Sei sulla pagina 1di 4

20 Orlando, che era stato innamorato di Angelica per tanto tempo e aveva compiuto per lei innumerevoli e nobili

e aveva compiuto per lei innumerevoli e nobili imprese in


Quanto fia meglio, amandola tu ancora, India, in Oriente, in Tartaria, era tornato con lei in Occidente, dove re Carlo Magno era accampato vicino ai monti Pirenei,
che tu le venga a traversar la strada, con i guerrieri di Francia e di Germania,

a ritenerla e farle far dimora,


prima che pi lontana se ne vada!
Come lavremo in potestate, allora
di chi esser de si provi con la spada: per indurre re Marsilio e re Agramante a rimproverarsi del loro folle proposito, poich uno [Agramante] ha portato
dall'Africa tutti i soldati in grado di portare spada e lancia, l'altro [Marsilio] ha spinto avanti la Spagna per distruggere il
non so altrimenti, dopo un lungo affanno, regno di Francia. E cos Orlando arriv qui al momento giusto, ma si pent subito di essere tornato:
che possa riuscirci altro che danno.

21
Al pagan la proposta non dispiacque: infatti poi gli fu sottratta la sua donna: ecco come spesso sbaglia il giudizio degli uomini! Colei che aveva difeso con tante
cos fu differita la tenzone; battaglie dall'Occidente all'Oriente, ora gli tolta tra tanti suoi amici, senza che sia usata la spada, nella sua terra. Colui
e tal tregua tra lor subito nacque, che gliela tolse fu il saggio imperatore, che volle spegnere un grave incendio.

s lodio e lira va in oblivione,


che l pagano al partir da le fresche acque
non lasci a piedi il buon figliuol dAmone: Pochi giorni prima era iniziata una gara tra il conte Orlando e suo cugino Rinaldo, che erano entrambi innamorati con gran
con preghi invita, ed al fin toglie in groppa, desiderio della rara bellezza di Angelica. Carlo, che non amava questa lite che gli rendeva meno saldo il loro aiuto
militare, prese la fanciulla che ne era la causa e la affid in custodia a Namo di Baviera;
e per lorme dAngelica galoppa.

22
Oh gran bont de cavallieri antiqui!
promettendola in premio a chi di loro in quella guerra, in quella grande battaglia, avrebbe ucciso il maggior numero di
Eran rivali, eran di f diversi, infedeli e avrebbe prestato la pi efficace opera militare. Lo scontro poi fin male, poich i cristiani andarono in fuga e il
e si sentian degli aspri colpi iniqui duca Namo fu fatto prigioniero insieme a molti altri, cos la sua tenda rimase abbandonata.
per tutta la persona anco dolersi;
e pur per selve oscure e calli obliqui
insieme van senza sospetto aversi. E qui la fanciulla [Angelica], che doveva essere il premio del vincitore, prima della rotta era salita in sella a un cavallo e al
Da quattro sproni il destrier punto arriva momento opportuno era fuggita, avendo previsto che quel giorno la fortuna avrebbe voltato le spalle alla fede cristiana:
ove una strada in due si dipartiva. entr in un bosco e nel sentiero stretto incontr un cavaliere che veniva a piedi.

23
E come quei che non sapean se luna
o laltra via facesse la donzella Egli aveva la corazza addosso, l'elmo in testa, la spada al fianco e al braccio lo scudo; e correva per la foresta pi agile di
un contadino mezzo nudo dietro al drappo rosso [in una gara campestre]. Una timida pastorella non ritrasse mai il piede
(per che senza differenza alcuna davanti a un serpente pi velocemente di quanto Angelica ferm il cavallo, non appena si accorse del guerriero che
apparia in amendue lorma novella), giungeva.
si messero ad arbitrio di fortuna,
Rinaldo a questa, il Saracino a quella.
Costui era quel valoroso paladino figlio d'Amone e signore di Montalbano [Rinaldo], al quale poco prima il suo cavallo
Baiardo era scappato di mano per una strana circostanza. Non appena guard la donna riconobbe, anche se da lontano,
l'aspetto angelico e quel bel viso che lo teneva stretto nelle reti d'amore.

Pel bosco Ferra molto savvolse,


e ritrovossi al fine onde si tolse. La donna volta indietro il cavallo e lo sprona a briglia sciolta nel bosco; e non cerca la via pi sicura e migliore tra i sentieri
pi radi e meno selvosi, anzi, pallida e tremante e quasi fuor di s lascia che il cavallo vada dove voglia. Gir in lungo e in
largo in quella selva intricata, finch giunse a un fiume.
24
Pur si ritrova ancor su la rivera,
l dove lelmo gli casc ne londe.
Poi che la donna ritrovar non spera, Su di esso si trovava Ferra, pieno di sudore e tutto impolverato. Poco prima un gran desiderio di bere e di riposare lo
per aver lelmo che l fiume gli asconde, aveva distolto dalla battaglia e poi, suo malgrado, si era fermato qui, perch, goloso d'acqua e frettoloso, aveva fatto
cadere l'elmo nel fiume e non era ancora riuscito a riprenderlo.
in quella parte onde caduto gli era
discende ne lestreme umide sponde:
ma quello era s fitto ne la sabbia,
che molto avr da far prima che labbia.
La fanciulla spaventata giungeva gridando pi forte possibile. A quella voce il saraceno salta sulla riva e la guarda in viso;
al suo arrivo capisce subito che la bella Angelica, anche se pallida e sconvolta dalla paura e bench non ne abbia avuto
25 notizie per pi giorni.
Con un gran ramo dalbero rimondo,
di chavea fatto una pertica lunga,
tenta il fiume e ricerca sino al fondo,
n loco lascia ove non batta e punga. E perch era nobile e forse non ne era meno innamorato dei due cugini, le diede tutto l'aiuto che poteva, come se avesse
Mentre con la maggior stizza del mondo ancora l'elmo, baldo e coraggioso: sguain la spada e corse minacciando verso Rinaldo che non ne aveva paura. I due si
erano gi non solo incontrati, ma anche sfidati pi volte.
tanto lindugio suo quivi prolunga,
vede di mezzo il fiume un cavalliero
insino al petto uscir, daspetto fiero.
Qui iniziarono una crudele battaglia, entrambi a piedi e con le nude spade: ai loro colpi non reggerebbero le incudini,
figurarsi le piastre e la maglia dell'armatura. Ora, mentre i due se le danno di santa ragione, il cavallo di Angelica deve
26 studiare il passo; infatti lei lo fa correre nel bosco e nella campagna, spronandolo quanto pi pu con le calcagna.
Era, fuor che la testa, tutto armato,
ed avea un elmo ne la destra mano:
avea il medesimo elmo che cercato
da Ferra fu lungamente invano. Dopo che i due guerrieri si affaticarono molto tempo invano per sopraffarsi a vicenda, poich entrambi erano esperti
A Ferra parl come adirato, nell'uso delle armi e nessuno era superiore all'altro, il primo che parl al cavaliere spagnolo fu il signore di Montalbano
[Rinaldo], come uno che ha il cuore in fiamme, che brucia e non pu spegnersi.
e disse: Ah mancator di f, marano!
perch di lasciar lelmo anche taggrevi,
che render gi gran tempo mi dovevi?
Disse al pagano: Tu pensi di danneggiare solo me, invece danneggerai anche te stesso: se ci scontriamo perch gli
27 occhi splendenti del nuovo sole [di Angelica] ti hanno acceso il petto, cosa ci guadagni a trattenermi qui? infatti, anche se
Ricordati, pagan, quando uccidesti mi ucciderai o catturerai, la bella donna non sar tua: mentre noi perdiamo tempo qui, lei scappa via.

dAngelica il fratel (che son quellio),


dietro allaltrarme tu mi promettesti
gittar fra pochi d lelmo nel rio.
Or se Fortuna (quel che non volesti Sar molto meglio, se anche tu la ami, che tu pensi a sbarrarle la strada e trattenerla, prima che vada pi lontana!
Quando l'avremo in nostro potere, allora proveremo con la spada di chi debba essere: in altro modo non so proprio cosa
far tu) pone ad effetto il voler mio, potr accaderci dopo una lunga battaglia, se non un danno.
non ti turbare; e se turbar ti di,
turbati che di f mancato sei.

28
Ma se desir pur hai dun elmo fino, Al pagano la proposta piacque: cos il duello fu differito e tra loro nacque subito una tregua, tale che dimenticarono l'odio e
l'ira e il pagano allontanandosi dal fiume non lasci a piedi il buon figlio d'Amone: lo invita con preghiere e alla fine lo fa
trovane un altro, ed abbil con pi onore; salire sul suo cavallo, poi galoppa sulle tracce di Angelica.
un tal ne porta Orlando paladino,
un tal Rinaldo, e forse anco migliore:
lun fu dAlmonte, e laltro di Mambrino:
acquista un di quei dui col tuo valore; O grande bont degli antichi cavalieri! Erano rivali, avevano una fede religiosa diversa, e sentivano tutto il corpo dolente
per gli aspri colpi ricevuti; eppure vanno insieme senza sospetto, per selve oscure e sentieri fuori mano. Il cavallo,
e questo, chhai gi di lasciarmi detto, spronato da quattro piedi, arriva al punto in cui la strada si biforca.
farai bene a lasciarmi con effetto.

29
Allapparir che fece allimprovviso
de lacqua lombra, ogni pelo arricciossi,
e scolorossi al Saracino il viso;
la voce, chera per uscir, fermossi.
Udendo poi da lArgalia, chucciso
quivi avea gi (che lArgalia nomossi)
la rotta fede cos improverarse,
di scorno e dira dentro e di fuor arse.

30
N tempo avendo a pensar altra scusa,
e conoscendo ben che l ver gli disse,
rest senza risposta a bocca chiusa;
ma la vergogna il cor s gli trafisse,
che giur per la vita di Lanfusa
non voler mai chaltro elmo lo coprisse,
se non quel buono che gi in Aspramonte
trasse dal capo Orlando al fiero Almonte.
31
E serv meglio questo giuramento,
che non avea quellaltro fatto prima.
Quindi si parte tanto malcontento,
che molti giorni poi si rode e lima.
Sol di cercare il paladino intento
di qua di l, dove trovarlo stima.
Altra ventura al buon Rinaldo accade,
che da costui tenea diverse strade.

32
Non molto va Rinaldo, che si vede
saltare inanzi il suo destrier feroce:
Ferma, Baiardo mio, deh, ferma il piede!
che lesser senza te troppo mi nuoce.
Per questo il destrier sordo, a lui non riede
anzi pi se ne va sempre veloce.
Segue Rinaldo, e dira si distrugge:
ma seguitiamo Angelica che fugge.