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AGORA

ELZEVIRO
Giovedì 27 giugno 2019

Viva la zanzara,
che ci ricorda
la gratuità della vita
RAUL GABRIEL

S
iamo in estate. E anche se a Milano
il tema non conosce stagioni,
certamente quello della zanzara cultura
rappresenta una delle epifanie di questo religioni
momento dell’anno. Si facesse un scienza
referendum sulle zanzare sarebbe
tecnologia
certamente plebiscitario. Perché esiste la
tempo libero
Il vescovo Giovannetti: «Così scampai ai nazisti» 24
zanzara? Possiamo percepirne solo i lati
fastidiosi e non intravediamo alcun spettacoli La Sardegna nelle fotografie di Guidi 25
motivo logico per la sua esistenza. A volte sport
anche portatrice di malattie, quasi Fiennes: «Nel mio film il mito Nureyev» 26 Il poeta nordirlandese ha ricevuto il Sigillo
sempre gravi, disturba sonni e veglie di
tutti noi e non teme alcuna forma di
prevenzione o dissuasione. La zanzara è
Larissa, erede di mamma Fiona May 27 d’Ateneo dell’Università di Urbino: «Sono
ostinatamente presente quanto,
stato felicissimo che Dylan abbia ricevuto
all’apparenza, inutile. Marginale nel il premio Nobel. Ma c’è una differenza
marginale, senza alcuna giustificazione tra canzone e poesia: il testo della canzone
intelligibile e con innumerevoli aspetti di dev’essere presentato in un certo modo,
cui si farebbe volentieri a meno. Allora
perché esiste? Forse il suo significato è
mentre quello di una lirica va scovato
proprio in questa lampante nelle profondità magmatiche della lingua»
contraddizione. Forse la zanzara è lì per
farci riflettere su quanto la nostra
illusione di decidere il cosa e il come
dell’esistenza sia frutto di una egoistica,
voluttuaria quanto patetica illusione.
L’esistenza non necessità di utilità.
Esistere è un diritto che si esercita in se
stesso. Inalienabile e proprietario, come
si usa dire dei software. Dal momento
che esisti non servono certificati
giustificativi. Esisti ed erediti
immediatamente tutti diritti che questo
fatto essenziale porta in sé. Questo modo
assertivo Paul
dell’esistenza Muldoon
può anche è nato a
risultare Portadown
sgradevole. Ma è nel 1951;
sgradevole nel 2003
esclusivamente è stato
per la nostra insignito
propensione ad del premio
immaginarci Pulitzer
padroni di per la
qualcosa. Anche poesia
delle ragioni
dell’esistenza.
Una filastrocca
inglese recita
una cosa simile a
Il nostro erigerci proposito delle
a giudici, mosche: «The
in un mondo Lord in his
wisdom made
dove la gratuità the fly, and then
dell’esistere forgot to tell us
viene distribuita why». Tradotto:
«Dio nella sua
a piene mani, saggezza ha
è arroganza, creato la mosca e
se non solo poi si è
INTERVISTA

profonda

Muldoon: «I miei
dimenticato di ALBERTO FRACCACRETA
dirci perché». Un Urbino
stupidità gioco di parole

S
per bambini. i chiama Muldoonesque obsession ed
Che porta con sé una mentalità è “una sottile malattia”–- come la de-
totalmente fuori strada. Né Dio, per chi ci finisce Luca Guerneri nella postfa-

versi, nelle viscere


crede, né la natura per chi non crede in zione al volume dello Specchio Mondado-
Dio, devono giustificare alcunché. E se ri dedicato a Paul Muldoon (2008) –, pre-
sembra un atto di prepotenza da sente «in tanta produzione contempora-
contestare, dobbiamo ricordarci che è nea in lingua inglese»: lo scrivere, cioè, poe-
l’atto su cui si basa ogni nostro singolo sie à la Muldoon con quella gabbia ritmica
respiro. Il nostro essere non si è mai narcotizzante di pararime e mezze rime;
dovuto giustificare. E noi esistiamo sic et con quella partitura musicale dei versi co-
simpliciter perché le cose stanno così. I
danni che combiniamo quotidianamente
sorpassano di gran lunga le punture di
tutte le zanzare del mondo. Quanto
siamo ingiustificabili nell’esistere per
questo? L’ingresso nell’esistere è un
sì precisamente concertata e calibrata; con
la pesante digestione dell’intero vocabola-
rio di Oxford e dell’Enciclopedia Britanni-
ca per setacciare etimologie, sfumature di
significato, diritture linguistiche, per con-
dire le parole di una patina arcana e bival-
della parola»
evento sempre sovversivo, sempre ve che tanto atterrisce i traduttori. Che la
dinamico, sempre valido in sé. Con ogni poesia del nordirlandese classe ’51, profes- letto i classici, Ovidio, Virgilio e Dante in miei testi. Mi sono divertito moltissimo a Nostra Signora di Ardboe, che lei ha de-
forma dell’esistenza si stabilisce quindi sore a Princeton e proveniente da una fa- particolare. Potrei impiegare una vita inte- leggere le critiche che ho ricevuto per la ma- finito una «lirica heaniana», si conclude
un rapporto, con le inevitabili lotte e le miglia cattolica dell’Ulster settentrionale, ra a studiare questi tre poeti, e molti altri niera con cui ho provato, attraverso poe- con le litanie lauretane. Che significato
contraddizioni che questo comporta. Ma dia un senso di sospensione e di perples- come Petrarca e Ariosto. L’autore italiano sie-fiume, a ribaltare il sonetto.... hanno per lei?
senza perdere di vista l’unico fatto sità, per non dire di allusività sardonica al del Novecento che più mi ha affascinato è Quali autori sono stati decisivi per la sua Non rileggevo questa poesia da circa qua-
essenziale: tutto ciò che esiste possiede limite del virtuosismo, che sia impastata in- stato Eugenio Montale. Ho letto Montale formazione artistica e intellettuale? rant’anni e vi ringrazio per averla inserita
in ogni suo atomo il diritto di ciò che è. somma di un’ineliminabile decentralizza- con il testo a fronte nella traduzione di Senza dubbio John Donne, il poeta mag- nella scaletta di lettura durante la mattina-
Non c’è credo politico, filosofico, zione testuale capace di costringere il let- Lowell e ho potuto constatare che, dentro giormente autorevole tra i metafisici ingle- ta, e per avermi rammentato il senso più ri-
religioso che possa darci l’autorizzazione tore a cercare le ragioni profonde in un al- la sua poesia, tutto è collegato: una parola si. Era importante per me a sedici anni e lo posto. Nell’irlandese vernacolare utilizzia-
a stabilire la inutilità della zanzara come trove smisurato, in un furor divino ammic- che si trova, poniamo, a pagina cinque è in è tuttora, a sessantotto. Si può imparare a mo spesso l’espressione «un braccio lungo
di ogni altra entità esistente. Figurarsi di cato appena, è abbastanza chiaro. In Italia, correlazione con un’altra a pagina cin- scrivere poesia da lui in maniera pressoché quanto l’altro» [il finale della poesia, ndr]
un essere umano. Il problema sono le oltre al volume mondadoriano, è stata pub- quantacinque. Questo è estremamente in- onnicomprensiva: nessun segreto gli è pre- per dire che, in un tal frangente, non si è in
persone, non le fedi. Il problema è che ci blicata la silloge vincitrice del Pulitzer nel dicativo di come la sua opera in versi pos- cluso. D’altra parte, in poesia e in psicote- grado di trasportare nulla. Ed è come un
si prende troppo seriamente finendo per 2003, Sabbia (in inglese Moy Sand and Gra- segga una grande ampiezza di visione. rapia tu vai dai migliori per capire e per ve- non saper rispondere in pienezza a quella
credere di essere gestori della vita. Il vel), curata per Guanda da Giovanni Pil- Come si pone, invece, la sua poesia nei con- dere come si fa. Diciamo pure che non c’è particolare situazione, a quell’immagine.
nostro erigerci a giudici, in un mondo lonca. Muldoon ha ricevuto il Sigillo d’Ate- fronti della tradizione inglese ed europea? nessun motivo d’imparare da persone che È rimasto sorpreso dal conferimento del
dove la gratuità dell’esistere viene neo dell’Università degli Studi di Urbino C’è un segmento di congiunzione tra tra- sono nella media. Si cerca sempre di ap- Nobel per la letteratura a Bob Dylan nel
distribuita a piene mani, è un gesto che Carlo Bo per «il principio di una resistenza dizione e lingua. Ma ritengo che la lingua prendere l’arte da persone che sono pro- 2017? Crede che la canzone sia davvero u-
sarebbe di una arroganza intollerabile se umanistica che punta all’esigenza di ac- sia essenzialmente innovazione. In questo babilmente impossibili da seguire, irrag- na forma di poesia?
non fosse che alla sua radice vi è cordare nuova centralità alla parola», come senso è fondamentale comprendere lo giungibili. E John Donne è una di queste. Sono stato felicissimo che Dylan abbia ri-
probabilmente una profonda stupidità. ha ricordato il rettore Vilberto Stocchi. L’in- “spazio” fisico che occupa, per esempio, un Ha scritto una lunga elegia sulla scompar- cevuto il premio Nobel. Ritengo, tuttavia,
Dovremmo ringraziare in ogni momento contro a Palazzo Passionei è stato introdotto sonetto. Ci sono due convenzioni, all’incir- sa di Séamus Heaney, nella quale ritorna che la differenza principale tra la canzone
che la nostra oggettiva inutilità non sia da Salvatore Ritrovato e Luca Guerneri. In ca, sulla tradizione di tale forma metrica: ossessivamente il verso «Non riesco a tol- e la poesia risieda nel fatto che il testo del-
stato motivo per negarci l’esistenza. Solo serata il poeta si è esibito con il gruppo blues Petrarca e Shakespeare. La tradizione rife- lerare il pensiero che Séamus Heaney sia la canzone dev’essere presentato in un cer-
questo dovrebbe renderci gioiosi di urbinate Black Cat Trio, suonando pezzi ribile a Shakespeare si fonda sulla struttu- morto». Cosa ricorda del suo amico? to modo, mentre il testo di una lirica va sco-
fronte a ogni cosa. Ogni secondo scritti di proprio pugno all’insegna di Ira razione organica di un pensiero; ma esi- È stato fondamentale per me non solo co- vato nelle viscere, nelle profondità mag-
meravigliosamente inutile che ci è Gershwin e Bob Dylan. stono anche altre tipologie che aggiungo- me poeta, ma come uomo. E si è dimostra- matiche della parola. Nel testo della can-
regalato dovrebbe essere motivo di festa. Professore, ha tradotto L’anguilla di Mon- no qualcosa di più alla linea shakespearia- to assai generoso nei miei confronti all’ini- zone, imperfetto per natura, manca sempre
Ingiustificato, pura dichiarazione di vita, tale e ne ha raccontato anche l’esperienza na o fanno esattamente il contrario: in es- zio della mia carriera, quando bussai alla qualcosa; anzi si può asserire con certezza
regalo senza mezzi termini, giudizio interpretativa nelle lezioni a Oxford. Che se è presente una sorta di corrispondenza porta del suo studio alla Queen’s University che ciò che manca è la musica. Mentre que-
senza appello sulla nostra piccolezza. rapporto ha con la poesia italiana? tra idea e domanda. La cosa più difficile og- per sottoporgli alcune poesie. Per quanto ri- st’ultima è già inglobata nella poesia che,
Viva la zanzara. Viva la vita. Ho studiato latino al liceo – questo è il mo- gi è, forse, ricreare questo tipo di composi- guarda, però, l’ispirazione poetica e il con- per altro, ha l’ambizione di essere assolu-
© RIPRODUZIONE RISERVATA tivo per cui conosco abbastanza bene la lin- zione nello spettro reduplicabile di un com- fronto con i modelli non credo onestamente tamente perfetta, conchiusa in sé stessa.
gua italiana – e, dall’età di quindici anni, ho ponimento lungo, come accade in alcuni di essere molto influenzato da lui. © RIPRODUZIONE RISERVATA