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Nancy Woloch, l’evoluzione della giurisprudenza a favore delle la-

A Class by Herself. Pro- voratrici, dalla sentenza della Corte Suprema Mul-
tective Laws for Women ler v. Oregon (1908) al Fair Labor Standards Act
Workers, 1890s-1990s, (1938), dal Pregnancy Discrimination Act (1978)
Princeton and Oxford, Princeton alla UAW v. Johnson Controls (1991). Con una de-
University Press, 2015, pp. 338. cisa insistenza sui nodi fondamentali dell’Età pro-
gressista, del New Deal e delle lotte del femmini-
Apparentemente, porre al centro di una trattazio- smo degli anni Settanta, l’autrice fa dialogare le
ne monografica il tema della tutela delle donne riflessioni espresse dai fitti network dei movimenti
lavoratrici sembra ripercorrere sentieri scientifici e delle associazioni di categoria con le prese di
già ben noti alla women’s history statunitense. posizione degli apparati istituzionali, nazionali e
Tuttavia, pur tornando su questioni e nodi am- statali, dedicando particolare spazio all’impatto di
piamente digeriti dalla letteratura, Woloch riesce questo ricchissimo e spesso controverso dibattito
a introdurre con disinvoltura un confronto inter- politico sugli sviluppi delle argomentazioni legali e
disciplinare che, oltre a dimostrarsi in linea con le costituzionali. Un punto di vista così interno sulla
recenti tendenze storiografiche, si rivela capace di legislazione protettiva e sul rapporto spesso per-
integrare metodologie differenti e di porre inter- meabile con l’impianto legislativo e assistenziale
rogativi inediti e di estrema attualità. Il percorso riesce qui a suggerire una doppia narrazione, spes-
tortuoso della legislazione protettiva viene infatti so lasciata disgiunta sebbene interdipendente. Se,
rivisitato proprio a partire dalla genesi e dalle spe- da un lato, il riconoscimento di coperture specifi-
cificità dei lunghi dibattiti costituzionali all’inter- che da destinare esclusivamente alle lavoratrici ha
no delle corti, grazie a un essenziale quanto vivace contribuito alla nascita della moderna normativa a
dialogo con i risultati offerti dalla legal history. In tutela dei lavoratori nella seconda metà degli anni
questo modo, le complesse criticità del tema incro- Trenta, dall’altro ha anche continuato a traman-
ciano non solo la ricca valorizzazione di nuovi in- dare una tradizione distinta, che ha individuato
terlocutori e protagonisti, ma anche le discussioni nelle donne dei soggetti altri e ha di fatto impedi-
sul ruolo dello Stato e sulla specificità giuridica da to il raggiungimento di una cittadinanza compiuta
assegnare a donne, madri e mogli inserite nel mer- ed egualitaria. In una congiuntura storica in cui
cato del lavoro. Ecco perché l’inquadramento inter- le reti del mercato globale ci inducono a riporta-
pretativo sulla nascita, sullo sviluppo e sul succes- re urgentemente al centro del dibattito riflessioni
sivo smantellamento delle tutele single-sex viene transnazionali su questi temi, le tesi di Woloch
presentato all’interno di una proposta cronologica risultano particolarmente convincenti soprattutto
molto ampia, che prende il via dalle mobilitazioni perché ricordano costantemente «la natura insta-
dell’ultimo quarto dell’Ottocento e si spinge fino bile delle leggi protettive e l’imprevedibilità delle
alle battute finali degli anni Novanta del secolo loro conseguenze» (p. 263).
scorso. Il testo offre una storia approfondita, che
si sofferma e rivisita alcuni passaggi decisivi per Annalisa Mogorovich

Storia del pensiero politico

Alberto Burgio, una grande storia critica della modernità euro-


Gramsci. Il sistema in pea, tessuta da Gramsci attorno allo sviluppo del-
movimento, le società capitalistiche, ai processi rivoluzionari
Roma, DeriveApprodi, 2014, pp. 496. esemplari (la Rivoluzione Francese) e dimidiati (il
Risorgimento), alla cesura degli anni 1870, sino
In Gramsci storico (Laterza 2003) Alberto Burgio alla «crisi organica» apertasi con la Grande guer-
aveva messo in risalto, come trama dei Quaderni, ra. «È attraverso la critica della civiltà capitalistica

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che si è formata o si sta formando la coscienza Se per Gramsci il processo di formazione
unitaria del proletariato, e critica vuol dire cultu- delle volontà collettive non è quello della haber-
ra», scriveva Gramsci nel gennaio 1916, e «cultura masiana opinione pubblica, ma avviene nel vivo
[...] è organizzazione». Nel titolo del libro in cui dei rapporti di forza e di produzione, il ruolo del
Burgio raccoglie e ordina studi degli ultimi anni Partito consiste anche nel farsi avanguardia politi-
(2000-12) quello di Gramsci è perciò un «sistema ca delle «masse» lavoratrici, precedendole; in bre-
in movimento»: la conoscenza storica è pensiero ve, facendosene rappresentante autentico perché
pratico (p. 145) e premessa di una teoria dell’orga- avanguardia, ma avanguardia perché egemone. Ciò
nizzazione, teoria del partito non solo come attore significa anche «far diventare coscienza e crea-
sociale e politico ma anche come prefigurazione zione rivoluzionaria gli impulsi alla ribellione che
(«embrione») della società futura; traspare, dun- scaturiscono dalla situazione che il capitalismo
que, una «cripto-teoria della transizione» (p. 61). crea alla classe operaia» (giugno 1920, p. 71) in
Anche mediante un confronto serrato con un dopoguerra caratterizzato dall’«ingrandimento
Labriola, del pensiero gramsciano Burgio mette in della società» e dalle tensioni verso la sua
risalto lo stile e il ritmo hegeliani – «adeguati al «regolazione». Altrimenti questo ingrandimento, e
contenuto», poiché «la struttura dialettica della questi stessi impulsi, forniranno la base oggettiva
teoria è imposta dalla struttura dialettica della re- per una rivoluzione passiva, saranno sfruttati dal
altà» (p. 466). Hegeliano è il percorso dalla classe «sovversivismo delle classi dirigenti».
«in sé» alla classe «per sé» e dall’«embrione» alla Burgio sceglie di privilegiare, certo appog-
statualità socialista. Hegeliano è il termine con cui giandosi alla filologia, gli aspetti di continuità e
Burgio, per ribadire il legame tra politica ed econo- coesione (sistema, appunto, ma in movimento)
mia politica, pone l’egemonia nella sfera economica lungo tutta l’opera gramsciana, sino ai Quader-
a fondamento dell’intera dinamica egemonica (p. ni, e di considerare questi «come un’officina che
228). E hegeliana è la concezione gramsciana della l’artigiano ha dovuto abbandonare anzitempo»;
libertà, individuata come filo conduttore della sto- al lettore perciò spetta «cercare di portarli a com-
ria in quanto è sia fonte di necessità e di regolarità pimento conferendo loro l’assetto unitario di cui
delle dinamiche di sviluppo, sia «istanza incoerci- sono rimasti privi», quella coerenza che «può es-
bile di emancipazione e di autonomia» (p. 84). Li- sere colta soltanto proseguendo il lavoro interrotto
bertà non definisce perciò uno spazio vuoto di po- dall’autore», pp. 106-107. Tale scelta ermeneutica
tere, ma una sua configurazione storica concreta. presenta tanti rischi quanti vantaggi, che non è
Questo sfugge a Bobbio e alla sua lettura del- qui possibile prendere in esame. In questo caso
la società civile di Gramsci, lettura che ha finito per ispira un’energica e solida ricostruzione delle li-
veicolare «astuzie della ragione ideologica e politi- nee portanti del pensiero di Gramsci, impegnato
ca» (p. 469). Si può annotare a margine che il libro sui grandi problemi del suo momento storico e, per
avrebbe forse guadagnato da un confronto più espli- dirla con Adorno, nell’anamnesi della loro genesi.
cito con i contemporanei di Gramsci (densi ma rapidi
i riferimenti a Bloch, Lukács, Togliatti) e i nostri. Bruno Settis

Hanno collaborato a questa sezione:

Paolo Acanfora, Libera Università di Lingue e Co- Eugenio Capozzi, Università degli Studi «Suor Or-
municazione IULM, Milano sona Benincasa», Napoli
Raffaella Baritono, Università di Bologna Maria Pia Casalena, Università di Bologna
Giovanni Bernardini, Istituto storico italo-germa- Andrea Ciampani, Libera Università Maria Ss. As-
nico, Trento sunta di Roma
Cristina Bon, Università Cattolica del Sacro Cuore, Monica Cioli, Historisches Institut der Universität,
Milano Bern

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