da
lontano, attraverso un campo di calcio, da tennis o da
pallacanestro.Ti rendi conto che non � una relazione la
nostra?Abbiamo costruito qualcosa all�inizio, abbiamo
imparato diverse cose, ma ora � tutto cambiato.Io cos� non
posso pi� andare avanti,se ti va rimaniamo amiche, ma pi� di
cos� non riesco�.non voglio star male�
Andrea la osserv� tristemente, sapeva che aveva ragione
eppure non poteva far nulla per cambiare, per modificarsi,
perch� il richiamo che sentiva verso lo sport era pi� forte del
suo desiderio di Paola. Le spiaceva, ma forse sarebbe stato
meglio cos�. Deglut� rumorosamente.
�Mi dispiace�lo so, hai completamente ragione�- disse
abbassando la testa - e la colpa � solo mia, ma non riesco a
fare diversamente. Credimi,vorrei ma non ce la faccio. Lo so
che per te � difficile da capire e da credere�ti voglio bene
�moltissimo��
Paola le si avvicin�, le appoggi� le mani sul torace come era
sua abitudine fare e le sfior� delicatamente le labbra. Andrea
le pass� con forza un braccio intorno alla vita e la strinse a
s�, cerc� nuovamente le sue labbra, la sua bocca e la sua
lingua. Sapeva sarebbe stato l�ultimo bacio che le avrebbe
dato. Si baciarono a lungo, quasi non volessero pi�
allontanarsi l�una dall�altra.
�Questo - sussurr� Paola con gli occhi lucidi - � il mio
saluto�
Andrea si spavent� e per qualche secondo sent� come una
mano vellutata che le si avvolgeva intorno alla gola
togliendole il fiato: aveva realizzato che l�aveva persa.
�Rimaniamo amiche?� chiese timorosa.
Paola la osserv� con tutto l�amore che aveva.
�Sii�� replic� avviandosi verso casa.
Andrea la segu� con lo sguardo fino a quando la vide
scomparire dietro la curva che portava a casa sua. I suoi
occhi si riempirono di lacrime.

- Andrea aveva iniziato a prendere lezioni di fotografia da un


noto fotografo pubblicitario che frequentava la famiglia.Un
paio di volte alla settimana si recava da lui per sottoporgli gli
scatti che aveva fatto e per esaminare gli errori che faceva.
L�impegno e la concentrazione sul lavoro le avevano fatto
dimenticare un po� la sofferenza che aveva provato nel
lasciare Paola. Passava interi pomeriggi nello studio
fotografico,dalla parte opposta della citt�. In quel luogo le
piaceva tutto:l�odore strano che permeava l�aria, le luci, i
drappi neri, il banco ottico, il frigorifero con all�interno
pacchi di pellicole. Non c�era nulla che non l�attirava. Quel
pomeriggio aveva appuntamento alle tre e, come sua
abitudine, arriv� un quarto d�ora prima. Era sempre in
anticipo, desiderosa di imparare, di conoscere, di sapere. Si
accomod� all�entrata su un divanetto piuttosto scomodo. Non
era mai riuscita a capire se era rotto o se era strutturato in
modo da far sentire chiunque si accomodasse come se
venisse inghiottito dai suoi cuscini in pelle. Da l� poteva
sentire le voci che venivano dall�interno della stanza, dove il
fotografo stava lavorando con una modella.Ci volle un po�
prima che il silenzio tornasse. Andrea vide uscire la donna e
la osserv�. Bionda,capelli sulle spalle, alta, longilinea e ben
vestita, attravers� l�ingresso con il classico passo. Andrea
rimase senza fiato, il suo cuore aveva accelerato i battiti.
�Ciao Andrea - la salut� il professionista - scusa se ti ho fatto
aspettare ma stavo finendo un lavoro. La modella � arrivata
tardi��
�Non si preoccupi,mi fa piacere stare qui, in ogni caso
imparo sempre qualcosa��
�Allora vediamo cos�hai fatto questa settimana�.
Andrea estrasse dalla valigetta le foto che aveva scattato e le
appoggi� sul bancone. Era cominciata la sua lezione di
fotografia. Per almeno un�ora e mezza non sarebbe esistita
per nessuno. Al termine sarebbe tornata a casa con i mezzi, e
lungo il tragitto avrebbe rincorso i suoi sogni come era sua
abitudine fare. Si vedeva, con le macchine fotografiche al
collo, in localit� famose di tutto il mondo. A volte faceva
correre troppo la sua fantasia e si redarguiva da sola perch�
sapeva che non doveva lasciarsi andare, non era certa di
potercela fare, di riuscire ad avere successo nel mondo
dell�immagine. Arriv� a casa che era ormai quasi buio, con i
mezzi pubblici ci impiegava pi� di un�ora per rientrare.
�Ciao mamma!- esclam� allegra - Oggi mi ha fatto vedere�-
s�interruppe di colpo quando vide che sua madre stava
piangendo - Cosa � successo? - il cuore le era salito in gola,
non sopportava di vederla piangere - Per piacere dimmi cosa
� successo?� ripet� arrabbiata.
Sua madre la guard�. Il fisico atletico piuttosto maschile, le
mani forti, la mascella volitiva la rendevano pi� simile a un
ragazzo che non alla sua bambina.
�Non � successo niente - sussurr� sua madre tra i singhiozzi -
� solo��
�Mamma per piacere! Non dire che non � successo
niente,non mi prendere in giro!�
�Tua sorella mi ha telefonato��
�Ecco lo sapevo, hai litigato un�altra volta�se la prendo la
faccio a pezzi!�
�Vedi non volevo e non dovevo dirti niente�non voglio che
tu dica certe cose, n� che le pensi capito?!�
�Va bene - esclam� frettolosamente - ma adesso dimmi cosa
ti ha detto quella deficiente!�
�Niente,mi ha detto delle bruttissime cose:che non sei
normale perch� vai in giro vestita come un uomo, e che la
colpa � mia�
Andrea guard� sua madre, si avvicin� e l�abbracci�. La
cattiveria di sua sorella non aveva mai avuto limiti e, come al
solito, si era rovesciata sull�anello debole della catena, su
colei che avrebbe sofferto di pi� . Cerc� di mantenersi calma
anche se, dentro di s�, si stava scatenando l�inferno. Non
sopportava di veder trattare sua madre in quel modo,
soprattutto da chi non aveva il coraggio di dire le cose
direttamente.
�Adesso la chiamo e gliene dico quattro, la deve smettere di
trattarti cos�. Le venga a dire a me certe cose, la stronza! Non
ha il coraggio per farlo�non vuole che nessuno metta il naso
nei suoi affari, per� pretende di metterlo in quello degli altri.
Le dar� una bella lezione!� url�.
�Andrea, per piacere lascia stare - disse sua madre mentre le
bloccava la mano che sosteneva la cornetta del telefono - e
ascoltami:mi ha detto anche che dovresti andare da uno
psicologo��
�Da uno psicologo? Per cosa?� chiese sorpresa.
Sua madre non replic�.
�Mamma, non darai retta a quello che dice quella deficiente,
ti sembro anormale? Faccio cose strane? Mi vesto in modo
sportivo come tante persone della mia et�,� solo che lei non
riesce a capire come le persone possano essere felici anche
senza avere le sue priorit�. E� questo che ha, � invidiosa.�
�Andrea, mi fai il piacere di andarci dallo psicologo�.
�Ma per cosa?� richiese innervosita.
�Fallo per me��
Andrea scrut� sua madre, non sapeva dirle di no, e per farla
stare tranquilla ci sarebbe andata, tanto non aveva nulla da
nascondere.
Dopo qualche giorno, Andrea e la madre si ritrovarono nella
sala d�attesa di una psicologa consigliata dal medico di
famiglia. Una donna dai capelli scuri lasciati cadere sulle
spalle invit� Andrea ad accomodarsi nello studio. Si sentiva
agitata e un po� intimorita, sapeva che non avrebbe mentito e
avrebbe ammesso le sue preferenze senza paura. La
dottoressa cerc� di metterla a suo agio, poi cominci� a
parlare con voce gentile e pacata, spiegandole cosa avrebbe
cercato di fare. Le sottopose a dei test della personalit� e poi
arriv� allla domanda fatidica.
Andrea la squadr� per qualche istante negli occhi scuri, poi
fece un lungo respiro.
�Si,mi piacciano le donne��
�Che cosa ti piace delle donne?�
�Tutto: il fisico, la testa�ognuna ha una sua particolarit�
era stata vaga nella risposta, non le andava di dirle certe cose
che dovevano rimanere solo sue.
�Sei innamorata?�
Andrea sospir� profondamente.
�Si - quell�ammissione le costava fatica - mi piace una
donna��
�Ne vuoi parlare? E� una donna che conosci da parecchio?�
�No,� una donna che lavora con l�agenzia di modelle per cui
lavoro anch�io. Lei � impiegata negli uffici e io faccio la
fotografa, o meglio sto iniziando a fare la fotografa. Vado
spesso da loro per portare i book e ci parlo in quelle
occasioni�
�Lei lo sa?�
�No,non credo. Cio�, penso che se ne sia accorta ma non ne
abbiamo mai parlato direttamente, anche perch� credo sia
abituata ad avere persone che le fanno il filo, sa di essere
molto carina��
�Hai mai pensato di dirglielo?�
�Beh si e no,mi piacerebbe poterglielo dire ma non credo sia
possibile perch� so che � fidanzata e credo anche che presto
si sposerŔ
�Com��? Ti va di descrivermela?�
�Si certo:� bionda, occhi azzurri, corporatura normale, non
molto alta,un bellissimo sorriso�posso chiederle una
cortesia dottoressa?�
�Certamente.�
�Se dovesse parlare con mia mamma la prego non le dica
questo, lei non lo sa e non vorrei farglielo sapere,anche
perch� quando ho provato dirglielo a momenti si sente male
�magari ci riprover� pi� avanti, ma non adesso��
�Non ti preoccupare, anche se dovessi parlare con tua madre
non potrei riferirle quello che ci siamo dette per una
questione di etica professionale, quello che viene detto tra
paziente e medico rimane tra paziente e medico�.
Andrea annu� non troppo convinta di quello che le aveva
assicurato la dottoressa, temeva che qualcosa le sarebbe
sfuggito. Continuarono a chiacchierare per un�ora senza
sosta. La sessione fin� pi� rapidamente di quanto Andrea
pensasse. Avrebbe dovuto tornare una seconda volta, ma
invece la dottoressa ritenne la cosa inutile visto che non c�era
assolutamente nulla di anormale in lei.

- Paola con la sua famiglia avevano deciso di trasferirsi, di


lasciare la casa di Porto Ceresio e tornare a vivere a Milano.
Nonostante il trasferimento Paola e Andrea si erano perse di
vista, ognuna presa dai propri impegni, dagli obiettivi di
carriere diverse ma che le avrebbe portate entrambe a
viaggiare per il mondo. Inoltre la famiglia di Andrea aveva
cambiato localit� di villeggiatura, cosa che aveva causato un
ulteriore allontanamento.
A volte avevano notizie tramite amici comuni, ma niente di
pi�. Nessuna delle due si era cercata, i loro contatti erano
divenuti sempre pi� rari e diluiti nel tempo, fino a scomparire
completamente. Poi, un triste giorno, Andrea ricevette la
notizia del decesso di Paola a causa di un cancro alla pelle. Il
dolore che avvert� era profondo,difficile da spiegare, perch�
nonostante non si fossero pi� viste quel legame era rimasto
dentro di loro, profondo e intenso. La morte non l�avrebbe
cancellato. Sentiva ancora sul suo viso la delicatezza delle
sue carezze: Paola la sapeva sfiorare come nessun altro, con
affetto, forse anche con amore. Qualche anno dopo mor�
anche la signora Alycia, forse troppo provata dalla scomparsa
della figlia. Andrea non avrebbe mai dimenticato, portava
dentro al suo cuore quelle due persone a cui era stata legata
da un sentimento sincero e profondo. Non sapeva come fosse
diventata Paola maturando, ma credeva si fosse trasformata
in una donna affascinante e interessante come prometteva da
ragazzina.

-Trascorsero diversi anni e Andrea,purtroppo, vide sfumare il


suo sogno di diventare un�atleta professionista. Le
conseguenze di un infortunio le impedirono di dedicarsi allo
sport, avrebbe potuto solo praticarlo come hobby. Non si
arrese, e la sua passione la spinse a entrare a far parte del
mondo sportivo come fotografa. La sua attivit� principale era
la pubblicit� e la moda, ma quando poteva, quando il lavoro
le lasciava un po�di tempo libero, si dedicava a immortalare i
campioni della racchetta. A volte, nonostante fossero passati
tanti anni, soffriva ancora nel pensare a ci� che non aveva
potuto realizzare.Comunque,nella sua professione si era
conquistata il rispetto e l�ammirazione della maggior parte
dei colleghi e, grazie al suo innato talento, aveva ottenuto
diversi premi. La sua dedizione e il suo modo corretto di
lavorare le avevano anche fatto guadagnare la stima di molte
aziende, che acquistavano immagini esclusivamente da lei.
La sua attivit� le aveva permesso di conoscere molte persone
e di fare nuove amicizie. Il lavoro era diventato l�unico ed
esclusivo scopo della sua vita,e infatti per anni non si era
dedicata ad altro. Il motivo principale era che, dopo lo sport,
il lavoro era la passione a cui non poteva rinunciare. Inoltre si
era convinta che nessuna donna l�avrebbe mai voluta. Dopo
la relazione con Paola si era innamorata pi� di una volta
senza mai essere ricambiata, e per amore aveva sofferto in
silenzio fino a conoscere una compagna sempre presente,
insistente, chiamata solitudine. La solitudine aveva scavato
cos� tanto dentro di lei da obbligarla a imparare molte cose su
stessa e su gli altri. Era sicura che non sarebbe potuta andare
cos� a fondo se avesse avuto una vita sociale come tutti gli
altri suoi coetanei. Nei momenti in cui non studiava, in cui
non era in giro per lavoro,quando la malinconia s�insinuava
dentro di lei come un virus letale capace di toglierle il fiato,
la gioia di vivere e la positivit� che la caratterizzavano,
Andrea metteva per iscritto quelle sensazioni e quelle
emozioni. Era un dolore interiore cos� profondo e intenso che
non l�aveva rivelato mai a nessuno e non era intenzionata a
farlo, allora per togliersi quel peso dal cuore che sembrava
accorciarle la vita, iniziava a scrivere. Aveva incominciato a
scrivere un libro ambientato nel mondo della fotografia,
l�universo che conosceva meglio. Proprio mentre procedeva
col romanzo aveva avuto la visione che il suo scritto sarebbe
stato pubblicato solo quando il suo impegno di fotografa
sarebbe diminuito sino quasi a interrompersi. Si era vista
davanti a una telecamera intenta a raccontare di quel libro.
Aveva sorriso, non credeva neanche lei a quello che le si
presentava davanti. Si era vista dinanzi a una platea di
persone che l�applaudivano mentre riceveva un premio per la
fotografia e davanti alla quale si fermava poi per pronunciare
un discorso di ringraziamento in inglese. Le sue visioni,
come immagini tridimensionali dei suoi sogni, l�avevano
catapultata in una vita da dividere con una donna sposata,
madre di due figli. Solo qualche anno pi� tardi si sarebbe resa
conto che quella capacit� di vedere il futuro era un dono che
avrebbe potuto sfruttare per se stessa.
L�attivit� lavorativa le aveva permesso di entrare in contatto
con molte persone e, soprattutto, le aveva regalato
l�opportunit� di incontrare alcune amiche. Aveva perso
quelle poche che aveva conservato dai tempi della scuola, e
aveva percorso da sola gran parte del cammino che l�aveva
portata ad affermarsi nel proprio mestiere. Una volta arrivata
in cima, per�, aveva ricominciato a frequentare qualche
persona. Non le piaceva avere molte amiche, uno dei suoi
motti preferiti era sempre stato:�meglio poche ma buone!�, e
vi era sempre rimasta fedele. Nel suo girovagare Andrea
aveva conosciuto Francesca Gherardi, dirigente di una grossa
ditta di cosmetici per cui spesso lavorava. Avevano
cominciato a frequentarsi per lavoro, e poi il legame si era
fatto pi� stretto. Forse era la loro et�, forse la loro passione
per l�arte ad averle fatte avvicinare. Cos� decisa e sicura
negli affari,Francesca si dimostrava indecisa e insicura
quando entravano in gioco le emozioni, e non immaginava
certo che Andrea avrebbe potuto aiutarla ad affrontare un
problema interiore apparentemente irrisolvibile.
Andrea aveva conosciuto anche Laura, una ragazza di
qualche anno pi� giovane che aveva trovato in lei un
sostegno, un appoggio in un momento difficile della sua vita.
Poi erano arrivate Marcella, Stefania e le altre ragazze, tutte
pi� piccole. Infine,aveva frequentato Brigitte, una ex modella
tedesca, che aveva sperato di trovare nella fotografa italiana
una risposta a tutti i suoi dubbi. Non avrebbe mai avuto il
coraggio di accettare il verdetto arrivato da quella
potenzialmente affettuosa amicizia. L�immagine di s� riflessa
nello specchio, cio� della vera Brigitte, per lei si era rivelata
insostenibile.
Tutte loro avevano avuto la netta sensazione di aver
incontrato Andrea in un momento cardine della propria
esistenza come se avesse potuto fornire loro la chiave per
aprire una porta di cui non conoscevano neanche l�esistenza.
Come se il destino avesse messo sul loro cammino qualcuno
in grado di farle guardare, in modo preciso e deciso, nello
specchio in cui non avevano il coraggio di rimirarsi. Tutte
insieme per� non avrebbero potuto aiutare la loro amica.

- �Allora Andrea - prosegu� Francesca mentre si accendeva


una sigaretta - quando parti?�
�Tra qualche giorno,ma tranquilla ti terr� aggiornata�su
tutto!� esclam� avvolgendosi il filo del telefono intorno alla
mano.
�Ecco, meno male che hai capito, cerca di non dimenticarti
niente, neanche i dettagli!�
�Lo so, lo so che a te interessano solo quelli��
�Ma dai,non mi fare cos� pettegola��
�Uhmmm��
�Cerca invece di guardarti in giro, � troppo che sei sola. Te
ne rendi conto o no?�
Andrea scoppi� in una sonora risata.
�Lo dici a me? Vuoi che non me ne renda conto? Sono cos�
tanti anni che tra un po� non mi ricordo pi� come si fa a
baciare una donna per non parlare del resto�.
Francesca not� una vena di tristezza nella voce dell�amica,
sapeva che non poteva fare nulla per cancellarla, avrebbe
voluto aiutarla ma non aveva mezzi. Inspir� profondamente
ed emise uno sbuffo di fumo azzurastro.
�Fuma, fuma che ti fa bene!- esclam� Andrea - anche non ti
vedo sento, sai, che stai fumando��
�D� un po�, ma con tutte le donne che ti girano intorno
possibile che non ce ne sia mai una che ti vada a genio?�
�Non � questo, Francesca lo sai, � che sono difficile �a me
piace un certo tipo di donna, non mi interessano quelle
avventurette che si concludono nel giro di una settimana. Mi
conosci, non ho mai fatto niente del genere neanche quando
avevo diciotto anni, figurati se mi metto a fare certe cose
adesso. Non � perch� respirano e mi consentono di non
rimanere sola mi ci devo buttare a pesce!�
�Ma lo so - esclam� quasi spazientita, sapeva che cosa
cercava la sua amica: la donna della sua vita, l�anima
gemella. A volte si chiedeva se l�avrebbe mai trovata, se
esistesse davvero in qualche angolo del globo una donna che
potesse corrispondere ai suoi ideali - Potresti magari
impegnarti un po� di pi� e dare una chance a qualcuna di
quelle fanciulle che ti girano intorno�
�Chi le modelle? E secondo te io vorrei avere una storia con
una modella? Ma per piacere,Francesca� saranno belle
ragazze ma non hanno niente che mi intrighi, mi ecciti, mi
attizzi�sono solo delle belle bamboline�.
�E dai, adesso non essere la solita maschilista - replic�
punzecchiandola un po�, le piaceva stuzzicare Andrea - non
mi dire che tra quelle con cui hai lavorato non ce n�� neanche
una che abbia un po� di cervello, un briciolo di testa che ti
possa interessare�.
�Sai, preferisco una donna meno appariscente, meno bella ma
pi� affascinante, pi� intrigante. Una che quando la vedi, la
pensi, ti toglie il fiato��
�Insomma, mi vuoi spiegare una benedetta volta che cosa
deve avere una donna per piacerti, per attirarti?�
�Beh �- inizi� sorridendo - una donna deve avere quel bel
miscuglio chimico dal quale ti senti indissolubilmente
attratta. Deve avere una bella testa, deve incuriosirmi e deve
essere molto femminile, ma di quella femminilit� naturale
che la puoi percepire, respirare senza che venga ostentata a
tutti i costi�potrebbe andare in giro con la tuta mimetica e lo
stesso si percepirebbe la sua femminilit�.Deve essere anche
dolce, comprensiva, tenera, e deve sapermi eccitare. Fino a
oggi non ho ancora incontrato una donna con cui mi sia
lasciata andare completamente��
�Potrei andarti bene io allora?�
�Certo,se non fossi una mia amica��
�Grrr�la tua onest� e la tua severit� a volte mi mandano ai
pazzi!� esclam� Francesca ridendo.
�Non te la prendere - disse in modo comprensivo - lo sai
come sono fatta!�
�Fatti sentire, capito?�
�Va bene, ciao� disse concludendo la telefonata.

- �Pronto, vorrei parlare con Andrea Guarneri�.


� Sono io, con chi parlo?�
�Mi chiamo Brigitte Mueller - inizi� la ragazza dal chiaro
accento tedesco - mi ha dato il suo nominativo Bernard Roth,
mi ha detto che lei lavora spesso con Tina Ashcroft��
�Sii,� un�amica��
�Lavoro per la rivista �Beauty� di Zurigo e stiamo preparando
un numero speciale sulle super-modelle�.Bernard mi ha
detto che lei�� il tono della ragazza era diventato molto
amichevole.
�Senta, invece di darmi del lei perch� non passiamo al tu,
almeno cos� non mi sento Matusalemme!� esclam� Andrea
sorridendo.
�Benissimo,anche perch� so che sei giovane��
�Sicuramente pi� vecchia di te�.
�Non ci credo,io ho ventotto anni e tu?�
�Trentadue,visto che ti ho battuto!�
�Dalla voce non si direbbe. Bernard mi ha detto che segui
anche il tennis��
�Si,� vero,infatti a Ottobre sono sempre a Zurigo per il
torneo�.
�Allora ci possiamo incontrare��
�Certo - replic� Andrea un po� titubante- senz�altro. Se ti
piace il tennis ti faccio avere dei biglietti cos� vieni a vedere
qualche incontro".
�Mi piace molto, gioco da sempre�.
�Guarda che se incomincio a parlare di racchette e palline
non smetto pi� - sottoline� Andrea ridendo - e non ti voglio
far perdere tempo�
�Mi fa piacere parlare con te - replic� Brigitte - e comunque
ti stavo dicendo che dobbiamo fare questo numero speciale
sulle super-modelle, riesci a mandarci qualche foto anche
vecchie di Tina?�
�Si, penso proprio di si,per quando ne hai bisogno?Per ieri?�
ironizz�.
�Quasi,ti do il numero del corriere e me le mandi il prima
possibile.�
�Facciamo cos�,tra oggi e domani te le preparo e poi ti faccio
un colpo di telefono, cos� ti sai regolare�.
�Va benissimo,sei stata gentilissima e sei molto simpatica!�
esclam� Brigitte.
Andrea rimase perplessa per quella serie di complimenti
inattesi provenienti da una persona che non aveva mai n�
visto, n� conosciuto.
�Ti saluto, fammi sapere appena hai pronto tutto!�
�Ciao,e grazie!�
Andrea osserv� il telefono per qualche istante, quella
chiacchierata le aveva trasmesso sensazioni particolari.Le
parole di quella ragazza, il suo modo di fare e la sua voce
gentile le avevano comunicato cose che non avrebbero avuto
ragione di esistere. Il suo personale sistema radar, cos� lo
chiamava, si era attivato dopo poco che la conversazione con
Brigitte era incominciata. Il sistema le serviva per capire
quando le persone avevano interesse per lei e,solitamente,non
sbagliava mai. Andrea si era sempre fidata.
- Francesca osserv� attentamente lo schermo del computer
portatile che aveva di fronte a lei, la chat in cui stava
entrando le provocava il batticuore, era qualcosa che non
aveva mai fatto e ne aveva timore. Doveva dare una risposta
ai dubbi che le vagavano nella mente da parecchio tempo e
che aveva respinto pi� di una volta. Nella sua vita non si era
mai spaventata dei problemi che le si erano presentati, e
invece per la prima volta aveva paura di affrontare qualcosa
che la riguardava personalmente. Aveva fatto carriera
rapidamente e con le sue capacit� era passata davanti a molti
dirigenti, pi� anziani di lei. Era arrivata all�ultimo piano
dell�edificio della sua societ� a una velocit� fulminante, ma
questa cosa che sfiorava le emozioni, i sentimenti e la psiche
non le dava pace. Non aveva mai pensato di essere
omosessuale, non aveva mai guardato una donna in maniera
diversa. Un sorriso le si disegn� sul viso: aveva la nomina di
mangiatrice di uomini nella sua compagnia, chiacchiera del
tutto infondata ma che non l�aveva preoccupata pi� di tanto,
anzi le aveva dato la possibilit� di essere lasciata in pace.
Da qualche tempo, per�, si era accorta che osservava le
donne in modo diverso, che l�attiravano e la eccitavano.
Deglut� e distolse lo sguardo dallo schermo, osserv� il suo
ufficio spazioso e annus� il profumo d�incenso al muschio
bianco che si diffondeva in tutta la stanza. Roberta, la sua
segretaria, non lo dimenticava mai.
Si accese una sigaretta svogliatamente, si era ripromessa un
centinaio di volte di smettere di fumare ma non c�era mai
riuscita. In fondo era una donna dalla volont� di ferro e quel
vizio che l�accompagnava sin dall�adolescenza la infastidiva,
la irritava il pensiero che potesse essere pi� caparbio e forte
di lei. Ci avrebbe messo pi� impegno e avrebbe smesso.
Emise qualche sbuffo e riport� lo sguardo sullo schermo.
Scrisse il nick che aveva deciso di adoperare e, mentre il
cuore le batteva alla velocit� di un centometrista, schiacci� il
pulsante per entrare nella stanza. Immediatamente sulla
destra le apparve l�elenco dei nick presenti, c�erano una
trentina di nomi. Li osserv� tutti, poi inizi� a seguire la
conversazione che le sembrava alquanto strana e bizzarra e
tenuta da ragazzine. Qualcuno la salut�.
�Ciao Toni2,nuova di queste parti?�
�Ciao Melarossa,si nuovissima� replic�. Si stup� della
tranquillit� con cui aveva risposto.
�Di dove sei, Toni?� intervenne Condor2000.
�Di Milano e tu?�
�Sono di Verona,cosa fai nella vita?�
Francesca non voleva fornire dei dati precisi su di s� e sulla
sua attivit�, decise che doveva inventarsi un lavoro di
copertura.
�Lavoro in un�agenzia pubblicitaria e tu?�
�Faccio il medico� replic� Condor.
�Toni non dare troppe informazioni su di te, mi raccomando
stai attenta, nonostante sia una chat gay, per donne ci sono
molti uomini� intervenne Diavoletto.
�Mi stai dicendo che Condor � un uomo?�
�No,per� visto che sei nuova di qui ��
�Ti ringrazio Diavoletto,quanti anni hai?�
�Ho 30 anni e tu?�
� 31.Cosa fai di bello?�
� Lavoro in uno studio legale�.
Il rumore della porta del suo ufficio che si apriva spavent�
Francesca e la spinse a chiudere tutto. Sollev� lo sguardo per
vedere chi era entrato, la figura di Roberta dinanzi alla sua
scrivania le diede la risposta. Cerc� di non far trapelare la sua
agitazione, non voleva far capire che stava facendo qualcosa
che non avrebbe dovuto fare durante l�orario di lavoro.

- Si allacci� il giubbotto blue e s�infil� rapidamente in


macchina per tornare allo stadio, alle 20 avrebbe incontrato
Brigitte. Le era sempre piaciuta Zurigo, ogni volta che ci
andava le pareva di essere a casa. Aveva atteso con
impazienza quel viaggio, desiderosa di recarsi nella citt� ai
bordi della Limmat non solo per assistere all�abituale torneo
di tennis, ma anche per conoscere finalmente Brigitte, con la
quale nel frattempo aveva avuto uno scambio di
corrispondenza, telefonate e fax.
Era tornata in albergo per darsi una sistemata. Si osserv� i
pantaloni di velluto blue, la camicia a righe bianche e blue, il
pullover blue scuro. Si sentiva stranamente agitata e non
riusciva a comprenderne il significato, non c�era una ragione
che poteva giustificare quella sensazione che aveva
incominciato ad avvertire dalla mattina. Parcheggi� negli
spazi riservati alla stampa e si avvi� a piedi verso la
Schluefweg, mancavano pochi minuti all�appuntamento e
acceler� il passo, non sopportava di arrivare in ritardo. Si
arrampic� rapidamente sui gradini che portavano in cima allo
stadio del ghiaccio, dove era stata sistemata la sala stampa.
Infil� il giubbotto nell�armadietto e indoss� quello che
utilizzava per fare le fotografie, tir� un lungo sospiro e poi
ridiscese lentamente le scale per raggiungere il luogo fissato
per l�appuntamento. Pi� di una volta, durante quelle giornate,
aveva cercato di immaginare la figura di Brigitte, ma non
aveva avuto successo, tutto quello che era riuscita a disegnare
era una bella ragazza con un passato da modella. Si aspettava
di vedere una donna che l�avrebbe lasciata senza fiato e con
la quale, probabilmente, si sarebbe sentita a disagio. Si
avvicin� al banco del Welcome Office e salut� cordialmente
le due signore addette ai biglietti che la conoscevano da anni.
�Andrea cosa fai da queste parti, ci vieni a trovare?� chiese
vivacemente una delle due donne.
�Sto aspettando un�amica � replic� scrutando il cronografo
che portava al polso - ho appuntamento alle�.adesso! Di
solito � molto puntuale,strano!�
�Magari ha avuto qualche problema� intervenne l�altra donna
dalla pettinatura vistosa.
Alcune persone si avvicinarono al banco e Andrea prefer�
allontanarsi per lasciare lavorare le due addette. L�ora
dell�appuntamento era passata da un po� e quel ritardo non le
diceva nulla di buono, per qualche istante pens� che Brigitte
le avesse fatto uno scherzo. Lo squillo del cellulare
interruppe i suoi pensieri.
�Si, pronto�.
�Andrea, sono Brigitte. Scusa, tesoro, sono in ritardo perch�
non riuscivo a trovare parcheggio e sono dovuta arrivare fino
all�aeroporto. Cinque minuti e sono da te!�
�Va bene! Ok�.
�Arriva?� chiese la signora che la conosceva da pi� tempo.
�Si, ha dovuto parcheggiare all�aeroporto�.
�Hai visto?�
Andrea si gir� verso l�entrata e proprio in quell�istante vide
entrare una bella ragazza bionda, alta e magra, che indossava
un paio di pantaloni neri, un pullover a collo alto dello stesso
colore e un cappotto grigio slacciato. Sembrava avere una
gran fretta. Si avvicin� a grandi passi verso il bancone del
benvenuto per i vip, diede un�occhiata ad Andrea e le regal�
un magnifico sorriso.
�Scommetto tu sei Andrea?� disse
Andrea annu�.
�E tu sei Brigitte?�
Brigitte l�abbracci� intensamente con foga, sembrava non
voler pi� lasciare la presa. Le due signore al banco
osservavano con curiosit� la scena che si stava verificando
dinanzi ai loro occhi.
�Sei stata davvero gentile a invitarmi� inizi� la ragazza dai
profondi occhi verdi.
Andrea estrasse dalla tasca del giubbotto un biglietto-invito e
lo consegn� alla sua ospite.
�Vieni, ci avviamo di sopra�
�Sai ti immaginavo proprio cos�.- esclam� Brigitte mentre si
arrampicavano per le scale per raggiungere la tribuna stampa
- Era tanto che mi aspettavi?�
�No,non ti preoccupare non molto. Hai avuto qualche
problema?� Andrea non riusciva ancora a credere che una
ragazza cos� bella potesse essere interessata a lei. Quel
pensiero le fece aumentare i battiti cardiaci. Cerc� di
controllarsi.
Trascorsero la serata a chiacchierare e videro ben poco della
partita che si stava svolgendo. Avevano incominciato a
conoscersi. C�era qualcosa di Brigitte che attirava Andrea,
ma era conscia che era troppo bella per poter anche solo dare
un�occhiata a una come lei. Cerc� di mantenersi distaccata
perch� non voleva mischiare il lavoro con la sua vita privata,
non l�aveva mai fatto e non era certo intenzionata a farlo in
quel momento.
�Ti ringrazio per la serata - esclam� Brigitte abbracciandola -
mi sono molto divertita ed � stato interessante. Ci rivediamo
sabato, ho dei biglietti. Ci sentiamo in questi giorni?� le
chiese speranzosa prima di avviarsi alla macchina.
�Certo - esclam� Andrea - fammi sapere per sabato. Ciao,
buonanotte!� concluse osservando Brigitte che con passo
sicuro si avviava verso la macchina.
Quella bella ragazza le aveva parlato in modo molto ambiguo
e le aveva fatto sorgere dei dubbi. Andrea si avvi� verso
l�hotel sicura che avrebbe atteso con ansia il sabato
pomeriggio.

- Spost� con un gesto rapido i capelli dalle spalle mentre


osservava, senza in realt� vedere nulla, le macchine che
sfrecciavano nel viale che portava alla stazione. Si scrut�
riflessa nel vetro, il vestito grigio le conferiva l�aria
manageriale che aveva sempre cercato, il viso squadrato le
induriva i lineamenti senza toglierle quel tocco di femminilit�
di cui era sempre andata orgogliosa. Quel giorno di ottobre
c�era qualcosa che la disturbava, c�era qualcosa dentro di lei
che era cambiata e non sapeva ancora trovare la risposta. Era
soddisfatta del lavoro, aveva raggiunto i vertici dell�azienda
molto pi� rapidamente di quanto avesse immaginato e
sognato, ma nonostante fosse in quell�ufficio da dirigente con
la scrivania in radica, la poltrona in pelle, il salottino per le
riunioni, non era contenta. Era come se mancasse un tassello
al puzzle della sua vita. Era da un po� che frequentava la chat
e quella continua frequentazione aveva dato conferma ai
dubbi che vagavano nella sua mente da oltre un anno. Due
colpi alla porta del suo ufficio la distolsero da quei pensieri.
�Si,avanti�
�Francesca, scusa se ti disturbo - esord� la sua segretaria-
volevo solo rammentarti il cocktail che hai, tra un�ora,
all�Hotel Four Season.�
�Si,hai ragione - replic� distrattamente - dov��?Non me lo
ricordo mai�.
�E� vicino a MonteNapoleone, te lo ricordi ci sei andata la
settimana scorsa,a pranzo, con i tedeschi�.
�Mi ricordo, hai ragione - disse osservando attentamente
l�aspetto della sua segretaria. Non l�aveva mai guardata in
quel modo. Roberta era davvero carina e, da quando aveva
fatto un taglio sbarazzino, lo era ancora di pi� -A che ora hai
detto che �?�
�Alle 20�.
�E� proprio necessario? Non possiamo trovare una scusa
qualsiasi,non mi va proprio di andare�.
�Non credo sia necessario, per� quando hai fissato mi hai
detto di sottolinearlo in rosso per non dimenticare la priorit�
che aveva.�
�Capito! - replic� infastidita e arresa al fatto che avrebbe
dovuto trascorrere la serata con gente di cui non le
interessava nulla - Va bene, avvisami quando manca una
mezz�ora cos� mi preparo�.
�Ok,io vado a finire il mio lavoro - replic� Roberta
avviandosi verso la porta � Francesca, - chiese girandosi
nuovamente verso di lei - stai bene? Qualcosa non va?�
La osserv� stranita, infastidita che quella ragazza che
lavorava per lei, avesse capito cosa in realt� si stava agitando
in lei. Annu�, senza parlare,facendo finta di essere distratta da
ci� che appariva sullo schermo del computer.
Da circa dieci minuti erano passate le 20 quando Francesca
faceva il suo ingresso nella hall del Four Season, gli uomini
che l�affollavano si girarono istintivamente a guardarla.
Capelli castano scuri, 170cm di altezza, slanciata, occhi verdi
facevano di lei una donna molto affascinante che attirava lo
sguardo degli uomini e anche di molte donne. Si diresse con
passo sicuro, come era sua abitudine fare, verso la sala
destinata al cocktail organizzato dalla sua ditta. Non sapeva
che quella sera avrebbe cambiato la sua vita definitivamente.
�Francesca - disse il suo collega in abito blue scuro - ti posso
presentare Sonia Raineri, la responsabile della Run and Go
che ci sta facendo la campagna pubblicitaria.�
�Piacere - esclam� in tono molto formale allungando la mano
- sono lieta di conoscerla!�
�Com�� formale! - replic� Sonia - Ci siamo parlate diverse
volte al telefono e se n�� gi� dimenticata?�
Francesca si sentiva a disagio e la cosa non le piaceva per
niente, cerc� di controbattere, ma quella sera non era nella
sua forma migliore.
�Mi scusi,ha ragione ma la mia memoria incomincia a fare
cilecca.�
�Forse � solo una scusa per non dire che, in realt�, sta
pensando ad altro�replic� secca.
Francesca la scrut�, quella donna la metteva a disagio anche
se,in realt�, l�attirava fisicamente. La osserv� con attenzione
mentre si avviava verso il bar per prendere un drink. I
pantaloni blue scuri, la camicia bianca di seta tenuta fuori dai
pantaloni e il taglio corto le conferivano un aspetto un po�
maschile. Non le dispiaceva. Francesca si redargu� per quel
pensiero che le aveva attraversato la mente.
�Le ho preso un whisky on the rocks, ho pensato che lei fosse
un tipo da whisky�� disse allungandole il bicchiere .
�Ha preso per caso qualche informazione sul mio conto? - le
chiese sospettosa - Come poteva sapere che a me piace
proprio cos�?�
Sonia le sorrise.
�No, stia tranquilla non ho assoldato un esercito di
investigatori per sapere cosa beve,ho solo pensato che un
whisky le si addicesse di pi�, il suo � un carattere di quel
tipo�e poi perch� continua a darmi del lei? Non � meglio se
ci diamo del tu?�
Francesca non riusciva a prendere in mano la situazione e la
conversazione. Quella donna la sorprendeva con ogni
affermazione, la infastidiva non riuscire ad avere il controllo.
Si allontan�, lasciando la sua interlocutrice senza possibilit�
di dialogo. Non aveva voglia di sentirsi messa sotto processo
da una sconosciuta che sembrava aver capito molto pi� di lei
di quanto lei stessa sapesse. La serata prosegu�
tranquillamente e Francesca non ebbe pi� modo di
chiacchierare con Sonia, ma nel corso di quelle ore, entrambe
si erano pi� volte cercate con lo sguardo. Era un gioco
intrigante dal quale, Francesca, non sapeva redimersi anzi lo
cercava perch� le provocava un�emozione nuova che non
aveva mai sperimentato. Quella donna,di qualche anno pi�
vecchia di lei, l�aveva affascinata e intrigata con poche parole
e con il suo modo di fare.

- Le semifinali del torneo stavano per iniziare e Andrea, dalla


sua postazione, si guardava in giro per cercare di vedere dove
Brigitte e il suo fidanzato erano andati a sedersi. Solo a met�
della prima semifinale riusc� a identificarla nel box della
rivista. Si mise tranquilla a lavorare e solo ogni tanto i suoi
occhi cercavano, in lontananza, quelli di Brigitte come per
assaporare quel contatto fisico che le mancava da troppo
tempo. Al termine delle due semifinali di singolare i due
ragazzi si avvicinarono ad Andrea.
�Andiamo su in sala stampa, beviamo qualcosa e poi
riscendiamo per il doppio� esclam� Andrea.
�Ho un gran mal di testa�� replic� Brigitte.
�Dai, ti prendi qualcosa di sopra e poi ti affacci per respirare
un po� d�aria, qui dentro manca un po� e sicuramente � per
quello che hai mal di testa!�
Si avviarono tutti e tre verso la sala stampa in cima allo
stadio e si diressero immediatamente verso il bar. Brigitte
inizi� subito a chiacchierare con la ragazza addetta al bar che,
da anni, conosceva Andrea.
Andrea cercava di seguirle, ma era complicato riuscire a
comprendere tutte le parole pronunciate in svizzero-tedesco.
�Hai un ottimo sponsor! � esclam� sorridendo la barista
Andrea la scrut� con aria interrogativa.
�Sii questa tua amica ti sta lodando, sta descrivendo le tue
qualit�.
Andrea si sent� in imbarazzo e arross� leggermente lanciando
un�occhiata a Brigitte.
�Ti devo pagare allora?� le chiese.
�No, non ce n�� bisogno� replic� maliziosamente la ragazza
tedesca.
�Hai fame? Vuoi qualcosa da mangiare?� chiese Andrea.
�Si, qualcosa la prenderei volentieri,cos�hai?�domand� alla
barista.
Andrea diede un�occhiata alla sala che si era riempita di
alcuni suoi colleghi. I discorsi che aveva fatto Brigitte, fino a
quel momento, l�avevano messa a disagio e in imbarazzo,
non era abituata a ricevere complimenti in maniera cos�
diretta e davanti a cos� tante persone. In fondo lei era la
riservatezza in persona.
�Mi sono dimenticata di presentarti il mio fidanzato anche se
non lo �,capisci cosa intendo?� sussurr� Brigitte.
Andrea la scrut� sospettosamente.
�Peter�ti presento Andrea � disse Brigitte girandosi verso il
ragazzo che fino a quel momento era rimasto in disparte.
�Piacere� replic� in inglese.
�Sai come si chiama Andrea di cognome?�
Il ragazzo scosse la testa.
�Come pu� saperlo?� intervenne Andrea.
�Si chiama Guarneri�chiss� come suonerebbe Brigitte
Guarneri?�
Andrea si sent� gelare e divent� rossa in viso. Alcuni suoi
colleghi si erano girati incuriositi dall�affermazione che
avevano appena udito. Non os� proferir parola. Si avviarono
in silenzio verso il campo, il doppio era ormai iniziato.
Andrea si sistem� sul lato corto del campo per fare le foto al
doppio, i due ragazzi raggiunsero i posti riservati. Mentre
lavorava, Andrea, non riusciva a concentrarsi, non riusciva a
fare a meno di pensare alle parole che quella bella ragazza
aveva detto nel corso di tutta la giornata. Erano un chiaro
segnale, ma Andrea non voleva e non poteva crederci.
I suoi pensieri furono interrotti dall�arrivo di Brigitte che si
sedette al suo fianco sulla panchina in legno.
�Ce ne andiamo� le disse.
�Di gi�?�
�Si, non riesco a liberarmi di questo mal di testa, non ne
posso pi�.�
�Mi dispiace�.
Brigitte le si avvicin� per abbracciarla e baciarla.
�Voglio vederti domani sera da sola - le sussurr� in un
orecchio, mentre le strusciava la mano sulla schiena - voglio
cenare con te,io e te da sole �chiaro?�
�Si�si�ok�vuoi che ti chiami io?�
�Sii, chiamami tu domani in mattinata,ciao e grazie!�
�Ok� replic� Andrea. Non aveva fiato per dire altro. Le
sembrava tutto cos� strano, c�era qualcosa che le suonava
falso. Forse era solo qualcosa che la incuriosiva, non riusciva
a rispondere a quelle domande, sapeva che la sua serata
sarebbe trascorsa nella sua stanza d�albergo a pensare alla
giornata che aveva passato, alle parole e ai gesti di Brigitte.
Era certa che non avrebbe trovato una soluzione, ma avrebbe
sognato l�unica cosa che le rimaneva ancora.

- Laura si stava preparando per andare in ufficio, termin� di


pettinarsi con un rapido gesto della mano. Si diede
un�occhiata nello specchio e una smorfia le si disegn� sul
viso. Sollev� le spalle e sbuff�. Prese la porta e si avvi� gi�
per le scale per affrettarsi a prendere l�autobus che l�avrebbe
portata alla metropolitana. Non era l� aspetto fisico che non le
piaceva ma ci� che c�era all�interno dell�involucro. Erano
come tanti piccoli tasselli di un puzzle che non riuscivano a
trovare la loro collocazione e quindi il quadro non veniva
completato. Si sentiva incompleta. Era la definizione giusta,
avvertiva come se qualche pezzo fosse andato perduto e pi�
lei si affannava a cercarlo pi� non riusciva a trovarlo. Si
strinse nel giaccone imbottito che portava, incominciava a
fare freddo, l�inverno si avvicinava a grandi passi. Non si
sentiva mai all�altezza di nulla, non sapeva come affascinare
e interessare gli altri, si sentiva vuota e incapace di sostenere
una conversazione profonda e coinvolgente, riteneva di non
avere nulla da dire, l�unico argomento su cui poteva
esprimere la sua opinione era il sesso. Sorrise, la sua amica
Andrea, pi� volte, l�aveva sgridata perch� doveva avere il
coraggio di dire il suo punto di vista su qualsiasi cosa, non
poteva e non doveva basare le sue conversazione solo sul
sesso. Le aveva insegnato tante cose, ma era conscia che ne
aveva ancora parecchie da imparare soprattutto su se stessa.
Faceva fatica ad ammetterlo anche a se stessa, ma non
riusciva a rimanere sola, quell�ansia e quell�angoscia che la
prendevano, ogni volta che terminava una relazione,la
spingevano a impegnarsi immediatamente, senza lasciar
trascorrere troppo tempo, in un�altra storia. Le sembrava cos�
di essere accettata e amata anche solo per breve tempo, ma
aveva quella soddisfazione. Purtroppo i suoi rapporti erano
sempre durati poco, si erano conclusi pi� rapidamente di
quanto lei avesse sperato e immaginato.
Si arrampic� sul bus e prese posto vicino all�autista, cos� il
suo mal d�auto non si sarebbe fatto sentire. Sospir� mentre
osservava scorrere il traffico che riempiva le strade a
quell�ora del mattino. Si domandava, spesso, se sarebbe mai
riuscita a cambiare per diventare una persona matura, sicura
di s� e di ci� che era. Non aveva una risposta, sperava in cuor
suo che qualcuno l�avrebbe aiutata, prima o poi, a trovarla.
Una delle pi� grandi difficolt� che non aveva mai osato
rivelare a nessuno, era che faticava ad accettarsi, non riusciva
a convincersi, si vergognava di chi era e non ne andava fiera.
A volte temeva che persino semplicemente vedendola
camminare, parlare o gesticolare la gente avrebbe potuto
attaccarle quell�etichetta che cercava in ogni modo di evitare.
Cercava di nascondersi come poteva, ma non era certa di
riuscire,con successo, nell�impresa. Non avrebbe mai rivelato
ai suoi genitori chi aveva scoperto di essere, il rapporto
controverso e combattuto con loro non l�aiutava a trovare la
sua strada. Non sapeva ancora che la vita l�avrebbe aiutata.Si
avvi� lentamente verso la metropolitana, un�altra giornata di
lavoro l�attendeva.

- La mattina seguente di buon�ora Andrea era gi� in piedi, si


rec� come sua abitudine a fare una passeggiata tra le stradine
di Kloten ancora deserte. Si avvi� verso la stazione, poi
ridiscese dalla parte opposta. Le piaceva quel silenzio, quel
profumo che si diffondeva nell�aria. Quella citt� le piaceva,
aveva tutte le comodit� del grande centro urbano, ma
conservava ancora le bellezze, i profumi e i colori della
campagna. Prese il cellulare e compose il numero della sua
pi� cara amica, voleva raccontarle tutto. Lasci� squillare
diverse volte. Il suono melodico delle campane della chiesa
l�avvis� che erano solo le 8 del mattino, troppo presto perch�
la sua amica fosse gi� in piedi di domenica mattina. Sospir�
profondamente e sorrise. Avrebbe dovuto aspettare,alcune
ore prima di poter raccontare tutto quello che le era successo
il giorno precedente. Non riusciva a crederci e non riusciva
ancora a comprendere il motivo per cui Brigitte avesse cos�
tanto insistito per la cena, non si rendeva conto di quello che
poteva volere da lei. Infil� le mani nelle tasche dei jeans
azzurri e prosegu� la sua camminata verso il bar per fare
colazione. Il bar, che si trovava all�angolo con la via
principale, non era ancora affollato. Si accomod� a un
tavolino vicino alla vetrata che dava sul giardino, e
incominci� a osservare, come era sua abitudine, le poche
persone che erano sedute agli altri tavolini. Il bar offriva
diversi tipi di colazione da quella pi� tipicamente europea a
quell�americana. Andrea non aveva molto appetito e decise di
prendersi un semplice cappuccino con una brioche. Osserv�
le due coppie che erano sedute non lontano da lei, la
malinconia le riemp� gli occhi in pochi istanti e le incominci�
a stringere la gola. La sua mente inizi� a correre dietro quei
pensieri che si presentavano, pi� volte al giorno, alla finestra
della sua memoria, invadevano il suo spazio cerebrale
soffocando ogni altra idea.
Era certa che nessuna avrebbe voluto scambiare con lei un
semplice bacio, una carezza e avrebbe voluto dividere con lei
poco pi� di una notte per soddisfare una curiosit�. Sospir�,
mentre il boccone le si bloccava in gola. Solo Paola era stata
capace di innamorarsi di lei e,a distanza di anni, si chiedeva
ancora come poteva averlo fatto se con nessun altra era
successo. Era stata davvero fortunata ad aver avuto il suo
amore, ma allora era stata una stupida non aveva apprezzato
quel sentimento sincero, non aveva avuto tempo da dedicarle
per la sua idea di diventare un�atleta professionista. Non se lo
era mai perdonato. E ora che la solitudine incominciava a
pesare, sulle sue spalle, rimpiangeva quei momenti di calore,
di intimit� che aveva avuto con l�unica donna che era stata
capace di amarla veramente e completamente senza remore.
Gli occhi le si riempirono di lacrime, cerc� di controllarsi,
non aveva mai pianto in tutta la sua vita e non era il caso di
iniziare a farlo in un locale pubblico. Sospir�, aveva bisogno
di alzarsi,di camminare e respirare ancora quell�aria frizzante
che le riempiva i polmoni. Si sentiva sola come non lo era
mai stata in vita sua. Aveva il lavoro, il successo e la fama
che aveva solo sognato, ma le mancava una cosa importante:
l�amore. Si avvi� lentamente verso le strade della cittadina
ancora semi vuote e silenziose. La sensazione di solitudine le
pesava sul cuore e sull�anima, come un macigno, togliendole
il respiro. Il suo pensiero torn� per qualche istante al viso di
Brigitte, era bella ma dubitava fosse la donna che aveva
aspettato per cos� tanti anni. Inaspettatamente si ritrov�
davanti al suo albergo, si ferm� rapita da una betulla mossa
dal lieve soffio del vento. Il suono era delicato,come un
leggero fruscio che raggiungeva lentamente l�anima
comunicandole parole che forse non ricordava pi�. Le
foglie,di un giallo caldo, sembravano esser state dipinte da un
pittore impressionista. Non seppe resistere,prese la sua
macchina fotografica e fece qualche scatto per disegnare
sulla pellicola quel capolavoro della natura. Poi si avvi� per
andare al tennis. Le piaceva arrivare presto, assistere agli
allenamenti e fare qualche chiacchiera con gli allenatori.
Quella mattina non se ne accorse, ma continuava a guardare
l�orologio come se, quel gesto, le avrebbe permesso di
muovere le lancette pi� rapidamente. Non se ne rendeva
conto, ma in realt� non vedeva l�ora di telefonare a Brigitte.
Le ore erano passate lentamente, ma alla fine si trov� davanti
a un apparecchio telefonico con il cuore che le picchiava
nelle tempie senza un motivo preciso. Compose il numero e
attese di sentire rispondere la voce calda della ragazza
tedesca.
�Pronto!� sussurr� una voce assonnata.
�Brigitte? Dormivi?�
�Si, che ore sono?�
�E� quasi mezzogiorno,mi avevi detto di chiamarti, ho
aspettato sapendo che ti piace dormire.�
�Si,hai fatto bene. Senti allora ceniamo insieme, stasera?�
�Fammi vedere a che ora finisco�poi sai devo anche tornare
in albergo a fare le valigie,comunque facciamo cos� ti faccio
uno squillo appena termina la finale e poi ci mettiamo
d�accordo!�
�Mi prometti che ci vediamo?�
Andrea rimase in silenzio qualche istante.
�Ma si penso di si�posso farti una domanda?�
�Certamente�.
�Perch� ci tieni cos� tanto a cenare con me?�
Brigitte sospir�.
�Perch� ho voglia di conoscerti meglio e sabato non abbiamo
sicuramente avuto modo di farlo e poi ho voglia di vederti da
sola!�
Andrea sorrise.
�Va bene, allora ti lascio andare,ci risentiamo pi� tardi!�
�Si,mi troverai mentre dipingo,devo tinteggiare le pareti�.
�Ok,ciao. Se non avessi da fare qui verrei a darti una mano,
mi piace dipingere!�
�Scommetto che sei brava anche in quello!�
�Ciao a pi� tardi�.
�A pi� tardi,ti aspetto!� esclam� Brigitte chiudendo la
conversazione.
Qualche ora dopo, Andrea si trov� nuovamente dinanzi allo
stesso apparecchio telefonico con il dubbio che
l�attanagliava. Non sapeva cosa fare, alla fine decise di
chiamarla.
�Pronto!� rispose una voce allegra e squillante
� Ciao, sono Andrea�.
�Ciao - replic� la ragazza tedesca contenta di sentirla,quasi
fino a quel momento avesse pensato che Andrea avrebbe
rifiutato l�invito - allora hai finito?�
�Si, � finita adesso.Tu a che punto sei?�
�Anch�io,sono stanca�.
�Allora rimandiamo, facciamo un�altra volta se non ti
senti��
�Non dire sciocchezze!Mi faccio una doccia, mi cambio e
sono pronta�.
�Ascolta allora io devo andare in albergo, farmi una doccia,
cambiarmi e preparare qualcosa e poi sono pronta�.
�Va bene allora ti vengo a prendere in albergo.�
�No, vengo io da te,tu sei dalla parte opposta � inutile che tu
venga fino a qui a prendermi, poi mi devi riportare invece
cos 셔
�No, assolutamente, non se ne parla nemmeno vengo io cos�
ti faccio vedere la mia auto!�
�Ok va bene,allora tra quanto?�
�Sono le 6.00�facciamo alle 7.15, ti va bene?�
�Si, perfetto allora alle 7.15,ciao a dopo!�
Andrea prese le macchine fotografiche, salut� i colleghi e si
avvi� rapidamente verso la macchina per andare in albergo.
Voleva farsi una doccia e cambiarsi prima dell�arrivo di
Brigitte. Si ritrov� all�ora stabilita senza che se ne accorgesse
e, inaspettatamente, trov� Brigitte ad attenderla per strada.
�Sono in ritardo?� esclam� sorridendo.
�Assolutamente no�.
�Meno male,sarebbe stata la prima volta in tutta la mia vita,
non mi sono mai fatta attendere!�
Brigitte sorrise.
�Allora andiamo in un ristorante tranquillo, dove si mangia
bene,ti va?�
�Certo,sei tu quella che vive a Zurigo, la conosco ma
sicuramente tu la conosci meglio di me!�
Il ristorante non era molto affollato e la cena si concluse
abbastanza rapidamente.
�Sai - esord� Brigitte- anche mia sorella dice che io preferisco
le donne��
Andrea la scrut� con aria interrogativa, quell�affermazione
l�aveva sorpresa.
�Si,anche il tipo con cui sto adesso non � il mio fidanzato,
diciamo che lo tengo cos�,non mi interessa molto,ti ho
sorpreso?�
�No, per niente,non vedo cosa ci sia di male�.
Era evidente che stava cercando di farle capire qualcosa e il
cuore di Andrea aveva compreso prima ancora che la sua
mente fosse arrivata alla giusta conclusione. Continuava a
ripetersi lo stesso ritornello perch� non voleva illudersi e
avere,poi, una delusione che le avrebbe fatto ancora pi� male.
�Sai che sono capace - continu� Brigitte cambiando
completamente argomento e prendendo le mani di Andrea -
di definire il carattere di una persona solo guardandole le
mani.�
�Davvero? E come fai?� replic� Andrea sorpresa.
�Dal modo in cui una persona gesticola, dal tipo di mani che
ha�.
�Bene,allora visto che non ci conosciamo benissimo, come
sono io?�
�Tu sei una persona molto generosa, sei onesta, leale e
sincera, sei molto disponibile, ma hai anche un carattere
molto forte, sei testona e sai quello che vuoi�.
�Complimenti! Potresti cambiare mestiere!- esclam� Andrea
sorridendo.- Hai azzeccato e solo guardandomi le mani?�
�Si - replic� Brigitte scuotendo la testa - non ho mica chiesto
a qualcuno�.
�Allora mi dicevi che pensavi ti piacessero le donne? Hai mai
avuto relazioni?�
�Quando facevo la fotomodella,conosci quell�ambiente,c�era
una ragazza che mi piaceva abbiamo avuto una relazione,
molto intima e stretta, ma niente di che�ci avviamo?�
�Si,vado un attimo in bagno�.
Andrea si alz� preoccupata e scese lentamente le scale che
portavano al bagno. Non capiva cosa voleva quella donna, i
segnali e tutto ci� che aveva affermato le avevano fornito
indizi sufficienti per capire, ma lei, come sua abitudine,
sembrava non volerci credere.
�Paghiamo?� chiese non appena tornata al tavolo.
�Ci ho pensato io� .
�Perch�? Non dovevi��
�Sei mia ospite,ti ho invitato a cena ed � un piacere per me�
�Grazie, sei molto gentile�.
Si sistemarono in macchina ma la ragazza tedesca non avvi�.
Andrea la scrut� pensierosa.
�Senti ti va di andare a bere qualcosa cos� facciamo due
chiacchiere?�
�Si certo, benissimo,non conosco per� molto bene i locali
qui, non sono una nottambula!�
�Ti va se andiamo all�Odeon?�
�Cos��?�
�E� un locale molto di moda qui ci vanno tutti gli scrittori,�
un locale gay,ti d� fastidio?�
Ad Andrea venne quasi da ridere, si gir� verso il finestrino
per non far notare l�espressione divertita che le si era
disegnata sul volto.
�Se va bene a te,non ho niente in contrario�.
�Bene. - esclam� soddisfatta Brigitte - Andiamo!�
Si avviarono verso il lungolago dove si trovava il locale.
�Accidenti! - esclam� Brigitte,mentre cercava di aprire le
porte d�entrata. - C�� sempre tanta gente,guarda non si riesce
neanche a entrare!� concluse irritata
�Non ti arrabbiare,possiamo andare anche da un�altra parte,
non sar� mica l�unico locale della citt�.
�Si, ma io volevo fermarmi qui,volevo parlare con te
tranquillamente per riuscire a conoscerti meglio.Merda!�
�Dai,possiamo parlare anche da un�altra parte� disse Andrea
prendendo la sua amica per un braccio e trascinandola via.
S�incamminarono verso la citt� vecchia e si fermarono in un
bar della Glockgasse. Ci rimasero il tempo necessario
a terminare le consumazioni. Brigitte era impaziente di
uscire, si era irritata per quello che era successo. Tornarono
rapidamente alla macchina.
�Vuoi provarla?� chiese Brigitte
Andrea la scrut�, le suonava familiare, le ramment� qualcosa
che le era successo, qualche anno prima, quando non aveva
compreso il segnale che le aveva fatto arrivare un�ex tennista.
Le venne da ridere, la sua stupidit� non aveva pi� limiti o
forse non riusciva a convincersi che qualcuna poteva anche
trovarla desiderabile.
�Si certo, grazie,mi fa molto piacere�vedo che mi conosci�
Brigitte sorrise.
Andrea mise in moto e si avvi� per l�unica strada che avrebbe
potuto percorrere, il senso era obbligatorio.
�Sei molto brava! - esord� Brigitte - Sei l�unica persona che �
capace di guidarla, tutte le altre che l�hanno provata,hanno
fatto di tutto per partire�.
�Ti ringrazio del complimento�.
�Non � un complimento, � la verit�!�
Percorse la strada che portava al suo hotel velocemente.
�Vuoi entrare a bere qualcosa?�
�No, � tardi e domattina devo alzarmi presto�.
�Va bene non insisto. Ti ringrazio per la bella serata, per
avermi fatto provare la tua auto,� stata davvero una bella
serata�.
�Grazie a te. Buona notte!� disse Brigitte salendo in auto.
Andrea rimase a osservarla mentre si allontanava. Si avvi�
per salire in camera,decise di comporre il numero di telefono
della sua migliore amica per raccontarle tutto quello che era
successo in quei due giorni. Non riusciva ancora a crederci,
non poteva pensare che una donna, come Brigitte, potesse
provare attrazione per lei. Non si capacitava, non le era mai
successo e tanto meno pensava potesse accaderle alla sua et�.
Ogni tanto arrivava a pensare che le persone la trattassero
come un�appestata e l�avvicinassero solo quando avevano
bisogno di qualcosa. Sospir�, non appena sent� sollevare il
ricevitore dall�altra parte.

- Roberta fece correre lo sguardo lungo le rotaie per


controllare se il tram che stava attendendo,da qualche
minuto, si stesse avvicinando. Diede un�occhiata
all�orologio,sarebbe arrivata in ritardo. Odiava giungere in
ufficio dopo la sua responsabile, voleva preparare lo studio
come piaceva a lei, salutandola con una buona tazza di caff�
caldo e il profumo dell�incenso, appena acceso, che si
mischiava con l�aroma del caff�. Francesca non era mai stata
un capo rigido e severo anzi le aveva sempre lasciato molta
libert� d�azione. Sorrise. Le piaceva quel modo di fare di
Francesca. Aveva cercato, in ogni modo,di non cadere nella
trappola dell�innamoramento della propria datrice di lavoro,
ma non ce l�aveva fatta. Stava cercando, con tutte le sue
forze, di nascondere questo sentimento, ma non era certa di
riuscire nell�impresa sempre con successo. Si redargu�
quando vide arrivare il tram in lontananza. Inizi� a pensare
quasi automaticamente a ci� che l�aspettava quella mattina in
ufficio. Si arrampic�,come tutti,sul mezzo che a quell�ora era
gi� affollato. Sorrise mentre si sistemava sul fondo della
vettura. Guardava e osservava, ogni mattina, quel
campionario di umanit� arrabattarsi per svegliarsi, arrivare a
scuola in tempo, dimenticare i postumi di qualche bicchiere
di troppo,la sera prima, tentare di pensare a una giornata
diversa da quella precedente, ma per tutti sembravano
scorrere inevitabilmente una uguale all�altra, senza
cambiamenti, senza emozioni, piatte come sembrava essere il
colore che predominava nel cielo di Milano. Sbuff� senza
rendersene conto. La sua vita era diventata noiosa, non
accadeva mai nulla di diverso, si snodava senza grandi
scossoni tra il lavoro che la teneva impegnata per lunghe ore
e casa, niente di particolare, niente di divertente. Si gir�
appoggiando la fronte al vetro della vettura e un forte odore
di stantio la colp� violentemente, spingendola quasi ad
allontanarsi, ma la stanchezza che avvertiva, dentro di s�, era
pi� forte e pesante di quel tanfo. Rimase appoggiata a quel
vetro mentre osservava la citt� scorrere sotto i propri occhi.
Sarebbe stato bello poter vedere la vita scorrere cos� e
scegliere a quale fermata scendere e partire da li per viverla
appieno. Quella citt� aveva poco di umano, pensava solo a
lavorare, c�era poco spazio per le emozioni, per la vita e per
l�amore ci� che a lei mancava pi� di ogni altra cosa. Era
arrivata alla sua fermata, doveva scendere.

- Brigitte era certa che le sarebbe mancata Andrea,aveva


cercato di farle capire quali erano le sue intenzioni ma la
fotografa italiana sembrava non aver compreso nulla. Non
aveva preso in considerazione la possibilit� di non poterle
piacere anche perch� non aveva mai avuto problemi di questo
tipo, la sua bellezza era sempre andata a segno.Per la prima
volta si trovava a dover fronteggiare qualcuno che sembrava
non essere attratta eccessivamente dal suo aspetto fisico. Era
certa da quello che Andrea trasmetteva che le piacesse, ma
non riusciva a capacitarsi per quale motivo non avesse fatto
niente, quella sera, al ristorante e in macchina. Era sicura di
non essersi dimenticata di nulla, di non aver tralasciato niente
per poterle far arrivare cosa voleva e cosa le interessava ma
sembrava aver fallito nella sua missione. Si sistem� i capelli
prima di entrare nel suo ufficio, al piano rialzato. Quella
mattina sarebbe rimasta da sola, era contenta cos� avrebbe
potuto pensare e cercare di mettere un po� d�ordine nei suoi
pensieri. L�educazione che aveva ricevuto dalla sua famiglia
era molto rigida e il solo pensiero che lei potesse essere
attratta dalle donne non poteva neanche essere accettato.
Inoltre la voce si sarebbe sparsa velocemente e tutta la citt�
l�avrebbe saputo nel giro di poco tempo. Sebbene Zurigo
fosse piuttosto grande aveva conservato l�anima del villaggio
di campagna, sdraiata vicino al lago, accoccolata tra le
colline e sfiorata dalle montagne. Non le mancava niente
forse solo un po� di spirito metropolitano. Il suono del
telefono interruppe il vagare della sua mente. Concluse
rapidamente la telefonata voleva riprendere a cercare una
risposta. Il suo sguardo si fiss� sulla parete dove
campeggiava il poster pubblicitario della sua agenzia con
l�elenco delle sedi di tutto il mondo. Lesse pi� volte,
attentamente, i nomi delle grandi citt�: Los Angeles e New
York oltre a Zurigo e Parigi.
Non ce la faceva pi� e l�unica soluzione che le rimaneva era
quella di scappare, andarsene dove nessuno la conosceva e
dove avrebbe potuto vivere fino in fondo i suoi dubbi,dove
avrebbe potuto avere una relazione senza dover dare
giustificazioni a nessuno. La curiosit� e l�attrazione che
provava verso le donne cresceva, di giorno in giorno, ed era
sicura che non sarebbe pi� riuscita a controllarla. A volte si
redarguiva da sola, si puniva per quei pensieri che non
dovevano, secondo i principi dell�educazione ricevuti, entrare
nella sua mente, s�irrigidiva e quest�esercizio la proteggeva,
ma nel contempo la faceva soffrire perch� non le permetteva
di vivere veramente e di accettare completamente se stessa.
Riprese a lavorare, alacremente, nella speranza che la
giornata si concludesse pi� in fretta. Avrebbe chiesto alla sua
collega come fare per riuscire a ottenere il trasferimento.
- Laura infil� lentamente le chiavi di casa nella toppa. La
porta si apr� velocemente.
�Cosa sono queste? - url� sua madre che le aveva aperto.
L�aveva investita con tanto odio e rabbia che non sapeva
come arginarla.- Dimmi cosa sono? �continu� al limite di una
crisi di nervi, mentre le sventolava sotto il naso delle
fotografie.
Laura avvert� come una mano di ferro avvolgerle la gola, non
era pi� capace di parlare,di proferir parola e,all�improvviso,
nella sua mente si materializzarono tutte le cose che la sua
amica Andrea le aveva detto. Non sapeva pi� cosa fare e
rispondere.
�A cosa ti riferisci?� replic� sussurrando.
�Non far passare per cretina tua madre e non fare la finta
scema �� esclam� mentre le vene del collo le si gonfiavano
all�estremo.
Laura si spavent�. Non era mai stata una coraggiosa,
nonostante i suoi 25 anni era ancora succube dei suoi
genitori. Cosa avrebbe potuto raccontare a sua madre?Aveva
capito di che fotografie si trattava. Le osserv� per terra, dove
le aveva buttate la madre schifata. Le raccolse. Erano le foto
che aveva fatto, qualche tempo prima,a Firenze, a casa della
ragazza con cui stava e il loro bacio, in primo piano, era
inequivocabile.
Era arrivato il tempo della lotta e non sapeva neanche da che
parte iniziare. Si sentiva perduta, avrebbe voluto telefonare
ad Andrea, ma non aveva scelta in quel momento. Tutta
l�impalcatura di finzione che aveva costruito, per anni, era
crollata, in pochi istanti, senza darle il tempo di sostenerla e
di puntellarla in qualche modo. Andrea l�aveva avvertita che,
in un modo o nell�altro, il destino avrebbe bussato alla sua
porta e avrebbe fatto ci� che lei si ostinava sempre a
rimandare. Era accaduto.
�Mi hai mentito per tutto questo tempo - riprese sua madre
spuntando a sorpresa dalla cucina, mentre Laura stava ancora
raccogliendo le foto - hai capito, stronza! Avrei preferito che
facessi la puttana! Ma non questo, - prosegu� avvicinandosi
minacciosamente - allora anche Vittoria �quando veniva
qui�� cos� anche lei? Sono cos� tutte le tue amiche?�
�Si, sono cos� e allora?� inizi� cercando dentro di s� il
coraggio per una timida reazione.
�Tu sei malata! Hai bisogno di un medico, devi andare da
uno psicologo,non esiste!�
�Non ho bisogno di nessuno psicologo, sto benissimo cos�.
Perch� credi non abbia mai detto niente fino adesso? Perch�
pensavo proprio avresti reagito cos� senza capire.�
�Cosa c�� da capire?� chiese in tono stridulo.
�Invece di trattarmi cos�pensi che io sia cambiata - cerc� di
rammentarsi le parole che le aveva detto migliaia e migliaia
di volte la sua amica, ma faticavano ad affacciarsi alla sua
mente, forse perch� in quei momenti le aveva prestato poca
attenzione - sono sempre la stessa persona.�
�Tu sei malata qui! - replic� sua madre, puntando l�indice
sulla tempia - Hai bisogno di farti curare,mi fai schifo!�
concluse sbattendo la porta della sua camera da letto.
Laura non replic�, si ritir� nella sua stanza. Si lasci� cadere
sul letto e incominci� a piangere. Doveva sfogarsi,non
sapeva cosa fare e,soprattutto, non aveva idea di come
avrebbe potuto affrontare il problema. Forse una notte di
sonno avrebbe aiutato lei e i suoi genitori a vederci pi�
chiaramente. Si sbagliava.

- Era trascorso un po� di tempo da quando Brigitte e Andrea


si erano conosciute, a Zurigo, e avevano passato una serata
insieme. Nel corso di quel periodo Brigitte aveva dovuto
affrontare dei momenti difficili, in quei frangenti,in cui non
sapeva dove aggrapparsi,aveva sempre trovato conforto in
Andrea. Dovunque si trovasse Andrea le aveva dato il suo
sostegno anche quando, una sera di primavera, si era trovata
seduta sui marciapiedi di Parigi a piangere come una
disperata senza una ragione concreta. La sua vita non le
piaceva, non era soddisfatta di quello che aveva,ma pi� che
altro non era quella l�esistenza che voleva. Aveva chiamato
Andrea disperata, le aveva rivelato il suo problema con
l�alcol dal quale non sapeva stare lontano. Era l�unico che
riusciva a farle dimenticare, per un po�, i pensieri che
l�affliggevano durante il giorno. L�alcol offuscava tutto
immergendo ogni particella nell�oblio e Brigitte si sentiva pi�
serena come se tutto fosse stato frutto di un sogno.
Andrea si guard� intorno, spense la cassetta che stava
ascoltando da un po�. Zurigo le era sempre piaciuta e,quando
ci passava, sentiva come se le fosse appartenuta da sempre,
quella sensazione particolare che si avverte quando si ritorna
in luoghi conosciuti e che sembrano essere come casa
propria. Compose il numero dell�ufficio di Brigitte.
�Guten morgen� rispose la signorina in tedesco.
�Mi scusi parla inglese?�
�Si, posso aiutarla?� chiese gentilmente la signorina.
�Vorrei parlare con Brigitte, � in ufficio?�
�No, mi dispiace Brigitte non c��, si � trasferita a Los
Angeles�.
�A Los Angeles? Come mai? Per lavoro o � in vacanza?�
�No, si � trasferita per quindici giorni e poi va a lavorare
nella nostra sede di New York!�
Andrea si innervos�, Brigitte non aveva avuto neanche il
coraggio di avvisarla, quel suo comportamento le aveva fatto
male, l�aveva ferita in modo profondo. Come sempre le
donne avevano paura di lei.
�Con chi parlo, scusi?� riprese la signorina.
�Sono Andrea, Andrea Guarneri.�
�Ah certo l�amica di Brigitte, mi ha avvisato, anzi mi ha detto
se chiamava di farle avere il suo numero di cellulare in
America�.
Andrea sorrise. Quel gesto stava a significare che si sentiva
in colpa per come aveva agito.
�In questo momento sto guidando e non ho modo di prendere
nota del numero, la posso richiamare pi� tardi? Sto andando a
Stoccarda, appena arrivo la chiamo o altrimenti domani
mattina, va bene per lei?�
�Certamente. La chiami per� perch� Brigitte si �
raccomandata pi� volte�.
�Immagino�� replic� ironicamente.
Chiuse rapidamente la conversazione. Era conscia che la
guida l�avrebbe aiutata a pensare e il nervoso, la rabbia e
l�irritazione che si erano scatenate in lei non l�avrebbero
portata a ragionare freddamente. Alla lunga lettera che le
aveva scritto per spiegarle ci� che provava per lei e anche il
motivo per cui non aveva agito quella sera che erano state a
cena, non aveva ricevuto alcuna risposta. Gli schemi non
erano cambiati, lei era onesta, sincera,corretta e il risultato
non cambiava:le persone scappavano sempre per ragioni
diverse, non erano abituate ad affrontare la realt� in maniera
cos� pulita come faceva lei. Avrebbe impiegato un paio d�ore
per raggiungere Stoccarda e sapeva che, in quelle ore,
avrebbe pensato a una lettera che, la settimana successiva,
avrebbe lasciato all�ufficio di Brigitte a Zurigo. Non poteva e
non aveva nessuna voglia di lasciarla comportare in quel
modo.

- Sollev� lentamente le gambe, si accovacci� sulla sua


poltrona preferita come era abituata a fare sin da bambina.
Emise una nuvoletta di fumo azzurro e la osserv� disperdersi
magicamente nell�aria. Avrebbe voluto fare la stessa cosa con
i dubbi che si rincorrevano nella sua mente, ogni giorno,
senza darle un attimo di tregua. Il timore per quelle
sensazioni che non sapeva dominare, le toglieva il fiato. La
innervosiva non riuscire a trovare una soluzione per quel
problema che,ormai, l�assillava da troppo tempo, lei che era
abituata a risolvere le questioni pi� difficili e spinose sul
lavoro era incapace quando entravano in gioco le emozioni. Il
suo sguardo si ferm� a osservare una vecchia fotografia che
faceva bella mostra sulla coda del pianoforte. Era lei da
bambina con il suo cane. Un sorriso si dipinse sul suo viso.
La sua era stata un�infanzia spensierata, era cresciuta
circondata dall�affetto dei genitori, come capita a quasi tutti i
figli unici. Non si ricordava di aver mai avuto segnali, nel
corso della sua adolescenza, delle sue preferenze o forse ne
aveva rimosso il ricordo perch� era pi� semplice ed era
conscia che la vita, in quel modo, sarebbe stata pi� facile. La
vita per�,come diceva sempre la sua amica Andrea, presenta
a tutti i conti e non lascia mai niente di incompleto. Le venne
da ridere. Pi� volte Andrea, in conversazioni che avevano
toccato l�argomento, le aveva sottolineato che nessuno pu�
forzare la propria natura in un senso se, in realt�, la direzione
� opposta perch� prima o poi, in un modo o nell�altro,
riemerge come una bolla d�aria nell�acqua, niente e nessuno
la pu� trattenere sul fondo. A volte sembrava che
quell�affermazione fosse destinata a lei,quasi fosse a
conoscenza di ci� che lei non aveva ancora realizzato. Aveva
ragione e ci� che stava vivendo ne era una conferma. Non
sapeva con chi avrebbe potuto sfogarsi, forse proprio con
Andrea, l�unica con cui aveva confidenza e complicit�, ma
soprattutto l�unica di cui si fidava. Erano tanti anni che si
conoscevano. Frug� nella sua memoria per cercare l�episodio
che aveva permesso a entrambe di incontrarsi. Lei non era
ancora arrivata al vertice dell�azienda e Andrea era all�inizio
della sua carriera di fotografa. Il suo lavoro le era piaciuto
subito, quel modo speciale di mettere in risalto i particolari,
quella sensibilit� catturata attraverso l�obiettivo l�avevano
conquistata immediatamente e la collaborazione
professionale era cominciata subito. Poi lentamente avevano
iniziato anche a frequentarsi,a fare qualche viaggio insieme.
Francesca aveva accompagnato la sua amica in qualche
viaggio di lavoro, avevano trascorso tante giornate insieme,
imparato tante cose e condiviso molte situazioni. Andrea
l�aveva aiutata anche a risolvere alcuni problemi
professionali, non si era mai tirata indietro. Sospir�. Non
aveva mai conosciuto una persona cos� sincera e onesta.
Andrea non le aveva nascosto la sua omosessualit�, sin
dall�inizio, aveva preferito farglielo conoscere senza
sotterfugi, senza celarsi dietro maschere inutili. Francesca
aveva apprezzato la sua coerenza. Si sentiva un po� in colpa
per aver nascosto alcuni dettagli della sua vita alla sua
migliore amica, in fondo Andrea era la persona che la
conosceva meglio e, forse, era l�unica che sapeva gi� ci� che
voleva dirle. Si sollev� dalla poltrona e si avvi� verso il bar.
Si prepar� un amaro, si avvicin� alla porta finestra che dava
sul terrazzo e osserv� l�acqua scendere copiosa. Sorseggi� il
liquore come se avesse potuto aiutarla a digerire meglio quei
pensieri che sembravano essere pesanti, forse troppo. Si era
decisa, avrebbe parlato con Andrea.

- �Andreaaa�- esclam� la voce squillante di Laura -come


stai? In che parte del mondo sei?�
�Sono in giro per lavoro,ci sono novit�? Dalla tua voce direi
di si� esclam� ripensando velocemente a quello che era
accaduto alla sua giovane amica nel corso di quell�anno. Le
discussioni con i suoi genitori, la visita dallo psicologo e la
fine del rapporto con Vittoria. Avevano tentato un paio di
volte una riconciliazione poi, entrambe, avevano capito che
c�erano troppe divergenze caratteriali anzi, forse, si
somigliavano troppo per riuscire ad andare d�accordo.
�Non ti posso proprio nascondere nulla, vero? Piacerebbe
anche a me fare come te e leggere nelle persone cos�
facilmente.�
�Ah no! Sbagliato non creda sia cos� facile signorina! Anni e
anni di studi, di praticantato, magari fosse cos� facile�tze
tze�� replic� ridacchiando Andrea
�Si, insomma facile o difficile piacerebbe anche a me.�
�Cosa � successo? Hai finalmente incontrato la donna della
tua vita?� chiese Andrea conoscendo gi� la risposta.
�Non so se � la donna della mia vita, per� mi piace e so che
quando ti racconter� un po� di cose tu mi dirai che sono
matta�per� mi piace un casino!�
�Uhmm�vuol dire che c�� qualcosa di particolare?�
�E�speciale per me, � una donna donna�.
Andrea scoppi� in una sonora risata.
�Ah finalmente siamo arrivate alla conclusione!� esclam�
certa che Laura avrebbe compreso il significato di quella
frase. Tante volte avevano chiacchierato e discusso sui
diversi tipi di donna che potevano interessare a ognuna di
loro.
�Incomincio con il dire che � etero�.
�Dove l�hai conosciuta?�
�Sai su quel forum di cui ti avevo parlato,abbiamo deciso di
incontrarci, di conoscerci un po� meglio. Vorrei che tu la
vedessi e ci parlassi un po��
�In questo momento credo mi sia un po� impossibile -
aggiunse ironicamente Andrea - anche perch� abbiamo un
oceano che ci divide.�
�Quanto rimarrai ancora in America?�
�Credo tre settimane, dovrei ritornare al termine degli Us
Open di tennis, penso mi fermer� qualche giorno e poi
rientro. Ho un po� di appuntamenti dopo il torneo
quindi�comunque a parte il mio programma, vedi di
incominciare ad approfondire la conoscenza poi ci
incontreremo tutte e tre insieme cos� vediamo com�� sta
ragazza, quanti anni ha?�
�27,uno pi� di me�.
�Bene ci siamo con l�et�,vediamo di non far pasticci questa
volta, ok? Me lo prometti?�
�Promesso zia!�
�Laura,spero che tu non ti sia buttata a pesce su questa
occasione, come accade spesso, perch� non sopporti l�idea di
rimanere sola� si ferm� per attendere una risposta.
�No,non penso proprio!�
�Sei sicura? Ricordati quello che ti ho detto l�ultima volta,
cerca di arrotondare quegli angoli del tuo carattere e,la cosa
pi� importante, vedi di accettare te stessa una volta per tutte.
Il tuo pi� grande problema � che ti vergogni di essere ci� che
sei, gli altri ti accettano non ti respingono ma sei tu che ti
vergogni!�
Laura non replic�, conscia che aveva ragione, ma non sapeva
cosa fare,quella sensazione era pi� forte di lei e, a volte, la
paura la faceva agire in modo inconsulto.
�Va bene ci sentiamo via mail ed eventualmente ti faccio uno
squillo pi� avanti,mi raccomando non ti ficcare in guai
grossi, capito?�
�Capito, ciao� disse Laura riponendo il ricevitore del
telefono. Sapeva che quelle settimane sarebbero trascorse
lentamente, era impaziente di far conoscere questa donna alla
sua amica,certa che le avrebbe dato un�opinione spassionata e
sincera dalla quale avrebbe potuto trarre delle utili
conclusioni per se stessa.
- �Buongiorno! Ti preparo il caff�?� esclam� Roberta non
appena vide entrare Francesca.
Annu� senza rispondere avviandosi nel suo ufficio.
�Com�� andata ieri sera?� chiese incuriosita e notando l�aria
preoccupata dipinta sul viso della sua datrice di lavoro.
Francesca la scrut� con fastidio, non sapeva cosa risponderle.
In fondo la serata era stata piacevole soprattutto perch� ci�
che era accaduto, con Sonia, le aveva ravvivato la serata.
�Bene,direi. Un mucchio di chiacchiere inutili come al solito,
sai come vanno queste serate��
�Chi c�era?�
�Sono venuti quasi tutti, c�era anche quella tipa dell�agenzia
pubblicitaria che ci sta curando la campagna�.
�Ah si, Raineri, giusto?�
�Si, esatto - replic� scrutandola curiosa - come fai a saperlo?�
�L�ho sentita molte volte al telefono, quando ti ha chiamata.�
�La conosci?� le chiese, quasi nella speranza inconscia che
potesse raccontarle qualcosa di pi� su quella donna che aveva
saputo affascinarla come nessun�altra.
�No,solo per telefono,non � mai stata qui in ufficio, o per lo
meno se c�� stata io non ho mai avuto occasione di vederla.�
Francesca aveva iniziato a rincorrere i suoi pensieri, si era
rivista, quella sera, mentre prendeva il bicchiere di whisky
dalle mani di quella sconosciuta, non riusciva a cancellare
dalla mente lo sguardo di Sonia. Si spavent�. Cerc� di
scacciare quell�immagine per tutta la giornata, ma l�impresa
sembrava impossibile. Non voleva neanche pensare di essere
bisessuale, il solo pensiero l�atterriva. Si immerse nel lavoro,
pensando l�avrebbe distratta da quell�idea assillante, ma si
sbagliava.
Passarono diverse settimane nel corso delle quali Francesca
aveva cercato di trovare una risposta a tutte quelle sensazioni
che si rincorrevano dentro di lei ma, purtroppo, non era
arrivata a nessuna conclusione definitiva. A volte si prendeva
in giro da sola e riusciva a vedere anche il lato umoristico,
poteva essere un vero smacco se i suoi amici avessero anche
solo sospettato che a lei, donna pi� desiderata di tutta la
compagnia, potevano piacere anche le donne. In fondo era
arrivata vicino al matrimonio con uno dei rampolli della
Milano bene, considerava una vera fortuna non aver fatto
quel passo e aver cambiato idea. La porta del suo ufficio si
spalanc� distraendola da quei pensieri che avevano riempito
le sue giornate per troppo tempo.
La figura di Sonia che la salutava, con un brillante sorriso, le
fece aumentare i battiti cardiaci. La ricambi� con lo stesso
sorriso.
�Venga,si accomodi��
�Ancora il lei? Cosa devo fare per farmi dare del tu?� chiese
in modo malizioso.
Francesca la osserv� stranita.
�Ha ragione,scusa hai ragione, mi ci devo abituare. A cosa
devo quest'appuntamento?� chiese cercando di deviare la
conversazione sull�attivit� professionale che considerava un
terreno pi� sicuro, per lei, in quel frangente.
�Direi piacere e lavoro - esclam� Sonia per niente a disagio,
quella donna le piaceva e aveva deciso, sin dalla prima volta
che l�aveva vista, che doveva averla - volevo informarti sulla
campagna pubblicitaria, abbiamo bisogno di una serie di foto
che andranno a fare i manifesti che utilizzeremo nelle citt�.
�Si, va bene ti ringrazio per avermelo fatto sapere. Ci sono
novit� sulla campagna, come procede?" le chiese nel suo tono
professionale.
�Bene direi, non ci sono intoppi.Ti aspettavi dei problemi
forse?- le sorrise - Lo sai - intervenne Sonia - sei molto pi�
carina quando sorridi!�
Quell�affermazione aveva provocato una sensazione mista di
piacere e disagio.
�No, ma sai di solito quando si incominciano lavori nuovi si
incontrano sempre difficolt� e pensavo che, questa tua visita,
fosse stata determinata proprio da un problema,avevi detto
che era una visita piacere e lavoro�.
�Si, certo volevo sapere se ti faceva piacere uscire a pranzo,
posso invitarti?�
Francesca la osserv� sospettosa.
�E� un invito personale o di lavoro?� chiese sorridendole
�Non siamo passate al lato piacere? Quindi il lavoro cosa
c�entra?�
�Hai ragione, si volentieri, per� non so quando
posso�aspetta - disse mentre schiacciava il pulsante
dell�interfono per parlare con Roberta - mi dici quando ho un
mezzogiorno libero per un pranzo?�
Ci fu qualche istante di silenzio.
�Francesca vedo che il primo mezzogiorno libero � tra due
giorni�.
�Ok, grazie Roberta allora segna per gioved�, a pranzo, Sonia
Raineri!�
�Bene!� esclam� soddisfatta Sonia mentre si alzava dalla
sedia.
�Te ne vai? Posso offrirti un caff�?�
�Perch� rovinare il piacere di un caff� in un ambiente di
lavoro quando possiamo gustarcelo, in tranquillit�, in un bel
locale?�
�Sei davvero particolare, sai?�
�Non sei la prima che me lo dice, a volte per� non so se
interpretarlo come un complimento o una critica�.
�Ok, allora ci vediamo gioved�.
�Si, passo io a prenderti. - disse Sonia - E non ti preoccupare
di niente, ok?� esclam� avviandosi verso l�ascensore.
Francesca rimase per qualche istante a osservarla, non sapeva
perch� aveva risposto affermativamente a quell�invito, c�era
qualcosa che la spingeva a indagare quelle sensazioni e lei,
che aveva sempre affrontato i problemi direttamente, non
avrebbe voluto fare diversamente, questa volta. In fondo
quella donna le piaceva, l�affascinava e l�intrigava con quel
suo modo insolito di fare. Non era molto alta, i capelli sale e
pepe le conferivano un aspetto pi� maturo che, forse,
ricercava e il taglio corto le induriva un po� i lineamenti
rendendo la sua figura maschile. Si gir� e torn� al suo lavoro.
�Roberta per cortesia chiamami Andrea che abbiamo un
lavoro per lei!�
- Fiss� intensamente gli occhi azzurri di Brigitte che stava
parlando,seduta di fronte a lei, in un ristorante alla moda del
West Village. Andrea si era persa in quegli occhi e non
sapeva pi� come uscirne. Brigitte non stacc� il suo sguardo e
continu� a parlare.
�Ti voglio bene, mi piaci, mi piaci molto ma non posso,non
posso amarti�.
Quella frase era stata come un pugno diretto allo stomaco che
le aveva fatto perdere quel poco appetito che aveva. Deglut�
rumorosamente, inghiottendo quel nodo che le si era formato
in gola, ormai era diventata una vera maestra nell�incassare
sconfitte, aveva imparato cos� bene a celare le sofferenze che
sembrava, quasi, non ne venisse neanche sfiorata. Avvertiva
un dolore cos� intenso dentro di s� che avrebbe voluto correre
fuori dal ristorante e andarsene, ma sapeva che non poteva
farlo, doveva controllarsi. Lo faceva sempre nel migliore dei
modi.
�Va bene, va bene - replic� - ok!�
Brigitte prosegu� nella sua conversazione senza preoccuparsi
troppo di quanto quell�affermazione poteva aver ferito la sua
amica, nella sua integrit� tedesca non c�era posto per quel
tipo di sensibilit�.
�Sai quando ci siamo viste domenica per il drink, era un
test.�
�Un test?�
�Si, volevo vedere se poteva funzionare e se non avesse
funzionato stasera non ci saremmo riviste!�
Andrea la osserv� mentre parlava, la fissava con quei suoi
occhi chiari pieni di dolcezza ma che non osava mostrare, si
perdeva in quella confusione di tenerezza, durezza e rigidit�
che solo lei sapeva mischiare. Brigitte sapeva essere crudele
come nessuno lo era stato con lei. Forse era solo la paura di
se stessa che la faceva agire in quel modo.
�So che non mi sono comportata bene, che ti ho ferito
profondamente comportandomi cos� ma credevo di far
bene,in quel momento non pensavo che ti avrei fatto cos�
male, me ne sono accorta dopo e allora ho deciso di scriverti
quella e-mail, volevo chiarire le cose. Voglio che rimaniamo
amiche, ti voglio bene ma se rimaniamo amiche deve essere
con le mie regole non con le tue.�
Andrea socchiuse gli occhi, non aveva aperto bocca, non
aveva fiatato e aveva seguito quelle parole che erano calate
sul suo cuore come lame taglienti facendo a pezzi quel
sentimento. A ogni colpo aveva dovuto irrobustirsi, aveva
dovuto diventare pi� forte e reagire.
�Tocca a te decidere se vuoi che rimaniamo amiche, devi
vedere se riesci a farlo, se non soffri troppo a starmi vicino.�
�Si,non c�� problema!� Come poteva dirle di no, come
poteva rinunciare a lei cos� all�improvviso, in quel momento
non ne aveva la forza. Come poteva rimanerle amica se non
poteva avvicinarla e toccarla? Avvertiva un�attrazione cos�
forte,verso di lei, che doveva fare un grosso sforzo per non
restarle vicino, per non avvertire il calore del suo corpo, il
profumo della sua pelle e la morbidezza dei suoi capelli.
�Sai, credevo mi volessi cambiare, pensavo lo volessi fare.
Sono cambiata, Andrea, non sono pi� come quando ero a
Zurigo, adesso provo dei sentimenti per gli uomini che non
posso provare per una donna. Non so forse cambier� tra 30
anni, ma per adesso sono cos�! Volevo chiarire tutto quanto,
ho pensato davvero tanto a tutte queste cose perch� non
sapevo se potevo dirti tutto. Ho pensato e ripensato tante
volte, non ero sicura.�
�Lo sai benissimo che puoi dirmi tutto quello che vuoi, mi
conosci meglio di tutti e, con te, mi sono aperta moltissimo!
Ti rendi conto, vero, che mi puoi ferire come nessun altro
potrebbe fare? Non faccio marcia indietro, sono qui - disse
infilando con la forchetta uno degli gnocchi - e non lo far�
mai, non mi sono mai tirata indietro di fronte alle mie
responsabilit� e non lo far� certo adesso. Ricordati qualsiasi
cosa succeda non cambier� la mia opinione e il mio affetto
per te!�
�Sei stata molto coraggiosa a scrivermi quella bellissima
lettera, non l�ho mai dimenticata, ci vuole tanto coraggio a
mettere per iscritto tutti quei sentimenti, mi hai aperto il tuo
cuore e mi hai spaventato, non sapevo davvero come avrei
dovuto comportarmi. Ci sono delle cose che devi capire di
me - continu� Brigitte cambiando nuovamente tono - non mi
piace ricevere troppi messaggi,quando sono in ufficio, perch�
non ho tempo per rispondere e mi viene il nervoso, mi sento
la pressione addosso e mi irrito, come non mi piace essere
chiamata al telefono troppe volte. Non ha niente a che vedere
con te, chiunque lo faccia m'infastidisce. Ti ricordi della mia
amica di Zurigo, Daniela? Anche lei ha la stessa abitudine,
mi chiama troppo spesso e divento nervosa e poi la tratto
male.�
�Basta saperlo, non devi far altro che dirmelo e non ti invier�
messaggi, n� ti chiamer� al telefono� aggiunse seccamente,
conscia di quanto le costava affermare tutto quanto.
�Vado un attimo in bagno.� esclam� Brigitte alzandosi e
sfiorando la mano di Andrea.
Andrea annu�. Non appena Brigitte scomparve inghiottita
dalle scale, s�infil� la mano nel taschino della camicia per
estrarre una bustina di pastiglie, prese una pillola di Xanax. Il
suo cuore batteva con tale violenza che sembrava volesse
spaccarle il petto, quel battito forte le aveva provocato anche
la nausea.Tutte quelle parole le avevano fatto tremendamente
male ma sapeva che doveva accettarle e, ancora una volta,
avrebbe dovuto fare buon viso a cattivo gioco. Ancora una
volta le era stata chiusa una porta in faccia.
In tutta quella conversazione c�era qualcosa che non le
tornava. Brigitte aveva parlato come se volesse mantenere le
distanze, come se avesse paura di avvicinarsi nuovamente a
lei, ma si era comportata in modo diverso come se non
riuscisse a rimanerle lontano,come se sentisse il bisogno del
suo contatto fisico. Andrea non aveva avuto l�impressione
che Brigitte fosse realmente cambiata, era ancora confusa e
non aveva ancora scoperto chi era. Giocava con quella
confusione e non voleva rompere gli stereotipi, aveva paura
di trovarsi in una situazione che non sarebbe stata capace di
gestire,ma soprattutto non voleva essere derisa dagli altri, dai
suoi amici e da quelli che la conoscevano.
Dopotutto una bella ragazza come lei che aveva sfilato sulle
passerelle di mezzo mondo, non poteva rompere gli schemi e
decidere di amare un�altra ragazza anche se, in realt�, si
sentiva attratta e provava dei sentimenti verso Andrea. Era
conscia che non poteva spingere Brigitte, non poteva metterle
pressione addosso per cercare di scoprire la sua vera natura.
Era certa che avrebbe continuato a fuggire da se stessa
finch�, un giorno,la vita l�avrebbe rimessa di fronte agli stessi
problemi e allora avrebbe dovuto decidere.
�Qualcosa non va?� chiese Andrea appena Brigitte si
riaccomod�.
�Ho telefonato a Sam,non mi ha risposto, gli ho lasciato detto
che se vuole ci pu� raggiungere al bar altrimenti che vada al
diavolo!�
�Brigitte non ti puoi far trattare cos�.�
�Lo so, gli ho dato ancora una possibilit�,vediamo, altrimenti
lo mollo! Lo sai come sono se decido una cosa la faccio
all�istante, Non mi ci vuole molto.�
�Gi�- replic� Andrea guardandola, c�era qualcosa in
Brigitte che le diceva che provava qualcosa per lei ma non
voleva esporsi, non voleva avere complicazioni. Sospir�
profondamente. In fondo la sua vita era sempre stata cos�,
non era cambiata - Non meriti una persona che ti tratta cos�. -
non poteva credere che dopo cinque mesi che stavano
insieme,quel ragazzo la trattasse in quel modo come se non
gli importasse nulla di lei, non poteva sopportare di sentire
come era il loro rapporto e non poteva neanche pensare che
facesse l�amore con lei-Senti, dimmi come va il tuo lavoro?�
�Non � certamente quello che volevo, mi hanno promesso
una mansione ma non la sto facendo e per questo che sto
cercando di cambiare, vorrei trovare un nuovo posto.�
�Cosa ti piacerebbe fare?�
�Vorrei lavorare nello show business, films production ma
devo mettermi in contatto con le persone giuste�.
�Senti non ti posso promettere nulla ma conosco una persona,
vive a San Diego, � proprietario di una casa di produzione
cinematografica e sono certa che potrebbe aiutarti in qualche
modo. Mi metto in contatto con lui appena rientro a casa, va
bene?�
�Si, certo, sarebbe bello�.
�Posso avere il conto?� chiese Andrea al cameriere.
�No, pago io� aggiunse Brigitte.
�Non ci pensare neanche� replic� consegnando la carta di
credito.
�Andiamo a bere qualcosa?�
Annu� mentre si avviavano fuori dal locale.

- �Sapete dove si trova?� chiese Marcella a Laura e Vittoria


mentre finiva di sorseggiare l�aperitivo.
�E� a New York - replic� Vittoria appoggiando il piatto pieno
di stuzzichini - sta seguendo il torneo degli Us Open e in pi�
sta facendo un servizio fotografico per l�agenzia di
Francesca. E� sempre incasinata quando va in America e
poi�c�era in sospeso anche quella cosa con Brigitte,
speriamo vada bene!�
Laura la scrut�.
�E� vero! Me ne ero completamente dimenticata,speriamo
non si faccia mettere i piedi in testa da quella come suo
solito,certo che deve essere proprio una gran stronza!!!�
�E� Andrea che � troppo buona e le donne ne approfittano!�
sottoline� Marcella.
�Come l�hai conosciuta?� chiese Vittoria
�E� stato un caso - incominci� Marcella - anche se il caso
non esiste. Eravamo a un cocktail, a cui era stata invitata la
mia azienda,non dovevo andarci poi per�, all�ultimo
momento,ho deciso di fare una scappata, c�erano alcune sue
foto appese e sono stata colpita dalla sensibilit� nel catturare
certi particolari, dalla sua capacit� di delineare certe
caratteristiche umane e di catturare�- si ferm� per cercare la
parola giusta, voleva essere precisa come sua abitudine -
l�anima e il cuore delle persone, la sua abilit� di mettere in
luce,sempre e in ogni caso, la peculiarit� dei prodotti che
promuove. Ho pensato, mentre le guardavo, che questa
persona doveva essere speciale e doveva avere un grande
talento!�
�Si,ha proprio un grande talento solo che non se ne rende
conto!� conferm� annuendo Vittoria.
Laura le lanci� uno sguardo divertito, era riuscita a dire due
parole, quando Marcella iniziava a parlare era complicato, se
non addirittura impossibile, riuscire a interromperla.
��cos� ho chiesto chi era la fotografa - prosegu� senza dare
troppo spazio all�intervento di Vittoria - me l�hanno indicata
e un mio collega me l�ha presentata, abbiamo iniziato a
chiacchierare, quella sera�.- s�interruppe alzandosi - scusate
ragazze vado a prendere qualcosa.�
Laura e Vittoria la seguirono con lo sguardo, scoppiando in
una sonora risata quando la videro a distanza di sicurezza.
�Abbiamo iniziato a chiacchierare???� ripeterono all�unisono
facendo il verso alla loro amica.
�Non credo che Andrea - prosegu� Vittoria, sghignazzando e
immaginando il volto della sua amica dinanzi alla logorrea di
Marcella - sia riuscita a spiccicar parola, quella sera.�
�Figurati non riusciamo a parlare noi che siamo in due
�immaginati lei da sola!�
�Eccomi! - esclam� Marcella riprendendo posto - Dov�ero
rimasta? Ah si, abbiamo cominciato a chiacchierare e
abbiamo fatto amicizia, ci siamo incontrate diverse volte e
poi mi ha presentato a voi�a proposito e voi?� aggiunse
mentre iniziava a gustare le penne all�arrabbiata.
�Noi, cosa?� chiese Laura.
�Voi come l�avete incontrata?�
�Lei - inizi� Laura indicando Vittoria che stava inghiottendo
un boccone - prima di me�a un torneo di tennis��
�Si, a Roma agli Internazionali d�Italia, sai la conoscevo di
nome, conoscevo le sue foto che sono inconfondibili e poi
erano anni che la vedevo sempre lavorare al tennis. Aveva
quest�aria cos� rigida, severa che avevo timore ad avvicinarla.
Un giorno, per�, ci siamo trovate l�una di fianco all�altra,sul
campo Centrale,a fotografare un�italiana e lei, stranamente
devo dire, ha fatto qualche battuta e mi ha dato un paio di
pacche amichevoli sulle gambe�ho ancora i segni!� disse
con una smorfia rammentando ancora il dolore.
�Racconta a Marcella cos�ha fatto dopo, altrimenti non
capisce!�
La donna osserv� Vittoria con curiosit�..
�Ha incominciato a parlare di me, come se mi conoscesse da
una vita, mi ha elencato tutti i problemi che mi affliggevano
come se gliene avessi parlato io,cinque minuti prima.Mi ha
invitato a cena quella sera, mi ha fatto un cazziatone
memorabile, me lo ricordo ancora. Da allora abbiamo iniziato
a frequentarci, non credo ci siano molte persone che
prendono a cuore la tua situazione senza conoscerti
veramente.�
�Non ce ne sono proprio.� aggiunse acidamente Marcella.
�Quella sera,a cena, mi ha detto che si vedeva lontano un
miglio che cercavo di mascherare ci� che ero in realt�,penso
di essere diventata rossa come un peperone, pensate un po�
una sconosciuta, come era lei, che mi veniva a dire questa
cosa che avevo tenuto nascosto a tutti, compresa me stessa e
questa persona che avevo di fronte me ne parlava mentre
mangiava del risotto alla milanese. E� stato facile rimanerle
amica anche perch� oltre alla stima che avevo per lei come
fotografa si � aggiunta quella come persona.�
�E tu Laura?�
�A me � successo tutto il contrario, ci siamo incontrate in un
periodaccio per me, stavo talmente gi� di morale che non
riuscivo a fare pi� niente e se non ci fosse stata Andrea ad
aiutarmi, a sostenermi non ne sarei uscita, sarei rimasta
nella�merda fin sopra ai capelli.�
Marcella la scrut� con aria interrogativa.
�Avevo incontrato una tizia che mi piaceva davvero un
casino ma lei era gi� impegnata, prima mi ha fatto capire una
cosa e poi mi ha sbattuto la porta in faccia. Ero cos� delusa,
demoralizzata, non avevo pi� energia, mi sentivo sola e non
sapevo come e con chi sfogarmi. Cos� dal nulla � saltata fuori
Andrea come un angelo custode e mi ha aiutata, mi ha
ascoltato e consigliato�ecco!�
Rimasero in silenzio per qualche istante.
�Siamo state fortunate!� esclamarono in coro.
�Vero! - disse Vittoria - Lei lo � un po� meno con le donne!�

- Si scaravent� sul letto non appena aperta la porta della


camera dell�albergo. L�amica con cui divideva la camera la
scrut� preoccupata.
�Andrea cosa c��? Come � andata con Brigitte?�
� Gertrud non mi sento bene �- disse sentendosi venire
meno - forse ho preso troppe pastiglie per calmarmi.�
�Rilassati - esclam� la ragazza tedesca alzandosi dal suo letto
- cerca di rilassarti adesso.�
Andrea si alz� dal letto e si infil� nella stanza da bagno, ci
rimase un po�, in cuor suo sperava di non sentirsi male, non
le andava di finire in ospedale a New York. Cerc� di reagire
e farsi passare quel senso di nausea che avvertiva e la
debolezza che sentiva.
�Come va?� chiese Gertrud.
� Uhmmm��
� Cosa ti ha detto?�
Andrea inizi� a raccontare quello che era successo, quella
sera, con Brigitte, senza omettere alcun particolare.
�Adesso non ci pensare �e cerca di dormire, domani mattina
ne riparliamo e alla nostra colazione delle 6.30 - disse
ironizzando sul fatto che si alzavano sempre all�alba - ne
parleremo con pi� calma e,soprattutto, con qualcosa nello
stomaco visto che non sei neanche riuscita a mangiare.�
concluse spegnendo la luce.
Le veniva da piangere ma non l�aveva mai fatto in tutta la
sua vita, e non credeva sarebbe riuscita a farlo questa volta.
Al buio la stanchezza per la giornata che aveva vissuto
prevalse e,alla fine, riusc� ad addormentarsi.
Quella mattina, pochi minuti prima della sei, era gi�
completamente sveglia e da un po� fissava le cifre rosse della
radio sveglia sul suo comodino. Il suo stomaco brontolava,
dopo aver digiunato l�intera giornata precedente si sentiva
affamata. Decise di alzarsi lentamente, senza far rumore
come sua abitudine, per non svegliare la sua compagna di
stanza, lei non aveva obblighi lavorativi e aveva tutto il
diritto di continuare a dormire. S�infil� nella stanza da bagno
con i vestiti che aveva deciso di mettersi,si fece una doccia e
si prepar� per scendere a far colazione. Non appena aperta la
porta del bagno si accorse che la sua amica, Gertrud, era gi�
in piedi e pronta per tenerle compagnia.
�Buongiorno - esclam� Andrea con la sua solita vivacit� e
allegria - Ti ho svegliata?�
�No,non volevo proprio perdermi la colazione di
stamattina�- replic� ironicamente Gertrud - come ti senti?�
�Mi sento un po� spossata, ma devono essere state le
pastiglie.�
�La devi smettere di prendere quelle schifezze�e poi
com�era? - inizi� Gertrud facendole ironicamente il verso -
mi sento male, mi sento male �e poi ci mancava poco che ti
mettessi a russare�� concluse scoppiando in una sonora
risata.
Andrea la osserv� e la imit�.
�Beh non mi sentivo mica bene - aggiunse tra le risate - per�
poi quando ho toccato il letto�sono schiattata!�
�Andiamo dai.� la esort� aprendo la porta della camera e
avviandosi in corridoio verso gli ascensori.
I corridoi del Roger Smith, a quell�ora del mattino,erano
silenziosi e tranquilli, ma la sala da pranzo, dove si faceva
colazione,era gi� affollata di gente mattiniera. Quasi tutti i
fotografi accreditati al torneo di tennis, gli Us Open,
alloggiavano in quell�albergo,tra la 42th Street e la
Lexington, il direttore appassionato di tennis faceva un
prezzo particolare.
�Allora, mi vuoi raccontare cosa cavolo � successo ieri sera?�
chiese Gertrud non appena si sedettero al tavolino per fare
colazione.
�Ok, fammi prima prendere qualcosa perch� non ci vedo pi�
dalla fame.� esclam� mentre si alzava per avvicinarsi al
buffet. Prese un caff� nero bollente, un piatto con dei
formaggi e un paio di bagels quindi ritorn� al tavolo. Attese
il ritorno di Gertrud per poter iniziare il racconto.
Rapidamente la mise al corrente di quello che era accaduto
la sera precedente con Brigitte.
�Ha fatto venire anche il fidanzato?�
Andrea annu�.
�Per� che carina�� comment� sarcasticamente.
�Non so sai, Gertrud, mi ha detto delle cose ma non mi
sembra molto convinta, sembra che le abbia dette
semplicemente per convincere se stessa invece di me. Ha
detto che non prova pi� certe cose, ha ribadito che quello che
aveva provato a Zurigo non lo sente adesso e che �
cambiata,chiss� perch� per� io non le credo. Comunque mi
ha detto che se voglio esserle amica lo devo fare con le sue
regole.�
�Cosa le hai detto?�
�Ho detto che andava bene.�
�Ce la fai?�
�Penso proprio di si�e poi sai lei vive qui, a New York, io a
Milano�non � che abbiamo molte possibilit� di vederci, sii �
vero che io vengo qui diverse volte all�anno per�, sai, non �
mai come abitare nello stesso continente.�
�Posso dirti una cosa?�
�Certo che puoi,lo sai che mi puoi dire tutto quello che vuoi,
non devi mica chiedere.�
Gertrud la osserv�,le piaceva quel modo di fare schietto e
diretto della sua amica italiana, la metteva a suo agio ogni
volta, quella purezza di cuore,che raramente aveva
incontrato, le piaceva, ci teneva e vederla soffrire in quel
modo le faceva male.
�Scusami sai, ma � una stronza! Non si trattano cos� le
persone,ma che modi sono! �esclam� irritata.
Andrea diede un�occhiata intorno, non le andava che i
colleghi venissero a conoscenza della sua vita privata.
�Lo so, Gertrud, hai ragione, e poi sai lei dice delle cose, ma
in realt� mi trasmette dell�altro.�
�Cio�?�
�Sai � come se dicesse che non prova pi� certe cose, ma in
realt�, � il contrario e lo dice per cercare di convincere se
stessa che non � cos�, questo mi arriva, niente di diverso dal
passato.�
� Non vorrai mica rivederla, se te lo chiede inventati una
scusa e lascia perdere.�
�Mmm�ci prover�, non so se ce la far�.Va bene,vado su a
recuperare lo zaino e poi mi avvio come al solito, ci vediamo
pi� tardi. Vieni oggi al tennis o no?�
�Non so �non credo, penso che andr� a fare un giro e poi
vado a pranzare da Diner�s, mi ci vuole, lo faccio ogni volta
che vengo negli Stati Uniti��
�Ok allora se mai ci vediamo stasera, non credo che far�
tardi�buona giornata !� esclam� Andrea salutando la sua
amica e avviandosi a prendere il bus che l�avrebbe portata
allo stadio.
- Roberta si pass�,lentamente, una mano tra i capelli, si
osserv� il viso stanco e scavato nello specchio del bagno
dell�ufficio. Sospir� pesantemente, poi chiuse gli occhi nel
tentativo, forse, di cancellare l�immagine che vedeva riflessa
e non le piaceva. Non riusciva a sopportare se stessa, non era
mai stata cos� codarda e non riuscire a esternare ci� che era e
ci� che provava la faceva sentire come un�animale
incatenato, senza possibilit� di salvezza. Si sentiva
intrappolata in una gabbia che solo lei aveva costruito e che
non sapeva come distruggere. Riconoscere se stessa
significava ammettere la sua omosessualit�, cosa che aveva
sempre evitato di fare anche quando frequentava il liceo, si
sentiva diversa dagli altri e aveva adottato un sistema di
isolamento che le aveva procurato il titolo di secchiona della
scuola. Il suo aspetto fisico, il suo viso con lineamenti
delicati, i suoi occhi e la sua figura longilinea le avevano
fatto conquistare, pi� di una volta, la palma di pi� carina
della scuola, ma ci� che le persone vedevano all�esterno non
corrispondeva a ci� che lei avvertiva dentro di s�, nessuno
era capace di andare oltre l�aspetto fisico, nessuno aveva il
coraggio di osservare la sua anima, il suo cuore, davano tutto
per scontato. Si pass� una mano sul viso. Non aveva nessuno
con cui confidarsi e ci� le pesava, non sapeva con chi
sfogarsi quando,la sera, tornando a casa, si sentiva sola,
quando il desiderio di avere una compagna le batteva nelle
tempie senza lasciarle pace portandole pensieri strani ed
estremi.
Come poteva dire a qualcuno che si era innamorata della sua
datrice di lavoro? Come poteva anche solo far capire a
Francesca che le piaceva? Non aveva mai affrontato
argomenti del genere con lei, non era mai andata oltre il
semplice rapporto di lavoro.
�Roberta� - la invest�,entrando nella stanza da bagno, la
segretaria del presidente - cosa fai qui dentro? Non vai a
pranzo?�
La osserv� nello specchio. Quell�aria sempre efficiente,
sempre perfetta sembrava non aver mai problemi, sembrava
quasi non invecchiare mai.
�No, Franca�non ho un gran appetito e ho preferito
rilassarmi un po�da sola, senza avere intorno gente
vociante�non ti capitano mai quella giornate in cui non ti va
di sentire nessuno?�
La donna sulla cinquantina la osserv� superficialmente.
�A volte,- replic� mentre finiva di sistemarsi il trucco intorno
agli occhi - ma evito di isolarmi, non � producente!� concluse
acidamente, senza minimamente pensare a quali problemi
Roberta potesse far riferimento.
�Tutto bene ai piani superiori?� chiese con indifferenza.
�Direi di si, niente di nuovo a parte i soliti pettegolezzi
�immagino tu ne sia gi� al corrente?�
Roberta le lanci� un�occhiata interrogativa, non aveva idea a
cosa si stesse riferendo, aveva ben altri pensieri che le
occupavano la mente e non aveva certo tempo da sprecare a
correre dietro ai pettegolezzi aziendali.
�Ma come? Non sai che il mio capo se la fa con la tipa del
marketing?�
�Chi? - esclam� sorpresa della rivelazione - Quella che hanno
assunto da qualche mese?�
�Proprio lei�quella tipa che va in giro come se fosse lei la
padrona di tutta la compagnia - prosegu� ridacchiando - la
devi vedere come si acconcia quando ha le riunioni con il
capo��
�Riunioni?�
�Si, hai capito cosa intendo��
Roberta annu� senza replicare.
�E� ora di tornare al posto di combattimento!� disse mentre
prendeva la porta e si avviava verso il suo ufficio.

- Andrea suon� un paio di volte il campanello del citofono


dell�angusto portone. Diede un�occhiata all�interno, la lunga
scalinata che portava ai piani superiori era al buio e non
riusciva a vedere bene. Sorrise, sembrava una di quelle case
che si vedono nei film gialli e dove, di solito, si verifica un
omicidio. Si volt� verso la strada. Non c�era nessuno, c�erano
i suoni tipici di New York e del Village, ma niente di
particolarmente pericoloso. Sospir� e contemporaneamente
sent� gracchiare il citofono.
�Chi �?�
�Brigitte? Sono io��
�Di gi�- esclam� spazientita e molto nervosa - vengo gi�
ad aprirti,ma non sono ancora pronta! Non sono ancora le
7.30!� concluse chiudendo la comunicazione.
Dopo pochi minuti la vide comparire dalle scale.
�Ti avevo detto alle 7.30, sono solo le 7.15�� ripete
innervosita.
�Scusa�- esclam� Andrea - guarda che non c�� problema se
vuoi aspetto qui, non � grave�anzi fai pure�vai a prepararti
ti aspetto qui!�
�Non se ne parla nemmeno, mi hai fatto scendere ad aprirti il
portone e ora sali con me!� esclam� con tono acido.
Andrea la segu�, in silenzio, su per le scale, fino al terzo
piano. Le finestre erano completamente spalancate e si
vedeva l�interno delle case di fronte.
�Lo sai che mi da fastidio, quando dico un orario deve essere
quello, mi da fastidio perch� se non sono ancora pronta mi
tocca fare le cose in fretta.�
Andrea non replic� la lasci� sfogare, mentre osservava i
colori caldi dell�appartamento che aveva di fronte. Respir�
istintivamente l�aria umida e calda di quella serata di agosto,
piena dei profumi dei cibi etnici cucinati dai ristoranti che
riempivano quel quartiere cos� famoso.
�Vedi adesso mi devo vestire e non posso!Guarda questa �
l�entrata, li c�� il letto, dietro quella parete c�� la cucina e qui
c�� il bagno�� disse indicando la stanza.
L�appartamento era davvero piccolo. La sala faceva da stanza
da letto e da salotto, la cucina anche da ripostiglio e il bagno
era ancora pi� piccolo. Andrea sorrise, comprese il motivo
dell�imbarazzo e del nervosismo di Brigitte. Era una persona
particolarmente ordinata e rigida, quel disordine non le
apparteneva,si sentiva a disagio nel farsi vedere cos�.
�Cosa ne dici? - chiese estraendo dall�armadio un paio di
abiti - Va meglio questo nero o questo marrone?�
Andrea osserv� entrambi i vestiti e la immagin� con quello
nero. Il pensiero le tolse il fiato.
�Direi quello nero��
�Lo sapevo�� ridacchi� Brigitte.
Andrea la squadr�,avrebbe voluto aggiungere che se lo
sapeva poteva fare a meno di chiederglielo ma si trattenne.
�Me lo devo infilare, adesso tu ti metti li-disse Brigitte con il
suo tono autoritario - e io me lo infilo qui dietro� concluse,
nascondendosi dietro la spalliera,in legno,del letto. Aveva
paura di Andrea e l�unico sistema che conosceva, per tenerla
a distanza, era comportarsi in modo antipatico e autoritario.
Non sapeva come avrebbe potuto reagire e,in fondo, non
aveva mai conosciuto una ragazza come lei.
Andrea si volt� verso le finestre per evitare di farla sentire
ancora pi� a disagio.
�Puoi girarti.�
Si gir� lentamente, deglut� rumorosamente un paio di volte,
ma Brigitte non la conosceva cos� bene da comprendere ci�
che significava. Se la trov� di fronte con tutti i capelli biondi
davanti, poi li tir� all�indietro all�improvviso. Rimase senza
fiato, il cuore si era fermato e aveva assunto un�espressione
idiota. Brigitte si diresse verso la stanza da bagno per finire
di truccarsi e pettinarsi. Andrea cerc� di recuperare il fiato e
di portare il battito del cuore alla normalit�.
�Sai che ho l�appartamento pieno di scarafaggi,ho chiamato
molte volte quell�imbecille dell�amministratore ma non ha
mai mandato nessuno!� disse mentre si stava pettinando.
�Hai provato a mettere un po� d�aceto, di solito con gli insetti
funziona.� chiese Andrea mentre osservava i suoi movimenti
che le toglievano il respiro.
�No,aspettavo che arrivasse qualcuno a disinfestare.�
�Fammi vedere se hai qualcosa che posso metterti�� disse
Andrea, andando a frugare negli armadietti della cucina. Con
uno strofinaccio imbevuto entr� in bagno.
Brigitte si scost� e, per farla passare, le pos� delicatamente
una mano sulla schiena. Andrea socchiuse gli occhi, quel
tocco l�aveva eccitata. Cerc� di finire rapidamente quello che
aveva iniziato per uscire dal bagno.
�Stai veramente bene con quel vestito!� le disse.
�Davvero?�
�Si molto,sei molto elegante e ti dona.�
�Possiamo andare, sono pronta!� esclam� Brigitte mentre
spegneva la luce della stanza.
Si avviarono a prendere un aperitivo e a fare due chiacchiere.

- Francesca stava osservando,con particolare attenzione, una


foto che le trasmetteva molte sensazioni, pi� di quelle che
avrebbe dovuto. Fece passare i suoi occhi sulle due figure
ritratte e ogni volta che si fermava sui loro visi il suo stomaco
e il suo cuore tremavano. Due donne che si baciavano non
dovevano provocarle cos� tante emozioni,ma ci� che pi� la
intimoriva era quell�istinto e quel pensiero che la spingevano
a voler fare altrettanto. Appoggi� la fotografia sul lavandino
del suo bagno personale. Cerc� di distrarsi guardandosi allo
specchio, c�era qualcosa nella sua immagine che non
corrispondeva a quello che sentiva profondamente dentro di
s�. Possibile che,fino a quel momento, non si fosse accorta di
nulla? Possibile che la sua anima non le avesse lanciato
segnali? Sospir�. Forse avrebbe trovato presto la risposta a
quelle domande, forse avrebbe placato,presto,quegli istinti.
Desiderava una donna. Alla follia. Le sue mani iniziarono a
sudare. Sorrise, una cosa che si portava dietro da bambina
quando si emozionava troppo le sue mani iniziavano a sudare
copiosamente. Apr� il rubinetto dell�acqua fredda e la fece
scorrere,lentamente,sopra i polsi nella speranza di calmarsi
un po�. La porta alle sue spalle si spalanc�, all�improvviso.
Sobbalz� per la sorpresa, nessuno poteva entrare in quella
stanza, tranne lei. Pensava di essere al sicuro, tra quelle mura,
come in una cassaforte dove avrebbe potuto sfogliare
tranquillamente i suoi pensieri.
�Scusami� - inizi� timidamente Roberta - mi dispiace
irrompere cos� - prosegu� mentre entrambe si fissavano
attraverso lo specchio - ma il presidente ti sta cercando�gli
ho detto che eri impegnata e che appena saresti tornata lo
avrei fatto chiamare ma ha insistito.� le si affianc�.
Ci fu qualche istante di silenzio, continuarono a osservarsi
attraverso lo specchio, non riuscivano a staccare i loro
occhi,era come se ognuna di loro avesse trovato nell�altra
qualcosa in comune, per una frazione di secondo, entrambe
ebbero l�impressione che quell�immagine riflessa non
corrispondesse a ci� che c�era dentro di loro.
�Ok�- replic� distrattamente Francesca - non ti scusare�lo
sai che sei l�unica che pu� entrare qui dentro�� concluse
dando un�occhiata pi� attenta alla sua segretaria.
Fece scivolare gli occhi sul viso di Roberta, accarezz�
lentamente le sue spalle e si ferm� per qualche istante sul
seno. Il suo cuore aveva incominciato a correre. Roberta si
sent� a disagio, avvert� gli occhi di Francesca su di lei. Spost�
lo sguardo sul bordo del lavandino, si ferm� sulla fotografia.
Si sent� soffocare.
�Vado - disse velocemente - torno in ufficio, ti aspetto di la!�
concluse chiudendosi la porta alle spalle.
Francesca non fiat�, annu�. Si sistem� i capelli, si rinfresc� il
viso e si avvi� per riprendere il lavoro. Quell�interruzione
non le era piaciuta per niente, desiderava avere pi� tempo per
se stessa, voleva avere delle risposte. Forse la risposta ai suoi
dubbi era pi� vicina di quanto lei stessa potesse immaginare.
Ne avrebbe parlato con Andrea che, da li a qualche giorno,
sarebbe rientrata dagli Stati Uniti.

- Brigitte alz� lo sguardo verso il cielo, segu� attentamente


l�aereo che era appena decollato. Sospir� sollevata come se si
fosse tolta un peso che aveva portato,sulle spalle, per troppo
tempo. Andrea era tornata in Europa ed era riuscita a
convincerla di ci� che, per settimane e mesi, aveva studiato
per farla desistere. Era cos� brava nel calarsi nella parte della
donna sicura di s�, decisa e rigida che, pensava, avrebbe
potuto vincere il premio Oscar. Sorrise. Era contenta che
Andrea avesse creduto alla presenza del fidanzato, che la sua
vita era cambiata e che finalmente era riuscita a darsi una
risposta. Si ferm� a osservare una vetrina sulla 5�th Avenue.
Si vide riflessa nel vetro della libreria di Barnes & Nobles. Si
pass� delicatamente la mano sul viso. Non era cambiata,era
sempre la stessa, sempre confusa, indecisa e spaventata ma di
una cosa sola era certa:non avrebbe mai rotto gli schemi, non
avrebbe mai trovato il coraggio per comunicare,ai suoi, che
era gay e che avrebbe vissuto il resto della sua vita con una
donna. Forse il suo nervosismo, la sua aggressivit� e quel
modo che aveva di comportarsi, insofferente a ogni cosa, era
proprio legato a questa sua decisione di vegetare invece di
vivere la sua vita come la sua natura dettava. Avrebbe voluto
avere il coraggio, la forza di Andrea per affrontare cose che
le parevano pi� grandi di lei e, a volte, senza via di scampo.
Riprese a camminare lungo la quinta per arrivare al suo
ufficio. La partenza di Andrea, in fondo, l�aveva sollevata
perch� la sua amica italiana rappresentava,per lei, uno
specchio nel quale non voleva assolutamente specchiarsi, le
faceva vedere cose di s� che non desiderava vedere. Pensava
di aver risolto quel problema, ma la vita, nel futuro, le
avrebbe presentato il conto, facendole ancora una volta da
specchio.

- �Allora queste sono le foto della campagna che mi hai


ordinato qualche settimana fa!- esclam� Andrea mentre
sistemava delle stampe sul tavolo delle riunioni di Francesca
- Ho pensato di farle vedere prima a te per sapere cosa ne
pensi e poi le porto al tuo ufficio marketing.�
�Hai fatto benissimo�ti vedo dimagrita, guarda che ti
controllo, la devi smettere di lavorare in questa maniera
assurda.�
�Ahhh senti da che pulpito�.per piacere �guarda le foto
che � meglio!� la riprese.
Francesca le osserv� con attenzione e cura.
�Per me vanno tutte bene,lo sai che mi piace come lavori, c��
solo questa - disse prendendo in mano una stampa - che
magari la farei pi� ravvicinata,cosa ne dici?�
�Sii�va bene�.la rifaccio�.non ti preoccupare�- Andrea
era stata distratta dall�aspetto di Francesca - Qualcosa non
va? �
Francesca scrut� l�amica, sapeva leggere nell�animo delle
persone come nessun altro che lei conosceva ed era conscia
che non poteva mentirle.
�Ho capito - disse Andrea con il suo piglio sicuro - adesso tu
vieni a fare due passi con me, ti prendi un po�di tempo, di
libert� e te ne stai tranquilla,spegni il cellulare e stop, chiaro?
�Dai, lo sai che sono incasinata.�
�Sii�sei impegnata con me�quindi ti puoi prendere un po�
di tempo.�
Francesca la osserv� dubbiosa.
�Forza! - esclam� Andrea,prendendola per un braccio e
spingendola fuori dall�ufficio - Roberta noi usciamo per un
po�, la tua boss � impegnata con me per �lavoro, chiaro?�
Roberta annu� sorridendo. Le era sempre stata simpatica
Andrea, con quel suo modo di fare schietto e onesto l�aveva
conquistata.
�Allora - inizi� Andrea non appena si chiusero le porte
dell�ascensore - si pu� sapere cosa ti sta succedendo? E� da
un po� di tempo che sei strana, c�� qualcosa che ti tormenta e
sai cos�� vero?�
Francesca le sorrise.
�Sai che fa comodo avere un�amica come te��
�Asssiii - disse ridendo - carrozzeria metallizzata, niente
graffi, comfort interno�stampo buttato!�
Francesca rise.
�Sii, � comodo perch� una pu� fare a meno di raccontarti
quello che sente perch� tu sai gi� tutto,visto che sei fornita di
sfera di cristallo.�
�Ah gi� la mia famosa sfera,ogni tanto funziona a carbonella
per�! Beh non vorrai mica farmi mettere in funzione la
sfera?�
�Tanto so che hai gi� capito tutto.�
Andrea sorrise, conscia che aveva ragione.
�Cosa ti tormenta cos�, Francesca�non puoi nascondere le
tue emozioni, le tue sensazioni non c�� niente di male nel
vivere quello che si prova.�
�Sei terribile! Mi dici come fai a capire?� le chiese quasi
indispettita.
�Magia!!! Pura e semplice magia! -esclam� ridendo - Che
cosa ti fa innervosire e spaventare cos� tanto?�
�Non so davvero come iniziare sai�� complicato��
�Uhmm� dici? - le chiese scrutandola con l�aria di chi la
stava prendendo in giro - Sai siamo solo noi che rendiamo le
cose complicate, le cose della vita sono sempre molto
semplici.�
�Andrea, sono stata fortunata ad averti incontrata - le disse
mentre si accomodavano su una panchina dei giardini
pubblici - un po� di tempo fa mi sono accorta�� non aveva il
coraggio di continuare solo pronunciare certe cose la
spaventava.
�Si,ti sei accorta che provi�cosa?� la incoraggi� Andrea,
sapendo benissimo cosa doveva comunicarle.
�Mi sono accorta�che guardavo le donne in modo diverso.�
�Sii e��
��che mi interessavo a loro�insomma Andrea �ho paura a
dirlo a me stessa figurati a te��
�Mi stai semplicemente dicendo che ti sei accorta che ti
piacciono le donne.�esclam� sintetizzando il pensiero
dell�amica.
Francesca annu� in imbarazzo.
�Francesca - disse Andrea abbracciandola e tenendola stretta
a s� - ma � una cosa meravigliosa, � la cosa pi� bella che ti
potesse capitare,provare delle emozioni, delle sensazioni per
degli altri esseri umani, cosa ci pu� essere di pi� bello e
meraviglioso al mondo? Sono queste le cose che ci fanno
sentire vivi e tu ti spaventi?�
�Andrea ma ti rendi conto? Chi sono sempre stata io? Non
sono nata come te.�
� Lo so�ma chi sei tu? Questa donna affascinante,di 35
anni,che prova tutte queste emozioni nessuna esclusa, non sei
solo l�immagine che gli altri si sono fatti di te�� questo che
ti spaventa, in realt�, il fatto di andare a infrangere uno
stereotipo che gli altri hanno di te, come donna�e non il
fatto di provare queste cose per una donna!�
Francesca la osserv� con attenzione.
�Ma c�� dell�altro, vero?�
�Quando fai cos� ti strozzerei!!!�
Andrea sorrise.
� Lo so.� disse colpevolmente.
�Sii, c�� dell�altro�ti ricordi che l�anno scorso al Four
Season avevamo organizzato quel cocktail in cui avevo
conosciuto la proprietaria della Run and Go.Qualche
settimana fa abbiamo ripetuto la serata,l�ho rivista��
�Ahh me lo dici solo adesso��
�La conosci?�
�Personalmente no, per� sai che ho fatto dei lavori per
loro,ne ho sentito parlare un po� e l�ho intravista una volta
che sono andata in agenzia.�
�E?�
�E�ci sono delle voci sul suo conto.�
�Non mi interessano le voci, voglio sapere cosa ne pensi tu.�
�Perch� lo vuoi sapere? Ci ha provato con te?�
�Insomma, quella sera che ci siamo conosciute � stata molto
cortese e se non fosse stata una donna avrei pensato che ci
stesse provando�poi,dopo un po� di tempo, si � presentata
nel mio ufficio con una scusa banale per invitarmi a pranzo.�
�Ci sei andata?�
�Si��
�E?� chiese Andrea guardandola di sottecchi.
�E� niente - replic� sorridendo - mi ha raccontato la sua
vita, mi ha detto un po� di cose e alla fine mi ha rivelato,
insomma mi ha fatto capire, pi� che rivelato che a lei
piacciano le donne,non si � sbilanciata molto e ti dir� che la
cosa mi ha sorpreso perch� da una come lei mi sarei aspettata
che me lo sbattesse in faccia.�
�Uhmmm�- mugugn� Andrea massaggiandosi il mento �
strano, devo dirti che me lo sarei aspettata anch�io��
�Allora cosa ne pensi?�
�Beh ti dir� che quando l�ho vista non ho avuto proprio
dubbi, avrei potuto scommettere che fosse gay,non bisex�
figurati�poi quando mi sono arrivate le voci, ho avuto
conferma piena! Allora ti sta dietro?�
�Dopo il pranzo non si � fatta quasi pi� sentire,ma sapevo
anche che doveva partire, per lavoro, quindi potrebbe essere
un motivo.�
�Ti interessa?�
�Posso dirti che non lo so,mi intriga, mi affascina e mi
incuriosisce e sicuramente come persona mi interessa.�
�Visto ti sei gi� risposta da sola� ma?�
�Ma�uffa non si pu� proprio nasconderti niente��
Andrea scosse la testa divertita.
�Ma ho paura.Non credere che perch� mi stanno succedendo
tutte queste cose la paura mi sia passata,faccio fatica a
dormire la notte, sono stressata, nervosa, irritata, me la
prendo con tutti anche se non ne ho motivo, non oso neanche
pensare a come avrei trattato dei figli se li avessi avuti,ci va
di mezzo anche quella poveretta di Roberta che non mi ha
fatto nulla,le faccio di quelle sfuriate per motivi futili e lei se
le becca tutte.�
Andrea segu� con attenzione le parole di Francesca e prov�
una strana sensazione, un brivido la percorse, era tanto tempo
che non sentiva battere forte il cuore per una donna, il cuore
le divent� gonfio e sembr� essere pronto a esplodere.
Sospir�.
�Andrea�mi segui��
�Sii�certo�� replic� scuotendosi da quel torpore che ogni
tanto la prendeva, quel desiderio di voler amare e di voler
essere amata le avvolgeva il cuore e le impediva di respirare
perch� era convinta che nessuno l�avrebbe mai fatto.
�Non so se riuscir� a vivere, tutto questo, alla luce del sole,ti
rendi conto che se qualcuno, in azienda, anche solo
sospettasse qualcosa del genere, ne approfitterebbe per farmi
le scarpe,non aspettano altro. Tu lo sai quante ne hanno
provate,in questi anni, per portarmi via il posto,figurati se gli
fornissi una notizia cos� ghiotta e succulenta.�
� E tu non farlo. Chi ti dice che lo devi fare alla luce del sole?
Devi vivertele e basta queste emozioni, queste sensazioni,poi
deciderai cosa fare,ma non perderle perch� non serve a nulla,
perch� torneranno ancora, e poi ancora�non ti lasceranno
mai, lo sai,vero?�
�Si,�lo so��
�Bene allora,adesso, dimmi cosa farai con Sonia�perch� sai
che torner� all�attacco vero? Questa volta lo far� seriamente,
ha solo tastato il terreno.�
�Tu dici? Ma non si � fatta pi� sentire.�
�Tattica�� molto furba,devo dire,sa come giocare�vedi ti
ha fatto incuriosire, ti ha fatto interessare,poi � scomparsa e
poi torner�.�
�Devo ricordarmi di stare attenta a te,conosci molto bene
tutte queste cose,sei pericolosa!�
�Figurati�sono un gatto di marmo! Vedi infatti quante
donne ho,chiss� perch� sono sempre sola come un cane!
Bah,lasciamo perdere questo argomento .�
�Scusami - esclam� triste Francesca - hai ragione��
�Dai non � niente di grave�vediamo di risolvere la tua
faccenda�ok?�
Francesca annu�.
�Cosa farei senza di te? Adesso per� devo tornare in ufficio,
ci sentiamo e ti faccio sapere se ci sono novit�!�
�Va bene�mi raccomando non ti far spaventare ok?�
�Ok�ciao� disse Francesca abbracciandola e avviandosi
verso l�ufficio.
Andrea rimase a osservarla mentre si allontanava con
quell�andatura che faceva girare tutti, Francesca l�affascinava
ma sapeva che quel sentimento non era corrisposto, sarebbe
stata disposta anche ad avere una storia senza importanza,
senza complicazioni. Nella sua mente si disegnarono
all�improvviso le labbra di Francesca, formose, perfette e
inumidite, avvert� violento il desiderio di sentirle sotto le sue.
I polpastrelli delle sue dita ne delinearono il contorno. Il
calore che avrebbe trovato nell�incavo della sua bocca le
provoc� un�emozione violenta e intensa che le tolse il fiato,
era troppo tempo che non baciava una donna. Sospir�
profondamente e si avvi� verso la macchina.
- �Allora ci proviamo?� chiese Laura guardando negli occhi
Stefania, mentre sorseggiava un pregiato vino bianco in un
noto ristorante di Milano.
Stefania la scrut� indecisa, non sapeva ancora cosa
rispondere, non si aspettava una proposta del genere anche se
era da un po� che ne stavano parlando, si sentiva ancora
leggermente confusa e inoltre,andare a vivere con un�altra
donna,non l�avrebbe aiutata ad affrontare l�argomento con
sua madre,per lei che,fino a qualche anno prima, era stata
un�etero convinta. Non poteva pensare di darle un dispiacere
del genere, era certa ne avrebbe sofferto in modo irreparabile.
�Non lo so, Laura - inizi� lentamente, soppesando le parole -
ci� che mi chiedi merita di essere preso in considerazione
seriamente �e ho anche bisogno di tempo, inoltre ci sono
tante cose di cui dobbiamo parlare. Sai cosa significa andare
a vivere insieme?�
Laura annu� senza fiatare.
�Prima di tutto il tuo carattere, quel modo che hai sempre di
rispondere, non mi piace, non mi rispetti e questa � la prima
cosa alla base di un rapporto.�
Laura seguiva in silenzio le parole della sua compagna,
sembrava gliele avesse suggerite la sua amica Andrea.
��e poi devi crescere, non posso imbarcarmi in una cosa
cos� seria e importante con il dubbio che tu sia sempre la
solita e non sia cambiata di una virgola,e poi c�� un altro
problema��
�Sarebbe?�
�Mia madre.�
Ci fu qualche istante di silenzio.
�Cosa ci vuole a dirglielo?� esord� Laura in maniera
arrogante.
�Ecco lo vedi cosa intendo, ti sembra il modo?�
�Cosa ti ho detto?� chiese rendendosi immediatamente conto
di aver usato il tono sbagliato.
�E� tutto! E� il modo, � il tono con cui dici le cose,con questa
strafottenza. Secondo te � cos� semplice andare a dire a mia
madre che mi sono scoperta gay, a lei che ha una sorella cos�
e che,fra le altre cose,non sopporta? Figurati che una volta
parlando ha detto che se fossimo stati cos�,io o mio fratello,ci
avrebbe sbattuti fuori di casa! Devo pensare a come dirle che,
tu e io, potremmo andare a vivere insieme, ma la cosa
importante, per me, � che cerchi di migliorarti perch� non
potrei vivere con te in questo modo.�
Laura comprese di essere a una svolta, doveva veramente
impegnarsi se voleva ottenere qualcosa dalla sua vita, se
voleva avere qualcosa che la soddisfacesse. Doveva fare
qualche sacrificio.
�Va bene - inizi� seriamente Laura - lo prometto, mi metter�
d�impegno, voglio migliorarmi non solo per te, ma anche per
me stessa perch� so che questo carattere mi crea tantissimi
problemi�ci penserai allora?�
�Si, te lo prometto� esclam� mentre cominciava a gustare dei
tagliolini al salmone.

- La sua migliore amica Phillis stava digitando sul computer


portatile per aprire uno dei portali gay italiani. Andrea si
guard� intorno, si sentiva a disagio.
� Allora hai capito?� le chiese la sua amica di Chicago con il
suo tipico accento americano.
�Siii,�ma non mi va�� replic� Andrea infastidita.
�Dai non c�� assolutamente niente di male, � un modo per
conoscere qualcuno.�
�Si, ma cosa cavolo dico,dai non sono capace di parlare con
persone che non vedo e non guardo in faccia, lo sai mi
conosci�
� Scegli un nickname forza�� la esort�.
�Non lo so, non mi va�va bene - l�insistenza dell�amica la
fece cedere un po�-allora potrei usare Paperino.�
Digit� rapidamente il nome ed entr� nella chat room. Una
finestra azzurra con una lista di nomi si apr�, sulla destra
dello schermo, e il cuore di Andrea inizi� ad aumentare i
battiti.
�No, non chiedermi di parlare perch� non lo faccio!� esclam�
irritata.
�Lo devi fare tu perch� � in italiano e io non lo parlo,
giusto?� ribatt� ironicamente.
Andrea non si fece convincere e con uno scatto chiuse tutte le
applets aperte e ricominci� a chiacchierare con Phillis. Era
l�ultimo giorno che la sua amica rimaneva da lei, il giorno
seguente sarebbe tornata negli Stati Uniti. La loro amicizia,
vera e profonda, era nata nel corso dei tornei di tennis che
Andrea seguiva. Phillis era un�appassionata di quello
sport,ma soprattutto era una tifosa scatenata di una giocatrice
amica di Andrea. Phillis inoltre amava la fotografia e da
Andrea aveva imparato parecchie cose. La sua amica italiana
non era presuntuosa e spartiva con lei ci� che sapeva, teneva
per s� quello che non poteva regalare a nessuno: il talento che
le era stato donato alla nascita. Quell� occhio particolare per
le situazioni, le immagini, le persone rendevano ogni suo
scatto distinguibile e distintivo. Era da parecchio che non
passavano del tempo insieme e Phillis aveva approfittato
degli impegni lavorativi che l�avevano portata nuovamente a
Londra per prendersi una settimana di vacanza, per andare a
trovare la sua migliore amica. Il lavoro di Andrea aveva
subito un rallentamento, non riusciva pi� a viaggiare come
una volta. Avevano trascorso sette giorni piacevoli, Andrea le
aveva fatto vedere Zurigo, l�aveva portata a Venezia e le
aveva fatto fare un giro sul lago di Como. Poi l�aveva portata
vicino ai luoghi dove aveva passato la sua adolescenza. Si
erano arrampicate fino alla rocca di Morcote in Svizzera, per
vedere il castello. Avevano contato i gradini come facevano
tutti coloro che avevano il fiato e la costanza per giungere in
cima. Purtroppo il tempo era trascorso velocemente e per
Phillis era arrivato il momento di ripartire, lungo la strada per
l�aeroporto cerc� nuovamente di persuadere Andrea a
provare questa cosa nuova che era una chat room.
Sapeva che soffriva parecchio per la solitudine, ma sembrava
non voler trovare una soluzione al suo male. La lasci�
preoccupata per lo stato mentale in cui si trovava, era
convinta che la sua amica meritasse di trovare qualcuno, era
stata troppo tempo da sola.
Le parole che Phillis le aveva detto, per tutta la settimana che
avevano trascorso insieme, le ronzavano in continuazione
nella testa e forse, questa volta, spinta da quel dolore che
avvertiva dentro al suo cuore,avrebbe provato davvero a
entrare in chat.
Fissava lo schermo del computer come se avesse potuto dirle
qualcosa. Non voleva fare come la volta precedente quando
non era riuscita a dire una parola, scrut� attentamente la lista
dei nomi e uno in particolare attir� la sua attenzione. Era il
nome di una tennista famosa.
�Scusa posso chiedere come mai hai questo nick?�
�Perch� mi piace Martina��
�Chi la Navratilova? Sai � l�unica che mi sia venuta in mente
con quel nome��
�Nooo�la mia Martinaaaa��
�E sarebbe?�
�Hingis��
�Sei appassionata di tennis?�
�Siii andr� anche agli Internazionali a maggio�.

- �Dove andiamo?� chiese Andrea squadrando Francesca


nella stretta cabina dell�ascensore.
�Dove vuoi tu�� replic� Francesca in modo malizioso.
Andrea le si avvicin�, avvert� la fragranza del suo profumo
pervaderle le narici e i polmoni, invaderle la testa, aveva
smesso di ragionare. Segu� quell�istinto che,da anni, le
vagava dentro. Francesca la osserv� con dolcezza, non
l�avrebbe respinta qualsiasi cosa avesse tentato di fare, in
fondo era qualcosa che desiderava anche lei. Andrea era cos�
vicino alle sue labbra che sentiva il sapore del suo rossetto.
Istintivamente schiacci� il pulsante per bloccare l�ascensore,
non voleva che qualcuno la interrompesse nel momento che
aveva pi� desiderato, in quegli anni. La luce fioca
d�emergenza si accese delineando tutto con strane ombre.
�Lo so - sussurr� Andrea sfiorando le labbra di Francesca -
mi pentir� di quello che far� e tu mi odierai per il resto della
tua vita.�
�Non dire stronzate.�
Andrea prese il labbro inferiore di Francesca tra le sue, lo
succhio per un po�, poi con la lingua disegn� il contorno di
quelle labbra perfette. Francesca gioc� un po� con le sue, poi
le dischiuse per accogliere la lingua di Andrea che entr�
nell�incavo della sua bocca, sfior� il palato e delicatamente
prese ad accarezzare la lingua. Il calore che vi trov�
all�interno la pervase provocandole un�emozione violenta e
forte che non provava da anni, il suo stomaco si rovesci� e fu
percorsa dai brividi sin sulla testa. Continu� a cercare la
lingua di Francesca che ricambiava con passione quel bacio
che aveva desiderato da tempo. Il respiro di Andrea
incominci� ad accorciarsi, le sue mani scivolarono sotto il
pullover a collo alto della sua amica. Si accorse che non
portava niente.
�Andrea� - disse ansimante - Andrea�se vogliamo scopare
non � meglio che torniamo di sopra a casa mia��
Andrea si stacc� all�improvviso. La osserv� attentamente
come se, fino a quel momento, non l�avesse conosciuta bene
e avesse fatto qualcosa che non doveva, dando retta a un
impulso.
�Non ti allontanare - le chiese Francesca quasi avesse avuto
la possibilit� di leggerle nella mente - ti
prego�.Andrea�non smettere �te ne prego��
Si riavvicin� cerc� le sue labbra per un bacio. La scrut�
attentamente, sapeva leggere in quegli occhi verdi come
nessuno, avvert� il desiderio che si agitava in Francesca, la
voglia di essere amata, in quel momento, e di essere presa tra
le sue braccia. Era un desiderio che avevano in comune,si
piacevano e si volevano in quel momento. Non aveva mai
ceduto a quegli istinti neanche quando era pi� giovane, ma
alla sua et� non ce la faceva pi� e poi Francesca era
un�amica. Si gir� e schiacci� il pulsante del 5� piano.
Francesca sorrise sollevata mentre si risistemava il maglione.
�Ti eccito cos� tanto?� sussurr� mentre uscivano
dall�ascensore e cercava le chiavi di casa nella borsa.
Andrea la scrut�, mentre cercava di riportare il battito del suo
cuore alla normalit�.
�Perch� me lo chiedi?�
Francesca sorrise mentre apriva velocemente la porta di casa.
�Perch� al secondo bacio, in ascensore, avevi gi� il respiro
corto.�
Andrea sorrise. Non ebbe il tempo di replicare perch� si
ritrov� con le spalle sulla porta d�entrata con Francesca che
cercava, impazientemente, le sue labbra, la sua bocca e la sua
lingua. Sent� chiudere la porta a chiave. Andrea
ricominci�,con calma, tutto da capo e quando il suo respiro
inizi� ad affrettarsi, fece scivolare le sue mani sotto il
pullover della sua amica, cerc� i suoi capezzoli e ci gioc� con
le dita fino a quando non li sent� irrigidire. A quel punto
sollev� il maglione fin sopra alla testa e glielo tolse. Lo
spettacolo che le si par� davanti la fece rimanere senza fiato.
�Sei�stupenda�.lo sapevo��
Francesca le lanci� un�occhiata sospettosa, ma non era il
momento delle domande, quello sarebbe arrivato dopo.
I polpastrelli delle sue dita accarezzarono lentamente la pelle
vellutata della schiena, socchiuse gli occhi per non perdere
neanche una piega di quel tessuto che trasmetteva sensazioni
forti. Port� le sue mani sui fianchi, poi le fece scivolare
dentro i pantaloni neri di Francesca. Si ferm� un istante, la
guard� intensamente negli occhi. Poi and� a cercare ci� che
desiderava, avvert� il fiato corto dell�amica. Tolse le mani,
l�abbracci� e lentamente la fece indietreggiare fino al tappeto
persiano del salotto. Non lasci� la sua bocca neanche per un
istante. La fece sdraiare sul tappeto e le sfil� i pantaloni.
�Andrea�- ansim� - �Dio mio��
Incominci� a baciarle il collo, poi scese leccandole la pelle
fino all�ombelico. Ritorn� al seno e prese, prima uno e poi
l�altro capezzolo tra le sue labbra, fece un cerchio con la
lingua, mentre con le mani cercava di sfilare gli slip in pizzo
nero di Francesca che incominciava a muoversi al ritmo che
Andrea stava dettando.
� Ti voglio�- le sussurr� nell�orecchio Francesca, mentre le
infilava le dita con le unghie nella schiena - Andrea��
Spost� la sua mano, fece correre i polpastrelli all�interno
delle cosce di Francesca, il suo respiro le diceva
che,ormai,era prossima all�orgasmo. Le dita di Andrea le
diedero soddisfazione e avvert� i muscoli dello stomaco
diventare rigidi mentre il ritmo dettato da Andrea la faceva
diventare un concentrato di sensualit� pura. Francesca emise
un urletto di piacere e soddisfazione, chiuse gli occhi per
godere pienamente di quel momento che stava vivendo e che
le stava dando un piacere che non aveva mai provato nella
sua vita. Sollev� di scatto al testa e morsic� un orecchio di
Andrea.
La prese tra le braccia e ricominci� a baciarla, la strinse a s�.
Cerc� di riportare il battito e il respiro alla normalit�.
Francesca si spost�, e si sdrai� sopra di lei. Osserv�
intensamente la sua amica negli occhi.
� Cosa c��?� chiese Andrea.
�E� stato fantastico�bellissimo�� replic� mentre cercava
ancora le sue labbra.
Ricominciarono tutto da capo e andarono avanti tutta la notte,
poi stanche e spossate si addormentarono l�una nelle braccia
dell�altra. La temperatura fredda della notte svegli�
entrambe. Francesca stava sfiorando con le dita i segni che
aveva lasciato sulla schiena di Andrea.
�Ti ho fatto male?� le chiese dolcemente, mentre le baciava
le spalle.
La sua amica sorrise.
�No, per niente.�
�Era parecchio che non lo facevi?�
�Si notava cos� tanto?�
�Andiamo a letto, qui fa un freddo terribile��esclam�
Francesca che era avvinghiata alle spalle di Andrea. Si
avviarono entrambe verso la camera da letto.
Appena sotto le coltri Francesca si raggomitol� tra le sue
braccia per cercare ancora un po� di calore.
�Mi volevi?� le chiese.
�Certo che ti volevo.� replic� Andrea.
�Perch� non me lo hai mai fatto capire?� chiese,mentre le
baciava il collo.
�Perch� non pensavo ti piacessi e volessi fare sesso con
me�visto le persone che ti girano intorno��
Sorrise.
�Sei una sciocca,hai visto con chi sono finita a letto?�
�Sii�� disse Andrea mentre le sfiorava i capelli con le
labbra.
Francesca le si avvicin� nuovamente, cerc� le sue labbra e la
sua bocca per ricominciare da capo. Andarono avanti ancora
per ore fino a quando la luce del mattino inoltrato le svegli�.
�Andrea�sei sveglia?� le chiese mentre le si stringeva tra le
braccia.
�Mmm�siii� che ora abbiamo fatto?�
�Sono le 10.30.�
�Le 10.30,accidenti��
�Sii, ma � sabato oggi,te lo sei dimenticato?�
�No,assolutamente.�
�Lo sai - inizi� Francesca - � stato stupendo e non voglio che
usciamo da questa stanza fino a luned� mattina.� concluse
sorridendo.
Andrea rise.
�Non ho impegni,solo un po� di fame, magari��
�So che non siamo innamorate, giusto?� chiese Francesca.
Annu�.
�Per� so che io ti piaccio molto.�
�Si.�
�E� tutto chiaro, per tutte e due vero?�
�Si, Francesca non ti devi preoccupare.�
�Non mi preoccupo,� stato semplicemente fantastico e vorrei
si ripetesse.�
�Mi stai dicendo che mi vuoi ancora?�
�Si.� sussurr� Francesca alzandosi a sedere sul letto e
lasciando cadere il lenzuolo.
�Mi stai chiedendo che vuoi fare sesso, con me, ancora?�
�Si, quando capita,ti da fastidio?�
�No, assolutamente no�pensavo per� che, stasera, fosse
capitato per caso.�
�Lo � stato,ma vorrei succedesse ancora, mi � piaciuto
molto,adesso per� andiamo a mangiare qualcosa!� esclam�
scendendo dal letto e acchiappando l�accappatoio blue sulla
poltrona.
Il trillo improvviso della sveglia la riport� alla realt�.
Francesca fisso intensamente le ore. Era stato solo un sogno.
Sorrise, fare sesso con la sua migliore amica era stato
piacevole anche se solo in sogno. Doveva alzarsi altrimenti
sarebbe arrivata in ritardo in ufficio come le capitava da
qualche giorno. Si liber� delle lenzuola e si avvi�
rapidamente a fare la doccia, un�intensa giornata lavorativa
l�attendeva.

-Stefania stava finendo di fare le pulizie,nel suo negozio di


abbigliamento, accompagnata dalla voce particolare della
cantante dei Texas. Per qualche istante segu� le note e le
parole della vecchia canzone. ��here comes the summer sun,
it burns my skin, I hate again I�m over you, here comes the
winter wind too close my skin, I�m weak again, I�m over
you�.� La mattinata era appena iniziata. Diede una rapida
occhiata in giro, era tutto in ordine e pulito come piaceva a
lei, odiava accogliere i clienti in un luogo poco ordinato. Il
trillo del telefono interruppe i suoi pensieri. Si avvicin� per
prendere la chiamata,ma il fischio caratteristico l�avvis� che
un fax era in arrivo. Lentamente segu� l�affacciarsi dei fogli.
Era insolito per lei ricevere messaggi a quell�ora. Terminata
la trasmissione li estrasse e li osserv�. Erano disegni molto
precisi di una casa, interni ed esterni. A bordo pagina c�erano
alcune righe di Laura.
�Mi piacerebbe viverci con te,cosa ne diresti di arredarla
insieme?�
Sorrise mentre i suoi occhi studiavano con attenzione i
particolari della costruzione. Le sarebbe piaciuto poter
rispondere affermativamente a quella domanda,ma c�erano
ancora troppi dubbi che si rincorrevano nella sua mente. Non
riusciva a definirsi omosessuale anzi, ogni volta che pensava
a quella parola, rabbrividiva aggrappandosi con forza a
quell�etichetta di eterosessualit� che l�aveva accompagnata
per quasi 26 anni della sua esistenza e che le aveva dato tanta
certezza e sicurezza, forse le uniche che aveva mai avuto.
Non avrebbe mai rifiutato quell�esperienza perch� voleva
trovare delle risposte, perch� voleva esplorare quella parte di
se stessa che ancora non conosceva, voleva farlo, fino in
fondo, senza freni ma con calma, non poteva correre.
L�ostacolo pi� grosso era il dover rivelare tutto a sua madre,
non sapeva come avrebbe reagito e se avrebbe continuato
ugualmente a volerle bene, non voleva perdere anche lei,
dopo il padre che era deceduto quando lei era ancora una
bambina. L�arrivo di un paio di clienti la distolse da quelle
riflessioni che ormai le facevano compagnia in ogni
momento della giornata. Le osserv�.
�Buongiorno, desiderate?� chiese cortesemente, ma molto
formalmente.
�Volevamo solo dare un�occhiata,� possibile?� esclamarono
in coro due donne sulla trentina,ben curate ed eleganti.
Per la prima volta si accorse di averle guardate per vedere se
erano carine.
�Ciao Stefania!� disse giovialmente, entrando la vicina di
negozio.
�Ciao Valeria!� replic� leggermente a disagio. Quell�aspetto
maschile la faceva sentire in imbarazzo quando c�era altra
gente.
La ragazza si accorse immediatamente della tensione
venutasi a creare con il suo arrivo, in fondo c�era abituata.
�Ti disturbo?Hai gente vuoi che ripassi?�
Stefania fece correre lo sguardo verso le clienti senza
replicare. Le due donne si voltarono rapidamente e puntarono
gli occhi su Valeria. Fecero un paio di commenti, sottovoce,
accompagnati da risate. Stefania e Valeria avevano compreso
il significato di quelle risate soffocate. Valeria non aveva mai
nascosto chi era.
�Va bene - prosegu� Valeria per rompere quell�atmosfera
pesante - passo dopo, per il caff�.�
�Ok a dopo� replic� sollevata. Appena l�amica chiuse la
porta, alle sue spalle, si pent� di quel comportamento senza
senso, si sent� una stupida per essersi comportata da
ignorante e bigotta. Si rese conto,solo in quel momento, di
quanto temesse l�opinione degli altri, non era mai stata
paurosa e,anche questa volta,avrebbe affrontato tutto con il
piglio e la determinazione che la caratterizzavano, senza farsi
influenzare dalla stupidit� altrui.
�Scusate - disse prendendo la porta - torno subito!� si avvi�
con passo veloce verso il negozio di fotocopie dell�amica.
�Valeria - disse entrando - scusami per prima, non so cosa mi
ha preso!�
La ragazza la scrut�. Aveva capito cosa si stava agitando in
lei e decise di essere comprensiva. Le regal� un sorriso.
�Non ti preoccupare, ho capito.�
�Vuoi tornare di la intanto ci fumiamo una sigaretta e ci
facciamo due chiacchiere?� sperava avrebbe accettato.
�Ci sono ancora le due carampane?� chiese ironicamente
Annu�.
�Bene! Volo!� esclam� avvicinandosi all�uscita.

- �Buongiorno! - esclam� allegramente Francesca entrando


nel suo ufficio - Tutto bene?�
Roberta la scrut� sospettosamente, quell�allegria non era
abituale il Luned� mattina.
�Si,certo e a te com�� andato il week end?�
Francesca sorrise.
�Devo dedurre dal tuo sorriso che ti sei divertita o ti �
capitato qualcosa di inatteso.�
Francesca non voleva darle ulteriori spiegazioni.
Roberta si morsic� il labbro superiore, le sarebbe piaciuto
sapere cosa,la sua datrice di lavoro, aveva fatto durante il
week end, ma non poteva certo farle altre domande, non
poteva permettersi di insospettirla. Nessuno in quella
compagnia era a conoscenza delle sue tendenze e non poteva
certo rivelarle al suo capo, in quel modo. Continu� la
conversazione come se niente fosse.
�Hai una visita.�
�Di gi�? Va bene,mi prepari un bel caff�?�
�Sii�� esclam� Roberta titubante
�Qualcosa non va? - chiese Francesca girandosi e notando il
tono un po� indeciso della sua segretaria - E� successo
qualcosa?�
�No, no niente di particolare � solo�che di l�, nel tuo
ufficio, c�� Sonia��
Quel nome fu come una doccia fredda, l�allegria che aveva
permeato la sua mattina era svanita di colpo, le aveva tolto il
respiro in un secondo. Non conosceva il motivo di quella
visita, raramente Sonia si era fatta vedere nella sua
compagnia.
�Buongiorno! - disse seriamente entrando nel suo ufficio -
Come stai?�
�Bene, molto bene,scusa l�orario e scusa se mi sono messa ad
aspettarti qui, seduta, ma non mi andava di stare nella sala
d�attesa.�
�Non ti preoccupare non � un problema - replic� Francesca
mentre si accomodava alla sua scrivania - Vuoi un caff�?�
�No, grazie�gi� preso�.�
�A cosa devo questa visita? E� parecchio che non ti fai
sentire, problemi?�
�Si, hai ragione e mi devo scusare con te ma sono stata
parecchio impegnata con nuovi clienti che ho dovuto seguire.
Sai com��, all�inizio seguo io poi subentrano i miei
dipendenti,adesso sono un po� pi� libera.�
�Dove sei stata?� le chiese mentre accendeva il computer.
�Sono stata una decina di giorni a New York, poi ho fatto
quattro giorni a Los Angeles, poi sono rientrata e sono
ripartita per Vienna�mi sento una trottola! - sospir�
sorridendo - E mi piacerebbe che qualcuna la fermasse,
questa trottola.�
Francesca sorrise.
�Mi stai chiedendo di fermarti?�
Sonia fu sorpresa.
�Non sarebbe male se la tua mano si posasse su di me��
esclam� superando tutte le formalit�.
Francesca sorrise. Questa volta non aveva fatto allusioni, era
una richiesta diretta.
�Ti fermi un po� a Milano adesso - chiese eludendo la
domanda - oppure sei in partenza un�altra volta?�
�No, sono qui per un po��ti va una cena, domani sera?�
�Roberta - inizi� accendendo l�interfono - mi dici se ho
impegni domani sera.�
�No, hai un appuntamento domani pomeriggio alle 17.00, ma
dopo sei libera.�
�Ok grazie�allora Sonia va bene domani sera��
Sonia sorrise soddisfatta.
�Ti passo a prendere io, ok?�
�Ok�a che ora?�
�Diciamo alle 19.00.�
�Perfetto.Passi di qui o da casa mia?�
�Dove preferisci tu,non � un problema.�
�Diciamo che va bene qui.�
Sonia si alz� e si avvi� verso l�uscita .
�A domani�� disse sorridendo,uscendo dalla porta.
Francesca rimase,per qualche istante, a osservare la porta
chiusa, si stava chiedendo perch� aveva risposto
affermativamente a quella richiesta, sapeva dove l�avrebbe
portata. Compose lentamente il numero di telefono della sua
amica.
�Andrea?�
�Si�come stai?�
�Bene�sto benissimo�sai chi � venuta a trovarmi in ufficio,
chi mi sono trovata qui quando sono arrivata stamattina?�
�Sonia!�
�Merda! Mi dici come cavolo fai?�
Andrea rise.
�Te l�ho gi� spiegato�- replic� con tono stanco - cosa
voleva?�
�Cos�hai? Non stai bene?�
�No, bella�sono solo stanca, stanotte non sono riuscita a
dormire molto,qualche pensiero, a volte capita�.� concluse
sorridendo.
�Scusami.�
�Non essere sciocca, per cosa ti scusi? Cosa c�entri tu?
Vorresti magari farmi da sonnifero?� chiese maliziosamente.
�Sarebbe fantastico!� replic� ridendo.
�Si,allora cosa voleva Sonia�posso immaginare�� disse
sghignazzando.
�Mi ha invitato a cena domani sera��
�Ahh � scattato il piano B!�
�Cio�?�
�Beh mi sembra molto evidente cosa vuole da te.�
�Sarebbe?�
�Francesca�dai devo farti il disegnino e te lo devo mandare
via mail,cosa vuoi che voglia? Scusa la volgarit� della cosa,
ma vuole scoparti.�
Francesca rimase in silenzio, per qualche istante, non sapeva
se voleva ancora andare fino in fondo con Sonia, c�era
qualcosa che la bloccava e non sapeva cos�era.
�Andrea cosa ne dici, devo buttarmi?�
�Francesca,ricordati sempre che le persone non s�incontrano
mai per caso e�non ci si specchia solo negli specchi - disse
sorridendo - ci sono anche le persone che svolgono questa
funzione e ci sono utili per scoprire, trovare noi stessi e
magari anche per farti notare cose che, ognuno di noi, non
riesce a vedere da solo,quindi stai tranquilla,non ti
preoccupare:se ti interessa vai a fondo altrimenti rinuncia, se
vuoi provare per vedere che effetto fa, provaci,tanto sai che
lei non vorr� niente di pi� di sicuro,puoi farlo anche solo per
controllare se a te piacciono veramente le donne.�
�Ma io non vorrei��
�Non vorresti scottarti?�
�Si.�
�Stai tranquilla non succeder� niente del genere, ok? Sei forte
abbastanza e sai a cosa vai incontro.�
�Lo spero.�
�Si,non credo che Sonia voglia da te una storia, io penso
voglia la famosa botta e via�nient�altro�� fatta cos�
quella.�
�Mi prometti che non ti infastidir�.�
Andrea sorrise.
�Te lo prometto! Se vuoi te lo mando per iscritto,pensi che
questa cosa potrebbe cambiare la mia opinione su di te?
Come mi giudichi male!�
�Dai non fare la sciocca.�
�Vai tranquilla��
�Grazie, ciao ti abbraccio��
�Come?�
Francesca scoppi� a ridere.
�Ti � piaciuto proprio quell�abbraccio?�
�Sii molto�vabbe dai che poi non lavoro pi� se penso a
certe cose�ciao!�
�Ciao a pi� tardi!�

-Roberta si avvi� lentamente verso casa, un�altra serata di


solitudine l�attendeva nel suo appartamentino vicino a Piazza
Firenze. Si appoggi� agli archetti gialli della fermata del tram
e lasci� correre la sua fantasia. Era in quelle ore della sera,
quando si accendevano le luci artificiali e tutto veniva
delineato dal calore alogeno di quegli strani colori,che poteva
permettersi di pensare un po�a se stessa. Era stanca, era
troppo tempo che era sola, sentiva il bisogno di avere
qualcuno al fianco, aveva sperato,pi� di una volta,di avere
incontrato la ragazza con cui avrebbe condiviso i sogni che
aveva chiuso nel cassetto della sua memoria invece,come
tante volte nella sua vita, si era sbagliata e si era ritrovata
sempre sola a dividere le sue serate con lo schermo
televisivo. Le ragazze che aveva conosciuto, nei locali di
tendenza, non le erano piaciute pi� di tanto e aveva smesso di
frequentarli, si era isolata e aveva finito per vedere le sue
amiche,una volta ogni tanto, quando capitava. Si era stancata
di stare in giro la notte per far passare il tempo senza
concludere niente, senza potersi arricchire come persona.
Sospir� profondamente e osserv� il tram che si fermava a
pochi passi da lei. Ci sal� malvolentieri avrebbe fatto
volentieri due passi, voleva respirare un po� d�aria ma si
spinse sul mezzo di trasporto, pieno di volti conosciuti
appartenenti a estranei che mai avrebbero fermato, per
qualche secondo, il pensiero sul vicino per chiedersi se anche
lui avesse gli stessi problemi, se soffrisse anche lui della
stessa solitudine, di quel peso che opprime il cuore, toglie il
respiro e brucia lo stomaco. Roberta rimase in piedi sul retro
del mezzo, osserv� la gente che l�affollava, tutte le sere
sempre le stesse persone, con i visi di chi aveva lavorato tutta
la giornata e non aveva voglia di altro che finire,la serata, nel
proprio letto davanti al televisore. La vita sembrava scorrere
sempre uguale fino al venerd� quando ognuno di loro si
trasformava in chi, nessuno dei colleghi di lavoro, avrebbe
mai riconosciuto. Si era accorta, in quei mesi,che le piaceva
Francesca pi� di quanto avesse pensato, non voleva
innamorarsi della sua datrice di lavoro e aveva fatto davvero
di tutto per evitarlo, aveva cercato di conoscere altre persone
ma il risultato non era stato soddisfacente. Non poteva certo
permettersi che Francesca venisse a conoscenza dei suoi
sentimenti, era convinta avrebbe potuto licenziarla. Decise di
scendere qualche fermata prima di piazza Firenze, voleva
respirare un po� d�aria e fare due passi, forse l�avrebbero
aiutata a trovare la soluzione migliore per quel problema che
sembrava insolubile. Si avvi� lentamente sul marciapiede di
sinistra di Corso Sempione, stringendosi nel suo cappotto
grigio, le persone le passavano a fianco, indifferenti, come se
fosse stata invisibile, nessuno aveva tempo di soffermarsi a
guardare, in viso, il prossimo per comprendere i loro
problemi. Si ferm� ad ammirare le vetrine di una pasticceria,
i dolci erano l�unica cosa che sembrava colmare quei vuoti
che avvertiva dentro di s�. Entr� per acquistare delle paste,
ne usc� con un pacchettino infiocchettato, almeno si sarebbe
consolata con qualcosa. Acceler� il passo per arrivare
rapidamente a casa, l�aria si era fatta pi� fredda e non vedeva
l�ora di essere a casa per scaldarsi e riposarsi. Arriv� davanti
al portone con le chiavi in mano, le infil� nella serratura e
apr� rapidamente la porta, si ferm� a ritirare la posta e poi
lentamente, mentre leggeva le intestazioni sulle buste, si
avvi� verso il suo appartamento. Una camera da letto, un
grande salone con il parquet scuro e una cucina spaziosa era
tutto quello di cui aveva bisogno. Tir� un sospiro di sollievo
quando riusc� a togliersi le scarpe e il cappotto, controll�
l�ora, era gi� in ritardo per prepararsi la cena, era sempre la
stessa storia quando arrivava a casa non aveva mai voglia di
mangiare e la sua condizione fisica non ne beneficiava.
Decise che quella sera avrebbe cenato con della frutta e poi si
sarebbe consolata con i dolci. Si prepar� e si mise seduta,sul
divano, davanti alla televisione. Per qualche secondo il suo
pensiero si ferm� a Francesca, si chiedeva, spesso,cosa stesse
facendo e con chi stesse dividendo il suo tempo a quell�ora
della sera. In fondo sapeva ben poco della sua datrice di
lavoro, non le raccontava molto della sua vita privata e lei
non aveva mai sospettato di nulla,ma ultimamente aveva
iniziato a nutrire qualche dubbio. Troppe volte aveva visto
Sonia nel suo ufficio e sicuramente non era per motivi di
lavoro, forse le voci che circolavano erano vere, doveva
chiedere conferma alla segretaria del presidente che era a
conoscenza sempre di tutto. Sorrise, forse avrebbe finalmente
capito qualcosa di pi� della sua boss.

- Alle 19.00 puntuale Sonia, in pantaloni neri e camicia in


tinta con un cappotto di cachemire cammello, si era
presentata davanti al portone del palazzo che ospitava la
compagnia di Francesca.
�Antonio buonasera,a domani!� esclam� Francesca,
salutando il portiere.
Sonia appoggiata alla portiera della sua BMW 725 nera
osservava Francesca mentre si avvicinava lentamente e
sistemava alcune cose nella borsa.
�Come siamo eleganti!� le disse mentre le schioccava un
bacio sulla guancia.
�Vedo che anche tu non ti sei risparmiata!- replic� Francesca
notando l�abbigliamento di Sonia - Dove andiamo?�
�In un ristorante molto carino e tranquillo.� disse Sonia
mentre metteva in moto.
La serata trascorse tranquillamente, passarono molto pi�
tempo a chiacchierare nel ristorante di quanto la cena avesse
richiesto. Era quasi mezzanotte quando si ritrovarono sulla
strada per il ritorno.
�Ti porto a casa?� chiese Sonia.
�Si,grazie�� replic� distrattamente Francesca.
Non parlarono per il breve percorso che le separava dalla
meta, ascoltarono entrambe la musica melodica che arrivava
dalla radio.
�Guarda che sei arrivata! � esclam� Sonia mentre scendeva
dalla macchina. L�accompagn� fino al portone, attese che
l�aprisse poi si infil�, con lei, all�interno. All�improvviso la
spinse lentamente verso il muro e incominci� a baciarla. Non
c�era nessuno, a quell�ora, nell�androne del palazzo di
Francesca e non correvano certo il rischio di essere viste da
qualcuno. Sonia la voleva e non aveva intenzione di perdere
tempo per arrivare al suo appartamento.
Era l�una passata quando Francesca chiudeva la porta di casa
alle sue spalle. Non era per niente soddisfatta e contenta, anzi
si sentiva strana. Prese il telefono e compose il numero della
sua amica. Lasci� squillare diverse volte poi sent� sollevare la
cornetta.
�Andrea,lo so che dormivi�non � che ti ho disturbato?�
Sorrise.
�Ah�certo una donna diversa ogni notte� che c��
Francesca, non stai bene?�
Rimase in silenzio.
�Cos�� successo?�
� Sono uscita a cena con Sonia.�
�E?�
�E niente�mi ha scopato.�
�Come ti ha scopato?�
�Si, nel senso che non sono riuscita a fare niente.�
�Non ti � piaciuto?�
�No, non molto ma non perch� non ho fatto niente, perch� lei
� stata molto fredda�non so, sembrava agisse
semplicemente per soddisfare un suo istinto e basta.�
�Vuoi dire che tecnicamente non c�� niente da dire, ma il
resto��
�Esatto! Quando parli cos� mi sembra che tu abbia studiato a
Oxford!�
�Certamente, non senti che accento inglese ho?�
�Niente a che vedere con quello che mi potresti dare tu�� si
pent� di essersi lasciata sfuggire quel commento, memore del
sogno che aveva fatto.
�Adesso non esagerare,come fai a dirlo? Non � mai successo
niente tra noi.�
�Si, � vero per� ti conosco e penso che a letto saresti allo
stesso modo, si vede. Sai come dicono gli americani? You
get what you see.�
Andrea scoppi� a ridere.
�Guarda che non ho mica preso lezioni di tantra.�
�Si, per� ne sono certa, ci metteresti qualcosa in pi�, non so
forse passione, impeto, ardore�c�� dell�altro con te��
�L�affetto che c�� tra me e te.�
�Faremmo sesso anche tu e io, ma potrei scommettere che
con te ci sarebbe di pi�.�
�Sono lusingata della preferenza signora! - esclam�
ridacchiando Andrea - Sono estremamente contenta che
Sonia Raineri abbia fatto cilecca e abbia perso punti, visto la
fama che ha��
�Questa da dove esce?�
�Beh sai ha un po� la fama di sciupafemmine�e in effetti��
�Se fossero tutte cos�, guarda preferisco evitare,quello che
avrei con te non avrebbe paragoni, credimi Andrea e poi le
tue mani non ci posso pensare��
�Senti guarda che mi fai arrossire se vai avanti cos�,oltretutto
� da parecchio che non faccio sesso quindi sono anche fuori
esercizio.�
Francesca scoppi� a ridere.
�Meno male che sei fuori esercizio perch� se fossi in
esercizio�potrei svenire in quel caso?�
�Dai piantala di prendermi in giro�e poi cos�� questa storia
delle mani?�
Francesca rimase in silenzio per qualche istante.
�Non so, le tue mani�sai che ho una passione per le mani e
le osservo molto, penso che le tue si muoverebbero molto
bene su di me - disse sospirando - � difficile da spiegare.�
�Provaci.� la esort�.
�E� molto difficile Andrea, ci provo�allora lei era come se
mettesse le mani dove piaceva a lei non gliene fregava niente
di provocare piacere in me, tu scommetto studieresti il mio
corpo in ogni piega, come se non volessi perdere neanche un
millimetro.�
Sorrise.
�Ha vinto una bambolina!�
�Ho ragione?�
�Si�beh sai quando lo faccio non voglio perdere niente,
voglio assaporare tutto quello che c��, voglio per� portarti al
massimo del piacere e voglio farlo in modo che tu lo possa
assaporare il pi� a lungo possibile.�
�Mmm�Andrea ti prego non andare avanti��
Scoppi� a ridere.
�Dai��
�Senti come sei combinata domani?�
�Domani mattina,cio� stamattina ho da fare delle foto, devo
andare una scappata in Svizzera, a Lugano, rientro per
mezzogiorno al massimo l�una, poi lascio i rulli in
laboratorio e nel pomeriggio dovrei essere in studio, perch�?�
�Niente �volevo sapere se ti andava di passare da me.�
�Non lavori?�
�No, domani,cio� oggi ho preso il giorno libero e far� un
week end lungo, mi sono presa dei giorni di vacanza, ho delle
ferie arretrate che non riesco mai a fare quindi��
Andrea rimase in silenzio per qualche istante, le faceva
piacere trascorrere il fine settimana con lei, in fondo erano
sole tutte e due.
�Ascolta facciamo cos�, domani appena sono in studio ti
faccio uno squillo e ti dico a che ora posso essere li da te,ok?
Francesca - prosegu� seria - non ti va di restare sola?�
�Va benissimo - replic� contenta Francesca, aveva temuto
che la sua amica avrebbe rifiutato quell�invito conscia del suo
significato - ti andrebbe se cucinassi io, stasera?�
�Uhmm�non mi dire che mi fai le tue delikatessen?�
�Qualcosa di semplice,ma di gustoso e succulento,hai
bisogno di qualcuno che si prenda cura di te.�
�Cos��? Un�offerta di matrimonio?�
�Mmm�ci devo pensare non lo so�� replic� sorridendo
Francesca. Le voleva bene, le era affezionata, avrebbe voluto
avere qualche possibilit� in pi�,ma sapeva che non era
possibile.
�Non hai risposto, non ti va di rimanere sola?�
�No,ti scoccia?�
�Assolutamente no,sai a volte sento questa tua sofferenza
profonda che ti fa del male e di cui non vuoi parlare,mi
sembra di poterla sfiorare con le dita, mi sembra di poterla
acchiappare e invece mi sfugge.�
�Si,nonostante abbia tutti i soldi che voglio, una bellissima
casa tanto grande da poter ospitare 10 persone, ho una
macchina lussuosa, posso permettermi qualsiasi cosa ma non
ci� che tutti cerchiamo. Mi sento sola e ogni volta che mi
guardo intorno vedo solo persone che mi stanno vicino per
quello che ho e non per quello che sono, gente che si ferma
solo ed esclusivamente all�apparenza, che se ne frega se sto
male o sto bene, che chiede solo per convenzione, per
abitudine, che non riesce a vedere cosa mi si agita dentro,
quello che sono in realt� dentro di me, nessuno si sforza di
andare a vedere cosa c��e poi trovo gente che mi scopa
perch� sono una bella donna!�
�Adesso, cerca di riposare, vai a dormire,ne riparliamo
domani pomeriggio, quando possiamo sederci sul tuo bel
divano e chiacchierare senza sosta,adesso � tardi e tu hai
bisogno di riposare.�
�Come te�grazie�.buonanotte� bacio.�
Andrea sorrise.
�Buonanotte!� replic� riponendo il ricevitore. Avvertiva
anche a distanza cosa si stava agitando nella sua amica, in
fondo erano sensazioni che conosceva benissimo, poteva dire
esattamente quello che provocavano, poteva sentire il dolore
intenso e diffuso che si propagava dal cuore allo stomaco,
dalla mente all�anima senza sosta come in un gioco senza
fine. Sospir� cercando di far assopire quel dolore che
avvolgeva anche il suo cuore, in fondo lei non era
importante. Ritorn� a letto e si addorment� pesantemente.

- Roberta si perse nell�osservare il palazzo di Piazza della


Repubblica dove abitava Francesca. Sorrise. Si stup� di essere
arrivata fino a quel punto, cerc� di trovare una scusa per se
stessa, quella mattina non aveva niente da fare, la sua datrice
di lavoro le aveva lasciato la giornata libera. Non aveva mai
spiato nessuna delle donne che le erano interessate da
ragazzina e si era messa a farlo a 30 anni. Scosse la testa
divertita, era proprio vero che l�amore porta chiunque a fare
follie. Avrebbe voluto trovare il coraggio per andare a
suonare il citofono e fare un semplice saluto, ma sapeva che
era impossibile, non c�era cos� tanta confidenza tra di loro.
Forse avrebbe potuto nascere qualcosa, quello sguardo che le
aveva lanciato,in bagno, l�aveva scombussolata, si era sentita
invasa da una scossa elettrica tanto violenta quanto piacevole,
o forse era solo la sua fantasia che le creava uno scenario
idilliaco per farla soffrire meno e per farla sentire meno sola.
Era bello essere innamorati. Non le importava di essere cos�
carina che alcuni dirigenti,della sua compagnia, l�avevano
infastidita pi� volte ma lei,con classe, aveva respinto ogni
avances. Non le interessava di andare a infrangere gli
stereotipi, l�unica cosa che contava era amare ed essere
amata. S�infil� le cuffie del walk-man e incominci� a seguire
le parole della canzone di Celine Dion.
��there was a boy �a very strange enchanted boy, they say
he wandered very far very far over land and sea�.a little shy
and sad of eye but very wise was he�.and then one day one
magic day he passed my way, and while we spoke of many
things, fools and kings, this he said to me the greatest thing
you�ll ever learn is just to love and be loved in return��
�Magari accadesse�- sussurr� - chiss� se mi capiter�
d�incontrare qualcuno che mi indicher� la strada�
Si ferm� davanti alla vetrina di un negozio di abbigliamento
da uomo. Aveva appetito, incominciava a sentire i morsi
della fame, era da alcune ore che camminava. Decise avrebbe
gustato una fumante pizza.
- Si osserv� l�abbigliamento, la rosa rossa che aveva in mano,
la borsa che aveva appoggiata per terra e la scatola di
cioccolatini che aveva messo sopra la borsa.
�Ciao�- esclam� Francesca accogliendola con un sorriso e
abbracciandola - era ora,meno male che avevi detto che ci
avresti impiegato poco, disperavo saresti arrivata!�
Andrea sorrise.
�Beh ho fatto un po� pi� tardi del solito perch� mi sono
fermata a cercare questa rosa per te.� concluse consegnandole
il fiore.
�Grazie��
�Senti ti ho portato anche i cioccolatini�sfizzeri�.cos� ci
strafoghiamo e dimentichiamo le nostre tristezze.�
�I cioccolatini svizzeri�mmm�.non dovevi portare tutte
queste cose. Oggi ho fatto la spesa per un esercito,sai che mi
sono dovuta fare aiutare a portare su le borse.�
�Cos�hai svaligiato il supermercato?�
�Sii,visto che saremo in due a mangiare, ho pensato di fare
un po� di scorte.�
�Mi vuoi prendere per la gola?�
�No,credo che prenderti per la gola sia quasi impossibile, ti
ho preso per altro.�esclam� ridendo.
�Gi�- replic� sconsolatamente - sono proprio un disastro,
vero?� chiese mentre la seguiva in cucina.
�No, perch� ti ho preso per la cosa che intriga di pi� una
donna:il fascino. La cucina, sai, � un qualcosa di
contorno,certo che se potessi anche cucinarti qualcosa che ti
fa impazzire mi farebbe piacere,ma a te va bene tutto.�
�Non esageriamo adesso,diciamo che sono una che non ha
pretese,in materia culinaria. Mi va bene tutto purch� non sia
una schifezza.�
�Ci andiamo a sedere ?� chiese Francesca, avviandosi verso
il divano della sala, sfiorando Andrea che era appoggiata allo
stipite della porta.
Deglut� rumorosamente, il profumo che le pervase le narici le
offusc� la mente, per qualche istante. La osserv� mentre si
sistemava sul divano e la raggiunse.
�Allora? Cosa mi racconti?� inizi� mentre si sistemava al suo
fianco.
�Che ci penso in continuazione, non mi � piaciuto�� stata
fredda��
�Cosa pretendevi Francesca, � stata una scopata.�
�Lo so.�
�A lei probabilmente non fregava niente, le interessava
scoparti e basta nient�altro. Pensavi ti potesse dare qualcosa
di diverso?�
�No, non � che pensavo di avere uno scambio, allora sarebbe
stato diverso, non sarebbe stato pi� sesso,sarebbe stato fare
l�amore�per� pensavo che un minimo di calore, non ti dico
di passione, ma calore�niente�sai quando sono tornata
su��
�Come quando sei tornata su?�
�Sii, - replic� Francesca,abbassando leggermente gli occhi-
mi ha scopato nell�entrata.�
�Nell�entrata? Per�, che signora!� esclam� scuotendo la testa.
�Sai, quando sono tornata su, mi sono sentita ghiacciata
dentro come se fossi stata sdraiata su un iceberg per delle
ore, non riuscivo a scaldarmi.� disse avvicinandosi ad Andrea
e cercando il suo braccio.
Le pass� il braccio intorno alle spalle. La sua amica aveva
bisogno di essere consolata e coccolata.
�Dai non ti crucciare troppo, non � successo niente.�
�Lo so, non � successo niente, ma mi innervosisce il fatto
che, quella stronza, abbia avuto quello che voleva e io sia
rimasta l� come una deficiente,hai capito cosa intendo?�
�Si, ho capito, per� guarda evita di pensarci e fai finta di
niente,incontrerai la donna che cerchi,vedrai ne sono certa!�
�Bene!- esclam� Francesca - Adesso vado a cucinare tu stai
qui tranquilla,ok?�
�Posso darti una mano?�
�Non se ne parla neanche, tu potrai solo respirare l�aroma e
poi assaggerai!!!�
Andrea la osserv� mentre scalza si avviava verso l�ampia
cucina.
I giorni trascorsero tranquillamente, Andrea si era
trasferita,per quelle giornate,a casa di Francesca e, senza
accorgersene, si erano ritrovate al fine settimana.
Andrea stava sistemando delle lattine di birra nel frigorifero,
quando senti le braccia di Francesca che l�avvolgevano da
dietro.
�Sai - inizi� sussurrando- ho ancora impressi nella mente i
graffi che ti ho lasciato sulla schiena��
�E� un invito?� chiese ironicamente, prendendole le braccia.
Poi con un gesto rapido si gir� e si trov� a pochi centimetri
dalle labbra della sua amica. Rimase in silenzio a osservarla
per qualche istante.
�Non mi vuoi pi�?� chiese con la voce roca Francesca,
sfiorandole le labbra.
Incominci� a baciarla senza replicare. Scese sul collo, le
lecc� la pelle e, lentamente, la spinse verso il tavolo della
cucina, la sollev� di peso e la mise a sedere sul tavolo.
Slacci� la camicia di seta, inizi� a baciarle i seni,poi prese tra
le sue labbra i capezzoli, mentre con le mani le accarezzava
la schiena.
�E� questo - disse Francesca ansimando - che intendevo��
concluse mentre, con le mani, slacciava la camicia blue di
Andrea. Cercava il contatto con la pelle della sua amica,
voleva sentire il suo profumo.
Andrea pass� le sue mani sulle gambe di Francesca, i
pantaloni che ancora indossava le impedirono il contatto, si
spost� leggermente, le slacci� i pantaloni e la sollev� per
farglieli sfilare. Ogni volta che la osservava rimaneva
sorpresa per la sua bellezza.
�Sei stupenda, lo sai.� esclam� con il fiato corto.
�Tu mi fai sentire ancora pi� bella.� replic� Francesca
ansimando.
Andrea sorrise, mentre con le mani andava a cercare ci� che
voleva e portava Francesca al piacere pi� completo.
Francesca si aggrapp� alle spalle di Andrea, poi l�abbracci� e
rimase cos� per un po�.
�Dio�- sussurr� Francesca- se non ci fossi bisognerebbe
inventarti.�
Andrea sorrise.
�Guarda che Lui esiste da un bel po�, anzi se non ci fosse non
ci saremmo neanche io e te.� afferm� con il fiato corto.
�Sciocca, mi riferivo a te.�
�Mi sembra un tantino esagerato come commento� disse
mentre giocava un po� con le labbra di Francesca.
�Lo so che non ci crederai ma non ho mai fatto l�amore in
questo modo.�
�Mmmm�.non so se � un complimento o una critica!�
�Sempre a spaccare il capello tu�anche in questi momenti -
replic� Francesca,cercando ancora le labbra dell�amica - senti
ma se ci spostassimo in un posto pi� comodo, tipo il letto?�
Andrea la prese tra le braccia e la sollev� dal tavolo. Si
avviarono in silenzio verso la camera da letto.
�Andrea�Andrea - la voce di Francesca la riport� alla realt�
- cosa combini in cucina?�
�Sono qui�- replic� deglutendo rumorosamente - sai�-
incominci� voltandosi - ho appena fatto uno strano sogno, a
occhi aperti.�
Francesca osserv� con curiosit� il viso leggermente turbato
della sua amica.
�GiŔ replic� iniziando a raccontare quello che era appena
apparso dinanzi ai suoi occhi.
�Bene! - sorrise Francesca - Verit� per verit�, � successo
anche a me qualche notte fa.�
Andrea le lanci� un�occhiata piacevolmente stupita.
�Mmm�interessante.�
�Come interessante? Non sai dire altro? - la stuzzic�
maliziosamente - Vieni a letto con la dirigente pi� ambita di
tutta la Cambridge e sai dire solo interessante.�
�Signora le rammento che le mie performance sono solo
oniriche! Sarei curiosa di sapere come sono andata nel suo
sogno?� aggiunse divertita.
Francesca sorrise. L�imbarazzo era svanito nel momento
stesso in cui aveva iniziato a raccontare.
�Ma tu guarda - disse ironicamente Andrea al termine del
racconto - vuoi vedere che siamo amanti e non lo
sappiamo???!!!�
�Ah no! Si sbaglia! - replic� Francesca nello stesso tono -
Dove sono i diamanti? Dove sono le pellicce? Ma cosa crede
che mi accontenti di qualche performances qua e l� sui tavoli
da cucina��
Andrea rise e annu� con il capo.
�Disgraziata!�url� Francesca inseguendola in salone.
Andrea si ferm�,all�improvviso, dinanzi alla libreria del
salotto e Francesca le fin� addosso. L�abbracci� con tenerezza
e forza. Francesca le pass� delicatamente una mano sul viso e
sulla testa. Andrea fu percorsa dai brividi. Socchiuse gli
occhi.
�Grazie��
�Per cosa?� chiese stupita.
�Per quest�abbraccio e per le tue carezze,nessuno me le fa pi�
da tanto tempo�ma lasciamo perdere!�
Francesca si stacc�, lentamente, e osserv� la sua amica
avviarsi verso la camera da letto. Quella tristezza, quella
malinconia che portava nel cuore pesava come un macigno e,
a volte, sembrava quasi riuscisse a schiacciarla.
Nel cuore della notte Andrea si svegli�, diede un�occhiata a
Francesca che dormiva profondamente al suo fianco. Un
sorriso le si disegn� sul viso. Ferm� il suo sguardo sulle
mani, piccole, rotonde, le dita ben delineate, delicate e con le
unghie corte, il palmo morbido. Socchiuse gli occhi e avvert�
le mani di Francesca su di s�, quel modo di toccarla dolce,
tenero le fece venire i brividi. Immagin� di sentire le sue dite
scorrere sulla sua pelle, disegnarle il corpo, delinearne i
muscoli e poi riprendere la loro corsa. Rimase senza fiato,
non voleva svegliarla, era bello vederla dormire tranquilla.
Sospir� e la osserv� per qualche istante mentre la sua mente
iniziava a vagare, come era sua abitudine fare. Avrebbe dato
tutto quello che possedeva per essere innamorata di lei,
invece non lo era, le piaceva, l�affascinava e le voleva bene,
ma non c�era altro dentro di lei. Si alz� cercando di non far
rumore, si avvi� verso il salotto. Si accomod� sul divano e
inizi� a pensare, temeva,a volte, che il rumore dei suoi
pensieri potesse disturbare le persone che aveva vicino.
Sorrise per quell�idea assurda che le vagava nella testa. Le
piaceva Francesca, ma nessuna delle due era innamorata
dell�altra. A volte quando la prendeva la malinconia certi
pensieri le sfioravano la mente, come la risacca marina
blandisce lentamente la spiaggia. Sospir� profondamente,
Francesca era l�unica che aveva espresso il desiderio di fare
sesso con lei, non le era mai successo. Un brivido la percorse,
sospir�, avrebbe desiderato avere qualcuno al fianco che
l�amasse come faceva la sua amica in quelle ore che
trascorrevano insieme. Si sentivano sole, avevano bisogno
delle stesse cose, forse per troppo tempo, per ragioni diverse,
erano state sole in maniere diverse. Aveva bisogno di quel
contatto fisico, aveva bisogno di quelle carezze che
disegnavano il suo fisico, di quella dolcezza che passava
sulle sue labbra, di quella tenerezza che le avvolgeva il cuore,
tutte cose che non aveva pi� avuto e che non sapeva se
avrebbe pi� assaporato e allora,Francesca, era stata la sua
ancora di salvezza le aveva offerto tutte quelle cose senza
arrivare al rapporto fisico.
�Cosa c��, non stai bene?� chiese Francesca avvicinandosi,
mentre accendeva il paralume sul tavolino a fianco al divano
in stoffa bianca.
La osserv� mentre si piegava sulle ginocchia davanti a lei.
�Cos�hai? Non riesci a dormire?�
�No,tranquilla�ogni tanto mi prende la malinconia e poi
pensavo��
�La malinconia? Perch�?�
�Perch�? Vorrei avere al fianco una donna da amare e da cui
essere amata, � una vita che sono sola,forse te lo sei
dimenticato? Quello che mi dai tu, in queste ore,� fantastico e
ti ringrazio perch� non potrei chiedere di pi�per� so che se
domani incontrassi la donna della tua vita, io rimarrei ancora
sola, come sempre.�
�Perch� devi pensare al domani? Non ti puoi godere questo
finch� dura,lo so che vorresti di pi� ma sono certa che la
incontrerai anche tu la donna che hai aspettato per tanti anni.�
�Dici? Non sono cos� tanto sicura di questa cosa.�
�E poi a cosa pensavi?� chiese Francesca mentre appoggiava
le mani sulle gambe di Andrea.
�Pensavo �- inizi� sospirando - che � la prima volta che
qualcuno, anzi che una donna bella come te, ha espresso il
desiderio di fare sesso con me,non c�� mai stato nessuno che
mi abbia voluto, non c�� mai stato nessuno che mi abbia
guardato pi� di una volta, la seconda si sono girati dall�altra
parte.�
�Andrea - disse avvicinandosi - penso saresti un�amante
fantastica, sei una persona rara e unica, chi non ti avvicina �
un deficiente che non vede al di l� del proprio naso.�
�Gi�ma sai questo non mi ha fatto trovare qualcuno in
questi anni sono tanti, sai��
Francesca abbass� la testa, quella tristezza era pesante e
l�avvertiva.
�Anch�io, come tutti gli altri, ho sentito e sento il bisogno di
uno sguardo pieno di dolcezza, carico di desiderio, di una
carezza fatta con amore, di un bacio dato con piacere, di un
tocco pieno di passione.- concluse sospirando mentre un
brivido la percorreva - Queste sono le cose che mi sono
sempre mancate, quando mi guardavo in giro e vedevo gli
altri che si baciavano, sai cosa facevo? Mi giravo dall�altra
parte perch� anche solo la vista mi faceva male�anche se, in
fondo, ero contenta per quelle due persone che si stavano
baciando, poi sai mi chiedevo cosa avevo io di diverso, sii
certo, non mi guardavo allo specchio perch� sapevo che non
potevo essere carina, come la maggior parte delle persone
intende, sapevo che questa era la cosa che le faceva
allontanare. Non sono desiderabile come tutte le altre donne,
sono troppo maschile per esserlo e cos� sono arrivata alla
conclusione che il mio destino sia quello di rimanere da sola,
ma � pesante, sai, questo pensiero da sopportare, soprattutto
adesso che gli anni passano�poi sei arrivata tu e mi hai dato
tutte queste cose��
�E continuer� a dartele finch� tu le vorrai da me - disse
avvicinandosi alle labbra di Andrea sfiorandole con un bacio
leggero - non voglio sentirti pi� parlare cos�,non voglio che
tu sia cos� triste, tu sei desiderabile come tutti noi, non c��
nulla di diverso e se,in tutti questi anni, non hai trovato
nessuno che volesse anche solo fare sesso con te�beh hai
incontrato solo delle cretine! Non hanno capito niente e tu ti
preoccupi per questo? Evidentemente sono delle persone che
non meritano, ti pare?�
Non replic�, cerc� le labbra della sua amica, ma si ritrasse
quasi subito.
�Scusami��
�Non ti scusare va bene cos�lo volevo anch�io!�

- Roberta stava sistemando alcuni fogli sulla sua scrivania


quando la porta d�entrata si spalanc�, all�improvviso,
scoprendo la figura di Francesca. La osserv� mentre
affannosamente raggiungeva la porta del suo ufficio, non
riusciva a toglierle gli occhi di dosso e ogni volta che la
vedeva capiva che le piaceva sempre di pi�.
�Ciao�Roberta, tutto bene?� esclam� entrando rapidamente
nel suo ufficio.
Annu� senza replicare, sapeva che non l�avrebbe sentita
ugualmente. Si avvi�, dietro di lei, con il blocco degli
appuntamenti e degli impegni che l�attendevano nel corso
della settimana. Si affianc�, come sua abitudine, alla poltrona
di Francesca.
�Sii dimmi - esclam� la sua datrice di lavoro mentre
accendeva il computer � cosa ci attende oggi?�
Roberta inizi� lentamente a elencarle tutti gli impegni che
aveva segnato, per quelle giornate. Francesca si mosse
maldestramente sulla poltrona e, inavvertitamente,
piegandosi per raccogliere alcuni fogli che aveva fatto
cadere, sfior� con le mani prima la gamba e poi la mano di
Roberta. Un brivido percorse la sua segretaria e il suo viso
divent� leggermente rosso.
�Qualcosa non va ? � chiese Francesca, notando il leggero
imbarazzo della sua segretaria.
�No, no tutto bene�scusa�� replic� mentre riprendeva a
leggere la sua lista.
�Va bene,allora il primo appuntamento, ce l�ho - esclam�
dando un�occhiata al suo orologio - tra 40 minuti!�
�Certo�� disse Roberta mentre riprendeva il suo posto.
Francesca compose automaticamente il numero della sua
amica.
�Andrea,come stai?�
�Bene,perch�?�
�Beh ti ho rotto un po� le palle questo week end.�
�Mi sembra che la cosa fosse reciproca - disse sorridendo -
cosa c��? C�� qualcosa che non va?�
�Posso dirti una cosa? Anzi no due? Non te la prendi?�
Mugugn� senza aprire bocca.
�La prima � che mi piacerebbe molto stare con te e avere una
storia seria.�
�Cosa?�
�Andreaaa ,per piacere��
�Si,come fai a dirlo?�
�Quanti anni � che ci conosciamo? Pensi che non mi possa
rendere conto di come potresti essere anche all�interno di una
relazione.�
Andrea sorrise.
�Quanti complimenti,non mi prendere in giro, dai...�
�Non ti prendo in giro.�
�Mi viene da ridere, vuoi vedere che non sapevo di avere
queste doti da grande amatore.�
�Mi sa che non sai molte cose di te!�
�Ti ringrazio per il complimento,comunque se ti pu� far
sentire meglio la cosa succede anche a me�nel senso che
anch�io, ogni tanto, penso che potremmo avere una storia.�
�Meno male pensavo di essere solo io.�
�Quale era la seconda cosa?�
�Dieci minuti fa, � successa una cosa con Roberta��
�La tua segretaria?�
�Si.�
�Cosa � successo?�
�E� venuta qui,di fianco a me,come tutte le mattine,per
leggermi e rammentarmi gli appuntamenti e gli impegni�poi
a un certo punto mi sono caduti dei fogli e per raccoglierli le
ho, inavvertitamente, sfiorato una gamba e una mano.�
�Uhmm�.�
�E� diventata rossa e si � imbarazzata.�
�Sii,e poi?�
�Niente, non � successo altro, ma sai questa cosa mi ha fatto
pensare che forse Roberta��non ebbe il coraggio di
terminare la frase, la lasci� in sospeso certa che Andrea
avrebbe compreso ugualmente.
�Forse Roberta, cosa?�
�Massiii dai hai capito benissimo cosa intendo.�
�Si, ho capito ma a volte mi domando perch� fai cos� fatica a
dirla quella parola, ti d� cos� fastidio?E� bene dare i nomi alle
cose,dare una definizione da anche potere sulle cose
stesse�insomma vuoi dire che sospetti sia gay anche lei?�
�Sii,non ci avevo mai fatto caso, non l�avevo mai osservata
da quel punto di vista, credo che ci far� attenzione, ci far�
caso.�
�Studiala, l�hai di fianco a te, per giornate intere, possibile
che non te ne sia mai accorta?�
�Non ci avevo pensato perch� � cos� carina che non avevo
associato le due cose.�
�Vedi quanti pregiudizi hai ancora? Il fatto che sia carina ti
ha fatto,automaticamente, escludere che fosse gay, quasi a
dire che solo quelle brutte o quelle maschili come me sono
gay.�
�Hai ragione, scusa.� la interruppe Francesca.
�Non ti devi scusare, cerca di iniziare a pensare in modo
diverso, non siamo pi� nel Medio Evo�e poi scusa potrei
dire la stessa cosa di te, sei una bella donna,
affascinante,come fai a esserlo?�
Francesca rimase in silenzio, non voleva rispondere a quella
domanda, non si sentiva o forse meglio non si considerava
ancora pronta per ammettere ci� che, dentro di s�, sapeva
ormai da tempo.
�Non lo vuoi dire�va bene, non ti senti cos�? Va bene lo
stesso,non ti preoccupare lo so che � difficile dirlo,ad alta
voce, a se stessi, � normale, imparerai adagio adagio�non
c�� cosa pi� bella che essere se stessi, Francesca, senza
nascondersi dietro false facciate.�
�Lo so, Andrea, hai ragione ma lo sai perch� lo faccio,per
questo stramaledetto lavoro, non posso compromettere la mia
posizione, perderei il posto lo sai questo, vero?�
�Posso immaginarlo.�
�Scusami, non volevo offenderti�le mie sensazioni, le mie
emozioni nei tuoi confronti rimangono sempre le stesse
anche se non sono capace di ammettere chi sono.�
�Non ti scusare, lo so�torniamo a Roberta��
�Cosa devo fare,secondo te, per capire meglio?�
�Osservala bene, vedi un po�come ti guarda, come ti tratta e
come ti parla�hai dato un occhio a come si veste, che
orologio porta, che anelli ha��
�Aspetta,vuoi dire che devo spiarla?�
�No, ti sto dicendo che quando lavora con te presta pi�
attenzione a quello che dice e a come si muove"
�E� sempre molto professionale.�
�Oggi, direi, lo � stata un po� meno, ti pare?�
�Non credi sarebbe ridicolo se mi accorgessi o avessi una
conferma che Roberta � cos�.�
�Ridicolo?�
�Sii,perch� sono entrata in chat, ho frequentato locali e non
mi sono accorta che avevo una donna cos� nel mio ufficio.�
�Capita a volte nella vita, non ci si accorge delle cose che si
hanno pi� vicine e,a volte, sono anche le pi� preziose, diamo
tutto molto per scontato.�
�Ok, grazie per la chiacchierata adesso scappo perch� ho un
appuntamento�ci sentiamo pi� tardi, ciao!�.
- Andrea apr� la porta scalza, indossando una tuta blue scura.
�Ciao Laura, avanza!�
La ragazza pi� giovane di lei di qualche anno l�abbracci�.
�Ciao, zia, come stai? Spero tu non abbia spiattellato troppo.�
�No, tranquilla, lo sai che mi piace cucinare per le amiche.
Vieni accomodati� la invit� facendole strada.
�Che profumino, - esclam� - cos�hai preparato?�
�Petti di pollo all�arancia con pur� e poi il dolce�torta di
amaretti!�
�Mmm�- mugugn� Laura guardandosi la pancia - ho capito
che oggi mi farai ingrassare di qualche chilo.�
�Ma va! Smettila,allora cosa mi racconti? Vuoi qualcosa da
bere?�
�No, no niente�.cosa ti racconto? - ripete sorridendo - Mi
piace molto Stefania, penso sia la donna della mia vita.�
Andrea sollev� un sopraciglio in segno di perplessit�.
�Cosa c��? Non sei convinta?�
�Non devo essere convinta io, lo devi essere tu e poi, pi� che
convinta, devi sentirlo dentro di te, qui la testa non c�entra,
sono il tuo cuore e le tue emozioni che devono parlare�
osserv� pacatamente.
�Appunto! - replic� accalorata - Per questo te lo dico, sono
sicura di questo, non mi sono mai sentita cos�.�
�Questa frase mi sembra di averla gi� sentita - la interruppe
Andrea - o sbaglio?� chiese guardandola seriamente.
Laura si sent� a disagio. Sapeva che Andrea l�avrebbe messa
di fronte a tutti i suoi dubbi, nessuno escluso, a tutte le sue
incertezze senza remore, l�avrebbe spinta a guardarsi allo
specchio senza filtri come sempre e a darsi da sola una
risposta.
�Ma no, no�- rispose non troppo convinta - non � come le
altre volte.�
�Ah no? - disse ironicamente - Non vorrei essere
antipatica,come mio solito, ma vorrei rammentarti che
quando stavi con Vittoria � successa la stessa cosa, ti
ricordi?�
Laura non replic�, attese che Andrea proseguisse.
�Ti ho fatto notare, tante volte, che dovevi lavorare su te
stessa per cercare di smussare quel caratteraccio che ti ritrovi,
arrotondare quegli angoli che ti hanno portato a litigare pi� di
una volta con Vittoria�si, si lo so�anche lei non aveva un
bel carattere, ricordati per� che eravate l�una lo specchio
dell�altra, c�erano delle similitudini e meno male che adesso,
almeno, riuscite a parlarvi senza prendervi per i capelli,spero
ti sia passato anche il debole che avevi per lei?�
�Si, si��
Andrea non era convinta di quella risposta, avvertiva che
c�era dell�altro,non era la verit�.
�Non vorrei che, come tuo solito, ti sia buttata a capofitto in
questa cosa semplicemente perch�, come tua abitudine, non
vuoi e non sai stare da sola!�
�No, zia�lo sai che ormai ho superato quella fase.�
�Chiss� perch� non ti credo, adesso vieni a sederti a tavola,�
pronto, continuiamo qui.�
�Dev�essere eccellente� esclam� Laura lanciando un�occhiata
al pollo all�arancia.
�A me piace, non so a te�so che ti piacciono questi sapori
agrodolci. - prosegu� Andrea mentre serviva l�amica - Vorrei
solo che non ti ficcassi in un�altra situazione del genere e
dopo qualche mese ti metti a piangere perch� hai combinato
un disastro�.-Andrea osserv� Laura, a volte aveva la
sensazione che non l�ascoltasse che le sue fossero parole
buttate al vento e che le scivolassero via senza farla,in
realt�,riflettere - ricordati che questa ragazza � un po� pi�
grande di te quindi devi essere anche tu pi� matura e
onestamente non mi sembri, lo sai che ti dico la verit�, avere
a che fare con una etero��
�Ecco! - esclam� Laura - Sei arrivata al punto.�
�Beh - sospir� Andrea - ricordati che sono completamente
diverse dalle donne gay e se incominci non ne puoi pi� fare a
meno, certo ci sono dei rischi in pi� ti piace?�
�Si, � molto buono�.mi sa che far� il bis! - disse presa dal
cibo - Hai ragione sono completamente diverse per� -
aggiunse mentre gli occhi le si illuminavano - ne vale la
pena, non c�� paragone.�
Andrea la scrut�. Non era certa che, la sua amica, fosse
matura a sufficienza per affrontare una storia con una donna
pi� grande e per giunta eterosessuale. Puntava sempre tutto
sul sesso, dava la precedenza assoluta al rapporto fisico
convinta che fosse l�unico punto forte, non era certa di essere
in grado di saper costruire altro e di essere capace di mettere
le basi per una relazione seria.
�Allora me la farai conoscere?�
Laura annu� mentre finiva di inghiottire un boccone di torta.
�E� squisita! - comment� - Si, certo che te la faccio
conoscere, dovremmo vederci Domenica, se ci vediamo,
magari, faccio un salto qui da te oppure ci troviamo fuori,
come preferisci.�
�Si�ok�vuoi un caff�?�
�No, grazie,cosa ne dici?�
Andrea si gir� verso di lei, mentre metteva il piatto nel
lavandino.
�Cosa ne dico di cosa?�
�Di lei?�
�Bella domanda! Come faccio a dirti qualcosa, non l�ho
ancora vista.�
�Si lo so, ma tu hai quel sesto senso, quella capacit� di
vedere, sentire�.insomma sai di cosa parlo��
Andrea annu�. Molti facevano affidamento su quella sua
strana e originale qualit� di avvertire, in anticipo,gli
avvenimenti e di capire,attraverso le sensazioni, le persone.
�Guarda che non sono il mago Merlino, non riesco a vedere il
futuro se fossi capace a quest�ora sarei miliardaria!� esclam�
con il tono di voce che assumeva quando parlava di soldi.
Non gli aveva mai dato grande importanza.
�Si,per� qualcosa senti�in base a quello che ti ho detto.�
Andrea sorrise.
�Niente di particolare Laura, devi solo impegnarti un po�con
lei, molto di pi� di quanto ti impegni abitualmente e in pi�
devi cercare di trattarla in modo diverso.�
�Ho capito e tu come va?�
�Niente di che�la solita vita, lavoro e basta�chi vuoi venga
da me?�
�Non incominciamo zia! Non � vero e lo sai, l�aspetto
esteriore non conta e se qualcuno si ferma a guardare quello
vuol dire che non ne vale la pena ed � una cretina!�
�Gi�adesso andiamo di la a vedere la cassetta!�

- �Roberta pu� venire qui un momento?� chiese Francesca


attraverso l�interfono.
La segretaria prese il block-notes, si diede un�occhiata per
controllare che tutto fosse in ordine e si avvi� verso l�ufficio
della sua datrice di lavoro. Si sentiva bene, era una giornata
che era iniziata particolarmente bene. Un paio di pantaloni
grigi di cotone, una camicetta rosa in seta, mettevano in
evidenza le sue forme nei punti giusti. Una goccia del suo
profumo preferito completava la sua mise. Si sentiva a posto.
�Eccomi!� esclam� entrando nella grande stanza.
Francesca la squadr� senza dimenticare nessun particolare.
Roberta si ferm� dinanzi alla scrivania, di fronte a lei.
�Cosa posso fare?� chiese discretamente.
Francesca sorrise. Roberta la squadr� incuriosita.
�Verso sera c�� un cocktail, di un�azienda che ci fornisce
delle materie prime, volevo che mi accompagnassi, ti va?�
Roberta rimase senza parole, quell�offerta l�aveva sorpresa
non se l�aspettava. Guard� Francesca perplessa.
�Roberta? - la scosse - Qualcosa non va? Hai appuntamenti?�
�Oh no, - disse sorridendo - non conduco vita
mondana�.direi di si�- esclam� titubante - ma devo
cambiarmi?� chiese guardandosi da capo a piedi.
Francesca sorrise per quell�imbarazzo maldestramente celato.
�No, vai benissimo cos�, non serve�sei molto elegante�
�Grazie��
�Ti sta molto bene il rosa.� aggiunse cercando di lasciar
trasparire il suo piacere nel guardarla.
�A che ora devo essere pronta?�
�Usciamo da qui verso le sei�� ora che tu e io
incominciamo a divertirci un po�,non vorremo mica fare le
mummie a 30 anni?�
Roberta rise di gusto.
�Non mi ci vedo proprio in quel ruolo�tanto meno tu!
Troppo bella per diventare una mummia!� aggiunse Roberta,
sorpresa di essersi lasciata sfuggire un commento del genere.
Francesca la osserv�, il complimento era stato molto
esplicito.
Quando si osservavano, negli occhi, avvertiva una tensione,
un�elettricit� positiva che si creava intorno a loro. Quel
calore che sentiva nel cuore e nello stomaco si propagava,
poi, per tutto il corpo, era piacevole e molto eccitante. Non
aveva mai provato niente del genere con Sonia, la
incuriosiva, la interessava, ma non riusciva a smuoverle
niente, ci� che invece faceva Roberta con successo. Le
bastava guardarla e le sue emozioni prendevano ad
accendersi, una dietro l�altra, come tante lampadine collegate
da un filamento.
�Bene! Torniamo al lavoro, abbiamo un po� di cose da
sbrigare prima di andare via - si affrett� a dire - �e
Roberta�- la richiam� - hai impegni domani mattina?�
�No, niente�di solito il sabato mi dedico alle pulizie
domestiche.�
�Ok, cos� potremo fare anche tardi senza problemi!�
Roberta ritorn� al suo posto, leggermente confusa ma pi�
felice e soddisfatta.

- Trascorsero alcuni mesi e Andrea sapeva che, se voleva fare


un favore alla sua amica, avrebbe dovuto scoprire lei
qualcosa, Francesca non lo avrebbe mai fatto. Cos� aveva
iniziato a parlare in modo diverso con Roberta, l�aveva
invitata, pi� volte, fuori insieme ad alcune amiche. Roberta si
trovava bene con Andrea e usciva volentieri con lei.
�Sono contenta che tu mi abbia invitato fuori quel giorno,sai
avevo perso quasi tutte le mie amiche!�esclam� Roberta
mentre saliva sull�auto di Andrea.
�Sono contenta che tu abbia accettato, sai non avevo mai
osato invitarti perch� ti vedevo cos� seria e impassibile che
pensavo non volessi essere avvicinata.�
La giovane donna sorrise.
�Hai ragione, quando lavoro ho quest�aria rigida e severa, mi
sembra perfino di diventare - scoppi� in una sonora risata- ti
ricordi la tutrice di Clara, quella nella fiaba di Heidi?�
Andrea la scrut� e si mise a ridere.
�Chi? La signora Rottermeier?�
�Sii�lei�ecco mi sembra di essere cos�.�
�Ma sei matta? Guarda neanche se ti dipingessero potresti
diventare cos�cos� brutta!�
�Grazie.� replic� facendosi improvvisamente triste e seria.
�Qualcosa non va ?� chiese avvertendo quella nota di
tristezza nella sua voce.
Roberta non replic�.
�Stai bene?�
Non sapeva quanto poteva fidarsi di Andrea ma non ce la
faceva pi�, non aveva nessuno con cui potersi sfogare e
raccontare quello che provava e le passava per la testa.
Decise che era arrivato il momento di rischiare.
�Volevo dirti una cosa��
Andrea la osserv� senza replicare, mentre parcheggiava sotto
casa di Roberta.
�Vuoi salire a prendere qualcosa?� le chiese cortesemente.
�E� tardi non vorrei farti fare ancora pi� tardi.�
�Mi farebbe piacere.�
Annu�. Si avviarono nell�appartamento.
�Bella casa!�esclam� Andrea entrando nel grande salone.
�Accomodati�arrivo subito�cosa ti posso offrire?�
�Niente.�
�Dai non fare complimenti�guarda ti dico quello che ho in
casa cos� scegli. Allora ho la Vodka in frigorifero,
Limoncello, ho del Rum e del Whisky��
�Vada per il Rum� ma un goccio non esagerare, mi
raccomando!�
Roberta raggiunse Andrea sul divano con il bicchiere di Rum
�E� difficile per me iniziare a parlarne, ma in questo periodo
che ci siamo frequentate di pi�, ho capito che di te mi posso
fidare senza problemi. Ho sempre condotto una vita molto
inapprensibile, esteriormente, perch� non voglio far trapelare
nulla, non voglio rischiare il mio posto di lavoro.�
Andrea la scrut� con curiosit� anche se,in fondo, sapeva gi�
quello che le avrebbe detto, il suo istinto e le sue sensazioni
non avevano mai sbagliato e questa sarebbe stata l�ennesima
conferma.
�E� qualcosa di grave per cui potresti rischiarlo?�
�No, non � niente di cos� grave, ma purtroppo la mentalit� �
ancora molto ristretta�comunque ci ho impiegato un po� a
decidermi�non ho molto amiche e non riesco a parlare, a
scambiare le mie opinioni, le mie sensazioni e i miei
sentimenti �a volte, quando torno a casa, mi sento cos� sola
che �� non termin� la frase.
Andrea la osserv�, quella sofferenza, quel dolore intenso e
profondo lo conosceva bene, avrebbe potuto perfino
descriverlo. Socchiuse gli occhi e sospir�, non la interruppe.
�Cos� ho pensato che tu sei sempre cos� gentile, cortese e
disponibile con tutti�che forse avresti avuto la pazienza di
ascoltare anche me.�
Sorrise.
�Non lo sono proprio con tutti,per� di certo con te
si!�esclam� mentre sorseggiava il Rum.
Roberta la scrut�, in quell�istante le vennero alla mente le
parole della canzone di Celine Dion che,come un pennello,
sembravano quasi descrivere la sua amica. ��they say he
wandered very far very far over land and sea�� Pens� ai
viaggi che Andrea aveva fatto e a quante volte aveva girato il
mondo. ��a little shy and sad of eye but very wise was he��
Era anche lei un po� timida. La fiss� negli occhi e not�
quella tristezza profonda celata discretamente, accompagnata
dalla sua grande saggezza.
�E� da qualche anno�mi sono resa conto che�sono��
Andrea la osserv�, avrebbe voluto aiutarla e dirlo lei ma la
lasci� continuare, doveva farlo da sola.
�Sono�gay! Ecco l�ho detto finalmente a qualcun altro!�
disse soddisfatta per quell�impresa che, fino a quel momento,
le era sembrata impossibile.
Andrea la osserv� attentamente, studi� il suo viso e le pieghe
che faceva mentre sorrideva. Era molto carina, come poteva
una donna come lei essere sola? Non riusciva a darsi una
risposta, l�unica che le veniva in mente era che le persone, in
genere, sono un po�sciocche.
�Questa era la cosa che mi dovevi dire? Ti spaventava cos�
tanto?�
�Si,per anni ho nascosto tutto, come pensi potrebbero reagire
nella compagnia di Francesca se venissero a sapere una cosa
del genere? Pensi mi festeggerebbero?�
�No, non credo proprio�per� non � tutto, vero?�
Roberta la scrut� intimorita.
�No, non � tutto,sai gi� qualcosa?�
�Assolutamente no!�
�Si, c�� dell�altro ed � la cosa pi� importante,per� non vorrei
stancarti e stufarti�� tardi!�
�Roberta per piacere non dire sciocchezze! Vai avanti,�
piacevole chiacchierare cos� e anche se dovessimo stare
alzate tutto il resto della notte sarebbe bello, non trovi?�
�Hai ragione,vuoi ancora un po� di Rum?�
Andrea diede un occhio al bicchiere quasi vuoto.
�Massiii dai�dammene ancora un goccio!�
Roberta si alz� e ritorn� con la bottiglia panciuta del Rum, ne
vers� un paio di dita nel bicchiere dell�amica e si
riaccomod�.
�Allora qual � la cosa importante.�
�Non ho avuto moltissime ��
�Donne?�
�Si,non lo so, forse, sono io che sono difficile, forse non sono
capace di accettare qualsiasi persona, cerco determinate cose
e non sono una che si accontenta di aver trovato solo una
persona.�
Andrea sorrise.
�Mi sembra pi� che giusto.�
�Ho smesso di frequentare i locali, non mi va pi� di uscire la
sera e inoltre le persone che frequentavo, prima, non mi
vanno pi�.�
�Non credo ti perdi qualcosa�non frequentando��
�Cos� ho finito per isolarmi, per passare le mie serate in casa,
davanti alla televisione, come una vecchia�poi per�mi
sono accorta che ci� che non volevo era successo, ci� che
temevo di pi� che avevo cercato di tenere lontano si era
verificato senza che potessi far nulla per fermarlo.�
Andrea la scrut� incuriosita, la osserv� mentre, nel suo
completo nero, gesticolava con passione, mentre raccontava.
�Mi sono innamorata��
�Bene! - esclam� Andrea contenta - E� una cosa fantastica!
Sai -prosegu� seria - la cosa pi� bella, che la vita ti insegna, �
imparare ad amare e a essere amati�
�La conosci quella canzone della Dion, Nature Boy, dice la
stessa identica cosa.�
�Mi sembra.�
�Si, dice la cosa pi� bella che tu puoi imparare � amare ed
essere amata��
�GiŔ
�A volte per� � difficile se non puoi dirlo alla persona che ti
piace.�
Le lanci� un�occhiata interrogativa.
�Non puoi dirlo perch� non hai speranze, perch� non sai se �
gay o cosa?�
�Un po� di tutto�vedi �- esit� qualche istante prima di
pronunciare il nome - �Francesca!�
�Qual � il problema con lei?�
�Ma ti rendi conto? E� la mia capa, inoltre come credi
potrebbe reagire se andassi da lei e le dicessi: Francesca � da
parecchio tempo che sono innamorata di te! Minimo mi
licenzierebbe in tronco!�
�Dici? Ne sei cos� convinta?� replic� sorridendo.
Roberta la osserv�, sembrava sapere cose di cui lei non era a
conoscenza. In fondo per tutta la serata e per tutta la durata
della conversazione, Andrea non aveva mostrato neanche un
minimo di sorpresa, ci� le fece sorgere il dubbio che
conoscesse qualcosa sul suo conto che non aveva mai
rivelato.
�Sapevi qualcosa?�
�Di cosa, Roberta?�
�Di tutto quello che ti ho detto,non mi sembravi molto
sorpresa rispetto a tutto quello che ti ho detto.�
Un leggero sorriso si dipinse sul viso di Andrea mentre finiva
di sorseggiare il Rum.
�No, non sapevo proprio nulla per� ho sempre avuto la
sensazione di tutte queste cose, certo non potevo esserne
sicura al cento per cento,queste tue parole mi hanno dato la
conferma.�
�Vuoi dire - disse alzando leggermente il tono della voce -
che hai percepito queste cose da me?�
Andrea annu�.
�Non devi pensare che, perch� l�ho capito io, lo hanno fatto
anche gli altri anzi non credo proprio che l�abbia capito
qualcun altro,non penso ci sia arrivata neanche Francesca!�
�Francesca credo proprio di no.�
�Adesso cosa vorresti fare?�
�Non so��
�Se incominciassi a far capire qualcosa a lei, per
esempio�cosa te ne sembra?�
�Ma come potrei fare, secondo te?�
Andrea sapeva che, in quel modo, i suoi incontri con
Francesca sarebbero finiti e tutto sarebbe tornato come prima,
niente pi� week end e niente pi� serate in compagnia, la
solitudine sarebbe tornata a essere padrona del suo tempo.
Deglut� rumorosamente.
�Nel modo pi� semplice, sii te stessa e se ti viene di farle
qualche complimento fallo,non ti frenare solo perch� lei � la
tua capa,capito?�
�Grazie, Andrea.�
�Niente�e per cosa poi? Non ho fatto molto.�
�Mi hai ascoltata tutta la serata e tutta la notte.�
�Un grande sforzo! - disse ironicamente - Sei carina, Roberta,
molto�sfrutta questa tua qualitŔ
�Ma non so se Francesca��
�Intendi che non sai se Francesca � gay?�
�Si.�
�Non ti preoccupare di questo,lo capirai strada facendo, man
mano che la conoscerai meglio, capirai da che parte sta�non
ti porre dei limiti prima ancora di sapere. E� tanto che ti
piace?�
�Si, da parecchio.�
�L�hai tenuto nascosto fino ad ora? Non lo sa nessuno?�
chiese conscia di cosa significasse celare quei sentimenti cos�
profondi e intensi.
�L�ho tenuto nascosto per i motivi che ti ho detto�no, non
c�� nessuno che lo sa a parte te, adesso�.
�Bene! - esclam� sorridendo- Da oggi inizia una nuova vita
per te,basta serate davanti al televisore a mangiare schifezze,
basta serate a guardare, fuori dalla finestra, la pioggia che
scende e a pensare alle proprie tristezze,non esiste!�
Roberta la scrut� sorpresa, le avevo detto ci� che aveva
fatto,per tanto tempo, come se ne fosse stata testimone. Non
sapeva come faceva ma descriveva sempre gli avvenimenti
come si verificavano.
�Va bene�adesso - disse alzandosi e lanciando un�occhiata
al cronografo che portava al polso - � ora di andare,abbiamo
fatto davvero tardi!�
Roberta annu�.
�Sii,scusami, spero riuscirai a dormire.�
�Magari un paio d�ore ormai � quasi mattina�ciao��
�Grazie - disse Roberta davanti alla porta d�entrata - grazie di
essere stata cos� paziente con me e per i tuoi consigli�
concluse abbracciandola e schioccandole un bacio sulla
guancia.
�Buonanotte�e dormi!� replic� Andrea entrando
nell�ascensore.

-�Allora dobbiamo fare qualcosa, ragazze!� esclam� Laura,


osservando attentamente Vittoria, Marta e Sara sedute a un
tavolino di un noto bar per sole donne.
� Cosa vorresti fare? Lo sai com�� Andrea se si accorge di
qualcosa�� intervenne Vittoria.
�Sentite io la conosco da pi� tempo di voi, da quando girava
per tornei in tutto il mondo e faceva due lavori seguendo lo
sport e la moda,conosco il suo carattere,per non dire che mi
piaceva moltissimo allora. Mi ha fatto cambiare, mi ha
insegnato moltissime cose, sulla vita e sul modo di
comportarsi,con il suo esempio e sono certa - prosegu� Marta,
sorseggiando un tea freddo - che se venisse a sapere che
stiamo architettando qualcosa�ci uccide!� concluse con un
sorriso.
�Vorresti dire che ti piaceva la zia?�
Marta sorrise e quasi automaticamente,la sua mente, torn�
indietro negli anni quando aveva seguito la sua amica, in giro
per il mondo, perch� non riusciva a fare a meno di lei.
�Sii,avevo una passione per le sue spalle,ma le avete viste o
no? Sembra abbia fatto nuoto a livello agonistico!�
Laura e Vittoria sorrisero all�unisono.
�In effetti - sottoline� Vittoria - per� qui si tratta di farle
conoscere qualcuna,come facciamo? Sapete quanto sia
difficile, in fatto di donne, la zia.�
Annuirono entrambe.
�E� troppo sola,la solitudine la sta uccidendo e vederla cos�
mi fa star male,non ci pensate mai,voi?� chiese Laura.
�Si,- replic� quasi sottovoce Marta - sai quante volte
abbiamo discusso per questa cosa, le dicevo che non poteva
essere innamorata di una donna che non la guardava neanche,
che non sapeva nemmeno esistesse, e lei? Niente
imperterrita,� successo quando piaceva a me, certo io cercavo
di tirare l�acqua al mio mulino, ma allora sembrava che la
solitudine non le pesasse che fosse addirittura pi� forte di
quel sentimento.�
�Adesso mi sembra quasi piegata su stessa - aggiunse
Stefania - ci siamo viste la settimana scorsa, quando mi �
venuta a prendere, era sofferente,certo lei lo nasconde molto
bene, ma era come se qualcosa le pesasse sulle spalle e la
spingesse a piegarsi,ecco ho avuto questa impressione.�
�Se poi aggiungiamo anche il problema del lavoro, - disse
Vittoria scuotendo la testa - non sta certamente attraversando
un bel periodo!�
�Si,Vitto hai ragione,ma credo che,in questo momento, la stia
facendo soffrire di pi� la solitudine, la mancanza di una
donna che il lavoro,perch� il lavoro, lei dice, la soluzione la
trova da sola,una donna invece�� osserv� Laura.
�Qualche giorno fa le ho parlato al telefono e sapete cosa mi
ha detto? Qualcosa che non pensavo avesse mai il coraggio di
dire, ma evidentemente la sua condizione � peggiorata
e,soprattutto, non ce la fa pi� - le sue amiche la guardarono
con curiosit� - mi ha detto che le basterebbe incontrare una
donna a cui poter interessare, non vuole e non desidera che si
innamori pazzamente di lei, ma solo che le possa interessare
minimamente�.
Si osservarono tutte in silenzio per qualche secondo.
�Ciao ragazze! - le salut� Marcella con la sua solita vivacit� -
Scusate il ritardo ma ho faticato a trovare parcheggio e poi
prima di uscire ho dovuto sistemare mia figlia�.
�Non ti preoccupare siamo ancora all�inizio,abbiamo appena
incominciato a parlare,se sapesse che siamo qui�ci fa
fuori!�
�Ah sicuro! � replic� Marcella.

- Stefania fin� di sistemarsi, era pronta per uscire. Sarebbe


stata una serata tranquilla in compagnia della sua amica
Valeria, forse avrebbe potuto anche chiacchierare e
affrontare, con lei, l�argomento che le provocava cos� tanti
pensieri. Forse la sua amica avrebbe potuto consigliarla sul
da farsi.
�Vado mamma - esclam� avvicinandosi alla porta - non mi
aspettare, esci anche tu?�
La donna,sulla sessantina, si affacci� alla porta del salotto
dando un�occhiata compiaciuta alla figlia.
�No, non credo,dove vai cos� elegante? Devi far colpo su
qualcuno?�
Stefania rise, le sarebbe piaciuto dire che avrebbe voluto fare
colpo su qualcuna ma si trattenne.
�Vado a cena con Valeria,poi non so se andiamo a ballare,
ciao� disse chiudendo la porta alle sue spalle. Si avvi�
velocemente per le scale. Trov� la sua amica ad attenderla
davanti al portone.
�Ciao, perch� non mi hai citofonato?�
�Ciao - replic� Valeria abbracciandola - perch� so che sei
sempre puntuale! Dove andiamo? Hai qualche preferenza?�
�No, qualsiasi cosa, se vuoi andiamo in pizzeria, sai la solita
che fa anche il pesce cos� se vogliamo mangiare altro�.
�Ok�aggiudicato! Andiamo!� esclam� mettendo in moto la
macchina.
Arrivarono rapidamente al locale che, nonostante l�ora, era
gi� affollato. Si sistemarono e ordinarono.
�Come va?� chiese discretamente Stefania, non era mai stata
una persona invadente, non le piaceva mettere il naso negli
affari degli altri se non erano loro a parlare.
�Bene,diciamo che non posso lamentarmi, visto l�andazzo
che ci circonda�- disse Valeria osservando Stefania -
piuttosto tu, ci sono novit�?�
Non si era mai aperta, faticava a raccontare le proprie
difficolt�, i propri turbamenti interiori, raramente l�aveva
fatto nella sua vita, preferiva rimanere sul vago, in superficie,
senza scendere troppo in profondit�, non regalando agli altri
dettagli sui suoi problemi emotivi.
�Stefania!� la richiam�.
�Sii,scusa - disse scuotendosi da quei pensieri - si qualcosa
di nuovo c��,per� - prosegu� sospirando - credo di essere
confusa!�
Valeria la squadr�, non capiva a cosa si stesse riferendo.
�Confusa, hai capito bene, non sono quella ragazza cos�
sicura di s� che gli altri vedono, ho tante incertezze e a volte
non so neanche come superarle�.
La osserv� stupita, era la prima volta che la sua amica
mostrava le sue debolezze, evidentemente avvertiva il peso
dei pensieri che le affollavano la mente e le soffocavano il
cuore.
�Di cosa parli?�
Stefania prese un lungo respiro, lasci� allontanare il
cameriere poi riprese a parlare.
�Non ti sei accorta di niente?� chiese con quel suo tipico tono
nervoso.
Scosse la testa, mentre deglutiva un boccone di pizza.
�Vedi mi sono resa conto, alla mia et�si lo so che pu�
succedere, ma questa cosa mi ha sbalestrato, ha spostato tutte
le mie convinzioni e mi ha spinto a esplorare me stessa come
non avevo mai fatto�.
�Uhmm e di cosa ti sei accorta?� chiese curiosa, ignorando
completamente a cosa si stesse riferendo.
�Accidenti Valeria, sei propria ciecata! - ironizz� per
sdrammatizzare la situazione - Possibile che tu non abbia
capito niente?�
Valeria sorrise colpevolmente.
�Guarda di queste cose non mi sono mai accorta, sono
proprio ciecata, non riesco a capire.�
�Comunque a un certo punto, circa un anno e mezzo fa, mi
sono accorta che�che..� non riusciva a continuare.
Valeria la osserv� in attesa che continuasse.
�Oh insomma, - prosegu� spazientita di se stessa - mi sono
resa conto che provavo qualcosa per le donne�.
Valeria sgran� gli occhi e il boccone che stava masticando le
and� quasi di traverso. Si affrett� a bere dell�acqua. Quella
notizia l�aveva colta di sorpresa e scombussolata allo stesso
tempo. La sua amica, quella che aveva un�insegna al neon
portante la dicitura �etero�, mostrava delle tendenze vicine
alle sue. Le venne da ridere.
�Mi stai dicendo che ti piacciono le donne e fai parte della
famiglia?�
�Adagio, adagio,non correre Vale, penso che mi piacciano le
donne, ma ho ancora la mia tutina da etero, per ora mi sono
tolta le maniche�.
�Sii e il resto aspetti che te lo tolga qualcuno!�
�Lo sapevo che avresti fatto questa battuta,dire che faccio
parte della famiglia mi sembra un po� prematuro,al momento
mi sento sospesa come quelli che stanno nel limbo, devo
ancora capire,dentro di me, che strada prendere, non �
facile!�
�Lo so e pensi che per me lo sia stato?�
�No,non l�ho mai pensato.�
�Credi sia facile mentire sempre e in ogni caso anche davanti
all�evidenza alla tua famiglia, quando tutti intorno a te sanno
chi sei? Ricordati che chi ci osserva, dall�esterno, capisce
prima chi siamo, a volte, lo sanno prima loro di noi!�
�Ecco questo credo sia il mio pi� grande problema: mia
madre! Penso che se sapesse di avere una figlia cos� mi
sbatterebbe fuori di casa a pedate nel sedere.�
Valeria sollev� il sopraciglio, cercando di immaginare sua
madre elegantemente vestita che tentava di raggiungere la
figlia con dei calci. Era una scenetta inverosimile.
�Cos�hai intenzione di fare?�
�Bella domanda! Non lo so, voglio andare fino in fondo a
questa cosa, � l�unica certezza che ho,voglio capire e
desidero fare questa esperienza. Poi Laura mi ha proposto di
andare a vivere con lei, sto esaminando la cosa,da un lato
sono attirata,ma dall�altro mi sento frenata�.
�Tua madre sempre ti fa da freno a mano?�
�Si,cosa potrei inventarmi, secondo te?
Valeria si pass� il tovagliolo sul mento e assunse un�aria
pensierosa.
�Potresti esordire con:�Mamma volevo dirti una cosa: mi
sono innamorata di una donna!�concluse scoppiando a ridere.
Stefania la squadr� seria ma poi non seppe resistere e la
imit�.
�Dai sii seria,secondo te potrei dirle che ho deciso di dividere
l�appartamento perch� voglio provare a vivere per i fatti
miei?�
�Certo quante ragazze lo fanno, non mi sembra una cosa che
suona falsa,dai vedrai che la soluzione la trovi, devi solo
avere pazienza sono sicura che troverai la tua strada, come
meriti�
�Lo spero!� esclam� ansiosa di trovare la risposta ai suoi
dubbi. Non sapeva ancora che avrebbe trovato molto di pi�.

- Ci volle del tempo perch� Roberta trovasse il coraggio di


iniziare a far capire qualcosa a Francesca.Si era impegnata
per rendersi sempre pi� affascinante e a non trascurare alcun
dettaglio,sapeva che a Francesca piacevano le persone che
curavano particolarmente il proprio aspetto e non voleva,
certo, partire svantaggiata.Si osserv� attentamente il viso
nello specchio del bagno per controllare che tutto fosse a
posto, poteva iniziare la mattinata senza preoccupazioni. La
sua ispezione fu interrotta dall�entrata di Francesca nel
bagno.
� Ciao,Roberta!�
�Buongiorno Francesca! Come mai in questo bagno?�
�Mi ci sono infilata al volo, prima di entrare nel mio ufficio�.
Roberta non aveva smesso di osservarsi allo specchio.
�Non ne hai bisogno - intervenne Roberta, notando che
Francesca stava studiando la sua immagine riflessa - sei
molto bella!� esclam�. Si stup� di aver avuto il coraggio di
dire certe cose.
Francesca la scrut� sorpresa. Era la prima volta che la sua
segretaria si permetteva una tale confidenza.
�Ti ringrazio,ma l�et� incomincia a lasciare dei segni anche
su di me�.
�Non � vero, vorrebbero tutte avere la tua et� e avere quei
pochi segni,non si vedono neanche oltretutto�.
Quella serie inattesa di complimenti aveva lasciato sorpresa e
imbarazzata Francesca.
�Ti aspetto in ufficio.� esclam� Roberta uscendo dalla stanza.
Annu� senza fiatare, stava correndo dietro ai suoi pensieri e
non poteva certo perder tempo a risponderle. Forse quello
che le aveva detto Andrea era giusto. Un leggero sorriso le si
dipinse sulle labbra, ancora una volta la sua amica aveva
avuto ragione, non sapeva come riusciva a farlo ma ci
azzeccava sempre. Era incredibile. Pens� fosse il caso di
approfondire la questione, questa volta sarebbe stata lei a fare
qualche passo in avanti, Roberta le piaceva e nessuno
avrebbe trovato strano il fatto che uscivano a pranzo o a cena
insieme. In fondo, avevano circa la stessa et�. Usc� dalla
stanza da bagno e si avvi� verso il suo ufficio,l�aspettava una
giornata di lavoro intenso, avrebbe voluto telefonare ad
Andrea ma era all�estero per lavoro. Lanci� un�occhiata al
calendario e fece rapidamente i conti, entro pochi giorni
avrebbe fatto ritorno in Italia. Era in parte anche colpa sua se
Andrea si trovava in Finlandia, l�aveva mandata lei a fare dei
servizi fotografici, con delle modelle, per i prodotti della sua
azienda e non si poteva certo lamentare. Sapeva che
l�avrebbe chiamata non avrebbe resistito.
�Roberta - la chiam� all�interfono - hai il numero
dell�albergo dove alloggia Andrea?�
�Sii certo,le serve? La devo chiamare?�
�No, dammi il numero la chiamo io, non ti preoccupare!�

- Lo squillo del cellulare interruppe il lavoro che Andrea


stava facendo. Si scus� con le modelle e si allontan� per
poter chiacchierare, chiunque l�avesse chiamata.
�Si, pronto�.
�La signora Andrea Guarneri?�
�Sono io, con chi parlo?� chiese molto professionalmente.
�Sono Susanna Malpighi della casa editrice SMP�.
�Certo, mi scusi non l�avevo riconosciuta, i cellulari rendono
le voci tutte uguali� .
�Non si preoccupi, in fondo, non ci siamo sentite cos� spesso
perch� lei mi possa riconoscere�.
�Vero�.
�La chiamavo per il suo manoscritto, perch� mi sono accorta
che nessuno,qui in ufficio,aveva fatto la chiamata e mi
dispiaceva, visto il tempo che � qui da noi�.
Andrea incominci� a sentire la delusione dell�ennesimo
rifiuto salire, era gi� pronta a sentire il solito ritornello che il
testo non era adatto alla linea editoriale e tutte le altre
fandonie che di solito si inventavano per rifiutare. Aveva
inviato il manoscritto, del suo libro, a cos� tante case editrici
che aveva ormai perso il conto e aveva ricevuto solo risposte
negative. Sospir�, pronta ad accettare ancora una volta una
delusione.
�Mi deve davvero scusare per questo ritardo, ma abbiamo
tanti progetti sottomano�.
�Non si preoccupi, so che avete parecchie cose �.
�Comunque volevo dirle che il suo manoscritto ci � piaciuto
e siamo pronti a pubblicare�.
�Scusi? �chiese stupita.
�Si, ci sar� un po� di lavoro da fare. Se questo � il suo primo
libro ha delle ottime potenzialit�, vorrei che, quanto prima,
passasse da me, in studio, per firmare il contratto,
ovviamente se vuole venire con il suo avvocato non ci sono
problemi�.
Andrea non stava pi� nella pelle,ci� che aveva scritto,alcuni
anni prima, finalmente riusciva a prendere forma, non sapeva
come fare per sfogare la gioia che le stava riempiendo il
cuore e i polmoni, rischiava di soffocare. Cerc� di riprendere
il controllo.
�Si,la devo avvisare per� che in questo momento non sono in
Italia, sono in Finlandia per lavoro, dovrei rientrare tra un
paio di giorni, posso richiamarla appena arrivo a Milano?�
�Si,certo,vediamo di fissare al pi� presto l�incontro cos�
usciamo rapidamente con il libro perch� ci vorranno almeno
tre mesi prima che si possa andare in libreria. Poi stabiliamo
anche i dettagli�.
�Va benissimo, la ringrazio e a presto allora�concluse la
telefonata. Fece un salto per aria e url�. I membri del gruppo
che stavano lavorando con lei, la guardarono stupiti.
Le modelle sorrisero. Andrea sospir� profondamente, un
senso di tristezza e di malinconia la pervase. Non aveva mai
nessuno con cui condividere le cose belle che le
succedevano. Si sedette su un sasso, si pass� le mani tra i
capelli rasati e socchiuse gli occhi. Deglut� rumorosamente,
quel pensiero l�accompagnava dovunque andava, bussava
alla porta della sua mente nei momenti pi� impensati, nei
momenti in cui le pareva di essere felice e soddisfatta.
Sollev� lo sguardo e fiss� per qualche istante le modelle.
Nessuna si era mai vestita elegantemente per piacerle, non le
era mai successo, forse pensavano non ne valesse la pena.
Riabbass� lo sguardo, una morsa d�acciaio stava stringendo il
suo cuore.
�Andrea,va tutto bene?� chiese la sua assistente piegandosi
sulle ginocchia.
La squadr� per qualche secondo senza proferire parola.
�Si, si,tranquilla Angela,- replic� regalandole un sorriso -
adesso mi passa, dammi qualche secondo�dobbiamo anche
sbrigarci perch� la luce sta cambiando�.
La ragazza la osserv�, sapeva che quando faceva cos�
nessuno poteva aiutarla, si chiudeva in s�, cercando dentro di
s� risposte che non esistevano e solitamente tutto ci� portava
a un impulso di creativit� che dava risultati eccellenti. Non
sapeva, in realt�, quanto quel processo la facesse soffrire.
�Va bene - esclam� alzandosi in piedi e schiarendosi la voce
� riprendiamo e scusate per la pausa!�
Ripresero a lavorare rapidamente.
- Roberta osserv�, attentamente, Francesca di fronte a lei,
mentre parlava, non sentiva nulla di quello che usciva dalla
sua bocca, non riusciva a tenere a freno la felicit� e la gioia
per quella serata insperata. Cercava di convincersi che non
stava sognando e, quella che aveva di fronte, non era
l�immagine tridimensionale della persona per cui lavorava.
Non riusciva ancora a crederci.
Andrea le aveva dato un ottimo consiglio, era stata onesta e
sincera, l�aveva aiutata a farsi avanti e se non fosse stato per
quel suggerimento, probabilmente, non sarebbe stata seduta
al tavolo,di quel ristorante, con Francesca di fronte. Sorrise.
�Ho detto qualcosa di divertente?� chiese Francesca,
incuriosita da quel sorriso che si era dipinto sul viso di
Roberta.
�No,perch�?�chiese sapendo di mentire.
�Hai sorriso�.
�Scusami, forse un riflesso incondizionato�.
Francesca la scrut�,non sapeva se crederle o se, in realt�, le
stava raccontando una bugia per cercare di nascondere i suoi
veri pensieri. In quel momento avrebbe pagato oro per avere
la qualit� della sua amica fotografa, la capacit� di leggere
nelle persone attraverso i loro pensieri.
Un sorriso le illumin� tutto il viso.
�Questa volta sei tu che sorridi,pensieri divertenti?�
�Stavo pensando ad Andrea,in questo momento,vorrei avere
la sua capacit� di leggere nelle persone per capire cosa stai
effettivamente pensando, senza avere il bisogno di
chiedertelo�.
Roberta rise.
�Hai ragione,ha una capacit� straordinaria, a volte, mi sembra
quasi impossibile che riesca cos� facilmente a leggere dentro
tutti quanti senza sapere niente�.
�E� un grande dono!�
Iniziarono a parlare di Andrea e chiacchierando dell�amica
comune crearono un�atmosfera particolare. Non si accorsero
quasi di essere uscite dal ristorante e di essersi avviate per
strada per far ritorno alle rispettive case.
�Sono arrivata!� esclam� Roberta dinanzi al palazzo di casa
sua.
�Siamo gi� qui?� chiese Francesca dispiaciuta che la serata
fosse finita cos� rapidamente.
Scese dall�auto per salutare Roberta. Era quasi l�una e per le
strade non c�era nessuno.
Francesca le si avvicin�, per salutarla. Non seppe trattenere
l�impulso che la spingeva a baciarla. Si avvicin� alle labbra
della sua segretaria e le sfior� leggermente. Poi lo fece una
seconda volta con pi� impeto. Roberta ricambi�.
�Buonanotte!�disse Francesca mentre si allontanava.
�Grazie per la serata!� replic� Roberta al settimo cielo, non
credeva ancora a quello che era successo. Cerc� di
tranquillizzarsi, doveva riuscire a dormire quella notte, il
mattino seguente doveva essere al lavoro. Sapeva che
avrebbe chiesto spiegazioni,di quel gesto,perch� non riusciva
a comprendere. Non riusciva a capirne il significato. La
mattina arriv� lentamente, le ore sembravano essere pi�
lunghe e non trascorrere mai. Alla fine,dopo una notte
insonne, inizi� a prepararsi con cura e attenzione come se
avesse dovuto recarsi a un appuntamento particolarmente
importante. L�ansia la port� in ufficio in anticipo rispetto
all�orario di lavoro. La sensazione che il tempo non passasse
l�aveva seguita anche in quelle ore diurne. Si prepar� una
seconda tazza di caff� lungo nel tentativo di distrarsi. Il
ritornello che si rincorreva nella sua mente non le dava pace,
si stava convincendo che ci� che aveva vissuto, la sera prima,
era stato solo ed esclusivamente un sogno. La porta si
spalanc�, all�improvviso, scoprendo la figura della sua
datrice di lavoro. Francesca la salut� con un sorriso
malizioso.
�Buongiorno Roberta, tutto bene?� chiese molto
formalmente.
In una frazione di secondo tutta la sua agitazione scomparve
cancellata come da una spugna su una lavagna. Appoggi�
lentamente la tazza, sulla scrivania, avrebbe voluto tirarla
contro il muro.
�Roberta, per cortesia,puoi raggiungermi con il block-notes?�
la richiam� alla realt� la voce di Francesca proveniente
dall�interfono.
Sospir�. Era stato solo un sogno. Si avvi� nell�ufficio del suo
capo. Non la trov� seduta alla scrivania, come al solito.
�Chiudi la porta,- esclam� Francesca, dal bagno, appena la
vide entrare - sono qui!�
Roberta un po� intimorita e delusa si affrett� a raggiungerla.
Sapeva quanto Francesca amasse l�efficienza e la precisione.
�Si,dimmi�� esclam� entrando nell�ampia stanza con una
parete a specchio.
Francesca le sorrise in maniera dolce mentre si avvicinava.
�Non penserai mi sia bastato,ieri sera?�
La scrut�. Il cuore le era balzato in gola, all�improvviso,
togliendole la possibilit� di respirare e deglutire. Francesca si
accost� delicatamente a lei. Roberta, in un gesto inconsulto,
fece cadere a terra il blocco e la penna.
�Pensavi non mi interessasse altro? - le chiese mentre
sfiorava le sue labbra - Pensavi fossi una di quelle stronze
che vogliono solo scopare? Mi piaci, mi piaci moltissimo e
mi fai impazzire ogni volta che ti sfioro�.
Non credeva alle parole che aveva appena sentito, le
sembrava di essere ancora avvolta dalla nebbia del sogno.
Appoggi� le mani sui fianchi di Francesca.
�Lo so che ti sembra strano, - prosegu� � ma ti desidero e
voglio stare con te, ci� che mi dai non l�ho mai provato con
nessun altro,te la senti?� le chiese,senza staccare le labbra.
Roberta l�allontan� leggermente, voleva guardarla negli
occhi. Voleva leggere quello che c�era scritto. Non riusciva a
vedere altro che il desiderio e la passione pura. Era sincera.
�Mi piaci anche tu - sussurr� con un filo di voce - perch� mi
chiedi se me la sento?�
�Perch�,qui,dovremo far finta di niente, il nostro rapporto
non potr� cambiare, lo capisci vero? Ne va del tuo posto e del
mio�.
Annu�, mentre tirava Francesca a s�. La voleva e, questa
volta, non avrebbe rinunciato a lei per nessuna ragione al
mondo.

- Andrea si diede un�occhiata frettolosa e poco attenta, come


era sua abitudine, nello specchio. Era una cosa che non aveva
mai fatto nella sua vita, rimirarsi, lo faceva solo quando
aveva qualcosa da sistemare, ma non certamente per
osservarsi. Un paio di pantaloni blue notte, taglio jeans, e una
camicia manica lunga blu chiaro erano il suo abbigliamento
per quella serata, incominciava a far caldo la primavera era
ormai inoltrata. Non sapeva, non immaginava che quella sera
avrebbe cambiato tutta la sua vita e quella anche di
qualcun'altra. Fece saltare le chiavi della macchina nelle
mani, afferr� il cellulare e si avvi� verso l�auto. Non si
aspettava niente di particolare da quella serata, era una cena
organizzata da Laura per festeggiare il nuovo posto di lavoro
e inaugurare il nuovo appartamento, l�aveva invitata insieme
ad altre numerose amiche. Si ritrov� a suonare il citofono e
senza accorgersene si diede un�occhiata all�abbigliamento,
una cosa strana per lei. Era in anticipo come sua abitudine.
�Ciao zia, come stai?� esclam� Laura abbracciandola.
�Bene! Bella casa - afferm� Andrea appena entrata e
rimirando il pavimento in legno -Tieni questo � per te! -
prosegu� consegnandole un paio di Magnum di Champagne -
Mi sembravano adatte per questa sera.�
�Non dovevi, ti avevo detto che non dovevi portare niente�.
�Non � mia abitudine andare a casa delle amiche senza
niente, lo sai, ormai mi dovresti conoscere! Quante siamo
stasera?�
�Un bel po�, ho esteso gli inviti� replic� Laura sorridendo e
avviandosi verso la cucina.
�Mmmm�che profumino! Cosa stai cucinando?� le chiese
Andrea seguendola nella ampia stanza con al centro il ripiano
per cucinare, la cucina a gas e il lavello.
�Ho fatto un po� di cose, � da ieri che sto preparando cibarie�
Andrea sorrise.
�Ma sono la prima della lista?�
Laura annu�,mentre inghiottiva l�assaggio che aveva appena
messo in bocca.
�La tua met� non � ancora arrivata?�
Laura diede un�occhiata all�orologio.
�Sar� qui a momenti,so che stasera lasciava chiudere alla
commessa,veniva via un po� prima, ma doveva passare anche
a ritirare un paio di cose in tintoria quindi��
�Allora chi sono le donne di stasera?� chiese ironicamente
Andrea.
�Zia, ho invitato Vittoria con la sua tipa�.
�Meno male, era ora che voi due la finisse di discutere per
cose del passato, finalmente siete riuscite a crescere un
pochino� concluse con un sorriso.
�Sii, lo spero,poi ci sono alcune ragazze della vecchia chat
che avevo conosciuto e con le quali siamo sempre rimaste in
contatto, un paio di loro portano delle amiche, penso che
queste amiche siano della tua et�.
�Ah grazie! Manco fossi Matusalemme!�
�Ma nooo�zia�poi ho invitato quella tizia che,in
chat,aveva il nick Fear, te la ricordi?�
Andrea inizi� a frugare nella sua memoria.
�Ma non sar� mica la tizia che tutte le volte che entravo
faceva finta di non vedermi e non mi salutava?�
�Si,proprio.�
�Come hai fatto? E� la donna del mistero quella!�
�Sai mi ha telefonato la settimana scorsa e mi ha richiamato
l�altro giorno per confermare e mi ha detto che sarebbe
venuta con due amiche�.
�Ma,stasera,in quanti siamo? Duecento?�
�Non esagerare, siamo in tante, per questo non ho preparato
la tavola perch� non ci saremmo state tutte sedute, ho
preparato quei tavoli e faremo come una specie di self-
service: piatti e bicchieri di carta, ognuno si serve come vuole
e via cos�!�
�Mi sembra un�ottima idea�.
Lo squillo del citofono interruppe la loro chiacchierata.
�Stefania che sta salendo� annunci� Laura dall�entrata.
Andrea si era accomodata sul divano,in stoffa bianca. Si
sentiva stranamente agitata come se qualcosa di piacevole
sarebbe dovuto accadere. Sorrise leggermente, non si era mai
abituata a quella qualit� di avvertire, in anticipo, ci� che le
doveva capitare. Si alz� per salutare Stefania.
�Ciao - disse avvicinandosi e abbracciandola calorosamente -
donna d�affari! Sempre a contar soldi!�la riprese
ironicamente.
La donna dai capelli ramati le sorrise divertita.
�E tu come stai?�
�Al solito,Stefania niente di nuovo,tutto come sempre�.
�Si,ma io non intendevo il lavoro, lo so come ti va quello�.
Andrea scoppi� a ridere.
�E come vuoi che vada il resto? Anche quello come al solito,
non c�� niente di nuovo,il solito tran tran che si trascina,
giorno dopo giorno,Stefania,voi avete dieci anni meno di me
e anche di pi�, sono una vecchierella nessuna mi guardava
quando ero giovane figurati adesso,non ti preoccupare!�
Stefania le si avvicin� e la fiss� con i suoi occhi verdi.
�Zia, ti posso chiamare anch�io cos�?�
Andrea annu�.
�Invece lo sono perch� non mi piace vederti da sola e non
capisco perch� ci sono in giro cos� tante cretine�.
Andrea sorrise. Il citofono interruppe nuovamente la
conversazione. Stefania si alz� di scatto per andare ad aprire.
Andrea si avvi� verso la cucina.
�Posso darti una mano?� chiese appena entrata nella stanza.
�Se ti va ci sarebbe il pur� da fare, so che tu sei un�esperta!�
ridacchi� Laura.
�Mais oui!�Andrea si mise ai fornelli ad aiutare Laura e,per
circa un�ora,non si accorse minimamente dell�arrivo di tutti
gli ospiti nell�altra stanza.
�Forse � il caso che,tu e io,andiamo a salutare visto che sono
arrivati tutti� sottoline� Laura.
�Sar� il caso�.
Si avviarono, entrambe, verso il grande salone pieno di donne
vocianti. Andrea le osserv� a una a una e sorrise
piacevolmente.
�Per cortesia - Stefania alz� la voce per cercare di portare il
silenzio e attirare l�attenzione - questa � Laura, padrona di
casa nonch� mia compagna - inizi� affiancandosi a lei e
cingendola con un braccio - e invece lei � Andrea, fotografa
famosa conosciuta in tutto il mondo, amica delle pi� grandi
modelle e anche di qualche attrice, donna fortunata! Loro -
prosegu� avvicinandosi alle nuove venute - sono Milena,
giusto? - la donna annu� - Alessandra, Antonella, Anna e
Carla.�
Andrea fu colpita da Alessandra, sembrava all�apparenza una
donna come le sue amiche, ma non lo era, c�era qualcosa di
speciale in lei. Era scattata la trappola. Andrea sorrise, sapeva
si sarebbe lasciata prendere da quel gioco pericoloso che
l�avrebbe portata a capire tante cose di lei senza che gliele
dicesse. La fissava ogni volta che poteva, la seguiva con lo
sguardo se si spostava e la studiava ogni volta che prendeva
la parola. Per tutta la cena non l�abbandon� un istante.
Alessandra aveva cercato di sfuggire a quegli occhi che
sembravano volerla scrutare, penetrare senza lasciarle spazio,
non ce la faceva, in ogni angolo, se li sentiva addosso. Decise
di uscire sul terrazzo a fumare una sigaretta. Andrea le and�
dietro.
�Posso tenerti compagnia o ti disturbo?� chiese
discretamente, Andrea alle sue spalle.
�Come vuoi,il terrazzo � di tutti, non � mio!� replic�
piuttosto acida per cercare di tenerla a distanza.
�Vi conoscete da tanto?�
�Con chi?� richiese Alessandra emettendo uno sbuffo
azzurastro e voltandosi verso di lei.
Andrea la osserv� rapidamente. Corporatura normale, capelli
scuri e occhi come due perle nere la scrutavano incuriosite,
mani piccole, un magnifico sorriso e due stupende labbra
facevano di Alessandra una donna affascinante. Andrea
deglut� rumorosamente.
�Con le tue amiche�.
�Abbastanza��replic� leggermente a disagio. Quegli occhi
le entravano dentro e uscivano, senza problemi, lasciandola
per� senza fiato. Non aveva mai provato una sensazione del
genere.
�Ti metto a disagio?� le chiese francamente
Alessandra la scrut� sorpresa. Quel modo di fare cos� diretto
e schietto la spiazz�. Non sapeva cosa rispondere.
�Un po��disse timidamente.
Andrea sorrise.
�Lo so, � il mio modo di guardare le persone, di andare oltre
mette sempre un po� a disagio e spaventa, ma non lo faccio
con cattiveria, mi dispiace scusami� sussurr�, mentre
abbassava lo sguardo.
Alessandra avvert� come un sussulto al cuore, stretto nella
morsa dell�emozione provata per quelle sensazioni esternate
in maniera cos� pura e pulita.
�Vuoi fare l�antipatica e non lo sei,forse sono solo io che ti
infastidisco, mi dispiace, mi sarebbe piaciuto fare due
chiacchiere con te�.
Sobbalz�, le aveva detto quello che stava facendo e l�aveva
appena conosciuta. Come poteva dire certe cose se non la
conosceva? Si sent� soffocare come le capitava quando i
timori e le paure raggiungevano la sua gola e le impedivano
di respirare.
�Non volevo essere invadente,avevo voglia di chiacchierare
con te, mi sembri una donna speciale, con qualcosa di
particolare per questo mi interessava parlare con te ma se non
ti va , ti lascio fumare la tua sigaretta�- disse mentre si
avviava per tornare all�interno dell�appartamento poi,
all�improvviso, torn� sui suoi passi come se avesse
dimenticato di dire qualcosa - volevo dirti che hai una voce
stupenda,davvero magnifica,canti?�
Alessandra annu�.
Andrea si avvi� verso l�interno della casa. Sospir�, non era
successo niente di diverso da quello che pensava, cerc� di
fare buon viso a cattivo gioco, le donne non volevano
neanche chiacchierare con lei, a volte pensava di avere
qualche malattia contagiosa. Si accomod�,in un angolo del
lungo divano e si mise a inseguire i suoi pensieri,senza
badare molto a quello che veniva detto dalle altre ragazze
prese in una conversazione politica.
Il campanello del citofono interruppe la vivace chiacchierata.
�Sono Francesca e Roberta che stanno salendo�sempre in
ritardo!�
Andrea si sorprese dell�arrivo, in coppia, delle sue amiche ma
quando le vide entrare comprese il motivo e sorrise. Si alz�,
non poteva certo fare a meno di salutare una delle sue
migliori amiche.
�Vedo che tutto � andato nel migliore dei modi!� sussurr�
nell�orecchio a Francesca.
�Mmm�- annu� - avevi ragione su di lei, non perdi un
colpo!� replic� sorridendo.
Espletato il compito ritorn� a sedersi per riprendere la corsa
dietro a quei pensieri che le toglievano ogni speranza, ogni
velleit� e le facevano venir voglia di togliersi la vita. Sospir�.
Mentre i suoi occhi si fermavano sul sorriso di Alessandra
che stava seduta di fronte a lei.
�Non � vero Andrea?� chiese Francesca che si trovava in
piedi nel mezzo della stanza.
�Vero cosa, scusa?�
�Ahh ma sei distratta, cosa stavi pensando?�
�Niente daii�vero cosa?�
�Stavo parlando di te e della tua incredibile e fantastica
capacit� di leggere le persone e di vedere dentro di loro senza
che ti parlino�.
�Bont� tua�.
Alessandra, che aveva seguito tutto il racconto di
Francesca,aveva compreso come quella ragazza, cos� diversa
dalle altre, aveva capito quelle cose che erano solo sue. Era
stata una maleducata, si era comportata male e l�aveva
trattata come un�appestata. Doveva trovare il modo di
scusarsi. Andrea si alz� per tornare sul terrazzo a prendere
una boccata d�aria, non riusciva a stare seduta in casa, aveva
bisogno di respirare e di liberarsi la mente da tutti quei
pensieri. Si avvicin� alla ringhiera che la separava da un salto
dal settimo piano. Guard� gi� fino ad arrivare sul
marciapiede sottostante. Socchiuse gli occhi e deglut�.
�Posso? - chiese la voce timorosa di Alessandra alle sue
spalle - Volevo scusarmi con te��
Andrea si volt� verso di lei. La fiss� negli occhi, non riusciva
a staccarsi da lei.
�Per cosa?�
�Sono stata un po� acida con te prima, ma sono sempre
piuttosto antipatica con le persone che non conosco�.
Andrea sorrise.
�Si pu� rimediare,molto rapidamente,- esclam� porgendole la
mano- io mi chiamo Andrea Guarneri, faccio la fotografa,
vivo da sola, mi piacciono i libri, i viaggi��
Alessandra sorrise per quel modo cos� aperto, capace di
arrivare direttamente al cuore delle persone,senza mezzi
termini.
�Io sono Alessandra e preferirei evitare di dire il mio
cognome se non ti dispiace� non si fidava, ma soprattutto non
voleva instaurare nessun tipo di confidenza.
�Assolutamente no,non � un problema�.
Continuarono a chiacchierare, per ore, senza rendersi conto
che erano arrivate le 3 del mattino. Anna, Antonella e Carla
arrivarono a ricordarglielo.
�Alessandra dobbiamo andare!� la esortarono.
Andrea la guard�.
�Mi dispiace che tu te ne vada,se vuoi ti do un passaggio pi�
tardi��
�No, non posso,grazie per la bella serata, � stato davvero
bello chiacchierare con te�.
�Ti rivedo?�
�Non lo so� replic� mentre si avviava verso l�uscita con le
sue amiche.
Andrea rimase a osservarla, respir� la scia di profumo che
aveva lasciato come a riempirsi di qualcosa di suo. Sospir�.
Si guard� intorno, Laura e Stefania la stavano osservando.
�Ma dove sono andate a finire tutte?�
�Se ne sono andate a casa,� un po� tardino, sono le 3�.
�Avete ragione, me ne vado anch�io.Grazie ragazze di tutto e
complimenti per la casa � davvero molto bella!�
�Penso tu abbia apprezzato particolarmente il terrazzo,
vero?� esclamarono all�unisono ridendo.
�Si,siii prendetemi in giro�vado, ciao buonanotte ci
sentiamo pi� tardi�.
Si avvi� verso l�auto per tornare a casa anche se non le
andava molto. Inizi� a pensare a quella donna che aveva
attirato cos� tanto la sua attenzione, che aveva parlato e si era
fatta conoscere.

- Il trillo insistente del telefono distolse Andrea dalle pulizie


casalinghe che stava facendo da un paio d�ore.
� Pronto!�
�Zia ti ho disturbato?� chiese Laura titubante.
�Assolutamente no, anzi hai finalmente interrotto un lavoro
casalingo che odio, stavo facendo la polvere in casa,sai
quanto amo le faccende domestiche�.
�E� tanto che sei in piedi?�
�Abbastanza - esclam�,lanciando un�occhiata alla pendola,in
legno,che faceva bella mostra nel salone - non me ne ero
accorta � gi� quasi mezzogiorno�.
�A che ora ti sei alzata?�
�Al solito Lauretta,lo sai che sono abituata ad alzarmi presto
la mattina, non la perdo quest�abitudine solo che,invece di
alzarmi alle 7, ho aspettato un po� sono riuscita a resistere
fino alle 8 e poi ho iniziato a fare un po� di pulizie per casa,e
voi?�
�Noi ci siamo appena alzate,cio� sar� una mezz�oretta. Ieri
sera,tra una cosa e l�altra,erano le 4 passate quando abbiamo
spento la luce�.
�Certo vi abbiamo lasciato un bel casino��
�No, no non � quello, sai per mettere a posto tutto, i piatti,le
pentole una cosa e l�altra�.
�Appunto�.
�Ti � piaciuta la serata?�
�Molto, � stata davvero una bella serata, mi spiace di non
aver contribuito in altro modo, solo con lo champagne,avrei
dovuto dar spazio alla mia creativit� gastronomica�dai la
prossima volta lo facciamo qui da me�.
�Sii dai, sarebbe divertente - replic� Laura entusiasta pi� per
la sua amica che per se stessa. Sapeva che Andrea stava
attraversando un periodo triste e negativo e, pensava
che,stare in mezzo agli altri l�avrebbe aiutata a sentirsi un
po�pi� sollevata. Era difficile convincerla, era un po� un orso
come spesso diceva sua madre.- Allora non mi racconti nulla
di ieri sera? Sono anzi siamo curiose,sei stata a parlarci delle
ore, sei scomparsa dalla circolazione e non dici nulla�.
Andrea prese un lungo respiro.
�Laura, abbiamo chiacchierato di molte cose.L�unica cosa
che ti posso dire � che mi ha ripetuto fino alla nausea, me
l�avr� detto migliaia di volte, che � etero�.
Laura scoppi� in una sonora risata.
�Etero?�
�Si, lo so Laura,dai non ridacchiare�lo so�non convince
nessuno, neanche se stessa, forse � l�unico modo che ha per
cercare di farlo,lo dice ad alta voce per convincersi. Mi
sembra la classica persona che, in realt�, lo sa ma non vuole
accettarlo e allora lo ripete a se stessa pi� che agli
altri,possibile non si rendano conto che cos� si rovinano la
vita?�
�Interessante e poi?�
�Direi che � stata molto misteriosa, non mi ha voluto dire n�
che lavoro fa, n� dove abita, n� come si chiama di cognome.
Mi sembra una che cerca di tenere tutto pronto per scappare,
hai presente?�
�Mmmm�che strana che 腔
�Pi� che strana direi prudente, spaventata, piena di paure,
non si fida di nessuno manco di se stessa�.
�La rivedrai?�
�Come faccio,secondo te? Mi collego telepaticamente con lei
e le chiedo dove abita che la passo a prendere, oppure le
chiedo di darmi il numero di telefono che ho voglia di
parlarle?�
�Praticamente l�unico collegamento che hai, con lei, sono io�
�Gi�non ho altro��
�Ti piace, zia?�
�Mi interessa, mi sembra una donna intelligente, molto ma
molto sensibile anche se lo nasconde bene,mi sembra abbia
una profondit� notevole, a differenza delle sue amiche che mi
sembrano alquanto superficiali�.
�Come al solito ci hai azzeccato, dovevi sentire le scemenze
che hanno sparato ieri sera�.
�Assii,del tipo?�
�Tipo�- ripet� mentre cercava di rammentare qualche
battuta della sera prima - non mi ricordo esattamente, sar�
anche tutto il vino che ho bevuto, se mi dovessero venire in
mente te le dico. Comunque ti ho chiesto se ti interessa, se ti
piace�.
�Laura l�ho appena conosciuta � difficile poterlo dire, non ho
nessun pensiero nei suoi confronti, non sto pensando a ci�
che credi,assolutamente no,� molto piacevole parlare con lei,
mi piace in questo senso,ma non penso ad altro. Certo mi
piacerebbe rivederla, � una donna affascinante, attraente e ha
una cosa��
�Cosa?� chiese Laura incuriosita.
�Da lei traspare una luce particolare,la trasmette e con quella
illumina tutto quello che ha intorno�.
Laura rimase senza parole.
�Sei sicura che abbia queste cose e non sei solo tu che le
vedi?�
�Non credo come potrei? E� la prima volta che la vedo,non
c�� nessun legame con lei,giusto?�
�Si,hai ragione, sto pensando a come posso fare per fartela
rivedere�.
�Non so, Laura, ma se ho capito un po�com��, penso che sar�
lei che ti contatter� per chiederti qualcosa di me e allora
potrai fare qualcosa, ma fino ad allora non possiamo fare
altro che aspettare�
�Che palle!�
�Lo dici a me?�
�Cosa fai oggi pomeriggio?�
�Niente di particolare,penso che mi riposer�,perch�? Avevi
in mente qualcosa?�
�Ti va di venire qui da noi per un tea?�
�Va bene,ci vediamo nel pomeriggio verso le 5�ciao �
esclam� chiudendo la conversazione.

- �Marcella?� chiese Laura appena ud� la voce rispondere


dall�altro capo del telefono.
�Si, come stai? Come vanno le cose?�
�Abbastanza bene. Stefania � riuscita a raccontare a sua
madre che dividiamo l�appartamento perch� vogliamo
provare a vivere per conto nostro e per fortuna, sua madre,
fino ad oggi, ci ha creduto,speriamo continui a farlo�.
�Non � riuscita a dirle la verit�? Non ce l�ha fatta a dirle che
state insieme?�
�No, purtroppo, ha paura che stia male, che non la voglia pi�
vedere, poi sai sua zia � cos�, quindi vede come sua madre
tratta sua sorella�.
�Allora � ereditario!� aggiunse ironicamente.
Laura rise.
�Si, si potrebbe�.
�Hai sentito Andrea?�
�Ci sono novit�, Marcella�.
�Di che tipo?�
�Penso che ad Andrea piaccia molto quella tizia misteriosa
che ha incontrato, quella sera che abbiamo fatto la cena, a
casa mia, ti ricordi? Quella tipa con cui � stata tre ore a
chiacchierare sul terrazzo�.
�Vagamente, non mi ha colpito pi� di tanto, come si
chiama?�
�Alessandra�piccola, capelli neri, occhi scuri, bel
sorriso�intrigante��
�Mi ricordo qualcosa, ad Andrea piacerebbe?�
�Sembra di si.Ha aiutato tutte noi, ci ha dato una mano, ci ha
sostenuto ed � riuscita, in un modo o nell�altro, ad avviarci
sulla nostra strada, non si � mai tirata indietro e noi cosa
facciamo? Niente, non riusciamo ad aiutarla, ti sembra
possibile?�
�Hai ragione,ma non abbiamo i mezzi�.
�Ne ho parlato anche con Sara, Marta e le altre ma non
abbiamo trovato la soluzione. Mi sembra davvero ridicolo,
Marcella, siamo in tante e non combiniamo niente�.
�Penso che dovremo solo aspettare e vedere come si
sviluppano le cose, magari pi� avanti potremo intervenire�.
�Forse hai ragione, se ti viene in mente qualcosa,chiamami�
�D�accordo��
Nessuna di loro sarebbe riuscita a trovare una soluzione
adeguata.

- Erano trascorsi un paio di mesi dalla cena che aveva visto


riunite tutte le amiche per l�inaugurazione della casa di
Laura. Andrea si era occupata di inviare i suoi curriculum e
aveva atteso speranzosa, qualche risposta, ma non aveva
avuto successo. Nonostante la preoccupazione per il lavoro
aveva trovato sempre, in qualche angolo della sua mente,un
pensiero dedicato ad Alessandra, in fondo non la conosceva
ancora cos� bene, ma quella donna, evidentemente, aveva
lasciato qualcosa di pi� di una semplice chiacchierata,in lei.
Il suo desiderio era quello di volerla conoscere meglio, ma
sapeva che tutto dipendeva da Alessandra e non da lei.
Alessandra era stata assorbita dal suo lavoro di responsabile
contabile, per una grossa ditta,non aveva avuto molto tempo
per pensare ad altro, inoltre le faccende domestiche e i suoi
impegni quotidiani non le avevano dato respiro. Solo quando
si rilassava a letto,la sera presto,riusciva a lasciarsi
andare,rincorreva quei pensieri che,per tutta la giornata,
aveva lasciato chiusi in un cassetto della sua memoria e che
sapeva di poter liberare solo, la sera, quando non aveva
nessuno vicino. In quei momenti,in cui il suono proveniente
dalla televisione sembrava diventare sempre pi� forte e le
pareti della sua stanza stringersi, quasi a soffocarla, respirava
profondamente nella speranza che, quella sensazione, si
allontanasse insieme all�aria che soffiava fuori dai suoi
polmoni. Per un istante le sembr� di udire la voce di Andrea.
Si spavent� e si sollev� a sedere sul letto, si guard� intorno
nessuno era in quella stanza. Sorrise sollevata. La porta della
sua stanza si spalanc�, all�improvviso.
�Mamma - esclam� suo figlio- mi hai preparato lo zaino?�
chiese vivace.
Alessandra lo osserv� per qualche secondo.
�Si, ti ho preparato tutto, � gi� in cucina, poi domani mattina
prima di partire mettiamo dentro i panini� replic� distratta.
�Perch� non li hai gi� messi dentro? Adesso li metto io�url�.
�No, adesso no � tardi! Ti metti il pigiama e te ne vai a
dormire perch� non ne ho voglia!�
�Ho detto adesso!� replic� urlando il bambino, iniziando a
fare i capricci come i ragazzini sanno fare.
�La devi smettere di urlare - incominci� sgridandolo - adesso
vai a metterti il pigiama.�
Si mise sotto le coperte e riprese a correre dietro ai suoi
pensieri, era l�unico momento della giornata che riusciva a
dedicare a se stessa. Per troppe volte aveva pensato ad
Andrea, in quelle settimane, e la cosa non le era piaciuta per
niente.In fondo avevano parlato solo per qualche ora ma
qualcosa era scattata in lei, quella sconosciuta le aveva detto
cose che neanche le sue amiche sapevano, in quel modo
aveva saputo, forse inconsciamente, conquistarla e
stuzzicarla.Desiderava risentirla, rivederla ma non sapeva
come fare, doveva studiare qualcosa per riuscire a farlo. Era
da qualche giorno che stava pensando al modo per riuscire a
contattarla e, prima o poi, sarebbe riuscita a trovare la
soluzione pi� idonea.

- �Sei passata dal Consolato per avere quei documenti?�


chiese Francesca mentre l�ascensore saliva ai piani pi� alti.
Roberta annu�, mentre faceva passare gli occhi sulla sua
compagna elegantemente vestita con un completo pantaloni
beige. Francesca sorrise, aveva imparato a interpretare quello
sguardo.
�Guarda che se vai avanti cos� finiamo per dare spettacolo in
quest�ascensore della ditta�.
�Mmm��
La loro conversazione fu interrotta dall�apertura delle porte.
La segretaria del presidente entr� nell�abitacolo con un plico
di pratiche nelle mani.
�Ciao Franca� salut� Francesca.
Roberta mugugn� qualcosa sollevando gli occhi al cielo.
�Roberta, come stai? Ti vedo molto in forma,ultimamente�
esclam� Franca.
Francesca le diede un�occhiata d�intesa veloce e sorridendo
le fece l�occhiolino.
�Grazie,Franca,si ho cambiato qualcosa nelle mie abitudini -
replic� ironicamente - un po�di esercizio fisico, dieta
mediterranea�.
�Cose sane - esclam� Franca, mentre circospetta si guardava
in giro,appena sul pianerottolo - avete sentito le ultime
novit�?�
Francesca ebbe un sussulto e scosse la testa. Roberta la imit�.
�Sembra che abbiano intenzione di chiudere la filiale di
Vienna e anche di ridurre un po� il personale, qui in azienda�.
�Ahhhh�.- sbuff� sollevata Roberta, lasciando sfogo
all�ansia che per qualche secondo si era impadronita di
entrambe - pensavo ci fosse qualche altro pettegolezzo�.
�Questo come lo definiresti?�
�Certo, certo,pensi che i tagli del personale saranno
numerosi?�
�Non sono sicura ma penso che lasceranno a casa un
centinaio di persone,noi due � disse avvicinandosi con fare
confidenziale a Roberta - possiamo stare tranquille a meno
che non licenzino i nostri capi � concluse lanciando
un�occhiata a Francesca.
�Franca,puoi stare tranquilla se licenziassero il tuo capo
significherebbe che l�azienda � fallita! - replic� Francesca -
Roberta possiamo andare, siamo gi� in ritardo!�
�Vi saluto buon lavoro!� disse Franca allontanandosi
accompagnata dal rumore dei tacchi a spillo sul pavimento in
legno.
Francesca e Roberta si osservarono e poi scoppiarono in una
sonora risata.
�Siamo matte! - disse Francesca, non appena chiusa a chiave
la porta del suo studio alle spalle - Hai pensato anche tu, per
un minuto, che intendesse parlare di noi?�
La ragazza annu�.
�Non eravamo in ritardo?� chiese maliziosamente.
Francesca replic� sorridendo. Si avvicin� alla sua
scrivania,apr� la borsa da lavoro, in pelle, che portava sempre
con s� e ne estrasse una scatola di velluto blue.
�Volevo - incominci� mentre tornava vicino alla sua
compagna - darti questo� concluse consegnandole la scatola.
Roberta l�accarezz� con le mani e con lo sguardo come se
contenesse la cosa pi� preziosa del mondo e in effetti era
cos�, per lei, in quella confezione c�era l�amore di Francesca,
la cosa che aveva pi� desiderato al mondo.
�Non lo apri?�
Roberta si sentiva emozionata come una scolaretta,al suo
primo appuntamento. Fiss� Francesca negli occhi per qualche
momento, poi lentamente incominci� ad aprire la scatola.
Rimase senza fiato. Un anello in oro bianco, con due fili
intrecciati aveva dei diamanti in cima che si univano
formando quasi la sagoma di un fiore.
�Ti piace?�
Roberta non sapeva cosa rispondere quel regalo le aveva
tolto la parola.
�Si�certo che mi piace�� stupendo! Mi hai lasciato senza
fiato!�
�Vorrei farlo sempre - disse Francesca,prendendo l�anello
dall�involucro e infilandolo al dito di Roberta - era disegnato
per te questo gioiello! Per le tue mani�.
La ragazza sorrise.
�Grazie�� esclam� sfiorando le sue labbra.
�Mmmm�� tutto qui il ringraziamento?�
Roberta sapeva cosa voleva, and� a cercare la sua lingua e si
baciarono a lungo. Il trillo del telefono le riport� alla realt�.

- Stefania si allontan� lentamente dal suo negozio, era


tranquilla, la sua commessa si sarebbe occupata di tutto, non
doveva essere presente in ogni momento. Da quando aveva
assunto Ilaria si sentiva pi� libera di prendersi delle ore per s�
e,finalmente,era in grado di fare alcune cose che le erano
sempre piaciute,ma che non aveva mai avuto tempo di fare.
S�incammin� verso piazza San Babila. Voleva passeggiare
un po� lungo Corso Vittorio Emanuele, dare un�occhiata alle
vetrine, a volte riusciva a prendere spunto dalle idee altrui per
realizzare qualcosa di diverso,nei suoi allestimenti. Respir� a
pieni polmoni l�aria fresca dell�autunno che stava giungendo
a grandi passi. Il trillo del cellulare la distolse da quel
momento di pausa. Lo afferr� malvolentieri, diede
un�occhiata al display e dopo aver letto il nome della sua
compagna,controll� l�ora. Era puntuale come un orologio,
ogni mattina.
�Ciao,tutto bene?� chiese rispondendo.
�Si e tu?�
�Si,mi sono presa qualche ora, ho lasciato Ilaria in
negozio,sto passeggiando in centro.�
�Donna fortunata! - esclam� Laura - Io invece sono qui a fare
i conti,come al solito, che palle!�
Stefania ridacchi�.
�Cosa vuoi farci? Lo sai com�� il tuo lavoro,almeno non hai
rischi�.
Laura s�impensier� avvertendo il tono serio della sua
compagna.
�Qualcosa non va? E� successo qualcosa?�
�No��
�Chiss� perch� non ci credo,cosa c��?�
�Lo sai Laura, non credere che perch� viviamo insieme riesca
ad accettare meglio questa cosa, ogni tanto ho dei�rigurgiti�
Laura sollev� gli occhi al cielo, non sapeva come avrebbe
potuto aiutarla.
�Lo so,guarda che magari incontri la zia so che doveva venire
da quelle parti stamattina�.
Stefania si sent� quasi sollevata, solo al pensiero, di poter
incontrare Andrea e avere la possibilit� di sfogarsi con lei.
Era capace di tranquillizzarla come nessun altro.
�Sai dove andava?�
�No, non mi ha detto niente,chiamala magari vi potete
trovare per un caff�.�
�Giusto, ottima idea! Allora ci sentiamo dopo, ciao� esclam�
chiudendo la conversazione. Si avvi� verso piazza Duomo,
mentre cercava nella sua rubrica il numero dell�amica. Stava
per comporre il numero quando senti tamburellare sulla sua
spalla. Si gir� di scatto indispettita da quel gesto troppo
amichevole.
�Ma chi diav��
�Stefania cosa fai da queste parti?� chiese Andrea
salutandola con uno dei suoi caldi sorrisi.
Stefania la ricambi� e il suo viso si distese non appena
riconobbe l�amica.
�Mi sono presa qualche ora,ne avevo proprio bisogno!�
replic� con un sospiro.
Andrea la scrut�, il suo viso non era sereno.
�Qualcosa non va? Problemi con Laura?�
Stefania scosse la testa.
�Sono io il problema,anche se��
�Anche se?�
�Il suo carattere non � cambiato,ci ha provato ma non c��
riuscita devo dirti e non so quanto resister�.
�Vieni,andiamo a sederci a bere un caff� disse prendendola
per un braccio.
Si accomodarono in una delle tante sale da tea del corso, si
sistemarono in una sala interna. Ordinarono un paio di
cappuccini e incominciarono la loro conversazione. Andrea
attese con pazienza che fosse Stefania a iniziare a raccontare.
�Non riesco, - disse in tono disperato - sembra essere una
cosa pi� grande di me, non so cosa fare, da che parte
girarmi,come faccio?�
Andrea la squadr� incuriosita, non certa di aver capito a cosa
si stesse riferendo.
�Lo so che mi hai capito,non so se riesco ad accettarmi,
questa cosa mi sbalestra, mi manda in confusione e il non
poterlo dire a mia madre�vorrei che sapesse chi sono��
Andrea prese un lungo respiro mentre finiva di mescolare il
cappuccino.
�Andiamo con ordine: sai chi sei? Sei sicura di non avere
altri dubbi?�
Stefania la fiss� dubbiosa.
�Sai qualcosa che io non so?�
Sorrise, era una cosa che si era sentita ripetere spesso.
�No,tranquilla, volevo solo capire se,effettivamente,hai
capito chi sei o se stai solo fingendo di aver compreso�.
Era sempre complicato dialogare con Andrea, riusciva
sempre a mettere tutti di fronte allo specchio in cui nessuno
voleva specchiarsi.
�Sai, mi sono accorta di una cosa - prosegu� spingendo gli
occhi fuori dalla vetrina sul marciapiede - che, a volte, le
persone fortunate, quelle che hanno sempre qualcuno pronte
a volerle bene, qualcuno che gli corre dietro,si preoccupano,
molto spesso, solo delle apparenze, degli stereotipi che vanno
a infrangere mentre le persone che non hanno nessuno che gli
sta dietro, che le corteggia non si preoccupano delle
apparenze perch� la loro priorit� � essere felici, � amare ed
essere amati. Dove sei tu? Dove ti collochi?�
Stefania rimase sorpresa da quella domanda.
�Non lo so,forse a met�, un po� di qui e un po� di lŔ
Andrea sorrise, era riuscita, ancora una volta, a farle dire ci�
che faticava ad ammettere.
�Cosa significa un po� di qui e un po� di l�? Vuoi amare,
essere felice ma ti preoccupi anche dell�immagine?�
Annu�.
�Ancora un po�forse inconsciamente non riesco a staccarmi
dalle cose che mi sono state insegnate, quegli stereotipi��
�Sono solo vecchie impalcature che traballano.Quante volte
vuoi pagare il biglietto, per questo viaggio? Ricorda che devi
rendere conto solo a te stessa e al Padrone di tutto il
baraccone - esclam� con un sorriso indicando con l�indice il
soffitto - a nessun altro. Hai diritto di essere felice, di amare e
di essere amata come ogni essere che � stato messo sulla
faccia di questa terra, nessuno te lo pu� negare, l�unica cosa
di cui ti devi preoccupare � comportarti correttamente e con
onest�, non mi sembra che tu abbia mai fatto il contrario.
Vuoi castrarti la vita perch� il tuo sentire non combacia con il
pensiero comune? Stefania hai una vita sola!�
La fiss� con i suoi grandi occhi verdi, nella speranza di
ottenere una risposta.
�Grazie - disse allungando la mano attraverso il tavolo - cosa
farei senza di te?�
Andrea rise.
�Continueresti a vivere�.
�Si,insieme alle mie paranoie, magari mi sarei anche sposata
e adesso sarei proprio in una bella situazione. So che mi
piacciano le donne, questo l�ho capito da un po�, mi �
difficile accettarlo come una cosa normale e, soprattutto, non
riesco ad affrontare mia madre�.
�E� necessario che lo sappia? In questo caso devi scegliere il
male minore, se non la vuoi far soffrire e sei sicura che ci
star� male non farlo, tienilo per te ma non rinunciare,per
nessuna ragione al mondo,a ci� che la vita ti regala. Sei una
donna fortunata - prosegu� con una vena di malinconia nella
sua voce - hai qualcuno che ti ama, pu� renderti felice, la vita
non ti presenta le stesse situazioni, la ruota non gira sempre
dalla stessa parte, cos� se ci rinunci � come darle uno
schiaffo,potrebbe offendersi tremendamente - ironizzo -
Pensaci bene�.
�Sono una cretina,hai ragione,devo trovare la forza e il
coraggio�.
�Non ti manca niente, hai tutto devi solo pensare un po� alla
tua vita e non a quello che dicono gli altri�.
�Si,lo so,ma non � facile cerca di capire e poi sai c�� anche
questa cosa con Laura�.
Le lanci� uno sguardo sorpreso.
�Si,non so se continuer� con lei,ci sono molte cose sue che
non mi piacciano, non � cambiata Andrea, si comporta
sempre nello stesso modo, � falsa e pensa di riuscire a fare
fessi gli altri, � strafottente, ha un modo di risponderti che tira
sberle. Io una chance gliel�ho concessa ma mi sembra di aver
fatto solo male e poi��
�Poi?�
�Guarda � un po�che non c�� niente tra di noi,la respingo
ogni volta che mi viene a cercare,non me la sento e sono
certa che sia il suo modo di fare e il suo atteggiamento, non
riesco davvero a sopportarlo�
�Cosa ti devo dire? Lo so che � cos�,lei pensa di essere cos�
furba che gli altri non si accorgano di quello che combina, di
quello che pensa e di come si comporta chiss� se un giorno
riuscir� a capirlo,mi dispiace perch� gliel�ho detto molte
volte che finir� per rimanere da sola, ci� che teme di pi�.�
�Ha la fortuna di avere un�amica,come te,che le dice le cose
ma non capisce, non trattiene, le cose le entrano da un
orecchio e le escono dall�altro�.
�Prova a vedere come vanno le cose, poi magari decidi�.
�Penso di avere bisogno di una persona matura, magari pi�
grande di me che riesca a sostenermi, Laura non � in grado,
non � capace,dovrebbe riuscire a risolvere prima i suoi
problemi e poi��
Andrea sapeva che aveva ragione.
�Comunque Andrea, grazie - disse dando un�occhiata
all�orologio - ti ho tenuto qui per troppo tempo, ti ho rotto le
scatole in questo modo.�
�Non dire sciocchezze, non me ne sono neanche accorta, lo
sai che � sempre un piacere - esclam� sulla porta del bar -
sono qui, sempre,quando vuoi.�
La osserv� allontanarsi con passo sicuro, forse aveva trovato
davvero la sua strada.

- Lo squillo del cellulare interruppe Laura dal suo lavoro,


acchiapp�, rapidamente, l�apparecchio e diede un�occhiata al
display ma non mostrava alcun numero.
�Pronto!�
�Pronto Laura, sono Alessandra� esclam� con quella sua
voce particolare e sensuale.
Laura rimase a bocca aperta per qualche secondo, quella voce
le faceva sempre un effetto strano.
�Si,come stai? E� parecchio che non ti fai sentire�.
�Lo so,ma sai che sono una donna molto impegnata -
esclam� con una punta di ironia - non ho avuto molto
tempo,in questo periodo,volevo chiederti�fate molto spesso
serate come quella che hai organizzato,l�altra volta?�
�No,non spessissimo per� ci troviamo, di solito nei fine
settimana, a casa dell�una o dell�altra, qualcosa la
organizziamo sempre sono contenta che ti sia piaciuta - pens�
di azzardare qualche commento, anche se non la conosceva
molto - ho visto che hai chiacchierato parecchio con Andrea�
�Si� replic� laconicamente senza aggiungere altro.
Laura non sapeva cosa dirle, era fredda, distante e le
sembrava avesse sollevato un ulteriore barriera nel momento
stesso in cui aveva nominato la sua amica.
�Senti se ti fa piacere la prossima settimana Andrea
organizza una cena a casa sua,cosa ne dici?�
�Non so,forse dovrebbe chiedermelo lei,direttamente�.
�Penso sia un po� difficile, visto che non ha neanche il tuo
numero di telefono�.
�Mmmm��
�Se vuoi ti do il suo cos� la puoi chiamare e l�invito te lo fa
lei,direttamente�.
�Ok,non ti garantisco per� che lo far�.
Quel modo di fare innervosiva Laura,avrebbe voluto dirle
qualcosa ma si trattenne perch�,sapeva,avrebbe compromesso
qualsiasi cosa avesse avuto l�idea di incominciare con
Andrea. Le comunic� il numero di telefono e
chiuse,velocemente, la conversazione per tornare al lavoro.
- Andrea stava fissando lo schermo del televisore senza in
realt� vedere nulla di quello che stavano trasmettendo, il
trillo del cellulare la distolse dai suoi pensieri. Non c�era
numero sul display.
�Si,pronto� .
Nessuno rispose, sent� chiudere la comunicazione. Pens� a
qualcuno che aveva sbagliato numero. Dopo qualche istante
l�apparecchio suon� di nuovo.
�Si, pronto� rispose ancora con gentilezza.
Non ottenne alcuna risposta e sent� chiaramente chiudere la
comunicazione. La cosa si ripet� altre due volte. Alla quarta
Andrea era parecchio spazientita, il suo cuore aveva iniziato,
stranamente, a correre quasi a comunicarle che qualcosa di
piacevole stava per accadere.
�Sii,prontooo� rispose alquanto seccata.
�Andrea?�chiese dall�altro capo una voce calda ma titubante.
Deglut� rumorosamente mentre il suo cuore aveva accelerato
ulteriormente.
�Si,sono io�ma��
�Sono Alessandra�.
Quelle parole le avevano tolto il fiato, era la donna che aveva
sperato di risentire per giorni, settimane e finalmente aveva
chiamato. Aveva pensato che non l�avrebbe pi� sentita n�
rivista e invece l�aveva all�altro capo del telefono.
�Come stai?� chiese riprendendo il controllo di se stessa.
�Bene,grazie e tu? Stavi facendo qualcosa di particolare?�
�No, assolutamente�.
�Mi sono fatta dare il tuo numero di telefono da Laura,spero
non ti dispiaccia�.
�No, di certo anzi hai fatto benissimo - avrebbe voluto
aggiungere che avrebbe potuto farlo prima ma si trattenne,
non c�era ancora confidenza tra di loro - allora hai sentito
Laura, non me l�ha detto�.
�Ha fatto bene perch� gliel�ho chiesto io�.
�Ah,come ti vanno le cose?�
�Bene,- replic� con il tono di chi non aveva alcuna intenzione
di fornire ulteriori informazioni e indicazioni - ho lavorato
parecchio�.
�Posso chiederti cosa fai di bello?�chiese molto
discretamente Andrea.
�Lavoro�.
�Intendi dire che non me lo vuoi dire?�
�Sei perspicace� comment� sarcasticamente.
Andrea non se la prese, aveva capito un po�com�era quella
donna e accett� quel suo modo di fare particolare.
�Come sei misteriosa!� aggiunse con un sorriso.
�Non mi va di divulgare notizie su di me� disse piuttosto
acida e seria nel tentativo di scoraggiarla. Si sentiva attratta,
ma provava anche l�irrefrenabile impulso di respingerla, era
una cosa strana che avvertiva.
Andrea ammortizz� quell�affermazione come aveva imparato
a fare con le cose che la ferivano, non era la prima volta che
succedeva e non sarebbe stata, certo, l�ultima.
�Bene,senti questo fine settimana organizzo una cena qui da
me, ti va di venire insieme alle tue amiche?� chiese Andrea
cambiando completamente argomento.
Ci fu qualche istante di silenzio.
�Non credo sia possibile�.
Andrea socchiuse gli occhi, era l�unica possibilit� che aveva
per poterla rivedere.
�Hai un altro impegno?� cerc� di indagare.
�Non posso� ribad� piuttosto seccata.
�Scusa,non volevo essere invadente, non � nel mio modo di
fare�.
Andrea aveva sentito nella sua voce alcune cose che
Alessandra non le aveva rivelato, c�era malinconia, paura e
tanta indecisione, oltre a tutte le cose che le aveva letto negli
occhi quella sera che si erano incontrate sul terrazzo di Laura.
�Non sei stata invadente,� che non posso! Devo andare�
aggiunse frettolosamente e chiuse la comunicazione prima
che Andrea avesse il tempo di salutarla. Il marito di
Alessandra era rientrato,all�improvviso,e non voleva farsi
vedere a parlare al telefono.
Andrea rimase perplessa, quel modo di concludere la
telefonata l�aveva lasciata un po� male. Non aveva capito il
motivo, ma di una cosa era certa: quella donna era sposata e
non voleva dirlo. Sorrise. Ancora una volta la sua capacit� di
leggere le persone l�aveva aiutata a capire qualcosa che,
forse,Alessandra avrebbe impiegato molto tempo a dirle. Non
vedeva l�ora di comunicare a Laura che finalmente era
riuscita a sentirla. Compose il numero della sua amica e
attese di sentirla rispondere.

- �Senti ho parlato con una ragazza molto gentile del


Consolato e poi ho telefonato anche all�ambasciata a Roma�.
�Com�era la ragazza?� chiese Francesca ridendo.
�Dai,non fare la gelosa! - replic� Roberta - Non lo so, � stata
solo gentile comunque mi hanno detto che per fare le pratiche
dobbiamo andare direttamente da loro, al telefono non
possono essere molto precisi perch� le cose sono troppo
lunghe�.
�Guarda - la ferm� Francesca davanti a una vetrina di mobili
- bella quella scrivania mi piace molto,me ne ricorda una che
ho visto,un po� di anni fa,a Boston era stupenda, aveva un
colore magnifico che non ho pi� ritrovato�.
�Bella! Ma il piano? Cosa ne farai?�
�Non so, ci devo pensare�.
�Non vorrai privarmi del piacere di guardarti e sentirti
suonare, per caso?�
�No,questo no ci devo pensare anche perch� � molto bello
quel pianoforte e ci sono affezionata, troveremo il modo�.
�Cosa facciamo? Vuoi che vada domani mattina al Consolato
per informarmi?�
�Si,sai cosa devo fare? Ho appuntamenti?�
�Mi sembra che hai il direttore della Run and Go alle 10, poi
fino alle 12 sei libera�.
�Sai vero perch� l�ho convocato?�
Roberta annu�.
�Perch� l�azienda non intende rinnovare il contratto,per il
momento�.
�Si, purtroppo, mi sa che la situazione sta diventando
davvero critica. Senti cosa ne dici se questo week end
andiamo a passarlo fuori, siamo ancora in autunno, ci sono
ancora delle belle giornate�.
�Sii,dove vorresti andare?�
�Cosa ne diresti di andarcene in Svizzera,sono sicura che
Andrea ci sapr� indicare un posticino tranquillo, dove
possiamo andare a ritemprarci�.
Abbass� la testa, avrebbe voluto fare qualcosa per lei che
l�aveva ascoltata, le aveva dato dei buoni consigli invece non
poteva fare niente, era certa che nessuno avrebbe potuto
aiutarla in alcun modo.
�Sii,sarebbe molto bello � parecchio che non passo una
vacanza fuori dall�Italia.�
�Bene! E� arrivato il momento - sorrise soddisfatta Francesca
- � ora di pranzo andiamo a mangiarci una pizza,cosa ne
dici?� non pensava avrebbe accettato cos� facilmente la
relazione con Roberta, ma come le aveva detto pi� volte la
sua amica, l�amore l�aveva aiutata a superare tutte le
difficolt�.

- �Ciao� esclam� Alessandra aprendo la porta e invitando


Antonella a entrare.
�Ciao - replic� col tono di voce che denotava il suo vizio per
le sigarette e anche altre cose - che ore ho fatto?�
chiese,mentre si avvicinava ad Alessandra e si guardava
intorno. Poi, come era sua abitudine fare, si avvicin� alle sue
labbra e tent� di baciarla.
�Antonella - si lament� Alessandra - proprio qui sulla
porta,lo sai�.
La sua amica si mise a ridere, non aveva mai compreso
appieno la sua natura burlona. In fondo, di quello che la gente
poteva dire, non le importava molto, aveva divorziato da un
po�e i suoi figli ormai erano abbastanza grandi. Non si era
mai preoccupata di queste cose e tanto meno era intenzionata
a farlo in quel momento.
A differenza di Alessandra non si era mai fatta limitare la vita
dagli stereotipi, non aveva importanza, per lei,il sesso di una
persona, contava quello che poteva provare.
�Ma non c�� nessuno�.
�Sii e i vicini di casa� replic� irritata. Non riusciva a capire
perch� provasse piacere ogni volta che la sua amica provava
a baciarla, le piaceva ma non voleva lasciare molto
spazio,dentro di s�, a quella sensazione. Si affrett� a chiudere
la porta, non voleva che qualche vicino curioso le notasse.
�Tuo figlio?� chiese Antonella.
�Stefano � di sopra che studia!�
Antonella rise, la conosceva molto bene,sapeva che quando
faceva certe affermazioni significava che aveva, gi�,
immaginato ci� che poteva accadere tra di loro, anche se non
era mai successo niente.
�Alle 4 devo andare a prendere mio nipote� aggiunse
Alessandra quasi avesse risposto a un pensiero che vagava
nella mente dell�amica.
Diede un�occhiata all�orologio, mancava solo mezz�ora alle
4.
�Va bene - esclam� accendendosi una sigaretta - ti aiuto a
fare un po� di cose, il resto lo rimandiamo a dopo�.
�Non se ne parla neanche!�
�Antonella,ciao! - la salut� il figlio che aveva una grande
simpatia per l�amica della madre - Non ti ho sentita
arrivare,stavo studiando, allora quando mi fai andare da quel
fotografo,tuo amico,per imparare?�
Quella parola fece trasalire Alessandra, in un secondo il viso
di Andrea si era affacciato alla sua mente, la sua voce gentile
e cortese si era insinuata nel suo cervello. Si era spaventata.
Non poteva pensare a qualcuno che conosceva cos� poco, non
voleva affrontare l�argomento con Antonella perch� non
sapeva se le avrebbe potuto dare un consiglio adatto. Si
sentiva a disagio a dover parlare di certe cose e
Antonella,sicuramente, l�avrebbe presa in giro per quella sua
titubanza e incertezza. Perch� pensava,cos� spesso,a quella
ragazza? Continuava a domandarselo senza riuscire a darsi
una risposta. Non ud� neanche la conversazione tra il figlio e
l�amica.
�Allora Alessandra hai sentito qualcuna delle altre?� chiese
Antonella con una punta di gelosia, non sopportava di poter
essere in secondo piano rispetto alle altre amiche che
avevano in comune. La loro amicizia doveva essere
esclusiva. Era eccessiva.
�Ancoraa?� replic� Alessandra certa di cosa volesse dire la
sua amica.
�Si,ancora, tanto lo so bene che a loro racconti molte pi� cose
che a me!- url� - Non sono mica cretina, cosa credi? Ho visto
bene come ti guardava Carla, l�altra sera, quando siamo
andate a cena a casa sua,ma per chi mi hai preso? Smettila di
fare l�innocentina?!�
�Sono solo delle amiche e poi cosa c�� tra te e me?- replic�
lentamente Alessandra, quel modo di fare la infastidiva. Il
suo modo di urlare la irritava, ma non era capace di reagire
pi� di tanto. Si avvi� a prepararsi per uscire, per andare a
prendere il nipote a scuola-Cosa c�� tra me e te? Niente a
parte un�amicizia. Come ti permetti di dire certe cose? Sono
stufa di queste tue menate da ignorante, apri un po� quel
cervello che hai, se ne hai. La devi smettere di urlare quando
c�� in casa mio figlio, hai capito? Non puoi dire certe cose,�
grande abbastanza adesso e le cose le capisce,mi sono
spiegata? Anche se lo fai,per scherzo guarda che rischi di non
vedermi pi�!�

- �Fortunately you have got�someone who relies on


you�we started out as friends but the thought of you just
caves me on�Sign your name across my heart�.I want you
to be my baby�sign your name��
Segu� le parole della canzone come ipnotizzata dal ritmo
sincopato e dalla voce di Terence Trent D�Arby.
�Gi�un nome sul mio cuore� esclam� ad alta voce mentre
osservava le prime luci artificiali sostituirsi a quella naturale.
I fari colorati delle macchine che correvano lungo le strade,le
rendevano simili ad alberi natalizi.
Avrebbe dato tutto quello che aveva, il successo nel suo
lavoro, la fama, i soldi che aveva guadagnato, non le
importava pur di aver scritto sul suo cuore il nome di una
donna. Sospir� profondamente e aggrott� le sopraciglia,
come era sua abitudine fare quando pensava troppo, forse
quel nome era gi� scolpito nel suo cuore ma lei non era
capace di leggerlo. Si sforz� per cercare di comprendere cosa
c�era inciso ma non ci riusc�. Il nome di quella donna era un
mistero ed ebbe l�impressione che lo sarebbe stato ancora per
lungo tempo. Si gir� e malvolentieri si avvi� verso la cucina
per prepararsi qualcosa da mangiare. Apr� il frigorifero e
socchiuse gli occhi. Non c�era molto:qualche taglio di
formaggio, alcune uova, degli yogurt e qualche bibita che
teneva in fresco nel caso fosse venuto qualcuno a farle visita.
Da quando il lavoro era diminuito doveva cercare di
risparmiare su tutto e faticava ad arrivare alla fine del mese.
Il cibo non era mai stato un problema, pensava che cos� si
sarebbe mantenuta in linea. Decise che,quella sera, avrebbe
cenato con una mela e una birra. Osserv� le lattine ben
allineate. Sorrise, una mania che aveva sin da piccola,
quando al posto delle birre metteva in fila allineati i soldatini
con cui giocava. Per qualche istante il pensiero di ubriacarsi
le pass� per la mente, forse, l�avrebbe aiutata a dimenticare
il peso che le schiacciava il cuore, forse era l�unico sistema
per annegare la malinconia e la tristezza che la prendevano.
Prese un lungo respiro e chiuse gli occhi come per cancellare
quel pensiero che le aveva offuscato la ragione. Prese la mela
e la birra, si accomod� sulla poltrona del salotto,dinanzi alla
televisione, e inizi� la sua cena frugale. Lo squillo del
telefono la distrasse.
�Pronto�.
�Andrea?�
�Sii,ciao come stai?� chiese con voce allegra ad Alessandra,
mentre appoggiava nel piatto lo spicchio che aveva appena
tagliato. Non le importava di mangiare, quello che le dava
Alessandra la nutriva a sufficienza, molto pi� della cena che
l�attendeva quella sera. Era cos� felice di parlare con lei che
si sentiva sazia, appagata e soddisfatta.
�Senti ti ricordi di cosa stavamo parlando l�altra volta?�
�Si, certo�.
�Poi siamo state interrotte,credo tu abbia ricevuto una
telefonata�.
Ormai era da parecchio tempo che Alessandra intratteneva
questa relazione telefonica con Andrea e,tra di loro,si era
creata una complicit� e una confidenza profonda che andava
oltre qualsiasi conoscenza. C�era qualcosa di speciale tra
loro. Quella sera Andrea decise di andare oltre i soliti
argomenti e di approfondire le cose di cui avevano parlato
fino a quel momento.
�Posso farti una domanda? Mi prometti che non ti offendi,
non ti arrabbi e mi rispondi sinceramente�.
�Dipende�� replic� Alessandra.
�Senti mi sembra che tu mi voglia nascondere alcune cose,
ma secondo me sei sposata�.
Quell�affermazione fece saltare il cuore in gola ad
Alessandra. Come aveva fatto una sconosciuta ad arrivare
cos� rapidamente alla conclusione? Forse quello che aveva
detto Francesca era vero,Andrea aveva la straordinaria
capacit� di leggere nelle persone senza che queste le
rivelassero niente.
�Come ti salta in mente una cosa del genere?� url� irritata.
�Cosa mi avevi promesso? Che non ti saresti arrabbiata e poi
cosa ci sarebbe di male,guarda che a me non importa se lo sei
e secondo me c�� anche dell�altro�� replic� pacatamente.
�Cio�?� chiese incuriosita e intimorita da questa qualit� della
sua interlocutrice.
�Beh secondo me hai anche un figlio o una figlia�aveva
pensato che i figli fossero due ma si trattenne, non voleva
esagerare e non voleva spaventarla.
Alessandra comprese. Non poteva pi� trattenersi, aveva
capito, in quei mesi in cui avevano parlato, si erano
conosciute cos� bene che avrebbe potuto fidarsi di Andrea e
non doveva temere nulla.
�Si,Andrea � vero sono sposata,cambia qualcosa?�
�Assolutamente no! Perch� dovrebbe? Non mi interessa che
tu lo sia, te l�ho detto e se vuoi proprio saperlo me ne sono
accorta quella sera sul terrazzo,l�ho capito quella sera che lo
eri, ma speravo saresti stata tu a dirmelo invece non l�hai
fatto�che problema c��?�
�Forse perch� tutte le persone come te�.
�Intendi gay?�
�Si,sai - inizi� cambiando tono di voce - sei straordinaria!�
�Per cosa?� chiese Andrea mentre i brividi la percorrevano.
�Per la naturalezza che hai per il fatto che non ti vergogni di
quello che sei�.
�Non l�ho mai fatto nella mia vita, non ho mai fatto del male
a nessuno e non mi vergogno di amare una donna anzi�
comunque stavamo parlando di te,dicevi che tutte le persone
come me��
�Sii,di solito quando dico che sono sposata scappano a
gambe levate�.
�Questo significa che conosci parecchie donne gay� ironizz�.
�No,no cos�hai capito� replic� scoppiando in una risata
imbarazzata.
�Non hai detto tu che tutte le persone come me�.
�Si,mi � capitato alcune volte�.
�Bene!�
�Perch� lo fanno, secondo te?�
�Beh perch� pensano che le donne sposate vogliano solo
divertirsi, perch� pensano che lo facciano per curiosit� e non
vogliono perdere tempo,tutto qui e tu?�
�Io cosa?�
�Come ti senti?�
�Ma io sono sposata,Andrea��
�Questo lo so,ma c�� dell�altro��
Alessandra deglut�, non riusciva a nasconderle nulla, le
faceva paura. Come poteva dire a una persona che conosceva
cos� poco che era confusa,che non riusciva ad accettarsi, che
non sapeva pi� come vivere la sua vita, che quella che faceva
non le apparteneva pi�?
�Cosa c��?� chiese Andrea in tono pacato e amorevole. Stava
nascendo qualcosa tra loro che andava oltre la semplice
amicizia.
�Niente�� replic� sapendo di mentire.
�Non mi dire niente,lo sai che ti sento anche a distanza�.
Alessandra sorrise,in fondo, le faceva piacere quella capacit�
anche se la spaventava.
�Sono confusa,non so come dirtelo,non capisco quello che mi
sta succedendo e mi sento attratta dalle donne �.
�Ed � grave?�
�No, non lo � ma io sono sposata, sono etero�.
�Sei ancora al punto che ti barrichi dietro a delle etichette?
Ricorda che sono fatte per chi ci si aggrappa come all�unica
sicurezza della propria esistenza�.
�Guarda che sono queste le cose che mi fanno scappare�.
�In che senso?�
�Allontanare�.
Proseguirono a lungo quella chiacchierata poi, come
accadeva spesso, Alessandra interruppe all�improvviso la
conversazione. Si sarebbero sentite sempre pi� spesso.

- La conoscenza tra Alessandra e Andrea era proseguita per


diversi mesi. Le telefonate si erano susseguite sempre pi�
frequentemente e si era instaurato un rapporto profondo,
c�era un�intesa mentale, emotiva, psichica cos� completa che
a entrambe sembrava impossibile si fosse sviluppata in pochi
mesi. Spesso Alessandra provocava e stuzzicava Andrea al
telefono,arrivavano a estremi che altri probabilmente
avrebbero evitato, ma a loro sembrava normale, una
conseguenza logica di ci� che entrambe provavano. Andrea
non sapeva ancora di Antonella, non era ancora a conoscenza
dello strano rapporto che Alessandra aveva con la sua
amica.Pi� di una volta aveva provato ad allontanarsi, a
scappare per cercare di troncare quella relazione che era nata
con Andrea. Aveva inventato di tutto pur di lasciarsela alle
spalle, ma non ce l�aveva fatta, ogni volta, era tornata
indietro perch� non riusciva a fare a meno di lei, perch� ne
aveva bisogno come dell�aria che respirava. Non aveva il
coraggio di ammettere, neanche con se stessa, che Andrea le
piaceva molto pi� di quanto lei stessa riuscisse a pensare, in
fondo non si era mai innamorata di una donna. La faceva
sentire serena, al sicuro, tranquilla, era come se cercasse di
rifugiarsi tra le sue braccia ogni volta che le parlava e la
trovava sempre pronta ad accoglierla, a proteggerla come il
tesoro pi� prezioso del mondo. Quel modo di fare la faceva
sentire importante, desiderata e voluta come non le era mai
capitato. Quel sentimento era completo, qualcosa che non
aveva mai provato neanche per il marito, ci� la spaventava
ma l�attraeva allo stesso tempo. Andrea, in lei, era riuscita a
vedere cose che a tutte le altre persone erano completamente
sfuggite, cose che aveva coperto di polvere perch� non
pensava valesse la pena di utilizzarle e,soprattutto,non
credeva fossero doni cos� preziosi da poter essere mostrati
agli altri. Le aveva fatto cambiare idea, le aveva fatto
rivalutare la sua sensibilit� eccessiva, l�aveva spinta a
riscoprire cose che aveva accantonato quando era una
ragazzina perch� non aveva avuto riscontri positivi nelle
persone che la circondavano. Dopo cos� tanti mesi
Alessandra non le aveva ancora dato il suo numero di
telefono era sempre e solo lei che chiamava, quando le
andava, le piaceva tenere tutto sotto controllo, le dava un
senso di tranquillit� e sicurezza. Quella sensazione di
attrazione e repulsione continuava a vivere in lei, nonostante
fossero passati diversi mesi e la loro conoscenza si fosse fatta
pi� profonda. Aveva paura che se si fosse definitivamente
lasciata andare con Andrea non sarebbe pi� riuscita a tornare
nella sua famiglia, a fare la vita che faceva ogni giorno, da
tanti anni, e che le andava ormai stretta.Quel sentimento che
entrambe provavano era forte, intenso e cos� pieno di
passione che,a volte, pensava di non essere in grado di
tenerlo a bada. Molto spesso le capitava di fare paragoni e
confronti con la sua amica Antonella, tutto quello che
otteneva era la risposta che ormai vagava dentro di lei da
diversi mesi. Ci� che provava per Antonella era solo ed
esclusivamente attrazione fisica, non aveva nessun altro
sentimento tranne del semplice affetto, per Andrea provava
molto di pi�, anche se era difficile ammetterlo. Non riusciva
a capacitarsi di ci� che era successo quella donna, diversa da
tutte le altre, l�aveva conquistata nel modo pi� semplice,con
se stessa.
Quell�aspetto rigido, severo, maschile si mischiava in
maniera intrigante con la sua delicatezza e dolcezza.
�Laura,non ci crederai mai!�esclam� Andrea non appena ud�
la voce della sua amica rispondere al cellulare.
�Cosa?� replic� curiosa.
�Sto andando a incontrarla�.
�Ma chi? Alessandra?�
�Sii� rispose agitata e felice come non lo era mai stata in tanti
anni.
�Calmati stai tranquilla, non essere cos� agitata,dove ti devi
vedere?�
�Devo incontrarmi in via Melzo�.
�Mi fai sapere qualcosa?�
�Sii,non ti preoccupare, guarda che spengo il cellulare
appena arriva�.
�Sei gi� li?�
�Sono arrivata adesso, sto parcheggiando�.
�Bene allora fammi sapere�dopo��
�Ok,ciao� .
Si osserv� intorno nella speranza di vederla arrivare. Lo
squillo del cellulare la distrasse, da quei pensieri, e la dicitura
anonimo che apparve sul display non l�aiut� a cancellare la
sua agitazione.
�Sii, pronto�.
�Andrea, sono io,- disse Alessandra - sono un po� in ritardo,
sei gi� l�?�
�Si, non ti preoccupare ti aspetto�.
�Dovrei essere l� in una decina di minuti�.
�Va benissimo,non � un problema�.
�Va bene, ciao�.
Andrea aveva temuto che non volesse pi� incontrarla. Non
riusciva a staccare gli occhi dallo specchietto retrovisore,
sapeva che sarebbe arrivata con la sua macchina da citt�.
Dopo poco tempo not� dei fari lampeggiare, era arrivata.
Andrea scese dalla macchina e si avvicin� alla Rover, a due
porte, di Alessandra. Sentiva i suoi occhi addosso, come se
volesse carpire qualcosa che pensava nascondesse. Non la
lasci� un solo istante.
�Ciao,come stai?� le chiese appena in auto.
�Ciao,andiamo?�
�Dove vuoi,dove ti pare� replic� Andrea.
Alessandra si era gi� avviata verso i giardini pubblici, si
trov� imbottigliata nel traffico, la cosa la innervos� e cambi�
all�improvviso percorso, s�infil� in una via laterale,
parcheggi� e si mise comoda.
Andrea la osserv�,la vedeva agitata, spaventata e allo stesso
tempo contenta come una bambina, per quello che stava
facendo. Iniziarono a chiacchierare del pi� e del meno, come
avevano fatto fino a quel momento, come se volessero
approfondire ancora di pi� la loro conoscenza. Avvertiva il
timore di Alessandra diminuire, con il passare del tempo, e
proporzionalmente aumentava l�agitazione per quello che
sperava Andrea avrebbe fatto con lei. Andrea non osava
avvicinarsi, desiderava sentire le sue labbra sotto le sue,
assaporarne il sapore, inebriarsi con il profumo della sua
pelle, ma era conscia che doveva trattenersi perch� era la
prima volta che si incontravano da sole e non voleva
esagerare. Fu Alessandra a un certo punto che,
inaspettatamente, la incoraggi�.
�Devo far scivolare indietro il sedile?� chiese.
Andrea la osserv� senza fiato, avrebbe voluto risponderle
affermativamente. Quella donna sapeva stringere,tra le mani,
le sue emozioni e farle suonare al ritmo che lei dettava.
�Come vuoi� replic� indifferentemente, non voleva fornirle
l�impressione che non aspettava altro.
Poi lentamente si avvicin� alle sue labbra. Andrea socchiuse
gli occhi, era cos� tanto che non provava quella sensazione. Il
profumo di Alessandra le arriv� nei polmoni e poi risal�
velocemente sino al suo cervello. Le sfior� delicatamente,
attendendo la sua reazione. Non ci fu. Andrea prosegu�, prese
il labbro superiore di Alessandra e inizi� a giocarci per un
po�, poi con la punta della lingua incominci� a disegnarne il
profilo. Alessandra la seguiva. La sentiva rispondere
positivamente. Si baciarono a lungo e non si resero conto del
tempo che passava. Era ormai buio. Il suono del cellulare
interruppe tutto. Alessandra usc�,rapidamente, dalla macchina
per non far sentire con chi parlava e cosa diceva. Andrea
attese pazientemente, mentre con la lingua andava a cercare il
sapore di Alessandra sulle sue labbra. Era troppo tempo che
non accadeva, quel sapore era pi� dolce del miele, era pi�
inebriante di qualsiasi profumo, era pi� prezioso di qualsiasi
tesoro, non esistevano paragoni. Sorrise, era arrivata al punto
di pensare che sarebbe stata disposta anche a pagare pur di
baciare una donna. Era troppo tempo che non accadeva e
pensava non ne sarebbe pi� stata capace.
�Devo andare�� esclam� rientrando in auto e interrompendo
bruscamente i pensieri di Andrea.
�Devi proprio?�chiese intristita.
Alessandra la osserv�, non avrebbe voluto andare via, ma
come poteva dirle che avrebbe voluto andare in un altro posto
e continuare all�infinito quello che avevano iniziato?
Sospir� e sorrise, con quel suo modo che lasciava tutti senza
parole.
�Si�.
Andrea si avvicin�, la baci� ancora. Alessandra mise
rapidamente in moto e riaccompagn� Andrea alla sua
macchina. La salut� con un bacio, come solo lei sapeva fare.
La osserv� entrare, mettere in moto e avviarsi lentamente
verso casa.
Erano trascorsi poco pi� di una decina minuti quando il
suono del cellulare la distolse dal rincorrere quei pensieri
piacevoli che si accavallavano nella sue mente.
�Si, pronto�.
�Andrea��
�Ciao, come ti senti?�
�Bene. Andrea non mi mentire!� esclam�, la voce alterata,
spaventata e decisa di Alessandra.
�Ma su cosa?�chiese Andrea preoccupata dal tono
dell�amica. In una frazione di secondo il suo respiro si era
mozzato.
�Dimmi la verit� - chiese spaventata - tu hai guardato la targa
della mia macchina prima di andartene, hai preso nota della
targa�.
�Ma stai scherzando, vero? - replic� Andrea stupita di quella
cosa. Era riuscita a cancellare, in un attimo, la felicit� che le
aveva riempito il cuore per quel pomeriggio passato con lei -
Per cosa poi e poi come avrei fatto?�
�Non voglio che tu mi menta,guarda se l�hai fatto non mi
vedi pi�!� la stava minacciando.
Andrea non sapeva cosa fare, come farle capire che non le
era mai passato per la testa di fare una cosa del genere e per
quale assurdo motivo avrebbe dovuto farlo. Non era una
persona invadente e se,a lei,non andava di fornirle
informazioni su di s� non significava che avrebbe dovuto
cercarsele da sola.
�Potresti averlo fatto semplicemente per scoprire chi sono,
dove abito�.
Andrea sorrise.
�Se in tutto questo tempo non hai ancora capito come sono e
chi sono, � inutile che stia qui a spiegarti e a cercare di
convincerti che non ho fatto niente del genere,se non me lo
vuoi dire tu, non sono certo il tipo che fa Sherlock Holmes!�
Alessandra riusc� a calmarsi.
�Va bene,ti credo�giuramelo?�
�Te lo giuro!� replic�.
�Dove sei?�
�Sono quasi arrivata a casa e tu?�
�Sono per strada,va bene ci sentiamo� disse chiudendo cos�
la conversazione.
Andrea deglut�, quella reazione cos� strana ed esagerata le
aveva tolto il fiato, voleva capire perch� si comportava cos�
ed era certa che,per qualche giorno, come era sua abitudine,
non si sarebbe fatta sentire e lei avrebbe atteso con ansia la
sua chiamata. Ogni volta che lo squillo del cellulare avesse
risuonato,nella sua testa, il suo cuore avrebbe sobbalzato e
avrebbe iniziato a correre,come un centometrista, per la
felicit� di sentire la persona a cui teneva di pi� nella sua vita.
A volte si stupiva di quel pensiero che le attraversava la
mente, non le era mai capitato di voler bene cos�
profondamente e rapidamente, a una persona, non le era mai
capitato di sentire un�affinit� cos� intensa, in ogni cosa, e
avvertire che quella era la donna della sua vita, quella che
aveva cercato per tutti quegli anni. Parcheggi� e si avvi� per
salire in casa. Dopo la giornata intensa che aveva trascorso in
compagnia di Alessandra, si assop� sul divano del salotto. Il
trillo insistente del cellulare la riport� rapidamente alla realt�.
�Pronto!�
�Andreaaa�.ti ho disturbato?�
�No, assolutamente no,come stai Lauretta?�
�Bene,senti prima quando ci siamo sentite mi sono
dimenticata di dirti se domani sera ti va di venire al Recycle�.
Ci pens� un attimo non le andava molto, sapeva non sarebbe
stata di compagnia e non voleva certo rovinare la serata alle
sue amiche.
�Laura,non so,non sarei di grande compagnia�.
�Smettila di dire scemenze,eddaiii��
�Va bene, va bene a che ora?�
�Al solito,21.30�.
�Benissimo domani sera allora davanti al Recycle,ciao!�
chiuse la conversazione rapidamente e si avvi� a letto. Era
l�unico posto in cui riusciva a smettere di pensare, anche se,
non era completamente sicura che, il suo cervello, smettesse
di rincorrere i pensieri durante la notte.

- Alessandra aveva raggiunto la sicurezza delle mura di casa.


Apr� rapidamente la porta,mise la borsa sul divano nel salotto
e si avvi� verso la cucina per preparare qualcosa da
mangiare,era in ritardo.Aveva trovato traffico e aveva
impiegato pi� del previsto per arrivare a casa.
L�ansia e la paura dentro di lei non avevano ancora smesso di
mischiarsi, facevano un cocktail esplosivo dal
quale,difficilmente, usciva sobria. L�angoscia si avvolgeva
intorno alla sua gola, togliendole il fiato e soffocandola con i
suoi tentacoli, si sentiva venir meno ogni volta che accadeva.
Temeva che Andrea sarebbe riuscita a rintracciarla, prima o
poi, e non voleva che il suo baluardo venisse violato senza il
suo permesso. Sentiva che Andrea era diversa da tutte le altre
donne che conosceva, profondamente differente ed era certa
sarebbe riuscita ad arrivare a lei in qualche modo. Prese un
lungo respiro, si accese una sigaretta ed emise uno sbuffo
azzurastro di fumo che si disperse lentamente per la casa.
Accese la televisione per tenerle compagnia, le sembrava cos�
che,quel senso di solitudine,fosse meno pesante quando
sentiva delle voci per casa. Di li a poco avrebbe dovuto far
ritorno suo figlio e quella solitudine che le pesava sul cuore
sarebbe svanita, si sarebbe sciolta come neve al sole. Sorrise.
Il suono del telefono la spavent�.
�Pronto�.
�Si pu� sapere dove sei stata?� chiese la voce acida e rauca di
Antonella.
Alessandra sollev� gli occhi al cielo, avrebbe dovuto trovare
una scusa plausibile per non insospettire l�amica, altrimenti
sarebbe iniziata una discussione.
�Dove vuoi che sia stata?In giro a fare un po�di spese, mi
mancavano diverse cose in casa e ho approfittato,devo
rendere conto a te, adesso? Antonella stai diventando
assillante cerca di modificarti�.
�Guarda che a me non prendi per il culo, hai capito?� url�
inviperita.
�Perch� dovrei prenderti per il culo? Per cosa poi? �
�Perch� ti conosco e so come sei e cosa combini quando
scompari per alcune ore,sono gelosa hai capito e non
sopporto che tu veda delle altre�.
�Antonella stai dando i numeri?� richiese alterata Alessandra.
�No,non sto dando i numeri�vaffanculo�sei una stronza!�
disse,chiudendo la conversazione.
Alessandra osserv� la cornetta in mano e poi la depose. La
sua amica era solita fare scenate di gelosia,di quel genere, e
non si stupiva pi� di tanto, sapeva che nel giro di qualche
giorno le sarebbe passato tutto. Ritorn� in cucina per
preparare la cena. Il fine settimana le avrebbe aiutate a
riavvicinarsi.

- Si avvicin� al bancone del bar per ordinare la solita coca


cola calda, il suo stomaco non le permetteva di assumere
bevande fredde, nel caso avrebbe passato la nottata in bagno
con sintomi poco piacevoli. Si guard� intorno, osserv� le
persone che affollavano il locale, si sentiva cos� distante da
loro e cos� estranea a quei luoghi. Non li aveva mai
frequentati, neanche da ragazza e tanto meno le sembrava
potessero adattarsi alle sue esigenze. Non le piacevano i
posti pieni di fumo, rumorosi e con la musica cos� alta da non
riuscire a comprendere ci� che dice la persona seduta al tuo
fianco. La infastidiva quel vociare e, come le accadeva
spesso, riusciva magicamente a isolarsi, tutto quel clamore
svaniva istantaneamente, si ritrovava nel suo mondo
silenzioso dove solo i suoi pensieri potevano fare rumore.
Quella sera c�era qualcosa che non andava, c�era qualcosa
che le stringeva la gola come una morsa. Sospir�, la
nostalgia, la malinconia e la solitudine erano diventati suoi
compagni da tanto tempo, ne sapeva riconoscere i caratteri, i
profili anche prima che si presentassero alla sua anima e al
suo cuore. Si volt� e si avvi� verso il tavolo. Laura e le sue
amiche stavano ridendo e scherzando, non voleva certo
rovinare la serata anche a loro, bastava lei a essere triste per
tutte quante. Chiss� se sarebbe mai riuscita a liberarsi di quel
senso di tristezza che le permeava l�anima? Sorrise. Era una
delle poche battaglie dalla quale era uscita alla pari, non era
riuscita ad avere la meglio e allora, come diceva un vecchio
detto, se l�era fatta amica, l�aveva fatta scendere al suo fianco
come una delle sue migliori amiche.
�Tra poco inizia a cantare� esclam� Laura ridendo.
�Sii,sii fai poche allusioni�.
�Ma scusa non hai detto tu che � carina?�
�Si, certo ho detto che non � male e che,sicuramente, � un
tipo di donna che a me potrebbe piacere ma non ho mai detto
che mi piace�.
�Uhhhmmm�sempre a spaccare il capello tu! � intervenne
Vittoria.
La musica si era fatta sempre pi� forte e il ballabile che
risuonava nelle stanze del Recycle richiamava tutte a ballare.
�Andreaa,noi ci avviamo a ballare poi ci raggiungi di la?�
Andrea annu�, senza troppa convinzione. Le lasci�
allontanare, poi si volt� verso la finestra che aveva alle spalle
e che dava sui binari della ferrovia di Porta Garibaldi. Fece
correre gli occhi sui quei colori arrugginiti dalle luci
artificiali e dalla nebbia leggera di fine novembre. Era un
quadro triste nel quale si perdeva la sua malinconia. Si
arrampic� su un edificio al di la dei binari. Le luci,in alcuni
appartamenti, lo rendevano apparentemente pi� vivo.
Nell�istante in cui i suoi occhi si erano fermati su una finestra
illuminata, il suo pensiero era corso ad Alessandra. Si
domandava spesso dove poteva essere, con chi poteva essere
e chi la stava stringendo tra le braccia. Deglut�
rumorosamente, avrebbe dato qualsiasi cosa per sapere
dov�era, almeno dov�era, quell�angoscia di non sapere niente
di lei, di dover aspettare la sua chiamata senza preavviso, la
faceva rimanere in sospeso, con il cuore, con il fiato e con la
mente. Decise di scrivere qualcosa. Si alz� di scatto, sapeva
che non poteva lasciarsi sfuggire l�ispirazione, si avvicin� al
bancone e chiese cortesemente alla barista un foglio di carta e
una penna. Torn� rapidamente al suo tavolo e con gli occhi
persi fuori,tra la nebbia e la malinconia, inizi� a scrivere.
�Ho spinto gli occhi
oltre i confini del buio
per cercare di trovare
il tuo viso,
disegnato dalla braccia di qualcun altro
Ti ho ascoltata respirare,
ti ho visto amare, come solo tu sai fare
mentre il mio cuore piangeva lacrime
che nessuno potr� mai vedere. �
I suoi occhi si erano riempiti di quelle lacrime che nessuno
avrebbe mai potuto vedere. Deglut� rumorosamente e infil� il
foglietto nella tasca interna del giubbotto blue.
�Andrea daii vieni che inizia a cantare�.
Sorrise.
�Sii arrivo,vai pure tu, vi raggiungo!�esclam� alzandosi
malvolentieri ed entrando nella stanza adiacente.
Si appoggi� al muro d�entrata, incroci� le braccia e
incominci� a osservare la cantante di turno. Capelli mossi
castani, con sfumature rossicce,si appoggiavano
delicatamente sulle spalle, i vivaci occhi castani
incorniciavano un viso piccolo e vissuto, la corporatura
minuta e formosa ne facevano una donna carina. C�era
qualcosa in quegli occhi che dicevano,ad Andrea,pi� di
quello che avrebbe potuto sapere parlando con lei. Quella
ragazza aveva un passato triste e pesante e nei suoi occhi
c�era scritto che aveva sofferto parecchio. La fiss� per tutta la
durata dello spettacolo. Era carina ma non aveva niente di
speciale che la potesse attirare. Sorrise e si redargu� per
essere cos� difficile in fatto di donne. Per qualche istante i
loro occhi si incrociarono, per quei secondi i suoi occhi
diventarono magicamente quelli di Alessandra. Ci si perse al
loro interno come era solita fare quando l�aveva di fronte.
Qualcuno dandole uno spintone la riport� alla realt�. Lanci�
un�occhiata all�orologio, era quasi l�una.

- Seguirono con gli occhi la strada che si inerpicava,


lentamente, segnando il profilo della montagna fino a
raggiungere Arosa. Tutte e due erano state rapite da quel
paesaggio che infondeva serenit� e tranquillit�, quello di cui
avevano bisogno. Avevano dovuto attendere,pi� del
previsto,per riuscire a organizzare un week end fuori porta,
Andrea le aveva indirizzate nei Grigioni,nel villaggio di
Arosa,una perla incastonata tra montagne che sembravano
diamanti.
�Meno male che dovevamo concederci questa vacanza a
settembre�.
�Dopo quello che � successo,siamo state fortunate a riuscire a
organizzarla,hai visto che meraviglia questo posto?�
Roberta annu� senza distogliere lo sguardo dalle montagne
che continuavano a scorrere dinanzi ai suoi occhi. Abbass�
leggermente il finestrino voleva respirare a pieni polmoni
l�aria pura e fresca che era certa riempisse quella vallata.
Prese un lungo respiro.
�Dici che troveremo posti cos� anche l�?�
�Cos� come ci sono sulle Alpi non credo, ma sono certa che
ci saranno anche l� panorami mozzafiato e suggestivi come
questo�.
�Non vedo l�ora lo sai, vero?� disse dando un�occhiata alla
sua compagna che guidava.
Annu�.
�Sai che questa � la nostra prima vacanza, insieme?�
�Si, ma ti sei dimenticata che stiamo vivendo quasi insieme
da un po� di mesi?�
�No,per� � la prima volta che andiamo in vacanza�.
�Sai cosa mi piace di te, fra le tante cose, questa tua capacit�
di emozionarti come una ragazzina� esclam� sorridendo
Francesca.
�Senti - inizi� facendosi seria Roberta - non abbiamo mai
parlato di come hai fatto a superare tutte le remore, le paure,
tu che sei sempre stata considerata una mangiatrice
d�uomini� concluse sorridendo.
La sua compagna scoppi� a ridere.
�Mi � stato molto utile, in questo frangente, che la gente ci
credesse! Ti sei fatta spesso questa domanda o meglio ti ha
preoccupato questo fatto?�
�Cosa? Intendi se mi sono domandata se io ero solo un test,
una prova?�
Francesca annu�.
�Ci ho pensato all�inizio, ma mi sono ricreduta strada
facendo. Non sapevo cosa pensare, avevi un certo tipo di
nomea, all�interno dell�azienda, ed � stato difficile per me,
come credo lo sarebbe per chiunque, cercare di rendersi
conto del contrario�
�Non lo � per Andrea.�
Roberta rise di gusto.
�Ma lei � speciale, al di fuori del coro,non ha niente a che
vedere con la massa, ha una testa davvero particolare e una
gran bella intelligenza, non sar� un genio per� ha una facilit�
nel capire,adattarsi e far sue le cose che � fuori dal comune,
in pi� ha quella capacit� di farti sembrare facili anche le cose
pi� ostiche e complicate!�
�Vedo che l�hai conosciuta bene!� esclam� con una punta di
gelosia.
�Daii, non sarai mica gelosa della tua amica? Sapessi come ti
ha sponsorizzato�.
Francesca la scrut� incuriosita.
�Mi ha venduto bene? Non sono gelosa di lei, non lo potrei
mai essere�.
�Ti ha venduto molto bene e ha fatto rialzare le azioni
�comunque non hai risposto alla mia domanda.�
�Non ho mai pensato di usarti come cavia, certo non � stato
facile accettare questa cosa, rendermi conto che provavo
questi sentimenti per le donne, soprattutto per una che � stata
anche sul punto di convolare a nozze - esclam� ridendo - per
fortuna che mi sono ravveduta, si vede che gi� allora avevo
qualche segnale inconscio.�
�Inconscio?�
�Sii, me lo ha fatto notare Andrea, come al solito, mi ha detto
che non � che uno si sveglia la mattina e dice :� toh guarda
stamattina mi sento un po� gay�. - Roberta rise mentre
ascoltava attentamente - La questione � che queste tendenze
le hai dentro di te, magari nascoste in qualche cassetto e,a un
certo punto della tua vita,incominciano a uscire dal cassetto,
non riesci pi� a trattenerle ed � in quel momento che realizzi
questa cosa.�
�Interessante questa teoria.�
�Penso sia pi� di una semplice teoria, credo abbia un
fondamento.Comunque non � stato facile accettarmi non
tanto per me stessa quanto perch� ero spaventata, soprattutto
all�inizio, di quello che potevano pensare, dire gli altri e di
come avrebbero potuto giudicarmi,ecco il giudizio degli altri:
amici, parenti e tutti quelli che ti conoscono. Ho fatto una
bella chiacchierata con Andrea e mi ha aiutato a capire
alcune cose per�, anche lei, mi ha ripetuto che solo io potevo
superare questo ostacolo che mi ero posto, la vita era la mia e
non quella di altri. Cos� una sera,ero a casa da sola, avevo le
parole di Andrea che mi ronzavano nella testa, l�angoscia e
l�ansia che mi stringevano la gola, lo stomaco e mi
mozzavano il fiato�.
�Bella serata hai passato!�
�Non � stata l�unica, ho trascorso tante serate cos� angosciata
che non riuscivo neanche a mangiare, rifiutavo il cibo, � per
quello che ho perso diversi chili. Non sono passata indenne
da questa cosa, anzi ho pagato un bel pegno! Non mi sentivo
bene quella sera, mi ricordo che mi sono affacciata alla
finestra nel tentativo di respirare un po�d�aria, ma non ha
avuto alcun effetto, poi mi sono versata un amaro per cercare
di digerire quei pensieri che sembravano pesanti come dei
massi di cemento. Niente sembrava funzionare�.
�Perch� non mi hai mai detto che hai sofferto cos� tanto?�
chiese Roberta sfiorando la mano della sua compagna.
�Te ne sto parlando adesso. Quella sera mi sono sentita
davvero male, mi sentivo svenire, mi mancavano le forze e
non riuscivo a far niente. Sono finita per terra, vicino al
divano, avevo il cuore che correva come un pazzo e non
riuscivo a fermarlo,a quel punto ho incominciato a pensare e
mi sono detta: ecco se dovesse succedermi qualcosa,
qualcuno mi dar� una medaglia per come ho vissuto? Per
essermi castrata la vita perch� potesse aderire agli stereotipi
del pensiero comune? Qualcuno mi avrebbe dato un premio
per aver sacrificato i miei sentimenti e per aver avuto una
facciata degna della miglior tradizione?�
Roberta la guard� con aria interrogativa.
�Tutte quelle domande avevano ricevuto una risposta
negativa. Quel malore mi ha aiutato a prendere in mano la
mia vita, mi ha fatto comprendere, assorbire che la vita che
abbiamo a disposizione � una sola e volevo perderla per chi?
Per far piacere a gente che non conoscevo, per dare fumo
negli occhi a chi non avrebbe perso occasione di criticarmi lo
stesso? E poi, non per ultimo, perch� dovevo rinunciare a
quelle fantastiche emozioni, sensazioni, sentimenti che mi
facevano sentire davvero completa come non era mai
successo prima, qualcuno mi avrebbe ripagato per tutte
queste cose che avrei perso? Che significato avrebbe avuto la
mia vita, se avessi finto di non vedere, se avessi represso
tutto questo? Avrei vegetato e non sarei mai stata felice, forse
non � uno dei diritti degli esseri umani essere felici?�
�Credo proprio di si�.
�Si certo, avevo una bella casa, un bel lavoro, una posizione
invidiabile ma da chi? Da coloro che preferiscono apparire e
non essere. Cosa me ne facevo di tutte queste cose materiali
se dentro di me non ero felice, se dentro di me provavo quella
sensazione di castrazione, se la vita non era pi� la mia,cosa
mi potevano dare queste cose? Si certo, una vita agiata ma mi
sentivo sola dentro, inaridita pronta ad accontentarmi di
queste cose futili, superficiali,mentre sentivo la mia anima e
il mio cuore che si lamentavano per poter essere nutriti e
essere arricchiti con altre cose molto pi� importanti�.
�Ma poi cos�hai fatto?Ti � passato il malore?�
�Vuoi sapere una cosa assolutamente ridicola? - Roberta
annu� - Bene quando sono arrivata alla conclusione, quando
mi sono data una risposta,bene il malore se n�era andato da
s�, ci puoi credere?�
Roberta sorrise.
�Certo che ci credo, ci sono tanti malori, malesseri che
dipendono dalla nostra situazione psicologica, il fatto di
reprimere ci� che si prova � la cosa pi� grave e seria che pu�
portarti ad ammalarti�.
�Lo so, me ne sono accorta sulla mia pelle,non volevo
rinunciare a essere felice, non volevo non respirare tutte
quelle emozioni che mi facevano sorridere di gioia, non
volevo pensare che se,un domani,mi fosse successo qualcosa
mi sarei domandata cosa ti ha dato la vita e avrei pensato
niente, assolutamente niente a parte l�apparenza. Cos� ho
deciso, mi sono detta che non avrei rinunciato a ci� che
sentivo per niente al mondo, certo non l�avrei sbandierato ai
quattro venti, ma l�avrei vissuto,sarei stata solo me stessa
perch� ho capito che solo cos� potevo stare bene. Solo
avendoti accanto, potevo essere completa,nessun uomo
potrebbe mai darmi le stesse cose, nessuna relazione che ho
avuto con loro � mai stata cos� completa, mi ha fatto sentire
in questo modo,cos� appagata in tutto:
mentalmente,emotivamente e��
�e?� richiese maliziosamente
�Hai capito benissimo.Ci ho impiegato un po�a rendermi
conto di questo, quando Andrea me l�ha detto pensavo fosse
una cosa impossibile, poi per� ci sono arrivata per mio conto
e ho capito che aveva ragione, era la verit�. Il rapporto con
una donna � completo in tutto,ogni tanto pensavo anche a
tutte quelle donne che se lo sapessero non tornerebbero pi�
con uomo neanche a pagarle!� concluse ridendo.
�Hai ragione�.
�Poi ho cercato anche di dipingere un immaginario quadro
della mia vita nei due modi, cio� da una parte la mia carriera,
la mia vita nell�azienda, i soldi, un matrimonio magari, pure
dei figli e poi? Questa sarebbe la vita che gli altri vogliono
disegnarti, che vogliono crearti e ognuno di noi segue senza
in realt� pensarci troppo solo perch� � una cosa comune, �
uno stereotipo ma la nostra vita non � uno stereotipo! - disse
alzando leggermente la voce. - E� vera, va vissuta, ogni
respiro,ogni emozione a questo proposito mi � venuta in
mente una frase di George Carlin che dice: la vita non si
misura da quanti respiri facciamo ma dai momenti che ci
tolgono il respiro. E quanti ne avrei potuti avere facendo una
vita piatta, mangiata e digerita gi� da altri? Allora ho
immaginato l�altra prospettiva: una vita riempita dalle cose
belle, dalla felicit� di essere,finalmente, dalla gioia di poter
vivere le mie emozioni fino in fondo, si certo forse avrei
affrontato alcune altre difficolt� ma sicuramente valeva la
pena di affrontarle! Altrimenti che persona,che essere umano
sarei stato se non fossi riuscita a vivere fino in fondo le mie
emozioni, le mie necessit�?�
�Bella quella frase, mi piace molto,accipicchia ti � costato un
bel po� di fatica!�
�Tutte queste cose mi hanno fatto riflettere, mi hanno fatto
pensare che stavo buttando via la mia vita per seguire un
sentiero gi� tracciato da altri e non mi si adattava, non
sopporto che qualcuno mi dica quello che devo fare,ho un
cervello mio e lo faccio funzionare�
Roberta pos� la sua mano su quella di Francesca mentre
cambiava marcia, la segu� nella manovra.
�Ci siamo quasi�mi sembra che la strada stia quasi per
finire�.
�Ti sei stancata?�
�Un pochino,sai che non amo moltissimo guidare�.
�Te l�avevo detto che se volevi mi mettevo io alla guida�.
�Non sono cos� tanti chilometri e poi ,guarda - indic� davanti
a s� - siamo arrivati!�
Il villaggio che si par� dinanzi a loro e le montagne che gli
facevano da contorno le lasci� senza parole e senza fiato.
�E� stupendo!�
�Andrea non sbaglia un colpo�
Roberta rise divertita.
�Hai ragione,dove andiamo?�
�E� un albergo dove ci sono anche degli appartamenti,�
molto carino,siamo prenotate l�,abbiamo la sauna e anche se
siamo un po� fuori stagione possiamo usufruire di alcune
attrezzature dell�hotel�
�Sai che mi � venuto un certo appetito�.
�Tu? - richiese sorpresa Francesca - E� un miracolo, l�aria di
montagna ha fatto il suo effetto,ho sempre pensato che non ti
sarebbe mai venuta fame neanche se avessi fatto il digiuno di
Gandhi,per almeno una settimana!� ironizz�.
�Eddaiii, esagerata�quest�aria frizzante - prosegu� Roberta
mentre scendeva dalla macchina dinanzi all�albergo -
evidentemente � stata efficace, il mio stomaco � molto
contento�
�Benissimo� disse Francesca osservandola. A volte si
chiedeva come poteva non essersi resa conto del bene e
dell�amore che aveva per lei. Era stata stupida e cieca.
�Cosa c��, amore?� chiese Roberta avvicinandosi e
appoggiando le mani sui suoi fianchi.
�Niente,stavo pensando che sar� un fine settimana
fantastico!�
�Con te, senz�altro!�
�Guten haben!- le accolse il gestore dell�albergo.- Siete
italiane, accomodatevi!� le invit� a entrare.

- Tutte e quattro sedute a un tavolo, si guardarono e


scoppiarono in una sonora risata. Antonella depose la
zuppiera con la pasta che aveva appena scolato. Come
capitava spesso si erano trovate tutte insieme per festeggiare
le festivit� natalizie. Era una serata per sole donne nel corso
della quale si divertivano,senza limiti. Non si curavano molto
del men� che presentavano, in quelle occasioni che
trascorrevano insieme era importante solo la compagnia e il
divertimento, il fatto che, per qualche ora, riuscissero a
dimenticare i problemi e i pensieri che ognuna di loro si
portava appresso come un bagaglio pesante. Antonella di
origine meridionale,si era trasferita a Milano, molto giovane,
quando era scappata di casa con il ragazzo che sarebbe
diventato poi suo marito. Non si era dedicata allo studio, n�
all�educazione di se stessa, il suo modo di fare,un po�
rozzo,ne aveva risentito. La separazione e il conseguente
divorzio dal marito le avevano consentito di iniziare a fare
cose che non aveva mai fatto in vita sua. Non le sembrava
vero di poter decidere e fare ci� che pi� le piaceva senza
dover rendere conto a qualcuno, i suoi figli erano ormai
grandi e non si preoccupava pi� di tanto. Soprattutto non le
sembrava vero di poter esercitare potere di controllo e di
possesso su qualcun altro, ci� che era stato sempre fatto su di
lei. Le sembrava cos� di poter prendere una rivincita su stessa
ma non si rendeva conto di quanto si sbagliava. Milena, dal
canto suo, dopo una convivenza piuttosto lunga dalla quale
era nato un figlio, aveva deciso di vivere liberamente le sue
relazioni senza distinzione, aveva compreso che in fondo non
poteva limitarsi, si era resa finalmente conto che era
bisessuale. Carla dopo due divorzi era arrivata,finalmente, al
punto di accettare se stessa e di non mettere un limite al fatto
che avrebbe potuto avere relazioni con donne. Anna era
l�unica che,tra loro,avesse avuto il coraggio di dichiararsi, si
era accettata per ci� che era,dopo un lungo periodo di
tribolazioni psicologiche. Piuttosto maschile nell�aspetto non
nascondeva a nessuno chi era. Alessandra non riusciva a dire
a se stessa chi era, non riusciva a far uscire allo scoperto
quelle sensazioni, quei sentimenti che provava e continuava a
fingere con se stessa e con gli altri, continuava a interpretare
quel ruolo che le era stato imposto dall�educazione e dagli
stereotipi che le erano stati insegnati. Si sentiva spesso
intrappolata in quella gabbia dorata che, in fondo, si era
costruita da sola e dalla quale avrebbe voluto scappare, ma
poi quando riusciva ad aprire la porta la prendeva l�angoscia
e non aveva il coraggio di fare il primo passo all�esterno.
Avrebbe dovuto ammettere un�altra sconfitta per lei che era
considerata la pecora nera della famiglia. Non voleva dar
ragione,ancora una volta, a coloro che non erano mai riusciti
a capirla fino in fondo, completamente.
�Chi vuole gli spaghetti al pomodoro e basilico?- url�
Antonella - Guardate che non ho fatto molte altre cose, oggi
ho avuto parecchio da fare oltre ad accompagnare i ragazzi
dal mio ex, sono dovuta andare anche dal meccanico perch�
quel vecchio catorcio a momenti mi lascia per strada,porca
zozza!�
�Non ti preoccupare - intervenne Alessandra - va tutto bene,�
sufficiente anche cos� concluse dolcemente come solo lei
sapeva essere.
Antonella le lanci� un�occhiata, quella donna in un certo
senso le piaceva, ma non poteva rivelare a nessuno quello che
provava, doveva fare finta di niente come se continuasse a
essere una semplice amica. Le sorrise.
�Ma guarda - sottoline� acidamente Milena - che
gentilezza,avete sentito con che tono le si � rivolta?�
Alessandra si irrigid�, in fondo, non aveva fatto niente di
male e aveva espresso un pensiero che sarebbe stato comune
a molti, cosa poteva aver notato la sua amica che era sfuggito
al suo controllo? Non riusciva a darsi una risposta. Odiava
perdere il controllo di qualsiasi situazione, era l�unico modo
che aveva per sentirsi sicura e tranquilla, a meno che non
fosse vicino ad Andrea. Ebbe un sussulto al cuore. Quel
pensiero le tolse il fiato.
�Si sa no, Milena, che Alessandra vede solo Antonella non
riesce a vedere altro,non vedi che c�� un rapporto
d�esclusiva!� aggiunse Anna sarcasticamente e intendendo
altre cose.
�Cosa dici? - si irrit� Alessandra - Cosa cazzo stai dicendo?
E� mia amica come lo siete tutte quante�.
�Non credo proprio� rimarc� Carla.
La cena si concluse rapidamente e tutte insieme si
trasferirono in salotto per chiacchierare.
�Nessuna di voi ha mai pensato di avere una relazione con
una donna? Per esempio con chi andresti a letto, Alessandra ,
se dovessi scegliere una di noi?� chiese maliziosamente
Carla.
Alessandra si mordicchi� nervosamente il labbro superiore,
era il modo che conosceva per sfogare il nervoso che
avvertiva. Le scrut� tutte attentamente,curandosi di non
soffermarsi troppo proprio su Antonella.
�Se dovessi scegliere, lo farei con te, Carla�.
La donna sorrise.
�Perch�?�
�Perch� sono sicura che con te, finirebbe nel momento stesso
in cui ci chiudiamo la porta dietro le spalle,non ci sarebbero
strascichi n� conseguenze,sarebbe una botta e via!� concluse
sorridendo.
Carla sorrise compiaciuta, aveva ottenuto quello che voleva.
La stava studiando e da alcuni suoi atteggiamenti aveva
capito che nascondeva qualcosa. Antonella aveva intuito da
quello sguardo che qualcosa avrebbe potuto succedere tra
loro, le avrebbe tenute d�occhio.

- Si arrampic� con lo sguardo sull�edificio che si trovava di


fronte a casa sua. Si ferm� ad ammirare un piccolo albero
natalizio che faceva bella mostra di s� sul balcone. Rimase
ipnotizzata dalle luci intermittenti e, come per magia, si sent�
pervasa da quel calore particolare che sembra riempire gli
animi umani durante le festivit� di Natale. Pass� l�albero e
cerc� di entrare in quella finestra chiusa in cui si riflettevano
i colori delle luci e delle palline che addobbavano l�albero.
Socchiuse gli occhi e sospir�, cerc� di inghiottire quel nodo
che le si era fermato in gola e sembrava non farle passare
l�aria per respirare. Era certa che in quell�appartamento
qualcuno avrebbe ricevuto delle carezze, dei sorrisi caldi e
dei gesti d�affetto che nessuno le aveva mai regalato. Port� lo
sguardo sul pavimento del suo appartamento, chiuse gli occhi
per respingere le lacrime che avevano bussato alle finestre
dei suoi occhi e prepotentemente volevano uscire. Che cosa
le mancava? Perch� tutte le donne non riuscivano ad andare
oltre quel semplice sguardo? Perch� non potevano vedere
altro? Non si faceva illusioni su Alessandra sapeva che,
prima o poi,si sarebbe comportata come tutte le altre e con lei
non avrebbe voluto altro che una semplice amicizia. Non
c�era nessuna che la desiderava, che sentiva attrazione verso
di lei, e se accadeva sapeva che durava il tempo di un battito
di ciglia poi tutto tornava alla normalit�, veniva rimessa nel
suo angolino,quello dell�amica sincera, a cui tutti potevano
rivolgersi per risolvere i problemi, non poteva essere
nient�altro. Sferr� un pugno sulla parete,a lato della finestra.
Anche lei, come tutti, aveva bisogno di quei gesti d�affetto,
del calore che il cuore poteva regalare, sentiva anche lei la
necessit� di amare e di essere amata ma sembrava quasi
impossibile per lei, come se qualcuno avesse apposto un
cartello con la dicitura: � vietato ad Andrea�. Sorrise per quel
pensiero stupido che le era passato per la mente, a volte, per
scacciare la tristezza che si impadroniva del suo cuore e della
sua mente, trovava degli espedienti infantili e sciocchi che la
portavano a sorridere. Avrebbe dato tutto quello che
possedeva per poter fare un regalo ad Alessandra, per poterle
dedicare le poesie che le aveva scritto. Il suo viso s�illumin�
all�improvviso e, istantaneamente,la malinconia e l�angoscia
erano svaniti. Compose velocemente il numero di cellulare.
�Susanna?� chiese alla voce che rispose.
�Si,sono io�Andrea?�
�Si, ciao come stai? Scusa l�ora�.
�Benino grazie,un po� indaffarata, sai come tutti in queste
giornate di shopping frenetico�.
�Gi�- replic� laconicamente, avrebbe voluto dirle
che,anche per lei, era la stessa cosa, che era indaffarata, ma
non poteva farlo perch� non aveva nessuno a cui fare regali -
senti scusami se ti disturbo in questi momenti,ma mi � venuta
in mente una cosa che volevo chiederti,so che non � neanche
l�ora�.
�Non ti preoccupare,mi fa bene distrarmi un pochino almeno
non faccio troppi danni sulla carta di credito!�
Andrea sorrise.
�Volevo sapere se potevo dedicare il mio libro a una persona
in particolare?�
�Certamente. Puoi fare tutte le dediche che vuoi e puoi
scrivere tutto ci� che vuoi senza problemi, con il ritardo che
c�� stato poi ci mettiamo d�accordo, ascolta facciamo cos�
Luned� passa in ufficio cos� ne parliamo, se hai gi� qualcosa
da scrivere porta pure i fogli con le dediche�.
�Ok, perfetto! Ti ringrazio sei sempre molto gentile�.
�Figurati,anche tu presa per gli acquisti?�
�Non proprio,non voglio trattenerti oltre ti ho gi� rubato
abbastanza tempo,senti una cosa che ho sempre voluto
chiederti, sei parente per caso di quel Malpighi del 1600
anatomista�.
Susanna fu sorpresa che qualcuno conoscesse qualcosa del
genere legato alla sua famiglia.
�Si, � un lontano parente di mio padre,un antenato,sai
Malpighi non � un cognome comunissimo�.
�No,devo dire di no.Buon Natale!�
�Anche a te! Ci vediamo Luned�! Auguri anche a te!�
Andrea ripose il cellulare e si avvi� rapidamente al computer
per mettere per iscritto quello che le era passato per la mente.
Le dediche che avrebbe messo sul suo libro. Inizi� con la
poesia che aveva appena scritto per Alessandra.
��Se il sole potesse brillare di pi�
avrebbe la luce che splende nei tuoi occhi
Se l�aria odorasse di buono
Sarebbe la fragranza del tuo profumo
Se la vita fosse musica
Sarebbe il suono della tua voce�
Se l�amore avesse un corpo
Saresti tu��
Sorrise. Prosegu� per tutta la serata, voleva avere tutto pronto
quando, il luned�,li avrebbe consegnati alla casa editrice.
- �Non esiste!- url� Stefania guardando Laura - Non ne
posso pi�, sono stanca dei tuoi modi,avevi promesso una
cosa, ma come al solito non sei stata capace di mantenerla�.
�Ma cos�ho fatto?� chiese Laura colpevolmente.
�Ti sembra il modo di rispondere perch� ti ho detto di non
mangiare quel panino?�
La scrut�.
�Ti ho gi� detto che,quando mi viene il mal di stomaco, devo
mangiare qualcosa, poi mi passa�.
�Ma secondo te - prosegu� alzando la voce - � normale che
una che ha mal di stomaco trangugi un panino unto, pieno di
grassi con dentro pancetta, sottaceti e altro? Vogliamo parlare
di come hai risposto?�
�Cosa ti ho detto? - chiese con aria di sufficienza - Ti ho
detto che di madre ne ho gi� una che mi rompe i coglioni!�
�E� inutile che stia qui a parlare, non capisci, non ti riesce a
entrare in quella testa quadra. - era nervosa, arrabbiata e
sapeva che, quando era cos�, le uscivano parole di cui poi si
sarebbe pentita - Chi vuoi che riesca a starti vicino? Ho fatto
un errore, un grosso errore non avrei dovuto accettare questa
cosa�.
Laura si sent� venir meno, ci� che aveva costruito stava per
crollare sotto il peso dei suoi errori e delle sue mancanze.
Come al solito, in quelle occasioni, non sapeva cosa dire, non
sapeva come controbattere, non aveva argomenti. Non aveva
mai fatto tesoro di quello che le era successo in passato.
�Cosa stai dicendo?�
�Sto dicendo che ho sbagliato, non avrei dovuto imbarcarmi
in questa cosa e non avrei dovuto accettare di venire a vivere
con te. Non � cambiato nulla e io non riesco a sopportarti sar�
anche colpa mia, ma io non ce la faccio, sei troppo arrogante
e strafottente e non hai rispetto!�
�Di rispetto ne ho!� replic� con quel tono che infastidiva
tutti. Non si rendeva conto che reagiva con l�attitudine di chi
aveva ragione, non aveva difetti e ci� che faceva era perfetto
e gli altri avrebbero dovuto sopportarla cos�.
Stefania la squadr� mentre infilava un paio di pantaloni
nell�armadio.
��when you reach the top all that glitter is not gold�what
you think is what you find, you know the answer�face the
changes you go through, have the faith in what you do��
Seguirono per qualche istante le note della canzone di Lionel
Richie.
�Se t�impegnassi un po� di pi� sussurr� Stefania. Le
spiaceva vedere Laura cos� ma non aveva armi n� mezzi per
poterla aiutare a uscire dal tunnel in cui si trovava. Aveva
bisogno,anche lei, di qualcuno che l�aiutasse a trovare la
strada, come poteva essere di sostegno a qualcun altro? Non
aveva la forza, la volont� di Andrea. Sorrise. Ogni volta che
pensava all�amica si convinceva del fatto che fosse
indistruttibile, che avesse un carattere e una forza fuori dal
comune. Il pensiero della sua amica, delle parole che sapeva
sempre trovare, aveva lo strano potere di riuscire a
tranquillizzarla e rasserenarla un po�. Perch� Laura non
riusciva a fare la stessa cosa? Certo le mancava l�esperienza
ma era certa che, Andrea, fosse stata cos� anche da giovane.
Forse con Laura era davvero finita. Non le avrebbe concesso
un�altra chance, era sicura che non ne meritasse un�altra. Era
la terza e anche l�ultima. Non l�arricchiva, non c�era uno
scambio. Forse la colpa era stata solo sua, in fondo non c�era
molto tra loro e lei aveva voluto rischiare. Non c�era
attrazione mentale n� tanto meno fisica. Si domandava
ancora il motivo che l�aveva spinta ad accettare, era stata
lusingata solo dalle parole o era stato il suo desiderio di avere
qualcuno al fianco? In ogni caso si sentiva una stupida, le era
piaciuto sentirsi corteggiata e Laura era stata capace di farlo
bene, non si era mai sentita dire certe cose da nessun uomo.
Sospir�, le spiaceva mettere un punto alla loro storia ma non
stavano costruendo nulla, non l�avrebbe aiutata a dissolvere
quella nebbia che, ogni tanto, permeava le sua mente e il suo
cuore. Si avvi� verso la cucina per prepararsi qualcosa per la
cena. Forse la sua ultima cena in quella casa.

- Andrea attese con impazienza che Marcella e Laura si


accomodassero,di fronte a lei, con i piatti pieni di stuzzichini
per l�aperitivo. Diede un�occhiata intorno, il Ranch Bar, dove
di solito si recavano alla sera non era molto affollato.
�Non prendi niente? � chiese Marcella appoggiando il piatto
sul tavolo.
Andrea la osserv� e poi si alz� quasi a fatica.
�Sii,prender� qualcosa�� esclam� avviandosi verso il
bancone dove vi erano tutte le pietanze.
Laura e Marcella si squadrarono.
�Non la vedo bene� sussurr� Laura
Marcella annu� senza parlare, stava gi� pensando a quello che
avrebbe dovuto dire alla sua amica.
�Allora non mangerai solo quello? - inizi� in tono risoluto -
Andrea non mi fare incazzare per quella scema? Tu sei matta,
a quest�ora avrebbe dovuto decidersi, pu� essere impegnata
finch� vuoi, ma ha anche 40 anni, cosa vuole aspettare
quando ne avr� 90? Ma per piacere siamo seri, come siamo
antiquate, e tu stai li a perdere il tuo tempo con una donna del
genere quando chiss� quante ne troveresti in giro� concluse
acidamente Marcella.
Andrea la osserv� e deglut� rumorosamente.
�Cosa � successo?� chiese preoccupata Laura.
Andrea prese un lungo respiro prima di incominciare a
parlare.
�Penso che ci sia un�altra persona che le gira intorno e credo
sia quella sua amica�.
�Quale?�
�Sii, vi ricordate quella con cui mi ha fatto parlare quella
volta? Quella che non mi piaceva e che aveva qualcosa che
mi respingeva?�
Entrambe annuirono.
�Quella che si chiama Antonella�penso ci sia qualcosa tra di
loro e non � sicuramente come lei vuole farmi credere,c��
qualcosa che mi irrita, c�� qualcosa di suo che mi
infastidisce, � cattiva, c�� una cattiveria profonda,possibile
che lei non se ne accorga? Ho come la sensazione che la stia
usando come se si stesse prendendo una rivincita per
qualcosa�.
�Forse non vuole accorgersene,non credi?�
�Ma sei sicura di questa cosa, zia?�
Annu� tristemente.
�Perch� me lo chiedi? Pensi che sia una cosa che mi sono
messa in testa io?�
Laura le diede un�occhiata mentre finiva di inghiottire le
penne all�arrabbiata.
�No, per� magari sei nervosa perch� ti sembra che ti sfugga�
�No, sento quello che prova, anche all�inizio, vi ricordate? -
esclam� osservando entrambe - Quando mi diceva e ripeteva
all�infinito che era etero, non le ho mai creduto per un
semplice motivo perch� lei trasmetteva esattamente il
contrario,ho sempre ascoltato il mio cuore per� non
vorrei,come al solito, che ci fosse sempre una donna pi�in
tutto che me la portasse via,darei la vita per lei� concluse
abbassando la testa nel piatto.
�Su�suu..- intervenne Marcella in modo sbrigativo - ma dai,
non ti far prendere da queste cose e poi sai come si dice?
Vuol dire che non ti merita,se non ha ancora capito che
fortuna ha avuto a incontrarti,veramente l�abbiamo avuta tutti
questa fortuna perch� una persona come te�� si blocc� per
sorseggiare la birra.
�Non si trova tutti giorni - continu� Laura per lei - sei una
persona speciale che si distingue dagli altri per molte cose e
se, Alessandra, non ha ancora capito questo beh allora �
un�oca, scusa se te lo dico�.
�Veramente secondo me � qualcos�altro�.
Andrea la squadr� interrogativamente.
�Sii, lo sai non farmelo ripetere�.
�E se fosse vero che ha questa che le gira intorno� aggiunse
Laura.
�Si, - prosegu� Marcella - forse lo fa per comodit�, lo sai che
tu sei una persona scomoda, non sei presentabile,la tua amica
sar� ancora una di quelle che si preoccupa dell�apparenza e
ovviamente non ti fa entrare in casa sua�beh no, sei il
mostro di Loch Ness, tu ti puoi nascondere solo dietro le
colonne, no?!!!�
�GiŔ
�Vedi che io ti ho fatto entrare in casa mia,mio marito non ha
avuto alcun problema con te, anzi mi ha detto che si vede che
sei una persona seria e per bene non sei mica una
delinquente, mi piacerebbe vedere quelle quattro stordite
delle sue amiche che razza di persone sono, che livello
culturale hanno,altro che storie�quelle secondo me sono
quattro ignoranti�.
�Dai Marcella, non le conosciamo non possiamo sapere -
replic� Andrea piuttosto infastidita - comunque sapete come
sono fatta, finir� di sicuro per spingerla a raccontarmi
qualcosa,me la sento addosso questa cosa voglio proprio
vedere se avr� il coraggio di dirmelo�.
Marcella scoppi� in una sonora risata.
Andrea e Laura la scrutarono sorprese e divertite.
�Scusate ma mi viene da ridere,certo che se ti aspetti che ti
dica qualcosa stai fresca,quando avrai i capelli bianchi sei
ancora qui!�
Si osservarono tutte e tre e scoppiarono in una sonora risata.
�Zitte!�
�Non ti venga in mente di dirglielo! - esclam� Marcella -
Vedi - prosegu� la donna bionda cambiando tono - la tua
amica non apprezza questa combinazione particolare,
originale e molto ma molto affascinante che c�� in te, questa
combinazione di involucro femminile ma energia e testa
completamente maschile�.
Andrea diede un�occhiata a se stessa.
�Insomma, proprio involucro femminile non direi, certo la
scatola ha caratteristiche femminili�.
�Zia sempre a spaccare il capello!�
�Vedi quelle due ragazze che sono sedute a quel tavolo?-
chiese Marcella indicando due donne che occupavano un
tavolo dietro di loro - Ti hanno lanciato un paio di occhiate
molto interessate, invece di fissarti sempre con sta donna, ti
guardassi un po�in giro, avresti moltissime donne che ti
corrono dietro�.
Andrea non riusc� a resistere e scoppi� in una fragorosa
risata.
�Ma per piacere, dai siamo serie, non le ho mai avute
neanche quando ero giovane figurati se adesso avrei la coda�
�Non dico che avresti la coda ma sicuramente un bel po� di
donne le avresti, sai a quante donne piaceresti e sai perch�?�
Laura e Andrea scrutarono la loro amica incuriosite.
�Perch� tu, nel tuo essere maschile, lo sei naturalmente, non
scimmiotti nessuno, sei solo te stessa e, in questo ambiente,
sai meglio di me, che ce ne sono molto ma molto poche come
te. Figurati se delle donne donne come quelle che piacciano a
te, come me e come quelle che stanno sedute dietro di noi,ti
lascerebbero andare neanche ��
Andrea sorrise per quei complimenti, sapeva che Marcella
non perdeva occasione per provare a farle capire che lei non
si sarebbe mai tirata indietro.
�Vuoi scommettere con me? Secondo me, una di quelle �
anche sposata e sono tutte e due etero ma nessuna di quelle
due si farebbe tutti i problemi che si fa lei!�
�Adesso non esageriamo�.
Laura seguiva con interesse la conversazione tra le sue
amiche, non voleva interromperle anche perch� era
completamente d�accordo con quanto Marcella sosteneva.
�Vuoi che glielo vada a chiedere?�
�Non lo farai mica?�chiese Andrea.
�Certo - replic� sfrontatamente, Marcella, alzandosi e
avviandosi verso il tavolo delle due ragazze - non ti
preoccupare�ghe pensi mi!�
�Non oso voltarmi� sussurr� Andrea mentre finiva di
sgranocchiare una patatina.
Laura sorrise.
�Fai bene perch� ci sta chiacchierando e stanno ridendo tutte
e tre,certo che � terribile�.
�Non me lo dire�
�Sta tornando�sta tornando�� disse Laura.
�Allora?�
Marcella sorrise compiaciuta.
�Bene! Ho vinto!Una delle due ragazze � fidanzata con un
uomo e l�altra � sposata, per�
�Per�???�chiesero all�unisono.
�Direi che entrambe sono i tuoi tipi - prosegu� Marcella con
aria complice - infatti��
�Beh insomma,forse quella di destra ma l�altra non mi dice
un granch�.Infatti cosa?�
�Hanno fatto un paio di battute su di te e mi hanno chiesto se
eri impegnata, vedi?�
�Si, si dai lascia stare,lo sai che ho la testa impegnata, lo sai
che mi piace Alessandra,potrebbe esserci seduta Sharon
Stone, a quel tavolo, ma non mi alzerei,non mi interessa, mi
piace lei, mi attizza, mi eccita. Credetemi, voi due lo sapete,
nella mia vita ho incontrato davvero tante donne e ci ho
lavorato anche con loro, per�, una come lei che mi eccitasse
cos� tanto�mai�che mi portasse a lasciarmi andare quasi
completamente,con lei non riesco a trattenermi�.
�Quanto tempo vuoi aspettare prima che si decida?E se poi
c�� anche un�altra, cosa fai dividi con ugo e ughi?�
Andrea sorrise.
�Non mi interessa a me piace lei e ascolto quello che viene
da qui.� concluse mettendosi la mano destra sul cuore.
�Va bene - intervenne Laura - � tardi � meglio che mi avvio
domani mattina vado a lavorare�.
�Si, � tardi anche per me - aggiunse Marcella alzandosi -
comunque vedi che una conquista l�avevi gi� fatta�.
�Si,si dai andiamo� replic� Andrea uscendo dal locale dietro
le sue amiche.

- Alessandra scoppi� in una fragorosa risata mentre


osservava un pupazzo curioso e divertente, nella vetrina di un
negozio di giocattoli del centro. Antonella era al suo fianco e,
come al solito, aveva fatto una delle sue battute piuttosto
volgari. Per una frazione di secondo le sembr� di veder
passare, alla sue spalle, qualcuno che assomigliava ad
Andrea. Smise immediatamente di ridere e si gir�
lentamente, per non far notare alla sua amica ci� che le aveva
provocato quell�agitazione al cuore. Fece correre i suoi occhi
intorno per cercare quel volto che desiderava vedere ma che
la sua mente, invece, voleva allontanare.Sospir�, nessuna
delle persone che correvano sui marciapiedi assomigliava ad
Andrea.
�Sai chi sono io, vero?� le chiese sussurrandole all�orecchio.
Alessandra la scrut� incuriosita, non sapeva cosa la sua
amica avrebbe tirato fuori.
�Il tuo magnaccia!�
Alessandra rise. Il suo pensiero corse rapidamente ad Andrea,
una frase cos� non l�avrebbe mai detta. La trattava come una
principessa, con parole che non aveva mai sentito dire
neanche dal marito, la sfiorava con la dolcezza e la copriva di
tenerezza, ci� che non aveva mai provato. Deglut�. Avrebbe
voluto averla al fianco. Si gir� e osserv� Antonella. Non
aveva niente di affascinante, solo il suo fisico.
�Cosa stai pensando?� le chiese Antonella preoccupata per
quel lungo silenzio.
�Niente,niente, stavo pensando alle cose che devo fare
quando torno a casa!�
Antonella la scrut�, la conosceva cos� bene che poteva dirle,
esattamente, cosa le stava passando per la testa.
�Mi nascondi qualcosa? Non lo fare perch� lo sai cosa potrei
fare.�
�Cosa fai mi minacci?� replic� Alessandra, indispettita che
venisse a turbare quell�aurea di dolcezza, serenit� e
tranquillit� che Andrea le regalava anche a distanza.
�Si,e non faccio solo quello!�prosegu� alzando la voce senza
curarsi delle persone che passavano vicino.
�Piantala Anto! Guarda che me ne vado,non le sopporto pi�
queste tue scenate sono stanca!� disse Alessandra prendendo
le distanze dalla donna.
Antonella la raggiunse a grandi passi. La prese per un braccio
e la ferm�.
�Dove te ne stai andando, cosa credi di fare?�
�Toglimi quella mano di dosso, piantala e lasciami andare me
ne torno a casa!�
Antonella comprese che aveva davvero esagerato, doveva
rimediare se non voleva perdere la donna che le interessava
in quel momento.
�Dai,non te ne andrai mica ?�
�Certo!�esclam� Alessandra risoluta, prendendo la strada
verso la metropolitana.
�Ale�aspetta��
�Non mi venire dietro,torno a prendere la macchina e me ne
vado a casa, mi hai davvero rotto i coglioni!Vaffanculo!�
Antonella rimase in mezzo alla strada a osservare Alessandra
mentre veniva inghiottita dalle scale della metropolitana. Le
sarebbe passata. Avrebbe atteso un po�di giorni, era sicura
che sarebbe tornata da lei perch� aveva qualcosa di cui non
poteva fare a meno. Lei era la sua debolezza, la sua valvola
di sfogo e poteva solo approfittarne. Un sorriso di
soddisfazione le si disegn� sul viso. Pens� che avrebbe
potuto sfogare le sue esigenze, i suoi bisogni con lei, era ci�
che poteva presentare senza che nessuno si accorgesse di
quello che c�era tra loro, lei era insospettabile e camuffata.
Questo la faceva sentire al sicuro, le faceva sentire il sapore
del potere su Alessandra, una cosa che non aveva mai
provato, aveva avvertito la sensazione contraria quello che gli
altri avevano esercitato su di lei, questa era la sua occasione
per prendersi una rivincita, ci� la inebriava, non avrebbe
permesso a nessuno di portarle via la sensazione che
Alessandra le regalava. Era sua e come tale doveva rimanere.
Non sapeva quanto si sbagliava.

- Roberta mise alcuni fogli dattiloscritti sul tavolo del salotto


di Francesca. Si accomod� sul divano e inizi� a rileggere
molto attentamente, non voleva dimenticare nulla, voleva
essere certa che tutto sarebbe stato pronto e in ordine per la
partenza. Il suono del campanello d�ingresso la interruppe.
Diede un�occhiata all�orologio e and� ad aprire, Francesca
doveva aver concluso anticipatamente la riunione.
�Ciao - la accolse con un caldo sorriso e un bacio sulle labbra
- com�� andata?�
�La situazione sta peggiorando, hanno intenzione di fare
degli altri tagli hanno detto che siamo in troppi! - esclam� un
po� tesa - Tra un po� non dovranno pi� preoccuparsi di noi
due� concluse con un sorriso.
�Hai mangiato?�
�Si,un tramezzino�.
�Vuoi qualcosa da bere?�
Francesca la guard�, sapeva coccolarla con tanto amore e
pazienza, era capace di risollevarle il morale. Sorrise.
�Grazie per questo meraviglioso sorriso! Senti facciamo uno
scambio� la stuzzic�
Francesca la squadr� incuriosita.
�Non penser� mica che i drinks sono gratis? Ah no, li deve
pagare,lei si mette al piano, mi suona quella canzone di
Melissa Etheridge che mi piace tanto e io le servo il drink�.
�Mmm�non mi sembra uno scambio vantaggioso,ah no, qui
ci vuole altro,aggiungiamo altro ai drinks� chiese
maliziosamente.
Roberta fece finta di essere offesa.
�Va bene,aggiunger� un po�di frutta e verdura!�concluse
ridendo.
�Mi vuole pagare in natura? Non se ne parla neanche se �
quel tipo di natura, si attrezzi e poi ne riparliamo!� esclam�
mentre prendeva posto al piano.
Roberta si avvicin� con i bicchieri, li pos� sulla coda dello
strumento, poi velocemente sfior� le labbra della sua
compagna con la lingua.
�Va meglio questo tipo di natura?� sussurr�.
Francesca sorrise mentre iniziava a seguire le note di �The
Weakness in me�. Roberta fu rapita dal movimento delle
mani sui tasti, nello stesso modo volavano su di lei.
Rabbrivid�. Francesca comprese a cosa stava pensando e rise
divertita.
�Non si pensano certe cose - la redargu� - mentre mi
esibisco!�
�Perch�? Cosa stavo pensando?�
�La stessa cosa mi � passata per la testa!�
Risero tutte e due.
�Hai novit� sui documenti?� riprese seriamente Francesca
alzandosi dal piano.
�Si,vieni,sono qui�disse Roberta indicando il plico di fogli
sul tavolino del salotto.
�Dobbiamo leggerli tutti?� chiese scocciata.
�Dobbiamo? Ho letto��
�L�ho sempre detto che sei troppo efficiente.�
�Non mi prenda in giro! Allora senti questi sono i due visti,
sono Indipendent Executive si possono fare on line - esclam�
indicando i due passaporti - hanno validit� di quattro
anni,sono costati 150.000 mila lire l�uno. Quando siamo sul
posto se le cose vanno bene e se l�attivit� � redditizia
possiamo fare le pratiche per chiedere addirittura
l�immigrazione. Per quanto riguarda il lavoro quando
decidiamo che tipo di attivit� svolgere dobbiamo recarci alla
camera di commercio e fare i documenti,poi ho parlato con
Andrea��
�A proposito, una di queste sere dobbiamo vederci con lei,�
l�unica che sa di questa fuga e poi dobbiamo chiederle un po�
di cose. Cosa ti ha detto?�
�Mi ha detto che, appena sappiamo la data esatta della
partenza,chiama i suoi conoscenti per avvisarli del nostro
arrivo,ci ha gi� parlato, gli ha fatto sapere che ci sono due sue
amiche che hanno intenzione di trasferirsi e se,per i primi
momenti,ci potevano dare una mano�
�Sempre perfetta Andrea!�
Roberta sbadigli�, la stanchezza cominciava a farsi sentire.
�Sei stanca?�
�Un po� tra Consolati, uffici turistici e camera di commercio,
questura non mi sono fermata un momento,ah quasi mi
dimenticavo, i trasportatori vengono a imballare il piano, tra
qualche giorno, e lo terranno imballato fino a quando
riceveranno l�ordine di spedizione!�
Francesca sorrise, il loro progetto stava finalmente prendendo
forma, mancavano pochi dettagli e poi avrebbero potuto
partire.
�Vado a farmi una doccia� disse Roberta avviandosi verso la
sala da bagno.
Francesca si avvicin� alla finestra che dava su Piazza della
Repubblica, segu� per qualche istante il gioco alternante delle
luci dei semafori. La prese la malinconia, stava lasciando
tutto quello che l�aveva accompagnata nella sua vita: la casa,
la carriera, gli amici, i posti che aveva amato e le immagini di
chi non c�era pi�. Sorseggi� lentamente la vodka. Spesso si
chiedeva come era riuscita ad accettarsi, forse era stata la sua
mentalit�, estremamente aperta ed elastica, che l�aveva
aiutata a superare, senza troppe difficolt�, gli ostacoli
psicologici che aveva trovato lungo il cammino, forse era
stato il suo istinto, la sua volont� di voler essere solo se
stessa. Forse un po� tutto.
�Ancora qui? - l�abbracci� da dietro Roberta - Come mai
cos� pensierosa?�
Si lasci� andare in quell�abbraccio, respir� il profumo della
sua compagna come fosse ossigeno necessario alla sua
esistenza. Si sent� appagata come non lo era mai stata nella
sua vita.
�Pensavo a quante cose ci sono successe in tutto questo
periodo� si strinse ancora di pi� a quell�abbraccio.
�Ti costa fatica?�
�No! Certo che no, a volte penso a come ho accettato
rapidamente questo mio essere e se non ci fossi stata tu,
probabilmente, non sarebbe stato cos�.
�Sono stata cos� brava?� le sussurr� in un orecchio
mordicchiandoglielo.
�Molto!� replic� soddisfatta andando a cercare le sue labbra.

- Era da pi� di un�ora che camminava senza sosta, l�aria


fredda dell�inverno che le disegnava il viso la faceva sentire
viva ci� che pensava di non essere pi� da tempo. Sollev� il
bavero del giubbotto, il sottile alito di vento si infilava
velocemente nel collo e percorreva tutto il suo corpo
provocandole brividi di freddo. Sorrise, non aveva pi� il
fisico di una volta. Il freddo le piaceva, tutto quello che
comportava la lotta contro gli elementi naturali, l�affascinava
e la attirava. Si ferm� a osservare una vetrina di abiti
maschili. Le camicie erano la sua passione e non sapeva
resistere. Diede un�occhiata ai prezzi. Deglut� e abbass� gli
occhi. Non poteva pi� permetterselo. C�erano tante belle
cose, in quella vetrina, ma non avrebbe potuto acquistare
neanche il cartellino dei prezzi. Socchiuse gli occhi e cerc� di
scacciare quel senso di sconfitta che ogni tanto la prendeva.
Si gir� e riprese a respirare, a pieni polmoni, quell�aria
gelida. Continu� a camminare,senza una meta fissa, non
aveva voglia di tornare a casa. Si avvicin� lentamente a un
bar, della musica arrivava anche sul marciapiede.
��if you ever need a place to cry�baby come to me�I
always thought you were born to fly�you can come to
me�when the world breaks your heart�� cantava Celine
Dion.
Quelle parole non ci volevano, si sent� rabbrividire la voce
della cantante canadese aveva raggiunto il suo cuore e aveva
provocato i brividi al suo muscolo preferito. Il fiato si
accorci�. Andrea riprese a camminare non voleva dare spazio
a quella tristezza che avvertiva cos� pesante dentro di s�.
Sollev� lo sguardo. Era una bella giornata, il cielo era blue
come solo nella giornate invernali di vento poteva essere a
Milano, il sole era abbastanza tiepido ma non riusciva a
scaldarla. Forse niente pi� ci sarebbe riuscito, neanche
l�amore di una donna. Era troppo tempo e il ghiaccio che
circondava il suo cuore era, ormai, troppo spesso, nessuno
avrebbe accettato un�impresa simile. Si ferm� di colpo
fingendo di guardare una vetrina. A pochi passi da lei, due
giovani si stavano scambiando delle effusioni. La ragazza
aveva delicatamente passato la sua mano sul viso del giovane
che aveva sorriso felice. Una carezza. Deglut�
rumorosamente. Chi avrebbe avuto mai il coraggio di fare un
gesto cos� con lei? Chi? Cerc� di ricacciare le lacrime che le
avevano riempito gli occhi, la risposta la conosceva
bene,forse, era solo l�ultima briciola di speranza che le faceva
fare quella domanda senza senso. Cosa aveva fatto di male
nella vita per ritrovarsi cos�? In fondo non chiedeva molto,
solo un po� di calore, un po�di affetto, amore era troppo non
poteva neanche pensarlo ma affetto si, lo si concede anche
agli animali. Avrebbe dato tutto quello che aveva per
riprovare, ancora una volta, la sensazione di calore di una
carezza data con affetto e tenerezza. Chi avrebbe potuto
prendere tra le mani la sua testa e accarezzarla?
Abbass� lo sguardo e continu� a camminare. In quelle
giornate di gioia e di bont� sapeva che non avrebbe avuto
possibilit� di sentire Alessandra. Sarebbe stata impegnata con
i parenti e gli amici,come tutti. A lei sarebbero rimasti solo i
pensieri a tenerle compagnia con le luci di un vecchio albero.
Si ferm�,sul bordo del marciapiede, in attesa del semaforo
verde per attraversare. Per qualche istante l�idea di farla finita
le attravers� la mente. Scese lentamente dal marciapiede e si
avvi� verso casa. Era stanca. Frug� nelle tasche dei pantaloni
per lasciare gli ultimi spiccioli a una donna che chiedeva
l�elemosina, in silenzio, vicino a casa sua. C�era qualcuno
che stava molto peggio di lei. Sorrise alla donna. Estrasse le
chiavi di casa e si avvi� al piano superiore.Entr� rapidamente
nel suo appartamento, and� a cercare nell�armadio un
vecchio maglione che non portava pi�, lo infil� in una borsa
in plastica. Poi si rec� in cucina, apr� tutti i mobiletti per
cercare qualcosa da dare a quella donna, non riusc� a trovare
niente altro che una scatola di pelati e una di fagioli. Le infil�
nella borsa e ridiscese rapidamente, temeva che se ne sarebbe
andata velocemente e non voleva perdere questa occasione.
La trov� ancora al suo posto.
�Non c�� molto qui dentro,mi scusi ma non avevo altro in
casa�.
La donna che la conosceva da tempo, la scrut�.
�La ringrazio,non ha importanza, � quello che viene da qui -
esclam� portando la sua mano sul cuore - che conta e si vede
che il suo cuore � grande�.
Andrea la ringrazi� e si avvi� verso il suo appartamento. Non
c�era nessuno che l�aspettava non aveva fretta.

- Era giunto il momento di andarsene. Stefania si guard�


intorno mentre finiva di infilare i suoi vestiti nella valigia. Il
rapporto con Laura non aveva pi� ragione d�esistere
e,soprattutto, non avrebbe pi� avuto la pazienza per andare
avanti. Si rec� in salotto, si avvicin� alla grande libreria in
legno che sfiorava il soffitto. Sarebbe
passata,successivamente,a ritirare tutte le cose che le
appartenevano. Sfior� il legno, con le dita, quasi a voler
cercare quelle sensazioni forti che sembravano non far pi�
parte di lei e di quella casa. Forse non c�erano mai state, non
aveva mai provato, n� aveva mai letto negli occhi di chi si era
trovata di fronte quella passione che animava Andrea.
Sorrise. Avrebbe pagato per avere qualcuno in grado di
poterla amare in quel modo cos� completo,
incondizionatamente senza remore. Era una fortuna che
capitava a pochi e raramente nella vita. Non era stata molto
fortunata sentimentalmente eppure, come sosteneva la sua
amica, era una donna carina, piacente e simpatica ma non
riusciva a scatenare quelle emozioni profonde che lei
ricercava. Si ferm� dinanzi allo specchio dell�entrata. Si
osserv� attentamente. La sua figura longilinea era identica a
quella di quando aveva 20 anni, non aveva aggiunto un solo
chilo, la cura prestata nell�alimentazione l�aveva preservata
dal diventare una cicciona, cosa che le era successa da
adolescente. Gratific� se stessa con un sorriso, l�aveva fatto
solo con l�immagine che vedeva riflessa, non a s�. Avrebbe
voluto spaccare lo specchio nella speranza che sarebbe
scomparsa anche quella figura che, temeva, avrebbe dovuto
interpretare per il resto della vita senza possibilit� di riuscire
a fare uscire la sua essenza e il suo vero essere. Non voleva
impazzire, non voleva trovarsi ingabbiata in una situazione in
cui sarebbe stato ancora pi� arduo e complicato trovare la
soluzione.
�Merda!!!� url�.
Non riusciva a trovare la ragione dei suoi fallimenti, non
riusciva a capire il motivo per cui continuava a commettere
sempre gli stessi errori. Forse la sua amica aveva ragione,
forse temeva davvero che iniziare una relazione, con una
donna, le potesse piacere pi� di quanto avrebbe voluto. Forse
quello che temeva di pi� era quella sensazione di rifiuto, di
non essere considerata. Aveva gi� provato, quando era pi�
giovane, il significato di essere messa in disparte perch� non
era carina, accattivante e magra come tutte le sue coetanee,
non voleva riprovare la stessa bruciante sensazione. Sapeva
che ammettere la sua diversit�,cos� esplicitamente,l�avrebbe
portata ad avere una vita non facile. Ne valeva la pena, forse,
per essere veramente se stesse e essere finalmente felici.
Era stanca. Si avvi� a fare una doccia.

-Si accomod� lentamente sul divano di casa, la fiamma del


camino rendeva pi� calda e accogliente la stanza. Rimase, per
qualche istante, a fissare la danza del fuoco davanti a lei che,
come un elemento di ipnosi, riusc� a rapirla. Era rimasta a
casa da sola, il marito aveva accompagnato il figlio a vedere
una partita di hockey. Carla aveva deciso di andarla a trovare.
Non aveva mangiato molto e,in quei mesi,aveva perso
parecchi chili senza rendersene effettivamente conto.Si sfior�
leggermente la pancia, non aveva un filo di grasso. Fu
percorsa dai brividi, per qualche secondo le sue mani
diventarono quelle di Andrea. Sospir�. Forse con Carla
sarebbe riuscita a sfogarsi, a volte, con le persone che si
conoscono meno si riescono a dire le cose pi� recondite e
interiori che teniamo nascoste anche a noi stessi. Parlare di
ci� che aveva dentro le sarebbe servito, l�avrebbe aiutata a
vedere pi� chiaro e a capire ci� che poteva fare, forse Carla
avrebbe potuto consigliarla. Aveva bisogno di aiuto,
incominciava a sentire l�ansia salire, si accese una sigaretta.
Aspir� lentamente ed emise uno sbuffo di fumo azzurastro
quasi per liberarsi anche di tutti quei pensieri, senza
risposta,che vagavano sempre nella sua mente. Il trillo del
campanello la riport� alla realt�. Accolse l�amica in jeans e
maglione melange.
�Ciao - le disse abbracciandola - � parecchio che non ci
vediamo!�
�Verissimo! Come stai?� esclam� la robusta donna dai
capelli castano scuri.
Non replic�, evit� di rispondere a quella domanda,non
sapeva neanche lei come stava.
�Vieni accomodati, abbiamo tutta la serata per noi��
esclam� sorridendo.
�Sempre la solita tu! Provochi, non perdi occasione�.
�Carla credimi non � cos�! Intendevo semplicemente dire che
nessuno ci disturber� e ci romper� le scatole�
�Touch�! Senti hai visto Antonella di recente?�
�Ma come, non sai?�
La donna scosse la testa mentre si accomodava su una delle
poltrone.
�Beh � da parecchio che non ci sentiamo e non ci vediamo
pi�, abbiamo discusso e ti dir� mi sono scocciata di avere una
persona cos� come amica�.
Carla la scrut� stupita, non credeva a quelle parole, molte
volte, in passato, era successa la stessa identica cosa, avevano
discusso e litigato ma poi si erano riappacificate ed erano
tornate a frequentarsi. Quella sera notava qualcosa di diverso
nella sua amica.
�Cosa � successo?�sussurr�, sapeva quanto Alessandra
tenesse ad Antonella.
�Sono stanca,- incominci� sedendosi sul divano alla moda
indiana - mi sono stufata di avere vicino una persona che si
esprime a parolacce, che non ha un briciolo di cervello, �
limitata, cafona e cerca di controllarmi la vita in tutti i modi,
pretende di manovrarmi. Mi sono stancata dei suoi modi da
scaricatore,ho una dignit� anch�io e mi sembra di meritare
rispetto e Antonella non ne ha mai dimostrato, anzi mi
correggo,l�ha dimostrato quando voleva e interessava a lei!
E� una persona che cerca di mettere zizagna tra le persone,
non riesce a vedere il lato buono in nessuno,anzi vede solo
quello negativo e quando pu� non fa altro che ricoprire le
persone di merda!�
�Forse perch� lei � cos�.
�Si.Ho deciso cos�, sono davvero stanca,credimi nonostante
l�affetto,mi sento sollevata,mi sono resa conto, in questo
periodo, che mi � stata lontana, che quando la incontravo o la
sentivo cambiavo umore, ero irritata, innervosita e arrabbiata
con il mondo intero,mi sento pi� serena e tranquilla adesso�.
�Deve averti fatto incazzare davvero di brutto�per sentirti
parlare cos�!�
�No,finalmente ho aperto gli occhi, li ho tenuti chiusi per
troppo tempo e ho lasciato che la gente approfittasse di me in
una maniera indegna, soprattutto le persone che non lo
meritavano�.
�Oh evviva! Dobbiamo festeggiare, finalmente ti sei accorta
che razza di persona � Antonella, abbiamo cercato di fartelo
capire ma non ti entrava,forse perch� non volevi vedere�.
�Forse o forse perch� ero convinta che fosse diversa ma mi
sono accorta che avevate ragione voi�.
�Come si dice? Meglio tardi che mai!Sono contenta che tu ti
sia liberata di una zecca del genere!�
�Vuoi qualcosa da bere?�
�Cosa mi offri?�
�Quello che vuoi dal caff� agli alcolici�.
�Vada per una grappa allora��
Alessandra si alz� e and� a preparare le bevande, ritorn�,
poco dopo, con un vassoio con i bicchieri e un piattino con
dei biscotti.
�Hai sentito le altre?�
Alessandra scosse la testa mentre sorseggiava la sua coca
cola. Era indecisa, non sapeva se poteva fidarsi
completamente, ma d�altro canto, non aveva nessuno con cui
confidarsi.
�Spesso mi sono chiesta - prosegu� Carla - che cosa trovavi in
questa donna di speciale,ho sempre visto in lei della
negativit�, non potevo certo definirla una bella persona e mi
sembrava strano che tu avessi come amica una persona del
genere. Meriti molto di pi� concluse guardandola. La
vedeva pensierosa, quasi sorda alle parole che aveva appena
finito di pronunciare.
�E� vero, per� per fortuna me ne sono accorta. Ho sopportato
per troppo tempo tutto questo senza effettivamente
rendermene conto. Comunque � cosa passata, ti va se
parliamo d�altro?�
Quella richiesta diede quasi conferma a Carla di ci� che
aveva pensato pochi istanti prima , c�era qualcosa di cui
probabilmente desiderava parlarle.
�C�� qualcosa che ti preoccupa?�
Alessandra la fiss� per qualche istante. Si
alz�,istintivamente,per accendere lo stereo, pens� che la sua
musica preferita l�avrebbe aiutata a rilassarsi.
�Posso fidarmi di te?� chiese a sorpresa mentre finiva di
accendersi una sigaretta.
Carla la scrut� sorpresa.
�In che senso?�
�Se ti dico qualcosa non lo vai a riferire a tutto il mondo?�
Carla scoppi� a ridere.
�Non ridere, per piacere�.
Ritorn� immediatamente seria nel sentire il tono dell�amica.
�Si, certo, non ti preoccupare. Hai problemi di salute?�
�No, niente del genere,ho qualche altra cosa di cui vorrei
parlarti e per la quale vorrei avere il tuo parere�
�Va bene,dimmi�
Non sapeva da che parte iniziare ma come sempre riusciva a
fare, trov� uno spunto per cominciare la conversazione.
�Ti ricordi quella sera a casa di Antonella quando hai chiesto
a tutte se avevamo mai pensato di��
�Andare a letto con una donna?� aggiunse.
Annu�.
�Si�ecco�ci hai mai pensato veramente?�
Carla sorrise.
�Forse non sai molto di me, della mia vita che tu ci creda o
no sono bisessuale!�
Alessandra sorrise. Aveva scelto la persona giusta, quella che
poteva capirla e consigliarla,sicuramente, nel migliore dei
modi.
�Non mi sorprende questa tua affermazione, ho avuto, ti dir�,
qualche dubbio nel senso che l� ho pensato ma poi
ovviamente ho lasciato perdere�.
�Perch� non me lo hai chiesto? Non c�� niente di male nel
chiedere�.
�Assi, certo secondo te venivo li e ti chiedevo: scusa tu da
che parte stai?�
�Ti avrei risposto.�
�Quando te ne sei accorta?�la incuriosiva e pensava potesse
essere utile anche a se stessa.
�Diciamo parecchio tempo fa�.
�Ma ti sei sposata�.
�Cosa c�entra? Non mi dire che,anche tu,sei tra quelle
persone che sono convinte e credono che il matrimonio sia lo
scudo a qualsiasi cosa o meglio il paravento,sai quanta gente
si nasconde in quel modo? Dai Alessandra, per piacere�mi
sono sposata e ho divorziato anche di gran carriera,diciamo
che intorno ai 27 anni mi sono accorta che mi piacevano
anche le donne e poi ��
La fiss� nella speranza continuasse a raccontare, desiderava
ascoltare. Forse era una storia simile alla sua.
�Poi quando ho iniziato ad avere relazioni non ne ho potuto
pi� fare a meno,infatti come vedi��
�Con chi stai? Se ti va di dirmelo�.
Annu� mentre soffiava il fumo della sigaretta lontano da s�.
�Non credo tu l�abbia mai vista, � una ragazza che ho
conosciuto a casa della mia ex. Ha qualche anno meno di me,
carina, stiamo insieme da un paio d�anni�
�Come vanno le cose?�
�Bene, direi ma non ho ancora trovato la donna che mi
coccola, mi riempie di complimenti, mi fa trovare pensierini
dappertutto sono molto rare, come acqua in un deserto�.
Il pensiero di Alessandra corse subito ad Andrea, nella sua
mente si era materializzata la sua figura sorridente che le
donava un fiore. Sorrise.
�Perch� sorridi? Ho detto qualcosa di divertente?�
�No,scusa mi � venuta in mente una cosa te la dico dopo,
finisci pure il tuo racconto�
�Comunque nessuna di voi ha mai saputo niente di tutto
questo�.
�Perch�? Non ti andava di parlarne con noi?�
�No, solo non sapevo quanto elastica era la vostra mentalit�
e, onestamente, vedendo Antonella e le altre, non mi
sembravano molto pronte ad affrontare una cosa del
genere.Non sanno neanche cosa vogliono e cosa
sono,comunque, non credo ti interessasse particolarmente la
storia della mia vita�.
�Si�.
�Mi stavi dicendo di quella sera a casa di Antonella��
�Diciamo che l�ho presa molto alla larga��
�Insomma Ale � da quando sono arrivata che mi sembra tu ci
stia girando intorno, ti piace una donna?�
La fiss� spaventata.
�Non mi chiedere come ho fatto, non ci vuole un genio per
capirlo, non stiamo parlando d�altro,le allusioni che sono
state fatte,quando ci siamo viste con le altre insomma metti
insieme tutto.�
�Si�.
�Oh meno male. Fai fatica anche ad ammetterlo, guarda che
non c�� niente di male,non mi dire che 腔
�No, non penso te la ricordi�.
�Ah - esclam� sollevata - per un secondo ho pensato fosse
Antonella�.
�Ma scherzi? No, no non voglio mica finire incatenata e in
galera�.
Carla rise.
�Si, credo che quella sarebbe la tua fine se avessi una storia
con lei, non ti permetterebbe neanche di respirare,secondo
me ha qualche problema.� concluse posando l�indice sulla
tempia.
�No,la persona che ho incontrato, � di una dolcezza
disarmante, mi sento serena, al sicuro con lei,mi riempie di
attenzioni�.
�Ahhh�chi �? Ti stai ancora facendo delle domande? Ma
corri da lei, non perdere neanche un secondo! Chi �? Non
puoi non dirmelo!�
Alessandra sorrise.
�Ti ricordi, quella sera, quando siamo andate a casa di Laura
a fare quella cena?�
La donna annu�.
�Ecco io ho incontrato - Carla si spost� in avanti, sulla
poltrona, quasi per sentire meglio il nome che l�amica
avrebbe pronunciato - Andrea�.
�Andrea�Andrea - ripet� nel tentativo di far affiorare alla
sua mente il volto della persona nominata - sii mi ricordo
qualcosa�capelli corti, spalle larghe,vita
stretta�mmmm��
Alessandra sorrise mentre si alzava in piedi e incominciava a
camminare, non riusciva a stare ferma.
�Carla smettila�.
�No,intendo che non era male non mi dispiacciano i tipi
maschili,anzi mi intrigano! Allora?�
�Allora abbiamo fatto una lunga chiacchierata quella sera, mi
ha detto cose che avevo dimenticato,abbiamo iniziato a
sentirci per telefono, poi abbiamo iniziato a frequentarci�.
�Com�� a letto?�
�Carlaaa�non lo so!�
�Come non lo sai?�
�Si, non ci siamo ancora arrivate,sta andando con i piedi di
piombo,vorrei che tu la conoscessi,mi d� tantissimo ogni
giorno, mi ha insegnato tante cose, mi ha fatto riprendere in
mano la mia vita�.
�E questo � poco secondo te? Cosa aspetti? Se non va a te
presentala a me, fai un favore a un�amica�
�Daii�ti dimentichi che sono sposata�
�No, non me lo dimentico, ma non mi sembra che quello che
hai da tuo marito sia paragonabile a quello che ti sta dando
questa persona.Ale non ho mai visto quella luce nei tuoi
occhi e poi, scusa se te lo dico, ma il tuo matrimonio � finito
parecchio tempo fa! Ricordati che le cose finiscono e non c��
niente di male nell�ammetterlo anzi � pi� stupido e sciocco
continuare a negarlo.�
Alessandra la scrut�, non voleva ammetterlo ma aveva
ragione.
�Cosa ti fa paura? Cosa ti spaventa? Il fatto che non hai mai
provato dei sentimenti, delle emozioni, cos� forti, neanche per
tuo marito?�
Annu�.
�Forse � questo, forse il fatto che � una donna. Ma ti rendi
conto non mi � mai successo�.
�Ale, per piacere, non sarai mica cos� ottusa e bigotta da
credere e pensare che non pu� accadere, a te piace una
persona indipendentemente dal sesso.Le emozioni, le
sensazioni che si provano � sempre meglio viverle con
qualcuno che ti piace, ti intriga che non con qualcuno che
non ti interessa,ricordati che poi tanto si ripresentano,
credimi,te lo dice una che � passata attraverso tutte queste
cose.Ti puoi innamorare anche di una donna e se lo fai ti
dimentichi di tutti gli uomini che hai avuto!�
�Addirittura?!� chiese divertita.
�Si, te lo dice una che, come sai, si � sposata due volte e
altrettante ha divorziato fino a quando non ha capito che i
miei erano segnali di ci� che ero e di ci� che volevo,ma cosa
aspetti?�
�Cosa dir� a mio figlio?�
�Beh non � che ti risposi domani, con calma troverai il
sistema e il modo, la cosa importante � che tu sia una donna
serena e tranquilla.�
�Cosa aspetto?�
�Si, a lasciarti andare,conoscendoti un po�, credo che tu a
questa ragazza ne abbia fatte passare di tutti i colori o
sbaglio?�
Alessandra sorrise colpevolmente.
�Qualcosina�.
�Ed � ancora l�? Pensa solo a questo, pensa a quello che le
hai fatto passare, credi che se l�avessi fatto con tuo marito
sarebbe ancora l�?�
Alessandra si ferm�,un istante,davanti al camino, fiss� la
fiamma, si fece scaldare, forse la sua amica aveva ragione. Se
si fosse comportata nello stesso modo con il
marito,probabilmente, l�avrebbe lasciata dopo pochi mesi.
�Non sei curiosa di sapere di come sarebbe la tua vita con
lei? Che vita avresti? Di questa sai com��, � piatta senza
emozioni. Non hai voglia di cambiare la tua vita che non �
pi� la tua, che non ti si adatta pi�,non ti appartiene pi�,cosa
vuoi fare castrarti, per cosa? Per chi? Per i benpensanti? Per
la tua famiglia? Per tuo figlio? Per vivere la vita che altri
hanno preordinato per te e non per la tua felicit�, secondo te
vale la pena rinunciare alla felicit�, alla pienezza della tua
esistenza a quella cosa che si sente nel cuore��
�Ho paura, non riesci a capire?�
�Di cosa? Di quello che dir� la gente? Ma scusa perch� tu hai
intenzione di indossare dei cartelli portanti la dicitura:� ho
divorziato da mio marito perch� mi piace una donna�, guarda
che non hai bisogno di andare a dirlo a tutti. Tu vivi la tua
vita come piace a te, lo dirai a chi ti pare, quando lo vorrai.
Pensi ti daranno un premio quando diventerai vecchia e non
avrai vissuto come volevi e come ti sentivi? Pensi che ti
piacer� guardarti indietro e non aver avuto niente o poco
dalla tua esistenza? Sembra, quasi, che ti dimentichi che
abbiamo una vita sola da vivere, niente e nessuno vale la
pena di rinunciare a viverla come sentiamo e desideriamo!
Non mi dire che sei cos� bigotta?�
�No, non lo sono per� questa paura non mi lascia, ho paura di
rimanere in mezzo a una strada, di non essere in grado di
andare avanti, di non saper affrontare tutte queste cose�.
�Non sarai sola, hai dimenticato Andrea ? Credimi ti star� al
fianco in ogni momento�.
�Lo fa gi� adesso�.
�E allora di cosa ti preoccupi? Fossi stata io cos� fortunata�.
�Beh sai per� per dirtela tutta - Carla la guard� divertita - se
dovessi dirti preferirei avere una donna donna nel letto�.
Carla scoppi� a ridere.
�Cio� mi stai dicendo che non lo �?�
�No, � che lei ha un fisico biologicamente femminile ma ha
una psiche completamente maschile e, tante volte, mi sembra
di avere a che fare con un uomo.�
Carla sorrise.
�Dovresti essere molto contenta, perch� � la cosa pi�
intrigante e affascinante, vuoi mettere? Cosa trovi di
affascinante in una donna che � esattamente come te? Molto
pi� intrigante e affascinante una persona che mischia queste
due cose in maniera sapiente, e mischia anche alcune qualit�
femminili qua e l�.Cosa ti stai perdendo!� esclam�
sconsolata.
Alessandra la scrut� dubbiosa.
�Devo dirti che � una persona molto forte, decisa,
determinata, testona, per� con me sa essere di una dolcezza
disarmante, mi tratta come� - si ferm�,un istante,per
ricordare l�espressione che assumeva Andrea quando la
chiamava in quel modo- come una principessa!� concluse
sorridendo.
�E tu stai ancora qui a farti delle menate?�
�Si, perch� non posso certo presentarla in casa,non posso
farla conoscere in giro capirebbero tutti chi �.�
�E allora? Qual � il problema? Non la vuoi presentare, non
farlo, sei tu che devi essere felice, non gli altri e non mi
venire a raccontare le solite fiabe che ci raccontiamo, della
serie: ah come sono contenta in famiglia, la mia � perfetta bla
bla ,sono tutte chiacchiere che facciamo per convincerci, non
ti dimenticare che ho affrontato le stesse cose e me le sono
cantate pure io, in tutte le lingue finch�, un giorno, davanti a
uno specchio mi sono data della cretina perch� mi stavo
rovinando l�esistenza da sola, senza l�aiuto di nessuno, mi
stavo castrando convincendomi che avevo una vita fantastica,
bellissima quando invece era solo piatta e noiosa! Credimi il
cambiamento vale tutto questo.�
�Grazie Carla, sei stata davvero molto gentile ad
ascoltarmi,non avrei potuto sfogarmi con nessuno�.
�Niente, se hai bisogno chiamami pure - disse mentre si
alzava dal divano - � tardi, devo andare, domani mattina
lavoro. Ciao, buonanotte- esclam� mentre usciva dalla porta
di casa - e se ti va che ci incontriamo tutte e tre insieme non ti
fare scrupoli.�
�Buonanotte!� replic� Alessandra guardando l�amica che si
avviava gi� per le scale.

- Il suono del campanello della porta di casa, sorprese


Andrea. Diede un�occhiata veloce alla pendola del salotto,
non attendeva nessuno per quell�ora. Si avvicin�,
silenziosamente,alla porta e osserv� attraverso lo spioncino
che aveva sull�uscio. Scosse la testa e ridacchi� mentre
apriva la serratura.
�Avanza��
�Ciao� la salut� Laura senza alzare lo sguardo.
�Cos�hai combinato questa volta?�
�Stefania se n�� andata!� esclam� mentre scoppiava a
piangere cercando rifugio tra le braccia dell� amica.
La lasci� sfogare per qualche istante non voleva
interromperla.
�Cerca di riprenderti, vuoi spiegarmi cosa � successo, per
piacere?- chiese mentre indicava a Laura di sedersi sul
divano.- Vuoi qualcosa da bere?�
Annu� ancora singhiozzando.
�Cosa vuoi? Coca cola, aranciata, gazzosa�birra?�
Laura la scrut�, mentre un refolo d�aria passava nel mezzo
del salone.
�Magari se bevessi una birra riuscirei a dimenticare tutte le
stronzate che ho fatto�.
�Non dire eresie per cortesia! - la riprese - Allora?�
�Una coca allora��
�Va bene intanto che ti preparo inizia a raccontare,ti
ascolto!�
Laura incominci� il suo racconto. Non riusciva ancora a
rendersi conto.
�Lo sai vero che, inevitabilmente, ti toccher� una lavata di
capo?� chiese Andrea consegnandole il bicchiere.
Laura annu�.
�La ragione per cui se n�� andata?�
�Ha detto che non ce la fa pi�,che ha commesso un grosso
errore e che io..�
�Tu???� le lanci� un�occhiata indagatrice.
�Non ho fatto quello che avevo promesso�.
Attese qualche istante prima di iniziare a parlare, non voleva
esagerare ma sapeva che non sarebbe riuscita a trattenersi
perch�, in fondo, era proprio sua la colpa se Stefania aveva
deciso di andarsene.
�Quante volte, Laura, ti ho ripetuto di modificarti, ti ho
spinto a cercare di smussare quegli angoli che hai? Per non
parlare di quel modo di fare arrogante e strafottente che hai,
tira sberle,cosa ti ho sempre detto? Sono anni che ti ripeto le
stesse cose, fin da quando sei stata con Vittoria, ti ho detto
che il giorno in cui avresti incontrato una donna pi� matura e
adulta ti avrebbe cortesemente mandato a quel paese e cosa �
successo?�
�Lo so,ci ho provato�� esclam� piagnucolando.
�No, non ci hai provato!Tu hai finto di provarci � questo che
credi di fare con tutti, pensi di riuscire a far fessi tutti quanti
ma non ce la fai,ti freghi con le tue mani,ti rendi conto di
questo? Anche questa volta hai finto di provare a cambiare
per riuscire ad avere Stefania,solo che lei non l�ha bevuta e
chi ha pagato? Ti ho avvertito,anche di questo, che alla fine
chi avrebbe pagato, sulla sua pelle, saresti stata solo ed
esclusivamente tu!�
�Cosa posso fare?� chiese sorseggiando la sua bevanda
�Non so,non ci ho parlato, vediamo se si fa sentire e se non lo
fa la chiamer� io per sentire anche la sua di campana e poi
vediamo se riusciamo a rimpastare questa frittata.Laura non ti
prometto niente, questa volta hai esagerato davvero e non so
se sar� in grado di convincerla a darti un�ennesima
possibilit�, te ne ha concesse gi� tante,non si trattano cos� le
donne, non si dimostra che si � pi� forti trattandole come
delle merdacce�non � cos�devi controllare quella rabbia e
quel nervoso che ti annebbia la ragione,lo fai anche con me
ma siccome io ti conosco,lascio perdere ma chi divide con te
la vita non � disposta a lasciar perdere, lo capisci vero che
non posso darle torto,una donna non si tratta cos�. Smettila di
pensare che tuo padre trattava te e tua madre cos� e quindi sia
il modo giusto e il modo per rifarti sugli altri di quello che tu
hai subito�.
�Ma come faccio? Vorrei riuscire a staccarmi da questa cosa�
�Se non ce la fai da sola,fatti aiutare da uno psicologo, non �
una cosa complicata, � sufficiente imparare a far funzionare
quei quattro neuroni che abbiamo in testa per controllare
meglio e per cercare di indirizzare l�energia negativa,che
emerge, in altre direzioni e trasformarla cos� in positiva�.
�Tu��
�No, Laura non posso aiutarti, non sono una professionista,
non sono una psicologa non posso permettermi di aiutarti e
non so neanche se saprei farlo nel modo giusto,devi rivolgerti
a un medico mi dispiace, lo farei volentieri ma non � il mio
mestiere�.
�Lo hai fatto fino a ora�.
�No, fino a ora ho cercato di farti vedere quali erano i tuoi
errori, quali erano gli angoli che dovevi arrotondare ma non
posso andare oltre,lo capisci?�
�Mi hai detto qual � il motivo che mi spinge a essere cos�.
�Veramente ti ho detto quella che penso sia la ragione, non �
mica garantito che ce ne sia una sola,magari ci sono altre
cose pi� profonde e vecchie che non vedo.Guarda che non
succede mica niente se vai a parlare con uno psicologo,chiss�
perch� hanno tutti paura di andarci?�
�Non � che abbia paura�.
�Ah no? Forse perch� va a scavare nei corridoi della mente
dove ci sono le cose che non riveliamo a nessuno,dove ci
sono le nostre paure pi� profonde che abbiamo timore di
ammettere anche a noi stessi,non c�� niente di quello che
nascondiamo che gli psicologi non conoscono,
credimi.Vediamo cosa possiamo fare e aspettiamo fino a
quando Stefania mi chiamer� poi ti dir�,ok?�
�Glielo chiederai?�
�Gliene parler�, non chieder� e sentir� cosa avr� lei da dirmi,
� giusto sapere qual � anche la sua versione�.
�Credi pi� a lei che a me?� chiese indispettita alzando la
voce.
�Laura, vedi cosa intendo? Ti senti? Ascoltati con che tono
parli? Ecco ci fosse stata qua Stefania��
�Cosa?�
�Ti avrebbe preso a sberle,non � questione di credere pi� a te
o a lei, � solo che voglio ascoltare anche lei, vorrei sentire
anche la sua versione, ti spiace, temi che dica qualcosa di
vero? Cos�� che ti fa tanto paura della verit�?�
�Niente�.
�Ecco, perch� menti un�altra volta Laura questo � un altro dei
tuoi problemi,continui a mentire non dici mai le cose che ti
passano per la testa, perch�? Pensi che gli altri non se ne
accorgano? Pensi che gli altri siano cos� cretini?� replic�
alzando leggermente il tono della voce.
�No � che sono abituata cos� in casa�.
�Disabituati perch� non � il miglior modo di fare, non credere
che perch� i tuoi si comportano cos� sia il meglio che ci
sia,non tutto quello che fanno i genitori � perfetto,nessuno lo
�! Sei ancora legata ai tuoi dal cordone ombelicale,taglialo!
Non esiste la perfezione e quello che fanno i tuoi � ancora pi�
sbagliato, hanno fatto tanti errori con te,non devi assorbire le
cose negative che ti hanno passato, le puoi e le devi
cancellare se vuoi avere dei rapporti interpersonali decenti
altrimenti ti capiter� ci� che temi di pi�, rimarrai sola
purtroppo,mi dispiace dirtelo ma devi reagire,capito?�
�Non so se riesco�.
�Va bene,pensaci,rifletti su queste cose�.
Laura diede un�occhiata veloce all�orologio.
�E� tardi,� meglio che scappi,scusami se sono piombata qui
cos 셔
�Non dirlo neanche,capito? E cerca di star su,hai un bel
lavoro che ti aspetta,prima su di te. Non puoi pensare di avere
qualcuno accanto quando tu sei la prima che non si accetta!
Chiaro???�
Annu�.
�Grazie� sussurr� avviandosi gi� dalle scale.
Andrea la osserv� mentre scendeva. Le persone erano strane
e sciocche, pur avendo la possibilit� di essere felici, con
quello che desiderano, si ancorano a cose che in realt� le
fanno star male. Fece scendere le tapparelle di casa e and� a
letto, era stanca. Era l�unico sistema che conosceva per non
pensare a se stessa.

-Alessandra stava finendo di sistemare la cucina quando un


dolore acuto all�addome la fece piegare su se stessa. In una
frazione di secondo divent� gelata e un conato di vomito
buss� al suo stomaco. Il dolore si fece sempre pi� insistente,
non riusciva pi� a muoversi. Si appoggi� al tavolo della
cucina, temeva di poter cadere. Voleva chiamare Andrea.
Cerc� nelle tasche dei pantaloni il cellulare ma non lo trov�.
Le venne da piangere.
�Mamma cos�hai?�chiese il figlio entrando,improvvisamente,
in cucina.
�Sto male�- bofonchi� - chiama tuo padre.�
Si spost� lentamente verso il divano, sperando che la
posizione sdraiata l�avrebbe aiutata a sentire meno quella
sensazione di svenimento.
�Sandra cosa ti senti?�chiese il marito entrando nel salotto.
�Non so�ho avvertito un dolore acuto all�addome e continua
ad aumentare,non ce la faccio��
L�uomo la osserv� per qualche istante senza parlare con
un�aria infastidita.
�Cosa vuoi fare?�
Non replic� si sentiva venir meno.
�Andiamo al pronto soccorso,andiamo!� la esort� come se,
solo con quella parola, avrebbe potuto alzarsi magicamente
dal divano.
�Non riesco� sussurr�.
L�uomo sbuff� spazientito. L�aiut� a sollevarsi e a
raggiungere la macchina. Si recarono rapidamente al reparto
emergenze dell�ospedale pi� vicino. Appena arrivati, un
infermiere and� loro incontro con una sedia a rotelle.
�Cosa si sente signora?� chiese gentilmente.
�Ho un fortissimo dolore addominale,non ce la faccio pi�!�
�Non si preoccupi, adesso ci pensiamo noi!� la rincuor�
spingendola all�interno.
Intanto il marito si occup� di parcheggiare la macchina.
�Nicoletta? - chiese alla voce femminile che rispose - Guarda
che stasera non possiamo vederci�.
�Cosa cavolo � successo ancora?� replic� la donna piuttosto
scocciata.
�Mia moglie si � sentita male e ho dovuto accompagnarla in
ospedale�.
�Ancoraa? Che palle!�
�Rimandiamo,ci vediamo magari tra un paio di giorni�.
�Ma ne ha sempre una! Si va bene,al solito posto�
�Ciao� la salut� chiudendo la conversazione e avviandosi
verso il pronto soccorso.
Alessandra sapeva che avrebbe dovuto attendere,diverse
persone dinanzi a lei stavano aspettando di essere visitate. Le
venne da piangere. Estrasse lentamente il cellulare dalla tasca
della giacca. Si guard� intorno per accertarsi che nessuno la
osservasse. Voleva sentire Andrea. Compose il numero.
�Sii�pronto!� esclam� con voce allegra.
�Andrea�� sussurr�
�Amore, cos�hai? Cosa ti � successo?�
�Sto male, sono al Pronto Soccorso,non so quanto ci star�
Andrea si allarm�, sarebbe voluta volare da lei, essere al suo
fianco. Quella sensazione di impotenza la faceva impazzire.
�Cos�hai?�
�Ho un dolore fortissimo alla pancia, non ne posso pi�!�
�Tesoro resisti�vedrai sar� una colica, magari hai preso
freddo oggi,chi c�� con te?� .
�Lo sai��
�Lo so,- replic� sconsolata - fammi sapere appena esci, a
qualsiasi ora, capito?�
�Si� disse flebilmente.
�Ti voglio bene e ricorda ti tengo stretta a me!�
Alessandra chiuse la comunicazione, un infermiere si stava
avvicinando.
�Signora, mi scusi ma deve tenere spento il cellulare ci sono
dei macchinari anche qui dentro.�
Annu�. Sapeva sarebbe stata una lunga notte ma il pensiero
dell�abbraccio,della forza, del calore di Andrea le scaldava il
cuore e l�anima ci� che nessuno era mai stato capace di fare
con lei.

- Valeria spalanc� all�improvviso la porta del negozio di


Stefania facendo ben attenzione a non rovesciare neanche
una goccia del caff� che aveva sul vassoio.
�Ciao Vale�� la accolse Stefania
�Oh bene! Vedo che stamane siamo di buon umore! Senti mi
ha chiamato cinque minuti fa una mia amica, stasera
organizziamo una cena, siamo circa in otto, ti va?�
La scrut� sospettosamente.
�Non � che per caso hai organizzato tutto tu?�
�Chi? Io? Noooo - esclam� divertita - lo giuro! Davvero a
parte gli scherzi, mi ha telefonato e mi ha chiesto se mi
andava e le ho detto che avrei portato un�amica�
�Mmm� - mugugn� Stefania - perch� mi sa tanto di trappola
con esca al suo interno?�
�Non saprei,.non lo � credimi, dai cos� conosci un po� di
donne!�
Stefania scoppi� a ridere.
�Mi stai dicendo che sono tutte della �parrocchia?�
�Ah-ha!�
�Come sono?� chiese incuriosita.
�Non sono delle camioniste, se � questo che ti
preoccupa,forse ce n�� una sola che � un po� maschile�a
proposito non ti ho mai chiesto che tipo di donne ti
piacciono.�
Rise nervosamente. Si sentiva in imbarazzo a parlare, cos�
apertamente, delle sue preferenze.
�Mi attraggono di pi� quelle maschili,non mi chiedere
perch�, non lo so, so solo che mi sento attratta e intrigata da
loro e se poi riuscissi a trovare quella combinazione esplosiva
che ha Andrea!� concluse sorridendo.
�Cio�?�
�E� molto maschile perch� ragiona anche in quel modo, per�
ha una scatola con caratteristiche femminili e questo mix �
molto ma molto intrigante, eccitante ed emozionante, non so
neanche come fa quella donna a non vedere queste cose�.
�Allora penso che stasera ce ne saranno un paio,diciamo che
una � pi� maschile d�aspetto mentre l�altra lo � meno
esteriormente �vedremo��
�Vedremo, cosa?�
�Niente�niente��
�Non penserai mica che mi butti a pesce sulla prima che
passa? Dopo quello che mi � successo voglio andare
adagio,anzi ti dir� che, qualche volta, penso di tornare sui
miei passi�.
�Cio�?�
�Con gli uomini.�
�Ma va, ma va - la riprese con tono ironico - dai retta, se
provi seriamente con una donna, quelli non sai manco pi� che
esistono�.
Stefania la guard� incuriosita.
�In che senso?�
�Nel senso che se riesci ad avere una relazione seria, il
rapporto � pi� completo, profondo, intenso insomma
qualcosa che con un uomo non potrai mai avere!�
�Si, si immagino che tutte voi diciate cos�
�No, vedi non lo diciamo noi, queste sono affermazioni fatte
da etero che hanno provato e non sono pi� tornate indietro�
�Va be,comunque ok per stasera, dove andiamo?�
�Penso una pizzeria,ti va?�
�Si, si per me va bene� replic� senza prestare molta
attenzione, altre cose la preoccupavano. Non voleva
incominciare a sperare, non voleva iniziare a fantasticare di
incontrare qualcuno di nuovo che le avrebbe fatto battere il
cuore.
�Ste�hai capito?� la richiam� la sua amica
�Cosa?�
�Ho detto alle 19.30 qui davanti, andiamo insieme.�
�Va bene, a stasera� ripet� mentre osservava la sua amica
allontanarsi. Non vedeva l�ora di essere gi� alla sera.

- �Avanti, vieni avanti!� la invit� Roberta.


�Ciao, come stai? - chiese Andrea squadrandola - Mi sembra
magnificamente bene� aggiunse notando come il verde del
maglioncino che portava donasse al suo viso.
�Grazie anche a te� le sussurr� avvicinandosi all�orecchio.
Andrea sorrise compiaciuta che due persone, vicine a lei,
fossero riuscite a trovarsi e a volersi bene. Le riempiva il
cuore percepire il loro amore e anche se non era il suo,
l�appagava e la rendeva felice.
�Allora siete pronte per questa fuga?� chiese divertita mentre
abbracciava Francesca.
�Quasi pronte!� replic� Francesca
�Quasi?�
�Si, abbiamo ancora un po�di cose da sistemare per le
case,per lei - continu� indicando la sua compagna - � pi�
semplice, ha disdetto il contratto d�affitto, dovrebbe scadere
in un paio di settimane, i mobili li mettiamo nel magazzino
che ho, di modo che non si rovinano�.
�Hai un magazzino?�
�Si, ti ricordi qua sotto, nel sotterraneo c�� un grandissimo
magazzino che tiene quasi met� casa, l�ho acquistato parecchi
anni fa,poi ho questo appartamento,anzi Andrea se hai
problemi con il tuo, puoi trasferirti qui, non ho intenzione di
venderlo e ci puoi stare, non ti chiedo l�affitto�
�Stai scherzando?�
�No, sono seria!�
Roberta alle sue spalle annu�.
�Non posso accettare�.
�Non fare la cretina - replic� decisa Francesca - sei in affitto
nel tuo e non mi sembra che paghi poco, quindi approfitta,
qui puoi stare quanto vuoi�.
�Anch�io ho dei mobili, dove li metto?�
�Li infiliamo tutti nel magazzino c�� tanto di quello
spazio.Sarei pi� tranquilla sapendoti qui, la casa sarebbe
usata e tu dovresti occuparti solo di pagare le bollette di luce,
gas e telefono, le spese condominiali sono a mio carico
quindi��
Andrea era rimasta sorpresa dell�offerta.
�Mi metti in imbarazzo, non sono venuta qui per questo,
stasera�.
�Lo so,mi fai un favore da amica? Accetta!�
�Ha ragione, sarebbe un peccato sai, le case non abitate si
rovinano e non credo che noi abbiamo intenzione di tornare
indietro entro breve tempo. � intervenne Roberta seduta sul
bracciolo del divano.
�Insomma mi mettete proprio alle strette?�
Annuirono entrambe.
�Non � tutto!�
�Come non � tutto?�
�Si,la BMW che ho la adoperi tu ,fammi questo piacere fino
a quando scade l�assicurazione di modo che non mi si rovina,
poi ti affido l�incarico di andare dal mio avvocato e venderla,
dal ricavato ti farai dare il 10% e il rimanente ce lo versi in
banca,ok?�
�Siete impazzite?�
Francesca rise di gusto, in fondo una reazione simile se
l�aspettava dalla sua amica.
�No,ti sto semplicemente dicendo quello che ci serve e mi
sembra il minimo darti qualcosa per quello che fai�
�Ma scusa vengo nel tuo appartamento, non pago l�affitto,
uso la tua macchina e mi dai anche il 10%? Secondo me sei
caduta dalle scale.� esclam� ridendo.
�Pu� essere,per� farai cos�! Lo sai che non ammetto repliche
su certe cose.�
�Vedremo,altri ordini capo?� scherz� Andrea.
�Dai non fare la difficile, ci fai dei favori e vogliamo tu
prenda qualcosa.�
�Se sono favori non devono essere ricompensati.�
�E chi lo dice? Dai soprattutto adesso che sei in difficolt�,per
piacere non fare la scema! Poi un giorno magari ci
raggiungerai con Alessandra.�
Andrea si irrigid�, evit� di rispondere. Era un suo sogno ma
sapeva che sarebbe rimasto tale, non era sicura che avrebbe
mai potuto andare fino in fondo come stavano facendo loro,
stavano realizzando anche il suo progetto e ci� la rendeva
doppiamente felice.
�Se tutto va bene dovremmo riuscire a partire tra un paio di
mesi,prima della partenza vieni qui cos� ti faccio vedere tutte
le cose dove stanno, nel secondo bagno c�� l�idromassaggio
lo sai, vero? Avviso il portiere e ti do il mazzo di chiavi,ok?�
�Ok,se proprio non posso fare a meno di accettare. Ho
parlato con i miei amici, sono pronti a ricevervi, sono molto
contenti che vi trasferiate. Appena sapete la data esatta, il
volo e l�ora di arrivo ditemelo che glielo comunico e vi do il
loro indirizzo e numero telefonico.�
�Ci sono novit�?�chiese Francesca cambiando discorso.
�Di che genere?�
�Lo sai benissimo�.
Andrea sorrise.
�L�ho rivista, siamo state insieme un po��.
Il viso di Francesca si illumin�.
�Allora? Hai concluso?� chiese speranzosa.
Abbass� la testa, si sentiva sconfitta e respinta.
�No, - sottoline� scuotendo la testa - stiamo bene insieme,
stiamo molto bene e quando siamo noi due il resto del mondo
non esiste pi�, siamo molto serene e i suoi occhi, il suo
animo sono il mio universo.�
�Hai visto � questo che intendevo, quando ne parla mi fa
venire i brividi.� intervenne Roberta.
�Ma vi siete baciate?�
�Si - replic� sussurrando - ci siamo baciate spesso e anche
qualcos�altro�.
�Sii��
�No, non siamo arrivate fino in fondo,ero a casa sua�
�Cosa? Ti ha fatto andare a casa sua e non te la sei fatta?
Andrea ti sei rimbecillita?�
�No, non credo,doveva arrivare gente e aveva timore che mi
vedessero, mi ha fermato un paio di volte quando volevo
andare oltre�.
�La prossima volta ci vai anche perch� a me sembra che
questa donna lo voglia da te,cosa aspetti?�
Andrea sorrise.
�Secondo te,avrei potuto fare l�amore con una che,ogni due
minuti mi ripeteva guarda che devi andare, � tardi�.
Francesca e Roberta scoppiarono a ridere.
�Andrea sei proprio�� Francesca s�interruppe.
�Cosa? Vai avanti finisci�.
�Non voglio offenderti�.
�Lo sai che non lo fai,dai tanto lo so, sono un uomo.�
La sua amica annu� ridendo.
�Si,lo sai te l�ho sempre detto, hai questa psiche maschile in
un involucro femminile�.
Andrea sorrise.
�Beh femminile � da vedersi, diciamo che ho alcuni
ammennicoli femminili�.
�Comunque questo connubio - prosegu� Francesca - dovrebbe
intrigare, stuzzicare Alessandra molto pi� di tutte quante le
altre messe insieme, ma dove la trova una come te? Che
attizza cos� tanto? Credo che questo binomio sia quello che
ogni donna idealizza, � il massimo!�
�Non ti dimenticare la sua testa!� aggiunse Roberta.
Andrea si sent� in imbarazzo.
�Quanti complimenti! Mi sembra che tu ti sia sistemata lo
stesso�
�Zitta!- esclam� indispettita- Lo sai che siamo arrivate molto
vicine ad avere una storia seria e se tu non avessi avuto per la
testa questa donna cos� fortunata forse��
�Non mi sembra tu sia capitata male! E poi sai ognuno ha il
suo posto e il tuo era nel suo cuore - disse indicando Roberta
- non nel mio!�
Francesca e Roberta si osservarono stupite, poi scossero
sconsolate la testa.
�Senti, ma dov�� sta donna che la riconduciamo noi alla
ragione,come fa a rifiutare tutto ci�? Ha un�altra? E� religiosa
e non riesce ad accettarsi?�
Andrea scosse la testa.
�Allora � fidanzata con uomo?�
�Anche se lo fosse - intervenne Roberta - non c�� nessuno
che potrebbe amarla in questo modo, potrebbe avere e fare
una vita stupenda,ma non lo vede? Non lo capisce? Che cosa
c�� al mondo che vale pi� di questo?�
�Neanche dei figli - prosegu� Francesca - perch� una volta
cresciuti se ne vanno e a te cosa rimane? Niente, solo aver
sacrificato la tua vita per qualcuno che non se n�� manco
accorto e poi i figli rimangono sempre a te e almeno hai
avuto una vita felice, serena e piena d�amore, amore vero�
�Gi�- aggiunse Andrea - Si � fatto tardi, ragazze
scappo!Sono molto, molto contenta per voi, � bello vedervi
insieme felici e serene!� Le abbracci� e si avvi� verso casa.
Nessuno l�aspettava. La solitudine le avrebbe tenuto
compagnia.

- Stefania osserv�,a una a una,le ragazze che erano sedute al


suo tavolo. Ridevano e scherzavano senza remore. Valeria
aveva avuto ragione, solo un paio sembravano essere
leggermente pi� maschili delle altre. Non riusciva a capire il
motivo ma si sentiva stranamente osservata come se avesse
avuto un cartello fosforescente su di lei. Si guard� in giro,
con attenzione, per vedere chi la fissava ma la sua ricerca non
ebbe successo, non era riuscita a cogliere sul fatto chi
sembrava voler entrare dentro di lei a sua insaputa.
�Non ho capito bene cosa fai?� l�apostrof� la voce della
ragazza seduta di fronte a lei, interrompendo i suoi pensieri.
�Ho un negozio di abbigliamento, e tu?�
�Ho un piccolo ristorante.�
�Stasera non lavori?� chiese spontaneamente Stefania.
�No, il locale � aperto ma io mi sono presa una serata libera
per stare in compagnia di alcune amiche e a quanto vedo non
ho fatto male!� aggiunse sussurrando.
Stefania la squadr�. Capelli castani sulle spalle, occhi scuri,
viso regolare con lineamenti arrotondati. Nonostante la sua
altezza, circa 180cm, sembrava essere aggraziata. Si redargu�
per averla guardata, in quel modo, e per aver inseguito quei
pensieri. Si gir� per proseguire la chiacchierata interrotta con
la sua vicina di sedia, ma i suoi occhi non potevano fare a
meno di osservare, ogni tanto, la ragazza che stava seduta di
fronte.
�Hai fatto qualche sport?� le chiese d�istinto seguendo i suoi
pensieri.
La donna sorrise.
�Vado a cavallo�mi sembri un po� un pesce fuor
d�acqua,qui.�
La scrut� con aria sospetta.
�Cosa intendi?�
�Insomma - sembr� imbarazzata e timorosa nel continuare -
non mi sembra che tu sia come noi.� concluse lanciando
un�occhiata a tutta la tavolata.
Stefania rise.
�Diciamo che indosso ancora in parte la tuta da etero,la
giacca l�ho gi� tolta, ho ancora i pantaloni�.
La donna si sollev� e allung� la mano per presentarsi.
�Io sono Silvia,piacere.�
�Stefania�piacere.Quanti anni hai?�le chiese all�improvviso
mentre finiva di sorseggiare del vino bianco.
�Chiedi a me?� chiese indicandosi.
�Si,certo�.
�35 e tu?�
�30,dov�� il tuo ristorante?�
�Cos� poi mi viene a trovare?�
�Pu� essere�.
�E� in Brera non � molto grande.�
�Come si chiama?�
�Vineyard Court � un nome un po� strano, per� a me
piaceva.�
Stefania sorrise. Si sentiva attratta da quella donna, la
incuriosiva e la interessava conoscerla meglio. Cerc� di
proseguire la conversazione e,una volta, conclusa la cena si
avviarono a fare due passi, per loro conto, distanziando le
altre alle loro spalle.
�Allora � poco che hai compreso di essere gay?� chiese
Stefania.
La donna annu� un po� in imbarazzo.
�Si,ma non credere che lo accetti molto bene, anzi molto
spesso mi chiedo perch� � capitato a me!�
�E cosa c�� di male? Ti � successo qualcosa di grave?�
richiese stupita di quell�affermazione.
Silvia la osserv�.
�No,per� sono molto combattuta, faccio veramente fatica a
viverla questa cosa.�
�I tuoi genitori lo sanno?�
�Mia madre e mia sorella sono a conoscenza di tutto�.
�E come l�hanno presa?�
�Bene, direi bene non si sono fatte molti problemi�.
�Allora - disse ridendo - te ne fai pi� tu?�
�Si�.
�Quella che dovrebbe avere dei dubbi dovrei essere io non
tu�.
�Infatti ti dir� che, prima, durante la cena mi stavo chiedendo
cosa ci facevi in mezzo a tutte noi, tu non c�entri,tu non sei
come noi�.
�Fai cos� fatica a dirla quella parola?� per la prima volta,in
tanto tempo,Stefania si sentiva pi� sicura di se stessa, si
sentiva pi� tranquilla su ci� che voleva e desiderava. Forse
erano state le conversazioni con Andrea, forse le esperienze
che aveva fatto o forse ancora il fatto che anche sua zia fosse
cos�, l�avevano aiutata ad affrontare la cosa con pi�
tranquillit�.
�Abbastanza.�
�Potrei rispondere ni alla tua domanda,diciamo che ho avuto
delle esperienze brevi e che mi trovo probabilmente a un
bivio della mia vita,sto cercando di capire alcune cose,non
credere, anch�io mi sono fatta della domande, ma non ho
queste grosse esitazioni nel vivere questa esperienza, per me
la cosa pi� importante � stare bene con la persona che ho di
fronte che poi sia un uomo o una donna non ha importanza.
Valuto di pi� il fatto che mi rispetti, che mi voglia bene, che
mi faccia star bene,queste sono le cose che
contano,nient�altro per me�.
�Ti ammiro,sono un�insicura!�
Stefania rise discretamente.
�Dovrei esserlo io che sono pi� giovane di te, sei tu la
donna,potrei definirmi ancora una ragazza� esclam� mentre
si accendeva una sigaretta.
�Sai sono appena uscita da una relazione abbastanza lunga,
siamo state insieme per tanti anni,non ho avuto molte storie,
questa era la seconda�.
�Perch� mi racconti questo?�
�Perch� non vorrei che tu pensassi che sono una �navigata�.�
�Credi importi solo quante donne una ha avuto? Penso sia pi�
importante la qualit� di una relazione che la quantit�,ti pare?�
Silvia annu�. Stava bene con quella ragazza appena
conosciuta come non era mai stata prima. Era strano che
fossero riuscite a creare quell�atmosfera di intimit� dopo
poche ore. Le dispiaceva che la serata fosse gi� finita,
avrebbe voluto chiederle subito di rivedersi ma sapeva che
non poteva. Non ce l�avrebbe fatta.
Stefania diede un�occhiata all�orologio.
�E� tardi, mi dispiace ma devo andare domani mattina
lavoro,mi devo alzare presto�.
�Si,hai ragione - esclam� mentre si voltava verso le altre -
ragazze Stefania deve andare�.
Si salutarono,Stefania raggiunse la sua auto e si affrett� verso
casa. La serata le era piaciuta particolarmente,aveva
conosciuto una persona che le avrebbe potuto interessare e
con la quale avrebbe potuto, forse, iniziare qualcosa. Forse si
sarebbero riviste.

- �Buongiorno Principessa!� esclam� Andrea scendendo


dalla macchina e salutando Alessandra con un sorriso.
La donna si sent� in imbarazzo ma ricambi� quel saluto pieno
di amore con un sorriso. Osserv� il proprio abbigliamento:
jeans attillati, camicia da uomo rigata e sotto un top in tinta
unita. Incominciava a far caldo. Andrea la scrut�.
�Sei bellissima!� le sussurr� in un orecchio mentre fingeva di
salutarla. Respir� completamente il suo profumo, lo fece
scendere lentamente fino ai polmoni e poi lo lasci� salire per
inebriare il cervello. Deglut� rumorosamente.
�Dai,ho solo un paio di jeans e una camicia, ho messo
qualcosa di comodo perch�, conoscendoti, non so dove mi
avresti portato�
�In capo al mondo, sulla Luna, su Marte�� replic�.
Alessandra la guard� sospettosa, era sempre di buon umore,
era solare e capace di trasmettere anche a lei quella gioia che
trasudava da tutti i pori.
�Vado bene? � chiese Andrea mettendosi impettita di fronte a
lei.
Alessandra fece correre gli occhi su di lei,con molta
attenzione.
�I jeans scuri vanno bene - inizi� fingendo molta seriet� e
professionalit� - ma se fossero di una taglia in meno non
guasterebbe, hai un fisico che te lo permette, metti qualcosa
di pi� aderente.�
�Ti piaccio di pi� con i jeans stretti?�
Annu�. Si avvicin�, le scost� leggermente i bordi del
giubbotto di renna e diede un�occhiata alla camicia in tinta
unita. Sorrise, si ricordava sempre di tutto.
�Cos�� quel sorriso? - chiese guardandosi rapidamente da
capo a piedi - Ho sbagliato qualcosa?�
�No,sei perfetta�
�Non mi saluti?�
Alessandra le lanci� un�occhiataccia.
�Siamo in mezzo alla strada in una delle vie pi� trafficate di
Milano.�
�Capito! Ma � presto non c�� tanta gente in giro�.
�A proposito ti far� pagare questa levataccia infame.� disse
sorridendo.
�Ah si? - esclam� prendendo posto in auto - In che modo?�
�Ci devo pensare.� disse mentre la sua mente aveva gi�
iniziato a correre dietro ai pensieri che affollavano i suoi
corridoi senza sosta. Stava cos� bene quando era con lei, si
sentiva a casa come non aveva mai provato con nessuno. Era
protetta, serena e felice come non era mai stata, un�esistenza
che aveva solo disegnato nella sua fantasia. Una persona
attenta ai suoi problemi, alle sue preoccupazioni, ai suoi
desideri e che la trattava come una principessa. Diede
un�occhiata ad Andrea alla guida. Sorrise.
Aveva la straordinaria capacit� di farla sentire come tale.
Sospir� felice, poi fece istintivamente ci� che, per tante volte,
Andrea aveva fatto guidando la sua mano. La appoggi� sulla
gamba di Andrea.
�A cosa pensi?�
�Niente di particolare�
Andrea sorrise, aveva per abitudine di rispondere in quel
modo a quella domanda.
�Qualche secondo fa avevi in mente qualcosa di ben
preciso.�
Alessandra non era ancora riuscita a capire come faceva a
comprendere ci� che le passava per la testa in modo cos�
semplice.
�Stavo cercando di indovinare dove mi avresti portato oggi�
�Sorpresa! �esclam� contenta mentre infilava una cassetta di
musica che ad Alessandra piaceva.
�Ti spiace se dormo un po�? Mi hai fatto alzare all�alba�.
�No, certo riposati che oggi abbiamo tante cose da fare.
Amore quando ci ricapita una giornata intera tutta per noi?�
�Si�
Dopo qualche minuto Alessandra si assop�. Andrea abbass� il
volume dello stereo. Le diede un�occhiata mentre dormiva,
sarebbe stata delle ore a osservarla. Aveva un carisma e un
fascino molto rari, dispensati naturalmente. Molte donne
avrebbero pagato oro per avere entrambe.
Il profilo del lago di Lugano incominciava a vedersi in
lontananza, si stavano avvicinando alla prima tappa della loro
gita. Stavano attraversando il ponte di Melide che collegava
le due rive, l�acqua era uno specchio e i raggi di sole
l�avevano fatto diventare d�argento. Si guard� intorno e
pens� a quante volte aveva sognato di percorrere quella
strada con lei accanto. L�irregolarit� della strada,sul
ponte,fece svegliare Alessandra.
�Mmmm�dove siamo?� chiese guardandosi in giro.
�Questo � il lago di Lugano, vedi l� - disse indicando la
sinistra del ponte - c�� Porto Ceresio, proprio la in fondo, ci
ho passato la mia infanzia e la mia adolescenza�.
Alessandra si spost� leggermente per cercare di vedere
meglio.
�Non si vede molto, � la che abitava Paola?�
Andrea annu�.
�Questa a sinistra � la Svizzera in miniatura�.
�Mi hai portato in Svizzera?�chiese sorpresa
�Si, ti ho portato all�estero!�
Risero tutte e due. Andrea prese la mano di Alessandra,
l�accarezz� e la riport� sulla gamba. Aveva bisogno di quel
contatto fisico, per troppo tempo non ne aveva avuto con lei.
Alessandra si guard� intorno, era parecchio tempo che non
vedeva la cittadina ticinese.
�Sembra che tu ci abbia sempre abitato da queste parti�.
�Tesoro, ti ho detto che la Svizzera la conosco molto bene ed
� la mia seconda patria - esclam� mentre finiva di
parcheggiare- Questa - disse indicando il grande cancello in
ferro battuto che si parava dinanzi a loro - � Villa Favorita,
c�� una collezione privata bellissima in pi�,da qualche
settimana,ci sono in esposizione anche gli impressionisti
americani�.
Ad Alessandra si illumin� il volto.
�Una mostra di quadri?� richiese contenta.
Andrea annu� mentre si avvicinavano a piedi lungo il viale di
cipressi che costeggiava il lago. Istintivamente prese la mano
di Alessandra.
�Andrea�- la riprese - siamo un po� in pubblico.�
Andrea rise.
�Un po�?�
Alessandra la imit� mentre si avviavano all�interno della
palazzina che ospitava la mostra e la raccolta. Una ventina di
sale con capolavori di maestri europei, circondate da arazzi,
sculture, mobili e oggetti di varie epoche completavano
l�interno. Era certa che ci avrebbero impiegato alcune ore per
rimirare tutte le opere esposte e, alla fine, le attendeva la
mostra dei pittori statunitensi. Alessandra era felice, sollevata
come non l�aveva mai vista in precedenza. Avevano quasi
concluso il loro giro. Andrea permise ad Alessandra di
allontanarsi un po�, rimase a osservarla, le piaceva tutto di
quella donna, come si muoveva, come riusciva a eccitarla
senza che se ne accorgesse, il suo modo di essere bambina e
donna allo stesso tempo, la sua sensibilit� e la sua
delicatezza. Il suo modo di essere antipatica e arrogante,a
volte. Socchiuse gli occhi e sorrise. Si trov� davanti il viso
sorridente di Alessandra.
�Amore, i quadri sono appesi alle pareti se non avevi notato�
sussurr�.
Era stata colta in flagrante.
�Ma il quadro pi� bello ce l�ho davanti,scusa perch� sussurri?
Non c�� nessuno ci siamo solo tu e io in questa sala, oltre al
guardiano nell�altra�.
�Sono abituata a parlare sottovoce in questi posti�.
Andrea prese un lungo e profondo respiro e si avvi� dietro di
lei. Le si avvicin�.
�Secondo te, questo � Washington?�
Discretamente Andrea si era appoggiata ad Alessandra per
arrivare a intrecciare la sua mano, l�aveva presa con forza. Ci
fu qualche istante di silenzio. Alessandra la squadr�
imbarazzata per qualche momento, senza proferir parola, si
fissarono intensamente negli occhi. Si erano dette molto pi�,
in quei minuti, che non in tutte quelle ore che avevano
parlato.
�Penso proprio di si,mi sembra sia quando attraversa il
Potomac�
�Ti sembra il caso?� le sussurr� appoggiandosi a lei.
�Cosa? Che attraversi il Potomac?�
�No,sai benissimo a cosa mi riferisco�replic� lasciando la
mano.
�Gi�,scusa�
Finirono di ammirare i quadri rapidamente, commentando
ogni dipinto. Poi tornarono alla macchina. Pranzarono in uno
dei pi� noti ristoranti della citt�,sulle rive del lago e poi si
avviarono per una passeggiata in montagna, in Val Verzasca.
Alessandra si trov� dinanzi un paesaggio mozzafiato. Una
vasta distesa d�erba e boschi in una conca chiusa da un picco
montuoso tanto bello da sembrare quasi finto. L�aria era
fresca e fine. Decisero di incamminarsi nei boschi.
�Hai mangiato troppo! - la prese in giro Andrea - Scommetto
che non riesci neanche a prendermi.� concluse iniziando a
correre. Alessandra rise e incominci� a correrle dietro.
�Chi � l�atleta tra noi due?� le chiese ridendo.
�Si, si risparmia il fiato che altrimenti non riesci neanche a
raggiungermi!�
Si rincorsero per un po�, poi all�improvviso Andrea si blocc�
e Alessandra le fin� addosso.
�Ti ho preso - disse ansimando mentre finivano entrambe
per terra, una sopra l�altra - hai visto?�
Andrea la fiss� negli occhi. Quello sguardo diceva quanto
grande fosse il suo desiderio. I loro cuori battevano
all�unisono, non pi� per la corsa ma per quel sentimento che
correva dentro di loro. Non riusc� a resistere, Andrea sollev�
il capo e raggiunse le sue labbra. La voleva. Disegn� il
profilo delle labbra con la lingua e poi lentamente la spinse
all�interno della bocca. Il calore che avvert�, il sapore della
lingua le fecero perdere la ragione. Le loro lingue si
cercavano, accarezzavano, intrecciavano e andavano a
riposare nell�incavo caldo della bocca. Sembravano non
riuscire a fare a meno l�una dell�altra, come due calamite non
potevano staccarsi.
�Ti�amo�� sussurr� Andrea senza spostare le labbra.
Alessandra si stacc� leggermente, fiss� Andrea per qualche
istante, poi and� a cercare le sue labbra. Non sapeva se
avrebbe avuto il coraggio di superare l�ostacolo che aveva
dentro di s� e le impediva di dire ci� che provava.
�Anch�io�� le disse prima di ricominciare da capo.
�Ti voglio�� le sussurr� ansimante Andrea.
�Siamo in mezzo a un campo, c�� gente in giro ti sembra il
momento? E poi amore incomincia a far freddo.�
Andrea diede un�occhiata in giro e strinse l�abbraccio.
�Sta calando il sole,vuoi andare?�
Annu�.Si alzarono e si avviarono in silenzio verso la
macchina. Andrea prese un lungo respiro nel tentativo di
portare il battito del cuore alla normalit�.
�Mi desideri cos� tanto?�
Andrea la squadr� sorridendo.
�Molto di pi� replic� mentre infilava la chiave nel quadro.
La mano di Alessandra la ferm�, la tir� a s� e la baci� con
passione e intensit�.
Lentamente tornarono verso Lugano. Andrea voleva portarla
ad ammirare uno spettacolo della natura prima di rientrare a
casa. Si diresse verso il Monte Br�, era l�ora giusta.
Parcheggiarono nel piazzale del paese e si incamminarono
verso la cima della montagna.
�Mi fai inerpicare per questa salita?� si lament� quando vide
che la strada iniziava a salire.
Andrea annu� prendendola per mano, questa volta non si
sottrasse.
�Vedrai che quando siamo in cima questa fatica ne varr� la
pena e poi sono solo dieci minuti,dai pigrona!�
�E� da stamattina all�alba che siamo in giro�.
�Si lo so, hai ragione,volevo vedessi un po� di belle cose!�
�Mmmm�.�
�Ci siamo! - esclam� indicando la sagoma del ristorante con
la terrazza - Vieni, vedrai che panorama. - il sole stava
tramontando dipingendo il cielo di un rosso carminio -
Guarda.�concluse Andrea avvicinandosi alla balaustra della
terrazza dalla quale si dominava tutto il lago.
Alessandra rimase senza fiato. Era uno spettacolo fantastico.
Le vennero i brividi. Andrea l�abbracci� da dietro. Rimasero
in silenzio, per un po�, ad ammirare quel quadro
impressionista dipinto apposta per loro, ad ascoltare i loro
cuori e i loro respiri.
�Promettimi che � questo quello che mi darai - sussurr�
Alessandra � promettimelo.�
Andrea rimase un po� sorpresa da quella richiesta, non riusc�
a capire immediatamente a cosa si riferisse.
�Si certo e molto di pi�.
�Grazie,� stata una giornata meravigliosa!�
�Ma non � ancora finita. Tranquilla, guarda che il ristorante �
chiuso, non c�� nessuno!�
Alessandra sospir� rilassata. Si appoggi� alle sue braccia e
rimase ad ammirare quei colori, pensando a quello che aveva
perso in tutti quegli anni. Quell�amore cos� intenso, cos�
pieno, quella passione cos� grande non esisteva solo nei suoi
sogni, era vero, reale. Poteva quasi sfiorarlo e toccarlo, grazie
ad Andrea. Le difficolt� le avrebbero superate insieme.
Sarebbero rimaste delle ore,in quella posizione, ma sapevano
che dovevano tornare.
�Incomincia a far freddo, torniamo?�
�Mmm- mugugn� Andrea - va bene andiamo�
Raggiunsero Milano che era ormai buio.
�Hai fame?� chiese Andrea.
�No,dopo quello che ho mangiato a mezzogiorno, stasera una
bella camomilla e poi a nanna� replic� mentre cercava nella
borsa le chiavi di casa.
�Ti accompagno voglio vederti entrare.�
Alessandra non replic�. Apr� il portone e raggiunse
rapidamente il primo piano. Apr� la porta di casa ed entr�
direttamente nel salotto.
�Vieni�� sussurr� invitando la sua compagna.
Andrea era un po� titubante.
�Stai bene? Ti ho fatto stancare troppo?�
Alessandra chiuse la porta a chiave alle sue spalle. Si
avvicin� ad Andrea come non aveva mai fatto. Le pos� le
mani sul torace e and� a cercare le sue labbra.
�Ti sembro stanca? - sussurr� passando la sua lingua sulle
labbra di Andrea - Lo sai che domani mattina dovrai andare
via molto, molto presto?�
Andrea bofonchi�, non voleva perdere nulla di quel
momento. Sapeva avrebbero avuto una notte intera solo per
loro.

- Francesca osserv� Roberta seduta,al suo fianco, in business


class di Emirates. Spinse lo sguardo fuori dall�obl�
sorridendo. Non credeva ancora a quello che era riuscita a
fare in pochi mesi. Sospir�,aveva realizzato quello che era
stato solo un sogno e lo stava facendo con la donna che, era
sicura, le sarebbe rimasta vicino per il resto della sua
esistenza. Dovevano ringraziare Andrea se avevano trovato le
spinte giuste per farlo, gli appoggi e la forza per andare
avanti quando avevano trovato ostacoli che avrebbero
demoralizzato chiunque, ma non la loro amica. Diede
un�occhiata al biglietto e alla dicitura �solo andata�.
L�Australia le aspettava, non sapevano ancora cosa potevano
andare a fare, ma sicuramente non avrebbero pi� lavorato in
una compagnia multinazionale. Il loro progetto era aprire un
agriturismo nel quale le persone arrivavano per provare,
gustare i prodotti e la cucina italiana. Sapeva sarebbe stato un
progetto che richiedeva parecchio tempo per essere realizzato
ma l�avrebbe fatto. Aveva Roberta vicino a lei. La guard� e
sorrise.
�Perch� sorridi?�
�Stavo pensando a quello che � successo in tutti questi mesi e
alla vita meravigliosa che ci attende!� esclam� sfiorandole la
mano.
La voce della hostess che invitava ad allacciare le cinture le
raggiunse. L�aereo era in procinto di partire.
�Abbiamo parecchio lavoro da fare, ma non ci spaventeremo
mica per queste cose,vero?�
Francesca scosse la testa divertita.
�Dopo quello che abbiamo passato tra burocrazia e altre
difficolt�, non credo proprio�.
�Credi che Andrea ci verr� a trovare?�
Francesca la osserv� un po� malinconica, non era sicura che
la sua amica l�avrebbe fatto, temeva che non l�avrebbe pi�
rivista.
�Non so dipende,spero che riesca a sistemare le cose con
Alessandra, spero che quella donna si decida, prima di
perdere tutto. Chiss� perch� non si rende conto che ci� che le
pu� dare non si trova sempre nella vita, non � una cosa
garantita e scontata�.
�Mi sarebbe piaciuto parlarle, ma sai com��, sono cose loro e
non mi sembrava giusto mettermi in mezzo e poi non capisco
tutto quel mistero che l�avvolge non si sa mai niente di lei�.
�E�vero,chiss� perch�? Forse si trova in una situazione
complicata, magari sta con un�altra e non vuole rivelarlo.Sei
felice?�
Roberta la gratific� con uno dei suoi pi� bei sorrisi.
�Pensi non lo sia? Sei la donna che ho amato,per tanti anni,
senza fiatare, mi corrispondi e adesso stiamo scappando in
Australia per rifarci una vita vera,cosa potrei chiedere di
pi�?�
Francesca scoppi� in una sonora risata.
�Potrei risponderti come una nota pubblicit�!�
Roberta la imit�.
�Sai,stavo proprio pensando ad Alessandra prima di
imbarcarci�.
�Come mai?�
�Ho sentito Andrea, ieri sera, e mi ha detto che era un po�
preoccupata perch� Alessandra aveva dei problemi al lavoro
e non stava molto bene. Stamattina all�edicola dell�aeroporto
ho visto una rivista, su cui c�era un articolo, che raccontava
di un tale che ha incominciato la carriera di cantante a oltre
40 anni e ha avuto un grande successo,allora pensavo a
quello che ha sempre detto Andrea che se fosse riuscita a
convincerla, a venire in Australia, l�avrebbe fatta cantare
sicuramente,mi ha detto che canta davvero molto bene e che
ha una voce stupenda�.
�E� vero, ma per fare una cosa del genere bisogna voler
vivere davvero e non solo fingere di farlo�.
Roberta la squadr� di sottecchi.
�Sii sii,hai ragione � una frase di Andrea - replic� sorridendo
- per� � la verit�, bisogna voler vivere e non essere attaccati
alle abitudini, perch� quelle che abbiamo sono solo
abitudini,pensa come potrebbero stare bene loro due in
Australia, me le immagino gi� Alessandra sarebbe molto pi�
serena, tranquilla e farebbe la vita che ha sempre sognato e
Andrea sarebbe la persona pi� felice dell�universo con
accanto la donna che ama�.
Roberta sospir�.
�Ti sei accorta anche tu di quello che c�� tra di loro?�
Francesca scosse la testa.
�Cosa intendi?�
�C�� qualcosa di speciale che non ho mai visto, � come se
loro due fossero due calamite che si attraggono,c�� una
passione che si pu� quasi tagliare,si pu� toccare e poi c��
qualcosa di davvero speciale tra loro,quando le guardo vicine
mi sembra di vedere due pezzettini di un puzzle che si
incastrano alla perfezione,senza nessuno sforzo!�
�Intendi che � la prima volta che vedi due anime gemelle?�
Roberta sorrise.
�Ecco si, hai ragione,non mi � mai capitato di incontrare due
anime gemelle, ma non mi � mai capitato,neanche, di sentire
quello che succede tra di loro, che si sentono a distanza, che
avvertono quello che succede all�altra, che sentono se una �
arrabbiata, preoccupata, innervosita. Tu hai mai incontrato
qualcuno come loro?�
Francesca ci pens� per qualche istante.
�Per dirti la verit� no,� per questo che ho sempre molto
invidiato Alessandra e se avessi avuto la confidenza glielo
avrei anche detto, le avrei fatto capire cosa si perde nel
comportarsi cos�.
�Senti dove facciamo scalo?�
�A Dubai,ci sei stata?�
�No,guarda che io non ho viaggiato cos� tanto come te�.
�E� un bell�aeroporto, l�hanno rinnovato qualche anno
fa,molto confortevole,poi vedrai che bella � la lounge di
business,c�� anche la poltrona che ti fa i massaggi�.
�Quante volte ci sei stata in Australia?�
�Alcune volte,una volta ci sono venuta con Andrea, aveva un
po� di cose da fare un paio di servizi per noi a Sydney, poi
aveva il torneo a Melbourne e quindi ci siamo prese una
settimana di ferie e siamo andate un po� in giro,lei ha diversi
amici quindi��
�Sono contenta - sussurr� Roberta andando a intrecciare le
sue dita con quelle di Francesca - non vedevo l�ora di partire
con te e di incominciare la nostra attivit�.�
�Anch�io - le sussurr� avvicinandosi all�orecchio - volevo
dirti che��
�Desiderate da bere?�chiese la hostess interrompendo la loro
conversazione.
Roberta diede un�occhiata al vassoio.
�No, grazie�.
Francesca scosse la testa mentre finiva di scrivere una cosa
sul cartoncino del men�. Lo pass� a Roberta.
�Dovresti leggerlo� le sugger�.
Roberta lo apr�,curiosa di sapere cosa le aveva scritto la sua
compagna.
��ti amo��
Le si illumin� il volto.
�Anch�io� esclam� mentre stringeva il cartoncino al petto e
chiudeva gli occhi per riposarsi.

- �Ciao Andrea - esclam� Stefania raggiungendola al bar


lungo i navigli - sono in ritardo?�
�No, - disse sorridendo - anche se lo fossi ti avrei atteso
volentieri come si fa a non aspettare una donna come te?�
Stefania la squadr� leggermente imbarazzata e sorrise.
Perch� non conosceva qualcuno come Andrea?
�Alessandra lo sa che mi dici queste cose?� chiese
sorridendo.
�Non ti ho mica detto niente di male, sono stata solo cortese,
non ti ho detto che voglio corteggiarti.�
�Ah lo so, non lo faresti mai per la testa hai una sola donna,
beata lei!�
�Gi�- replic� malinconicamente - forse non lo sa di essere
cos� fortunata o forse non ritiene di esserlo.� concluse mentre
il suo pensiero andava a quella giornata trascorsa con lei.
Non sapeva ancora che presto ne avrebbero avute molte altre.
�Ma per piacere! - esclam� Stefania alzando leggermente la
voce mentre prendeva posto a un tavolino nella sala fumatori
- Fammi parlare che glielo faccio sapere io,come si fa a
essere cos� cieche!!!�
�Magari! Allora come va? Cosa succede? Siamo venute qui
per parlare di te non di me�.
�Siamo venute qui per parlare,non dobbiamo conversare solo
di cose che mi riguardano e visto che stavamo chiacchierando
di te�.sai, Andrea, quante volte ho pensato quanto fosse
fortunata la donna che ami? E sai quante volte ho pensato che
fosse un�ingrata perch� ha quello che raramente si ottiene
nella vita, una persona che l�ama incondizionatamente, senza
remore, completamente, con una grande passione,con
trasporto e lei? Niente, ci pensa e si spaventa,ma come si fa?
Fossi nella sua situazione mollerei tutto, fossi anche sposata
lascerei tutto perch� saprei che quello che mi daresti tu mi
riempirebbe la vita,sarebbe stupenda e serena come ho solo
immaginato e sperato, un marito non mi darebbe di sicuro
tutto questo,varrebbe la pena vivere veramente e non
vegetare.�
�Ti ringrazio� sussurr� Andrea.
�Perch� non ci fidanziamo noi due?� chiese ironicamente.
Andrea scoppi� a ridere.
�Dove la trovi una come te? Che sa amare veramente non
solo a parole,credimi te lo dice una che ha ancora qualche
pezzetto dell�etichetta etero attaccata, nessun uomo � capace
di amare cos� una donna, nessuno e , per quel poco che ho
visto, neanche le donne. Sei un�eccezione!�
Andrea prese un lungo respiro.
�Sai come si dice? � Chi ha i denti non ha il pane e chi ha il
pane non ha i denti.�
�Si, ma qui non si tratta di pane, qui si tratta di qualcosa che
va oltre, di qualcosa che ognuno di noi sogna di avere e che,
poi quando si cresce, ci si convince possa rimanere solo
confinato ai sogni�.
�Bummm�non esageriamo dai�
�Non sto esagerando ti sto dicendo la verit�, nei miei 30 e
passa anni non ho mai incontrato nessuno capace di avere
questo amore cos� completo, cos� grande,� sufficiente sentirti
parlare di lei, non c�� neanche bisogno di vedere come ti si
illuminano gli occhi quando ne parli e non so come sei
quando sei vicino a lei, ma posso immaginarlo�.
�Beh�- Andrea incominci� sorridendo - hai presente il
pavone quando fa la ruota? Ecco, sono tronfia in quel modo
ma � difficile poter spiegare cosa e quanto mi da ogni giorno�
�Hai mai provato a proporle di fuggire da qualche parte per
fare una vita migliore?�disse mentre sorseggiava un cuba
libre.
Andrea annu�.
�Le ho detto pi� di una volta che l�avrei portata in Australia,
in Nuova Zelanda dovunque voleva, al caldo, dove ci sono
quelle belle spiagge per cominciare una vita pi� tranquilla,
pi� umana, che si adattasse di pi� a lei,pensa sempre che io
scherzi�.
�Che meraviglia! Lo farei subito�.
�Sai mi ha detto la stessa cosa anche quella mia conoscente
sposata, mi ha detto che se avesse conosciuto una persona
come me, uomo o donna, sarebbe scappata subito,non
avrebbe avuto paura di lasciare le sue abitudini, come fa lei�
�Perch� quando hai qualche soldo non le compri un paio di
biglietti per l�Australia e lasci deciderei a lei quando partire�.
�E� una buona idea.�
�Qualunque donna farebbe pazzie per una come te!�
Andrea rise.
�Infatti, l�unica donna che amo e voglio non riesce neanche
ad accettare se stessa, a volte non sopporta neanche di sentirsi
dire che la amo,pensa un po�!Comunque adesso basta parlare
di me, dimmi di te cosa � successo?�
Stefania la fiss�,per qualche istante,in silenzio prima di
iniziare a parlare.
�Penso che tu sappia gi� qualcosa, non ti ha detto niente
Laura?�
�Qualcosa�.
�Ho deciso di mollarla, ho lasciato l�appartamento, mi sono
trasferita per un po� da Valeria, mi ospita fino a quando non
trover� una sistemazione.�
Andrea la scrut�, cerc� di andare oltre quel semplice sguardo,
entr� dentro di lei per arrivare a sfiorarle l�anima.
�Perch� mi fissi cos�?�chiese in imbarazzo.
�Perch� credo che questo non sia il tuo problema principale
anche se ti ha ferito e ti ha fatto male.�
Stefania rimase senza parole.
�Come fai? - le chiese un po� indispettita pi� con se stessa
che con la sua amica perch� non riusciva mai a celare, di
fronte a lei, le cose pi� profonde - Mi piacerebbe davvero
capire.�
�Cosa? Te stessa o quello che faccio?�
�Tutte e due le cose�.
� Per quello che faccio mi sembra di avertelo spiegato tante
volte, non c�� segreto, non c�� una ricetta,quando mi trovo di
fronte a una persona, mi svuoto, mi spersonalizzo al punto
tale che solo chi ho di fronte � in grado di scrivere quello che
pensa, chi � e cosa sente,non � una mia capacit� ma solo
degli altri�
�Non dare agli altri meriti che non hanno�.
�E� la verit�,Stefania non faccio niente di particolare, ascolto
e ricevo ci� che gli altri trasmettono,le persone sono come
delle antenne che trasmettono, ognuna su frequenze diverse,
sta a ciascuno di noi saper ricevere e comprendere�.
�Non � facile da fare, ci ho provato ma ci sono riuscita molto
poco�.
�Forse perch� eri tutta concentrata su di te e non su chi avevi
di fronte,pensavi di pi� a quello che avresti dovuto dire e non
ascoltavi, in realt� ascoltare veramente non � facile, intendo
ascoltare non solo le parole, i pensieri e le emozioni�
�La fai facile tu�.
�Non ti ho mai detto fosse semplice, ci vuole un po�
d�impegno e di esercizio,comunque tu?�
�Io?�
�Si,cosa c�� che non va? Non � solo quello che � successo
con Laura�.
Prese un lungo respiro prima di iniziare a parlare.
�Mi � successa una cosa strana il giorno che ho lasciato
l�appartamento, mi sono osservata allo specchio e mi sono
accorta che l�immagine che vedevo non corrispondeva a ci�
che sono dentro, mi ha preso l�angoscia perch� non vorrei
continuare a indossare quella maschera per il resto della
vita,infatti mi � venuta voglia di spaccare lo specchio.�
�Non hai pensato ai 7 anni di guai?� chiese ironicamente.
�No,non volevo rimirare quella figura,non mi piaceva.�
�Mmm�e questo cosa ti dice? Non ti fa riflettere su quello
che ti � accaduto fino a ora?�
�Si,ma volevo sentire il tuo parere.�
�Il mio? Sei sicura di volerlo conoscere davvero?�
Annu� mentre accendeva una sigaretta.
�Va bene,guarda Stefania � una mia opinione, � quello che
penso. Secondo me fino a quando tu non accetterai e non ti
convincerai che puoi essere veramente cos�, continuerai a
imbatterti in queste situazioni in cui non c�� continuit�, in cui
non c�� possibilit� di costruire qualcosa di serio, ti senti pi�
al sicuro in questo modo perch� inconsciamente sai che non
andr� mai fino in fondo e tu sei tranquilla�.
�Ma con Laura ci sono andata a vivere insieme�.
Andrea sollev� un sopraciglio.
�Gi�ma non sei mai stata innamorata di lei e non dirmi il
contrario perch� non � vero, hai provato a vedere se ci�
poteva essere sufficiente a darti una risposta? Domandati
perch� non ti imbarchi mai con qualcuno che � libero,che
potrebbe iniziare una storia vera con tutti i crismi? Pensaci!
Nel tuo inconscio non riesci ad accettare questa cosa
completamente, perch� hai paura che la risposta che otterrai
sia quella che tu sia veramente cos�.�
Stefania la ascolt� stupita.
�Potrebbe essere�.
�Potrebbe? Credo sia cos�,non � cos� che si ottengono delle
risposte sincere e utili, a cosa potrebbe servirti nasconderti
nella tua vita? Che vita faresti? Vegeteresti perch� non
vivresti, ti sembra ne valga la pena? Non credi che la tua
felicit�, la pienezza di quello che vivi, il sentimento e le
emozioni che provi non siano sufficienti?�
Rimasero in silenzio per qualche istante. Andrea attese che
Stefania immagazzinasse tutto quello che aveva detto.
�Ci devo riflettere�.
�Mi sembra il minimo. E con Laura?�
�Ah no,non se ne parla proprio - disse riprendendo il suo
piglio nervoso - la colpa � sua, se non si fosse comportata
cos�, se avesse fatto qualche passo in avanti non sarei
sicuramente uscita da quella casa�.
�Nessuna chance allora?�
�No! Gliene ho concesse anche troppe, le ha buttate tutte,
non ha rispetto, � falsa non riesce a essere onesta e sincera,
come potrei vivere con una persona del genere?�
�Hai ragione non ti posso biasimare.�
�E poi, qualche sera fa, sono uscita con un gruppo di amiche
di Valeria,c�� una che mi interessa, non � male�.
�Bene! E��
�E niente,non � successo niente, dovremmo vederci questo
fine settimana vediamo un po�come si sviluppano le cose
anche perch� non voglio rimanere scottata ancora�.
�Giusto devi fare con calma, mi raccomando non correre
troppo!�
Stefania si alz�.
�E� tardi devo scappare domani mattina devo andare a
lavorare, scusa se ti interrompo cos�.
�Figurati hai ragione abbiamo fatto una bella e lunga
chiacchierata,guardati ogni tanto in quello specchio per
controllare se qualcosa � cambiato!� esclam� mentre l�amica
saliva in macchina.
La osserv� allontanarsi rapidamente e poi si avvi� per tornare
a casa.

- I mesi trascorsero velocemente senza grandi avvenimenti,


senza scossoni, sembravano essere quasi identici. Qualcosa
per� attendeva tutte e avrebbe modificato la vita di alcune di
loro in maniera radicale,come nessuna si attendeva e
pensava. Ognuna di loro aveva sempre pensato che
sconvolgimenti simili potevano accadere solo nei romanzi o
nelle soap opera pi� famose, ma non nella vita reale.
Avrebbero dovuto ricredersi.
Andrea e Alessandra erano riuscite a frequentarsi di pi�,
imparando a conoscersi e ad avvicinarsi. Avevano iniziato un
rapporto speciale, fatto di cose che sembrano esistere solo nei
sogni.
Laura era riuscita finalmente a superare il distacco da
Stefania e aveva incominciato a frequentare un�altra persona
con la speranza che,questa volta, la sua relazione durasse pi�
di qualche mese, ma soprattutto sperava di aver imparato
qualcosa dall�esperienza vissuta con Stefania e che l�aveva
profondamente segnata. Si era impegnata nel modificare il
suo carattere e il suo atteggiamento, riuscendo a staccarsi
dalle influenze negative che i genitori le avevano passato.
Aveva ancora tanta strada e tanto lavoro da fare ma era
avviata bene.
Stefania, dal canto suo, era contenta che Laura fosse riuscita
ad ammortizzare il loro rapporto abbastanza rapidamente
senza troppe conseguenze. Questo le aveva permesso di
dedicarsi a se stessa, sollevata dalla preoccupazione della
situazione della sua ex compagna. Temeva di poter incontrare
donne che volevano avere un�avventura con lei,anche perch�
sapeva che alcune si sentivano particolarmente attratte da
un�avventura con una donna etero. Non era riuscita
nell�intento di portare il suo inconscio ad accettarsi
completamente e sapeva che ci� che Andrea le aveva detto
corrispondeva alla realt�. Non sapeva come fare, voleva
avere una relazione, una storia con una donna, ma ogni volta
si imbatteva in persone che erano gi� impegnate in altri
rapporti. Doveva trovare un sistema per convincere il suo
inconscio di chi era, cos� si sarebbe liberata di tutti i freni e
gli ostacoli che le impedivano di avere una storia seria e
duratura.

- Andrea si sentiva particolarmente agitata quella mattina,


solitamente accadeva cos� quando doveva incontrarsi con
Alessandra. La loro relazione,ormai,si era stabilizzata e a
fatica la donna aveva accettato quella condizione. Aveva
capito che solo vivendo quello che provava avrebbe potuto
stare bene tra i propri familiari anche se, inevitabilmente,
soffriva quando non poteva chiedere ad Andrea di entrare in
casa, dalla porta principale. Andrea diede un�occhiata fuori
dalla finestra, era una fresca mattinata di primavera, il cielo
era terso, il vento della sera precedente aveva spazzato tutte
le nubi cariche di piogge, l�aria sembrava essere pi� pulita.
Non sapeva ancora che, quella mattina, avrebbe cambiato la
sua vita in maniera definitiva, nel modo che aveva solo
sognato. Sospir�. Il suo pensiero, come tutte le mattine, corse
ad Alessandra, diede un�occhiata all�orologio, a quell�ora si
alzava e incominciava a preparare il figlio per andare a
scuola. Un leggero sorriso le si disegn� sul volto, avrebbe
dato qualsiasi cosa per poter essere al suo fianco. Si avvi�
verso la cucina per prepararsi la colazione. Il cappuccino
caldo e i suoi biscotti preferiti non le tolsero l�agitazione che
la stava percorrendo dalla sera prima, sapeva che era come un
segnale che qualcosa stava succedendo ma non riusciva a
decodificare quegli avvertimenti.Aveva appena iniziato a
gustare la bevanda calda quando lo squillo del telefono di
casa la interruppe. Il pensiero corse ai suoi genitori anziani.
�Pronto!�
Ci fu qualche istante di silenzio. Andrea avvert� solo il
respiro dall�altra parte. Quel silenzio le disse che poteva
essere solo Alessandra, non profer� parola.
�Andrea�- sospir� affaticata, quasi non riuscisse a portare il
peso dei pensieri che la stavano avvolgendo - Andrea�.�
Il cuore di Andrea si ferm� per qualche istante, le manc� il
fiato. Temeva si sentisse male.
�Tesoro,cos� � successo?�
Alessandra sospir� profondamente e ricacci� in gola le
lacrime che le stavano salendo.
�Andrea�mio marito se n�� andato!�
�Come se n�� andato? Cosa vuoi dire?�
�Se n�� andato di casa, mi ha lasciato,non l�ho sentito
andarsene,mi ha lasciato un biglietto con scritto che torner� a
prendere le sue cose,quelle che sono rimaste. Stronzo!�
Non comment�, la lasci� sfogare sapeva che sarebbe stata un
fiume in piena.
�Ha preso qualcosa e se n�� andato stamattina molto presto,
neanche una parola, solo quelle per farmi sapere che sarebbe
tornato a prendere le altre cose e ora cosa cazzo faccio?
L�ufficio? Te ne rendi conto di quello che � successo?�
�Vengo da te!� replic� Andrea senza lasciarla finire. Sapeva
che Alessandra aveva bisogno di lei e non sarebbe
sicuramente mancata.
Alessandra non rispose, era rimasta sorpresa da
quell�affermazione. In fondo non c�era pi� la persona che le
impediva di invitare Andrea a casa sua. Suo figlio stava per
andare a scuola. Aveva bisogno di lei e non le importava pi�
di quello che gli altri avrebbero potuto pensare nel vederla.
�Sii�� sussurr� con un fil di voce.
�Il tempo di prendere la macchina e sono da te,stai tranquilla
adesso, poi vediamo cosa puoi fare ok? Non ti
crucciare,adesso bisogna solo agire ok?�
Annu� senza replicare.
�Ti aspetto,fai in fretta!� aggiunse chiudendo la
comunicazione.
Andrea si vest� rapidamente, fece attenzione nel mettersi i
vestiti come faceva sempre quando doveva vederla.
Acchiapp� rapidamente le chiavi della macchina, controll� i
soldi nel portafoglio e scese rapidamente le scale di casa.
Erano solo le 8.00 del mattino e ci avrebbe impiegato pi� del
solito ad attraversare la citt� e raggiungere l�abitazione di
Alessandra. Sapeva che avrebbe corso, come una pazza, per
le strade cittadine con il rischio di prendere una multa, voleva
essere vicino a lei il pi� rapidamente possibile. Non sapeva
neanche lei se essere contenta dell�accaduto o essere
dispiaciuta, c�era un sentimento contrastante in lei, era certa
che Alessandra si stava dibattendo con tutte quelle paure che
non aveva mai avuto il coraggio di affrontare. Quello che
avrebbe dovuto fare lei, in passato, l�aveva fatto qualcun altro
al suo posto, sorprendendola. La vita aveva agito al suo posto
e l�aveva messa di fronte alla situazione che avrebbe dovuto
cercare lei senza continuamente rifiutare, rimandare la
soluzione di un problema che si trascinava da troppo tempo.
Andrea era conscia che,questo avvenimento, non avrebbe
portato Alessandra a vivere con lei, poteva sperarlo ma la sua
mente le diceva che ci� non si sarebbe mai verificato. Suo
figlio era molto pi� importante di lei e rappresentava ancora
l�ancora alla quale si attaccava.
Si trov� dinanzi al cancello della sua palazzina molto prima
del previsto, butt� un occhio distratto al quadrante
dell�orologio,per controllare l�ora, non erano ancora le nove.
Aveva fatto in fretta. Suon� il citofono e il cancelletto si apr�
di scatto. Si avvi� rapidamente verso il primo piano.
La trov� sulla porta di casa, ancora in pigiama. I capelli
spettinati, il viso pallido e una ruga pensierosa che le
attraversava la fronte. Andrea le sorrise per cercare di
allentare un po� la tensione ma Alessandra non la ricambi�,
era troppo preoccupata. Era terrorizzata da ci� che
l�attendeva, era una situazione davvero difficile per una
donna che non aveva mai avuto considerazione di se stessa,
che si riteneva una nullit� e che si valutava poco pi� di zero,
incapace di fare qualsiasi cosa. Non appena in casa Andrea
l�abbracci� con vigore per cercare di trasmetterle tutta la
forza che aveva. Alessandra aveva bisogno di qualcosa di
pi�, cerc� le sue labbra, la sua lingua. Si baciarono a lungo,
senza respirare. Lo squillo del telefono le interruppe.
Alessandra non voleva rispondere e continu� a fare ci� che
aveva iniziato.
�Non rispondi?� bofonchi� Andrea senza staccare le sue
labbra da quelle di Alessandra.
�Mmm�.si sii�� replic� scocciata.
Andrea si accomod� sul divano del salotto, senza prestare
particolare attenzione alla conversazione.
�Mia madre- esclam� Alessandra non appena appoggiato il
telefono - voleva sapere come stavo�.
�Ma sa��
�No,non le ho ancora detto niente,voglio organizzarmi prima
di parlare con lei, in queste condizioni non riuscirei a
discutere con lei,lo sai cosa mi direbbe, vero? Che la colpa �
mia e tutte queste belle cose,forse ha davvero ragione�.
Andrea la scrut�.
�Lo sai, vero, che hai appena detto una stronzata!�
�Non ho detto una stronzata,� che mi sembra cos� strano che
se ne sia andato�.
Un leggero sorriso si dipinse sul volto di Andrea.
�Il tuo matrimonio � finito parecchio tempo fa, le ultime
cose, ci� che � accaduto negli ultimi anni, erano solo dei
segnali, degli avvertimenti che avrebbero dovuto farti
capire,quei messaggi che avevi scoperto, le telefonate sul
cellulare, il numero in ufficio,aveva un�altra e te l�ho sempre
detto ma non mi hai mai dato retta perch� hai preferito
conservare la facciata. Vedi la vita ti ha messo di fronte a
quello che avresti dovuto fare tanto, ma tanto tempo fa,
quando ti sei resa conto che quella non era pi� la tua vita!�
Era conscia che aveva ragione, ma in quel momento non
sapeva se desiderava rifugiarsi tra le sue braccia forti e calde
oppure prenderla a sberle.
�Andrea- esclam� avvicinandosi e prendendo le sue mani -
cosa posso fare adesso?� le chiese cercando il suo braccio.
Andrea l�abbracci� senza pensarci, la strinse a s�. Era quello
di cui aveva bisogno e non glielo avrebbe negato.
�Prima di tutto qual � il tuo problema pi� grande?�
�Il lavoro quello che faceva lui non sono in grado di farlo�.
�Benissimo,allora la prima cosa che devi fare � decidere se
vuoi tenere aperta l�attivit�, se la vuoi chiudere o cosa,se la
vuoi tenere aperta non � un problema, vengo io ad
aiutarti,far� quel lavoro, lo sai che sto cercando lavoro e per
me andrebbe benissimo anche quello�.
Alessandra la osserv� stupita.
�Sei sicura di quello che dici?�
�Si, tesoro - replic� serenamente - non � forse vero che sto
cercando lavoro?�
Annu� accoccolandosi tra le sue braccia.
�Dio quanto avevo bisogno di questo!� esclam�.
Andrea la scrut�, era la prima volta che si lasciava andare in
quel modo.
�Sii - replic� al suo sguardo - sapessi quante volte avrei
voluto che tu fossi qui con me, come adesso e non potevo�.
Andrea le sfior� con le labbra i capelli. Le baci� la fronte, la
punta del naso e poi si pos� sulle sue labbra che sembravano
non aspettare altro.
�Mmm�se andiamo avanti cos� lo sai vero dove finiamo?�
le sussurr� Alessandra guardandola.
Andrea si scost� e sorrise.
�Non credi sia meglio risolviamo prima i problemi pratici�e
poi�� non concluse la frase ma aggiunse un sorriso.
�Sii,hai ragione - replic� Andrea - ma lo sai quanto ti voglio,
ti desidero e quando ti sono vicino non riesco a frenarmi,
scusami!�
Alessandra la baci� delicatamente e poi si sollev� avviandosi
verso la cucina. Andrea la segu�.
�Hai fatto colazione?�
Scosse la testa.
�Va bene te la preparo io,cos� mi metti al corrente delle cose
che dobbiamo risolvere,devi andare,subito, in banca non
vorrei ti trovassi qualche sorpresa�.
Alessandra la osserv� stupita a spaventata.
�Oddio cosa vuoi dire? Che si � portato via tutto?�
�Manoo�per� sai chi se ne va in questo modo, di solito, si
prepara finanziariamente capisci cosa intendo?�
�Si,allora saltiamo la colazione e andiamo subito in banca!�
�No, adesso fai colazione con calma e poi andiamo in banca,
il fatto che tu arrivi dieci minuti prima non cambia niente, se
ha prelevato l�ha fatto da un pezzo e non sono certamente
questi minuti che dedichi alla colazione che possono
cambiare qualcosa.�
Alessandra si accomod� malvolentieri sulla sedia della
cucina. Incominci� a esporre tutti i problemi che avrebbe
dovuto affrontare mentre attendeva che Andrea le servisse il
caff� accompagnato da uno yogurt.
�Non mi va lo yogurt stamattina - sottoline� con una smorfia
- mi si � chiuso lo stomaco, non ho fame!�
�Beh ti sforzi, fai un favore a me,un po� di caff� qualche
cucchiaio di zucchero non pu� farti che bene, ti tira su il
morale - esclam� facendole l�occhiolino - e soprattutto ti
tiene su quella pressione bassa che hai!�
Alessandra la osserv�, era stata davvero una stupida se,quel
modo di prendersi cura di lei, era solo l�inizio aveva perso
molte cose che non sapeva di poter avere. Un leggero sorriso
le si dipinse sul volto, forse non era cos� drammatico il fatto
che il marito se ne fosse andato, forse le aveva fatto un
grande favore.
�Perch� sorridi? Ho detto qualcosa di divertente?�
Alessandra allung� la mano sul tavolo per accarezzare quella
di Andrea.
�No,pensavo solo a quanto � bello averti qui! Mi fai sentire
tranquilla, serena nonostante queste cose�.
Andrea sorrise.
�Bene allora, adesso andiamo in banca, poi passiamo
dall�ufficio, c�era qualcosa di urgente che dovevi fare? O che
doveva fare? Poi passo a prendere tuo figlio a scuola�.
�No, mio figlio va da mia suocera, presumo che lei sappia gi�
tutto�.
�Ok, va bene,allora andiamo a prepararci - esclam� dando
un�occhiata al suo pigiama - o per caso vuoi uscire cos�?�
Alessandra rise, osservandosi.
�Non sarebbe male, potrei conquistare una marea di donne!�
Andrea sollev� un sopraciglio in segno interrogativo.
�Non osare sai - disse alzandosi in piedi e abbracciandola da
dietro le fece il solletico - non pensare neanche di fare una
cosa simile perch� ti taglio le zampine!�
Alessandra rise di gusto, non solo per il solletico ma per il
piacere che provava ad avere Andrea vicino a s� come aveva
sempre sperato e sognato.
�Non ti devi preoccupare - riprese tornando seria - lo sai che
mi dai quello che ho sempre cercato e che non volevo
ammettere, non mi interessano le altre, ti ho fatto penare e
sudare per arrivare a me, sono contenta che tu non abbia
desistito�.
�Questa testa - disse picchiandosi la mano sul cranio - � pi�
dura dell�acciaio!�
�Me ne sono accorta! - replic� ridendo - Sono contenta che
lo sia e meno male altrimenti non saresti qui con me!-
aggiunse schioccandole un bacio - Adesso vado a
prepararmi� concluse avviandosi su per le scale.
�Alessandra�� la richiam� andandole dietro.
�Sii..�
�Ti amo.�
La donna sorrise, il suo viso si illumin� e ritorn� sui suoi
passi. Si avvicin� alle labbra della sua compagna.
�Vuoi venire anche tu?�
Andrea sorrise e la segu� al piano superiore.

- �Ciao!� esclam� Silvia entrando nel negozio di Stefania.


Non l�aveva avvisata, le aveva fatto una sorpresa. Le piaceva
sorprendere le persone, soprattutto quelle a cui era
interessata.
�Ciao ! - replic� contenta Stefania - Cosa fai da queste
parti?�
�Ho fatto un paio di cose, poi mi sono ricordata che avevi il
negozio qui vicino, e allora ho fatto un giro! Mi faceva
piacere fare due chiacchiere con te - prosegu� timidamente -
e,se ti va, bere un caff� insieme.�
Stefania la squadr�. Era diversa dalle donne che fino a quel
momento le erano piaciute, in fondo per� non era importante
che corrispondesse allo stereotipo che aveva costruito nella
sua testa, ma che fosse la persona che le piaceva e
l�affascinava.
�Si, non l�ho ancora bevuto stamattina,vuoi che chiami e lo
faccio portare qui?�
�Se non puoi lasciare il negozio va bene anche qui�
�La commessa aveva un esame stamattina e non so a che ora
arriver�.�
Stefania ordin� per telefono i due caff�, attesero insieme di
veder giungere il cameriere con le loro ordinazioni.
�Cosa programmi per questo fine settimana?� chiese Silvia
guardandosi in giro.
�Niente,non avevo pensato ancora a nulla, perch�?�
�Se ti va possiamo andare a fare un giro sul lago�.
�In quante siamo?� chiese sospettosa.
Silvia sorrise leggermente in imbarazzo.
�Solo noi due,ti scoccia?�
�No,pensavo avessi organizzato anche con tutte le tue
amiche�.
Silvia scosse la testa.
�Non mi va di andare in giro in tante, preferisco��
�Cosa?�
�Essere in poche�.
�Meno di cos�,va bene, ma hai gi� un programma, un posto
preciso dove andare?�
�Si, ma non te lo dir� ti faccio una sorpresa, ok?� replic�
avvicinandosi a Stefania.
�Come va il lavoro?�
�Discretamente, non � un bel periodo ci sono parecchi
problemi, penso lo sappia anche tu, visto che hai un negozio�
�Certo, ma tu con il ristorante dovresti riuscire a passarci
attraverso questa crisi, sai le persone mangiano lo stesso,gli
abiti magari tengono quelli pi� vecchi ed evitano di
prenderne di nuovi.�
Silvia si avvicin� e l�abbracci�. Non avrebbe resistito pi� a
lungo. Le pass� lentamente le mani sulla schiena. Stefania fu
percorsa dai brividi. Inizi� a baciarle il collo.
�Scusa - disse cercando di scostarsi - sta entrando un cliente�
Si allontan� rapidamente, non voleva metterla in imbarazzo.
La cliente acquist� un abito e usc� rapidamente.
�Scusami� sussurr� Silvia.
Stefania la guard� sorridendo.
�Non ti preoccupare, non � successo niente,non ci ha mica
viste�
�Speriamo, non voglio crearti problemi�.
�Non me li crei�.
�Forse � meglio che vada,stamattina non riesco a starti
lontano e se continuassi a stare qui, farei danni!� disse
avviandosi verso l�uscita.
�Ti chiamo pi� tardi per metterci d�accordo per il week end.�
�Va bene! A dopo!� esclam� felice, uscendo rapidamente dal
negozio.

- �Sei pronta?�chiese Andrea entrando in camera da letto.


Alessandra non rispose, continu� a osservarsi allo specchio.
Andrea si avvicin� lentamente senza staccarle gli occhi di
dosso. L�abbracci� da dietro, le baci� il collo.
�Sei stupenda!�
Alessandra accenn� a un leggero sorriso. Non aveva perso
l�abitudine di sentirsi in imbarazzo ogni volta che, Andrea, le
faceva quei complimenti che venivano dal cuore.
�Andrea, ho paura!� esclam� appoggiandosi alle braccia
della sua compagna.
�Amore� - sospir�,stringendola ancora di pi� a s� - hai
affrontato di peggio ultimamente e hai timore di andare in
questo locale?�
Seguirono per qualche istante le parole della canzone di
Celine Dion.
��there�s a leaf on that tree and it floats into a steam, and
like everything it gets carried away to the sea�but if we give
a little of our love away�if we could hear just a whisper of
what the heart needs to say�.�
�Andrea vuol dire che ammetto definitivamente chi sono, lo
dico a tutti, ci sono tutte le tue amiche,temo il loro giudizio�.
Sorrise.
�Tesoro, ti vergogni di volermi bene?�
Scosse la testa decisamente.
�Hai sentito cos�ha detto Celine Dion?�
Alessandra la scrut� indispettita, non conosceva cos� bene
l�inglese.
�Ha detto : ��se potessimo dare un po� del nostro amore�se
ascoltassimo di pi� ci� che il cuore ha da dire, sarebbe
diverso�nel tuo cuore � nascosta la chiave del tuo destino,
guarda dentro e scoprirai tutto ci� che cerchiamo�� Sei una
donna bellissima - prosegu� disegnando con l�indice il profilo
delicato della sua compagna - sei la donna che amo pi� della
mia vita,di cosa pu� avere paura questa donna meravigliosa?�
�Forse di quello che potrebbero pensare,- replic� stringendosi
ad Andrea - se poi penso a tutto quello che ti ho fatto
passare�.
�Ssstt! E� passato. Sei qui, sei con me questo � tutto ci� che
devono vedere, � quello che c�� dentro qui - disse indicando
il suo cuore - � che mi�� si ferm� a osservarla attraverso lo
specchio.
Si guardarono per qualche istante in silenzio.
�Cosa ti spaventa cos� tanto? Che non hai pi� quella facciata
che ti proteggeva? Adesso sei solo te stessa, adesso puoi
essere come hai sempre voluto tu, puoi smettere di fingere, di
nasconderti o preferiresti tornare indietro a vivere con tuo
marito,pensa come ti trattava�.
�Ti�amo� esclam�.
Andrea sorrise all�immagine che vedeva riflessa nello
specchio. Questa volta era la realt�, corrispondeva a ci� che
c�era dentro di loro, completamente.
�Andiamo?�
Alessandra si gir� senza abbandonare l�abbraccio. Sfior� le
labbra di Andrea. Seguirono per qualche istante le note della
canzone di Michael Bubl�.
��baby I�m done�I gotta go home�it will all right�I�ll be
home tonight�I�m coming back home.�*
�Si��
Andrea la prese per mano e si avviarono per strada.

FINE

*��ho finito�torno a casa�.andr� tutto bene�sar� a casa


stasera�sto tornando a casa�
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