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Capitolo 25

Aiutare gli altri


ad essere liberi
Coloroche sono stati liberati dai demoni spesso iniziano a vedere chia-
ramenteil bisogno che anche altri hanno di ricevere la stessa libera-
zione.E riescono a provare compassione per tali persone perché si
ricordanodelle pressioni a cui erano essi stessi sottoposti e delle lotte
implicate nel processo di liberazione. Come risultato, molti si ritrovano
spontaneamente alla ricerca di altri che hanno bisogno di liberazione.
In Marco 16: 17 Gesù estese questo ministerio a tutti i credenti: "Que-
sti sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel
nome mio scacceranno i demoni".
Come principio generale, comunque, la liberazione dovrebbe essere
praticata principalmente da persone che abbiano un ministerio aposto-
lico, pastorale o evangelistico, o dai loro collaboratori. Ma ogni cristia-
no che si trova di fronte ad una persona legata dai demoni può essere
chiamato, in certe circostanze, a cacciare quei demoni. Ho visto per
esperienza, comunque, che coloro i quali si impegnano in un regolare
ministerio di liberazione senza osservare certe condizioniscritturali
per l'esercizio dell'autorità, solitamente finiscononei guai.
Ecco alcuni principi generali che possono salvaguardare la pratica
della liberazione:
1. sii sottoposto ad autorità;
2. due sono meglio di uno;
membro del sesso opposto;
3. non ministrare da solo ad un Spirito.
dello
4. usa la croce e la spada
ADAUTORITÀ
l. SII so rrropos rroministerio, Gesù inviò settanta discepoli a prepa-
Ad un punto del Suo
Lui. Questi ritornaronocon grande entusiasmo,
rare la strada davantidemoni
"anche i ci sono sottopostinel Tuo nome" (Luca
riportando: "Ecco, io vi ho dato l'autorità [...l su tutta la po-
10:17). Gesù rispose:
del nemico" (cfr. Luca 10:19).Il fattore decisivo nel trattare coi
tenza dell'autorità scritturale.
demoni è l'esercizio
favore di un suo servo
Un centurioneromanoche andò da Gesù in Gesù era paragonabile
malato, riconobbeche l'autorità spiritualedi sola frase quella
che
alla propria autorità militare. Egli riassunse in una
è la condizionenecessariaper esercitarel'autorità in ogni sfera: "Di'
solo una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch'io sono uomo
sottoposto all'autorità altrui" (Luca 7:7-8). Per esercitare autorità, una
persona deve essere essa stessa sottoposta ad autorità.
Ci sono alcuni principi scritturali che governano l' esercizio dell' autorità.
Primo, la fonte suprema di ogni autorità è Dio stesso. Dopo la resur-
rezione, però, Gesù dichiarò ai Suoi discepoli: "Ogni autorità mi è stata
data in cielo e sulla terra" (Matteo 28:18). Ciò significa che ogni auto-
rità discende da Dio il Padre attraverso Gesù il Figlio. Per essere sotto
autorità scritturale, perciò, ogni cristiano deve trovare la sua posizione
nella catena di autorità che sale in alto, attraverso Cristo, fino a Dio.
In I Corinzi 11:2-7, Paolo usa il coprirsi il capo come simbolo di auto-
rità. Essere sotto autorità significa essere "coperti" —cioè, protetti. Non
essere sotto autorità significa essere "scoperti" —cioè non protetti. Per
ogni cristiano, quindi, essere sotto un' appropriata forma d' autorità signi-
fica essere spiritualmenteprotetto.Un cristiano che non sia sotto auto-
rità, non ha protezione spirituale ed è in grande pericolo. Dio ha fatto di
Cristo il capo supremo della chiesa, che è il Suo corpo (Efesini 1:22-23).
É naturale quindi che Egli eserciti la Sua autorità in ogni area attraverso
le leadership delle chiese locali. Ciò_significache un cristiano il quale
desideri d'essere rotettos iritualmente deve occu are il
all'internn della struttura di una chiesa locale,
Ruth ed io attribuiamo grande importanza a questo tema dell'autori-
tà. Dovunque risediamo, noi entriamo a far parte di una congregazio-
ne locale e ci poniamo sotto la sua leadership. Quando partiamo per i
viaggi ministeriali, usciamo dalla nostra chiesa locale. Inoltre, il nostro
ministerio in tutto il mondo è diretto da un Consiglio Internazionale,
dove condividiamo la leadership con un gruppo di nostri collaboratori
che rappresentanoi vari paesi in cui ministrano. Da parte mia, tendo
sempre a chiarire che non ho alcun desiderio d'essere indipendente. Al
contrario, riconosco con gioia di dipendere prima di tutto da Dio, e poi
dal popolo di Dio.
Un'altra area importante nella quale Dio delega la Sua autorità è la
famiglia.In I Corinzi Il Paolo descrive una catena d'autorità che di-
scende da Dio, attraverso Cristo, fino ad ogni famiglia sulla terra: "Ma
voglio che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, che il capo della
donna è l'uomo, e che il capo di Cristo è Dio".
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Una donna sposata è normalmente sotto l'autorità del marito e non
dovrebbeministrare ad altri senza che il marito ne sia pienamente a co-
noscenzae senza che le conceda la sua approvazione. Pietro ci avverte,
comunque,che se non c'è armonia tra marito e moglie, le preghiere
del marito saranno impedite (cfr. I Pietro 3:7). Una donna non sposata
che vive ancora con i suoi genitori, ha bisogno dell'autorizzazione del
padre.Le donne single che vivono per conto loro, dovrebbero avere la
supervisione e l'autorizzazione di qualche leader spirituale maturo.
Gli uomini che ministrano la liberazione, single o sposati che siano,
dovrebbero far parte di una chiesa locale con una solida scala di auto-
rità. L'intera area del trattare con i demoni è pericolosa per un "ranger
solitario", e questo vale sia per gli uomini che per le donne.
C'è una domanda chiave per capire quando si è sotto autorità. Ogni
cristiano dovrebbe chiedersi: "Di chi sono responsabile?". Una perso-
na non responsabile verso alcuno non è sotto autorità.
In due circostanze Gesù parla dell'autorità di legare e di sciogliere. In
entrambi i casi è in relazione alla Chiesa. In Matteo 16:18-19, Gesù dice
a Pietro: "su questa pietra edificheròla mia chiesa tutto ciò che le-
gherai [singolare] in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai
in terra sarà sciolto nei cieli".
Di nuovo in Matteo 18:17-18, Gesù sta parlando della circostanza in
venga portato davanti alla
cui un fratello che abbia commesso un torto
verità che tutte le cose che legherete
Chiesa, e conclude: "10 vi dico in
nel cielo; e tutte le cose che scio-
[plurale] sulla terra, saranno legate
sulla terra, saranno sciolte nel cielo". In questo caso, il legare e
glierete
sono un'azione collettiva della Chiesa, come un tutt'uno.
10 sciogliere scritturaledi ogni autorità sono le giuste
La chiave per l'esercizio
Ciò si applica specificamenteal fatto di legare e sciogliere le
relazioni. che non abbia una buona relazione con
forze demoniache. Una persona
Cristo, può cercare di legare e sciogliere i
1a Chiesa, che è il Corpo di
ma non ne avrà l'autorità.
demoni,