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Dal catalogo McGraw-Hill: Honomo,a cura di, Bonfica ditt contemintt “asugrandi, De Leo, Gatto, 101 problemi di ecologla Ferro, La sistemacione dei bucint idvografict Ferro, Dalla Fontana, Paglia’, Puglisi, Scotton, Opere di sistemacione idnalico-foresiale ‘a basso impato ambientale Longo, Pet, Misure « contraliidrauici Metcalf, Ingceneria delle acque reflue ~ Trattamenta riuso, # ed. Sitini, Ingegneria sanitoria-ambientale Soncini, Sess, Il progetto Verbano Soncini, Sessa, MODS per decisions integrate ¢ parecipate Al lenore La realizzacione di wn libra comporta cost variabili (carta, stampa, legatura)e cost Jissi ioe indipendent dal numero di copie stampate (tradicione, preparacione degli ‘original, redusione, composizione, impaginazione, 1 fotocopiator’ possono contenere il presen perche, oltre a nom pagare | divi d'autore, non han cost fs Ogni fotacopia, alta parte riducendo il nemero di copie vendute dall edivore, ‘unienta Vincidensa det cost isi a copia e cosringe Veditore ad aumentare il prec ‘questo. nataratmente,fornisce un ultertore incentivo a fotocopiare, Se quest cio Visioss non ver speizato, arrveremo al punto in eux editor nom avranno pia comventenza econemica a reaizzare libri di resto per Vniversit In quel momento non ci saranno pic neppureforocople. Liedivore Laura Vergani Ge 626 1423, VEq e SEEN, Meccanica dei materiali - Seconda edizione {si MeGraw-Hit hlano + New York » San Francisco + Washington D.C. + Auckland FRogata + Lisbon » London + Madd = Moxioe Cty = Montroat Now Delhi + San Juan + Singaoore » Svanev * Tokyo + Toronto SEM 00120774 fe. Copytighe © 2006 The McGraw Compass, Publishing Group tla via Ripamonti, 89 ~ 20159 Milano Sel Metirawe-Hill 1 dirs di wadozione, di Spoduzione, i memorizzarone eletronica © dt ‘stant ttle 9 pavile con qlsans mera (compres) roiiae We opie fenottiche| so sera po al | Paes Dae le caratrisiche inuaseche dt Intemet Fete non & responsable pet ‘eventual variant neg india eget contenu det st Ilene poeta ‘Nomi ¢ marchi cia ne testo sono generale spre eae pai deposit o registra date sito: Paolo Roncoron Preeione Bones Cian Inpupinaroneearafica Gate editors, Vinercate (MM) Gustin di copenina: G&G Stamps Crompopratca Europea, Rho (MI) ISDN g8.a86.0345.9 SES67tuCRoPoMOMETS Prefazione Ringraziamenti Capitolo 1 Curye sforzi-deformazioni Inoduzione Steuttoracrstallina dei metal Curva ge reale Prova di compression Effeto Bauschinger Modell di comportamento dei material 1.6.1 Matcrale perfetuamente elasto-plastico 162 Materalerigido-plastico 16.3 Materile con incrudimento plastica lincare 164 Materile con incrudimento esponenziate 165 modelo di Ramberg-Osgou Problem Bibliografia 1 IU i 1 L 1 Capitolo 2 Stato di sforzo edi deforma criteri di cedimento Introduzione Tteasore degli sforei ‘Sforzitangenziali massimi ¢ ottaedralt Circonferenze di Mohr Stato di sforzo piano ‘Tensore deviatore degtstorzi H tensore delle defornazioni Teriter di cedimento Indice Xt xv Indice 9 2, 210 2a 212 213 2a 2s 216 20 Criterio di Rankine o teoria del massimo sforzo ) Criterio di De Saint-Venant 0 ieoria della massima detormazione Criterio di Guest-Tresea o teora del massimo sforzo tangenziale rterio di Beltrami o teoria della massima energia di deormazione Citerio di von Mises o teori della massima energia di distorsione Criterio di Moker Criterio di Coulomb-Mohr Le superfici di snervamento, Lo sforzo nello spazio di Hiaigh-Westergaard Superfici di servamento successive: carieo e scarica Problem Bibliograf Capitoto 3 a7 38 39 Legame sfar7i-deformazioni fn campo elasto-plastice Intreduzione ‘Teoria incrementale delle deformazioni Equazioni di Prandt-Reuss Curva sforzi-deformazioni equivatente Tncrudimento al lavoro calla deformazione Flusso phistico assoviato a Tresca 3.6.1 Applicazione del Musso plastico associato a Tresea’ ‘caleolo della pressione ee plasticizza interamente tun disco di grosso spessore Rappresentazione aval Metodo delle approssimazioni successive 3.8.1 Applicazione del metodo delle approssimazioni successive Carico proporzionale 39.1 Applicazione delte equazioni di Hencky al caso di siato di sforzo piano Problem Bibliografia Capitolo4 Fatica ad alto numero di ciett 46 47 Introduzione Aspetti general legai al fenomeno della fatica Diggramma di Wobler e determinazione del lite di fate Prove di fatica al variare del tipo di carico applicato Dal provino al componente meccanico 45.1 Effetto di intaglio a faica 45.2 _ Efferto dimensionale e fatiea 45.3 Effetto della finiura superficiale fetto dello sforzo medio e diagramma di H 46.1 Diasramma di Haigh: effet dh intaglio, dimensional ce superficiale Fatiea con ampiezza ci sollecitazione variable 3 3 56 56 9 6 67 B 18 83 8 83 85 9 91 94 95 7 101 104 106 109 Ho ut uy nz ny 0 122 26 27 18 131 137 Capitolo S$ Comportament 4.8 Criteri di resistenza a fatica in stato di sforzo multiassiale 48.) Criterio di Gough-Pollard 482. Criterio di Sines Problem Bibliografia lico del materiale efatiea a basso." ‘numero di ciel SL Introdurione 52. Inenudimento ¢ addoleimesto 53° Curaciclica 54 Curve a fatica (deformazioni-numero di citi) 55 Influenza dello storzo medio SS. Approccio secondo Morrow 5352 _Approccio secondo Morrow modificato 553 | Approccio di Smith, Wasone Topper 5.6 Elfetto della deformazione medi 5.7 Stima della vita a fatica di componenti strutural 5.7.1 Regola di Neuber per csleolare le defermazioni e gli sori effettivi 5.1.2 Slorzi residui agh imtagti 5.73 Metodo ESED per definie le deformazioni al ntagiio 574 Caichicictict 57.5 Nucleazione e propagazione dei difesti 5.7.6 Stato di sforzo composto 5.8 Problematiche legate alla previsione della vita fatica component 58.1 Definizione del lavoro plastica 5.8.2 Ciclo di isteresie vita fatica 58.3 Definizione det lavoro di detorm 5.84 Approcciv secondo il piano critica Problems Bibtiografia Capitolo 6 Meccaniea detiafrattura lineare elastica 6.1 Introduzione 62. Approccio energetico di Griffith 6.3 Definizione della variavione dell’energia disponibile 63.1 Propagazione dei difett in controle di catico 6.32 Propagazione det difetti in controllo di spostamento 633 Lacedevolezza 6.34 Espressione di Gin funcione degli sforzt 64 Curvadi resistenza R 65 Definizione dol fattore di intensficazione degli sforei 65.1 Definizione di K in funzione degli sforsi 65.2 Influenza delle dimensioni finite sul valore di K 199 199 200 203 206 208 200 2H 212 215 28 22 VIN toaice 66 Late 66.1 Sao di sforzo all’apice del difetio 6.6.2. Influenza dello spessore 6.7 Forma della zona plastica 68 Relazione tra Ge K 69 Plasticita allspice delle ericche 69.1 Approccio secondo Irwin 69.2. Approccio secondo Dugdale 6.10 Collasso plasticn 6.11 Limitazione alla plastic selfs frattura linear elastic 6.11.4 Limitazioni alle dimensioni 6.12 Meceanica dela frattura computazionale 6.12.1 Determinazione di & teamite V'elaborazione dei valor’ nodal 6.12.2. Determinazione di K con V'approceio enesgetico 6.13 - Misura sperimentale della tense 6.13.1 Fattori che influenzano i valor di tenacita 6.13.2. Stima det vatori di tenacith Problemi Bibliogratia Capitoto 7 Meccanica della frattura elasto-plastica Introduzione Bilancio energetico Definizione di J come integrae di lines 73.1 Indipendenza dal percorso di integrazione 73.2 Significato energetic dell integrate J 74 Determinazione sperimentale di J 74.1 Procedura per Ia determinazione sperimentate di J, di base 7.4.2 _Procedura per la determinazione sperimentale della curva diresistenza R Curva di resistenza Joa J come fattore di intensificazione degli sforzi “Apertura dell apice det difeto (Crack Tip Opening Displacement) 78 Relazione tra Je CTOD. 79 Misura sperimentale di CTOD Problem Bibliografia Capitolo 8 Propagazione dei difetti a fatiea 8.1 Inwoduzione 82 Propagazione def difett a faica 24 20 233 236 238 29 239 240, 2a 275 276 281 282 284 287 290 293 294 296 oa 300 301 303 305 30s 308 In -2gi di propagazione dei dies 83.1 Legge di Walker 432 «6 Forman 833 4 Forman mosifcata 84 Comportamento a fatica dei materials 85 Stima della vita a faica per ampiezze di carico costant 86 Stima della vita a fatica per ampiezze di carico variabili 86.1 Effeto dei sovraccaricht 7 Fenomeno della chiusura della cricea 8 Lapropagazione delle crieche corte 9. Propagazione dei difett in ambienti aggressivi 8.10. Fenomeni microscopic! Problemi Bibliografia. Capitolo 9 Accettabilita dei difett secondo fe norme 9.1. Intwoduzione 9.2 British Standard 8S7910:1999 9.2.1 Idemtificazione del difeto,detlo stato di sforz0 del materiale 9.2.2 Verifica ala frattura 923 Verifica secondo il livello 3 9.24 Propagazione dei deta fatica 9.3. Nore ASME Problem Bibliografia Capitolo 10 Tmateriali: seelta critica per ta progettazione 10.4 Inwroduzione 102. Metallic leghe 10.2.1. Le curve sforzi-deformazioni dei metal 10.2.2 Le caratteristiche def metalli 103. Poiimmeri 103.1 Curve sforri-deformazioni dei polimeri 10.3.2 Caraiteristche dei polineri 104 Teeramici ei vetr 10.4.1 Curve sforzi-delormazioni dei coramici e dei vet 104.2 Caratteristche dei ceramic 105 Lcompositi 10.5.1 Composit a panicelle 105.2 Compositia bse 103.3 Varninati 10.6 Relazioni sforzi-deformarioni nel lamina 10.6. Material anisoteopi 1062. Storzie deformazioni lungo una qualungue direzione 1x 316 3n7 319 319 321 324 3M 335 HO 3aL 33 10,7 Caratterstiche elastiche della lamina 409 IGS Criter’ di resistenza per la lamina 43 108.1 Crterio dello sforze massimo a3. 10.83 Creo dela nassina deform ts 183. Gtr aH i 184 Ctr di Hoffman ats Prefazione 109 Misromevearica dell ina a Lc 10,10 Lamina con infra ire discontone m3 TO101 “we dicontmoe ana Be 10.102 Compost a re ore dispose casuatente 30 Yo03 Tatra @ 10.1 Gini de materi 23 Problem Bay Bogan au Nella prima met dell800 si inizd a studiare i comportamento dei material sotto: Appendice Uniti di misura e simboti as posta sollecitazioni ripetute nel tempo e nel 1838 Uingegnere tedeseo Albert {1] pubbiicd i primo lavoro sulla fazica dei metal. In seguito un grave incidente ferro- Viario, che cost la vita a molte persone, ¢ che avvenne a Versailles nel 1842, fu il Indice analitien 49 pretesto per intensificare fe ricerche in questo campo. Fondamentalisisultarono gli studi sistematici condotti dx Waller, che nel suo I ‘oro 2] presentato net 1867 all esposizione cli Parigiintrodusse i concetti di sollect ‘azione limite di fata e di curva sforc-numero di cili, conceti che ancora oggi so- ‘9 ampiamente ilizzaté nella progettazione dei component meccanici ‘Contemporaneamente alti studiosi si interessarono ai problemi legatt ala plasti- cizzarione dei materiali metalic. in partcolare Tresea nel 1864 [3] pnbblicd risul {atid alcuni suoi stud e la formulazione det suo criterio di snervamem e, qualche anno dopo. nel 1870, Saint-Venant {4] ¢ Levy [5] iniziarono quella che &diventata la moderna teoria della plasticita ‘Un altro importantissimo contributo venne dato da Bauschinger (61, che nel 1886 prescotd i risultati delle osservazioni sperimentai sul comportamento ciclicn dei me- Lalli, quando cio sono sowoposti a carichi variabili di ampiezza eleva. ‘Una svolta importante agli stud su! comportamento dei material soggeti a cari chi, ciclii ¢ aon, venne date nel 900 dall'uso del microscopio ottien. Numerosi st diosi si cecuparono ancora di problemi inerenti la fatica, ricordiama tra questi ‘Smith nel 1910 {7], Haigh nef 1915 [SL i eu famosi disgrammi sono ancora utlizza- Miner [9} sui modelti di danneggiamento cumulative ne! 1943, Gough e Pollard {10} sata fatiea in stat di storz0 composto nel 1951 ‘Von Mises, nel 1913, introdusse il suo eriterio suilo snervamente dei material (11), Prandd {12} e Hencky [13], ispettivamente nel 1924 ¢ nel 1925, le equazioni sul flusso plastic. Decisivo per gli sviluppi successivi si riveld, poi, il lavoro di Griffith (14), che fet 1920. pubblicd + suoi isultat sulla frattura nei materili fragili che diedero avvio alla nuova diseiplina chiamata Meceanicu detla Frattura Net 1946 Nenor 15} present 4 suai st mento mionotono e ciclieo dei metal, ll effetio degli intagls sul compara XUL_Prefavione Nel 1954 Coffin [16] ¢ Manson [17] pervennero separatamente ugh stessi rsulta tie formularono le relazioni tra le ampiezze di deformazione e it numero di ciel di Contemporancamente uso del microscopio elettronico rivoluziond Iapproccio ai problem legati ai meccanismi di danncggiamento dei materiali, permettendo uno ‘Studio locale dei fenomeni. Irwin [18] nel 1957 introdusse i concetto di furore di intensifcacione degli sforz, K,¢ Rice [19} nel 1968 quello di integrate J {La legge di Paris [20] del 1963 form il Tegame tra la velocita di propagazione det difest ei fattore di imtensificazione deli sforzi. Neglt anni "70 Eber [21] dalle sue fosservazioni sulla propagazione dei difeti trovd che non sempre la legge di Paris ne caleolava adeguatamente la velocih e dein if fenomeno della chiusura dei diet NNegli anni successivi molto sforzi vennero dedicatial problema della fatica in stato di sforzo eomposto;alcuni sutori seguirone un approccio detto energetic. per- ‘ch basato appunto su parametti energetici, come per esermpio Eilyin [22}, altri un pproecio detto del piano crtico, come Fates e Socie (23) ‘Una radicale tasformazione nel modo di operare del progettista, poi, imputabi- fe all'enorme evoluzione degh claboratori avvenuta negli ultimi decenni lel "900. arts questa ha permesso un grande sviluppo e diffusione dei metodi di calealo ‘numeric, in paticolare gli element finiti, che consentono di ottenere ormai in breve tempo soluzioni dettagliate di problemi non linear, impensabili fino a poco tem ota ‘Accanto all approceto tradizionale basato sulla definizione di grandezze nominalt il progettista pad, ora, operare secondo un approccio basato sulla definizione di ‘grandezze local, la cai quantificazione viene fatta seguendo in dettaglio la storia di teatico in un punto ben definito del componente che si sta considerando. [La presenza di difetti negli elementi meccanici& tollerata purché ne sia controll ta Veventuale evoluzione, Il componente aon @ pid progetialo per una vita infinite, fa si segue un approceio detlo damage tolerant, che, appunto, & basato sulla cono~ scenza della posizione e dimensione di difeti. oltre i} grande imputso ricevuto dat Settore tecnlogico ha portato allo sviluppo di nuovi material in particolare i com- posit, che permettono di ottenere, variando sia il tipo sia la quantita delta matice © ‘el rinforzo, material su misura per 'applicazione che si vuole realizzare IL progetista deve. quindi, compicse un lavoro i sintesi su tutte le informazioni che gli arrivano dalle analisi numeriche ¢ dalle indagin’ sperimentali sui material Jolie, pur seguendo un approccio locale, che gli permette di conoscere e prevedere ‘con grande precisione il compostamento del componente meccanico nelle zone dove ¥i sono coneentrazioni di sforzi dovute « intaglio difeti, non deve perdere di vista Tinsieme del componente stesso, Questa esigenza di sitesi & stata ben messa in evi denza da Ashby (24], che eon Te sue mappe ha tentato di ottimizzare Pimpiego dei material nella progetiazione. I progetista deve, poi, essere in grado di valutare, anche in prima approssim zione almeno come ordine di grande i valor di quelle grandezze local ebe risul- tano dalle analisi numeriche, che forniscono una enorme quantita di dati, ma che non hanno significato se non Yengono analizzati in modo eritico da una persona compe: | Pretavione _XUUL Lo scopo di questo libro & proprio quello di fomire gli stument per segue eitica- ‘mente | nuovt approcc nel campo dela fatica termine o basi sul metodo damage tolerant TE indivizzto, qin, agli student dela aurea specialistiea, ma anche a inge- meri progetist¢ non che vogliono approfondire te loro conoscenze in quest uo eampi Tnfat,mentse nei prt doe capitol dl bo vengono riporat dei rchiami ge- neral sulle curve forgi-deformazioni dei materia, sul tensore dello sforzo e della deformuzione ¢ si enter di snervamento, nel eapitolo terzo si anno delle in ‘ion sul comportamento del materiale in campo plastic. Ne captoliquario equin- to sono rata gl argoment leg alla fatia a alt basso numero di ciel T capitoli sesto, settio ¢ otavo sono dedicat alle problematiche relative alla presenza det difets nei component, quando il comportamento del materiale 8 pre Yalentemente fineare, aon Fineare @ quando le solleitazionapplieate sono variab linet tempo. Nel eaptolo nono si seceuna brevemente ad alcone oorme interna Zonal che eappresentano un valido suumento per ia definizione dell acetabiith ‘tei lft Nel deci capitol, infne si voluto fori alcune indicazion sw tute le las: si i material di so ingegneistico ein particolare,ripostare i nuove approccio ba Sato sulle mappe di Ashby che permeite una secla critics e sintetica dei materi intent del bro 2, comunguc applicative: non ho voluto, inf, approfondire spit lorie specutaiv, ma ho ereat di dae le indicazioninecessarie per riso- ‘ete problemi prac Bibliografia {1} Alber: W.AJ. 0838) Uber tvibseile am Hare, Archive fir Mineralogie, Geo: gosie, Berghau und Huttenkunde 10, pp. 215-234. Wahler A. (1867) Wohler’s Experiments on the Strength of Met ing, August 23. p. 160. [3]. Tresca H. (1864) Sur Vecoulement des corps solids soumis s Fostes pression, Compt, Rend. $9. p. 754 (4) de Saint VenantB. (1870) Memoive sur Fétablissement des équations différentieltes des mouvements interieurs opérés dans les corps solides ductiles fan dele des limites of V'elasticité pourrait les ramener leur premier état, Compt. Rend... 70, pp, 473-480. [5] Levy M. (1870) Memoire sur tes équations générales des mouvements interieurs des corps solides ductiles au dele des limites oi Velasticité pourrait Tes ramener 0 leur premier évat, Compt, Rend, 70, pp. 1323-1325, {6 Bauschinger J. (1886) On the Change ef the Position ofthe Elastic Limit of fron and Steel under Cyclic Variations of Stress, MittMech.-Tech.Lab., Munich, vol. 13, {7} Smith 1H, (1910) Some Experiments on the Fatigue of Metals, Journal of fron fand Stee! Institue, vol OF, pp 365-907 Bngineer- XIV_Prelarione {8) Haigh B.P. (1915) Report on Aliermaing Stress Tests of @ Sample of Mild Steel received from the Brush Association Siress Commitee, Report ofthe British Associaton, 85. pp. 163-170 {91 Miner (1945) Cumuative Damage in Fatigue, Trans. ASME, J. Appl. Mech, val. 67, p. A159, {10} Gough #1, Poliand H.V. and Clenshaw Ws, (1951) Some Experiments on the Resistance of Metals under combined Stress. Aerovaatical Research Council Reportand Memoranda n. 2522, London: Ministry of Supply, His Majesty's Stationery Orie [11] von Mises R. (1913) Mechanik der festen Koerper in plastisch deformablen Zastans, Goettinger Nace, Math -Phys. Kl. p. 382-592. {12} Prandtl L, (1924) Spantungsverteilang in plastschen Koerper, Proceedings of the Ist International Congress on Applied Mechanies, Delft pp. 43-54 [13] Hencky H. (1924) Zur Theore plastischer Deformationen una der hierdurch im “Material hervorgerufenen Nebenspannungen, Proceedings of the tt Interna tional Congress on Applied Mechanics, Delf, pp. 312-317 U4] Griffith A'A, (1920) Tie Phenomene of Rupiure and Fiow in Solids, Trans Royal Society. London, vol, A221. 163 US) Neder H. (1946) Theory of Notches,.W. Edwards, Ann Arbot, Mi {16} Coftin LF. (1954) A Siu of she Eiect of the Thermal Stresses on a Ductile Metal, Trans. ASME, 76, 931-950, [17] Manson §,8.(1954) Behavior of Material under Conditions of Thermal Stresses, National Advisory Commission on Aeronauties: Report 170, Cleveland, Lewis Fight Propulsion Labortory {08} vin G.R. (1957) Analysis of Stresses and Strains Near the End of a Crack Traversing a Plate, rans. ASME. J. App. Mech, vol. 24. p. 361 {19} Rice JR. (1968) A Path indipendens Integral and the Approsimate Analsis of Strain Concentrations by Notches and Cracks. Journal of Applied Mechanics Nol 35, pp. 379.386, {20} Paris P.C. and Erdogan F. (1963) A Crisical Analyste of Crack Propagation eves, Joumal of Basie Engiacerng, vol. 85, pp. $28-53. {211 Elber W. (1970) Fatigue Crack Closure under Cyelie Tension, Engineering Fracture Mechanics, vol. 2 pp. 37-45. [22] Ellyin F. and Golos K. (988) Multiasial Fatigue Damage Criterion, ASME Journal of Engineering Matteals and Technoloy, vol. 110, pp. 63-68. {25} Fatemi A. and Socie D.F. (1988) A Critical Plane Approach to Muliaial Fa tigue Damage including Oucof phase Loading, Fatigue and Pracare of Eng neering Materials and Stevcture, 11, pp. 149-165. [24] Ashby MEF. (1999) Materials Selection in Mechanical Design, Butterworth Heinemana, Great Britain, __Ringraziamenti ‘Vomei prima di tuto ringraziare i nostri tecnicé di lahoratorio, in particolare Mauri= io Groppi, con cui collaboro dai tempi della min tesi di lauea, ¢ Mauro De Mori, che ha iniziato a lavorare con noi pit reventemente, ma con ka stessa efficacia Ein Fatt, grazie a loro che sono state portate a termine tutte le prove sperimental di cui sono Fiportat i risultat ne lib. Ringrazio anche Marta Rink che mia aiutata nella comprensione e trduzione della complessa terminologia dei polimeri Devo poi ringraziare tut i miei colfeghi della sezione di Costeurione di Macchi- tne © Resistenza det Material: ® infatti grazie al clima di collaborazione che si in ‘Staurato che somo riuscta a completare questo impegnativo lavoro, ‘Tra loro devo nominare Michele Sangirardi, come sempee gentile, disponibile & attento a tutte fe sfumature, Vinfaticabile e bravissimo Sergio Baragett, ormai dive= uto indispensable a tutti. it catissimo Mario Guagliano, con cui lavoro da tant anni e che ho sempre visto pronto ad aiutare © mai una volta arabbiato,e infine Angelo ‘Terranova, che siesce sempre a comprendere a fond e a spiegare con chiarezza tut 1 problemi ‘Tutt Joro hanno dato un conteibnto personale e significative, aivtandomi nella revisione del testo Infine un pensiero particolare alla mia famiglia che mi ha sostenuto in tatti questi mesi di lavoro, In questa nuova edizione del libro oltre alle persone gid citate nella precedente vor- rei in particolare tingraziare il professore Sergio Reale (Universita degli Studi di Fi renze} cil professore Giorgio Donzella (Universita degli Studi di Brescia) che eon 4 loro previost consigli mi sono stati indisponsabili nel lavoro di revistone, 1 Curve sforzi-deformazioni 11 Introduzione In campo ingegneristico normalmente si parla in termini di sforci, & € deformazioni, &, ossia grandezze che descrivono il comportamento macroscopico dei material, considerati omogenei,rilevato durante le prove meecaniche, Tn Figura 1.1 sono riportati, come esempio, due diagrammi oe, oftenuti da prove «i trazione eseguite una (Figura 1.1a) su un provino di accisio duttile e Palta (Figu- + 1-16) su un provino di acviaio fragile. Si vede chiaramente che i comportamenti et due aeciai sono molto diversi: Vacciaio duttile presenta un primo sratto elastico fino a un punto di discontiquita, deto punto di snervamento, ¢ un secondo teat i cui 2 evidente un comportamento plastico, mentee Pacciaio fragile ha un comporta ‘mento lineate quasi fino alla rttura e non si distingue uno snervamento marcato, ‘Questi due diagrammi sono solo un esempio della varieta dei comportament in termini o°€, dei material. Infati tutte le classi di: material uilizzate nelle applica zioni correnti: metal e leghe, cerarieie vetr, polimeri e compositi hanno propriet © caratteristiche diversissiae tr loro, Per giusificare e comprendere le differenze di ccomportamento tra le varie classi i materili si deve seguire un approecio di tipo mi- 0 acaascoe m0 IT aaa Figura Iola Diagramma o-e otenuto da una prova di razione monotona eseguita su an pro- vino di accaio dtl (Fe $10 B UNI 7070 e 200 z z © 10004 oe a oops oH ‘enim Figura 1.1 Diagrumma sfore-deformizioni otenato da una prova di trarione monotona sepia su un provi dk nccaio Fragile (A0CEMo3 tempat) croscopico.Infatti sono i legami atomicie le mirostetture che determinano il com portamento macroscopico dei material T principali legasi atomici sono quelli foniei, covalenti, metallici di Van der ‘Waals. [primi tre sono earatteristci dei ceramici, dei vetti¢ dei metall,infatti so00 Jegami molto fort, che conferiscono ai materiall caratteristche di resistenca c di du- ole, & quello che collega le eatene molecolari nei po- 1.2. Struttura cristallina dei metalli | metalli, che verranno in particolare trattati in questo capitoto, sono composti da ‘aggregazioni di piccoli gran, ciascumo dei quali & un eristallo, A seconde deta for. tha della cella elementare si possono distingvere diversi sistemi eristallin, tra questi in Figura I.2a sono ilustratt quelli cubico,cetragonale ed esagonae, Inolize per ogni tipo di cristallo gli atomi possono assumere posizioni diverse, come si pub vedere sempre in Figura 1.2b per il eristallo cubico che pu essere: cu- bico primitive (PC), con zi atomi solo nei vertici: cubico a compo centrato (BCC), ‘con sli atom ned verte: e uno nel centro de existalo; eubico a facce centrate (FCC). ton gli atomi net vertci ¢ uno nel centro di ogni faceia del cristalloe, infine, esago~ hale compatto (HCP), con gli atom nei vertici e nel centro di ogni faccia ‘Un metallo pad variae la sua struture al variare della temperatura ¢ della pr sione. Per esempio Ia struttura BCC del fer diventa FCC intro ai 900 °C e ritor- nna BCC dopo i 1400 °C. {Gli atom sono dispost in retical tridimensionali regolar: sono perd sempre pre sent dfett, che possono essere di vario tipo: di punto, di linea ¢ di superficie. In Fi ura 1.3 ne sono siportatialeuni esempi ‘ra gli atom) agiseono forze attative ¢ repulsive, la cui intensith varia con ta di- stanza tra gi atom sess, come si vede in Figura 14. dove si nota fa presenza di una posizione di equilibrie, X,, in corrispondenza della quate leforze di segno opposto si Goma ‘i -} i Figura 12a) differnt tipi di cristal: 1 cubic, 2) ecagonale, 3) esagonale; ) diferent seat det cal 1 eubico primitive, 2) cubice a corpo cena, 3) eubien a face centrat, 4) esagorale compat. Figura 5 sempi det dfeut ele pit vomunemente f wovana nelle sromure cristae di etal: a) diftt ds punto, ) ie di linea (Gsacazion® Fores ai attracione Ps Porta Pores totale Diana Fora at ‘epublone Figura 14 Forze di attazione e repusione tra gl atom. La nea cont forza totale che si seumbiano ai atomi. II modulo di elastic Proporcionale alV'inelinazione abide nella posizione di equilibio Xa; o sr20 oj ce conisponde al valore massimo della forza totale & lo sfozo di coesione teorico taal, annutlano, Per valori di x maggiori di X, la forza di atuazione 2 maggiore di quella repulsiva, mentre per valor’ inferior diventa predomante la forza repulsiva. Se il metallo non & sollecitato gli atomi rimangono nelle posizioni di equilibrio, ‘quando viene applicato uno sforzo gli atomi si spostano rispetto alla pesizione pre~ ccedente di una quantita i cui valore dipende dalle curaterstiche del legame stesso. Fino a quando lo sforzo applicato @ inferiore alla sollecitazione di snervarmento &, 4uint,strimane ne! campo di proporzionalita, gli atom si spostano di piccole quan {il non si verifica Ia rotura dei legami atomici e quando ta sollecitazione Viene tol- 1 gli atomi ritornano nelle posiziont iniziali Gili spostamenti degli atomi si accurmutano su un tato dell’elemento fino a di- ‘ventare deformazioni macrescopiche. ‘Le caratteristiche elastche del materiate dipendono dalle forze che agiscone tra si atom; inf: ot ap A dol _X,dP| do| z a deliex, Ad hax, ce Se gli sforei applicati superano un certo valore critic si verifica fa rottura dei legam ‘tomici e gi spostamenti degli atomi (e quindi le deformazioni diventano irreversi- bil Per valutare L'entith di questo valore eritico si consider! una forza che agisca sulelementa di Figura 1S ¢ che sia tale da provorare le seorrimento della nnn periore del parallelepiped rispetto a quella inferior, Cue sfori-detormazion! § a » a Fgura 1.5 Modello i scorimento platen: a) situazione indeformata,B)soorimento della ‘meth superione sspetto a quella inferiore, €) posizione del atom e legami a leavers if piano di seorrimento. Se Fatomo A si muove nella posizione B, Patomo B nella posizione Cece, si ve- sifca una simuttaneataslaione di tut gi atomi nel piano di scorimento, con la conseguente rota ditt Kezami inlertomici che agiscono atravers il piano di scomrimento, nella Figura 15 A-A’, BB ec Lo sforzo eritico che pub provocare la rottura dei legamiatomici dipende da: Fentta dee forze de lesan e,quin, dalle enespie interatomiche. Si pd supporte che la posizione di equiltrio stable corrisponda ala condizione di energia minima e che Ia posizione di equilbri instabile sia in mezzo alle posi- “ion di equilibria ecomispond alla condizione di energia massima, Nella Figura 1.60 sono siportate Te posiion di equilib P e R, separate da che la distanza ta gh atoms. In mezz0 a queste de posizion si trova il masse di energia in Q. che rappresenta fa posizione di equilibrio instabile. La forma esata deta curva di energia dipende dalla natura dei leg interatomic, che perd non & nova, ¢ per semplicith si assume sinusoidale. Per spostare gli atomi dalle posizion di equilibrio Pe sul piano di scorimento cecorte una forza ce definita dal'inclinavione della curva di energia in quella po- Sistone, F= dEids: Per esempio per spostare un atomo tr Pe Q accor wna forza che ayisen vero desira in modo da eontrastare la tendenza dell atomo a rtornare nella posiione di equiibrio P. Tra Pe @ ta pendenza della curva di enraia® sempre positiva cost an- he la forza 8 sempre postiva ta 0-< x < bi2. Quando 6/2 < x-< b atomo tende a portars nel nuova posizone di equilibrio Re la forza cambia seg. La forza nevessaia per muovere gi atoms nel piano di scorrimento vara period ceamente da 0a un valore massimo, quando x = bi, x = 3h, x = Sh x = (Sn ~ 1) ed, © quindi lo sforzo tangenziale, x pud essere espresso, sempre nel ipoesi di ‘arazionesinasoiate dell energia, come: Sin aay > t sforzo tangenziale applicato, ‘assimo valore teorico di resistenza del crstallo, spostamento det atom distanza ta le posizioni di equilibrio. t } | be 6 Capitola | Quindi si ha wn flusso plastco quando la parte superiore del eubo di Figura 1.5 spostato di una distanza superiore x bi perché & applicato uno sforzo tangenziale Toe Per scorriment ela 4 vale a legge di Hooke: aay Jo seorrimento 7 pud essere definito per piceoli valor! come: yea us) dove a tla distanza rai pani di scortimento Combinando le Equazioni 1.3, 1.4 1.5 ¢ approssimando sin(2b) a 2a, sem pre per piccoli seorrimenti, si otiene: ax 16) ae i dacui: oe an Per molti cristal 8 dello stesso ordine di grandezea di ae quindi Energi Forra Poskdone jgura 1.6 a) Varivion ia com la posizione degli stone yticolo. Pe R sone posizion di equilirio deli atoms; b) varavione della forza che ga {on Ret reticoto: nelle posiriont at equilib la forza e nals. mente © massa a, Shi, Shi. n= TDI a8) Questo calcolo & stato esezuito considerando motte semplificazioni; se si esegue unt ccaeolo pit preciso si trova Un valore pari a G30, ma i valori sperimentali sono mol to inferior a quelli che si possono teovare a del Equazione 1.8 i valor sperintental so Le semplificazioni seguite per il calce siserepanze. "Neglianni ‘30 sirusel a spiegs ferti nel reticolo che permet; feoricamente. Infatt rispeto a valore no 10-10 volte pid picco olo non song sufficient 2 spiegare queste Are questo fenomeno ammettendo lesistenza di di- neh ebbero al cubo di scone a un livelo di sforzi molto Tnexducend an uerore mez70 pian , 1.7, si dimo- su inf che arta di est atomic sul pa ere au oe Oe coserita al immediata vicinana dell angoio inferiore del mezzo piano (chiamato linea di isocazione) Come Ia linea di disocarione st muove auraverso il cistallo, tn rotra dei legam atomic attaverso it pimoraheeorsmonto eevtone coneecatts rente e non simultaneatente, come era sity nogensrt potizare consierande wh thodelio di enistallo perf, Th Figura 1.8 sono POMC He suc, i Portate Te uecessive posiioni di una dsclocione in un cristo. sista finale del movimento dtiadchacarions& lo stesso di quello Ot tenuto con il modello di Figura 1.5, la met superiore del cubo & stata traslata rispet- to alla meta inferioe di una distanza yaugte op ke Sek ube wana cequilibrio degti stom iguale a b, che & la distanza tra le posizioni di a differenza tra 1 due modell cons ‘meno energia a ompere Un legame alls volta che swans Un grande numero di dslocazioni proveca deformazioni permanent, che sono ir- reversiil perch allo seaico I comportamenes enn ee i atomic si iste soprattutto nel fatio che oecorre mola Figura 17 Ditewo nel resicoo casa dal 7. cla delocee tate dallintdione di ya wferiore mezzo piano, At ines deli stoeazione& aetna all spigolo del mezzo piano, A {6} rompono ¢ si formano praticamente nello stesso numero in corrispondenza di de {ormazioni plastiche non ci sono variazioni di volume. Le deformazioni plastiche, inoltre, non modificano le proprieth elastiche del materiale All aumentare dei movimenti delle dislocazioni st formiano aecavallamenti di di slocazioni ei flusso plastico aumenta in conseguenza Nei meialli vi sono aleunt pian preferenciali di scorrimento, nei quali si ba la _massima deformabilits con gli sforzi minimi. In Figura 1.9 si vede che corrispondo: ‘no a quelli nei quali la densita degli atomi 8 massima, La deformabilita di un materiale aumenta, ehiaramente,all'aumentare del mume- 1 de piani di scorrimento. er aumentare it valore de limite di snervamento, al contratio, si deve impedire il movimento deiledistocazioni; questo pud avvenire, per esempio, aggiungendo op- portuni elementi in lega,infat, la presenza di atomi di dimensioni diverse ne fimita ‘moto lungo i piani di scorrimento. EE, quindi, evidente che le caratteristiche e il comportamento dei metalli possono essere compresi solo considerandone la strutura eristallina, at Pe sai eee Perna ies a . Asecasone Fora \ Peso sitar db f _scorrimeno Figura 8 Movimento di una dslocuione (6), Curve storsi-deformazioni 9 Figura 1.9 Piani di sorrimento in aleun ii i ersull ‘Anche il tipo di fratura presentato dai metal strettamente connesso al tipo di crstallo, per esempio i sistem facce centrate presentano, in genere, cedimenti di tipo duttile, con notevoli deformazioni, mentee quelli a corpo centrato sono pi sog- ett allerotture fragilé (per clivagsio) 1.3. Curva o-€ reale Se prendiamo alcuni provini ed eseguiamo prove di azione o di compressione (i= ura 1.10) e definiamo Marea Aj e la lunghezza finial, possiamo determinare lo sfor2o e la deformazione nominate: 419) A Figuea 1.40 Definizione di A, 1A, 10 Capito 1 ‘Sia 5 sia e sono negativi in compressione, ‘Durante la prova si manifestano delle notevoli variazioni dell’area resistente, per feneme conto si definiscono gli sforzi natural o reali, 2 - o (1.10) dove A Vares effetiva {La definizione di deformazione naturale 0 reale & pid complessa, infat, la de- formazione si accumula mente la lunghezza varia esi pud definire un ineremento di ddeformazione, de, in corrispondenza delallungamento dl, da jy! = |, + dl. de= dv, aay «© considerando variazioni infinitesimal eintegrando tra le langheeze fe (si oltiene: = Init) 2) Poiché tn € il loyaritmo in base naturale in compressione €® negativa Se fpé la hunghezza ty =hsal si pud esprimere fa deformazione reale come: eine ind ee) (113) Pee valuta lo sforzo reale, poiché & complicato misurare le variazioni effettive del- Ja sezione resistente, si tiene conto che il volume del provino non varia: infatti si & Visto che le deformazioni plastiche avvengono a volume costante e, quindi, le varia. oni di volume durante una prova di trazione sona solo quelle associate alle defor- Imazioni elastiche. Si ped casi scrivere: as) 15) Sere (1.16) © quindi ay tn Figura f-114 2 riportito un tipo aiagramma ottento da ana prova di razione sa tun provino, nelle coordinate earico P e allungamento AI di un acai a basso tenore i carbonio, mentre in Figura 1.116 lo stesso diagramma & rappresentato in coordi- nate ee ‘Nel diagramma si distinguono: unto A= limite di proporzionatita 05: “B= limite di snervamento superione, Gg: * C =limite di snervamento inferior, 0,2 "Ds initio dell ineeadimentos E=-catico massimo della prova, 0,3 ne roving, unto di rottra del provine. 1 segmento BC, che non saddolcimento plastica det Hsegmento CD e ‘amentoinfrioe Usegmento DE corrisponde sil'incrudimento plastic Tegmento EF corrisponde alla fase di stcizione, durante ki quale [area ressten {c del proving diminuisce in modo evidente ei vali delle sollectazioni nominal Al quelle realist differenziano notevolmente. Infat la sollecitazione nominal dim rnuisce, mentre queta rele aumonea Jn F's vrifica la roturs de | el provino. IU segmento 06 & Fattungamenta del provino alla rotturs & stato ottenuto sot endo in componente elation Si definisce anche i! modulo tangente £,= deve e il modulo seeante E, = of, Jn Figura 1-12 @ riportato if diagramma, 0, ottenuto da un acciaio a compon mento fragile. In questo digramma non si dstingue ua valore di snervamento mar- ato, per defivilo si considera il valore dello sforzo in corrispondenza del quale tha.una deformazione permanente pat allo 02% (Ga. @ comune « tutti i material, corrisponde al fenomene di materiale, it lusso perfetamente plastico e corrisponde al vatore di ser- , PAy»9 | PIA = fie) he p oa © ” » igura T1 Diagrams di un avai « soy tnune di cbuni@) sibkne onninae Pal.) sistema di cootdiawte Figu Diggramma o-¢ real otenuo dan materiale fragile Si visto che durante Ia prova di trazione i mateiali duttilipresentano il fenomeno della strizione, durante la quale la deformazione won ® pitt uniformemente distibuita sulla langhezza del provino ma si concentra in una zona nella quale i diameto e, ‘quindi, Marea resistente diminuiscono molto velocemente. In questa fase per determinare In deformazione reale non @ pid possibile ricorrere all Equazione 1.13, che si basa sul valore della deformazione nominale uniforme sullo spessore, ma si devono utilizzare i valori misurati sperimentalmente Lallungamento percentuate ala rotura & definite: «sy dove: J =hunghezza finale J, =unghezza iniziale elu strizione 2: Any 2-= 100" (19 dove: A; =serione resistem iniziale Ay = sezione resistente finale, dopo la rottura del proving Si tova, poi, che fo sforzo reae ala frattura, 6): a » o Figura 1.13. Deformazione i un provino in aciaio dite durante la prova di razione; a) prosing indeformato, 4) compoctamentlinave, e) srizione. A oy 2s, % 420) 1 dove 5,2 lo sforze nominate alla frattura, E la deformazione real alla fatturs, && aap In generale fa deformazione pub essere calcolata con I'Equacione 1.9 fino a vatori pari a eirea if doppio del valore della deformazione determinata in corrispondeniza dolla sollecitarione di snervamento. infatt in questo campo Ia deformazione reale & ‘concidente con quella nominale (0 ingegnerisica) lire questo valore si deve wilizzare I'Equarione 1.13. che 8 valida fino all ini- zo della fase di stizione, dopo la quale essendo Ha deformazione concentrata nella ‘ona in ui si ha la strzione & nevessario utilizzare Eguazione 1.21 con i valori det diameiri misuratt sperimentalmente Esempio 11 i stata exeguita una prova di trazione su un provino di AS33-B, che ® un accisio ge ntralmente wilizzato pe la coxtrazione di recipient in pression. Ht diameto iniziale {el provino & d= 10 mm, la lunghezza lle &/, = 50 mm Durante lt prova si rova che il earico che provaca Yo servamento del materiale 2 Py = 42,00 BN, il valore massimo di carico 8 Py = $1,50 KN. Dopo la frattura le def det prowino sono Mate maceostae e st" Iisurata fa dstaza tea | cen, 14 _Capioto | precedentemente posta distanza j= 50 mm, che @ rsuliata Jp= 60,5 mm. It diame tro finale dopo la rottura 3 dy= 4,49 men Dererminare fe grandezze caratteristiche dell'acciaio AS33-B, Soluzione Si calcola prima di tatto Varea inizale, 78,54 mm? «la cui si determinano i valor dello sforzo di snervamento, di © dello sforeo di rot- ura, 0 Py _ 42000 <—— = 535 Nimm? 78,54 een 51500 2 51500 656 Nim’ 7854 aa iallimgamento percentuale a rotura A= ton!a4 190530 _ 4g Esempio 1.2 [Nella Tabella 1 sono riportati i valor rilevatisperimentalmente dorante la prova di ‘wazione dell Esempio 1.1. Caleolare i valor degli sforzie delle deformazioni eal Solucione | valori delta deformazione nominale,e, del carica P, det diameteo d sono stati mist sat durante la prova di trazione [Nella Tabella 1.1 sono riportati anche i vatori dells deformazione reale, ,ealea- lati fino a quando il diametro rimane costante con la rektzione: e=In(l+ey Si vede che i valowi di non diffeiscono da quelli die fino a un valore mageiore di quello die cakotate come, yy = 2 E Curve soezidetormazioni 1S aimed sOMPal e007 io 366 ops - 535 0.0080 : sis 90080 7 585 | 0.0080 500) ‘oto 7 sa | 0.0099 366 0120 - 565 | 0198 sm, oon - sm | piss 5a 9250 . sso | 0028 595 oss - sos | aosa7 ots 2.829 7 ee) ou 09512 - cor | nss0 659 0697 960 oo | sis 6s oon20 966 oso | 00696 696 8a 960 653 | Oxon 08 00887 958 655 | 0.0858 ne oer 955 656 | ogeat 0 autos 350 ost | 03250 Ca O38 738 sa | von 640 six | 930 Last 5.36 a ras 0 2025449 Be 2.5090) i Se si caleola il valore di € oltre la stiziane si ottiene, per esempio, per i valori teovati com il carica P = 49,75 KN: = Intl +e) =0,100 che 8 motto diverso dal valore caleolato dal diametra effetiv: in $= 2§n 12 =9,3250 a 830 Infaui quando inizia a strizione non @ pit possibile uiizzare I'Bquarione 4.13, T valori degli sforzi reali sono caleolati con T Equazione 1.17 fino a quando il va- lore del diametro non varia, oltre questo valore si tiizza la selszione: ae ad 16 _Capitoto 1 dove d2 il valor det diametro misurato sperimentalmente ‘Alla rottura del provino si misura i diametro finale e si deterrninana i vatori i - 1654 MPa Aye 15,87 mm? si caleola la strigiome: 2 = 100 19.8% In Figura 1.14 sono siportate per confronto le due curve sforz-deformazioni nom nale e real | | 1500 ae see ae Tt aoe 2 1000 oe Poe ” | fal can tema Figura 114 Andamento delle curve sforei deformazioni pet seco AS33-B: curva oe eale— curva 6 conveazionale. 1.4 Prova di compressione 1 comportamento degli accisi a trzione e compressione & spesso simile, come si vede in Figura 1.15, nella quale sono riportate, in valore assoluto, fe curve a trazione «© compressione ottenvte da un acciai sinvennto, Corve socri-detommazioni 17 [el PN 9) commen sof 200 100 lel 010 0203 04 05 06 07 08 Figura LA Diagrams coal otlenuto da un acini inven [mn geneze i valori della sollecitazione di snervamento a compressione non ditferisco- no da quelli ovata trazione, infatt le curve sono sostanzialmente simili, mentre lt rottra finale dei provini a compressione & diversa da quella che avviene a trazione, ‘quando si manifesta il fenomeno della stizione. A compressione, invece, a sezione resistente aumenta, ole a un certo valore di cearico, ¢ i valori degli sforzi aumentano rapidamente senza presentare wn massimo prima della fratura | material fragili e quelli poco duttli si rompono se soltoposti a compressione, «quelli dui inveve si deformano vistosamente ma non si rompono, 1.5. Effetto Bauschinger Nella Figura 1.15 abbiamo visto che le curve sforzi-deformazioni rilevate per to stesso materiale. in particolare un acciaio dotce, nelle prove di trazione © compres- Sione denotano comportamenti simili. In particolare if valone del limite di snerva- mento, a tazione e compressione, ¢ circa uguale. ‘Questirsultat sono stati trovati utilizzando due provini, ano sollecitato a trazio- nee Palio a compressione. Se, invece, sullo stesso provino prima ® applicafo un ca- fica di valore tale da fare superare i! limite di snervamento, 69, € dopo & applicato un earico di compressione il valore dello snervamento a comipressione che viene, co Si, determinata & decisarmente inferiore di quelto trovato nella prova precedente (Fi- ura 1-16) Lo stesso effetto si hu se prima viene applicato un carico di compressione tale da provocare fo snervamento e dopo viene appticato un carico di razione: in questo ca soil limite di snervamento a tazione risulta decisamente inferiore di quello caraito- ristico def materiale Questo fenomeno viene chiamato “effetio Bauschinger”, dal nome del ricereatore cche T'ha studiato, e in praca consiste nella riduzione deb yalore di snervamento ‘quando sicarica in direzione opposta a wna precedente, in cui era stato applicato un earico tale da far raggiungere lo snervamento, a » Figura 1.16 a) Comportamento simmetricn del materiale: ) comportamento effetivo del materiale 1.6 Modelli di comportamento dei materiali [Nelle applicazion ingegneristiche, dimensionamentio verifiche di component mec- ceanici, &spesso indispensabile conoscere la curva sforzi-deformazioni, 6, monoto~ na caratteristica dei material, chiamata equacione costtutiva. Nelle analisi pid semplici si considera un legame o- lineare, ma spesso accorre ‘considerare anche comportamenti non lineari e includere te deformazioni plastiche. {In particolare questo sccede utilizzando tecniche numeriche, per esempio gli cle~ ‘ment finit, che permertono di eseguire complesse analisi non linear. Occorre allora definire il comportamento dei material e, poiché una definizione anaitica esatta det legame o£ sisulterebbe molto complessa, si ricorte « modelli sempliicat 1.6.1 Materiale perfettamente elasto-plastico ‘Questa schematirzazione ® molto semplice & per questo motivo molto uilizzata. Si istinguono due differenti comportamenti a seconda che sia 0 no superato if valore della sollecitazione di snervament: o oxo, 850m, F206, 4.22) Questo modetlo, come si vede in Figura 1.17, considera che il materiale si comport clasticamente fino alla sollecitazione di snervamento, trascura un’eventuale diffe- renza tra lo snervamento Superiore e inferiore,trascura lincrudimento plastico & now limita it flusso plastico. Allo searico considers un comportamento simmietico. E a dato per materiali che presentano una zona di comportamenta perfestamente plist ‘co abbastanza mancata Curve sorv-detommazion 19 Figura 117 Modslo prfetamente elasto-plastic, 1.6.2 Materiale rigido-plastico ‘Quando le deformazioni plastiche sono abbastanza estese e quelle elastiche sono tra scurabili, dal precedente modello si pud passare a quello rigido-plastico, in cui viene trascurato if comportamento lineare (Figura 1.18): Eve or 2 Figura 118 Modelo vigido plastica, 1.6.3 Materiale con incrudimento plastico lineare Con questo modelto Vinerudimento platico & deserito da una funzione linear: o=ke OS 0m aaBb be axoy ee Fig 19 Modello con incrudimento plastic linear Per determinate B si imposta la condizione di contiauits (Figura 1.19) On B+E, 24) 1 aloe a, chiamato mda dt incrdimeto, in genre compres ae B110 Sesipone £y Ost tr a eso de oeloperetament slasoplinic, mere FF» evipria al cas el modells igid-pastic Si pub vosierae ache i lo con incr gra 12), ein questo cas, pe, comps considera tte e eondisin’ di conta nto plastico lineare mul ol Figura 1.20, Modello con inradimento plastic lineare mulipo, Curve sforzideformaziont_ 2 1.6.4 Materiale con incrudimento esponenziaie In questo caso si hanno le segueati re o=ke O50 C=He® — 20 dove my, chiamato esponemte di incruaimento alle deformasione, & Hy. efficiente di resistenza, sono costanti del materiale. In Figura 1.21 @ illustata la Schematizzazione anche in seals doppio logaritmica, dstinguendo le due componen~ Hi, elastia e plastica, delle deformazioni. Le deformazioni plastiche sono rappresemtate da una Tinea inclinata dim, mentre it vatore di o@ uguate a Hy quando €= 1, quelle elastiche sono rappresentate da una Jinea retta con una inctinazione unitaria, Le due retle si intersocano nel punto (F= Oy Le Bquazioni 1.25 possono anche essere espresse: =k oso, 1.26) Quindi la sollecitazione di snervamento non risultaindipendente dalle atre costant inf: a2 aw} Eat dog a » Figura 121 Modelo com incrudiment