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Intervento a Terra Madre, Festival internazionale della cucina mediterranea

Letture dell’Enciclica “Laudato si”

Giovedì 20 settembre, ore 20. Inaugurazione. Letture dell’Enciclica “Laudato si” di Papa Francesco con Carlo Petrini e il Vescovo
di Rieti Domenico Pompili. Incontro interreligioso con il Parroco, il Rabbino, la Pastora Valdese e l’Imam di San Salvario. Di
seguito degustazioni nel dehors di Eria preparate dal cuoco Altin Prenga, della Delegazione albanese di Terra Madre. Luoghi Comuni
di San Salvario, via San Pio V, 11. Tel. 351-8832252

Il tema della biodiversità, il problema del cambiamento climatico, non sono argomenti affrontati direttamente
nel Corano. Sono tuttavia questioni che riguardano la salute dell’uomo, la tutela delle forme di vita e la
custodia di ciò che Dio (‫ )ﷻ‬ha creato per noi. E su questi ultimi aspetti un musulmano ha chiari riferimenti
nelle due fonti di maggior importanza nell’Islam: a) il Corano e b) la Sunnah, ossia tutto ciò inerente alla vita
del Profeta (‫)ﷺ‬.

La tutela della vita è un argomento centrale e ricorrente in numerosi fonti islamiche. A cominciare da quello
che un giorno Muhammad (‫ )ﷺ‬raccontò ai suoi compagni.

Abu Huraira riporta che il Messaggero di Allah (‫ )ﷺ‬disse “Un uomo soffriva di sete mentre
camminava in viaggio. Quando trovò un pozzo, scese e si abbeverò. Ritornando su vide un
cane che, accasciato sulla sabbia, cercava con la lingua dell’acqua leccando il terreno. L’uomo
vedendo il cane disse: questo cane sta soffrendo la sete esattamente com’è successo a me.
Quindi ridiscese nel pozzo, riempi una scarpa con acqua, la tenne con la bocca e risalì. Poi
diede al cane la scarpa. Allah (‫ )ﷻ‬apprezzò la sua azione e perdonò l’uomo”. Chiesero “O
Messaggero di Allah, c’è ricompensa per le buone azioni anche nei confronti degli animali?” Il
Profeta (‫ )ﷺ‬disse “Si, c’è ricompensa nell’aiuto di ogni creatura vivente”.

Fornire quindi i mezzi per poter vivere, ad ogni essere esistente, è gesto ricompensato da Allah (‫)ﷻ‬. Il
Profeta (‫ )ﷺ‬narrò anche che una prostituta una volta diede da bere ad un cane che stava morendo di sete e
che Dio (‫)ﷻ‬, per questo gesto, la salvò. Quello che sta accadendo oggi, il modo in cui l’essere umano sta
uccidendo e provocando l’estinzione di piante e animali, è contro ogni insegnamento dell’Islam. Gli animali
e le piante sono segni della Misericordia del Signore, dei doni che egli ci ha elargito affinché la nostra vita
potesse essere più agiata. Così come ci ha donato acque pulite, aria respirabile ed un clima che si alterna in
stagioni calde e fredde.
Ignorando le ragioni che rovinano il nostro pianeta, dico ignorare perché orami si conoscono le cause, non
facciamo altro che danneggiare questo magnifico posto. Uno dei termini che vorrei portare alla vostra
attenzione è il concetto di amanah. Amanah è una parola araba che non ha traduzione specifica, dipende dai
contesti in cui la si usa. È generalmente un oggetto materiale o astratto che si affida a qualcuno e questi
s’impegna a tutelarlo e proteggerlo. Se consideriamo il nostro pianeta come amanah affidata a noi, è facile
intuire che come affidatari stiamo facendo un pessimo lavoro. C’è un detto del Messaggero di Allah (‫ )ﷺ‬che
dice:
Se l’Ultima Ora fosse giunta, mentre hai tra le mani un ramoscello di palma e fosse possibile
piantarlo prima che giunga l’Ora, allora piantalo.
La responsabilità del Pianeta è quindi non solo verso il presente, ma anche verso il futuro. In extremis,
persino se il Pianeta stesse per arrivare alla sua ultima ora. Dobbiamo quindi renderci conto che, da affidatari
del Pianeta, da affidatari del futuro dei nostri figli e dei nostri cari, abbiamo una responsabilità viva e forte.
Non stiamo arrecando solo danni alla natura, ma anche alle persone, e non persone sconosciute ma a noi
stessi. Il tema dell’uomo che danneggia se stesso, che compie ingiustizie verso gli altri, è un altro degli
argomenti ricorrenti nell’Islam.
Ma Dio (‫ )ﷻ‬ci dà chiare indicazioni di come comportarci per non arrecare danno agli altri. Lo spiega nel
Corano e tramite i detti e le azioni del Messaggero di Dio (‫)ﷺ‬. L’islam pone dei limiti inequivocabili in ogni
ambito della vita dell’uomo. Socialmente parlando si è ad esempio stabilito che non si possono avere rapporti
sessuali all’infuori del contratto matrimoniale. Si sono posti limiti a livello economico (l’usura, l’economia e
la finanza basata sull’interesse) e a livello contrattuale (i debiti e la amanah).

Il messaggero di Dio (‫ )ﷺ‬ci ha insegnato come vivere concretamente nei limiti della legge divina. Ci ha per
esempio raccomandato di consumare le risorse proporzionalmente ai bisogni, anche se vi sia abbondanza di
tali risorse. L’esempio più interessante è quello del consumo dell’acqua nell’igiene quotidiana. I musulmani
prima di ogni preghiera hanno l’obbligo di purificarsi pulendo e bagnando determinate parti del corpo. È il
rituale notoriamente conosciuto come abluzione. Quando il Profeta (‫ )ﷺ‬vide uno dei suoi compagni
consumare molta acqua per l’abluzione, gli chiese
“Perché stai consumando così tanta acqua?”. Il compagno chiese: “si considera spreco anche se
è destinata all’abluzione?”. Il Messaggero di Allah (‫ )ﷺ‬rispose: “Sì, anche se stessi usando
l’acqua corrente di un fiume”.

Lui stesso, il Profeta (‫)ﷺ‬, usava riempire un recipiente d’acqua e usare quella quantità limitata per
l’abluzione. E questo secondo me è il senso di quello che dovrebbe fare ognuno di noi, porre dei limiti ad
ogni consumo. Non so quanti di voi sanno che lasciando il rubinetto dell’acqua aperto per un minuto
consumiamo dai 10 ai 20 litri. Che è molto più di quello con cui vivono al giorno molte persone nel mondo.

Il Profeta (‫ )ﷺ‬ci ha insegnato come porci dei limiti. Un esempio è la regola dei tre terzi. È un trucchetto per
riuscire a prevenire molti disturbi fisici di breve e lungo periodo dovuti al consumo di quantità di cibo
sproporzionate. Il detto riporta che il Messaggero di Allah (‫ )ﷺ‬disse:

Non c’è recipiente che riempiamo peggio dello stomaco. Per l’essere umano è sufficiente
mangiare quello che gli serve per stare in piedi. Se ciò non è possibile, un terzo per il cibo, uno
per il bere e uno per il respiro.
Nel consumo va posta una disciplina, che è l’Islam in primis a suggerirci. Quel che consiglio sempre io è di
non essere mai sazi, di tenere sempre un po’ di fame. Se riempiamo tutto lo spazio nella nostra pancia,
all’inizio staremo un po’ male ma poi espanderemo i nostri limiti. E lo faremo finché potremo, perché
purtroppo è recondita nella natura umana la volontà di avere sempre di più. Il digiuno del Ramadan è ad
esempio una delle pratiche che i musulmani compiono costantemente per disciplinarsi non solo nel bere e
mangiare, ma su ogni altro limite solitamente oltrepassato.
Se quindi da tutti questi insegnamenti riusciamo a capire che

 i doni che Dio (‫ )ﷻ‬ci ha donato sono cose di cui essere riconoscenti e da apprezzare, non da danneggiare e
trascurare,
 la terra ci è stata assegnata in custodia per preservarla e mantenerla intatta per le generazioni future,
 salvare un essere vivente porta ad immensa ricompensa nella vita dopo la morte,
 porsi dei limiti nel consumo ci aiuterà ad autodisciplinarci e regolare gli sprechi
potremo sicuramente iniziare un nuovo modo di vivere, inclusivo, rispettoso, lungimirante. La religione,
tramite questi insegnamenti, ci dimostra concretamente che l’uomo è al centro dell’azione. E, come
conclusione inversa, ricaviamo che la religione è parte attiva nel cambiamento.

Permettetemi a questo punto di concludere citando un ultimo detto del Profeta (‫ )ﷺ‬che dice

Non c’è nessun musulmano che pianti un albero o un seme, da cui poi un uccello, una persona o
un animale mangi, che non venga ricompensato come se avesse compiuto l’elemosina.