Sei sulla pagina 1di 24
numero unico in attesa di autorizzazio ne luglio 75 LAVORO ZERO GIORNALE DAL VENETO I materiali, reccolti in fretta ed in condizioni precarie, riportat in questo numero vogliono essere semplicemente la prova di una ini- ziativa tendente a far circolare con continuita informazioni e dibat- tito sui temi della lotta operaia e proletaria contro lo stato de lavoro. Per questo non"presentiamo" il giornale ma vorremmo che chi 1o legge si “presenti” al giornale per renderlo uno strumento effi- cace. Come al solito chiediamo a tutti i compagni di contribuire perché I'iniziativa abbia la possibilita materiale (soldi) per de- finirsi. Ringraziamo chi gia ha reso possibile I'uscita di questo primo numero. Direttore responsabile: AUGUSTO FINZI Direttore di redazione: UMBERTO SALVAGNO Hanno collaborato: FRANCO AVICOLLI - FRANCESCO BALLARIN - STEFANO BROVEDANI - LICIA BRUSSA - GIANNA CASTRIGNANO - PATRIZIA CIBIN ~ SANDRA DE PERINI - FRANCESCO FONTEBASSO - CLAUDIO, GRASSETTI - FRANCESCO LONGANO - MARIO PASINI - IRENE PETROSILLO - ALBERTO RECLA - CLAUDIO SOSSAI- ALBERTO SUTTO - SVEVO SALVINI. Redazione (provvisoria): c/o Villaggio S. Marco - via Aretusa 60 Casella postale 457 ~ VENEZLIA mm ll | | LAVORO = ODI GLI OPERAI NELLA FABBRICA NON VANNO PER FARE LE INCHIESTE, MA PERCHE” CL SONO COSTRETTI. IL LAVORO NON E° UN MODO DI VIVE: RE. MA LOBBLIGO DI_VENDERSI PER VIVERE, ED E* LOTTANDO CON. TRO IL LAVORO, CONTRO QUESTA VENDITA FORZATA DI SE. STESSI CHE SI SCONTRANO CONTRO LE RE- GOLE DELLA SOCIETA. ED E° LOT- TANDO PER LAVORARE MENO, PER NON VENIRE PIU" AVVELENATI DAL, LAVORO CHE LOTTANO ANCHE CONTRO LA NOCIVITA’. PERCHE® NOCIVO E° ALZARSI TUTTE LE MAT TINE PER ANDARE A LAVORARE, NOCIVO E° SEGUIRE I RITMI, 1 MODI DELLA PRODUZIONE, NOCIVO E’ FA- RE I TURNI, NOCIVO E” ANDARSENE A_CASA_CON_UN SALARIO CHE TL COSTRINGE IL GIORNO__DOPO_A TORNARE IN FABBRICA . (ASSEMBLE AUTONOMA VIVERE DIP. MARGHERA, 1974) Siamo ormai sommersi da uns mares di discorsi che santficano le lotte di questi tultimi anni. che celebrano siti appartenuti al passato. La giusta esatazione, a volte settaria, che in aleuni punti del percorso fatto ha distinto i comportamento ope rao non deve Fanci unite al coro di ci ‘ogg magari senza averne completa co- scienza. tenta di trasformare i passato in presente ‘Adeso che i proletari sono usciti da quella trincea piena di fango € di sangue quale & stato il period precedente ly ci- vonguista del terreno di lotta sigh inte- resi material di classe. ci sono anco delle scimmie parlanti che vorsebbero far entrare a Forza nel ghetto della coscien piccolorriformista © nelle banaliti delle seadenze imposte dai padroni le prospetti- ve de! movimento. Gi questi novell con dottieri hanno dimenticato eis che Vint. ra classe fa Toro insegnato quando si é non delle seenari di carta i reddivo capace di fara uscire dal ricatto del levo- roa qualsiasicondizione. Economicisme, opersismo erano termi: ni abituali fin a qualehe anno fe: termini che venivano rivoltieonteo chi negave al lora distinzione tra lotta economicae lot- ta politica, contro chi faceva del salario Velemento dirompente dentro la nascente pianificazione del sistema, conteo chi oF. zanizzava lotte a partie dalla fabbrica an ich? dalla sogrestia. Oggi il terreno degli obiettivi, delle piattaforme, del’autorid zone & il pane “rivoluzionario” di questa schiera di antishi credenti, di questi can- tod delle lotte, sempre pronti a raccoglic- re fondi per le grandi nvoluzioni lontane a catalogare come provocazione i nuovi livelli di lotta che si muovono sotto i lore 1 movimento odia le celebrazioni, ri fiuta il presente perché é consapevole del- la proprin forza: la ricerca di nuovi str: ‘menti d’organizzazione e di lotta non pud esere una squallida ripetizione di una pratica che, se ieri era vincente, ogg! tragiea farsa. La a soprattutto nk i. del lavoro: & cambiata perché hha modificato nel suo complesso il rap- porto con il lavoro andandolo a definire, certo con le lotte, in termini nuovi Si apre davanti a noi un terreno diver: So, senza segni di riconoscimento not spetta ad ogni comunista traduere in orgs hizzazione vincente la divaricazione, oggi dats, tra vita proletaria ¢ lavoro, tra edd to e sfruttamento. I! prezzo per arrivare a questo livello & stato molto alto, sarebbe stupido negarlo, come & suicida ingrandire il valore del disagio di ciascuno quando ci fitroviamo in questo momento critica dell'organizzazione proletaria. La diffe ‘enva profonda tra il passato e la situazio- ne presente é la possibilita di aggredire il lavoro ovunque, di renderlo esplicito 1i dove prima era nascosto © pil semplice- mente subito. La rivolta oporsia contro il lavoro fabbrica se da un lato ha allargato il com- portamento proletario alla ricerca di red- dito, dallaltro ha provocato la pik dura Fisposta capitalistica. L’enorme potenza epressiva delle imprese multinazionali & stata usata fino in fondo per cercare di bloceare, anticipandole, le richieste ope- taie. Ad un proletario industriale awiato alodio conto il Lavoro si @ risposto con i licenziamenti, con la cassa integrazione, ‘con la riduzione forzata de! lavoro, in mo do a interrompere Vequazione operaia (@) meno lavoro = pitt salario (@). Si & tentato, da parte padronale, di riistriby re il lavoro in modo da decentrare la siruttura produitiva differenziare cost i bisogni dei sings strati di classe, Non ci interessa qui di tutto questo, risutato ito dion: date di lotta € quanto frutto della capa: citi di comando padronale; quello che & corto @ che ormai i lavoro non sta solo dentro Ia fabbrica © meglio che il tempo: lavoro non & solo quello trascorso nel luo {20 di produzione © quello per cui viene ‘dato un salario. E° proprio del movimen 1esto movimento del proletariato le, indebolire via via i punti della rete di potere che lo attraversa, che lo circonda, Dalla fabbrica alla societa, dlls societ’ alla fabbrica, gli obiettivi dello scontro si,modificano perche cresce il bi- sogno di potere contro un sistema che ve della rapina di ogni ricchezza prodotta dal proletariato. Cosi, aceanto ad una fer- ‘ma decisione operaia di stare sempre me- di diminuice sen pre pii gli effetti stessi della fabbrica sulla vita di tutti, si estende il rifiuto di aczet- tare quello che viene chiamato “tempo bbero” cosi come ce lo fornisce il sistema, Ci si muove per spezzare il disegno delle cosidiletteriforme che risolvono solo dal punto di vista della funzionalit produ: va problemi non ¢ei profetati me del'ap- parato di controllo capitalistico. Diventa attuale pattare di tempo di trasporto € tempo per la salute da sottrarre al tempo di fabbrica, di orario e salario del lavoro domestico, di tempo di non consumo co- ime garancia al divertimento. Dobbiamo comprendere percid che il bisogno della classe di rcomporsi su di un fronte molto pit ampio del tradizionale ‘momefito.produttivo provocs squilibri sfasamenti fra settori diversi, error delle avanguardie, frustrazioni per Singoli com- agai, Su questo poi si esercitainteramen- te Tapparato repressivo dello stato come garante dei tentativi di nuova scomposi- vione rappresentati dalla diversiicazione crescente della struttura produttiva. La ‘mpbilita¢ la rotazione nel lavoro, la nuo- va professionali, i lavoro precario ¢ il lavoro come consumo, sono. altrettanti ‘momenti che tendono a dividere, ad offti- re un falsa strada di ricomposizione che porta solo nuovamente allo scontro con Se siessi. E” la strada della parteeipazione, della gestione delle cose nell’ambito di ruoli che mantengono in vita il meccani- smo dello sfuttamento. I proletariato ha sempre legato il proprio sviluppo alla for- za complessiva espressa con segno contra- rio a quella padronale e, se uso de lavoro in tale senso c stato, questo oggi non ha pil ragione di esistere. Il rifiato da parte proletaria degli attuali ruoli non é richie- sta di “una giusta” collocazione nella scacchiera del lavoro ma Pesigenza di ave rea disposizione dimensioni nuove dove poter esprimere tutta la capacita, attivita creativa di cui il proletariato ha dato solo qualche anticipo.