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Scuola beneventana

Scuola beneventana L' Annuncio a Zaccaria (particolare), <a href=Affreschi di Santa Sofia La scuola beneventana , detta anche scuola longobar- da , fu un centro di elaborazione artistica attivo nei campi della miniatura e della pittura che si sviluppò nell' Alto Medioevo nel Ducato di Benevento , dal quale deriva il nome. Il Ducato di Benevento era uno dei principali ducati che componevano il Regno longobardo e conservò la propria indipendenza anche dopo la caduta del regno ( 774 ), elevandosi con Arechi II al rango di principato. Al- tri centri di elaborazione della corrente furono i monasteri di San Vincenzo al Volturno e di Montecassino . di Montecassino e di San Vincenzo al Volturno. Negli an- ni successivi, Belting ne approfondiva lo studio annetten- dovi altre testimonianze pittoriche ( chiesa di San Biagio a Castellammare di Stabia , chiesa dei Santi Rufo e Car- ponio a Capua , Grotta di San Michele a Olevano sul Tu- sciano , Santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano , per citarne alcune) che allargavano i limiti cronologici del movimento beneventano nel tentativo di evidenziarne le matrici regionali permeate di apporti tardoantichi e bi- zantini; Bologna d'altra parte ne evidenziava le compo- nenti più creative (Santa Sofia e San Vincenzo) ricono- scendovi premesse siro-palestinesi. Si apriva negli stessi anni la questione dei rapporti tra Benevento e l'Italia set- tentrionale, rendendosi evidenti le analogie con i grandi cicli figurativi del nord quali gli affreschi in San Salvato- re a Brescia, in Santa Maria in Valle a Cividale, in San Giovanni a Müstair e in San Benedetto a Malles . 2 Caratteristiche Punto d'incontro tra artisti longobardi e bizantini , la scuo- la elaborò stilemi, in parte originali e in parte di deriva- zione orientale, caratterizzati dall'impiego di colori lumi- nosi e resi vibranti dal ricorso alla lumeggiatura . Il dise- gno, sciolto, mostra invece rapporti con le opere coeve realizzate nella Langobardia Maior . La miniatura conobbe un parallelo sviluppo nella par- te settentrionale del regno, proseguita anche dopo l'inclusione della Langobardia Maior nell' Impero carolin- gio ; tale corrente, detta anche Scuola franco-longobarda, si sviluppò soprattutto all'interno dei numerosi monaste- ri fondati dai sovrani longobardi ed elaborò una pecu- liare tradizione decorativistica che raggiunse la più al- ta espressione nei codici redatti monasteri dalla seconda metà dell'VIII secolo . 1 Storia degli studi Agli studi sulla scuola di Montecassino, nati all'inizio del Novecento, si affiancarono alla metà del secolo quelli de- dicati alla scuola beneventana, stimolati dal rinvenimento degli affreschi della chiesa di Santa Sofia , con i quali veni- va a delinearsi, soprattutto a opera di Ferdinando Bologna e Hans Belting , la fisionomia di una pittura parallela alla scrittura beneventana , utilizzata dall' VIII al XIII secolo , e in rapporto con la cultura figurativa dei centri monastici 3 Note [1] Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568- 774 d.C.). La descrizione dei siti ( PDF ), beniculturali.it. URL consultato il 03-10-2008. [2] Aceto, 1992. [3] Pierluigi De Vecchi-Elda Cerchiari, I Longobardi in Italia , p. 312. [4] Jörg Jarnut, Storia dei Longobardi , p. 132. 1 " id="pdf-obj-0-4" src="pdf-obj-0-4.jpg">

L'Annuncio a Zaccaria (particolare), Affreschi di Santa Sofia

La scuola beneventana, detta anche scuola longobar- da, fu un centro di elaborazione artistica attivo nei campi della miniatura e della pittura che si sviluppò nell'Alto Medioevo nel Ducato di Benevento, dal quale deriva il nome. Il Ducato di Benevento era uno dei principali ducati che componevano il Regno longobardo e conservò la propria indipendenza anche dopo la caduta del regno (774), elevandosi con Arechi II al rango di principato. Al- tri centri di elaborazione della corrente furono i monasteri di San Vincenzo al Volturno e di Montecassino [1] .

di Montecassino e di San Vincenzo al Volturno. Negli an- ni successivi, Belting ne approfondiva lo studio annetten- dovi altre testimonianze pittoriche (chiesa di San Biagio a Castellammare di Stabia, chiesa dei Santi Rufo e Car- ponio a Capua, Grotta di San Michele a Olevano sul Tu- sciano, Santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano, per citarne alcune) che allargavano i limiti cronologici del movimento beneventano nel tentativo di evidenziarne le matrici regionali permeate di apporti tardoantichi e bi- zantini; Bologna d'altra parte ne evidenziava le compo- nenti più creative (Santa Sofia e San Vincenzo) ricono- scendovi premesse siro-palestinesi. Si apriva negli stessi anni la questione dei rapporti tra Benevento e l'Italia set- tentrionale, rendendosi evidenti le analogie con i grandi cicli figurativi del nord quali gli affreschi in San Salvato- re a Brescia, in Santa Maria in Valle a Cividale, in San Giovanni a Müstair e in San Benedetto a Malles. [2]

  • 2 Caratteristiche

Punto d'incontro tra artisti longobardi e bizantini, la scuo- la elaborò stilemi, in parte originali e in parte di deriva- zione orientale, caratterizzati dall'impiego di colori lumi- nosi e resi vibranti dal ricorso alla lumeggiatura. Il dise- gno, sciolto, mostra invece rapporti con le opere coeve realizzate nella Langobardia Maior [3] .

La miniatura conobbe un parallelo sviluppo nella par- te settentrionale del regno, proseguita anche dopo l'inclusione della Langobardia Maior nell'Impero carolin- gio; tale corrente, detta anche Scuola franco-longobarda, si sviluppò soprattutto all'interno dei numerosi monaste- ri fondati dai sovrani longobardi ed elaborò una pecu- liare tradizione decorativistica che raggiunse la più al- ta espressione nei codici redatti monasteri dalla seconda metà dell'VIII secolo [4] .

  • 1 Storia degli studi

Agli studi sulla scuola di Montecassino, nati all'inizio del Novecento, si affiancarono alla metà del secolo quelli de- dicati alla scuola beneventana, stimolati dal rinvenimento degli affreschi della chiesa di Santa Sofia, con i quali veni- va a delinearsi, soprattutto a opera di Ferdinando Bologna e Hans Belting, la fisionomia di una pittura parallela alla scrittura beneventana, utilizzata dall'VIII al XIII secolo, e in rapporto con la cultura figurativa dei centri monastici

  • 3 Note

[3]

Pierluigi De Vecchi-Elda Cerchiari, I Longobardi in Italia, p. 312.

[4] Jörg Jarnut, Storia dei Longobardi, p. 132.

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5 VOCI CORRELATE

  • 4 Bibliografia

Pierluigi De Vecchi, Elda Cerchiari, I Longobardi in Italia, in L'arte nel tempo, Milano, Bompiani, 1991, Vol. 1, tomo II, pp. 305-317., ISBN 88-450-4219-7.

Jörg Jarnut, Storia dei Longobardi, Torino, Einaudi, 2002, ISBN 88-06-16182-2.

Francesco Aceto, Arte beneventano - cassinese, in Enciclopedia dell'arte medievale, Roma, Istituto della enciclopedia italiana, 1992.

  • 5 Voci correlate

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  • 6 Fonti per testo e immagini; autori; licenze

    • 6.1 Testo

Scuola beneventana Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_beneventana?oldid=85840176 Contributori: SunBot, Sailko, Castagna, Decan, FixBot, Discanto, FrescoBot, Massimiliano Panu, Atarubot e Anonimo: 4

  • 6.2 Immagini

File:Benevento,_chiesa_di_santa_sofia,_annuncio_a_zaccaria_(particolare)_affresco_fine_VIII_inizio_IX_secolo.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b5/Benevento%2C_chiesa_di_santa_sofia%2C_annuncio_a_zaccaria_ %28particolare%29_affresco_fine_VIII_inizio_IX_secolo.jpg Licenza: Public domain Contributori: ? Artista originale: ?

File:Benevento-Fontana_Orsini.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/3/3b/Benevento-Fontana_Orsini.jpg Li- cenza: GFDL Contributori: Opera propria Artista originale: Decan

File:Corona_ferrea.png Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/ce/Corona_ferrea.png Licenza: Public domain Con- tributori: Grande illustrazione del Lombardo-Veneto ossia storia delle città, dei borghi, comuni, castelli, ecc. fino ai tempi moderni - Milano, Corona e Caimi Editori. Artista originale: Cesare Cantù (d. 1895)

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File:Pluteo_con_grifoni_dell'oratorio_di_san_michele_alla_pusterla,_inizio_VIII_secolo,_pavia,_museo_civico_malaspina, _177x66_cm.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/7/78/Pluteo_con_grifoni_dell%27oratorio_di_san_michele_alla_ pusterla%2C_inizio_VIII_secolo%2C_pavia%2C_museo_civico_malaspina%2C_177x66_cm.jpg Licenza: Public domain Contributori: ? Artista originale: ?

  • 6.3 Licenza dell'opera