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RACCOLTA NORME DI

LEGGE CHE INTERESSANO


IL MONDO DEL CICLISTA

COMUNE DI
VENEZIA

DIREZIONE CENTRALE SVILUPPO DEL TERRITORIO


E MOBILIT SERVIZIO MOBILIT TERRAFERMA

UFFICIO BICICLETTE
Via G.Ulloa n. 1 - 30175 Marghera Venezia
Tel. 041.2749173 - 9174 - Fax 041.2749168
ufficio.biciclette@comune.venezia.it
www.comune.venezia.it/biciclette
Gli articoli del Codice Civile

Da tener presente in caso di ritrovamento di una bicicletta.

Art. 927. COSE RITROVATE

Chi trova una cosa mobile deve restituirla al proprietario, e, se


non lo conosce, deve consegnarla senza ritardo al Sindaco del
luogo in cui lha trovata, indicando le circostanze del ritrova-
mento (931; 647, n. 1 c.p.)

Art. 928. PUBBLICAZIONE DEL RITROVAMENTO

Il Sindaco rende nota la consegna per mezzo di pubblicazione


nellalbo pretorio del Comune, da farsi per due domeniche suc-
cessive e da restare affissa per tre giorni ogni volta (931). 3

Art.929. ACQUISTO DI PROPRIET DELLA COSA RITROVATA

Trascorso un anno dallultimo giorno della pubblicazione senza che si


presenti il proprietario (931), la cosa oppure il suo prezzo, se le circo-
stanze ne hanno richiesto la vendita, appartiene a chi lha trovata.
Cos il proprietario come il ritrovatore, riprendendo la cosa o
ricevendo il prezzo, devono pagare le spese occorse.

Art.930. PREMIO DOVUTO AL RITROVATORE

Il proprietario deve pagare a titolo di premio al ritrovatore, se questi


lo richiede. Il decimo della somma o del prezzo della cosa ritrovata.
COMUNE DI DIREZIONE CENTRALE SVILUPPO DEL TERRITORIO
VENEZIA E MOBILIT SERVIZIO MOBILIT TERRAFERMA Se tale somma o prezzo eccede le Euro 5,1645, il premio per il
UFFICIO BICICLETTE sovrappi solo del ventesimo.
Via G.Ulloa n. 1 - 30175 Marghera Venezia Se la cosa non ha valore commerciale, la misura del premio
Tel. 041.2749173 - 9174 - Fax 041.2749168 fissata dal giudice secondo il suo prudente apprezzamento.
ufficio.biciclette@comune.venezia.it
www.comune.venezia.it/biciclette
Art. 931. EQUIPARAZIONE DEL POSSESSORE O DETENTORE AL PROPRIETARIO

Progetto a cura dellUfficio Biciclette Agli effetti delle disposizioni contenute negli art. 927 e seguen-
Antonio Dalla Venezia - Giuseppina Fregugia - Gabriele Vergani ti, al proprietario sono equiparati, secondo le circostanze, il
possessore e il detentore (1140).
Grafica: Maurizio Ercole [ www.genesidesign.com ]
Art. 932. TESORO
Gli articoli del Codice della Strada che
Tesoro qualunque cosa mobile di pregio, nascosta o sotterra- interessano i ciclisti
ta, di cui nessuno pu provare dessere proprietario.
Il tesoro appartiene al proprietario del fondo in cui si trova (959;
988; 647 c.p.). Se il tesoro trovato nel fondo altrui, purch sia
stato scoperto per solo effetto del caso, spetta per met al pro-
prietario del fondo e per met al ritrovatore. La stessa disposizione
si applica se il tesoro scoperto in una cosa mobile altrui.
Per il ritrovamento degli oggetti di interesse storico, archeolo-
gico, paletnologico, paleontologico e artistico si osservano le
disposizioni delle leggi speciali. (L.n.1089 del 1.6.1939 sulla IL CODICE DELLA STRADA
tutela delle cose di interesse artistico storico.
Approvato con Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n.285 aggiornato con la
ART.933. RIGETTI DEL MARE E PIANTE SUL LIDO. RELITTI AERONAUTICI Legge n. 214 del 1 agosto 2003 si compone di n.245 articoli. accompa-
gnato da un Regolamento di attuazione che comprende n. 408 articoli e n.
I diritti sopra le cose gettate in mare o sopra quelle che il mare 19 appendici. Il Codice della Strada entrato in vigore il 1 gennaio 1993.
rigetta o sopra le piante e le erbe che crescono lungo le rive
del mare sono regolati dalle leggi speciali (510 ss. C.n.). NUOVO CODICE DELLA STRADA: D.LGS. 30 APRILE 1992 N. 285
Parimenti si osservano le leggi speciali per il ritrovamento di AGGIORNATO CON:
aeromobili e di relitti di aeromobili (993 ss.c. n. ).
D.Lgs 10 settembre 1993 n. 360
D.P.R. n. 575 del 19 aprile 1994
4 D.Lgs. n. 143 del 4 giugno 1997 5
Legge n. 366 de 19 ottobre 1998
D. M. 22 dicembre 1998
D.Lgs n. 9 del 15.1.2002
D.L. n. 121 del 20.6.02
Legge n. 214 del 1 agosto 2003

TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI

ART. 1. PRINCIPI GENERALI

2. La circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali sulle


strade regolata dalle norme del presente codice e dai prov-
vedimenti emanati in applicazione di esse, nel rispetto delle
normative internazionali e comunitarie in materia. Le norme
e i provvedimenti attuativi si ispirano al principio della si-
curezza stradale, perseguendo gli obiettivi di una razionale
gestione della mobilit, della protezione dellambiente e del
risparmio energetico.
4. Il Governo comunica annualmente al Parlamento lesito delle
indagini periodiche riguardanti i profili sociali, ambientali ed
economici della circolazione stradale.
5. Il Ministro dei Lavori Pubblici fornisce allopinione pubblica
i dati pi significativi utilizzando i pi moderni sistemi di co-
municazione di massa e, nei riguardi di alcune categorie di TITOLO II - DELLA COSTRUZIONE E TUTELA DELLE STRADE
cittadini, il messaggio pubblicitario di tipo prevenzionale ed CAPO II - ORGANIZZAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE
educativo. E SEGNALETICA STRADALE

ART. 2. DEFINIZIONE E CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE ART. 40. SEGNALI ORIZZONTALI

1. Ai fini dellapplicazione delle norme del presente codice si 1. I segnali orizzontali, tracciati sulla strada, servono per regolare
definisce strada larea ad uso pubblico destinata alla cir- la circolazione, per guidare gli utenti e per fornire prescrizioni
colazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali. od utili per particolari comportamenti da seguire.
2. Le strade sono classificate, riguardo alle loro caratteristiche I segnali orizzontali si dividono in:
costruttive, tecniche e funzionali, nei seguenti tipi: a) strisce longitudinali;
a) autostrade; b) strisce trasversali;
b) strade extraurbane principali; c) attraversamenti pedonali o ciclabili.
c) strade extraurbane secondarie; 11. In corrispondenza degli attraversamenti pedonali i conducenti
d) strade urbane di scorrimento; dei veicoli devono dare la precedenza ai pedoni che hanno
e) strade urbane di quartiere; iniziato lattraversamento; analogo comportamento devono
f) strade locali. tenere i conducenti dei veicoli nei confronti dei ciclisti in cor-
f bis) Itinerari ciclopedonali. rispondenza degli attraversamenti ciclabili. Gli attraversamenti
4. Le strade di cui al comma 2 devono avere le seguenti carat- pedonali devono essere sempre accessibili anche alle persone
teristiche minime: non deambulanti su sedie a ruote; a tutela dei non vedenti
f bis) Itinerario ciclopedonale: strada locale, urbana, ex- possono essere collocati segnali a pavimento o altri segnali di
traurbana o vicinale, destinata prevalentemente alla pericolo in prossimit degli attraversamenti stessi.
percorrenza pedonale e ciclabile e caratterizzata da
6 una sicurezza intrinseca a tutela dellutenza debole TITOLO II - DELLA COSTRUZIONE E TUTELA DELLE STRADE 7
della strada. CAPO II - ORGANIZZAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE E SEGNALETICA
STRADALE
ART. 3. DEFINIZIONI STRADALI E DI TRAFFICO
ART. 41. SEGNALI LUMINOSI
Ai fini delle presenti norme le denominazioni stradali e di traffico
hanno i seguenti significati: 1. I segnali luminosi si suddividono nelle seguenti categorie:
a) segnali luminosi di pericolo e di prescrizione;
2. Area pedonale: zona interdetta alla circolazione dei veicoli, b) segnali luminosi di indicazione;
salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e i veicoli c) lanterne semaforiche veicolari normali;
al servizio di persone con limitate o impedite capacit mo- d) lanterne semaforiche veicolari di corsia;
torie, nonch eventuali deroghe per i veicoli ad emissione e) lanterne semaforiche per i veicoli di trasporto pubblico;
zero aventi ingombro e velocit tali da poter essere assimi- f) lanterne semaforiche pedonali;
lati ai velocipedi. g) lanterne semaforiche per velocipedi;
In particolare situazioni i comuni possono introdurre, attra- h) lanterne semaforiche veicolari per corsie reversibili;
verso apposita segnalazione, ulteriori restrizioni alla circola- i) lanterna semaforica gialla lampeggiante;
zione su aree pedonali. 2. Le luci delle lanterne semaforiche veicolari normali sono di
34 bis. Parcheggio scambiatore: parcheggio situato in prossimit forma circolare edi colore:
di stazioni o fermate del trasporto pubblico locale o del tra- a) rosso con significato di arresto;
sporto ferroviario, per agevolare lintermodalit. b) giallo con significato di preavviso di arresto;
39. Pista ciclabile: parte longitudinale della strada, opportuna- c) verde con significato di via libera.
mente delimitata, riservata alla circolazione dei velocipedi. 6. Le luci delle lanterne semaforiche per velocipedi sono a forma
di bicicletta colorata su fondo nero; i colori sono rosso, giallo
e verde; il significato identico a quello delle luci di cui al
comma 2, ma limitatamente ai velocipedi provenienti da una motore, le cui caratteristiche non superano i limiti stabiliti dal
pista ciclabile. regolamento.
9. Durante il periodo di accensione della luce verde, i veicoli pos-
sono procedere verso tutte le direzioni consentite dalla segna- ART. 47. CLASSIFICAZIONE DEI VEICOLI
letica verticale ed orizzontale; in ogni caso i veicoli non posso-
no impegnare larea di intersezione se i conducenti non hanno 1. I veicoli si classificano, ai fini del presente codice, come segue:
la certezza di poterla sgombrare prima dellaccensione della a) veicoli a braccia;
luce rossa; i conducenti devono dare sempre la precedenza ai b) veicoli a trazione animale;
pedoni ed ai ciclisti ai quali sia data contemporaneamente via c) velocipedi;
libera; i conducenti in svolta devono, altres, dare la precedenza ecc. ecc.
ai veicoli provenienti da destra ed ai veicoli della corrente di
traffico nella quale vanno ad immettersi. ART.50 VELOCIPEDI
10. Durante il periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non
possono oltrepassare gli stessi punti stabiliti per larresto, di cui 1. I velocipedi sono i veicoli con due o pi ruote funzionanti a
al comma 11, a meno che vi si trovino cos prossimi, al mo- propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali
mento dellaccensione della luce gialla, che non possono pi o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano
arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza. In tal caso essi sul veicolo; sono altres considerati velocipedi le biciclette
devono sgombrare sollecitamente larea di intersezione con a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico
opportuna prudenza. avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la cui
11. Durante il periodo di accensione della luce rossa, i veicoli non alimentazione progressivamente ridotta ed infine interrotta
devono superare la striscia di arresto; in mancanza di tale stri- quando il veicolo raggiunge i 25 Km/h o prima se il ciclista
scia i veicoli non devono impegnare larea di intersezione, n smette di pedalare.
lattraversamento pedonale, n oltrepassare il segnale, in modo 2. I velocipedi non possono superare 1,30 mt di larghezza, 3 mt
8 da poterne osservare le indicazioni. di lunghezza e 2,20 mt di altezza. 9
13. Nel caso in cui la lanterna semaforica pedonale o quella per
i velocipedi risulti spenta o presenti indicazioni anomale, il CAPO II - DEI VEICOLI A TRAZIONE ANIMALE, SLITTE E VELOCIPEDI
pedone o il ciclista ha obbligo di usare particolare prudenza
anche in relazione alla possibilit che verso altre direzioni siano ART. 68. CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE E FUNZIONALI E
accese luci che consentano il passaggio ai veicoli che interferi- DISPOSITIVI DI EQUIPAGGIAMENTO DEI VELOCIPEDI
scono con la sua traiettoria di attraversamento.
14. Durante il periodo di accensione delle luci verde, gialla o rossa 1. I velocipedi devono essere muniti di pneumatici, nonch:
a forma di bicicletta, i ciclisti devono tenere lo stesso compor- a) per la frenatura: di un dispositivo indipendente per
tamento dei veicoli nel caso di lanterne semaforiche veicolari ciascun asse che agisca in maniera pronta ed efficace
normali di cui rispettivamente ai commi 9,10 e 11. sulle rispettive ruote;
15. In assenza di lanterne semaforiche per i velocipedi, i ciclisti b) per le segnalazioni acustiche: di un campanello;
sulle intersezioni semaforizzate devono assumere il comporta- c) per le segnalazioni visive: anteriormente di luci bianche
mento dei pedoni. o gialle, posteriormente di luci rosse e di catadiottri
rossi; inoltre, sui pedali devono essere applicati cata-
TITOLO III - DEI VEICOLI diottri gialli ed analoghi dispositivi devono essere appli-
CAPO I - DEI VEICOLI IN GENERALE cati sui lati.
2. I dispositivi di segnalazione di cui alla lettera c) del
ART. 46. NOZIONE DI VEICOLO comma 1 devono essere presenti e funzionanti nelle ore e
nei casi previsti dallart.152 comma 1 - Segnalazione visiva
1. Ai fini delle norme del presente codice, si intendono per veicoli e illuminazione dei veicoli.
tutte le macchine di qualsiasi specie, che circolano sulle strade 3. Le disposizioni previste nelle lettere b) e c) del comma 1
guidate dalluomo. Non rientrano nella definizione di veicolo non si applicano ai velocipedi quando sono usati durante
quelle per uso di bambini o di invalidi, anche se asservite da competizioni sportive.
4. Con decreto del Ministro dei lavori pubblici sono sta- ART. 152. SEGNALAZIONE VISIVA E ILLUMINAZIONE DEI VEICOLI
bilite le caratteristiche costruttive, funzionali nonch
le modalit di omologazione dei velocipedi a pi ruote 2. Ad eccezione dei velocipedi e dei ciclomotori a due ruote e dei
simmetriche che consentono il trasporto di altre persone motocicli, luso dei dispositivi di segnalazione visiva obbliga-
oltre il conducente. torio anche durante la fermata o la sosta, a meno che il veicolo
5. I velocipedi possono essere equipaggiati per il trasporto di sia reso pienamente visibile dallilluminazione pubblica o venga
un bambino, con idonee attrezzature, le cui caratteristiche collocato fuori dalla carreggiata. Tale obbligo sussiste anche se
sono stabilite nel regolamento. il veicolo si trova sulle corsie di emergenza.
6. Chiunque circola con un velocipede senza pneumatici o Luso dei dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione dei veicoli
nel quale alcuno dei dispositivi di frenatura o di segnalazi- obbligatoria da mezzora dopo il tramonto del sole a mezzora prima del
one acustica o visiva manchi o non sia conforme alle dis- suo sorgere ed anche di giorno nelle gallerie, in caso di nebbia, di caduta
posizioni stabilite nel presente articolo e nellarticolo 69, di neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilit.
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di
una somma da euro 19,95 a euro 81,90. ART. 153. USO DEI DISPOSITIVI DI SEGNALAZIONE VISIVA E DI
7. Chiunque circola con un velocipede di cui al comma 4, non ILLUMINAZIONE DEI VEICOLI A MOTORE E DEI RIMORCHI
omologato, soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 33,60 a euro 137,55. 1. Da mezzora dopo il tramonto del sole a mezzora prima del
8. Chiunque produce o mette in commercio velocipedi o i suo sorgere ed anche di giorno nelle gallerie, in caso di nebbia,
relativi dispositivi di equipaggiamento non conformi al tipo di caduta di neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa
omologato, ove ne sia richiesta lomologazione, soggetto, visibilit, durante la marcia dei veicoli a motore e dei veicoli
se il fatto non costituisce reato, alla sanzione amministra- trainati, si devono tenere accese le luci di posizione, le luci
tiva del pagamento di una somma da euro 343,35 a euro della targa e, se prescritte, le luci di ingombro. In aggiunta a
1.376,55. tali luci, sui veicoli a motore, si devono tenere accesi anche
10 i proiettori anabbaglianti. Salvo quanto previsto dal comma 11
ART. 69. CARATTERISTICHE DEI DISPOSITIVI DI SEGNALAZIONE 3 i proiettori di profondit possono essere utilizzati fuori dei
E DI FRENATURA DEI VEICOLI A TRAZIONE ANIMALE, DELLE centri abitati quando lilluminazione esterna manchi o sia
SLITTE E DEI VELOCIPEDI insufficiente. Peraltro, durante le brevi interruzioni della marcia
connesse con le esigenze della circolazione, devono essere
1. Nel regolamento sono stabiliti, per i veicoli di cui agli ar- usati i proiettori anabbaglianti.
ticoli 49, 50 e 51, il numero, il colore, le caratteristiche e 5. Nei casi indicati dal comma 1, ad eccezione dei velocipedi e
le modalit di applicazione dei dispositivi di segnalazione dei ciclomotori a due ruote e dei motocicli, luso dei dispositivi
visiva e le caratteristiche e le modalit di applicazione dei di segnalazione visiva obbligatorio anche durante la fermata
dispositivi di frenatura dei veicoli a trazione animale e dei o la sosta, a meno che il veicolo sia reso pienamente visibile
velocipedi, nonch, limitatamente ai velocipedi, le caratte- dallilluminazione pubblica o venga collocato fuori dalla
ristiche dei dispositivi di segnalazione acustica. carreggiata. Tale obbligo sussiste anche se il veicolo si trova
sulle corsie di emergenza.
TITOLO V - NORME DI COMPORTAMENTO
ART. 157. ARRESTO, FERMATA E SOSTA DEI VEICOLI
ART. 145. PRECEDENZA.
Agli effetti delle presenti norme:
1. I conducenti, approssimandosi ad una intersezione, devo-
no usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti. 3. Fuori dei centri abitati, i veicoli in sosta infermata devono esse-
8. Negli sbocchi su strada di sentieri, tratturi, mulattiere e re collocati fuori della carreggiata, ma non sulle piste per velo-
piste ciclabili fatto obbligo al conducente di arrestarsi cipedi n, salvo sia appositamente segnalato, sulle banchine. In
e dare la precedenza a chi circola sulla strada. Lobbligo caso di impossibilit, la fermata e la sosta devono essere effet-
sussiste anche se le caratteristiche di dette vie variano nel- tuate il pi vicino possibile al margine destro della carreggiata,
limmediata prossimit dello sbocco sulla strada. parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia.
Sulle carreggiate delle strade con precedenza la sosta vietata. in grado in ogni momento di vedere liberamente davanti a s,
7. fatto divieto a chiunque di aprire le porte di un veicolo, di di- ai due lati e compiere con la massima libert, prontezza e faci-
scendere dallo stesso, nonch di lasciare aperte le porte, senza lit le manovre necessarie.
essersi assicurato che ci non costituisca pericolo o intralcio 3. Ai ciclisti vietato trainare veicoli, salvo nei casi consentiti dalle
per gli altri utenti della strada. presenti norme, condurre animali e farsi trainare da altro veicolo.
8. Chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo sog- 4. I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le con-
getto alla sanzione amministrativa del pagamento di una som- dizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i
ma da Euro 33,60 a Euro 137,55. pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la
comune diligenza e la comune prudenza.5. vietato trasporta-
Art. 158. Divieto di fermata e di sosta dei veicoli re altre persone sul velocipede a meno che lo stesso non sia
appositamente costruito e attrezzato. consentito tuttavia al
1. La fermata e la sosta sono vietate: conducente maggiorenne il trasporto di un bambino fino a otto
g) sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi anni di et, opportunamente assicurato con le attrezzature, di
per ciclisti, nonch sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle cui allarticolo 68, comma 5.
medesime; 6. I velocipedi appositamente costruiti ed omologati per il traspor-
5. Chiunque viola le disposizioni del comma 1 soggetto alla to di altre persone oltre al conducente devono essere condotti,
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro se a pi di due ruote simmetriche, solo da questultimo.
68,25 a Euro 275,10. 7. Sui veicoli di cui al comma 6 non si possono trasportare pi
7. Le sanzioni di cui al presente articolo si applicano per ciascun di quattro persone adulte compresi i conducenti; consentito
giorno di calendario per il quale si protrae la violazione. anche il trasporto contemporaneo di due bambini fino a dieci
anni di et.
ART.175. CONDIZIONI E LIMITAZIONI DELLA CIRCOLAZIONE SULLE 8. Per il trasporto di oggetti e di animali si applica lart. 170.
AUTOSTRADE E SULLE STRADE EXTRAURBANE PRINCIPALI 9. I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando
12 esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le 13
1. Le norme del presente articolo e dellart. 176 si applicano ai modalit stabilite nel regolamento.
veicoli ammessi a circolare sulle autostrade, sulle strade extrau- 10. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo soggetto
rbane principali e su altre strade, individuate con decreto del alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
Ministro dei lavori pubblici, su proposta dellente proprietario, e Euro 19 a Euro 78. La sanzione da Euro 32 a Euro 131 quan-
da indicare con apposita segnaletica dinizio e fine. do si tratta di velocipedi di cui al comma 6.
3. vietata la circolazione dei seguenti veicoli sulle autostrade e
sulle strade extraurbane e principali e su altre strade, individua- TITOLO VI DEGLI ILLECITI PREVISTI DAL PRESENTE CODICE
te con decreto del Ministero dei lavori pubblici, e indicate con E DELLE RELATIVE SANZIONI.
segnaletica dinizio e di fine. CAP. 1 DEGLI ILLECITI AMMINISTRATIVI E DELLE RELATIVE SANZIONI
a) velocipedi, ciclomotori, motocicli di cilindrata inferiore a SEZIONE 1 DEGLI ILLECITI AMMINISTRATIVI IMPORTANTI
150 centimetri cubici se a motore termico e motocarrozzet- SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNARIE ED APPLICAZIONE DI
te di cilindrata inferiore a 250 cc se a motore termico. QUESTE ULTIME

ART. 182. CIRCOLAZIONE DEI VELOCIPEDI ART. 208. PROVENTI DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE PECUNIARIE

1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le 1. I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per
condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai violazioni previste dal presente codice sono devoluti allo
affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori Stato, quando le violazioni siano accertate da funzionari,
dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, ufficiali ed agenti dello Stato, nonch da funzionari ed
salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla agenti delle Ferrovie dello Stato o delle ferrovie e tranvie
destra dellaltro. in concessione. I proventi stessi sono devoluti alle regio-
2. I ciclisti devono avere libero luso delle braccia e delle mani e ni, province e comuni, quando le violazioni siano accerta-
reggere il manubrio almeno con una mano; essi devono essere te da funzionari, ufficiali ed agenti, rispettivamente, delle
regioni, delle province e dei comuni. e alla redazione dei piani di cui allart. 36, alla fornitura di
2. I proventi di cui al comma 1, spettanti allo Stato, sono mezzi tecnici necessari per i servizi di polizia stradale di
destinati: loro competenza e alla realizzazione di interventi a favore
a) fermo restando quanto previsto dal articolo 32, della mobilit ciclistica, nonch, in misura non inferiore
comma 4, della legge 17 maggio 1999, n. 144, per il al 10 per cento, ad interventi per la sicurezza stradale, in
finanziamento delle attivit connesse allattuazione particolare a tutela degli utenti deboli: pedoni, ciclisti,
del Piano Nazionale della sicurezza stradale, al bambini, anziani, disabili. Gli stessi enti determinano
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - annualmente, con delibera della giunta, le quote da
Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza destinarsi alle suindicate finalit. Le determinazioni sono
stradale, nella misura del 80 per cento del totale comunicate al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
annuo, definito a norma dellarticolo 2, lettera x), per i comuni la comunicazione dovuta solo da quelli
della legge 13 giugno 1991, n. 190, per studi, ricerche con popolazione superiore a cinquemila abitanti.
e propaganda ai fini della sicurezza stradale, attuata 5. Il Ministro delleconomia e delle finanze autorizzato a
anche attraverso il Centro di coordinamento delle introdurre con propri decreti le occorrenti variazioni nello
informazioni sul traffico, sulla viabilit e sulla sicurezza stato di previsione dellentrata e nello stato di previsione
stradale (CCISS), istituito con legge 30 dicembre 1988, della spesa del Ministero delle infrastrutture e dei
n. 556, per finalit di educazione stradale, sentito, trasporti.
occorrendo, il Ministero dellistruzione, delluniversit
e della ricerca e per lassistenza e previdenza del TITOLO VII - DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
personale della Polizia di Stato, dellArma dei CAPO I - DISPOSIZIONI FINALI
carabinieri e della Guardia di finanza e per iniziative
ed attivit di promozione della sicurezza della ART. 230. EDUCAZIONE STRADALE
circolazione;
14 b) al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - 1. Allo scopo di promuovere la formazione dei giovani in 15
Dipartimento per i trasporti terrestri, nella misura materia di comportamento stradale e della sicurezza
del 20 per cento del totale annuo sopra richiamato, del traffico e della circolazione, nonch per promuovere
per studi, ricerche e propaganda sulla sicurezza del ed incentivare luso della bicicletta come mezzo di
veicolo; trasporto, i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e
c) al Ministero dellistruzione, delluniversit e della dell istruzione, delluniversit e della ricerca scientifica,
ricerca - Dipartimento per i servizi per il territorio, di intesa con i Ministri dellinterno, dellambiente e della
nella misura del 7,5 per cento del totale annuo, al fine tutela del territorio, avvalendosi della collaborazione
di favorire limpegno della scuola pubblica e privata dellAutomobile club dItalia, delle associazioni
nellinsegnamento delleducazione stradale e per ambientaliste riconosciute dal Ministero dellambiente
lorganizzazione dei corsi per conseguire il certificato e della tutela del territorio ai sensi dellarticolo 13
di idoneit alla conduzione dei ciclomotori della legge 8 luglio 1986 n. 349, di societ sportive
3. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di ciclistiche nonch di enti e associazioni di comprovata
concerto con i Ministri delleconomia e delle finanze e esperienza nel settore della prevenzione e della sicurezza
dellistruzione, delluniversit e della ricerca, determina stradale e della promozione ciclistica individuati con
annualmente le quote dei proventi da destinarsi alle decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
suindicate finalit. Il Ministro delleconomia e delle predispongono appositi programmi, corredati dal relativo
finanze autorizzato ad adottare, con propri decreti, le piano finanziario, da svolgere come attivit obbligatoria
necessarie variazioni di bilancio, nel rispetto delle quote nelle scuole di ogni ordine e grado, ivi compresi gli
come annualmente determinate. istituti di istruzione artistica e le scuole materne, che
4. I proventi spettanti agli altri enti indicati nel comma 1 concernano la conoscenza dei princpi della sicurezza
sono devoluti alle finalit di cui al comma 2, nonch stradale, nonch delle strade, della relativa segnaletica,
al miglioramento della circolazione sulle strade, al delle norme generali per la condotta dei veicoli, con
potenziamento e miglioramento della segnaletica stradale particolare riferimento alluso della bicicletta, e delle
2.
regole di comportamento degli utenti.
Il Ministro dell istruzione, delluniversit e della ricerca
Regolamento di esecuzione e di attuazione
scientifica con propria ordinanza, disciplina le modalit del nuovo Codice della Strada
di svolgimento dei predetti programmi nelle scuole,
anche con lausilio degli appartenenti ai Corpi di polizia Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 (in
municipale, nonch di personale esperto appartenente Suppl. ord. alla Gazz. Uff., 28 dicembre 1992, n. 303), con le modifiche di
alle predette istituzioni pubbliche e private; lordinanza cui al d.P.R. 16 settembre 1996, n. 610.
pu prevedere listituzione di appositi corsi per i
docenti che collaborano allattuazione dei programmi
stessi. Le spese eventualmente occorrenti sono reperite
nellambito degli ordinari stanziamenti di bilancio delle
amministrazioni medesime.
2 bis. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti predispone
annualmente un programma informativo sulla sicurezza
stradale, sottoponendolo al parere delle Commissioni
parlamentari competenti alle quali riferisce sui risultati REGOLAMENTO ART. 39
ottenuti. TITOLO II - COSTRUZIONE E TUTELA DELLE STRADE
CAPO II
3 - LA SEGNALETICA VERTICALE (ART. 39 C.S.)

c) Segnali di prescrizione.
c) Segnali di obbligo.

16 ART. 122. (ART.39 CODICE DELLA STRADA) 17

9. I segnali di Circolazione riservata a determinate categorie di


utenti il cui simbolo in essi contenuto indicano che la strada
o parte di essa riservata alla sola categoria di utenti prevista
mentre vietata alle altre. Tali segnali sono:
a) il segnale PERCORSO PEDONALE che deve essere posto
allinizio di un viale, di un itinerario o di un percorso riser-
vato ai soli pedoni (area pedonale urbana);
b) il segnale PISTA CICLABILE che deve essere posto allinizio
di una pista, di una corsia o di un itinerario riservato alla
circolazione delle biciclette. Deve essere ripetuto dopo
ogni interruzione o dopo le intersezioni;
c) il segnale di PISTA CICLABILE CONTIGUA AL MARCIAPIEDE
e PERCORSO PEDONALE E CICLABILE che deve essere
posto allinizio di un percorso riservato ai pedoni e alla cir-
colazione delle biciclette e deve essere ripetuto dopo ogni
interruzione o dopo le intersezioni;
d) il segnale percorso riservato ai quadrupedi da soma o da
sella che deve essere posto allinizio di una pista o di un
passaggio particolare.
10. La fine dellobbligo dei segnali di cui al comma 9 deve essere
indicata con analogo segnale barrato obliquamente da una
fascia rossa.
REGOLAMENTO ART. 40 REGOLAMENTO ART. 41
TITOLO II - COSTRUZIONE E TUTELA DELLE STRADE TITOLO II - COSTRUZIONE E TUTELA DELLE STRADE
CAPO II CAPO II
4 - LA SEGNALETICA ORIZZONTALE (ART. 40 C.S.) 5 - SEGNALI LUMINOSI (ART. 41 C.S.)

ART. 140. - STRISCE DI CORSIA (ART. 40 C.S.) ART. 163. - LANTERNE SEMAFORICHE PER VELOCIPEDI (ART. 41 C.S.)

7. Le piste ciclabili, qualora non protette da elementi in ele- 1. Le lanterne semaforiche per velocipedi sono destinate
vazione sulla pavimentazione, sono separate dalle corsie di esclusivamente alla regolazione degli attraversamenti ci-
marcia mediante due strisce continue affiancate, una bianca clabili semaforizzati; esse sono a tre luci con i seguenti
di 12 cm di larghezza ed una gialla di 30 cm distanziate tra simboli:
loro di 12 cm; la striscia gialla deve essere posta sul lato del- a) bicicletta rossa su fondo circolare nero;
la pista ciclabile. b) bicicletta gialla su fondo circolare nero;
c) bicicletta verde su fondo circolare nero.
ART. 146. - ATTRAVERSAMENTI CICLABILI (ART. 40 C.S.) 2. La disposizione delle luci verticale: bicicletta rossa in
alto, bicicletta gialla al centro e bicicletta verde in basso.
1. Gli attraversamenti ciclabili devono essere previsti solo per 3. La sequenza di accensione delle luci la seguente:
garantire la continuit delle piste ciclabili nelle aree di in- a) bicicletta verde;
tersezione. b) bicicletta gialla;
2. Gli attraversamenti ciclabili sono evidenziati sulla carreggia- c) bicicletta rossa.
ta mediante due strisce bianche discontinue, di larghezza 4. Le lanterne semaforiche per velocipedi vanno usate solo
di 50 cm; con segmenti ed intervalli lunghi 50 cm; la di- in corrispondenza di piste ciclabili; in assenza di tali piste
stanza minima tra i bordi interni delle due strisce trasversali vanno adottate le normali lanterne pedonali in quanto i
18 di 1 m per gli attraversamenti a senso unico e di 2 m per conducenti dei velocipedi devono seguire un comporta- 19
gli attraversamenti a doppio senso. In caso di attraversa- mento identico a quello dei pedoni.
mento ciclabile contiguo a quello pedonale sufficiente
evidenziare con la striscia discontinua solo la parte non REGOLAMENTO ART. 68
adiacente lattraversamento pedonale. TITOLO III - DEI VEICOLI
3. Analogamente a quanto previsto dallarticolo 145, comma CAPO II - DEI VEICOLI A TRAZIONE ANIMALE, SLITTE E VELOCIPEDI
4, sulle strade ove consentita la sosta, per migliorare la
visibilit, da parte dei conducenti, nei confronti dei velo- ART. 223. - DISPOSITIVI DI FRENATURA E DI SEGNALAZIONE
cipedi che si accingono ad impegnare la carreggiata, gli ACUSTICA DEI VELOCIPEDI (ARTT. 68, 69 C.S.)
attraversamenti ciclabili possono essere preceduti, nel ver-
so di marcia dei veicoli, da una striscia gialla a zig zag, del 1. I dispositivi indipendenti di frenatura, luno sulla ruota an-
tipo di quella di cui allarticolo 151, comma 3, di lunghezza teriore e laltro su quella posteriore, possono agire sia sulla
commisurata alla distanza di visibilit. Su tale striscia vie- ruota (pneumatico o cerchione) sia sul mozzo, sia, in gene-
tata la sosta. re, sugli organi di trasmissione.
2. Il comando del freno pu essere tanto a mano quanto a
ART. 148. - ISCRIZIONI E SIMBOLI (ART. 40 C.S.) pedale.
3. La trasmissione fra comando e freni, pu essere attuata con
11. I simboli possono costituire ripetizione dei segnali verticali, o sistemi di leve rigide a snodo, con cavi flessibili o con siste-
di simboli in essi contenuti; in particolare, sulle piste e sugli mi di trasmissione idraulica.
attraversamenti ciclabili pu essere tracciato il segnale o il 4. I sistemi di cui ai commi 1, 2 e 3 possono essere applicati
simbolo del segnale di PISTA CICLABILE (fig. II. 442/b); in sia internamente sia esternamente alle strutture del veicolo.
ogni caso essi devono essere opportunamente deformati in 5. Il suono emesso dal campanello deve essere di intensit tale
funzione del tipo di strada, al fine di consentirne la corretta da poter essere percepito ad almeno 30 m di distanza
percezione.
ART. 224. - DISPOSITIVI DI SEGNALAZIONE VISIVA DEI VELOCIPEDI no essere montati in modo che le superfici utili siano ester-
(ARTT. 68, 69 C.S.) ne ai pedali ed alle ruote, rispettivamente perpendicolari
ai piani dei pedali e paralleli ai piani delle ruote e di forma
1. La luce anteriore consiste in un fanale a luce bianca o gial- tale che possano essere inscritti in un rettangolo con lati le
la, ad alimentazione elettrica, posto ad una altezza com- cui lunghezze siano in rapporto non superiore ad otto.
presa tra un minimo di 30 cm ed un massimo di 100 cm 8. I valori minimi di intensit luminosa, in millicandele riflesse
da terra ed orientato in modo che lasse ottico incontri il per ogni lux di luce bianca incidente sui vari dispositivi, ed
terreno antistante il velocipede a non oltre 20 m. in funzione dei diversi angoli dincidenza e di divergenza
2. La luce emessa deve dare un illuminamento, misurato su devono essere quelli che risultano indicati nellappendice
uno schermo verticale posto a 10 m avanti al fanale, mag- IV del presente titolo. (Dispositivi di segnalazione visiva dei
giore o eguale a 2 lux nel punto corrispondente alla proie- velocipedi).
zione sullo schermo del centro del fanale e su una linea 9. Le caratteristiche del materiale riflettente dei dispositivi ca-
orizzontale passante per detto punto per una estensione di tadiottrici a luce rossa e a luce gialla sono quelle di cui alla
1 metro a destra e di 1 metro a sinistra di esso. In nessun suddetta Appendice commi 2, 3 e 4.
punto dello schermo situato a 60 cm al di sopra di detta 10. I tipi di dispositivi previsti dalla suddetta appendice de-
orizzontale lilluminamento deve superare 5 lux. vono essere omologati dal Ministero dei lavori pubblici
3. La luce di posizione posteriore rossa, ad alimentazione - Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza
elettrica, deve trovarsi sul piano di simmetria del veloci- stradale e devono portare stampigliati, in posizione visibile,
pede, ad altezza da terra non superiore a 1 m, comunque gli elementi di cui allarticolo 192, comma 7, e, qualora agli
non al di sotto del dispositivo a luce riflessa, ed avere il fa- effetti del montaggio sia prescritta una determinata posi-
scio luminoso diretto verso lindietro, con lasse orizzontale zione, la dicitura alto od altra simile.
contenuto nel suddetto piano di simmetria.
4. La visibilit verso lindietro deve essere assicurata entro ART. 225. - CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE DELLE ATTREZZATURE
20 un campo di 15 gradi in verticale e di 45 gradi in PER IL TRASPORTO DEI BAMBINI SUI VELOCIPEDI 21
orizzontale. (ARTT. 68, 69 C.S.)
5. Lintensit della luce emessa non deve essere inferiore a
0,05 candele entro un campo di 10 gradi in verticale e di 1. Lattrezzatura idonea, ai sensi dellarticolo 68, comma 5, del
10 gradi in orizzontale. codice, al trasporto su un velocipede di un bambino fino
6. Il dispositivo catadiottrico posteriore a luce riflessa ros- ad otto anni di et, costituita da un apposito seggiolino
sa deve essere montato su idoneo supporto con lasse composto da: sedile con schienale, braccioli, sistema di
di riferimento orizzontale e parallelo al piano verticale fissaggio al velocipede e sistema di sicurezza del bambino.
longitudinale di simmetria del veicolo. Non deve esservi I braccioli possono essere omessi nel caso di seggiolini de-
ostacolo alla propagazione della luce tra il dispositivo e stinati esclusivamente al fissaggio in posizione posteriore al
locchio dellosservatore situato nello spazio comune a due conducente, per il trasporto di bambini di et superiore ai
diedri ortogonali i cui spigoli, uno orizzontale e laltro ver- quattro anni.
ticale, passano per il centro della superficie riflettente con 2. Il seggiolino realizzato e predisposto per linstallazione
angoli rispettivamente di 45 gradi e di 15 gradi. Il dispo- in modo che, anche durante il trasporto del bambino, non
sitivo deve essere posto ad una altezza non superiore a 90 siano superati i limiti dimensionali fissati per i velocipedi
cm da terra misurata tra il bordo superiore del dispositivo dallarticolo 50 del codice, non sia ostacolata la visuale del
ed il terreno, e deve essere di forma tale che possa essere conducente e non siano limitate la possibilit e la libert di
inscritto in un rettangolo con lati le cui lunghezze siano in manovra da parte dello stesso.
rapporto non superiore a due. Il dispositivo pu essere ab- 3. Il sistema di sicurezza del bambino costituito da bretelle
binato alla luce di posizione posteriore, purch le superfici o cintura di contenimento e da una struttura di protezione
luminose dei due dispositivi restino separate. dei piedi del bambino. Tale struttura di protezione pu far
7. I dispositivi catadiottrici a luce riflessa gialla, da appli- parte del seggiolino od essere elemento separato dallo
care sui due fianchetti di ciascun pedale e gli analoghi stesso, nel qual caso montata direttamente sul veloci-
dispositivi da applicare sui due lati di ciascuna ruota, devo- pede; in ogni caso deve essere idonea ad impedire il con-
tatto dei piedi con le parti in movimento. REGOLAMENTO ART. 157
4. Il sistema di fissaggio previsto deve garantire lancoraggio TITOLO V - NORME DI COMPORTAMENTO
del seggiolino al velocipede impedendone, in ogni caso, lo ARRESTI, SOSTE E FERMATE DEI VEICOLI (ARTT. 157-163 C.S.)
sganciamento accidentale. Per i seggiolini per i quali si pre-
vede il montaggio in posizione anteriore, tra il manubrio ed ART. 351. - ARRESTI E SOSTE DEI VEICOLI IN GENERALE (ART. 157 C.S.)
il conducente, e che sono idonei al trasporto di bambini la
cui massa non superiore a 15 Kg, sono ammessi sistemi 3. Le manovre indicate dallarticolo 157, comma 7, del codice,
di fissaggio sia al telaio, sia al piantone, sia al manubrio. devono essere, nei casi consentiti dalla stessa norma, sem-
In questultimo caso, linterasse tra gli agganci al manu- pre eseguite nel tempo strettamente necessario, in relazione
brio non superiore a 10 cm. Per i seggiolini per i quali alle condizioni del traffico, in modo da assicurare la sicurez-
si prevede il montaggio in posizione posteriore, sono am- za del medesimo.
messi sistemi di fissaggio sia al telaio sia ad un accessorio
portapacchi. In tal caso, nelle istruzioni per il montaggio REGOLAMENTO ART. 182
ed indicazioni duso del seggiolino di cui al comma 5, TITOLO V - NORME DI COMPORTAMENTO
evidenziata chiaramente la portata minima del portapacchi, CIRCOLAZIONE DEI VELOCIPEDI (ART. 182 C.S.)
necessaria per garantire il trasporto del bambino in condi-
zioni di sicurezza. ART. 377. - CIRCOLAZIONE DEI VELOCIPEDI (ART. 182 C.S.)
5. Ciascun seggiolino munito di istruzioni illustrate per il
montaggio e di indicazioni per luso atte a garantire il tra- 1. I ciclisti nella marcia ordinaria in sede promiscua devono
sporto del bambino in condizioni di sicurezza. Unitamente sempre evitare improvvisi scarti, ovvero movimenti a zig-
a tali indicazioni sono riportati gli articoli 68, comma 5, e zag, che possono essere di intralcio o pericolo per i veicoli
182, comma 5, del codice, nonch gli articoli 225 e 377, che seguono.
comma 5. Alle suddette istruzioni ed indicazioni allegata 2. Nel caso di attraversamento di carreggiate a traffico parti-
22 una dichiarazione che attesti la rispondenza del seggio- colarmente intenso e, in generale, dove le circostanze lo 23
lino alle caratteristiche fissate dal presente articolo. Tale richiedano, i ciclisti sono tenuti ad attraversare tenendo il
dichiarazione sottoscritta, sotto la propria responsabilit, veicolo a mano.
dal produttore oppure da chi provvede alla commercializ- 3. In ogni caso, i ciclisti devono segnalare tempestivamente,
zazione con proprio marchio, oppure, nel caso di prodotto con il braccio, la manovra di svolta a sinistra, di svolta a
importato da paesi che non fanno parte della Comunit eu- destra e di fermata che intendono effettuare.
ropea, da chi lo abbia importato nellesercizio della propria Da mezzora dopo il tramonto, durante tutto il
attivit commerciale. periodo delloscurit e di giorno, qualora le condizioni
6. Sul seggiolino sono impressi in modo visibile, anche dopo atmosferiche richiedano lilluminazione, i velocipedi
il montaggio dello stesso, lanno di produzione ed il nome sprovvisti o mancanti degli appositi dispositivi di
del produttore, ovvero di chi provvede alla sua commercia- segnalazione visiva, non possono essere utilizzati, ma
lizzazione con proprio marchio, oppure, nel caso di prodot- solamente condotti a mano.
to importato da paesi che non fanno parte della Comunit 5. Il trasporto di bambini fino ad otto anni di et effettuato
europea, da chi lo abbia importato nellesercizio della pro- unicamente con le attrezzature di cui allarticolo 68,
pria attivit commerciale. comma 5, del codice, in maniera tale da non ostacolare la
7. Sono consentiti i rimorchi per velocipedi purch la lunghez- visuale del conducente e da non intralciare la possibilit e
za del velocipede, compreso il rimorchio, non superi 3 m. la libert di manovra da parte dello stesso. Le attrezzature
La larghezza massima totale del rimorchio non deve essere suddette sono rispondenti alle caratteristiche indicate
superiore a 75 cm e laltezza massima, compreso il carico, allarticolo 225 e sono installate:
non deve essere superiore a 1 m. La massa trasportabile a) tra il manubrio del velocipede ed il conducente,
non deve essere superiore a 50 Kg. Per la circolazione not- unicamente per il trasporto di bambini fino a 15 Kg
turna il rimorchio equipaggiato con i dispositivi di segna- di massa;
lazione visiva posteriore e laterale previsti per i velocipedi b) posteriormente al conducente, per il trasporto di
allarticolo 224. bambini di qualunque massa, fino ad otto anni di et.
Prima del montaggio della attrezzatura necessario
procedere ad una verifica della solidit e stabilit delle
Decreto del Presidente della
parti del velocipede interessate al montaggio stesso. Repubblica 27 aprile 1978, n. 384
6. Per la circolazione dei velocipedi sulle piste ciclabili, come
definite allarticolo 3 del codice, si applicano, ove compa- Regolamento di attuazione dellart. 27 della L. 30 marzo 1971, n. 118, a
tibili, le norme di comportamento relative alla circolazione favore dei mutilati e invalidi civili, in materia di barriere architettoniche e
dei veicoli. trasporti pubblici. (Pubblicato in G.U. 22 luglio 1978, n. 204).
7. Ove le piste ciclabili si interrompano, immettendosi nelle
carreggiate a traffico veloce o attraversino le carreggiate
stesse, i ciclisti sono tenuti ad effettuare le manovre con la
massima cautela evitando improvvisi cambiamenti di dire-
zione.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto lart. 87 della Costituzione;


Vista la legge 30 marzo 1971, n. 118, recante conversione in legge del
decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore dei mutilati
e invalidi civili;
Visto lart. 27 della predetta legge concernente le barriere architettoniche
e i trasporti pubblici;
24 Udito il parere del Consiglio di Stato; 25
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Ministro dellinterno di concerto con i Ministri dei lavori
pubblici, del tesoro, della pubblica istruzione, dei trasporti, della sanit,
del turismo e dello spettacolo, del lavoro e della previdenza sociale, delle
poste e delle telecomunicazioni e della marina mercantile;

DECRETA:

approvato lallegato regolamento per lesecuzione e lattuazione delle


disposizioni contenute nellart. 27 della legge 30 marzo 1971, n. 118. Re-
golamento concernente norme di attuazione dellart. 27 della L. 30 marzo
1971, n. 118, in favore degli invalidi civili in materia di barriere architetto-
niche e di trasporti pubblici.

TITOLO I - SCOPI E CAMPO DI APPLICAZIONE

1. Le norme del presente regolamento sono volte ad eliminare gli


impedimenti fisici comunemente definiti barriere architettoni-
che che sono di ostacolo alla vita di relazione dei minorati.
Le presenti norme si riferiscono alle strutture pubbliche con
particolare riguardo a quello di carattere collettivo-sociale.
Le norme stesse riguardano le nuove costruzioni e quelle gi
esistenti nel caso che queste ultime siano sottoposte a ristrut-
turazione. Agli edifici gi esistenti, anche se non ristrutturati, colorazione diversa da quella della pavimentazione e deve avere
dovranno essere apportate le possibili e conformi varianti. Per caratteristiche sonore, alla percussione con mazzuolo di legno,
edifici pubblici a carattere collettivo e sociale si intendono tutte diversa da quelle della pavimentazione.
le costruzioni aventi interesse amministrativo, culturale, giudi- 4. Parcheggi. - Al fine di agevolare il trasferimento dellautovettura
ziario, economico, sanitario e comunque edifici in cui si svol- ai percorsi di avvicinamento relativi agli accessi degli edifici,
gono attivit comunitarie o nei quali vengono prestati servizi di necessario prevedere il parcheggio in aderenza ad un percorso
interesse generale. pedonale, avente comunicazione non interrotta con gli accessi
2. Gli edifici, i mezzi di trasporto e le strutture costruite, modifi- medesimi. Le zone carrabili e le zone pedonali del parcheggio
cate o adattate tenendo conto delle norme per leliminazione devono essere o complanari, o su piani diversi con un dislivello
delle barriere architettoniche, devono recare in posizione age- massimo di 2,5 cm.
volmente visibile, il simbolo di accessibilit secondo il modello Le due zone comunque, devono essere differenziate me-
di cui allallegato A al presente regolamento. diante una adeguata variazione di colore. La pendenza mas-
sima trasversale del parcheggio non deve superare il 5 per
TITOLO II - STRUTTURE ESTERNE CONNESSE AGLI EDIFICI cento. In particolare necessario che lo schema distributivo
del parcheggio sia a spina di pesce semplice, con inclinazio-
3. Percorsi pedonali. - Al fine di assicurare il collegamento degli ne massima di 30.
accessi principali delledificio con la rete viaria esterna, e con le Lo schema deve comunque consentire sempre uno spazio li-
aree di parcheggio ed agevolare lavvicinamento, i percorsi pe- bero, atto a garantire la completa apertura della portiera destra
donali devono presentare un andamento quanto pi possibile o sinistra anteriore verso le zone pedonali del parcheggio. In
semplice in relazione alle principali direttrici di accesso. tutti quei casi ove non fosse possibile realizzare il parcheg-
Caratteristiche: gio, secondo lo schema sopra citato, deve sempre prevedersi
La larghezza minima del percorso pedonale deve essere di mt. unadeguata percentuale di aree di parcheggio, dimensionate
150. Il dislivello ottimale fra il piano del percorso pedonale e in funzione delle esigenze specifiche delle autovetture di mino-
26 il piano del terreno, o delle zone carrabili ad esso adiacenti di rati fisici e ad esse riservate. 27
cm. 2,5; non deve comunque superare i 15 cm. In particolare, Larea di parcheggio riservata ad una autovettura adibita al
ogni qualvolta il percorso pedonale si raccorda con il livello trasporto dei minorati fisici deve avere una larghezza minima
stradale o interrotto da un passo carrabile, devono predispor- di 3,00 m suddivisa in due zone di utilizzazione: la prima, di
si piccole rampe di larghezza pari a quella del percorso pedo- larghezza di 1,70 m relativa allingombro dellautovettura; la
nale e di pendenza non superiore al 15 per cento. secondo, di larghezza minima di 1,30 m, necessaria al libero
La pendenza massima del percorso pedonale non deve supera- movimento del minorato nelle fasi di trasferimento.
re il 5 per cento. La zona relativa allingombro dellautovettura, e la connessa
Tale pendenza pu essere elevata fino ad un massimo dell8 zona di libero movimento del minorato devono essere o com-
per cento solo quando siano previsti: planari, o su piani diversi con un dislivello massimo di 2,5 cm.
a) un ripiano orizzontale, di lunghezza minima di mt. 1,50, La zona relativa allingombro dellautovettura del minorato e la
ogni 10 metri di sviluppo lineare del percorso pedonale; connessa zona di libero movimento devono essere differenzia-
b) un cordolo sopraelevato di 10 cm da entrambi i lati del per- te mediante unadeguata variazione di colore, ovvero la zona di
corso pedonale; libero movimento deve essere caratterizzata da strisce trasver-
c) un corrimano posto ad unaltezza di 0,80 m, e prolungato sali bianche (zebre).
per 0,50 m nelle zone in piano, lungo un lato del percorso Le zone pedonali del parcheggio devono essere sempre rac-
pedonale. La pavimentazione del percorso pedonale deve cordate mediante rampa con i percorsi pedonali adiacenti,
essere antisdrucciolevole, preferibilmente segnata da sottili quando questi presentino un dislivello superiore ai 2,5 cm
scanalature, atte ad assicurare un efficiente deflusso del- con il piano carrabile.
lacqua, e tali comunque da non generare impedimento o 5. Soste e circolazione dei veicoli che trasportano minorati. - Nei
fastidio al moto. centri abitati nel caso di sospensione della circolazione per mo-
I cigli del percorso pedonale, ove previsti, devono essere rea- tivi di sicurezza pubblica o di pubblico interesse o per esigenze
lizzati con materiale atto ad assicurare limmediata percezione di carattere militare, ovvero laddove siano stati stabiliti obblighi,
visiva ed acustica. Tale materiale deve pertanto presentare una divieti o limitazioni di carattere permanente e generale oppure
sia stata vietata o limitata la sosta, pu essere consentito dalle si principali orizzontali ai percorsi principali verticali deve essere
autorit rispettivamente competenti ai minorati fisici con capa- mediato attraverso piattaforme di distribuzione (che possono
cit di deambulazione sensibilmente ridotte, subordinatamente identificarsi sia con il vano ingresso, sia con i ripiani in arrivo ai
allosservanza di eventuali prescrizioni stabilite dal sindaco inte- diversi livelli) dalle quali sia possibile accedere ai vari ambienti
ressato, di circolare e sostare con il veicolo da essi utilizzato. solo con percorsi, orizzontali.
La circolazione e la sosta sono in ogni caso vietate sui per- La superficie minima della piattaforma di distribuzione deve
corsi preferenziali riservati ai veicoli destinati al trasporto essere di 6,00 mq con il lato minore non inferiore a 2,00 m.
pubblico collettivo. Alla piattaforma di distribuzione deve essere possibile accedere
Nei parcheggi con custodia dei veicoli dovranno essere riservati direttamente dai percorsi verticali servo-assistiti (ascensori),
gratuitamente ai minorati suddetti almeno due posti per ogni mentre il vano scala deve essere separato mediante un infisso,
cento disponibili. o deve essere disposto in modo da evitare la possibilit di es-
6. Contrassegno speciale. - Ai minorati fisici con capacit di sere imboccato involontariamente, uscendo dagli ascensori.
deambulazione sensibilmente ridotte rilasciato dai comuni, Ogni piattaforma di distribuzione deve essere dotata di tabella
a seguito di apposita documentata istanza (anche tramite le segnaletica dei percorsi e degli ambienti da essa raggiungibili.
associazioni di categoria legalmente riconosciute), uno speciale 9. Scale. - Le scale devono presentare un andamento regolare ed
contrassegno che deve essere apposto sulla parte anteriore omogeneo per tutto il loro sviluppo.
del veicolo per poter esercitare la facolt di cui al precedente Ove questo non risulti possibile necessario mediare ogni
articolo. Il prototipo di tale contrassegno, che deve contenere variazione nellandamento delle scale, per mezzo di ripiani
appositi spazi per lindicazione a caratteri indelebili delle ge- di adeguate dimensioni. La pendenza deve essere costante e
neralit e del domicilio del minorato, sar predisposto ed ap- le rampe di scala devono preferibilmente avere la lunghezza
provato con decreto del Ministro dei lavori pubblici di concerto uguale, ovvero contenere lo stesso numero di gradini. Il vano
con quello dei trasporti entro centottanta giorni dalla data di scala deve essere immediatamente individuabile dalle piatta-
entrata in vigore del presente regolamento. Il contrassegno forme di distribuzione. I gradini delle scale devono avere:
28 valido per tutto il territorio nazionale1. pedata minima cm 30 29
alzata massima cm 16
1
Il contrassegno stato approvato con D.M. 8 giugno 1979 Il profilo del gradino deve presentare preferibilmente un
(G.U. 15 giugno 1979, n. 163). disegno continuo a spigoli arrotondati, con sottogrado in-
clinato rispetto al grado, e formante con esso un angolo di
TITOLO III - STRUTTURA EDILIZIA IN GENERALE circa 75-80.
In caso di disegno discontinuo loggetto del grado rispetto al
7. Accessi. - Al fine di agevolare laccesso allinterno della strut- sottogrado, deve essere compreso fra un minimo di 2 cm e un
tura edilizia necessario prevedere varchi e porte esterne massimo di 2,5 cm. La pavimentazione delle scale deve essere
allo stesso livello dei percorsi pedonali o con essi raccordati antisdrucciolevole: essa pertanto deve essere realizzata con
mediante rampe. Gli accessi devono avere una luce netta materiali idonei o deve essere dotata di adeguati accorgimenti.
minima di 1,50 m. Le scale devono essere dotate di parapetto e corrimano.
Le zone antistanti e retrostanti laccesso devono essere in piano Il parapetto che costituisce la difesa verso il vuoto deve avere
e allo stesso livello, ed estendersi rispettivamente per ciascuna unaltezza minima di 1,00 m.
zona, per una profondit di 1,50 m. Qualora sia indispensabile Il corrimano deve essere di sezione adeguata atta ad assicurare
prevedere una soglia, il dislivello massimo non deve superare i la prensibilit.
2,5 cm. La zona antistante gli accessi deve essere protetta dagli Il corrimano appoggiato al parapetto non deve presentare so-
agenti atmosferici per una profondit minima di 2,00 m. luzioni di continuit nel passaggio tra una rampa di scala e la
Negli accessi provvisti di soglia, questa deve essere arrotondata successiva. Deve essere posto ad unaltezza di 0,90 m.
e realizzata con materiale atto ad assicurare limmediata per- Qualora il traffico predominante sia costituito da bambini
cezione visiva e acustica. Nel caso di porte esterne, gli infissi necessario prevedere un secondo corrimano, posto ad una al-
devono consentire la libera visuale fra interno ed esterno. tezza proporzionata allet minima degli utenti.
8. Piattaforma di distribuzione. - Al fine di agevolare lo sposta- Le rampe delle scale di larghezza superiore a m. 1,80 devono
mento allinterno della struttura edilizia, il passaggio dai percor- essere munite di corrimano da ambedue i lati. Il corrimano
appoggiato alle pareti deve prolungarsi oltre il primo e lultimo leggera pressione e preferibilmente essere accompagnata da
gradino di almeno 30 cm. apparecchiature per il ritardo della chiusura stessa. Le maniglie
10. Rampe. - La larghezza minima di una rampa deve essere di devono consentire una facile manovra in genere preferibile
1,50 m. La pendenza massima di una rampa non deve supera- luso di maniglie a leva. La maniglia deve essere posta ad unal-
re l8 per cento. tezza massima di 0,90 m.
Ogni 10 m di sviluppo lineare la rampa deve presentare un ri- Nel caso di adozione, nelle porte a ventola, di barre o corrimani
piano di lunghezza minima di 1,50 m. di apertura orizzontali o verticali, questi devono essere di sezio-
La pavimentazione della rampa deve essere eseguita con mate- ne adeguata, atta ad assicurare la prensibilit.
riale antisdrucciolevole. ammessa linterruzione della rampa 13. Pavimenti. - I pavimenti allintero della struttura edili-
mediante porte purch rispondano ai requisiti di cui allart. 12 zia, ove necessario, possono contribuire ad una chiara
e se precedute e seguite da ripiani di lunghezza minima di 1,50 individuazione dei percorsi e ad una eventuale distinzione
m ciascuno. dei vari ambienti di uso, mediante unadeguata variazione
11. Corridoi e passaggi. - Al fine di agevolare la circolazione inter- nel materiale e nel colore.
na, questa deve svolgersi attraverso corridoi e passaggi aventi I pavimenti devono essere antisdrucciolevoli; essi pertanto
andamento quanto pi possibile continuo o con ben determi- devono essere eseguiti con materiali idonei o devono essere
nate variazioni di direzione, senza asimmetrie. dotati di adeguati accorgimenti.
Non sono ammessi pilastri, colonne o mobili sporgenti o ad- Al fine di evitare possibili incidenti devono essere evitate varia-
dossati alle pareti. zioni anche minime di livello, quali ad esempio quelle dovute a
La larghezza minima dei corridoi e dei passaggi deve essere zerbini non incassati, guide in risalto, ecc.
di 1,50 m. Nei percorsi aventi caratteristiche di continuit, la qualit dei
I corridoi o i passaggi non devono presentare variazioni di livel- materiali impiegati per i pavimenti deve essere omogenea;
lo. In caso contrario queste devono essere superate possibil- questo al fine di evitare possibili ostacoli al moto, dovuti a
mente mediante rampe. disuguaglianza di comportamento dei pavimenti stessi. Deve
30 La pavimentazione dei corridoi e dei passaggi deve essere anti- essere assicurata, nel tempo, la perfetta planarit del pavimen- 31
sdrucciolevole; essa deve essere pertanto realizzata con mate- to, scegliendo materiali che non diano luogo a ritiri, gibbosit,
riali idonei o deve essere dotata di adeguati accorgimenti. scheggiature, sconnessioni o fessurazioni.
12. Porte. - Al fine di rendere agevole luso delle porte, queste de- 14. Locali igienici. - Al fine di consentire lutilizzazione dei locali
vono essere di facile manovrabilit anche da parte di persone a igienici anche da parte di persone a ridotte o impedite capacit
ridotte o impedite capacit fisiche. motorie, i locali igienici stessi devono essere particolarmente
Le porte, comprese quelle dei gabinetti, devono avere dimensionati e attrezzati.
una luce netta minima di m. 0,85 con dimensione media Alcuni comunque, non meno di uno, dei locali igienici devono
ottimale di 0,90 m. essere accessibili mediante un percorso continuo orizzontale o
Nel caso di porte a due o pi battenti, deve essere sempre raccordato con rampe.
garantito un passaggio con luce netta minima di 0,85 m rea- La porta di accesso deve avere una luce netta minima di 0,85
lizzato con unico battente o con due battenti a manovra unica. m e deve essere sempre apribile verso lesterno. Le dimensioni
In caso di porte successive deve essere assicurato uno spazio minime del locale igienico devono essere di 1,80 X 1,80 m.
libero intermedio tra le porte stesse, di almeno 1,50 m, oltre Il locale igienico deve essere attrezzato con: tazza e accessori,
quello eventualmente interessato dalle ante in apertura. lavabo, specchio, corrimani orizzontali e verticali, campanello
I materiali con cui devono essere realizzate le porte e gli elettrico di segnalazione.
stipiti devono essere resistenti allurto ed allusura, special- La tazza wc deve essere situata nella parete opposta allac-
mente per le parti comprese entro unaltezza di 0,40 m dal cesso. La sua posizione deve garantire dal lato sinistro (per
pavimento. Le porte interamente realizzate con materiali tra- chi entra) uno spazio adeguato per lavvicinamento e la ro-
sparenti devono presentare accorgimenti atti ad assicurare tazione di una sedia a rotelle, dallaltro, una distanza tale da
limmediata percezione. consentire a chi usa il WC un agevole appiglio ai corrimani
Devono essere evitati spigoli, riporti, cornici sporgenti e quanto posti sulla parete laterale (destra per chi entra). Pertanto
altro atto a recare possibile danno in caso di urto. lasse della tazza WC deve essere posto a una distanza mini-
Lapertura e la chiusura delle porte deve avvenire mediante una ma di 1,40 m dalla parete laterale sinistra e a una distanza
di 0,40 m dalla parete laterale destra. ghezza e 1,37 m di larghezza;
La distanza fra il bordo anteriore della tazza WC e la parete avere la porta della cabina di luce libera minima pari a 0,90 m;
posteriore deve essere di almeno 0,80 m. Laltezza del piano avere una luce libera sul ripiano di fermata, anteriormente
superiore della tazza deve essere di 0,50 m dal pavimento. Gli alla porta della cabina, di almeno 2,00 m;
accessori (comando per lavaggio idraulico della tazza WC, porta avere larresto ai piani dotati di un sistema di autolivella-
carta igienica) devono essere sistemati in modo da rendere mento del pavimento della cabina con quello del piano di
luso agevole ed immediato. Il lavabo deve essere posto pre- fermata, o in assenza di tale caratteristiche, essere sotto-
feribilmente nella parete opposta a quella cui fissata la tazza posto, oltre che alla manutenzione di uso, anche ad una
WC, lateralmente allaccesso. Il piano superiore del lavabo deve frequente correzione dei dislivelli di fermata;
essere posto ad unaltezza di 0,80 m dal pavimento. avere le porte interne ed esterne, a scorrimento laterale
Deve essere del tipo a mensola in maniera da consentire automatico. Il sistema di apertura delle porte deve essere
adeguato avvicinamento con sedia a rotelle. Le tubazioni di dotato di idoneo meccanismo per larresto e linversione
adduzione e di scarico devono essere sotto traccia in modo da della chiusura delle porte stesse (cellula fotoelettrica, costo-
evitare ogni possibile ingombro sotto il lavabo. le mobili, ecc.), in caso di ostruzione del vano porta.
La rubinetteria deve avere preferibilmente il comando a leva. Le porte di un ascensore automatico devono rimanere aperte
Lo specchio deve essere fissato alla parete superiormente al per almeno 8 secondi e il tempo di chiusura non deve essere
lavabo, interessando una zona compresa fra 0,90 e 1,70 m di inferiore a 4 secondi. Lo stanziamento della cabina ai piani di
altezza del pavimento. fermata deve avvenire con porte chiuse.
Il locale igienico deve essere provvisto di un corrimano oriz- La bottoniera di comando interna ed esterna deve avere il
zontale continuo, fissato lungo lintero perimetro del locale (ad bottone pi alto ad una altezza massima di m. 1,20 dal pavi-
eccezione dello spazio interessato dal lavabo e dalla porta) ad mento. Nellinterno della cabina, oltre il campanello di allar-
una altezza di 0,80 m dal pavimento e a una distanza di 5 cm me, deve essere posto un citofono ad unaltezza massima di
dalla parete. Altro corrimano deve essere previsto allaltezza di m 1,20 dal pavimento.
32 0,80 m, fissato nella faccia interna della porta, in modo da con- 16. Apparecchi elettrici di comando e di segnalazione. - Negli edi- 33
sentirne lapertura a spinta verso lesterno. fici sociali tutti gli apparecchi di comando, interruttori, cam-
necessario inoltre prevedere due corrimani verticali fissati panelli di allarme, manovrabili da parte della generalit del
al pavimento e al soffitto e opportunamente controventati pubblico, devono essere posti ad una altezza massima di 0,90
alle pareti. Un corrimano verticale deve essere posto alla si- m dal pavimento.
nistra (per chi entra) della tazza WC ad una distanza dellas- Devono inoltre essere facilmente individuabili e visibili anche
se WC di 40 cm e dalla parete posteriore di 15 cm in modo in caso di illuminazione nulla (piastre o pulsanti fluorescenti,
da essere solidamente afferrato con la mano destra da parte ecc.), ed azionabili mediante leggera pressione. Gli apparecchi
di chi usa la tazza WC. elettrici di segnalazione ottica devono essere posti ad unaltez-
Il secondo corrimano verticale deve essere posto alla destra za compresa fra i 2,50 e 3,00 m dal pavimento.
(per chi entra) della tazza WC, ad una distanza di 30 cm dal Tutti gli apparecchi elettrici di segnalazione devono essere po-
bordo anteriore della tazza WC e di 15 cm dalla parete laterale sti, nei vari ambienti, in posizione tale da consentire la imme-
destra in modo da essere solidamente afferrato con la mano diata percezione visiva ed acustica.
sinistra. I corrimano, orizzontali e verticali devono essere rea-
lizzati in tubo di acciaio da 1 pollice, rivestito e verniciato con TITOLO IV - EDILIZIA ABITATIVA E LUOGHI DI LAVORO
materiale platico antiusura. Il campanello elettrico deve essere
del tipo a cordone, posto in prossimit della tazza WC, con suo- 17. Case di abitazione. - Gli alloggi situati nei piani terreni dei
neria ubicata in luogo appropriato al fine di consentire limme- caseggiati delledilizia economica e popolare dovranno essere
diata percezione delleventuale richiesta di assistenza. assegnati per precedenza agli invalidi che hanno difficolt di
15. Ascensori. - In tutti gli edifici con pi di un piano fuori terra deambulazione, qualora gli assegnatari ne facciano richiesta.
deve essere previsto lascensore che, per essere idoneo anche Gli alloggi cos assegnati dovranno essere apportate le va-
al trasporto degli invalidi su poltrone a rotelle, deve presentare riazioni possibili per adeguarli alle prescrizioni del presente
le seguenti caratteristiche: regolamento.
avere una cabina di dimensioni minime di 1,50 m di lun- 18. Edifici scolastici. - Gli edifici delle istituzioni pre-scolastiche,
scolastiche, comprese le universit e delle altre istituzioni di in- rozze da porre in composizione di alcuni treni in circolazione
teresse sociale nel settore della scuola dovranno essere tali da sulle linee principali.
assicurare la loro utilizzazione anche da parte di studenti non In ogni caso dovr essere riservato un numero adeguato di
deambulanti o con difficolt di deambulazione. posti a sedere per le persone non deambulanti o con diffi-
Le strutture interne dovranno avere le caratteristiche di cui agli colt di deambulazione e dovr essere consentito il traspor-
articoli 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15 e 16, le strutture esterne to gratuito delle carrozzelle. Il Ministero dei trasporti stabilir
quelle di cui allart. 4 del presente regolamento. Larredamento, le modalit ed i criteri di attuazione delle norme di cui al
i sussidi didattici e le attrezzature necessarie per assicurare lo presente articolo.
svolgimento delle attivit didattiche dovranno avere caratteri- 21. Servizi di navigazione marittima nazionale. - Le aperture dei
stiche particolari per ogni caso di invalidit (banchi, sedie, mac- portelloni di accesso a bordo impiegabili per i minorati tra-
chine da scrivere, materiale Braille, spogliatoi, ecc.). sportati con autovettura o poltrona a rotelle devono avere
Nel caso di edifici scolastici a pi piani senza ascensore la clas- dimensioni adeguate allagevole passaggio dellautovettura o
se frequentata da un alunno non deambulante deve essere poltrona a rotelle (per questultima richiesta larghezza non
situata in unaula al pianterreno e deve essere raggiungibile inferiore a m 1,50) e non presentare pertanto soglie o scali-
dallesterno mediante un percorso continuo orizzontale, o, in ni. Le rampe o passarelle di accesso da terra a bordo devono
alternativa, ad un ingresso con scale, mediante un percorso avere pendenza modesta, in generale non superiore all8 per
raccordato con rampe. cento, salvo che non siano adottati speciali accorgimenti per
garantirne la sicura agibilit per lincolumit delle persone.
TITOLO V - SERVIZI SPECIALI DI PUBBLICA UTILIT La zona di ponte ove si accede a bordo deve permettere il
passaggio fino allarea degli alloggi destinati ai minorati con
19. Tranvie, filovie, autobus, metropolitane. - Sui mezzi di tra- percorso sullo stesso ponte, ovvero fino allascensore od alla
sporto tranviario, filoviario, automobilistico, devono essere rampa, nel caso che gli alloggi siano su altro ponte. In tal
riservati ai minorati non deambulanti almeno tre posti in caso la zona antistante lascensore o la rampa deve avere
34 prossimit della porta di uscita. Al fine di evitare ai minorati dimensioni tali da permettere lo sbarco del minorato dal- 35
di dover attraversare tutta la vettura, dovr essere consentito lautovettura, e il trasferimento su poltrona a rotelle, nonch
laccesso della porta di uscita. Almeno nelle stazioni prin- alla manovra di essa. Il percorso predetto devessere privo
cipali le metropolitane dovranno agevolare laccesso o lo di ostacoli, con eventuali dislivelli di pendenza, in generale
stazionamento in carrozzina allinterno delle vetture, anche non superiore al 5 per cento e di larghezza, nel caso di im-
con linstallazione di idonei ascensori e rampe a seconda dei piego di poltrone a rotelle, non inferiore ad 1,50 m. Il ponte
dislivelli, al fine di consentire alle persone non deambulanti corrispondente deve essere rivestito con materiale antisdruc-
di accedere con la propria carrozzina al piano di transito del- ciolevole. Eventuali soglie e simili devono avere altezza non
la vettura della metropolitana. superiore a cm. 2,5.
Le porte delle vetture dovranno essere sufficientemente lar- Gli ascensori eventuali per poltrone a rotelle devono avere
ghe per consentire il passaggio della carrozzina; allinterno le caratteristiche rispondenti alle norme dellart. 15 del pre-
di almeno una vettura dovr essere riservata una piattaforma sente regolamento. Le rampe sostitutive degli ascensori, non
di spazio sufficientemente ampio per permettere lo staziona- essendo ammesse scale se non di emergenza, devono avere
mento di una carrozzina senza intralciare il passaggio. le caratteristiche rispondenti alle norme dellart. 10 del pre-
Tale spazio riservato dovr inoltre essere dotato di oppor- sente regolamento.
tuni ancoraggi, collocati in modo idoneo per consentire il Ascensori e rampe devono sfociare al chiuso entro larea
bloccaggio della carrozzina. degli alloggi.
20. Treni, stazioni, ferrovie. - Le principali stazioni ferroviarie do- Larea degli alloggi, preferibilmente ubicata su un solo ponte,
vranno essere dotate di passerelle, rampe mobili o altri ido- deve avere: corridoi, passaggi e relative porte di larghezza
nei mezzi di elevazione al fine di facilitare laccesso al treno non inferiori a m. 1,50 e privi di ostacoli; porte, comprese
alle persone con difficolt di deambulazione. quelle di locali igienici, di larghezza non inferiore a m. 0,90
Per consentire lo stanzionamento dellinvalido in carrozzella e provviste di agevoli dispositivi di manovra; pavimenti
allinterno delle carrozze ferroviarie dovr essere opportuna- antisdrucciolevoli nelle zone di passaggio; apparecchi di se-
mente modificato ed attrezzato un adeguato numero di car- gnalazione per chiamata del personale di servizio addetto ai
minorati; locali igienici riservati ai minorati rispondenti alle dile ribaltabile a scomparsa avente piano di appoggio
norme dellart. 14 del presente regolamento. Le presenti di- ad una altezza di 0,45 m;
sposizioni non si applicano agli aliscafi. la mensola porta elenchi deve essere posta ad una
22. Servizi di navigazione interna. - Le passerelle e gli accessi altezza di 0,80 m.
alle navi dovranno essere larghi almeno metri uno, essere Le altre caratteristiche sono stabilite con decreto del Mi-
idonei al passaggio delle poltrone a rotelle ed avere penden- nistro delle poste e delle telecomunicazioni;
za modesta, in generale non superiore all8 per cento, salvo b) in ogni comune, secondo un programma da realizzarsi
che non siano adottati speciali accorgimenti per garantirne gradualmente in un quinquennio, deve essere posto a
la sicura agibilit per lincolumit delle persone. disposizione dellutenza, preferibilmente nella sede del
Sulle navi nelle immediate vicinanze dellaccesso deve es- locale posto telefonico pubblico, almeno un apparecchio
sere ricavata una superficie di pavimento opportunamente telefonico con i requisiti di cui al precedente punto a);
attrezzata per dislocarvi poltrone a rotelle, salvo gravi diffi- c) il 5 per cento delle cabine di nuova installazione poste
colt tecniche. a disposizione del pubblico deve essere rispondente ai
Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli aliscafi. requisiti di cui al precedente punto a); il 5 per cento
23. Aerostazioni. - Ogni aeroporto deve essere dotato di appositi degli apparecchi posti a disposizione del pubblico deve
sistemi per consentire un percorso continuo e senza ostacoli essere installato ad unaltezza non superiore a 0,90 m. I
dallaerostazione allinterno dellaereo e viceversa. Le strut- predetti impianti saranno dislocati secondo le esigenze
ture esterne connesse agli edifici debbono avere le caratte- prioritarie che saranno segnalate da parte dei singoli co-
ristiche di cui agli articoli 3, 4 e 5 del presente regolamento; muni interessati.
le strutture interne degli edifici aperti al movimento dei pas- 26. Sale e luoghi per riunioni e spettacoli - Al fine di consentire
seggeri debbono avere le caratteristiche di cui agli articoli 7, la pi ampia partecipazione alla vita associativa, ricreativa e
8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15 e 16 del presente regolamento. culturale, nelle sale per riunioni o spettacoli facenti parte di
24. Servizi per i viaggiatori in transito nelle stazioni ferroviarie, edifici di interesse sociale, almeno una zona della sala deve
36 aeroportuali e di metropolitane. - In tutte le stazioni ferrovia- essere utilizzabile anche da persone a ridotte o impedite ca- 37
rie, aeroportuali e di metropolitane i servizi per i viaggiatori pacit motorie. Tale zona deve avere i seguenti requisiti:
in transito dovranno essere resi accessibili agli invalidi (risto- essere raggiungibile preferibilmente mediante un percor-
ranti, bar, servizi igienici). so continuo e raccordato con rampe o mediante ascen-
25. Impianti telefonici pubblici. - Al fine di consentire luso di im- sore in alternativa ad un percorso con scale;
pianti telefonici pubblici da parte anche di persone a ridotte o essere dotata di un congruo numero di stalli liberi di faci-
impedite capacit motorie sono adottati i seguenti criteri: le accesso, ricavati tra le file delle poltrone e riservati alle
a) nei posti telefonici pubblici dei capoluoghi di provincia di persone utilizzanti sedie a rotelle.
nuova costruzione, o ristrutturati, o ai quali sia possibile Per le persone utilizzanti sedie a rotelle gli stalli liberi ad essi
apportare le conformi varianti, ai sensi dellart. 1, deve riservati devono essere in numero pari ad un posto per ogni
essere installato in posizione accessibile almeno un ap- quattrocento a frazione di quattrocento posti normali. Lo
parecchio posto ad una altezza massima di 0,90 m dal stallo libero deve avere le seguenti caratteristiche:
pavimento e convenientemente isolato sotto il profilo lunghezza 1,20 - 1,40 m;
acustico. In alternativa, negli uffici anzidetti, con un nu- larghezza 1,10 m;
mero di cabine non inferiori a 10, una delle cabine deve spazio libero, anteriore o posteriore per la manovra di
essere strutturata e attrezzata come segue: uscita, di larghezza pari a quella dello stallo e di lunghez-
il dislivello massimo tra il pavimento interno della za minima di 1,00 m;
speciale cabina telefonica e il pavimento esterno non il pavimento dello stallo deve essere orizzontale.
deve essere superiore a cm. 2,5;
la porta di accesso deve avere una luce netta minima ALLEGATO A
di 0,85 m;
lapparecchio telefonico deve essere situato ad unal- Simbolo internazionale dellaccessibilit: simbolo della carrozzina a
tezza minima di 0,90 m dal pavimento; sulla parete bordo bianco su fondo azzurro.
ove applicato lapparecchio deve prevedersi un se-
Ministero dei Lavori Pubblici stradale). Dette linee guida sono finalizzate al raggiungimento
degli obiettivi fondamentali di sicurezza e di sostenibilit am-
Decreto 30 novembre 1999, n. 557 bientale della mobilit: obiettivi che devono essere perseguiti
in maniera organica, valutando di volta in volta le strategie e le
Regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche tecni- proposte che meglio rispondono agli stessi.
che delle piste ciclabili.
ART. 2. FINALIT E CRITERI DI PROGETTAZIONE

1. Le finalit ed i criteri da considerare a livello generale di piani-


ficazione e dettagliato di progettazione, nella definizione di un
itinerario ciclabile sono:
a) favorire e promuovere un elevato grado di mobilit ciclistica
e pedonale, alternativa alluso dei veicoli a motore nelle
aree urbane e nei collegamenti con il territorio contermine,
IL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI che si ritiene possa raggiungersi delle localit interessate,
DI CONCERTO CON con preminente riferimento alla mobilit lavorativa, scolasti-
IL MINISTRO DEI TRASPORTI E DELLA NAVIGAZIONE ca e turistica;
b) puntare allattrattivit, alla continuit ed alla riconoscibilit
Visto larticolo 7 della legge 19 ottobre 1998, n. 366, Norme per il finan- dellitinerario ciclabile, privilegiando i percorsi pi brevi,
ziamento della mobilit ciclistica, che prevede ladozione con decreto diretti e sicuri secondo i risultati di indagini sullorigine e la
ministeriale di un regolamento per la definizione delle caratteristiche tec- destinazione dellutenza ciclistica;
niche delle piste ciclabili; c) valutare la redditivit dellinvestimento con riferimento
Visto larticolo 17, commi 3 e 4 della legge 23 agosto 1988, n. 400; allutenza reale e potenziale ed in relazione allobiettivo di
38 Visto il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive ridurre il rischio dincidentalit ed i livelli di inquinamento 39
modificazioni; atmosferico ed acustico;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, d) verificare loggettiva fattibilit ed il reale utilizzo degli itine-
e successive modificazioni; rari ciclabili da parte dellutenza, secondo le diverse fasce
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva per det e le diverse esigenze, per le quali necessario siano
gli atti normativi nelladunanza dell11 ottobre 1999; verificate ed ottenute favorevoli condizioni anche plano-alti-
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma metriche dei percorsi.
dellarticolo 17, comma 3, della predetta legge 23 agosto 1988, n. 400
(nota n. 2816 del 27 ottobre 1999); ART. 3. STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE

Adotta il seguente regolamento: 1. Al fine di predisporre interventi coerenti con le finalit ed i cri-
teri anzidetti gli enti locali si dotano dei seguenti strumenti di
CAPO I - LINEE GUIDA PER LA PROGETTAZIONE DEGLI ITINERARI pianificazione e di progettazione:
CICLABILI a) un piano della rete degli itinerari ciclabili, nel quale siano
previsti gli interventi da realizzare, comprensivo dei dati
ART. 1. PREMESSA sui flussi ciclistici, delle lunghezze dei tracciati, della stima
economica di spesa e di una motivata scala di priorit e di
1. Nella presente sezione sono individuati le linee guida per la tempi di realizzazione. Il livello di indagini preliminari e di
progettazione degli itinerari ciclabili e gli elementi di qualit dettaglio degli elaborati di piano deve essere adeguato alla
delle diverse parti degli itinerari medesimi. Gli itinerari ciclabili estensione dimensionale della rete ciclabile ed alla com-
si identificano con i percorsi stradali utilizzabili dai ciclisti, sia plessit del modello di organizzazione della circolazione
in sede riservata (pista ciclabile in sede propria o su corsia delle altre componenti di traffico.
riservata), sia in sede ad uso promiscuo con pedoni (percorso Nellambito di tale piano ammessa la possibilit di consi-
pedonale e ciclabile) o con veicoli a motore (su carreggiata derare itinerari isolati che rispettino comunque le finalit ed
i criteri di progettazione indicati allarticolo 2. Per i comuni zontale) e gli impianti semaforici, le indicazioni degli
che sono tenuti alla predisposizione del Piano urbano del attraversamenti ciclabili, le colonnine luminose alle testa-
traffico (PUT), ai sensi dellarticolo 36 del decreto legislati- te degli elementi spartitraffico fisicamente invalicabili, i
vo 30 aprile 1992, n. 285, il piano della rete ciclabile deve delineatori di corsia, ecc.;
essere inserito in maniera organica, quale piano di settore, c) nellilluminazione stradale: gli impianti speciali per la
allinterno del PUT, secondo le indicazioni delle direttive visualizzazione notturna degli attraversamenti a raso, che
ministeriali pubblicate nel supplemento ordinario n. 77 alla devono tener conto delle alberature esistenti in modo da
Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 1995. Per i comuni non te- evitare zone dombra, ecc.;
nuti alla predisposizione del PUT occorre comunque proce- d) nelle attrezzature: le rastrelliere per la sosta dei veloci-
dere ad una verifica di compatibilit, soprattutto ai fini della pedi e, specialmente sulle piste ad utilizzazione turistica,
sicurezza, con le altre modalit di trasporto; panchine e zone dombra preferibilmente arboree, fonta-
b) i progetti degli itinerari ciclabili, previsti dal piano di cui al nelle di acqua potabile ogni 5 km di pista, punti telefoni-
punto a), che prevedano anche, ove necessario, la riquali- ci od in alternativa indicazione dei punti pi vicini, ecc.
ficazione dello spazio stradale circostante; in particolare, i 4. Nel capo II del presente regolamento sono definite le nor-
progetti devono considerare e prevedere adeguate soluzioni me da rispettare per la progettazione e la realizzazione del-
per favorire la sicurezza della mobilit ciclistica nei punti di le piste ciclabili, mentre per i percorsi promiscui, le cui ca-
maggior conflitto con i pedoni e i veicoli a motore (interse- ratteristiche tecniche esulano dalla disciplina delle presenti
zioni, accessi a nodi attrattivi, ecc.). norme, vengono fornite unicamente le indicazioni riportate
ai commi 5 e 6.
ART. 4. ULTERIORI ELEMENTI PER LA PROGETTAZIONE 5. I percorsi promiscui pedonali e ciclabili, identificabili con la
figura II 92/b del decreto del Presidente della Repubblica 16
1. Gli itinerari ciclabili, posti allinterno del centro abitato o di dicembre 1992, n. 495, sono realizzati, di norma, allinterno
collegamento con i centri abitati limitrofi, possono compren- di parchi o di zone a traffico prevalentemente pedonale, nel
40 dere le seguenti tipologie riportate in ordine decrescente caso in cui lampiezza della carreggiata o la ridotta entit del 41
rispetto alla sicurezza che le stesse offrono per lutenza traffico ciclistico non richiedano la realizzazione di specifiche
ciclistica: piste ciclabili. I percorsi promiscui pedonali e ciclabili posso-
a) piste ciclabili in sede propria; no essere altres realizzati, previa apposizione della suddetta
b) piste ciclabili su corsia riservata; segnaletica, su parti della strada esterne alla carreggiata, rial-
c) percorsi promiscui pedonali e ciclabili; zate o altrimenti delimitate e protette, usualmente destinate
d) percorsi promiscui ciclabili e veicolari. ai pedoni, qualora le stesse parti della strada non abbiano
2. Gli itinerari ciclabili possono essere utilizzati per esigenze dimensioni sufficienti per la realizzazione di una pista cicla-
prevalentemente legate alla mobilit lavorativa e scolastica bile e di un contiguo percorso pedonale e gli stessi percorsi
quale sistema alternativo di trasporto per la risoluzione si rendano necessari per dare continuit alla rete di itinerari
- anche se parziale - dei maggiori problemi di congestione ciclabili programmati. In tali casi, si ritiene opportuno che
del traffico urbano o per esigenze prevalentemente turisti- la parte della strada che si intende utilizzare quale percorso
che e ricreative. promiscuo pedonale e ciclabile abbia:
3. Per la progettazione degli itinerari ciclabili devono essere te- a) larghezza adeguatamente incrementata rispetto ai minimi
nuti inoltre presenti, in particolare, i seguenti elementi: fissati per le piste ciclabili allarticolo 7;
a) nelle opere di piattaforma stradale: la regolarit delle b) traffico pedonale ridotto ed assenza di attivit attrattrici
superfici ciclabili, gli apprestamenti per le intersezioni a di traffico pedonale quali itinerari commerciali, insedia-
raso e gli eventuali sottopassi o sovrappassi compresi i menti ad alta densit abitativa, ecc.
loro raccordi, le sistemazioni a verde, le opere di raccolta 6. I percorsi ciclabili su carreggiata stradale, in promiscuo con
delle acque meteoriche anche con eventuali griglie, pur- i veicoli a motore, rappresentano la tipologia di itinerari a
ch questultime non determinino difficolt di transito maggiore rischio per lutenza ciclistica e pertanto gli stes-
per i ciclisti, ecc.; si sono ammessi per dare continuit alla rete di itinerari
b) nella segnaletica stradale: oltre ai tradizionali cartel- prevista dal piano della rete ciclabile, nelle situazioni in
li (segnaletica verticale), le strisce (segnaletica oriz- cui non sia possibile, per motivazioni economiche o di in-
sufficienza degli spazi stradali, realizzare piste ciclabili. Per fascia di influenza dellitinerario in progetto, in modo tale da
i suddetti percorsi necessario intervenire con idonei prov- evidenziare - in particolare - la quota di traffico ciclistico in
vedimenti (interventi sulla sede stradale, attraversamenti atto e quella prevista come trasferimento dagli altri modi di
pedonali rialzati, istituzione delle isole ambientali previste trasporto.
dalle direttive ministeriali 24 giugno 1995, rallentatori di
velocit - in particolare del tipo ad effetto ottico e con CAPO II - PRINCIPALI STANDARD PROGETTUALI PER LE PISTE CICLABILI
esclusione dei dossi - ecc.) che comunque puntino alla ri-
duzione dellelemento di maggiore pericolosit rappresen- ART. 6. DEFINIZIONI, TIPOLOGIA E LOCALIZZAZIONE
tato dal differenziale di velocit tra le due componenti di
traffico, costituite dai velocipedi e dai veicoli a motore. 1. Pista ciclabile: parte longitudinale della strada, opportunamen-
7. Al fine di garantire nel tempo laccessibilit degli itinerari e la te delimitata, riservata alla circolazione dei velocipedi.
sicurezza della circolazione, le piste ed i percorsi promiscui 2. La pista ciclabile pu essere realizzata:
devono essere costantemente oggetto di interventi di manu- a) in sede propria, ad unico o doppio senso di marcia, qualora
tenzione. la sua sede sia fisicamente separata da quella relativa ai vei-
coli a motore ed ai pedoni, attraverso idonei spartitraffico
ART. 5. FATTIBILIT TECNICO-ECONOMICA longitudinali fisicamente invalicabili;
b) su corsia riservata, ricavata dalla carreggiata stradale, ad
1. opportuno, specialmente per finanziamenti e contributi unico senso di marcia, concorde a quello della contigua
esterni concessi allente proprietario dellitinerario ciclabile, corsia destinata ai veicoli a motore ed ubicata di norma in
che il relativo progetto sia corredato da analisi di fattibilit destra rispetto a questultima corsia, qualora lelemento di
tecnico-economica. A tale analisi concorrono, oltre che il separazione sia costituito essenzialmente da striscia di deli-
rispetto dei criteri e degli standard progettuali indicati negli mitazione longitudinale o da delimitatori di corsia;
articoli successivi, con particolare riguardo a quanto prescritto c) su corsia riservata, ricavata dal marciapiede, ad unico o
42 allarticolo 6, comma 6, anche i risultati di specifiche valuta- doppio senso di marcia, qualora lampiezza ne consenta la 43
zioni della redditivit degli interventi previsti. realizzazione senza pregiudizio per la circolazione dei pedo-
2. In mancanza di metodi di analisi pi approfonditi, si pu ni e sia ubicata sul lato adiacente alla carreggiata stradale.
assumere quale indicatore della redditivit dellinvestimento 3. Possono comunque sussistere piste ciclabili formate da due
il rapporto lire investite/ciclisti km, riferito almeno ai primi corsie riservate contigue nei seguenti casi:
due anni di entrata in esercizio dellitinerario. a) sulle strade pedonali, qualora lintensit del traffico ciclistico
3. Nel computo delle lire investite rientrano tutte le spese per in rapporto a quello pedonale ne richieda la realizzazione;
la realizzazione e larredo delle piste o dei percorsi in pro- in tale caso si tratta di corsie di opposto senso di marcia
getto, comprese quelle relative agli eventuali rifacimenti di ubicate in genere al centro della strada;
pavimentazioni stradali ed adeguamenti dellilluminazione b) sulla carreggiata stradale, qualora lintensit del traffico
pubblica, del verde stradale e del sistema di convogliamento ciclistico ne richieda la realizzazione; in tale caso si tratta
delle acque piovane nella rete fognaria esistente, nonch le di corsie ciclabili nello stesso senso di marcia ubicate
spese relative al soddisfacimento della domanda di sosta per i sempre in destra rispetto alla contigua corsia destinata ai
velocipedi. In tale computo sono, inoltre, da includere le spe- veicoli a motore.
se di esercizio per le opere, attrezzature ed arredi previsti, da Tale soluzione obbligatoria quando sussistono condizioni di
riferire alla media annuale dei primi dieci anni di esercizio. particolare intensit del traffico ciclistico ed il suo flusso risulti
4. Nel computo dei ciclisti km pu farsi riferimento alla per- superiore a 1.200 unit/ora, per almeno due periodi di punta
correnza annua complessiva nei primi due anni di esercizio non inferiori a quindici minuti nellarco delle ventiquattro ore.
dellitinerario in esame, a partire dalla intensit di traffico cicli- 4. Salvo casi particolari, per i quali occorre fornire specifica di-
stico prevista per lora ed il giorno di punta nei periodi lavora- mostrazione di validit tecnica della loro adozione ai fini della
tivi e scolastici sui vari tronchi in progetto. sicurezza stradale, specialmente con riferimento alla conflittua-
Lanzidetta previsione di traffico va documentata con lespo- lit su aree di intersezione, non consentita la realizzazione
sizione dei flussi ciclistici e veicolari, individuali e collettivi, di piste ciclabili a doppio senso di marcia con corsie ubicate
gi in atto sugli attuali percorsi in promiscuo ricadenti nella entrambe sullo stesso lato della piattaforma stradale.
5. In area urbana la circolazione ciclistica va indirizzata prevalen- ART. 8. VELOCIT DI PROGETTO E CARATTERISTICHE
temente su strade locali e, laddove sia previsto che si svolga PLANO-ALTIMETRICHE
con una consistente intensit su strade della rete principale, la
stessa va adeguatamente protetta attraverso la realizzazione di 1. La velocit di progetto, a cui correlare in particolare le distanze
piste ciclabili. di arresto e quindi le lunghezze di visuale libera, deve essere
6. In generale e con riferimento specifico alla tipologia delle stra- definita per ciascun tronco delle piste ciclabili, tenuto conto
de indicata nel decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, da che i ciclisti in pianura procedono in genere ad una velocit di
osservare che: 20-25 km/h e che in discesa con pendenza del 5% possono
a) sulle autostrade, extraurbane ed urbane, e sulle strade raggiungere velocit anche superiori a 40 km/h.
extraurbane principali, la circolazione ciclistica vietata, ai 2. Nella valutazione delle distanze di arresto si deve tenere conto
sensi dellarticolo 175 del suddetto decreto legislativo, e da di un tempo di percezione e decisione variabile tra un minimo,
indirizzare sulle relative strade di servizio; pari ad un secondo, per le situazioni urbane, ed un massimo
b) sulle strade extraurbane secondarie e sulle strade urbane di di 2,5 secondi per le situazioni extraurbane, nonch di un
scorrimento le piste ciclabili - ove occorrano - devono esse- coefficiente di aderenza longitudinale da relazionare al tipo di
re realizzate in sede propria, salvo i casi nei quali i relativi pavimentazione adottata e, comunque, non superiore a 0,35.
percorsi protetti siano attuati sui marciapiedi; 3. Nel caso di realizzazione di piste ciclabili in sede propria, in-
c) sulle strade urbane di quartiere e sulle strade locali dipendenti dalle sedi viarie destinate ad altri tipi di utenza
extraurbane, le piste ciclabili possono essere realizzate oltre stradale, la pendenza longitudinale delle singole livellette non
che in sede propria, anche su corsie riservate; pu generalmente superare il 5%, fatta eccezione per le rampe
d) sulle strade locali urbane, le piste ciclabili - ove occorrano - degli attraversamenti ciclabili a livelli sfalsati, per i quali pu
devono essere sempre realizzate su corsie riservate. adottarsi una pendenza massima fino al 10%. Ai fini dellampia
fruibilit delle piste ciclabili da parte della relativa utenza, la
ART. 7. LARGHEZZA DELLE CORSIE E DEGLI SPARTITRAFFICO pendenza longitudinale media delle piste medesime, valutata
44 su basi chilometriche, non deve superare il 2% salvo deroghe 45
1. Tenuto conto degli ingombri dei ciclisti e dei velocipedi, non- documentate da parte del progettista e purch sia in ogni caso
ch dello spazio per lequilibrio e di un opportuno franco garantita la piena fruibilit da parte dellutenza prevista.
laterale libero da ostacoli, la larghezza minima della corsia ci- 4. I valori di pendenza longitudinale massima (media e puntuale)
clabile, comprese le strisce di margine, pari ad 1,50 m; tale esposti al comma 3 devono essere utilizzati anche come rife-
larghezza riducibile ad 1,25 m nel caso in cui si tratti di due rimento sostanziale per lindividuazione dei percorsi di piste
corsie contigue, dello stesso od opposto senso di marcia, per ciclabili da realizzare su strade destinate prevalentemente al
una larghezza complessiva minima pari a 2,50 m. traffico veicolare o in adiacenza alle stesse, in concomitanza ai
2. Per le piste ciclabili in sede propria e per quelle su corsie criteri progettuali esposti allarticolo 6, comma 6.
riservate, la larghezza della corsia ciclabile pu essere ecce- 5. I raggi di curvatura orizzontale lungo il tracciato delle piste ci-
zionalmente ridotta fino ad 1,00 m, sempre che questo valo- clabili devono essere commisurati alla velocit di progetto pre-
re venga protratto per una limitata lunghezza dellitinerario vista e, in genere, devono risultare superiori a 5,00 m (misurati
ciclabile e tale circostanza sia opportunamente segnalata. dal ciglio interno della pista); eccezionalmente, in aree di inter-
3. Le larghezze di cui ai commi precedenti rappresentano i mi- sezione ed in punti particolarmente vincolati, detti raggi di cur-
nimi inderogabili per le piste sulle quali prevista la circola- vatura possono essere ridotti a 3,00 m, purch venga rispettata
zione solo di velocipedi a due ruote. Per le piste sulle quali la distanza di visuale libera e la curva venga opportunamente
ammessa la circolazione di velocipedi a tre o pi ruote, le segnalata, specialmente nel caso e nel senso di marcia rispetto
suddette dimensioni devono essere opportunamente adegua- al quale essa risulti preceduta da una livelletta in discesa.
te tenendo conto dei limiti dimensionali dei velocipedi fissati 6. Il sovralzo in curva deve essere commisurato alla velocit di pro-
dallarticolo 50 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. getto ed al raggio di curvatura adottato, tenuto conto sia di un
4. La larghezza dello spartitraffico fisicamente invalicabile che adeguato coefficiente di aderenza trasversale, sia del fatto che
separa la pista ciclabile in sede propria dalla carreggiata desti- per il corretto drenaggio delle acque superficiali sufficiente una
nata ai veicoli a motore, non deve essere inferiore a 0,50 m. pendenza trasversale pari al 2%, con riferimento a pavimentazio-
ni stradali con strato di usura in conglomerato bituminoso.
7. Ferme restando le limitazioni valide per tutti i veicoli, compre- coli a motore ed ai pedoni. Analogamente deve essere segna-
se quelle inerenti a particolari zone di aree urbane (ad esem- lato, con apposite frecce direzionali sulla pavimentazione, ogni
pio zone con limite di velocit di 30 km/h), specifiche limita- cambio di direzione della pista.
zioni di velocit, per singoli tronchi di piste ciclabili, dovranno
essere adottate in tutti quei casi in cui le caratteristiche Art. 11. Aree di parcheggio
plano-altimetriche del tracciato possono indurre situazioni di
pericolo per i ciclisti, specialmente se sia risultato impossibile 1. Ogni progetto di pista ciclabile deve essere corredato dallindi-
rispettare i criteri e gli standard progettuali precedentemente viduazione dei luoghi e delle opere ed attrezzature necessarie a
indicati (per strettoie, curve a raggio minimo precedute da soddisfare la domanda di sosta per i velocipedi ed eventuali altre
livellette in discesa, ecc.). esigenze legate allo sviluppo della mobilit ciclistica, senza che
si abbiano intralci alla circolazione stradale, specialmente dei pe-
ART. 9. - ATTRAVERSAMENTI CICLABILI doni. Lindividuazione in questione si riferisce, in particolare, sia
ai poli attrattori di traffico sia ai nodi di interscambio modale.
1. Gli attraversamenti delle carreggiate stradali effettuati con piste 2. Nei nuovi parcheggi per autovetture ubicati in contiguit alle
ciclabili devono essere realizzati con le stesse modalit degli piste ciclabili, debbono essere previste superfici adeguate da
attraversamenti pedonali, tenendo conto di comportamenti destinare alla sosta dei velocipedi.
dellutenza analoghi a quelli dei pedoni, e con i dovuti adat-
tamenti richiesti dallutenza ciclistica (ad esempio per la lar- ART. 12. SUPERFICI CICLABILI
ghezza delle eventuali isole rompitratta per attraversamenti da
effettuare in pi tempi). 1. Sulle piste ciclabili deve essere curata al massimo la regolarit
2. Per gli attraversamenti a raso, in aree di intersezione ad uso delle superfici per garantire condizioni di agevole transito ai
promiscuo con i veicoli a motore ed i pedoni, le piste ciclabili ciclisti, specialmente con riferimento alle pavimentazioni realiz-
su corsia riservata devono in genere affiancarsi al lato interno zate con elementi autobloccanti.
46 degli attraversamenti pedonali, in modo tale da istituire per i 2. Sulle piste ciclabili non consentita la presenza di griglie di 47
ciclisti la circolazione a rotatoria con senso unico antiorario sul- raccolta delle acque con elementi principali paralleli allasse
lintersezione medesima. delle piste stesse, ne con elementi trasversali tali da determina-
3. Per gli attraversamenti a livelli sfalsati riservati ai ciclisti (piste re difficolt di transito ai ciclisti.
ciclabili in sede propria) va in genere preferita la soluzione in
sottopasso, rispetto a quella in sovrappasso, assicurando che CAPO III - DISPOSIZIONI TRANSITORIE
la pendenza longitudinale massima delle rampe non superi
il 10% e vengano realizzate, nel caso di sovrappasso, barriere ART. 13. AMBITO DI APPLICAZIONE
protettive laterali di altezza non inferiore ad 1,50 m.
1. Le norme di cui al presente regolamento non si applicano per
ART. 10. SEGNALETICA STRADALE le opere il cui progetto definitivo sia approvato entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
1. Ferma restando lapplicazione delle disposizioni relative alla
segnaletica stradale previste dal decreto legislativo 30 aprile Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sar inserito nella Rac-
1992, n. 285, e dal decreto del Presidente della Repubblica colta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. fatto obbligo
16 dicembre 1992, n. 495, e successive modificazioni, le piste a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
ciclabili devono essere provviste della specifica segnaletica ver- Roma, 30 novembre 1999
ticale di cui ai commi 9 e 10 dellarticolo 122 del suddetto de-
creto del Presidente della Repubblica allinizio ed alla fine del Il Ministro dei lavori pubblici Micheli
loro percorso, dopo ogni interruzione e dopo ogni intersezione. Ministro dei trasporti e della navigazione Treu
2. Le piste ciclabili devono essere provviste di appositi simboli e Visto, il Guardasigilli: Fassino
scritte orizzontali che ne distinguano luso specialistico, anche
se la pavimentazione delle stesse contraddistinta nel colore Registrato alla Corte dei conti il 3 gennaio 2000
da quella delle contigue parti di sede stradale destinate ai vei- Registro n. 1 Lavori pubblici, foglio n. 1
NOTE Per largomento del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, vedasi
nelle note allart. 3.
Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato stato redatto dallammini- Per largomento del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre
strazione competente per materia, ai sensi dellart. 10, commi 2 e 3, del 1992, n. 495, vedasi nelle note allart. 4.
testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sullema-
nazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni NOTE ALLART. 3
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,
n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modi- Il testo dellart. 36 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, recante:
ficate o alle quali operato il rinvio. Restano invariati il valore e lefficacia Nuovo codice della strada, pubblicato nel supplemento ordinario n. 114
degli atti legislativi qui trascritti. alla Gazzetta Ufficiale del 18 maggio 1992, il seguente:

NOTE ALLE PREMESSE Art. 36. Piani urbani del traffico e piani del traffico per la viabilit extraurbana

Il testo dellart. 7 della legge 19 ottobre 1998, n. 366, recante: Norme per 1. Ai comuni, con popolazione residente superiore a trentamila abi-
il finanziamento della mobilit ciclistica pubblicato nella Gazzetta Ufficia- tanti, fatto obbligo delladozione del piano urbano del traffico.
le del 23 ottobre 1998, n. 248, il seguente: 2. Allobbligo di cui al comma 1 sono tenuti ad adempiere i co-
muni con popolazione residente inferiore a trentamila abitanti
Art. 7. i quali registrino, anche in periodi dellanno, una particolare
affluenza turistica, risultino interessati da elevati fenomeni di
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente leg- pendolarismo o siano, comunque, impegnati per altre partico-
ge, con decreto del Ministro dei lavori pubblici, di concerto con lari ragioni alla soluzione di rilevanti problematiche derivanti
il Ministro dei trasporti e della navigazione, emanato un re- da congestione della circolazione stradale. Lelenco dei comuni
golamento con il quale sono definite le caratteristiche tecniche interessati viene predisposto dalla regione e pubblicato, a cura
48 delle piste ciclabili. del Ministero dei lavori pubblici, nella Gazzetta Ufficiale della 49
Repubblica italiana.
Il testo dellart. 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400, re- 3. Le province provvedono alladozione di piani del traffico per la
cante: Disciplina dellattivit di Governo e ordinamento della Presidenza viabilit extraurbana dintesa con gli altri enti proprietari delle
del Consiglio dei Ministri, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 no- strade interessate. La legge regionale pu provvedere, ai sensi
vembre 1988, n. 214, il seguente: dellart. 19 della legge 8 giugno 1990, n. 142, che alla reda-
zione del piano urbano del traffico delle aree, indicate allart.
3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti 142, che alla redazione del piano urbano del traffico delle aree,
nelle materie di competenza del Ministro o di autorit sottor- indicate allart. 17 della stessa, provvedano gli organi della citt
dinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca metropolitana.
tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di pi 4. I piani di traffico sono finalizzati ad ottenere il miglioramento
Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, delle condizioni di circolazione e della sicurezza stradale, la
ferma restando la necessit di apposita autorizzazione da parte riduzione, degli inquinamenti acustico ed atmosferico ed il ri-
della legge. sparmio energetico, in accordo con gli strumenti urbanistici vi-
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono genti e con i piani di trasporto e nel rispetto dei valori ambien-
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal tali, stabilendo le priorit e i tempi di attuazione degli inter-
Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del venti. Il piano urbano del traffico prevede il ricorso ad adeguati
Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. sistemi tecnologici, su base informatica di regolamentazione e
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed controllo del traffico, nonch di verifica del rallentamento della
interministeriali, che devono recare la denominazione di re- velocit e di dissuasione della sosta, al fine anche di consentire
golamento, sono adottati previo parere del Consiglio di Stato, modifiche ai flussi della circolazione stradale che si rendano
sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e necessarie in relazione agli obiettivi da perseguire.
pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. 5. Il piano urbano del traffico viene aggiornato ogni due anni. Il
sindaco o il sindaco metropolitano, ove ricorrano le condizioni
di cui al comma 3, sono tenuti a darne comunicazione al Mini- NOTE ALLART. 6
stero dei lavori pubblici per linserimento nel sistema informati-
vo previsto dallart. 226, comma 2. Allo stesso adempimento Il testo dellart. 175, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
tenuto il presidente della provincia quando sia data attuazione 285, recante: Nuovo codice della strada, pubblicato nel supplemento or-
alla disposizione di cui al comma 3. dinario n. 114 alla Gazzetta Ufficiale del 18 maggio 1992, il seguente:
6. La redazione dei piani di traffico deve essere predisposta nel
rispetto delle direttive emanate dal Ministro dei lavori pubblici 2. vietata la circolazione dei seguenti veicoli sulle autostrade e
di concerto con il Ministro dellambiente e il Ministro per i pro- sulle strade di cui al comma 1:
blemi delle aree urbane, sulla base delle indicazioni formulate a) velocipedi, ciclomotori, motocicli di cilindrata inferiore a
dal Comitato interministeriale per la programmazione econo- 150 cc se a motore termico e motocarrozzette di cilindrata
mica nel trasporto. Il piano urbano del traffico viene adeguato inferiore a 250 cc se a motore termico;
agli obiettivi generali della programmazione economico-sociale b) altri motoveicoli di massa a vuoto fino a 400 kg o di massa
e territoriale fissati dalla regione ai sensi dellart. 3, comma 4, complessiva fino a 1300 kg;
della legge 8 giugno 1990, n. 142. c) veicoli non muniti di pneumatici;
7. Per il perseguimento dei fini di cui ai commi 1 e 2 e anche d) macchine agricole e macchine operatrici;
per consentire la integrata attuazione di quanto - previsto dal e) veicoli con carico disordinato e non solidamente assicurato
comma 3, le autorit indicate dallart. 27, comma 3, della legge o sporgendo oltre i limiti consentiti;
8 giugno 1990, n. 142, convocano una conferenza tra i rappre- f) veicoli a tenuta non stagna e con carico scoperto, se tra-
sentanti delle amministrazioni, anche statali, interessate. sportano materie suscettibili di dispersione;
8. istituito, presso il Ministero dei lavori pubblici, lalbo degli g) veicoli il cui carico o dimensioni superino i limiti previsti da-
esperti in materia di piani di traffico, formato mediante concor- gli articoli 61 e 62, ad eccezione dei casi previsti dallart. 10;
si biennali per titoli. Il bando di concorso approvato con de- h) veicoli le cui condizioni di uso, equipaggiamento e gomma-
creto del Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro tura possono costituite pericolo per la circolazione;
50 delluniversit e della ricerca scientifica e tecnologica. i) veicoli con carico non opportunamente sistemato e fissato. 51
9. A partire dalla data di formazione dellalbo degli esperti di cui
al comma 8 fatto obbligo di conferire lincarico della redazio- NOTE ALLART. 7
ne dei piani di traffico, oltre che a tecnici specializzati apparte-
nenti al proprio ufficio tecnico del traffico, agli esperti specializ- Il testo dellart. 50 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, recante:
zati inclusi nellalbo stesso. Nuovo codice della strada, pubblicato nel supplemento ordinario n. 114
10. I comuni e gli enti inadempienti sono invitati su segnalazione alla Gazzetta Ufficiale del 18 maggio 1992, il seguente:
del prefetto dal Ministero dei lavori pubblici a provvedere, entro
un termine assegnato, trascorso il quale il Ministero provvede Art. 50.
alla esecuzione dufficio del piano ed alla sua realizzazione.
1. I velocipedi sono i veicoli con due o pi ruote funzionanti a
Il decreto interministeriale recante: Direttive per la redazione, adozione propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o
ed attuazione dei piani urbani di traffico (art. 36 del decreto legislativo di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul
30 aprile 1992, n. 285. Nuovo codice della strada) stato pubblicato nel veicolo.
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 24 giugno 1995, n. 146. 2. I velocipedi non possono superare 1,30 m di larghezza, 3 m di
lunghezza e 2,20 m di altezza.
NOTE ALLART. 4
NOTE ALLART. 10
Per la figura n. 92/b si veda negli allegati al Titolo II del decreto del
Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, recante: Rego- Il testo dellart. 122, commi 9 e 10, del decreto del Presidente della Re-
lamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo codice della strada, pubblica 16 dicembre 1992, n. 495, recante: Regolamento di esecuzione
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 28 di- e di attuazione del Nuovo codice della strada, pubblicato nel supple-
cembre 1992, n. 303. mento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 1992, n. 303, cos
Per le direttive ministeriali 24 giugno 1995 si veda nelle note allart. 3. come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 16 settem-
bre 1996, n. 610, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Uffi-
ciale 4 dicembre 1996, n. 284, il seguente:
Legge 19 ottobre 1998, n. 366
Norme per il finanziamento della mobilit ciclistica
9. I segnali di circolazione riservata a determinate categorie di
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 248 del 23 ottobre 1998.
utenti il cui simbolo in essi contenuto indicano che la strada
o parte di essa riservata alla sola categoria di utenti prevista
mentre vietata alle altre. Tali segnali sono:
a) il segnale percorso pedonale (fig. II. 88) che deve essere
posto allinizio di un viale, di un itinerario o di un percorso
riservato ai soli pedoni da impiegare solo quando non risul-
ta evidente la destinazione al transito pedonale;
b) il segnale pista ciclabile (fig. II. 90) che deve essere posto
allinizio di una pista, di una corsia o di un itinerario riser-
ART. 1.
vato alla circolazione dei velocipedi. Deve essere ripetuto
dopo ogni interruzione o dopo le intersezioni;
1. La presente legge detta norme finalizzate alla valorizzazione ed
c) il segnale pista ciclabile contigua al marciapiede (fig. II. 92/
allo sviluppo della mobilit ciclistica.
a) e percorso pedonale ciclabile (fig. II. 92/b) che deve es-
sere posto allinizio di un percorso riservato ai pedoni e alla
ART. 2.
circolazione dei velocipedi e deve essere ripetuto dopo ogni
interruzione o dopo le intersezioni;
1. Alle regioni affidato il compito di redigere i piani regionali di
d) il segnale percorso riservato ai quadrupedi da soma o da
riparto dei finanziamenti per la mobilit ciclistica e per la realiz-
sella (fig. II. 94) che deve essere posto allinizio di una pista
zazione di reti di percorsi ciclabili integrati. Entro sei mesi dalla
o di un passaggio particolare.
data di entrata in vigore della presente legge, le regioni provve-
10. La fine dellobbligo dei segnali di cui al comma 9 deve essere 53
52 dono a redigere il piano sulla base dei progetti presentati dai
indicata con analogo segnale barrato obliquamente da una fa-
comuni, limitatamente alla viabilit comunale, e dalle province,
scia rossa (figure II. 89, II. 91 - II. 93/a - II. 93/b - II. 95.
con riguardo alla viabilit provinciale e al collegamento fra cen-
tri appartenenti a diversi comuni. I progetti sono predisposti nel
quadro di programmi pluriennali elaborati dai predetti enti, che
pongono come priorit i collegamenti con gli edifici scolastici,
con le aree verdi, con le aree destinate ai servizi, con le struttu-
re socio-sanitarie, con la rete di trasporto pubblico, con gli uffici
pubblici e con le aree di diporto e turistiche.
2. Le regioni approvano i piani di cui al comma 1, contestualmen-
te disponendo in merito alla ripartizione tra gli enti locali delle
risorse del fondo di cui allarticolo 3.

ART. 3.

1. Presso il Ministero dei trasporti e della navigazione costituito


un fondo per il finanziamento degli interventi a favore della
mobilit ciclistica.

ART. 4.

1. Ogni anno, entro il 31 marzo, il Ministro dei trasporti e della


navigazione, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, ac-
quisito preventivamente il parere della Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di del 20 luglio 1993, al fine di accedere al cofinanziamento
Trento e di Bolzano, sentito il Dipartimento per le aree urbane, dei fondi strutturali stanziati dallUnione europea;
approva la ripartizione della quota annuale del fondo di cui al- h) realizzazione di intese con le Ferrovie dello Stato Spa al
larticolo 3 tra le regioni. La ripartizione effettuata: fine di promuovere lintermodalit tra la bicicletta e il tre-
a) sulla base dei piani regionali di riparto per la mobilit no, in particolare con la dislocazione di parcheggi per bici-
ciclistica di cui allarticolo 2 approvati; clette nelle aree di pertinenza delle stazioni ferroviarie e la
b) in proporzione ai fondi stanziati autonomamente da ogni promozione del trasporto della bicicletta al seguito;
singola regione per le finalit di cui alla presente legge; i) realizzazione di intese con le aziende di trasporto pubblico
c) sulla base di quanto impegnato nellesercizio finanziario o in concessione per lintegrazione fra detto trasporto e
precedente. luso della bicicletta, nonch predisposizione di strutture
2. Il Ministero dei lavori pubblici ed il Dipartimento per le aree per il trasporto delle biciclette sui mezzi pubblici;
urbane concorrono con proprie risorse al finanziamento del l) ogni ulteriore intervento finalizzato allo sviluppo ed alla
fondo di cui allarticolo 3. sicurezza del traffico ciclistico.

ART. 5. ART. 7.

1. Gli enti locali e le loro associazioni realizzano gli interventi pre- 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
visti dalla presente legge direttamente o in concorso con altri legge, con decreto del Ministro dei lavori pubblici, di concerto
soggetti pubblici o privati. con il Ministro dei trasporti e della navigazione, emanato un
regolamento con il quale sono definite le caratteristiche tecni-
ART. 6. che delle piste ciclabili.

1. Gli interventi, finalizzati al conseguimento dellobiettivo di cui ART. 8.


54 allarticolo 1, possono essere i seguenti: 55
a) realizzazione di reti di piste ciclabili e ciclopedonali; di 1. Larea di sedime delle ferrovie dismesse o in disuso uti-
ponti e sottopassi ciclabili; di dotazioni infrastrutturali utili lizzata prioritariamente per la realizzazione di piste ciclabili.
alla sicurezza del traffico ciclistico negli incroci con il traffi- Alle regioni demandato il compito di individuare i tracciati
co motorizzato; ferroviari utilizzabili a tal fine e di programmare la realizza-
b) costruzione e dotazione di parcheggi attrezzati, liberi e cu- zione di itinerari ciclabili ad uso turistico seguendo i tracciati
stoditi, e di centri di noleggio riservati alle biciclette; medesimi.
c) messa in opera di segnaletica luminosa, verticale e oriz- 2. Gli argini dei fiumi e dei torrenti possono essere utilizzati, fat-
zontale, specializzata per il traffico ciclistico; to salvo il rispetto della normativa vigente, per la realizzazione
d) predisposizione di strutture mobili e di infrastrutture atte a di piste ciclabili.
realizzare lintermodalit tra biciclette e mezzi di trasporto
pubblico; ART. 9.
e) redazione di cartografia specializzata; posa in opera di
cartelli segnaletici degli itinerari ciclabili; attivazione presso 1. Lapprovazione da parte dei consigli comunali dei progetti di
gli enti preposti al turismo di servizi di informazione per cui allarticolo 2 costituisce, ai sensi dellarticolo 1 della legge
cicloturisti; 3 gennaio 1978, n. 1, e successive modificazioni, variante agli
f) realizzazione di conferenze, attivit culturali ed iniziative strumenti urbanistici vigenti e la procedura si completa in
educative atte a promuovere la conversione dal trasporto sede comunale.
motorizzato a quello ciclistico; 2. Al fine di acquisire gli atti di intesa, i pareri, i nulla osta, le
g) progettazione e realizzazione di itinerari ciclabili turistici autorizzazioni e le approvazioni prescritti per i progetti degli
e delle infrastrutture ad essi connesse; a tal fine i progetti interventi di cui allarticolo 6, pu essere convocata unappo-
possono essere inseriti nei programmi elaborati ai sensi sita conferenza di servizi, ai sensi dellarticolo 14 della legge 7
dei regolamenti (CEE) n. 2080/93, n. 2081/93, n. 2082/ agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, cui partecipa-
93, n. 2083/93, n. 2084/93 e n. 2085/93, del Consiglio, no tutti gli enti tenuti ad esprimersi sui progetti stessi.
3. Ove lattuazione degli interventi richieda lazione integrata e ta esperienza nel settore della prevenzione e della sicurezza
coordinata dellEnte nazionale per le strade, delle province, stradale e della promozione ciclistica individuati con decreto
dei comuni e delle Ferrovie dello Stato Spa, pu essere pro- del Ministro dei lavori pubblici, predispongono appositi pro-
mossa la conclusione di appositi accordi di programma, ai grammi, corredati dal relativo piano finanziario, da svolgere
sensi dellarticolo 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142. come attivit obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado,
ivi compresi gli istituti di istruzione artistica e le scuole mater-
ART. 10. ne, che concernano la conoscenza dei principi della sicurezza
stradale, nonch delle strade, della relativa segnaletica, delle
1. Dopo il comma 4 dellarticolo 13 del decreto legislativo 30 norme generali per la condotta dei veicoli, con particolare
aprile 1992, n. 285, come modificato dallarticolo 9 del decreto riferimento alluso della bicicletta, e delle regole di comporta-
legislativo 10 settembre 1993, n. 360, inserito il seguente: mento degli utenti.
4 bis. Le strade di nuova costruzione classificate ai sensi delle 5. I programmi di cui allarticolo 230, comma 1, del decreto le-
lettere C, D, E ed F del comma 2 dellarticolo 2 devono avere, gislativo 30 aprile 1992, n. 285, come sostituito dal comma 4
per lintero sviluppo, una pista ciclabile adiacente purch rea- del presente articolo, sono adottati entro un anno dalla data
lizzata in conformit ai programmi pluriennali degli enti locali, di entrata in vigore della presente legge.
salvo comprovati problemi di sicurezza.
2. Dopo il comma 2 dellarticolo 14 del decreto legislativo 30 ART. 11.
aprile 1992, n. 285, come modificato dallarticolo 10 del
decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 360, inserito il 1. Per il finanziamento degli interventi previsti dai piani di cui
seguente: allarticolo 2 sono autorizzati limiti di impegno quindicennali
2 bis. Gli enti proprietari delle strade provvedono altres, in di lire 5 miliardi per lanno 1998 e di lire 6 miliardi per lanno
caso di manutenzione straordinaria della sede stradale, a rea- 1999, quale concorso dello Stato agli oneri derivanti dalla
lizzare percorsi ciclabili adiacenti purch realizzati in conformi- contrazione di mutui o di altre operazioni finanziarie che le
56 t ai programmi pluriennali degli enti locali, salvo comprovati regioni sono autorizzate ad effettuare nei limiti della quota a 57
problemi di sicurezza. ciascuna assegnata.
3. Il primo periodo del comma 4 dellarticolo 208 del decreto legi- 2. I limiti di impegno di cui al comma 1 costituiscono la dotazio-
slativo 30 aprile 1992, n. 285, sostituito dal seguente: I pro- ne del fondo di cui allarticolo 3.
venti spettanti agli altri enti indicati nel comma 1 sono devoluti 3. Allonere derivante dallattuazione del presente articolo, pari
alle finalit di cui al comma 2, nonch al miglioramento della a lire 5 miliardi per il 1998 e a lire 11 miliardi a decorrere dal
circolazione sulle strade, al potenziamento e al miglioramento 1999, si provvede mediante corrispondente riduzione dello
della segnaletica stradale e alla redazione dei piani di cui allar- stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1998-2000,
ticolo 36, alla fornitura di mezzi tecnici necessari per i servizi di nellambito dellunit previsionale di base di conto capitale
polizia stradale di loro competenza e, (in misura non inferiore al Fondo speciale dello stato di previsione del Ministero del
20 per cento dei proventi stessi,)* alla realizzazione di interventi tesoro, del bilancio e della programmazione economica per
a favore della mobilit ciclistica. lanno finanziario 1998, a tal fine parzialmente utilizzando
4. Il comma 1 dellarticolo 230 del decreto legislativo 30 aprile laccantonamento relativo al Ministero dei trasporti e della na-
1992, n. 285, sostituito dal seguente: vigazione.
1. Allo scopo di promuovere la formazione dei giovani in 4. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
materia di comporta mento stradale e di sicurezza del traffico economica autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
e della circolazione, nonch per promuovere ed incentivare occorrenti variazioni di bilancio.
luso della bicicletta come mezzo di trasporto, i Ministri dei la-
vori pubblici e della pubblica istruzione, dintesa con i Ministri
dellinterno, dei trasporti e della navigazione e dellambiente,
avvalendosi dellAutomobile Club dItalia, delle associazioni
ambientaliste riconosciute dal Ministero dellambiente ai sensi
dellarticolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, di societ * La L. 23/12/98 art.31 sopprime le parole in misura non inferiore al
sportive ciclistiche nonch di enti e associazioni di comprova- 20 per cento dei proventi stessi.
La FIAB riconosciuta dal Ministero dei vata esperienza nel settore della prevenzione e della sicurezza stradale,
individuati con decreto del Ministero dei lavori pubblici;
Lavori Pubblici associazioni di comprovata Considerato che il detto articolo al comma 2 prevede che il Ministero
della pubblica istruzione disciplini le modalit di svolgimento dei pre-
esperienza nel settore della prevenzione e detti programmi nelle scuole con lausilio degli appartenenti ai Corpi
della sicurezza stradale di polizia municipale, nonch del personale esperto appartenente alle
predette istituzioni pubbliche e private;

Visto il decreto ministeriale n. 651 del 10 dicembre 1993 di


individuazione degli enti e associazioni di comprovata esperienza nel
settore della prevenzione e della sicurezza stradale;

Considerato che lo stesso decreto prevede la possibilit di integrazio-


ne, in tempi successivi, dellelenco di tali enti, qualora in possesso dei
requisiti richiesti;
Con Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici la FIAB onlus stata
inserita nellelenco degli enti e associazioni di comprovata esperienza
Viste le istanze presentate da associazioni professionali o di categoria;
nel settore della prevenzione e della sicurezza stradale di cui allart. 1
del decreto ministeriale n. 651 del 10 dicembre 1993.
Considerato che dallesame degli atti e dei documenti presentati
Ci significa che la FIAB dora in avanti potr partecipare allo svolgi-
risultato che tutte le associazioni sono in grado di fornire un rilevante
mento dei programmi obbligatori nelle scuole di ogni ordine e grado
contributo nel campo delleducazione stradale;
- le cui modalit di svolgimento sono disciplinate dal Ministero della
Pubblica Istruzione - aventi lo scopo di promuovere la formazione dei
DECRETA:
giovani in materia di comportamento stradale e della sicurezza del
58 traffico e della circolazione. 59
Lelenco degli enti e associazioni di comprovata esperienza nel settore
della prevenzione e della sicurezza stradale di cui allart. 1 del decreto
La FIAB, a seguito di questo riconoscimento ministeriale, ha segnalato
ministeriale n. 651 del 10 dicembre 1993 integrato da:
allIspettorato Generale per la Circolazione e la Sicurezza Stradale del
Ministero dei Lavori Pubblici il proprio rappresentante. Fabio Masotti,
1. FIAB onlus - Federazione italiana amici della bicicletta, via
Responsabile FIAB di Bimbimbici e Settore Scuola/Educazione alla mo-
Borsieri, 4 - 20159 Milano;
bilit sostenibile.
2. Sicurstrada, via Galliera, 26 - 40121 Bologna;
3. Associazione italiana familiari e vittime della strada - onlus,
Testo del decreto ministeriale del 21.03.01, pubblicato in G.U. il
via Lancisi, 25 - 00161 Roma;
18.06.01
4. Centro Alfredo Rampi per la protezione civile - via dei Laterani,
DECRETO 21 marzo 2001.
28 - 00184 Roma;
Integrazione dellelenco degli enti ed associazioni di comprovata espe-
5. Codacons.
rienza nel settore della prevenzione e della sicurezza stradale. (GU n.
139 del 18-6-2001).
Le suddette associazioni dovranno comunicare allIspettorato ge-
nerale per la circolazione e la sicurezza stradale, entro trenta giorni
IL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI
dalla pubblicazione del presente decreto, il nominativo del proprio
rappresentante.
Visto lart. 230, comma 1, del nuovo codice della strada che prevede,
entro un anno dalla sua entrata in vigore, la predisposizione da parte
Il presente decreto sar pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Re-
dei Ministri dei lavori pubblici e della pubblica istruzione, dintesa con
pubblica italiana.
i Ministri degli interni e dei trasporti e della navigazione, la predisposi-
zione di appositi programmi da svolgere come attivit obbligatoria in
Roma, 21 marzo 2001
tutte le scuole di ogni ordine e grado, avvalendosi della collaborazione
Il Ministro: Nesi
dellAutomobile club dItalia, nonch di enti e associazioni di compro-
APPUNTI

60 61
INDICE

p. 3 Gli articoli del Codice Civile

5 Gli articoli della Strada che interessano i ciclisti

17 Regolamento di Esecuzione e di attuazione del nuovo Codice della


Strada. Decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992,
n. 495 (in Suppl. ord. alla Gazz. Uff., 28 dicembre 1992, n. 303),
con le modifiche di cui al d.P.R. 16 settembre 1996, n. 610.

25 Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384


Regolamento di attuazione dellart. 27 della L. 30 marzo 1971,
n. 118, a favore dei mutilati e invalidi civili, in materia di barriere
architettoniche e trasporti pubblici. (Pubblicato in G.U. 22 luglio
1978, n. 204).
62
38 Ministero dei Lavori Pubblici
Decreto 30 novembre 1999, n. 557
Regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche
tecniche delle piste ciclabili.

53 Legge 19 ottobre 1998, n. 366


Norme per il finanziamento della mobilit ciclistica pubblicata nel-
la Gazzetta Ufficiale n. 248 del 23 ottobre 1998.

58 La FIAB riconosciuta dal Ministero dei Lavori Pubblici associazioni


di comprovata esperienza nel settore della prevenzione e della
sicurezza stradale

60 Appunti

RACCOLTA NORME DI LEGGE CHE INTERESSANO IL MONDO DEL CICLISTA


edizione gennaio 2004
COMUNE DI
VENEZIA

DIREZIONE CENTRALE SVILUPPO DEL TERRITORIO


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Progetto a cura dellUfficio Biciclette


Antonio Dalla Venezia - Giuseppina Fregugia - Gabriele Vergani