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Lincontro con Ighina La prima volta che andai da Ighina assieme ad un amico, ero molto fiducioso e avevo preparato

una serie di domande inerenti al suo libro. Durante il primo colloquio per fu evidente che let e la malattia avevano fatto il loro corso. Quindi non insistetti per avere risposte. La cosa che mi colp subito fu una frase che suonava cos !In questa apparecchiatura, ci sono i miei "# anni di ricerca$. Dicendo questo mi mostr un oggetto formato da spirali di alluminio colorate, denominato %&I'. &imasi da una parte incuriosito e dallaltra stupito, perch( mi ero fatto lidea che Ighina fosse un ricercatore che usava apparecchiature elettroniche o magneti ruotanti, quello che avevo di fronte era invece un tipico esempio di apparato da rabdomante) certo, differente da altri nella forma, ma uguale nel significato utilitaristico. Ighina disse che equilibrava le energie, purificava laria, annullava la geopatia ecc. 'olte altre volte avevo visto cose simili direttamente o nelle riviste speciali**ate. In particolare +# anni fa ebbi modo di interagire con un personaggio dotato di !facolt paranormali$, con gli anni avevo potuto constatare che assieme ad un gua**abuglio di idee strane e strani comportamenti, cerano effettivamente delle capacit straordinarie. Due anni prima Ighina aveva avuto un ictus che non gli permetteva di esprimersi chiaramente, gli fu chiesto se si poteva filmare il colloquio in modo da poter riascoltare successivamente, accett di buon grado. &ivedendo il colloquio si pu rilevare che Ighina parlava a ruota libera, non cercava laccordo, esprimeva liberamente le proprie idee passando dallaspetto scientifico a quello esoterico con una tranquillit sbalorditiva. ,os disse che pur essendo in una sedia a rotelle, riusciva ancora a proiettare la sua consapevole**a fuori dal corpo. &ecentemente aveva preso contatto con il sole, disse che nella realt pi- profonda esso risultava vivo e stranamente non era per niente caldo) sembrava un gigantesco cuore che pulsava. .ggiunse che il contatto con una tale potente vibra*ione lo aveva messo in difficolt, con grave rischio per la sua salute. /oi largomento scivol sul !microscopio lenticolare$ citato dal suo libro, Ighina disse che le lenti e locchio si devono fondere in un tuttuno, aggiunse che la scien*a ufficiale, non avendo avuto a disposi*ione un tale strumento, stava anali**ando la realt partendo dalla coda invece di partire dalla testa. Infine consigli di prendere contatto con il suo attuale assistente che poteva dare ulteriori indica*ioni.

IGHINA Luomo che vedeva gli atomi


Luomo di scien*a che ha avuto modo di leggere il libro di Luigi Ighina sicuramente sar rimasto sconcertato. 0embra un libro di fantasia. In realt pi- che di un libro si tratta di un opuscolo di 1# pagine dal titolo !Latomo magnetico$ Atlantide edizioni. In questo libro Ighina fa una stringata rela*ione sulle sue scoperte, dando una diversa rappresenta*ione del mondo fisico. Ighina appare un personaggio !strano$) per alcuni questo vocabolo equivale a fuori schema, eccentrico, per altri potrebbe significare straordinario, ecce*ionale. Leggendo alcuni libri o sue interviste, emerge che Ighina era un uomo dotato di strane facolt, lui affermava di poter percepire con le sue mani !le vibrazioni biomagnetiche$ emesse dai vari corpi sosteneva per esempio di poter !percepire$ la presen*a dellacqua o altro fino ad una notevole profondit. Di persona appariva come un uomo tranquillo, molto convinto delle proprie idee, poco propenso a lasciarsi andare ai sentimenti. 0icuramente gli va riconosciuta una gran capacit di concentra*ione e una costan*a incredibile nel perseguire le sue ricerche. La descri*ione che d sulla natura delluniverso 2 sicuramente fuori schema rispetto alla scien*a ufficiale. /er esempio lui descrive la luce non come onda ma parla di !atomi di luce$. Il magnetismo di cui parla equivale solo in parte al normale concetto di magnetismo della fisica classica. La sua descri*ione del mondo si avvicina stranamente alle conce*ioni esoteriche. ,ercher di anali**are gli scritti dIghina, facendo una compara*ione critica con la scien*a ufficiale. .nali**er per primo lo strumento che va sotto il nome di !'icroscopio Lenticolare$. &iporto di seguito quanto scritto da Ighina nel libro !Latomo magnetico$, poi seguir lanalisi dal punto di vista fisico.

Microscopio lenticolare
Non mi perder nel descrivere come sono riuscito ad arrivare a questa o a quella prova per brevit e per miglior chiarezza. Avevo notato che per esplorare i vari elementi della natura occorrevano microscopi potentissimi. Nonostante fossi andato nelle principali fabbriche italiane ed estere di lenti, specie quella della eiss, non mi fu possibile ottenere da queste fabbriche miglioramenti dingrandimenti microscopici lenticolari. !uesto fatto avvenne tra il "#$% ed il "#&$. 'ecisi allora di studiare io stesso la possibilit di migliorare questi ingrandimenti. 'opo alcuni anni riuscii ad osservare che ruotando le lenti degli obiettivi ed oculari di un microscopio ad una determinata velocit potevo ottenere l(annullamento delle rifrazioni delle lenti del

microscopio stesso) inoltre mi accorsi che incidendo sulla lente denominata oculare delle linee potevo ottenere su di essa l(immagine dell(oggetto in esplorazione. !ui * necessario spiegare come avviene il fissaggio dell(immagine dell(oggetto in esplorazione sulla lente oculare. +ncidendo all(esterno della lente oculare delle righe longitudinali e verticali per tutto il diametro della sua circonferenza e facendola girare, avviene che ad un certo punto della sua velocit, le righe scompaiono e si ottiene una specie di trasparenza opaca che serve a trattenere l(immagine dell(oggetto sulla stessa lente. ,er avere la chiarezza dell(immagine occorre regolare la focalit delle lenti del microscopio assieme alle due velocit delle lenti sino a trovare il punto esatto tra la velocit delle lenti e la regolazione del microscopio. +l funzionamento della lente oculare rigata si potrebbe paragonare un poco a quel circoletto rigato che si mette al centro del perno di un complesso grammofonico per trovare esattamente la velocit di -% giri, credo che sia chiamato stroboscopio. ,er quale motivo io desideravo togliere il riflesso delle rifrazioni delle lenti e fissare sulla lente oculare l(immagine. Lo scopo che mi ero prefisso era quello di poter aumentare l(ingrandimento. ,er far questo avevo pensato di aggiungere un microscopio sopra l(altro ma per far questo occorrevano due cose/ prima eliminare le rifrazioni delle lenti del microscopio, secondo fissare l(immagine invece che nella pupilla dell(osservatore sulla lente oculare. 0ttenuta l(immagine sull(oculare ed eliminate le rifrazioni, io avevo la possibilit di poter nuovamente ingrandire l(immagine sovrapponendo un secondo microscopio sopra l(oculare del primo microscopio che proiettava l(immagine, per ingrandire nuovamente l(immagine con il secondo microscopio avente lo stesso ingrandimento e le stesse rotazioni delle lenti tanto l(oculare rigato quanto quello dell(obiettivo. A questo punto regolando contemporaneamente la focalit dei due microscopi con le rotazioni delle quattro lenti, le due oculari e le due obiettive, si poteva trovare il punto preciso per ottenere l(immagine riflessa sull(oculare del secondo microscopio. !uesta messa a punto non * stata molto facile. Le prime volte che tentai, impiegai da 1 a 2 mesi, ottenendo solo in principio, frazioni di secondi di visualit dell(immagine, in seguito per riuscii allo scopo. 3ogliamo assieme osservare nella figura l(immagine riflessa sull(oculare A 4" microscopio5 verr ingrandita di $66 volte perch7 il microscopio * composto di lenti per ingrandimento di $66 volte. 8e noi applichiamo sopra l(oculare del primo microscopio un secondo microscopio 4anch(esso con ingrandimento di $66 volte5 avremo sull(oculare del secondo microscopio un ingrandimento di $66 9 $66 : 16.666 ingrandimenti. 8e napplichiamo un terzo sopra il secondo microscopio con lo stesso funzionamento del primo e del secondo si otterr l(immagine ingrandita daltre $66 volte ottenendo l(immagine sul terzo oculare di 16.666 9 $66 : %.666.666 dingrandimenti. Applicando un quarto microscopio sul terzo si avr sull(oculare del quarto microscopio un ingrandimento di %.666.666 9 $66 : ".266.666.666. di ingrandimenti. + sopra indicati ingrandimenti si possono per ora fare solo per trasparenza, non si possono superare i duecento ingrandimenti per microscopio e non si possono applicare pi; di 1 microscopi. L(inconveniente pi; grave che troviamo con questi molteplici * il fortissimo assorbimento che le lenti hanno sulla luce, inconveniente grave per la visualit dell(immagine riflessa. <a questinconveniente riuscii ad eliminarlo in questo modo/ +l raggio di luce artificiale che dovrebbe illuminare la materia in osservazione lo feci attraversare prima attraverso un microscopio identico a quelli adoperati per l(ingrandimento senza per che l(oculare sia rigato. =egolando le rotazioni delle lenti e la distanza focale,

assieme a quelli dell(ingrandimento si ottiene che gli atomi della luce uscenti dal microscopio riflettore a un certo punto saranno uguali e precisi a quelli trasmessi dai microscopi d(ingrandimento) quindi si uniscono e si pu in questo modo aumentare l(illuminazione sino ad ottenere un perfetto contrasto tra bianco e nero. 'ebbo osservare che non * tanto facile la messa a punto di questo microscopio multiplo e per ottenere l(ingrandimento massimo mi occorsero 1 anni. 8ono per convinto che con l(esperienza fatta, con una buona costruzione ed aiuti tecnici si possa diminuire di parecchio il tempo impiegato.>

Scoperta dell'atomo magnetico


Non appena fui in grado di ottenere gli ingrandimenti a 1 microscopi sovrapposti iniziai subito lo studio delle sostanze magnetiche. La pi; interessante fu la magnetite. ?ssa * composta di un ossido ferrico, si trova al naturale in masse compatte di colore bruno, granulare, sparsa di cristallini molto lucenti. 8i presenta anche cristallizzata nel sistema tesserale. La sua densit e da 1,# sino a @,$. Aa una durezza di @,@ sino a 2,@. ,olverizzata d una sostanza nera, * difficilmente fusibile, l(unico acido che la scioglie * l(acido cloridrico. 8i trova di solito assieme all(ossido di manganese, la cui reazione d acido titannico 4ferro titannato contenuto il 1@B-6C di ferro5.!uestossido di magnetite lo studiai a fondo per poter avere una cognizione esatta delle sue propriet magnetiche. <a non riuscii ad averne una esatta cognizione bench7 prendessi in considerazione lo studio del metallo, in polvere, sciolto e seccato in acido cloridrico. Dercai di studiarne il suo flusso magnetico che era il punto che mi stava a cuore. ,ensavo che probabilmente questo flusso consisteva in un movimento atomico che aveva la propriet di attirare quelle tali caratteristiche particelle atomiche adatte per quella materia. ,resi della magnetite e per 1% ore la avvicinai ad un pezzo di ferro interponendo fra i due pezzi una lastrina di vetro 4puro cristallo5 e ci perch7 se era un movimento atomico le particelle di flusso magnetico dovevano assolutamente depositarsi. <a la prova fu negativa. La rifeci lasciando esposta la lastrina per 1 giorni. Altra prova negativa. Lasciai esposta la lastrina di vetro per &6 giorni poi la misi in osservazione al microscopio. !ualche cosa si notava. L(ingrandimento l(avevo portato a -66 milioni. 'ifficilissima era l(osservazione per l(instabilit della focalit luminosa. =ipetei queste osservazioni moltissime volte e sarei certamente rimasto al punto di partenza se una combinazione non mi avesse aperto gli occhi. En giorno facendo queste osservazioni cadde da uno scaffale un pezzo di magnetite che pass vicinissimo al vetrino in osservazione. ,roprio in quell(attimo io stavo osservando con il mio microscopio la superficie del vetrino e notai sulla stessa superficie tracce di movimento luminoso. ,er mesi e mesi continuai queste prove sino a che riuscii ad individuare sulla superficie del vetro un atomo piccolissimo e veloce di movimento. 8tudiai cosF a fondo il fenomeno nuovo come si pu rilevare nella descrizione fatta nelle precedenti pagine. 'opo parecchio tempo portai l(ingrandimento del microscopio superiore al miliardo e come dissi nel + capitolo e lo ripeto costatai che l(atomo che avevo scoperto lo si poteva trovare in tutte le sostanze e in tutti i luoghi/ nell(aria, nella terra, nelle sostanze vive, e in quelle morte, ed in quantit grandissima A che cosa servivano tutti questi atomi uguali. Dostatai pure che le irradiazioni dei metalli radioattivi erano create da questi atomi i quali eccitano gli atomi componenti il metallo portandolo al massimo punto del loro movimento e creando anche uno strato amorfo di atomi che circondavano questi con uguale

prassi, isolandoli da qualsiasi contatto atomico, in modo che il loro susseguirsi era sempre in aumento senza scaricarsi con altri atomi esterni. !uesti nuovi atomi li chiamai atomi magnetici perch esistevano in quantit grandissima nelle zone specialmente magnetiche ed il loro funzionamento era solo quello di dare il movimento agli atomi esistenti nella natura. ?rano i promotori di tutti gli atomi. <a la loro propriet, di capitale importanza, era che questi atomi magnetici, oltre che potersi unire, potevano anche aumentare il loro movimento e farlo aumentare all(atomo unito con la cooperazione di altri atomi magnetici. Nel medesimo tempo costatavo che tutte le materie esistenti avevano la propriet di possedere una sostanza e una forma per quel determinato movimento atomico, corrispondente a quella determinata materia. ,ensai allora che se riuscivo a costruirmi un apparecchio atto a far muovere i movimenti atomici della materia, potevo riuscire a far cambiare la struttura e la sostanza della materia stessa. !uesta teoria la trovai, in seguito, applicata in pratica nei procedimenti di cambiamenti di sostanze vegetative esistenti nella terra. ?ra il lavoro quotidiano che faceva madre natura, non solo per la vegetazione, ma per tutte le sostanze in essa contenute.>

. sinistra c2 la fotografia del primo microscopio lenticolare. . destra la foto dello scheletro del secondo microscopio lenticolare, mai ultimato.

.spetto tecnico. 3ella fisica classica in una lente si distinguono essen*ialmente questi elementi. Lente: fatta di materiale il pi- trasparente possibile. Raggio di luce INCI !N"! #o sorgente> Raggio di luce $SC!N"! #o rifratto> Asse ottico: retta immaginaria che attraversa il centro della lente e sulla quale giacciono i vari punti principali %$&CHI: 4 punti posti sullasse ottico uno sinistra e laltro a destra della lente) +l 'uoco * il punto in cui convergono i raggi uscenti quando i raggi incidenti sono tutti paralleli allasse ottico.

istan(a 'ocale 5uoco

%sempio di come si pu rilevare il 567,7 di una lente.

'olto importante 2 conoscere la distin*ione tra immagine reale ed immagine virtuale) Limmagine 2 R!AL! quando 2 formata da punti di luce effettivi in altre parole da punti creati da una concentra*ione di raggi di luce effettivi, reali. 6n tipico esempio 2 limmagine proiettata da un proiettore su di uno schermo. Limmagine 2 *IR"$AL!+ quando 2 formata da punti di luce effimeri, in altre parole da punti che non esistono realmente ma tutto avviene come se esistessero, un classico esempio di immagine 8I&96.L% 2 limmagine riflessa da uno specchio. /er lessere sen*iente 2 chiaro che dietro allo specchio non esiste nulla, per un

animale invece 2 come se dietro allo specchio ci fosse un altro rivale. ,onsideriamo ora una lente biconvessa simmetrica :si dice simmetrica quando le due superfici curve hanno lo stesso raggio;, se mettiamo un oggetto luminoso a sinistra del punto fuoco <, troveremo la sua immagine capovolta a destra del punto fuoco 4.

sorgente

immagine fuoco < fuoco 4

Limmagine, essendo fatta da punti luminosi effettivi, apparterr al tipo &%.L%. /er ricavare la posi*ione dellimmagine ci si avvale di queste due semplici regole, valide per lenti sottili = il raggio che parte dalla punta della freccia sorgente :in rosso; e passa per il centro della lente, prosegue sen*a devia*ioni. = il raggio che parte dalla punta della freccia sorgente :in rosso; ed 2 parallelo allasse ottico, 2 deviato dalla lente e fatto convergere sul punto fuoco4.

0i pu osservare che avvicinando loggetto sorgente, con distan*a dalla lente > , al punto fuoco < :5 <; rimanendo sempre a sinistra del punto stesso, limmagine reale ottenuta si ingrandisce sempre pi-. 3ello stesso tempo la sua posi*ione, rilevata dalla coordinata di lunghe**a ?, si allontana sempre pi- dal fuoco 4 :5 4; verso destra. Il limite si ha quando la sorgente 2 posta sul fuoco, limmagine si trova ad una distan*a quasi infinita e ingrandita al massimo. 8olendo aggiungerci una formula matematica < @ < A < B C f dove f 2 la distan*a dei punti fuoco della lente.

0e la sorgente :freccia rossa; 2 posta in modo che la sua distan*a dalla lente : , ; sia compresa tra il punto 5uoco 5 < e la lente si ottiene unimmagine virtuale ingrandita e non capovolta. Questa posi*ione corrisponde al modo di operare della classica lente di ingrandimento.

Questo modo di usare una lente, diede luogo ai primi microscopi ad una lente. /er lo scopo descritto da Ighina questa configura*ione non 2 utile, perch( produce immagini ingrandite ma virtuali. Lingrandimento 2 dato dal rapporto tra la dimensione finale divisa per quella ini*iale. 7sservando la similitudine dei triangoli risulta Ingrandimento A l - l l,l 8alida in ogni caso.

.&SSI/ILI *!RI%ICH! S.!RIM!N"ALI !L MICR&SC&.I& L!N"IC&LAR! Ighina sostiene di aver ottenuto unimmagine su di una lente fatta ruotare con velocit adeguata, e questo gra*ie ad una leggera incisione fatta sulla lente stessa. !+ncidendo all(esterno della lente oculare delle righe longitudinali e verticali per tutto il diametro della sua circonferenza e facendola girareG>

La prima verifica da fare potrebbe essere quindi la seguente. 6n proiettore 2 posto in modo da proiettare una diapositiva su di uno schermo, una volta regolata la messa a fuoco dellimmagine, si sostituisce lo schermo con una lastra di vetro che avr una leggera rigatura a croce :per esempio; e sar fatta ruotare con un sistema variabile e regolabile accuratamente.

0i dovrebbe vedere, secondo Ighina che Gprima le righe scompaiono e si ottiene una specie di trasparenza opaca che serve a trattenere l(immagine dell(oggetto sulla stessa lente.> /er avere la chiare**a dellDimmagine occorre regolare la focalit del proiettore. 0i stabilir quindi lintervallo di rota*ione entro cui avviene il fenomeno, giacch( le cineprese usano un minimo di <E fotogrammi per secondo, 2 ragionevole aspettarsi che il fenomeno ini*i a partire da almeno un migliaio di rota*ioni al minuto. 0ar utile stabilire quindi cosa succede aumentando le rigature, e vedere quanto profondi possono essere i solchi delle rigature 4a voce +ghina mi ha raccomandato di farle molto leggere5. Infine potrebbe essere utile verificare linfluen*a del tipo di materiale, vetro, plastica. % possibile vedere unimmagine virtualeF /ersonalmente penso che a questo livello il fenomeno avvenga, considerando che 2 possibile proiettare su di uno schermo fatto di vetro *igrinato. 5in qui siamo ancora nel campo della fisica classica. 0e tutto fun*iona occorre passare alla fase successiva le due lenti ruotanti.

Microscopio a due lenti Ighina non dice alcunch( sulle due lenti e d per scontato che si sappia. In 5isica si dice microscopio semplice la lente di ingrandimento e microscopio composto Lo strumento fatto da un insieme di lenti. Questultimo, al quale luso corrente riserva il nome di microscopio, comprende un o0iettivo 4lente vicino alloggetto da osservare5) un oculare 4lente appoggiata allocchio5. Loculare 2 in pratica una lente di ingrandimento che opera prendendo come sorgente limmagine reale e capovolta prodotta dal sistema di lenti convergenti che formano lobiettivo.

La freccia rossa rappresenta la sorgente luminosa, la prima lente obiettivo ingrandisce la freccia rossa e la trasforma nella freccia verde ingrandita e capovolta. La lente oculare usa limmagine reale verde come sorgente, la ingrandisce ulteriormente, fino ad ottenere la freccia tratteggiata che 2 del tipo immagine virtuale. Lingrandimento totale 2 dato dal prodotto degli ingrandimenti delle due lenti. Ighina sostiene che La lente obiettivo 2 fatta ruotare per esempio in senso antiorario per chi guarda) La lente oculare 2 fatta ruotare in senso aniorario per chi guarda) Il sistema non fun*iona se si superano i 4## ingrandimenti complessivi. La necessit di far ruotare anche la lente obiettivo priva di rigature, serve, secondo Ighina, a togliere le imperfe**ioni che vegono eviden*ite ingrandendo. In otticca tali imperfe**ioni che si creano nellimmmagine ingrandita sono dette a0erra(ioni ottiche+ un esempio 2 lastigmatismo ma ce ne sono di molti tipi. /ossiamo schematicamente dividerle in due tipi imperfe*ioni dovute alla formma e imperfe*ioni dovute al materiale. I sistemi ottici :macchine fotografiche, microscopi, telescopiG; vengono corretti, per quanto possibile, dalle aberra*ioni operando su tre elementi la forma della lente) la combina*ione opportuna di varie lenti di forma diversa) il materiale pi- o meno rifrangente. :=icordo che la rifrazzione * il fenomeno per il quale la luce devia quando passa da un materiale ad un altro di differente densit5 La corre*ione si fa teoricamente mediante il cosidetto !calcolo ottico$) si ricorre poi a prove pratiche di collaudo. /er dare un esempio al posto di una lente costosissima di materiali speciali utili**ata per fare <### ingrandimenti, si pu usare tre lenti in plastica poco costosa che lavorano ognuna a <# ingrndimenti, accopiandole opportunamente si ha <# B <# B <# A<### e le abberra*ioni sono limitate. /er quanto riguarda il togliere le abberra*ioni mediante rota*ione della lente, non ho trovato alcun riferimento, per cui non posso dire nulla. 9uttavia, 2 ragionevole pensare che la rota*ione delle lenti, possa neutrali**are, almeno in parte, gli eventuali diffetti di forma, ma che non sia presa in considera*ione perch( troppo costosa

rispetto ad altri sistemi. 7vviamente rimarrebbero le aberra*ioni dovute al materiale :tipo aloni colorati; e forse, proprio per questo, Ighina dice che esiste il limite massimo di 4## ingrandimenti. Da come scrive pare abbia consultato una delle pi- note fabbriche di lenti dellepoca, la Heiss) per cui il miglior materiale dellepoca probabilmente aveva questo limite, forse ora, il limite potrebbe essere cambiato. /er potrebbe anche succedere che i nuovi materiali, pur migliori, non abbiano certe caratteristiche !misteriose$ che servono in questo strano caso. In ogni caso, volendo ripetere lesperimento, converebbe utili**are il pi- possibile le lenti dellepoca anni <"I#=J#. 5ino a questo punto c2 un possibile compatibilit tra quanto detto da Ighina e la fisica classica, per vedremo che per il resto sorgono dubbi e incomprensioni. .rima incomprensione1 Come sono accopiate le due lenti2 Lobiettivo sicuramente 2 costituito da una lente che ingrandisce fornendo unimmagie capovolta ingrandita del tipo reale) ma loculare come 2 posi*ionatoF 0e viene usato come precedentemente esposto, in modo da ingrandire, presenta unimmagine di tipo virtuale, e dubito che questa possa venire impressa sulla rigatura ruotante,G. 2 da controllare. 0e invece il posi*ionamento 2 tale per cui limmagine ingrandita dalla prima lente, si mette a fuoco proprio sulla superficie rigata della lente oculare, allora loculare non opera alcun ingransimento, ma serve solo da schemo. Questa prima incomprensione pu essere superata, infatti lesatta posi*ione si pu essere trovate per tentativi, baster creare un meccanismo per cui lo spostamento della seconda lente, rispetto alla prima, sia sufficientemente ampio.

In definitiva occorrono + regola*ioni regolea*ione della velocit di rota*ione della lente obiettivo, in senso antiorario) loculare in senso orario) regola*ione micrometrica della dista*a tra le due lenti ruotanti.

Questa unit microscopica dovrebbe ingrandire secondo il seguente esempio messo un oggetto, come un dischetto luminoso da < millimetro di diametro, in un vetrino, :il vetrino 2 il tipico supporto per microscopi; ben illuminato, fatte le opportune regola*ioni dellunit microscopica, dovrebbe comparire sulla superficie della lente oculare una por*ione del dischetto sorgente ingrandito fino ad un massimo di 4## mm. :4# centimetri; di diametro. /er comodit chiamer questo gruppo di due lenti col nome di unit microscopica lenticolare> Seconda incomprensione1 Come 3 possi0ile vedere gli atomi2 Ighina sostiene che ottenuta unimmagine con la lente rigata, diviene in seguito possibile ingrandirla ulteriormente con unDaltraunit microscopica lenticolare>, questo per non 2 assolutamente vero nella fisica classica. Limmagine ottenuta dovrebbe essere necessariamente formata da un certo numero di punti, proprio come i piBel di unimmagine sullo schemo. In pratica limmagine, essendo formata dalla luce riflessa dalloggetto usato come sorgente, potr contenere solo informa*ioni riguardanti gruppi di atomi piuttosto grandi. ,i accade per vari motivi tra i quali i principali sono il fenomeno della di'ra(ione e della inter'eren(a

ottica)
i'ra(ione. % il fenomeno ottico che avviene quando si tenta di far passare per un foro sempre pi- piccolo la luce. .ccade che ad un certo punto, il raggio in uscita dal foro, smette di restringersi ma si allarga improvvisamente a <E#K. 0uccede quando il diametro del foro arriva a dimensioni uguali alla lunghe**a donda della luce icidente. Inter'eren(a ottica) % il fenomeno ottico che avviene quando luce attraversa due o pi- piccoli fori alluscita i vari raggi di luce interagiscono tra loro formando particolari figure geometriche. 0e la luce incidente 2 di tipo coerente :tipo quella del laser; le figure che si formano seguono precise leggi, pertanto 2 possibile dedurre la dimensione e la distan*a dei fori in base allanalisi della figura dinterferen*a. /er quanto si perfe*ioni il microscopio ottico, 2 teoricamente impossibile aumentare il potere risolutivo oltre un certo valore, 2 cio2 impossibile vedere separati due punti che distino fra loro meno di una distan*a limite) tale limite dipende dalla lunghe**a donda della luce utili**ata per illuminare loggetto. /er la luce bianca il limite 2 <L+1+1 mm per la violetta <LI1JI mm. 8olendo andare oltre, bisogna usare gli ultravioletti, ma allora le lenti non possono pi- essere di vetro che risulta opaco a tali raggi, ma occorrono lenti di quar*o. Da tutto ci discende che, qualora con un secondo microscopio, si volesse ingrandire la prima immagine mediante una seconda unit microscopica lenticolare>, si avrebbe solo teoricamente il prodotto degli ingrandimenti pari a 4## B 4## A I#.### ingrandimenti, in realt limmagine conterrebbe, secondo i principi di ottica classica, cos tante deforma*ioni dovute allinterferen*a e alla difra*ione, da risultare praticamente inutili**abile. Ighina invece sostiene di aver accopiato ben I unit microscopiche lenticolari> ottenendo 4## B 4## B 4## B 4## A <.1##.###.### unmiliardoseicentomilioni di ingrandimenti MFFF

'a allora cosa ha vistoF ,ome fun*iona questo ultamicroscopio lenticolareF 0icuramente la stragrande maggioran*a dei ricercatori, cresciuti nallambiente della fisica classica, arrivati a questo punto, abbandonano ogni interesse su questo strumento e propendono o per uno scher*o o peggio per vaneggiamenti di un visionario aculturi**ato. I pochissimi che si sfor*ano di essere !aperti$ e chiedessero di visionare il microscopio lenticolare, scoprirebbero che non esiste pi-, non si capisce se 2 stato venduto o smontato per rivendere i pe**i. %sisteva poi enche lo scheletro di un secondo microscopio :vedi foto; che, da quello che ho capito, mancava delle lenti. 0embra che sia stato prestato ad un gruppo di ricercatori inglesi e se ne sono perse le tracce. Questo accadeva negli anni prossimi al 4### quando ormai Ighina aveva "# anni. 3on so per quanto tempo il microscopio sia stato disponibile, ne so se 2 mai stato consultato da altre persone. :Ighina deve aver avuto vari collaboratori tuttora in vita, ho chiesto, ma non mi hanno saputo dare nomi o indiri**i; ,i sono molti altri interrogativi. 0e avessimo guardato una formica a I#.### ingrandimenti avremmo visto quello che vedono gli attuali microscopi elettronici o altroF ,hi ha costruito il primo microscopioF .llepoca della prima progetta*ione, anni <"4E=+I, Ighina era alle dipenden*e di Nuglielmo 'arconi :morto il 4# luglio del <"+O; con cui pare fosse legato da una amici*ia dovuta anche alla condivisione delle stesse strane facolt eBtrasensoriali. 4+n varie occasioni <arconi fu accusato di alchimia;. 7ra 'arconi aveva disposi*ione i migliori tecnici e me**i, pertanto il primo microscopio potrebbe essere stato impostato sfruttando questa opportunit. "er(a incomprensione1 Come 3 possi0ile tener 'ermo il vetrino in osserva(ione e muoversi tra un atomo e laltro2 ,on ingrandimenti milionari 2 difficilissimo tener fermo il vetrino in ossrva*ione, dovrebbe bastare la minima vibra*ione dellaria o della terra per destabili**are il tutto. Nuardando il microscopio sembra che il piano di appoggio non presenti particolari accorgimenti. 5ra parentesi non 2 visibile nemmeno lunit microscopica priva di rigature che a detta di Ighina veniva utili**ata per illuminare il vetrino.

Legittime perplessit4 sul microscopio 3el libro non 2 precisato se il microscopio 2 stato riprodotto da altri, n( se la visione sia oggettiva ed indipendente dallosservatore. ,he dire per della fotografiaF 6nipotesi possibile, alla luce delle conoscen*e esoteriche, fa sospettare che forse lo strumento fun*iona solo se il costruttore 2 dotato di facolt particolari. 8a tenuto presente che Ighina dotato di facolt paranormali, nel libro di NiusC si parla di facolt telepatiche, rabdoman*ia e altro. Questo tipo di strumenti possono essere denominati PattentiviP, in quanto aiutano a focali**are lDatten*ione cosciente e subcosciente dellDindividuo su di un oggetto in analisi. ,astaneda affermerebbe che aprono le porte della Pseconda atten*ioneP) ,astaneda stesso descrive vari episodi nei quali ha avuto la visione microscopica grandemente amplificata semplicemente fissando lDatten*ione su di un oggetto e sen*a alcuno strumento. Lo stesso dicasi per adepti avan*ati nella teosofia o altre scuole. Nli strumenti PattentiviP che vanno dai talismani, a sfere divinatorie, piramidi, spirali, ecc. fun*ionano solo con certe persone, o magari solo con il costruttore, e in particolare fun*ionano se uno ci crede. 3iente ripetibilit e verificabilit e quindi nessuna utilit pratica. 0ono pertanto ignorati dalla scien*a ufficiale. Le informa*ioni in mio possesso riguardo al microscopio sono carenti) purtroppo questo 2 un punto importante che non sono riuscito a chiarire. Nuardando la fotografia del microscopio si ha limpressione di un oggetto piuttosto sofisticato, chi lo ha reali**ato materialmente deve aver avuto me**i ed abilit notevoli. Ighina ha accennato che il secondo microscopio 2 stato spedito in Inghilterra, dalla sua rea*ione deve essere successo qualcosa che ne ha compromesso il fun*ionamento, ne sono state perse le tracce. .nche il primo microscopio 2 sparito. Il collaboratore attuale di Ighina ha riferito che il ricercatore non ricorda pi- i dati relativi ai valori di rota*ione, n( ricorda con quale accorgimento meccanico venivano fatte ruotare le lenti in modo controllabile materialmente. 5ra laltro nella foto non si vedono motorini per la rota*ione. 5orse bisognerebbe contattare qualche persona che ha lavorato con lui in quel periodo. ,he lo strumento sia qualcosa di strano lo dice il fatto che costruendo con le stesse tecniche un telescopio, Ighina dichiara con la sincerit e lDinnocen*a che gli 2 tipica di aver visto sulla luna abitanti, monti, valli ecc. 6na tale afferma*ione porta automaticamente il fisico classico a interrompere la lettura, inficiare tutto il lavoro e a farsi un bella risata. Io non mi sento di rimproverare per questo i colleghi di fisica. Da Nalileo in poi il metodo 0,I%39I5I,7 prende in considera*ione solo grande**e misurabili, dati ripetibili e 8%&I5I,.QILI da tutti. 9utto ci mi fa sempre pi- propendere per lidea che si sia di fronte ad una visione tipo veggente in cui il microscopio era solo il catali**atore, Ighina ha focali**ato la sua atten*ioni per I anni su tale strumento, prima di ottenere risultati. Dimostrando grande determina*ione, costan*a e for*a di volont. ,onoscendolo di persona d limpressione di non avere quasi emo*ioni, raramente usa aggettivi qualificativi, sembra fortemente staccato da ci che lo circonda.

.erch5 perdere tempo ad anali((are una cosa cos6 ascenti'ica) Ro provato a leggere con atten*ione il libro di Ighina e mi sono reso conto che ci sono veramente poche cose verificabili. Qualcuno pu chiedersi ora perch( perdere tempo ad anali**are le sue teorieF La risposta sta nel fatto che non ho nulla di meglio da fare, anali**are il conosciuto mi annoia e c2 sempre qualcuno che lo sa fare meglio. . chi a questo punto della lettura 2 tentato di utili**are questo pe**o di carta per farne un vivificante fal, chiedo un po di umilt e di pa*ien*a. Il metodo scientifico :cio2 ripetibile; 2 risultato vincente, ha spa**ato via molte supersti*ioni, ha *ittito una gran quantit di sognatori, guru, maghi, visionari che tendono a dire pi- che a verificare e sfruttano la credulit popolare per far soldi o dominare gli altri. Il metodo scientifico ha portato benessere e ha regalato condi*ioni di vita buone, anche se solo per una parte delle persone e anche se sta emergendo un grave scotto da pagare :mi riferisco allinquinamento, ecc.; Lo scien*iato non vuole rischiare minimamente di essere un credulone. 'a atten*ione chi vuole arrivare alla conoscen*a superiore 2 costretto a correre dei rischi. In altre parole per essere creativi occorre a volte passare una linea di confine e sapersi staccare da mamma scien*a andando oltre le convin*ioni sociali e assumendosi il rischio di sbagliare. In particolare lo scien*iato deve armarsi di umilt, cosa difficile per questa categoria) infatti, la padronan*a della scien*a ufficiale pone lo scien*iato su di un gradino superiore agli altri. 7gni uomo ha lDegocentrismo che cerca di illuderlo di essere il migliore) ma mentre lDignorante viene facilmente ridimensionato nei rapporti con i pi- colti, lo scien*iato pu manipolare facilmente le altre persone e rifugiarsi nel suo sapere superiore. 0i abitua cos a molteplici vittorie e si raffor*a in lui lDidea di essere oggettivamente il migliore. &icordo una poesia a questo riguardo molto esplicita.

Della scienza ho paura quando, orgogliosa sapiente natura, in toga scura d'addottorar s'arroga. Chi per grande sventura, nessun saper apprese della sostanza pura, un ottuso cervello dove la mente oscura, e vi fanno mulinello idee che fan paura. /rima di esagerare nel colpevoli**are alcuni scien*iati, va detto che essi sono intelligenti e acuti osservatori) hanno dimostrato di essere grintosi, determinati capaci di superare le notevoli difficolt che lDapprendimento della 'atematica e della 5isica comporta. /er il lettore abituato al dispre**o della scien*a ufficiale, ricordo che nel regno della non ripetibilit :non scien*a;, le cose non vanno certo meglio. .ncor oggi si vedono divinatori,

curatori di tutti i tipi che si arricchiscono alle spalle dei creduloni) personalmente sono rimasto esterrefatto vedendo erboristi mettere in circola*ione pseudomedicinali, sen*a tenere un minimo di statistica nei casi di guarigione o meno. 8a anche detto che ho conosciuto ottimi guaritori, mescolati alla grossa massa di furbi. 'a come fa lDoccasionale avventore a distinguere i pochi personaggi buoni in me**o ai cattiviF 'eglio non rischiare e rifugiarsi nel ripetibile, sperando di non fare come lo stru**o che nasconde la testa. $nesperien(a personale che mi ha spinto verso lapertura di idee) Quando, ringallu**ito dalla laurea in fisica, ho potuto assistere a fenomeni straordinari, consistenti nella scomparsa di un oggetto da un luogo e la ricomparsa dello stesso in un posto differente, il tutto fatto con la sola mente, mi sono sentito crollare il mondo attorno. 5ra laltro, mi 2 stata data lDopportunit di verificare il fenomeno in modo cos oggettivo, che sicuramente avrebbe convinto chiunque fosse stato nei miei panni. 'ancava solo la ripetibilit completa per divenire un fenomeno scientifico. 7vviamente posso garantire solo per quei fenomeni che ho potuto controllare con bilance, foto :per evitare ipnosi collettive; e sotto il mio totale controllo e che avvenivano in perfetta luce e con tutti gli altri presenti allontanati di almeno 4=+ metri dalloggetto !smateriali**ato$ in mio possesso. /er onest devo anche affermare che mi 2 capitato di vedere come dei personaggi di sicure facolt, alla presen*a di pubblico e sen*a controllo, alcune volte truccavano in modo puerile. Quando, messi alle strette, chiedevo spiega*ione di tale comportamento, affermavano che poich( quella volta non erano in forma, ricorrevano a trucchi. ,os risparmiavano fatica ed energia ma soprattutto il risultato era garantito e gli spettatori felici. ,os vedevo volatili**arsi tutto il lavoro fatto per rendere quasi scientifico ci che per sua natura 2 fuori della realt comune. /ronuncio tutto questo discorso per cercare di aiutare ad essere pi- aperti) mi riferisco tutti quegli studiosi onesti e meticolosi che dovessero leggere in particolare il libro di Ighina che 2 pieno di strane**e. Nli esperimenti e le apparecchiature descritte, sono esposte in modo primitivo, con passaggi logici di difficile interpreta*ione, anche a causa del linguaggio non accordato con la scien*a ufficiale. Ro dovuto rileggerlo molte volte cambiando defini*ioni e facendo i salti mortali, per portare vicino alla fisica quanto esposto. 3onostante ci, le informa*ioni contenute sono state illuminanti. 0econdo me Ighina potrebbe essere un ricercatore innovativo che, aiutandosi con strumenti e innate facolt, ha affrontato la comprensione reale dellDuniverso. %gli potrebbe cos aiutare ad aprire la strada che permetter di identificare il percorso che, dal piano mentale, porta al piano fisico, oltre il quarS, scoprendo le fondamenta della crea*ione della parte dellDuniverso che noi chiamiamo materiale. ,on un bel paragone, Ighina con tono mite e dolce mi ha detto PLa scien*a attuale cerca la comprensione dellDuniverso partendo dalla coda an*ich( dalla testa. Io ho continuato a spiegarlo. 0ono stato contattato da tantissimi personaggi, pi- o meno importanti ma non mi hanno saputo credere e questo, nonostante abbia fatto ripetutamente vedere loro come unDapplica*ione pratica della teoria da me esposta, mi abbia permesso di costruire fra lDaltro una

macchina in grado di alterare le condi*ioni atmosferiche nel modo predeterminato. Questa frase mi ha portato alla mente quanto riportato in alcuni libri storici) si dice che quando Nalileo Nalilei mostr il telescopio ad un gruppo di saccenti sacerdoti e scien*iati dellepoca inviati dalla santa inquisi*ione, una parte dei presenti si rifiut di guardare nel telescopio tacciandolo di Pstrumento del demonioP. /rima di proseguire 2 opportuno ricordare alcune informa*ioni proprie della fisica ufficiale, in modo da dare a tutti i lettori un linguaggio preciso, affinch( il significato di ogni parola sia uguale per tutti. 0e avete una parola di cui non capite lesatto significato, cercate di leggerne la defini*ione altrimenti la comprensione del testo risulter offuscata.