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La famiglia di fatto

In passato l’unico modello di famiglia riconosciuto era la famiglia legittima. Nel codice del ’42 c’era
ancora un modello di famiglia patriarcale fondato sulla supremazia dell’ uomo-marito-padre.
Questo modello è stato superato con la Cost. e la riforma del diritto di famiglia del ’75 che ha
adeguato i modello della famiglia ai principi di parità,parificando la posizione dei coniugi e dei
genitori. Ad oggi,sempre di più,alla famiglia fondata sul matrimonio si contrappone a famiglia di
fatto. Quando si parla di famiglia di fatto si allude ad un legame tra 2 persone che rispecchia in un
certo senso la famiglia legittima ,ma manca il vincolo del matrimonio. In passato il problema era
avvertito relativamente perché le coppie di fatto o si trovavano in situazioni instabili o erano
pregiudicate da impedimenti. Le cose poi sono cambiate grazie all’enorme diffusione de costume
sociale,fattori lavorativi ecc. con la riforma del 2012 si è ottenuta anche la totale unificazione dello
status di figlio ossia la legge regola il rapporto di filiazione in base al rapporto naturale della
discendenza (e non in base al matrimonio). Ciò ha inciso anche sulla famiglia di fatto perché si è
valorizzato in pieno il dato biologico del figlio.(inoltre nel codice la patria potestà è stata sostituita
con la responsabilità genitoriale). Interventi della corte e del legislatore hanno fatto si che vi sia
rilevanza giuridica per la famiglia di fatto infatti anche il convivente stabile può richiedere il
risarcimento del danno patrimoniale in caso di morte del convivente dovuta per es. da un sinistro.

Le unioni omosessuali

L’art.2Cost. dispone che la repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo,sia come
singolo,sia nelle formazioni sociali nelle quali si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento
di doveri inderogabili di solidarietà politica,economica e sociale. Per formazione sociale è da
intendersi ogni forma di comunità,semplice o complessa,idonea a consentire e favorire il libero
sviluppo della persona nella vita di relazione,nel contesto di una valorizzazione del modello
pluralistico. In questa nozione rientra anche l’unione omosessuale intesa come stabile convivenza
tra 2 persone dello stesso sesso. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha affermato che il diritto
al rispetto della vita privata e familiare garantito dalla Convenzione europea per la salvaguardia
dei diritti umani(Cedu) impone la qualifica di famiglia anche alle unioni formate da persone dello
stesso sesso. Una sentenza ha stabilito che un figlio può anche essere affidato ad un genitore che
poi intraprende una relazione omosessuale infatti la Cassazione ha stabilito che la relazione
omosessuale non esclude la possibilità a priori di fare affidamento. La sentenza c’è stata in
relazione ad un caso in cui il padre era di fede islamica e aveva chiesto che i bambini venissero
affidati a lui perché la madre aveva intraprese una relazione con un'altra donna. Inoltre e durante
il matrimonio uno dei 2 coniugi cambia sesso è previsto un divorzio automatico. Un’importante
sentenza della Corte Costituzionale ha detto: “ è possibile avere un’ipotesi di divorzio automatico
che va contro la volontà?”. La corte si è espressa dicendo che il legislatore dovrà intervenire con
un’apposita disciplina escludendo un divorzio automatico e non dare per scontata che
quell’unione sia del tutto impossibile.

Misure contro la violenza nella relazione familiare


Nel 2001 sono state introdotte misure protettive contro gli abusi familiari e si disciplinano i modi
di reazioni e condotte del coniuge o di altro convivente che risultino di grave pregiudizio all’altro
coniuge. In questo caso la parte danneggiata può chiedere al giudice l’adozione di provvedimenti
di tipo provvisorio(ordini di protezione) che impongano l’allontanamento della famiglia ed il
pagamento di un assegno periodico a favore dei familiari.

Gli alimenti

Fra le obbligazioni di carattere patrimoniale che possono nascere nell’ambito della famiglia
assume particolare importanza l’obbligazione degli alimenti. Fondamento di tale obbligazione è
quel diritto all’assistenza materiale della persona priva di mezzi e che prima veniva mantenuta
dalla famiglia. Si tratta quindi di un preciso dovere derivante dal principio di solidarietà familiare. Il
diritto agli alimenti è personalissimo:non può essere oggetto di cessione,né di compensazione,non
può essere sottoposto ad esecuzione forzata ecc. (il diritto agli alimenti va tenuto distinto dal
diritto al mantenimento:gli alimenti sono dovuti nei limiti del necessario,mentre chi è obbligato al
mantenimento deve provvedere a tutte le occorrenze di vita in proporzione alle sue sostanze e
delle sue possibilità. Il genitore infatti è tenuto a prestare gli alimenti ai figli di qualsiasi età,mentre
ha un obbligo di mantenimento fino a quando i figli non sono in grado di provvedere a se stessi).
Sono presupposti dell’obbligazione degli alimenti:

-un rapporto di parentela,affinità,adozione o un’intervenuta donazione

-lo stato di bisogno dell’avente diritto accompagnato dall’impossibilità di provvedere al proprio


mantenimento

-la capacità economica dell’obbligato,occorre cioè che l’alimentante abbia la possibilità di prestare
gli alimenti. Le sue capacità economiche devono perciò essere superiori a ciò che occorre per
soddisfare le necessità primarie sue e della sua famiglia.

Quanto alla misura, gli alimenti devono essere assegnati in proporzione del bisogno di chi li
domanda e delle condizioni economiche di chi li deve somministrare. Tenuti gli alimenti sono le
persone legate dal vincolo di parentela,adozione o affinità con l’alimentando;fra le persone
suddette esiste un vero e proprio ordine gerarchico a seconda dell’intensità del vincolo;tale ordine
è nell’art.433. Se vi sono più aventi diritto alla prestazione alimentare,l’obbligato più vicino
provvede all’intero. Qualora questi non sia in grado di adempiere,si fa ricorso ad obblighi ulteriori.
Se vi sono più obbligati di pari grado,ciascuno è tenuto in base alle proprie condizioni
economiche. La violazione dell’obbligazione alimentare nei confronti dei parenti più stretti e del
coniuge è penalmente sanzionata. Inoltre,al di fuori delle ipotesi previste dalla legge,chiunque può
assumere con un contratto(cd.contratto di vitalizio alimentare)l’obbligo verso altre persone di
mantenerle;un simile caso non rientra nelle ipotesi prima contemplate. L’obbligo volontario degli
alimenti può derivare anche da testamento:ricorre allora il cd.legato alimentare.

Il matrimonio
Il matrimonio è secondo l’ordinamento vigente l’atto che ha per effetto la costituzione dello stato
coniugale e per causa la comunione di vita spirituale e materiale tra i coniugi. Si distingue:

-il matrimonio come atto costitutivo della famiglia,cioè come atto giuridico e che da vita ad una
famiglia legittima

-il matrimonio come rapporto che cioè da vita al rapporto coniugale che perdura fino allo
scioglimento del matrimonio e che fa sorgere particolari diritti e doveri in capo ai coniugi.

Il matrimonio come atto giuridico può essere regolato dal diritto civile o dal diritto canonico invece
quello come rapporto solo dal diritto civile .I cittadini possono scegliere tra :

-matrimonio civile:celebrato davanti all’ufficiale di stato civile

-matrimonio canonico:celebrato davanti al Ministro del culto cattolico

-matrimonio concordatario:celebrato davanti al Ministro de culto cattolico ma regolarmente


trascritto nei registri di stato civile.

Promessa di matrimonio

Nel nostro sistema giuridico vige un principio di ordine pubblico che tutela la libertà matrimoniale.
Prima del matrimonio,i nubendi,si promettono reciprocamente di prendersi come marito e
moglie(cd.sponsali). Tale promessa ha più importanza dal punto di vista del costume che del diritto
poiché non obbliga a contrarre matrimonio, né ad eseguire ciò che si sia eventualmente
convenuto per il caso di non adempimento;ciò al fine di garantire la libertà dei soggetti a contrarre
matrimonio. La promessa di matrimonio. Pertanto,non è giuridicamente impegnativa. Tuttavia,la
legge,prendendo in considerazione la situazione di chi ha sostenuto spese ed assunto obblighi a
causa della promessa,pone a carico del promittente delle conseguenze di carattere patrimoniale.
In particolare:

-se la promessa è fatta per atto pubblico o per scrittura privata da una persona maggiore di età o
dal minore ammesso a contrarre matrimonio,o risulta dalla richiesta delle pubblicazioni,il
promittente che si rifiuta di eseguire la promessa senza giusto motivo che con la propria colpa ha
dato giusto motivo al rifiuto dell’altro,è obbligato a risarcire il danno cagionato all’altra parte per
le spese fatte e le obbligazioni contratte a causa della promessa. Il danno in tal caso deve essere
risarcito entro il limite in cui le spese e le obbligazioni corrispondano alla condizione delle parti.

-il promittente può chiedere la restituzione dei doni fatti a causa della promessa di matrimonio ,se
il matrimonio non è stato contratto. Per i doni,a differenza del caso dell’ingiustificata rottura degli
sponsali,la legge prescinde dai motivi della rottura del fidanzamento:pertanto sono tenuti a
restituirli entrambi i promittenti.

Condizioni per la celebrazione del matrimonio


Per poter contrarre matrimonio,la legge richiede,da un lato,che siano presenti alcuni
requisiti,dall’altro che siano assenti alcune istituzioni che operano al negativo,come impedimento
al matrimonio. Questi ultimi possono essere di 2 specie:

-impedimenti dirimenti,in presenza dei quali l’eventuale matrimonio celebrato ugualmente è


annullabile. Sono impedimenti dirimenti:

-l’esistenza di vincoli di parentela o affinità tra gli sposi;in particolare i matrimonio è vietato tra
scendenti e discendenti in linea retta,tra fratelli e sorelle che siano germani(stessi
genitori),consanguinei o uterini,tra zii e nipoti,tra affini inlinea rette(suocere e nuora) o
collaterale(cognati)

-impedimentum ciminis:è vietato il matrimonio tra chi è stato condannato per omicidio
consumato o tentato e il coniuge della persona offesa dal delitto.

-impedimenti impedienti,che rendono irregolare l’eventuale matrimonio,che per altro,resta


valido,mentre viene solo irrogata una sanzione agli sposi:tale è il lutto vedovile. Sono:

-il decorso del tempo che va sotto il nome di lutto vedovile ossia la donna che vuole contrarre
nuove nozze non può farlo se non siano trascorsi 300 giorni dallo scioglimento,annullamento o
cessazione degli effetti civili del precedente matrimonio.

-l’omissione di pubblicazione,salvo i casi di esonero concesso dal tribunale per motivi gravissimi e
di matrimonio celebrato in imminente pericolo di vita

-altre violazioni di legge.

I requisiti richiesti sono:

-l’età che di 18 anni sia per l’uomo che per la donna;con decreto del tribunale per i minorenni
l’età può essere abbassata a 16 anni,a condizione che il giudice abbia accertato la maturità
psichica e fisica del minore e che ricorrano gravi motivi

-la sanità mentale,per cui l’interdetto giudiziale non può contrarre matrimonio,mentre può essere
impugnato il matrimonio di colui che si provi essere stato incapace di intendere e volere al
momento dell’atto

-la libertà di status,la mancanza, cioè un vincolo derivante da un precedente matrimonio che
abbia effetti civili.

Celebrazione del matrimonio

Il matrimonio forma una fattispecie a formazione progressiva,composta da varie attività:

-pubblicazione:essa precede la celebrazione vera e propria e consiste nell’affissione,alla porta del


comune di residenza dei 2 nubendi,per un periodo di tempo di almeno 8 giorni consecutivi,di un
atto dove siano indicate le generalità degli sposi ed il luogo dove essi vogliono contrarre
matrimonio.
-celebrazione:avviene in modo pubblico ,davanti all’ufficiale dello stato civile,alla presenza di 2
testimoni. I matrimonio forma un atto legittimo nel senso che i 2 nubendi non possono apporvi ne
condizioni ne termini.

-prova:la prova del matrimonio può essere data solo con l’atto di celebrazione del
matrimonio,estratto dai registri dello stato civile. Solo quest’atto da lo status di coniuge.

Invalidità del matrimonio

Il legislatore,con la riforma del diritto di famiglia,ha inciso profondamente sulla normativa


dell’invalidità del matrimonio e i maggiori cambiamenti sono avvenuti circa il tema dei vizi del
consenso.

Irregolarità:in alcuni casi l’inosservanza di un requisito richiesto dalla legge non determina
l’invalidità del matrimonio,ma la sua irregolarità ossia il matrimonio resta valido. Ciò accade nei
casi di impedimenti impedienti.

Inesistenza

Il matrimonio è inesistente quando mancano gli elementi necessari per qualificare la fattispecie
come matrimonio. Sono cause di inesistenza :

-la mancanza di una celebrazione formale

-l’omessa manifestazione del consenso da parte di uno dei nubendi

In caso di matrimonio inesistente,non si producono quegli effetti che la legge ricollega ad un


matrimonio nullo.(Trabucchi ritiene che sia un caso di inesistenza la mancanza della registrazione
dell’atto di matrimonio).

Nullità e annullabilità

In materia di invalidità del matrimonio,bisogna fare una distinzione tra nullità e annullabilità.

In via d principio,la nullità colpisce l’idoneità giuridica del matrimonio a realizzare la sua
funzione,mentre l’annullabilità tutela la libertà del matrimonio come atto di autonomia. Ciò ha
indotto la dottrina a parlare di nullità nelle ipotesi più gravi,e del resto molto rare,in cui è la stessa
manifestazione di un consenso effettivo e reale ad essere posta in discussione. Sarebbe questo il
caso del matrimonio contratto sotto violenza fisica o per gioco. Sul piano pratico,la distinzione tra
nullità e annullabilità sembra avere effetti molto limitati e la sua rilevanza appare attenuata
all’istituto del matrimonio putativo. È comunque possibile distinguere tra:

Nullità:

-l’azione è imprescrittibile

-la legittimazione è accordata a chiunque abbia interesse

-non esiste nessuna possibilità di sanatoria


Ne sono esempi il vincolo di precedente matrimonio,rapporti di parentela ecc.

Annullabilità:

l’azione si prescrive nel termine ordinario di 10 anni

-la legittimazione è accordata a chiunque ne abbia interesse

-la legge prevede possibilità di sanatoria

Ne sono esempi l’interdizione giudiziale.

Annullabilità relativa:

-l’azione si prescrive nel termine ordinario di 10 anni

-la legittimazione spetta solo ad alcune persone espressamente determinate

-per la sanatoria ci si riporta a quanto detto sull’annullabilità assoluta

Ne sono esempi la minore età e la capacità di intendere e volere.

Vizi del consenso

Come per i contratti,anche per il matrimonio,i vizi inficianti la volontà del soggetto rilevano quali
cause di annullamento dell’atto. La riforma del ’75 ,al fine di assicurare una più intensa tutela della
libertà del consenso,prende in espressa considerazione due vizi del volere che incidono sulla
validità del matrimonio:la violenza morale esercitata su un dei coniugi e l’errore che cada
sull’identità dell’altro coniuge o su qualità personali dello stesso,purchè possa qualificarsi
essenziale secondo prescrizioni di legge.

Violenza

Il matrimonio può essere impugnato dal coniuge il cui consenso sia stato:

-estorto con violenza:la sussistenza della violenza va ovviamente accertata. Si deve trattare della
minaccia ,anche proveniente da un terzo,di un male ingiusto (es. la ragazza che viene indotta al
matrimonio dalle percosse del padre).

-determinato da timore di eccezionale gravità derivante da cause esterne allo sposo(es.una


ragazza viene indotta al matrimonio per evitare persecuzioni razziali).

Errore

Il matrimonio può essere impugnato dal coniuge il cui consenso sia stato dato per effetto di errore
sull’identità della persona o qualità personali dell’altro coniuge. L’azione non può essere proposta
se vi è stata coabitazione per un anno dopo che siano cessate le violenze o le cause che hanno
determinato il timore ovvero sia stato scoperto l errore. L’errore è importante qualora si accerti
che il coniuge non avrebbe prestato il suo consenso se avesse saputo che :l’esistenza di una
malattia fisica o psichica tale da impedire lo svolgimento della vita coniugale,esistenza di
condanna non inferiore a 5 anni per reato non colposi,dichiarazione di delinquenza abituale ecc.

Simulazione

Ciascuno dei coniugi può impugnare il matrimonio per simulazione quando gli sposi abbiano
convenuto di non adempiere agli obblighi e di non esercitare i diritti da esso discendenti. L’azione
non può essere più decorso un anno dalla celebrazione e coabitazione.(es. quando 2 giovani si
sposano non per coabitare ma solo per soddisfare il desiderio del genitore morente).

Il matrimonio putativo

Di regola,l’annullamento del matrimonio produce effetti retroattivi. In caso di annullamento


pertanto,i coniugi riacquistano ex tunc il loro stato di libertà. La legge però non può non tener
conto della circostanza che il matrimonio ha creato di fatto una comunità familiare,né può
disinteressarsi della posizione giuridica dei figli nati dall’unione invalida. Per questo si considera
valido il matrimonio per taluni effetti. Si parla allora di matrimonio putativo(=matrimonio che i
coniugi reputavano valido). Gli effetti del matrimonio putativo sono così disciplinati dalla legge:

per i coniugi:

-se i coniugi hanno contratto il matrimonio in buona fede,o il loro consenso è stato estorto con
violenza o determinato da timore di eccezionale gravità derivante da cause esterne agli
sposi,l’annullamento opera soltanto ex nunc,per cui sono fatti salvi gli effetti nel frattempo
prodottisi

-se i coniugi hanno contratto il matrimonio in mala fede,tra di loro non si producono effetti del
matrimonio putativo