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ANALISI MATEMATICA 1A - C.d.S.

in MATEMATICA
Prova di autovalutazione: soluzione
Università di Bologna - A.A. 2018/2019 - 7 Novembre 2018 - Proff. G. Dore e G. Cupini
MATRICOLA:
COGNOME:
NOME:

Esercizio 1.

Usando la disuguaglianza di Bernoulli, dimostrare che per ogni a ∈ R, 0 < a < 1 e per ogni n ∈ N \ {0}
si ha
1
(1 − a)n < .
1 + na

SOLUZIONE:
Ciò che si vuole dimostrare è equivalente a
(1 + na)(1 − a)n < 1.
Si ha
(1 + na)(1 − a)n ≤ [Dis. Bern. e 1 − a > 0] (1 + a)n (1 − a)n = ((1 + a)(1 − a))n = (1 − a2 )n .
Dato che 0 < a < 1 allora a2 < a < 1, quindi
(1 − a2 )n < 1n = 1.
Abbiamo cosı̀ dimostrato che
(1 + na)(1 − a)n ≤ (1 − a2 )n < 1.

Esercizio 2.
Dimostrare, usando il Principio d’induzione, che per ogni a ∈ R, a ≥ 1, e per ogni n ∈ N \ {0} si ha
n
X
kak ≤ n2 an .
k=1

SOLUZIONE:
Se n ∈ N \ {0}, sia P (n) la proposizione
n
X
kak ≤ n2 an ∀a ∈ R, a ≥ 1.
k=1

Dimostriamo che P (1) è vera e che, fissato n ∈ N \ {0}, allora (P (n) vera ⇒ P (n + 1) vera).
1) P (1) è
a≤a ∀a ∈ R, a ≥ 1,
banalmente vera.
2) Fissato n ∈ N \ {0}, supponiamo che P (n) sia vera e dimostriamo che P (n + 1) è vera, cioè che
n+1
X
kak ≤ (n + 1)2 an+1 ∀a ∈ R, a ≥ 1.
k=1

Supposta vera P (n) e fissato a ∈ R, a ≥ 1, si ha


n+1
X n
X
k
ka = kak + (n + 1)an+1 ≤ [P (n) è vera]
k=1 k=1

≤ n2 an + (n + 1)an+1 ≤ [a ≥ 1]
≤ n2 an+1 + (n + 1)an+1 = (n2 + n + 1)an+1
≤ (n2 + 2n + 1)an+1 = (n + 1)2 an+1 .

Le ipotesi del principio d’induzione sono verificate. Abbiamo quindi dimostrato che P (n) è vera per
ogni n ≥ 1.

Esercizio 3.
Determinare il valore del limite l ∈ R ∪ {±∞} e verificarne la correttezza usando la definizione di
limite, determinando esplicitamente uno dei possibili n:
−2n2 + 1
lim = l.
n→∞ n2 + 1

SOLUZIONE:
VALORE DEL LIMITE: −2
VERIFICA e ricerca di n̄:
Sia ε > 0. Vogliamo determinare n̄ ∈ N tale che
−2n2 + 1
−ε < +2<ε ∀n ∈ N, n > n̄
n2 + 1
cioè
−2n2 + 1 + 2n2 + 2
−ε < <ε ∀n ∈ N, n > n̄
n2 + 1
equivalente a
3
−ε < <ε ∀n ∈ N, n > n̄.
n2 + 1
3 3
La prima disequazione ( > −ε) è verificata per ogni n, in quanto 2 > 0.
n2 +1 n +1
Studiamo la seconda disequazione. Si ha
3 3 3
< ε ⇔ n2 + 1 > ⇔ n2 > − 1
n2 + 1 ε ε
Quest’ultima è soddisfatta da ogni n ∈ N, n > n̄ se scegliamo n̄ ∈ N tale che
s  
3
n̄ > max 0, − 1 .
ε
Ad esempio, possiamo scegliere "r #
3
n̄ := max{0, − 1} + 1.
ε

Esercizio 4.
Determinare per quali numeri interi k, risulta (n + 2)! − nk n! ∼ (n + 2)!

SOLUZIONE:
Per definizione, (n + 2)! − nk n! ∼ (n + 2)! se
(n + 2)! − nk n!
lim = 1. (1)
n→∞ (n + 2)!
Dato che
(n + 2)! − nk n! (n + 2)! nk n! nk n!
= − =1−
(n + 2)! (n + 2)! (n + 2)! (n + 2)!
l’uguaglianza (1) è equivalente a
nk n!
lim = 0.
n→+∞ (n + 2)!
Ora,
nk n! nk n! nk
lim = lim = lim
n→∞ (n + 2)! n→∞ (n + 2)(n + 1)n! n→∞ (n + 2)(n + 1)
Essendo
(n + 2)(n + 1) ∼ n2
si ha
nk nk
lim = lim 2 = lim nk−2 .
n→∞ (n + 2)(n + 1) n→∞ n n→∞
Tale limite vale 0 se e solo se k − 2 < 0, ossia k < 2.

Esercizio 5.
Determinare il massimo e il minimo limite di (an ), dove
p
an := n2 + (−1)n n − n.

SOLUZIONE:
I MODO:
Consideriamo le sottosuccessioni (a2n ) e (a2n+1 ).
Iniziamo studiando (a2n ).
p p
a2n = (2n)2 + (−1)2n 2n − 2n = (2n)2 + 2n − 2n
p
e moltiplicando e dividendo per (2n)2 + 2n + 2n otteniamo
(2n)2 + 2n − (2n)2 2n 1 1
a2n = p =p =q →n→+∞ .
2
(2n) + 2n + 2n 2
(2n) + 2n + 2n 1
1 + 2n +1 2

Studiamo ora (a2n+1 ).


p p
a2n+1 = (2n + 1)2 + (−1)2n+1 (2n + 1) − (2n + 1) = (2n + 1)2 − (2n + 1) − (2n + 1)
p
e moltiplicando e dividendo per (2n + 1)2 − (2n + 1) + (2n + 1) otteniamo
(2n + 1)2 − (2n + 1) − (2n + 1)2 2n + 1
a2n+1 = p = −p
2
(2n + 1) − (2n + 1) + (2n + 1) 2
(2n + 1) − (2n + 1) + (2n + 1)
1 1
= −q →n→+∞ − .
1
1 − 2n+1 + 1 2

Basta ciò per concludere che


1 1
min lim an = − max lim an = .
2 2
Infatti, da quanto dimostrato segue
1 1
min lim an ≤ − < ≤ max lim an ,
2 2
ma è facile dimostrare che non può essere min lim an < − 21 né 12 < max lim an .
Infatti, supponiamo che sia, ad esempio, min lim an < − 12 . Allora dovrebbe esistere una sottosucces-
sione (akn ) di (an ), tale che
lim akn = min lim an .
D’altra parte (akn ) avrà una infinità di indici kn che sono numeri pari o una infinità di indici che sono
dispari. Quindi da (akn ) si potrà estrarre una sottosuccessione che sarà anche sottosuccessione di (a2n )
(nel primo caso) oppure di (a2n+1 ) (nel secondo caso). Questa sottosuccessione dovrebbe quindi avere
sia limite min lim an che limite 21 (nel primo caso) o − 12 (nel secondo caso). Ciò è assurdo, avendo
supposto min lim an < − 21 .
II MODO:
p
Moltiplicando e dividendo per n2 + (−1)n n + n si ha:
p n2 + (−1)n n − n2 (−1)n n (−1)n
an = n2 + (−1)n n − n = p =p =q .
n2 + (−1)n n + n n2 + (−1)n n + n 1 + (−1)n n1 + 1

Si ha quindi
1 1
−q ≤ an ≤ q . (2)
1 + (−1)n n1 + 1 1 + (−1)n n1 + 1

Dato che limn→∞ (−1)n n1 = 0, si ha


r !
1
lim 1+ (−1)n +1 = 2. (3)
n→∞ n
Da (2) e (3) segue che
1 1
− ≤ min lim an ≤ max lim an ≤ . (4)
2 2
Osserviamo che
1 1
a2n = q → ,
1+ 1
+1 2
2n
quindi usando (4) abbiamo
1
max lim an = .
2
Osserviamo inoltre che
−1 1
a2n+1 = q →− ,
1− 1
+1 2
2n+1
quindi usando (4) abbiamo
1
min lim an = − .
2