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Capitolo 2

LA DISCARICA ECOLEVANTE

2.1. IL GRUPPO ECOLEVANTE

Ecolevante S.p.a. fa parte di un gruppo di sei aziende, il Gruppo Ecolevante, la cui


capofila è la Waste Recycling S.p.a; le società operano su scala nazionale nel campo
della gestione dei rifiuti offrendo servizi di raccolta, caratterizzazione, trattamento e
smaltimento dei rifiuti.
La Waste Recycling nasce nel 1977 e si occupa del trasporto di rifiuti da aziende,
soprattutto conciarie, verso le discariche locali; nel 1992 realizza un piccolo
insediamento nel Comune di Castelfranco di Sotto dove svolgere attività di stoccaggio
di rifiuti e di cernita manuale di rifiuti industriali. Nello stesso anno l’assetto societario
dell’azienda si allarga al proprietario dell’Ecolevante S.r.l., società che si occupa del
trasporto dei rifiuti e che, nel 1999, realizza una propria discarica nel Comune di
Grottaglie (TA).
Le proprietà della Waste Recycling ospitano inoltre i Laboratori di Ricerca e Sviluppo,
che operano nei settori del controllo dell’inquinamento ambientale e del riutilizzo dei
rifiuti recuperabili.
Tra il 2001 e il 2003 l’azienda ha rilevato la Resapel S.p.a. e la Bertini Jacky S.r.l.,
società per il trasporto dei rifiuti, oggi Rew Trasporti S.r.l.; inizia quindi un ciclo di
riorganizzazione interna per cui la Waste Recycling diventa proprietaria degli impianti e
dei macchinari del gruppo, mentre la Ecolevante rimane proprietaria dei mezzi di
trasporto e della discarica. A settembre 2002 gli automezzi di proprietà della
Ecolevante passano alla Rew Trasporti, e nello stesso anno viene presentato il
“Gruppo Ecolevante”, non riconosciuto giuridicamente, formato da: Waste Recycling
S.p.a., Ecolevante S.p.a., Rew Trasporti S.r.l. e Resapel S.p.a.
Gli ultimi avvenimenti nella storia del gruppo sono rappresentati dall’acquisizione del
70% delle quote di Studio Delta S.r.l. nell’aprile 2005, e dalla costituzione della New
Eco S.r.l. in società con il Consorzio Depuratore di S. Croce sull’Arno. La New Eco,
utilizzando la struttura dell’ex depuratore consortile di Castelfranco di Sotto, ha
permesso al gruppo di ampliare la capacità di ricezione e trattamento dei rifiuti liquidi;
con l’acquisizione di Studio Delta invece, è stato possibile offrire servizi più completi
nel settore dello smaltimento dei rifiuti speciali.
In sintesi, le principali attività svolte dalle aziende costituenti il Gruppo Ecolevante
sono:

• Waste Recycling: stoccaggio, selezione, trattamento e depurazione di rifiuti speciali,


sia pericolosi che non pericolosi;
• Resapel: stoccaggio di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi; selezione e
inertizzazione di rifiuti speciali non pericolosi; progettazione e realizzazione di
interventi di bonifica ambientale;
• Rew Trasporti: raccolta e trasporto di tutte le categorie di rifiuti;
• New Eco: trattamento dei rifiuti liquidi;
• Studio Delta: caratterizzazione chimica dei rifiuti movimentati dal gruppo; analisi
chimica su reflui, manufatti e materie prime di vari settori produttivi.

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2.1.1. Attività svolte da Ecolevante S.p.a.

Il ruolo di Ecolevante all’interno del gruppo consiste nell’assistenza alle aziende che
producono rifiuti da avviare al recupero oppure destinati allo smaltimento.
Le attività svolte da Ecolevante riguardano:

• il trasporto di rifiuti urbani, speciali (pericolosi e non pericolosi) e recuperabili


(pericolosi e non pericolosi): la società organizza, con i propri mezzi o tramite
trasportatori terzi autorizzati, i servizi di raccolta e trasporto dal cliente/produttore
agli impianti di recupero, trattamento o smaltimento;
• lo smaltimento in discarica di rifiuti speciali solidi non pericolosi e non recuperabili.

2.1.2. La politica ambientale

Ecolevante Spa è provvista delle certificazioni UNI EN ISO 9001 e UNI EN ISO 14001,
NEL 2003 ha scelto inoltre di aderire al regolamento EMAS. La società adotta quindi
una propria politica per la qualità e l’ambiente (PQA), definisce e segue un programma
di miglioramento per la qualità e l’ambiente e pianifica un sistema di gestione integrato
per la qualità e l’ambiente. In base a quanto prescritto nella PQA e dall’analisi
ambientale del sito, vengono definiti gli obiettivi di miglioramento che l’azienda si pone.
Il sistema di gestione integrato per la qualità e l’ambiente è basato sui principi della
politica ambientale, di seguito elencati:

• rispetto della normativa e delle prescrizioni legislative per la tutela della salute , la
salvaguardia dell’ambiente e la sicurezza sul lavoro;
• rispetto della qualità del servizio promessa e delle aspettative del cliente;
• mantenimento di un elevato livello di qualità e gestione ambientale, mediante il
controllo costante di tutte le fasi di gestione delle proprie attività (trasporto,
smaltimento, verifiche ispettive interne, formazione del personale);
• impegno ad un miglioramento continuo della propria efficienza ambientale
attraverso l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili ed economicamente
accettabili;
• monitoraggio costante della qualità ambientale e della gestione della discarica;
• diffusione a tutti i livelli operativi di una cultura aziendale finalizzata al
raggiungimento di una migliore qualità del servizio e al rispetto dell’ambiente;
• valutazione preliminare di possibili effetti ambientali legati ad eventuali nuove
attività svolte nel sito;
• garanzia della corretta progettazione, gestione e manutenzione della discarica e
degli impianti ad essa collegati, anche nel caso di attività affidate a terzi;
• attuazione di una politica di prevenzione per contenere gli impatti sull’ambiente
provocati da incidenti;
• garanzia della corretta gestione delle operazioni di chiusura e di recupero
ambientale dei singoli lotti;
• garanzia di adeguati controlli ambientali negli anni successivi alla chiusura;
• impegno a fornire le risorse umane, le competenze specialistiche, le tecnologie e le
risorse finanziarie necessarie all’attuazione e al controllo del Sistema Qualità e
Ambiente.

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2.2. LA SEDE OPERATIVA

La sede legale e amministrativa di Ecolevante S.p.a. è a Santa Croce sull’Arno (PI),


dove lavorano 2 collaboratori e 10 dipendenti addetti alle mansioni amministrative,
commerciali e tecniche; la sede operativa è una discarica per lo smaltimento di rifiuti
speciali solidi non pericolosi sita nel Comune di Grottaglie (TA), in Località La Torre
Caprarica, dove operano 18 dipendenti di cui 11 operai e 7 impiegati.
La discarica si trova sulla Strada Provinciale Grottaglie – S. Marzano di S. Giuseppe, in
prossimità dell’incrocio con la Strada Statale 603; il sito, a partire dalla circonvallazione
di Grottaglie, è facilmente raggiungibile da tutti i principali assi stradali:

• Autostrada A14 e Strada Statale 100 (che collegano Bari a Taranto);


• Strada Statale 172 (che raccorda i centri costieri del versante adriatico e quelli della
costa jonica);
• Strada Statale 7 (Appia, che fa da ponte tra Matera, Taranto e Brindisi, lambendo
centri importanti come Grottaglie, Francavilla Fontana e Mesagne)

Tali infrastrutture costituiscono una rete viaria consolidata e consentono di pervenire


all’impianto evitando l’attraversamento di centri abitati.
Le mappe riportate di seguito (figure 2.1 e 2.2) mostrano l’organizzazione del sito e
l’inquadramento territoriale:

Figura 2.1 – Organizzazione della discarica Ecolevante

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Figura 2.2 – Inquadramento territoriale della discarica Ecolevante

2.2.1. Caratteristiche del sito

Il territorio in cui si colloca la discarica, realizzata all’interno una ex cava di materiali


inerti, è fortemente caratterizzato dall’attività estrattiva che ha portato, in seguito alle
opere di disboscamento, ad uno stato vegetazionale ben diverso rispetto a quello
naturale ipotizzabile; si è infatti assistito al passaggio dal climax naturale di foresta
mediterranea sempreverde ad area agricola adibita a colture di tipo estensivo. A tali
alterazioni si sono poi sommate quelle derivanti dallo sviluppo, a distanza di alcuni km,
delle attività industriali e dei più vicini agglomerati urbani.
La discarica è circondata da ampie porzioni di terreno incolto e l’intera zona, da un
punto di vista paesaggistico, si presenta piuttosto degradata, anche a causa della
presenza di numerose discariche abusive.
A circa 800 m dall’impianto è sita un’area con vincolo archeologico, tuttavia l’impatto
della discarica sull’ambiente circostante può essere considerato irrilevante se
rapportato a quello generato dalla precedente attività di coltivazione di materiali inerti.
Considerando poi il medio - lungo periodo va sottolineato come l’attività di discarica
generi addirittura un impatto positivo sul territorio; Ecolevante effettuerà infatti un’
operazione di ripristino ambientale riportando il livello del terreno al piano campagna e,
ad esaurimento del lotto, provvederà alla coltivazione di specie botaniche selezionate.
L’assetto morfologico della zona, dominato dai terrazzi degradanti verso il mare, è
movimentato dalla presenza di due solchi erosivi che costituiscono linee preferenziali
per il deflusso delle acque meteoriche: il primo corre in direzione N - S, parallelamente
alla discarica, mentre il secondo si innesta a S - E dell’impianto e si estende lungo il
bordo Sud per terminare in alcune cave esaurite.
Nell’area in oggetto possono essere individuati due ambienti idrogeologici sotterranei
con caratteristiche diverse: una serie di “falde superficiali” e una “falda profonda”.
Le falde superficiali poggiano su lembi relativamente impermeabili delle calcareniti o
delle sabbie argillose e confluiscono nella più importante falda profonda; l’area si
colloca infatti a ridosso di rilievi carbonatici, caratterizzati da struttura carsica, che
alimentano direttamente la falda profonda eliminando la possibilità che si generino
flussi idrici superficiali.
La superficie piezometrica della falda profonda, che circola a pelo libero, ha
inclinazione da N – E verso S – O con cadente piezometrica pari a 0,5%; essa si trova
a circa 80 – 100 m dal piano di campagna (6 – 10 m sul livello del mare) e quindi a
circa 40 – 70 m dal fondo della cava. Tale falda si estende lungo tutta la penisola
Salentina, dal mar Ionio all’Adriatico, ed è stata classificata in classe A4 ai sensi del
decreto legislativo 152/1999; essa si trova in un’area di bassa utilizzazione delle acque

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e di possibile emungimento, nella zona inoltre non sono presenti pozzi per uso
idropotabile.
Il clima dell’area è di tipo mediterraneo, temperato, con inverni miti ed estati calde e
secche; le temperature variano tra gli 8,5 °C nel peri odo invernale e i 25,3 °C nel
periodo estivo, con un valore medio annuo pari a 16,2 °C.
La distribuzione mensile delle piogge è quella tipica di un clima mediterraneo,
caratterizzata da eventi piovosi non particolarmente intensi con due massimi in
corrispondenza dei mesi primaverili e autunnali; i dati sulle precipitazioni (relativi al
periodo di osservazione 1960 – 1991 e registrati alla stazione meteorologica n° 324 di
Grottaglie) forniscono un valore medio annuo pari a circa 539,5 mm di pioggia.

2.2.2. Descrizione della discarica

L’area di discarica destinata allo smaltimento dei rifiuti è stata ricavata all’interno di un
bacino di cava di materiale inerte per costruzione; il fondo cava si trova a circa 80 – 85
m sul livello del mare, con un dislivello rispetto al piano campagna di 25 m.
La capacità totale della discarica è di 1575000 m3, quella effettiva si riduce però a
1350000 m3.
La vasca di stoccaggio dei rifiuti è stata suddivisa in tre zone, con differente stato
attuale ed utilizzo.
Il 1° lotto, in esercizio dal 09/09/1999 al 17/03/2002, ad oggi risulta inattivo ed in fase di
assestamento; in seguito a tali assestamenti, e al fine di impegnare l’intera volumetria
autorizzata (pari a 330000 m3, per una superficie di 15000 m2), è stato coltivato
sporadicamente tra il luglio 2004 e il febbraio 2005 e la coltivazione verrà ripresa fino al
raggiungimento delle quote previste dal progetto. Sulla superficie dei rifiuti è stata
posta una copertura provvisoria costituita da uno strato di materiale inerte, dello
spessore di circa 60 - 70 cm, e da uno strato di colore verde per meglio integrarsi con
l’ambiente circostante.
Il 2° lotto si estende invece per una superficie di 50 650 m2 ed ha una capacità netta di
1000000 m3; al fine di ottimizzarne la gestione è stato suddiviso in due catini:

• catino A: costituisce l’invaso settentrionale del 2° Lott o, è stato coltivato dal


18/03/2002 al maggio 2005;
• catino B: costituisce l’invaso meridionale del 2° Lotto, è in esercizio dal maggio
2005.

Foto 2.1 – La discarica Ecolevante

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2.2.2.1. Sistema di impermeabilizzazione

Il fondo e le pareti laterali del bacino di coltivazione del 1° lotto e del 2° lotto A sono
stati rivestiti con un doppio sistema di impermeabilizzazione a barriera di confinamento.
Il fondo vasca è stato impermeabilizzato mediante la posa in opera, dal basso verso
l’alto, dei seguenti strati (figura 2.3):

• strato di argilla, dello spessore di 1 m e conducibilità idraulica compresa tra 5,7 e


8,8 x 10-7 m/s, compattato per strati di 20 – 30 cm;
• telo in HDPE, dello spessore di 2 mm, con giunzioni termosaldate a doppia pista;
• strato drenante in sabbia, dello spessore di 40 cm, in cui sono annegate le
tubazioni della rete secondaria di raccolta del percolato;
• telo in HDPE, dello spessore di 2,5 mm;
• strato drenante in sabbia, dello spessore di 50 cm, in cui sono poste le tubazioni
della rete primaria di raccolta del percolato.

Il rivestimento delle pareti verticali è stato invece realizzato mediante la costruzione di


argini, sovrapposti “ad abete”, di altezza pari a circa 5 - 6 m e angolo al pendio
compreso tra 40° e 45°. Tali argini sono costituiti da m ateriale di natura calcarenitica,
ricoperto da uno strato di argilla compattata, dello spessore di 1 m, sul quale è stato
posato il doppio telo in HDPE, il primo dello spessore di 2 mm e il secondo di 2,5 mm. I
teli sono stati ancorati ai bordi superiore e inferiore della scarpata e le saldature sono
state collaudate a garanzia della tenuta idraulica dei lotti.

RIFIUTI

2° strato di MATERIALE DRENANTE 1° TELO HDPE (2,5 mm)

1° strato di MATERIALE DRENANTE


2° TELO HDPE (2,0 mm)
ARGILLA

TERRENO IN SITO

Figura 2.3 – Particolare costruttivo del sistema di impermeabilizzazione multistrato (1° lotto e 2° lotto A)

Per quanto riguarda invece il rivestimento del 2° lott o B, allestito in conformità al piano
di adeguamento, la differenza sta nella conducibilità idraulica dell’argilla impiegata
(valore pari a 10-9 m/s) e nell’interposizione di un geotessile non tessuto tra il telo in
HDPE e lo strato di drenante.
Le pareti verticali, realizzate mediante la costruzione di argini come quelli
precedentemente descritti, sono state erette accoppiando uno strato di minerale
compattato (spessore pari a circa 0,5 m) con un geosintetico bentonitico.

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2.2.2.2. Rete di captazione del percolato e del biogas

I tre lotti della discarica sono stati dotati di appositi sistemi per il drenaggio, la raccolta
e il controllo del percolato e del biogas prodotti.
Il sistema primario di controllo e raccolta del percolato è posto nel letto drenante di
sabbia di 50 cm presente al di sopra del telo in HDPE di 2,5 mm steso sul fondo della
discarica. Lo strato drenante in cui sono posati i tubi del sistema principale costituisce
la base dei rifiuti, pertanto tali tubazioni raccolgono il percolato prodotto e che si infiltra
raggiungendo direttamente il fondo.
Il sistema secondario è stato posato nello strato inferiore di sabbia dello spessore di 40
cm, presente tra i due teli in HDPE. Le tubazioni di tale sistema raccolgono il percolato
che riesce eventualmente ad infiltrarsi dal telo sovrastante in HDPE e le acque di
percolazione che potenzialmente potrebbero infiltrarsi lateralmente dagli argini che
costituiscono la barriera laterale.
I due sistemi di tubazioni sono entrambi costituiti da:

• un collettore principale in HDPE, non fessurato, di diametro 160 mm, posato con
una pendenza del 2%;
• tubazioni secondarie in HDPE, fessurate, di diametro 125 mm, posate con
pendenza dell’1%.

Il collettore principale convoglia il percolato ai pozzi di raccolta in calcestruzzo,


impermeabilizzati con guaina in HDPE, situati nella zona più depressa dei due catini
(sul lato Ovest dei due lotti); per ogni lotto sono stati realizzati due pozzi di raccolta del
percolato, uno per il sistema primario e l’altro per il sistema secondario.
All’interno dei pozzi sono presenti delle pompe elettrosommerse antideflagranti per
l’estrazione e l’invio del percolato al sistema di stoccaggio situato nell’area servizi.
Questo è costituito da quattro serbatoi in vetroresina bisfenolica, ciascuno da 50 m3
(per un volume totale di 200 m3), posti in una vasca di contenimento in calcestruzzo da
80 m3. Per evitare i disagi generati da eventuali esalazioni gassose da parte del
percolato, è stato installato un sistema di trattamento con doppio filtro a carboni attivi
allo sfiato dei quattro silos di stoccaggio. Periodicamente il percolato raccolto viene
inviato ad un impianto di trattamento autorizzato.
Il biogas prodotto dalla degradazione dei rifiuti viene recuperato per mezzo di pozzi di
captazione verticali, trivellati alla fine della coltivazione fino ad una profondità di 20 m,
e collegati mediante tubazione in HDPE, del diametro di 90 mm, ad una stazione di
aspirazione e regolazione posizionata sul lato Ovest del lotto. La stazione di
regolazione è provvista di un separatore per la raccolta della condensa, che si genera
a causa delle depressioni applicate per l’aspirazione del gas, e di un sistema di
filtrazione.
Attualmente, il 1° Lotto è dotato di 18 pozzi verticali , del diametro di 800 mm, rivestiti
con tubazioni in HDPE, del diametro di 160 mm, microfessurate e dotate di drenaggio
lapideo di intercapedine.
Sul 2°lotto A e B sono invece presenti 15 pozzi di captaz ione, tuttavia è in progetto la
realizzazione di 28 pozzi verticali; saranno inoltre realizzate due stazioni di regolazione
distinte per il 2° Lotto A e 2° Lotto B.
Inoltre per ottimizzare la captazione del biogas è stato realizzato il capping provvisorio
del 1° lotto.
Ecolevante ha affidato la gestione del sistema di recupero del biogas ad una società
terza esperta nel settore.

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Foto 2.2 – Pozzi spia del percolato, serbatoi di stoccaggio del percolato

2.2.2.3. Rete di captazione delle acque meteoriche

La pavimentazione dell’area servizi è stata realizzata con:

• formazione di massicciata di sottofondo;


• posa in opera di conglomerato bituminoso semichiuso (binder), dello spessore
medio di 7 cm;
• tappetino di usura in conglomerato bituminoso, dello spessore di 3 cm.

Sono inoltre state date le opportune pendenze in modo da convogliare l’acqua piovana
verso una canaletta perimetrale in calcestruzzo posta lungo il perimetro Ovest dell’area
dell’impianto, con pendenza del 5% verso Sud, realizzata lungo i lati Ovest, Nord ed
Est della discarica.
Le acque raccolte vengono accumulate in una vasca seminterrata, posta sul lato
occidentale dell’area dei lotti coltivati, e quindi inviate a trattamento.

2.2.2.4. Area servizi

Per minimizzare l’impatto generato dai veicoli in transito nell’impianto, dalle polveri e
dal rumore è stata realizzata lungo il perimetro della discarica una barriera arborea
frangivento.
All’interno dell’impianto sono inoltre presenti le seguenti infrastrutture:

• pesa a ponte, della capacità di 50 tonnellate, per quantificare i rifiuti in arrivo


• uffici;
• laboratorio di analisi: utilizzato per il monitoraggio del percolato e inizialmente
anche per l’analisi settimanale dell’acqua di falda (dal 2005 queste ultime analisi
vengono invece effettuate dal laboratorio di S. Croce che si occupa inoltre delle
analisi sui campioni dei rifiuti in entrata per il controllo della conformità);
• piattaforma in calcestruzzo, delle dimensioni di 15 x 5 m, per il lavaggio ruote dei
mezzi prima che lascino l’impianto al termine delle operazioni di scarico; è dotata di
griglie e di una vasca di raccolta delle acque che vengono poi convogliate ai
serbatoi di stoccaggio del percolato;
• pozzo di approvvigionamento idrico non potabile, dotato di pompa elettrosommersa;
• impianto di stoccaggio del percolato;

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• gruppo elettrogeno alimentato a gasolio per garantire il funzionamento degli impianti
di captazione del percolato e del biogas anche in caso di interruzione dell’energia
elettrica di rete;
• rete antincendio costituita da: manichette lungo il perimetro dei due lotti, estintori
carrellati e portatili posizionati negli uffici e nei piazzali, estintori sui mezzi d’opera.
L’acqua usata dall’impianto antincendio è stoccata in una vasca interrata in
cemento armato, della capacità di circa 100 m3, alimentata dal pozzo artesiano
situato nell’area servizi e dotata di elettropompe e autoclave;
• centralina meteorologica, installata nel febbraio 2002, che rileva: temperatura,
precipitazioni, umidità media, direzione e velocità del vento (grandezze utili per la
valutazione delle ricadute in aria, sul suolo e sulle acque generate dall’attività di
discarica);
• cisterna di gasolio, situata nel piazzale antistante la discarica, per il rifornimento dei
mezzi interni non targati, della capacità di 8800 l e provvista di erogatore;
• piattaforma in cemento armato per lo stoccaggio temporaneo dei cassoni di rifiuti,
dove gli automezzi scarrabili lasciano il rimorchio; è dotata di griglie e di una vasca
di raccolta dei liquidi.

La discarica non è collegata alla rete fognaria comunale per cui è stato predisposto un
sistema di raccolta delle acque di scarico non civili (percolato, acque di lavaggio mezzi,
scarichi del laboratorio) in vasche di stoccaggio separate; tali reflui vengono
periodicamente inviati a trattamento presso impianti autorizzati. In particolare, le acque
provenienti dal laboratorio sono raccolte in un in una cisterna di stoccaggio, della
capacità di circa 10000 l, posta sotto il laboratorio.
Gli scarichi dei servizi igienici sono raccolti e convogliati in una vasca Imhoff, interrata
e a perfetta tenuta stagna, divisa in 2 comparti: in uno avviene la sedimentazione e
nell’altro la digestione del liquame. Il refluo chiarificato viene poi smaltito mediante sub-
irrigazione, inoltre nei pressi della vasca sono state disposte delle piante sempreverdi
ad elevato potere fogliare (oleandro) che, per evapotraspirazione, facilitano lo
smaltimento del liquido stesso.

2.2.2.5. Copertura finale

Sui lotti in esaurimento, secondo quanto previsto dal piano di adeguamento approvato
con determina dirigenziale della Provincia di Taranto del 3/11/05, deve essere
realizzata una copertura provvisoria fino al raggiungimento delle quote previste dal
progetto. A quel punto si procederà al ripristino ambientale finale per restituire valenza
paesaggistica all’area; la copertura definitiva della discarica esaurita consentirà di:

• isolare i rifiuti dall’ambiente circostante;


• ridurre l’infiltrazione dell’acqua di superficie nel corpo della discarica, e quindi la
produzione del percolato;
• impedire l’erosione del corpo rifiuti da parte del vento e dell’acqua;
• recuperare l’area per altri utilizzi.

A tale scopo saranno posti i seguenti strati di copertura (dal basso verso l’alto):

• strato di regolarizzazione;
• 50 cm di strato drenante;
• geotessile non tessuto;
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• 50 cm di strato minerale compattato;
• geotessile non tessuto;
• 50 cm di strato drenante;
• geotessile non tessuto;
• 1 m di terreno vegetale;

La copertura vegetale sarà eseguita con specie autoctone ad alto fusto (ulivi e
mandorli) non radicanti in profondità, in modo che le radici non vadano ad intaccare lo
strato impermeabile di argilla, e adatte a favorire l’evapotraspirazione così da ridurre le
acque di percolazione.
Le acque meteoriche saranno raccolte in una cunetta di guardia perimetrale alla
collinetta artificiale che si verrà a determinare, ed immesse, attraverso apposita
tubazione interrata, nella canaletta perimetrale di coronamento.
Eventuali conche prodotte dagli assestamenti dei rifiuti saranno riempite con materiale
terroso legante.

2.3. INDIVIDUAZIONE DI AZIONI DI MIGLIORAMENTO MEDIANTE IL


CONFRONTO CON LE BAT

Il decreto legislativo 59/2005, all’articolo 4, specifica che per le discariche di rifiuti si


considerano soddisfatti i requisiti tecnici della direttiva IPPC se sono soddisfatti i
requisiti tecnici di cui al decreto legislativo 36/03 (riassunti nelle tabelle 2.1 e 2.2, dove
viene inoltre indicata la conformità della discarica Ecolevante rispetto al requisito
stesso).

Tabella 2.1 – Criteri per l’ubicazione di discariche per rifiuti non pericolosi (D.lgs 36/2003, allegato 1)
Non
UBICAZIONE Soddisfatto
soddisfatto

La localizzazione di una discarica non si può effettuare:

1. nelle aree di rispetto e sottoposte a tutela; x


2. in aree interessate da fenomeni quali faglie attive, aree a rischio sismico e
in aree interessate da attività vulcanica; x
3. in corrispondenza di doline, inghiottitoi o altre forme di carsismo
superficiale; x
4. in aree dove processi geologici superficiali quali l’erosione accelerata, le
frane, l’instabilità dei pendii, le migrazioni degli alvei fluviali potrebbero
compromettere l’integrità della discarica; x
5. in aree soggette ad attività idrotermale; x
6. in aree esondabili, instabili e alluvionabili. x

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Tabella 2.2 – Requisiti costruttivi per discariche per rifiuti non pericolosi (D.lgs 36/2003, allegato 1)
Non
REQUISITI COSTRUTTIVI Soddisfatto
soddisfatto

1. sistema di regimazione e convogliamento delle acque superficiali


(canalizzazioni dimensionate sulla base delle piogge più intense con tempo
di ritorno di 10 anni). x
2. barriera geologica naturale dello spessore ≥1 m e coefficiente di
permeabilità idraulica ≤10-9 m/s (qualora non siano soddisfatti tali requisiti
può essere completata artificialmente per garantire una protezione
equivalente). x
3. impermeabilizzazione del fondo e delle sponde della discarica con
geomembrane artificiali accoppiate a materiale minerale compattato, dello
spessore ≥1 m e conducibilità idraulica ≤10-9 m/s, depositato per strati
compattati di 20 cm. x
4. la barriera di impermeabilizzazione va posta al di sopra del tetto
dell’acquifero sottostante, di almeno 1,5 m nel caso di falda confinata e di
almeno 2 m nel caso di falda freatica. x
5. drenaggio e raccolta del percolato: predisposizione di uno strato di
materiale ghiaioso drenante dello spessore ≥0,5 m. x
6. impianto di captazione e gestione del gas di discarica x
7. sistema multistrato di copertura superficiale finale della discarica:
costituita, dal basso verso l’alto, da:
• strato di regolarizzazione;
• strato di drenaggio del gas di rottura capillare, dello spessore ≥0,5 m;
• uno strato minerale compattato, dello spessore ≥0,5 m e conducibilità
idraulica ≤10-8 m/s;
• strato di drenaggio delle acque di infiltrazione, dello spessore ≥0,5 m;
• strato superficiale di copertura, dello spessore ≥1 m. x
8. impianti per il trattamento e per il recupero energetico del biogas prodotto
(nel caso di impossibilità di recupero energetico la termodistruzione del
biogas deve avvenire in idonea camera di combustione a T>850°C e
concentrazione di ossigeno ≥3% in volume e tempo di ritenzione ≥0,3 s. x

Sulla base di quanto riportato nelle tabelle precedenti si può dunque affermare che dal
punto di vista costruttivo la discarica oggetto di studio rispetta pienamente i requisiti
previsti dalla normativa vigente.

2.4. IL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE

Come precedentemente esposto Ecolevante ha istituito un proprio sistema di gestione


ambientale, certificato secondo la norma ISO 14001 e il regolamento EMAS, basato sui
seguenti principi:

• definizione di una politica integrata per la qualità e l’ambiente sulla base della quale
individuare gli impegni e gli obiettivi per cui operare;
• redazione di un’analisi ambientale iniziale per valutare gli aspetti ambientali delle
attività svolte;
• pianificazione di un programma di miglioramento ambientale, mediante la
definizione di una serie di obiettivi di miglioramento delle prestazioni ambientali
dell’impianto;
• gestione delle attività secondo procedure operative e gestionali che definiscono i
compiti, le responsabilità e le modalità operative;
• qualificazione dei fornitori di prodotti e di servizi che possono incidere sulle
prestazioni ambientali;

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• costante monitoraggio delle prestazioni ambientali delle attività svolte allo scopo di
controllare l’utilizzo di risorse e l’impatto sull’ambiente, assicurare il rispetto della
normativa, confrontare la gestione negli anni e valutare il grado di raggiungimento
degli obiettivi prefissati;
• aggiornamento continuo sulle norme applicabili alle attività svolte e valutazione
periodica della conformità a tali norme;
• pianificazione di verifiche ispettive interne per valutare la conformità delle attività a
quanto previsto dalle leggi, dalle procedure interne e per valutare l’efficacia del
sistema di gestione ambientale nel raggiungimento degli obiettivi previsti;
• pianificazione di attività finalizzate ad aumentare la sensibilità, la motivazione, la
conoscenza e le competenze del personale relative all’impatto ambientale che le
singole attività possono avere;
• gestione delle emergenze ambientali secondo criteri e procedure ben definiti;
• riesame periodico del sistema di gestione ambientale da parte della direzione per
valutarne l’adeguatezza e l’efficacia.

La gestione del SGA è affidata al responsabile assicurazione qualità e ambiente


(RAQA), che collabora direttamente con la direzione ed è affiancato dal coordinatore
della qualità presente nel sito della discarica. A queste figure possono aggiungersi
consulenti esterni, nominati dalla direzione, per la conduzione di audit o per la gestione
degli aspetti che richiedono specifiche capacità tecniche.
Il sistema di gestione ambientale si fonda su una struttura documentata, costituita da
un “manuale della qualità e ambiente” in cui sono definite una serie di procedure
operative e gestionali, con relativa modulistica e istruzioni operative, che
rappresentano i punti di riferimento metodologici e operativi per l’intera attività.
Nelle tabelle 2.3 e 2.4 si evidenziano i sottoprocessi primari e di supporto in cui è stata
suddivisa l’attività di Ecolevante, per ognuno sono riportate le attività in cui si articola il
processo, le procedure e la modulistica di riferimento.

Tabella 2.3 – Sottoprocessi primari

46
PROCEDURE ATTIVITA’ MODULISTICA
1. COMMERCIALE
Esame requisiti relativi al servizio e ●Mod. COMM 03.01.11 “Proposta economica”
quotazione ●Mod. COMM 03.01.02 “Offerta”
●Mod COMM 03.01.06 ”Scheda omologhe”
Omologa rifiuto e riesame ●LAB01 “Rapporto di prova interno”
documentazione ●LAB02 “Registro analisi”
●Programma informatico
PG 03.01 ●Mod. PROG. 09.08.01
PO 09.08 Programmazione
●Mod. PROG. 09.08.02
●Mod. PROG. 09.08.03
●Mod. PROG. 09.08.04
Gestione gare d’appalto ●Mod. COMM 03.01.07 “Scheda d’appalto”
Risoluzione difformità rifiuti in entrata ●ALL 10.02.06 “Difformità rifiuto in ingresso”
●Verbali mensili
Comunicazione/soddisfazione cliente ●Questionario soddisfazione cliente
2. ACCETTAZIONE
●PROG. 09.08.02 “Fax prenotazione conferimenti in
discarica”
●COMM. 03.01.06 “Scheda omologhe concesse per
cliente”
Programmazione ●PROG. 09.08.01 “Programma settimanale conferimenti in
discarica”
●PROG. 09.08.04 “Programma settimanale automezzo”
●Etichetta n° 4 “Analisi”
●I.O. 09.08.01 “ Indice dei controlli sui conferimenti in
accettazione”
PO 09.08 ●CAMP. 10.02.01 “Campionamento in discarica”
PO 09.09 ●ALL 10.02.05 ”Frequenza campionamenti”
PG 10.02 Controlli in entrata ●Mod. LAB 10.02.03 “Schedario campionamenti ed analisi

● Mod. ALL 10.02.06 “Difformità rifiuti in ingresso”
●Mod. LAB01 “Rapporto di prova interno”
●Etichetta n° 1-2-3
Controlli allo scarico ●Formulario (fotocopia)
2.1. Accettazione: controllo dati
●PROG. 09.08.03 “Resoconto rifiuti discarica 2/B
Grottaglie”
Inserimento dati e fatturazione
●Registro C/S – programma informatico “Gestione
movimenti rifiuti”
3. GESTIONE DISCARICA
Coordinamento e controllo ●ALL 09.08.01 “Regolamento per la movimentazione in
movimentazione autoveicoli discarica”
Sistemazione e compattazione rifiuti
Prevenzione igienico-ambientale ●GEST. 09.09.01 “Interventi di deodorizzazione
/disinfezione discarica 2B Grottaglie”
●PROG. 09.08.01 “Programma settimanale conferimenti in
discarica”
Smaltimento percolato e biogas
●Mod. GEST 09.09.03 “ Registro percolato/rifiuti”
●Mod. LAB06 “Ecolevante parametri percolato”
●I.O. 10.02.01 “Campionamenti ed analisi percolato”
●Mod. LAB05 “Parametri acque di falda”
●ALL 10.02.02 “Metodiche Grottaglie”
PO 09.08 ●ALL 10.02.04 “Istruzioni operative campionamenti per i
PO 09.09 Monitoraggio delle matrici ambientali monitoraggi ambientali”
PG 10.02 ●Mod. LAB. 10.02.02 “Indice campionamenti per
PG 06.01 sorveglianza ambientale”
PG 06.02 ●ALL 10.02.03 “Sorveglianza ambientale discarica”
Opere accessorie alla gestione della ●GEST 09.09.02 “Pianificazione e corso d’opera dei lavori
discarica in discarica”
Individuazione fornitori idonei ●Mod. EFA 06.01.03 “Elenco fornitori approvati”
●Mod. SF 06.01.01 “Scheda fornitore”
Qualificazione fornitori ●QdF 06.01.04 “Questionario dati fornitore”
●Mod. SF 06.01.01 “Scheda fornitore”
Monitoraggio e revisione dei giudizi ●Mod. ACP 14.01.01 “Azioni correttive e preventive”,
●Mod EFA 06.01.03 “Elenco fornitori approvati”
Emissioni ordini d’acquisto e contratti
● Mod. CDF 06.02.01 “Contratto di fornitura”
di fornitura ● Ordini acquisto
Verifica conformità prodotti ● Timbro “Merce conforme ordine d’acquisto”
approvvigionati ● Mod. ACP 14.01.01 “Azioni correttive e preventive”,

Tabella 2.4 – Sottoprocessi di supporto

47
PROCEDURE ATTIVITA’ MODULISTICA
1. FORMAZIONE
Individuazione delle competenze del ● ALL 18.01.01 “Definizione requisiti minimi per mansione”
personale ed identificazione ● Mod. FORM 18.01.01 “Piano di formazione del
necessità di formazione personale”
PG 18.01
● Mod. FORM 18.01.02 “Scheda Personale”
Gestione corsi di formazione ● Mod. FORM 18.01.03 “Formazione del Personale”
Valutazione efficacia attività formativa
2. VERIFICHE ISPETTIVE INTERNE
Programmazione ● Mod. 17.01.01 “Programma di verifiche ispettive interne”
PG 17.01 Esecuzione
● Rapporto di verifica ispettiva
Valutazione
3. GESTIONE NON CONFORMITA’
Individuazione, analisi e registrazione
●Mod. NC 13.01.02 “Modulo NC- az. corr./prev.” Parte I
NC di sistema e/o ambientali
●Mod. NC 13.01.04 “Scheda reclamo”
PG 13.01 Gestione reclami clienti e/o dipendenti ●Mod. NC 13.01.05 “Elenco NC e reclami”
Attuazione, registrazione e riesame
●Mod. NC 13.01.02 “Modulo NC- az. corr./prev.” Parte II
dell’efficacia AC/AP
4. MANUTENZIONI E TARATURE
Esecuzione di manutenzioni ● ALL 09.05.01 “Legenda manutenzioni Grottaglie”
PO 09.05 programmate, interventi di ● Mod. 09.05.03 “Manutenzioni programmate”
riparazione e tarature ● Mod. 09.05.06“Manutenzione programmata automezzo”
● Mod. 09.05.08 “Griglia Interventi di manutenzione”
Verifica dell’esecuzione delle ● Mod. 09.05.09 “Controllo vasche raccolta acque”
PO 09.05 ● Mod. M 09.05.10 “Scheda di Taratura”
manutenzioni
● I.O. da n° 1 a 10
5. RACCOLTA, ANALISI DEI DATI E MIGLIORAMENTO CONTINUO
●ALL 19.01.01 “Riepilogo indici di processo”
Raccolta dati ●Mod. NC 13.01.05 “Elenco NC e reclami”
Elaborazioni statistiche e
PG 19.01 ●ALL 19.01.01 “Riepilogo indici di processo”
registrazione risultati
Individuazione criticità e possibilità di
AC/AP per il miglioramento
6. AMMINISTRAZIONE

2.5. INDIVIDUAZIONE DI AZIONI DI MIGLIORAMENTO MEDIANTE IL


CONFRONTO CON LE BAT

Nelle tabelle 2.5 e 2.6 sono riportate in breve le tecniche di gestione e gestione
ambientale descritte nel BREF relativo agli impianti di trattamento dei rifiuti; per
ciascuna di esse si evidenzia il grado di soddisfazione raggiunto nel sistema di
gestione della discarica in esame (S. = soddisfatto; P.S. = parzialmente soddisfatto;
N.S. = non soddisfatto; n.a. = non applicabile).

Tabella 2.5 – Tecniche relative al sistema di gestione ambientale

48
SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE S. P.S. N.S.

Implementazione di un sistema di gestione ambientale che includa i seguenti aspetti:

1. definizione, da parte della direzione, di una politica ambientale appropriata alla natura e
all’impatto ambientale dell’attività, che includa l’impegno al rispetto delle leggi e alla
prevenzione e al controllo dell’inquinamento; x
2. definizione di procedure per identificare gli aspetti ambientali significativi legati alle
attività svolte; x
3. definizione di procedure per identificare le prescrizioni legali cui è soggetto l’impianto e
quelle applicabili agli aspetti ambientali delle attività svolte; x
4. definizione di precisi obiettivi di miglioramento ambientale; x
5. definizione di un programma di gestione ambientale, che definisca tra l’altro i soggetti
responsabili per il raggiungimento degli obiettivi prefissati; x
6. implementazione di procedure operative e gestionali chiare e complete che specifichino:
 la struttura organizzativa: definendo, documentando e comunicando i ruoli e le
responsabilità e garantendo le risorse umane, finanziarie e tecnologiche necessarie
per l’implementazione del sistema di gestione ambientale; x
 la formazione del personale e le competenze necessarie; x
 le procedure di comunicazione interna (tra i vari livelli dell’azienda) ed esterna; x
 il coinvolgimento del personale nel raggiungimento di un elevato livello di protezione
ambientale; x
 le modalità di aggiornamento delle informazioni riguardanti gli elementi chiave del
sistema di gestione ambientale; x
 il controllo dell’efficienza del processo in tutte le condizioni operative mediante
l’identificazione di specifici indicatori di performance e dei metodi per misurarli; x
 il programma di manutenzione, basato sulle caratteristiche tecniche dei macchinari
e sulla normativa vigente; x
 il piano di prevenzione e gestione delle emergenze; x
7. definizione di procedure per i controlli e le azioni correttive, che stabiliscano:
 le misure e i monitoraggi relativi alle operazioni che hanno impatto significativo
sull’ambiente; x
 le azioni preventive e correttive; x
 l’archiviazione della documentazione riguardante la gestione degli aspetti
ambientali; x
 gli audit periodici del sistema di gestione ambientale (discussioni colpersnale,
ispezione dei macchinari e delle condizioni operative, controllo dei registri); x
 la valutazione periodica della normativa di interesse. x
8. riesame periodico da parte della direzione del sistema di gestione ambientale adottato; x
9. predisposizione, validazione e pubblicazione di una dichiarazione ambientale nella quale
siano indicati i risultati raggiunti riguardo gli obiettivi ambientali prefissati e il livello di
performance ambientale dell’installazione; x
10.certificazione del sistema di gestione ambientale adottato da parte di un verificatore
esterno; x
11.adesione agli standard ISO14001 ed EMAS; x
12.presentazione di un progetto per la chiusura dell’impianto; x
13.sviluppo di tecnologie pulite; x
14.controllo dell’efficienza energetica, della scelta dei materiali in ingresso, delle emissioni
in aria e acqua, dei consumi di acqua e della produzione di rifiuti; x
15.descrizione dettagliata delle attività svolte, che includa le seguenti informazioni:
 descrizione del processo e delle procedure operative adottate; x
 descrizione mediante diagrammi di flusso delle attività a maggior impatto ambientale; x
 descrizione delle reazioni chimiche che hanno luogo; x
 descrizione del sistema di controllo adottato; x
 descrizione delle procedure in caso di condizioni operative anomale; x
 manuale di istruzioni; x
 registro operativo; x
 riesame annuale delle attività svolte e dei rifiuti trattati. x
13.definizione di precise procedure gestionali, tra cui quelle relative alle manutenzioni; x
14.definizione di un adeguato programma di formazione del personale; x

Tabella 2.6 – Tecniche di gestione

49
S. P. N.S
TECNICHE GENERICHE DI GESTIONE
S. .

1. descrizione dettagliata del processo e delle procedure operative e gestionali applicate; x


2. rappresentazione del funzionamento dell’impianto mediante diagrammi di flusso; x
3. schematizzazione mediante diagrammi di flusso delle fasi dall’attività che hanno
particolare rilevanza ambientale; x
4. definizione di indicatori di efficienza del processo e di un programma di monitoraggio di
tali indicatori; x
5. descrizione delle reazioni chimiche che hanno luogo nel processo; x
6. istituzione di un archivio dei macchinari presenti nell’impianto; x
7. definizione di procedure operative e per la manutenzione dei macchinari; x
8. integrazione della gestione degli aspetti ambientali all’interno del sistema di gestione
complessivo; x
9. descrizione delle procedure da adottare in caso di emergenza; x
10. definizione di procedure da applicare in caso di condizioni operative anomale; x
11. assicurare che il personale:
 abbia accesso ai regolamenti riguardanti la sicurezza operativa; x
 possieda un manuale di istruzioni contenente le misure necessarie ad assicurare la
sistemazione dei rifiuti in sicurezza e quelle da adottare in caso di emergenza; inoltre il
manuale deve specificare i compiti e le responsabilità del personale coinvolto nelle
varie attività; x
 compili giornalmente un registro con i dati riguardanti le condizioni operative
dell’impianto (ad esempio: i rifiuti accettati, le non conformità rilevate e come sono
state gestite, gli incidenti, i risultati dei controlli e le manutenzioni effettuate); x
 conservi i registri compilati per un periodo di cinque anni; x
 comunichi alle autorità competenti ogni incidente, soprattutto quelli che causano
l’arresto dei processi; x
 predisponga un riesame annuale delle attività svolte e dei rifiuti trattati, da presentare
alle autorità competenti entro tre mesi dalla fine dell’anno. x

Sulla base di quanto riportato in tabella 2.5 si può affermare che il sistema di gestione
ambientale adottato da Ecolevante rispetta pienamente i requisiti previsti a livello
europeo. Come già detto infatti l’azienda possiede la certificazione ISO 14001 ed ha
aderito al regolamento EMAS: questi, essendo i due standards dedicati alla
certificazione ambientale, rafforzano la qualità del SGA mediante la sua
formalizzazione e documentazione.
Per quanto riguarda invece le tecniche riportate ai punti 2, 3 e 4 in tabella 2.6, che
risultano solo parzialmente adottate nell’impianto in questione, di seguito viene
proposta:

• la schematizzazione mediante diagrammi di flusso delle attività svolte nella


discarica Ecolevante (figura 2.4);
• la schematizzazione dei flussi in entrata e in uscita per ogni fase in cui è
suddivisibile il processo (figure 2.5, 2.6, .2.7 e 2.8);
• l’identificazione di indicatori di efficienza del processo e la frequenza di rilevamento
degli indicatori stessi (tabella 2.7).

50
RIFIUTI IN ENTRATA

FASE 1
• CONTROLLO DOCUMENTAZIONE;
• PESATURA RIFIUTI.

FASE 2
• SCARICO RIFIUTI;
• COLTIVAZIONE DISCARICA.

FASE 3 FASE 4
• GESTIONE DEL PERCOLATO • GESTIONE DEL BIOGAS;
• RECUPERO ENERGETICO.

PRODOTTI FINITI

Non applicabile

Figura 2.4 – Diagramma di flusso delle attività svolte nella discarica Ecolevante

MATERIE PRIME RISORSE IDRICHE ENERGIA INTRODUZIONE,


E/O AUSILIARIE • acqua per usi civili • elettricità RICIRCOLO DI ALTRE
MATERIE/SOSTANZE O
Non valutabili PRODOTTI SEMIFINITI

Non applicabile

FASE 1
• CONTROLLO DOCUMENTAZIONE
• PESATURA RIFIUTI

PRODOTTI SEMIFINITI EMISSIONI RIFIUTI


• toner per stampanti
Non applicabile esauriti;
• fanghi fossa Imhoff.

IN ATMOSFERA IDRICHE RUMORE

Figura 2.5 – Fase 1: flussi in entrata e in uscita

51
MATERIE PRIME RISORSE IDRICHE ENERGIA INTRODUZIONE,
E/O AUSILIARIE • acqua per usi civili • elettricità RICIRCOLO DI ALTRE
• rifiuti in MATERIE/SOSTANZE O
ingresso; PRODOTTI SEMIFINITI
• argilla;
• geomembrane; Non applicabile
• inerte;
• gasolio;
• deodorizzanti.

FASE 2
• SCARICO RIFIUTI
• COLTIVAZIONE DISCARICA

PRODOTTI SEMIFINITI EMISSIONI RIFIUTI


• percolato;
Non applicabile • biogas;
• rifiuti da
manutenzione
mezzi: oli esausti,
IN ATMOSFERA IDRICHE RUMORE filtri olio, batterie
esauste;
• rifiuti da attività
gestionali e
operative: soluzioni
acquose di scarto,
assorbenti, materiali
filtranti, imballaggi.

Figura 2.6 – Fase 2: flussi in entrata e in uscita

MATERIE PRIME RISORSE IDRICHE ENERGIA INTRODUZIONE,


E/O AUSILIARIE • acqua per usi civili • elettricità RICIRCOLO DI ALTRE
• gasolio; MATERIE/SOSTANZE O
• deodorizzanti; PRODOTTI SEMIFINITI
• reagenti
laboratorio. Non applicabile

FASE 3
• GESTIONE DEL PERCOLATO

PRODOTTI SEMIFINITI EMISSIONI RIFIUTI


• percolato;
Non applicabile • soluzioni acquose
da analisi di
laboratorio.

IN ATMOSFERA IDRICHE RUMORE

Figura 2.7 – Fase 3: flussi in entrata e in uscita

52
MATERIE PRIME RISORSE IDRICHE ENERGIA INTRODUZIONE,
E/O AUSILIARIE • elettricità RICIRCOLO DI ALTRE
Non presenti MATERIE/SOSTANZE O
Non presenti PRODOTTI SEMIFINITI
• biogas

FASE 4
• GESTIONE DEL BIOGAS
• RECUPERO ENERGETICO

PRODOTTI SEMIFINITI EMISSIONI RIFIUTI


• produzione energia
elettrica Non applicabile
(in carico a terzi)

IN ATMOSFERA IDRICHE RUMORE

Figura 2.8 – Fase 4: flussi in entrata e in uscita

Pur essendo presenti nel sistema di gestione di Ecolevante un insieme di indicatori per
la valutazione dell’efficienza dei processi, e pur essendo prevista una frequenza per il
loro monitoraggio, non si è avuto riscontro documentale sulla gestione dell’aspetto; per
questo motivo viene di seguito proposto uno schema per il controllo degli indicatori
sulla base di quanto già monitorato da Ecolevante.

Tabella 2.7 – Indicatori di efficienza del processo


INDICATORE FREQUENZA
FASE 1: controllo documentazione, pesatura rifiuti
1 n° conferimenti accettati / n° conferimenti programmat i settimanale
2 n° conferimenti accettati / n°totale conferimenti sett imanale
3 n° carichi respinti / n° totale conferimenti settimanale
4 n° campionamenti effettuati / n° campionamenti progra mmati mensile
5 n° NC riscontrate mensile
6 n° NC riscontrate / n° conferimenti accettati mensile
7 n° NC risolte / n° NC rilevate mensile
FASE 2: scarico rifiuti, coltivazione discarica
3
8 tonn. rifiuti smaltiti / m abbancati (ind. compattazione) mensile
9 n° ore lavoro mezzi / m 3 abbancati (ind. utilizzo mezzi) mensile
10 n° disinfezioni effettuate / n° disinfezioni program mate semestrale
FASE 3: gestione del percolato
11 tonn. percolato prodotto / tonn. rifiuti smaltiti mensile
12 tonn. percolato prodotto / tonn. fanghi conferiti mensile
13 tonn. percolato prodotto / mm pioggia* mensile
14 n° analisi effettuate / n° analisi programmate* mensile
FASE 4: gestione del biogas, recupero energetico
15 m3 biogas prodotto / kW energia prodotta mensile

(*)= indicatori già presenti in dichiarazione ambientale ma di cui non è stata programmata la frequenza
di rilevamento

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