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La nascita delle stelle

Le stelle, come il nostro Sole, hanno una nascita comune. Il processo di formazione stellare consiste
in una fase iniziale di aggregazione di particelle elementari, quali l’ Idrogeno, in prevalenza, l’ elio
e polveri più pesanti, elementi molto comuni nelle nebulose sparse nello spazio, che spesso sono
vere e proprie “fornaci” stellari. Esso è innescato da eventi casuali come, per esempio, l esplosione
di una vicina supernova, od il passaggio ravvicinato di una stella, che provocano l’ addensamento di
atomi attorno ad un nucleo, o massa globulare oscura ( globulo do Bok ), il quale assume un
movimento rotatorio attorno ad un centro di gravità. All’ aumentare della densità inizia a crescere
anche la temperatura ed ha inizio un lento
processo di interazione gravitazionale, che
causa l’accrescimento costante della massa,
attirando sempre di più polveri e gas nebulari.
La fase successiva vede formarsi al centro della
nube una protostella, appena visibile nell’
infrarosso, la cui temperatura e massa tendono
ad incrementare rapidamente, sotto l azione di
meccanismi di contrazione.
La protostella inizia ad emanare calore,
sottoforma di raggi infrarossi e si rende così
percettibile nel visibile, di colore rosso.
La protostella è ancora di dimensioni
elevatissime, nell’ ordine di 4.000 volte la
superficie solare.
Al continuo aumento di pressione e temperatura
( oltre i 10.000.000 di gradi K ), si innescano
nel nucleo le reazioni di fusione termonucleare:
è nata una stella.
Prendendo in esame il nostro Sole, possiamo stabilire la durata della fase pre-stellare in circa 30
milioni di anni, quando esso entrerà successivamente nella sequenza principale; nel caso di stelle
oltre le 8 - 10 masse solari questo periodo si abbrevia a poche centinaia di migliaia di anni.

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Le Reazioni Termonucleari
All’ interno del nucleo stellare avviene un processo di fusione
termonucleare per il quale due atomi di Protio si fondono un
atomo di Deuterio, che, a sua volta, si fonde ad un altro atomo
di Protio a formare un atomo di Elio leggero; due nuclei di Elio
leggero si fondono a creare un atomo di Elio pesante e due
nuclei di Protio. Tutti questi processi sono soggetti al noto
fenomeno del “difetto di massa” che, regolato dall’ equazione
E = mc2 ,formulata dall’ astrofisico A. Einstein nella teoria
della relatività generale, consiste nella perdita ed emissione
nello spazio di energia.

La sequenza principale
La sequenza principale di una stella è il periodo in cui essa raggiunge e mantiene una fase di
stabilità, sottoforma di un equilibrio idrostatico che coinvolge la pressione esercitata dalla stessa
gravità, che tende a collassare la stella verso il suo stesso centro, e la pressione del nucleo, che
tende ad espanderla. In questa fase della “vita” di una stella dimensione, luminosità e temperatura si
mantengono pressoché invariate.
Per stelle di massa solare questo periodo rientra nell’ ordine di una decina di miliardi di anni ed è
caratterizzato da una particolare regolarità: è il caso delle stelle gialle, come il nostro Sole, con una
temperatura superficiale fotosferica di circa 6000° K. Diversamente ( per stelle di 10 - 20 masse
solari ) la sequenza principale si distingue per un’ elevata attività energetica: la stella è molto più
grande, calda e luminosa ( è il caso delle stelle azzurre ) ma la durata di tale periodo risulta
esponenzialmente inferiore, nell’ ordine delle poche decine di milioni di anni, a causa del rapido
“metabolismo” che la rende così iperattiva.
La sequenza principale termina quando si esaurisce la riserva di Idrogeno all’ interno del nucleo.

Schema di evoluzione stellare

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Dalla sequenza principale alla gigante rossa
L’ interruzione della catena di fusione dell’ Idrogeno introduce la stella in una fase più critica e
turbolenta. L a forza espansiva nucleare si placa rompendo l’ equilibrio tipico della sequenza
principale: il nucleo collassa e anche gli strati gassosi più esterni precipitano verso il centro
gravitazionale.
A questo punto il diametro si riduce drasticamente e temperatura e pressione aumentano,
provocando l’ innesco di processi di fusione termonucleare dell’ Idrogeno attorno al nucleo di Elio
che, essendo più energetici, determinano l’ espansione della stella,
che entra nella fase di gigante rossa. Nel caso del Sole, esso
potrebbe arrivare ad inglobare anche l’ orbita della Terra. Stelle di
massa molto maggiore aggiungono, a questa, una seconda fase
evolutiva di super gigante rossa ( vedi Betelgeuse in Orione ).
La temperatura superficiale diminuisce a causa dell’ notevole
accrescimento del volume stesso. La produzione di energia
aumenta a tal punto da innescare la fusione dei nuclei di Elio in
nuclei di Carbonio, che, accelerando sempre più, provoca l’ esplosione del nucleo, che prende il
nome di “fase del lampo dell’ Elio” ( flash ). Ora la struttura della stella è profondamente mutata e
la temperatura interna precipita, terminando così la sintesi del Carbonio. Si rompe nuovamente
l’ equilibrio idrostatico e i gas superficiali precipitano per una seconda volta. Il diametro si riduce,
la temperatura aumenta e riprende la sintesi del Carbonio: al centro del nucleo di Elio si forma un
nucleo di Carbonio. Resterà solo un nucleo di Carbonio e, come in precedenza, si innescheranno
altre fusioni esterne al nucleo, che origineranno altri flash.

La morte di una stella

A questo punto l’ espansione degli strati superficiali sarà tale da


provocarne l’ abbandono della stella: si verrà a creare una nebulosa
planetaria, solitamente di forma anulare ( vedi M57 nella Lyra) con, al
centro, ciò che resta del nucleo della stella: una nana bianca, che esaurirà
la sua energia termica e luminosa, fino a divenire una nana bruna. Questo
è quanto potrebbe accadere al nostro Sole tra circa 5 miliardi di anni.
Nel caso di stelle di massa superiore a 10 - 20 masse solari le reazioni di
fusione continuano, sintetizzando
anche il Carbonio in un misto di
Neon, Magnesio e Ossigeno, e, quando il Carbonio è tutto
trasformato, i processi continuano, fino a sintetizzare nuclei
di Ferro dal Silicio.
Il nucleo collassa e vengono sintetizzati tutti gli elementi più
pesanti del Ferro.
Alla fase di collasso ne segue una più turbolenta rispetto al
caso precedente: si origina un’ onda
d’ urto e la stella subisce una violenta esplosione, dando così
origine ad una Supernova ( vedi immagine a sinistra ).
Il nucleo collassato e iper denso continua il processo di
collasso fino ad annullare gli spazi intermolecolari ed interatomici, dando luogo dunque ad una
stella a neutroni, iper massiccia e dotata di un’ immensa attrazione gravitazionale, la cui rotazione
risulta molto rapida ( inferiore al millesimo di secondo ); questo fenomeno dà origine alle famose

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Pulsar, osservabili da terra nelle onde radio, come “fari cosmici” pulsanti nell’ ordine di qualche
frazione di secondo.
Quando la massa stellare supera le 20 masse solari, la fase di stella a neutroni prosegue,
raggiungendo il raggio limite delle masse sferiche ( raggio di Schwarzchild ) ed evolvendosi in un
corpo celeste così massiccio, la cui gravità sottende
una velocità di fuga maggiore di 300.000 Km\sec,
ossia la velocità della luce: ha così origine un “Buco
nero”, capace di interagire in maniera estrema sul
rapporto spazio-temporale, contraendo quest ultimo in
modalità e misure ancora sconosciute. Un buco nero
risulta così rintracciabile solo qualora vi fosse un
disco di accrescimento attorno ad esso ( vedi
immagine accanto ), proveniente da una stella
compagna, alla quale sottrarrebbe incessantemente ed inesorabilmente imponenti quantità di massa.
In questo caso si avrebbe un’ intensa sorgente di raggi X ( vedi la stella Cignus X -1 ).
Si suppone esistano buchi neri iper massicci all’ interno dei nuclei delle galassie attive ( emettenti di
raggi X ).

Il ruolo delle Stelle nell’ Universo


L’ importanza che le stelle rappresentano nell’ evoluzione del Cosmo è da ricercare nel fatto che
esse siano dei sintetizzatori di materia, poiché è al loro interno che si formano tutti gli elementi più
pesanti e complessi dell’ idrogeno, indispensabili anche per lo sviluppo della vita, sottoforma di
strutture differenti: si può dire che noi siamo figli delle stelle.

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Il Diagramma H-R

 O: 30.000 - 60.000 K stelle blu


 B: 10.000 - 30.000 K stelle blu-bianche
 A: 7.500 - 10.000 K stelle bianche
 F: 6.000 - 7.500 K stelle giallo-bianche
 G: 5.000 - 6.000 K stelle gialle (come il nostro Sole)
 K: 3.500 - 5.000 K stelle gialle-arancio
 M: < 3.500 K stelle rosse

Valerio Vivaldi