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ALESSANDRO MANZONI dall Adelchi

T Coro dellatto III


Il coro si inserisce nellazione drammatica della tragedia nel momento in cui i Franchi, rotte le difese longo-
barde, invadono la pianura, e ricostruisce le reazioni dei Latini allannuncio della sconfitta dei loro oppres-
sori.
La lirica consta di undici strofe di sei dodecasillabi ciascuna. Il verso dodecasillabo risulta dalla fusione di due
senari, separati da una cesura. Rime: AABCCB. I vv. 3 e 6 sono tronchi.

Dagli atrii muscosi1, dai Fori cadenti2,


dai boschi, dallarse fucine stridenti3,
dai solchi bagnati di servo sudor4,
un volgo disperso repente si desta;
5 intende lorecchio, solleva la testa
percosso da novo crescente romor5.

Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti,


qual raggio di sole da nuvoli folti,
traluce de padri la fiera virt6:
10 ne guardi, ne volti confuso ed incerto
si mesce e discorda lo spregio sofferto
col misero orgoglio dun tempo che fu7.

1. atrii muscosi: gli atrii degli antichi pa-


Saduna voglioso8, si sperde tremante,
lazzi romani, ormai abbandonati e ricoperti di per torti9 sentieri, con passo vagante,
muschio. 15 fra tema e desire10, savanza e rist;
2. Fori cadenti: il Foro era il centro della vi-
ta civile dei Romani, dove sorgevano gli edifi- e adocchia e rimira11 scorata e confusa
ci pi splendidi, che ora sono in rovina. de crudi signori la turba diffusa12,
3. arse ... stridenti: dalle officine dei fab- che fugge dai brandi13, che sosta non ha.
bri, riarse dai fuochi che servono a forgiare i
metalli e stridenti per il rumore dei metalli la-
vorati. Ansanti li vede, quai trepide fere14,
4. solchi ... sudor: i campi coltivati dal la- 20 irsuti per tema le fulve criniere15,
voro degli schiavi.
5. un volgo ... romor: al rumore della bat- le note latebre16 del covo cercar;
taglia tra Franchi e Longobardi, il popolo lati- e quivi, deposta lusata minaccia17,
no si sveglia allimprovviso dal torpore della le donne superbe, con pallida faccia,
schiavit. Il Manzoni lo definisce volgo, per-
ch privo di unit e di coscienza nazionale, ol- i figli pensosi pensose guatar18.
tre che della libert.
6. de padri ... virt: il valore degli antichi 25 E sopra i fuggenti, con avido brando,
Romani.
7. ne guardi ... che fu: negli sguardi e nei quai cani disciolti19, correndo, frugando,
volti lumiliazione della schiavit si mescola e da ritta, da manca20, guerrieri venir:
contrasta con le tracce dellantico orgoglio,
ormai vano.
li vede, e rapito dignoto contento21,
8. voglioso: animato da un confuso deside- con lagile speme precorre levento,
rio di libert. 30 e sogna la fine del duro servir22.
9. torti: tortuosi, fuori mano.
10. fra ... desire: incerto fra il timore degli
antichi padroni, i Longobardi, e il desiderio di
vederli sconfitti. sastre irte per la paura. sono come cani sguinzagliati alla caccia dei
11. e adocchia e rimira: prima sogguar- 16. le note latebre: nascondigli. Longobardi, gi paragonati a fiere al v. 19.
da con paura, poi osa fissare lo sguardo. 17. lusata minaccia: il consueto atteg- 20. da ritta, da manca: da destra e da si-
12. de crudi ... diffusa: la folla dispersa giamento minaccioso. nistra.
dei crudeli signori, scoraggiati e smarriti. 18. i figli ... guatar: guardare i figli preoc- 21. ignoto contento: contentezza finora
13. dai brandi: dalle spade dei Franchi. cupate del loro destino. Guatar, come il cer- ignota.
14. quai trepide fere: come fiere bracca- car del verso 21 e il venir del verso 27, ret- 22. con lagile ... servir: con la speranza
te e tremanti. to da li vede, verso 19. anticipa gli eventi futuri e sogna la fine della
15. irsuti ... criniere: con le chiome ros- 19. quai cani disciolti: i guerrieri franchi sua schiavit.

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Alessandro Manzoni Baldi, Giusso, Razetti, Zaccaria Paravia 1
Udite! Quei forti che tengono il campo23,
che ai vostri tiranni precludon lo scampo24,
son giunti da lunge25, per aspri sentier:
sospeser le gioie dei prandi26 festosi,
35 assursero in fretta dai blandi riposi27,
chiamati repente da squillo guerrier28,

Lasciar29 nelle sale del tetto natio


le donne accorate, tornanti alladdio30,
a preghi e consigli che il pianto tronc:
40 han carca la fronte de pesti cimieri31,
23. Quei ... campo: i Franchi, rimasti pa-
droni del campo di battaglia. han poste le selle sui bruni corsieri,
24. precludon lo scampo: impediscono volaron sul ponte che cupo son32.
la fuga.
25. lunge: lontano.
26. prandi: pranzi. A torme, di terra passaron in terra,
27. assursero ... riposi: si alzarono in fret- cantando giulive canzoni di guerra,
ta dai dolci riposi. 45 ma i dolci castelli pensando nel cor:
28. chiamati ... guerrier: chiamati allim-
provviso dalle trombe guerriere. per valli petrose, per balzi dirotti33,
29. Lasciar: lasciarono. vegliaron nellarme le gelide notti,
30. tornanti alladdio: che ripetutamen- membrando i fidati colloqui damor34.
te davano loro laddio, che non riuscivano a
staccarsi.
31. han ... cimieri: hanno caricata la fron- Gli oscuri perigli di stanze incresciose,
te degli elmi che recano i segni delle passate
battaglie.
50 per greppi senzorma le corse affannose,
32. ponte ... son: il ponte levatoio del ca- il rigido impero, le fami durar35;
stello. si vider le lance calate sui petti,
33. dirotti: dirupati.
34. membrando ... damor: ricordando a canto agli scudi, rasente agli elmetti,
labbandono fiducioso dei colloqui damore, udiron le frecce fischiando volar.
in contrasto con la tensione della veglia dar-
mi.
35. Gli oscuri ... durar: sopportarono gli 55 E il premio sperato, promesso a quei forti,
oscuri pericoli di soste forzate, le corse affan- sarebbe, o delusi, rivolger le sorti,
nose sul ciglio di burroni dove mai uomo ave- dun volgo straniero por fine al dolor?36
va posto piede, la rigida disciplina militare, la
fame. Tornate alle vostre superbe ruine37,
36. dun volgo ... dolor?: mutare le condi- allopere imbelli38 dellarse officine,
zioni di un popolo straniero, liberarlo. 60 ai solchi bagnati di servo sudor.
37. superbe ruine: rovine che testimonia-
no un passato di grandezza.
38. opere imbelli: le attivit pacifiche, che Il forte si mesce39 col vinto nemico,
hanno tolto ai Latini le virt guerriere neces- col nuovo signore rimane lantico;
sarie per liberarsi dal dominio dei barbari.
39. si mesce: si mescola, formando un po- lun popolo e laltro sul collo vi sta.
polo solo. Dividono i servi, dividon gli armenti;
40. cruenti: bagnati dal sangue sia dei po-
poli che hanno invaso la penisola, sia dei Lati-
65 si posano insieme sui campi cruenti40
ni uccisi durante le invasioni. dun volgo disperso che nome non ha.

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Alessandro Manzoni Baldi, Giusso, Razetti, Zaccaria Paravia 2
ANALISI DEL TESTO
T
Le masse ignorate dalla storia
Il coro affronta un motivo storico che a Manzoni sta molto a cuore, ma che nello sviluppo dram-
matico della tragedia rimane solo sullo sfondo: la sorte del popolo latino sotto il dominio longo-
La vita bardo, le condizioni di vita di quella massa di uomini comuni, che non hanno una funzione atti-
degli uomini comuni va nel determinare il corso storico, e che la storia ufficiale ignora (come Manzoni si esprime nel
Discorso sopra alcuni punti della storia longobardica: unimmensa moltitudine duomini, una
Il superamento serie di generazioni, che passa sulla sua terra, inosservata, senza lasciarci traccia). Le conven-
delle convenzioni tragiche zioni del genere tragico impongono allo scrittore di trattare solo le vicende dei grandi della sto-
ria, re, principi, duchi. Ma nel coro egli si riserva un cantuccio anche per trattare delle masse
anonime e dimenticate. Questo interesse sollecitato in Manzoni dallinfluenza di uno storico li-
berale francese, Augustin Thierry, che aveva indagato i rapporti che nel Medio Evo esistevano
tra popoli germanici invasori e popoli latini sottomessi e aveva indicato lorigine dei conflitti di
classe nei conflitti di razza tra conquistatori e conquistati, esprimendo la propria simpatia per
gli oppressi. Tuttavia, al di l di questa influenza storiografica, la concezione manzoniana ha die-
La visione cristiana tro di s un pi vasto retroterra culturale e ideologico: in primo luogo il cattolicesimo, che spinge
Manzoni, in obbedienza allo spirito evangelico, a concentrare il suo interesse sulla sorte degli
La visione borghese umili; in secondo luogo la visione della realt che era propria di tutta la borghesia moderna
europea, che rivendicava il pieno diritto della gente comune a suscitare linteresse della lette-
ratura e rifiutava quella concezione eroica, propria della societ aristocratica e della visione
classicistica, che giudicava degne di interesse solo le gesta dei grandi personaggi. Quello che qui
relegato nel cantuccio del coro verr in primo piano nel romanzo.

La poesia storica e politica


Il poeta completa Il coro un perfetto esempio di poesia storica, nel senso definito da Manzoni nella Lettre
la storia M. Chauvet: il poeta completa la storia tramandata dai documenti, ricostruendo, dai fatti compiuti
dagli uomini, ci che essi hanno pensato e sentito nel compierli: qui le speranze dei Latini al ve-
dere sconfitti i loro crudeli oppressori, lumiliazione e lo sgomento dei Longobardi, che sentono
incombere su di loro un oscuro destino, lo stato danimo dei conquistatori Franchi, la nostalgia
della patria e delle loro donne, le speranze di conquista e di bottino. La differenza rispetto alle
teorizzazioni della Lettre che qui non sono ricostruiti i sentimenti di personaggi individuali, ma
di popoli interi, di grandi collettivit.
Il messaggio politico Ma il coro anche un esempio di poesia politica. La ricostruzione del passato analisi del pre-
sente, un messaggio per chi in esso vive. Il messaggio politico inviato da Manzoni agli Italiani
contemporanei di non contare su forze straniere per la liberazione nazionale. Linvito non
espresso in forme oratorie e predicatorie, come avveniva nellode Marzo 1821, ma risolto in rap-
presentazione, in scene drammaticamente animate. Sono tre le scene che si succedono: il risve-
glio del volgo disperso ed il suo vagare incerto, in preda a timore e desiderio; la fuga dei Lon-
gobardi, che assumono qualcosa di animalesco nella loro paura (trepide fere, fulve criniere,
covo); infine il sopraggiungere incalzante dei vincitori. Questultima scena d luogo ad un flash-
back, che rievoca varie scene precedenti: la partenza dei Franchi dai loro castelli, le marce, le bat-
taglie; scene che rivelano il gusto storico dello scrittore, la volont di restituire latmosfera della
vita di un lontano passato. Il coro si chiude con lapostrofe ai Latini (e agli Italiani del presente).
Compare qui lunica mossa oratoria della lirica, costituita da uninterrogazione retorica e da un
imperativo. Ma poi la dura lezione ricavabile dalla storia, nella strofa conclusiva, espressa at-
traverso una serie di frasi brevi, secche e oggettive.

Gli aspetti formali


La metrica Osserviamo gli aspetti formali della lirica. Il dodecasillabo, come il decasillabo di Marzo 1821,
un verso fortemente cadenzato, poich gli accenti ritmici ricorrono costantemente nelle stesse se-
di (seconda e quinta, settima e undicesima), quindi anchesso possiede qualche cosa di marziale e
incalzante. Per, essendo pi ampio e pi solenne del decasillabo, si presta non tanto a una vee-
mente oratoria, ma alla rievocazione storica ed epica. Il ritmo della poesia dato anche dalla strut-

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La struttura paratattica tura sintattica ricorrente. una struttura preminentemente paratattica: i complementi e le pro-
posizioni si susseguono e si accumulano in serie parallele, per asindeto (senza congiunzioni). Si ve-
da come campione la prima strofa: nei primi tre versi vi lanafora reiterata, martellante, dei cin-
que complementi di moto da luogo (dagli atrii, dai Fori, dai boschi, dallaspre fucine, dai
solchi), separati da virgole; negli altri versi, la successione delle tre brevi proposizioni coordinate
per asindeto (si desta, intende lorecchio, solleva la testa). Questi segmenti sintattici preva-
lentemente coincidono con la misura del verso, o addirittura dellemistichio, per cui la pausa della
virgola potenziata dalla cesura che separa i due senari (Dagli atrii muscosi, // dai Fori cadenti,
intende lorecchio, // solleva la testa). Lanalisi pu facilmente estendersi al resto del componi-
La sintassi di Manzoni mento. Pu essere istruttivo paragonare questa sintassi, fatta di proposizioni brevi, in cadenzata
e quella di Foscolo successione, chiuse entro la misura dei brevi senari ritmati, con le clausole ampie della sintassi del
Foscolo, con la ricchezza di modulazioni del suo endecasillabo, con la frequenza degli enjambements
con cui la sintassi scavalca la misura del verso: si ha la percezione di come Manzoni mirasse a una
poesia popolare, di forte intensit drammatica e di immediata presa sul lettore, in opposizione
Il lessico allaulicit aristocratica della poesia classicheggiante. Solo nel lessico la poesia manzoniana con-
serva una patina di aulicit (tma, desire, crudi, brandi, fere, latebre, guatar, spe-
me, prandi, dirotti, membrando, impero, volgo, perigli, durar, ruine), anche se lau-
licit meno preziosa che nel discorso poetico foscoliano e pu andare unita a termini pi comuni.

T PROPOSTE DI LAVORO

Continuare lanalisi stilistica, Ai Franchi viene dedicato un In quale misura lammoni-


1 individuando le serie para- 3 ampio spazio: quali aspetti 5 mento rivolto da Manzoni al
tattiche e verificando dove del loro comportamento pi popolo latino pu intendersi
coincidono colla misura del interessano a Manzoni? (Ov- come riferito ai contempora-
verso o dellemistichio. vero Manzoni si sofferma nei?
sulla vittoria o piuttosto sulla
sofferenza che ha compor-
Cogliere gli elementi essen- tato la vittoria?). Verificare se lintento man-
2 ziali con i quali vengono rap- 6 zoniano dichiarato nella pre-
presentati i tre popoli: i Lati- fazione del Carmagnola di
ni, i Longobardi, i Franchi. Individuare gli aspetti della fare del coro un cantuccio
4 vita medievale che Manzoni dovegli possa parlare in
mette in scena. persona propria si sia rea-
lizzato nellAdelchi (cfr. an-
che il coro dellatto IV).

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