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Nell AT

La Fede viene frequentemente espressa con i verbi Credere, Confidare, Sperare nel Signore: Sl.26:1;
37:3-5; 119:42; a volte il concetto viene espresso con immagini forti come il Sl.18:2
di contro viene disapprovato chi confida:
- in se stesso o negli uomini Prov.3:5; 28:26; Ger.17:5
- nella propria giustizia Ez.33:13;
- Efraim punito per aver confidato nelle sue vie Os.10:13;
- negli idoli Is.42:17; Ab.2:18

Lelenco lungo, chiaro che per i credenti dellAT la fiducia era solo nel Signore, e non in loro stessi o
nelle loro capacit, o in altri uomini o dei.

Nel NT
La Fede diviene un concetto fondamentale in quanto il piano salvifico di Dio si realizza in Cristo Ges.

DIO
AMA HA DATO
(Gv.3:16; Ro.5:8; Ef.2:4-5) (Gv.3:16; Ro.5:8)

(Ro.3:9,23 peccatori/mondo/ perdizione) (credenti/chiesa/ Ges vita eterna)

A-------------------------------------------------------------------------------------------------------------> C
B
(mezzo/strumento/via) FEDE

Il concetto centrale del NT che Dio ha tanto amato il mondo (A), che ha dato il suo unigenito Figlio (C),
affinch chiunque crede in lui (B) non perisca, ma abbia vita eterna (C). Gv.3:16

Giustificati dunque per fede (B), abbiamo pace con Dio per mezzo di Ges Cristo, nostro Signore (C),
mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede (B), l'accesso a questa grazia (C) Ro.5:1-2

Cfr. At.16:30-31 (A-B-C); Ro.3:21-28; 4:9-12; 9:30-33; 11:6; Ga.2:15-16; Ef.2:8-9; Fil.3:7-9; Tt.3:4-7; Eb.11:7;
1Gv.5:10-13

Cristo ha compiuto la salvezza delluomo, morendo come sacrificio propiziatorio sulla croce. Ro.5:1-11
La fede in Cristo diviene cos:
a) latto con il quale si abbandona ogni fiducia o sforzo compiuto per ottenere la salvezza, siano essi
atti di piet, rettitudine morale o qualunque altra cosa.
b) lunica via, strumento o mezzo per arrivare a Cristo, mediante il quale gli uomini
(peccatori/mondo) ricevono la salvezza.

Essendo la fede il mezzo per arrivare a Cristo, essa quindi azione. La fede quindi agisce non inerme,
infatti colloca la persona su di un altro piano da peccatore a in Cristo. Questa la fede che salva.
Il mondo giace nel peccato (Ro.3:9-19; 23; 5:12; 17; 1Co.15:22; Sl.14:1-3; Gv.8:34), luomo incapace di
camminare rettamente nelle vie di Dio (Ro.8:5-8; Ger.17:9; 1Co.2:14), un albero cattivo non pu dare frutto
buono (Mt.7:18). Come si pu notare limpossibilit incontestabile. Per natura luomo si trova nel regno
del primo Adamo, e nessun modo o grado di cultura, civilt, o religiosit pu far entrare un solo uomo nel
regno di Dio. Infatti Ges disse bisogna che nasciate di nuovo (Gv.3:7).
Ora senza lintervento di Dio saremmo eternamente perduti, c la necessit di nascere di nuovo, ossia
essere rigenerati, necessario una trasformazione di cuore (Gv.3:3-7; Ez.36:26-27), non qualcosa di
facoltativo Bisogna. Liniziativa per la rigenerazione di Dio (Gv.1:13; 1Gv.3:9;5:1-4; Tt.3:4-5), proviene
dallalto (Gv.3:3; 7), opera dello Spirito (Gv.3:5; 8; Tt.3:5-6) e della Parola (1Pt.1:23; Gm.1:18; Gv.5:24)
questultima raffigurata dallacqua che purifica e rigenera (Gv.3:5; Tt.3:5; Ef.5:25-26).
Quindi una nuova vita comunicata dallo Spirito di Dio per mezzo della Parola.
Luomo deve solo ricevere e accettare questa Parola e far operare nella propria vita lo Spirito Santo che
entrer a far parte della propria vita nel momento che si riceve e si accetta il sacrificio di Ges e la sua
Parola.
Il concetto che nel regno di Dio non si entra per la propria giustizia o per i propri meriti, ma si entra come
peccatori rigenerati.

Essi affermano non solo che la fede un dono [greco dwron (dron)] dato da Dio ad alcuni eletti (e
volontariamente non concesso a tutti gli altri), ma che sarebbe anche successivo alla nuova nascita.
Avremmo cos il paradosso di poter potenzialmente avere dei nati di nuovo non ancora credenti (!).
Chiunque legga con semplicit (che non vuole dire assolutamente superficialit) il Nuovo Testamento
scopre facilmente come la fede sia un passo fatto dalluomo (At 16:30-31), in risposta allopera dello Spirito
Santo (Gv 16:8). Non assolutamente unopera meritoria, ma il mezzo che Dio ha stabilito per tutti gli
uomini per rispondere positivamente al suo appello (che per luomo pu anche rifiutare: Mt 23:37; Gv
3:36; 5:40; 2 Te 2:10; Eb 4:2, ecc.). La Bibbia ci dice con chiarezza da dove nasce la fede: Cos la fede viene
da ci che si ascolta, e ci che si ascolta viene dalla parola di Cristo. (Ro 10:17). quindi lascolto della
Parola, ispirata dallo Spirito di Dio che agisce per mezzo di essa, a far nascere in noi la fede in Ges Cristo.
Da dove viene quindi questo insegnamento? Da una particolare lettura di Efesini 2:8: Infatti per grazia che
siete stati salvati, mediante la fede; e ci non viene da voi; il dono di Dio.

Secondo alcuni1 questo versetto indicherebbe che il pronome ci [touvto (touto) in greco] si riferisce a
fede. La fede sarebbe un dono di Dio e quindi nessun uomo pu credere senza che prima Dio doni la fede
agli eletti che lui ha gi fatto nascere di nuovo.
Il problema di questa interpretazione, oltre al fatto che contrasta con il resto della Scrittura, sta anche nel
greco, la lingua usata da Dio per la compilazione e la diffusione del Nuovo Testamento. In greco infatti
fede (come grazia) un nome femminile, mentre ci [touto] un pronome dimostrativo neutro. Cosa
significa questo? Che Dio, parlando del suo dono, non si riferiva assolutamente alla fede, perch in greco ci
deve essere concordanza di genere e numero tra il nome e il pronome dimostrativo connesso.
Entriamo ancora pi nel tecnico, e ce ne scusiamo con i lettori meno abituati a tale linguaggio, ma
indispensabile.
Per capire a che cosa si riferisce un pronome dimostrativo, bisogna capire qual il suo antecedente (il
pronome dimostrativo funziona da sostituto di qualcosa che gi stato detto nel contesto, lantecedente
appunto) e il pronome dimostrativo touto si riferisce abitualmente ad un antecedente concettuale, cio ad
un insieme di parole, pi che ad una singola parola.
Qualcuno ha comunque cercato di dimostrare che esistono esempi in greco di pronomi dimostrativi neutri
connessi ad un nome femminile. Purtroppo, oltre a presentare motivazioni molto deboli, ha dovuto
ricorrere a pochi esempi e nessuno di essi nel Nuovo Testamento greco2.
Gli studiosi di greco del Nuovo Testamento sono praticamente unanimi nellaffermare che touto non pu
assolutamente riferirsi a fede3.
Escludendo quindi che il pronome dimostrativo touto [neutro] possa far riferire dono a un ipotetico
antecedente fede [femminile], come anche a grazia [femminile], rimangono due sole ipotesi possibili:
1) il pronome dimostrativo touto si riferisce a tutto il concetto e quindi lantecedente costituito da per
grazia che siete stati salvati, mediante la fede. Questo fatto avvallato sia grammaticalmente, che dal
contesto immediato, dove vediamo come sia la salvezza, non la fede, il soggetto (vedi in particolare il v. 5).
la grazia della salvezza ad essere il dono di Dio, non la fede. Dal contesto vediamo anche chiaramente che
la contrapposizione tra grazia e opere, non tra fede e opere. La fede, lo ribadiamo, non unopera, ma
una risposta, che diventa il mezzo per appropriarsi del dono della salvezza che Dio ci elargisce per sua
grazia.
2) lespressione kai touto e ci pu essere vista come avverbiale. In questo caso avrebbe un significato
intensivo, che potremmo tradurre con qualcosa tipo e specialmente, e particolarmente, e per di pi, con
particolare riferimento al verbo piuttosto che al nome. Abbiamo un uso simile in 3 Gv 5: Carissimo, tu
agisci fedelmente in tutto ci che fai in favore dei fratelli, per di pi [quando lo fai per] stranieri. Tenendo
conto anche della negazione [ouk]4 che segue e che qui mette in netto contrasto lopera divina e quella
umana, il nostro versetto di Efesini 2:8 risulterebbe perci pi o meno cos: per la grazia siete stati salvati
mediante la fede, e [siete stati salvati] certamente non da voi stessi; il dono di Dio.
Anche in questo caso il dono sarebbe lessere salvati, non la fede. M.V.
il salario del peccato la morte, ma il dono di Dio la vita eterna in Cristo Ges, nostro Signore (Ro 6:23)

1 Dobbiamo per dire che laffermazione, tratta da una certa lettura di Efesini 2:8, che la fede un dono di
Dio non era condivisa da Calvino. Egli infatti, nei suoi Commentari del Nuovo Testamento, afferma: E qui
noi dobbiamo avvertire riguardo a un errore di interpretazione di questo passo veramente comune. Molte
persone restringono la parola dono alla sola fede. Ma Paolo sta solo ripetendo in altre parole il sentimento
precedente. Il suo significato , non che la fede il dono di Dio, ma che la salvezza ci data da Dio, o, che
noi la otteniamo come dono di Dio. Chi si rif al calvinismo dunque, in questo caso, andato al di l delle
affermazioni stesse di Calvino.
2 Citiamo a questo proposito il commento tratto da GREEK GRAMMAR BEYOND THE BASICS di Daniel B.
Wallace: In particular, note R. H. Countess, Thank God for the Genitive! JETS [The Journal of the
Evangelical Theological Society] 12 (1969) 117-22. He lists three examples from Attic Greek, arguing that
such a phenomenon occurs frequently in Greek literature (120). His approach has weaknesses, however, for
not only does he cite no NT examples, but two of his classical illustrations are better seen as referring to a
concept than to a noun. Further, the usage is not at all frequent and in every instance requires
explanation.
3 Tra gli altri, Alford, F.F. Bruce, W. Robertson Nicoll, A.T. Robertson, Scofield, Vincent, Vine, Wuest e altri.
Si veda anche auterevoli grammatiche come quella di Wallace o dizionari di greco come quelli di Bauer-
Danker-Arndt e Gingrich.
4 In greco esistono due tipi di negazioni, ouj, oujk [ou, ouk] e mh\ [m]. La prima si riferisce a ci che
oggettivo, reale, ed quindi una negazione assoluta. La seconda si riferisce maggiormente a ci che
soggettivo.
In termini di "salvezza" la Bibbia dice che "il giusto per la sua fede vivr", questo verso cos piccolo quanto
grande nel suo significato, tanto che vien citato pari pari ben 4 volte, Ab.2:4; Ro.1:17; Ga.3:11; Eb.10:38.

La "fede che salva" non pu che produrre "opere", altrimenti solo un'adesione mentale a verit dottrinali,
morta a se stessa dice Giacomo (vs.17).
D'altronde Ges dice "Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrer nel regno dei cieli" Mt.7:21.

La fede che salva invece quella che l'apostolo Paolo chiama fede che opera per mezzo dellamore
Ga:5:6.

Al contrario, non troverai mai scritto nella Bibbia che le opere possono giustificare o salvare.

Di fatti nel passo, Giacomo parla delle opere che nascono dalla fede. Abraamo offr Isacco in fede, come
sempre Giacomo riporta al v 23, Abraamo credette a Dio, e ci gli fu messo in conto come giustizia. Allo
stesso modo Raab la prostituta che credendo alle parole di Dio, in fede aiut le spie.
In tutte due gli esempi riportati da Giacomo, emerge che le opere furono una conseguenza della fede, e
che il valore morale di quanto come persone avessero espresso, o compiuto, non ebbe alcun peso, come
dimostra in particolare Raab, una prostituta che vendette il suo popolo.

No, non vero che gli evangelici dicono che le opere non servono, in quanto le opere sono la conseguenza
di chi ha creduto ed stato giustificato per fede (Ef.2:8-10; Ga.5:5-6).

Ma veniamo al testo di Giacomo 2:14-26

Innanzitutto dobbiamo considerare che il contesto dellepistola di Giacomo non unesposizione dottrinale
come Paolo ai Romani, ma di natura morale e pratica.
Lapostolo si sforza di combattere il formalismo, l'apparenza dalla realt, la conoscenza della legge
puramente intellettuale, fede intesa come sterile consenso a verit dottrinali, senza rispondere poi nella
vita pratica, ad un culto esterno non congiunto all'amore.

Questa la fede che lapostolo combatte come inutile, incapace di salvare, dice: morta a se stessa (vs.17).

Quanto invece la fede che salva, vivente, operante, manifesta, quella che l'apostolo Paolo chiama
fede che opera per mezzo dellamore (Ga:5:6).

Quindi una fede che produce buone opere, dove c:


sia il consenso intellettuale (verit bibliche), che da sola non salva (confr.Gm.2:19; At.8:13-21), una
persona pu dare allEvangelo il suo consenso intellettuale ed escluderlo nella realt dei fatti dalla
propria vita;
sia la volont e lobbligo nellaccettare le verit e principi biblici come nella vita quotidiana di tutti i
giorni (latto dellintera personalit, intelletto, emotivit e volont), per cui come disse Ges si
riconosceranno dai frutti: ogni albero buono fa frutti buoni, ma l'albero cattivo fa frutti cattivi
(Mt.7:17).

Tutti gli uomini hanno si la capacit di porre la loro fiducia in qualcuno o qualcosa, infatti si pu riporre la
fiducia nelle ricchezze, in un altro uomo etc.
Ma quando il credere viene indirizzato verso la Parola di Dio, allora la fiducia viene riposta in Dio e in
Cristo, ecco allora che abbiamo la fede che salva, perch la fede in Dio e Cristo azione, assistita
naturalmente dallo Spirito Santo.

E proprio lesempio di fede-azione di Abramo (e Raab) che presenteranno gli apostoli Giacomo e Paolo,

Giacomo: Abraamo, nostro padre, non fu forse giustificato per le opere quando offr suo figlio Isacco
sull'altare? Tu vedi che la fede agiva insieme alle sue opere e che per le opere la fede fu resa completa; cos
fu adempiuta la Scrittura che dice: Abraamo credette a Dio, e ci gli fu messo in conto come giustizia; e
fu chiamato amico di Dio (Gc.2:21-23).

Paolo: infatti, che dice la Scrittura? Abraamo credette a Dio e ci gli fu messo in conto come giustizia.
Ora a chi opera, il salario non messo in conto come grazia, ma come debito; mentre a chi non opera ma
crede in colui che giustifica l'empio, la sua fede messa in conto come giustizia (Ro.4:3-5)

Abramo attraverso lazione nelloffrire suo figlio Isacco, mostrava di aver fede, ergo le sue opere
(lazione) mostrarono che egli credette alla Parola di Dio (dice: Abraamo credette a Dio), di conseguenza
la sua fede "fu resa completa", operante.

Lo stesso per Raab, lazione (il rischio che prese), fu il risultato della sua fede nellIddio di Israele: poich il
SIGNORE, il vostro Dio, Dio lass nei cieli e quaggi sulla terra (Gs.2:11 una confessione di fede).

Entrambi in prima credettero ed ebbero fede in Dio, fede poi che produsse quelle azioni-opere che
dimostravano che erano giustificati ed accetti a Dio.
La vera fede produce le opere, o meglio le opere sono un prodotto o una conseguenza della fede, e non
viceversa. Si pu ben dire che le opere sono il risultato della fede, la prova della fede, e la consumazione
della fede.
Paolo combatte il legalismo e la confidanza nelle buone opere per salvati, Giacomo combatte il modo in
cui lindividuo vive, purch creda.

Giustificazione prima di Lutero


http://www.evangelici.net/cgi/forum/YaBB.pl?board=altrefedi;action=display;num=1445026242

La Giustificazione

- la natura della giustificazione: assoluzione divina (Ro.1:17; 3:21-22; 8:33-34)


- la necessit della giustificazione: la condanna delluomo (At.16:30; Gb.9:2)
- la fonte della giustificazione: la grazia (Gv.3:16; Ro.6:23)
- la base della giustificazione: la giustizia di Cristo (Ro.3:25; 2Co.5:21; Ro.4:1-12)
- il mezzo della giustificazione: la fede