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INTRODUZIONE

Note teoriche

Obiettivo dellesperienza lo studio di alcuni aspetti dei


decadimenti di nuclei instabili.
In un decadimento un nuclide instabile emette una particella,
detta appunto , costituita da due protoni e due neutroni (si tratta
cio di un nucleo di 4He), diminuendo di quattro il proprio numero di
massa, di due il numero atomico, trasformandosi in una diversa
specie atomica:
A
Z X A4
Z2Y + +Q

Nella reazione viene liberata una quantit di energia, sotto forma di


energia cinetica di particella e nucleo figlio, detta Q-value. Questa
energia appartiene in realt quasi totalmente alla particella emessa
per via della sua massa molto minore di quella dei nuclei coinvolti (i
decadimenti sono tipici di atomi molto pesanti, generalmente con
A > 150), come si pu ricavare invocando la conservazione della
quantit di moto:

4
(
Q E 1+
A4 )
(A il numero di massa del nucleo genitore, e la formula derivata
approssimando le masse di protoni e neutroni come uguali).
Q si pu inoltre legare alle masse iniziale e finale nella reazione:
2 2
M ( A , Z ) c =[ M ( A4, Z2 ) + M ( 4,2 ) ] c +Q

Le particelle emesse in una reazione hanno unenergia molto ben


definita; tuttavia molti nuclei che effettuano questo tipo di
decadimento possono decadere in uno degli stati eccitati del nucleo
figlio, ad energia maggiore di quello fondamentale, per cui le
particelle associate a tali reazioni presentano uno spettro
energetico con pi picchi distinti. In casi simili si introduce il
concetto di Branching Ratio della reazione, definito, per ogni
possibile canale di decadimento, come:

decadimenti nello stato i


BR (i)=
totale di decadimenti

Definiamo per il seguito picco principale per il decadimento di un


dato nuclide quello con BR massimo, secondari gli altri.

In un campione contenente N nuclei instabili, la probabilit di


decadimento in un intervallo di tempo dt proporzionale a dt
stesso e, indicando con la costante di proporzionalit, per il
campione si ha che la variazione del numero di nuclei attivi data
da:

dN =Ndt
Da questa relazione si ricava una formula che descrive landamento
nel tempo del numero di nuclei attivi:
t
N ( t )=N (0) e

Si definisce attivit A del campione il numero di decadimenti al


secondo:

dN
A (t)= = N ( 0 ) et = A(0) et
dt

Si chiama vita media del nucleo instabile linverso di .

Una grandezza fondamentale nella descrizione dellinterazione delle


particelle con la materia il potere di frenamento, definito come
lenergia persa dalla particella per unit di spessore di materiale
attraversato, o, pi frequentemente, per unit di spessore di massa
= x (ottenuto moltiplicando la distanza attraversata per la
dE
densit del materiale): .
d
Il potere di frenamento dipende dallenergia della particella;
landamento debolmente crescente per alte energie, ha un
minimo (minimo di ionizzazione, tipicamente intorno ai 2
MeV g cm , 8 per le in quanto la loro carica elettrica pari a
1 2

due volte quella del protone e di molte altre particelle) e sale


rapidamente al diminuire dellenergia.
Una grandezza legata al potere di frenamento il range:
0
1
R( E0 )= dE
E0 dE
d

Esso rappresenta la distanza media percorsa in un dato materiale da


una particella di energia E0 .