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Psicofisiologia della memoria

Appunti delle lezioni (Prof. Orsini)

LEZIONE 1

Classificazione memoria
La memoria non è un processo unitario,ovvero se ne possono distinguere diversi tipi.
Il semplice concetto di memoria a breve e lungo termine è stato superato in quanto oggi si considera
anche la modalità di informazione e la consapevolezza del richiamo.

1. Temporale: breve termine,lungo termine


2. Modalità informazione: Verbale,visuospaziale,motoria,percettiva.
3. Consapevolezza del richiamo: richiamo consapevole(memoria esplicita o
dichiarativa);richiamo inconsapevole(memoria implicita o procedurale)

Memoria esplicita o dichiarativa


Viene suddivisa in:
1. Episodica(memoria di fatti o eventi)
2. Semantica(significati,concetti senza riferimenti temporali)

Memoria implicita o procedurale


Viene suddivisa in:
1. Apprendimento motorio
2. a)Apprendimento associativo(condizionamento classico e strumentale)
b)Apprendimento non associativo(abituazione/sensibilizzazione)

Condizionamento classico e strumentale


Il condizionamento classico riguarda l'associazione di uno stimolo con un altro stimolo,ovvero
riesce a creare una risposta da parte di un altro stimolo che in origine non la creava. E' una memoria
inconsapevole che non richiede apprendimento cerebrale.
Il condizionamento strumentale associa uno stimolo con una risposta(ad esempio il ratto che preme
la leva per avere cibo)

La ricerca dell'engramma

In quale parte del cervello vengono immagazzinate le informazioni?


Lo studio sperimentale viene fatto su topi messi in labirinti di diverso tipo,in quanto ogni tipo di
labirinto pone diverse domande sul funzionamento della memoria.
Motivazione per il compito(cibo?)

I labirinti semplici:
T-maze e Y-maze:
alternanza spontanea senza rinforzo
alternanza appresa con rinforzo
Si distinguono due fasi:
1. apprendimento
2. memoria

1. Immagazzinamento informazioni:curva di apprendimento


▪ numero di prove per arrivare al cibo
▪ tempo per ogni prova(latenza,ovvero il tempo necessario per ottenere una risposta)
▪ numero di errori per prova
2. Richiamo delle informazioni durante il ritardo interposto tra prove: curva di
decadimento.
▪ Gli errori aumentano con il crescere del ritardo
▪ La latenza aumenta con il crescere del ritardo

I labirinti complessi:

T-maze multiplo
Comporta l'utilizzo di diverse strategie cognitive per risolvere il compito
1. Relazione tra indici spaziali=mappe cognitive= place learning =memoria dichiarativa
2. Relazione risposta e un indice=response learning=memoria procedurale

Radial maze con 8,12 o 16 braccia


E utilizzato per studiare la memoria lavoro
1. Ricordare l'informazione necessaria per ogni prova
2. Consente di distinguere memoria procedurale da memoria dichiarativa

Morris water maze


Orientamento su indici spaziali.
Consente di dissociare place learning da response learning

Lashley

Lashley addestrava i topi a percorrere i labirinti di corsa e una volta che il comportamento era stato
appreso,esaminava gli effetti della rimozione di differenti parti della neocorteccia.Successivamente
gli animali venivano di nuovo messi alla prova per vedere se ricordavano il compito.
Ingenuità metodologiche
Anche se talvolta le lesioni disturbavano la memoria,il pregiudizio non era sistematicamente
correlato alla sede del danno,sembrava invece che la perdita della memoria andasse più correlata
alla dimensione della lesione che alla sua posizione in corteccia
Ciò portò a Lashley a suggerire due principi:
1. I deficit mnestici sono in relazione più alla quantità di tessuto danneggiato che all'area
effettivamente colpita(azione di massa)
2. Aree differenti contribuiscono in modi uguali al processo mnestico e quando una è
danneggiata possono subentrare le altre.(equipotenzialità)

Lashley arrivò quindi alla conclusione che non esiste un sistema specifico dedito alla formazione e
all'immagazzinamento dei ricordi,questi vengono invece immagazzinati in maniera ampiamente
diffusa nella corteccia.
L'approccio di Lashley si dimostro successivamente inesatto,questo a causa di un approccio
metodologico sbagliato che consisteva nel lesionare zone casuali del cervello e nel lasciare i topi
liberi di trovare diversi modi per risolvere il compito.La ragione per cui lesioni più grandi avevano
effetti maggiori non era che tutte le aree fornivano contributi uguali,ma che aree differenti
fornivano contributi unici e quindi lesioni più grandi danneggiavano più processi.
Lo studio del paziente H.M. dimostrò successivamente che esistono diversi tipi di memoria e riaprì
la ricerca dell'engramma.

Dissociazione tra i sistemi di memoria

Il paziente H.M.
Ad H.M vennero rimosse bilateralmente aree del lobo temporale e in particolare
l'ippocampo,l'amigdala e parti della corteccia circostante.Queste lesioni provocarono i seguenti
deficit di memoria:

• Lieve amnesia retrograda(manca la memoria dei due anni precedenti la sua operazione)
• Grave amnesia anterograda(impossibilità di avere ricordi successivi all' operazione )
• Memoria a breve termine* intatta(riusciva a ricordare le info reiterate)
• Intatta memoria procedurale
(*La memoria a breve termine si preferisce chiamarla memoria lavoro)
Paragonando la lesione di H.M con quella di altri pazienti,si arrivò alla conclusione che
l'ippocampo aveva un ruolo fondamentale nella memoria dichiarativa.

Strutture mnestiche
Si possono distinguere diverse aree deputate alla memoria in base al tipo di consapevolezza del
richiamo:
la memoria non dichiarativa si può localizzare in strutture non specificatamente mnestiche
sottocorticali
la memoria dichiarativa viene localizzata nel lobo temporale.

Strutture mnestiche del lobo temporale:


1. Ippocampo
2. Fornice
3. Corpi mammillari
4. Amigdala(in realtà l'amigdala è implicata nella memoria inconsapevole,perché anche se è
incollata all'ippocampo è una struttura sottocorticale indipendente)

Connessioni intrinseche dell'ippocampo:Il circuito tri-sinaptico

1. Tra la via perforante e le cellule granulari del giro dentato(DG)


2. Tra le cellule granulari e le cellule piramidali della regione CA3
3. Gli assoni delle cellule di CA3 si biforcano e uno dei due rami(collaterale di Shaffer)
proietta ad una regione detta CA1 mentre l'altro ramo procede fuori dall'ippocampo.

La capacità di unire le varie sensazioni memorizzate(ad esempio quelle di un particolare evento) e


di rievocarle è dovuta a questo circuito dell'ippocampo.

Il subicolo dell’ippocampo
Principale efferenza dell’ippocampo
Riceve da CA1 e corteccia entorinale

Lezione 2

Differenza tra cambiamento strutturale e funzionale


Un cambiamento funzionale è un cambiamento di quello che si fa,ovvero della funzione. Un
comportamento è l'espressione finale di una funzione.(cit.)
Un cambiamento strutturale riguarda qualcosa che era presente anatomicamente e poi è scomparso
oppure il contrario,ovvero qualcosa che non era fisicamente presente e successivamente si e
formato.
Ciò è da tenere in particolare considerazione quando si parla di memoria in quanto questa è un
processo di cambiamento strutturale quando la formazione di un ricordo è permanente,mentre il
cambiamento è funzionale quando una memoria è presente nel cervello per un tempo limitato.

Elaborazione,immagazzinamento e recupero.

Processo di elaborazione:informazione dall'ingresso fino all'integrazione in corteccia.


Processo di immagazzinamento:formazione della traccia mnestica.
Processo di recupero:richiamo cosciente del ricordo.

Importante è la differenza tra processo di immagazzinamento e recupero, questa differenza si fa


notare quando,ad esempio non si riesce a ricordare qualcosa che si conosce(ovvero che è stata
immagazzinata).

Sistema mnestico del lobo temporale

Esistono relazioni particolari tra le cortecce associative,di vario genere,con un'area che sta intorno
all'ippocampo,ovvero la corteccia olfattiva che si suddivide in corteccia:peririnale,
paraippocampale ed entorinale.Il modo in cui sono connesse è molto variegato,sia la corteccia
peririnale che quella paraippocampale possono andare direttamente all'ippocampo,ma nella maggior
parte dei casi la stragrande maggioranza delle fibre che entrano nell'ippocampo provengono dalla
corteccia entorinale.(vedi figura 5.3)
Le aree sopracitate sono aree di convergenza delle informazioni provenienti dalle cortecce
associative(non da quelle sensoriali),mentre l'ippocampo,che è la parte finale di questo
compattamento e integrazione delle informazioni, è un area di super convergenza che mette in
relazione tutte le informazioni che sono arrivate.
Le connessioni sono reciproche,ovvero le info percorrono in genere il percorso inverso;ad esempio
se l'informazione proviene dall'area associativa visiva essa compiendo il percorso inverso ritorna
nella stessa area.Da un punto di vista della modalità,l'ippocampo mescola tutto ed è quindi amodale
(domino indipendente).Il ritornare indietro specifico da dove si è partiti riguarda invece l'
immagazzinamento dell'informazione.
Durante il percorso in ingresso,le tre sinapsi DG-CA3-CA1(il subiculum è il punto di uscita da cui
poi si torna indietro) danno inizio al processo di consolidamento,tuttavia le tracce formate non
rimarranno qui,ma tenderanno con il tempo a ripercorrere,ognuno con la sua modalità di
provenienza,il percorso verso le aree associative di provenienza.
Quindi la traccia che inizialmente ha unito info di modalità sensoriali diverse,sarà successivamente
immagazzinata in varie zone della corteccia,ad esempio il ricordo di un particolare evento avrà
diverse informazioni in diverse modalità sensoriali che verranno immagazzinate in diverse zone del
cervello(ad es. aree associative specifiche o amigdala se l' info è emotiva).Di conseguenza lesioni
ad aree associative particolari,causerà deficit amnesici per quella particolare modalità sensoriale.

Ruolo mnestico dominio indipendente dell'ippocampo

L'ippocampo crea e riconosce:


• Contesti spaziali e temporali perché in entrambi i casi occorre mettere insieme indici e
tenerli in relazione tra loro.
• Stati emotivi ed omeostatici
• Stimoli in ogni modalità(l'ippocampo riceve afferenze praticamente da tutte le zone del
cervello)
L'ippocampo inoltre mette in relazione tutte queste informazioni e genera rappresentazioni mentali
slegate dalla percezione(concetti),ovvero indipendenti dallo stimolo concreto.

Ippocampo generatore di associazioni


Le cellule CA3 oltre agli assoni che escono dalla regione,hanno collaterali ricorrenti che rifanno
sinapsi nella regione stessa creando associazioni.
Secondo Allport i neuroni CA3 costituiscono una rete di neuroni autoassociatori proprio perché
ritornano su se stessi. Ad esempio,nel momento in cui abbiamo l'esperienza percettiva di una
rosa,verranno attivate le cortecce delle modalità sensoriali corrispondenti,l'attivazione
contemporanea di queste cortecce associative genera un pattern di attivazione relativo a questo
percetto che poi viene inviato all'ippocampo che lo fissa e sarà successivamente in grado di
riconoscerlo.Quindi ogni volta che un pattern,o una sua parte,si ripresenta,la rete ricrea l'intero
pattern cioè riesce a riattivare l'intera traccia per intero li dove era stata generata la prima volta(da
notare che solo con il finale arrivo a CA1 si genera il pattern associato).

L'assemblamento cellulare e l' engramma


Teoria di Hebb
Negli anni 50,Hebb formulò una teoria sulla formazione delle tracce mnestiche. Secondo questa
teoria alcuni neuroni si connettono tra di loro in modo privilegiato andando a formare la traccia
mnestica,ovvero l' engramma. Quando due neuroni sono contemporaneamente attivi,le loro sinapsi
che scaricano in modo sincrono si rafforzano(perché non tutte le sinapsi di un neurone attivo
scaricano contemporaneamente) (vedi fig. su appunti).La rete di neuroni rafforzata si attiverà più
facilmente rispetto alla prima volta,ciò significa che se prima servivano cento cellule sincrone per
attivare la rete,adesso ne possono bastare 50 e l'intero pattern si riattiva. Ciò spiega perché anche
attraverso una singola modalità si può avere riconoscimento. Si capirà in seguito che Hebb aveva
teorizzato al buio ciò che accade realmente quando si crea una rete neurale. Il processo attraverso
cui il rafforzamento avviene sarà chiamato potenziamento a lungo termine.

Apprendimento
Non si può rievocare ciò che non si è immagazzinato,ovvero affinché un'informazione possa essere
richiamata si deve essere formata la rete di cui si è parlato prima.
Lo stimolo attiva una serie di neuroni che quando scaricano in modo sincrono e sono connessi
reciprocamente formano la rete(assemblamento di un percetto).Quando lo stimolo viene meno e
l'attivazione della rete permane si dice che la rete riverbera ed è a questo punto che si ha
rafforzamento quindi la traccia o l'engramma.
Rievocazione
La riattivazione può avvenire sia da uno stimolo esterno che dall' interno. Non occorre comunque
che la stimolazione sia particolarmente forte,infatti anche solo l'attivazione di alcuni neuroni
provoca la riattivazione di tutti i neuroni della rete rafforzata.

Allport e il concetto di auto-associazione


In virtù della ripetizione ovvero di una ripetuta attivazione si forma la traccia,ad esempio uno
stimolo che si ripresenta continuamente porterà alla ripetuta attivazione di determinati neuroni che
si auto-assoceranno. Questo avviene tramite il circuito tri-sinaptico in relazione con le cortecce
auto-associative che tramite la riverberazione provoca il rafforzamento,ovvero l'engramma che
tuttavia rimarrà solo temporaneamente nell'ippocampo.
La rete auto-associativa e il richiamo

La rete auto-ricorrente delle cellule CA3


Esperimenti di manipolazione genetica su animali(knock out)che portavano alla mancanza delle
cellule CA3 hanno mostrato che se si presenta un input parziale la traccia non viene richiamata per
intero ma solo per una sua parte in quanto non è possibile il rafforzamento(questo avviene anche se
rimane CA1).Da ciò si comprende che le cellule CA3 sono fondamentali per creare legami,non a
caso sono provviste della collaterale di Schaffer che creano il circuito riverberante. Allport ed Hebb
avevano compreso al buio che l'ippocampo è una struttura auto-associativa che genera una rete che
si genera da sola.

Lezione 3

L'ippocampo e i suoi contesti


L'ippocampo ha la capacità di creare reti neurali e reti auto-associative.
La collaterale di Shaffer prolunga l'attivazione del circuito generando la riverberazione,per cui
un'attività che va molto oltre la durata dell'esperienza(è qualcosa che va oltre la semplice
percezione).Questa capacità è dovuta non solo dalla conformazione del circuito tri-sinaptico,ma
anche dal fatto che riceve info da quasi tutte le cortecce associative,oltre che da quasi tutto il resto
del cervello (fatta eccezione per le corteccia prefrontale?),ha quindi la massima convergenza di
informazioni riguardo quanto accade all'individuo.
L'ippocampo è quindi capace di generare dei contesti. La memoria è molto di più che mantenere un'
informazione per un determinato periodo,ma è la capacità di mantenere un'informazione in
relazione ad altre informazioni contemporaneamente cioè inserire un evento all'interno di un
contesto. Lesioni dell'ippocampo impediscono di collocare gli eventi in un contesto,compromettono
quindi la memoria episodica. Avere memoria contestuale significa ad esempio ricordare dove si è
parcheggiata la macchina in un contesto che è quello della precisa sera in cui si tornava a casa.
Tutto ciò avviene in modo consapevole,ed è infatti la base della memoria dichiarativa. E' quindi la
generazione di mappe cognitive di spazio o di tempo. I pazienti amnesici con danno all'ippocampo
riescono a ricordarsi di aver comprato un vestito nuovo ma non riescono a ricordare quando è
successo. Il fatto che comunque ricordi di averlo comprato significa che la lesione all'ippocampo è
piccola,H.M non avrebbe potuto avere nemmeno quel ricordo.

Spazio e tempo
Possono essere considerati analoghi.
Un contesto spaziale è una configurazione di oggetti in relazione tra loro. La nostra posizione nello
spazio è data dal confronto della nostra posizione con la configurazione.
Un contesto temporale è una configurazione di oggetti/eventi in una sequenza. La collocazione in
un contesto temporale necessita di confrontare un evento con la configurazione.
L'ippocampo si occupa di memoria e navigazione spaziale e temporale ,di memoria dichiarativa sia
anterograda che retrograda.

Uomini e topi
L'ippocampo è coinvolto nell'apprendimento spaziale nell'uomo e nei mammiferi.
L'apprendimento spaziale richiede conoscenze flessibili delle relazioni tra indici ambientali
La memoria spaziale dipendente dall'ippocampo è considerata filogeneticamente l'omologo della
memoria episodica/dichiarativa dell'uomo. L'ippocampo si è evoluto nel tempo da una base comune
implicata nella navigazione spaziale aggiungendo nell'uomo anche la concezione temporale.

I labirinti e la memoria spaziale


In un compito puramente ippocampale il topo metterà in relazione la sua posizione di ingresso nel
labirinto,con ciò che si riesce a vedere fuori dal labirinto. In queste prove lo sperimentatore mette
diversi oggetti(ad es: figure geometriche con colori contrastanti) al di fuori del labirinto(fuori dal
maze) che facciano da landmark. Altrimenti si utilizza la testa dello sperimentatore come punto di
riferimento(in questo caso non è un compito ippocampale).
E' molto importante il punto di ingresso,in quanto se in prove ripetute rimane lo stesso,il topo
imparerà il percorso a memoria,senza usare più gli indici esterni. Ciò significa che il compito non è
più ippocampale e dichiarativo,ma diventa di memoria procedurale implicita.
Un modo per assicurarsi che il topo svolga un compito ippocampale dichiarativo è quello di non
immetterlo sempre nello stesso punto del labirinto,in questo modo il topo ha bisogno di capire la
sua posizione e per fare questo ha bisogno di alzare la testa e cercare di capire che direzione
prendere in base agli indici esterni.
Un altro modo è di inserire ritardo tra le prove,in modo che il topo debba richiamare
consapevolmente la memoria del percorso fatto in precedenza e tenerlo in mente per tutto il tempo
necessario prima di eseguire nuovamente la prova ,in questo caso si tratta di utilizzare la memoria
di lavoro(che è comunque dichiarativa e ippocampale) che non verrà mai consolidata in quanto
dovrà cambiarla ogni volta.
In che modo avviene l'apprendimento del compito sopra descritto?
Il topo eseguendo diverse prove apprende ad eseguire il compito con minore latenza per trovare la
piattaforma,ciò significa che impara ad eseguire il percorso più rapidamente e percorrendo meno
centimetri.
Lesioni dell'ippocampo impediscono il ricordo della posizione nella prova precedente.
Il deficit mnestico è indicato quindi da:
1. Aumentata latenza a trovare la piattaforma
2. Aumentata distanza percorsa per trovare la piattaforma

Versioni della prova:


• Versione convenzionale:immersione in quadranti diversi
Ratti sani apprendono con il ripetersi delle prove,mentre i ratti con lesione non apprendono.
• Versione costante:immersione nello stesso quadrante
Ratti con lesione all'ippocampo hanno un ritardo di acquisizione (necessitano di più prove)
rispetto a quelli normali.
• Durante test di memoria:ritardo interposto(un compito di memoria deve necessariamente
averlo )
Ratti normali trovano subito la piattaforma indipendentemente dalla versione,mentre ratti
con lesione dell'ippocampo solo nella versione costante(proprio perché non possono usare
l'ippocampo).
Navigazione spaziale dell'uomo

Un topo senza ippocampo,non può navigare nello spazio. Ciò è vero anche per l'uomo.
Esperimenti di navigazione virtuale e richiamo di mappe memorizzate durante fMRI hanno
mostrato che:
• La navigazione virtuale attiva aree parieto-occipitali e paraippocampali
• La rievocazione del percorso attiva aree più specificatamente ippocampali. Si è inoltre
notato che quanto più la rievocazione è accurata tanto più si attiva l'ippocampo.
Ciò è un'ulteriore dimostrazione che l'ippocampo si occupa di navigazione spaziale e di richiamo
anche negli esseri umani.

Le Place Cell (o cellule di luogo)

Alcune cellule piramidali dell'ippocampo(in particolare di CA1) si attivano(hanno un pattern di


scarica) in risposta alla posizione dell'animale in uno specifico punto,tali cellule infatti smettono di
scaricare quando il ratto lascia la posizione che generava l'attività.
Se,ad esempio,si fa percorrere un corridoio al ratto,registrando con elettrodi l'attività di singole
cellule,si nota che ogni cellula si attiva in un determinato punto del percorso.
Esperimenti in Open Field(un'area circolare che il topo esplora) confermano la specificità di
risposte di singole cellule per precisi punti nello spazio,inoltre il loro pattern di scarica è
indipendente dal punto di ingresso e dalla direzione,ha cioè a che fare solo con lo spazio che per il
topo inizialmente è una tabula rasa che inizia a codificare.

Place cell e rappresentazione mentale dello spazio

Compito di risposta alternata per raggiungere il rinforzo in un T-maze.


Il rinforzo si trova da un lato per volta. Il topo,una volta appreso il compito,per ottenere il rinforzo
deve ricordarsi dove è stato la volta precedente,in moda da svoltare nel lato esatto.
Elettrodi posti nell'ippocampo hanno evidenziato che quando l'animale pensa che la risposta sarà a
destra si attivano cellule di un tipo,mentre quando sarà a sinistra se ne attivano altre. Ciò significa
che,pur essendo lo stesso spazio fisico,nell'animale c'è una rappresentazione mentale che è diversa
in quanto il topo sa già dove dovrà svoltare. Il topo ha quindi una rappresentazione mentale
consapevole del compito. E' chiaro che il topo sa cosa sta facendo,ha cioè una rappresentazione
mentale dello spazio intesa come finalità.
Lo spazio comunque,per il topo,non è rappresentato unicamente come tale,ma è una vera e propria
mappa cognitiva,ciò significa che la rappresentazione mentale non è legata allo spazio vero e
proprio,ma alla rappresentazione di se nello spazio. Infatti se poniamo un topo al buio in un posto in
cui crede di essere,si attivano le cellule specifiche della sua erronea rappresentazione mentale.

Le place cell apprendono

L'ippocampo deve essere flessibile ed adattabile ad eventi nuovi,in quanto se esistesse una place
cell per ogni punto di questo pianeta,l'ippocampo dovrebbe essere infinitamente grande. E' evidente
quindi che non vengono mantenute codifiche per tutti gli spazi vitali,le place cell manterranno il
pattern di attivazione in base all'utilità.
Per comprendere quello che avviene è stato ideata una situazione sperimentale in cui il topo viene
posto in una scatola divisa a metà da una parete(che separa una parte di sopra da una di
sotto).Vengono poi individuate due neuroni chiamati cellula1 e cellula2 e viene posto un elettrodo
per ciascuna cellula al fine di misurarne l'attività.
Inizialmente il topo si trova nella parte superiore,qui la cellula1 ha il suo campo locazionale,ovvero
il punto in cui nella cellula viene evocata la risposta massima. Nel momento in cui la parete viene
rimossa e il topo inizia a esplorare lo spazio sottostante,la cellula1 inizia a diminuire la sua attività,e
nel giro di circa cinque minuti la cellula2 inizierà a scaricare.
Le cellule quindi apprendono fatti nuovi e iniziano nuove attività in base agli spazi esplorati cosi
come altre cellule diminuiscono l'attività perdendo la loro specificità.

L'ippocampo dell'uomo non ha place cell

• I neuroni ippocampali dell'uomo rispondono preferibilmente a specifici luoghi e non a


posizioni nello spazio. Immagini di posti noti e significativi,hanno cellule specifiche,ma non
ogni singolo punto di quel luogo.
• Nelle aree paraippocampali esistono cellule che rispondono alla presenza di specifici
landmark visivi(punti di riferimento).
• Neuroni sparsi tra i lobi temporali e frontali rispondono in relazione a:
▪ Finalità del soggetto durante la navigazione(se ad esempio bisogna compiere il
percorso per andare all'università a sostenere un esame,ci sarà una risposta specifica
di cellule diverse rispetto alla risposta che si avrebbe per andare sempre all'università
ad assistere ad una lezione. )
▪ Raggiungimento della meta
▪ Visualizzazione del luogo meta

Evoluzione filogenetica dell'ippocampo

Nell'ippocampo dell'uomo,oltre alla capacità di etichettare lo spazio,si è aggiunto,con l'evoluzione,l'


etichettamento temporale. Ciò significa che il numero di volte che un luogo è stato visitato,ha una
collocazione nel tempo, c'è' quindi un integrazione tra spazio e tempo.
L'uomo ha quindi un senso del tempo lineare non presente nel ratto. Questo senso del tempo si
combina con un sistema spaziale che permette agli eventi di essere collocati nello spazio e nel
tempo fornendo la base per la memoria episodica(retrograda).
Danni all'ippocampo provocano un doppio deficit:
1. Impossibilità di immagazzinamento di memoria spazio temporale
2. Impossibilità di utilizzare il contesto spazio temporale nella fase di richiamo

Neurogenesi nell'ippocampo e processi mnestici

L'ippocampo è l'unica parte del cervello di un adulto in cui avviene la neurogenesi,cioè dove si
creano nuovi neuroni veri e propri.
Nel ratto avviene in due regioni:
1. Zona sub-ventricolare anteriore del ventricolo laterale
2. Giro dentato (dell'ippocampo)
Nell'uomo invece la neurogenesi avviene solo nel Giro dentato

Cosa fanno i nuovi neuroni?


Ci sono cinque ipotesi
1. Si inseriscono nella rete senza modificarla,ci si adattato soltanto.
2. Pur lasciando immutata la rete precedente,hanno una loro funzione pre-specificata che è
diversa di quella delle cellule della rete in cui si va ad immettere.
3. I neuroni si immettono in una rete modificando i neuroni con cui entra in contatto
4. Ha una cellula pre-specificata che si va ad immettere in una rete precedente(?)
5. Prendono il posto di cellule che muoiono(e in effetti nell'ippocampo muoiono molte cellule
rispetto al resto del cervello)

L'apprendimento ha una correlazione positiva con la neurogenesi


Quando c'è un apprendimento il numero di neuroni aumenta. Ad esempio,nei periodi in cui alcuni
animali raccolgono cibo e lo nascondono ,e quindi devono ricordarsi dove lo mettono,si osserva un
picco nella neurogenesi dell'ippocampo.
Neurogenesi notturna
La neurogenesi aumenta durante le ore notturne,che non a caso è il periodo in cui la memoria viene
consolidata,Ciò rafforza l'idea che i neuroni nuovi siano implicati nella caratteristica dell'ippocampo
di apprendere,cioè di immagazzinare e consolidare le cose avvenute durante il giorno.
Neurogenesi ed emozioni
Nei depressi c'è' una neurogenesi inferiore rispetto alle persone che non soffrono di tale patologia.
Gli antidepressivi stimolano la neurogenesi aumentando il livello di serotonina. Ciò è stato
evidenziato anche da iniezioni dirette di serotonina.
Una probabile ipotesi è che ci sia un ruolo dissociato,differenziato delle cellule del giro dentato in
cui la parte dorsale si occupa effettivamente di compiti mnestici,mentre la parte ventrale sarebbe
coinvolta nella regolazione delle emozioni e nella neurogenesi.

Lezione 4

Ippocampo e consolidamento della memoria

La permanenza della memoria


Il processo di stabilizzazione a lungo termine ha bisogno di tempo,questo anche perché
l'immagazzinamento avrà luogo relativamente lontano da dove il processo comincia.
Durante questo periodo le tracce possono subire interferenze. L'interferenza con il meccanismo
cellulare che porta alla formazione della traccia causa l'oblio per quelle tracce specifiche e ciò
avviene anche se si è prestata la necessaria attenzione e si ha consapevolmente deciso di
memorizzarla,questo accade proprio perché è il meccanismo cellulare che subisce interferenza.

Consolidamento e amnesia
L'amnesia ha a che fare con il consolidamento in quanto l'amnesia anterograda riguarda
l'impossibilità di consolidare le tracce,mentre l'amnesia retrograda riguarda la perdita di tracce già
consolidate.
Quando c'è un danno all' ippocampo,c'è di conseguenza sempre un deficit che riguarda entrambi i
tipi di amnesia. Ci si chiede allora:perché se il processo di consolidamento riguarda cose
nuove,anche i vecchi ricordi sono influenzati?
Il modo in cui vengono influenzate le memorie passate è alquanto singolare in quanto vengono
influenzate le memorie più vicine al momento temporale in cui è avvenuta la lesione(Vedi H.M.)

Gradiente di amnesia retrograda


Indica quanto remote sono le memorie perse

Amnesia post traumatica(da trauma cranico):una prova del consolidamento della memoria
E' un evento generalmente non permanente,in quanto riguarda un amnesia che in genere viene
recuperata sia in senso anterogrado che retrogrado,mentre ciò che viene perso è ciò che è avvenuto
un attimo prima dell'incidente,questo proprio perché il colpo in resta interferisce con il processo di
consolidamento in atto in quel momento.Se non c'è un danno fisico ma solo funzionale,le memorie
precedenti verranno recuperate e l'individuo riprenderà a memorizzare normalmente le nuove
informazioni(amnesia transiente).Ad esempio,se una persona è vittima di un incidente mentre si
recava in un luogo,il trauma provocherà il mancato ricordo del posto da cui veniva e dove stava
andando,successivamente le sue memorie ritornano ,fatta eccezione per quello che stava facendo un
attimo prima del trauma.

Processi di consolidamento

Se ne distinguono due in base al tempo necessario:


• Veloce:”consolidamento sinaptico”
Riguarda i primi minuti successivi all'elaborazione dell'informazione in ingresso, quando le
corteccia associative hanno integrate le informazioni e stanno convogliando verso
l'ippocampoAvviene nei circuiti neurali locali che si sono occupati dell'elaborazione
dell'informazione,qui verranno rafforzate le sinapsi. Questo è un tipo di meccanismo
cellulare non specificatamente mnestico che avviene in molti luoghi del cervello,di
conseguenza non può essere alla base della memoria dichiarativa.
• Lento:”consolidamento di sistema”
Può durare settimane mesi o anni. Non ha a che fare con sinapsi locali ,ma riguarda sinapsi
in più parti del cervello. Di fatto questo è il modo in cui la traccia viene legata e
immagazzinata permanentemente .Questo è un processo specifico della memoria che passa
necessariamente per l'ippocampo e implica lo spostamento della traccia da questo alla
corteccia. E' un meccanismo specifico della memoria dichiarativa.

Evidenze sperimentali del doppio processo di consolidamento

1. Blocco della sintesi proteica


Il rafforzamento delle sinapsi avviene attraverso la sintesi proteica. Bloccando la sintesi
entro 1 ora dall ' apprendimento viene impedito il consolidamento.
2. Lesione dell'ippocampo
Lesione entro 30 giorni dall'apprendimento impedisce il consolidamento permanente,che
riguarda cioè la memoria a lungo termine. Ciò che è impedito è il trasferimento delle tracce
dall'ippocampo alla corteccia.

Le memorie nomadi

Lo spostamento di info dall'ippocampo alla corteccia necessita di almeno 30 giorni. Se si lede


l'ippocampo in quei 30 giorni le memorie non verranno messe in corteccia .Si è notato ad esempio,
che lesioni fatte dopo 60 giorni lasciano invece intatte le tracce che infatti sono già state trasferite.
In corteccia.
Il motivo per cui in genere c'è' un gradiente di amnesia ,riguarda il coinvolgimento di quantità di
tessuto sia all'interno che all'esterno dell'ippocampo. La quantità e l'area corticale coinvolta possono
fare la differenza su quanto lontano arriva l'amnesia.
L'ippocampo,essendo la sede dell'avvio del processo di memorizzazione ma non la sede finale delle
tracce,non provoca danni a memorie remote.
Il ruolo dell'ippocampo nella memoria dichiarativa quindi, non è permanente ma è limitato nel
tempo in quanto le info verranno ritrasferite nelle cortecce associative che in primis si erano
occupate dell'elaborazione. Per questo motivo è quasi impossibile avere un paziente che ha
un'amnesia retrograda pura e totale che richiederebbe lesione di almeno due terzi della corteccia.
H.M. Aveva ippocampo amigdala e parte della corteccia temporale mediale lesa e il suo deficit
riguardava solo i due anni precedenti alla lesione,se fossero state asportate parti maggiori di
corteccia avrebbe avuto amnesia con gradiente maggiore.
Amnesie anterograde o retrograde pure sono impossibili.
Se il danno riguarda l'ippocampo ci sarà un disturbo anterogrado che si porta una minima parte di
disturbo retrogrado.
Il gradiente di amnesia retrograda
L'amnesia retrograda può andare anche oltre le aree del lobo temporale mediale e raggiungere le
aree corticali laterali e anteriori del lobo temporale.

Consolidamento durante il sonno


Dati sperimentali sembrano confermare l'ipotesi che il sonno sia il periodo in cui avviene il maggior
consolidamento.
Il sonno successivo all'apprendimento consolida quest'ultimo e migliora la prestazione mnestica.
La mente rivive e ripassa l'info elaborata durante la veglia.
Alcuni esperimenti hanno evidenziato che i soggetti che hanno dormito,ricordano meglio un
percorso rispetto ai deprivati e mostrano il passaggio da un'attivazione tipica del place
learning(ippocampo) a quella tipica del response learning (nuclei della base).
Si è successivamente capito che non solo il sonno REM ma anche una parte del NREM è implicato
nel consolidamento.
Esperimenti su place cell di topi,durante il sonno.
Hanno mostrato che durante la fase REM il pattern di attivazione è identico a quello registrato
durante lo stato di veglia.
Esperimenti sull'uomo
hanno ribadito il fatto che il sonno è necessario per l'apprendimento.
Compiti ippocampali di navigazione virtuale all'interno di un tubo di risonanza magnetica..
Due gruppi sperimentali apprendono il compito e fanno una prova di richiamo,nei giorni dell'
esperimento,I l primo(gruppo di controllo),non perde nemmeno una notte di sonno,Il
secondo(gruppo sperimentale),non dorme la prima notte. Arrivati al giorno 4,si effettua una prova di
richiamo. Questo esperimento ha mostrato che la prestazione nella prova di richiamo è migliore nei
soggetti non deprivati,inoltre l'attivazione dell'ippocampo è differente:Nel gruppo di controllo si
nota uno spostamento dell'attivazione dall'ippocampo ai gangli della base,ovvero c'è stato uno
spostamento dalla navigazione ippocampale(place learning) ad un response learning. Ciò significa
che il processo è già piuttosto consolidato,il soggetto infatti potrebbe già svolgere il processo semi-
automaticamente. I soggetti deprivati hanno invece,al giorno 4,una tipica attivazione
ippocampale,ciò significa che il compito richiede ancora attenzione e consapevolezza,è cioè lontano
dall'essere automatico e sottocorticale.
Esperimenti durante il sonno su ippocampo
Si ritiene che il sogno costituisca in parte il ripercorrere l'esperienza diurna.
• Le aree associative visive in fase rem generano l'aspetto visivo.
• L'attività delle aree pre-frontali generano l'aspetto cognitivo ed emozionale.
• Il ripercorrere l'esperienza attiva nuovamente l'ippocampo che continua il suo processo di
instradare le memorie verso la corteccia

Processo bi-fasico di consolidamento durante il sonno

• VEGLIA:Acquisizione ed elaborazione dell'informazione in ingresso


• NREM: Iterazione dell'info,ovvero il ripercorrere l'esperienza
• REM: Integrazione dell'info
Dal punto di vista neurotrasmettitoriale sembra esserci un andamento opposto tra le fasi
veglia/sonno:
• Il sistema colinergico (ACh) è ipoattivo durante veglia e nrem,mentre è al
massimo della sua attività durante la fase rem
• Serotonina e noradrenalina hanno andamento opposto a quello di ACh
Ciò evidenzia una correlazione della prestazione mnestica anche con una certa parte della fase
Nrem(quella del primo quarto della notte),mentre è l'ultimo quarto della fase rem ad essere
importante per la fase mnestica dopo il sonno.
Sulla base delle precedenti considerazioni è stato ideato un modello teorico di come potrebbero
andare le cose durante il sonno:
VEGLIA

INFO--->CORTECCE SENSORIALI--->CORTECCE ASSOCIATIVE--->IPPOCAMPO

FASE NREM

IPPOCAMPO ---------------> CORTECCE ASSOCIATIVE


IPPOCAMPO<xxxxxxxxxx CORTECCE ASSOCIATIVE

FASE REM

CORTECCE ASSOCIATIVE--------------->IPPOCAMPO
CORTECCE ASSOCIATIVE<xxxxxxxxxxxIPPOCAMPO

Durante la fase nrem si nota un flusso di informazioni da ippocampo a cortecce associative ma non
il contrario. E' come se il processo di consolidamento fosse nella fase in cui le tracce formate
iniziano a spostarsi.Durante la fase rem avviene il flusso inverso. E' bloccato dall'ippocampo alle
cortecce associative,mentre è crescente di fase in fase il flusso che dalla corteccia va all 'ippocampo.
Questo andamento sembra essere in relazione con i livelli di rilascio di Ach(che insieme al
glutammato è uno dei neurotrasmettitori coinvolti nell'apprendimento. ),per cui si osserva un picco
massimo nella fase di veglia e Rem,mentre è piu basso durante le fasi nrem(?)

Modello standard della memoria


Ipotizza che con il tempo,con il ripetersi dell'esperienza,ovvero con il riattivarsi della traccia
originale,questa si sposti verso la corteccia,ovvero il peso delle connessioni diviene sempre più
forte tra le cortecce associative e meno forte tra cortecce e ippocampo.
Il fatto che all'inizio la traccia sia cortico-ippocampale è in relazione al fondere,integrare le
esperienze in un unica traccia.
Il rafforzamento progressivo delle connessioni cortico-corticali a discapito di quelle cortico-
ippocampali determina lo spostamento delle tracce,producendo l'indipendenza delle nuove memorie
dall'ippocampo e la loro integrazione con le precedenti memorie corticali.I cambiamenti di forza
nelle connessioni ippocampo-corteccia sono rapidi e transitori,mentre quelli cortico-corticali sono
lenti e durevoli(è il consolidamento di sistema ,che richiede almeno 30 giorni,non quello sinaptico
delle connessioni locali che richiede 1 ora).Le memorie quindi dipendono inizialmente
dall'ippocampo per il richiamo,ma gradualmente(settimane o più) si liberano da questa dipendenza.
Ciò permette all'ippocampo di apprendere rapidamente nuove info.
Questa è una conferma dell'apprendimento interposto che è un modo di integrare le informazioni
nuove con quelle precedenti in corteccia,senza comunque interferire con quelle nuove che sono tra
ippocampo e corteccia, perché altrimenti saranno sempre in balìa di informazioni nuove che
interferiscono con il consolidamento.

Questo modello:
1. Spiega il fatto che le memorie diventano indipendenti dall'ippocampo
2. Permette di acquisire nuove informazioni senza interferire con le vecchie
3. Favorisce l'integrazione delle informazioni tra loro
4. Potrebbe funzionare non solo per la memoria dichiarativa ma anche per quella
procedurale ,ma ciò è ancora da dimostrare.
5. Per quanto confermato nella parte riguardante lo spostamento della traccia ha dei
limiti.
Esperimenti
1. Field conditioning (paura condizionata)
Un topo messo in una gabbia svolge un compito ippocampale di esplorazione del contesto
spaziale,riceve delle scosse e poi viene tolto dalla gabbia per un certo periodo. Quando il
topo viene reinserito esso ha una risposta di difesa appresa(si irrigidisce,arruffa il pelo ecc.)
2. Interazione sociale(preferenza acquisita?)
Si fa mangiare del cibo ad un animale e lo si fa incontrare con un altro animale che lo
annusa e apprende in modo consapevole(quindi con l'ippocampo) cosa ha mangiato.

Entrambi i test impongono agli animali di creare rappresentazioni della relazione tra gli stimoli
Lesioni all'ippocampo dopo questi tipi di esperimenti hanno evidenziato che il deficit
prodotto(amnesia retrograda con gradiente temporale) è tanto più forte quanto più la lesione è
temporalmente vicina all'esperienza...
• Lesione dopo 1 giorno:differenza tra animale lesionato e animale sano grande
• lesione dopo 7 giorni:differenza minore
• lesione al 28 giorno:non si osserva differenza tra animale leso e animale sano

Esperimento con labirinto radiale ad otto braccia


Un certo numero di braccia ha il rinforzo,altre braccia no. L'animale non può entrare due volte nello
stesso braccio,si deve quindi ricordare tra i bracci dove c'è il cibo dove è già stato,è quindi un
compito di memoria consapevole.
All'inizio c'è una fase di apprendimento,poi c'è un intervallo breve o lungo di ritenzione,infine c'è
un modo diverso di fare il test. Il test di memoria può essere fatto nello stesso contesto con gli
stessi bracci rinforzati,oppure in un contesto differente con bracci rinforzati differenti(quest'ultimo
non è una prova di memoria,ma è una prova di controllo per andare a verificare che quello che i topi
andranno a vedere dopo è effettivamente legato ad una prova di memoria e non di un nuovo
apprendimento).
L' fMRI durante questa prova (prima condizione) ha evidenziato che quando il compito di memoria
è recente (5 giorni) c'e' una maggiore attivazione dell'ippocampo dorsale rispetto a quello
ventrale,mentre dopo 25 giorni si ha uno shift dell'attivazione che scende nelle aree ippocampali (?)
e sale nelle aree prefrontali. E' quindi uno spostamento della traccia.
Quando il compito viene fatto nella seconda condizione,non si tratta di un compito di richiamo,cioè
di memoria,ma si tratta di un nuovo apprendimento. In questo caso l'ippocampo torna ad essere la
struttura maggiormente attivata.
Questi esperimenti tendono a confermare il ruolo temporaneo dell'ippocampo
nell'immagazzinamento. Altre aree successivamente prendono il sopravvento.

Relazione tra ippocampo e PFC

.
Le aree prefrontali ricevono info da pressoché tutte le restanti aree del cervello. Il lobo prefrontale
si può suddividere in:anteriore,ventrolaterale e mediale.

Relazione tra PFC e memorie remote


Inizialmente la maggiore attivazione è cortico-ippocampale,successivamente con il ripetersi
dell'esperienza o con il passare del tempo,di fatto si cominciano a rafforzare le connessioni tra
moduli associativi e PFC.
Nel momento in cui le PFC non sono chiamate in causa,è l'ippocampo ad integrare le informazioni.
Con la progressiva indipendenza delle tracce dall'ippocampo,è la corteccia prefrontale ad assumere
il ruolo integrativo.
A questo punto si ha una dissociazione funzionale tra lesione di PFC e Ippocampo.In questo
momento una lesione all'ippocampo danneggia le memorie recenti ma lascia intatte quelle remote.
Nel momento in cui le tracce si staccano dall'ippocampo ed il ruolo integrativo è passato alla
PFC,una lesione a questa causerà danni a memorie remote.
Le PFC svolgono funzione di controllo su tutte le altre funzioni cognitive ed emozionali,controllano
quindi pure l'ippocampo.
Durante la fase di richiamo la PFC regola di fatto la funzione ippocampale. L'ippocampo è
normalmente attivo quando l'esperienza si verifica (integra le info e avvia il
consolidamento),supponiamo che l'ippocampo avvi il processo di consolidamento di una
determinata esperienza. Se l'esperienza si ripresenta non verrà riavviato il processo di
consolidamento,in quanto la PFC avverte l'ippocampo che questo non è necessario in quanto l'info
non è nuova. La PFC quindi inibirà l'azione di consolidamento dell'ippocampo. Questo può
avvenire sia direttamente attraverso :Fornice e aree olfattive sia indirettamente attraverso le aree
associative. Successivamente arrivano nuove info,la PFC smette di inibire il consolidamento.
In conclusione la PFC ha due funzioni: Integrare le informazione e inibire il processo di
consolidamento dell'ippocampo.

Lezione 5
Le memorie consolidate sono stabili?
Il consolidamento è il processo che fissa la memoria,le nuove info diventano così, resistenti alla
distruzione.
Come già detto questo può essere:
1. Sinaptico:veloce
2. Di sistema:lento
Nel momento in cui una memoria viene richiamata,la si rende soggetta a trasformazioni. Si parla in
questo caso si riconsolidamento.

Il riconsolidamento

• I ricordi quindi non sono immagazzinati in forma stabile in un archivio,ma sono suscettibili
nuovamente di interferenza ogni volta che sono riattivati.
• Ogni memoria,nuova o remota che sia,nel momento in cui viene riattivata,ha in comune con
la prima esperienza il fatto di essere labile,passibile di interferenza, e ha quindi bisogno di
essere riconsolidata. Se volessimo tentare di dimenticare qualcosa,potremmo,in linea
teorica, rievocare la memoria e provare ad interferire con essa. Questa è una tecnica che
potrebbe essere utilizzata nei casi di disturbo post-traumatico da stress,in cui c'e' il ricordo di
un evento che genera patologia.
• Il processo di immagazzinamento e consolidamento,non è un processo che si verifica una
sola volta,ma viene effettuato un discreto numero di volte,ogni volta che la traccia viene
richiamata. In parole povere più si pensa ad un ricordo,più questo viene consolidato.

L'interferenza con il consolidamento

Esiste una finestra temporale precisa,per quanto riguarda il consolidamento che è di 1 ora per
quello sinaptico e 30 giorni per quello di sistema.
Ci si è dunque chiesti se ciò è valido anche per il riconsolidamento. Per verificarlo sono stati svolti
esperimenti in cui si permetteva un primo consolidamento di una memoria e si interferisce subito
dopo il richiamo.(questo paradigma è alla base di una teoria clinica che si sta cercando di
sviluppare.)
Paradigma della paura condizionata(Field conditioning):
Si tratta di indurre un condizionamento classico con suono che precede una scossa.
Questo condizionamento si instaura anche dopo una sola esperienza,e avviene nell' l'amigdala e
successivamente sempre qui avverrà l'interferenza. Si tratta di un consolidamento sinaptico veloce e
locale(non di sistema,che richiede lo spostamento della traccia).E' un apprendimento durevole
anche dopo un solo appaiamento e non riguarda l'ippocampo.
Riconsolidamento sinaptico
Nella condizione sperimentale il giorno 1 avviene l'apprendimento,il giorno 2 avviene la
rievocazione somministrando nuovamente lo stimolo condizionato,ciò rende la traccia nuovamente
labile e si crea interferenza somministrando anisomicina,che è un inibitore della sintesi proteica,
nelle sinapsi dell' amigdala coinvolte nell'apprendimento,il riconsolidamento viene impedito e
l'animale non risponde più al condizionamento. Questo tipo di interferenza è efficace solo se la si fa
entro un ora dalla rievocazione in quanto la rinnovata labilità della traccia necessita nuovamente di
un ora per essere consolidata.
Il riconsolidamento coinvolge nuovamente anche il consolidamento di sistema?
Il consolidamento di sistema è un consolidamento cellulare non solo nell'ippocampo ma anche nella
corteccia,il suo obbiettivo finale non è comunque il consolidamento cortico-ippocampale,ma quello
cortico-corticale(tra le cortecce associative).Lesioni all'ippocampo quindi, non dovrebbero
interferire con quelle memorie e il richiamo non dovrebbe renderle nuovamente labili ,ma non è
così.
Anche per studiare l'interferenza con l'ippocampo(?) è stato usato il paradigma della paura
condizionata contesto dipendente. In questo caso l'animale non associa semplicemente lo stimolo
discreto(il suono) ma l'intero contesto in cui viene posto e in cui prendere la scossa che verrà
associata all'intero contesto. L'animale riposto all'interno dopo 45 giorni dopo l'apprendimento,e in
quel momento viene effettuato un test che riattiva la memoria e si interferisce con il consolidamento
di sistema somministrando anisomicina. Il richiamo con il test inizialmente rafforza la memoria che
dopo 45 giorni poteva essere blanda,l' anisomicina successivamente distrugge il ricordo. Da notare
che se il primo consolidamento durava circa 28-30 giorni,il secondo ha una finestra temporale
molto più breve di circa due giorni,quindi si potrà interferire per 2 giorni invece che per 30.
E' chiaro dunque che una memoria consolidata a lungo termine e spostata in corteccia,quindi
indipendente dall'ippocampo,nel momento in cui viene rievocata,se la rievocazione è dipendente
dall' ippocampo(c'e una stimolazione spaziale),la memoria diventa nuovamente labile e necessita di
essere consolidata.

Riepilogo
• Richiamare una memoria già stabilizzata causa la riattivazione della traccia che torna ad
essere labile come nel momento della sua formazione.
• Durante questo stato di labilità le connessioni sinaptiche responsabili quella
rappresentazione hanno di nuovo bisogno di sintesi proteica per tornare ad essere stabili.
• La manipolazione post richiamo ha effetti deleteri sulla memoria originale.
• Il riconsolidamento è un ripetersi parziale dei meccanismi di consolidamento.
• Il richiamo di memorie remote le rende nuovamente dipendenti dall'ippocampo
• L'interferenza dopo il richiamo comporta il mancato re-immagazzinamento della memoria
• Interferire con il consolidamento o il riconsolidamento distrugge la traccia per sempre

Come si spiega il recupero dei ricordi?

Le manipolazioni post-richiamo con elettroshock o ipotermia ha effetti amnesici che possono essere
recuperati:
1. Ri-esponendo il soggetto ad uno stimolo attivatore,uno stimolo connesso con la
stimolazione precedente(parziale o totale),che attiva tutta la rete.
2. Attraverso il recupero spontaneo che avviene con il passare del tempo.
E' un fenomeno che in genere si verifica (anche?)dopo l'estinzione che è teoricamente il
contrario del condizionamento. Per estinguere l'associazione bisogna presentare per un
discreto numero di volte,lo stimolo condizionato(ad es la luce),senza quello
incondizionato(lo shock). Ciò che già Pavlov aveva notato è che dopo aver estinto
l'associazione è sufficiente un apprendimento dopo un po' di tempo e l'associazione si ri-
aziona. Ciò significa che l'estinzione non aveva cancellato il primo ricordo ma ne aveva
sovrapposto il secondo.
Il recupero dopo amnesia da interferenza è in genere più veloce. Il fatto che sia possibile recuperare
qualcosa con cui si è interferito durante in processo di (ri?)consolidamento,implica che quella
memoria non è stata distrutta,in quanto non si potrebbe più richiamarla.
Questo è il primo limite del modello,ovvero persone recuperano memorie che non dovrebbero più
esserci.(da notare che la possibilità di recupero indica un disturbo del processo di richiamo più che
di consolidamento.)

La memoria mantenuta

Un secondo limite del modello è che alcune memorie dichiarative vengono mantenute e possono
essere apprese dopo lesioni all'ippocampo (le memorie semantiche).
Ciò che si osserva quindi, è una dissociazione tra le memorie episodiche (dipendenti dall'
ippocampo) e quelle semantiche.
Non tutti i tipi di memoria esplicita/dichiarativa sono dipendenti dall'ippocampo per tutto il tempo
necessario al consolidamento.

Riepilogo dei punti deboli del modello standard di consolidamento.

1. Le memorie remote tornano ad essere dipendenti dall'ippocampo dopo ogni richiamo e di


conseguenza sono nuovamente instabili.
2. La memoria disturbata dopo il richiamo dovrebbe essere perduta per sempre ,cioè non
immagazzinata,cosa che si è rivelata falsa.
3. Secondo il modello tutti i tipi di memoria dichiarativa sono coinvolti nell'amnesia
retrograda.
4. Il gradiente di amnesia retrograda dipende dall'estensione del danno,quanto più esce
dall'ippocampo e coinvolge la corteccia tanto maggiore sarà il gradiente. Evidenze cliniche
smentiscono anche questo punto

La teoria multitraccia

E' per molti aspetti simile al modello standard,permette però di fare delle previsioni includendo i
casi clinici esistenti..
Secondo questa teoria le memorie vengono immagazzinate nei circuiti tra ippocampo e
corteccia,come nel modello standard. Quello che cambia è che nel momento in cui si rievoca una
memoria,ad ogni rievocazione si crea una nuova traccia,mentre nel modello standard, si riattivava
la stessa traccia rendendola labile,con questo modello ogni volta che si rievoca si crea una nuova
traccia,quindi più volte rievoco un evento,più tracce si formeranno e più forti saranno le connessioni
corticali.
Le memorie remote sarebbero più forti,proprio perche rievocate più volte e quindi hanno più tracce.
Quindi non può essere l'estensione della lesione a fare la differenza nel gradiente di amnesia
retrograda.
Un altro punto in comune è che rievocando la memoria si produce una riorganizzazione delle
connessioni,ma mentre per la teoria multitraccia ciò avviene prevalentemente in corteccia,per il
modello standard ciò coinvolge sempre l'ippocampo.
Il vantaggio del modello multitraccia
sta nel modo in cui riesce a spiegare la permanenza delle memorie semantiche rispetto ad una
lesione dell'ippocampo.
Le memorie semantiche sono particolari in quanto in virtù della ripetizione l'esperienza permette la
semanticizzazione della conoscenza,L'informazione si slega dal contesto spazio-temporale e diventa
a se stante(appunto perche slegata si dice semanticizzata,se ad esempio apprendo nozioni per un
esame concentrandomi sul significato di queste,acquisisco memoria semantica che a distanza di
anni sarà legata dal contesto cioè ad esempio non ricordo il libro,l'esame l'anno in cui studiavo ma
solo il concetto).
Durante la semanticizzazione quindi,la conoscenza circa il mondo,le persone,e gli eventi acquisiti
nel contesto di uno specifico episodio,si separano dall'episodio stesso e vengono immagazzinate
indipendentemente dalla memoria dell'episodio.
Le tracce multiple facilitano:
• L'estrazione dell'informazione immagazzinata in corteccia
• L'integrazione con le conoscenze pre-esistenti
Questa doppia facilitazione è ciò che rende le memorie semantiche (con il tempo e con
il ripetersi dell'esperienza)parzialmente indipendenti dall'ippocampo.
Le memorie episodiche sono sempre dipendenti dall'ippocampo,questo sia per il modello standard
che per la teoria multitraccia.(inoltre la memoria episodica si divide in memoria biografica e
autobiografica).
Secondo la teoria multitraccia,poiché le memorie semantiche si trovano fuori dall'ippocampo,il
gradiente di amnesia retrograda legato all'estensione della lesione ippocampale è in relazione
solo alla memoria episodica,mentre per il modello standard il gradiente entrambi i tipi di memoria
dichiarativa dipende dall'estensione.

Lezione 6

Modelli a confronto

• Per il modello standard l'ippocampo è necessario per tutte le memorie dichiarative in quanto
la differenza tra memoria episodica e semantica è solo concettuale. Il modello multitraccia
distingue i due tipi di memoria dichiarativa non solo concettualmente ma anche dal punto di
vista del meccanismo che le media.
• Eta dipendenza:.Per il modello standard la dipendenza dall'ippocampo di entrambe le
memorie dichiarative è correlata a quanto le memorie sono remote ,ovvero dipendono
sempre meno dall'ippocampo quanto più sono remote.
Per il modello multitraccia bisogna fare distinzione tra la memoria semantiche che pur
essendo,all'inizio,totalmente dipendenti dall'ippocampo,perdono questa dipendenza con il
tempo man mano che diventano remote. Le memorie episodiche invece rimangono sempre
dipendenti dall'ippocampo.
• Il gradiente di amnesia retrograda:secondo il modello standard il gradiente è correlato
con l'età della memoria,ovvero memorie più vecchie verranno conservate solo in virtù di
questo fatto(sia episodiche che semantiche).Per il modello multitraccia il gradiente è
correlato con l'estensione della lesione;lesioni che arrivano fuori dall'ippocampo generano
un gradiente più ampio rispetto a lesioni ristrette all'ippocampo che tendono comunque a
conservare le memorie semantiche(?)
Dissociazione anatomo-funzionale delle due memorie dichiarative

Secondo il modello multitraccia:


Le memorie episodiche: dipendono dall'ippocampo per la formazione,vengono immagazzinate
nella corteccia e dipenderanno dall'ippocampo per un richiamo vivido e particolareggiato.
Le memorie semantiche:dipendono dall'ippocampo per la formazione,dalla corteccia(in particolare
quella temporale) per l'immagazzinamento,mentre il richiamo diventa indipendente dall'
ippocampo,quanto più le memorie sono remote, e diventerà dipendente dai Lobo Frontali.

Aree corticali che compensano il danno all'ippocampo


• I pazienti amnesici con lesioni dell'ippocampo riescono comunque ad avere un difficoltoso
apprendimento semantico.
• Bambini con danno perinatale all' ippocampo riescono comunque avere apprendimento
scolastico
• Il confronto tra bambini con ippocampo lesionato e pazienti amnesici che hanno la memoria
semantica intatta hanno evidenziato che in genere c'e' una parte della corteccia conservata
(corteccia entorinale e peririnale ).Ciò significa che una lesione dell'ippocampo che lascia
intatte le cortecce citate,lascia comunque le memorie semantiche intatte. E' evidente quindi
che quando si parla delle strutture implicate nella memoria,è più corretto parlare di strutture
del lobo temporale mediale in cui l'ippocampo è fondamentale per la formazione e il
consolidamento ma poi i compiti vengono distribuiti,per cui la distruzione dell'ippocampo
non cancella tutte le memorie. Ciò che sembra rimanere sono le memorie semantiche.

Le componenti autobiografiche di memorie semantiche

Le memorie dichiarative in realtà,non possono essere classificate separandole nettamente in


episodiche e semantiche. Di fatto le memorie episodiche hanno componenti semantiche e viceversa.
Queste componenti si associano insieme nella stessa traccia,ma possono dissociarsi in fase di
richiamo e possono essere distrutte in forma dissociata.
La morte di M. Jackson e' un fatto immagazzinato in forma semantica ma ha certamente
associazioni con la nostra memoria autobiografica,ad esempio ci sarà certamente un associazione
con quello che stavamo facendo quando ci è arrivata la notizia della sua morte.
• Le componenti autobiografiche di una memoria possono facilitare o ritardare il richiamo
dell'informazione semantica.
• Lesioni della corteccia possono danneggiare gli aspetti semantici della memoria
autobiografica,lasciando intatti gli aspetti percettivi e quelli specifici dell'evento.

Modelli a confronto

• Il modello standard non considera l'ulteriore distinzione appena fatta in quanto non fa
nemmeno differenza tra memoria episodica e semantica. Le componenti autobiografiche
vengono quindi immagazzinate in corteccia,come tutto il resto, e vengono conservate quelle
remote risparmiate da lesioni corticali.
• Per il modello multitraccia,le componenti autobiografiche sia di una memoria sia episodica
che semantica,dipenderanno sempre dall'ippocampo,quindi il ricordo vivido e
particolareggiato,che implica le componenti autobiografiche,attiveranno sempre
l'ippocampo,anche se remote.
Rievocazione di eventi autobiografici

• L'attivazione dell'ippocampo correla con la vividezza del ricordo(in genere un evento


autobiografico viene rievocato in forma vivida e particolareggiata)
• Eventi autobiografici ripetuti nel tempo (ovvero rievocati più volte) dovrebbero essere più
consolidati. Invece non si è osservata questa correlazione.
In conclusione c'è una correlazione tra la memoria episodica autobiografica,la vividezza e
l'attivazione dell'ippocampo.

Evidenze cliniche e sperimentali spingono verso la teoria multitraccia

• Le componenti autobiografiche,indipendentemente da quanto sonno vecchie rimangono


dipendenti dall'ippocampo
• Le memorie dichiarative anche episodiche ma che non hanno componenti
autobiografiche,saranno preservate in base a quanto sono vecchie:le vecchie rimangono le
più recenti spariscono.

Le memorie autobiografiche sono particolari memorie episodiche

Le memorie autobiografiche possono essere considerate non solo una componente,ma come
qualcosa di diverso, un sottoinsieme di memoria dichiarativa,ovvero una particolare memoria
episodica.
Le memorie autobiografiche

La rievocazione episodica autobiografica è differente da quella episodica biografica che non


riguarda il proprio sé.
La rievocazione di materiale autobiografica attiva aree cerebrali molto più ampie e distribuite
rispetto alla rievocazione episodica non autobiografica. C'è una maggiore attivazione dell'emisfero
destro rispetto a quello sinistro e in particolare di diverse strutture del lobo temporale mediale.
Questo è coerente con il fatto che un tipo di rievocazione autobiografica vivida e particolareggiata
sia il massimo in termini di multimodalità, multisensioralità che richiede il coinvolgimento di
diverse aree.
Se è vero che occorrono tutte queste strutture per ottenere una rievocazione completa e vivida,ci si
può chiedere:è possibile avere uno specifico deficit per una particolare categoria di
informazioni,avendo una ben localizzata e precisa lesione in una di queste aree,quindi il modo in
cui funzionano è dissociabile?Ovvero c'e' una modularità?(la modularità è una sorta di
localizzazionismo)

Memoria spaziale allocentrica: L'ippocampo è sempre necessario?

Il termine allocentrico si contrappone ad egocentrico.


La navigazione allocentrica mette in relazione punti diversi dello spazio indipendentemente dalla
propria posizione. La navigazione egocentrica mette in relazione la propria posizione con lo spazio.
La funzionalità ippocampale più elevata è quella allocentrica.
Secondo il modello standard tutti i tipi di informazione spaziale allocentrica vengono conservati se
sono abbastanza remoti,rispetto al momento in cui è avvenuta la lesione.
Secondo il modello multitraccia,quando si rievoca un evento,se questo ha riferimenti spaziali
allocentrici,per il fatto che si tratta di una memoria autobiografica per richiamare tutta la traccia
contenente questa informazione interviene l'ippocampo.
Per quanto riguarda la conservazione dell'info allocentrica,per il modello multitraccia,questa non
dipende da quanto sono remote ma da quanto è grande la lesione. Detto in altre parole:quanto più
grande è il buco tanto più è difficile recuperare questo tipo di informazione

Disturbi spaziali nei pazienti amnesici

I pazienti come H.M che hanno lesioni dell'ippocampo,in genere hanno anche problemi di
orientamento e memoria spaziale.
Se però il paziente,viene posto in un ambiente familare,come casa propria,il problema non si
verifica se nei pazienti è leso solo l'ippocampo,e non le zone coinvolte con la familiarità,che sono
tra il giro paraippocampale e la corteccia peririnale.
In genere questo tipo li lesione correla con il coinvolgimento di corteccia cingolata e corteccia
retrospleniale.

I tassisti di Londra

fMRI durante la rievocazione di memorie topografiche


Ai tassisti veniva chiesto di trovare una via alternativa a quella abituale mentre erano già in viaggio.
• Ciò che si è notato,è una forte correlazione dell'attivazione dell'ippocampo destro con il
trovare la strada alternativa in modo rapido. In questo caso si tratta di un compito di
navigazione pura.(memoria di relazione spaziale allocentrica)
• Si ha un'attivazione extra-ippocampale delle aree del giro frontale inferiore sinistro
quando veniva attuata un'altra strategia (egocentrica).che tiene conto di landmark che non
sono in relazione spaziale tra loro.

Le aree extra ippocampali e la memoria spaziale remota

Secondo la teoria multitraccia non c'è correlazione tra quanto è remota una memoria allocentrica e
la sua preservazione. Infatti l'ippocampo non viene mai attivato se la navigazione è su memorie
remote. In questo caso è come se il soggetto stesse usando delle informazioni di tipo
semantico(appunto dei landmark salienti).Si attiva in questo caso il giro paraippocampale la
corteccia retrospleniale e nel caso di rievocazione visiva la corteccia associativa visiva
occipitale.

Conclusioni

• Le memorie spaziali dettagliate e indirizzate al rivivere un esperienza autobiografica


riguardano sempre un attivazione dell'ippocampo.
• Le memorie spaziali semantiche necessarie alla navigazione non richiedono attivazione
ippocampale ma sono mediate da aree extra-ippocampali.
• Quando è richiesta la navigazione allocentrica ippocampale,questa non è mai dipendente da
quanto è vecchia la traccia mnestica,perche in quel caso la sua rievocazione riguarda per
forza l'ippocampo.
Il senso di familiarità di un evento

Il senso di familiarità è dovuto al confronto tra la situazione presente e qualcosa di


immagazzinato,ha quindi a che fare con la memoria,ma non è la stessa cosa della rievocazione
consapevole. Infatti si parla di riconoscimento e non di richiamo o ricordo.
Il riconoscimento può avvenire in due modi:
1. Rievocazione dettagliata
2. Riconoscimento senza ricordo dettagliato

Parti diverse del lobo temporale mediano sembrano mediare aspetti specifici:
1. Corteccia peririnale.
2. Giro paraippocampale
3. Amigdala

Corteccia peririnale e familiarità


Quest'area è quella più coinvolta nel senso di familiarità
I neuroni di questa regione,se stimolati elettricamente,rispondono in modo diverso a stimoli
nuovi(maggiore attivazione,incremento rispetto al livello base) rispetto a stimoli noti(minore
attivazione,decremento rispetto al livello base)
Più specificatamente gli stimoli noti(cioè familiari) producono una depressione a lungo termine,che
è un modo di codificare l'informazione,ovvero di riconoscere che si tratta di uno stimolo noto.

Deja vu
Errato senso di familiarità tra un evento passato e uno presente.
Riguarda il modo in cui il cervello compensa l'errore che si crea perche c'e',nel presente,una
caratteristica che somiglia ad una caratteristica del passato. Quando si verifica questa circostanza il
cervello costruisce una realtà apposita per giustificare la coincidenza,crea quello che manca,quindi
ricrea l'evento. Quando si ha un senso di familiarità,ad esempio si ha l'impressione di essere già stati
in un posto,contemporaneamente però siamo consapevoli che non ci siamo mai stati,è questo che
crea la congruenza.

LEZIONE 7

Altre strutture coinvolte nella memoria dichiarativa

La normale funzionalità del processo mnestico dipende dall'interazione dell'ippocampo con diverse
altre strutture del lobo temporale.

I corpi mammillari(strutture lese nella sindrome di Korsakoff)


• Fanno parte del circuito di Papez.
• La maggior parte degli assoni efferenti dell'ippocampo partono dal subiculum e terminano
nei corpi mammillari.
• Lesioni dei nuclei mediali dorsali e anteriori del talamo e dei corpi mammillari sono
coinvolti nelle sindromi amnesiche.
• Riepilogando il percorso Ippocampo----Fornice----->Corpi mammillari----talamo-----
>altre strutture.*
Il circuito di Papez(storia)

• E' uno dei principali circuiti del sistema limbico


• *I corpi mammillari sono connessi con l'ippocampo attraverso il fornice e con il talamo
attraverso la via mammillo-talamica.
• Riveste un ruolo importante nel nella percezione ed espressione delle emozioni,ma anche
nella funzione mnestica

Circuito di Papez allargato(oggi)

• E' un sistema che collega le aree prefrontali con strutture sottocorticali coinvolte nella
percezione sensoriale,processi cognitivi ed emozioni.
• PFC,amigdala e setto,in particolare,sono coinvolte nel controllo corticale dell'emozione.
• L'interruzione di queste vie altera il normale comportamento,ed è alla base di caratteristici
disturbi neurologici e psichiatrici.

Sindrome di Korsakoff

• E' anche detta sindrome amnesica-confubolatoria ed è un disturbo neurodegenerativo


• Sintomi principali sono:Amnesia anterograda e Confabulazione
• Questa sindrome è associata ad un danno ai corpi mammillari.
• Siccome un danno all'ippocampo provocherebbe solo amnesia anterograda,deve essere
l'estendersi ai corpi mammillari che provoca la confabulazione.

Confabulazione come conseguenza di un danno amnesico

• Produzione verbale senza senso ,con invenzione di avvenimenti falsi e inconsistenti,spesso


bizzarri.
• Produzione di false memorie per eventi mai accaduti o memorie di eventi realmente accaduti
ma collocati nel contesto temporale sbagliato
• Ricordi inventati per coprire vuoti,ma ritenuti veri dal paziente.
• I pazienti non sono consapevoli dell'assurdità delle proprie rievocazioni e generalmente
insistono nelle loro affermazioni
• L'aspetto confabulatorio non dipende dalla lesione diretta del fornice,corpi mammillari o
talamo.
• La presenza nella sindrome di Korsakoff. correla con neurodegenerazione non solo dei
corpi mammillari o strutture del lobo temporale
• E' possibile avere confabulazione senza amnesia

Consapevolezza del deficit mnestico


• Lesione del proencefalo basale causa un disturbo di memoria
• Lesione dell'area orbito-frontale (OFC),causa assenza di consapevolezza
• La corteccia orbito-frontale permette di distinguere e recuperare i ricordi reali da quelli
immaginari quando l'informazione è incerta.
• Coinvolta nei processi emozionali e di ricompensa
• Parte del sistema limbico
Le aree corticali prefrontali e le funzioni esecutive

• Distinguere tra pensieri in conflitto


• Distinguere tra bene e male
• Prevedere le conseguenze e aspettative delle azioni in corso
• Pianificare l'azione volta al raggiungimento di uno scopo
• Controllo sociale(capacità di reprimere istinti e desideri sociali inaccettabili)

Le aree sono:
1. OFC:reinvia le gratificazioni immediate e sopprime alcune emozioni per raggiungere lo
scopo prefissato
2. PFC laterale:seleziona le possibili alternative comportamentali per raggiungere lo scopo
3. PFC ventro-mediale:esperienza emozionale
4. Sistema limbico:

La corteccia orbito frontale

• Apprendimento in relazione ai processi emozionali


• Si attiva durante l'attesa di un rinforzo coerentemente con il valore attribuito al rinforzo
• Ablazione di questa area produce resistenza all'estinzione di stimoli condizionati
• Ablazione causa permanenza del controllo da parte di memorie errate relative a stimoli-
segnali
• Negli uomini lesioni o ipofunzionamento di quest'area causano la perseverazione tipica del
disturbo ossessivo compulsivo.

Il Sistema di monitoraggio della realtà

• Circuito limbico-laterale,circuito di Papez,via che unisce i circuiti del setto


• La parte anteriore del sistema segnala l'inconsistenza del ricordo con le circostanza
attuali(neuroni che scaricano quando un esperienza è disattesa)
• E' un meccanismo di monitoraggio che seleziona memorie rilevanti e sopprime quelle
inutili
per le circostanze in corso
• La lesione del proencefalo basale interrompe la comunicazione del sistema(setto)
• Lesione dei corpi mammillari si associa per vicinanza anatomica
• Se la lesione si estende all' OFC i soggetti non hanno consapevolezza del deficit
• La confabulazione spontanea è espressione di un fallimento nell'adattare il
comportamento alla richiesta della realtà in corso
• I pazienti ricorrono a memorie inadeguate che in passato erano corrette nel motivare il
comportamento,ma che attualmente risultano irrilevanti

Sindrome dell'illusorio riconoscimento

Serie di sintomi caratterizzati dall'illusione che persone oggetti o luoghi siano stati alterati o
sostituiti

La paramnesia reduplicativa

• Disturbo raro caratterizzato dall'idea del doppio


• Convinzione che un posto esista contemporaneamente in due o più collocazioni,o che venga
spostato in altra località
• E' considerato un disturbo di memoria
• Il cervello continuamente immagazzina info circa il dove e il quando
• Lo spazio è costantemente interpretato sulla base delle precedenti esperienze
• La nostra esperienze del qui deriva dalla somma inconsapevole delle memorie di ogni altro
posto visitato

Ipotesi generale

• Associato al danneggiamento dell'emisfero destro e di entrambi i lobi frontali


• Il danno dell'emisfero destro sarebbe responsabile dei problemi di disorientamento in
seguito a deficit percettivi visuospaziali e di memoria visiva
• Il danno dei lobi frontali rende difficile inibire le false impressioni causate dal
disorientamento.

La memoria visiva

• Le tracce visive sono immagazzinate nella corteccia associativa visiva che hanno elaborato
l'info in ingresso
• Quando la riesposizione agli stimoli genera lo stesso pattern di attività i circuiti si riattivano
e generano il riconoscimento
• Area associativa parietale,analizza la localizzazione degli stimoli
• Area associativa temporale analizza le caratteristiche degli stimoli
• Lesioni di queste aree comportano il mancato riconoscimento degli stimoli

La familiarità degli oggetti

• Il riconoscimento della familiarità è mediato dalla corteccia peririnale


• Lesioni limitate all'ippocampo non provocano un deficit del riconoscimento degli oggetti
• Lesioni limitate alla corteccia peririnale producono amnesia anterograda,retrograda e deficit
del riconoscimento degli oggetti
• Le info necessarie al riconoscimento sono di tipo semantico

La paramnesia reduplicativa è causata da una disconnessione

• Interrompere connessioni tra lobo frontale e le strutture del lobo temporale produce
dissociazione,tra conservato senso di familiarità (luogo oggetto o persona)in assenza di
rievocazione.
• Interrompere la via tra aree frontali,parietali e temporali dell'emisfero destro e le strutture
limbiche,causa dissociazione tra significato semantico e significato emozionale
• I pazienti riempiono i vuoti emozionali con delle razionalizzazioni che le giustifichino.

Riconoscimento dei volti

• Illusione di Capgras: Un familiare è sostituito da un impostore


• Illusione di Fregoli:Tutte le persone incontrate sono sempre le stesse travestite
Ipotesi generali:
• Disconnessione della corteccia temporale(coinvolta nel riconoscimento dei volti) e il
sistema limbico(coinvolto nelle emozioni)
• Difficoltà a integrare il richiamo degli aspetti emotivi delle memorie episodiche

Percorso del riconoscimento dei volti


• Sistema dorsale:coinvolge il fascicolo longitudinale tra le cortecce visive e il sistema
limbico(rivelatore di identità)
• Sistema ventrale:Parte della corteccia visiva arriva all'amigdala(rivelatore di significato)

Modello di riconoscimento dei volti


• Via cognitiva consapevole (overt)
▪ Elabora l'informazione
▪ La sua interruzione produce prosopoagnosia(mancato riconoscimento consapevole
con risposta di conduttanza cutanea)
• Via emotiva non consapevole(covert)
▪ Integra l'elaborazione cognitiva con la risposta emotiva(sistema limbico)
▪ La sua interruzione produce l'illusione di Capgras(riconoscimento con assenza della
risposta di conduttanza cutanea)

• Riconoscimento parziale del volto genera una condizione di conflitto


• I pazienti adottano strategie di razionalizzazione per giustificare a se stessi l'anomalia
percettiva
• L a scelta del tipo di razionalizzazione è culturale(si può pensare di vedere un demonio o un
alieno)

LEZIONE 8

La memoria a breve termine e la memoria di lavoro

Il modello classico della memoria a breve termine(Atkinson-Shiffer )


Implica l'esistenza di un magazzino a breve termine con capacità limitata (7+-2)distinto da quello
a lungo termine con capacità illimitata.
Il materiale rimane all'interno del magazzino tramite il processo di reiterazione.
Un punto debole di questo modello è che teorizza un unico magazzino(sia a breve che a lungo
termine) per tutti i tipi di informazione,cosa rivelatasi falsa anche per la memoria a lungo termine.
Ne sono prova amnesie specifiche per informazioni di particolari modalità.
Un altro punto che si è dimostrato errato è che non sempre il meccanismo di reiterazione è
necessario per il mantenimento dell'info,in quanto se un informazione è significativa non sarà
necessaria la ripetizione. Inoltre non è vero che se c'e' un danno all MBT le info non possano
passare nella memoria a lungo termine.

La memoria a breve termine e la corteccia prefrontale dorso-laterale

• Diversi studi sperimentali hanno evidenziato l'implicazione di questa corteccia.


• La MBT è una memoria dichiarativa consapevole indipendente indipendente
dall'ippocampo.

Passaggio dalla teoria della MBT alla teoria di memoria lavoro

• Il termine “memoria lavoro” è stato introdotto negli anni 60 dalle teorie sull'intelligenza
artificiale
• Sostituisce o include quello precedente di memoria a breve termine
• Aggiunge al processo una connotazione di manipolazione attiva(concentrazione di risorse
attentive) dell'informazione invece che di passivo mantenimento(immagazzinamento). Ciò
definisce in modo diverso il concetto di durata,in quanto l'info potrà essere trattenuta un
tempo che dipenderà dalla quantità di risorse utilizzate.
• E' necessaria per mantenere “on-line” l'informazione,utilizzando funzioni esecutive superiori
(linguaggio,pianificazione del comportamento e problem solving)
• La memoria lavoro non è considerata comunque un processo mnestico puro,ma come una
delle funzioni esecutive superiori,quindi si potrebbe anche non trattare di memoria.

Baddeley e Hitch(1974)

• E' una teoria sulla memoria lavoro,secondo cui questa è un sistema di mantenimento(non
immagazzinamento) temporaneo e di manipolazione dell'informazione durante
l'esecuzione di compiti cognitivi(comprensione,apprendimento e ragionamento)
• Spiega l'immagazzinamento attivo(compiti di memoria classica) e quelli
provvisori(es:comprensione della lettura).
• Il processo di reiterazione quindi non è più fondamentale,ma facoltativo(all'interno del loop
articolatorio)
• Questo modello spiega l'esistenza di difetti particolari della memoria a breve termine
specifici per la modalità di informazione,ovvero riesce a spiegare il fatto che ci siano più
magazzini.

Baddeley (1986)

Secondo questo modello possiamo distinguere due tipi di processi:


1. Esecutivo centrale(PFC)
2. Magazzini di mantenimento attivo (Aree corticali temporo-parietali)
• Magazzino visuospaziale
• Magazzino verbale

Magazzini specifici per l'informazione


• Circuito articolatorio(o loop fonologico):codifica(in ingresso) e conserva
(immagazzina)l'informazione in forma verbale (aree del linguaggio in relazione con la
corteccia visiva,uditiva ecc)
• Taccuino visuospaziale:Codifica e conserva informazioni visuospaziali(aree del
riconoscimento del cosa e del dove nell emisfero sinistro)
• Esecutivo centrale:Sistema di elaborazione centrale,modalità dipendente, che integra le
varie informazioni (Aree pre-frontali).L'elaborazione avviene sia in ingresso che in fase di
integrazione(manipolazione dell''informazione) e in fase di richiamo. E' una specie di
controllore.

Differenza tra i due modelli


La differenza principale,è che il modello classico la MBT si occupa solo dell'immagazzinamento
dell'informazione per un breve periodo,mentre per la teoria della memoria lavoro l'informazione
viene immagazzinata ma anche manipolata,per un breve periodo;per fare questo è necessaria
l'attenzione,e quindi il concetto di memoria lavoro diventa un tutt'uno con il processo di attenzione
(selettiva),si parla per cui di Attenzione Lavoro.

Memoria lavoro e corteccia pre-frontale

PFC e elaborazione modalità dipendente


• Coordina l'informazione proveniente da molteplici fonti
• Dirige la capacità di spostare e focalizzare l'attenzione
• Organizza l'informazione in entrata e la integra(anche attraverso i due magazzini
visuospaziali)
• Richiama le vecchie memorie
• Influenza l'immagazzinamento a lungo termine
• L'elaborazione modalità dipendente di questo sistema è mediata da diverse aree

Ippocampo e cortecce prefrontali


• Connessioni reciproche cortico-corticali dirette tra PFC e lobo temporale mediale
• Connessioni indirette attraverso le aree associative

PFC e memorie remote


• Quando le memorie diventano indipendenti dall'ippocampo è la PFC ad avere ruolo nei
processi di richiamo e integrazione
• Lesioni dell'ippocampo danneggiano memorie recenti,ma lasciano intatte quelle remote
• Lesioni alla PFC impediscono il richiamo solo delle memorie remote,non di quelle recenti.

La PFC regola l'attività dell'ippocampo

• L'ippocampo è normalmente attivo quando processa l'informazione in ingresso


• La PFC inibisce l'ippocampo sia direttamente che indirettamente,quando si verifica la
corrispondenza tra informazione nuova e quella già immagazzinata in corteccia
• In assenza di corrispondenza,non vi sarà inibizione e l'ippocampo si attiverà normalmente

Quindi si può attribuire alla PFC un doppio ruolo:


1. Immagazzinare memorie remote
2. Inibire l'ippocampo quando la stessa esperienza si ripresenta

Mantenimento attivo e la saccade ritardata

In un famoso esperimento,viene dato un rinforzo ad una scimmia se riesce a non distogliere lo


sguardo dal punto di fissazione alla comparsa del distrattore(target).
Nel momento in cui puo smettere di fissare il punto,la scimmia sposta lo sguardo nel punto dove era
comparso il distrattore. Ciò significa che l'informazione su dove è comparso il target è rimasta nel
cervello. Più precisamente ciò avviene in:

• corteccia parietale(aree infra parietali laterali IPL visive).


Si occupano del mantenimento attivo dell'informazione visiva. Questi neuroni iniziano a
scaricare nel momento in cui compare lo stimolo target e cessano la loro attività quando la
scimmia compie il movimento saccadico.
• corteccia dorso-laterale prefrontale
Questi neuroni scaricano nello stesso modo di quelli delle aree della corteccia parietale,però
la loro attività è un po' di più del mantenimento dell'informazione per quel periodo,questi
neuroni si occupano della pianificazione motoria,e infatti smettono di scaricare quando
parte il movimento,ciò evidenzia il fatto che questi neuroni sono implicati nell'intenzione di
eseguire il movimento,mentre quando parte il movimento è attiva la corteccia motoria.

Il compito di risposta ritardata

Si pongono due ciotole davanti l'animale. In una delle due viene messo il cibo(secondo uno schema
predefinito)L'animale deve ricordarsi dove è stato posto il cibo,per questo motivo vengono coperte
le ciotole e viene interposto un ritardo prima che l'animale possa prendere il cibo.
In questo caso non si tratta di un semplice movimento saccadico,è un compito più elaborato. Infatti
implica una perfetta funzionalità dei neuroni della corteccia prefrontale,che sono attivi quando il
cibo è coperto.

Attività neurale durante i compiti di confronto ritardato

• Anche i neuroni delle aree associative visive(parietali e temporali)


scaricano durante l'attesa dello stimolo da confrontare con il campione
• I neuroni dell'area PFC scaricano contemporaneamente a quelli associativi visivi
• I neuroni della PFC scaricano anche in relazione alla risposta che l'animale sta per emettere
e non solo per lo stimolo visivo.

Modelli animali di memoria lavoro

Radial maze ad otto braccia:


Nel radial maze alcuni sono sempre chiusi mentre gli altri sono rinforzati. Il topo puo percorrere
solo una volta il labirinto per ricordare dove è gia stato. Successivamente viene interposto un ritardo
e vengono aperti i bracci chiusi in cui si trovano ora i rinforzi. Ogni prova è diversa e quindi non è
necessario il consolidamento. Per cui si tratta di un compito di memoria lavoro.
Il topo non riesce ad eseguire questo compito senza ippocampo,per questo motivo si potrebbe
pensare che senza ippocampo non ci può essere memoria lavoro.
Questo non e' vero. In questo caso il topo non riesce a svolgere il compito perchè è necessaria
l'elaborazione spaziale(in cui l'ippocampo è fondamentale)
Per cui lesioni all ippocampo non pregiudicano memoria lavoro che infatti in H.M. funzionava

Memoria Lavoro o Attenzione Selettiva ?

• Alcuni neuroni della PFC che scaricano durante il ritardo tra gli stimoli,scaricano anche per
posizioni attese e non ricordate
• Memoria di lavoro e attenzione sono processi diversi e dissociabili?
1. Compiti ad alto carico attentivo sono più soggetti all'interferenza di
distrattori(Stesso processo per compiti con carico diverso)
2. Compiti ad alto carico attentivo sono meno soggetti all'interferenza di distrattori?
(processi diversi per compiti diversi)

Compito combinato di memoria attenzione

1. Memoria:ricordare sequenza di comparsa di numeri presentati in ordine fisso(quindi a basso


carico) o in ordine diverso tra le prove (alto carico)
2. Attenzione:Attribuire la giusta categoria(pop star o politici),ignorando i distrattori(stroop
test)
• I risultati evidenziano una maggiore interferenza quando il compito di memoria lavoro è ad
alto carico
• Maggiore attività delle aree prefrontali durante la condizione di alto carico rispetto a quella a
basso carico
• Nel compito mnestico ad alto carico i distrattori hanno molto più effetto sulla prestazione di
attenzione

Memoria di lavoro e attenzione operano in sinergia

• La memoria lavoro controlla,assegna,distribuisce l'attenzione selettiva


• Per dirigere l'attenzione in modo appropriato occorre il mantenimento attivo delle info
rilevanti
• La memoria di lavoro ha anche il compito di selezionare le info rilevanti

Memoria lavoro e funzioni esecutive

• I disturbi di memoria delle persone con lesione alla PFC sono meno gravi di quelli dopo
danni dei lobi temporali mediali
• Questi pazienti presentano gravi difficoltà in compiti complessi
• La mancata capacità di pianificare,controllare e inibire il proprio comportamento

LEZIONE 9

La memoria non dichiarativa


Quello che sappiamo fare e come lo facciamo

Caratteristiche base
È mediata da sistemi non propriamente “mnestici”, la cui azione non è direttamente accessibile dai
processi coscienti
La memoria implicita non richiede l’ippocampo
La plasticità è una caratteristica dell’infrastruttura neuronale di questi sistemi
In sostanza non si tratta di un vero processo mnestico e strutture come l'amigdala e gangli
della base memorizzano pur non essendo strutture mnestiche. Il Processo mnestico di tipo
dichiarativo implica il consolidamento di sistema che è un processo esclusivamente mnestico

Il condizionamento classico e la memoria implicita


Prima degli anni’70 apprendimento e memoria negli animali sono stati studiati attraverso il
condizionamento strumentale
Gli studi di Kandel sulle basi biochimiche della memoria ha dato importanza ai circuiti tra cellule
piuttosto che alle aree cerebrali
Gli studi sul condizionamento classico hanno individuato le basi neurali della memoria implicita
quando questo concetto era ancora sconosciuto
Apprendimento associativo: il condizionamento classico
Uno stimolo irrilevante sul comportamento diventa in grado di evocare un comportamento specie-
specifico di tipo riflesso
Questo apprendimento non richiede la corteccia, anche una lumaca può essere condizionata
Le risposte apprese sono spesso non consapevoli
Anche gli stati emozionali possono essere condizionati
Il Condizionamento è una forma di memoria
Condizionamento classico = apprendere la relazione tra due stimoli (SI-SC)
In seguito a questo apprendimento alcuni stimoli segnalano il sopraggiungere di eventi importanti
Incondizionato = riflesso, innato
Condizionato = appreso
Risposta incondizionata = comportamento innato
Risposta condizionata = comportamento appreso
Lo sviluppo di una risposta condizionata implica l’avvenuto apprendimento con relativa
modificazione neurale
Dove avviene questo apprendimento?
Il doppio circuito della paura
Input sensoriale (visivo, acustico, etc…) arriva al talamo e si divide:

1. Direttamente all'amigdala
-rappresentazione grezza dello stimolo
-risposta comportamentale più veloce
-emozione di paura
2.indirettamente all’amigdala passando per elaborazione corticale (via alta):
-rappresentazione accurata e complessa dello stimolo
-risposta comportamentale più lenta
-sentimento di paura(il sentimento è consapevole a differenza dell'emozione )
La via veloce “prepara” l’organismo, la corteccia conferma la minaccia
Sembrerebbe ci sia un bilanciamento tra questi due tipi di connessione per cui:
Le connessioni corteccia-amigdala sono meno sviluppate di quelle amigdala-corteccia per cui
Influenza dell’amigdala è più forte rispetto al contrario,ciò significa che una volta generata una
emozione è difficile per la corteccia “disattivarla”.
La paura condizionata
La risposta d’allarme può essere evocata da uno stimolo che si è associato alla presenza dello
stimolo nocivo
Questo apprendimento è veloce (anche un solo appaiamento), non necessita della corteccia, è
difficile da estinguere
Questo tipo di apprendimento è subordinato al ruolo predominante dell’amigdala sia nella
formazione che nell’immagazzinamento
Lesioni dell’amigdala impediscono l’acquisizione e l’espressione della risposta di paura
condizionata
Il complesso amigdaloideo
L'amigdala è in realtà un insieme di nuclei a cui si accede da un unico nucleo e ha un unica via di
uscita
La via di ingresso delle informazioni comune per tutti i nuclei è il nucleo laterale che riceve gli
stimoli sensoriali.
L’informazione segue vie parallele verso altri nuclei
L'unica via d'uscita è il nucleo centrale che ha la caratteristica di dirigere l'elaborazione precedente
verso l'elaborazione comportamentale verso diverse risposte di paura (immobilità, tachicardia,
aumentata respirazione, rilascio di ormoni da stress)
Ciascuna via interna del nucleo centrale è modulata da altre strutture:
iipotalamo:interviene nel caso di risposte comportamentali viscerali
Nucleo laterale, basale e accessorio formano insieme il complesso basale dell’amigdala

Nucleo laterale, basale e accessorio formano insieme il complesso basale dell’ amigdala

ella scelta Input e output dell’amigdala


L'amigdala è una struttura che direttamente o indirettamente riceve e invia informazioni da
praticamente tutte le aree del cervello:
Attraverso le molteplici afferenze riceve informazioni circa l’esperienza in corso
Attraverso le molteplici efferenze controlla funzioni autonome, risposte emozionali e
comportamento sessuale
L’amigdala è coinvolta nel condizionamento di comportamenti sia appetitivi che avversivi.
Ovvero nel condizionamento sia di emozioni positive che negative
Neuroni diversi rispondono selettivamente a stimoli positivi o negativi

Dove si associano le informazioni?

L'associazione di fatto avviene nel nucleo laterale dell'amigdala.


Infatti l'input relativo a tono e shock provenienti dal talamo convergono nell’amigdala laterale e
Dalla convergenza risulta il potenziamento delle risposte dei neuroni nell’amigdala laterale allo
stimolo acustico
Presentare l’informazione parziale (solo suono) riattiva la traccia che scatena la risposta
L’amigdala laterale proietta al nucleo centrale dell’amigdala sia direttamente che attraverso
l’amigdala basale
La risposta neuronale in uscita dal nucleo centrale si dirige verso nuclei troncoencefalici e
ipotalamo che scateneranno le risposte di paura

Il modello animale di paura condizionata: fear conditioning


È una forma di apprendimento in cui la risposta di paura è evocata da uno stimolo inizialmente
neutro
L’associazione avviene tra lo stimolo avversivo (shock) e quello neutro (suono)
In seguito all’apprendimento, la presentazione solo dello stimolo condizionato sarà sufficiente a
evocare uno stato di paura manifestato dalla risposta condizionata (freezing)

Consolidamento della memoria implicita


Suono provoca debole scarica neuronale
Shock provoca forte scarica neuronale
Convergenza di input debole e forte sullo stesso neurone induce un rafforzamento delle sinapsi che
scaricano in modo sincrono (Hebb)
L’associazione avviene per consolidamento sinaptico (LTP)
Infusione di inibitori della sintesi proteica nell’amigdala impediscono l’associazione tra luce e
shock
Il nucleo centrale e le risposte comportamentali
Il nucleo centrale si connette con:
e con
2.aree ipotalamiche:grigia centrale (CG), ipotalamo laterale (LH), nucleo paraventricolare
(PVN)
Centri diversi sono responsabili delle diverse espressioni delle paura

Sapere di aver paura


Per avere consapevolezza della paura è necessario il coinvolgimento della corteccia,che esercita
controllo sull'amigdala.
L’amigdala è “pronta” a riconoscere velocemente le potenziali situazioni pericolose e attiva una
serie di risposte comportamentali prima ancora di avere consapevolezza del pericolo
Il controllo corticale della PFC sull’amigdala conferisce la consapevolezza e la razionalizzazione
delle rappresentazioni interne
La consapevolezza della “sicurezza”
Cellule diverse rispondono in modo diverso a seconda di ciò che è stato appreso e di dove è stato
appreso. Ad esempio in un animale che è stato addestrato in situazione di field conditioning in cui
quindi e stato associato un suono(CS) con lo shock I neuroni in PFC (area infralimbica) non si
attivano in presenza di CS durante il condizionamento ma si attivano in risposta alla presenza di CS
dopo l’estinzione. Ciò vuol dire che CS è legato a due diversi tipi di conoscenza e di
rappresentazione. Ovvero il neurone non scarica quando significa shock ma quando significa non
shock
Neuroni dell’amigdala laterale rispondono nel modo opposto, ovvero sono inibiti durante la
procedura d’estinzione in una gabbia diversa,ma tornano a scaricare se l’animale è messo
nuovamente nella gabbia dove è stato condizionato. Questo perche l'estinzione è un processo che
dipende dal contesto
Riepilogando:
Neuroni di PFC e amigdala laterale rispondono in modo opposto alle contingenze dell’estinzione
Le memorie legate all’estinzione sono contesto-dipendenti
La memoria dichiarativa (PFC?)dell’assenza di minaccia controlla la paura condizionata

La modulazione ippocampale delle memorie emozionali


Il fatto che l'attività di amigdala e di corteccia frontale infralimbica sia contrapposta ha portato a
pensare che ci sia un controllo inibitorio sull'amigdala da parte della PFC infralimbica
Infatti dopo l’estinzione i neuroni nell’area infralimbica aumentano la risposta al tono e inizia ad
inibire i neuroni dell’amigdala laterale e del nucleo centrale, diminuendo l’espressione delle
memorie di paura.
La modulazione del contesto richiede il coinvolgimento dell’ippocampo. L’ippocampo può
modulare le risposte di paura agendo direttamente sull’amigdala laterale e/o sull’area
infralimbica. Il fatto che la risposta estinta nel nuovo ambiente ricompaia nel vecchio,dove è stato
creato originariamente,è dovuto proprio alla modulazione ippocampale sulla corteccia prefrontale
infralimbica.

L’ambiente in cui si fanno esperienze emozionali


L'estinzione è una seconda associazione CS/no shock (CS-) che avviene sempre nell’amigdala.
Le informazioni su CS invece si trovano sparpagliate nell’amigdala, nell’ippocampo e nell’area
infralimbica.
L’area infralimbica è fondamentale per il richiamo contestualizzato di CS perché integra le
informazioni su CS con quelle provenienti da ippocampo
Nell’ambiente dell’estinzione l’area prelimbica inibisce l’amigdala e riduce la paura
In ambiente diverso l’amigdala è disinibita

La modulazione emozionale dei processi mnestici

Emozioni e stress modulano il consolidamento


Lo stress forte influenza la memorizzazione nel seguente modo:
Esperienze emozionali producono rilascio di adrenalina e glucocorticoidi dalle ghiandole surrenali
L’adrenalina non attraversa la barriera ematoencefalica ma induce rilascio di NA nel complesso
basale
I gluco-corticoidi entrano liberamente nel cervello e attivano complesso basolaterale
Attivazione da stress del complesso basolaterale modula il consolidamento della memoria
influenzando la neuroplasticità in altre aree
Ormoni da stress aumentano il consolidamento anche agendo direttamente (linee tratteggiate)
Rappresentazione dei processi di pensiero
PFC ha estese connessioni con aree corticali e sottocorticali che regolano emozione (verde) e
pensiero (blu e verde)
Queste aree sono ampiamente interconnesse per regolare il pensiero d’ordine superiore, processi
decisionali, di pianificazione e organizzazione del comportamento
PFC ha connessioni dirette e indirette con neuroni catecolaminergici e quindi ne auto-regola l’input
Olivelli ottimali di catecolamine aumentano la regolazione di PFC creando un circolo “virtuoso”
Sotto stress l’amigdala attiva l’asse HPA e aumenta il rilascio di NA e DA, diminuendo la
regolazione di PFC e creando un circolo “vizioso”
Lo stress rafforza la funzionalità dell’amigdala (aumentano le paure condizionate) e diminuisce
quella della PFC (diminuisce memoria di lavoro e regolazione dell’attenzione)
Lo stress crea uno “switch” del controllo dell’attenzione da “top-down” (PFC, basato su salienza
degli stimoli) a “bottom-up” (cortecce associative sensoriali, basato su salienza percettiva degli
stimoli)
L’attività dell’amigdala è deviata verso le risposte abituali motorie piuttosto che quelle basate sulla
flessibilità
Durante lo stress l’orchestrazione delle risposte cerebrali cambia da lenta, e basata sul pensiero a
rapida, riflessiva ed emozionale

LEZIONE 10

Ammiccamento condizionato
Soffio d’aria elicita il riflesso d’ammiccamento che protegge l’occhio
Il ripetuto appaiamento tono- soffio genera associazione tra i due stimoli
La sola presentazione del tono anticipa la risposta di ammiccamento
Questa associazione avviene nelle strutture del cervelletto
Il circuito dell’ammiccamento condizionato
Il tono attiva nucleo pontino e raggiunge neuroni del nucleo interposto e cellule di Purkinje della
corteccia cerebellare (attraverso cellule granulari e fibre parallele)
Il soffio attiva gli stessi neuroni del nucleo interposto e di Purkinje attraverso le fibre rampicanti
che originano nell’oliva inferiore
La risposta condizionata è generata dall’attivazione dei neuroni del nucleo interposto e l’effettore
finale è il nucleo facciale

Consolidamento di memoria implicita


La convergenza sulle cellule di Purkinje(che si trova in corteccia) attraverso le fibre parallele
induce LTD nelle cellule di Purkinje che normalmente inibiscono il nucleo laterale interposto
LTD rimuove inibizione sul nucleo interposto e determina rafforzamento delle sinapsi tra fibre
parallele e cellule di Purkinje
Lo stimolo debole (tono) diventa capace di evocare la risposta
Associazione Stimolo-Risposta
Comportamenti appresi e non riflessi
Richiede associazione tra uno stimolo e una risposta
È un apprendimento flessibile, che si basa sulle conseguenze delle risposte: il rinforzo
Il rinforzo causa cambiamenti nel SNC in grado di aumentare la probabilità che uno stimolo
particolare produca una particolare risposta
Il processo di rinforzo rafforza una connessione tra circuiti neurali

I comportamenti strumentali o operanti


L'apprendimento procedurale motorio è parte del comportamento strumentale I
Comportamenti strumentali sono un modello di comportamento complesso. Stiamo parlando
quindi di comportamenti non più riflessi,come nel caso del condizionamento classico, che si basano
su comportamenti incondizionati(ad esempio:il topo che abbassa la leva non ha questa risposta nel
suo bagaglio genetico),ma di comportamenti appresi che richiedono una valutazione cognitiva
dipendente dalla corteccia,pur mantenendo una minima parte di condizionamento implicito.
Per quanto cognitivo,il comportamento strumentale richiede comunque un'associazione che avviene
in base alle conseguenze della risposta stessa,e la conseguenza è avere ottenuto qualcosa che agisce
come rinforzo,che dipende dalla motivazione. Quello che succede in virtù della presenza dello
stimolo che agisce da rinforzo,è che questo rafforza una connessione in qualche struttura che media
controllo motorio volontario. Mentre nel condizionamento classico è la semplice vicinanza
temporale a produrre un'associazione che può quindi avvenire anche per una semplice
coincidenza,il condizionamento strumentale implica che si faccia volontariamente e
consapevolmente qualcosa per ottenere qualcosa(comportamento strumentale) che si sa quanto
vale.
Riepilogando il comportamento strumentale implica: motivazione, valutazione del valore del
rinforzo in relazione allo scopo, controllo inibitorio delle risposte inadeguate,implica
rappresentazioni interne di tutto ciò che avviene ed è flessibile in quanto se le circostanze
cambiano anche il topo cambia comportamento
Il fatto che ci sia rappresentazione interna implica la presenza di memoria. Ad esempio il topo
continua a premere la leva anche quando non c'e' un rinforzo ad ogni pressione.
La motivazione(fame),più la rappresentazione mentale del rinforzo in memoria(dichiarativa),fa si
che il topo continui a premere la leva. In più c'e' una parte procedurale che interviene.
Nel caso dell'esperimento della leva c'è una relazione tra vedere la leva e premere la leva rafforzata
dal rinforzo. Le connessioni rafforzate si trovano in un sistema di controllo motorio non corticale
L’apprendimento motorio è quindi una componente del comportamento strumentale. Il
rafforzamento determina perdita di flessibilità del comportamento perchè il continuo ripetersi di
questo fa si che l'apprendimento diventi procedurale e quindi sottocorticale,non cognitivo e rigido.

Controllo volontario dei movimenti


Area premotoria: pianificazione dei movimenti sulla base di stimoli visivi. Lesioni della
premotoria impediscono le risposte associate a stimoli visivi.
Area supplementare motoria: pianificazione dei movimenti e di sequenze apprese. Lesioni
dell’area supplementare impediscono di iniziare autonomamente(Cio significa che su richiamo di
tipo condizionato si,ma su intenzione volontario no) una risposta o una sequenza comportamentale
che abbia una risposta come segnale di avvio per la successiva.
Il doppio circuito dell’apprendimento motorio
La corteccia associativa sensoriale comunica con quella associativa motoria attraverso due vie:
1.Connessioni transcorticali dirette
2.Connessioni transcorticali indirette che passano attraverso i nuclei della base.
Quello che succede quando un comportamento motorio viene appreso per la prima volta,è
che(mentre lo sta apprendendo) entrambe le vie sono attive,ma la mediazione del comportamento
è di tipo consapevole corticale. In questo momento l'altra via si dice spettatrice passiva,ovvero
incamera informazioni su quello che sta avvenendo in corteccia. Con la ripetizione e
l'apprendimento, diminuirà il carico cognitivo delle cortecce e il controllo del movimento,che è
stato contemporaneamente appreso diventerà sempre più mediato dai nuclei della base.

I gangli della base


Insieme di nuclei sottocorticali:
-Nucleo caudato e putamen (striato)
-Nucleo accumbens (neostriato ventrale)
-Globo pallido
-Nucleo subtalamico
Sono coinvolti nel controllo motorio, emozioni apprendimento e partecipano ai processi cognitivi
superiori
L’apprendimento motorio è consapevole
Durante la parte iniziale dell'apprendimento di una risposta nuova le informazioni sensoriali
“guidano” la risposta motoria. In questo periodo le aree associative motorie e sensoriali
interagiscono e si ha consapevolezza.

L’apprendimento motorio procedurale (automatismo)


Il neostriato (caudato e putamen) riceve anche informazioni da tutte le cortecce sia sensoriali che
motorie, oltre che dalle cortecce prefrontali. Queste connessioni sono necessarie per monitore il
processo di apprendimento consapevole che è mediato dalle cortecce.
Dopo numerose esecuzioni di una risposta questo circuito si fa carico del controllo del movimento
Questa mediazione è involontaria e inconsapevole, tipica dei comportamenti automatici e lascia le
cortecce libere per nuovi apprendimenti.

Il circuito dei gangli della base


Nucleo striato riceve input da lobi frontali (movimenti pianificati o in corso) e invia output al
globo pallido
Globo pallido attraverso il talamo invia alla corteccia prefrontale, premotoria e motoria
supplementare motoria (associative) oltre a quella motoria primaria
Lesioni di questo circuito impediscono di apprendere la componente procedurale di un
comportamento operante lasciando inalterate altre forme di apprendimento (associazione tra stimolo
e rinforzo)

I gangli della base non sono solo mediatori del movimento


Lo Striato riceve input dalle cortecce prefrontali e invia al Globo Pallido. Questo proietta al
Talamo che reinvia al punto di partenza ovvero le cortecce prefrontali. E' in questo modo che i
gangli della base vengono a conoscenza di ciò che accade nelle cortecce prefrontali e possono
influire sul controllo dei movimenti volontari agendo a sua volta sulla corteccia prefrontale.
Se questo circuito viene lesionato,l'animale non riesce a premere la leva. C'è' l'associazione tra la
leva e il rinforzo,ma la parte motoria non può essere appresa.
Gangli della base hanno neuroni di proiezione GABA. Le vie diretta e indiretta sono
Gabaergiche.(Il glutammato eccita ,il GABA inibisce)
Il circuito talamo-corticale fornisce input in ingresso da molte corrispondenti aree corticali circa
le rappresentazioni di input sensoriali, motori e di stati interni.. Questi input dinamici (possono
cambiare in qualsiasi momento) costituiscono il generatore di diversità. Questo significa che i
gangli della base (lo striato in particolare) sono capaci di selezionare e di amplificazione
differenziale. I gangli della base,nella parte iniziale di apprendimento flessibile cognitivo ,
partecipano alla valutazione del risultato dell'azione in base a quello che si ottiene. Hanno quindi
una funzione cognitiva che va oltre la pura funzione motoria. In corteccia si apprende il valore del
rinforzo in base alla motivazione,mentre nei gangli della base viene appresa la contingenza
strumentale tra leva e rinforzo
Spostamento del controllo[da flessibile(1) a rigido(2)]
Durante la formazione di un’abitudine motoria si verifica uno spostamento del controllo
comportamentale da striato associativo a striato sensorimotorio
1.Nucleo caudato o striato associativo (nei roditori DMS)
-Il Nucleo caudato riceve input da cortecce associative,coinvolte nell'apprendimento consapevole
delle conseguenze di un azione,il quale proietta info al Globo pallido che attraverso il talamo
reinvia in corteccia.
-Apprendimento flessibile della contingenza strumentale (connesso con ippocampo)
-Lesioni impediscono l'apprendimento della contingenza strumentale e causano shift di strategia
cognitiva da place learning? a response learning
2.Putamen o striato sensorimotorio (nei roditori DLS)
-Riceve input da cortecce sensoriali e motorie
-Apprendimento procedurale
Il rinforzo e la dopamina
Il rinforzo è ciò che motiva il comportamento. Qualsiasi cosa sia rinforzante sta rilasciando
dopamina attraverso le seguenti vie:
Via meso-limbica: origina da neuroni della VTA e innerva le strutture del sistema limbico (striato
ventrale o NAC, ippocampo, amigdala)
Via meso-corticale: origina dagli stessi neuroni della VTA ma proietta alla corteccia prefrontale

Via nigro-striatale: origina da neuroni della substantia nigra e proietta allo striato dorsale (nucleo
caudato più putamen) ed è implicata nel controllo motorio.

Via tubero-infundibolare: connette neuroni dell’ipotalamo con l’ipofisi ed influenza la secrezione


di ormoni.

Le prime due vie vanno a formare la Via meso-cortico-limbica(attrazione verso lo stimolo?) che
insieme alla nigro-striatale è coinvolta nel controllo motorio.

Il rinforzo e il rinforzo condizionato


NAC(nucleus accumbens) si attiva per rinforzi nuovi o inattesi
Dopo ripetuta presentazione del rinforzo il NAC si attiva solo per stimoli che segnalano l’arrivo di
un rinforzo
NAC segnala che c’è qualcosa da apprendere
NAC è interfaccia limbico-motorio
L’apprendimento stimolo-stimolo o stimolo-risposta avviene altrove

I circuiti cortico-striatali

La continua attivazione DAergica relativa al rinforzo determina lo spostamento del controllo


dell’azione da flessibile a automatica
.